Ape Sociale 2022, nuove istruzioni Inps anticipo pensione

Pensioni, nuove istruzioni Inps per anticipo con Ape Sociale 2022Posticipato il termine di scadenza della sperimentazione e introdotte nuove disposizioni in materia di Ape Sociale, nuove istruzioni a chiarimenti sono stati forniti dall’Inps2 Giugno 2022Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2022, pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 49/L della Gazzetta Ufficiale n. 310 del 31 dicembre 2021, sono state introdotte dal legislatore modifiche e alcuni chiarimenti in materia di Ape Sociale. Posticipato il termine di scadenza della sperimentazione e introdotte nuove disposizioni in materia, con il messaggio n. 62 del 25 maggio 2022 l’Inps ha voluto fornire ulteriori e specifiche istruzioni applicative e chiarimenti al riguardo.Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta.Ape Sociale: novità e chiarimenti sul posticipo del termineCome comunicato con il messaggio n. 274 del 20 gennaio 2022 dell’Inps, in accordo con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2022, il periodo di sperimentazione dell’Ape Sociale è stato pertanto posticipato al 31 dicembre 2022.

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Bonus psicologo: chi può richiederlo, come e quanto spetta

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Bonus psicologo, c’è il decreto: chi può richiederlo, come e quanto spettaOk definitivo al Bonus psicologo, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto. Ecco come funziona il nuovo aiuto30 Maggio 2022Ok definitivo al Bonus psicologo. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto che istituisce questo nuovo aiuto pensato per i cittadini in una fase particolarmente delicata. “Ho firmato il decreto che attiva il Bonus psicologo finanziato dal Parlamento con 10 milioni di euro. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sarà possibile richiedere un contributo da utilizzare presso psicologi iscritti all’albo. È un primo passo. La salute mentale è uno dei grandi temi di questo tempo” ha detto il ministro su Facebook.

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Referendum giustizia 12 giugno 2022, i 5 quesiti: dove e come si vota

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Referendum 12 giugno, i 5 quesiti: dove e come si votaOltre ai circa 1.000 Comuni che votano per le elezioni amministrative, domenica 12 giugno si esprime soprattutto il proprio parere su 5 quesiti referendari sul tema giustizia7 Giugno 2022Domenica 12 giugno si torna a votare. Ma per cosa? In tanti state ponendo questa domanda a QuiFinanza, perché si è capito pochissimo di questa nuova chiamata ai seggi. Prima di tutto, va chiarito che circa 1.000 Comuni vanno al voto per le elezioni amministrative, che interessano quasi 9 milioni di elettori. Ma in contemporanea, si vota in tutto il Paese per 5 quesiti referendari sui quali l’elettore è chiamato ad esprimersi.Il corpo elettorale, comprensivo anche degli elettori residenti all’estero, desunto dalla rilevazione semestrale al 31 dicembre 2021, è pari a 51.533.195, di cui 25.039.273 uomini e 26.493.922 donne.

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VENERDI’ 10 GIUGNO LA GRANDE FESTA DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI GIORGIO ABONANTE

VENERDI’ 10 GIUGNO LA GRANDE FESTA DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI GIORGIO ABONANTE

Alessandria: Una grande giornata di festa chiuderà, venerdì 10 giugno, la campagna elettorale del candidato sindaco Giorgio Abonante e della sua coalizione. Gli eventi prenderanno il via già dalla mattina con un percorso che toccherà quattro “Abo Point” individuati nei quartieri della città. Si parte alle 9 da Spinetta, per proseguire alle 11 a Valmadonna, alle 15.30 a San Michele e alle 18 al quartiere Cristo. Quattro punti cardinali di Alessandria, quattro momenti di incontro per condividere con la cittadinanza gli ultimi attimi della lunga ma entusiasmante campagna elettorale che porterà alle elezioni di domenica 12 giugno.
Il clou della giornata sarà però la grande serata di chiusura. Il ritrovo è alle 19.00 ai Giardini Pubblici, da dove partirà un “tour” dei locali del centro passando attraverso corso Roma e Via Milano per giungere in Piazza Santo Stefano. Qui, dalle 21, si festeggerà sulle note dei “Mega Toto”, tribute band dei Toto per poi concludere con un Dj Set.

