E il Festival mondiale PIAF 2022 continua…

Anna Scattarreggia
è un’artista italiana che si interessa di arte fin dall’infanzia.
Ama disegnare, dipingere e lo fa da autodidatta, sperimentando varie tecniche .
Nel frattempo si avvicina al mondo del cinema e del teatro, frequenta corsi di  performance, regia, sceneggiatura, ecc;
A seguito dello  studio di  questi temi, l’artista si esibisce in spettacoli teatrali e cortometraggi sperimentali, principalmente in recitazione e teatro,  appassionandosi della  regia.
Nel 2005 ha partecipato al “Torino film festival” come regista e attrice (cortometraggi “Cut out” e “Tentazioni diplomatiche”).
Nel 2012, durante un viaggio in Umbria (Italia), ha visitato Deruta,  cittadina famosa in in tutto il mondo per la lavorazione della ceramica.
E’ qui  che Anna incontra il Maestro Romano Ranieri , e nella scuola da lui diretta, inizia ad imparare , con passione e dedizione,  l’arte e   lavorazione della maiolica e dell’argilla .
Dopo un lungo percorso di studi, lavora in una prestigiosa azienda come decoratrice.  Questa esperienza l’ aiuterà  a comprendere  come funziona un’azienda: dinamiche, caratteristiche, modalità organizzative, eccetera…
Più tardi, Anna nello sperimentare trova  il proprio stile ,   riescendo  a fare emergere   il suo talento artistico ,   creando  i “Colori di Anna” in cui   la ceramica  viene colorata in  stile moderno ed accattivante.
Dal 2014 Anna  ha realizzato numerose mostre a Viterbo, città in cui  vive,  e la sua prima esposizione  personale dal titolo:
“Colori di Anna” , organizzata a Viterbo stessa.
Durante il periodo di pandemia, ha partecipato a diverse rassegne  virtuali: la più importante e’ stata realizzata da “Artcom expo international”,  con la regia della Baronessa Jiselda Salbu e C.U.C.B.A (consorzio scienze universali e belle arti), diretta
                  da Dario J.Delgado Darius.
Anna è stata invitata a parteciare alla mostra collettiva realizzata dall’Unesco club of department of Piraneus of Island,  che ha organizzato l’evento presso la EV gallery di New York dal 27 al 29 Maggio 2022.
La sua opera “City” è stata premiata dal Presidente Ionnis Maronitis.
L’artista  ha partecipato al concorso mondiale d’arte
“Dr. Mostafa Sadek 2022”, classificandosi quarantasettesima (su 170 partecipanti) ,  ricevendo attestato di eccellenza per il lavoro presentato (The meeting).
Ha inoltre partecipato a concorsi internazionali come “Vita teatrale” e “Festa della donna”, organizzati dalla Fondazione Talentia (India), risultando vincitrice del “Award of Excellence” e del  Premio “Rising star”, con le opere “Alexios” e “Around me” (nel 2022).
Opere in visione:
City: h 50cm l34cm
tecnica:maiolica
anno:2012
The meeting: h 23 cm l 33cm
tecnica:maiolica
anno:2012
Golden road: l 50cm h34 cm
tecnica:ceramica
anno:2014
Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!
Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.
SU PIAF 2022
Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
TEMA: GUERRA E PACE
Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.
TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022
REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori
http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com
arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture
Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!
Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.
ABOUT PIAF 2022
The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.
Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.
Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.
THEME: WAR & PEACE
After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.
Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.
THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022
REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!
Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

il silenzio, di Stefano polo

l silenzio entra freddo in questa stanza
come se fosse vuota, priva di vita
senza amore ma neppure odio…
Ti senti vuoto
nessun suono emana il tuo cuore
vie vuote dentro il tuo animo freddo
come il primo gelo d’inverno.
L’indifferenza è dentro te
come se si fosse impadronita del tuo animo
incatenandolo ad una fredda porta…
Ma un giorno il sole dentro di te riappare
l’indifferenza all’improvviso scompare
dentro di te l’animo freddo si scalderà
e l’amore tornera’.

“Consigli per lettura – giugno 2022” – a cura di Mariantonietta Valzano

“Consigli per lettura – giugno 2022” – a cura di Mariantonietta Valzano

Pubblicato il 23 giugno 2022 da culturaoltre14

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“Sogni romani”
Renato Mammuccari

Raramente ci sono libri dedicati che parlano più di sentimenti che di eventi. “Sogni romani” è un libro che parla di sentimenti, quei gradi di respiri profondi che il cuore e l’anima si scambiano mentre effondono nel crescere il senso dell’esistere.

Così è l’amore, così è il dolore, così è la nostalgia che si radica sul ricordo della felicità, che non è mai abbastanza. C’è una profonda differenza tra l’amore liquido, descritto da Bauman, e l’amore di Chiara, che è solido anche nella perdita. Nella tenerezza del suo ricordo, nel fiorire della sua persona, dell’essere donna si rivela la sostanza di un sentimento che rammenta scritti di altri tempi.

Il seme narrativo parte dall’osservazione di un quadro che induce il lettore ad andare a vedere un quadro, perché è così descritto nel suo intimo significarsi, tanto da vederlo tra le righe delle parole che costellano la stessa descrizione.

E non solo questo accade nei “Sogni romani”, ma il quadro prende vita, dando un nuovo senso alla protagonista che torna a palpitare di vita custodendo la mancanza del suo compagno, tra le pieghe della curiosità nello sguardo della fanciulla che Vittorio Corcos ha rappresentato nel suo “Sogni”. Nella tela, di una bellezza straordinaria dal vivo, vi è la forza e la fragilità che è donna, è viva ed è curiosità e cultura come impertinenza e sfida. Tutto un turbinìo di umanità che aggancia il quadro a Chiara e anche al lettore, il quale sente e vive la storia e ne gode l’introspezione che fa scoprire sempre una nuova parte di sé e degli altri. Così seguendo il filo delle pagine si scorre dal nascere della storia d’amore tra la pupilla e il suo professore, che non deve trarre in inganno perché non è una relazione scorretta e senza pregnanza di sentimento, ma si sviluppa tra adulti alla fine di un percorso di studio, con tanta passione e forza da arrivare a superare il tempo e lo spazio. Attraverso i ricorsi si arriva alla bellezza della fine che, come i petali dipinti da Corcos, abbandonano lo stelo cadendo sul terreno in pennellate di verace colore, così come i petali dei sentimenti si librano e pervadono questo tempo, sfidando le brutture della superficializzazione e la relativizzazione di sentimenti in emozioni, donandoci un po’ di sollievo e il sorriso tenero di sentirsi umani.

Mariantonietta Valzano

https://culturaoltre14.wordpress.com

“De profundis” di Catherine Pozzi

“De profundis” di Catherine Pozzi

Pubblicato il 23 giugno 2022 da culturaoltre14

O muto coro dei vivi fuori dalla vita,
Sorda musica sulla soglia chiusa del presente,
Persi, Perfetti, dolore, desiderio, letargia,
Il male di Dio è un fuoco gelido nella notte.

