Orrore a Cattolica dove una 20enne viene stuprata da un dipendente di una ditta edile

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Orrore a Cattolica dove una 20enne viene stuprata da un dipendente di una ditta edile

https://it.notizie.yahoo.com/orrore-cattolica-dove-una-20enne-062340281.html

lun 13 giugno 2022, 8:23 AM

Una 20enne è stata stuprata a Cattolica
Una 20enne è stata stuprata a Cattolica

Arriva dalla riviera romagnola la terribile vicenda di un giovane che trascina una ragazza fuori dalla discoteca e la violenta: i media spiegano che un 22enne è stato fermato per un orribile crimine commesso a Cattolica. Fuori da quel locale in provincia di Rimini, il “Malindi”, una 20enne è stata stuprata da un dipendente di una ditta edile. Pare che i due si fossero incontrati all’interno della discoteca nella notte a cavallo fra venerdì 11 e sabato 12 giugno.

La trascina fuori dalla discoteca e la violenta

Dopo qualche ora insieme il 22enne è riuscito a convincere la 20enne a seguirlo nel parcheggio. Lì l’avrebbe costretta ad imboccare una via laterale e vicino alla spiaggia l’avrebbe stuprata. La vittima è stata aiutata in un secondo momento dalle amiche e soccorsa da un equipaggio del 118. E al pronto soccorso dell’ospedale di Rimini i sanitari hanno “riscontrato ferite e abrasioni compatibili con una violenza sessuale”.

Denuncia, testimonianze e fermo

La denuncia è partita subito, anche perché ai carabinieri la vittima aveva già detto di aver rifiutato le attenzioni del 22enne in più occasioni della serata. Decisive anche le dichiarazioni delle amiche dalla giovane, che hanno consentito ai carabinieri di rintracciare e fermare il 22enne.

Fubine: Bruno Volpi presenterà il suo ultimo romanzo “Come in un labirinto di specchi”

Fubine: Bruno Volpi presenterà il suo ultimo romanzo “Come in un labirinto di specchi”

Reduce dalla menzione speciale ottenuta al prestigioso concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”, Bruno Volpi presenterà il suo ultimo romanzo “Come in un labirinto di specchi” giovedì 16 giugno al Cantico dei Capperi a Fubine, nel corso di una serata conviviale promossa dall’associazione L’Abbraccio OdV. L’appuntamento è alle ore 19 presso il ristorante per un giropizza in amicizia e una chiacchierata letteraria.

Nel corso della serata Bruno Volpi dialogherà con Piero Spotti, libraio, editore e organizzatore di eventi.

Un’altra occasione per un incontro con l’autore sarà il sabato successivo, 18 giugno, presso la libreria Coppo di Via Roma a Casale Monferrato. Bruno Volpi sarà infatti presente in libreria durante tutta la giornata per firmacopie e incontro con i lettori.

Parole e immagini (9) / Qui Odessa. Separare il grano dal loglio

Parole e immagini (9) / Qui Odessa. Separare il grano dal loglio

Eugenio Alberti Schatz, Anna Golubovskaja

2 Giugno 2022

DOPPIOZERO

Non chiedo mai a nessuno di mettersi in posa. Semplicemente mi trovo accanto, parliamo insieme, capita anche che me ne vada senza nemmeno aver fatto uno scatto. Certe volte ho osservato per degli anni. Altre volte, un passante che mi viene incontro mi sorride in modo così intenso che afferro subito la macchina fotografica. Quasi tutti i ritratti che ho fatto me li ricordo, sebbene siano ormai almeno vent’anni che fotografo. Ma mi ricordo ancora meglio quelli che non ho fatto. Perché non ho fatto in tempo. Perché non ho superato l’imbarazzo. Perché non ho insistito.

Guardo il ritratto di Felix Kochricht accanto a sua moglie Tatiana Verbitzkaja, e mi sento a casa. Provo a capire come possa accadere che una semplice immagine di due persone in un interno domestico riesca a trasmettermi tanto calore, tanta dimestichezza, come se li conoscessi da sempre. Mi sento a casa, accanto a loro. C’è il calore di un ambiente pieno di quadri, e so già che non mancheranno milanesi e brianzoli pronti a insorgere dicendo che è troppo piena, che l’horror vacui stanca. Nelle case che ho abitato funziona così: non c’è più lo spazio per piantare nemmeno uno spillo alle pareti, e mi tocca sentire i rimbrotti di mio figlio che si sente oppresso da questa cupola sinestetica. Si sono messi in posa ciascuno con due distinte traiettorie di sguardo, quindi sono una coppia accordata ma composta da due entità distinte. Sanno nutrire una distanza, dunque, che è lo spazio in cui far germogliare il rispetto verso l’altro. Epperò quanta gentilezza, quanto tenero orgoglio per tutta la strada compiuta assieme, tutta la vita attraversata… In un altro scatto della serie lui è seduto e lei gli impone le mani sulla testa, come se tenesse una teca di cristallo. Un amore lancinante che buca la pellicola e ci raggiunge. Sono colpito dall’intensità dello sguardo di Felix nelle cinque foto che mi ha mandato Anna. Ogni volta ha un’espressione diversa. Sembra un attore scespiriano. Ma io, perché mi sento a casa?

90° giorno dell’invasione, Il giornalista Felix Kochricht con la moglie Tatiana Verbitzkaja. 

Per esempio Zhvanetzkij non l’ho mai fotografato. Lo conoscevo da una vita, ci frequentavamo, e una volta lui si confessò: gli dava fastidio che uno dei due occhi vedesse peggio dell’altro. Questa cosa gli procurava un certo imbarazzo, e si percepiva. A un estraneo non diresti una cosa del genere. “Anna, almeno tu, per favore, abbi pietà, non mi fotografare!..”  E io l’ho accontentato, non l’ho fotografato, nemmeno quando sono comparse le macchine fotografiche incorporate dentro il telefono, e tutti si sono messi a fargli foto durante le tavolate o per strada. Non ho mai infranto la sua richiesta. 

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Kundera e Fellini: orfani del passato e del futuro

Kundera e Fellini: orfani del passato e del futuro

Massimo Rizzante

3 Giugno 2022

DOPPIOZERO

Il libro di Stefano Godano Kundera e Fellini. L’arte di non incontrarsi (Mondadori Electa, coll. Rizzoli illustrati, 2022, p. 197) è la storia di un incontro su un incontro mai avvenuto. In altre parole, è la storia di un’amicizia, quella tra l’autore del libro e sua moglie Daniela Barbiani, nipote di Fellini e sua assistente alla regia, e Milan Kundera e sua moglie Vera, che nasce, cresce e si sviluppa grazie a un’amicizia, quella tra Kundera e Fellini, che è rimasta nel regno delle possibilità. In questo senso, si potrebbe dire che Godano ha scritto un libro di memorie e allo stesso tempo una sorta di romanzo su quello che poteva accadere e non è accaduto, su quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

Qual è il territorio del romanzo se non quello delle possibilità incompiute? Che cosa sono i personaggi romanzeschi se non proiezioni del possibile? Sebbene la storia degli incontri a Parigi tra l’autore e sua moglie e Monsieur e Madame Kundera cominci nel 2001, il vero inizio risale all’ottobre del 1993, quando Fellini è ricoverato al Policlinico di Roma. Al regista non resta molto da vivere. Proprio in quei giorni esce sul «Corriere della sera» un articolo di Kundera in cui Fellini viene definito «la vetta più alta dell’arte moderna: l’immagine che meglio svela il nostro mondo». Da quel momento la coppia italiana, tra tentativi, ritardi, lunghi silenzi e ritrosie – un piccolo romanzo dentro il romanzo – si metterà sulle tracce dello scrittore fino ad incontrarlo e a tessere nel corso degli ultimi vent’anni, tra scambi di battute, scherzi e disegni felliniani e kunderiani in viaggio tra Roma e Parigi, una relazione tanto riservata quanto sincera. 

I lettori più attenti di Kundera conoscono il grande amore del romanziere per il cinema di Fellini. Ne ha scritto a più riprese. Tuttavia, fu negli anni Novanta, e in particolare dopo la morte del regista, che Kundera vi ritornò con insistenza. 

Ricordo che nel 1995 avrebbe pubblicato un articolo nella «Frankfurter Rundschau» per la celebrazione del centesimo anniversario della nascita del cinema (poi raccolto nel 2009 in Un incontro). Qui, dopo aver distinto il cinema in quanto tecnica («principale agente del rimbecillimento e di indiscrezione planetaria»), dal cinema in quanto arte, racconta un episodio esemplare, dove il suo amore per Fellini deve fare i conti con il disamore che l’epoca ormai riserva al regista, in particolare all’ultima parte della sua produzione (da Prova d’orchestra in poi). Agli inizi degli anni Ottanta, nel corso di una cena, il romanziere incontra un giovane intellettuale che con «ameno disprezzo derisorio» si fa beffe dell’opera di Fellini. Kundera è sconvolto.

