E…stateingioco Teen Edition: per un’estate… da grandi!

E…stateingioco Teen Edition: per un’estate… da grandi!

Alessandria: Con la fine delle scuole e l’estate conclamata partono Centri Estivi e iniziative correlate, per i bambini e per i ragazzi del territorio. 

Grazie al Progetto “Explora – Spazi e tempi per crescere” il Comune di Alessandria, Assessorato alle Politiche Giovanili, propone per i ragazzi da 11 a 14 anni un’iniziativa tutta nuova, che li vedrà protagonisti per 6 settimane, dal 21 giugno al 28 luglio 2022. 

Nella bellissima cornice dei Giardini Pittaluga, e con la “base sicura” del Centro Giovani al suo interno, per ogni evenienza meteo, verranno proposti 2 cicli di incontri/laboratorio, uno a tema teatrale e l’altro a tema sportivo: due occasioni e opportunità per i ragazzi delle scuole medie, ormai grandi per i “soliti” centri estivi, che sanno gestire autonomamente le proprie giornate ma che aderendo all’iniziativa possono anche ritrovare il piacere del fare gruppo, del gioco, dell’incontro e della novità.

L’animatore teatrale Pierpaolo Casanova condurrà “Il viaggio dell’eroe”, ovvero 6 incontri, tutti i martedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00, con giochi teatrali, espressivi e di movimento, per fare gruppo e vivere un viaggio con la fantasia. 

Sarà invece a cura di Andrea Bruni, dottore in scienze motorie, “Sportivamente Insieme”, 6 incontri, tutti i giovedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00, in cui i ragazzi saranno coinvolti in attività sportive, movimento, gioco, per fare squadra, divertirsi e sperimentare in gruppo.  

Entrambi i laboratori avranno il supporto di un’incaricata dell’Ufficio Minori, che è anche la sede presso cui reperire informazioni ed effettuare l’iscrizione. 

La quota di partecipazione a ogni percorso è di € 15,00; qualora vi siano posti disponibili è possibile partecipare a entrambi i laboratori. 

Per informazioni e iscrizioni contattare l’Ufficio Minori, Via Gagliaudo 2, Alessandria  0131.515776/755 – elisabetta.benzi@comune.alessandria.it, giovani.minori@comune.alessandria.it.

Asili Nido: il Comune paga in via sostitutiva gli stipendi ai lavoratori

Asili Nido: il Comune paga in via sostitutiva gli stipendi ai lavoratori

Riboldi e Novelli: «Per gli stipendi di aprile garantiremo il 90 per cento netto del dovuto: a tempo di record un risultato importantissimo»

Casale Monferrato: Un altro importante traguardo è stato raggiunto dall’Amministrazione comunale per risolvere la crisi legata alla cooperativa appaltatrice dei servizi di Asili Nido di Casale Monferrato: «Oggi abbiamo dato mandato per il pagamento del 90 per cento netto degli stipendi di aprile che le lavoratrici e i lavoratori non avevano ricevuto. La caparbietà e la ferma volontà di risolvere velocemente e concretamente la situazione stanno dando i risultati che auspicavamo».

Queste le prime parole del sindaco Federico Riboldi e dell’assessore Luca Novelli al termine di una giornata che ha visto intorno al tavolo i funzionari del Comune, le organizzazioni sindacali e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Alessandria per trovare la migliore soluzione per garantire gli stipendi arretrati al personale della Eurotrend, cooperativa che aveva annunciato il 18 maggio di non essere più disponibile a erogare il servizio.

Dopo pochi giorni, il 30 maggio, l’annuncio dell’affidamento dei servizi  ausiliari, educativi e di pulizia dei nidi d’infanzia comunali per il periodo 1° giugno – 30 settembre 2022 alla cooperativa Progetto A e oggi, 10 giorni dopo, la notizia di poter pagare, attivando la procedura sostitutiva, il 90 per cento dell’ammontare degli stipendi di aprile.

«Per sbloccare anche i pagamenti del mese di maggio dovremo attendere gli sviluppi delle prossime settimane – ha spiegato l’assessore Novelli –, ma quello che è già certo è che siamo riusciti in brevissimo tempo a risolvere nel migliore dei modi una situazione che avrebbe potuto avere risvolti ben più gravi. Mi preme per questo ringraziare ancora una volta il personale degli Asili dipendente della cooperativa per la professionalità e il coraggio dimostrato nel garantire il servizio e i funzionari del Comune per il lavoro senza sosta per raggiungere la migliore soluzione possibile».

Museo Gambarina Alessandria: Concerto conclusivo del tradizionale  Campus Musicale Verdi Note

Museo Gambarina Alessandria: Concerto conclusivo del tradizionale  Campus Musicale Verdi Note

Domenica 12 giugno. presso il museo Etnografico Gambarina di Alessandria, dalle ore 16.30. avrà luogo il concerto conclusivo del tradizionale  Campus Musicale Verdi Note, che da più di 30 anni si svolge nell’alto Monferrato e nelle Langhe e ha ospitato generazioni di insegnanti e giovani musicisti. 

Questa di giugno è solo un’anteprima del corso, quest’anno sdoppiato in due tranches. La prima vedrà protagonisti soprattutto gli allievi pianisti, in procinto di sostenere esami in conservatorio. 

Si tratterà quindi principalmente di un ritiro di studio con verifica finale pubblica. Sarà quello di domenica un concerto- maratona che darà spazio tanto ai più giovani che agli allievi laureandi. A fine agosto invece ci sarà il più consueto appuntamento dedicato alla produzione cameristica.Verranno ospitati presso il castello di Monastero Bormida insegnanti e allievi di più strumenti del Conservatorio e del Liceo Musicale, che si esibiranno in svariate formazioni. 

Un’estate impegnata all’insegna della buona musica e della condivisione di esperienze formative eterogenee che sempre trovano il loro armonioso senso. Domenica 12 sarà ancora possibile visitare al Gambarina l’esposizione di gilet artistici di Bucciarelli e Miglio.

Polizia Locale.Valenza:: Impegna contro l’abbandono dei rifiuti

Polizia Locale.Valenza: Impegna contro l’abbandono dei rifiuti

‘La Polizia Locale di Valenza è fortemente impegnata nel contrasto dell’abbandono selvaggio dei rifiuti e reagirà duramente ai comportamenti illeciti che hanno caratterizzato i recenti abbandoni indiscriminati in prossimità di alcuni punti di raccolta della città, vera e propria mancanza di rispetto a tutti i cittadini.

Faremo tutto il possibile per non rendere vana l’attività minuziosa svolta dal personale negli ultimi mesi che ha portato all’individuazione degli autori di questi comportamenti incivili ed all’applicazione di alcune sanzioni, non soltanto di carattere amministrativo.

Pertanto, d’intesa e su disposizione dell’Amministrazione Comunale, saranno potenziati gli strumenti di controllo già presenti sul territorio mantenendo costante la collaborazione con AMV SRL risultato preziosa negli ultimi tempi, grazie anche all’impiego di foto trappole’.

Così Gianluigi Talento, Comandante la Polizia Locale di Valenza

Valenza: Sindaco e Assessore alla sport sul Golden Fight Night

Valenza: Sindaco e Assessore alla sport sul Golden Fight Night

“La Golden Fight Night che si svolgerà l’11 giugno al Palazzetto dello Sport e culminerà con il combattimento per il titolo mondiale di Muay Thai è una vetrina di Valenza non soltanto a livello nazionale, ma anche internazionale, per la forte risonanza mediatica che ha questa disciplina. La presenza di Silvia Salis, vice presidente vicario del Coni e il suo scopo benefico a supporto dell’Ospedale Gaslini di Genova danno all’evento una rilevanza ancora maggiore. L’Amministrazione ha concesso il patrocinio e collaborato con grande convinzione.

Ed è significativo che venerdì 10 giugno, alle ore 18.30, il momento della pesatura degli atleti si tenga proprio nella sala consigliare di Valenza”.

Così il Sindaco Maurizio Oddone e l’Assessore allo Sport, Luca Merlino. 

ALESSANDRIA PREMIATA DAL COMUNE DI ALESSANDRIA

ALESSANDRIA PREMIATA DAL COMUNE DI ALESSANDRIA

Si è svolta ieri la premiazione, presso il comune di Alessandria, dell’Acf Alessandria per le attività sportive del territorio.

A premiare le grigie è stato l’assessore allo sport Cicaglioni, molto vicino alla società per via delle amicizie con la presidente Mariagrazia Spanò e Luca Garavelli.

In presenza della società molte ragazze del nostro settore giovanile e prima squadra, segno del grande senso di appartenenza verso la maglia che indossano. Confermando di fatto il grande cambiamento della stessa società con la crescita costante.

Ritira il premio Luca Garavelli, il quale nel suo intervento manda un messaggio di vicinanza e di auguri alla presidente che da qualche tempo lotta per tornare più forte di prima.

Emozioni e qualche lacrima anche per i dirigenti dell’Under 15 nel ringraziare le proprie atlete, che quest’anno hanno concluso il campionato in terza posizione dietro alla blasonata Juventus Women.