La debole invocazione urlata verso di Voi, Moltitudine,
Folla immobile, oscillante verso l’eterno,
Ha raggiunto il cielo della Solitudine?
Ha ferito il vostro incalcolabile Sonno?
Verso il vostro orrore, Sete senza speranza se n’è andata,
O fratelli gravi, leggeri nell’oscurità sconosciuta.
Figli dello Spirito, di cui l’intera forza è passata,
Dalle profondità accogliete lo spirito perduto.

Catherine Pozzi
in Il mio inferno. Poesie,
traduzione e cura di Marco Dotti, Milano, Edizioni Medusa 2006

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Catherine Pozzi (Parigi, 13 luglio 1882 – Parigi, 3 dicembre 1934) è stata una poetessa e saggista francese. Nata in una famiglia dell’alta borghesia francese, frequenta fin da bambina l’ambiente colto e raffinato del salotto dei genitori, dove si avvicendano i grandi nomi dell’intellighenzia francese del tempo: Leconte de Lisle, Marcel Proust, José Maria de Heredia, Jean Lorrain, Colette, Henri de Régnier. Il padre, Samuel Pozzi, discendente da una famiglia italiana che aveva lasciato la Valtellina nel XVII secolo, chirurgo, primo a ottenere in Francia una cattedra di ginecologia, è un uomo di vasti interessi culturali, tra cui spicca quello per la poesia parnassiana. L’iniziazione letteraria di Catherine Pozzi si determina dunque piuttosto precocemente. Ad essa, attraverso l’insegnamento di precettori privati, si aggiungerà lo studio delle lingue (inglese e tedesco) e della musica. Nel 1893 comincia la stesura di un diario (Journal de jeunesse) in cui raccoglie pensieri e versi tratti dai suoi modelli letterari. Tre anni dopo nasce l’ultimo fratello, Jacques, che, divenuto folle, subirà l’internamento in manicomio; il secondogenito, Jean, era nato nel 1884 e intraprenderà la carriera diplomatica. Tra lui e la sorella sorgeranno dissidi in rapporto alla divisione dell’eredità. Fra i diversi sodalizi avviati all’inizio del Novecento, uno dei più importanti e duraturi è quello che la legherà alla poetessa Marie de Régnier, in arte Gérard d’Houville, figlia di un esponente del parnassianesimo, moglie per interesse di un poeta simbolista, amica e amante di celebri artisti, tra cui Pierre Louÿs e Gabriele D’Annunzio. Dopo un trimestre di studi speso all’università di Oxford (1907), rientra a Parigi, dove l’intransigenza della madre ne ostacola spostamenti e il realizzarsi di una condizione di maggiore indipendenza. Nel 1909 si sposa con Édouard Bourdet, agente di cambio in borsa, appassionato di scrittura teatrale. Poco dopo la nascita del loro unico figlio, Claude, il matrimonio entra in crisi. Nel 1912 viene dichiarata tubercolosa e a partire dal 1913 inizia a tenere il cosiddetto diario da adulta (Journal d’adulte), che scriverà fino alla morte. Dall’estate del ’15 lavora a un saggio psicologico e filosofico intitolato De libertate, che avrebbe dovuto raccogliere osservazioni sul tempo e la natura delle sensazioni, ma il progetto di scrittura si arresta prematuramente; ad esso sopravvive la stesura di una sorta di introduzione, Pelle d’anima (Peau d’Âme), pubblicata postuma. Alla fine della prima guerra mondiale Catherine Pozzi si ritira a vivere con la madre. Il 13 giugno del 1918 Samuel Pozzi è assassinato da uno dei suoi pazienti. Il 17 giugno 1920 incontra Paul Valéry, col quale inizia una burrascosa relazione, che tra alti e bassi si protrarrà fino al 1928. La storia con Valéry ne segna profondamente il percorso poetico (attraverso di lui entra in contatto con Rainer Maria Rilke, con cui tiene una corrispondenza tra il ’24 e il ’25), la mente e la salute, quest’ultima già minata da numerose affezioni, tra cui una setticemia nel ’24 che le fa rischiare la vita. Nel ’26 mentre viaggia sul treno tra Vence (Nizza) e Parigi, scrive la famosa poesia Vale, dedicata al suo rapporto con Valéry. Nel ’27 vede la luce il racconto autobiografico Agnès e nel ’29 esce, sulla Nouvelle Revue Française, diretta da Jean Paulhan, suo carissimo amico, Ave, unica poesia pubblicata in vita. La rottura definitiva con Valéry la spinge a una compensazione in nuovi sodalizi letterari: Julien Benda e Ernst Robert Curtius.
La poesia di Catherine Pozzi è legata a doppio filo alla dimensione notturna, verso la quale hanno contribuito ad accentuare le naturali inclinazioni del suo carattere da una parte la passione per l’antico, in particolare l’esperienza di lettura e traduzione degli inni orfici, dall’altra la consuetudine con la tradizione poetica tedesca, soprattutto Novalis. Costretta in uno stato di infermità, protrattosi dal ’32 al ’34, Pozzi prende congedo dalla vita, consacrandosi definitivamente a quell’abisso sensuale e struggente sull’orlo del quale, nel corso degli anni, si era ripetutamente affacciata. Non è perciò casuale che l’ultima lirica scritta dalla poetessa pochi giorni prima della morte, sopravvenuta il 3 dicembre 1934, sia intitolata Nyx, in greco “notte”, e sia un omaggio proprio a questo elemento tonale e ritmico attraverso cui si è declinata tutta la sua esistenza. È sepolta nel cimitero di Beau Ferrier a Bergerac in Dordogna.
https://culturaoltre14.wordpress.com/2022/06/23/de-profundis-di-catherine-pozzi/

“Eclisse di un amore” di Bruno Marone

“Eclisse di un amore” di Bruno Marone

Pubblicato il 25 giugno 2022 da culturaoltre14

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Grande intensità e capacità di descrivere stati d’animo di forte emotività, che Bruno Marone, già ospite della nostra rivista, trasporta, con evidente maestria, nel racconto che presentiamo nella nostra rubrica. Una storia dolente ma ricca d’amore, di sentimento che non si arresta neppure di fronte all’ineluttabile sconfitta dinanzi a una malattia devastante. Un amore che sopravvive al declino di un corpo che non riesce più a respirare e che trasforma un momento angosciante in un accorato palpito ancora vivo di emozioni e di ricordi, eterni, che non muoiono mai. Lo stile aciutto e incisivo sottolinea attimi che sembrano lunghi, ma che, in realtà, si svolgono rapidamente per declinare nella resa finale. Una storia sublimata dalla pacata rassegnazione dell’umano destino. [Maria Rosaria Teni]

Rigovernò. In fondo un niente. Da anni. Quanti? Abitavano soli. Come è giusto e normale, penso’. Lei no, non lasciava stoviglie da rigovernare. Lei non mangiava più da un po’. Da un’infinità di giorni. Aveva perso il tempo.Solo flebo a chiuder la vita. In casa che, tanto, all’ospedale non avrebbero potuto far nulla.Abbassò le luci e si mise a vedere il programma di Frizzi.”L’eredità”.Quando era in vita a lei piaceva tanto. Adesso non sentiva niente su quel letto divenuto del tutto insignificante.Pero’ lui immaginava il contrario.E ,magari,talvolta esagerava nel volume se,per caso,ancora ,lei sentisse.

