Momenti di poesia: SCIARADA, di Mirella Ester Pennone Masi

Momenti di poesia: SCIARADA, di Mirella Ester Pennone Masi

SCIARADA

C’è un gioco di colori nell’aurora

il nido dei desideri, vorrei trovare,

sono una rondine… vagabonda. 

Cerco te e una sinfonia di note

leggere come petali d’un fiore, 

come le foglie dal vento riarse

tra i violini dell’autunno.

Cerco te e un perché, 

quando l’onda burrascosa

smorza il rantolo del singhiozzo

che, si arrende alla charade.

Poi, mi siedo mollemente

sulla sponda del torrente,

sedimentano i miei pensieri:

sei nel richiamo di un ricordo

che ridesta ancor fremente.

Cerco te dentro la fantasia 

ma, è solo un volo di farfalla

“che schiude alla poesia”.

*

CHARADE 

There is a play of colours in the dawn

the nest of desires, I would like to find,

I am a swallow…vagabond. 

I seek you and a symphony of notes

as light as petals of a flower, 

like leaves parched by the wind

among the violins of autumn.

I look for you and a why, 

when the stormy wave

muffles the gasp of the sob

which, surrenders to charade.

Then, I sit limply

on the bank of the stream,

settling my thoughts:

you are in the call of a memory

that still quivers.

I search for you inside my imagination 

but, it is only a butterfly’s flight

“that opens to poetry”.

Mirella Ester Pennone Masi  26 giugno 2017

photo web

Momenti di poesia: Un’altra storia, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia: Un’altra storia, di Giuseppe Pippo Guaragna

Un’altra storia

Raccontami una storia,

non importa sia vera,

che inizi e che finisca

… c’era una volta, c’era.

C’era una volta in un regno lontano

una giovine e bella principessa, 

che da tempo il re voleva sposare

ad un principe di grande valore.

Giraron per le piazze i banditori,

ne parlava la gente nei mercati,

ne fecer madrigali i trovatori

intessuti di lai e favolelli. 

Ed eccolo arrivato il gran momento,

con grande sfoggio d’armi e d’armature,

di destrieri bardati e gran bevute,

nelle tende racconti d’avventure.

Triste la principessa in cor soffriva,

nel popolo minuto avea i natali

colui che nel suo cor ormai viveva,

la mano ad altri non si confaceva.

Così finisce che la principessa,

dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro,

s’en va dalla sua reggia e dal suo regno

senza rimpianti e decorosamente.

Cosa c’insegna al fine questa storia,

ch’è  d’altri tempi eppure sempre attuale,

l’amore è un sentimento senza eguale,

vive da sempre e c’è una volta ancora.

GPG

Momenti di poesia: IL  MARE, di Rosalba Di Giacomo

Momenti di poesia: IL  MARE, di Rosalba Di Giacomo

IL  MARE 

Una canzone, eterna melodia,

canta oggi il mare al volger della sera.

Forse sono onde sol di nostalgia,

eppure sembra proprio una preghiera. 

Sarà una cantilena o sinfonia

di albe lontane, una sentita vera

implorazione e tanta poesia.

Quasi un sussulto, una dolce sincera 

grande emozione, mi pervade e assale

nell’ascoltare questa nenia strana

che da secoli giunge nel sopore

del dì al tramonto. La notte lontana

stelle drappeggia, donando chiarore

lì sulla volta. E la luna risale.

Rosalba Di Giacomo

Foto mia

Momenti di poesia: La passiflora, di Stefania Melani

Momenti di poesia: La passiflora, di Stefania Melani

La passiflora

La passiflora 

con i ghirigori viola dei petali 

prima che siano bacche

a ricordare l’evento 

Vita –  morte – vita.

Quell’ora amara 

che ritorna sempre – espiando –

ramifica nel tempo 

il dolore dell’uomo.

Spina sulle costellazioni 

che raccolgono e latitano

chi approda alla vita

scavando fosse

aprendo varchi

ai nuovi nascituri.

Stefania MELANI @

BUONGIORNO LUMINOSO E SERENO amici carissimi 

Foto di Stefania Melani @ Foto dal mio giardino.

Lunedì in… Poesia

Foto: Elisa Mascia – Chiesa di Sant’Elena Imperatrice

Vivere il sogno di un grande amore.

Poi d’improvviso si crea,
dal nulla,
un vuoto,
assenza persino di una semplice parola
che non c’è.
Di solito dà un senso al giorno nuovo,
di un impulso essenziale di energia
e di bisogno di esserci con forza,
presenza nella vita l’uno dell’altro.
Non so cosa pensare.
Non capisco perché!
È una semplice interruzione
per riprendere poi il discorso di noi due che mai si ferma nel dialogo desertico dell’interiore,
nell’intimo segreto!
La sensazione è che questo silenzio è squarcio dell’anima mentre grida e reclama la tua insostituibile attenzione.
E ti aspetta…
Ti aspettiamo tutti.
Dal più piccolo,
invisibile atomo a quello più evidente
che urla,
affacciato alla finestra del mondo,
per dirti che non finisce mai il sentimento delle anime intrise di spiritualità,
gemelle divine.

Elisa Mascia 26-6-2022

https://www.alidicarta.it/leggi.asp?testo=266202215231573

Momenti di poesia: Fioriscono senza spine, di Marina Donnarumma

Momenti di poesia: Fioriscono senza spine, di Marina Donnarumma

Fioriscono senza spine 

le rose dell’alba.

Cadono petali a non finire,

peonie di luce rosa, 

tremanti stralci di nuvole,

come foglie baciate dal vento.

Nudo il centro del sole,

Una freccia al centro della terra,

Scoppia il giorno a non finire,

un bottone d’oro che brucia

e rende incandescente 

la mia pelle. Iris G.DM

La mia adolescenza, di Stefano Polo

Fredde stanze nella mia vita
frustate di vita…
Nel mio animo
solo grigio e paure insonni…
La mia adolescenza scorreva
come un fiume di acque stagnanti
il mio cuore era impietrito dai timori
il mio viso sembrava fatto di marmo
come bloccato da un fotofinish
il mio cuore pulsava come se fosse
un treno in partenza senza meta
la mia adolescenza
era un mare impervio
dove il mare era inquieto
pieno di vento portando via
il mio passato
dando nuova vita a me stesso…
l’uomo che sono adesso.

Obbligo del POS al 30 giugno, multa a chi rifiuta i pagamenti digitali

Obbligo del POS al 30 giugno, multa a chi rifiuta i pagamenti digitali

L’obbligo del Pos per esercenti e professionisti era già in vigore dal 2013 ma all’epoca non erano previste multe che invece sarebbero dovute entrare in vigore da gennaio 2023. Ora con un Decreto del Consiglio dei Ministri appena approvato viene invece previsto che da giovedì 30 giugno entra in vigore quanto segue:

-l’uso obbligatorio del Pos.

-sanzione doppia per chi non accetterà i pagamenti elettronici.

La sanzione è pari a 30 euro più il 4% del valore della transazione per cui l’esercente abbia negato il pagamento elettronico. Quindi, nel caso di mancata accettazione di un pagamento da 25 euro con carta di credito, Mobile payment, smartwatch o smartphone, all’esercente sarà comminata una multa di 31 euro: 30 euro più 1 euro (ovvero il 4% di 25 euro di transazione elettronica negata).Ulteriori approfondimenti al link di questo sito: https://www.pagamentidigitali.it/news/il-decreto-pnrr-anticipa-lobbligo-del-pos-al-30-giugno-doppia-multa-a-chi-rifiuta-i-pagamenti-digitali/

Un uomo, sa amare un uomo?, di Iris G. DM

Un uomo, sa amare un uomo?, di Iris G. DM

Un uomo, sa amare un uomo?

Quanto sa farlo, 

sa farlo?

Un uomo sa essere solo,

dentro la sua solitudine, un cuore di ferro!

Una donna sa cosa è l’amore,

non è capace di vivere senza, 

quanta musica nella testa, 

quanta musica nel cuore, che muore d’amore.

A una donna piace vivere di baci e di impazienza,

diretta e sciolta,

nei diari dell’innocenza.

