Autumn School Immersi nelle storie 2002. guerra e Pace
L’esperienza complessiva dell’Autumn School 2022 può dirsi positiva a partire dal tema generativo: guerra e Pace: un viaggio all’interno dei conflitti alla ricerca di soluzioni “senza perdenti”.
Si è svolta a metà ottobre – con il patrocinio del Comune di Alessandria e dell’Università del Piemonte Orientale – la quarta edizione del Campus sui linguaggi del cinema e dei media organizzato dall’Associazione di cultura cinematografica e umanistica ‘La Voce della Luna’, quest’anno in una nuova collocazione stagionale.
Tre giornate a ingresso libero di cineforum, laboratori, presentazioni, incontri con protagonisti del mondo del cinema, della comunicazione, del giornalismo e della letteratura, dedicate agli studenti degli istituti scolastici di Alessandria e provincia, ma aperte alla partecipazione dell’intero territorio.
Il Campus per la Media Education e i linguaggi cinematografici, visivi e digitali, giunto nel 2022 alla sua quarta edizione con il titolo tematico “guerra e Pace”, si rivolge ogni anno agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, con particolare attenzione ai ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado, oltre che agli universitari: propone laboratori e workshop su storia e linguaggio del cinema, sul Visual Storytelling e l’utilizzo consapevole degli strumenti digitali, sul giornalismo di carta stampata e on-line, condotti da registi, attori, critici cinematografici, media educator, giornalisti, scrittori e creativi in genere, con l’obiettivo di imparare anche in forma ludica attraverso la condivisione di momenti formativo-ricreativi comuni che prevedano il coinvolgimento diretto e partecipato degli utenti nella costruzione del format.
L’iniziativa, valida in relazione ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (già percorsi di alternanza scuola-lavoro), viene offerta gratuitamente, attraverso eventi di diverso genere, all’intera cittadinanza, nell’ottica del raggiungimento di una trasversalità multigenerazionale e della costruzione di una narrazione territoriale comune.
La quarta edizione di “Autumn School” si è particolarmente focalizzata sull’approfondimento delle tematiche legate sia ai conflitti geo-politici internazionali in corso e alla relativa educazione alla pace, sia alla risoluzione dei conflitti in ambito familiare e sociale.
Il Campus sui linguaggi del cinema e dei media si è rivolto, in particolare, agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con un laboratorio di Media Education, dal titolo “guerra e Pace: ragionare con la Media Education sui conflitti geo-politici, sociali, interpersonali”, a cura della dott.ssa Barbara Rossi, media e film educator, saggista di cinema e della prof.ssa Patrizia Farello, psicologa, pedagogista, già docente di Scienze Umane; una Masterclass di regia e interpretazione cinematografica condotta dal regista Luigi Pane e dall’attore Francesco Ferrante. All’intera cittadinanza si sono rivolti, invece, l’edizione speciale del Cineforum “Progetto Genitori”, in collaborazione con l’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ di Alessandria, con la proiezione del film di Luigi Pane “Un mondo in più”, presentato alla ‘Festa del Cinema di Roma’ 2021 nella sezione “Alice nella città”, dedicata alle giovani generazioni, e la presenza in sala dello stesso regista e del giovane protagonista Francesco Ferrante; la presentazione del volume di Luciana Capitolo, già docente di liceo e studiosa del cinema pasoliniano, “Pasolini e l’Ombra” (C&P Adver Effigi, 2022), in collaborazione con la Biblioteca Civica ‘Francesca Calvo’ di Alessandria e l’Azienda Multiservizi ‘CulturAle-Costruire Insieme’.
La “Autumn School Immersi nelle storie” si è svolta la sera di mercoledì 12 ottobre, in orario 20:30-23:30, presso la Sala conferenze dell’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ di Alessandria (P.zza F.De André 76); nelle mattinate di giovedì 13 e venerdì 14 ottobre, in orario 10-13 rispettivamente presso l’Aula Magna dell’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’ (Via Faà di Bruno 85) e in Aula Magna dell’ITIS ‘A.Volta’ (Spalto Marengo 42), Alessandria; nel pomeriggio di giovedì 13 ottobre, a partire dalle ore 17:30, presso la Biblioteca Civica ‘F. Calvo’ di Alessandria (P.zza Vittorio Veneto 1).
«La quarta edizione dell’annuale campus sui linguaggi del cinema e dei media si è rivelata davvero entusiasmante, non solo per la consistente e appassionata partecipazione alle nostre iniziative da parte di studenti, docenti, educatori e famiglie, ma anche per il feedback positivo ricevuto dall’intero territorio» – commenta Barbara Rossi, media e film educator, presidentessa dell’Associazione “La Voce della Luna”.
«La nostra iniziativa, pur essendo declinata principalmente in dimensione scolastica, si pone come obiettivo primario il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle diverse generazioni che animano la nostra collettività, all’interno di un dialogo e di uno scambio costruttivi e proficui.
Il tema proposto quest’anno ci sta particolarmente a cuore, alla luce del particolare e delicatissimo momento storico che stiamo vivendo, non solo a livello internazionale ma anche nel profondo della nostra società e del quotidiano, sempre più di frequente attraversati da conflitti sociali, familiari, interpersonali di complessa risoluzione.
La risposta attenta e partecipe del territorio agli eventi aperti alla partecipazione di tutto il pubblico – il Cineforum nell’ambito del ciclo di incontri formativi ‘Progetto Genitori’ promosso dall’Associazione Cultura e Sviluppo, con il dialogo intenso e stimolante instauratosi fra il regista del film “Un mondo in più” Luigi Pane, il giovane protagonista Francesco Ferrante e gli spettatori; come la presentazione del saggio della studiosa Luciana Capitolo “Pasolini e l’Ombra”, che analizza in maniera originale l’immagine pasoliniana in chiave psicoanalitica – oltre a gratificare il nostro impegno, ci esorta a proseguire il percorso culturale e in chiave formativa sui linguaggi del cinema e dei media della nostra Associazione, che nel 2023 si propone di festeggiare i dieci anni di attività con una manifestazione rinnovata, ancora più ricca di eventi e ospiti che ci aiutino a porre in risalto e a condividere l’esperienza del cinema come bellezza e impareggiabile strumento di rappresentazione del tempo presente come dell’immaginario collettivo».
«Il crescente coinvolgimento del mondo della scuola ha permesso, quest’anno, di affrontare la tematica soprattutto attraverso gli occhi dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie e superiori», conclude Patrizia Farello, pedagogista, già docente di Scienze Umane e socio fondatore della “Voce della Luna”.
«La visione del film “Un mondo in più”, con la presenza del regista e del giovane attore, ha aperto un dialogo interessante e autentico sia sulle molteplici tematiche portate dalle vicende raccontate nel film, sia sul ‘come si fa a narrare storie attraverso il cinema’. L’obiettivo di fondo dell’Associazione è proprio quello di educare a una fruizione attiva e costruttiva dei media.
