La mia adolescenza, di Stefano Polo

Fredde stanze nella mia vita
frustate di vita…
Nel mio animo
solo grigio e paure insonni…
La mia adolescenza scorreva
come un fiume di acque stagnanti
il mio cuore era impietrito dai timori
il mio viso sembrava fatto di marmo
come bloccato da un fotofinish
il mio cuore pulsava come se fosse
un treno in partenza senza meta
la mia adolescenza
era un mare impervio
dove il mare era inquieto
pieno di vento portando via
il mio passato
dando nuova vita a me stesso…
l’uomo che sono adesso.

Obbligo del POS al 30 giugno, multa a chi rifiuta i pagamenti digitali

Obbligo del POS al 30 giugno, multa a chi rifiuta i pagamenti digitali

L’obbligo del Pos per esercenti e professionisti era già in vigore dal 2013 ma all’epoca non erano previste multe che invece sarebbero dovute entrare in vigore da gennaio 2023. Ora con un Decreto del Consiglio dei Ministri appena approvato viene invece previsto che da giovedì 30 giugno entra in vigore quanto segue:

-l’uso obbligatorio del Pos.

-sanzione doppia per chi non accetterà i pagamenti elettronici.

La sanzione è pari a 30 euro più il 4% del valore della transazione per cui l’esercente abbia negato il pagamento elettronico. Quindi, nel caso di mancata accettazione di un pagamento da 25 euro con carta di credito, Mobile payment, smartwatch o smartphone, all’esercente sarà comminata una multa di 31 euro: 30 euro più 1 euro (ovvero il 4% di 25 euro di transazione elettronica negata).Ulteriori approfondimenti al link di questo sito: https://www.pagamentidigitali.it/news/il-decreto-pnrr-anticipa-lobbligo-del-pos-al-30-giugno-doppia-multa-a-chi-rifiuta-i-pagamenti-digitali/

Un uomo, sa amare un uomo?, di Iris G. DM

Un uomo, sa amare un uomo?, di Iris G. DM

Un uomo, sa amare un uomo?

Quanto sa farlo, 

sa farlo?

Un uomo sa essere solo,

dentro la sua solitudine, un cuore di ferro!

Una donna sa cosa è l’amore,

non è capace di vivere senza, 

quanta musica nella testa, 

quanta musica nel cuore, che muore d’amore.

A una donna piace vivere di baci e di impazienza,

diretta e sciolta,

nei diari dell’innocenza.

Quanto sa amare un uomo?

Un uomo che uccide, quanto sa amare?

Sa amare sempre troppo poco 

e mai più di se stesso, 

mai più delle sue ragioni,

mai più della sua violenza. 

Io sono donna e so amare,

non uccido, io invento, 

invento uomini da amare,

uomini da desiderare,

uomini seduti sul mio ventre,

sulla mia faccia, sulla mia vita,

sul mio destino che non è di guerra, ma è guerra.

Io so amare, io so amare,

sono donna e so amare. Irisi G. DM

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci, di Giuseppe Cataldi

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci, di Giuseppe Cataldi

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci

L’intransigenza dei giorni

e delle tendine che velano il sole

quando si muovono per scostare l’impegno

l’intransigenza delle macchine

ed il loro distratto avvinghiarsi alla carreggiata

mentre le curve lungo l’Aniene di Pietralata

sembrano aver più vita ed agitarsi

quanto più io mi senta inerte,

e la fuga che tutto intorno vive

e l’insoddisfazione dell’estro inchiodato

alla sponda come le reti che tengono le pietre

per impedirne il loro inesorabile andare,

vorrebbero il mare vorrebbero la terra

vorrebbero volare e districarsi e scappare.

Eppure la stagione ha ripreso a suonare

la sua campanella tintinnante

dovrebbe essere un festoso riappropriarsi dell’estate,

distesa come un corpo di ninfa noncurante

con le sue tettine fragili puntate alla luce

ed al suo amante,

eppure i cardi dal bel fiore blu

sono spinosi come sempre

sono un fiore di campo

che a casa non potrai mai portare

senza far uscire il rosso mirtillo dal cuore.