Quanto sa amare un uomo?

Un uomo che uccide, quanto sa amare?

Sa amare sempre troppo poco 

e mai più di se stesso, 

mai più delle sue ragioni,

mai più della sua violenza. 

Io sono donna e so amare,

non uccido, io invento, 

invento uomini da amare,

uomini da desiderare,

uomini seduti sul mio ventre,

sulla mia faccia, sulla mia vita,

sul mio destino che non è di guerra, ma è guerra.

Io so amare, io so amare,

sono donna e so amare. Irisi G. DM

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci, di Giuseppe Cataldi

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci, di Giuseppe Cataldi

I miracoli avvengono una volta soltanto e solo se li riconosci

L’intransigenza dei giorni

e delle tendine che velano il sole

quando si muovono per scostare l’impegno

l’intransigenza delle macchine

ed il loro distratto avvinghiarsi alla carreggiata

mentre le curve lungo l’Aniene di Pietralata

sembrano aver più vita ed agitarsi

quanto più io mi senta inerte,

e la fuga che tutto intorno vive

e l’insoddisfazione dell’estro inchiodato

alla sponda come le reti che tengono le pietre

per impedirne il loro inesorabile andare,

vorrebbero il mare vorrebbero la terra

vorrebbero volare e districarsi e scappare.

Eppure la stagione ha ripreso a suonare

la sua campanella tintinnante

dovrebbe essere un festoso riappropriarsi dell’estate,

distesa come un corpo di ninfa noncurante

con le sue tettine fragili puntate alla luce

ed al suo amante,

eppure i cardi dal bel fiore blu

sono spinosi come sempre

sono un fiore di campo

che a casa non potrai mai portare

senza far uscire il rosso mirtillo dal cuore.

Poi  trovare il mio posto

fra i passi percorsi in casa

fra gli scaffali del supermercato:

ecco oggi comprerò un etto di gioia

un kilo di pace e mezzo kilo di te

Ed ecco alla curva della via di Pietralata

quella della legnaia che d’estate si spoglia

e della salita alla clinica ortopedica,

una signora con i capelli gialli

su una panda azzurra come il cielo

si ferma di botto ed io distratto

mi fermo anch’io ma non bestemmio

mi sporgo con gli occhi a destra

e vedo passare oltre il parafango,

prima la madre poi 6 paperelle

piccole in fila indiana

raggiungere l’altro marciapiede

sicure di una sicurezza screanzata e fiera

e senza rete, inutile voltarsi

o farsene una preoccupazione.

Ridere da solo e ritornarci il giorno dopo

I miracoli avvengono una volta soltanto

e solo se li riconosci e se non ne fai vanto.

NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA, di Sergio Garbellini

Photo by Ron Lach on Pexels.com

NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA, di Sergio Garbellini

Quando i sentimenti non vengono condivisi (Sergio Garbellini)

NELL’AMICIZIA MAI TRADIRE LA FIDUCIA

.

“Sabrina, ti presento Salvatore,

un caro amico, è stato folgorato

da tanta ed incredibile bellezza

ch’emani e m’ha persino confessato

.

d’aver delle intenzioni molto serie,

m’ha chiesto s’eravamo fidanzati,

gli ho detto che noi siamo solo amici

e che non siam mai stati innamorati.

.

Vi lascio soli per poter parlare

e fare la dovuta conoscenza,

dovete confrontarvi di persona

per acquisire un po’ di confidenza !”

.

Così dicendo, Marco sorridendo

lasciò i due colombi con premura,

sperando di cambiare il loro incontro

… in una favorevole avventura.

.

… Sabrina al terzo giorno chiamò Marco

fissandogli un urgente appuntamento,

la sera ci fu un duro faccia a faccia,

la donna come in preda allo sgomento

.

gli disse: “Ti credevo un vero amico,

quel Salvatore che m’hai presentato

s’è rivelato in vero mascalzone,

dapprima era ben intenzionato,

.

ma in seguito ha mostrato il vero volto,

mi palpeggiava senza alcun rispetto,

fissandomi con smania inferocita

voleva trascinarmi solo a letto,

.

mi sono rifiutata a più riprese,

temendo mi volesse usar violenza

ho ghermito lo spray dalla borsetta

gliel’ho spruzzato in faccia con veemenza

.

e son fuggita via impaurita,

son donna e non ho proprio alcun bisogno

che scegli tu per me gli spasimanti,

d’averti come amico, mi vergogno !

.

Da troppo tempo sono innamorata

d’un uomo che purtroppo sembra cieco

e mi presenta solo i delinquenti

per farmi violentare in modo bieco !

.

Capisco che ti senti solo amico

e non mi vedi sotto un’altra veste,

ma sono donna bella e affascinante,

non ho sentito mai le tue richieste

.

riguardo ad un approccio personale

desideroso di scambiar l’amore,

stavolta m’hai delusa, sono afflitta,

m’hai veramente fatto male al cuore !

.

Io sono innamorata, a questo punto

ti voglio confessar sinceramente

che l’amicizia l’hai mandata in fumo,

da oggi, tu per me non sei più niente !

.

Lasciarmi violentare dal tuo amico !

Ma voglio qui conoscere il motivo:

qual’era il vero aspetto programmato?

Non vedo un altro aspetto negativo !”

.

Sabrina gli si mise faccia a faccia

cercando di capire quell’affronto,

ma Marco pure lui era prostrato

in seguito a quel cinico racconto,

.

perché lui si fidava del suo amico,

ma si trovava con le spalle al muro

avendo disilluso la sua amica

in modo troppo fùtile e immaturo …

.

rispose: “T’ho delusa e mi dispiace,

anch’io ho subìto un brusco tradimento

sembrava sempre un tipo alquanto mite,

con te s’è dimostrato un gran violento !

.

Ti chiedo scusa, non serbar rancore,

possiam sbagliare tutti nella vita,

per me tu resti una sincera amica,

seppur la tua fiducia … l’ho tradita !”

.

SERGIO GARBELLINI

Chiave perduta, di Maurizio Coscia

Photo by Pixabay on Pexels.com

Chiave perduta, di Maurizio Coscia

Chiave perduta

S’udivano

melodie

lette sulle righe

secondo versi distorti

in chiave perduta.

Non doveva esser così:

musicate,

secondo note ribelli

eseguite,

in modo disperato

senza ragione,

senza buona filosofia

e invadeva il tempo

un’atroce melodia.

Immutabile,

continuo,

disarmonico

era un estremo tentativo

per tornare indietro

alla chiave perduta,

in cima al pentagramma,

per trovarla

e bloccare a ritroso

quell’assurda sinfonia

senza giusta filosofia.

(Tutti i di tutti riservati – poesia di Maurizio Coscia)

DI SERA, I RICORDI, di Vincenzo Pollinzi

DI SERA, I RICORDI, di Vincenzo Pollinzi

DI SERA, I RICORDI

Di sera, quando il cielo 

si tinge di rosso e

mescola inesorabile

le prime sfumature 

della notte che scende, 

a volte piove malinconia, 

ti scivola sulla pelle, 

si perde nei luoghi 

dove le parole 

non hanno più suono. 

Allora frughi nei ricordi, 

li accarezzi, 

ti ostini su quelli belli, 

chiedi scusa a qualcuno, 

a qualcuno sorridi. 

È il libro della vita

sempre aperto al crocevia

tra passato e presente e

il futuro che aspetta, che 

non sai, non puoi e non vuoi

chiudere sull’ ultima pagina. 