Nella stessa giornata sono stati premiati, insieme all’Acf Alessandria, anche i ragazzi delle Frecce Bianche, dediti al Triathlon. A loro, da parte di tutta la società, va un grande in bocca al lupo per il futuro ed i complimenti per la conquista del titolo mondiale Under 23 di una propria tesserata.

Ufficio stampa

Acf Alessandria

Casale Monferrato: Presentazione libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”

Casale Monferrato: Presentazione libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”

Venerdì 17 giugno, alle ore 21 nel cortile interno allo spazio 2K del Comune di Casale Monferrato, presso l’ex biblioteca ragazzi nel Chiostro di Santa Croce, avverrà la presentazione del libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”, scritto dal giornalista monferrino Massimo Brusasco.

Il volume tratta la storia professionale di Sergio Viganò, uno dei più importanti massofisioterapisti del calcio italiano.

Originario e tuttora residente a Lu, la sua carriera è legata in particolar modo a Roberto Mancini che ha seguito dapprima nella sua veste di giocatore di Sampdoria e Lazio, e in seguito da allenatore di Inter e Manchester City.

Il libro raccoglie fotografie, aneddoti e interviste allo stesso Mancini, a Gianluca Vialli, ad Attilio Lombardo ma non solo.

La serata, a ingresso libero, avviene in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, l’ASD Caligaris (Comitato Promotore del Torneo Caligaris) e il progetto sociale MonFree-Style.

Presenteranno il libro l’autore stesso Massimo Brusasco e Gabriele Farello in qualità di moderatore.

I saluti iniziali verranno portati da Luca Novelli assessore ai Servizi Sociali e Sport del Comune di Casale Monferrato, Fabrizio Mandracchia presidente dell’ASD Caligaris e Sebastiano Guida responsabile del progetto MonFree-Style.

PIEMONTE FACTORY E GLI ALTRI, I CORTOMETRAGGI GIRATI NELL’ALESSANDRINO

PIEMONTE FACTORY E GLI ALTRI, I CORTOMETRAGGI GIRATI NELL’ALESSANDRINO

Una serata dedicata ai cortometraggi al Cinema Kristalli, in via Parini ad Alessandria, giovedì 16 giugno dalle ore 20:30 con ingresso libero per la proiezione in apertura del cortometraggio “Cloro” del giovane regista Matteo Tarditi (nato nel 1994, a Tortona), che nel 2021 ha ambientato i dieci minuti della sua storia selezionata al concorso “Piemonte Factory” nella Piscina ‘Dellepiane’ in Tortona e nel ‘Parco Carrà’ in Alessandria, con la collaborazione del Comune di Alessandria che da tempo ha avviato un percorso di collaborazione con la Fondazione ‘Film Commission Torino Piemonte’ per il supporto alle produzioni cine-televisive sul territorio.

Dall’esperienza di ‘Torino Factory’ è nata nel 2021 la prima edizione di “Piemonte Factory, Film LabContest” destinato a filmmaker under 30, in cui si uniscono formazione e produzione per accompagnare lo sviluppo di progetti selezionati da tutor professionisti, cortometraggi realizzati sul territorio piemontese, uno per ciascuna provincia, la cui “prima proiezione” ha avuto luogo nell’ambito del ‘Torino Film Festival’, mercoledì 30 novembre 2021.

“Piemonte Factory” è un progetto dell’Associazione ‘Piemonte Movie’; promosso da Regione Piemonte, ‘Film Commission Torino Piemonte’, Museo Nazionale del Cinema – Torino Film Festival, AGIS, ANEC; in collaborazione con Città di Torino, Città di Alessandria, Città di Asti, Città di Biella, Città di Cuneo, Comune di Novara, Città di Verbania, Città di Vercelli.

La serata al Cinema Kristalli proseguirà con la proiezione del mediometraggio “Slow News”(Italia, 2020, 93’) di Alberto Puliafito, film corale con un cast internazionale di altissimo livello, su uno dei temi chiave del nostro tempo ovvero l’informazione all’epoca delle fake news, della post verità e dei populismi. 

Il programma sarà completato dall’anticipazione del corto “Il Prigioniero”, girato nel 2021 da Francesca Frigo, girato nel Castello di Casale Monferrato per “Ciak! Piemonte che Spettacolo”, progetto frutto della collaborazione tra Fondazione CRT, ‘Film Commission Torino Piemonte’ e Fondazione ‘Piemonte dal Vivo’, realizzato da ‘BabyDoc Film’ e dalla compagnia di danza verticale ‘EvoluzionAria’ e con la collaborazione di Pierpaolo Sicuro.

Quartiere Cristo : Il progetto Una città a misura di bambini è un successo, Tantissimi giovani presenti

Alessandria: 12 artisti provenienti da ogni parte del Nord Italia, 8 spettacoli , 
olte 100 bambini presenti , il progetto UNA CITTA’ A MISURA DI BAMBINI 
fa centro, una grande partecipazione ed un’animazione che è durata tutto 
il pomeriggio di oggi sabato con l’organizzazione dell’Associazione 
Attività e Commercio del Quartiere Cristo.
La Presidente dei Commercianti Silvana Sordo esalta il progetto: ” 
Volevamo coinvolgere i nostri giovani, con Lello abbiamo realizzato 5 
eventi nelle scuole del Quartiere con gli alunni con uno spettacolo 
finale , quello di oggi , che è stato apprezzato non solo dai tantissimi 
bambini ma anche dai genitori. Un grazie a questi 12 artisti che sono 
riusciti a realizzare qualcosa di veramente spettacolare per i nostri 
bimbi. Questa iniziativa rientra nel progetto UN QUARTIERE IN MOVIMENTO, 
principale obiettivo valorizzare i tanti luoghi del Quartiere e oggi 
grande risalto lo abbiamo dato al parco Giochi di Via Camnpi ( davanti 
alla scuola Morbelli).
Ancora una volta importante la collaborazione di Castellazzo Soccorso e 
Unac.
Gli spettacolo andati in scena :
“Circus Time” Fortunello, Marbella e Clorofilla
“Testafina Cuor di Leone” La Baracca dei Burattini
“Magic Circus” un Magico Show con Mr. Paolo
“X-Puppets” Pupazzi Pazzi con i Fluffy Puppets
“Bizzarri Equilibri” show con Lello Clown
“Trampolieri Itineranti” Amaranta e Tamarindo
” Il Giardino Incantato” a cura di Bucce di Banana
“Illumino” il gran finale alle ore 21,00 con i Trampolieri Luminosi
Il tutto con la direzione artistica di Fem Spettacolo

Al via l’anteprima di “Suoni delle Terre del Monviso”: spettacoli e concerti nelle valli Po Bronda, Varaita, Maira, Grana, Stura e nella pianura del Saluzzese

Al via l’anteprima di “Suoni delle Terre del Monviso”: spettacoli e concerti nelle valli Po Bronda, Varaita, Maira, Grana, Stura e nella pianura del Saluzzese

Il mese di giugno sarà ricco di eventi in anteprima per il Festival organizzato in collaborazione tra Occit’amo e Suoni dal Monviso che coinvolgerà le valli per tutta l’estate

La Bandia: il duo occitano di musiche rituali

Sabato 11 giugno, i Marlene Kuntz, alle ore 12.30, daranno il via all’anteprima del festival “Suoni delle Terre del Monviso”, con un concerto presso i prati di San Nicolao, ad Ostana. Il festival, nato dalla collaborazione tra “Occit’amo Festival” e “Suoni dal Monviso” propone tanti appuntamenti per il mese di giugno che anticiperanno il ricco programma di luglio e agosto snodandosi tra le valli Infernotto, Po Bronda, Varaita, Maira, Grana, Stura e la pianura del Saluzzese. Dopo il concerto della band cuneese che aprirà il tour Karma Clima, che nasce da un progetto che vede la collaborazione di VisoaViso, ci sarà l’anteprima di Cinetour visioni sul Po, domenica 12 giugno dalle ore 15, con escursione, merenda sinoira, concerto dei Lou Tapage e proiezione di “Lungo il futuro del Po”. A Dronero, lunedì 13 giugno, farà la sua prima apparizione Matteo Zenatti, trovatore veneto, camminatore, con una performance artistica itinerante che arriverà a Saluzzo mercoledì 15 giugno. In omaggio a San Giovanni ci saranno poi la passeggiata musicale dal Colle della Chabra, martedì 21 giugno, con l’organetto e la ghironda de La Bandia con la cena occitana a Monterosso Grana di giovedì 23 e gli aperitivi a Venasca con il viaggio musicale dei Bistrò Dalfin, domenica 26 giugno. Gli artisti della Grande Orchestra Occitana passeranno di mercato in mercato come passacharriera per tutta la durata del Festival, iniziando da Piazza del Popolo, Piazza Santa Rosa e Piazza Cavour a Savigliano, martedì 28 giugno, e da Largo Eroi a Fossano nella mattinata di mercoledì 29 giugno. Da non dimenticare il concerto di Elisa in tournée con “Back to the Future Live Tour”, domenica 3 luglio a Sampeyre (prevendita online su http://www.ticketone.it) e lo spettacolo di Roberto Mercadini & Guido Catalano, “Cose che non avremmo sperato di potervi dire” di giovedì 7 luglio, in collaborazione con l’Associazione Ratatoj (prevendite online su http://www.mailticket.it).

