Non potrai non sentire il mio pensiero, di Alma Bigonzoni

Non potrai non sentire il mio pensiero, di Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Pensiero

Non potrai non sentire il mio pensiero. 

Le lettere corrono nella mia mente, è 

tutto in testa, mi piacerebbe scrivere ma 

non lo so fare.

Chiudo gli occhi e sento la mia anima 

tremare, sento emozioni che mi sono 

difficili da spiegare. 

C’è nebbia nella mia mente.

L’anima soffre e la passione agita il mio 

cuore.

Il mio pensiero coltiva le speranze

abbraccia i sogni, ha orecchie per sentire, 

ma non possiede occhi per vedere.

Continua imperterrito a volare, con tutto 

l’amore che ancora fa battere il cuore, per 

arrivare fino a te.

___@Ab___

Le mie poesie parlano di te, di Alma Bigonzoni

Le mie poesie parlano di te, di Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Le mie poesie

Le mie poesie parlano di te, 

tu che ritorni sempre, come il giorno 

torna dopo la notte e il sereno dopo la 

tempesta.

E parlano di te i versi che volteggiano tra 

le cime innevate, tra assoli di  desideri, 

che pullulano di timida voglia di amarti.

Anche i fiori sognano prati verdi intrisi di 

speranza e di infiniti giorni, di calde 

carezze, di raggi di sole. 

Quando il silenzio mi avvolge,

quando la nostalgia mi sorprende

e bussa forte alla porta del cuore

parlo di te e di me.

Quando vuoi accarezza pure l’anima mia, 

leggi nel mio cuore I versi scritti per te e

dammi  certezze, prendi la mia mano e 

corriamo.

Le mie poesie ti porteranno il profumo 

del mio amore.

__@Ab__

Santo e ingenuo fu l’amore, di Alma Bigonzoni

Santo e ingenuo fu l’amore, di Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Santo e ingenuo fu l’amore che mi vide 

amata, ricorrente fu il nostro primo bacio 

e meraviglioso fu il nostro amore.

Amerò il tuo sguardo che rammenterà 

sempre il mio destino con te, amerò ogni 

tuo singolo gesto che rappresentava il 

tuo amore,

amerò le nostre risate, i nostri litigi. 

Dimenticarti è difficile perché tu sei 

sempre nei pensieri, nel mio cuore. 

Queste immagini lontane che non posso 

più toccare sono vento nel mare, sono 

sabbia nelle ossa. 

Vorrei scalare le nuvole, per raggiungerti 

in Cielo e restare eternamente con te,

abbracciati nel tuo velo.

___@Alma ___

Apriti cuore, di Alma Bigonzoni

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Apriti cuore, di Alma Bigonzoni

Poesia e Serenità

Apriti cuore

Silenzioso è il mio cuore, ferito, 

sanguinante, ora impenetrabile. 

Sapeva accudire gli altrui bisogni, aveva 

voglia di sentirsi vivo, orgoglioso del 

sentimento che era capace di offrire.

Un cuore di cui potere andare fieri, uno di 

quei cuori felici di donarsi.

Si è esposto, ha rischiato e come sempre 

ha pagato, ha profonde cicatrici.

Ora si difende, non vuole più spaccarsi in 

mille pezzi. 

Tutti quanti l’ammiravano, era davvero 

perfetto, senza alcun minimo difetto.

Cuore mio, cosi affaticato e lacerato, tu 

che ancora credi nei sogni come me, 

apriti, parlami ancora. 

Ho bisogno di sentire il tuo infinito 

amore.

___@Ab___

Una Chiave per la felicità, di Rita Frasca Odorizzi

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Una Chiave per la felicità, di Rita Frasca Odorizzi

Una Chiave per la felicità.

Ho trovato, nascosta,

nell’ansa di un cuore arido,

una chiave.. La chiave,

per aprire il tuo animo,

mio amore stellato,

che brilli in solitudine

quando accorata ti cerco,

ma non mi vedi..

con i tuoi occhi assenti,

e trasparenti,

senza la visione dell’eternita’.. 

La notte è un travaglio di stelle,

e la luna disegna strani cerchi,

mentre sbatto

ai cancelli del cielo, 

che non si aprono..

La chiave, 

non apre nessuna Porta,

e questo cuore affranto,

non vola più ai confini

di questo paesaggio

che è il tuo spirito inquieto..

E senza pace, raccoglie sassi:

Sassi per costruire un tempio,

alla mia anima,

di dannata essenza scolpita..

Ritafrascaodorizzi

Nostalgia | Homesickness, di Jean-Paul Malfatti

Nostalgia | Homesickness, di Jean-Paul Malfatti

Nostalgia | Homesickness

È una nostalgia buona…

una nostalgia che fa bene

all’anima ed alla mente;

è una nostalgia strana…

che oltre a farmi tremare,

mi fa sorridere e piangere;

è una nostalgia diversa…

che mi pesa e mi solleva

dalla paura e dall’agonia.

Italia, Italia mia…

dimmi solo dove sei ora,

e vedrai che il buon figlio

alla sua casa se ne torna!

Jean-Paul Malfatti 

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tinyurl.com/poetanostalgico

Milo De Angelis, “ogni poesia riuscita è una fiammella che percorre l’oscurità”

Milo De Angelis, “ogni poesia riuscita è una fiammella che percorre l’oscurità”.

Written by CIPRIANO GENTILINO

Poesia che abita «in un luogo tremendo e solitario, dove nessuno/ resta intatto». Poesia come “strumento di indagine” che ricerca i fondamenti del …

Milo De Angelis, “ogni poesia riuscita è una fiammella che percorre l’oscurità”.