VINCENZO POLLINZI – GIUGNO 2022 

Foto di Maria Pia Torresi

Festival mondiale Arti e Sculture PIAF 2022

Biografia di Nadia Martorano (classe ’79)
Nadia Martorano nasce a Monaco di Baviera nel 1979, dove consegue il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule. Si trasferisce in Italia completando gli studi.
La sua passione per l’arte prende il sopravvento e da autodidatta inizia a disegnare già da piccola… l’immagine, il colore, il poter immergersi in queste atmosfere danno la dimensione della sua vita. Si cimenta con le tecniche più diverse, miste, spatola, materiche, figurativo, astratto, contemporaneo.
Addentrarci nell’arte di Nadia è un atto di sorpresa. Quello stupore innocente che ne cattura immediatamente lo sguardo… nel rendersi conto dell’uso del colore, così spontaneo, così elargito senza sprecare una pennellata. La forza è nella delicatezza nell’affrontare il luogo e il tempo che andrà a rappresentare o meglio dire a vivere in quell’armonia che la porta a intersecare la cromia che racconta. Nelle sue opere i soggetti raccontati riescono a dare allo spettatore quella serenità nel percorrere l’opera, da stagni che conducono il pensiero a profumi di terre lontane, terre incontaminate che danno quella sensazione, sicuramente nel cuore di ognuno di noi, di poter e saper custodire la nostra amata Terra. E poi perdersi in sterminati prati di papaveri, fiori da sembianze quasi immortali, eterei e delicati ai sensi, che ne accoglie quasi il profumo e nella vista ne trova la pienezza.
Il suo è un talento naturale, spontaneo che emerge nei suoi lavori quasi istintivo ma profondamente emotivo. La sua formazione pittorica non si basa su regole accademiche ma su una tecnica libera, autonoma in cui colpisce lo stile aperto a nuovi stimoli, intuizioni.
L’uso del colore, le sfumature di pennellate ma anche le applicazioni inserite, bastano per mettere in evidenza il tocco di mano innovativo, sicuro e deciso di Nadia Martorano. L’artista non si dedica quindi a una sola tecnica, ne sperimenta diverse spaziando dalla pittura all’uso di materiali decorativi e dal componimento figurato all’astratto.
Forse l’essere nata e vissuta per un periodo a Monaco di Baviera, dove ha conseguito il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule, e poi il ritorno nella terra di origine, Spezzano Albanese (Cs), e dove vive con il marito e i figli, ha inciso sul suo essere sensibile a tutto ciò che rappresenta il nuovo, il cambiamento. La pittura di Nadia Martorano rifiuta quindi gli schemi, ogni forma di chiusura e staticità, ma non per questo è priva del forte legame con le sue radici, quelle intrise di storia e antiche culture e tradizioni come quella arbëreshë di Spezzano Albanese. La sua arte è quindi un viaggio condotto in mondi lontani ma anche vicini, in luminosi campi colorati o in luoghi incantanti in cui perdersi e ritrovarsi. Nei suoi dipinti è forte la carica energica trasmessa dalla pittrice, che non manca mai di accompagnare lo sguardo dell’osservatore nell’incanto della natura, una costante nelle sue opere.
Proprio per il suo essere pronta a cogliere le opportunità date da nuovi stimoli artistici, Nadia Martorano è stata molto attiva anche durante la chiusura forzata per emergenza Covid-19. L’artista infatti ha partecipato a diversi concorsi, mostre personali e collettive nazionali e internazionali.
Tra le principali esperienze va menzionata l’essere stata selezionata per due anni di seguito tra gli artisti contemporanei pubblicati nel Catalogo d’Arte Moderna e Contemporanea 2020 (CAM 56) 2021 (CAM 57) edito da Mondadori. L’artista inoltre è presente in diversi volumi di riviste d’arte Biancoscuro ecc.
Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!
Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.
SU PIAF 2022
Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
TEMA: GUERRA E PACE
Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.
TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022
REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori
http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com
arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture
Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!
Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.
ABOUT PIAF 2022
The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.
Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.
Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.
THEME: WAR & PEACE
After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.
Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.
THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022
REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!
Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

Il mistero del 2 fiori – Oh my bridge

21 aprile 2022bridgeIl mistero del 2 fioriCi sarà un tempo in cui io vi padroneggerò!!Ci sono sempre fiori per coloro che vogliono vederli.Henri MatisseQuel mazzolin di fioriLo credo bene che la poverina nonostante il mazzolin di fiori che vuol regalare al suo moretto piange e sospira. Lei non lo sa, ma il problema del sabato sera non è che lei è poverina, ma sicuramente lui è andato dalla Rosina perché la furbetta le avrà sparato subito e senza indugio un bell’ appoggio a 4 picche, senza tante balle.Queste fiori, mi rivolgo anche a te S. Gaetano Thiene, protettore dei giochi, ma chi le capisce?2 fiori.Una delle licite più misteriose per chi si approccia inizialmente al bridge, o almeno lo è stato per me.Ma chi potrebbe mai immaginare che tutti quei cartellini apparentemente così innocui abbiano tutti almeno un paio di significati secondo il momento in cui si giocano?Ma avete mai provato a spiegare, a quelli che non si sono mai interessati al bridge, in poche parole, all’incirca di cosa si tratta? Se i vostri ascoltatori non se la sono data a gambe dopo pochi minuti, forse vi sarà venuta la voglia di andare oltre, e di informare che anche i cartellini che si utilizzano per decidere un contratto, cambiano di significato molte volte, aggiornano la quantità dei punti, il numero delle carte in un determinato seme o addirittura di due, chiariscono l’obiettivo del contratto che da un semplice parziale, può diventare una manche o addirittura uno slam.Ma per passare da tutto questo bisogna correre dietro ai significati dei cartellini. Per cui liciti le fiori e potresti non averle, le liciti un’altra volta e potresti non averle, oppure averne un treno e mezzo, oppure le liciti e potrebbero non interessare a nessuno, semplicemente si usano per chiedere come stiamo a cuori o a picche.-Le sue cuori come stanno?–Bene grazie, ne ho quattro belle grasse-– Perfetto le vorrei far accoppiare con le mie, cosa dice?–Ottima idea, credo che ne nascerà un bel contratto.–Lo credo anch’io, ma le fiori?- -Cosa ne facciamo delle fiori?–Ma chissenefrega delle fiori, lasciale lì, prima o poi qualcuno le prenderà..-Se avete cercato di spiegare ad un vostro conoscente questo passaggio, probabilmente la prossima volta che vi incontrerà cambierà strada. Invece sarebbe proprio bello che in tanti, scegliendo tra quale mental coach seguire o a quale counselor appoggiarsi, provassero a scoprire quanti e quali parallelismi la vita da bridgista ti propone, e quante risposte potrebbe fornirti. Ovviamente solo seriamente motivati. No perditempo. Perché il bridge non fa sconti a nessuno. Niente botte di fortuna, giusto giusto la probabilità del colpaccio che si ha di vincere la lotteria di capodanno.Voglio credere che sia un caso che, in cartomanzia, il 2 di fiori descriva una situazione poco chiara tra due persone, il conflitto che può nascere tra due amici dopo una disputa. Se il 2 fiori avesse un po’ meno orgoglio e vanità (questo dicono i tarocchi che li rappresentano con un pavone), probabilmente avrei avuto meno incubi e ansie ogni volta che me lo ritrovavo davanti, e posso garantirvi che fissarlo insistentemente non servirà a nulla; loro non ti daranno nessun cenno di aiuto. L’unica soluzione possibile è quella dello studio. Paziente e costante, che imprima il più presto possibile tutti i molteplici significati e convenzioni che esprime questo cartellino.Quante volte nel nostro quotidiano ci ritroviamo di fronte a un 2 fiori?Sarebbe proprio bello saperlo subito, essere preparati, quando un 2 fiori è un colloquio di lavoro, quando 2 fiori è la relazione di amicizia che si presenta in un modo, ma ti interroga su altro, quando il 2 fiori è la decisione se alzare il tiro in un investimento economico oppure sapere che devo rispondere al minimo e passare. Sempre uguale ci si deve comportare. Studiare, applicarsi, non essere precipitosi e aver acquisito tutti gli strumenti per poter interpretare al meglio il presentarsi di questo cartellino, per poi sempre proseguire la contrattazione in virtù di quello che in quel contesto ha significato.Io lo riassumerei così. Il 2 fiori è quell’aiuto che se non sai come gestire ti si rigira contro e fa più danni della plastica disseminata per il mondo. Ma diventa obbligatorio farlo entrare nella nostra vita e adottarlo utilizzandolo al meglio.Un pensiero al mio caro socio che nell’impresa ardua di infilarlo nel mio cervello si è trovato a giocare nella 5 – 0 a fiori. Perché si sa, quando si toglie il pannolino ai bambini, qualche pisciatina fuori dal vaso tocca raccoglierla!milena bonazziClassificazione: 1 su 5.FacebookRi-trattoMiss-K (il controllo)Affari di cuoreTempo al tempoBridge vs Yu-Gi-Oh!