Il laboratorio che ha chiuso l’iniziativa presso l’Istituto Volta aveva il compito di coinvolgere attivamente gli studenti nel fare un viaggio attraverso frame tratti da film famosi relativi all’esperienza dei conflitti, a partire da quelli geopolitici a quelli sociali e interpersonali.
Lo scambio tra studenti di quinta del Liceo delle scienze applicate dell’Istituto e quelli di terza media della scuola Vivaldi ha dimostrato ancora una volta quanto il lavoro cooperativo, fondato sull’ ‘educazione tra pari’ sia una metodologia molto fruttuosa per facilitare apprendimenti significativi e duraturi».
“L’Autumn School 2022 Immersi nelle storie” – guerra e Pace è organizzata dall’Associazione di cultura cinematografica e umanistica ‘La Voce della Luna’: si ringraziano il Comune di Alessandria e l’Università del Piemonte Orientale per la concessione del patrocinio all’iniziativa; l’Istituto Comprensivo Statale ‘G.Galilei’, l’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’, l’Istituto Tecnico Industriale Statale ‘A. Volta’, l’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’, la Biblioteca Civica di Alessandria ‘Francesca Calvo’, per la collaborazione e la messa a disposizione degli spazi; ‘Caffè Teatro’, ‘FIC-Federazione Italiana Cineforum’, ‘Il Piccolo’ (bisettimanale di Alessandria e provincia), Libreria ‘Ubik’ Alessandria, ‘Officinema-Laboratorio cinematografico’ dell’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’, per il supporto logistico e comunicativo all’evento.
Mal’aria 2022 – edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero
Allerta smog nelle 13 città italiane al centro della campagna Clean Cities: da gennaio a inizio ottobre 2022 codice rosso per Torino, Milano, Padova. Giallo per Parma, Bergamo, Roma e Bologna. Nessuna città rispetta i valori suggeriti dall’OMS
L’appello di Legambiente al prossimo nuovo Governo: “Seguire i piani del Mims per decarbonizzare i trasporti. Per città più sostenibili e pulite si potenzino i servizi e mezzi green alternativi alle auto private e si implementino trasporti e zone a basse emissioni”
In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica. In questi primi dieci mesi del 2022 suona già il primo campanello d’allarme per inquinamento atmosferico. Livelli degli inquinanti off-limits, traffico congestionato e misure antismog insufficienti sono ormai una situazione di “malessere generale” che rischia di peggiorare con l’avvio della stagione autunnale-invernale. È quanto emerge in sintesi dal dossier: “Mal’aria 2022 edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero” realizzato da Legambiente che, nell’ambito della campagna Clean Cities, fa il punto, da inizio anno ai primi di ottobre 2022, sulla qualità dell’aria di 13 città italiane al centro della campagna, mettendo a fuoco anche il tema delle politiche sulle mobilità urbana. Per quanto riguarda il PM10, la soglia di 35 giorni da non superare con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo, è stata ampiamente superata con almeno una delle centraline, in 3 delle 13 città analizzate. Sono già in codice rosso Torino, Milano e Padova che si trovano fuori dai limiti di legge, rispettivamente con 69, 54 e 47 giornate di sforamento. Codice giallo, invece, per Parma (25), Bergamo (23), Roma (23) e Bologna (17) che hanno già consumato la metà dei giorni di sforamento. A seguire, le città di Palermo e Prato (15), Catania e Perugia (11) e Firenze (10) che sono già in doppia cifra. Nessuna delle 13 città monitorate nell’ambito della campagna Clean Cities, rispetta poi i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sia per quanto riguarda il PM10 (15 microgrammi/metro cubo) che per il PM2.5 (5 microgrammi/metro cubo) e l’NO2 (10 microgrammi/metro cubo). Il PM10 ha una media annuale, eccedente il valore OMS, che oscilla dal +36% di Perugia, passando per città come Bari (+53%) e Catania (+75%), fino ad arrivare al +121% di Torino e +122% di Milano. Situazione ancora più critica per quanto riguarda il PM2.5, dove lo scostamento dai valori OMS oscilla tra il +123% di Roma al +300% di Milano. Male anche per l’NO2:l’eccedenza dei valori medi registrati rispetto al limite dell’OMS varia tra il +97% di Parma fino al +257% di Milano.
Un quadro, in sintesi, davvero preoccupante, visto che – ribadisce Legambiente – è sugli standard dell’OMS che andrà a adeguarsi la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria – in corso di revisione entro l’anno – rendendo l’Italia suscettibile a nuove procedure d’infrazione e multe miliardarie (da aggiungersi alle precedenti tre). Da non trascurare anche l’impatto sulla salute: l’inquinamento atmosferico miete più vittime in Italia che nel resto del continente europeo. Secondo le ultime stime dell’EEA (Agenzia europea ambiente), il 17% dei morti per inquinamento in Europa è infatti italiano (uno su 6). Per diminuire gli impatti sulla salute, e sull’ambiente, l’Europa ha fissato gli obiettivi per la neutralità climatica entro il 2050 (il Piano d’azione “Verso Emissioni Zero”) con la proposta intermedia di ridurre le emissioni di gas serra del 55% (rispetto al 2005) entro il 2030. Ma per raggiungere tale scopo, secondo l’associazione ambientalista per liberare le città dallo smog occorre potenziare servizi e mezzi green alternativi alle auto private e implementare trasporti e zone a basse emissioni, come già predisposto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Inoltre, l’Italia deve accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti urbani che sono la principale causa d’inquinamento nelle nostre città. Fondamentale sarà dunque l’integrazione tra le strategie europee, nazionali e regionali.
“Non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo occuparci della drammatica condizione della qualità dell’aria dei nostri centri urbani e rendere, al contempo, le nostre città più sicure e vivibili”, dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “Il preoccupante immobilismo della politica italiana davanti alle emissioni di biossido di azoto, dovute in gran parte al traffico veicolare, ci è costata già una condanna da parte della corte di Giustizia europea. Dopo anni di richiami nessun governo è stato in grado di mettere in atto misure credibili per sanare un problema gravissimo, che ha causato più vittime della pandemia nell’anno 2020 e 2021. È necessario agire su due fronti distinti, ma complementari. Il primo riguarda la formulazione di misure di incentivo che favoriscano la scelta del trasporto pubblico locale e altre forme di mobilità sostenibile, nonché disincentivi all’utilizzo dell’auto privata. Il secondo è relativo alla formulazione di mobilità alternativa all’automobile. Necessaria, soprattutto, un’accelerazione negli investimenti a sostegno del Traporto Pubblico Locale e delle infrastrutture, come tram e ferrovie urbane. Il nuovo governo ha dunque un importante sfida di fronte a sé: avviare la transizione green della mobilità del Paese, adottando le linee guida del Mims”.