Poi  trovare il mio posto

fra i passi percorsi in casa

fra gli scaffali del supermercato:

ecco oggi comprerò un etto di gioia

un kilo di pace e mezzo kilo di te

Ed ecco alla curva della via di Pietralata

quella della legnaia che d’estate si spoglia

e della salita alla clinica ortopedica,

una signora con i capelli gialli

su una panda azzurra come il cielo

si ferma di botto ed io distratto

mi fermo anch’io ma non bestemmio

mi sporgo con gli occhi a destra

e vedo passare oltre il parafango,

prima la madre poi 6 paperelle

piccole in fila indiana

raggiungere l’altro marciapiede

sicure di una sicurezza screanzata e fiera

e senza rete, inutile voltarsi

o farsene una preoccupazione.

Ridere da solo e ritornarci il giorno dopo

I miracoli avvengono una volta soltanto

e solo se li riconosci e se non ne fai vanto.

NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA, di Sergio Garbellini

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NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA, di Sergio Garbellini

Quando i sentimenti non vengono condivisi (Sergio Garbellini)

NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA

.

“Sabrina, ti presento Salvatore,

un caro amico, è stato folgorato

da tanta ed incredibile bellezza

ch’emani e m’ha persino confessato

.

d’aver delle intenzioni molto serie,

m’ha chiesto s’eravamo fidanzati,

gli ho detto che noi siamo solo amici

e che non siam mai stati innamorati.

.

Vi lascio soli per poter parlare

e fare la dovuta conoscenza,

dovete confrontarvi di persona

per acquisire un po’ di confidenza !”

.

Così dicendo, Marco sorridendo

lasciò i due colombi con premura,

sperando di cambiare il loro incontro

… in una favorevole avventura.

.

… Sabrina al terzo giorno chiamò Marco

fissandogli un urgente appuntamento,

la sera ci fu un duro faccia a faccia,

la donna come in preda allo sgomento

.

gli disse: “Ti credevo un vero amico,

quel Salvatore che m’hai presentato

s’è rivelato in vero mascalzone,

dapprima era ben intenzionato,

.

ma in seguito ha mostrato il vero volto,

mi palpeggiava senza alcun rispetto,

fissandomi con smania inferocita

voleva trascinarmi solo a letto,

.

mi sono rifiutata a più riprese,

temendo mi volesse usar violenza

ho ghermito lo spray dalla borsetta

gliel’ho spruzzato in faccia con veemenza

.

e son fuggita via impaurita,

son donna e non ho proprio alcun bisogno

che scegli tu per me gli spasimanti,

d’averti come amico, mi vergogno !

.

Da troppo tempo sono innamorata

d’un uomo che purtroppo sembra cieco

e mi presenta solo i delinquenti

per farmi violentare in modo bieco !

.

Capisco che ti senti solo amico

e non mi vedi sotto un’altra veste,

ma sono donna bella e affascinante,

non ho sentito mai le tue richieste

.

riguardo ad un approccio personale

desideroso di scambiar l’amore,

stavolta m’hai delusa, sono afflitta,

m’hai veramente fatto male al cuore !

.

Io sono innamorata, a questo punto

ti voglio confessar sinceramente

che l’amicizia l’hai mandata in fumo,

da oggi, tu per me non sei più niente !

.

Lasciarmi violentare dal tuo amico !

Ma voglio qui conoscere il motivo:

qual’era il vero aspetto programmato?

Non vedo un altro aspetto negativo !”

.

Sabrina gli si mise faccia a faccia

cercando di capire quell’affronto,

ma Marco pure lui era prostrato

in seguito a quel cinico racconto,

.

perché lui si fidava del suo amico,

ma si trovava con le spalle al muro

avendo disilluso la sua amica

in modo troppo fùtile e immaturo …

.

rispose: “T’ho delusa e mi dispiace,

anch’io ho subìto un brusco tradimento

sembrava sempre un tipo alquanto mite,

con te s’è dimostrato un gran violento !

.

Ti chiedo scusa, non serbar rancore,

possiam sbagliare tutti nella vita,

per me tu resti una sincera amica,

seppur la tua fiducia … l’ho tradita !”

.

SERGIO GARBELLINI

Chiave perduta, di Maurizio Coscia

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Chiave perduta, di Maurizio Coscia

Chiave perduta

S’udivano

melodie

lette sulle righe

secondo versi distorti

in chiave perduta.

Non doveva esser così:

musicate,

secondo note ribelli

eseguite,

in modo disperato

senza ragione,

senza buona filosofia

e invadeva il tempo

un’atroce melodia.