“Prende il via l’anteprima di Suoni delle Terre del Monviso, festival nato dalla collaborazione tra Occit’amo e Suoni dal Monviso. Un modo per lavorare insieme, facendo risuonare la musica tradizionale e non nelle nostre valli – racconta Sergio Berardo, direttore artistico di Occit’amo -. Oltre agli amici Marlene Kuntz e di VisoaViso e all’anteprima del Cinetour con Ratatoj e Vèloviso, nel mese di giugno, partirà il nostro trovatore in cammino, Matteo Zenatti. Inoltre, in occasione della festa di San Giovanni, riprenderemo la consuetudine, un po’ caduta in disuso, dei fuochi, in occitano fogaleras, accesi da sempre da qui alla Catalogna nel periodo del solstizio, con gli eventi dedicati a San Joan bel e grand sul monte Roccerè, a Monterosso Grana, con l’accensione del tradizionale falò, e a Venasca”.

Ecco il programma completo dell’anteprima di “Occit’amo Festival” e “Suoni delle Terre del Monviso”:

Sabato 11 giugno, alle ore 12.30, presso i prati di San Nicolao di Ostana, i Marlene Kuntz apriranno il Festival con “Aspettando Suoni delle Terre del Monviso”, organizzato in collaborazione con VisoaViso, Suoni dal Monviso e Occit’amo Festival. Prevendite online su http://www.ticketone.it e informazioni su http://www.visoaviso.it

Saluzzo, il Cinema Teatro Magda Olivero (via Palazzo di Città, 15), ospiterà l’anteprima di Cinetour visioni sul Podomenica 12 giugno, dalle ore 21, proposto dall’Associazione Ratatoj, Véloviso e Occit’amo Festival. Alle ore 10 è prevista la partenza per l’escursione dal parcheggio di Pian della Regina (Crissolo) e, alle ore 19, la merenda sinoira a cura di Slow Food presso il foyer del teatro Magda Olivero. Alle ore 21, il concerto dei Lou Tapage e, a seguire, la proiezione di “Lungo il futuro del Po” di Giacomo Piumatti e Giancarlo Gasca. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria scrivendo a info@piemontemovie.com

Con Occit’amo Festival, presso la Confraternita del Gonfalone (via Confraternita angolo via XXV Aprile) a Dronerolunedì 13 giugno, alle ore 21, Matteo Zenatti, trovatore in cammino, partirà per la sua performance artistica itinerante. Il trovatore camminerà e suonerà nelle terre del Monviso, partendo dalla Valle Maira, arrivando a Casale Monferrato, con un appuntamento, martedì 14 al Castello del Roccolo di Busca e mercoledì 15 giugno, alle ore 19, al Tastè Bistrot (via al Castello) di Saluzzo. Ingresso gratuito. Per vedere gli aggiornamenti degli appuntamenti visitare il sito www.matteozenatti.net/trovatore-in-transito/

Martedì 21 giugno, alle ore 16, Occit’amo Festival organizza la passeggiata musicale con La Bandia, dedicata a San Joan bel e grand presso il Parco Roccerè, al Colle della Chabra, in collaborazione con Area Archeologica Roccerè. La partenza è prevista alle ore 16.30 dal Colle della Chabra (1.723 m) con la salita da Valmala (Valle Varaita). È necessaria la prenotazione per la passeggiata musicale e per la visita alla Roccia Fenestra (massimo 20 partecipanti) al numero 347/2358797 o all’indirizzo associazione@roccere.it. Ingresso gratuito.

In collaborazione con il comune di Monterosso Grana, in occasione del Fuoco di San Giovanni, giovedì 23 giugno alle ore 20, presso Lou Porti a Monterosso Grana, Luca Declementi all’organetto e Davide Bagnis alla ghironda saranno i passacharriera accompagnatori della cena occitana per San Joan bel e grand. A seguire l’accensione del fuoco e la musica tradizionale. Ingresso gratuito.

Sempre nell’ambito dei festeggiamenti dedicati a San Giovanni, l’ultimo appuntamento di San Joan bel e grand si terrà domenica 26 giugno alle 17, in collaborazione con i locali di “Venasca aperitivo in musica”, a cui seguirà il concerto in piazza dei Bistrò Dalfin, con canzoni alla luce dell’essenziale con Sergio Berardo (ghironde, organetto, cornamuse e voce), Dino Tron (fisarmonica, organetto e cornamuse), Carlo Revello (basso e ukulele basso) e Riccardo Serra (batteria). Ingresso gratuito.

Per quanto riguarda gli appuntamenti a pagamento, i primi saranno domenica 3 luglio, alle ore 13, presso il Vallone di Sant’Anna a Sampeyre con Elisa – Back to the future live tour (prevendita online su http://www.ticketone.it), un evento firmato Suoni dal Monviso, e giovedì 7 luglio, alle ore 21.30, con Roberto Mercadini & Guido Catalano, con lo spettacolo “Cose che non avremmo sperato di potervi dire”, presso piazza Montebello 1 a Saluzzo, organizzato da Occit’amo Festival in collaborazione con l’Associazione Ratatoj (prevendite online su http://www.mailticket.it – ingresso in cassa 15 euro).

Cristiano Godano dei Marlene Kunz (Ph@ Antonio Viscido)
Cristiano Godano dei Marlene Kunz (Ph@ Antonio Viscido)
I Bistrò Dalfin
I Bistrò Dalfin

Arte, Storia e Musica al Marengo Museum giovedì 16 Giugno dalle 17

Arte, Storia e Musica al Marengo Museum giovedì 16 Giugno dalle 17

Iniziativa realizzata nell’ambito della mostra “Il Volto del Comando” con il Concerto sensoriale “La via della Spezia”

Alessandria: Appuntamento d’eccezione quello di giovedì 16 giugno a partire dalle ore 17 al Marengo Museum, nell’ambito della mostra “Il Volto del Comando”, realizzato dall’Azienda CulturAle Costruire Insieme, Comune e Provincia di Alessandria, Stabilimento delle Arti e Artemusica Alessandria.

I partecipanti saranno accolti alle ore 17 per la  visita guidata alla mostra “Il Volto del Comando” dal quadro al Figurino Storico i ritratti tridimensionali in miniatura di ufficiali dell’Epopea Napoleonica.

Negli spazi del Marengo Museum, palcoscenico ideale per permettere ai figurini storici di dialogare con le opere esposte, sono presenti una  sessantina di ritratti tridimensionali in miniatura di ufficiali della grande epopea napoleonica e in particolare di alcuni protagonisti della battaglia di Marengo. 

I soggetti in mostra provengono dalle più importanti collezioni private italiane.

Si tratta di pezzi unici di altissima qualità artistico-manuale ispirati ai ritratti pittorici dei personaggi riprodotti, scolpiti da Pier Sergio Allevi e dipinti da Danilo Cartacci. 

Sarà proprio Pier Sergio Allevi, curatore dell’esposizione, a condurre gli spettatori alla scoperta dei dettagli e dei preziosi particolari che connotano queste autentiche  meraviglie in miniatura. 

Trasferendosi poi all’Auditorium di Marengo dall’arte scultorea di ufficiali napoleonici si passerà ad un momento dedicato alla storia dei soldati del grande esercito del valoroso condottiero, con la conferenza alle ore 18  intitolata “Lettere dal fronte. Due soldati Serrevallesi durante le campagne napoleoniche”. 

Andrea Musano, Direttore del Museo Don Florio Piolo di Serravalle Sesia e Pier Sergio Allevipresenteranno  alcune lettere di due soldati serravallesi, scritte tra il 1807 e il 1810, che parteciparono a diverse campagne napoleoniche dall’Italia  alla Prussia fino alla Spagna. 

I due soldati scrivevano ai familiari raccontando così la loro esperienza al fronte. Si tratta di vere e proprie memorie di quel preciso momento storico che svelano l’autentica  vita dei soldati di Napoleone. Pregevoli inoltre i disegni realizzati da uno dei soldati, che si raffigurava in divisa, personalizzando così le sue missive. 

Al termine della conferenza, dopo un breve break, nell’area antistante l’Auditorium  prenderà il via “La via delle Spezie” concerto sensoriale protagoniste le due giovani arpiste Carlotta Bianchi ed Irene Zanghì. 