Il mistero del 2 fiori – Oh my bridge

Adolescenza – Oh my bridge

Adolescenza“- Mercoledì sta attraversando quel particolare periodo in cui le ragazze hanno un pensiero fisso.– I maschietti?– L’omicidio.”ANJELICA HUSTON – Mortisia AddamsHARRIET SANSOM – Ellen BuckmanHARRIS CHRISTINA RICCI – Mortisia Addams15 Maggio 2022Oggi scambiavo messaggi con un’amica (carissima Annamaria, speciale in tutte le sue forme..). Ci confrontavamo sulle solite illazioni legate all’adolescenza. Le scelte dei figli, l’educazione e altre tematiche tipiche di questo periodo così turbolento.Lo ripeto sempre a favore di chi legge questi articoli per la prima volta. Mi stimola e mi diverte così tanto trovare comparazione tra il vivere quotidiano e la vita del bridgista, che fino ad ora non ho trovato argomento che non si presti a questo fine.L’adolescenza è un argomento talmente tanto ampio e sentito che potrei scriverne per ore. Mi limiterò invece a fare poche considerazioni, su quanto fatichiamo a capire i ragazzi che attraversano questa fase e su quanto questa temibile adolescenza crediamo di relegarla ad un periodo limitato della nostra e loro vita, ed invece si ripresenta anche in età adulta, in forme molto diverse e sottili da come ce l’aspettiamo.Esaminavo per esempio che, quando iniziamo da zero a giocare a bridge possiamo considerarci come dei bambini, che hanno tutto da imparare; pian piano, nel diventare più esperti e capaci facciamo per forza una evoluzione. Passiamo dal muoverci completamente inconsapevoli ed esposti a tutti i rischi, ad essere più strutturati nell’affrontare le difficoltà che ci si presentano in tutte le fasi del gioco. Chi ci affianca in questo percorso, che sia il nostro insegnante, oppure il nostro socio più esperto , dovrà avere la capacità di riconoscerci questa evoluzione e di rapportarsi con noi in maniera sempre nuova. Si dovrà adattare periodicamente alle nostre nuove conoscenze e di conseguenza alle nostre nuove consapevolezze e decisioni.Quando abbiamo dei figli, passiamo i primi anni ad occuparci totalmente di loro, tenendoli al sicuro ed educandoli secondo i nostri schemi, che ovviamente riteniamo siano il meglio. Spesso siamo così presi dal ruolo che ricopriamo nei confronti della nostra prole, che corriamo il rischio di non osservarli e di non ascoltare la loro vera indole con la dovuta attenzione. La cosa più difficile è accettare quando divergono dal nostro volere. Riuscire a non imporci e a non cercare di snaturali, richiede una cognizione da parte di noi genitori che non è sempre così lampante. Ci aspettiamo che facciano scelte che ci aggradano e che siano coerenti con ciò che gli abbiamo trasmesso. Spesso la speranza è che sotto la nostra guida ottengano più di quello che abbiamo ottenuto noi; senza pensare che, se questo modo di agire fosse stato perfetto, anche noi avremmo ottenuto il massimo. Invece non è sempre stato così.Il difficile è capire quando, dobbiamo smettere di credere che i nostri ragazzi siano un prolungamento di noi e iniziare a vederli come individui indipendenti. Quanto è complesso lasciare andare e iniziare a rispettarli per le loro idee e modi di vedere, anche quando non combaciano con i nostri!Pensando al bridge allora mi accorgo che nella corso della nostra esistenza viviamo molte adolescenze diverse. Ogni volta che ci ritroviamo a iniziare un’esperienza nuova, di qualsiasi natura, che sia lavoro sport o altro, attraversiamo sempre tutte le fasi che abbiamo già vissuto. Da nudi e puri inesperti siamo bisognosi di tutto. Ci affidiamo a qualcuno che ci insegni e guidi per crescere, fino ad acquisire nel trascorrere del tempo sempre più competenze, fino ad arrivare ad una sorta di adolescenza.Quella che io chiamo adolescenza/deficienza si presenta sempre uguale.Ribellione, voglia di indipendenza, conflitti con i nostri metaforici “genitori” “insegnanti”, rivivendo se ci riflettiamo, svolgimenti che ci appartenevano anche tanti anni fa, quando volevamo spiccare il volo ma chi ci custodiva ci inseguiva per darci ancora l’imbeccata. In egual modo, chi si trova dall’altra parte e ha sudato e si è sfiancato per crescerti in qualsiasi ambito, fatica a lasciarti andare. Vorrebbe continuare a gestirti come quando eri imberbe.Il tema dell’adolescenza mi è particolarmente caro. Ringrazio il cielo tutti i giorni, per come mio figlio diciottenne mi fa vivere la sua. Come tutti abbiamo avuto momenti terribili in cui lo avrei regalato volentieri al circo. Negli anni di crisi nera, ne parlavo con tutti cercando ogni forma di aiuto. Ho letto perfino un libro su come addestrare i cani. Poi mi sono illuminata. Sarà stata la diffusione del 5G che mi ha magnetizzato il cervello e ho capito. Non ho cambiato lui, ma sono cambiata io. Ho capito che il tempo di educarlo era già passato. Ora si trattava al massimo di accompagnarlo, forse consigliarlo qualche volta. Ammetto che ora spesso è lui che insegna qualcosa a me. L’epoca e la società che vive lui, sono diverse da quella che ho attraversato io. Quindi va percorsa insieme e ognuno deve imparare, sostenendosi e fidandosi a vicenda.Eccomi caro socio di bridge, adesso è il tuo momento. Renditi conto che adesso hai a che fare con una partner che sta uscendo dalla pubertà del gioco. Inizia a diventare insolente e sfacciata. Non credere che non ti rispetti. Anzi come i ragazzini con i brufoli che si affacciano al mondo reale, ho solo tanta voglia di dimostrarti il mio valore. Capisco che come a tutti gli adulti che ci hanno guidato, ti faccio scappare i cavalli; ma è proprio la voglia di compiacerti e manifestare di essere all’altezza delle tue aspettative che mi fa ribellare. Vorrei che mi venissero riconosciute le mie indipendenze e concessi gli errori di valutazione. Questo renderebbe merito al tuo lavoro di pazienza e di educazione. Se ti rendessi conto che hai cresciuto una bridgista appassionata che vuole anche ripagare il tempo che le hai dedicato, saresti orgoglioso delle mie prese di posizione. Gli errori di valutazione dovrebbero farti sorridere, esattamente come quando guardi la ragazzina che vuole iniziare a truccarsi per sentirsi grande e alla fine assomiglia ad un panda gigante.Imperdonabile sarebbe anche non nominare il mio maestro e i miei compagni di corso. Avere insegnanti completi, all’altezza del loro ruolo e soprattutto capaci di trasmettere le loro conoscenze, è raro come l’Iridio, il metallo arrivato con l’asteroide che ha causato l’estinzione dei dinosauri. Rivivere l’adolescenza, comprende avere commilitoni con cui avere in comune idee, studi, gioie e dolori. Ribadisco quindi che abbiamo tante possibilità per perpetuare più e più volte un periodo che sicuramente ci ha segnato e ogni volta possiamo imparare qualcosa di nuovo.Al raggiungimento di 100 adolescenze propongo una crociera premio per tutti!!Non mi resta altro che curarmi l’acne da 2 fiori e controllare gli sbalzi ormonali causati dai contratti a SA (Senza Atout), che mi fanno venire attacchi d’ansia come prima di un compito in classe. Poi tra qualche mese sarò pronta per entrare nella giovinezza, aspettando che sopraggiunga l’età adulta. Per la maturità c’è tempo.Voi intanto miei precettori resistete e non mollate! Gli adolescenti sono una grandissima rottura di scatole. Ma sanno darti infinite soddisfazioni!milena bonazzi