Vicenza, donna uccisa dall’ex: killer trovato morto in auto con la nuova compagna

Vicenza, donna uccisa dall’ex: killer trovato morto in auto con la nuova compagnaPrimo Pianomer 8 giugno 2022, 5:14 PMVicenza, donna uccisa dall’ex: killer trovato morto in auto con la nuova compagna (Getty)La 42enne di origine serba Lidia Miljkovic è stata uccisa a Vicenza a colpi di pistola dall’ex compagno. Il corpo senza vita del killer, che dopo l’omicidio si era messo in fuga, è stato ritrovato in un’auto.Secondo le prime informazioni avrebbe ucciso anche l’attuale compagna e poi si sarebbe tolto la vita. I corpi sono stati trovati in un’automobile, ferma in una piazzola della tangenziale ovest di Vicenza, che è stata chiusa al traffico.GUARDA ANCHE: I numeri del femminicidio: “Colpevole” di essere donna

Vicenza, donna uccisa dall’ex: killer trovato morto in auto con la nuova compagna

NON QUI, di Rebecca Lena 

NON QUI

di Rebecca Lena 

Appena volgo lo sguardo verso la melma lunare ho come la sensazione improvvisa di essere nient’altro che una potenzialità di cose mai raggiunte. Un bisticcio di mani ansiogene, che uno spirito recondito – fra i miei tanti, sfuggenti – muove. E i fili non li trovo, davvero, adesso che mi vedo così, groviglio burattinato, arranco nell’aria per spezzarli, ma non si fanno spezzare.

Il male più viscido non sta tanto nell’inconcludenza che si fa concreta fra le dita, quanto nel sentimento necessario che la precede. Perché mai devo scrutarmi le mani adesso, contare i frutti, investire nuove energie nelle conquiste? Quale originale anomalia mi muove alla capitalizzazione dei pensieri, delle azioni, per produrre per guadagnare per spendere per guadagnare, nel sogno dell’accumulo, della stabilità, nella smania di approvazione lungo un processo di ossessiva dilatazione della mia vecchiaia?

Guardo le mani che non sono più mie e scorgo la crosta di un mito uroborico di cui non conosco il nome. Il mito della crescita. Non può che essere un subdolo parassita di civiltà evolute. Per non dire il motore stesso.

Non ho mai disegnato per me un mondo fantastico, piuttosto sarebbe stato meglio uno fatalistico. Così che ognuno possa liberarsi dalle responsabilità di presunto fallimento. Ma avrei voluto sognare anche un mondo spogliato fino all’osso crudo, in cui il tempo scava e il peso di esistere si fa più lieve; un mondo più povero di se stesso ogni giorno, lungo il senso dell’essenzialità, che si fa sacrificabile, senza pretese di approvazione o di grandezza, né ombra di pentimento.

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SATELLITISMO, di Rebecca Lena

SATELLITISMO

di Rebecca Lena 

La meteopatia mascherata da malessere mascherato da esperienza metafisica è l’unica autentica condizione perché possa incontrare nuove solitudini nascoste al mio io, esse prendono la forma di altre ombre che non mi appartengono, che sono le ombre di tutti coloro che si nascondono da loro stessi, e dunque da me. Nel malessere metafisicopatico non esistono davvero “altri” ma solo ombre di vuoti affini. Proprio nella lettura, indotta da questa condizione, è possibile penetrare vasti maelstrom neri, esattamente come wormhole, per governare il tempo psicologico nonché bucare la dimensione del vero contatto con l’altro.
L’altro non è il diverso ma semplicemente il corpo successivo, o precedente. Una buccia originale attecchita ad un meccanismo mobile che internamente è dotato solo di paura e attrazione. Ma il motore che lo muove non sono davvero quest’ultimi, piuttosto un vortice residuo di nullità cosmica, come un fuocherello che non brucia, custodito dentro un’ampolla fatta di menzogna. Allora la paura e l’attrazione turbinano vorticosamente intorno ad essa, ma non sono capaci di vedere attraverso perché la superficie di quest’ampolla è opaca; dunque bruciano vive, alimentate dal dubbio del suo contenuto. 