Matilde e la torta

Matilde e la torta

Date: 26 gennaio 2021Author: Non Solo Campagna – Il blog di Elena

Photo by NastyaSensei on Pexels.com

Matilde era in cucina a prepararsi la sua lauta colazione. La sua prima lauta colazione, a cui ne sarebbe seguita un’altra a metà mattinata. Apparecchiò la tavola con cura, scaldò il latte, mise la cialda del caffè nella macchina espresso e si tagliò una bella fetta di torta al cioccolato. Pregustava tutto già con la vista e l’olfatto, quando in cucina si presentò Fausto, suo marito, a rovinarle la festa. 
«Maledizione, Mat! Smettila di mangiare a quel modo. Non vedi come ti stai riducendo?» e, mentre diceva ciò, andò a prepararsi il suo caffè amaro. 
«Io mi devo nutrire e sto semplicemente facendo la mia solita colazione». 
«Questo è il problema: la tua solita colazione. Solo che dopo la prima viene la seconda, poi un pranzo che sembra un menu di nozze, quindi una “merendina” a base di torta e, per finire, una cena da trattoria romana». 
«Io lavoro tutto il giorno in casa e mi provoca un forte appetito», tentò di giustificarsi Matilde. 
«E dove trovi il tempo di lavorare se stai sempre a mangiare?». 
«Non è vero. Tu hai sempre le tue camicie pulite e trovi sempre la cena pronta a puntino e la casa pulita». 
«Quello che mi dici lo farebbe tranquillamente una donna di servizio. Io vorrei una moglie, non una balena, come sei diventata. Oh, basta! Con te è tempo sprecato! Esco». 
Se qualcuno avesse trafitto la povera Matilde con una spada, in quel momento lei non avrebbe sentito niente, tanto era il dolore per l’umiliazione che ormai subiva da tempo. L’aveva capito che lui si era trovato un’altra e che a breve l’avrebbe sostituita con una donna secca come un’acciuga. Finiti i tempi della luna di miele, quando la chiamava “la mia morbida Mat”. 
Con le lacrime agli occhi, Matilde tagliò un’altra fetta di torta e la divorò come se fosse l’ultima della sua vita. 
“Mi vendicherò! Non creda di passarla liscia così”, pensò con determinazione, mentre un piano prese forma nella sua mente. 
Fausto ora la criticava, ma le sue torte, famose in tutto il vicinato, gli erano sempre piaciute, così decise che gli avrebbe servito una torta corretta al… cianuro! In una serie poliziesca, aveva visto che dai semi di alcuni frutti si poteva ottenere una quantità di cianuro sufficiente per uccidere. Prese dal frigorifero un certo numero di pesche e albicocche e cominciò a rompere il nocciolo e a triturarlo. Con la polpa si fece una bella macedonia che avrebbe mangiato a pranzo. Prese anche noci e mandorle per realizzare una buonissima torta al cioccolato e frutta secca. Una delizia. Ne preparò una anche per sé, ma senza cianuro; giusto un po’ per avere quell’aroma d’amaretto tanto invitante. 
La mattina dopo si svegliò prima, in modo che, al risveglio, il marito sarebbe stato inebriato dal profumo del dolce ancora caldo. Quando sfornò le torte, le venne l’acquolina, tanto erano fragranti. Le cosparse anche di zucchero a velo, così l’odore di vanillina ne esaltava ancora di più il fragrante aroma. 
Fausto scese per colazione, ma, invece di complimentarsi, come accadeva in precedenza, sbuffò infastidito. 
«Ancora con questi dolci! Questo mi sembra ancora più calorico del solito». 
«L’ho fatto apposta per te! Ti piaceva tanto!». 
«Prima che tu assumessi le dimensioni di un transatlantico. Guardati! Mi fate schifo, tu e la tua torta! Quei dolci ti uccideranno, prima o poi». L’uomo, furioso, girò le spalle e andò via velocemente. 
«Fausto…», disse Matilde, alla stanza ormai vuota. 
Aveva le lacrime agli occhi ed era furiosa. Ancora una volta l’aveva offesa profondamente. Doveva calmare quel dolore e colmare quel vuoto che sentiva nello stomaco. Come in trance si tagliò una fetta di torta che rappresentava quasi la metà di tutta la forma. Ingoiò voracemente tutto e solo quando, dopo un certo lasso di tempo, cominciò a sentirsi strana e confusa con nausea e un forte dolore di testa, si rese conto che aveva affettato e mangiato la torta avvelenata. Guardò ciò che era rimasto del dolce e, prima di cadere a terra, le sembrò che si beffasse di lei. 

La vecchia e la statua

La vecchia e la statua

Date: 14 gennaio 2021Author: Non Solo Campagna – Il blog di Elena

Cari lettori, oggi vi propongo un racconto breve che inviai a un quotidiano locale per un concorso letterario. Il brano fu inserito in un’antologia. LA VECCHIA E LA STATUA Racconto breve di Elena Andreotti La vecchia – così la chiamavano i custodi – si era recata presto al cimitero, come, d’altronde, faceva da quando era morto il suo povero marito. Passava dal cancello principale, salutando garbatamente i custodi, con un lieve sorriso. In qualsiasi stagione e con qualunque clima, sempre vestita molto modestamente e sempre rigorosamente in nero, vi si recava almeno una volta a settimana. Silenziosamente scivolava leggera lungo i viali di cipressi, assorta in chissà quali e quanti ricordi e, forse, rimpianti.

Mite, faceva un cenno di saluto a chiunque incontrasse, come se fosse in passeggiata. Non che incontrasse molta gente, non andava mai di domenica o in giornate e orari affollati. Le piaceva percorrere quei viali quando erano deserti, per gustare meglio la pace e il silenzio, che ai morti sono dovuti. Passava, prima di tutto, davanti al cimitero monumentale perché le piacevano molto le tombe e le cappelle realizzate in modo artistico.

Anche al suo povero marito piacevano e ammirava particolarmente le statue poste sulle tombe o a guardia degli ingressi; non gli angeli piangenti o certe garguglie sugli stipiti, no, suo marito ammirava le statue che rappresentavano atleti stanchi e aveva sempre dichiarato di volerne una simile sulla sua tomba. La povera vecchia aveva fatto dei sacrifici per farla realizzare, per qualche anno aveva rinunciato al superfluo, ma era riuscita nell’intento.

Aveva scelto una ditta che produceva arredi funerari, specializzata nella produzione di statue e se ne era fatta realizzare una su commissione, dando precise direttive in merito. La statua era stata installata a fianco della lapide in marmo sotto cui giacevano le spoglie mortali di suo marito che, ora, poteva riposare in pace. Dopo tanto sacrificio, però, era giusto che anche lei ne godesse, motivo per cui adesso, quando si recava al cimitero, si portava sempre dietro una scatola di biscotti novellini e, seduta sulla panchina di fronte alla tomba, sgranocchiava un biscotto dopo l’altro ammirando il bel giovane di pietra.

Jannacci all’occupazione (racconto brevissimo)

Jannacci all’occupazione (racconto brevissimo)

Date: 21 Maggio 2022Author: davidemorellix

Il ragazzo non era di campagna, come il celebre film con Pozzetto. Ma era un ragazzo di provincia o meglio ancora di periferia della provincia. Aveva visto fino ad allora solo due vip: Antonello Venditti a un concerto a San Vincenzo e Francesco Guccini a un concerto a Firenze. Ma li aveva intravisti da lontano più che visti. Non aveva avuto alcun contatto. Perciò era molto curioso ed entusiasta all’idea di vedere da vicino Jannacci, che tra l’altro stimava e di cui aveva due album a casa. Qualcuno diceva che Jannacci non piaceva ai giovani.

Ma erano tutte malignità. Qualche altro si lamentava del fatto che avesse una bella Volvo. Ma alcuni non erano mai contenti. Jannacci operava in ospedale ed era un famoso cantautore sulla breccia da decenni. I suoi soldi insomma se li era meritati. Però queste piccole cattiverie alcuni le dicevano  sottovoce, le mormoravano,  non avevano il coraggio di prendere la parola, esternandole pubblicamente perché sarebbero stati subissati dai fischi, dagli insulti. Il cantautore pugliese trapiantato a Milano avrebbe fatto da cassa di risonanza.

Questo era sicuro. Jannacci non aveva alcun interesse a cavalcare la protesta. Non era questo che voleva. Non era lui che cercava pubblicità. Erano gli studenti a cercare pubblicità. Jannacci si mise al centro dell’atrio. Il ragazzo lo guardò per constatare se era più alto di quello che sembrava in televisione. Poi Jannacci fece un discorso e disse che la protesta studentesca doveva essere conosciuta dal grande pubblico.

Disse che avrebbe cercato di contattare Maurizio Costanzo. Il cantautore era visibilmente stanco perché aveva appena fatto un concerto quella sera. Il giovinastro notò che parlava in modo più ponderato e meno veloce di quando era in televisione. Il ragazzo  si avvicinò alla celebrità e gli chiese di cantare “El portava i scarp del tennis”, “Veronica”, “La fine di una storia”, “I poveri cantautori”.  Ma Jannacci prese la chitarra e cantò “Ho visto un re”, che si addiceva giustamente di più alla serata. Quindi si congedò definitivamente. Jannacci si definiva un poetastro ma era un poeta autentico.