Lui,spesso,finita la cena e davanti alla televisione,non vedeva programmi ma amava tornare a lei seducente e come senza tempo. La rimirava d’infilata rispetto al salotto e, lui, poteva tenerla sempre sotto controllo.

Ripensò i loro giorni.Sì, era bella e viva e desiderabile. Di fatto desiderata. Lui ripenso’ i lunghi tempi dell’attesa e dell’angoscia.Da giovani non si crede alla sconfitta. Si attende mentre i sensi non si placano ai giorni.

Allungo’ lo sguardo.La flebo lasciava cadere le sue gocce. Attimi di vita oltre.Pensare che,allora-ma quanto tempo prima?-,lei era la vita e lui quello che la subiva.Un palpito,venendo dal profondo,dei sensi adesso glielo rammentava.Si,era quella cosa stesa sul letto,immobile, bloccata all’attesa della morte, lei che aveva trasferito tanta vita. A lui e ai loro figli.

Sospirò. Le immagini televisive scorrevano. Penso’ alle feste, ai balli, a come le sue gambe snellissime seguissero i ritmi, allora, della danza. E lui, ma altri, più ammirati dalla bellezza che dalla perfezione dei movimenti.Lei rideva,allora e lui friggeva, fino a quanto lo sguardo intenso di lei non lo trafisse.Perchè è lui a desiderare, ma lei a scegliere.

La guardo’.Sentiva la televisione parlare ma continuò a guardarla. Si muoveva ansimando come se le mancasse aria. Lui si alzò e, come aveva appreso, regolo’ il flusso dell’ossigeno. Lei continuava ad ansimare e a fremere. Egli entrò in angoscia:non sapeva cos’altro fare.Un lunghissimo arco di attesa.Poi nulla:il mondo sprofondò in disperazione senza fine. In un attimo.

L’ora era tarda. Nella luce della stanza,improvvisamente fredda, tentò di ritrovarsi. Non posso, non posso, pensò. Chiamo i figli! Tentazione subito rimossa. Figli lontani. Sono sempre lontani quando debbono guadagnar vita. Attese. Era la mezzanotte. L’ora che i morti, nella memoria, sono in libera uscita e ci rammentano che siamo provvisoriamente vivi.

E, così, sedette accanto a lei nel letto e le prese la mano.La guardava mentre il viso trasfigurava nella serena indifferenza della morte. Passò così l’intera nottata mentre il caleidoscopio dei ricordi travolgeva i suoi sentimenti. Si fece a poco a poco giorno. Le nuvole, all’orizzonte, velavano un sole che poi,lentamente, si fece vivo. Egli lo guardava ma gli occhi ne deformavano l’aspetto quasi attraverso un velo di pioggia irrisolta.
Bruno Marone

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https://culturaoltre14.wordpress.com

L’arte di Lavinia Cosovliu al Festival PIAF 2022

Foto: Lavinia Cosovliu

L’artista Lavinia Cosovliu esprime l’universo della propria creativita’ con  elaborati  permeati di   sensibilita’ ed eleganza. L’atmosfera che avvolge le sue opere rimandano ad  una  visione poetica della realta’.
Lavinia  con attenzione e stupore affronta i suoi soliloqui,   attingendo alla propria bellezza interiore , suscitando nel fruitore  sentimenti puri ed autentici. Il suo viaggio introspettivo e’  silenzioso, di  un silenzio che si respira e si ode ,  cosi’ come una dolce e tenua-melodia , provocando  emozioni poetiche.
In sintesi:
“La pittura, come la poesia, è un dono   che si fa danza e musica.” e noi si ringrazia doverosamente l’artista per quanto riesce a trasmetterci.
                                  
Da uno stralcio di  Silla Maria Campanini

https://www.facebook.com/lcosovliu

Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!

Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.

SU PIAF 2022

Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

TEMA: GUERRA E PACE

Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.

TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022

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Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
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Fondazione del capitale degli scrittori

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Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!

Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.

ABOUT PIAF 2022

The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.

Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.

Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.

THEME: WAR & PEACE

After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.

Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.

THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022

REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
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Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

Foto: Lavinia Cosovliu

Non fateci caso, di Lucia Triolo

Date: 23 giugno 2022Author: luciatriolo

non fateci caso
abitare il pericolo è
come bere un bicchiere d’acqua colorato
da tua sorella su un quaderno
allunghi la mano
afferri un ponte volante
…il resto non sai

nella pagina dopo
si gonfia un galleggiante
è bucato 
ma sei ancora vivo
tua sorella guarda verso di te
nuota rivelando la 
rapidità di cambiamento tra i soggetti:
un vedersi guardare

una storia appare e scompare
è sempre una storia da raccontare

IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di Rebecca Lena

IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

autoportrait polaroid double exposition rebecca lena

[…]

   Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano). E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Il cielo si era compresso come un tappeto rovesciato, fra i suoi filamenti cadevano ritmicamente piccoli oggetti di suono, come i residui delle scarpe di chi aveva camminato là sopra. Picchiettio di ossicini dal cielo, ad un tratto, tremuli schizzi ovattati d’arancio cominciarono a filtrare dal tappeto di nubi. E il boato, sooooordo, oscillatorio, tornava sempre, regolare. Altea spalancò i suoi timpani come un diaframma fotografico. La neve era composizione. Tocchi scrinzi e sussefugi, e piccoli critti a grattare il boato, e l’imbrainarsi dei turbini di fiolivelli inverditi. E ancora lisme acute di rimbalzo, sul velluto del silenzio, strissi filunghi in picchiata fra scie frattate di ralgido. Che baci aguzzi morivano sulla sua pelle. E ad ogni brivido gli occhi, le orecchie e le narici regredivano, non sentiva niente, davvero, tutta quella mescolanza di suono, non era suono, e non colpiva davvero i timpani ai lati della sua testa, era senso, forse di coscienza, o forse d’immaginazione, era un senso nostalgico dell’ovunque vuoto, e zeppo di nulla.

Era un finissimo forasma di polvere nitrata d’argento. Aprì gli occhi. La neve. Tornò in casa.

[…]

Dal libro Racconti della Controra.