Adolescenza – Oh my bridge

Il delitto Bennet – Oh my bridge

“Impegnatevi a vivere in pace e a occuparvi delle cose vostre”San Paolo5 Maggio 2022Un giorno, bevendo un caffè con il mio insegnante di bridge, vengo a sapere di un fatto di cronaca, ormai più che datato, a cui spesso si fa riferimento nelle dispute bridgistiche. Il famigerato “delitto Bennet”.Tralasciando i dettagli, che lasceremo approfondire ai più curiosi, tutto si può riassumere con l’uccisione del signor Bennet per mano (armata) della moglie. Nella loro casa, con una coppia di amici, passano la serata giocando a bridge. Durante una mano, a seguito di una licitazione discutibile, il pover’uomo non riesce a mantenere un contratto a 4 picche. Il contratto, con solo 18 punti di entrambi, era in effetti fattibile. La discussione scaturita successivamente, portò le due parti a gesti estremi.Vista la datazione dell’avvenimento (1929), sicuramente non saremo oltremodo colpiti, anzi la vicenda si presterà al sorgere di battute e a sarcasmo che perdurano fino ad oggi.Quello che invece mi ha fatto riflettere è la messa in opera di certe dinamiche anche violente, che ripropone modi di esistere e sviluppi culturali spesso celati.Nel mio piccolissimo tavolo da gioco, ho solo fatto una constatazione, talmente personale che non ha alcuna pretesa di sorta, se non quella di fermarsi un attimo solo a pensare se quanto scrivo può avere un fondamento non solo per me, ma anche per qualcun altro.Ai tavoli esistono coppie consolidate, e coppie occasionali.Molto spesso ovviamente le coppie sono miste, cioè composte da uomo e donna, oppure da gente dello stesso sesso.Il bridge porta sempre scompiglio. Se una mano la si vince si è tutti furbi, se invece c’era la possibilità di fare meglio, la colpa del mancato risultato deve SEMPRE ricadere su qualcuno. Sembra essere fondamentale trovare chi ha osato sbagliare la giocata decisiva, chi dei due ha avuto la grave colpa di aver deciso le sorti negative dell’incontro. Non è pensabile gestire la propria delusione nei meandri della propria mente, dobbiamo subito trovare il capro espiatorio e colpirlo a scudisciate finché non saremo liberi e purificati dalla rabbia.Che gran peccato però che, questo stato d’animo si sviluppi in entrambi i giocatori, ai quali basterebbe molto serenamente pensare a come avrebbero potuto agevolare il compagno, oppure altrettanto serenamente individuare il proprio errore per evitare di commetterlo all’ occasione successiva; molto meglio iniziare una discussione violenta come i gatti in amore che porterà allo stesso risultato. Qualche ciuffo di pelo per terra, quelli rimasti ritti sulla schiena, fino alla mano successiva dove ci si potrà miagolare e soffiare addosso in modo esattamente identico.Qui però ci sono delle differenze di sesso.Uomo Ø Donna:Tra partner consolidati e ugualmente bravi, generalmente ci si insulta in maniera equilibrata, non nel senso che la discussione rimane civile, questo proprio no, ma le accuse e le recriminazioni avvengono sia da una parte che dall’altra in modo uniforme. La grande confidenza livella la discussione.Interessante invece è vedere quando tra due soci di sesso opposto ma ambedue inesperti, gli uomini spesso, si sentano in diritto di usare un eccessiva violenza verbale nei confronti della loro partner. Il più delle volte a prescindere dalla ragione che non è poi detto che abbiano, si arroghino la spettanza di infierire anche su un errore della compagna con una veemenza davvero eccessiva. Le donne dal canto loro in queste situazioni sono troppe volte remissive e passive, come se implicito nel ruolo, ci fosse anche la componente di subire le ire dei soci. Una resa incondizionata alla evidente natura che stabilisce che sia normale che un uomo si possa incazzare e sfogare i suoi istinti, e che le donne debbano assorbire in religiosa mansuetudine le frustrazioni dei loro compagni.Uomo Ø uomo:in questi casi due partner di pari livello si bisticciano come vecchie conoscenze, senza troppa convinzione. Alternando commenti più o meno ragionevoli.Notevole è invece vedere come il giocatore meno preparato, visto in altre situazioni nella parte del leone quando la compagna era di sesso femminile, si dimostra invece remissivo e docile, lasciando il partner più esperto libero di rivolgergli qualsiasi improprio, come se fosse lo scotto da pagare per aver avuto l’onore di sedersi ad un tavolo con lui.Donna Ø donna:eccole nella maggior parte delle occasioni, le pacifiche e sottomesse vessate da compagni uomini, scatenarsi con le improvvisate socie. Esibirsi in risposte al vetriolo e rispondere a tono anche all’osservazione più innocua. Pronte a tirare fuori gli artigli e a colpire la compagna che si azzarda a far notare l’errore più banale e decise a marcare il proprio orgoglio.Senza aver la benché minima pretesa che questa mia osservazione trovi consensi, rifletto ovviamente sulle circostanze da me constatate.Partendo dall’assoluta certezza che lo sbaglio, da qualsiasi parte venga fatto, non ha rimedio. Possiamo anche affermare che, il primo a dispiacersene è senza alcun dubbio colui o colei che lo ha commesso. Devo quindi capire la logica dell’infierire, la necessità spasmodica di rimarcare e certe volte umiliare chi lo ha commesso, quando basterebbe spiegare quale sarebbe stata la mossa più corretta e perché. Tempo impiegato per fare quest’ultima correzione tra i 30 secondi e il minuto e mezzo.Aggiungiamo un paio di minuti di discussione se vogliamo ascoltare il ragionamento che ha indotto l’errore e l’elaborazione della formula corretta nella speranza di non ripeterlo.Ma sarebbe troppo semplice e delicato. Nell’arena dobbiamo vedere il sangue, e non c’è niente di più semplice di scegliersi una vittima più debole, uomo o donna che sia.Allora l’altra domanda che mi faccio è: se le donne sono capaci di essere come faine assatanate con le loro simili, perché di fronte ad una stentorea voce maschile si fanno nella maggioranza dei casi piccole come uccellini? Quale meccanismo scatta nella testa di noi donne che ci obbliga ad abbassare la testa e ad essere remissive e apatiche? Evidentemente la risposta è implicita nella nostra natura e nei retaggi culturali di centinaia d’anni.La signora Bennet, che giocava assai meglio del marito, dopo averlo canzonato ed insultato per la sconfitta subita a causa della maniera errata di lui nel giocare la mano incriminata, ha visto crescere la lite finché Jhon Bennet si avvicinò e iniziò a scrollarla per le spalle. Lei non cedette ma continuò a ripetere “nobody but a bum would hit a woman” (nessuno tranne un barbone picchierebbe una donna).Per farla breve quando lui fece per andarsene, lei prese la rivoltella dalla camera e gli sparò.Decisamente troppo drastica la signora Myrtle Bennet.Ma nell’animo delle quiete fanciulle che ho osservato, che si sorbiscono tutte le male parole che i compagni le rivolgono, si agitano sentimenti di ribellione a questo trattamento? Oppure c’è una pace interiore come se fossero monache buddiste? Si decide di non replicare alle provocazioni per mille ragioni, per educazione, debolezza, perché spesso le parole giuste non scaturiscono a comando nel momento opportuno. In un mondo migliore, molto lontano da quello in cui viviamo ora, la gente che si rispetta, discute i convincimenti e gli errori dell’altro vicendevolmente, creando situazioni in cui ognuno è a proprio agio nell’esprimere le proprie idee e punti di vista. Lo so è utopia.Nel frattempo se questo non si può avere nella vita, ne tantomeno al tavolo, ci sono Jhon e Mirtle.Sbagliare è un diritto, essere rispettati anche.milena bonazzi