Per la prima volta, in Francia, prova una sensazione che non ha provato neppure in Cecoslovacchia nei peggiori anni dello stalinismo: «la sensazione di vivere in un’epoca post-artistica, in un mondo dove l’arte scompare perché scompaiono il bisogno dell’arte, la sensibilità, l’amore per l’arte». L’atteggiamento del giovane intellettuale francese nei confronti dell’arte felliniana, in coincidenza con lo scontro tra Fellini e Berlusconi sulle interruzioni pubblicitarie dei film, spingono Kundera ad affermare che il cinema in quanto tecnica del rimbecillimento ha vinto sul cinema in quanto arte: «La svolta storica si era compiuta: in quanto eredi dei fratelli Lumière, gli orfani di Fellini non contavano più granché. L’Europa di Fellini era stata scalzata da un’Europa completamente diversa». Kundera si sente «orfano». Un anno prima, nel 1994, lo aveva già scritto nella prefazione a un libro di Fernando Arrabal. L’opera di uno dei suoi fratelli maggiori, infatti, non è più riconosciuta come una delle «vette» dell’arte europea. Il punto è che l’Europa, come aveva scritto nel 1987 in un altro articolo, citando oltre che Fellini, due padri del XX secolo, Kafka e Heidegger, non si riconosce più nella sua cultura. Che cos’è l’Europa che non si riconosce più nella sua cultura? Da almeno trent’anni, cioè da quella «svolta storica» avvenuta tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta di cui scrive Kundera, una vera risposta non c’è. E nessuno, nel frattempo, ha mostrato un vero interesse a porsi la domanda.

Forse l’amore di Kundera per Fellini, e in particolare per la sua ultima produzione, nasce dalla convinzione del romanziere di aver percorso e di percorrere la stessa strada del regista, cioè quella di un «modernismo antimoderno»: un modernismo né nostalgico né apocalittico, ma semplicemente critico. Kundera vede, come in uno specchio, la sua opera riflettersi in quella di Fellini e in entrambe scorge la stessa assenza di armonia con il presente e la stessa mancanza di illusioni sulle capacità di giudizio di coloro che verranno dopo. Fellini e Kundera: due orfani del passato, perché non concepiscono un presente che rompe radicalmente con tutto ciò che è stato. E due orfani del futuro, soprattutto se il futuro coinciderà sempre più con quell’epoca «post-artistica» dominata dai «misomusi», i nemici dell’arte, in cui si potrà, attraverso un «ameno disprezzo derisorio», cancellare tutte le tracce dell’immaginazione moderna del XX secolo.

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Il festival del Piccolo Teatro / Quattro proposte per un Presente Indicativo

Il festival del Piccolo Teatro / Quattro proposte per un Presente Indicativo

Maddalena Giovannelli ,   Alessandro Iachino

3 Giugno 2022

DOPPIOZERO

Venticinque titoli, di cui venti internazionali. Un mese di fitta programmazione per farsi un’idea del mutare delle tendenze nella grande produzione europea di spettacolo dal vivo. Il festival Presente Indicativo – forse a oggi il segno più forte della direzione di Claudio Longhi al Piccolo Teatro di Milano – con il suo dispiegarsi di visioni e di proposte ha sollecitato lo spettatore a prendere posizione, a collocarsi, a manifestare una postura critica (e dunque selettiva). Proprio per questa ragione, per raccontare il festival, abbiamo scelto di indicare quattro spettacoli che ci hanno sorpreso, commosso, o sollecitato alla riflessione.

(Non) parlare di politica: FC Bergman, Marlene Monteiro Freitas (Maddalena Giovannelli)

“Il termine teatro politico”, scriveva Massimo Castri nel 1973, è “duro e ostico, poiché si è caricato attraverso gli anni, le polemiche, le varie distorsioni semplicistiche, di molte grottesche stratificazioni”. Oggi quell’etichetta non risulta meno problematica, e continua a sollecitare artisti, critici e osservatori a una costante ridefinizione. Cosa significa parlare del e al presente? È una questione di temi o di linguaggi?

Dopo un lungo periodo in cui è risultato difficile, per gli osservatori e i critici, fare il punto sull’evoluzione delle forme più esplicitamente politiche (cosa è accaduto dopo la grande stagione del teatro civile?), oggi l’urgenza di prendere parola sui temi più caldi dell’agenda europea è forte e chiara, ed è forse il dato più evidente emerso da Presente Indicativo. Le drammaturgie presentate al festival si muovono immancabilmente intorno a ricorrenti parole chiave: clima, identità, natura, genere, patriarcato, guerra. Si tratta, tuttavia, del medesimo campo lessicale su cui lavorano a largo spettro i grandi media, l’attivismo e i social network; e il teatro, in questo quadro, rischia immancabilmente di fare la parte dell’ancella, arrivando a formulare tesi già in larga parte conosciute e condivise dal pubblico di riferimento, e dividendo in modo manicheo i buoni (quelli dentro la sala, ça va sans dire), e i cattivi(responsabili di crisi climatica, gender gap e altre brutture).

The Sheep Song, di FC Bergman, ph. Kurt Van Der Elst. 

Ma ci sono artisti e spettacoli capaci di rispondere alle importanti sollecitazioni del presente, rinunciando del tutto all’aspetto predicatorio della tematizzazione a tesi. Il collettivo olandese FC Bergman e l’artista capoverdiana Marlene Monteiro Freitas hanno dato vita a due potentissime partiture sceniche, del tutto prive di parola e capaci (per questo?) di lasciare un forte segno politico.

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L’“arte fredda” di Lucio Fontana 

L’“arte fredda” di Lucio Fontana 

Aurelio Andrighetto

4 Giugno 2022

La tecnica è importante per la bravura di un artista? “No!”, risponde Lucio Fontana a una domanda della critica d’arte Carla Lonzi, nel corso di un’intervista registrata con un magnetofono il 10 ottobre 1967. Sollecitando l’artista a parlare del proprio lavoro, Lonzi interpreta l’idea di critica proposta dallo storico dell’arte Roberto Longhi di cui era stata una brillante allieva: “È dunque il senso dell’apertura di rapporto che dà la necessità alla risposta critica” (Proposte per una critica d’arte, in Paragone, a. I, 1950).

Lonzi invita gli artisti da lei intervistati (Accardi, Alviani, Castellani, Consagra, Fabro, Fontana, Kounellis, Nigro, Paolini, Pascali, Rotella, Scarpitta, Turcato, Twombly) ad esprimersi liberamente sull’arte propria e degli altri, mettendo in discussione la funzione istituzionale della critica d’arte, divenuta a suo parere un esercizio di potere “culturale e pratico sull’arte e sugli artisti.” In chiave di critica marxista alla produzione capitalistica di valore, e anche di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne, ristruttura quelle che ritiene essere forme capitalistiche e patriarcali di discorso sull’arte. Nel 1970, l’anno che segue la pubblicazione del libro nato dalla trascrizione e dal montaggio delle interviste (Autoritratto, De Donato Editore, Bari, 1969), abbandona la critica d’arte per dedicarsi completamente al femminismo. 

Fondazione Magnani Rocca, veduta di una sala della collezione permanente / Fondazione Magnani Rocca, veduta della sala con l’intervista audio montata con immagini di repertorio in un video.
Fondazione Magnani Rocca, veduta di una sala della collezione permanente / Fondazione Magnani Rocca, veduta della sala con l’intervista audio montata con immagini di repertorio in un video.

La mostra Lucio Fontana. Autoritratto, a cura di Walter Guadagnini, Gaspare Luigi Marcone e Stefano Roffi (Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo, fino al 3 luglio 2022), assegna all’intervista il compito di scandire le stazioni del percorso espositivo con alcuni estratti stampati su pannelli esplicativi. In una sala al piano terra della villa, che ospita la mostra temporanea, si può ascoltare l’intera registrazione audio montata con immagini di repertorio in un video. 

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Alla Cantina Rattazzi di Asti presentazione del libro: “La forza di Ippocrate” di Gianfranco Morino

Alla Cantina Rattazzi di Asti presentazione del libro: “La forza di Ippocrate” di Gianfranco Morino

Gianfranco Morino, medico piemontese da oltre 30 anni in Africa, presenta il suo nuovo libro ad Asti “La forza di Ippocrate: storie al tempo della pandemia” raccontato dall’autore alla Cantina Rattazzi Martedì 14 giugno, alle ore 21:00, presso la Cantina Rattazzi di Asti (Piazza Cattedrale, 6), il Dott. Gianfranco Morino presenta il suo ultimo libro “La forza di Ippocrate: storie al tempo della pandemia”, scritto con il contributo del Dott. Paolo Leoncini e pubblicato da Impressioni Grafiche nell’ottobre 2021. 