IL PRIMO PREMIO AL SUPER MACELLAIO, di Sergio Garbellini

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IL PRIMO PREMIO AL SUPER MACELLAIO, di Sergio Garbellini

La sua truce violenza non si merita alcuna clemenza (S. Garbellini)

IL PRIMO PREMIO AL SUPER MACELLAIO

.

Il Premio per i crimini di guerra

è stato conferito al Macellaio

da sempre dimostratosi fedele

al turpe ruolo del … guerrafondaio!

.

Il genocidio è il pane dei suoi denti,

la distruzione è gioia pel suo cuore

e massacrar le vittime innocenti

lo rendon vincolato al buonumore !

.

Trecentotrentatre bambini morti !

Ma lui ha sette figli ben nascosti,

lontani dai pericoli violenti,

nessuno ha mai scoperto i loro posti !

.

Trecentomila giovani rapiti,

di cui per anni non si saprà niente,

verranno incorporati nelle squadre

dei militari in modo permanente !

.

Eccidi consumati tutti i giorni

a danno dei civili riluttanti

ad accettare la cittadinanza

sovietica con mezzi ripugnanti !

.

Moltissimi di loro sono stati

uccisi con un colpo sulla nuca !

Son stati poi gettati nelle fosse

comuni nel perimetro di Bucha !

.

Il capitano della nazionale

di calcio russa per aver espresso

un semplice giudizio personale

verrà trascinato in un processo

.

per tradimento della Madre Russia,

perché non approvava l’invasione

e lo sterminio contro i confinanti

e condannato a ..la fucilazione !

.

Di fronte a questi luridi massacri,

chiunque abbia una coscienza umana

non può restare inerme e si ribella

per questa efferatezza disumana !

.

L’artefice di queste orrende stragi

verrà premiato in forma sontuosa

col titolo di Super Macellaio

per questa guerra vile e perniciosa !

.

Lui se ne sta all’interno del Cremlino

inviando direttive sanguinarie

al fine di distruggere il nemico

con delle soluzioni lapidarie !

.

E’ l’uomo più malvagio della Terra,

persino tanti russi oppositori,

tra questi tanti validi ragazzi,

contestano i suoi ordini pretori !

.

Parecchi sono stati imprigionati,

la loro colpa è d’avere espresso

la propria convinzione personale

ed or sono in attesa del processo !

.

La ferrea dittatura moscovita

costringe il proprio popolo a tacere,

nessuno può esprimere un giudizio

contrario ai desideri del potere !

.

La libertà del popolo è sovrana

in tutte le nazioni in cui la vita

è libera ed aperta ai cittadini,

non c’è la vessazione moscovita !

.

Il Macellaio seguita a ordinare

di bombardare per ventiquattrore

al giorno gli obiettivi preparati

e gode quando sparge del terrore !

.

La guerra finirà soltanto quando

il morbo che lo affligge avrà raggiunto

il punto estremo da bloccargli il cuore

e finalmente Lui … sarà defunto !

.

Quel giorno sarà festa in tutto il mondo

per troppa sofferenza pertinace

patita in questi mesi turbolenti,

perché la gente è amante della pace !

.

SERGIO GARBELLINI

.

RECTO-VERSO, di Cesare Bocci

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RECTO-VERSO, di Cesare Bocci

RECTO-VERSO

Che rifugio

le abitudini.

A nulla vale

che tu 

mi conceda 

illustri novità.

Accartocciando

le mie mani 

di palmo crepate

ai tuoi noti fianchi

gusto

il trasbordo condiviso

tra il moto dell’iniziale

vischiosità

e il turbine

delle contorte mosse

di briga

impercettibili.

Lasciarsi andare

nella vendemmia 

all’unisono

delle messi

per ritrovare

nelle apparenze

la sensualità

dell’allegoria.

cesare bocci

Racconti: L’UOMO COMUNE, di Gregorio Asero

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Racconti: L’UOMO COMUNE, di Gregorio Asero

Spesso mi domando se la società che abbiamo costruito in occidente, specialmente dopo il famoso “68 sia una società giusta, a misura d’uomo, oppure sia un mostro che ha le sembianze della mitologica medusa dalle sette teste.

Io penso, e credo lo pensino in molti, almeno quelli che mettono in discussione questo modello di società, che stia per iniziare, mi auguro pacifica, una nuova rivoluzione.  Il mio auspicio è che i giovani comincino a mettere in discussione tutto quello che c’è di distorto in questa società, perché credo che la vecchia generazione abbia sbagliato obiettivo. È veramente questo tipo di società consumistica piena di computer, di tecnologia, di beni di consumo su larga scala, di cose che servono a tutto e a niente, la felicità a cui anelavamo? Sono convinto di no, e dico che questa felicità è qualcosa di infelice.

Va da se che questo è il mio pensiero, che contrariamente a quanto qualche lettore possa pensare non vuole essere un giudizio, non voglio sembrare un distruttore, ma un lettore dei costumi del nostro tempo.

Io penso che in questo momento la nostra cultura, la nostra filosofia, la filosofia cosiddetta occidentale, e non mi riferisco solo al modello capitalista, ma anche a quello cosiddetto comunista, abbia mancato il suo obiettivo. Credo sia arrivato il momento di fare una seria riflessione e fare il punto della situazione.