Immutabile,

continuo,

disarmonico

era un estremo tentativo

per tornare indietro

alla chiave perduta,

in cima al pentagramma,

per trovarla

e bloccare a ritroso

quell’assurda sinfonia

senza giusta filosofia.

(Tutti i di tutti riservati – poesia di Maurizio Coscia)

DI SERA, I RICORDI, di Vincenzo Pollinzi

DI SERA, I RICORDI, di Vincenzo Pollinzi

DI SERA, I RICORDI

Di sera, quando il cielo 

si tinge di rosso e

mescola inesorabile

le prime sfumature 

della notte che scende, 

a volte piove malinconia, 

ti scivola sulla pelle, 

si perde nei luoghi 

dove le parole 

non hanno più suono. 

Allora frughi nei ricordi, 

li accarezzi, 

ti ostini su quelli belli, 

chiedi scusa a qualcuno, 

a qualcuno sorridi. 

È il libro della vita

sempre aperto al crocevia

tra passato e presente e

il futuro che aspetta, che 

non sai, non puoi e non vuoi

chiudere sull’ ultima pagina. 

VINCENZO POLLINZI – GIUGNO 2022 

Foto di Maria Pia Torresi

Festival mondiale Arti e Sculture PIAF 2022

Biografia di Nadia Martorano (classe ’79)
Nadia Martorano nasce a Monaco di Baviera nel 1979, dove consegue il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule. Si trasferisce in Italia completando gli studi.
La sua passione per l’arte prende il sopravvento e da autodidatta inizia a disegnare già da piccola… l’immagine, il colore, il poter immergersi in queste atmosfere danno la dimensione della sua vita. Si cimenta con le tecniche più diverse, miste, spatola, materiche, figurativo, astratto, contemporaneo.
Addentrarci nell’arte di Nadia è un atto di sorpresa. Quello stupore innocente che ne cattura immediatamente lo sguardo… nel rendersi conto dell’uso del colore, così spontaneo, così elargito senza sprecare una pennellata. La forza è nella delicatezza nell’affrontare il luogo e il tempo che andrà a rappresentare o meglio dire a vivere in quell’armonia che la porta a intersecare la cromia che racconta. Nelle sue opere i soggetti raccontati riescono a dare allo spettatore quella serenità nel percorrere l’opera, da stagni che conducono il pensiero a profumi di terre lontane, terre incontaminate che danno quella sensazione, sicuramente nel cuore di ognuno di noi, di poter e saper custodire la nostra amata Terra. E poi perdersi in sterminati prati di papaveri, fiori da sembianze quasi immortali, eterei e delicati ai sensi, che ne accoglie quasi il profumo e nella vista ne trova la pienezza.
Il suo è un talento naturale, spontaneo che emerge nei suoi lavori quasi istintivo ma profondamente emotivo. La sua formazione pittorica non si basa su regole accademiche ma su una tecnica libera, autonoma in cui colpisce lo stile aperto a nuovi stimoli, intuizioni.
L’uso del colore, le sfumature di pennellate ma anche le applicazioni inserite, bastano per mettere in evidenza il tocco di mano innovativo, sicuro e deciso di Nadia Martorano. L’artista non si dedica quindi a una sola tecnica, ne sperimenta diverse spaziando dalla pittura all’uso di materiali decorativi e dal componimento figurato all’astratto.
Forse l’essere nata e vissuta per un periodo a Monaco di Baviera, dove ha conseguito il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule, e poi il ritorno nella terra di origine, Spezzano Albanese (Cs), e dove vive con il marito e i figli, ha inciso sul suo essere sensibile a tutto ciò che rappresenta il nuovo, il cambiamento. La pittura di Nadia Martorano rifiuta quindi gli schemi, ogni forma di chiusura e staticità, ma non per questo è priva del forte legame con le sue radici, quelle intrise di storia e antiche culture e tradizioni come quella arbëreshë di Spezzano Albanese. La sua arte è quindi un viaggio condotto in mondi lontani ma anche vicini, in luminosi campi colorati o in luoghi incantanti in cui perdersi e ritrovarsi. Nei suoi dipinti è forte la carica energica trasmessa dalla pittrice, che non manca mai di accompagnare lo sguardo dell’osservatore nell’incanto della natura, una costante nelle sue opere.
Proprio per il suo essere pronta a cogliere le opportunità date da nuovi stimoli artistici, Nadia Martorano è stata molto attiva anche durante la chiusura forzata per emergenza Covid-19. L’artista infatti ha partecipato a diversi concorsi, mostre personali e collettive nazionali e internazionali.
Tra le principali esperienze va menzionata l’essere stata selezionata per due anni di seguito tra gli artisti contemporanei pubblicati nel Catalogo d’Arte Moderna e Contemporanea 2020 (CAM 56) 2021 (CAM 57) edito da Mondadori. L’artista inoltre è presente in diversi volumi di riviste d’arte Biancoscuro ecc.
Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!
Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.
SU PIAF 2022
Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
TEMA: GUERRA E PACE
Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.
TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022
REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori
http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com
arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture
Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!
Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.
ABOUT PIAF 2022
The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.
Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.
Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.
THEME: WAR & PEACE
After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.
Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.
THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022
REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!
Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