L’evento è realizzato e promosso da Daniela Timon, Claudia Lentini e Paolo Cerrato. Durante il primo anno di pandemia da Covid-19 il Dott. Morino, medico piemontese, socio-fondatore e responsabile dei progetti di World Friends Onlus in Kenya, ha iniziato a tenere un diario: dal suo “osservatorio privilegiato” (come spesso ama definirlo) del Sud del Mondo, il Dottor Morino racconta la pandemia attraverso episodi, riflessioni e testimonianze da Nairobi, dove World Friends lavora da oltre 20 anni per la difesa del diritto alla salute dei più poveri e vulnerabili. 

Da queste pagine intense nasce “La forza di Ippocrate”, arricchito dal contributo del Dott. Paolo Leoncini, medico di World Friends che porta la sua testimonianza dal Nord del Mondo, dalle strade di Torino, dove lavora con le persone senza fissa dimora. 

La pandemia, con tutte le sue conseguenze e implicazioni non solo sanitarie ma anche e soprattutto sociali, diventa lo spunto per riflettere su diritti, giustizia sociale, medicina come scienza al servizio dell’uomo. Il libro è arricchito dalla postfazione del giornalista Maurizio Paganelli (La Repubblica) che ha contribuito a curarne la pubblicazione. 

Il libro sarà disponibile durante l’evento presso la Cantina Rattazzi. Tutto il ricavato verrà destinato ai progetti di sviluppo di World Friends.

Collezione Bistolfi: saranno Sandra Berresford e Aurora Scotti a presentarla ufficialmente

Collezione Bistolfi: saranno Sandra Berresford e Aurora Scotti a presentarla ufficialmente

Casale Monferrato: Sabato 18 giugno al Museo si inaugura anche la mappa digitale delle opere dello scultore presenti in Italia e nel Mondo 

Si avvicina il grande momento della presentazione ufficiale della nuova Collezione Bistolfi a Casale Monferrato e, a nove giorni dall’evento, si svela il programma della giornata inaugurale.

L’appuntamento sarà per le ore 10,30 di sabato 18 giugno nel coreografico Salone Vitoli del Museo Civico, in via Cavour, 5. Ad accogliere i presenti, e a portare il saluto della città, ci saranno il sindaco Federico Riboldi e l’assessore Gigliola Fracchia.

A seguire i due prestigiosi interventi, coordinati da Alessandra Montanera, conservatore del Museo Civico, di Aurora Scotti, già docente al Politecnico di Milano e, tra l’altro, responsabile e direttore scientifico dei Musei del Pellizza e curatrice di numerose mostre, e Sandra Berresford, curatrice dell’Archivio Bistolfi, oltre che studiosa e ricercatrice di Leonardo Bistolfi.

Alle due professoresse il compito di presentare l’importante e rilevante nucleo della Collezione, composto da opere d’arte di scultura, pittura, grafica di diretta produzione di Leonardo Bistolfi, il celebre artista simbolista nato proprio a Casale Monferrato il 15 marzo del 1859, oltre a taccuini, scritti, appunti dello scultore e alcune opere di artisti coevi.

Una collezione che è stata generosamente donata da Vanda Martelli nel gennaio 2021 in memoria del marito Andrea Bistolfi e che nei mesi scorsi, grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione CRT e alla fattiva collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per le Province di Alessandria Asti Cuneo, è stata trasportata a Casale Monferrato, sottoposta a una generale campagna di interventi conservativi e inserita all’interno di arredi museali appositamente acquistati.

Aurora Scotti si soffermerà principalmente sul legame che da sempre ha legato la famiglia Bistolfi a Casale Monferrato, per poi sottolineare alcuni aspetti dell’artista: «Parlare di Bistolfi è parlare della scultura e dell’arte italiane in momenti complessi della storia nazionale, ma è anche lo strumento per ricostruire le molteplici relazioni di Leonardo, il suo legame con gli esponenti della cultura artistica ma anche letteraria, laica e filosofica negli anni tra Otto e Novecento; la sua capacità di intessere relazioni, sempre al fianco dei colleghi che cercavano nuove vie di espressione».

Sandra Berreford, invece, si addentrerà nella Collezione Bistolfi con l’analisi delle opere che sono entrate a far parte del patrimonio della Gipsoteca casalese e di come gli stessi lavori possano fornire un ritratto dell’uomo e dell’artista a tutto tondo. Sarà inoltre illustrato il lungo e minuzioso lavoro di inventariazione che la curatrice dell’Archivio sta svolgendo, oltre a soffermarsi sull’importanza di riunire in un solo luogo oggetti preziosi che consentiranno di approfondire il percorso creativo di Leonardo Bistolfi.

A chiudere la prima parte della mattinata, ci sarà la presentazione della mappa digitale delle opere di Leonardo Bistolfi presenti in Italia e nel Mondo. A parlarne Gabriele De Giovanni, capo ufficio stampa del Comune di Casale Monferrato, che alcuni anni fa iniziò a geolocalizzare su MyMaps di Google musei, enti, associazioni e collezioni che espongono, o sono in possesso, di gessi, sculture, dipinti, disegni, manifesti o materiale dell’artista. Uno strumento che sarà reso pubblico proprio dal 18 giugno e fruibile liberamente da turisti e studiosi che vogliano conoscere con precisione l’ubicazione di un’importante parte del lavoro di Leonardo Bistolfi.

Al termine della mattinata si scenderà, a piccoli gruppi di 20 persone, nella Sala delle Lunette per la visita alla Collezione: il pubblico potrà osservare le sculture collocate all’interno di vetrine e potrà avere un assaggio dell’arte grafica e pittorica dell’artista casalese grazie alla selezione di alcuni disegni, di un taccuino e di alcuni esempi di tavolette dipinte. 

Si noterà il rimando a opere già presenti in Gipsoteca quali la Croce Brayda, il monumento funerario Hoffman, la scultura Verso la luce, la grande lunetta scolpita per Città del Messico, oltre alla possibilità di ammirare una varietà di materiali scultorei presenti (terracotta, terra cruda, plastilina, gesso, bronzo e marmo) che offriranno al visitatore un approccio inedito e unico al mondo creativo di Bistolfi. 

L’accesso al Salone Vitoli sarà a numero chiuso, quindi per poter partecipare alla presentazione è richiesta conferma all’indirizzo e-mail museo@comune.casale-monferrato.al.it o al numero 0142444249. La conferenza sarà comunque anche trasmessa in diretta online sulla pagina Facebook della Città di Casale Monferrato http://www.facebook.com/CittaDiCasaleMonferrato.

Per visitare la Collezione, invece, è possibile attendere il proprio turno direttamente nel chiostro di Santa Croce, sapendo che sarà visitabile per tutta la giornata di sabato con orario continuato dal termine della presentazione fino alle 18.30 e con visite accompagnate dal personale del Museo organizzate ogni 30 minuti.

Anche il giorno successivo, domenica 19 giugno, sarà possibile accedere alla nuova collezione dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,30 con ingressi contingentati ogni 30 minuti, senza prenotazione.

Verbania: AL VIA L’ESTATE AL MAGGIORE 

AL VIA L’ESTATE AL MAGGIORE 

Primo appuntamento domani, LUNEDì 13 GIUGNO nella Sala Teatrale del Maggiore con

la MAV SYMPHONY ORCHESTRA BUDAPEST

e la Direttrice ELENA CASELLA

Biglietti disponibili al link https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Al via l’ESTATE AL MAGGIORE: un ricco cartellone di eventi che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, passando per la danza e la prosa, ospitati al TEATRO MAGGIORE, nella sua ARENA ESTERNA, il cui palco è stato acquistato grazie al progetto Culturagility, finanziato da Fondazione Cariplo, e nella recentemente riaperta al pubblico VILLA SIMONETTA.

Il primo appuntamento, che dà ufficialmente il via alla stagione, è per domani LUNEDÌ 13 GIUGNO (ore 21.00 – Sala Teatrale) con la MAV SYMPHONY ORCHESTRA BUDAPEST, diretta dalla Direttrice ELENA CASELLA.

Nel programma

A. Finzi: Walzer per orchestra d’archi

G. Puccini: Crisantemi

A. Dvorak: Serenta per orchestra d’archi op.22

Direttrice: Elena Casella

MAV Symphony Orchestra Budapest

La MAV Symphony Orchestra è stata fondata nel 1945.

Composta da novanta musicisti professionisti, la MAV è attualmente tra le migliori formazioni orchestrali ungheresi.