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Libro: Come vento cucito alla terra, di Ilaria Tuti

Come vento cucito alla terra

di Ilaria Tuti (Autore)

Longanesi, 2022

Descrizione

Dopo il grande successo di Fiore di roccia, una nuova, potente storia di riscatto e di speranza.

«Una narratrice che fa sculture e pitture dalle vene intense dell’animo umano» – Corriere della Sera

Londra, settembre 1914
«Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non è consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dell’indecisione della mia terra natia in questa guerra che già miete vite su vite. Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e più di chiunque altro hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine. L’invito che mi rivolgono è un sortilegio, e come tutti i sortilegi è fatto anche d’ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne è un’impresa folle e necessaria. È per me un’autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sé almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere. A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.»
Questa è la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma è anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono un’occasione di riabilitazione e riscatto. Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

COME COMINCIA
La vampata sulfurea del fiammifero sembrò presagire l’apparizione del demonio. Se fosse comparso, non sarebbe stato la prima creatura degli inferi a passare di lì, quella notte. Nella mansarda l’aria era ferma e puzzava della violenza consumata, di un’umanità bestiale. Dalla finestra spalancata non entrava un alito di vento a spazzarne le tracce. Sembrava che i passi del male avessero lasciato altre impronte, là fuori. Un pianto sommesso, giù in strada, una nenia funebre, poco lontano.
Cate accese il fornelletto ad alcol, attese che l’acqua bollisse nel contenitore e sterilizzò l’ago.
Di diavoli ne aveva incontrati diversi, fino a comprendere che alcuni esseri erano tormentati da una fame che non aveva nulla a che vedere con il nutrimento. Li osservava esercitarsi con più determinazione di altri nell’arte di sopravvivere, apprendere l’imponderabile, mandare a memoria ogni errore. Con i frammenti d’ossa dei propri simili costruivano corazze, e con la potenza delle mandibole risalivano la china.
La vedova Harris apparteneva a quel tipo di esseri.

Libro: L’ora delle stelle. Le sorelle di Waldfriede, di Corina Bomann

L’ ora delle stelle. Le sorelle di Waldfriede, di Corina Bomann 

(Autore) 

Rachele Salerno (Traduttore)

Giunti Editore, 2022

Descrizione

La saga più intensa di Corina Bomann è ispirata ai diari di Hanna Rinder, un’infermiera realmente esistita e vissuta tra le due guerre, una storia appassionante come solo la vita vera sa essere.

«Il sole era scomparso sotto l’orizzonte. Una sottile striscia rossa brillava sui tetti delle case. Louis alzò lo sguardo verso il cielo, dove cominciavano a scintillare le prime stelle. “Ce la faremo”, si disse. “Saremo uno dei migliori ospedali di Berlino e dintorni.” All’improvviso seppe esattamente come si sarebbe chiamato: Waldfriede. La pace nel bosco.»
Berlino 1919. La Grande guerra è finita, ma il cuore di Hanna, giovane infermiera, è oppresso dal dolore per la morte del fidanzato Martin. Il suo più grande desiderio era farsi una famiglia, anche se le regole dell’epoca sono rigide: un’infermiera che decide di sposarsi deve lasciare il lavoro. Non le resta che dedicarsi anima e corpo alla sua vocazione: aiutare gli altri. L’occasione si presenta quando viene assunta all’ospedale di Waldfriede, appena fondato. Ma dovranno passare mesi di duro lavoro, fame e incertezza prima che la clinica sia pronta ad aprire le porte ai suoi pazienti. Grazie alla fede incrollabile del direttore, il dottor Conradi, con cui nasce un’amicizia speciale, Hanna riesce a superare ogni difficoltà, ma proprio quando sente che Waldfriede è diventata la sua casa, il passato torna a metterla alla prova. E anche l’ospedale sembra nato sotto una cattiva stella, in un susseguirsi di intrighi e colpi del destino… La saga più intensa di Corina Bomann è ispirata ai diari di Hanna Rinder, un’infermiera realmente esistita e vissuta tra le due guerre, una storia appassionante come solo la vita vera sa essere.

LIRICHE SCELTE, di Giuseppe Arrigucci. Recensione di Raffaele Piazza 

Giuseppe Arrigucci 

LIRICHE SCELTE

Liriche scelte, laraccolta di poesie di Giuseppe Arrigucci che prendiamo in considerazione in questa sede, è scandita in tre capitoli che sono provvisti tutti e tre di titolie di prefazioni e sono preceduti da una premessa a cura di Guido Miano. 

Cap.1: La spiritualità nella poesia di Giuseppe Arrigucci: la contemplazione del volto di Dio (Prefazione di E. Concardi); Cap.2: I volti dell’amore (Prefazione di F. Romboli); Cap.3: Il senso del tempo e le problematiche dell’essere nelle liriche di Giuseppe Arrigucci (Prefazione di G. Veschi). Il testo è corredato anche da una Antologia essenziale della critica e dalle bio-bibliografie dell’Autore e dei prefatori. L’Autore (Arezzo, 1935 – ivi, 2020) ha pubblicato le raccolte di poesie: Volo libero (2000); Amen, canti dello spirito e della fede (2003); Voglia di una vita piena (2015); …io…tu? Forse… (2017).

Scrive Enzo Concardi che la spiritualità nella poesia di Giuseppe Arrigucci vive di dimensioni verticali e di ascesi: è mistica ed estatica, chiede di vivere la Grazia santificante del Signore; è lode, preghiera ed invocazione a Dio sul cammino della salvezza; è imitazione della vita di Cristo e visita figure del Cristianesimo che hanno testimoniato la fede, divenendo modelli di santità e c’è un incessante dialogo con l’Assoluto. 

Il volume racchiude una scelta antologica delle poesie del Nostro, tratte da varie raccolte, e già da un rapporto empatico con i titoli ci possiamo accorgere della vena assolutamente mistica, spirituale e religiosa delle poesie di Arrigucci, che pur praticando una simile poetica, nella sua vita non è stato un sacerdote. Nel congiungersi ottimistico del sacro e del profano, del trascendente e dell’immanente, ritroviamo il titolo della raccolta Voglia di una vita piena, a conferma che oltre ai voli trascendentali dell’anima il poeta è del tutto conscio che la vita terrena può essere piena e perciò felice anche se vissuta in funzione di quella infinita, insomma si può abitare poeticamente la terra nonostante la forza del male perché il bene anche storicamente e non solo nella vita privata del credente finisce sempre per prevalere con l’aiuto di Dio Sommo Bene.

E viene in mente l’atto dell’indiarsi del congiungersi con Dio in una fusione mistica come hanno scritto i mistici medievali, mettendosi in ascolto della Voce di Dio che si manifesta nelle pieghe della mente del credente.