Questo satellitismo atomico è scintilla di tutto l’organismo che sostiene, ma si manifesta stratificato: in altre vertigini o cose brusche antropomorfizzate, in ombre, profili, volti o ghigni, discorsi e dialoghi, banchetti, silenzi, paralisi e danze, manie, insicurezza, spasmo, dolcezza, fastidio, malessere, desiderio.


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INTUIZIONI ATOMIZZATE, di Rebecca Lena

INTUIZIONI ATOMIZZATE

di Rebecca Lena 

Vorrei rifugiarmi dentro una storia compiuta, perfettamente strutturata, con valli disegnate tutte intorno e colline che si incastrano nettamente; coi ruderi disposti dove la composizione più vi aggrada, e certi esseri perfettamente interessanti che pascolano, al momento giusto, vivendo un’esistenza consequenzialmente stabile.

Basterebbe soffermarsi su uno o un altro punto dello scenario per pescare azioni e poi storie, anch’esse così bene incastrate ed esattamente chiare poiché la luce ben si confà alle loro protuberanze. La luce, appunto, sparpagliata ovunque per scandire il tempo con le sue fasi naturali. 

Piacevoli, quelle storie con quei personaggi, perché iniziano e si concludono proprio come statue, e hai tutto il tempo per affezionarti (o provare pietà). In esse il racconto si fa torrente, docile comprensione immersiva sotto la quale proteggermi. Da cosa?


Dalla nebbia. Questa nebbia che in verità ammutolisce i pori e sfalda la chiarezza; non distrugge, scioglie soltanto, e non c’è scampo per ombre o flussi che persuadono i pensieri lungo alvei liscissimi. La nebbia intinta di guazza inghiotte la mia finestra tutta intera. Nebulizza la volontà di pensare, il potere di capire.  Allora gli esseri non sono, le colline nemmeno. Tutta l’aria non è. Ovunque è solo il tempo senza dimensione, omogeneo e immobile.

Vorrei rifugiarmi dentro qualcosa che non sia questa nebbia, ma non posso. Perché lo spazio stesso non è spazio, niente ha profilo o confine; e il ritagliarsi un bacino di realtà richiederebbe uno sforzo interminabile assolutamente vano (come costruire con la sabbia asciutta).

Magari è meglio – mormoro fra me e me – piuttosto che un paesaggio vivido di abitualità, questa finestra senza sguardo, fra la nebbia in cui non fare, non parlare.


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ABITO, di Rebecca Lena

ABITO

di Rebecca Lena

Pelle, cos’è?

Penso alla pelle ed è subito funghi nel bosco. La vista, l’udito, il tatto vengono meno, come scuciti nel corpo da una pungenza bagnata. Ecco, è proprio frascame, boscaglia fradicia, funghi appena abbottonati al soprabito muschioso, ora che ci penso meglio, è anche peluria fine che trattiene al volo gli uccelli senza che loro possano comprendere come, o fanghiglia nera fra le croste fradice di un tronco che ben mi si concede se avessi ancora le dita. Tutto il bosco spugnoso è un polmone teso in esitazione perenne, pare trattenga il respiro per conservare dentro di sé, se stesso, il più a lungo possibile. Ma è anche singulto simbolico di una penetrazione stabile fra nebbia e muffa, tanto che il pensiero – che ancora, non so come, mi è saldo addosso – si desta, dentro una convinzione: ciò che prima ritenevo contenitore altro non è che contenuto impalpabile, spore. Non esisto, se non in questo. Esitazione umida. Ammuffita. 