Negli ultimi decenni ha sviluppato un ampio repertorio che spazia dal barocco ai compositori contemporanei. L’orchestra si esibisce nelle sale da concerto più prestigiose d’Ungheria: la Liszt Music Academy e il Palazzo delle Arti. Oltre ai concerti sinfonici esegue regolarmente concerti di musica da camera.

Nel corso della sua attività, l’orchestra ha consolidato numerosi rapporti con direttori d’orchestra e solisti di fama internazionale. Negli ultimi decenni i concerti della MAV sono stati diretti da János Ferencsik, Ken-Ichiro Kobayashi, Franco Ferrara, Uri Mayer, Hans Swarowsky, Carlo Zecchi, Moshe Atzmon, Kurt Masur, Herbert Blomsted, James Levine, Irwin Hoffman, Gábor Takács-Nagy e Yuri Symonov.

Tra i numerosi solisti di fama internazionale che si sono esibiti con l’orchestra: Luciano Pavarotti, Placido Domingo, José Carreras, Kiri Te Kanawa, Lucia Aliberti, Lazar Berman, Jeanne-Marie Darré, Endre Gertler, Tsuyoshi Tsutsumi, Ruggiero Ricci, David Geringas, Jevgeni Bushkov, Ramzi Yassa, Dudu Fischer, Fujiko Hemming, Alexander Markov, Tamás Vásáry, Zoltán Kocsis, Dezso Ránki, Miklós Perényi, Jenő Jandó.

L’orchestra ha suonato nelle principali sale concertistiche europee, oltre che a Hong Kong, in Giappone e in Cina, riscuotendo ovunque unanimi consensi. Numerose le partecipazioni a diversi prestigiosi festival europei: Vienna, Salonicco, Roma, Assisi. Nel 1988 si è esibita per Papa Giovanni Paolo II nella sua residenza estiva di Castelgandolfo. Dal 2010 direttore artistico e musicale dell’orchestra è Gábor Takács-Nagy.

Elena Casella si è diplomata in Pianoforte, in Composizione Sperimentale e in Direzione d’orchestra presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

Si è perfezionata in direzione d’orchestra con Ervin Acél in Italia e in Ungheria, con Gustav Kuhn, con Myung-Whun Chung presso l’Accademia Chigiana di Siena e con Julius Kalmar presso la Musik Hochschule di Vienna.

Gustav Kuhn la vuole come sua assistente in numerosi allestimenti operistici e di programmi sinfonici sia in Italia che all’estero.

Ha sostituito Ervin Acél sia come direttore nell’ambito di tournée europee che come docente presso il Conservatorio “F. Liszt” di Szeged (Ungheria).

Nel 1997 è stata insignita, assieme al direttore d’orchestra tedesco Christian Thielemann, del Premio Internazionale “Sebetia” presso il Palazzo Reale di Napoli, premio che nelle precedenti edizioni è stato assegnato ai Maestri Severino Gazzelloni, Salvatore Accardo e Riccardo Muti.

Dal 1998 al 2005 è stata docente del Corso Internazionale di Direzione d’orchestra tenuto presso l’Università della Musica a Vienna.

Ha diretto numerose orchestre, fra cui Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra “A.Toscanini” di Parma, Orchestra Sinfonica di Stato di Szeged (Ungheria), Orchestra “D. Lipatti” (Romania), Orchestra Sinfonica di Stato di Oradea (Romania), Orchestra Novi Musici Napoli, Orchestra Sinfonica Marchigiana di Pesaro, e altre formazioni sinfoniche e cameristiche, sia per prime esecuzioni assolute (ad esempio “Cantico dei Cantici” di I. Danieli) che in programmi di repertorio, sinfonico e operistico.

Durante il suo periodo ungherese scopre, e ne rimane affascinata, il metodo Kodály, il metodo con cui viene educata la popolazione ungherese alla musica.

Decide quindi di approfondire l’argomento e di dedicarne gran parte della sua attività limitando temporaneamente l’attività direttoriale.

Incomincia così un viaggio alla conoscenza di tutti quei paesi che hanno fatto della musica uno strumento di inclusione sociale oltre che culturale e, nonostante Ervin Acél la esorti a ritornare sulle scene, decide di proseguire questo percorso.

È un periodo molto importante per la sua formazione musicale e umanistica dalla quale sente oggi di aver ricevuto molto e di aver compiuto così quello che lei definisce “un viaggio al centro delle connessioni umane”.

Completato questo percorso torna a dedicarsi alla direzione d’orchestra a tempo pieno e la sua agenda la vede tornare sul podio de I Pomeriggi Musicali di Milano a luglio 2021 e a settembre 2021 debuttare con l’Orchestra Verdi di Milano.

Nel 2022 sarà in tournée in Italia con la MAV Symphony Orchestra. l’Orchestra Nazionale d’Ungheria e a ottobre 2022 debutterà alla Carnegie Hall di New York.

Da Marzo 2022 ricoprirà il ruolo di direttore principale ospite della Budapest Szimfónia Orchestra.

Biglietti disponibili al link: https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.ilmaggioreverbania.it

www.facebook.com/ilMaggioreVerbania

www.instagram.com/il_maggiore_verbania/

Rischia 7 anni di reclusione e un grosso risarcimento del danno chi effettua lavori o ristrutturazioni in casa e si dimentica questo importante adempimento

Rischia 7 anni di reclusione e un grosso risarcimento del danno chi effettua lavori o ristrutturazioni in casa e si dimentica questo importante adempimento

Francesco Fiore

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10 GIUGNO 2022 17:22

La Legge di Bilancio 2022 ha confermato numerosi Bonus che ci permettono di eseguire lavori in casa con grossi vantaggi fiscali. Abbiamo l’Ecobonus, pensato per l’efficientamento energetico degli immobili. Con questo possiamo sostituire il pavimento, le finestre o installare pannelli solari. Non solo, c’è anche il Bonus casa, un vantaggio fiscale fino a 96.000 euro pensato per ristrutturare la propria abitazione. Con i Bonus previsti dalla Legge di Bilancio possiamo anche acquistare beni mobili. Abbiamo 10.000 euro per lavastoviglie, frigorifero e altri elettrodomestici.

Quando si utilizzando questi Bonus bisogna, però, fare attenzione. Intanto verificare di avere i requisiti ed essere in regola per richiedere e ottenere legittimamente questi Bonus. Soprattutto, però, nel momento dell’esecuzione dei lavori dobbiamo conoscere bene la legge, affidandoci a persone esperte e competenti. Spesso, infatti, sottovalutare la complessità, non solo tecnica ma anche giuridica, legata alle ristrutturazioni e ai lavori in casa, porta a conseguenze inaspettate.

Gli obblighi di chi effettua lavori in casa

Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con il recente provvedimento 21072 del 2022. I giudici hanno spiegato che rischia 7 anni di reclusione e di dover corrispondere un grosso risarcimento chi non rispetta la legge. In particolare, in caso di ristrutturazioni, l’articolo 90 Decreto legislativo 81 del 2008 impone al committente di nominare il coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori.  Questo è un soggetto con dei compiti molto importanti. In primo luogo, assicura il collegamento tra l’impresa che esegue i lavori e il committente stesso, per organizzare al meglio l’esecuzione. Soprattutto, però, ha il compito di sorvegliare sul rispetto delle norme riguardanti la sicurezza dei lavoratori.

Elabora anche un piano di sicurezza specifico per i lavori considerati e può sospenderli dove ci siano rischi per l’incolumità dei lavoratori coinvolti. Si capisce quanto sia importante questa figura, che ha delle conoscenze tecniche e delle esperienze specifiche che gli consentono di assicurare l’incolumità delle persone. Nel caso esaminato dai giudici, la signora, che aveva commissionato i lavori, non aveva nominato il coordinatore. Durante lo svolgimento dei lavori moriva uno degli operai coinvolti nella ristrutturazione.

Rischia 7 anni di reclusione e un grosso risarcimento del danno chi effettua lavori o ristrutturazioni in casa e si dimentica questo importante adempimento

La Corte condannava la committente per omicidio colposo, articolo 589 codice penale

e ad un ingente risarcimento del danno. Infatti, i giudici spiegavano che la donna non nominando il coordinatore aveva assunto su di sé le responsabilità legate alla sicurezza sul luogo di lavoro. Dunque, pur non avendo le competenze adeguate, non procedendo alla nomina, e quindi non rispettando la legge, aveva assunto grandi rischi legali. Questi si concretizzavano portando ad una condanna penale. 