Tessuti linguistici affascinanti, compositi, nitidi, luminosi, veloci, leggeri e icastici quelli messi in scena da Giuseppe Arrigucci in questa raccolta che è un prodotto veramente originale e sembra ritrovare come modello la poetica di David Maria Turoldo che è stato poeta e autore di saggi come Il dramma è Dio. Il divino, la fede e la poesia (1992), categorie tra le quali c’è una forte concatenazione, un’osmosi intrinseca che sottende la forza salvifica di divino, fede e poesia nel nostro liquido e drammatico periodo storico tra pandemia e guerra per «varcare la soglia della speranza»come ha scritto Papa Giovanni Paolo II.

Nella lirica Lacerazioni il poeta scrive: «Stasera ho bevuto la malinconia / fino ad ubriacarmi! / Passata la sbronza / mi sono riconciliato con la vita / anche se spesso è colma di dolore! / Solo di rado un lampo di gioia / illumina l’anima / e subito sprofonda nel silenzio! / Che almeno l’ultima giornata sia serena / in un abbandono fiducioso / senza nostalgie del passato / senza turbamento per le cose non fatte!». Emergono i valori salienti del Cattolicesimo che è dei forti all’insegna delle parole di San Paolo: «Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!».

Raffaele Piazza

Giuseppe Arrigucci, Liriche scelte, prefazioni di Enzo Concardi, Floriano Romboli, Gabriella Veschi; Guido Miano Editore, Milano 2022, pp.96, isbn 978-88-31497-86-2, mianoposta@gmail.com.

HO SOGNATO CON TE Poesia di Grazia Torriglia – Video di Giovanni Nufrio

HO SOGNATO CON TE Poesia di Grazia Torriglia – Video di Giovanni Nufrio

Rodolfo Lettore

News online di Alessandria e non solo

HO SOGNATO CON TE Poesia di Grazia Torriglia – Video di Giovanni Nufrio 

Infine ho sognato con te ieri sera

d’ abbracciarti per la prima volta

ed ascoltare il cuore

battere forte

e la tua mano

cercare il seno morbido

e la pelle nuda.

E rubare il bacio nello sfiorarti il viso.

Vivere i momenti più intimi

anime nude e vuote di pensieri .

Stringono mani e carne

assaggiano sapori inebriando i sensi .

Donano e prendono reciproco piacere

Corpi fusi alla ricerca del momento

in cui vita e morte si sfiorano

in un istante di annullamento.

Grazia Torriglia @

LA LOGICA DELLA POESIA – Poesia di Monica Messa – Video di Arcangelo Scattaglia

LA LOGICA DELLA POESIA – Poesia di Monica Messa – Video di Arcangelo Scattaglia

Rodolfo Lettore

News online di Alessandria e non solo

LA LOGICA DELLA POESIA – Poesia di Monica Messa – Video di Arcangelo Scattaglia 

La Logica della Poesia

è un cappello malmesso

che indossa chi cerca

uno spiraglio fra le tende

per declamare versi

ai fiori nelle aiuole.

La Logica della Poesia

è una ragnatela tesa

fra il muro e la credenza,

un buco, una crepa

una melodia lontana,

un fetido straccio

lasciato ad asciugare

fra i cartoni rancidi

e una lampada a petrolio.

La Logica della Poesia

è un secchio sporco

di vernice bianca

col pennello incrostato

di giornali e pittura e smalto.

È nel candore di un poeta

poco astuto

che pensa di aver tenuto

nella mano

la penna e lo stupore.

Monica M

Solo la cultura può salvare l’ambiente – Alda Merini

“200908231842 ARCJICDSJPP provenienza CentroDocumentazione 2”

Alda Merini

Amai teneramente dei dolcissimi amanti

senza che essi sapessero mai nulla.

E su questi intessei tele di ragno

e fui preda della mia stessa materia.

In me l’anima c’era della meretrice

della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.

Molti diedero al mio modo di vivere un nome

e fui soltanto una isterica.

(da “La gazza ladra”)

di Pier Carlo Lava

alessandriaonline

Siamo quello che facciamo – La cultura non è un optional – Leggere nuoce gravemente all’ignoranza – Solo la cultura può salvare l’ambiente

https://alessandriaonline.wordpress.com

“Ada Lovelace Byron e il mondo dei numeri” a cura di Eleonora Mello

lovelaceMi sembra interessante proporre la storia di una donna davvero eccezionale per il suo tempo: Ada Lovelace (Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852), nata  Byron e diventata “Lovelace” dopo il matrimonio con William King Conte di Lovelace. Ada era l’unica figlia di Lord Byron e della moglie di lui, Anna Isabelle Milbanke, matematica. Ada venne allevata dalla madre agli studi scientifici. Matematica molto capace, Ada Lovelace è considerata in un certo senso una pioniera dell’informatica. Nel 1840 tradusse in inglese la relazione su un seminario relativo ad una macchina analitica, che il suo amico Charles Babbage aveva tenuto presso l’Università di Torino. Le occorsero circa nove mesi di lavoro per preparare la traduzione, che fu successivamente pubblicata su alcune riviste.  Ada rimase affascinata dalle idee di Babbage mentre lui, dal canto suo,  fu colpito dall’ intelletto e dalle abilità della Lovelace che soprannominò “l’incantratrice di numeri“. Lavorarono insieme studiando i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica e, da questo lavoro di collaborazione intellettuale, nacque un algoritmo per il calcolo dei “numeri di Bernoulli” che oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia. Questi studi matematici hanno posto le basi per i sistemi matematici che stanno dietro alle moderne tecnologie. Ada, in ogni caso, rappresenta una delle poche persone che sono state in grado di capire le idee di Babbage e, anche se in realtà la macchina di Babbage non è mai stata costruita, il pensiero di Ada Lovelace si è rivelato fondamentale per la storia del computer, proprio per la sua previsione di aver ritenuto i computer in grado di andare oltre il semplice calcolo numerico (a differenza dello stesso Babbage, che invece si era concentrato unicamente su tale capacità). I “numeri di Bernoulli” sono una successione di numeri razionali, e in matematica, sono molto importanti e ricorrono in vari problemi. L’algoritmo di Ada è considerato il primo programma per computer concepito nella storia e  Ada Lovelace fu, in senso lato, la prima programmatrice di computer. Ada Lovelace Byron muore il 27 novembre del 1852, all’età di trentasei anni.  

Eleonora Mello

La Campagna #UnPannelloInPiù di Legambiente ed Enel X fa tappa a Torino

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#UnPannelloInPiù: Il fotovoltaico da appartamento per fare la differenza 

La Campagna #UnPannelloInPiù di Legambiente ed Enel X fa tappa a Torino

Oggi sono stati donati i primi pannelli solari da appartamento alle famiglie torinesi in difficoltà per ridurre la spesa dei consumi in bolletta e aiutare l’ambiente

“Due famiglie sono una goccia in un mare, ma è l’inizio di un percorso che, con il supporto degli enti locali competenti, potrà continuare e crescere nel prossimo futuro”

Chiunque può contribuire alla raccolta fondi e lasciare un pannello in sospeso

CARTELLA STAMPA DIGITAL

Settima tappa per un #UnPannelloInPiù, la campagna di Legambiente ed Enel X dedicata alla lotta contro la povertà energetica, che oggi arriva a Torino.  Qui sono stati donati i primi pannelli fotovoltaici da appartamento a due famiglie in povertà sociale ed energetica, grazie alla stretta collaborazione con l’Ufficio servizi sociali del Comune di Torino e con l’Associazione Articolo 47. I nuclei familiari si trovano in due quartieri, Campidoglio e Borgo Filadelfia, rispettivamente nella periferia ovest e sud di Torino. Due aree con forti fragilità sociali ed economiche, a carattere prettamente residenziale. 

