Spesso mi domando se la società che abbiamo costruito in occidente, specialmente dopo il famoso “68 sia una società giusta, a misura d’uomo, oppure sia un mostro che ha le sembianze della mitologica medusa dalle sette teste.
Io penso, e credo lo pensino in molti, almeno quelli che mettono in discussione questo modello di società, che stia per iniziare, mi auguro pacifica, una nuova rivoluzione. Il mio auspicio è che i giovani comincino a mettere in discussione tutto quello che c’è di distorto in questa società, perché credo che la vecchia generazione abbia sbagliato obiettivo. È veramente questo tipo di società consumistica piena di computer, di tecnologia, di beni di consumo su larga scala, di cose che servono a tutto e a niente, la felicità a cui anelavamo? Sono convinto di no, e dico che questa felicità è qualcosa di infelice.
Va da se che questo è il mio pensiero, che contrariamente a quanto qualche lettore possa pensare non vuole essere un giudizio, non voglio sembrare un distruttore, ma un lettore dei costumi del nostro tempo.
Io penso che in questo momento la nostra cultura, la nostra filosofia, la filosofia cosiddetta occidentale, e non mi riferisco solo al modello capitalista, ma anche a quello cosiddetto comunista, abbia mancato il suo obiettivo. Credo sia arrivato il momento di fare una seria riflessione e fare il punto della situazione.
Io dico che l’uomo comune, che in tutti questi anni ha vissuto di consumismo, che si è nutrito di televisione asservita al capital/comunismo più sfrenato, di giornali confezionati da giornalisti servi del potere, di settimanali che decantavano il vuoto più assoluto e di tutti sistemi di informazione in loro possesso, abbia ricevuto un ordine imperativo a consumare e ad acquistare e a vivere secondo determinati schemi prefabbricati nelle stanze del potere. Lo scopo di questa filosofia era precisissimo: se compri quello che ti propongo e quando lo dico io, vivrai in un mondo felice e salutare. Però in tutto questo criminale disegno improvvisamente è sorto uno strano imprevisto: tutto questo meraviglioso mondo fatto di fiabe e rosee aspettative, si è incrinato.
È bastato che i paesi del terzo mondo volessero anche loro vivere in un mondo fatato perché tutta la grande economia capital/comunista e mondiale entrasse in crisi. Per cui, l’uomo comune ha cominciato a vivere la sua insicurezza nei confronti del futuro.
L’uomo comune credeva di essere felice con le sue belle autostrade, le sue macchine, le code ai caselli per le agognate ferie. In realtà il mondo in cui l’uomo comune era costretto a vivere non è altro che un inferno.
Io dico che l’uomo che vive secondo questi schemi è infelice e la sua frustrazione si riflette nell’impotenza in cui è costretto a vivere. Ecco perché questa società abbandona le persone più deboli, quasi come se si vivesse una lotta selvaggia per la sopravvivenza.
L’uomo comune questo lo sa, o perlomeno lo percepisce, per cui ne limita le sue funzioni vitali e si rende conto di vivere in una società aliena che non è più in grado di difenderlo. Comprende di vivere in una società piramidale dove al vertice della piramide non riesce nemmeno ad immaginare chi vi sia, mentre è consapevole, lui sì, di essere alla base di questo mostruoso monolite dove lui e tutti i suoi simili sono costretti a sopportare il peso di questa immensa struttura.
Se io avessi il potere, anche solo per un momento, di governare questo paese penso che il primo dei miei impegni sarebbe quello di tentare di realizzare un sogno utopistico e per questo motivo irrealizzabile: l’uguaglianza effettiva fra tutti gli uomini.
Lo so che mai nessun uomo lo concretizzerà ma almeno lasciatemi la possibilità di sognare.
