CULTURA

Sergio Camellini : ”Il bene che è in noi, è la fonte limpida che sgorga spontanea alla quale attingere, per conseguire il meglio che ci manca. ”

Date: 28 marzo 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Sergio Camellini   OPERA OMNIA II edizione   Recensione di Enzo Concardi

Articolo di Marina Donnarumma e recensione.

È VIVERE, SEI TU


La felicità
cercala in un sorriso,
nel prolungamento
dell’ombra
d’un fiore,
nella semplicità
della natura,
nella mancanza
di dolore,
è solo quella
che sei in grado
di comprendere;
è vivere, sei tu


BIO-BIBLIOGRAFIA


Sergio Camellini è nato a Sassuolo (Mo), vive a Modena; è
psicologo clinico. Studioso di arte povera della civiltà contadina e dei mestieri, fin da piccolo si è soffermato a rimirare i
lavoratori dei campi e gli artigiani nelle botteghe: calzolai, fabbri, ceramisti, sarti, fornai, mostrando interesse per tutti coloro
che erano dotati di autentica creatività. Ha poi fondato sull’Appennino modenese un “Museo d’Arte Povera della Civiltà
Contadina”, mondo da cui ha tratto l’ispirazione poetica.
Ha pubblicato varie raccolte di poesie tra cui: Nel corpo un
soffio dell’anima, pillole di pensieri e poesie (2013), Rivoli di
pensiero sulla carta (Ed. Pagine, Roma 2013), Poesia sei tu
(SD Collezioni Editoriali, Vibo Valentia 2014), Il pianeta
delle nuvole rosa (SD Collezioni Editoriali, Vibo Valentia
2014), La pagina della vita (in Alcyone 2000 – Quaderni di
poesia e di studi letterari, n°7, Guido Miano Editore, Milano
2014), La mia penna traccia linee di libertà (Ed. Pagine, Roma
2015), Bagliori (Ursini edizioni, Catanzaro 2015), Un sogno
con le ali (Vitale Edizioni, Sanremo 2016), So di essere (Edizioni Progetto Cultura, Roma 2016), Tenero è l’amore (Guido
Miano Editore, Milano 2017), Ponte dei sogni – Most snova
(tradotto e diffuso in Serbia, 2017), Opera Omnia (Guido
Miano Editore, prima edizione, Milano 2018), Tra le righe del
pensiero (Edizioni Progetto Cultura, Roma 2018), Il canto
delle Muse (Guido Miano Editore, Milano 2019), Madre natura è vita (Aletti Editore, Villanova di Guidonia 2019), Viadante dei sogni (Dantebus Edizioni, Roma 2020), S’accende
una luce (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2020), Lasciami di te un’emozione (Ed. Pagine, Roma 2021), I colori
della fantasia (Guido Miano Editore, Milano 2021), Ascolto i
181
silenzi (Consulta libri e progetti, Reggio Emilia 2021), Pillole
di emozioni (Edizioni Progetto Cultura, Roma 2022). Ha inoltre curato la pubblicazione del libro d’arte Torpedo e la ballerina (Edizioni Sigem, Modena 2021) di Roberto Muzzarelli.
La sua attività letteraria è trattata nelle opere pubblicate da
questa Casa Editrice: Alcyone 2000 – Quaderni di poesia e di
studi letterari, n°9, 2016; Dizionario Autori Italiani Contemporanei, quinta edizione del 2017; Contributi per la Storia
della Letteratura Italiana. Dal secondo Novecento ai giorni
nostri, quarto volume, terza edizione, 2020.
Splash Museum di Sassuolo (Mo): “Panchina del poeta” dedicata.

UOMO, DOVE SEI ?
Eri presente:
abitudini e gusti,
costumi e strutture,
cultura,
idee creative,
modi di essere
di pensare
di amare,
conoscenze e sentimenti.
Ora latiti:
ove il gravoso
retaggio infruttifero
del passato,
divenuto
bagaglio archeologico, t’adombra.
Uomo,
dove sei ? Sergio Camellini

«Non perdo di vista
me stesso,
né m’avvilisco
nonostante le avversità.

So chi sono,
so di essere,
so d’occupare
un posto quaggiù.

