Non ci sono risposte a inquietanti perché
rivolti a un destino che sfugge i responsi
e toglie improvviso la strada dai passi.
Precipita il ponte svelando gli inganni:
si mostra qual era nelle forme contorte.
Solo un grido accompagna il collasso
dell’ incerta struttura di metallo e cemento.
Resta nel poi solo il vuoto di morte
su parole mai dette,
su mani non strette,
su storie interrotte
sullo strazio di bocche
fisse e mute nel pianto.
Ignaro vento ancora trasporta
profumo di limoni e di resina antica
che gli olivi contorti nel sole
avvezzi al dolore che sale
respirano piano,
per non far altro rumore
oltre a quello di voci che
senza rispetto gridano colpe
e sulle tombe ne fanno mercato.
Ponte Morandi (Genova-agosto 2018)