Era più poeta di tanti altri poeti laureati. Ma non si considerava tale. Manteneva un profilo basso. Il ragazzo trovava che le sue canzoni fossero ermetiche talvolta, sintetiche, mai prolisse, mai con una parola fuori posto o di troppo. Erano canzoni sapientemente dosate. Anche questo era dimostrazione di talento, anche questa giusta calibratura degli elementi, degli ingredienti con cui faceva le canzoni. Al ragazzo poi piaceva Jannacci perché non era mai troppo presenzialista; sapeva stare al suo posto nel mondo dello spettacolo senza mai chiedere troppo e senza mai fare la primadonna. Quella fu comunque l’ultima volta che il ragazzo vide Jannacci.

La serata finì con un giornalista sulla cinquantina di un quotidiano locale che voleva una canna e voleva fare sesso nel bagno con una studentessa. Per la prima cosa fu accontentato. Per la seconda non ci fu verso, visto che le studentesse presenti lo consideravano un arrivista prepotente e cialtrone. Era un piccolo mondo quello studentesco, addirittura un microcosmo completamente avulso dalla realtà dominante, fatta di apparenza e status symbol,  già da allora pianificata dal berlusconismo. Era un piccolo mondo a parte dove contava l’essenza, l’impegno politico, la riflessione e non ultima la cosiddetta gioia di vivere. L’aspetto fisico contava poco o nulla, mentre oggi in ogni mondo giovanile è predominante.

C’erano certi personaggi sghembi e poco piacenti o quantomeno poco appariscenti che cuccavano molto perché sapevano di cultura, di politica o perché sapevano suonare la chitarra. Altri tempi insomma! Il ragazzo non aveva difetti fisici molto evidenti. Non era particolarmente bello né particolarmente brutto; poteva perciò essere considerato un bruttino interessante. Il suo punto di forza era il viso. Il fisico lasciava a desiderare,  essendo magrolino e un poco gobbo. Di profilo non era granché, visto che aveva un naso troppo pronunciato e da piccolo non gli avevano messo l’apparecchio ai denti per sistemargli l’arcata dentale.

Il ragazzo era sempre più impegnato politicamente.  Una volta aveva rischiato grosso. Aveva saputo che quella sera avrebbero potuto perquisire la palazzina abitata dagli autonomi. Perciò per solidarietà era andato anche lui a dormire in quella palazzina. Aveva dormito nella stanza di un autonomo, figlio di un avvocato pisano e studente di scienze politiche, che piaceva molto alle ragazze. Aveva preso più volte la parola alle assemblee e aveva incantato per la sua parlantina. Una volta aveva notato che era accanto a lui alla macchinetta del caffè in facoltà. 

Il ragazzo aveva citato al suo interlocutore occasionale  “La fattoria degli animali” di Orwell.  L’autonomo era lì che ascoltava, facendo finta di niente. Quella notte aveva dato un’occhiata alla scrivania di quell’autonomo prima di addormentarsi e aveva visto che stava leggendo proprio quel libro. Ma l’influenza era reciproca. Ognuno stimolava gli altri culturalmente. Spesso si consigliavano libri. Ne discutevano. Il ragazzo volle pensare che in quel caso aveva minimamente influenzato l’autonomo di tre anni più grande di lui e culturalmente più attrezzato.  Quella notte a ogni modo dormì profondamente e nessun poliziotto lo svegliò.

Anche quella volta aveva osato e gli era andata bene. Una volta aveva parlato con un altro autonomo e si era lamentato della sinistra toscana,  così noiosa e burocratica, così seriosa e istituzionale. L’autonomo senza prendersela più di tanto gli rispose che per trovare persone veramente battagliere bisognava andare dove la lotta infuriava, mentre in Toscana la sinistra aveva gioco facile e viveva di rendita di posizione, con la grande eredità della tradizione del partito comunista fondato a Livorno. Insomma in Toscana vincere era facile, ma la vera guerra era nel Veneto caratterizzato dall’industrializzazione selvaggia, dal benessere spaventoso di quegli ultimi decenni. Il ragazzo andava anche qualche volta in moto con Luca Casarini. 

Anni dopo Casarini sarebbe stato un leader delle tute bianche a Genova,  mentre il ragazzo sarebbe stato distante da tutto quel caos, essendo in preda a una crisi, a un esaurimento nervoso, da cui si sarebbe comunque ripreso. Ritornando a quei giorni, quando finì l’occupazione il ragazzo si recò alla stazione ferroviaria a vedere l’orario dei treni insieme a un ragazzo conosciuto in facoltà.  Era uno studente lavoratore di qualche anno più grande. Era stato due anni in Inghilterra a lavorare come cameriere. Gli aveva raccontato delle tante avventure vissute con le straniere. Gli aveva raccontato del razzismo degli inglesi nei confronti degli italiani. 

Avevano fraternizzato. Si fidava di lui. Così gli chiese un favore. Gli chiese di fargli il biglietto. Gli lasciò il portafogli. Gli disse che sarebbe andato a casa per qualche minuto per fare la valigia. Il suo domicilio non era così distante. Ma quando ritornò alla stazione del suo amico non c’era traccia. Gli aveva rubato il portafoglio.  Non lo avrebbe più rivisto. Non si sarebbe più fatto vedere nel movimento studentesco. Lo aveva fregato, ma il ragazzo si era fidato troppo. Era stato un allocco.  D’altronde era molto giovane e ingenuo. Ritornò a casa.

Aveva l’influenza. I suoi coinquilini e tutti gli altri studenti del condominio erano tutti andati a casa per le vacanze di Natale. Lui telefonò a casa. Non trovò i suoi genitori, che vennero contattati dai nonni e raccontarono loro l’accaduto o  sarebbe meglio dire la disavventura. I suoi genitori di ritorno dalla fiera del mobile di Milano lo vennero a prendere alla stazione. Una volta a casa passò alcuni giorni con la febbre a quarantuno,  ma era contento perché pensava all’occupazione e svagellava,  delirava.  Suo padre lo fece dormire con lui.

Quando arrivò il medico disse che aveva fumato troppe sigarette. I suoi genitori rimasero sbalorditi perché lui fino ad allora non fumava. Aveva preso quel vizio all’occupazione.  Il ragazzo si rimise in salute e oggi è diventato uomo. Jannacci è morto da tempo. Ogni tanto il ragazzo, ormai uomo  maturo, prende il tablet  e ascolta le sue canzoni, ricordando quella sera, quei giorni. A volte pensa che nella vita ci si incontra per chissà quale motivo,   talvolta senza alcun motivo e poi non ci si vede più. È anche in tutto ciò che risiede e alberga l’assurdità della vita. 

Racconti: SIAMO MATRIOSCA

Racconti: SIAMO MATRIOSCA

Date: 14 gennaio 2022Author: alessandria today

SIAMO MATRIOSCA

Zia Molly

Siamo matriosca che dall’interno, piccoline e minute, iniziamo il nostro umile ma importante cammino, e nel crescere manteniamo fermo tutto quello che  quel volto e quel corpicino ha vissuto e visto, e così nel proseguo dei mesi e degli anni, cresciamo e ci trasformiamo sempre in bambole sempre più grandi e con un enorme quantità di esperienze e colori, alcuni comuni altri particolari, altri ancora speciali, fin tanto che arriva quella ultima e poderosa matriosca che contiene tutte e di tutte ne va fiera e con essa poi se le porta via tutte. Ma quando non sempre questo è il percorso naturale di una vita, allora si spezza quell’incanto e quella magistrale cosa che lascia una bambola sospesa, affranta di non poter continuare e pare che pure quello che fino ad allora era maturato, si sperda così come un niente e lasci pure il colore svanire immancabilmente. 

Siamo matriosca con un forte sentimento di crescere sempre e di invecchiare pure, e non vorremo mai vivere conoscendo alcune matriosca a te vicine perdersi nel cammino prima del tempo, ovvero prima di un probabile tempo che dovrebbe essere a te uguale o forse anche oltre che tu non debba, naturalmente, vedere.

Quando una bambola si spezza in un determinato momento che non sarebbe naturale, allora si squarcia una ferita dentro che trancia tutte le tue che hai vissuto e quelle che ancora avrai, se l’avrai, da vivere, sarà una crepa che si noterà per sempre e sempre farà tanto tanto male.

Stasera, scusate, sono triste, e non potrei non esserlo, quando a te che già sei vecchia vedi sparire improvvisamente un giovane nipote, così come un niente, ed ecco che davvero s’apre quella ferita che innanzi nominavo e lede più di altre dentro il cuore e tutto non è più come prima anche se come prima si continuerà a parlare, sorridere, scherzare insomma vivere naturale.

Zia Molly

Immagine web: Gen X

Racconti: Rosetta Amoroso “Vi racconto una storia”

Racconti: Rosetta Amoroso “Vi racconto una storia”

Date: 21 gennaio 2022Author: alessandria today

Rosetta Amoroso “Vi racconto una storia”. 