“È stato un errore allentare le misure antinquinamento negli anni della pandemia. La ripartenza si preannuncia peggiore”, commenta Andrea Poggio, responsabile Mobilità di Legambiente. “Tornano finalmente in alcune città i limiti alla circolazione per i veicoli più inquinanti – come i diesel Euro4, o, a Milano, gli Euro5 – vecchi, comunque, di 12 anni i primi e tra i 7 e gli 11 i secondi. Ma la sfida per le città italiane sarà l’incremento dell’offerta di servizi di trasporto pubblico e di mobilità condivisa elettrica per tutti, anche per chi abita in periferia. In Italia abbiamo più auto che patenti, con un quarto delle metropolitane, dei tram e dei bus elettrici d’Europa. Colmare questo divariosarà il compito delle 9 città italiane che aderiscono all’obiettivo ‘Carbon Neutral’ al 2030, condiviso con 100 città europee. Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bergamo, Padova, Parma, Prato non possono fallire, sono la nostra avanguardia”.
“A distanza di una settimana dal nostro appello sull’emergenza smog nel bacino padano, si ribadisce la necessità di un’azione trasversale a scala nazionale e regionale affinché la qualità dell’aria diventi una priorità per le amministrazioni. Torino è già in codice rosso con per il numero di sforamenti di PM10 consentiti in un anno (69 su 35 consentiti) È fondamentale che le risorse pubbliche a disposizione vengano indirizzate verso le azioni più efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico, che devono riguardare traffico, riscaldamento e settore agricolo – sottolinea Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Anche i fondi destinati al comparto delle infrastrutture di collegamento non possono essere sprecati per finanziare progetti vecchi e nuovi di autostrade, che sono causa di aumento delle emissioni: trasporto pubblico e infrastrutture ferroviarie devono essere al centro della strategia di investimenti delle Regioni sul trasporto.”
Focus sulle politiche di mobilità. Infine, il report Mal’aria 2022 – edizione autunnale contiene anche un focus su ZTL, LEZ, offerta del trasporto rapido di massa e sugli investimenti nel settore previsti dal PNRR. Analizzate 15 città italiane: Roma, Torino, Milano, Bergamo, Padova, Bologna, Parma, Genova, Firenze, Prato, Napoli, Pescara, Bari, Cagliari e Catania. Quello che emerge, in sintesi, è che l’offerta del trasporto rapido di massa (treni, metropolitane, tramvie, filovie) rasenta la sufficienza nella maggioranza dei casi. Spesso insufficienti, per estensione ed efficacia, anche le misure di limitazioni al traffico e alla circolazione dei veicoli inquinanti.
Verso una mobilità pulita. Per ridurre le emissioni inquinanti o climalteranti, Legambiente propone i seguenti strumenti: la riduzione dei limiti velocità nelle autostrade da 130 a 100 km/h. Una misura immediata che consentirebbe la riduzione sia delle emissioni di CO2 del 20% sia del NO2 del 40%;il potenziamento dell’offerta di mobilità pubblica, anche e soprattutto del Trasporto Rapido di Massa. Il Pnrr che si propone di realizzare oltre 200 km di rete di TRM – 11 km di metropolitane, 85 km di tram, 120 di filovie – è un inizio: per colmare il divario con il resto d’Europa, occorrono altri 200 km di metropolitane (o ferrovie urbane), 400 km di tram e altrettanti di filovie;Trasporto pubblico, condiviso e completamente elettrico; il potenziamento dei servizi di sharing mobility in tutte le aree metropolitane e nelle città con oltre 30.000 abitanti e servizi a chiamata per i comuni più piccoli; la diffusione delle nuove tecnologie digitali (dalla prenotazione elettronica ai primi di progetti di Mobility a as Service);l’implementazione delle Ztl (Zone a traffico limitato), ma soprattutto di Lez (Low emission zone) e Zez (Zero emission zone), seguendo il modello di Londra, Amsterdam, Parigi, Bruxelles o Anversa. La campagna per liberare le città dall’inquinamento. Il Dossier Mal’aria ricade nell’ambito della Clean Cities Campaign alla sua III edizione. Un’iniziativa sostenuta da Legambiente insieme ad una coalizione europea di ONG, associazioni ambientaliste, think-tank, movimenti di base e organizzazioni della società civile che ha come obiettivo una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. La campagna sostiene la mobilità attiva, condivisa ed elettrica per un futuro urbano più vivibile e sostenibile, inclusa la graduale eliminazione dei veicoli con motore a combustione interna dalle città.
Novi lIgure: CONVEGNO E MOSTRA NEL 140° ANNIVERSARIO DELLA MORTE
Novi d’Autore ricorda Gianfrancesco Capurro
La rassegna culturale Novi d’Autore prosegue con un omaggio a Gianfrancesco Capurro nel 140° anniversario della sua morte. Il sacerdote novese, figura di spicco dell’Ottocento novese in ambito culturale e sociale e autore, tra le altre cose, dell’alfabeto figurato conosciuto come “Sistema Capurro” che tanto contribuì all’alfabetizzazione dell’epoca, sarà oggetto di un convegno che si terrà venerdì 21 ottobre, a partire dalleore 9,45, presso la Biblioteca Civica di via Marconi, 66.
Ad aprire l’incontro, dal titolo “L’attualità del pensiero di Don Gianfrancesco Capurro”, sarà il Commissario Straordinario del Comune di Novi Ligure, Dott. Paolo Ponta. Seguiranno le relazioni “Capurro Sacerdote dell’800” di Don Paolo Padrini (Segretario del Vescovo di Tortona, Mons. Guido Marini), “L’impegno sociale dei cattolici” di Mario Scotti (già Direttore del Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze) e “Amantissimo dell’illustrazione di mia patria” Gianfrancesco Capurro e Libarna, a cura dell’archeologa Marica Venturino. Chiuderà il convegno “Era nato a Novi” di Lorenzo Robbiano, scrittore e studioso di storia locale, autore di una biografia di Capurro pubblicata recentemente per Edizioni Epoké.
Al termine, presso l’Auditorium del Centro Culturale Capurro, verrà inaugurata una mostra che vedrà esposti importanti documenti e atti depositati presso l’Archivio Storico Comunale e che sarà visitabile dal 21 ottobre al 12 novembre 2022,in orario di apertura della Biblioteca.
Tra i vari “pezzi” in esposizione, l’atto ufficiale redatto dallo stato civile francese che indica il 17 novembre 1810 come data di nascita (anziché quella del 16 giugno riportata finora nelle biografie), il verbale del Consiglio Comunale del 1° maggio 1879 che assegna al sacerdote novese il Diploma di benemerenza per il suo impegno nell’alfabetizzazione e i fascicoli originali delle “Memorie e documenti per servire alla storia della Città e Provincia di Novi”, una delle sue opere maggiori, pubblicata nel 1855.
Infine, a Serravalle Scrivia venerdì 21 e sabato 22 ottobre (dalle ore 15 alle 18) presso la Sala Museale di Libarna (Palazzo Municipale di via Berthoud, 49) si svolgeranno delle visite guidate alla collezione archeologica di Gianfrancesco Capurro. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Serravalle Scrivia e l’Associazione Culturale Libarna Arteventi.
Per informazioni:
Centro Comunale di Cultura “G. Capurro” Via G. Marconi, 66 – 15067 Novi Ligure
La Fondazione Italiana Linfomi al fianco dei giovani ricercatori con due iniziative da 110 mila euro.