Io dico che l’uomo comune, che in tutti questi anni ha vissuto di consumismo, che si è nutrito di televisione asservita al capital/comunismo più sfrenato, di giornali confezionati da giornalisti servi del potere, di settimanali che decantavano il vuoto più assoluto e di tutti sistemi di informazione in loro possesso, abbia ricevuto un ordine imperativo a consumare e ad acquistare e a vivere secondo determinati schemi prefabbricati nelle stanze del potere. Lo scopo di questa filosofia era precisissimo: se compri quello che ti propongo e quando lo dico io, vivrai in un mondo felice e salutare. Però in tutto questo criminale disegno improvvisamente è sorto uno strano imprevisto: tutto questo meraviglioso mondo fatto di fiabe e rosee aspettative, si è incrinato.

È bastato che i paesi del terzo mondo volessero anche loro vivere in un mondo fatato perché tutta la grande economia capital/comunista e mondiale entrasse in crisi. Per cui, l’uomo comune ha cominciato a vivere la sua insicurezza nei confronti del futuro.

L’uomo comune credeva di essere felice con le sue belle autostrade, le sue macchine, le code ai caselli per le agognate ferie. In realtà il mondo in cui l’uomo comune era costretto a vivere non è altro che un inferno.

Io dico che l’uomo che vive secondo questi schemi è infelice e la sua frustrazione si riflette nell’impotenza in cui è costretto a vivere. Ecco perché questa società abbandona le persone più deboli, quasi come se si vivesse una lotta selvaggia per la sopravvivenza.

L’uomo comune questo lo sa, o perlomeno lo percepisce, per cui ne limita le sue funzioni vitali e si rende conto di vivere in una società aliena che non è più in grado di difenderlo. Comprende di vivere in una società piramidale dove al vertice della piramide non riesce nemmeno ad immaginare chi vi sia, mentre è consapevole, lui sì, di essere alla base di questo mostruoso monolite dove lui e tutti i suoi simili sono costretti a sopportare il peso di questa immensa struttura.

Se io avessi il potere, anche solo per un momento, di governare questo paese penso che il primo dei miei impegni sarebbe quello di tentare di realizzare un sogno utopistico e per questo motivo irrealizzabile: l’uguaglianza effettiva fra tutti gli uomini.

Lo so che mai nessun uomo lo concretizzerà ma almeno lasciatemi la possibilità di sognare.

Emisfero sud, di Frida La Loka

Da fridalaloka.

Aromi a passato, strade vetuste
Riportano a vestiti nuovi
Lampioni di nuovo lustro illuminano
Calli ancestrali.


L’autunno da queste parti
inizia a punzzecchiare
Con quelll’arieta tipica di ventura stagione


Sole ingannevole, finge state, ma non l’ho è.
Sotto un vecchio algarrobo giaccio a pensare
Mentre brezza fredda strappa l’ultimo gelsomino in fior.

Tua.

1 aprile, 2022.

Fridalaloka.com

Al Festival PIAF 2022 artisti dal mondo

Critica estemporanea del crìtico internazionale prof. Alfredo Pasolino, grande estimatore dell’artista  Daniela Isache –
                                  **
“Bellissimi lavori, con gammme tonali fauves.
Antropologie ritrattiste caricaturali iperesperessioniste con morfologie visuali dell’io-intersoggettivo,definibile  come dialoghi delle apparenze tra stati d’animo tumultuosi dell’inquietudine.
Un’ introspettiva in analisi post impressionista,   rivelata dai forti contorni, di cui l’io  …  l’altro!
I colori sono perfettamente accordati con le psicologie e le sensazioni tradott  col linguaggio dei colori nei loro mutanti

e stati d’animo decantati in distorsioni del tratto figurale femminile, quale valenza espressiva del rivelarci una forte connotazione della donna dal carattere forte!,  riflesso specularmente in ogni sua composizione antropomorfa!

DANIELA ISACHE
Breve Biografia
Pittrice espressionista rumena; Laureata alla Facoltà di Filologia dell’Università “Al.I.Cuza” di Iaşi (Romania) nel 1981; Lezioni private di pittura con il pittore rumeno Ion Neagoe (1985-1991); Membro dell’Unione degli artisti visivi della Romania dal 2000; Presente nell’album “Un secol de arte frumoase la Iaşi” (“Un secolo di belle arti a Iaşi”, Casa editrice Art XXI, 2004); Presente nel Dizionario d’arte “Dicţionarul ilustrat al artelor frumoase din Moldova, 1800 – 2010” (“Dizionario illustrato di belle arti in Moldavia”, Casa editrice Art XXI, 2011); Il dipinto “Mysterious Old Man” è mostrato nel film Erik Zamani/ Time of the Plums, diretto da Sezen Kayhan (Turchia), uscito nel 2011; Molte mostre private e collettive in gallerie da Iaşi (1987-2022), Bucarest (1987-2014), Mangalia, Bacău (2014), Târgovişte, Târgu Jiu, Sibiu (2015) (Romania), Kishinev (Repubblica di Moldova) (1999) ), Ruse (Bulgaria) (2013), Bologna (Italia) (2014), Parigi (2017), Roma (2018), Bratislava (2021)
Premi: Attestato di partecipazione alla Cintura della Pace, dell’Amicizia e dell’Amore (Unione delle Arti Greche ) (2015); Premio Tecnica Mista, Premio Internazionale Creazione Eminesciana (2016), Iaşi e Barlad; Premio per l’originalità al Concorso Internazionale Aurel Băeşu, Piatra Neamţ (2014); Premio di pittura Made in Romania, Palas Mall Iaşi (2016); Premio al Festival Internazionale ARTE per il mio lavoro The Clown, Theodor Pallady Gallery, Iaşi (2017): Attestato di Merito e Partecipazione, lV Prize Art Exhibition Collective Prize Exhibition, D’EM Galleria d’Arte, Venezia, Italia (2018); Medaglia d’oro per la rappresentazione del dipinto Il Clown nella collezione European Art Museum di Frederiksvaerk, Danimarca (2018); Premio della giuria per la mostra Empatia su entrambi i lati del Prut, Museo Mihail Kogălniceanu, Iaşi (2019) Premio per la composizione pittorica, Festival ARTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021).
E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com
Facebook: RTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021). E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com Facebook: RTE, Galleria Dan Hatmanu (2020); Premio per le arti visive: Premio per gli organizzatori alla mostra internazionale The Path of Suffering, Galleria Dan Hatmanu, Iași, (2021). E-mail: isachedaniela_is@yahoo.com Facebook:https://www.facebook.com/isachedaniela/
Sito: https://danielaisache.artweb.com/expressionism-my-love

Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!

Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.

SU PIAF 2022

Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

TEMA: GUERRA E PACE

Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.

TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022

REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori

http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com

arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture

Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!

Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.

ABOUT PIAF 2022

The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.

Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.

Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.

THEME: WAR & PEACE

After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.

Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.

THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022

REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!

Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

Museo Gambarina: Canto Lirico, un capolavoro di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore “

Museo Gambarina: Canto Lirico, un capolavoro di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore “

Alessandria: Il 26 giugno alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico di Alessandria “C’era una volta ” vi aspetta un appuntamento del Canto Lirico, un capolavoro di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore ” in forma semiscenica e di saggio

L’Elisir d’amore è un melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. La storia ruota attorno alle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano di Donizetti), che – fingendosi un dottore – vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore…Tra le più celebri del repertorio operistico internazionale – sarà rappresentata in forma semiscenica (opera scenes) attraverso molti dei suoi momenti più salienti con Arie, Duetti, Recitativi e Concertati. Le voci nei rispettivi ruoli di Adina, Nemorino, il Dottor Dulcamara, Belcore e Giannetta saranno interpretati da protagonisti e nuove voci del panorama lirico, selezionate dal prestigioso progetto internazionale “Operitalia” di Bologna,  la concertazione sarà del Maestro Raffaele Mascolo docente di ruolo al Conservatorio “G.Verdi” di Milano,  che realizzerà e accompagnerà l’opera al pianoforte.

Vi aspettiamo numerosi.”

Attimi di poesia: Momenti, di Katya Marotta 

Momenti, di Katya Marotta

I riflessi dell’anima

Momenti

Ed è in questi momenti che ritrovo me stessa

E la vita mia diventa un canto

La voce del mare è quella mia

Si fondono tra sussurri di ri sacca

Il sale mi ricorda che la vita

Non è soltanto nel bello e in armonia

Ci son note stonate , ferite che ti fanno tentennare

Ma un attimo di gioia ti ripaga

Di pianti, delusioni e lacrime amare

Di fronte a me io guardo l’infinito

Lo stesso che ha ispirato il sommo vate

Lo so, in confronto a lui son poca cosa. Ma i sentimenti miei

Profumano di seta e petali di rosa

Innanzi a me la forza del creato

Di tutte le persone che ho amato

che hanno reso bello il mio sentire

Da bimba delicata e un po’ curiosa

A donna che non smette di sognare

Davanti a me ho ancora tanti sogni

E un bimbo da tenere un po’ per mano

Davanti a me un mondo assai bizzarro

Che a volte non comprendo eppure amo

È proprio in quei momenti di abbandono

Ringrazio Dio per questo grande dono

Katya Marotta

Una poesia per la Pace nostro futuro

Le poesie di Alicia Antonia Muñoz Verri sono inondate di quell’altra passione, l’unica preziosa: quella che ci travolge. “Guainy”, come è meglio conosciuta, non può esprimere i suoi sentimenti in modo misurato e controllato; quel modo di presentarle è per chi decide di placare le emozioni, per chi non ricorda che sono loro a tenerci in vita.
Le micropoesie esprimono, con gocce di delicatezza, lo stesso sentimento abbondante che, come un uragano infernale -che evoca Dante-, ci immerge nella passione più ardente.

-Tratta dalla presentazione del libro  “Destino de poeta”
Claudio Mamud Buenos Aires, 2021.
Alicia Munoz Verri (Guainy)-

▪️Ambasciatrice Mondiale  per la PACE IFLAC WORLD
▪️Ambasciatrice Culturale Internazionale CASA DEL POETA REGNO UNITO

Poesia “Il tuo nome”

Autore: Alicia Antonia Muñoz Verri.

Ti auguriamo
ti invochiamo

Nel tuo nome
agiamo
noi chiediamo
noi piangiamo

Il mondo
sanguina
per te

Bella come
nessuno
Così piccola
così fragile
allo stesso tempo
forte
sicura
stoica
amata

Ti portiamo
dentro
sei parte
di noi

esseri disumani
arroganti
malvagi
vogliono distruggerti
Buttarti giù
ferirti
irrompere nella tua
vecchia vita
coperta di
guerre e versi

Loro non possono
farlo
sei difesa
protetta
custodita
da quelli
Ti prendiamo noi
nell’anima
dove nidifica
il tuo sforzo

pace  proprietaria
della nostra
memoria
Dove sei
arrestata
raccontando la tua
storia.

