PERFEZIONE

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Nell’estensione d’un canovaccio

motivato da figurazioni assidue

s’addensano parole promiscue

che ne ingrandiscano l’entità

E quel tenace ripetere

d’una didascalia

che si fa mito

se ne annovera la sostanza

tramutata

nella costante ideale

d’un astrattismo di perfezione

@Silvia De Angelis

Intervista alla Dr.ssa Alessia Bobbio, pedagogista, educatrice professionale e mediatrice familiare

Intervista alla Dr.ssa Alessia Bobbio, pedagogista, educatrice professionale e mediatrice familiare

Date: 14 maggio 2021Author: alessandria today0 Commenti— Modifica

Intervista alla Dr.ssa Alessia Bobbio, pedagogista, educatrice professionale e mediatrice familiare

Intervista alla Dr.ssa Alessia Bobbio, pedagogista, educatrice professionale e mediatrice familiare, di Pier Carlo Lava Un intervista decisamente interessante sui problemi della famiglie, bambini, ragazzi, adulti e coppie che consiglio di ascoltare.

O N D E, di Silvia De Angelis

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Rincorro  quelle interminabili onde, che col loro andirivieni, riportano in quell’arenile solitario fibrillanti attimi di remoto, unici  nel momento,  a inorgogliosire trame nascoste  perse in complicate falangi d’esistenza, interminabili e irrisolvibili.

Intense nuances smaglianti,  e  variegate sfumature tonalizzano  inquiete  intime trine , risvegliate d’un tratto a inusitati palpiti, che, col loro fremere, hanno delineato inaspettati percorsi  vissuti, volti a donar certezze nella personalità, sempre vogliosa di crescenti  sagome  caratteriali.

Quel continuo plasmare innovativi intenti ,assimilati  da quel che valido, ruota intorno a noi ,riassumendone le parti migliori, quelle che ampliano la nostra visuale, donandole l’ intrigante  nota in più, che insieme a originali accordi, tempra un’armonia interiore in grado di captare ogni minuscola inezia del percorso esistenziale, colorandolo di  straordinaria emozionalità  e di quel sovrappiù, da non sottovalutare, capace di aprire radiosi spiragli.

Quegli spiragli piccolissimi emanano briosa luce, che s’ingrandisce giorno per giorno rendendoci  capaci di osservare oltre il consueto, in una dimensione più languida e accattivante, in grado di percepire arcane sensazioni che proiettano il nostro sentire al di là di un insipido attimo d’essenza….

@Silvia De Angelis

P O E S I A, di Silvia De Angelis

Nelle mie fughe con te

si sopiscono quelle sommosse senza mediazione

difficili da spiegare a chicchessia

Quasi un moto di ribellione

a un non consenso di vita

nei suoi margini severi…duri da condividere

Mi prendi per mano

consona di quel fremito sulla schiena

forte d’un’ispirazione serrata nelle dita strette

capaci carezzare soliloqui d’eccedenti smanie

placate da un tenero languore

che si fa parola

per avvicinare le sillabe all’anima  sedotta

@Silvia De Angelis

ÉPHÉMÈRE, di Rebecca Lena

ÉPHÉMÈRE

di Rebecca Lena

Ricordo il vitreo bulbo oculare di una volpe appena morta. Voragine muschiosa, sospesa nel nulla. 

Avevo provato a raccoglierla dalla sua zampa ossuta – scricchiolii di un corpo appena investito – ma scivolava fra le dita. La spostai a lato della strada, il muso ritorto pesava di assenza. 

Una carezza ultima gliel’ho voluta dare mentre un ragazzino, fermatosi anche lui, mi chiedeva se fosse ancora calda. “Funzionano anche loro come noi?” Disse, ma non sono sicura di aver inteso davvero il significato di quella domanda. “Bè, non è ancora fredda, forse è morta da una ventina di minuti”, provai a rispondere. 

Siamo noi ad attraversare le cose, il bosco. Tutto è bosco anche senza alberi.

E poi la notte, addormentata, ricordo di aver corso nel mio sogno e lei mi seguiva, quella volpe, saltava e correva fra gli alberi, vivace, ma non si faceva toccare. La persi quasi subito. Io delusa e sollevata tornai a casa. Spiai dall’oblò della mia roulotte tutta la notte. Osservavo il buio di cespugli sperando che si animassero all’improvviso. Volevo che tornasse da me. 

D’un tratto, al mattino, lei tornò, ma senza pelliccia: la vidi: traballante e spaesata. Solo un corpo nudo di donna, adulta, con un ventre, l’ombelico e i capelli crespi. La bocca era dipinta di terra fino al mento, una leggera peluria d’oro brillava su braccia e gambe. Le andai incontro e la baciai, quanto era morbida, esile. Rimase inginocchiata, inesperta nelle sue gambe, con la testa fra le mie mani, vicina al mio ventre. Toccai le sue labbra e le riempii di fiori, poi baciai la sua fronte e lei socchiuse gli occhi, forse addomesticata dalla sua nuova debolezza. 

Presto mi accorsi che il suo corpo era scosso da scariche irregolari e, quasi bruscamente, gli arti cominciarono a tremare. L’adagiai subito vicino ad una pietra e le strinsi la mano, lei soffriva senza emettere alcun suono, la gambe leggermente divaricate come a voler partorire. 

D’un tratto un tuono in lontananza lo vidi spaccare il cielo e lasciar filtrare una densa nube di cenere. Non sapevo che un universo aldilà avesse iniziato a bruciare. 

Il corpo di lei, tremando, cominciò a perdere contorno; incrociai le sue dita scure e mi accorsi di ciò che teneva stretto, una piccola pietra vitrea, muschiosa. La presi e la imbucai frettolosamente nella tasca. 

Il suo viso cominciava a scricchiolare. Tremolii di nervi, sabbia. Provai a baciare la sua bocca socchiusa ma la sentii sfaldarsi sotto la mia pressione, anche le dita si fecero sabbia. 

Vidi lo spacco del cielo che continuava a riversare cenere sulla valle. Mi voltai nuovamente ma di lei non rimaneva più alcuna forma. C’era una lieve piramide ocra accanto alla pietra. Lei era svanita, la mia volpe. Ed io seduta lì accanto, con la bocca polverosa.

Un boato terribile, d’un tratto: la nube avanzava e sapevo che avrebbe sparpagliato ovunque quella sua sabbia brillante. Feci per prenderne una manciata, ma fuggì.

Raggiunsi la mia roulotte, ero al sicuro. Scavai nel fondo della tasca per trovare quel piccolo oggetto che mi era scivolato fra le dita. Fuori la cenere infuriava tra gli alberi. Lo guardai da vicino e capii: era un bosco, un micro-bosco vivo dentro una sfera. Le punte minuscole dei suoi albeti fluttuavano, stormi di microorganismi esplodevano fra i rami. La accostai all’orecchio e credetti di sentir provenire un ronzio, un grido lontano. La strinsi fra le mani mentre fuori tutto si faceva buio.


Approfitto per ringraziare Maurizio Grasso per la bellissima recensione di Racconti della Controra.