Tra un chiarore di luce, che mi regalava una rosa, e un lembo di notte che aveva labbra blu. Un giorno ancora! Le mie gambe stanche, ma la mia anima vibrava,
Critica estemporanea del crìtico internazionale prof. Alfredo Pasolino, grande estimatore dell’artista Daniela Isache – ** “Bellissimi lavori, con gammme tonali fauves. Antropologie ritrattiste caricaturali iperesperessioniste con morfologie visuali dell’io-intersoggettivo,definibile come dialoghi delle apparenze tra stati d’animo tumultuosi dell’inquietudine. Un’ introspettiva in analisi post impressionista, rivelata dai forti contorni, di cui l’io … l’altro! I colori sono perfettamente accordati con le psicologie e le sensazioni tradott col linguaggio dei colori nei loro mutanti
e stati d’animo decantati in distorsioni del tratto figurale femminile, quale valenza espressiva del rivelarci una forte connotazione della donna dal carattere forte!, riflesso specularmente in ogni sua composizione antropomorfa!
DANIELA ISACHE Breve Biografia Pittrice espressionista rumena; Laureata alla Facoltà di Filologia dell’Università “Al.I.Cuza” di Iaşi (Romania) nel 1981; Lezioni private di pittura con il pittore rumeno Ion Neagoe (1985-1991); Membro dell’Unione degli artisti visivi della Romania dal 2000; Presente nell’album “Un secol de arte frumoase la Iaşi” (“Un secolo di belle arti a Iaşi”, Casa editrice Art XXI, 2004); Presente nel Dizionario d’arte “Dicţionarul ilustrat al artelor frumoase din Moldova, 1800 – 2010” (“Dizionario illustrato di belle arti in Moldavia”, Casa editrice Art XXI, 2011); Il dipinto “Mysterious Old Man” è mostrato nel film Erik Zamani/ Time of the Plums, diretto da Sezen Kayhan (Turchia), uscito nel 2011; Molte mostre private e collettive in gallerie da Iaşi (1987-2022), Bucarest (1987-2014), Mangalia, Bacău (2014), Târgovişte, Târgu Jiu, Sibiu (2015) (Romania), Kishinev (Repubblica di Moldova) (1999) ), Ruse (Bulgaria) (2013), Bologna (Italia) (2014), Parigi (2017), Roma (2018), Bratislava (2021) Premi: Attestato di partecipazione alla Cintura della Pace, dell’Amicizia e dell’Amore (Unione delle Arti Greche ) (2015); Premio Tecnica Mista, Premio Internazionale Creazione Eminesciana (2016), Iaşi e Barlad; Premio per l’originalità al Concorso Internazionale Aurel Băeşu, Piatra Neamţ (2014); Premio di pittura Made in Romania, Palas Mall Iaşi (2016); Premio al Festival Internazionale ARTE per il mio lavoro The Clown, Theodor Pallady Gallery, Iaşi (2017): Attestato di Merito e Partecipazione, lV Prize Art Exhibition Collective Prize Exhibition, D’EM Galleria d’Arte, Venezia, Italia (2018); Medaglia d’oro per la rappresentazione del dipinto Il Clown nella collezione European Art Museum di Frederiksvaerk, Danimarca (2018); Premio della giuria per la mostra Empatia su entrambi i lati del Prut, Museo Mihail Kogălniceanu, Iaşi (2019) Premio per la composizione pittorica, Festival ARTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021). E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com Facebook: RTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021). E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com Facebook: RTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021). E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com Facebook:https://www.facebook.com/isachedaniela/ Sito: https://danielaisache.artweb.com/expressionism-my-love
Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!
Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.
SU PIAF 2022
Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista. A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
TEMA: GUERRA E PACE
Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.
TEMA: GUERRA E PACE DATA: 1-31 luglio 2022 MODALITÀ: virtuale Scadenza: 30 GIUGNO 2022
Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità! ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento! Fondazione del capitale degli scrittori
arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture
Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!
Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.
ABOUT PIAF 2022
The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.
Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.
Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.
THEME: WAR & PEACE
After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.
Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide. We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.
THEME: WAR & PEACE DATE: 1-31 July 2022 MODE: Virtual Deadline: JUNE 30, 2022
Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity! BE the Inspiration – BE the Change!