Alessandria, 17 ottobre 2022
La Fondazione Italiana Linfomi Onlus (FIL) conferma il suo impegno a sostegno dei giovani ricercatori attivi nello studio dei linfomi e promuove anche quest’anno il Bando Giovani Ricercatori, dedicato alla memoria del Prof. Luigi Resegotti, uno dei pionieri in Piemonte nella lotta contro le neoplasie del sangue e presidente onorario della Fondazione.
Il bando è proposto per il 5° anno grazie alla collaborazione con la Fondazione Giulia Maramotti e la Fondazione GRADE Onlus. L’iniziativa consiste in un grant di 100.000 euro assegnato a un giovane ematologo under 40 per la realizzazione di un progetto di ricerca di sua ideazione.
I progetti di ricerca in gara, per aggiudicarsi il finanziamento, devono prevedere aspetti innovativi nella diagnosi e nella terapia dei pazienti con linfoma per approfondire la conoscenza della malattia o migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
Il Bando si è chiuso lo scorso 30 settembre e sono 11 i candidati che hanno presentato domanda. È in corso in queste settimane lavalutazione, a cura di un Comitato Scientifico, composto da membri interni e esterni la Fondazione. Il vincitore sarà proclamato il prossimo 11 novembre a Napoli, durante l’assemblea annuale della Fondazione. Nel 2021 ha vinto Vincenzo Maria Perriello dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia con uno studio riguardante il trattamento dei linfomi di Hodgkin tramite cellule CAR-CIK.
Accanto al Bando Resegotti, FIL promuove, in collaborazione con l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (AIL), il Premio Brusamolino: due grant del valore di 5 mila euro ciascuno, da assegnare a un medico e a un biologo under 40, scelti sulla base della rilevanza delle loro pubblicazioni sulla biologia o clinica dei linfomi.
Le domande di partecipazione devono essere compilate entro il 30 ottobre 2022. La proclamazione dei vincitori si terrà il prossimo 11 novembre a Napoli, durante l’assemblea annuale della Fondazione.
“E-MOBILITY AL”: RETE DI SCUOLE PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE E PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Il Comune di Alessandria – che ha conferito il proprio Patrocinio all’ISS ‘Vallauri’ di Fossano per la quinta edizione del progetto “E-Mobility” per la diffusione ed il supporto della cultura del “lifelong learning”, dell’adozione dello sviluppo e della mobilità sostenibile -, è al fianco dell’Istituto ‘A. Volta’ di Alessandria nella declinazione e promozione di attività formative, a detta mobilità, funzionali.
Il ‘Volta’ annuncia la seconda edizione di “E-MobilityAL” che si svolgerà il 21 ottobre presso la sede di Spalto Marengo, 42.
Referente della rete di scuole per la mobilità sostenibile e per la sostenibilità ambientale, l’Istituto organizza e promuove questa giornata frutto del competente ed appassionato lavoro rivolte ad un tema fondamentale dei nostri tempi.
Dalle ore 9, in aula Magna, un convegno con relatori di alto profilo accompagnerà le studentesse e gli studenti in un efficace viaggio intellettuale che, partendo dalle basi tecnologiche, arriverà al fine vita delle auto elettriche.
Nel giardino dell’Istituto, aperto alla cittadinanza fino alle ore 18, le principali Aziende del nostro territorio presenteranno gli ultimi modelli esponendone caratteristiche e prestazioni.
La giornata pubblica sarà anticipata da un tavolo tecnico tra tutti i portatori d’interesse volta al confronto tra i diversi punti di vista ed esigenze in merito alla figura professionale necessaria a sostenere la transizione.
Il Dirigente Scolastico dell’Istituto ‘A. Volta’, Maria Elena Dealessi sottolinea “L’importanza e l’attualità dell’evento specificando quanto sia importante valorizzare e implementare le buone pratiche connesse alla sostenibilità ambientale e all’impegno eco-sostenibile che tutti dovremmo applicare nella vita quotidiana. Si tratta pertanto di una reale occasione di crescita condivisa a vantaggio dei nostri studenti. Il pomeriggio si configura infine come autentico momento di confronto e di apertura al pubblico (anche dei più piccoli), per un approccio corretto e consapevole verso buone pratiche ormai davvero irrinunciabili”.
Protagonisti dunque: l’ambiente e l’energia con la loro indagine e salvaguardia; la partecipazione scolastica e formativa coordinate da una sempre attenta docenza e dirigenza.
A questi nuclei, il Comune di Alessandria rivolge la sua gratitudine.
Infatti il Sindaco Giorgio Abonante afferma: “L’Amministrazione Comunale oltre a nutrire naturalmente particolare interesse per un argomento della massima attualità, delicatezza e importanza, guarda all’Istituto ‘A. Volta’ come ad un vero e proprio braccio operativo nonché come ad il referente esperto locale nell’ambito dell’intero Progetto ‘E-Mobility’. Con gli Assessori di riferimento, a diverso titolo coinvolti nei lavori di questi giorni, partecipo sin da questo momento con entusiasmo al convegno del 21 ottobre prossimo e sostengo con convinzione ogni azione di approfondimento ringraziando la Preside Dealessi e il Docente di riferimento Franco Gabriele per l’impegno e la cura profusi”.
Cerimonia intitolazione del parco Papa Giovanni Paolo II ad Alessandria
Questa mattina – alla presenza dell’Assessore Antonella Perrone (in rappresentanza del Sindaco Giorgio Abonante), del Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Barosini, del Consigliere Provinciale Gian Paolo Lumi (in rappresentanza del Presidente Enrico Bussalino), di mons. Guido Gallese, Vescovo di Alessandria, del Viceprefetto aggiunto Francesco Farina e di molti Rappresentanti Istituzionali civili e militari locali nonché delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma – è stata intitolata l’area verde presso il laghetto della Zona Residenziale 14 (posta tra via Nenni, via Togliatti, via Basso e via della Palazzina) ad Alessandria a Papa Giovanni Paolo II (18.05.1920 – 02.04.2005): 264° Pontefice della Chiesa Cattolica, “gigante” della fede e della storia.
La Città di Alessandria ha inteso in tale modo onorare e ricordare la figura di questa grande Personalità e lo ha fatto con una solenne cerimonia che ha trovato fondamento – a partire dalla proposta formulata dal Consigliere Comunale Giuseppe Bianchini insieme al già Consigliere Comunale Mauro Bovone, nell’aprile 2021 – in ciò che è stato approvato all’unanimità dalla Commissione Comunale per la Toponomastica riunitasi in data 29.07.2021 nonché dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 266 del 02.12.2021 e, infine, dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 18 del 27.01.2022, nonché dal Decreto Prefettizio di autorizzazione del 18.03. 2022.
Karol Józef Wojtyla nasce a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920. Orfano di madre quando ha appena nove anni, cresce sostenuto dal padre, sottufficiale dell’esercito e uomo molto devoto.
Nel 1938 si iscrive all’Università Jagellónica di Cracovia. Studente di Filologia polacca, cofonda il “Teatro Rapsodico” e l’esperienza drammaturgica inciderà molto sulla precisazione di alcune idee di fondo che caratterizzeranno anche il suo futuro ministero pastorale.