Il mistero del 2 fiori – Oh my bridge

21 aprile 2022bridgeIl mistero del 2 fioriCi sarà un tempo in cui io vi padroneggerò!!Ci sono sempre fiori per coloro che vogliono vederli.Henri MatisseQuel mazzolin di fioriLo credo bene che la poverina nonostante il mazzolin di fiori che vuol regalare al suo moretto piange e sospira. Lei non lo sa, ma il problema del sabato sera non è che lei è poverina, ma sicuramente lui è andato dalla Rosina perché la furbetta le avrà sparato subito e senza indugio un bell’ appoggio a 4 picche, senza tante balle.Queste fiori, mi rivolgo anche a te S. Gaetano Thiene, protettore dei giochi, ma chi le capisce?2 fiori.Una delle licite più misteriose per chi si approccia inizialmente al bridge, o almeno lo è stato per me.Ma chi potrebbe mai immaginare che tutti quei cartellini apparentemente così innocui abbiano tutti almeno un paio di significati secondo il momento in cui si giocano?Ma avete mai provato a spiegare, a quelli che non si sono mai interessati al bridge, in poche parole, all’incirca di cosa si tratta? Se i vostri ascoltatori non se la sono data a gambe dopo pochi minuti, forse vi sarà venuta la voglia di andare oltre, e di informare che anche i cartellini che si utilizzano per decidere un contratto, cambiano di significato molte volte, aggiornano la quantità dei punti, il numero delle carte in un determinato seme o addirittura di due, chiariscono l’obiettivo del contratto che da un semplice parziale, può diventare una manche o addirittura uno slam.Ma per passare da tutto questo bisogna correre dietro ai significati dei cartellini. Per cui liciti le fiori e potresti non averle, le liciti un’altra volta e potresti non averle, oppure averne un treno e mezzo, oppure le liciti e potrebbero non interessare a nessuno, semplicemente si usano per chiedere come stiamo a cuori o a picche.-Le sue cuori come stanno?–Bene grazie, ne ho quattro belle grasse-– Perfetto le vorrei far accoppiare con le mie, cosa dice?–Ottima idea, credo che ne nascerà un bel contratto.–Lo credo anch’io, ma le fiori?- -Cosa ne facciamo delle fiori?–Ma chissenefrega delle fiori, lasciale lì, prima o poi qualcuno le prenderà..-Se avete cercato di spiegare ad un vostro conoscente questo passaggio, probabilmente la prossima volta che vi incontrerà cambierà strada. Invece sarebbe proprio bello che in tanti, scegliendo tra quale mental coach seguire o a quale counselor appoggiarsi, provassero a scoprire quanti e quali parallelismi la vita da bridgista ti propone, e quante risposte potrebbe fornirti. Ovviamente solo seriamente motivati. No perditempo. Perché il bridge non fa sconti a nessuno. Niente botte di fortuna, giusto giusto la probabilità del colpaccio che si ha di vincere la lotteria di capodanno.Voglio credere che sia un caso che, in cartomanzia, il 2 di fiori descriva una situazione poco chiara tra due persone, il conflitto che può nascere tra due amici dopo una disputa. Se il 2 fiori avesse un po’ meno orgoglio e vanità (questo dicono i tarocchi che li rappresentano con un pavone), probabilmente avrei avuto meno incubi e ansie ogni volta che me lo ritrovavo davanti, e posso garantirvi che fissarlo insistentemente non servirà a nulla; loro non ti daranno nessun cenno di aiuto. L’unica soluzione possibile è quella dello studio. Paziente e costante, che imprima il più presto possibile tutti i molteplici significati e convenzioni che esprime questo cartellino.Quante volte nel nostro quotidiano ci ritroviamo di fronte a un 2 fiori?Sarebbe proprio bello saperlo subito, essere preparati, quando un 2 fiori è un colloquio di lavoro, quando 2 fiori è la relazione di amicizia che si presenta in un modo, ma ti interroga su altro, quando il 2 fiori è la decisione se alzare il tiro in un investimento economico oppure sapere che devo rispondere al minimo e passare. Sempre uguale ci si deve comportare. Studiare, applicarsi, non essere precipitosi e aver acquisito tutti gli strumenti per poter interpretare al meglio il presentarsi di questo cartellino, per poi sempre proseguire la contrattazione in virtù di quello che in quel contesto ha significato.Io lo riassumerei così. Il 2 fiori è quell’aiuto che se non sai come gestire ti si rigira contro e fa più danni della plastica disseminata per il mondo. Ma diventa obbligatorio farlo entrare nella nostra vita e adottarlo utilizzandolo al meglio.Un pensiero al mio caro socio che nell’impresa ardua di infilarlo nel mio cervello si è trovato a giocare nella 5 – 0 a fiori. Perché si sa, quando si toglie il pannolino ai bambini, qualche pisciatina fuori dal vaso tocca raccoglierla!milena bonazziClassificazione: 1 su 5.FacebookRi-trattoMiss-K (il controllo)Affari di cuoreTempo al tempoBridge vs Yu-Gi-Oh!