Team Writers Capital Presidente Preeth Nambiar Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini Coordinatrice Italia Elisa Mascia
Museo Gambarina: Canto Lirico, un capolavoro di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore “
Alessandria: Il 26 giugno alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico di Alessandria “C’era una volta ” vi aspetta un appuntamento del Canto Lirico, un capolavoro di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore ” in forma semiscenica e di saggio
L’Elisir d’amore è un melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. La storia ruota attorno alle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano di Donizetti), che – fingendosi un dottore – vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore…Tra le più celebri del repertorio operistico internazionale – sarà rappresentata in forma semiscenica (opera scenes) attraverso molti dei suoi momenti più salienti con Arie, Duetti, Recitativi e Concertati. Le voci nei rispettivi ruoli di Adina, Nemorino, il Dottor Dulcamara, Belcore e Giannetta saranno interpretati da protagonisti e nuove voci del panorama lirico, selezionate dal prestigioso progetto internazionale “Operitalia” di Bologna, la concertazione sarà del Maestro Raffaele Mascolo docente di ruolo al Conservatorio “G.Verdi” di Milano, che realizzerà e accompagnerà l’opera al pianoforte.
Le poesie di Alicia Antonia Muñoz Verri sono inondate di quell’altra passione, l’unica preziosa: quella che ci travolge. “Guainy”, come è meglio conosciuta, non può esprimere i suoi sentimenti in modo misurato e controllato; quel modo di presentarle è per chi decide di placare le emozioni, per chi non ricorda che sono loro a tenerci in vita. Le micropoesie esprimono, con gocce di delicatezza, lo stesso sentimento abbondante che, come un uragano infernale -che evoca Dante-, ci immerge nella passione più ardente.
-Tratta dalla presentazione del libro “Destino de poeta” Claudio Mamud Buenos Aires, 2021. Alicia Munoz Verri (Guainy)-
▪️Ambasciatrice Mondiale per la PACE IFLAC WORLD ▪️Ambasciatrice Culturale Internazionale CASA DEL POETA REGNO UNITO
Poesia “Il tuo nome”
Autore: Alicia Antonia Muñoz Verri.
Ti auguriamo ti invochiamo
Nel tuo nome agiamo noi chiediamo noi piangiamo
Il mondo sanguina per te
Bella come nessuno Così piccola così fragile allo stesso tempo forte sicura stoica amata
Ti portiamo dentro sei parte di noi
esseri disumani arroganti malvagi vogliono distruggerti Buttarti giù ferirti irrompere nella tua vecchia vita coperta di guerre e versi
Loro non possono farlo sei difesa protetta custodita da quelli Ti prendiamo noi nell’anima dove nidifica il tuo sforzo
pace proprietaria della nostra memoria Dove sei arrestata raccontando la tua storia.
Traduzione poetica dall’idioma spagnolo all’italiano di Elisa Mascia
Los poemas de Alicia Antonia Muñoz Verri están inundados de esa otra pasión, la única valiosa: la que nos desborda. “Guainy”, como es más conocida, no puede expresar sus sentimientos de manera medida, controlada; esa forma de presentarlos queda para quienes deciden aplacar las emociones, para los que no recuerdan que son ellas las que nos mantienen vivos. Los micropoemas expresan, con gotas de delicadeza, el mismo abundante sentimiento que, como un huracán infernal -evocando a Dante-, nos sume en la más ardiente pasión.
Claudio Mamud Buenos Aires, 2021. Alicia Muñoz Verri (Guainy)
▪️EMBAJADORA MUNDIAL POR LA PAZ IFLAC WORLD ▪️EMBAJADORA CULTURAL INTERNACIONAL CASA DEL POETA REINO UNIDO
Poema ” Tu nombre”
Autora: Alicia Antonia Muñoz Verri.
Te deseamos te invocamos
En tu nombre actuamos pedimos lloramos
El mundo se desangra por vos
Hermosa como ninguna tan pequeña tan frágil a su vez fuerte segura estoica amada
Te llevamos dentro sos parte de nosotros
Seres inhumanos arrogantes perversos desean destruirte derrumbarte herirte lrrumpiendo en tu vida añeja cubierta de guerras y versos
No pueden lograrlo eres defendida protegida custodiada por quienes te llevamos en el alma donde anida tu esfuerzo
Paz dueña de nuestra memoria donde quedas detenida contando tu historia.