Quando nel 1939 le forze di occupazione naziste chiudono l’Università, per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania il giovane Karol lavora (1940-1944) nelle cave di pietra di Zakrzowek e, in seguito, nella fabbrica della Solvay in Borek Falecki, come addetto alle caldaie.
Nel 1942 entra nel Seminario clandestino e il 1° novembre 1946 è ordinato sacerdote. Poco dopo, parte per Roma dove consegue il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.
Nel 1948 torna in Polonia e insegna Teologia morale ed Etica presso il Seminario di Cracovia e la Facoltà Teologica di Lublino. Nel luglio 1958 Papa Pio XII lo nomina Vescovo ausiliare di Cracovia.
Nel gennaio 1964 Papa Paolo VI lo nomina Arcivescovo di Cracovia e, con questo titolo, partecipa al Concilio Vaticano II contribuendo in particolare alla formulazione della Costituzione “Gaudium et spes”.
I Cardinali, riuniti in Conclave, lo eleggono Papa il 16 ottobre 1978. Karol Wojtyla sceglie il nome di Giovanni Paolo II e il suo pontificato, durato quasi 27 anni, è uno dei più lunghi della storia della Chiesa.
Esercita il suo ministero con uno spirito pastorale instancabile: compie 104 viaggi apostolici nel mondo e 146 nella sola Italia, incontra Uomini di Stato (38 visite ufficiali, 738 udienze con Capi di Stato e 246 con Primi Ministri) e milioni di pellegrini. È anche considerato uno degli artefici del crollo del “socialismo reale”.
Promuove il dialogo con i giovani (nel 1985 istituisce la Giornata Mondiale della Gioventù), con gli ebrei e i rappresentanti delle altre religioni, invitandoli tra l’altro ad Assisi nel 1986 alla Prima Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace. Nel 1992 ammette che fu un errore della Chiesa condannare Galileo Galilei e chiede pubblicamente perdono per le guerre di religione e i torti inflitti ai non cattolici nel corso della storia.
Incoraggia il rinnovamento spirituale della Chiesa anche attraverso numerose nuove beatificazioni (1338) e canonizzazioni (482) e la pratica teologale (scrive 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche).
Dopo essere sopravvissuto a un grave attentato (13 maggio 1981) e avere fronteggiato una lunga malattia, Karol Wojtyla muore in Vaticano il 2 aprile 2005.
Il 27 aprile 2014, a meno di dieci anni dalla morte, Papa Francesco lo proclama Santo della Chiesa Cattolica.
EINSTEIN & ME La storia d’amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo
Produzione Tieffe Teatro Milano, Associazione culturale Paul Dirac
Di e conGabriella Greison Con la voce diGiancarlo Giannini nei panni di Albert Einstein
In questo monologo teatrale Gabriella Greison interpreta Mileva Maric, fisica, prima moglie di Albert Einstein e madre dei suoi figli. Il monologo è tratto dal romanzo “Einstein e io”, edito da Salani, uscito nel 2018, scritto dalla stessa Greison. “Einstein & me” è un viaggio nella vita di Albert Einstein attraverso gli occhi di una donna che è stata fondamentale per la sua crescita e per l’attualissima battaglia dell’affermazione femminile in campo scientifico. I due si sono conosciuti tra i banchi di scuola, al Politecnico di Zurigo nel 1896 e per oltre vent’anni hanno vissuto insieme. Anni fondamentali per Einstein e per la storia della fisica, dalla formulazione della teoria della relatività ristretta (con la famosa formula E=mc²) alle basi per la teoria quantistica.
Una vita vissuta in simbiosi, che ha permesso ad entrambi di crescere e creare, tra lezioni all’università, lunghe camminate in montagna, esami, soste ai tavolini del Café Metropole, laboratori di fisica, salotti, figli, e battaglie contro gli stereotipi e i luoghi comuni a cui una donna doveva sottostare in una società come quella di inizi ‘900. Chiunque può identificarsi nelle vicende evocate nel monologo, metafora bellissima per tutti, delle piccole azioni che compiamo ogni giorno, dei grandi progetti, dei cambiamenti, degli opposti che inevitabilmente si attraggono, delle speranze e dei diritti. Chiunque sia mosso dalla ricerca affannosa verso la conoscenza e la realizzazione dei propri sogni.
Gabriella Greison intesse un monologo in cui le sue ricerche vanno a sdoganare le false voci le voci su Mileva, regalandole una vita diversa e molto attuale. Le quattro stagioni si alternano nella vita di Mileva, esattamente come accade nella vita di ciascuno di noi. Racconta Greison: “L’idea di approfondire questa nuova visione della vita di Albert Einstein, dal punto di vista femminile della moglie, nasce dalla mia esigenza di avere nuove forme di confronto e stimolo. Un tempo i biografi di Einstein sono stati tutti uomini, ed è per questo che l’immagine di Mileva ci è arrivata distorta. Oggi Mileva è una di noi, modernissima, indipendente, sicura, che non si fa certo scrupolo nel rifiutare situazioni che le vanno strette. Nel mio lavoro non si fa cenno a polemiche sui lavori di Albert Einstein, e all’attribuzione degli stessi, che sono sempre stati e sempre lo saranno di Einstein stesso, essendo lui stato un genio assoluto; ma si descrive con i termini di oggi, la personalità, la mente e la natura di una donna che potrebbe essere una di noi, il cui percorso è stato oscurato da una società che mal tollerava le diversità ed era arroccata su vecchi concetti di appartenenza. Il finale è un viaggio nel futuro, ancora aperto, ancora da scrivere”. La stessa Greison ha portato nel 2018 al Politecnico di Zurigo una domanda per l’attribuzione di una laurea postuma a Mileva Maric, domanda che è stata all’inizio rifiutata, mentre ora, ai giorni nostri, nel 2022, con il cambio di rettorato, è al vaglio della nuova commissione.
Adolescenti arrabbiatissimi, di Dr.ssa Mariangela Ciceri Psicologa Clinica e forense
Mariangela Ciceri
Alessandria: Chiunque si relazioni con un adolescente, figlio, nipote, conoscente o allievo, ben conosce come a volte sia difficile contenere quel lato aggressivo, che loro per primi hanno difficoltà a comprendere e a tenere sotto controllo.
Essere adolescenti non è semplice.
Non sono semplici i conflitti che si devono gestire né le sfide che si devono accettare.
Il corpo cambia, ciò che una volta erano garanzia di divertimento e tranquillità, come il gioco a carte con i nonni, o quel cartone animato che faceva ridere, perdono di valore.
Ci si ritrova ad essere in un corpo che cambia e in balia di emozioni e desideri sbocciati all’improvviso, faticosi da comprendere e realizzare.
Possono avere l’impressione che tutti, in casa e fuori, si aspettino qualcosa da loro, un buon voto, un comportamento adulto, una buona educazione espressa attraverso un atteggiamento non ribelle. E perfino gli amici, possono non essere più quella gran compagnia che erano un tempo. La noia può diventare una assidua compagna, la rabbia una presenza costante.
Gli adolescenti non hanno un buon controllo sulle emozioni.