PAREIDOLIE MORSE, di Rebecca Lena

PAREIDOLIE MORSE

di Rebecca Lena 

Ho bisogno di un suono.

Che raccolga questa manciata di pruriti e dia loro una forma compiuta.

Ho bisogno di un codice, dettato dai lampi, o scosso da un ramo sul ciglio della strada. Si affaccia in saluto, è una mano secca di foglie. Punto linea punto, punto accento linea seme. Si inchina al vento.

Fuga dalla nausea del sentire. In un luogo riservato al vuoto, nostalgia d’assenza emotiva. Cerco uno spazio per la trasparenza, con temperatura colore 2000 k. Se ci abitassi delineerei solo difformità al mio fianco perché non sono capace di costruire un viso che mi consoli. Buon odore quando ci si abbandona, lascio riposare la coscienza: eclissi caleidoscopio. 

Non un essere compiuto, giacerei con orecchie distopiche e arti sparsi, fluidi viscosi o improvvisa tempesta di polvere fine. A dirigere l’onda amorfa 8 hertz, pareidolie a tratti.

Linea punto punto, linea linea linea, punto punto punto linea, punto.

Seguo i miei fari proseguire sull’asfalto, a sinistra la linea bianca dice: linea linea linea…cinque linee: zero gradi. Rischio sbandamento temporale, le ruote fanno prurito alla strada, io mi faccio prurito coi pensieri. Fermo il mio secondo veicolo, l’auto, proseguo a piedi col mio primo veicolo, il corpo. Dall’alto vedrei solo un paesaggio buio, l’essere (io) che lo percorre non ha alcuna azione rilevante, è parte stessa del paesaggio. “Veduta notturna con accessori mobili.”

Non è il mio corpo un essere che percorre, è spazio – disomogeneo – dentro lo spazio. 

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CON-FUSIONE CON-FINE

CON-FUSIONE CON-FINE

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Non mi vedo, calma piatta irreversibile. Sopita nel vapore d’assenso e distrazione. Non ricordo di avere un corpo, né un viso. Distinguo una smorfia apotropaica riflessa sul vetro di una finestra riemersa: propaggine di nebbia accolta dal mare. Non esisto che nella percezione delle scadenze. Nel fare alienato. Non ci sono fuochi nel cielo né in nessuno. Non ci sono scosse di sole.

Solo una lacca d’immoto: ogni reduce vibrazione sta sulla patina in superficie, fatta d’ansia, d’olio di azioni meccaniche, di dissenso verso ciò che degrada, di aspettative infrante, di scandaglio del tempo, di stima del profitto, di autocompiacimento, e compagnia materiale. Ci galleggio smarginando il mio confine.

Non mi sento. Non vi sento, forse anche voi sfrangiati sulla vernice versata.

Ma affondo, credo, nel sentimento delle cose, capovolgendo questa stasi, proprio ora che la mia guancia si congiunge al tuo petto, nella conca destra in cui il petto si inarca in spalla. Ecco, io lì mi incastro e d’un tratto mi sveglio, ritrovo il mio viso fra i vapori, compiuta, potenziale e potenzialmente euforica. Ridisegno il confine del mio corpo e quel mare immobile, ormai sbiadito, mi spinge in alto, lontano dal suo nuovo mescolio. 

Nuove onde e mulinelli. 

Vedo riaffiorare i miei pensieri profondi, arricchiti di coralli e crostacei preziosi. Statue con capelli di alghe. Forzieri incrostati e rugginosi. La patina oleosa scompare in piccole macchie, inghiottite chissà dove in fondo all’increspare liquido del sentire; vedo d’un tratto i miei occhi riflessi, ovunque, nella schiuma, fra gli scoppi della luce rifratta. 

Mi vedo finalmente, nel reale, tutta quanta, sono un corpo disteso che giace accanto al tuo. Sono un corpo oppure lo indosso, non importa, mi calza perfettamente. 

Siamo adesso, entrambi; qui e in nessun altro luogo potremmo indossarci così bene. Forse dormiremo svegli, stretti in una morsa di morbidi sciabordii, separati solo da una pelle e da un abisso di pensieri conchiglia.

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PALEOCONTATTI, di Rebecca Lena

PALEOCONTATTI

di Rebecca Lena 

Sono le colline a generare fiumi, o i fiumi a generare colline? 

Ricevo paleocontatti con le mani mozzate,  dentro una melodia di fischi che prima dell’alba mi inquieta.

Temporeggio con gesti retorici, fuori, fuggo da una consistenza stantia che impregna la casa. Stesso odore, stessa luce, causa di un guasto temporale appeso a questo grumo di giorni dell’anno. Come se il clima fosse in grado di sorbire l’urto di una tragedia, e poi rilasciarlo, quando l’asse terrestre ritrova quella stessa pendenza. Memoria olfattiva di Maggio: è sofferenza.

Tanto non sarà più casa mia, mi rincuoro. Rancido profumo di nausea. La mia esistenza non è radicata alla mura di qualcosa che non ho e che non avrò mai. Investire è tacita illusione.

Spesso vago in vani automatismi del fare. Tesa a necessità essenziali, poco complesse. Mi inselvatichiscono: è un avvicinarsi ad una condizione più autentica, più aerea. Guardo con sospetto chiunque e qualunque cosa dalla fessura del mio occhio rettile, pronta a fuggire al primo movimento.

Il sogno: una fuga dalla nausea del sentire reale. Oppure il reale: una fuga dalla nausea sottile del sogno.


Scusate la lunga assenza.


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CONCAVITÀ, di Rebecca Lena

CONCAVITÀ

di Rebecca Lena 

Ti ho perso sotto un’onda. 

Un attimo dopo camminavo fra i corridoi di un supermercato – taglio netto, mancano pezzi alla mia memoria, ma non me ne curo – guardo gli scaffali, alcuni sono crollati l’uno sull’altro creando aperture di forma triangolare. Percorro le file di alimenti, non mi chiedo perché tutto sia sottosopra, so che ho bisogno di qualcosa, ma non so decidermi. Forse l’aceto balsamico: ne prendo una boccetta fra le mani, il liquido nero sangennariano si anima come per miracolo, lo osservo ungere le pareti, brillante intreccio di lingue liquide, ma subito la rimetto al suo posto. C’è qualcosa di sbagliato, una mancanza profonda nell’aria: un buco materiale fra i pensieri. 

Fra gli spazi vuoti delle bottiglie riconosco una sensazione. Una concavità scura. Sei tu, che manchi, ma non ricordo il tuo viso. Il peso di una tristezza incomprensibile mi comprime le membra; il mio avanzare fra gli scaffali si riempie di un malessere sempre più doloroso man mano che la consapevolezza si fa più viva: non tornerai mai più. Ma qual era il tuo nome? Non lo trovo in nessun angolo. Mi soffermo sul banco della carne. C’è la tartare con crema di tonno e capperi e altri tranci marinati, secchi, incelofanati. D’un tratto ricordo un numero, ti scrivo, “sei vivo?”.

Quando riemergi dal mescolino del maremoto? Mi chiedo senza scrivere.