Non importa di che partito è chi vince le elezioni, ma che sappia governare
di Pier Carlo Lava
Alessandria today: Comunque sia chiaro che come cittadino ed ex Manager in imprese private del settore food dove ho svolto funzioni di Sales manager e marketing non mi interessa il colore di chi Governa sia a livello Nazionale che locale, ma che si operi con efficienza nell’interesse generale… con idee progetti realizzabili, lungimiranza, visione del futuro, ecc. ecc.
Serve la capacità di intercettare tutte le varie possibilità di finanziamenti, da: Stato, Regione, Europa (aspetto quest’ultimo che purtroppo vede liItalia fanalino di coda a livello Europeo..).
E ovviamente serve inoltre la capacità di definire progetti che consentano di aggiudicarseli, ed infine effettuare i relativi lavori a regola d’arte!!!.
Eccolo il suono, emerso come una sveglia nel sonno. Vedo una grigia infamiliarità notturna là fuori, oltre i vetri. Non ricordo nemmeno chi sono e perché, le due note poco distanti – tono, semitono – di consistenza ferrosa, mi assimilano in un flusso senza identità.
Mi desto ancora un po’ e non posso crederci: è una melodia terrificante. Non comprendo la sua origine, è pacata attraverso il vetro, ma grida, bellissima. Riconosco due note che non combaciano, ma che strappano il vuoto. Sono bloccata, non muovo un muscolo: assorbo quelle grida meravigliose che sradicano la patina del vuoto.
D’un tratto ricordo chi sono e dove mi trovo, ma divengono informazioni del tutto insignificanti. Mi proietto su una traiettoria d’origine. Cosa può essere, un braccio meccanico? Un macchinario inconsapevole? Un treno merci che frena?
Non è un’illusione, ne sono certa, potrei registrarlo. Sono pronta ad afferrare il telefono ma le forze nel corpo mi mancano, come se il muscolo centrale dell’azione avesse deciso al posto mio di interpretare quell’esperienza solo nell’essere – inerme, immobile, sublimata dal suono – e mai più nell’avere.
Ho deciso di imprimerlo sul timpano della mia memoria, nessun surrogato digitale inutile, ma l’effetto dell’onda sul mio corpo ruvido e tangibile.
È un attrito elettromagnetico, un velo di fuoco bianco senza calore che rimescola i nostri respiri, ovunque, mentre viviamo assopiti. Ci amalgama alla superficie dello spazio, sulla densità del tempo, attraversa le nostre membra e non ci accorgiamo mai di vibrare anche noi, all’unisono. Ci affidiamo inconsapevolmente a quel suono – ormai parte stessa del fruscio dei pensieri – per potenziare la coscienza stessa di esistere.
Esisto perché ascolto il ronzio, senza conoscere la sua esistenza. (E sono due le note, come un respiro.)
Stanotte sono desta, non mi inganno, quella frequenza si è rivelata: chiara. D’un tratto mi vedo, ci vedo tutti quanti, scossi dall’invisibile microtremolio che sorregge la vita. Lentamente lo dipano dalla massa fitta che compone il silenzio. Sono un piccolo fuoco – incredulo – nel porto.
Potrei quasi rimanerci per sempre, adesso che l’aria si fa mite. L’alternarsi luce buio, esultanza terrore, quiete nostalgia, è una ruota levigata da una velocità incomprensibile, e non indugia, né si sofferma. Da sempre adagiati al centro, lasciamo che la coscienza centripeta si schieri a raggiera. Che si venga esposti all’euforia e poi oscurati dall’ombra, o si incontri la quiete tramontana e poi si svolti dritti verso la paura, non ci opponiamo io e il mio corpo. Perché ci rinnoviamo. È il connubio e sconfitta, al ciclo atavico dell’esistenza. Nulla al mondo potrebbe interrompere il suo moto perché la ruota stessa è moto.
Tale è il terreno, tale il bioma.
Pagherei il liquefarsi istantaneo della mia memoria, l’esplosione dei raggi centrifughi, e in quel mare il crogiolarsi dell’ombra fra borborigmi grigi.