Il mistero del 2 fiori – Oh my bridge

Adolescenza – Oh my bridge

Adolescenza“- Mercoledì sta attraversando quel particolare periodo in cui le ragazze hanno un pensiero fisso.– I maschietti?– L’omicidio.”ANJELICA HUSTON – Mortisia AddamsHARRIET SANSOM – Ellen BuckmanHARRIS CHRISTINA RICCI – Mortisia Addams15 Maggio 2022Oggi scambiavo messaggi con un’amica (carissima Annamaria, speciale in tutte le sue forme..). Ci confrontavamo sulle solite illazioni legate all’adolescenza. Le scelte dei figli, l’educazione e altre tematiche tipiche di questo periodo così turbolento.Lo ripeto sempre a favore di chi legge questi articoli per la prima volta. Mi stimola e mi diverte così tanto trovare comparazione tra il vivere quotidiano e la vita del bridgista, che fino ad ora non ho trovato argomento che non si presti a questo fine.L’adolescenza è un argomento talmente tanto ampio e sentito che potrei scriverne per ore. Mi limiterò invece a fare poche considerazioni, su quanto fatichiamo a capire i ragazzi che attraversano questa fase e su quanto questa temibile adolescenza crediamo di relegarla ad un periodo limitato della nostra e loro vita, ed invece si ripresenta anche in età adulta, in forme molto diverse e sottili da come ce l’aspettiamo.Esaminavo per esempio che, quando iniziamo da zero a giocare a bridge possiamo considerarci come dei bambini, che hanno tutto da imparare; pian piano, nel diventare più esperti e capaci facciamo per forza una evoluzione. Passiamo dal muoverci completamente inconsapevoli ed esposti a tutti i rischi, ad essere più strutturati nell’affrontare le difficoltà che ci si presentano in tutte le fasi del gioco. Chi ci affianca in questo percorso, che sia il nostro insegnante, oppure il nostro socio più esperto , dovrà avere la capacità di riconoscerci questa evoluzione e di rapportarsi con noi in maniera sempre nuova. Si dovrà adattare periodicamente alle nostre nuove conoscenze e di conseguenza alle nostre nuove consapevolezze e decisioni.Quando abbiamo dei figli, passiamo i primi anni ad occuparci totalmente di loro, tenendoli al sicuro ed educandoli secondo i nostri schemi, che ovviamente riteniamo siano il meglio. Spesso siamo così presi dal ruolo che ricopriamo nei confronti della nostra prole, che corriamo il rischio di non osservarli e di non ascoltare la loro vera indole con la dovuta attenzione. La cosa più difficile è accettare quando divergono dal nostro volere. Riuscire a non imporci e a non cercare di snaturali, richiede una cognizione da parte di noi genitori che non è sempre così lampante. Ci aspettiamo che facciano scelte che ci aggradano e che siano coerenti con ciò che gli abbiamo trasmesso. Spesso la speranza è che sotto la nostra guida ottengano più di quello che abbiamo ottenuto noi; senza pensare che, se questo modo di agire fosse stato perfetto, anche noi avremmo ottenuto il massimo. Invece non è sempre stato così.Il difficile è capire quando, dobbiamo smettere di credere che i nostri ragazzi siano un prolungamento di noi e iniziare a vederli come individui indipendenti. Quanto è complesso lasciare andare e iniziare a rispettarli per le loro idee e modi di vedere, anche quando non combaciano con i nostri!Pensando al bridge allora mi accorgo che nella corso della nostra esistenza viviamo molte adolescenze diverse. Ogni volta che ci ritroviamo a iniziare un’esperienza nuova, di qualsiasi natura, che sia lavoro sport o altro, attraversiamo sempre tutte le fasi che abbiamo già vissuto. Da nudi e puri inesperti siamo bisognosi di tutto. Ci affidiamo a qualcuno che ci insegni e guidi per crescere, fino ad acquisire nel trascorrere del tempo sempre più competenze, fino