Ma è sbagliato. Mi risponde qualcuno “sono contento di sentirti”. Ho sbagliato persona. 

Continuo ad indugiare sui filetti; come ho potuto dimenticare? Mi concentro sul malessere nel tentativo di ripercorrere la memoria grezza. Con grande fatica individuo l’onda sconfinata, mi afferrò a lei, poi il ricordo si fa più semplice, scivolo su di essa, non posso più volare, ero il tuo animale, o tu il mio, scossa fra piccole e grandi creste ci provo, ma non riesco a riemergere, sono talmente impregnate le mie ali rosa di pipistrello. C’è un corpicino inghiottito e una zattera che vanno a fondo. Forse posso ancora afferrarti e riaffiorare insieme. 

Taglio netto, i pensieri sgranati si interrompono. Eccomi qua, di nuovo. File di bottiglie di aceto nero davanti ai miei occhi. Il passo si fa più pesante, è il carico di un dolore mai provato prima, un sedativo di malinconia che si annida soprattutto dietro lo sterno. Non ti vedrò mai più, e nel realizzarlo il mio peso si addensa verso il centro della terra.

Stanno per chiudere, sono già le 20:17. Il commesso al banco ha perso la pazienza. Mi decido frettolosamente per la tartare con crema di tonno e capperi e lui ne riempie sbadatamente una ciotola di vetro. Sono sollevata di poter mangiare qualcosa. Me ne vado lentamente. Chi eri? La tua forma continua a scomparire, stringo la vaschetta fra le mani, aumenta una gravità sconosciuta che mi costringe a strisciare.

Palazzo Cuttica: MONFERRATO CLASSICA TRIO DEBUSSY

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Palazzo Cuttica: MONFERRATO CLASSICA TRIO DEBUSSY

Date: 6 giugno 2022Author: alessandria today0 Commenti— Modifica

MONFERRATO CLASSICA

TRIO DEBUSSY

Mercoledì 8 giugno, alle ore 21, nelle sale di  Palazzo Cuttica 

debutta il Trio Debussy 

con musiche di Brahms, Haydn e Piazzolla

Alessandria 6 giugno 2022

Al via la seconda edizione di Monferrato Classica, un evento diffuso a firma del Maestro Alex Leon e promosso dall’Associazione H.E.R..

Quattro città: Alessandria, Acqui Terme, Nizza e Casale Monferrato che ne danno il patrocinio; quattro concerti di musica classica, da giugno a settembre, eseguiti da grandi interpreti di caratura nazionale e un solo territorio, il nostro Monferrato.

Inizieranno il viaggio musicale nella terra Unesco, con la prima di quattro date, il Trio Debussy.

A loro seguiranno Quartetto IndacoQuartetto di Cremona Massimo Quarta & MCO

“Immensa è la mia gioia nel poter vedere che ciò che in questi mesi, a fatica, abbiamo messo insieme. Finalmente, con il primo concerto ad Alessandria, si sta concretizzando quello che è la continuazione di un bisogno nato durante la pandemia, creare bellezza” afferma Leon ”La passione, la determinazione e una precisa volontà di comunicare il nostro progetto di cultura sostenibile ci ha portati fin qui.”

Monferrato Classica non è solo un cartellone per appassionati di musica classica è un qualcosa che va oltre, che porta con sé un messaggio importante, quello della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

“Da sempre diffondiamo i principi dell’Ecologia Profonda e Monferrato Classica ne rappresenta l’esordio. La connessione tra musica e natura è semplice, è istintivo, è riconosciuto da tutti. La HER sta lavorando perché questo evento sia l’inizio di un progetto importante e ambizioso in relazione alla sostenibilità dei territori sia ambientale che economica. Monferrato Classica è un festival che vuole attivare una connessione sinergica tra musica, architettura, natura e persone”, afferma Graziella Boi,project manager H.E.R “l’idea è di utilizzare l’architettura delle città del Monferrato, farle vivere attraverso la musica, per avvicinare le persone al paesaggio e stimolare la sensibilità ambientale”. 

Intenso, coinvolgente e non convenzionale il programma della serata del trio torinese ispirato al grande compositore Debussy: “Siamo felici di partecipare a questo piccolo tour in Monferrato, terra di paesaggi meravigliosi, che meritano di essere conosciuti e valorizzati. Il fulcro del nostro programma sarà un trio di Johannes Brahms, compositore del tardo romanticismo tedesco opera che aprirà la serata. In seguito faremo ascoltare una scelta di lavori di Astor Piazzolla, autore italo argentino che ha avuto il merito di esportare il Tango dal Sudamerica al mondo intero.”

La prima data dunque sarà  Alessandria l’8 giugno alle ore 21:00 nella prestigiosa cornice di Palazzo Cuttica ma con la possibilità per il pubblico, a partire dalle ore 19:00 di poter accedere alla sala degustando prodotti enogastronomici del territorio.

“Siamo felici che proprio ad Alessandria muova i primi passi la nuova edizione del Festival ‘Monferrato Classica’, che snodandosi lungo un percorso a più tappe – afferma l’Assessore alle manifestazioni ed eventi – rafforzerà ulteriormente la connessione della nostra Città con il territorio, in un percorso di valorizzazione reciproca e supporto congiunto alla promozione del Monferrato e delle sue eccellenze artistiche, culturali ed enogastronomiche”

Programma  Trio Debussy

mercoledì  8 giugno Alessandria

Johannes Brahms: Trio di Do Maggiore OP.87

Allegro-Andante con moto- Scherzo. Presto – Finale. Allegro giocoso

F.J.Haydn : Trio in sol maggiore op.25 

Andante – Poco adagio – Rondò all’ungherese

A. Piazzolla: Chau Paris, Primavera portena, Oblivion, Libertango

Per chi non potesse partecipare alla serata dell’8 giugno ad Alessandria, ricordiamo che il Trio Debussy si esibirà il 9 giugno ad Acqui Terme, il 10 giugno a Nizza Monferrato e l’11 giugno a Casale Monferrato

Il costo del biglietto è di euro 20 comprensivo di una degustazione vino e prodotti monferrini.

Per informazioni e biglietti contattare il numero: 339 408 3494 o consultare il sito https://monferratoclassica.it/

Per interviste e approfondimenti artisti

Laura Gobbi

Mobile 3383937605

Biografia Trio Debussy

I torinesi Piergiorgio Rosso, Francesca Gosio e Antonio Valentino, dopo gli studi al Conservatorio, si sono formati nel 1989 alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien (grazie ad una borsa di studio della De Sono). Nel 1993 hanno debuttato alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna; nel 1995 ottengono il secondo premio al Concorso Internazionale “Gui” di Firenze; nel 1997 il primo premio al Concorso Internazionale “Trio di Trieste”; nel 1999 tengono un ciclo di concerti al Teatro Coliseum di Buenos Aires; nel 2002 sono protagonisti all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il Concerto Albatro di Ghedini, diretti da Jeffrey Tate.