Lettura consigliata

È questo il migliore contratto da utilizzare quando si vuole acquistare un immobile per tutelarsi da tutti i rischi ed evitare vendite doppie

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell’autore, consultabili QUI»)

A.G. Gargani: siamo solo al principio

A.G. Gargani: siamo solo al principio

Ugo Morelli 12 Giugno 2022

DOPPIOZERO

“…l’unico modo fertile di ‘conservarsi in vita’

è quello di complicarla”

[Aldo Giorgio Gargani]

Con lo stile unico di chi la filosofia la vive e non solo la pensa e la scrive, ad Aldo Giorgio Gargani giocavano le lacrime dentro agli occhi, quando ci confidava, negli ultimi anni, un evento. Una sera, alla fine di un incontro, mentre il suo amato allievo Alfonso Maurizio Iacono usciva di casa, al momento del saluto, si era scoperto a dirgli: chiuditi bene il cappotto, c’è parecchio freddo stasera.

Senza forzare la mano all’intimismo, che in nessun modo riguardava Gargani – prova ne sia la scrittura di Sguardo e destino [Laterza, Roma-Bari 1988], nonostante le incomprensioni e gli usi impropri che spesso non ne hanno riconosciuto il valore di straordinaria testimonianza filosofica – Iacono inizia il contributo all’importante e meritorio gruppo di saggi che la rivista aut aut [n.393; marzo 2022] dedica al filosofo suo maestro, con una nota personale. Quella nota assume uno spessore e una rilevanza che parla di Gargani e della sua ricerca per abitare quello spazio creaturale che si colloca irriducibilmente tra il pensiero e la vita. Oltre ogni cerimoniale della scienza e criticando ogni feticcio epistemologico. Posizione che molto gli sarebbe costata in termini di un’emarginazione e una distrazione per uno dei più importanti filosofi del ‘900, che tuttora persiste… Leggo tutto su: https://www.doppiozero.com/ag-gargani-siamo-solo-al-principio

L’uovo al tegamino di Aldo Moro

L’uovo al tegamino di Aldo Moro

Marco Belpoliti 9 Giugno 2022

DOPPIOZERO

Nel suo ultimo film – in realtà una serie televisiva in sei puntate – Marco Bellocchio torna sul sequestro Moro che aveva trattato in un precedente lungometraggio, Buongiorno, notte, nel 2003. Ora il nuovo film, Esterno nottes’avvale della straordinaria interpretazione di Fabrizio Gifuni nel ruolo del leader democristiano: un Moro più Moro del Moro vero. Del resto, cos’è un attore se non una maschera? Il potere della “maschera” è proprio quello di svelare ciò che nella realtà non è sempre comprensibile, se non ad occhi acuti e perspicaci. L’interpretazione di Gifuni mette a fuoco quelle che erano le caratteristiche uniche del personaggio Aldo Moro fornendone una sintesi fulminante. La sceneggiatura cerca poi di mettere in rilievo l’aspetto “privato” dello statista entrando nella sua casa, mostrandolo insieme alla sposa e ai tre figli, mettendo al centro di uno degli episodi del film Eleonora Moro, moglie dello statista, interpretata con grande bravura da Margherita Buy.

In una delle scene memorabili della prima parte, Moro torna a casa alla sera. Tutti dormono e dopo aver congedato il suo accompagnatore – il maresciallo Leonardi, sua ombra, ucciso dai brigatisti nel corso del sequestro –, si fa un uovo al tegamino e mangia in silenzio dopo aver apparecchiato in modo sommario la tavola. Questa immagine, cita probabilmente un dettaglio riferito da uno dei suoi segretari, Corrado Guerzoni, e mostra uno degli aspetti salienti della sua figura di politico: la solitudine.

Leggi tutto su:  https://www.doppiozero.com/luovo-al-tegamino-di-aldo-moro

La sconfitta della ragione. Sciascia e la giustizia

La sconfitta della ragione. Sciascia e la giustizia

Alberto Mittone 12 Giugno 2022

DOPPIOZERO

L’interesse di Leonardo Sciascia per i temi della giustizia, quella sociale e quella amministrata, è sempre stato centrale. Non stupisce quindi che i giuristi se ne siano occupati e, ancora di recente, dopo Diritto verità giustizia a cura di Cavallaro e Conti (Cacucci, Bari, 2020), ne approfondiscano i contenuti un’altra coppia di autorevoli studiosi, i professori Amodio e Castellano (La sconfitta della ragione, Leonardo Sciascia e la giustizia penale, Sellerio, 2022)

Il saggio prende le mosse dalla ricognizione sui riferimenti culturali di Sciascia, in particolare quelli relativi a Pirandello e Manzoni, ed esplora la sua rappresentazione del processo penale, soprattutto con i limiti che lo rendono debole e spesso soccombente di fronte alla verità da accertare. Mentre la verità letteraria non incontra ostacoli, quella processuale ha un suo canone rigido. La dichiarazione di responsabilità richiede prove certe da acquisire secondo regole prefissate, in mancanza delle quali vacilla l’accusa. Alla verità letteraria si arriva invece anche attraverso sentimenti che si insinuano tra le parole e i racconti delle storie estranei alle aule giudiziarie. 

Il saggio sviluppa i temi classici del rito processuale calandoli nella produzione di Sciascia e cogliendo la permanenza di una duplice ossessione, per la giustizia e per il potere. Da un lato, la giustizia coinvolge e stringe a sé la verità, la libertà, la dignità umana, il rispetto tra uomo e uomo, dall’altro, secondo le parole del Presidente Riches, rivolte all’ispettore Rogas in Il contesto, essa è un mistero impenetrabile, infallibile, insensibile all’umanità come la transustanziazione, ovvero la trasformazione del vino e del pane in Cristo che avviene sempre e comunque, nonostante i limiti e le indegnità del sacerdote. “Così è un giudice quando celebra la legge: la giustizia non può non disvelarsi, non compiersi. Prima il giudice può arrovellarsi, macerarsi, dire a se stesso: non sei degno, sei pieno di miseria, greve di istinti, torbido di pensieri, soggetto a ogni debolezza e a ogni errore, ma nel momento in cui celebra non più”.

Leggi tutto su: https://www.doppiozero.com/la-sconfitta-della-ragione-sciascia-e-la-giustizia

La poesia assoluta di Amelia Rosselli

La poesia assoluta di Amelia Rosselli

Claudio Piersanti 11 Giugno 2022

Forse mi piace parlare di poesia perché sono convinto che sia impossibile parlarne. E anche se “vita e scrittura ène compagni, el sai” (come scriveva Franco Scataglini) montare aneddoti di vita e poesie è un gioco intellettuale non privo di pericoli. Corriamo il rischio di schiacciare in una biografia il vero contenuto del testo, che in realtà non trova nella biografia alcuna spiegazione. Quando i destini del poeta si intrecciano con quelli della Storia, per esempio la seconda guerra mondiale, il rischio è che la poesia venga oscurata, risucchiata dagli eventi, rendendola addirittura impossibile. In realtà la poesia non si lascia mai zittire dalla Storia. La Storia non suscita la poesia, la invade, spesso la perseguita, ma non è mai la sua spiegazione. L’odio di ogni potere verso la poesia dovrebbe dirci molto di più, e senza usare le note sbiadite del vittimismo.

La poesia è sopravvissuta alle dittature più feroci, le ha irrise, e nel grande minestrone della Storia ne è uscita vincitrice. La poesia di Amelia Rosselli entra a pieno diritto in questo discorso, che senza nominarla suscitava la grande poesia russa del novecento. “Ho nella stella nera del mio destino \ un qualche cosa che non è questo \ versificare per buone donne o fanti \ o spente illuse stelle silenziose \ o rauche vanità d’essere additata \ tra i primi.” Traggo questa e le altre citazioni da un volume prezioso edito da Garzanti qualche anno fa, Le poesie (1997) curato da Emmanuela Tandello con prefazione di Giovanni Giudici. Rimando al notevole contributo critico di entrambi per approfondire la conoscenza di Amelia Rosselli. Ma soprattutto rimando alla lettura diretta delle sue opere raccolte in quel volume. Aggiungerei anche l’importante traduzione di Sleep (poesie scritte in inglese) curata da Emmanuela Tandello per le edizioni Garzanti.

Parlare dell’omicidio fascista del padre e dello zio, i fratelli Rosselli ricordati in diverse strade italiane, della sua notevolissima cultura musicale, linguistica, del suo nomadismo attraverso lingue e paesi sarebbe sovrastante e confinerebbe la sua scrittura in una dimensione testimoniale che è invece praticamente invisibile. Il dolore psichico della Rosselli è lo stesso dolore che ha attraversato tutto il mondo. Il lettore delle sue poesie non è in cerca di una diagnosi. Il lettore è (o dovrebbe essere) in cerca di qualcosa di nuovo, esattamente come lei. Chi ha avuto la fortuna di incontrarla personalmente non ha fatto però alcuna fatica ad associarla alla musica dei suoi versi. Sillabe, parole, suoni, passi camminati uno dopo l’altro, veloci, quasi da gazzella, il corpo minuto e longilineo, gli occhi grandi per guardare lontano, le sigarette respirate come aria fresca… leggi tutto su: https://www.doppiozero.com/la-poesia-assoluta-di-amelia-rosselli

Il palazzo di carta, di Miranda Cowley Heller 

Il palazzo di carta, di Miranda Cowley Heller (Autore) 

Stefano Beretta (Traduttore)

Garzanti, 2022

Non esistono scelte giuste o sbagliate. Non esiste un’unica verità. Esiste solo un segreto che non puoi confessare nemmeno a te stessa.