Il delitto Bennet

Il delitto Bennet – Oh my bridge

E il Festival mondiale PIAF 2022 continua…

Anna Scattarreggia
è un’artista italiana che si interessa di arte fin dall’infanzia.
Ama disegnare, dipingere e lo fa da autodidatta, sperimentando varie tecniche .
Nel frattempo si avvicina al mondo del cinema e del teatro, frequenta corsi di  performance, regia, sceneggiatura, ecc;
A seguito dello  studio di  questi temi, l’artista si esibisce in spettacoli teatrali e cortometraggi sperimentali, principalmente in recitazione e teatro,  appassionandosi della  regia.
Nel 2005 ha partecipato al “Torino film festival” come regista e attrice (cortometraggi “Cut out” e “Tentazioni diplomatiche”).
Nel 2012, durante un viaggio in Umbria (Italia), ha visitato Deruta,  cittadina famosa in in tutto il mondo per la lavorazione della ceramica.
E’ qui  che Anna incontra il Maestro Romano Ranieri , e nella scuola da lui diretta, inizia ad imparare , con passione e dedizione,  l’arte e   lavorazione della maiolica e dell’argilla .
Dopo un lungo percorso di studi, lavora in una prestigiosa azienda come decoratrice.  Questa esperienza l’ aiuterà  a comprendere  come funziona un’azienda: dinamiche, caratteristiche, modalità organizzative, eccetera…
Più tardi, Anna nello sperimentare trova  il proprio stile ,   riescendo  a fare emergere   il suo talento artistico ,   creando  i “Colori di Anna” in cui   la ceramica  viene colorata in  stile moderno ed accattivante.
Dal 2014 Anna  ha realizzato numerose mostre a Viterbo, città in cui  vive,  e la sua prima esposizione  personale dal titolo:
“Colori di Anna” , organizzata a Viterbo stessa.
Durante il periodo di pandemia, ha partecipato a diverse rassegne  virtuali: la più importante e’ stata realizzata da “Artcom expo international”,  con la regia della Baronessa Jiselda Salbu e C.U.C.B.A (consorzio scienze universali e belle arti), diretta
                  da Dario J.Delgado Darius.
Anna è stata invitata a parteciare alla mostra collettiva realizzata dall’Unesco club of department of Piraneus of Island,  che ha organizzato l’evento presso la EV gallery di New York dal 27 al 29 Maggio 2022.
La sua opera “City” è stata premiata dal Presidente Ionnis Maronitis.
L’artista  ha partecipato al concorso mondiale d’arte
“Dr. Mostafa Sadek 2022”, classificandosi quarantasettesima (su 170 partecipanti) ,  ricevendo attestato di eccellenza per il lavoro presentato (The meeting).
Ha inoltre partecipato a concorsi internazionali come “Vita teatrale” e “Festa della donna”, organizzati dalla Fondazione Talentia (India), risultando vincitrice del “Award of Excellence” e del  Premio “Rising star”, con le opere “Alexios” e “Around me” (nel 2022).
Opere in visione:
City: h 50cm l34cm
tecnica:maiolica
anno:2012
The meeting: h 23 cm l 33cm
tecnica:maiolica
anno:2012
Golden road: l 50cm h34 cm
tecnica:ceramica
anno:2014
Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!
Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.
SU PIAF 2022
Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
TEMA: GUERRA E PACE
Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.
TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022
REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori
http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com
arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture
Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!
Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.
ABOUT PIAF 2022
The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.
Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.
Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.
THEME: WAR & PEACE
After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.
Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.
THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022
REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia
Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!
Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

il silenzio, di Stefano polo

l silenzio entra freddo in questa stanza
come se fosse vuota, priva di vita
senza amore ma neppure odio…
Ti senti vuoto
nessun suono emana il tuo cuore
vie vuote dentro il tuo animo freddo
come il primo gelo d’inverno.
L’indifferenza è dentro te
come se si fosse impadronita del tuo animo
incatenandolo ad una fredda porta…
Ma un giorno il sole dentro di te riappare
l’indifferenza all’improvviso scompare
dentro di te l’animo freddo si scalderà
e l’amore tornera’.

“Consigli per lettura – giugno 2022” – a cura di Mariantonietta Valzano

“Consigli per lettura – giugno 2022” – a cura di Mariantonietta Valzano

Pubblicato il 23 giugno 2022 da culturaoltre14

9788868642990_0_536_0_75

“Sogni romani”
Renato Mammuccari

Raramente ci sono libri dedicati che parlano più di sentimenti che di eventi. “Sogni romani” è un libro che parla di sentimenti, quei gradi di respiri profondi che il cuore e l’anima si scambiano mentre effondono nel crescere il senso dell’esistere.

Così è l’amore, così è il dolore, così è la nostalgia che si radica sul ricordo della felicità, che non è mai abbastanza. C’è una profonda differenza tra l’amore liquido, descritto da Bauman, e l’amore di Chiara, che è solido anche nella perdita. Nella tenerezza del suo ricordo, nel fiorire della sua persona, dell’essere donna si rivela la sostanza di un sentimento che rammenta scritti di altri tempi.

Il seme narrativo parte dall’osservazione di un quadro che induce il lettore ad andare a vedere un quadro, perché è così descritto nel suo intimo significarsi, tanto da vederlo tra le righe delle parole che costellano la stessa descrizione.

E non solo questo accade nei “Sogni romani”, ma il quadro prende vita, dando un nuovo senso alla protagonista che torna a palpitare di vita custodendo la mancanza del suo compagno, tra le pieghe della curiosità nello sguardo della fanciulla che Vittorio Corcos ha rappresentato nel suo “Sogni”. Nella tela, di una bellezza straordinaria dal vivo, vi è la forza e la fragilità che è donna, è viva ed è curiosità e cultura come impertinenza e sfida. Tutto un turbinìo di umanità che aggancia il quadro a Chiara e anche al lettore, il quale sente e vive la storia e ne gode l’introspezione che fa scoprire sempre una nuova parte di sé e degli altri. Così seguendo il filo delle pagine si scorre dal nascere della storia d’amore tra la pupilla e il suo professore, che non deve trarre in inganno perché non è una relazione scorretta e senza pregnanza di sentimento, ma si sviluppa tra adulti alla fine di un percorso di studio, con tanta passione e forza da arrivare a superare il tempo e lo spazio. Attraverso i ricorsi si arriva alla bellezza della fine che, come i petali dipinti da Corcos, abbandonano lo stelo cadendo sul terreno in pennellate di verace colore, così come i petali dei sentimenti si librano e pervadono questo tempo, sfidando le brutture della superficializzazione e la relativizzazione di sentimenti in emozioni, donandoci un po’ di sollievo e il sorriso tenero di sentirsi umani.

Mariantonietta Valzano

https://culturaoltre14.wordpress.com

“De profundis” di Catherine Pozzi

“De profundis” di Catherine Pozzi

Pubblicato il 23 giugno 2022 da culturaoltre14

O muto coro dei vivi fuori dalla vita,
Sorda musica sulla soglia chiusa del presente,
Persi, Perfetti, dolore, desiderio, letargia,
Il male di Dio è un fuoco gelido nella notte.

La debole invocazione urlata verso di Voi, Moltitudine,
Folla immobile, oscillante verso l’eterno,
Ha raggiunto il cielo della Solitudine?
Ha ferito il vostro incalcolabile Sonno?
Verso il vostro orrore, Sete senza speranza se n’è andata,
O fratelli gravi, leggeri nell’oscurità sconosciuta.
Figli dello Spirito, di cui l’intera forza è passata,
Dalle profondità accogliete lo spirito perduto.