Cartellone Monferrato Classica

Stagione 2022

Seconda edizione

Quartetto indaco

30 giugno Casale Monferrato

1° luglio Nizza Monferrato

2 luglio Alessandria

3 luglio Acqui Terme

Quartetto di Cremona

4 agosto Acqui Terme

5 agosto Nizza Monferrato

6 agosto Casale Monferrato

7 agosto Alessandria

Massimo Quarta & MCO

1° settembre Acqui Terme

2 settembre Nizza Monferrato

3 settembre Alessandria

4 settembre Casale Monferrato

BIOGRAFIE

L E O N – Direzione Artistica

Nome d’arte di Alex Florin Leonte è un giovane violinista di formazione classica volto alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi musicali. Nasce nel 1987 a Sighetu Marmatiei, città del nord della Romania, e inizia lo studio del violino all’età di 5 anni in una piccola scuola di musica dedicata al grande violinista romeno George Enescu. All’età di 13 anni viene ammesso al prestigioso Liceo Musicale “Sigismund Toduta” a Cluj-Napoca sotto la guida del Maestro Soltan Viorel. Nel 2003 si trasferisce a vivere in Italia, per proseguire gli studi al Conservatorio “N. Paganini” di Genova, dove si diploma sotto la guida del Prof. Valerio Giannarelli. Nel 2011 studia alla “International Menuhin Music Academy” in Svizzera con Maxim Vengerov, Liviu Prunaru e Oleg Kasiv. Nel 2014 studia e si perfeziona con la violinista Bin Huang vincitrice di numerosi premi tra cui il 1° Premio Paganini. Dal 2016 al 2019 studia e si perfeziona in musica da camera con Massimo Quarta a Genova e successivamente Piergiorgio Rosso a Torino. Nel cammino musicale incontra vari musicisti con i quali collabora, tra i quali il pianista Stefano Nozzoli. I due artisti formano un duo stabile e costruiscono negli anni un repertorio cameristico che spazia da J. S. Bach, Mozart, Schubert a Beethoven, Brahms, Schumann, Poulenc, R. Strauss, Debussy e Prokofiev. Violinista versatile trova interesse anche verso altri generi musicali. Nel 2008 inizia la collaborazione con gli Yo Yo Mundi gruppo folk-rock Piemontese, con i quali inciderà diversi dischi, Album Rosso, Munfrà. Insieme agli Yo Yo Mundi terrà numerosi concerti in Italia e all’Estero in teatri e palchi prestigiosi. La collaborazione durata fino al 2013 con la band Piemontese, porterà un enorme bagaglio culturale ed artistico all’artista in divenire. Tra il 2010 e il 2013 sarà tra i fondatori di un progetto musicale e multiculturale chiamato “Orchestra Multietnica Furasté”, con il quale ha tenuto numerosi concerti in giro per l’Italia. Viene invitato come turnista in diversi concerti della band “The Vad Vuc” in Svizzera e insieme alla band “In Vivo Veritas” suona al Festival de Chassepierre in Belgio e a numerosi concerti in Italia. La ricerca di nuove forme e linguaggi lo portano ad approfondire la musica d’improvvisazione, attraverso la quale sente di poter esprimere al meglio le proprie idee ed emozioni. Studia improvvisazione jazz con Marco Tindiglia, Masa Kamaguchi, Dave Douglas, Karl Berger, Ingrid Sertso e Furio di Castri. Ha suonato con: Faondail, Orchestra Multietnica Furastè, In Vivo Veritas, The Vad Vuc, Sharon Shannon, Stefane Mellino (Les Negresses Vertes), Trivette Bluegrass Band, The Thomas, Class Ingstrom, Marius Seck, Valerio Carboni, Maria Teresa Lonetti, Miriam Gallea, Toti Canzoneri, 20 Strings, Andy Sheppard. L E O N suona un violino Ansaldo Poggi del 1974.

Trio Debussy

I torinesi Piergiorgio Rosso, Francesca Gosio e Antonio Valentino, dopo gli studi al Conservatorio, si sono formati nel 1989 alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien(grazie ad una borsa di studio della De Sono). Nel 1993 hanno debuttato alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna; nel 1995 ottengono il secondo premio al Concorso Internazionale “Gui” di Firenze; nel 1997 il primo premio al Concorso Internazionale “Trio di Trieste”; nel 1999 tengono un ciclo di concerti al Teatro Coliseum di Buenos Aires; nel 2002 sono protagonisti all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il Concerto Albatro di Ghedini, diretti da Jeffrey Tate.

Quartetto Indaco 

Nasce presso la Scuola di Musica di Fiesole nel 2007 grazie all’impulso di Piero Farulli e Andrea Nannoni. La formazione ha seguito masterclass con diversi quartetti (Quartetto Artemis, Quartetto Brodsky, Quartetto Prometeo) e corsi di specializzazione tenuti da alcuni tra i maggiori cameristi e quartettisti del nostro tempo (Milan Skampa-Quartetto Smetana, Hatto Beyerle Quartetto Alban Berg, Reiner Schmidt-Quartetto Hagen, Krzysztof Chorzelski Quartetto Belcea). Nel 2017 il Quartetto Indaco ha conseguito il Master in Musica da Camera presso la Musikhoch schule di Hannover, sotto la guida di Oliver Wille (Quartetto Kuss).

Quartetto di Cremona

Nasce nel 2000, durante un periodo di studio all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini. L’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Hatto Beyerle dell’Alban Berg Quartett e in breve si afferma come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. Si esibisce regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo, in Europa, in Sudamerica, Australia e Stati Uniti.

Massimo Quarta e Monferrato Classic Orchestra

Vincitore del Primo Premio al Concorso Nazionale di Violino Città di Vittorio Veneto (1986) e del Primo Premio al Concorso di Violino Opera Prima Philips (1989), nel 1991 Massimo Quarta ha vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Violino N. Paganini di Genova. La sua intensa attività concertistica lo porta ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche, suonando con direttori quali Yuri Temirkanov, Myun Wun Chung, Christian Thielemann e molti altri. Massimo Quarta è considerato uno dei piú importanti violinisti della sua generazione ed è stato ospite di alcuni tra i maggiori festival.

Human Evolution Resource

Siamo una sola associazione, ma costituita da persone, aziende, enti formativi, altre associazioni. Un unico gruppo, un insieme di persone che lavorano insieme per costruire qualcosa di grande. Ognuno conta perché  porta qualcosa, aggiunge un pezzo al puzzle che una volta composto costruisce una risorsa imperdibile. Condividiamo e portiamo avanti un obiettivo: l’umanizzazione in ambiti quali l’educazione, la salute e il lavoro. Non si tratta solamente di ciò che possiamo fare, ma di come possiamo pensare insieme e di conseguenza agire.

L’Associazione HER si occupa di Ricerca, Salute e Formazione, si ispira al movimento dell’ecologia profonda di Arne Naesse e vuole fornire la base filosofica e spirituale per un vivere più vicino alla natura e con la sua costituzione e il suo nome segna il punto di svolta. H.E.R. “Di lei” segna la tendenza del cambiamento della nostra epoca dal maschile al femminile; nel pensiero: da auto assertivo a integrativo, da razionale a intuitivo, da analitico a sintetico, da riduzionistico a olistico, da lineare a non lineare. Dal punto di vista dei valori da auto assertivi a integrativi, da conservazione a espansione , da competizione a cooperazione, da quantità a qualità, da dominazione ad associazione.