Pelle. Penso al moto ondoso che spettina ogni forma del campo visivo. Pare che il mare, nella sua schiuma, catturi certi suoni sconosciuti, li custodisca per molto tempo, secoli, o minuti, per poi restituirli alla battigia in modo del tutto casuale, quando nessuno se lo aspetta. Specialmente di notte, e all’alba, vomita, travolge le spalle e le percuote di paura; le costringe a voltarsi, ma poi nulla, niente di niente, solo respiri e la schiuma.  Si sente giá – credo in fondo al cielo – un alito caldo di coperta che si spoglia. Sono pur sempre un uovo nelle mani di qualcuno che non vedo (che sta laggiù, oltre l’orizzonte marino). A quel punto forse, nel plauso di costui che omaggia la notte che muore, mi schiuderei in alba liquida e, colando, sul mare, amerei.

Pelle. Penso alla cristallizzazione infinitesima nella polvere d’ossa. Qui il moto ondoso delle dune induce alla calma del vento, e all’attesa epifanica. Accade qualcosa? Ma non un gesto atmosferico, né una sillaba dal sole. L’indugio che è aridità sottile, è sabbia.

Adesso capisco, che la pelle non è pelle, la pelle non è involucro, ma è occhi. É contemplazione quieta di una remora del tempo e non di una stagione. Mi chiedo soltanto, nell’attesa di un’ espirazione che concluda il mondo, sono dunque io, che proietto sulla natura, oppure è lei – la natura – che indossa la mia pelle e veste il mio sentire?

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A TU PER TU – INTERVISTA, di Rebecca Lena

A TU PER TU – INTERVISTA

 di Rebecca Lena 

Grazie Ivano dello spazio e del tempo che mi hai concesso.

Ecco un’intervista che parla soprattutto  di voi.

DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

“Amo la frammentarietà delle forme brevi, libere di cambiare direzione in qualsiasi momento, di saltare un po’ovunque nello spazio e nel tempo etereo, fuoriuscire in modo lento e magmatico, oppure esplodere viscosamente in blocchi, lapilli e ceneri”, scrive Rebecca Lena in una delle risposte all’intervista.
Il titolo del suo libro è Racconti della Controra, e nella definizione non c’è solo un’indicazione cronologica. C’è una presa di posizione, una collocazione spazio-temporale, un modo di osservare il mondo e se stessa in relazione ad esso. La questione non è solo essere “contro” (sarebbe troppo agevole e forse inutile).  Consiste piuttosto nell’andare verso il mondo esterno senza snaturarsi. È una maniera di dirsi, di raccontare quella parte di sé che altrimenti resterebbe muta. I racconti del libro nascono dal blog dell’autrice, molto curato, attento anche all’importanza della dimensione iconografica. L’espressione di Rebecca Lena è ampia, a tutto tondo, e soprattutto è frutto…

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Michelangelo Merisi detto il “Caravaggio” – Arte & Misteri

Michelangelo Merisi, ovvero il “Caravaggio” è stato uno dei più grandi artisti del barocco italiano vissuto nel XVI secolo. Proprietario di una forte personalità e di uno stile stravagante, gran parte del suo lavoro ha sconvolto la società. La sua pittura era considerata rivoluzionaria per l’epoca, sia nelle tecniche utilizzate che nelle persone ritratte. Di se stesso, diceva: 

Non sono un pittore prepotente, come mi chiamano, ma un pittore coraggioso, cioè che sa dipingere bene e imitare bene le cose naturali “.

Curiosità?

Il nome Caravaggio fa riferimento al nome della città dove visse. Alcuni storici ritengono sia nato a Milano e poi vissuto nel borgo di Caravaggio, dove la sua famiglia si recò a vivere per fuggire dalla peste a Milano.

Biografia del Caravaggio

Ritratto di Caravaggio
Ritratto di Caravaggio di Ottavio Leoni, 1621 ca.  Firenze, Biblioteca Marucelliana

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, nasce il 29 settembre 1571 a Porto Ercole, nel comune di Monte Argentario, in Italia. Ha appena 6 anni quando suo padre muore. All’età di 12 anni inizia a frequentare lo studio di Simone Peterzano a Milano, che accende il suo interesse per le arti visive. Lì rimane per alcuni anni come apprendista.