Traduzione poetica dall’idioma spagnolo all’italiano di Elisa Mascia

Los poemas de Alicia Antonia Muñoz Verri están inundados de esa otra pasión, la única valiosa: la que nos desborda. “Guainy”, como es más conocida, no puede expresar sus sentimientos de manera medida, controlada; esa forma de presentarlos queda para quienes deciden aplacar las emociones, para los que no recuerdan que son ellas las que nos mantienen vivos.
Los micropoemas expresan, con gotas de delicadeza, el mismo abundante sentimiento que, como un huracán infernal -evocando a Dante-, nos sume en la más ardiente pasión.

Claudio Mamud Buenos Aires, 2021.
Alicia Muñoz Verri (Guainy)

▪️EMBAJADORA MUNDIAL POR LA PAZ IFLAC WORLD
▪️EMBAJADORA CULTURAL INTERNACIONAL CASA DEL POETA REINO UNIDO

Poema ”  Tu nombre”

Autora: Alicia Antonia Muñoz Verri.

Te deseamos
te invocamos

En tu nombre
actuamos
pedimos
lloramos

El mundo
se desangra
por vos

Hermosa como
ninguna
tan pequeña
tan frágil
a su vez
fuerte
segura
estoica
amada

Te llevamos
dentro
sos parte de
nosotros

Seres inhumanos
arrogantes
perversos
desean destruirte
derrumbarte
herirte
lrrumpiendo en tu
vida añeja
cubierta de
guerras y versos

No pueden
lograrlo
eres defendida
protegida
custodiada
por quienes
te llevamos
en el alma
donde anida
tu esfuerzo

Paz dueña
de nuestra
memoria
donde quedas
detenida
contando tu
historia.

Alicia Antonia Muñoz Verri

aliciaantonia49@gmail.com
https://instagram.com/guainy?igshid=YmMyMTA2M2Y=
https://www.amazon.com/-/es/Alicia-Mu%C3%B1oz-Verri-ebook/dp/B09LRCB1T7

Abonante o Cuttica?. Non importa di che partito è chi vince le elezioni, ma che sappia governare

Non importa di che partito è chi vince le elezioni, ma che sappia governare

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Comunque sia chiaro che come cittadino ed ex Manager in imprese private del settore food dove ho svolto funzioni di Sales manager e marketing non mi interessa il colore di chi Governa sia a livello Nazionale che locale, ma che si operi con efficienza nell’interesse generale… con idee progetti realizzabili, lungimiranza, visione del futuro, ecc. ecc. 

Serve la capacità di intercettare tutte le varie possibilità di finanziamenti, da: Stato, Regione, Europa (aspetto quest’ultimo che purtroppo vede liItalia fanalino di coda a livello Europeo..). 

E ovviamente serve inoltre la capacità di definire progetti che consentano di aggiudicarseli, ed infine effettuare i relativi lavori a regola d’arte!!!.

SCOPRIRE IL SUONO, di Rebecca Lena

SCOPRIRE IL SUONO

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Eccolo il suono, emerso come una sveglia nel sonno. Vedo una grigia infamiliarità notturna là fuori, oltre i vetri. Non ricordo nemmeno chi sono e perché, le due note poco distanti – tono, semitono – di consistenza ferrosa, mi assimilano in un flusso senza identità.

Mi desto ancora un po’ e non posso crederci: è una melodia terrificante. Non comprendo la sua origine, è pacata attraverso il vetro, ma grida, bellissima. Riconosco due note che non combaciano, ma che strappano il vuoto. Sono bloccata, non muovo un muscolo: assorbo quelle grida meravigliose che sradicano la patina del vuoto. 

D’un tratto ricordo chi sono e dove mi trovo, ma divengono informazioni del tutto insignificanti. Mi proietto su una traiettoria d’origine. Cosa può essere, un braccio meccanico? Un macchinario inconsapevole? Un treno merci che frena? 

Non è un’illusione, ne sono certa, potrei registrarlo. Sono pronta ad afferrare il telefono ma le forze nel corpo mi mancano, come se il muscolo centrale dell’azione avesse deciso al posto mio di interpretare quell’esperienza solo nell’essere – inerme, immobile, sublimata dal suono – e mai più nell’avere.

Ho deciso di imprimerlo sul timpano della mia memoria, nessun surrogato digitale inutile, ma l’effetto dell’onda sul mio corpo ruvido e tangibile. 

È un attrito elettromagnetico, un velo di fuoco bianco senza calore che rimescola i nostri respiri, ovunque, mentre viviamo assopiti. Ci amalgama alla superficie dello spazio, sulla densità del tempo, attraversa le nostre membra e non ci accorgiamo mai di vibrare anche noi, all’unisono. Ci affidiamo inconsapevolmente a quel suono – ormai parte stessa del fruscio dei pensieri – per potenziare la coscienza stessa di esistere. 

Esisto perché ascolto il ronzio, senza conoscere la sua esistenza. (E sono due le note, come un respiro.)

Stanotte sono desta, non mi inganno, quella frequenza si è rivelata: chiara. D’un tratto mi vedo, ci vedo tutti quanti, scossi dall’invisibile microtremolio che sorregge la vita. Lentamente lo dipano dalla massa fitta che compone il silenzio. Sono un piccolo fuoco – incredulo – nel porto.


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NUOVI GRUMI DI SENSO GERMOGLIANO NEGLI SPAZI BIANCHI, di Rebecca Lena

NUOVI GRUMI DI SENSO GERMOGLIANO NEGLI SPAZI BIANCHI

 · di Rebecca Lena · in quarantena. ·

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Potrei quasi rimanerci per sempre, adesso che l’aria si fa mite. L’alternarsi luce buio, esultanza terrore, quiete nostalgia, è una ruota levigata da una velocità incomprensibile, e non indugia, né si sofferma. Da sempre adagiati al centro, lasciamo che la coscienza centripeta si schieri a raggiera. Che si venga esposti all’euforia e poi oscurati dall’ombra, o si incontri la quiete tramontana e poi si svolti dritti verso la paura, non ci opponiamo io e il mio corpo. Perché ci rinnoviamo. È il connubio e sconfitta, al ciclo atavico dell’esistenza. Nulla al mondo potrebbe interrompere il suo moto perché la ruota stessa è moto.