Spesso le subiscono, cercano di decodificarle, possono addirittura esserne spaventati. Se la richiesta sociale (la scuola, il gruppo dei pari) e quella famigliare (la relazione con i genitori) innescano comportamenti stressogeni, l’adolescente può comunicare il suo malessere attraverso eccessi d’ira e comportamenti non del tutto funzionali.
Entrare nel mondo dei grandi significa percorre la passerella del giudizio, indossare maschere appropriate per celare agli occhi del mondo quelle insicurezze e paure che possono minare l’autostima e allora arrabbiarsi può essere tutto quello che rimane da fare.
La risposta che da adulti, da genitori, amici, insegnanti possiamo dare è l’ascolto.
Accogliere quella rabbia, lasciare che trovi il modo per essere riconosciuta, raccontata, espressa e solo dopo, quando tutto il dicibile è stato detto, da persone responsabili e autorevoli quali essere genitori e insegnanti impone, ridefinire quelle regole e quei comportamenti che riteniamo utili, necessari e inderogabili.
Mariangela Ciceri
Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.
Alessandria: Gigi Meroni giocava come tutti quelli che si credono poeti, e magari un po’ lo sono, all’ala destra. Un settebello, un genio ribelle. Giocava con il 7 sulla schiena, i calzettoni abbassati, la maglia fuori dai pantaloncini, i capelli lunghi e la barba. Amava i Beatles e i Rolling Stones, l’arte e la libertà. Dipingeva quadri e disegnava vestiti, girava con una gallina o una capra al guinzaglio e si divertiva a intervistare i passanti chiedendo loro cosa ne pensassero di Gigi Meroni, sicuro che in quella società non ancora rintronata dalle televisioni difficilmente lo avrebbero riconosciuto.
Fu soprannominato “farfalla”, con allusione al suo stile di gioco e ai suoi costumi anticonformisti
La farfalla granata ebbe un volo breve ed una fine tragica: mentre attraversava Corso Re Umberto a Torino Il 15 ottobre 1967 l’attaccante del Torino venne travolto da un’auto guidata da un ragazzo che aveva il suo poster in camera e portava i capelli proprio come lui; finì sulla corsia opposta dove un’altra vettura lo trascinò per 50 metri. Morì poco dopo al Mauriziano.
Fu celebrato il funerale religioso nonostante il parere contrario dell’arcivescovo di Torino per la convivenza more uxorio con una signora in attesa di divorzio.
La settimana seguente durante il derby Toro Juve un elicottero sorvolò il campo inondandolo di fiori, raccolti poi sulla fascia destra dove giocava Gigi Meroni.
Benvenuti in Europa, vecchia megera sfiorita ancor prima di sbocciare, matrona in declino, Europa del soldo che divora l’ideale e rende estranei gli europei. Collasso demografico, crollo delle identità, crisi della giustizia e del lavoro, diritti messi da parte, quegli stessi diritti che un tempo avevano orientato la nascita dell’Europa e oggi vengono sostituiti da capricci ideologici.
Così lontana dall’Europa di De Gasperi, da chi immaginava un abbraccio di popoli e idee, oggi diventata Europa della disuguaglianza, burocratica, oligarchica, piena di balzelli e carte bollate. Come sempre la storia ha fatto cadere la maschera, la regina è nuda e si mostra per quello che è.
Sovrana ma serva, marionetta nelle mani dei poteri forti, spettatrice passiva e incapace di reagire all’involuzione della storia, costretta tra Russia e America, suddita pronta a giacere davanti al potere e al potente.
Bisognerebbe pensare al bene comune, bisognerebbe essere coesi e non divisi, sognatori e mai ideologici. Utopie forse irraggiungibili, ma se non faremo questo salto di qualità – e se non lo faremo in fretta – ci aspetta soltanto l’estinzione.
Alessandria: L’Associazione per la pace è nata nel 1988 all’epoca dell’installazione degli euromissili a Comiso ed è iscritta dal 1994 all’Albo del Volontariato.
Nel 2002 si è costituita in Associazione per la pace e la nonviolenza, per meglio specificare la vicinanza ad una cultura che rifiuta la violenza.
E’ tra i soci del Centro Servizi per il Volontariato di Alessandria Asti e s’impegna per un volontariato gratuito,organizzato ed indipendente.
L’associazione ha la sede legale in via Venezia 7, dove sin dagli anni Ottanta si riuniva la Consulta per la pace, nei locali della Circoscrizione Centro.
La sede operativa è invece in via Mazzini 85, dove, per gentile concessione di APROVA, viene gestita una biblioteca con diverse centinaia di libri sulla nonviolenza accanto ad una emeroteca con importanti riviste del pacifismo italiano.
Sono tante le iniziative intraprese negli anni, qui in provincia, una storia locale che si intreccia con quella nazionale e internazionale e che interessa le guerre e l’obiezione alle spese militari, i digiuni a staffetta per una nuova legge sull’obiezione di coscienza, presidi con ore del silenzio davanti alla Prefettura per manifestare contro le guerre e i terrorismi, rassegne nelle scuole con lavori multimediali, la partecipazione alla marcia Perugia-Assisi, la promozione di progetti in zone di conflitto.
La documentazione di tutte queste attività è stata raccolta in un archivio che nel 2016 è stato regalato all’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea, con l’auspicio di renderlo più fruibile alla cittadinanza.
Per far conoscere la storia del movimento per la pace e la nonviolenza in provincia di Alessandria soprattutto ai giovani, è stato recentemente presentato al Teatro Parvum, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, il lavoro di un giovane ricercatore relativa agli anni Ottanta,anni pieni di iniziative e azioni concrete per proporre alternative alle decisioni dei governanti.
Attualmente l’associazione promuove ad Acqui Terme, il Giorno della Memoria,insieme ad altre realtà, organizza con l’associazione Vedrai di Ovada il campo estivo su nonviolenza e disabilità a Rivere vicino a Cartosio, pubblica il periodico La Luna, attraverso il quale si possono conoscere gli appuntamenti sulla pace e le iniziative in provincia e non solo, organizza la partecipazione alla marcia per la pace e la fraternità da Perugia ad Assisi, continua la catalogazione dell’archivio, gestisce il sito http://www.peaceandnonviolence.it e, ancora con il contributo della Fondazione CRA, ha avviato un progetto per predisporre un catalogo fruibile online delle riviste e dei libri presenti nella biblioteca.
Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, si è creato un coordinamento, Alessandria per la pace, a cui aderisce l’associazione per la pace e la nonviolenza, per ribadire l’opposizione alla guerra quale mezzo per risolvere i conflitti e quindi affrontare i temi del disarmo, dei diritti, del pericolo nucleare, attraverso la presentazione di libri, manifestazioni e altre iniziative.
La partecipazione all’ultima marcia Perugia-Assisi il 24 aprile 2022
La guerra in #Ucraina, seppur grave e dolorosa, non ci deve far dimenticare i drammi che avvengono nel Mediterraneo e le sfide comuni che dobbiamo affrontare.