Catherine Pozzi
in Il mio inferno. Poesie,
traduzione e cura di Marco Dotti, Milano, Edizioni Medusa 2006

tree-5019381__340

Catherine Pozzi (Parigi, 13 luglio 1882 – Parigi, 3 dicembre 1934) è stata una poetessa e saggista francese. Nata in una famiglia dell’alta borghesia francese, frequenta fin da bambina l’ambiente colto e raffinato del salotto dei genitori, dove si avvicendano i grandi nomi dell’intellighenzia francese del tempo: Leconte de Lisle, Marcel Proust, José Maria de Heredia, Jean Lorrain, Colette, Henri de Régnier. Il padre, Samuel Pozzi, discendente da una famiglia italiana che aveva lasciato la Valtellina nel XVII secolo, chirurgo, primo a ottenere in Francia una cattedra di ginecologia, è un uomo di vasti interessi culturali, tra cui spicca quello per la poesia parnassiana. L’iniziazione letteraria di Catherine Pozzi si determina dunque piuttosto precocemente. Ad essa, attraverso l’insegnamento di precettori privati, si aggiungerà lo studio delle lingue (inglese e tedesco) e della musica. Nel 1893 comincia la stesura di un diario (Journal de jeunesse) in cui raccoglie pensieri e versi tratti dai suoi modelli letterari. Tre anni dopo nasce l’ultimo fratello, Jacques, che, divenuto folle, subirà l’internamento in manicomio; il secondogenito, Jean, era nato nel 1884 e intraprenderà la carriera diplomatica. Tra lui e la sorella sorgeranno dissidi in rapporto alla divisione dell’eredità. Fra i diversi sodalizi avviati all’inizio del Novecento, uno dei più importanti e duraturi è quello che la legherà alla poetessa Marie de Régnier, in arte Gérard d’Houville, figlia di un esponente del parnassianesimo, moglie per interesse di un poeta simbolista, amica e amante di celebri artisti, tra cui Pierre Louÿs e Gabriele D’Annunzio. Dopo un trimestre di studi speso all’università di Oxford (1907), rientra a Parigi, dove l’intransigenza della madre ne ostacola spostamenti e il realizzarsi di una condizione di maggiore indipendenza. Nel 1909 si sposa con Édouard Bourdet, agente di cambio in borsa, appassionato di scrittura teatrale. Poco dopo la nascita del loro unico figlio, Claude, il matrimonio entra in crisi. Nel 1912 viene dichiarata tubercolosa e a partire dal 1913 inizia a tenere il cosiddetto diario da adulta (Journal d’adulte), che scriverà fino alla morte. Dall’estate del ’15 lavora a un saggio psicologico e filosofico intitolato De libertate, che avrebbe dovuto raccogliere osservazioni sul tempo e la natura delle sensazioni, ma il progetto di scrittura si arresta prematuramente; ad esso sopravvive la stesura di una sorta di introduzione, Pelle d’anima (Peau d’Âme), pubblicata postuma. Alla fine della prima guerra mondiale Catherine Pozzi si ritira a vivere con la madre. Il 13 giugno del 1918 Samuel Pozzi è assassinato da uno dei suoi pazienti. Il 17 giugno 1920 incontra Paul Valéry, col quale inizia una burrascosa relazione, che tra alti e bassi si protrarrà fino al 1928. La storia con Valéry ne segna profondamente il percorso poetico (attraverso di lui entra in contatto con Rainer Maria Rilke, con cui tiene una corrispondenza tra il ’24 e il ’25), la mente e la salute, quest’ultima già minata da numerose affezioni, tra cui una setticemia nel ’24 che le fa rischiare la vita. Nel ’26 mentre viaggia sul treno tra Vence (Nizza) e Parigi, scrive la famosa poesia Vale, dedicata al suo rapporto con Valéry. Nel ’27 vede la luce il racconto autobiografico Agnès e nel ’29 esce, sulla Nouvelle Revue Française, diretta da Jean Paulhan, suo carissimo amico, Ave, unica poesia pubblicata in vita. La rottura definitiva con Valéry la spinge a una compensazione in nuovi sodalizi letterari: Julien Benda e Ernst Robert Curtius.
La poesia di Catherine Pozzi è legata a doppio filo alla dimensione notturna, verso la quale hanno contribuito ad accentuare le naturali inclinazioni del suo carattere da una parte la passione per l’antico, in particolare l’esperienza di lettura e traduzione degli inni orfici, dall’altra la consuetudine con la tradizione poetica tedesca, soprattutto Novalis. Costretta in uno stato di infermità, protrattosi dal ’32 al ’34, Pozzi prende congedo dalla vita, consacrandosi definitivamente a quell’abisso sensuale e struggente sull’orlo del quale, nel corso degli anni, si era ripetutamente affacciata. Non è perciò casuale che l’ultima lirica scritta dalla poetessa pochi giorni prima della morte, sopravvenuta il 3 dicembre 1934, sia intitolata Nyx, in greco “notte”, e sia un omaggio proprio a questo elemento tonale e ritmico attraverso cui si è declinata tutta la sua esistenza. È sepolta nel cimitero di Beau Ferrier a Bergerac in Dordogna.
https://culturaoltre14.wordpress.com/2022/06/23/de-profundis-di-catherine-pozzi/

“Eclisse di un amore” di Bruno Marone

“Eclisse di un amore” di Bruno Marone

Pubblicato il 25 giugno 2022 da culturaoltre14

nuovo-documento-di-microsoft-publisher-2-e1612437022609

Grande intensità e capacità di descrivere stati d’animo di forte emotività, che Bruno Marone, già ospite della nostra rivista, trasporta, con evidente maestria, nel racconto che presentiamo nella nostra rubrica. Una storia dolente ma ricca d’amore, di sentimento che non si arresta neppure di fronte all’ineluttabile sconfitta dinanzi a una malattia devastante. Un amore che sopravvive al declino di un corpo che non riesce più a respirare e che trasforma un momento angosciante in un accorato palpito ancora vivo di emozioni e di ricordi, eterni, che non muoiono mai. Lo stile aciutto e incisivo sottolinea attimi che sembrano lunghi, ma che, in realtà, si svolgono rapidamente per declinare nella resa finale. Una storia sublimata dalla pacata rassegnazione dell’umano destino. [Maria Rosaria Teni]

Rigovernò. In fondo un niente. Da anni. Quanti? Abitavano soli. Come è giusto e normale, penso’. Lei no, non lasciava stoviglie da rigovernare. Lei non mangiava più da un po’. Da un’infinità di giorni. Aveva perso il tempo.Solo flebo a chiuder la vita. In casa che, tanto, all’ospedale non avrebbero potuto far nulla.Abbassò le luci e si mise a vedere il programma di Frizzi.”L’eredità”.Quando era in vita a lei piaceva tanto. Adesso non sentiva niente su quel letto divenuto del tutto insignificante.Pero’ lui immaginava il contrario.E ,magari,talvolta esagerava nel volume se,per caso,ancora ,lei sentisse.

Lui,spesso,finita la cena e davanti alla televisione,non vedeva programmi ma amava tornare a lei seducente e come senza tempo. La rimirava d’infilata rispetto al salotto e, lui, poteva tenerla sempre sotto controllo.

Ripensò i loro giorni.Sì, era bella e viva e desiderabile. Di fatto desiderata. Lui ripenso’ i lunghi tempi dell’attesa e dell’angoscia.Da giovani non si crede alla sconfitta. Si attende mentre i sensi non si placano ai giorni.

Allungo’ lo sguardo.La flebo lasciava cadere le sue gocce. Attimi di vita oltre.Pensare che,allora-ma quanto tempo prima?-,lei era la vita e lui quello che la subiva.Un palpito,venendo dal profondo,dei sensi adesso glielo rammentava.Si,era quella cosa stesa sul letto,immobile, bloccata all’attesa della morte, lei che aveva trasferito tanta vita. A lui e ai loro figli.

Sospirò. Le immagini televisive scorrevano. Penso’ alle feste, ai balli, a come le sue gambe snellissime seguissero i ritmi, allora, della danza. E lui, ma altri, più ammirati dalla bellezza che dalla perfezione dei movimenti.Lei rideva,allora e lui friggeva, fino a quanto lo sguardo intenso di lei non lo trafisse.Perchè è lui a desiderare, ma lei a scegliere.

La guardo’.Sentiva la televisione parlare ma continuò a guardarla. Si muoveva ansimando come se le mancasse aria. Lui si alzò e, come aveva appreso, regolo’ il flusso dell’ossigeno. Lei continuava ad ansimare e a fremere. Egli entrò in angoscia:non sapeva cos’altro fare.Un lunghissimo arco di attesa.Poi nulla:il mondo sprofondò in disperazione senza fine. In un attimo.