ad arrivare ad una sorta di adolescenza.Quella che io chiamo adolescenza/deficienza si presenta sempre uguale.Ribellione, voglia di indipendenza, conflitti con i nostri metaforici “genitori” “insegnanti”, rivivendo se ci riflettiamo, svolgimenti che ci appartenevano anche tanti anni fa, quando volevamo spiccare il volo ma chi ci custodiva ci inseguiva per darci ancora l’imbeccata. In egual modo, chi si trova dall’altra parte e ha sudato e si è sfiancato per crescerti in qualsiasi ambito, fatica a lasciarti andare. Vorrebbe continuare a gestirti come quando eri imberbe.Il tema dell’adolescenza mi è particolarmente caro. Ringrazio il cielo tutti i giorni, per come mio figlio diciottenne mi fa vivere la sua. Come tutti abbiamo avuto momenti terribili in cui lo avrei regalato volentieri al circo. Negli anni di crisi nera, ne parlavo con tutti cercando ogni forma di aiuto. Ho letto perfino un libro su come addestrare i cani. Poi mi sono illuminata. Sarà stata la diffusione del 5G che mi ha magnetizzato il cervello e ho capito. Non ho cambiato lui, ma sono cambiata io. Ho capito che il tempo di educarlo era già passato. Ora si trattava al massimo di accompagnarlo, forse consigliarlo qualche volta. Ammetto che ora spesso è lui che insegna qualcosa a me. L’epoca e la società che vive lui, sono diverse da quella che ho attraversato io. Quindi va percorsa insieme e ognuno deve imparare, sostenendosi e fidandosi a vicenda.Eccomi caro socio di bridge, adesso è il tuo momento. Renditi conto che adesso hai a che fare con una partner che sta uscendo dalla pubertà del gioco. Inizia a diventare insolente e sfacciata. Non credere che non ti rispetti. Anzi come i ragazzini con i brufoli che si affacciano al mondo reale, ho solo tanta voglia di dimostrarti il mio valore. Capisco che come a tutti gli adulti che ci hanno guidato, ti faccio scappare i cavalli; ma è proprio la voglia di compiacerti e manifestare di essere all’altezza delle tue aspettative che mi fa ribellare. Vorrei che mi venissero riconosciute le mie indipendenze e concessi gli errori di valutazione. Questo renderebbe merito al tuo lavoro di pazienza e di educazione. Se ti rendessi conto che hai cresciuto una bridgista appassionata che vuole anche ripagare il tempo che le hai dedicato, saresti orgoglioso delle mie prese di posizione. Gli errori di valutazione dovrebbero farti sorridere, esattamente come quando guardi la ragazzina che vuole iniziare a truccarsi per sentirsi grande e alla fine assomiglia ad un panda gigante.Imperdonabile sarebbe anche non nominare il mio maestro e i miei compagni di corso. Avere insegnanti completi, all’altezza del loro ruolo e soprattutto capaci di trasmettere le loro conoscenze, è raro come l’Iridio, il metallo arrivato con l’asteroide che ha causato l’estinzione dei dinosauri. Rivivere l’adolescenza, comprende avere commilitoni con cui avere in comune idee, studi, gioie e dolori. Ribadisco quindi che abbiamo tante possibilità per perpetuare più e più volte un periodo che sicuramente ci ha segnato e ogni volta possiamo imparare qualcosa di nuovo.Al raggiungimento di 100 adolescenze propongo una crociera premio per tutti!!Non mi resta altro che curarmi l’acne da 2 fiori e controllare gli sbalzi ormonali causati dai contratti a SA (Senza Atout), che mi fanno venire attacchi d’ansia come prima di un compito in classe. Poi tra qualche mese sarò pronta per entrare nella giovinezza, aspettando che sopraggiunga l’età adulta. Per la maturità c’è tempo.Voi intanto miei precettori resistete e non mollate! Gli adolescenti sono una grandissima rottura di scatole. Ma sanno darti infinite soddisfazioni!milena bonazzi