La tappa torinese è stata anche l’occasione per informare i cittadini su tutti gli strumenti per ridurre la bolletta energetica, tra cui il solare fotovoltaico, ma anche risparmio ed efficienza, comunità energetiche e bonus sociali. Duplice obiettivo della campagna è, infatti, quello di aiutare le famiglie in difficoltà e di informarle. Per questo Legambiente, con il sostegno di Enel X, ha lanciato da un lato l’iniziativa di raccolta fondi #UnPannelloInPiù con l’obiettivo di acquistare pannelli fotovoltaici da appartamento da donare alle famiglie in povertà energetica. Dall’altro lato un roadshow di nove tappe lungo la Penisola, per informare i cittadini sul tema e su tutti gli strumenti per fronteggiare il caro bollette. 

Secondo le stime dell’Istat contenute nel rapporto Oipe 2021 (Osservatorio italiano sulla povertà) e rielaborati dall’ufficio studi della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, in Italia circa 4 milioni delle famiglie vivono nell’impossibilità di procurarsi un paniere minimo di beni e servizi energetici. Tra le 101.730 e 174.394 solo in Piemonte. Nel contesto in cui viviamo, di emergenza sociale e climatica, il fotovoltaico da appartamento rappresenta una soluzione – concreta, economica e di facile utilizzo – per ridurre la povertà energetica e produrre energia sostenibile. Nello specifico, ogni pannello fotovoltaico “da balcone” consentirebbe un risparmio in bolletta fino al 25% l’anno per i prossimi 20 anni e eviterebbe l’immissione in atmosfera di 145Kg di CO2 all’anno, equivalenti alla quantità di CO2 assorbita da circa 10 alberi.

“La decarbonizzazione e l’emancipazione dalle fonti fossili è, oggi più che mai, la priorità numero uno, sia per ragioni ambientali globali, plasticamente rappresentate dalla gravissima siccità che sta colpendo il nord Italia e che ha portato 170 Comuni Piemontesi a promulgare ordinanze per confinare l’utilizzo della risorsa idrica ad utilizzi alimentari e igienico-sanitari, che per le contingenze geo-politiche attuali. Il tema della giustizia climatica non può non essere al centro delle attività politiche ed economiche dei prossimi anni. Affiancare a esso il tema della giustizia sociale è imprescindibile se vogliamo evitare di essere travolti da un’onda che, inevitabilmente, arriverà”, dichiara Sergio Capelli, Amministratore Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. “#UnPannelloInPiù fa proprio questo portando avanti di pari passo la giustizia climatica e quella sociale. Due famiglie sono una goccia in un mare, ma è l’inizio di un percorso che, con il supporto degli enti locali competenti, potrà continuare e crescere nel prossimo futuro”.

Il pannello fotovoltaico da appartamento rappresenta, infatti, uno strumento concreto dal grande potenziale in termini sia economici che ambientali. Considerando solo le abitazioni classificate come civile (A/2) ed economiche (A/3), parliamo di circa 23 milioni di potenziali balconi o superfici verticali che possono ospitare impianti di questo tipo.  Se solo il 20% di questi appartamenti si dotasse di un pannello fotovoltaico sul proprio balcone o finestra, si eviterebbe l’immissione in atmosfera di oltre 600mila tonnellate di CO2 all’anno, pari a quella assorbita da una foresta di circa 35 milioni di alberi.

“Siamo felici di poter supportare Legambiente in questa iniziativa solidale ed energetica che rende la sostenibilità davvero accessibile a tutti”, dichiara Marcello Donato, Head of Global Sales e-Home di Enel X. “Il pannello fotovoltaico da appartamento, Plug&Play, permette a chiunque di vivere la transizione energetica da protagonista, e iniziative come #UnPannelloInPiù sono fondamentali per sensibilizzare la comunità su un concetto importante: anche un solo pannello in più può fare la differenza e ognuno di noi può dare il proprio contributo per aiutare le famiglie in povertà energetica, facendo risparmiare loro il 25% l’anno in bolletta per i prossimi 20 anni”.

La campagna #UnPannelloInPiù è stata presentata oggi in conferenza stampa a Torino presso Passo Social Point, luogo di incontro e aggregazione della periferia nord gestito dalla Diaconia valdese. Hanno partecipato: l’amministrazione del Comune di Torino; Sergio Capelli, Amministratore Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta; Marcello Donato, Head of Global Sales e-Home di Enel X; Alessandro Di Palma, Ufficio Servizi Sociali del Comune di Torino; Alessandro di Palma, Associazione Articolo 47; Federica Zanantonio, Diaconia Valdese; Katiuscia Eroe, Responsabile Ufficio Energia di Legambiente. Nel pomeriggio, invece, è previsto un Laboratorio di educazione ambientale sulle fonti di energia rinnovabili. 

Grazie alla raccolta fondi #UnPannelloInPiù, attiva fino all’autunno, chiunque potrà dare un contributo per aiutare le famiglie più difficoltà socioeconomica. Un po’ come il caffè sospeso, ma con un impatto molto più significativo in termini di risparmio e qualità di vita. Per donare basterà andare sul sito di Legambiente (https://sostieni.legambiente.it/page/103795/donate/1) e scegliere l’importo che si vuole donare per contribuire ad acquistare un pannello fotovoltaico a chi non può permetterselo, sostenendo così la campagna. Un contributo iniziale di 50 pannelli fotovoltaici da balcone è stato già effettuato da Enel X, come donazione di partenza per la raccolta fondi. Le famiglie beneficiarie sono individuate in collaborazione con le associazioni locali. 

Dopo le prime sette tappe (Napoli, Brindisi, Palermo, Roma, Cagliari, Firenze, Torino), la campagna itinerante proseguirà il suo viaggio alla volta di Milano (25 giugno) e a Bologna (27 giugno).  Segui il roadshow anche sui canali social di Legambiente e di Enel X con l’hashtag #UnPannelloInPiù.  Hanno già dato il loro sostegno alla campagna: Selvaggia Lucarelli, Carolina Crescentini, Donatella Finocchiaro, Federico Quaranta, Simone Rugiati, Massimiliano Ossini, Lorenzo Baglioni, Vittoria Schisano, Marco Martinelli, Luca Guidara, La Scienza Coatta, Letizia Palmisano, Zeudi Di Palma – Miss Italia 2021, Massimiliano Medda.  