Ci farà sentire un po’ tutti in colpa 

Ma leggetela 

Era solo lui anziano , nella grande casa ormai perso nel muto solingo andare , rumori , sapori , odori come fantasmi fanno a pugni tra ricordi belli , fatica di duro lavoro per mettere su le mura per la famiglia , come un comodo nido per i suoi piccoli , protetti e sicuri , padre che ormai rimasto solo ammazza il tempo nell’ orto , fra i suoi animali da cortile , nel prepararsi minestre e uova fresche , primizie raccolte dalle braccia generose e vermiglie di alberi da frutto, ma quando si accende la sera la luna su nel cielo blu , e le stelle scintillano , la solitudine è il silenzio diventa insopportabili, solo con il suo cane ciko , racconta ogni sera che lo ascolta con attenzione e interesse le avventure travagliate della sua vita mista tra bellezze soddisfazioni e tristezze , ma mai come i suoi ora ultimi anni , la paura del silenzio che spesso viene spezzato da versi  di animali notturni , mai così deprimenti . 

Arriva la notte del santo Natale e non c’è la fa più , chiama i carabinieri, ho bisogno solo di una presenza umana , ho tutto e non mi serve altro grazie ,   Dopo poco arrivano due carabinieri che lui gli va incontro felice li fa accomodare 

Stappa una bottiglia di vino e brindano insieme , grazie ,  Dio si ricorderà di voi , con poco si può far felice un uomo forte , ma reso debole dagli anni ormai pesanti e dalla mancanza di affetti , chi lontano chi non c’è più , chi egoista , chi si fa coinvolgere dai compagni ,,,che mai dovrebbe succedere ,,

Tutti noi umani commettiamo questi sbagli ,tutti .

Non è solo oggi per la pandemia no anzi ci stiamo oggi accorgendo degli sbagli fatti . 

Morale della favola ? 

Hanno reso felice un uomo vecchio e stanco che reclamava un Brindisi in compagnia 

i carabinieri ringraziarono il vecchio uomo della lezione di vita che aveva loro regalato .

Amoroso Rosetta 

Racconti: La fiamma

Racconti: La fiamma

Date: 25 settembre 2021Author: alessandria today

Racconti: La fiamma

https://unavoltaeradiverso.blog/

C’è una fiamma che non si spegnerà mai del tutto. A volte flebile, altre accecante, ma sempre e comunque viva. E’ lì, con la pioggia, col vento, nemmeno se un estintore l’assaltasse cederebbe. 

E’ come colui che attende sulla riva del fiume, in attesa che il cadavere passi. E quel cadavere può essere anche un’idea, una speranza, un progetto. Perché tutto passa. Quella fiamma, però, non si spegne. 

Non ha bisogno che qualcuno la osservi, lei resta accesa comunque. Non ha bisogno che se ne parli, che la si commenti, che qualcuno ci si scatti delle fotografie da pubblicare su un social network. No, non è una moda, né una tendenza, né un irrazionale moto di un giovane scapestrato. 

No, è semmai un manifesto di verità, di trasparenza, di purezza. Un agognato spazio di beatitudine ritagliato tra le montagne, col suono della fauna a tener compagnia, e il vento che non smette di tentare. La potresti osservare per ore, quella fiamma. 

Si muove, mai allo stesso modo, mai uguale a se stessa. E’ il frutto di un’anima che non ama la vendetta, che cerca di controllarsi, che aspira a qualcosa di più alto. Un’anima che non pensa a questo mondo, ma al Regno dei Cieli, e che grazie a questa impostazione spirituale riesce a cavalcare l’onda del suo dolore rimanendo in piedi. 

Perché la fiamma non si spegne. Puoi urlare, puoi sventolare un ventaglio, sputare, calpestare, ma non si spegne. Potresti portarla con te, a illuminare il tuo cammino in una notte mai così oscura. Segnerebbe i tuoi passi, i tuoi respiri, il battito del tuo cuore. 

Col suo moto ondulatorio ti accompagnerebbe, evitando di lasciarti in pasto ad una solitudine potenzialmente tentatrice. Ci sono vuoti da riempire, ma è il suo calore che non manca mai a tenere la temperatura ad un livello sempre piacevole. E quella fiamma a cui nessuno fa neanche più caso è un posto sicuro. Forse, chi lo sa, è proprio questo che ti spaventa. 

Si preferisce spesso assecondare l’istinto di una parvenza di apparente libertà, anziché tentare di costruire una fortezza circondata esclusivamente dalle (poche) persone che abbiano a cuore il destino della nostra anima. Io non so come finirà quel viaggio, non so in quanti prenderemo la destinazione che spero, ma so che fino ad allora la fiamma resisterà. 

E quanto al dopo, non sta a me deciderlo. Il silenzio, il silenzio non cancella. Anzi, semmai talvolta accentua. Ma io lo reputo degno dell’immutabilità, della conservazione, nonostante tutto anche del rispetto. Non c’è sempre bisogno di parlare. Anzi, spesso è esattamente l’opposto. 

Sta alla sensibilità di ciascuno, imparare da ciò che accade intorno a noi. Tutto, in qualche modo, ci segnerà. Ma ci sono ferite che si rimarginano, e altre che lasceranno un marchio. E se io proprio devo avere un marchio, lascio allora che sia quella fiamma. 

Perché non mi piacciono i tatuaggi, ma l’indelebilità delle parole racchiuse per sempre spiritualmente in me, quella sì. La fiamma resiste anche da sola, fino alla fine, con inesorabile certezza. 

Una volta era diverso

Una volta era diverso

Date: 19 settembre 2021Author: alessandria today

Una volta era diverso

https://unavoltaeradiverso.blog/

Sono (quasi) totalmente fuori dagli schemi. Non è una scelta, è un dato di fatto dettato da ciò che sono. Una volta era diverso perché riuscivo a nasconderlo meglio, a sopportare, ad abituarmi, ad abbassarmi. Una volta potevo fingere per più a lungo prima di stancarmi e voltare pagina, o prima di sbottare. Oggi la pazienza si riduce, il dolore continua a scavare, trovo rimedi, ma la lotta intestina che mi porterò dentro fino alla fine non si arresta. 

Siamo tutti qui perché abbiamo bisogno di qualcosa, parliamoci chiaramente. Forse, ciò di cui ho bisogno io, lo scoprirò man mano in base agli spunti che mi darete per scrivere. Questo profilo è rivolto al pubblico femminile e lo metto in chiaro sin dal primo momento, perché sono un ragazzo ed amo le ragazze. Semplice ed essenziale, schietto e diretto ma giusto. 

Voglio giocare a carte scoperte, senza giri di parole. Voglio lasciare un segno in qualche anima perduta, perché io per primo adoro essere stupito in positivo. Non so se sono e sarò all’altezza, umilmente mi definisco una persona normale, perché farsi i complimenti da soli è brutto. Non sono qui per cercare una ragazza, non sono qui per cercare sesso, cerco semmai (forse) una forte attrazione mentale, quella sì. 

Perché il vero sesso è proprio la mente, l’aspetto carnale tenta e basta. Ed è maledetto nel farlo, molto convincente, ma non possiamo lasciarlo vincere sempre e comunque. Una volta era diverso perché ricevevo foto di (bei, in alcuni casi) seni da parte delle ragazze. Si parlava di tutto, senza censura, ma anche senza volgarità. 

Poi è cambiato qualcosa: chissà se in me, se nelle ragazze, o in entrambi. Era bello ricevere complimenti e foto dalle ragazze più insospettabili, non lo posso negare. Ma sono riuscito a non trasformare questo divertissement in una dipendenza, e ne vado fiero. Sono vergine. Non lo scriverei sui manifesti, ma in parte avvalora la mia tesi e cerca di far comprendere che la sfera sessuale la tengo per molti versi a distanza da me. 

Ho preferito in tanti casi il buio della rete, a quello dell’incancellabile peccato reale. Non reputo interessanti i dettagli anagrafici, mi annoiano anch’essi, pertanto molto probabilmente non ne farò menzione. Una volta era diverso perché non mi davo limiti. 

Adesso sì. Adesso so di non essere onnipotente, irresistibile, unico ed irripetibile. Tuttavia, sono comunque un po’ mosso da quel piacere, quel desiderio di stuzzicare la fantasia delle lettrici ed invitarle nel mio piccolo ed illusorio mondo. In fondo non cerco “una ragazza” perché cerco invece la ragazza che si fidi di me e che mi segua ciecamente o quasi. Ecco, sì. 

Lasciatemelo questo sogno, ché tanto non fa male a nessuno, se non a me. Una volta era diverso, perché avevo un’utopica idea di amore che forse nemmeno esiste davvero. Ora cerco un amore più spirituale, di fede, di abnegazione. Per usare un termine forte, vorrei una ragazza che si sottomettesse a me. Una volta era diverso, perché avevo meno coltellate sulla schiena.

Alessandro Naro e il suo poliziotto

Alessandro Naro e il suo poliziotto

Date: 16 settembre 2021Author: Silvestra Sorbera

Intervistiamo oggi un giovane scrittore piemontese, Alessandro Naro, alla sua seconda pubblicazione letteraria.