Adolescenza – Oh my bridge

Il delitto Bennet – Oh my bridge

“Impegnatevi a vivere in pace e a occuparvi delle cose vostre”San Paolo5 Maggio 2022Un giorno, bevendo un caffè con il mio insegnante di bridge, vengo a sapere di un fatto di cronaca, ormai più che datato, a cui spesso si fa riferimento nelle dispute bridgistiche. Il famigerato “delitto Bennet”.Tralasciando i dettagli, che lasceremo approfondire ai più curiosi, tutto si può riassumere con l’uccisione del signor Bennet per mano (armata) della moglie. Nella loro casa, con una coppia di amici, passano la serata giocando a bridge. Durante una mano, a seguito di una licitazione discutibile, il pover’uomo non riesce a mantenere un contratto a 4 picche. Il contratto, con solo 18 punti di entrambi, era in effetti fattibile. La discussione scaturita successivamente, portò le due parti a gesti estremi.Vista la datazione dell’avvenimento (1929), sicuramente non saremo oltremodo colpiti, anzi la vicenda si presterà al sorgere di battute e a sarcasmo che perdurano fino ad oggi.Quello che invece mi ha fatto riflettere è la messa in opera di certe dinamiche anche violente, che ripropone modi di esistere e sviluppi culturali spesso celati.Nel mio piccolissimo tavolo da gioco, ho solo fatto una constatazione, talmente personale che non ha alcuna pretesa di sorta, se non quella di fermarsi un attimo solo a pensare se quanto scrivo può avere un fondamento non solo per me, ma anche per qualcun altro.Ai tavoli esistono coppie consolidate, e coppie occasionali.Molto spesso ovviamente le coppie sono miste, cioè composte da uomo e donna, oppure da gente dello stesso sesso.Il bridge porta sempre scompiglio. Se una mano la si vince si è tutti furbi, se invece c’era la possibilità di fare meglio, la colpa del mancato risultato deve SEMPRE ricadere su qualcuno. Sembra essere fondamentale trovare chi ha osato sbagliare la giocata decisiva, chi dei due ha avuto la grave colpa di aver deciso le sorti negative dell’incontro. Non è pensabile gestire la propria delusione nei meandri della propria mente, dobbiamo subito trovare il capro espiatorio e colpirlo a scudisciate finché non saremo liberi e purificati dalla rabbia.Che gran peccato però che, questo stato d’animo si sviluppi in entrambi i giocatori, ai quali basterebbe molto serenamente pensare a come avrebbero potuto agevolare il compagno, oppure altrettanto serenamente individuare il proprio errore per evitare di commetterlo all’ occasione successiva; molto meglio iniziare una discussione violenta come i gatti in amore che porterà allo stesso risultato. Qualche ciuffo di pelo per terra, quelli rimasti ritti sulla schiena, fino alla mano successiva dove ci si potrà miagolare e soffiare addosso in modo esattamente identico.Qui però ci sono delle differenze di sesso.Uomo Ø Donna:Tra partner consolidati e ugualmente bravi, generalmente ci si insulta in maniera equilibrata, non nel senso che la discussione rimane civile, questo proprio no, ma le accuse e le recriminazioni avvengono sia da una parte che dall’altra in modo uniforme. La grande confidenza livella la discussione.Interessante invece è vedere quando tra due soci di sesso opposto ma ambedue inesperti, gli uomini spesso, si sentano in diritto di usare un eccessiva violenza verbale nei confronti della loro partner. Il più delle volte a prescindere dalla ragione che non è poi detto che abbiano, si arroghino la spettanza di infierire anche su un errore della compagna con una veemenza davvero eccessiva. Le donne dal canto loro in queste situazioni sono troppe volte remissive e passive, come se implicito nel ruolo, ci fosse anche la componente di subire le ire dei soci. Una resa incondizionata alla evidente natura che stabilisce che sia normale che un uomo si possa incazzare e sfogare i suoi istinti, e che le donne debbano assorbire in religiosa mansuetudine le frustrazioni