Leggi tutto su: https://artemisteriosa.com/michelangelo-merisi-detto-il-caravaggio/

Monumenti misteriosi tra i più belli del mondo

Amleto una volta disse: “Ci sono più misteri tra Cielo e Terra di quanti ne sogni la nostra vana filosofia“. La scienza è molto avanzata, la ricerca è costante e gli archeologi passano ore e ore a cercare di svelare edifici, monumenti e persino intere città, spesso senza successo. In questo elenco, abbiamo raccolto alcuni dei monumenti misteriosi tra i più belli del mondo che sono circondati da misteri sulle loro origini, i loro scopi o metodi costruttivi.

Machu Picchu, Perù

Machu Picchu

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NINO ROTA CON TRE POESIE DI SILVIA DE ANGELIS


Ringrazio infinitamente l’autore Flavio Almerighi per essersi soffermato

sui  miei versi con questo bell’articolo (dal blog di Flavio Almerighi https://almerighi.wordpress.com/)

Arcano silenzio.

Sull’incipit della sera

nel mormorato di vortici lontani

s’assiepano vibranti schiume d’oceano

mosse da lumi di cose già narrate.

Pesanti tocchi di neve

impalmano tacite astrazioni

scivolate su anse di buio….

Gelide ne quietano l’ardire

nell’assenza di pochezza

approdata su un pallore d’abbandono.

Un arcano silenzio nel viola del pensiero

è interrotto da un suono di campana

scivolato su perfetti sgarbi

naufragati su lingua prosciugata…

*

Controllo delle emozioni.

Incisioni sulla pelle

nella linea che s’incurva

lasciando un fremito dolente

su ventre ceduto alla fiamma.

Mozioni tenute a bada

nella matrice che scandisce passi

sul tempo affusolato d’un narciso.

Abbaglia voci antagoniste

nell’inganno senza licenza

scivolato su trucchi non riusciti…

*

La destinazione.

Nelle pulsazioni d’aria metallica

spulcio il tuo dire silenzioso

inteso come una sberla alla vita che accade.

Affilo gli occhi in caduta libera

sul tuo ego riciclato

da una quasi ibernazione voluta.

Gazzelle si muovono velocemente

fuori del muto dogma

senza raggiungere la traversa

che ti attraversa …

proseguono imperterrite la corsa

mutando destinazione …

Silvia De Angelis è nata a Roma, sempre invogliata dal contatto con la gente per il suo carattere estroverso e comunicativo. Dopo un inizio poetico rivolto a elaborati dai toni “scarniti”, cresce notevolmente, modificando lo stile e delineandone il fascino, con scritti più congrui e completati da una struttura più armoniosa.Gioisce al contatto con la natura, in tutte le sue manifestazioni, dedicandole svariati elaborati poetici, in particolare, un volume, completamente riservato agli animali “CONOSCIAMOLI MEGLIO”. Ne pubblica poi un secondo, “CORALLI DI PAROLE INTAGLIATE COL FIATO”, in cui si sofferma volutamente su tratti d’inconscio. Ancora un terzo libro, stavolta in vernacolo, dedicato alla tradizione della sua città nativa, Roma, dal titolo “’N’ANTICCHIA DE’ ROMA MIA”. Segue un libro di poesie del profondo “INGANNI TRAVESTITI D’INCANTO” e infine un’ultima pubblicazione, di emozioni poetiche, dal titolo “SCREZI NEL VENTO”