L’associazione HER APS ETS è partner dei due progetti culturali, Monferrato Classica e Revolution Culture per supportare la realizzazione di eventi culturali in una logica di turismo sostenibile, sostenere le progettualità di transizione green e di economia circolare delle aziende dei territori coinvolti, attraverso la ricerca di fondi o con sostegno diretto.

La HER intende coinvolgere gli stakeholder al fine di definire la stesura del documento di politica di sviluppo sostenibile e la condivisione tra soggetti pubblici e privati di un nuovo modello economico a supporto dello sviluppo territoriale.

La meraviglia dinanzi alle piccole cose del Creato, di Elisa Mascia

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La meraviglia dinanzi alle piccole cose del Creato

Author: elisamascia

Foto dal web 
Foto: Karo Alan 

Karo Alan
Nata poeta, romantica e sensibile. Nata a Guadalajara Jalisco. Autrice di 2 libri di poesie e di 1 romanzo.
Scrive sulla rivista Guantiní di Miami USA.

LA MERAVIGLIA DELL’ INCREDIBILE.

Il vento vertiginoso e lo scorrere a volte inesorabile della vita che si vive in città, non ha paragoni con la vita meravigliosa di campagna…
Lì avevo tutto a portata di mano, qui tendono a mancare le cose, a volte le più elementari, tuttavia la tranquillità, la bellezza e le scoperte dell’essenza si trovano solo qui; lo stesso in un fiore come in un esemplare di animale, anche negli insetti, sempre con la meraviglia dello stupore quando si guardano per la prima volta.
Qui senza vita sociale ma sempre puntuale all’appuntamento con la natura nel mio giardino, come sono felice e dove c’è sempre qualcosa di nuovo per me; fiori forse senza profumo ma con un bel colore, c’è luce artificiale ovunque; qui a volte senza più luce di quella della luna con il suo eccellente candore accompagnato da luceri lampeggianti. Ci sono piscine e fontane artificiali; qui le sue acque nascono da cascate o da piccoli occhi d’acqua, sempre pura, pulita e cristallina con la sua schiuma gorgogliante in caduta. Là ho pianto di tristezza, qui, le mie lacrime sono di felicità intrappolate nello stupore che di solito mi dona Dio…
Karo Alan

L’esternazione della meraviglia di un’anima pura che, come l’innocenza di una bambina, si pone dinanzi al creato apprezzando nell’ammirazione della Natura dal più minuscolo al più grande componente per manifestare la profonda gratitudine. L’acqua trasparente di un ruscello o di una piccola scrosciante cascata, la luna con il chiarore illuminante, pianto di gioia contrapposto alla tristezza rappresentano un inno alla vita per osannare tutto ciò che di meraviglioso circonda esprimendo la magia della natura che è spiritualità che pone in connessione con Dio.

Traduzione dall’idioma spagnolo all’italiano e recensione a cura di Elisa Mascia.

Karo Alan L’istituzione culturale colombiana Casa Poética Magia y Plumas esalta il suo lavoro letterario, assegnando questo Premio Internazionale di Poesia e Letteratura Accademica per il suo impegno per la cultura e i principi che promuovono nell’esercizio della scrittura, oltre a portare la bandiera in tutti gli angoli del mondo, congratulazioni e continua con i tuoi risultati.


Karo Alan
Poeta nata, romantica y sensible. Nacida en Guadalajara Jaliso. Autora de 2 libros de poemas y 1 novela. Escribe en la Revista Guantiní de Miami EUA
LA MARAVILLA DEL ASOMBRO

El viento vertiginoso y a veces el inexorable correr de la vida que experimente en la ciudad, no tiene comparación con la maravillosa vida del campo…
Allá todo tenía a mi alcance, aquí suelo carecer de cosas a veces las más elementales, sin embargo la tranquilidad belleza y descubrimientos de esencia sólo aquí los encuentro; igual en una flor que en un espécimen animal, Incluso en insectos, siempre con la maravilla del asombro cuando se miran por primera vez.
Aquí sin vida social pero siempre puntual a mi cita con la naturaleza en mi jardín qué tanto me alegra y donde siempre hay algo nuevo para mí; flores quizá sin aroma pero con atrayente color, allá  luz artificial por doquier; aquí a veces sin más luz que la de la luna con su excelente blancura  acompañada de destellantes Luceros. Allá albercas y fuentes artificiales; aquí sus aguas nacen de cascadas o de ojitos de agua, siempre pura limpia y cristalina con su burbujeante espuma al caer. Allá lloraba de tristeza, aquí, mis lágrimas son de felicidad atrapada en la maravilla que Dios me suele regalar…
©Karo Alan
Santiago, N. L.
Estados Unidos Mexicanos
Foto de Internet

Este poema es uno de los fundamentales escritos por la poetisa mexicana Karo Alan.
Ernesto Enrique Del Valle

La exteriorización del asombro de un alma pura que, como la inocencia de un niño, se pone ante la creación apreciándose en la admiración de la Naturaleza desde el componente más pequeño hasta el más grande para manifestar profunda gratitud. El agua transparente de un arroyo o una pequeña cascada rugiente, la luna con la luz que ilumina, las lágrimas de alegría opuestas a la tristeza representan un himno a la vida para ensalzar todo lo maravilloso que hay alrededor expresando la magia de la naturaleza que es la espiritualidad que se posa en conexión con Dios.

Traducción en italiano y revisión de Elisa Mascia.

Karo Alan: La Institución Cultural Colombiana Casa Poética Magia y Plumas exalta su labor literaria, otorgando este Premio Internacional de Poesía y Literatura Académica por su compromiso con la cultura y los principios que promueven en el ejercicio de la escritura, además de llevar la bandera a todos los rincones del mundo, muchas felicidades y continúes con tus logros.

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La poesía e l’arte sono connubio di generosità… Espressione massima della solidarietà, di Elisa Mascia

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La poesía e l’arte sono connubio di generosità… Espressione massima della solidarietà

Author: elisamascia

Foto: Copertina del libro 40 poesie e una lacrima 

Oggi insieme alla collaborazione Italia – Argentina con Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy ed Elisa Mascia sulle pagine di Alessandria today presentano un grande esempio mondiale di solidarietà tramite la poesia…
Antonio Valle Sanchez il Poeta Solidale 

“Nonostante le circostanze,
Nonostante le vicissitudini della vita c’è sempre una speranza visto che Antonio è un uomo che da quando ha cominciato a scrivere lo ha fatto iniziando nella situazione più avversa. Si è incamminato in questa carriera scrivendo nelle miniere di carbone.
Quando si fermava invece di fare una sosta, prendeva il suo taccuino con una penna e in quell’oscurità scriveva poesie.
In “40 poesie d’amore e una lacrima”  intervengono poeti provenienti da tutto il mondo.
Tra questi anche una poesia di Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy nei link in fondo pagina. 