Oggi la Commissione Affari esteri del Parlamento europeo ha finalmente approvato a larga maggioranza un importante documento sulla precaria situazione in #Libia.
Il testo, di cui sono stato relatore, rimette al centro della nostra azione politica in Libia il rispetto dei principi democratici, dei #dirittiumani e dello Stato di diritto. Da troppo tempo in Libia i Diritti sono ferocemente calpestati, la società civile è brutalmente repressa e chi attraversa i confini libici in cerca di un futuro migliore viene torturato, violentato e incarcerato in campi di detenzione dove è negato ogni diritto.
Proprio per questo, nel testo approvato, si chiede espressamente che l’#UnioneEuropea nomini al più presto un Rappresentante speciale dell’Ue per la Libia che sostenga attivamente il processo di riconciliazione nazionale libico il cui presupposto deve essere il ritiro di tutti i gruppi armati e delle forze straniere, nonché l’elaborazione di una Costituzione democratica e lo svolgimento di elezioni libere ed eque, monitorate da missioni elettorali #ONU e #UE.
Le libertà fondamentali devono essere pienamente garantite, chi ha subito gravi violazioni deve finalmente ottenere giustizia e la pena di morte deve essere abolita.
Nel testo approvato dalla Commissione #AFET vengono anche trattati il problema gravissimo delle mine e della proliferazione delle armi, i diritti delle donne e dei minori, nonché la situazione nei vergognosi campi di detenzione.
Dobbiamo essere più ambiziosi sul tema migratorio. Tutti gli Stati membri, nessuno escluso, dovranno garantire che sia le attività di ricerca e soccorso sia quelle di sbarco e accoglienza non siano più responsabilità solo dei Paesi meridionali ma facciano parte di un progetto equamente condiviso.
Un primo, importante, passo in avanti è stato fatto. Il #ParlamentoEuropeo discuterà e voterà questo testo nella plenaria di novembre. Se, come auspichiamo, sarà approvato dal Parlamento, la #CommissioneEuropea e il #ConsiglioEuropeo dovranno anch’essi dimostrare di voler cambiare passo e non deludere le aspettative del popolo libico.
Mai come in questa fase così delicata per l’#Europa dobbiamo mostrare al mondo la forza e il primato dei nostri valori e dei nostri principi, è il momento di non restare indifferenti e agire.
Dopo una serie di notizie e smentite si è arrivati ad un passo preoccupante destinato a concludersi con l’indicazione del “sito meno idoneo possibile”. Quello per il confinamento delle tonnellate di rifiuti ad alta, media e bassa radioattività di origine industriale, sanitaria e, soprattutto, come residuo del breve periodo di produzione elettronucleare italiana.
Si tratta di quasi 150 ettari di territorio per la maggior parte coperti da strutture di contenimento “eterne” destinate ai rifiuti a media e bassa radioattività. Con circa un quarto di questa superficie destinata ad uno stoccaggio temporaneo (almeno decennale) delle scorie nucleari più pericolose, in attesa di una loro collocazione estera. Bene!
A tutto ciò l’Associazione Agriambiente di Alessandria si oppone da sempre! I costi di costruzione, gestione e decomissioning, come previsto, si stanno presentando proibitivi e di difficile quantificazione.
Ora, come già scritto in altre occasioni, assieme a Laboratorio Synthesis siamo per trovare (e aiutare le forze di governo e con responsabilità specifica) la migliore soluzione possibile, data l’insostenibilità e il rischio degli attuali stoccaggi temporanei (anche in provincia di Alessandria e Vercelli).
Meglio sarebbe esportare tutte le quantità in oggetto, anche a bassa e media radioattività o, in subordine, indicare il sito meno idoneo possibile. Sicuramente non in territorio alessandrino e vercellese per i possibili interessamenti di falda, la situazione idrogeologica difficile, la composizione poco idonea del terreno, la capillare presenza di centri abitati e, soprattutto, la presenza di numerosi siti di interesse storico/culturale.
Le associazioni ambientaliste nazionali competenti sull’argomento hanno più volte segnalato ai Ministri uscenti possibili intelligenti vie d’uscita… non sicuramente (come sembra) la ricerca “del territorio e dei Sindaci meno ostili dietro cospicuo riconoscimento”. Non aggiungiamo altro, attendendo l’ufficializzazione dei 58 siti, per ora non ancora iscritti nei repertori ufficiali.
I° edizione del Forum Agroecologia in Piemonte 2022
Primo momento di confronto tra associazioni ambientaliste, associazioni di categorie, ricerca e mondo universitario per trovare la giusta applicazione dei principi di agroecologia sul territorio piemontese
Oggi si è tenuta la prima edizione del Forum Agroecologia di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione di Fondazione Agrion. Legambiente ha organizzato un tavolo di confronto associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, ricerca e mondo universitario per sottolineare il ruolo del cibo contro la crisi climatica verso una transizione ecologica giusta e solidale. Considerata la rilevanza del territorio, il Forum Agroecologia si è realizzato nella città di Cuneo, presso le sale del Centro Incontri in Corso Dante Alighieri 41, per poter cogliere l’occasione di valorizzare le realtà virtuose che già operano nella provincia.
Il focus dell’edizione del Forum Agroecologia 2022 è stato l’agricoltura sostenibile al tempo dei cambiamenti climatici con interventi e stimoli per affrontare la crisi climatica, come PAC, il rapporto con la biodiversità, cambiamenti di stile di vita e di metodi agricoli.
“Dove c’è agricoltura ci sono coesione sociale, presidi territoriali, tutela del paesaggio, difesa del dissesto idrogeologico, rapporto con le comunità” – dichiara Giorgio Prino, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. “È urgente la necessità di una vera e propria rivoluzione, attualmente avviata solo in parte nel sistema agroalimentare. Si deve partire dai dati e dalle informazioni, dai consumi reali, dalla domanda presente e potenziale. L’agricoltura, asse portante dell’economia Made In Italy, deve divenire un settore strategico anche dal punto di vista ambientale, a cominciare dalle sfide imposte dalla crisi climatica, scoraggiando economicamente pratiche agricole e zootecniche intensive e a elevato impatto ambientale, indirizzando le risorse europee verso l’agroecologia”.
Dopo i saluti istituzionali di Giorgio Prino (Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta), Luca Robaldo(Presidente Provincia di Cuneo), Patrizia Manassero (Sindaca Città di Cuneo), ha aperto la sessione un ampio confronto con le varie associazioni di categoria con gli interventi con gli interventi di Giacomo Ballari(Presidente Fondazione Agrion), Gabriele Carenini (Presidente CIA Piemonte), Roberto Moncalvo(Presidente Coldiretti Piemonte), Enrico Allasia (Presidente Confagricoltura Piemonte). Secondo Giacomo Ballari, Presidente Fondazione Agrion, c’è ancora necessità di migliorarsi, ma ci sono gli strumenti per andare nella giusta direzione, riducendo l’impatto delle colture agricole e sprecando il meno possibile gli scarti di produzione e alimentari.