https://almerighi.wordpress.com/

*

“Ritratto di donna: Lea”. L’amore nella Bologna degli anni ‘60

“Ritratto di donna: Lea”. L’amore nella Bologna degli anni ‘60

Inno alla femminilità e all’amore nei “Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore con l’opera “Ritratto di donna: Lea” dell’autrice Paola Prandini, nata a Bondeno, in provincia di Ferrara, dove tuttora risiede. È la storia di un grande amore, quello di Luca e di Lea, che nasce nella Bologna universitaria degli anni Sessanta, nel pieno della contestazione giovanile, fra l’occupazione delle Facoltà e le manifestazioni di protesta contro la guerra nel Vietnam e contro il sistema stantio della politica e della scuola. Il loro è l’amore di una vita, che il destino si diverte a scompigliare, facendo sì che due persone si incontrino, si innamorino e si lascino a suo piacimento, in un gioco perverso che imprigiona anche altre persone che gioiranno e soffriranno in egual misura, come Isabel, la coprotagonista che intreccerà la sua vita con quella di Luca e di Lea dando vita a un triangolo perfetto. «Le donne di questo romanzo – sottolinea nella Prefazione Francesca Aria Poltronieri, assessore alla Cultura della città di Bondeno – ma più in generale di tutta la scrittura di Paola Prandini, sono il motore delle vicende narrate e mai coloro che “subiscono” la storia».

«Quando parlo d’amore – spiega la scrittrice – non intendo solo il sentimento romantico, passionale ed esclusivo che lega due persone, ma un amore più universale e inclusivo come l’amicizia, la fratellanza, la solidarietà verso gli altri, il divino, temi a me molto cari che compaiono nei miei tre romanzi e tre racconti in contrapposizione al non amore, quel misto di egoismo, di egocentrismo spinto sino all’onnipotenza che sono all’origine di molti mali: violenza, supremazia, guerra. L’amore è vita, è gioia, è abnegazione verso gli altri, è spinta verso il divino, ma non annulla gli ostacoli e i dolori della vita. Ci dà, però, la forza di superarli».

È un libro in cui chi ha vissuto quegli anni si ritroverà e chi non li ha vissuti, imparerà a conoscerli. Benché le storie siano frutto della fantasia, la realtà è sempre presente nei romanzi della Prandini: una realtà attuale o di un passato recente, richiamato alla memoria da flashback. Nel romanzo ci sono avvenimenti storici fino alla rivoluzione culturale, sociale, filosofica, politica del ‘68 e anni successivi, vista nei pregi e nei difetti, ed anche la realtà delle periferie degradate nelle grandi città. La storia si svolge in gran parte in quel periodo, ma anche ai giorni nostri, affrontando argomenti, come quelli del Covid o della guerra civile in Sudan, che coinvolgono direttamente o indirettamente i personaggi, visti e analizzati nelle loro fragilità e nei loro punti di forza, nella gioia e nel dolore. 

Sono diversi i registri linguistici utilizzati che si alternano nei dialoghi e nelle descrizioni di ambienti e stati d’animo per non annoiare il lettore, con una grande cura verso la forma, frasi corte, con una loro musicalità. Quasi uno stile cinematografico, descrittivo, in cui le parole riescono a ricreare perfettamente l’ambientazione facendo immergere il lettore in vere e proprie inquadrature di luoghi e primi piani degli attori. Tanti i colpi di scena in una trama creata giorno per giorno, quando l’ispirazione arriva anche all’improvviso, come un fiume in piena in cui straripano i pensieri e fluiscono in parole. «Vorrei – afferma l’autrice – che le persone giudicassero in modo meno affrettato gli altri, tralasciassero etichettature che creano divisioni e che la stessa cosa fosse fatta da chi è giudicata per non creare circoli viziosi. Vorrei che ciascuno, meditando sui propri errori, cercasse di porvi rimedio e che si capisse l’inutilità della sopraffazione e della violenza».

Sebbene fresco di stampa “Ritratto di donna: Lea” si è già classificato al secondo posto nel “V Premio M. Cumani Quasimodo”. Il romanzo sarà presentato venerdì 10 giugno, alle ore 19.30, ai “Giardini Orselli” di Forlì. Inoltre, domenica 26 giugno, a Bondeno, presso la biblioteca comunale, in via dei Mille. L’autrice ha, poi, anticipato che, attualmente, è in stampa il racconto “Roxana”, un giallo con finale a sorpresa, selezionato dalla Aletti per la traduzione in arabo da parte del noto professore e scrittore Hafez Haidar.

 Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

“Quell’ombra nel giardino”. La conquista di essere donna contro ogni ostacolo. Sandy Ambrosio,

“Quell’ombra nel giardino”. 

La conquista di essere donna contro ogni ostacolo

La forza di una donna, pronta a superare ogni ostacolo che la vita le pone davanti. Difficoltà, a volte, raddoppiate proprio perché donna. E’ il libro di Sandy Ambrosio dal titolo “Quell’ombra nel giardino” che, pagina dopo pagina, racconta la storia, ambientata alla fine degli anni Sessanta, di una ragazza tenace, capace di crescere e costruire la sua vita nonostante la tradizione e le abitudini culturali radicate. Il romanzo è pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore.

Un futuro tutto da scrivere con un segreto che non la abbandona ma che verrà a chiedere il conto. Essere donna vivendo situazioni e anni che la cambieranno per sempre, dimostrando la sua forza e la sua voglia di affermarsi superando ostacoli e delusioni. «Il titolo – spiega l’autrice che vive in provincia di Bergamo dove lavora in un Istituto scolastico – rispecchia la trama, gli avvenimenti, le situazioni più importanti del romanzo. L’ombra accompagnerà la protagonista nel suo percorso di vita, fa parte del suo passato, di conseguenza ne minerà il suo futuro».

E Sandy si sofferma anche sulla condizione attuale della donna, che ha ancora «tante radici di limitazioni, nella cosiddetta era moderna ed  emancipata a larga banda tecnologica. Lo si sente e vede, purtroppo, dai molteplici fatti di femminicidio. L’accettazione della condizione di una donna – afferma la scrittrice di origine calabrese, precisamente di San Giovanni in Fiore – che rivendica, a giusto senso, la libertà di pensiero, la libera scelta di avere un lavoro, una sua personale identità nel sociale, rende molto vulnerabile l’uomo, che si sente privato da quella autorità che per millenni ha gestito senza opposizione. Condizione che si riscontra in qualsiasi luogo o in qualsiasi ceto sociale, da Nord a Sud». 

Gli elementi stilistici dell’opera sono puramente ambientati, ad uso e costume, in un contesto culturale dove a prevaricare è il pregiudizio, ed una forma di esistenzialità radicata nell’ ignoranza. Questo fa sì che le negazioni, le costrizioni, le scelte degli altri, compromettano i sogni e le ambizioni della protagonista. «Il romanzo, puramente di fantasia, – afferma l’autrice – mette in chiara luce la differenza con l’artista, che descrive nel suo lavoro una realtà di cui non ha mai fatto parte».

Una trama ricca e avvincente costruita con consapevolezza. «Generalmente – svela Sandy – ho sempre in mente tutta la storia, dall’inizio alla fine. Nel percorso della scrittura, poi, provo sempre a rendere il più conforme possibile le situazioni ai miei personaggi. Credo che avere già un’idea ben definita e precisa della trama, sia di contenuto iniziale quanto di uno sviluppo finale, renda l’autore più consapevole di ciò che vuole scrivere e, soprattutto, far arrivare al lettore». Messaggio che arriva forte e chiaro a chi si lascia trasportare dalla storia, scritta con sentimento di profonda e sentita emozione: «Mettere in evidenza, la tenacia di una donna, anche se gli ostacoli sono sempre e comunque tantissimi».

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione

Estate, di Ada Negri, analisi di Elvio Bombonato

Estate, di Ada Negri, analisi di Elvio Bombonato

Author: Cristina Saracano

ESTATE

Nei mesi estivi il solleone  
rende i muri così abbaglianti  
che a fissarli vien sonno:  
tende gialle e rosse  
si abbassano sui negozi  
il nastro di cielo  
che s’allunga fra due strisce  
parallele di tetti  
è una lamina di metallo rovente.  
Dolce è non far niente,  
accucciati sulle pietre roventi,  
respirando il caldo.  