Una sola melodia dentro qualche onda: il giorno non è giorno, la notte non è notte, il mattino non è mattino, il sole non è sole, il vento non è vento, il sonno non è sonno, il muro non è muro, la nascita non è nascita, la porta non è porta, l’acqua non è acqua, la cresta non è cresta, la morte non è morte, il tempo non è tempo, il nome non è nome, la fine non è fine
Vedo un corpo, dentro una casa, dentro un pianeta, dentro un limbo di materia. Ogni suo pensiero colpisce le pareti con un tonfo che nessuno può sentire, forse una piccola onda evade, solo una, si dipana nel cosmo e non muore, in nessun luogo. Non ne sono sicura ma credo che qualcuno, in fondo all’universo, per un nanosecondo sia riuscito a carpirla, come se l’avesse sentita infrangersi sulla pelle della sua schiena, aliena, e dentro una schiuma lieve di brividi possa aver raggiunto la sua nuca – scavalcando gli spigoli della colonna – per insinuarsi infine dentro il foro della vertebra principale, l’Atlante, che sorregge il capo e conduce al luogo dei pensieri altrui.
Le psicospirali dei dubbi, dei desideri, dei turbamenti per ciò che vorremmo ma non possiamo essere, forse se ne vanno, scappano oltre le pareti e talvolta si intrufolano dentro altri gusci per scuoterne i contenuti; per farli vibrare in quella frequenza muta che, fuoriuscendo dalla casa, può unirsi alla nube atmosferica dell’umana incertezza.
Un giorno, affacciandoci alla finestra per l’improvvisa oscurità del cielo, finalmente ne vedremo la consistenza, e forse avrà la forma di un enorme tessuto velino a incarto del mondo, nel suo dubbio, nella sua mania: noosfera soffice di inquietudine.
Il globo lunare, perfettamente intagliato, è un buco per spiare.
Ho aperto la finestra e due raggi di lampione sono entrati senza chiedere. Due pupille arancio scoppiettano ora sul muro: la casa è sveglia e il suo costato a travi, ben visibile sul soffitto, produce aliti in lentezza e scricchiolii. Mi osserva, proprio adesso mentre ballo a luci spente fra le dieci e le undici di sera, con viva attenzione sui movimenti non armonici che paiono tagliare l’aria al suo interno; in realtà non sa che non lo faccio per intrattenere, ma per liberarmi dei pensieri raggrumati durante il giorno, incastrati negli anfratti interni del corpo dove è impossibile pulire. Li getto a terra con forza, scuotendo braccia e gambe, contorcendo il busto. Loro sbattono sul suolo e si sfaldano come pugni di sabbia.
Ballare è necessario per interrompere l’acquedotto della mente e ricordarsi del corpo, nell’intorpidimento doloroso che forse sa esprimere senza dire nulla, senza parole.
Sono una bestia che parla di ritmo e curvilinearità del suono, di alti che distendono e di bassi che ripiegano, che si fa elastica nella dinamica di un intermezzo, esplode nella ripresa e si compone di nuovo, pezzo per pezzo, per ricominciare da capo. Non ci sono parole o figure visive ma estensioni e moto, che fanno amalgama fra aria buia, spazio e carne.
La casa mi asseconda nel suo petto, si riassembla adattandosi ai miei gesti. Nessuna estetica o volontà. Sopravvivenza piuttosto, il divenire ibrido e libero degli organismi soli.
L’ora non è semplicemente un segmento temporale definito da un certo numero di minuti, ma è anche ora di spazio, luogo etereo del nonsodove. Può accadere infatti di rimanere intrappolati dentro una camera di tempo che non esiste più: proprio come quel grumo di minuti racchiuso nelle ore due di notte che pare sia stato cancellato dal mondo per passare a quello successivo, le tre.
Eppure esiste, non so dove e quando, ma quell’ora scavalcata è una sfera nascosta fra le pareti di questa casa, come un’entità che fatica a credersi viva. È un guizzo querulo che pare agitarsi nel buio, accendere piccoli fuochi fatui attraverso gli schioppi delle dita invisibili, e con questi disegnare curve e confini del proprio corpo (ricercando quella forma che mai gli è appartenuta).