L’ora era tarda. Nella luce della stanza,improvvisamente fredda, tentò di ritrovarsi. Non posso, non posso, pensò. Chiamo i figli! Tentazione subito rimossa. Figli lontani. Sono sempre lontani quando debbono guadagnar vita. Attese. Era la mezzanotte. L’ora che i morti, nella memoria, sono in libera uscita e ci rammentano che siamo provvisoriamente vivi.

E, così, sedette accanto a lei nel letto e le prese la mano.La guardava mentre il viso trasfigurava nella serena indifferenza della morte. Passò così l’intera nottata mentre il caleidoscopio dei ricordi travolgeva i suoi sentimenti. Si fece a poco a poco giorno. Le nuvole, all’orizzonte, velavano un sole che poi,lentamente, si fece vivo. Egli lo guardava ma gli occhi ne deformavano l’aspetto quasi attraverso un velo di pioggia irrisolta.
Bruno Marone

window-1283073_960_720

https://culturaoltre14.wordpress.com

L’arte di Lavinia Cosovliu al Festival PIAF 2022

Foto: Lavinia Cosovliu

L’artista Lavinia Cosovliu esprime l’universo della propria creativita’ con  elaborati  permeati di   sensibilita’ ed eleganza. L’atmosfera che avvolge le sue opere rimandano ad  una  visione poetica della realta’.
Lavinia  con attenzione e stupore affronta i suoi soliloqui,   attingendo alla propria bellezza interiore , suscitando nel fruitore  sentimenti puri ed autentici. Il suo viaggio introspettivo e’  silenzioso, di  un silenzio che si respira e si ode ,  cosi’ come una dolce e tenua-melodia , provocando  emozioni poetiche.
In sintesi:
“La pittura, come la poesia, è un dono   che si fa danza e musica.” e noi si ringrazia doverosamente l’artista per quanto riesce a trasmetterci.
                                  
Da uno stralcio di  Silla Maria Campanini

https://www.facebook.com/lcosovliu

Panorama International Arts Festival 2022: SCADENZA ESTESA!

Tenendo conto delle richieste che stiamo ricevendo da artisti di tutto il mondo, abbiamo deciso di estendere l’ultima data di presentazione delle opere al 30 giugno 2022. Ci auguriamo che questo aiuti gli artisti ad avere più tempo per completare il loro lavoro.

SU PIAF 2022

Il programma firmato dalla Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) ha lo scopo principalmente di aiutare lo scambio culturale e di consentire agli artisti di espandere i loro orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival artistici, PIAF è concepito come santuari artistici in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari luoghi nell’area in cui si svolge il festival e avere un’esperienza approfondita del luogo e della vivacità culturale che riteniamo aiuterà in plasmare il futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si svolge virtualmente, tuttavia è progettato in modo da garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

TEMA: GUERRA E PACE

Dopo il completamento unico di The Sphere Of Freedom (Esposizione di poesia e arte) nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento globale con il PANORAMA International Literature Festival 22, vincitore del record mondiale, come il Festival internazionale di letteratura multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce le culture in 6 Continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con l’annuale Panorama International Arts Festival 22 per illuminare ancora una volta l’umanità; per ispirare le persone verso il sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra alle conquiste luminose e miracolose della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi stiate al nostro fianco, a sostegno della nostra nobile causa. In un’epoca in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai all’instaurazione della PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, ci sforziamo per un futuro migliore per tutti noi, soprattutto per le prossime generazioni.

TEMA: GUERRA E PACE
DATA: 1-31 luglio 2022
MODALITÀ: virtuale
Scadenza: 30 GIUGNO 2022

REGISTRAZIONE:
Globale: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle arti per il bene dell’umanità!
ESSERE l’ispirazione – ESSERE il cambiamento!
Fondazione del capitale degli scrittori

http://www.writersedition.com
http://www.wcifcentral@gmail.com

arts #piaf #PanoramaFestival2022 #humanity #WritersCapitalFoundation #WCF #athens #painting #sculpture

Panorama International Arts Festival 2022: DEADLINE EXTENDED!

Taking into account the requests we are receiving from artists across the world, we have decided to extend the last date of submission of works to June 30, 2022. We hope that this will help artists to have more time to complete their work.

ABOUT PIAF 2022

The signature programme of the Writers Capital Foundation which is dedicated to spreading the mighty values of humanity through the medium of arts & literature, the Panorama International Arts Festival (PIAF) is intended primarily to help cultural exchange and to enable artists to expand their horizons of understanding of world.

Unlike other arts festivals, PIAF is envisioned as arts sanctuaries where the delegates have a unique opportunity to visit various locations in the area where the festival is being conducted and have an in-depth experience of the place and cultural vividness that we believe will help in moulding the future of an artist.

Due to the pandemic, PIAF 2022 is conducted virtually, however, it is designed in a way it will ensure a greater impact among the participants.

THEME: WAR & PEACE

After the unique completion of The Sphere Of Freedom (Poetry and Arts Exhibition) in 2021 and after having obtained global acknowledgement with World Record Winning PANORAMA International Literature Festival 22 as the longest, best-structured and presented multilingual International Literature Festival, bridging cultures in 6 Continents and uniting more than 60 nations all over the world, we now come back with annual Panorama International Arts Festival 22 in order to enlighten humanity once more; to inspire people towards the path of light and peace, away from violence and darkness.

Turning a new page from the evils of war to the bright and miraculous achievements of Peace, we need all of you to stand by our side, in support of our noble cause. In an era when our planet is suffering from the plague of war, we at WCIF are more than ever dedicating ourselves to the establishment of PEACE worldwide.
We as ardent humanitarians strive for a better future for us all, most of all for the next generations.

THEME: WAR & PEACE
DATE: 1-31 July 2022
MODE: Virtual
Deadline: JUNE 30, 2022

REGISTRATION:
Global: https://rzp.io/l/piaf2022
India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Join us in the grand festival of Arts for the sake of humanity!
BE the Inspiration – BE the Change!

Team Writers Capital
Presidente Preeth Nambiar
Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia
Coordinatrice Globale Silla Maria Campanini
Coordinatrice Italia Elisa Mascia

Foto: Lavinia Cosovliu

Non fateci caso, di Lucia Triolo

Date: 23 giugno 2022Author: luciatriolo

non fateci caso
abitare il pericolo è
come bere un bicchiere d’acqua colorato
da tua sorella su un quaderno
allunghi la mano
afferri un ponte volante
…il resto non sai

nella pagina dopo
si gonfia un galleggiante
è bucato 
ma sei ancora vivo
tua sorella guarda verso di te
nuota rivelando la 
rapidità di cambiamento tra i soggetti:
un vedersi guardare

una storia appare e scompare
è sempre una storia da raccontare

IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di Rebecca Lena

IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

autoportrait polaroid double exposition rebecca lena

[…]

   Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano). E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Il cielo si era compresso come un tappeto rovesciato, fra i suoi filamenti cadevano ritmicamente piccoli oggetti di suono, come i residui delle scarpe di chi aveva camminato là sopra. Picchiettio di ossicini dal cielo, ad un tratto, tremuli schizzi ovattati d’arancio cominciarono a filtrare dal tappeto di nubi. E il boato, sooooordo, oscillatorio, tornava sempre, regolare. Altea spalancò i suoi timpani come un diaframma fotografico. La neve era composizione. Tocchi scrinzi e sussefugi, e piccoli critti a grattare il boato, e l’imbrainarsi dei turbini di fiolivelli inverditi. E ancora lisme acute di rimbalzo, sul velluto del silenzio, strissi filunghi in picchiata fra scie frattate di ralgido. Che baci aguzzi morivano sulla sua pelle. E ad ogni brivido gli occhi, le orecchie e le narici regredivano, non sentiva niente, davvero, tutta quella mescolanza di suono, non era suono, e non colpiva davvero i timpani ai lati della sua testa, era senso, forse di coscienza, o forse d’immaginazione, era un senso nostalgico dell’ovunque vuoto, e zeppo di nulla.

Era un finissimo forasma di polvere nitrata d’argento. Aprì gli occhi. La neve. Tornò in casa.

[…]

Dal libro Racconti della Controra.

libro-2