“Per i malati di cancro, un grido di Speranza!!… Grandi successi, come sempre dedicati a voi…
Grande trionfo di poesia e teatro, innovazione culturale, poesie che fondono l’anima, dall’Auditorium Caja Rural de Granada. Il poeta della Valle con il suo cast di artisti e musicisti. Grazie, il mio trionfo è il tuo trionfo… Quando un Poeta non scrive, indica solo il passaggio alla tenerezza, all’amore, alla pace, all’equilibrio, questo è El Poeta del Valle. “

Da “El Valle de Lecrin” periodico mensile fondato nel 1912″…
“Sono Antonio ho lavorato in una miniera di carbone a 200 metri dal suolo…

Per 15 anni ho voluto morire dove potevo tornare nella mia Andalusia, innamorato…
anni duri e ho pubblicato diversi libri, oltre alle poesie, guardare il livello e partire…

In quel momento, però, le recitava, invitato da diverse Associazioni Culturali e di quartiere. Venne alla luce il primo libro, intitolato “Dal profondo” e accompagnato dal sottotitolo “Poesie che pizzicano l’anima” , che ebbe grande accoglienza popolare.

Alla fine il mio sogno si è avverato, sebbene la felicità che mi ha procurato sia stata interrotta dal fato e crudele destino, quando mi sono visto separato per tempo e costretto a letto a causa di una grave e terribile malattia.

In quel periodo in cui fui ricoverato in ospedale, la mia vena poetica si aprì in un canale e sgorgò. Non appena la mia salute mi ha dato una pausa, ho ricominciato a comporre. Tra un tour e l’altro, in America e in Portogallo, consigliati da auditorium e centri culturali, è nato il mio secondo libro: Un Wando fiore tutto di pelle. In molte occasioni donato è stato in gestazione sotto l’effetto di antidolorifici, morfina, sessioni di chemio. È all’altezza del suo sottotitolo “Le mie conversazioni con lei”, poiché è stato scritto nei corridoi di quegli ospedali.

Ho avuto l’onore ricevere il premio “Conde de Hubrite”, avendo anche partecipato al Concorso Nazionale di Poesia dell’Accademia delle Scienze, delle Arti e delle Lettere, ottenendo anche il riconoscimento per la mia interpretazione.
Questo è stato importante per me, dal momento che non solo compongo, mi piace anche recitare le mie creazioni e cerco di rendere le mie presentazioni il più complete possibile per i miei ascoltatori. Di solito sono accompagnato da grandi musicisti, poeti e artisti. Strumenti come chitarra, sassofono e ukulele accompagnano le mie poesie, e l’occasionale esibizione teatrale ha dato vita ad alcune di esse, riscuotendo grande successo dal pubblico.

Ho presentato a Lisbona Cuba e in Spagna il mio romanzo El Barrio, che parla del mondo visto attraverso gli occhi di un bambino, con il quale spero di raggiungere molti più lettori innamorati della cultura nella sua sfaccettatura poetica.

A causa di questa pausa dovuta alla pandemia in cui ci troviamo, viene posticipata la pubblicazione del mio ultimo libro di poesie: Quaranta poesie e una lacrima, che fa parte della trilogia intitolata Vivencias poéticas. Si pensava che sarebbe stato presentato in diversi ospedali della provincia e da regalare in omaggio ai pazienti e al loro dolore, a tutte le persone malate di cancro.

Senz’altro  da evidenziare, vale la pena ricordare che nei miei tour sono conosciuto come il Poeta del Valle, un nome d’arte magnifico.

Dal quotidiano Valle de Lecrin,  vogliamo sottolineare che Antonio del Valle è un grande poeta, un grande cantastorie e una grande persona al quale auguriamo il meglio.

Traduzione dall’idioma spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia
Grazie all’ Ambasciatrice Universale della  Pace Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy – Argentina 

La poesía y el arte son una unión de generosidad… Máxima expresión con solidaridad.

Hoy junta a la colaboración Italia – Argentina con Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy y Elisa Mascia en las páginas de Alessandria.today presentan un gran ejemplo mundial de solidaridad a través de la poesía…
Antonio Valle…

“A pesar de la circunstancia,
A pesar de la vicisitudes de la vida siempre hay una esperanza ya que Antonio es un hombre que en el inicio  que empezó a escribir lo hizo  en la situación más adversa ya que el empezó esta carrera escribiendo las mina de carbón.
Cuando vahava en lugar que harce llejava su cuaderno con una lapicera en esa oscuridad escribía poesía.
En “40 poemas de amor y una lagrima” entervengon poetas de todo el mundo Entre ellos también una poesía de la poeta argentina Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy

Para los enfermos de cáncer,un grito de Esperanza!!… Grandes éxitos,como siempre dedicados a vosotros…
Gran triunfo de poesía y teatro, innovación cultural,poemas que derriten el alma,desde el Auditorio Caja rural de Granada. El poeta del Valle con su elenco de artistas y músicos. Gracias,mi triunfo es vuestro triunfo…. Cuando un Poeta no escribe , sólo indica el tránsito a la ternura,al amor,a la paz, a l equilibrio, este es El Poeta del Valle.

En ese tiempo, no obstan te, iba recitándolos, invitado por distintas asociaciones cul turales y de vecinos. Ahi salió a la luz el primer libro, titulado Desde las profundidades y acompañado del subtítulo Poemas que pellizcan el alma, que tuvo gran aceptación popular.

Por fin se hacia realidad mi sueño, aunque la felicidad que ello me trajo se vio truncada por el fatídico y cruel destino, cuando me vi apartado por tiempo y empotrado en una cama por causa de una grave y terrible enfermedad,

En ese tiempo en el que estuve hospitalizado, mi vena poética se abrió en canal ya borbotones. En cuanto la salud me dio un respiro comencé de nuevo a componer. Entre gira y gira por América y Portugal, en nsejado por auditorios y centros culturales, es, que me nació mi segundo libro: A flor Wando todos de piel. En muchas ocasiones donados en fue gestado bajo el efecto de los calmantes, la morfina, las sesiones de quimio. Hace honor a su subtitulo (Mis con versaciones con ella), ya que fue escrito en los pasillos de sos hospitales.

Tuve el honor de ser galar donado con el premio Conde de Hubrite, habiendo participa do además en el Certamen Nacional de Poesia de la Academia de las Ciencias, las Artes y las Buenas Letras, alcanzando reconocimiento también por mi interpretación.
Esto fue importante para mi, ya que no solo compongo, también disfruto recitando mis creaciones e intento que mis presentaciones sean lo más completas posible para mis oyentes. Suelo ir acompañado de grandes músicos, poetas y artistas. Instrumentos como la guitarra, el saxo y el ukelele acompañan mis poemas, y alguna que otra representación teatral ha dado vida a algunos de ellos, siendo con gran éxito recibida por el público.