Tale è il terreno, tale il bioma. 

Pagherei il liquefarsi istantaneo della mia memoria, l’esplosione dei raggi centrifughi, e in quel mare il crogiolarsi dell’ombra fra borborigmi grigi. 

Una sola melodia dentro qualche onda: il giorno non è giorno, la notte non è notte, il mattino non è mattino, il sole non è sole, il vento non è vento, il sonno non è sonno, il muro non è muro, la nascita non è nascita, la porta non è porta, l’acqua non è acqua, la cresta non è cresta, la morte non è morte, il tempo non è tempo, il nome non è nome, la fine non è fine


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L’INVOLUCRO DI COSCIENZA FUORIUSCITA, di Rebecca Lena

L’INVOLUCRO DI COSCIENZA FUORIUSCITA

 · di Rebecca Lena · in quarantena. ·

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Vedo un corpo, dentro una casa, dentro un pianeta, dentro un limbo di materia. Ogni suo pensiero colpisce le pareti con un tonfo che nessuno può sentire, forse una piccola onda evade, solo una, si dipana nel cosmo e non muore, in nessun luogo. Non ne sono sicura ma credo che qualcuno, in fondo all’universo, per un nanosecondo sia riuscito a carpirla, come se l’avesse sentita infrangersi sulla pelle della sua schiena, aliena, e dentro una schiuma lieve di brividi possa aver raggiunto la sua nuca – scavalcando gli spigoli della colonna – per insinuarsi infine dentro il foro della vertebra principale, l’Atlante, che sorregge il capo e conduce al luogo dei pensieri altrui. 

Le psicospirali dei dubbi, dei desideri, dei turbamenti per ciò che vorremmo ma non possiamo essere, forse se ne vanno, scappano oltre le pareti e talvolta si intrufolano dentro altri gusci per scuoterne i contenuti; per farli vibrare in quella frequenza muta che, fuoriuscendo dalla casa, può unirsi alla nube atmosferica dell’umana incertezza.

Un giorno, affacciandoci alla finestra per l’improvvisa oscurità del cielo, finalmente ne vedremo la consistenza, e forse avrà la forma di un enorme tessuto velino a incarto del mondo, nel suo dubbio, nella sua mania: noosfera soffice di inquietudine.

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ANATOMIA DEL RISVEGLIO, di Rebecca Lena

ANATOMIA DEL RISVEGLIO

 · di Rebecca Lena · in quarantena. ·

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Il globo lunare, perfettamente intagliato, è un buco per spiare.

Ho aperto la finestra e due raggi di lampione sono entrati senza chiedere. Due pupille arancio scoppiettano ora sul muro: la casa è sveglia e il suo costato a travi, ben visibile sul soffitto, produce aliti in lentezza e scricchiolii. Mi osserva, proprio adesso mentre ballo a luci spente fra le dieci e le undici di sera, con viva attenzione sui movimenti non armonici che paiono tagliare l’aria al suo interno; in realtà non sa che non lo faccio per intrattenere, ma per liberarmi dei pensieri raggrumati durante il giorno, incastrati negli anfratti interni del corpo dove è impossibile pulire. Li getto a terra con forza, scuotendo braccia e gambe, contorcendo il busto. Loro sbattono sul suolo e si sfaldano come pugni di sabbia. 

Ballare è necessario per interrompere l’acquedotto della mente e ricordarsi del corpo, nell’intorpidimento doloroso che forse sa esprimere senza dire nulla, senza parole. 

Sono una bestia che parla di ritmo e curvilinearità del suono, di alti che distendono e di bassi che ripiegano, che si fa elastica nella dinamica di un intermezzo, esplode nella ripresa e si compone di nuovo, pezzo per pezzo, per ricominciare da capo. Non ci sono parole o figure visive ma estensioni e moto, che fanno amalgama fra aria buia, spazio e carne. 

La casa mi asseconda nel suo petto, si riassembla adattandosi ai miei gesti. Nessuna estetica o volontà. Sopravvivenza piuttosto, il divenire ibrido e libero degli organismi soli.

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L’ORA CANCELLATA, di Rebecca Lena

L’ORA CANCELLATA

 · di Rebecca Lena · in quarantena. ·

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L’ora non è semplicemente un segmento temporale definito da un certo numero di minuti, ma è anche ora di spazio, luogo etereo del nonsodove. Può accadere infatti di rimanere intrappolati dentro una camera di tempo che non esiste più: proprio come quel grumo di minuti racchiuso nelle ore due di notte che pare sia stato cancellato dal mondo per passare a quello successivo, le tre.

Eppure esiste, non so dove e quando, ma quell’ora scavalcata è una sfera nascosta fra le pareti di questa casa, come un’entità che fatica a credersi viva. È un guizzo querulo che pare agitarsi nel buio, accendere piccoli fuochi fatui attraverso gli schioppi delle dita invisibili, e con questi disegnare curve e confini del proprio corpo (ricercando quella forma che mai gli è appartenuta).

Immateriale, potrebbe scoprirsi, con gemiti d’insofferenza e sgomento quieto; un pezzo di spazio-tempo non ha corpo che nella mistura di vacuità, silenzio e immobilità del sentire.