«Miranda Cowley Heller ha creato personaggi e luoghi a cui è impossibile non affezionarsi» – The New York Times

«Una storia evocativa e intensa sulla colpa e sul perdono» – The Guardian

«Un debutto mozzafiato che vi divorerà e lascerà a bocca aperta – non vorrete che finisca» – The Independent

«Erano anni che non rimanevo così incollato alle pagine di un libro. L’ho amato» – Nick Hornby

Nessun rimpianto per quello che non ho fatto. Ora ho solo rimpianti per quello che ho fatto. Questa è la fine di una lunga storia.

Una bracciata dopo l’altra, il viso esce dall’acqua per cercare aria e poi torna a inabissarsi. Elle adora nuotare davanti alla casa di famiglia a Cape Cod. Ma quel giorno è diverso dagli altri. Perché Elle la sera prima ha fatto una scelta che ha cambiato tutto. Ha fatto l’amore con Jonas, l’uomo che, se le cose fossero andate diversamente tanti anni prima, ora sarebbe il suo compagno. Eppure, quel futuro non si è realizzato e il cuore di Ella si è aperto a Peter, suo marito, con cui ha avuto tre figli meravigliosi. Con lui è felice, ma il pensiero di Jonas non l’ha mai abbandonata. Ora Elle ha solo ventiquattr’ore per prendere la decisione che potrebbe stravolgere la sua vita; per farlo, non può ignorare la colpa che la unisce e la divide da Jonas. È il loro passato, è ciò che li ha allontanati, ma è un segreto che riecheggia nel presente. E ora tutto potrebbe tornare a galla come il fondale sabbioso che, durante una tempesta, affiora in superficie. Elle sa che cosa significherebbe. Sa che non è sola e che le conseguenze delle sue azioni peserebbero sulle persone che ama di più. Come sa che le scelte ormai alle spalle non sono giuste né sbagliate. Le scelte davvero importanti sono quelle che si hanno davanti. Per la stampa e la critica più autorevole c’è una nuova e sola regina del «romanzo americano»: Miranda Cowley Heller. Erano anni che si attendeva un esordio come il Palazzo di carta. Un romanzo che ha superato tutti i record, in testa alle classifiche americane e inglesi per mesi. Non c’è lettore che non l’abbia amato. Perché, in fondo, tutti, abbiamo domande che non sempre hanno risposte. Tutti abbiamo fatto scelte e abbiamo rimpianti, tutti abbiamo un posto del cuore a cui vorremmo tornare. Tutti abbiamo un segreto che non abbiamo mai confessato. Siamo tutti Elle.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM GIUSTIZIA – affluenza alle ore 19 nel comune di Alessandria 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM GIUSTIZIA – affluenza alle ore 19 nel comune di Alessandria 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM GIUSTIZIA – affluenza alle ore 19 nel comune di Alessandria 

Si comunica che l’affluenza alle urne per le Elezioni Amministrative e il Referendum Giustizia, alle ore 19, è stata pari al:

DescrizioneSezioniTotale IscrittiTotali Votanti% 
INCANDIDABILITÀ DOPO LA CONDANNA (ROSSA) – REF 193/9367.27021.39731,81 
LIMITAZIONE DELLE MISURE CAUTELARI (ARANCIONE) – REF 293/9367.27021.36731,76 
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (GIALLA) – REF 393/9367.27021.35031,74 
CONSIGLIO DIRETTIVO CASSAZIONE E CONSIGLI GIUDIZIARI, COMPETENZE MEMBRI LAICI (GRIGIA) – REF 493/9367.27021.34031,72 
ELEZIONI DEI COMPONENTI TOGATI DEL CSM (VERDE) – REF 593/9367.27021.34031,72 
ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO93/9373.65723.88932,43

SECONDO LUNEDÌ DI MAGGIO, di Miriam Maria Santucci

❤ Per le MAMME volate via… ❤

SECONDO LUNEDÌ DI MAGGIO

Vuota è la chiesa,
muta è la preghiera.
Mamme volate in cielo,
oggi la festa è vostra.
Festa senza banchetti,
festa sol di pensiero.
Riaffiorano i ricordi
come un arcobaleno.
Danzano i suoi colori
intorno all’amore vero.
Oggi è la vostra festa,
Mamme volate in cielo…

#MiriamMariaSantucci
#oltreiconfinidelcieloedelmare
#leimprontedellavita
#festadellamamma
#poesiaitaliana

Oggi si vota per 5 quesiti referendari e amministrative in 971 comuni. Seggi aperti dalle 7 alle 23

Oggi si vota per 5 quesiti referendari e amministrative in 971 comuni. Seggi aperti dalle 7 alle 23

Tessera elettorale

12 Giugno 2022

Temi

Elezioni e referendum

Ultimo aggiornamento

Domenica 12 Giugno 2022, ore 18:15

Operazioni di scrutinio: per i referendum inizieranno subito dopo la chiusura delle votazioni alle 23, per le amministrative dalle 14 di lunedì 13

Domenica 12 giugno 2022 si vota dalle ore 7 alle ore 23 per 5 quesiti referendari e per il rinnovo degli organi elettivi in 971 comuni. Lo scrutinio per i referendum abrogativi seguirà la chiusura dei seggi, quello per la tornata amministrativa inizierà alle ore 14 di lunedì 13 giugno.

Il corpo elettorale per i 5 quesiti referendari (sulla “legge Severino” per l’incandidabilità dopo condanna, sulla limitazione delle misure cautelari, sulla separazione delle carriere dei magistrati, sulla valutazione dei magistrati da parte dei membri laici dei consigli giudiziari, sulle firme per le candidature al Csm, è di 50.915.402 elettori, di cui 4.735.783 all’estero (rilevazione alla data dell’8 giugno 2022). Cinque i colori delle schede (fac-simile disponibile sul sito del Viminale) che verranno consegnate ai votanti: rossa, arancione, gialla, grigia e verde.

Il primo turno delle amministrative riguarda 971 comuni, di cui 142 con popolazione superiore a 15.000 abitanti e 829 pari o inferiore, per un totale di 8.831.743 elettori (rilevazione alla data dell’8 giugno 2022). In particolare, sono chiamati al voto 22 capoluoghi di provincia e 4 di regione (Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Lodi, Monza, Belluno, Padova, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, Viterbo, L’Aquila, Barletta, Taranto, Catanzaro, Palermo, Messina, Oristano). Dei capoluoghi di provincia al voto sono 4 quelli commissariati: Barletta e Taranto in seguito a un voto di sfiducia, mentre Messina e Viterbo a causa delle dimissioni del sindaco.

Tra le regioni, quelle maggiormente interessate al voto per le elezioni comunali sono la Sicilia con 1.549.799 elettori e 120 comuni, la Lombardia con 1.044.753 elettori e 127 comuni e il Veneto con 993.634 elettori e 86 comuni.

Sono ammessi al voto tutti i cittadini maggiorenni presenti nelle liste elettorali. Possono votare per le comunali anche i cittadini UE residenti in Italia, previa iscrizione alle liste elettorali.

Nei comuni fino a 15.000 abitanti non è previsto il ballottaggio (salvo il caso di parità di voti tra i due candidati sindaci più votati) e neanche il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare allo stesso tempo per una lista che appoggia un possibile sindaco e un candidato a primo cittadino di un altro schieramento. È eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Solo in caso di parità assoluta di voti si procede ad un turno di ballottaggio domenica 26 giugno.

Nei comuni oltre i 15.000 abitanti è eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 26 giugno per il ballottaggio tra i due candidati più votati.

In occasione del voto, il ministero dell’Interno aprirà la sala stampa al Viminale dalle ore 18 di oggi 12 giugno.