Alessandro scrive hard boiler che hanno per protagonista il Commissario Flavio Luciani, un poliziotto schivo e taciturno con un passato pesante, diicile da dimenticare.

La prima indagine, dal titolo 168 ore è stata molto apprezzata dai lettori e anche il secondo capitolo della serie non è da meno.

Amen, questo il titolo della sua seconda fatica letteraria, è una storia che prende spunto da fatti di cronaca reale.

Sinossi: 

Gennaio 2020
Il vicequestore Flavio Luciani è alla sua seconda indagine a Torino.
Questa volta dovrà smantellare un traffico di esseri umani che si muovono nell’ombra ai margini della città.
Una denuncia di scomparsa, un bambino morto e una futura mamma coraggiosa che scopre il vaso di Pandora dell’omertà.
Luciani con i suoi tic, gli occhiali scuri e la sua pipa, insieme a Ciravegna, Fenu, Di Pilla e Mallia riuscirà a trovare la chiave di volta del caso.
Come per la prima indagine anche questa volta Luciani risolverà il caso in pochi giorni.

Sentiamo cosa ci racconta l’autore.

Alessandro due libri e un buon succeso. Te lo aspettavi?

Sinceramente no. Ho alle mie spalle una lunga carriera da gosth writer e so perrettamente che i romanzi possono aver presa sul pubblico ma, non sempre. Non è chiaro il motivo, i lettori sono tanti, vari e con usti diversi. Per ora Luciani ha il suo seguito.

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?

No, Luciani è un uomo come tanti. Ho cercato di renderlo vero, come un qualsiasi uomo che deve continaure la sua vita dopo una tragedia.

Arriverà il terzo capitolo?

Credo di sì anche se la non ho ancora le idee ben chiare sulle sorti del commissario.

Da dove trai ispirazione?

Solitamente da qualcosa che mi colpisce o che mi afascina tanto da farmi documentare in maniera spasmodica ed è per questo che al momento sono un po’ fermo con la scrittura. Deve scattare la scintilla.

Con Amen è scattata quando?

Una mattina al bar mentre leggevo il giornale. Vedi basta poco per farmi venire un’idea ma l’argomento deve stuzziacermi.

Una setta, bambini. E’ stao difficile fare delle ricerche?

Putroppo no. L’argomento trattato è pesante, ma se non all’ordine del giorno…quasi.

Una mamma si racconta… di Pier Carlo Lava

Una mamma si racconta… di Pier Carlo Lava

Date: 25 aprile 2020Author: alessandria today

Una mamma si racconta

Una mamma si racconta… di Pier Carlo Lava

Alessandria, intervista ad una mamma che racconta la sua lunga esperienza di vita ai lettori di Alessandria today.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=Y_6JzvSq-kY

“I racconti del giovedì”: Racconto inedito scritto da Ernesto Martinasso

“I racconti del giovedì”: Racconto inedito scritto da Ernesto Martinasso

Date: 2 dicembre 2021Author: alessandria toda

Me Piemont

Il libro del Comando

Vi era un tempo un parroco che officiava in una piccola chiesa sperduta nella campagna alessandrina, era un settimino, venuto alla luce quindi al settimo mese di gravidanza e settimo nato in una nidiata di sette fratelli; era temuto dai suoi parrocchiani in quanto ritenuto dotato di poteri sovrannaturali e praticante la ‘fisica’. 

Il suo nome era, manco a dirlo, Settimo, e occorre dire che i fedeli forse non sbagliavano a considerarlo un ‘mascun’, uno stregone; infatti era entrato in possesso di una copia del ‘libro del Comando’ e passava tutto il suo tempo libero a leggerlo e rileggerlo. 

Un bel di decise di evocare il demonio e così, nell’intimità della sua camera iniziò ad invocare le sette categorie dei demoni ‘Oh demoni del fuoco, dell’aria, dell’acqua, della terra, del sottosuolo, delle tenebre e del ghiaccio, io vi invoco e vi comando di manifestarvi a me’; dopo aver ripetuto sette volte l’invocazione rimase in attesa. Ma non accadde nulla e allora Settimo, spazientito, cercò nei suoi appunti qualche altra formula evocatrice. Quand’ecco che il suo olfatto avvertì un forte odore di zolfo e dal camino si materializzò una figura maligna che, scrutandolo in maniera beffarda disse ‘Settimo, misero mortale, perché disturbi i demoni?’. Settimo era esterrefatto, in fondo non credeva che un tale prodigio potesse realizzarsi; ma ora un demonio si era materializzato dinanzi a lui ed era terribile oltre ogni immaginazione. Disse Settimo, tremando come una foglia, ‘perdona il mio ardire e considerami tuo servo, ma dimmi chi sei, con chi ho l’onore di conferire?’. Il demone rimase in silenzio per un certo tempo e Settimo temette il peggio, avvertendo nel suo intimo la devastante malignità che  emanava quell’essere diabolico, poi disse, glaciale ‘io sono Belzebù, principe dei demoni, signore delle mosche, dio di Ekron, guida degli spiriti di menzogna detti Chaigidel. Dimmi cosa vuoi da me, senza farmi perdere tempo, ed io esaudirò la tua richiesta.’ Settimo si sentiva venir meno ma, per non far spazientire Belzebù tagliò corto e disse ‘voglio vivere immerso nel denaro’. Belzebù rise con tale potenza da far tremare la cameretta del parroco, poi con voce tagliente sibilò ‘la richiesta di voi vermi mortali è sempre la medesima e tu non brilli certo di fantasia; sarai comunque accontentato’.

A questo punto Settimo si sentì attrarre da una forza invisibile verso il camino che si aprì, inghiottendolo; era la porta dell’Inferno e dopo poco Settimo si trovò immerso in una poltiglia di feci maleodoranti. ‘Maledetto diavolo, mi hai ingannato’ urlò il fu Settimo, rispose Belzebù gongolante ‘mio caro, sei stato tu a chiedermi di vivere immerso nel denaro e io ti ho accontentato, non è forse il denaro lo sterco del diavolo? Ebbene, di cosa ti lamenti, stolto? E poi, fidarsi del capo degli spiriti menzogneri,  non ti pare alquanto sciocco?’.

Questo fatto avvenne il giorno 7 del settimo mese dell’anno, Luglio, dell’anno di grazia 1777, alle ore 7.

Il parroco Settimo venne dato per disperso e l’odore di zolfo presente nella sua cameretta durò decenni, rappresentando un fatto inesplicabile.

Racconto inedito scritto da Ernesto Martinasso

“I racconti del giovedì”

Ti racconto una fiaba, Laura Neri poesie 

Ti racconto una fiaba, Laura Neri poesie 

Date: 6 aprile 2022 Author: alessandria today


Laura Neri poesie
 

Ti racconto una fiaba

C ‘era la brezza del mare

C era il sussurro del vento

C era il silenzio del mondo

C eri tu con il tuo sorriso

E attraverso i miei occhi

Ti guardai e ti dissi:

Damme nu vase

E po’ nun parlai cchiu’

Sule cu l uocchie

Te cercavo

E ‘o calore

O sentette rint e, vene

Pensaie :

Ma comm è strana a vita

E aspetto…

©Laura Neri

Matilde e la torta

Matilde e la torta

Date: 26 gennaio 2021Author: Non Solo Campagna – Il blog di Elena

Photo by NastyaSensei on Pexels.com

Matilde era in cucina a prepararsi la sua lauta colazione. La sua prima lauta colazione, a cui ne sarebbe seguita un’altra a metà mattinata. Apparecchiò la tavola con cura, scaldò il latte, mise la cialda del caffè nella macchina espresso e si tagliò una bella fetta di torta al cioccolato. Pregustava tutto già con la vista e l’olfatto, quando in cucina si presentò Fausto, suo marito, a rovinarle la festa. 
«Maledizione, Mat! Smettila di mangiare a quel modo. Non vedi come ti stai riducendo?» e, mentre diceva ciò, andò a prepararsi il suo caffè amaro. 
«Io mi devo nutrire e sto semplicemente facendo la mia solita colazione». 
«Questo è il problema: la tua solita colazione. Solo che dopo la prima viene la seconda, poi un pranzo che sembra un menu di nozze, quindi una “merendina” a base di torta e, per finire, una cena da trattoria romana». 
«Io lavoro tutto il giorno in casa e mi provoca un forte appetito», tentò di giustificarsi Matilde. 
«E dove trovi il tempo di lavorare se stai sempre a mangiare?». 
«Non è vero. Tu hai sempre le tue camicie pulite e trovi sempre la cena pronta a puntino e la casa pulita». 
«Quello che mi dici lo farebbe tranquillamente una donna di servizio. Io vorrei una moglie, non una balena, come sei diventata. Oh, basta! Con te è tempo sprecato! Esco». 
Se qualcuno avesse trafitto la povera Matilde con una spada, in quel momento lei non avrebbe sentito niente, tanto era il dolore per l’umiliazione che ormai subiva da tempo. L’aveva capito che lui si era trovato un’altra e che a breve l’avrebbe sostituita con una donna secca come un’acciuga. Finiti i tempi della luna di miele, quando la chiamava “la mia morbida Mat”. 