Immateriale, potrebbe scoprirsi, con gemiti d’insofferenza e sgomento quieto; un pezzo di spazio-tempo non ha corpo che nella mistura di vacuità, silenzio e immobilità del sentire.
Una lirica di evanescente bellezza e rarefatta eleganza dove le sinestesie e le metafore danzano al ritmo di versi di classica purezza. Non solo un vagheggiare nostalgico di bellezze d’antico sapore, ma un fresco richiamo ad una natura avvolta in fraganze di sogni dove la libertà è rinascere ogni giorno nella promessa di una primavera eterna fra i ” prati del domani”. La poesia offre un sorso di speranza e richiama atmosfere di rara naturalezza. [Maria Rosaria Teni]
Il mese di giugno è iniziato con la Festa della Repubblica ed è proseguito con il Referendum del 12, il cui esito era purtroppo abbastanza scontato: poca affluenza con il 20%, dato mai così basso, sintomo evidente di poco interesse.
Lo strumento referendario da diverso tempo risente di vari problemi che ne rendono vana l’applicazione e l’efficacia. La formulazione dei quesiti alquanto manichei, che non rendono di facile comprensione l’oggetto stesso del Referendum, allontana il cittadino dall’ottemperare al suo diritto di voto. Ad esempio, quanto sarebbe più facile se invece del papello scritto in burocratese si fosse scritto: volete che un condannato in via definitiva sia escluso automaticamente dalla elezione degli organi di Stato? Volete che chi è accusato di aver commesso un reato violento, di mafia o terroristico, chiunque sia di reiterare il reato, venga trattenuto nella custodia cautelare?
Forse sarebbe stato più facile.
Vorrei sottolineare che ci sono paesi come la Svizzera che hanno fatto dello strumento referendario una consuetudine legislativa, con una affluenza alle urne della stragrande maggioranza dei cittadini proprio grazie alla semplicità dei quesiti proposti e alla nettezza della attuazione dei risultati conseguiti, attuando una efficace cittadinanza attiva e democrazia partecipata.
Un’altra criticità da evidenziare è la pertinenza dell’argomento referendario. Ci sono stati in questo periodo programmi televisivi che hanno più volte affrontato e spiegato i quesiti proposti, ma francamente la voce di popolo che si sentiva in giro era una corale richiesta di cosa si dovesse votare. Sinceramente, tranne la custodia cautelare e l’incandidabilità, gli altri argomenti erano prettamente tecnici e di conseguenza anche noi cittadini siamo in difficoltà nel giudicare e nell’orientarci per esprimere un qualsivoglia parere.
Ad esempio, sulla possibilità di far entrare come membri giudicanti dell’operato di giudici e magistrati, anche docenti universitari, quindi personale esterno all’ordine, è un tema che da profana mi porterebbe a sire sì perché un parere esterno potrebbe essere super partes, ma anche no perché solo chi è interno all’ordine conosce l’effettiva portata dei problemi che ci sono. Mi sovviene, al tal proposito, il paragone con la professione docente: solo chi è in classe sa effettivamente quali siano i problemi e le attività che vengono messe in atto. A tal proposito, il comitato di Valutazione ha come membri dei docenti oltre al dirigente. Quindi come si può valutare una professionalità dall’esterno?
Altresì potrei esprimermi in ambo i modi riguardo alla separazione delle carriere: siperché in questo modo un giudice conoscerebbe anche le modalità operative dell’inquirente, arricchendo la sua esperienza e di conseguenza potrebbe essere più preparato, no perché nell’anomalia tutta italiana in cui i processi hanno una durata decennale, esiste la concreta possibilità di ritrovarsi come giudice assegnato un ex pubblico ministero che aveva coordinato le indagini.
Infine, in merito alle elezioni dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, è giusto avere dei membri di tutte le aree politiche, per una sorta di imparzialità? Ma tale imparzialità non è già contemplata nel dettato costituzionale che rende indipendenti i tre poteri esecutivo, legislativo e giudiziario? Pertanto, risulta necessario avere sfere di influenza in una espressione della democrazia che è già indipendente per legge.