Affluenza ai seggi, esito degli scrutini e ogni altra informazione saranno consultabili online in tempo reale su Eligendo, il portale dei Servizi elettorali, accessibile anche attraverso www.interno.gov.it, e sulla app Eligendo mobile.

https://www.interno.gov.it/it/notizie/oggi-vota-5-quesiti-referendari-e-amministrative-971-comuni-seggi-aperti-dalle-7-23

Comunali, Viminale: affluenza definitiva alle ore 12 al 17,64%

Domenica 12 giugno 2022 – 17:15

Comunali, Viminale: affluenza definitiva alle ore 12 al 17,64%

Si vota fino alle 23

Comunali, Viminale: affluenza definitiva alle ore 12 al 17,64%

Roma, 12 giu. (askanews) – L’affluenza definitiva alle 12, alle elezioni comunali, è stata del 17,64% (818 comuni su 818). Lo riporta il sito del Viminale. Alle precedenti elezioni omologhe era stata del 19,37%. I seggi resteranno aperti fino alle 23.

https://www.askanews.it/politica/2022/06/12/comunali-viminale-affluenza-definitiva-alle-ore-12-al-1764-top10_20220612_171507/

Uccide il padre a Sesto San Giovanni: l’uomo fatto a pezzi

Askanews

Uccide il padre a Sesto San Giovanni: l’uomo fatto a pezzi

https://it.notizie.yahoo.com/uccide-il-padre-sesto-san-113428474.html

Red

dom 12 giugno 2022, 1:34 PM

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 12 giu. (askanews) – Nella mattinata del 12 giugno 2022, a Sesto San Giovanni, i Carabinieri del Comando Compagnia locale hanno arrestato, per omicidio aggravato e vilipendio di cadavere, L. G., 19enne italiano, studente, incensurato, sofferente di problemi psichici ed in cura presso il locale C.P.S. Poco prima, infatti, lo stesso aveva contattato il 112, richiedendo l’intervento dei militari e riferendo di aver ucciso il padre.

Entrando nell’appartamento in un condominio del centro cittadino, i militari hanno effettivamente rinvenuto, nella camera da letto, il cadavere dell’uomo – L.A.C., 58enne, incensurato, separato, impiegato – che si presentava mutilato e sezionato in più parti.

Il ragazzo, L. G., studente, condotto presso gli uffici della Compagnia Carabinieri, medicato per una superficiale ferita da taglio alla mano destra, ed interrogato dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Monza, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo stesso, al termine delle formalità di rito, sarà tradotto presso la Casa Circondariale di Monza, ove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Presso l’appartamento, inoltre, sono in corso gli accertamenti tecnici – condotti dal personale specializzato del Comando Provinciale di Milano – finalizzati a ricostruire la dinamica dell’evento omicidiario.

Racconti: Ci sono storie, di Maria Cannatella

Racconti, Ci sono storie, di Maria Cannatella

Ci sono storie

Conosco storie, difficili da raccontare 

perché hanno l’assurdo dentro.

Sembrano inventate talmente è difficile comprenderle e accettarle.

Ci sono storie che, fanno male solo al protagonista,  tiene ogni dolore solo per sé, ha paura di mostrarsi agli altri. 

Ci sono quelle storie che, ti strappano ogni goccia di lacrima,  anche quelle che non ci sono, perché tutto alla fine ci tocca, anche se quel dolore non è nostro.

Ci sono storie che, non ci fanno dormire e sognare, perché ogni pensiero  potrebbe complicare la storia. 

Non tutte le storie si possono sopportare,  a volte la fragilità toglie ogni forza e così ci si arrende,  nessuna battaglia per non dover perdere la guerra. 

Ci sono tante storie, inventate da stupidi, costruite in modo da danneggiare la mente debole di chi non sa difendersi.

Ci sono quelle inutili storie da distruggere tutto un mondo, sono quelle che arrivano come fossero un uragano che, devasta tutto, anche l’anima di un forte guerriero che ha perso ogni briciola di speranza. 

Ci sono storie che lasciano l’amaro in bocca, perdere una battaglia o una guerra fa soltanto male la sconfitta. 

Poi ci sono io che vivo la mia vita ascoltando le tante storie che mi vengono raccontate, assurde o non assurde.

Sono quelle che coinvolgono anche me, con le lacrime da condividere con la mia anima.

C’è quella storia da raccontare al lieto fine,  un giorno forse, adesso non è il momento,  perché il suo finale sarà il mio punto di forza. 

Maria Cannatella 12/6/22

Riservati tutti i diritti.  Foto dal web

La finestra aperta, di Federica Sanguigni

La finestra aperta, di Federica Sanguigni

La finestra aperta 

sulla notte gravida di promesse 

– e di preghiere alla luna – 

Un cicaleccio sommesso 

che parla senza dire nulla

e accompagna 

una musica di sottofondo

Il sì e no delle lucciole 

che guida i sospiri 

– e i respiri – 

tra il profumo inebriante del gelsomino 

– a stordire i sensi –

Notte d’estate

(Federica Sanguigni)

È la voce del vento di Levante, di Giuseppe Pippo Guaragna

Giuseppe Pippo Guaragna

È la voce del vento di Levante, 

che sento, e mi racconta tante storie,

sono le sue memorie, 

raccolte nel vagare

per camere da letto arroventate, 

nelle vecchie cantine un po’ cadenti

dove si beve vino rosso acceso, 

e suona, un vecchio impianto, 

la musica dei Beatles su vinile. 

Nella vecchia balera, 

dove due anziani e ancora arzilli amanti,

domi, non certo stanchi,

ballano un valzer lento e appassionato

vestiti come usava nel passato. 

Nelle spiagge deserte ed assolate, 

nel chiacchierio assordante dei marosi

che parlano di tavole e di vele,

tra le cime di piccole colline 

dove rabbrividisce un fiore rosso, 

nei prati a mezza costa 

dove con tenerezza ed apprensione, 

sostiene un palloncino e un aquilone.

È la voce del vento di Levante, 

la sento, e le sue storie sono tante.

TRA TERRA E CIELO, mostra di Aita Alessandra Artista

TRA TERRA E CIELO, mostra di Aita Alessandra Artista

Con grande piacere comunico la mia prossima mostra personale :

TRA TERRA E CIELO

a Sarnico (Bg) dal 24 giugno 2022

Esiste un collegamento tra terra e cielo, tra la materialità e la spiritualità, tra il concreto e l’astratto, tra l’impellenza del quotidiano e l’eterno infinito. Questo collegamento è l’uomo.

Nello spazio tra terra e cielo ci siamo noi, tutti noi, legati ad un presente fatto di urgenze e necessità, ma in grado di aspirare con la ragione, e con il cuore, al migliore futuro possibile.

Se il nostro orizzonte fisico è limitato, quello della mente è immenso e si espande sempre di più alla ricerca del “meglio”, in un percorso progressivo che ci distingue dagli altri esseri viventi.

Legati alla terra, dove sono le nostre radici, proprio come gli alberi (citati non a caso), popoliamo questo mondo. Nel tempo la nostra crescita ci porta a guardare in alto, allargando così il nostro sguardo e più lo facciamo, più comprendiamo l’importanza della nostra esistenza e le nostre illimitate possibilità. Immersi nella natura, di cui siamo parte, condividiamo la vita con gli altri esseri: da questa consapevolezza di rispetto e unione traiamo energia e gioia. Il nostro respiro però anela all’infinito e alimenta emozioni e pensieri sconfinati che ci danno l’ebrezza di essere eterni, così cresciamo aspirando a grandi cose, a un amore incommensurabile che siamo capaci di dare e ricevere e dal quale nasce la vita.

Così le figure di Alessandra Aita hanno origine dalla natura e si compongono di ciò che essa offre. Da frammenti di legno che l’artista raccoglie lungo i greti del fiume, sopravvissuti alle intemperie e alle forze dell’acqua, levigati e consunti, e proprio per questo pieni di dignità e bellezza, prendono forma esseri umani che indagano la loro esistenza. Sono donne e uomini che si pongono di fronte alla realtà in modo umile (come è d’altronde la materia che li compone) e si interrogano sulla condizione attuale, su ciò che chiamano felicità, su ciò che è giusto, su ciò che è il bene. Hanno origine dalla terra (la struttura è data dalla somma di quei legnetti lasciati come sono stati trovati), ma comunicano l’infinito del loro sentire. Queste sculture non temono un confronto con la realtà ed esprimono un messaggio, un dubbio, una riflessione che dimostra la capacità dell’uomo di riflettere su se stesso e sul suo comportamento. Toccano tematiche importanti: il rapporto e l’empatia tra gli uomini, la sostenibilità, la qualità della vita, il rispetto per l’ambiente, l’utilizzo della tecnologia, la grandezza dell’amore e del dolore.