ADA NEGRI  

Lirica di 12 versi piani. Ho contato 5 novenari, 5 settenari, 1 doppio senario, 1 endecasillabo. Il titolo è un indicatore semantico; la poetessa, infatti, descrive l’estate: il solleone, i muri abbaglianti e roventi, la sonnolenza, le tende abbassate sui negozi, ‘il nastro di cielo che s’allunga fra due strisce di tetti’ (immagine notevole); il dolce far niente, respirando il caldo (altra immagine notevole).

BIBLIOMAN(Z)IA E TAROT | Giochi in libreria con Valeria Bianchi Mian

BIBLIOMAN(Z)IA E TAROT | Giochi in libreria con Valeria Bianchi Mian

Date: 8 giugno 2022Author: poesievolanti0 Commenti— Modifica

La Biblioteca Bibliomantica e Biblioromantica del mercoledì per una volta diventa BIBLIOMAN(Z)IA del venerdì.

Questo
VENERDÌ, 10 GIUGNO
h. 18,00
Libreria Belleville Torino
giochi letterari
carte e oracoli
arcani arcani…

Valeria Bianchi Mian | http://www.tarotdramma.com | Psicoterapeuta e scrittrice, conduce laboratori e percorsi creativi.

Grazie all’ospitalità di Paola Tombolini!

*

Scrivimi

tarotdramma@gmail.com * tarotfulness@gmail.com 

Festival sotto il Conero… “Donne combattenti”…premio Lucio Dalla

Festival sotto il Conero… “Donne combattenti”…premio Lucio Dalla

Author: elisamascia

Foto di Lucia Ciccone 

Il duo abruzzese composto da Lucia Ciccone, cantante, compositore e interprete e Simona Francini autore e paroliere esultano per la vittoria presso il Teatro Cinema Italia – Via Carlo Alberto di Ancona.

Gran finale con l’eccezionale “Patron” del premio Lucio Dalla, Maurizio Meli, che ha premiato la vincitrice della sezione inediti “senior”, Lucia Ciccone con “Donne combattenti”

Così afferma il Patron del Festival :
“Sono finito sotto il Conero” … pardon è finito il Festival Sotto il Conero.
A volte le cose più belle nascono e si realizzano dallo spirito di persone semplici e appassionate.
Non mi sono emozionato per il contesto generale ma mi sono commosso per quanto di bello ha prodotto lo sforzo generale di Gianluca Berti e Walter Fontana. Ciò che vediamo sul palco è la maschera di un lavoro di tanti mesi alle spalle che tantissimi non vedono e non possono manco immaginare.
Gianluca e Walter hanno centrato un obiettivo molto importante. Con la loro passione e voglia di ricreare una certa realtà (nessuno si permetta di mettere limite ai sogni), hanno avuto il coraggio di rimettere in attività una vocazione musicale pop-nazionale degna dei fasti di circa 60 anni fa. Onore al merito davvero.
Lieto di esserci stato ed aver dato anche un minimo contributo al FESTIVAL SOTTO IL CONERO  con la mia presenza e che questo contributo prosegua con la presenza del FSC al Decennale di Premio Luico Dalla a Roma aDicembre 2022.
Grazie Gianluca e Walter e buona musica a tutti.

Maurizio Meli 
Ci vediamo a Roma.

La ppremiazione 👇

Di seguito il link della canzone vincitrice Donne combattenti 👇
https://youtu.be/OBfXyckr0vM

Foto di Lucia Ciccone e lo staff del Festival 
Foto: Maurizio Meli 

VIAGGIO ASTRALE, di Silvia De Angelis

VIAGGIO  ASTRALE, Silvia De Angelis

VIAGGIO  ASTRALE

Grandinano sogni magenta

nell’inesplorato impatto del buio.

S’impaginano tessiture

e favole astruse

su zoppe leggende

mischiate a focali bugie.

Nell’estuario d’un soffio di fiato

che volge a Oriente

si vive un empirico affresco

nella scansione di sé stessi

uscenti dalla corporeità.

Si destreggia l’aura

su una caduca livrea

fluttuando alla deriva

“di quelle interiora” della coscienza,

scivolate

fatiscenti

su un arcaico sciamanismo…

@Silvia De Angelis