Ada Aliprandi | Ufficio Stampa Legambiente
a.aliprandi@legambiente.it | 3202794861

Legambiente: è un’associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa, giusta e solidale. L’associazione ambientalista più diffusa in Italia, un grande movimento apartitico fatto di persone che, attraverso il volontariato e la partecipazione diretta, si fanno promotrici del cambiamento per un futuro migliore. 18 sedi regionali e 1000 gruppi locali sono il cuore dell’attivismo sui territori insieme a 115.000 tra soci e sostenitori. Più di 1.000 i giovani che ogni anno partecipano a un campo di volontariato, 30.000 le classi che aderiscono ai programmi di educazione ambientale. Oltre 200 gli avvocati dei Centri di azione giuridica al servizio delle vertenze. Legambiente ha fondato la sua missione sull’ambientalismo scientifico, raccogliendo migliaia di dati sul nostro ecosistema, che sono alla base di ogni denuncia e proposta. Da 41 anni si batte per un mondo migliore, combattendo contro l’inquinamento, l’illegalità e l’ingiustizia per la bellezza, la tutela, una migliore qualità della vita. 

Enel X Global Retail è la business line globale del Gruppo Enel che offre servizi che accelerano l’innovazione e guidano la transizione energetica. Leader mondiale nel settore delle soluzioni energetiche avanzate, Enel X Global Retail gestisce servizi come il demand response per circa 6,6 GW di capacità totale a livello globale e 59 MW di capacità di accumulo behind-the-meter installati nel mondo. Attraverso le sue soluzioni avanzate, tra cui gestione dell’energia e i servizi finanziari Enel X Global Retail fornisce a ciascun partner un ecosistema intuitivo e personalizzato di piattaforme tecnologiche e servizi di consulenza, incentrato sui principi di sostenibilità ed economia circolare al fine di fornire a persone, comunità, istituzioni e aziende un modello alternativo che rispetta l’ambiente e integra l’innovazione tecnologica nella vita quotidiana. Ogni soluzione ha il potere di trasformare gli obiettivi di decarbonizzazione, elettrificazione e digitalizzazione in azioni sostenibili per tutti, al fine di costruire insieme un mondo più sostenibile ed efficiente. 

MONFRÀ JAZZ FEST: LA FESTA CONTINUA CON IL WEEKEND AL CASTELLO

Gabiano Monferrato: MONFRÀ JAZZ FEST: LA FESTA CONTINUA CON IL WEEKEND AL CASTELLO

Da venerdì a domenica nove concerti e tante interpreti femminili. Gran finale domenica sera con 20 elementi diretti da Eugenia Canale 

Venerdì 24 giugno Tazio Forte, Eleonora Strino quartet e Wally Allifranchini con Michael Rosen

Si comincia alle ore 19.00 con un “Ice Jazz”, un appuntamento che abbina il concerto a una degustazione di uno straordinario gelato gourmet.  In questo caso assaggeremo la fisarmonica di Tazio Forte insieme a Tobia Davico alla chitarra che in “Gipsy jazz ed altre storie…” ci trasporteranno attraverso la tradizione del jazz europeo e della tradizione gitana passando per Django Reinhardt, Stéphane Grappelli e il Quintette du Hot Club de France. La duttilità della formazione fisarmonica e chitarra Manouche spinge i due musicisti ad inserire nel programma brani di provenienza ben distante, come tradizionali finlandesi , pasodoble spagnoli e celebri standards tratti dai grandi songbook americani (Porter, Mercer, Kern ).

Alle ore 21 si esibisce sul palco Eleonora Strino Quartet, ricordandoci più che mai che il tema dell’edizione di quest’anno sono le donne del jazz sempre più strumentiste, compositrici, direttori di orchestra.  Eleonora Strino alla chitarra si esibisce insieme a Alex Orciari, contrabbasso, Simone Daclon, pianoforte e Pasquale Fiore, batteria. Appartenente a una famiglia di artisti di origine fieramente napoletana, per Strino la chitarra è una rampa di lancio per far decollare una performance swingante e discorsiva, in cui si rinnova con stile la lezione di Wes Montgomery e del primo George Benson. Sul palco colpisce per stoffa e quel pizzico di carisma che le permette di affrontare l’improvvisazione su noti standard e classici, quasi come se si trattasse di un flusso di consapevole coscienza.

La serata finisce alle 22.00 con Wally Allifranchini Quartet feat. Michael Rosen. Il quartetto del noto sassofonista e arrangiatore ospiterà per il Monfrà Jazz Fest un artista di caratura internazionale, il sassofonista Michael Rosen. Eseguiranno brani originali di Allifranchini e Rosen e jazz standards, da Ellington a Rollins e molti altri. Oltre al grande sassofonista il quintetto vanta la presenza di uno dei più grandi chitarristi italiani e non solo: Sandro Gibellini. A chiudere la formazione il contrabbassista casalese Giorgio Allara ed il batterista Nicola Stranieri che vantano collaborazioni con jazzisti internazionali di altissimo livello.

Concerto con degustazione a base di gelato gourmet intero € 7, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Doppio concerto serale intero € 10, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Abbonamento doppio concerto serale + degustazione  intero € 15, ridotto under 25 e soci Le Muse € 8.

Sabato 25 giugno Roger Beaujolais, Riccardo Fioravanti trio, Joyce Yuille & Concettini Quartet

La serata di Sabato 25 giugno al Castello comincia alle 19.00 con un aperitivo “Ice Jazz”  insieme al Roger Beaujolais Trio.  Beaujolais è un musicista jazz molto noto e apprezzato in Inghilterra, la sua attività è allargata a collaborazioni anche nell’ambito del pop inglese, tra cui Robert Plant e Paul Weller, e all’insegnamento del vibrafono presso il Trinity College of Music di Londra. Accompagnato da Giacomo Dominici al contrabbasso e basso elettrico e Alessandro Pivi alla batteria Roger Beaujolais affronterà un repertorio di brani originali e standard jazz, riarrangiati secondo il suo estro tipico trasversale, di grande fascino ed estrema godibilità.

Alle 21.00 Riccardo Fioravanti Baritone Trio presenta “Cerri, una volta il Wes!”: un omaggio a due dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, caratterizzati da un’innata creatività melodica, un fantastico senso dello humour e una grande signorilità e gentilezza d’animo. Franco Cerri e Wes Montgomery, così distanti geograficamente, così vicini musicalmente, Wes Montgomery è un vero e proprio gigante della chitarra jazz, a cui Franco Cerri si è ispirato sia nella musica che nell’eleganza musicale e stilistica. Riccardo Fioravanti reinterpreta con questa proposta artistica con un basso a sei corde, accordato in maniera baritona per avere sonorità a cavallo tra il basso elettrico e la chitarra, il repertorio ed il linguaggio di questi due grandi interpreti del jazz. Al suo fianco due musicisti di grande spessore artistico: Maxx Furian alla batteria e Francesco Chebat al piano e tastiere daranno vita ad un concerto veramente particolare.