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“Verde libertà” di Antonio Teni

“Verde libertà” di Antonio Teni

Pubblicato il 18 giugno 2022 da culturaoltre14

Una lirica di evanescente bellezza e rarefatta eleganza dove le sinestesie e le metafore danzano al ritmo di versi di classica purezza. Non solo un vagheggiare nostalgico di bellezze d’antico sapore, ma un fresco richiamo ad una natura avvolta in fraganze di sogni dove la libertà è rinascere ogni giorno nella promessa di una primavera eterna fra i ” prati del domani”. La poesia offre un sorso di speranza e richiama atmosfere di rara naturalezza. [Maria Rosaria Teni]

Il tepore di una sera di fiori di campo

chiedo al giorno,

per saziare la mia fame d’invitto

mendìco di bellezza.

Garrulo di stellato silenzio,

presso il rivo canoro d’un usignolo,

attendo un obolo di luce

per stillare profumo

dal fiore del vento.

Oh bagnarmi in quell’acqua

di stelle lontanissime,

che d’azzurre promesse rilucono

nel cupo zaffiro!

Cantami ancora, o Cielo,

la melodia del mio piede leggero

sul fresco muschio.

Fervido di fragranze

lisce come la pelle

di una ninfa addormentata

in un sogno di ninfee!

Dileguare e perdersi

nel vuoto che ricolma

l’anfora della notte!

Si liberi il vento sulle colline!

Che a perdifiato corra

sui prati del domani!

Libertà

d’essere oltre il recinto

è verdeggiare a ogni

alba!
Antonio Teni

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Il punto di vista – “Giugno il mese della Repubblica” – di Mariantonietta Valzano

Il punto di vista – “Giugno il mese della Repubblica” – di Mariantonietta Valzano

Pubblicato il 13 giugno 2022 da culturaoltre14

lente ingrandimento

“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

Il mese di giugno è iniziato con la Festa della Repubblica ed è proseguito con il Referendum del 12, il cui esito era purtroppo abbastanza scontato: poca affluenza con il 20%, dato mai così basso, sintomo evidente di poco interesse.

Lo strumento referendario da diverso tempo risente di vari problemi che ne rendono vana l’applicazione e l’efficacia. La formulazione dei quesiti alquanto manichei, che non rendono di facile comprensione l’oggetto stesso del Referendum, allontana il cittadino dall’ottemperare al suo diritto di voto. Ad esempio, quanto sarebbe più facile se invece del papello scritto in burocratese si fosse scritto: volete che un condannato in via definitiva sia escluso automaticamente dalla elezione degli organi di Stato? Volete che chi è accusato di aver commesso un reato violento, di mafia o terroristico, chiunque sia di reiterare il reato, venga trattenuto nella custodia cautelare?

Forse sarebbe stato più facile.

Vorrei sottolineare che ci sono paesi come la Svizzera che hanno fatto dello strumento referendario una consuetudine legislativa, con una affluenza alle urne della stragrande maggioranza dei cittadini proprio grazie alla semplicità dei quesiti proposti e alla nettezza della attuazione dei risultati conseguiti, attuando una efficace cittadinanza attiva e democrazia partecipata.

Un’altra criticità da evidenziare è la pertinenza dell’argomento referendario. Ci sono stati in questo periodo programmi televisivi che hanno più volte affrontato e spiegato i quesiti proposti, ma francamente la voce di popolo che si sentiva in giro era una corale richiesta di cosa si dovesse votare. Sinceramente, tranne la custodia cautelare e l’incandidabilità, gli altri argomenti erano prettamente tecnici e di conseguenza anche noi cittadini siamo in difficoltà nel giudicare e nell’orientarci per esprimere un qualsivoglia parere.

Ad esempio, sulla possibilità di far entrare come membri giudicanti dell’operato di giudici e magistrati, anche docenti universitari, quindi personale esterno all’ordine, è un tema che da profana mi porterebbe a sire  perché un parere esterno potrebbe essere super partes, ma anche no perché solo chi è interno all’ordine conosce l’effettiva portata dei problemi che ci sono. Mi sovviene, al tal proposito, il paragone con la professione docente: solo chi è in classe sa effettivamente quali siano i problemi e le attività che vengono messe in atto. A tal proposito, il comitato di Valutazione ha come membri dei docenti oltre al dirigente. Quindi come si può valutare una professionalità dall’esterno?

Altresì potrei esprimermi in ambo i modi riguardo alla separazione delle carriere: siperché in questo modo un giudice conoscerebbe anche le modalità operative dell’inquirente, arricchendo la sua esperienza e di conseguenza potrebbe essere più preparato, no perché nell’anomalia tutta italiana in cui i processi hanno una durata decennale, esiste la concreta possibilità di ritrovarsi come giudice assegnato un ex pubblico ministero che aveva coordinato le indagini.

Infine, in merito alle elezioni dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, è giusto avere dei membri di tutte le aree politiche, per una sorta di imparzialità?  Ma tale imparzialità non è già contemplata nel dettato costituzionale che rende indipendenti i tre poteri esecutivo, legislativo e giudiziario? Pertanto, risulta necessario avere sfere di influenza in una espressione della democrazia che è già indipendente per legge.

Forse nel nostro beneamato Paese ci sono delle anomalie che effettivamente rendono altresì anomala l’applicazione della Costituzione e la legiferazione stessa. Ad esempio, a mio parere, i processi non devono durare dieci anni e tantomeno non occorre alcuna indicazione partitica per eleggere membri responsabili di uno degli organi più importanti del nostro Stato quale è il CSM, ma è più che sufficiente garantire che siano elette persone capaci, imparziali rispetto alla politica e di specchiata moralità, cosa che da noi viene tanto sottovalutata mentre negli altri Paesi ci si dimette per scandali anche di poco conto.