Forse nel nostro beneamato Paese ci sono delle anomalie che effettivamente rendono altresì anomala l’applicazione della Costituzione e la legiferazione stessa. Ad esempio, a mio parere, i processi non devono durare dieci anni e tantomeno non occorre alcuna indicazione partitica per eleggere membri responsabili di uno degli organi più importanti del nostro Stato quale è il CSM, ma è più che sufficiente garantire che siano elette persone capaci, imparziali rispetto alla politica e di specchiata moralità, cosa che da noi viene tanto sottovalutata mentre negli altri Paesi ci si dimette per scandali anche di poco conto.
Probabilmente non siamo pronti o peggio abbiamo perso la capacità e l’interesse alla responsabilità di cittadinanza, in virtù anche del fatto che in passato si sono fatti Referendum, come quello sull’acqua pubblica, e poi sono stati disattesi gli esiti con manovre machiavelliche. Inoltre, va anche detto che comunque la classe politica degli ultimi anni non riscuote grande fiducia. Si è transitatiti dalla prima Repubblica alla seconda, trasmigrando le stesse criticità clientelari che si sono intarsiate perfettamente tra euro e globalizzazione, con il risultato di considerare la politica non uno strumento per la salvaguardia della cittadinanza ma l’incarnazione del nemico del cittadino, anche sull’onda di strumentalizzazioni che comunque dirigono l’opinione pubblica non sempre per l’interesse della Res Publica.
Forse l’esercizio della democrazia non è quello che gli italiani attribuiscono allo strumento referendario e soprattutto del diritto al voto. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che tale diritto è una conquista che si deve difendere ed è l’unico modo con cui si possono fare le rivoluzioni efficaci che non abbiano rigurgiti violenti ed effetti duraturi.
E … forse… rivoluzioni positive, apportatrici di cambiamenti che rendano il nostro Tempo migliore rispetto al passato, che deve ancora liberarsi da mire autoritaristiche ed egoismo dilagante, generatore di guerre e distruzione dei diritti umani, forse… questo mondo sarebbe diverso. Chi lo sa, magari migliore. Mariantonietta Valzano
La rivista di maggio si presenta,come sempre, ricca di contenuti e di approfondimenti. È scaricabile gratuitamente e si può leggere online al link sottostante:
Un ringraziamento agli autori che ancora una volta hanno inviato il loro prezioso contributo arricchendo la rivista di spunti e articoli di grande interesse. Buona lettura!
O sogno vero, più bello del mio giorno, come morbidamente io mi accomodavo dentro il cedevole incavo del tuo collo che morbidezza offrendosi trovava me pronta trasfondermi in quel sogno più vero di ogni mio più vero giorno!
Ma eravamo troppo perfettamente in due, non posso aver fatto tutto io da sola! E chiaro, sei tu che hai organizzato, tu che per farti sognare mi hai sognato.
Patrizia Cavalli, Datura, Einaudi 2013
Pure scoprendo che quello che vedevo, e lo vedevo in te amore amato in verità non c’è, non c’è mai stato, forse per questo è meno vero? No, continua ad essere vero, e non perché così mi era sembrato, non si tratta di soggettività. Nessuno infatti avrebbe in sé alcuna qualità se non fosse per quel sentire che spinge a concepire mischiandosi all’oggetto un pensiero commosso per cui la nostra mente intenerita fa che la morte venga differita, almeno per un po’, giocando a questo o a quello, prestando al giocatore opaco il suo fervore, anche inventato.
Note: da “Pigre divinità e pigra sorte” – Patrizia Cavalli
Essere testimoni di se stessi sempre in propria compagnia mai lasciati soli in leggerezza doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico mentale, è questa la grande prova l’espiazione, è questo il male.
Da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi (1974-1992)
Io scientificamente mi domando come è stato creato il mio cervello, cosa ci faccio io con questo sbaglio. Fingo di avere anima e pensieri per circolare meglio in mezzo agli altri, qualche volta mi sembra anche di amare facce e parole di persone, rare; esser toccata vorrei poter toccare, ma scopro sempre che ogni mia emozione dipende da un vicino temporale.
Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999
Ma per favore con leggerezza Raccontami ogni cosa Anche la tua tristezza