Una cosa le unisce, il fatto di essere tutte nate dalla terra e di guardare al cielo e per questo in loro ci rispecchiamo.

www.aitaalessandra.com

Comune Di Sarnico

Visit Lake Iseo

Fondazione Castello di Padernello

#art #sculptures #wood #artcontemporary #gallery #iseo #lake #human

ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM GIUSTIZIA – affluenza alle ore 12 nel comune di alessandria 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM GIUSTIZIA

affluenza alle ore 12 nel comune di alessandria 

Si comunica che l’affluenza alle urne per le Elezioni Amministrative e il Referendum Giustizia, alle ore 12, è stata pari al:

DescrizioneSezioniTotale IscrittiTotali Votanti% 
INCANDIDABILITÀ DOPO LA CONDANNA (ROSSA) – REF 193/9367.27010.26515,26 
LIMITAZIONE DELLE MISURE CAUTELARI (ARANCIONE) – REF 293/9367.27010.25415,24 
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (GIALLA) – REF 393/9367.27010.24215,23 
CONSIGLIO DIRETTIVO CASSAZIONE E CONSIGLI GIUDIZIARI, COMPETENZE MEMBRI LAICI (GRIGIA) – REF 493/9367.27010.24915,24 
ELEZIONI DEI COMPONENTI TOGATI DEL CSM (VERDE) – REF 593/9367.27010.23715,22 
ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO93/9373.64711.42315,51 

Per la libertà, di Laura Berardi

Per la libertà

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Le parole non bastano per descrivere il vortice di emozioni che sto provando da ventitré giorni. Può sembrare strano per un’amante della scrittura e della letteratura come me, ma è davvero così: per quanto la storia sia colma di lotte e violenze, la guerra in Ucraina mi ha totalmente devastata. E non per la paura che il conflitto si estenda fino a coinvolgere gli altri Paesi, ma perché trovo aberrante il fatto che nel 2022 si possa ancora pensare di seminare morte e distruzione per la follia di un dittatore, facendo strage di innocenti, abbattendo con bombe e missili case, palazzi, intere città, disorientando i bambini e terrorizzando la gente, inducendola a lasciare la propria patria e a separarsi dolorosamente dai propri cari con la speranza di un futuro migliore altrove. E questo non vale soltanto per l’Ucraina, che per tutto questo tempo ha dimostrato un’incredibile forza d’animo e un coraggio straordinario. Vale anche per gli altri conflitti del mondo, dei quali sentiamo parlare di meno, ma che appartengono davvero alla realtà.
Dal 25 febbraio, ogni mattina, quando apro gli occhi, la mia mente si pone sempre la stessa domanda: c’è stato un altro attacco? E da ventidue giorni purtroppo anche la risposta non cambia mai.
E anche se spesso piango e mi sento impotente nel guardare le immagini e i video mostrati in uno schermo, so di non poter nemmeno immaginare le sensazioni che un’intera Nazione sta vivendo in prima persona, ogni volta che le sirene antiaeree suonano, ogni volta che bisogna rifugiarsi nei bunker per proteggere la propria famiglia, ogni volta che irrompe il boato delle esplosioni e il fuoco distrugge tutto, uccidendo i civili o prendendoli in ostaggio.
Perché, proprio come ho scritto nell’ultima poesia, Esplosioni di vita, la guerra non avrà mai un senso o un significato, al contrario della pace e della fratellanza. Al contrario della solidarietà per un popolo colpito e martoriato che resiste, che sta lottando con tutte le risorse per la libertà della patria.

Per la libertà dell’Ucraina e di tutti i Paesi logorati dalle guerre e dall’autocrazia.

Immagini dal web

https://lauraberardi.com

Angeli, di Laura Berardi

Angeli

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L’ennesima sparatoria negli Stati Uniti, in una scuola elementare del Texas, a Uvalde: la mattina dello scorso 24 maggio, in un attimo ventuno vite sono state spezzate, tra cui quelle di diciannove bambini.
Un massacro inspiegabile e assurdo.
Nessuna riflessione, nessun pensiero, perché davanti a queste cose restano soltanto impotenza e vuoto. E un dolore immenso e indefinibile per le famiglie delle vittime innocenti.

Nient’altro.

Immagini dal web

https://lauraberardi.com

La Croce Verde Arquatese ringrazia la Compagnia I Gobbi

La Croce Verde Arquatese ringrazia la Compagnia I Gobbi

Casale Monferrato:La Croce Verde Arquatese intende ringraziare pubblicamente la Compagnia I Gobbi per la grande professionalità e generosità dimostrate durante lo spettacolo Teatrale a favore della ns. Associazione. 

Non si poteva iniziare in modo migliore la sottoscrizione per l’acquisto di un nuova Autoambulanza.

Naturalmente i ringraziamenti vanno anche a tutti coloro che hanno partecipato a questo evento, in primo luogo all’Amministrazione Comunale di Arquata nelle persone del Sindaco Basso, del Vice Sindaco Cucinella, dell’Assessore DeBenedetti e tutti gli uffici interessati.

Un grazie a tutti coloro che hanno rinnovato la Tessera 2022 sostenendo la Croce Verde”

Roberto Gattone

Presidente

Croce Verde Arquatese

L’ARTE CONTRO LE INGIUSTIZIE DEL SISTEMA SCUOLA

L’ARTE CONTRO LE INGIUSTIZIE DEL SISTEMA SCUOLA. LA NUOVA OPERA DI CRITICA DELL’ARTISTA LBS

“AUTOVALUTAZIONE”

9 giugno 2022. Nel giorno della conclusione dell’anno scolastico 2021/2022, è comparsa davanti ai licei di Reggio Calabria, Liceo Statale Tommaso Gullì e al Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci, la nuova opera di critica sociale dell’artista LBS, alias Bruno Salvatore Latella dal titolo “AUTOVALUTAZIONE”. 

L’intento dell’artista è quello di attirare l’attenzione su ciò che dentro le mura scolastiche viene poco considerato: lo stato di malessere e inquietudine della classe docente sottovalutata, sottopagata e costretta a lavorare con i ritmi dell’ansia e della frenesia di un sistema scolastico che ruota non più sui contenuti e sul metodo di insegnamento e apprendimento, ma è avvinghiato alle catene di una continua e sterile valutazione del proprio lavoro da parte della burocrazia scolastica e dei genitori degli studenti. Nodi gordiani che bloccano la tradizione e la visione di una scuola formativa, sostituendola con quella di una scuola performativa, fatta da continue competizioni tra istituti per avere finanziamenti cospicui e un’utenza numerosa propedeutica per ottenerli. 

Ma la dimensione umana vive di una propria energia perché come dice Anna Freud: le menti creative riescono a sopravvivere anche ai peggiori sistemi educativi. 

NOTA BIOGRAFICA

LBS, alias Bruno Salvatore Latella, è un artista visivo. Il suo percorso artistico si sviluppa dal 2009 con l’inizio degli studi pianistici al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria. Nel 2019 esordisce nel mondo delle Arti Visive con una mostra personale al “Caffè Storico Letterario le Giubbe Rosse” di Firenze. 

La suapeculiarità è quella di conciliare lo studio di materie umanistiche alla vocazione artistica, trasponendo fotograficamente le idee e le visioni che la mente gli suggerisce. Tra concettualismo, estetismo e distopismo il percorso artistico di LBS ha ricevuto riconoscimenti importanti, come la citazione nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2021, edito da DeAgostini; la pubblicazione del suo progetto artistico THE WALL sul sito LENSCULTURE; numerose pubblicazioni sui giornali nazionali e premi di spessore nazionale ed internazionale, tra cui il Premio Artista d’Italia e il Premio Mostra Personale BIANCOSCURO ART CONTEST (BAC) 2021. Ha inoltre esposto con artisti di fama internazionale quali Sergio Staino, Bruno Bozzetto, Giuliano Rossetti

L’obiettivo e la speranza di Bruno Salvatore Latella è quello di dare un contributo affinché le nuove generazioni abbiano sguardi e visioni diverse, lontani da una vita di passività virtuale e soprattutto da una vita priva di sogni.

CGIL: Accordo con il Comune di Casale Monferrato per pagare gli stipendi alle lavoratrici della Cooperativa Eurotrend Assistenza

CGIL: Accordo con il Comune di Casale Monferrato per pagare gli stipendi alle lavoratrici della Cooperativa Eurotrend Assistenza

Oggi in Ispettorato del Lavoro di Alessandria si è raggiunto un accordo con il Comune di Casale Monferrato per pagare gli stipendi alle lavoratrici della Cooperativa Eurotrend Assistenza che aveva in gestione gli asili nido di Casale e che a causa del suo fallimento non aveva pagato la retribuzione di Aprile e Maggio. 

Il Comune, chiamato dalle OO.SS. a rispondere in solido in relazione all’art. 30 del codice degli appalti, si è reso disponibile, a fronte del blocco delle fatture che doveva alla cooperativa, di erogare il 90% della retribuzione di Aprile ed entro il 29 Giugno il saldo di Aprile e la retribuzione di Maggio. 

Un risultato importante per le lavoratrici che devono comunque recuperare anche i ratei di 13sima ferie, permessi non goduti e tfr…pertanto proseguiremo la battaglia per il recupero di tutte le spettanze!

Per la FP CGIL Alessandria

F.to Claudia Canalia