Probabilmente non siamo pronti o peggio abbiamo perso la capacità e l’interesse alla responsabilità di cittadinanza, in virtù anche del fatto che in passato si sono fatti Referendum, come quello sull’acqua pubblica, e poi sono stati disattesi gli esiti con manovre machiavelliche. Inoltre, va anche detto che comunque la classe politica degli ultimi anni non riscuote grande fiducia. Si è transitatiti dalla prima Repubblica alla seconda, trasmigrando le stesse criticità clientelari che si sono intarsiate perfettamente tra euro e globalizzazione, con il risultato di considerare la politica non uno strumento per la salvaguardia della cittadinanza ma l’incarnazione del nemico del cittadino, anche sull’onda di strumentalizzazioni che comunque dirigono l’opinione pubblica non sempre per l’interesse della Res Publica.

Forse l’esercizio della democrazia non è quello che gli italiani attribuiscono allo strumento referendario e soprattutto del diritto al voto. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che tale diritto è una conquista che si deve difendere ed è l’unico modo con cui si possono fare le rivoluzioni efficaci che non abbiano rigurgiti violenti ed effetti duraturi.

E … forse… rivoluzioni positive, apportatrici di cambiamenti che rendano il nostro Tempo migliore rispetto al passato, che deve ancora liberarsi da mire autoritaristiche ed egoismo dilagante, generatore di guerre e distruzione dei diritti umani, forse… questo mondo sarebbe diverso. Chi lo sa, magari migliore.
Mariantonietta Valzano

Rivista Cultura Oltre – maggio 2022–numero 5  

Rivista Cultura Oltre – maggio 2022–numero 5  

Pubblicato il 21 giugno 2022 da culturaoltre14

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5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2022 5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2022-qr

La rivista di maggio si presenta,come sempre, ricca di contenuti e di approfondimenti. È scaricabile gratuitamente e si può leggere online al link sottostante:

Rivista Cultura Oltre – maggio 2022 – 5° numero

Un ringraziamento agli autori che ancora una volta hanno inviato il loro prezioso contributo arricchendo la rivista di spunti e articoli di grande interesse. Buona lettura!

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https://culturaoltre14.wordpress.com

5 poesie per ricordarla: omaggio a Patrizia Cavalli

O sogno vero, più bello del mio giorno,
come morbidamente io mi accomodavo
dentro il cedevole incavo del tuo collo
che morbidezza offrendosi trovava
me pronta trasfondermi in quel sogno
più vero di ogni mio più vero giorno! 

Ma eravamo troppo perfettamente
in due, non posso aver fatto tutto io
da sola! E chiaro, sei tu che hai organizzato,
tu che per farti sognare mi hai sognato.

Patrizia Cavalli, Datura, Einaudi 2013

Pure scoprendo che quello che vedevo,
e lo vedevo in te amore amato
in verità non c’è, non c’è mai stato,
forse per questo è meno vero? No,
continua ad essere vero, e non perché
così mi era sembrato, non si tratta
di soggettività. Nessuno infatti
avrebbe in sé alcuna qualità
se non fosse per quel sentire che spinge
a concepire mischiandosi all’oggetto
un pensiero commosso per cui la nostra mente
intenerita fa che la morte venga differita,
almeno per un po’, giocando a questo
o a quello, prestando al giocatore
opaco il suo fervore, anche inventato.

Note: da “Pigre divinità e pigra sorte” – Patrizia Cavalli

Essere testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico
mentale, è questa la grande prova
l’espiazione, è questo il male.

Da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi (1974-1992) 

Io scientificamente mi domando
come è stato creato il mio cervello,
cosa ci faccio io con questo sbaglio.
Fingo di avere anima e pensieri
per circolare meglio in mezzo agli altri,
qualche volta mi sembra anche di amare
facce e parole di persone, rare;
esser toccata vorrei poter toccare,
ma scopro sempre che ogni mia emozione
dipende da un vicino temporale.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999

Ma per favore con leggerezza
Raccontami ogni cosa
Anche la tua tristezza

Da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi (1974-1992)

Attimi di poesia: POETAR, di Cesare Bocci

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Attimi di poesia: POETAR, Cesare Bocci

POETAR

Difficile mi è

comporre poesie nude

prive di riccioli 

o incavi

che riescano comunque 

a essere omaggio 

alle ragioni intime 

dell’esistenza

occhio di bue

sui destini

a cui siamo iscritti 

d’ufficio.

Le privazioni 

di ornato

creano 

versi senza bordure

ma potenti 

come bordate 

essi stessi.

Lirica essenziale

retorica sconosciuta

non impediscono 

di raggiungere

orgasmi

all’intelletto

battiti accelerati 

al cuore predisposto

lacrime velanti 

gli occhi 

curiosi d’espressione.

cesare bocci

Attimi di poesia: Il giuoco del mondo, di Maria Rosa Cugudda

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Attimi di poesia, Il giuoco del mondo, Maria Rosa Cugudda

Il giuoco del mondo

Lasciati amorevolmente 

emozionare, 

ogni semplice atto

non razionalizzare,

gli interrogativi escludi

e tue fai le esclamazioni.

Solo in tal contesto

fiero entrerai 

a far parte

dell’universale Amore!

Maria Rosa Cugudda

Diritti riservati

Dalla Raccolta “Il sogno”