dei loro compagni.Uomo Ø uomo:in questi casi due partner di pari livello si bisticciano come vecchie conoscenze, senza troppa convinzione. Alternando commenti più o meno ragionevoli.Notevole è invece vedere come il giocatore meno preparato, visto in altre situazioni nella parte del leone quando la compagna era di sesso femminile, si dimostra invece remissivo e docile, lasciando il partner più esperto libero di rivolgergli qualsiasi improprio, come se fosse lo scotto da pagare per aver avuto l’onore di sedersi ad un tavolo con lui.Donna Ø donna:eccole nella maggior parte delle occasioni, le pacifiche e sottomesse vessate da compagni uomini, scatenarsi con le improvvisate socie. Esibirsi in risposte al vetriolo e rispondere a tono anche all’osservazione più innocua. Pronte a tirare fuori gli artigli e a colpire la compagna che si azzarda a far notare l’errore più banale e decise a marcare il proprio orgoglio.Senza aver la benché minima pretesa che questa mia osservazione trovi consensi, rifletto ovviamente sulle circostanze da me constatate.Partendo dall’assoluta certezza che lo sbaglio, da qualsiasi parte venga fatto, non ha rimedio. Possiamo anche affermare che, il primo a dispiacersene è senza alcun dubbio colui o colei che lo ha commesso. Devo quindi capire la logica dell’infierire, la necessità spasmodica di rimarcare e certe volte umiliare chi lo ha commesso, quando basterebbe spiegare quale sarebbe stata la mossa più corretta e perché. Tempo impiegato per fare quest’ultima correzione tra i 30 secondi e il minuto e mezzo.Aggiungiamo un paio di minuti di discussione se vogliamo ascoltare il ragionamento che ha indotto l’errore e l’elaborazione della formula corretta nella speranza di non ripeterlo.Ma sarebbe troppo semplice e delicato. Nell’arena dobbiamo vedere il sangue, e non c’è niente di più semplice di scegliersi una vittima più debole, uomo o donna che sia.Allora l’altra domanda che mi faccio è: se le donne sono capaci di essere come faine assatanate con le loro simili, perché di fronte ad una stentorea voce maschile si fanno nella maggioranza dei casi piccole come uccellini? Quale meccanismo scatta nella testa di noi donne che ci obbliga ad abbassare la testa e ad essere remissive e apatiche? Evidentemente la risposta è implicita nella nostra natura e nei retaggi culturali di centinaia d’anni.La signora Bennet, che giocava assai meglio del marito, dopo averlo canzonato ed insultato per la sconfitta subita a causa della maniera errata di lui nel giocare la mano incriminata, ha visto crescere la lite finché Jhon Bennet si avvicinò e iniziò a scrollarla per le spalle. Lei non cedette ma continuò a ripetere “nobody but a bum would hit a woman” (nessuno tranne un barbone picchierebbe una donna).Per farla breve quando lui fece per andarsene, lei prese la rivoltella dalla camera e gli sparò.Decisamente troppo drastica la signora Myrtle Bennet.Ma nell’animo delle quiete fanciulle che ho osservato, che si sorbiscono tutte le male parole che i compagni le rivolgono, si agitano sentimenti di ribellione a questo trattamento? Oppure c’è una pace interiore come se fossero monache buddiste? Si decide di non replicare alle provocazioni per mille ragioni, per educazione, debolezza, perché spesso le parole giuste non scaturiscono a comando nel momento opportuno. In un mondo migliore, molto lontano da quello in cui viviamo ora, la gente che si rispetta, discute i convincimenti e gli errori dell’altro vicendevolmente, creando situazioni in cui ognuno è a proprio agio nell’esprimere le proprie idee e punti di vista. Lo so è utopia.Nel frattempo se questo non si può avere nella vita, ne tantomeno al tavolo, ci sono Jhon e Mirtle.Sbagliare è un diritto, essere rispettati anche.milena bonazzi

https://ohmybridge.wordpress.com/2022/05/05/il-delitto-bennet/

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