He presentado en Lisboa Cuba y España mi novela El Barrio, que dialoga sobre et mundo visto a través de los Ojos un niño, con la que espero poder llegar a muchos más lectores enamorados de la cultura en su faceta poética

Debido a este parón por la pandemia en la que nos encontramos, se está retrasan do la publicación de mi úttimo libro de poemas: Cuarenta poemas y una lágrima, que forma parte de la trilogia titula da Vivencias poéticas. Fue pensado para ser llevado por los distintos hospitales de la provincia y ser regalado, como tributo a su dolor, a todas y las personas enfermas de câncer.

Sin otro asunto que desta car, cabe referir que en mis giras se me conoce como el Poeta del Valle, magnifico nombre artistico.

Desde el periódico Valle de Lecrin si queremos destacar que es un gran poeta, un gran rapsoda y una gran persona Antonio del Valle te deseamos lo mejor.

Gracias alla Embajadora de la Paz Universal Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy – Argentina

https://youtu.be/Kr4OMm6YGE4
https://youtu.be/9J8JEQj0Sd0
https://youtube.com/shorts/92u1FkGxmpU?feature=share

Foto: Antonio Valle Sanchez il Poeta Solidale, in ospedale offre il libro ai malati di cancro. 

COME SOPRAVVISSUTI – ANTONIO PELLICCIA

COME SOPRAVVISSUTI – ANTONIO PELLICCIA

Come sopravvissuti – Antonio Pelliccia

LIBRI Poesia

“Come sopravvissuti”

di Antonio Pelliccia

“Come sopravvissuti” è una silloge poetica di Antonio Pelliccia suddivisa in due parti principali: “Una luce d’oblio” e “Come sopravvissuti” che dà il titolo alla raccolta.

Presentiamo la poesia “Vince la solitudine” tratta da libro “Come sopravvissuti”:

“Vince la solitudine”

Vince la solitudine, l’oblio,

che punta diritto al cuore,

d’ogni altra stagione,

abbandonata dal sole,

senza il respiro del mare.

E non c’è ogni altra voce,

altra illusione

in questo mattino,

che si presenta,

come un deserto,

spoglio d’amore

e in balia d’un’amara malinconia,

che si accompagna

ai rimpianti d’una vita,

che non è mai nata.

Genere: poesia

Prezzo: 15.00 euro

Spedizione: 4.00 euro

Pagine: 192

Pubblicato: prima edizione luglio 2021

ISBN: 978-88-945946-2-1

Ordina via e-mail: info@tomarchioeditore.it

Antonio Pelliccia è nato a Casalnuovo di Napoli nel 1945, dove tuttora esercita la libera professione di pediatra. È stato impegnato per molti anni in attività politico-amministrative per la propria comunità.

Con Tomarchio Editore ha pubblicato nel 2020 “L’isola e la tua voce” (Clicca qui).

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… E NOI ASCOLTAVAMO – NINO TOMARCHIO

… E NOI ASCOLTAVAMO – NINO TOMARCHIO

… E noi ascoltavamo – Nino Tomarchio

LIBRI Romanzi e Racconti

“… E noi ascoltavamo”

di Nino Tomarchio

Estratto dalla prefazione del romanzo:

“Non so se questa potrebbe essere anche la storia di altri ma è probabile che lo sia, specie in questa Sicilia ove, a torto od a ragione, ci si affeziona alla propria “roba”, ove gli affetti più cari non sono solo le persone a noi vicine o da noi amate ma sono anche le nostre cose, la nostra casa, il nostro giardino, il nostro pezzo di terra, il nostro mare, il nostro animale domestico, insomma tutto ciò con cui ci abituiamo a vivere in armoniosa simbiosi.

Del resto è risaputo che questo è il nostro modo di essere.

Noi siamo quelli che se capita di stare fuori l’Isola anche per un tempo limitato, al ritorno mentre traghettiamo, alla vista della Madonnina al Porto di Messina, riusciamo a respirare meglio e ci vengono le lacrime agli occhi.

E nessuno può dire di non avere vissuto queste sensazioni.”

È possibile richiedere una copia inviando un’e-mail a: info@tomarchioeditore.it

Genere: romanzo

Prezzo: 12.00 euro

Spedizione: 4.00 euro

Pagine: 144

Pubblicato: prima edizione agosto 2021

ISBN: 978-88-945946-8-3

Ordina via e-mail: info@tomarchioeditore.it

Nino Tomarchio nasce a Riposto il 18 marzo del 1960 da Domenico, Vigile Urbano ed Aurora Messina, casalinga. Nel 1977 consegue il Diploma di Maturità Magistrale presso l’Istituto Statale “Regina Elena” di Acireale completando gli studi l’anno successivo con la frequenza del Corso Integrativo.

Nel 1979, risultato vincitore di concorso per l’ammissione al Corso Biennale Allievi Sottufficiali dei Carabinieri, inizia la frequenza del primo anno del Corso presso la Scuola Sottufficiale di Velletri e successivamente sino al maggio del 1981 presso quella di Firenze.

Promosso Vicebrigadiere inizia la sua carriera territoriale presso la Stazione Carabinieri di Catania Piazza Dante, divenendone poi Comandante titolare sino al 2001.

Nel 1983 si sposa con la sua compaesana ed amica di infanzia Antonella Leotta ed ha due figli, Rita Aurora nata nel 1984 e Maria Angela nata nel 1991.

Promosso Luogotenente gli viene assegnato il Comando della Stazione Carabinieri di Catania Piazza Verga sino al 2015, anno in cui viene trasferito alla Stazione Carabinieri del piccolo e ridente comune di Sant’Alfio, a cavallo tra l’Etna ed il mare, con competenza giurisdizionale anche sul rinomato comune di Milo.

È proprio durante il comando di quest’ultima sede di servizio che quasi provvidenzialmente scopre alcune verità che gli hanno dato un vigoroso impulso per la stesura del libro.

Attualmente vive con la famiglia nella sua casa di Riposto ubicata a circa 200 metri dal meraviglioso mare Ionio ma ama anche soggiornare con la famiglia nella “casa di campagna di Presa”, immersa in un rigoglioso oliveto, abitazione quest’ultima che costituisce uno dei punti nodali del breve racconto.

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Terza edizione del Contest nazionale di poesia “Free Poetry” – partecipazione gratuita

21 Aprile 2022

In “Concorsi”

Conversazioni poetiche – AA.VV.

28 Novembre 2021

In “LIBRI”

Come fiori sul ciglio della strada – AA.VV.

4 Maggio 2022

In “LIBRI”

https://www.tomarchioeditore.it/2021/07/27/e-noi-ascoltavamo-nino-tomarchio/

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PENSIERI – TERESA STRINGA

PENSIERI – TERESA STRINGA

Pensieri – Teresa Stringa

LIBRI Poesia

“Pensieri” di Teresa Stringa 

Dalla nota dell’editore:

Le liriche di Teresa Stringa restituiscono al lettore il contatto con una poesia primordiale che assorbe il suo compito di silenzio. I suoi versi ci accompagnano nel lungo cammino della vita soprattutto se questa passa per la stretta via del dolore e della malattia.