Voglio percorrere,
anche in salita,
quest’irto e affascinante
progetto di vita.

Certo che sì, è tutto mio,
allorché sempre
strettamente comunicante
con l’altrui realtà.

Se scrivo
è perché non so far altro:
per questo vivo
e per null’altro». (Sergio Camellini)

Sergio Camellini lo psicologo clinico dalle parole semplici, l’osservatore dell’umiltà. delle cose semplici, delle cose genuine, un linguaggio diretto che ti arriva profondamente.
Le sue poesie non fanno giri di parole difficili, ma è un dialogo aperto con l’uomo, con se stesso, con la natura, con tutto ciò che stimola emozioni. Sergio Camellini le emozioni le conosce, ci ha lavorato una vita, dopo una vita a scavare negli altri, a capire, ha cominciato a farlo con se stesso. Si è seduto ed ha scritto e non si è fermato, lui ha un animo gentile, i suoi sogni hanno ali, guarda dentro se stesso per non perdersi e la sua poesia vola in ogni angolo e ogni angolo diventa poesia. Sergio Camellini che nelle sue poesie vuole essere un piromane d’amore, una fiamma accesa, un uomo che si indigna davanti agli ultimi, ai soprusi, alla violenza, tutto scritto con delicatezza, direi tenerezza. Ogni tema trattato sviscerando il suo essere sensibile e anche sofferente per le ingiustizie. Nella sua carriera di psicologo clinico ha affrontato molti mostri, terrore, sofferenza, dolore, poi salvezza? Qualche volta si, qualche volta no, ma lui nonostante tutto ci crede nella vita, nell’amore, fatalistico nei confronti dell’ uomo? Forse! e chi non lo è!
Mi colpisce di lui, il senso di rispetto che ha per tutto, la sua ricerca dell’uomo in quanto tale!
L’amore delicato, tenero nei confronti delle donne, Camellini è il frutto della sua esperienza, finalmente si è seduto e scrivere poesia, è la sua psicoterapia.

Ivano Marescotti legge Raffaello Baldini (Che ora è?)

Ivano Marescotti legge Raffaello Baldini

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Dà i numeri del lotto il Campanile della Chiesa? Prima le due e mezzo, adesso suona le dieci, il mio fa le tre, è fermo, e la sveglia, figurarsi, segna le undici, si dev’essere scaricata la pila, aspetta, che di sopra hanno potato il pioppo, si vede fino al Torriazzo, questa è bella, fa mezzogiorno, sono diventati tutti matti gli orologi? “Caterina, che ore sono?”, “Non lo so mica, mi sono addormentata, Liana, che ore sono? ma guarda l’orologio, come che non ce l’hai, l’hai perso? Anche quello? se lo sa tuo padre… che avrò dormito, io dico, saranno sì e no le quattro”, “Ma a me mi ci voleva l’ora giusta”, aspetta, di sotto passa qualcuno, “Amedeo, va’ là, hai l’ora buona, che qui non si capisce più niente”, “Magari, ma portato ieri l’orologio a far aggiustare, ma saranno le cinque e un quarto, cinque e mezzo”, “Già le…

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Lucia Triolo: (non) senso: una suggestione surrealista

Ho sognato che un mio vecchio ombrello
quello azzurro, rotto, e poverello
sbucciava piangendo mezza cipolla
in una stanza con pareti a molla

Il mio occhio destro girava per la testa
era allegro e pronto a far gran festa
Quello sinistro era nel forno
e non finiva di guardarsi attorno 

Un braccio stava al posto di una gamba
stava storto, a ballare la samba
L’altro pietoso lo rifocillava
tra le mani mettendogli una clava

Le lunghe gambe poi non ne parliamo
avevano saltato il corrimano
facevan da lancette a un orologio
puntando verso Ambrogio, il cane mogio 

Sulla bocca c’era il solito orecchio
beveva il suon prima che fosse vecchio
L’ altro non sapeva dove andare
Cercava un pianoforte da suonare

Di nasi non ne avevo più uno solo
erano tre, pronti a spiccare il volo
per… non sapevano bene quale meta
volevano odorare della feta

C’era qualcosa da riordinare
In questo tutto un po’ particolare?
Oppure se tutto era già al suo posto
non c’era nulla da mandare arrosto?