Con le lacrime agli occhi, Matilde tagliò un’altra fetta di torta e la divorò come se fosse l’ultima della sua vita. 
“Mi vendicherò! Non creda di passarla liscia così”, pensò con determinazione, mentre un piano prese forma nella sua mente. 
Fausto ora la criticava, ma le sue torte, famose in tutto il vicinato, gli erano sempre piaciute, così decise che gli avrebbe servito una torta corretta al… cianuro! In una serie poliziesca, aveva visto che dai semi di alcuni frutti si poteva ottenere una quantità di cianuro sufficiente per uccidere. Prese dal frigorifero un certo numero di pesche e albicocche e cominciò a rompere il nocciolo e a triturarlo. Con la polpa si fece una bella macedonia che avrebbe mangiato a pranzo. Prese anche noci e mandorle per realizzare una buonissima torta al cioccolato e frutta secca. Una delizia. Ne preparò una anche per sé, ma senza cianuro; giusto un po’ per avere quell’aroma d’amaretto tanto invitante. 


La mattina dopo si svegliò prima, in modo che, al risveglio, il marito sarebbe stato inebriato dal profumo del dolce ancora caldo. Quando sfornò le torte, le venne l’acquolina, tanto erano fragranti. Le cosparse anche di zucchero a velo, così l’odore di vanillina ne esaltava ancora di più il fragrante aroma. 
Fausto scese per colazione, ma, invece di complimentarsi, come accadeva in precedenza, sbuffò infastidito. 
«Ancora con questi dolci! Questo mi sembra ancora più calorico del solito». 
«L’ho fatto apposta per te! Ti piaceva tanto!». 
«Prima che tu assumessi le dimensioni di un transatlantico. Guardati! Mi fate schifo, tu e la tua torta! Quei dolci ti uccideranno, prima o poi». L’uomo, furioso, girò le spalle e andò via velocemente. 
«Fausto…», disse Matilde, alla stanza ormai vuota. 


Aveva le lacrime agli occhi ed era furiosa. Ancora una volta l’aveva offesa profondamente. Doveva calmare quel dolore e colmare quel vuoto che sentiva nello stomaco. Come in trance si tagliò una fetta di torta che rappresentava quasi la metà di tutta la forma. Ingoiò voracemente tutto e solo quando, dopo un certo lasso di tempo, cominciò a sentirsi strana e confusa con nausea e un forte dolore di testa, si rese conto che aveva affettato e mangiato la torta avvelenata. Guardò ciò che era rimasto del dolce e, prima di cadere a terra, le sembrò che si beffasse di lei.

Napoli. La Certosa di San Martino 

Napoli. La Certosa di San Martino 

Il museo Barocco della città 


Pennacchi di Domenichino e Cupola di Lanfranco, 1631-’43, Cappella di San Gennaro, Duomo di Napoli

Tra i molti luoghi che caratterizzano la Napoli Barocca, la Cappella di San Gennaro (Duomo di Napoli) e la Certosa di San Martino, sono sicuramente quelli dove l’impronta del nuovo stile rimane tutt’oggi più marcata e caratteristica. 
Negli anni Trenta del Seicento, in seguito al consolidarsi della fama di Pietro da Cortona a Roma, i pittori emiliani Domenichino (1581-1641) e Giovanni Lanfranco (1582-1647) si trasferivano a Napoli per eseguire uno straordinario ciclo di  affreschi nella Cappella del Tesoro di San Gennaro (Lanfranco e Domenichino a Sant’Andrea della Valle). Databile dal 1631 al ’43, l’impresa iniziata da Domenichino, finì con sua morte improvvisa, lasciando compiute le sole lunette degli altari e i pennacchi della cupola con le “Storie di San Gennaro”. A due giorni dalla morte, lo sostituiva l’artista e amico Lanfranco, già attivo a Napoli, che ultimò la cupola con il “Paradiso” (Caravaggio e i caravaggeschi a Napoli).

Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

È davvero piacevole leggere le statistiche che affermano come nelle nostre case cane e gatto siano sempre più in compagnia. Sfatato il vecchio tabù che non vadano d’accordo, sono sempre di più soprattutto le giovani coppie che decidono di avere in casa entrambi. Ovviamente, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, ma anche per esperienza personale possiamo affermare che se crescono assieme, difficilmente si odieranno. Nel caso in cui magari decidessimo di inserirne uno dopo l’altro, generalmente è più facile che il cane accetti il gatto che viceversa. Nella maggior parte dei casi, infatti, nonostante si pensi il contrario, il gatto sarebbe più territoriale e farebbe più fatica ad accettare l’arrivo del cane. Mentre, quest’ultimo, una volta che ha le sue pappe, le sue attenzioni e i suoi giretti, difficilmente chiede di più. A proposito di convivenza, dovremmo lanciare uno sguardo anche ai giocattoli e ai passatempi che piacciono ai nostri animali. Anche in questo caso, il gatto sarebbe più esigente.

Secondo una statistica andrebbero matti per un oggetto in particolare

Ecco, cosa non dovrebbe mai mancare nelle case per fare felice il tigrotto di casa. Una recente indagine scandinava avrebbe sottolineato come nelle case in cui abitano i gatti non dovrebbe mai mancare la casetta. Fatta possibilmente a cubo, alta, meglio di bassa, e con più passaggi per uscire ed entrare. Sappiamo bene che il micio ama andare avanti e indietro, ma anche curiosare e allo stesso tempo mettersi in posizioni di attesa e in posa come un modello. Questo tipo di casetta, possibilmente morbido e rivestito di pelo sintetico, si dimostra un accessorio confortevole, ma in grado anche di fornire sicurezza al nostro micio.

Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

Solitamente i cani si accontentano del classico pallone, la pallina da tennis e magari del frisbee, per quelle razze che si dimostrano più atletiche e vogliose di allenamento. Al gatto piace, oltre al “grattatoio”, che ultimamente vediamo molto simile a delle costruzioni, anche il tunnel. Fatto in tessuto, trasparente o in grado di garantire la privacy, sembra essersi dimostrato un accessorio che piace molto al nostro gatto. Magari posizionato proprio vicino al cubo della casetta, o al gratta unghie, sarebbe il top per il nostro micetto.

Lettura consigliata

Sorprendente ma decisamente naturale il motivo per il quale il nostro gatto non beve l’acqua della sua ciotola

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell’autore, consultabili QUI»)

Rocco Scotellaro, tre poesie

Rocco Scotellaro, tre poesie

 ~ ANGELA GRECO – ANGRE

ulivi - van gogh

Campagna

Passeggiano i cieli sulla terra
e le nostre curve ombre
una nube lontano ci trascina.
Allora la morte è vicina
il vento tuona giù per le vallate
il pastore sente le annate
precipitare nel tramonto
e il belato rotondo nelle frasche.

*

È già notte qui nei valloni
è già notte per le campagne
marine.
Dai paesi corrono piccole
nuvole di fumo verso il cielo.
Continua la vita nel gelo.
L’anima è questo respiro
che ci riempie e ci vuota.
E occorre guardarsi indietro
a vedere il giorno
dove corre.
Corre di fronte
alle luci accese dei pali
dove il Vulture adesso
si vede
sullo specchio rosso
di ponente…
Perché l’ombra è già
morta sui pini.

*

Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore
gl’intrecci degli uomini, chi ride e chi urla
giura che Cristo poteva morire a vent’anni
le gru sono passate, le rondini ritorneranno.
Sole d’oro, luna piena, le nevi dell’inverno
le mattine degli uccelli a primavera
le maledizioni e le preghiere.

***

Rocco Scotellaro (Tricarico 1923 – Portici 1953) fu uno dei maggiori poeti e intellettuali lucani impegnato nel vivo delle problematiche del secondo dopoguerra. Animato da una forte carica morale e ideale, profusa nella sua produzione letteraria e nell’impegno politico, ha assunto il valore emblematico delle lotte per il riscatto del popolo meridionale. Di umile origine, socialista, fu sindaco di Tricarico dal 1946 al 1950, quando fu arrestato sotto l’infondata accusa di irregolarità amministrative; in seguito, grazie all’intervento di C. Levi, ottenne un impiego presso l’Istituto agrario di Portici. Trasse dalla sensibilità ai problemi sociali della sua terra motivi per alcune opere comparse postume: l’inchiesta Contadini del Sud (1954), il romanzo autobiografico incompiuto L’uva puttanella (1955) e una serie di poesie (È fatto giorno, 1954). In seguito sono stati pubblicati il volume di racconti Uno si distrae al bivio (1974) e la raccolta di versi Margherite e rosolacci (1978). Nel 2019 la sua intera produzione letteraria è stata raccolta nel volume Tutte le opere.

In apertura: Vincent van Gogh, Ulivi