“Tu, muto/ come la più temuta/ assenza./ Cedi il passo a lei,/ nebulosa compagna/ tanto impetuosa/ con la sua generosa/ pioggia di dolore/ […]”

Poesia “Tregue”:

“Vigili pensieri,/ guardiani di un passato lontano/ voi, angustie buie/ che accompagnate/ il tanto incerto cammino/ e regalate tormento/ gocciolando dolore/ sul mio già fosco orizzonte./ Adagiate le affilate armi/ e lasciate sfilare/ pensieri più chiari,/ che senza di loro/ non posso sperare/ in un quieto domani” 

Invitiamo alla lettura di una intervista all’autrice pubblicata su Oubliette Magazine.

Genere: poesia
Prezzo: 10.00 euro
Spedizione: 4.00 euro
Pagine: 108
Pubblicato: prima edizione dicembre 2021
ISBN: 978-88-945946-6-9

Ordina via e-mail: segreteria@tomarchioeditore.it

Teresa Stringa è nata nel 1960, fin da piccola, il padre pittore e la madre amante della poesia, le hanno trasmesso gli elementi necessari per apprezzare la bellezza e l’importanza dell’arte. 

Nonostante gli studi tecnici, ama la scrittura in ogni sua forma.

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IMPROVVISAMENTE – TERESA VIOLA

IMPROVVISAMENTE – TERESA VIOLA

Improvvisamente – Teresa Viola

LIBRI Poesia

“Improvvisamente”

di Teresa Viola

Dalla nota dell’editore:

La scrittrice Teresa Viola con questa pubblicazione dal titolo “Improvvisamente” si presenta per la prima volta al pubblico.

L’opera si suddivide in tre brevi raccolte formate da dieci sguardi ciascuna. Il libro in sé è breve proprio per volontà della scrittrice nel non tediare il lettore.

Infatti, la scrittrice si presenta e apre il libro della sua vita quasi improvvisamente, utilizzando il gioco di parole del titolo che ci ha proposto, portando i lettori a dialogare con lei.

Amarti non è un’impresa riesce subito facile. Ti sei arresa dinanzi al solito vortice che ci travolge, il logorio della vita quotidiana. Tu ci tendi le tue braccia e ci avviluppi come una madre ci proteggi, infondendoci sicurezza e quiete.”

[da “A Presa”]

È possibile richiedere una copia inviando un’e-mail a: info@tomarchioeditore.it

Genere: poesia in prosa

Prezzo: 7.00 euro

Spedizione: 4.00 euro

Pagine: 56

Pubblicato: prima edizione settembre 2021

ISBN: 978-88-945946-4-5

Ordina via e-mail: info@tomarchioeditore.it

Teresa Antonella Viola è una dipendente pubblica col diploma di maturità magistrale conseguito nell’anno 1980 presso l’istituto “Pennisi” sito ad Acireale (CT).

Nata in un paesino dei Nebrodi nell’anno 1961, vive nei paesi etnei vicino alla bella Taormina ed alla maestosa Etna. “Improvvisamente” è il suo esordio in editoria.

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COME FIORI SUL CIGLIO DELLA STRADA – AA.VV.

COME FIORI SUL CIGLIO DELLA STRADA – AA.VV.

Come fiori sul ciglio della strada – AA.VV.

LIBRI Poesia Romanzi e Racconti

“Come fiori sul ciglio della strada”

Antologia di racconti e poesie

Dalla prefazione di Miriam Ballerini:

“Alcuni guardano alle antologie come a figli di un Dio minore. Ritengono che non abbiano lo stesso valore di uno scritto pubblicato da un unico autore.

Personalmente le ritengo un’occasione di incontro, un modo per proporre diverse vedute e opinioni unite in un unico contenitore.

Stiamo vivendo da due anni una situazione che non abbiamo mai vissuto, che ci ha lasciato molto tempo per riflettere e per guardarci dentro.

Ora più che mai c’è bisogno di parole buone, di occasioni di riflessione e, perché no, anche di svago.”

L’antologia consta di 14 raccolte:

Libertà di Marco Salvario

Fiori di ibisco di Samuel Pezzolato

Quattro su sei di Roberta Sgrò

Camminando in diagonale di Marco Leonardi

Penso, rifletto, scrivo di Oswaldo Codiga

Amore senza età di Beatrice Benet

Alla scoperta del Socialismo reale di Gian Carlo Storti

C’è un unico amore di Mary Castelli

Oltre ogni limite di Marcello Sgarbi

Tra sacro e profano di Silverio Scognamiglio

La forza delle donne di Tiziana Topa

Persone di Enrico Pinotti

Nel tempo di una vita di Danilo Perico

Fragilità poetiche di Maria Marchese

In copertina: Fotografia “Come fiori sul ciglio della strada” di Aldo Colnago

È possibile prenotare una copia dell’antologia scrivendo a: info@tomarchioeditore.it 

Genere: racconto, poesia

Prezzo: 18.00 euro

Spedizione: 4.00 euro

Pagine: 368

Pubblicato: prima edizione maggio 2022

ISBN: 979-12-80993-02-1

Ordina via e-mail: info@tomarchioeditore.it

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Chi disse “Un bel tacer non fu mai scritto” e come si può interpretare?

Chi disse “Un bel tacer non fu mai scritto” e come si può interpretare?

“Un bel tacer non fu mai scritto” è’ un noto proverbio italiano il cui significato è: “la bellezza del saper tacere al momento opportuno non è mai stata lodata a sufficienza”.

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Questo proverbiale modo di dire è da molti attribuito a Dante Alighieri, ma è più probabile che si tratti di una leggera variazione di un verso di Iacopo Badoer, un librettista e poeta italiano vissuto nel XVII secolo.

L’espressione può essere utilizzata sia per criticare, in modo non poi così velatamente ironico, colui che ha detto qualcosa che riteniamo inopportuno o poco intelligente, sia per invitare qualcuno a riflettere prima di parlare e dire qualcosa che potrebbe rivelarsi sbagliata o comunque fuori luogo.

«Juncker? Un bel tacer non fu mai scritto. Pensi al suo paradiso fiscale Lussemburgo e la smetta di insultare gli Italiani e il loro legittimo governo». Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini replicando alle dichiarazioni del presidente della Commissione europea. – ANSA, 12 ottobre 2018).

da: https://www.albanesi.it

foto: http://www.today.it/

Pier Carlo Lava – Social Media Manager – Background

Ex Dirigente, consulente e ora Social Media Manager
Background, di Pier Carlo Lava

Le mie esperienze lavorative nel settore Commerciale & marketing, un mondo che affascina, motiva e stimola, che ha contribuito a farmi crescere sotto il profilo professionale e umano.

Un mondo dove non esiste la routine in quanto si rinnova ogni giorno, quasi ogni momento, un mondo in cui organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, ma anche creatività e improvvisazione, sono gli elementi essenziali che contraddistinguono gli abili commerciali così come i valenti creativi nel Marketing.

Molti di noi potendo ricominciare da capo intraprenderebbero altre attività, altri percorsi, personalmente invece non cambierei quasi nulla farei la stessa scelta, ben sapendo che per motivazioni intrinseche non sarebbe mai uguale, forse l’unica cosa che cambierei sarebbe quella di dare maggiore spazio alla famiglia, perchè confesso di averla un po trascurata.

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