Alle 22.00 va in scena il Joyce Yuille & Concettini Quartet in cui il saxofonista molisano ritorna per il consueto gemellaggio col festival Borgo in Jazz, accompagnato dalla splendida voce di Joice Yuille, energica front woman di origine newyorkese di Harlem dalla vocalità sofisticata, grintosa e al tempo stesso elegante che ci accompagnerà in un viaggio nell’American Songbook. Accanto a lei e al sax di Nicola Concettini ci sono Daniele Cordisco alla chitarra, Alberto Gurrisi all’ organo Hammond e Luca Santaniello alla Batteria.

Concerto con degustazione a base di gelato gourmet intero € 7, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Doppio concerto serale intero € 10, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Abbonamento doppio concerto serale + degustazione intero € 15, ridotto under 25 e soci Le Muse € 8.

Domenica 26 giugno Volver Trio, Rita Payès, Maxentia Big Band

Ultima data del mese il 26 giugno. Alle ore 19.00 un nuovo appuntamento dei concerti aperitivo Ice Jazz con Volver trio in “Bolero in jazz”. Il Progetto “Volver” prende il nome dalla celebre canzone del compositore argentino Carlos Gardel (1890-1935) e riprende alcune grandi ballate (tango, bolero) del Sudamerica, poco frequentate nei repertori dei musicisti jazz nordamericani ed europei (con alcune eccezioni, come Charlie Haden). Come nella tradizione jazz queste canzoni degli anni ’20 e ’30 sono re-interpretate e trasformate in chiave moderna con l’intenzione però di restare fedeli all’originale ispirazione “romantica” latino-americana. Formano il trio Paolo Manasse (piano), Marco Volpe (batteria) e Riccardo Vigoré (contrabbasso).

Conclusione della serata tutta al femminile nello spirito del Festival. Alle ore 21.00 sarà sul palco Rita Payès, virtuosa e pluripremiata stella nascente del jazz europeo alla voce e al trombone, a cui si unisce Pol Batlle, chitarrista di Barcellona, per creare il duetto più intimo ed emozionante che possiate mai ascoltare. Una messa in scena familiare: una chitarra elettrica, un trombone e due splendide voci per raccontarci la storia de “La Mela” (appunto ‘Manzana’ in catalano).  Nella Barcellona degli anni 80 c’era un giovane musicista di nome Gabriel Hernández fortemente ispirato dai musicisti catalani. I suoi amici lo hanno aiutato a registrare un nastro delle sue canzoni dal vivo, e se Gabriel Hernández non proseguì la carriera, quasi quattro decenni dopo, Batlle si imbatté in quest’opera e in “La manzana” in particolare, facendola ascoltare a Rita. “La canzone ci è piaciuta così tanto che l’abbiamo suonata nel tour europeo”, spiega la cantante. Oltre a questo ed altri brani di loro composizione eseguiranno alcuni brani della tradizione catalana uniti a richiami di famosi standard jazz, per un concerto dai toni caldi ed avvolgenti.

Conclusione spettacolare alle 22 con la Maxentia Big Band, venti elementi diretti da Eugenia Canale, affermata pianista e compositrice.  Il titolo della serata “Cape” è un diretto riferimento a Città del Capo per esplorare un filone davvero particolare del Jazz: quello nato e sviluppato in Sudafrica, dove già dall’inizio del XX secolo i nuovi stili musicali che arrivarono dall’America, come il ragtime, il dixieland e lo swing, si mescolarono alla musica tradizionale locale dando vita a generi inediti come il marabi e il kwela, caratterizzati da una ciclicità rituale delle melodie e delle armonie che trasportano l’ascoltatore in uno stato di coinvolgimento fisico ed emotivo. Negli anni dell’apartheid il Jazz sudafricano è diventato occasione per ribadire l’identità di un popolo e il suo desiderio di libertà: «Chi potrà mai sottometterci finché avremo la nostra musica?» (Miriam Makeba). In “CAPE” la Maxentia Big Band accompagnerà il pubblico in un percorso che parte dalla musica dei primi importanti pionieri di questo filone, per arrivare ad alcuni tra i più interessanti esponenti del jazz sudafricano contemporaneo.

Concerto con degustazione a base di gelato gourmet intero € 7, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Doppio concerto serale intero € 10, ridotto under 25 e soci Le Muse € 5. Abbonamento doppio concerto serale + degustazione  intero € 15, ridotto under 25 e soci Le Muse € 8.

Per il programma completo e per acquistare i biglietti è attivo il sito http://www.monjazzfest.it

Vienimi al cuore donna, di Giuseppe Pippo Guaragna

Vienimi al cuore donna, di Giuseppe Pippo Guaragna

Vienimi al cuore donna

Questa spiaggia assolata

quest’acque trasparenti,

dove il buio riflette

la Luna e le sue stelle .

Chiari e verdi i tuoi occhi

dov’io solo mi specchio,

hai le chiome dorate

d’uva bionda matura.

Lievi i ciottoli all’onda

cantan storie di mare,

di velieri alla fonda

e di vele nel vento.

Vienimi al cuore donna

colmami di pensieri,

io t’ameró domani 

e molto più che ieri.

Senti, ci porta Greco

il profumo d’Oriente,

polvere del passato

che si muta in presente.

Dammi la mano, andiamo,

c’è tutto un mondo intorno,

il nostro sarà un viaggio 

senza nessun ritorno.

Risplende la ginestra,

profuma il gelsomino,

questo è un giorno di festa,

mettiamoci in cammino.

GPG

LA SOLITUDINE, di Gregorio Asero

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LA SOLITUDINE, di Gregorio Asero

LA SOLITUDINE

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

Intorno c’era il chiarore della mezza luna 

e respiravo l’odore dell’eternità. 

Come terza incomoda 

cercava di rubarmi all’amata. 

Portava le chiavi arrugginite della porta del dolore 

che solo lei sapeva come aprire. 

E chi mai avrebbe potuto dare aria alla mia anima?

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

E quando i battenti della porta 

si aprirono su cardini arrugginiti 

il malvagio gracidare dei pensieri 

fece spazio al mio dolore.

Accanto a me era accovacciata la solitudine.

.

da “Nemesi ” 

di Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

tienimi per mano , di Herman hesse

ienimi per mano al tramonto,

quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…

Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…

Tienimi per mano

portami dove il tempo non esiste…

Tienila stretta nel difficile vivere…

Tienimi per mano

nei giorni in cui mi sento disorientata,

cantami la canzone delle stelle, dolce cantilena di voci respirate…

Tienimi la mano

e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te.

Tienimi per mano e non lasciarmi andare…mai”.