Ad approfondire il tema della PAC e del PSR è intervenuta Anna Maria Valsania della Direzione Agricoltura e Cibo Regione Piemonte. A seguito Maria Letizia Gardoni, Ufficio di Presidenza FederBio, che ha posto l’accento sulla necessità di convertire la produzione agricola secondo i principi del biologico. Come ha affermato Maria Letizia Gardoni, l’Agricoltura biologica e biodinamica pongono l’Italia ai primi posti a livello europeo con un 17% di superficie agricola biologica. Non si devono, però, abbassare gli standard qualitativi solo con l’obiettivo di raggiungere il 25% di superficie biologica richiesta dalle direttive europee.
A conclusione del Forum Agroecologia, gli interventi del mondo accademico con Chiara Flora Bassanini(Docente Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), Cristiana Peano (Docente Università degli studi di Torino), Danilo Demarchi (Docente Politecnico di Torino), e l’intervento di Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente.
“L’agroecologia è un approccio sistemico che punta alla trasformazione dell’agricoltura e delle filiere alimentari verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica” – dichiara Chiara Flora Bassanini. “L’agroecologia è una scienza transdisciplinare ed un insieme di pratiche, ma soprattutto è un movimento politico, che porta all’advocacy e alla sensibilizzazione su queste tematiche della cittadinanza territoriale”.
Nel pomeriggio si sono tenuti 3 tavoli tematici di discussione su “Il ruolo del biologico e stop pesticidi” coordinato da Giuseppe Ferraris, Legambiente Vercellese e della Val Sesia; “Il ruolo della biodiversità e del suolo in agricoltura” coordinato da Gianfranco Peano, Legambiente Cuneo; “Innovazione tecnologica” coordinato da Lorenzo Berra, Fondazione Agrion.
Il Forum Agroecologia si è svolto con il patrocinio di Comune di Cuneo, Provincia di Cuneo, Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte e Unioncamere Piemonte.
EINSTEIN & ME La storia d’amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo
Produzione Tieffe Teatro Milano, Associazione culturale Paul Dirac
Di e conGabriella Greison Con la voce diGiancarlo Giannini nei panni di Albert Einstein
In questo monologo teatrale Gabriella Greison interpreta Mileva Maric, fisica, prima moglie di Albert Einstein e madre dei suoi figli. Il monologo è tratto dal romanzo “Einstein e io”, edito da Salani, uscito nel 2018, scritto dalla stessa Greison. “Einstein & me” è un viaggio nella vita di Albert Einstein attraverso gli occhi di una donna che è stata fondamentale per la sua crescita e per l’attualissima battaglia dell’affermazione femminile in campo scientifico. I due si sono conosciuti tra i banchi di scuola, al Politecnico di Zurigo nel 1896 e per oltre vent’anni hanno vissuto insieme. Anni fondamentali per Einstein e per la storia della fisica, dalla formulazione della teoria della relatività ristretta (con la famosa formula E=mc²) alle basi per la teoria quantistica.
Una vita vissuta in simbiosi, che ha permesso ad entrambi di crescere e creare, tra lezioni all’università, lunghe camminate in montagna, esami, soste ai tavolini del Café Metropole, laboratori di fisica, salotti, figli, e battaglie contro gli stereotipi e i luoghi comuni a cui una donna doveva sottostare in una società come quella di inizi ‘900. Chiunque può identificarsi nelle vicende evocate nel monologo, metafora bellissima per tutti, delle piccole azioni che compiamo ogni giorno, dei grandi progetti, dei cambiamenti, degli opposti che inevitabilmente si attraggono, delle speranze e dei diritti. Chiunque sia mosso dalla ricerca affannosa verso la conoscenza e la realizzazione dei propri sogni.
Gabriella Greison intesse un monologo in cui le sue ricerche vanno a sdoganare le false voci le voci su Mileva, regalandole una vita diversa e molto attuale. Le quattro stagioni si alternano nella vita di Mileva, esattamente come accade nella vita di ciascuno di noi. Racconta Greison: “L’idea di approfondire questa nuova visione della vita di Albert Einstein, dal punto di vista femminile della moglie, nasce dalla mia esigenza di avere nuove forme di confronto e stimolo. Un tempo i biografi di Einstein sono stati tutti uomini, ed è per questo che l’immagine di Mileva ci è arrivata distorta. Oggi Mileva è una di noi, modernissima, indipendente, sicura, che non si fa certo scrupolo nel rifiutare situazioni che le vanno strette. Nel mio lavoro non si fa cenno a polemiche sui lavori di Albert Einstein, e all’attribuzione degli stessi, che sono sempre stati e sempre lo saranno di Einstein stesso, essendo lui stato un genio assoluto; ma si descrive con i termini di oggi, la personalità, la mente e la natura di una donna che potrebbe essere una di noi, il cui percorso è stato oscurato da una società che mal tollerava le diversità ed era arroccata su vecchi concetti di appartenenza. Il finale è un viaggio nel futuro, ancora aperto, ancora da scrivere”. La stessa Greison ha portato nel 2018 al Politecnico di Zurigo una domanda per l’attribuzione di una laurea postuma a Mileva Maric, domanda che è stata all’inizio rifiutata, mentre ora, ai giorni nostri, nel 2022, con il cambio di rettorato, è al vaglio della nuova commissione.
"Provate voi a essere donne con il coltello alla gola le gambe aperte e la pistola puntata alla tempia.
Provate voi a essere donne la costola di Adamo la polvere di stelle gli assorbenti con le ali le ali senza vento, in caduta libera.
Provate voi a essere donne a morire come foglie calpestate come foglie bruciate come foglie.
Provate voi ché noi siamo stanche di mettere al mondo uomini che ci tagliano la vita e ci seppelliscono che ancora respiriamo."
Libreria multimediale
Breve biografia:
Laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, ha esordito nella scrittura nel 1993 con l’antologia in floppy disk Storie di bambini, donne e assassini, Del 1995 è il suo esordio a stampa, con O ridere o morire, edito da Marcos y Marcos.
Scrittrice versatile, si è cimentata in vari generi: dal noir, alla letteratura per ragazzi (quest’ultima edita da EL, di cui ha diretto la collana “I corti”; con Walt Disney in collaborazione con Nicoletta Vallorani) al teatro. Costretta fin dall’età di 16 anni su una sedia a rotelle a causa della rottura di una vertebra per un tuffo in acque troppo basse, ha descritto con stile asciutto il suo percorso di vita nei dieci mesi successivi in Sirena, Moby Dick, Faenza 2001. Il libro è considerato un long seller e ha avuto varie ristampe: nel 2004 con Salani, nel 2007 con TEA e nel 2014 con Laurana Editore. (Wikipedia).
Alessandria: Tra i celebri nomi che sono legati alla nostra città oggi vogliamo ricordarne uno in particolare: Vittorio Mangili, giornalista e reporter, nella sua casa a Lobbi oggi spegne 100 candeline.
Mangili è stato testimone oculare dei più significativi avvenimenti storici che hanno tracciato il solco indelebile del ‘900: divenuto reporter RAI nel 1956, tra i suoi primi incarichi da inviato televisivo ci sono i drammatici giorni dell’insurrezione ungherese.
Lui è lì, in una terra che sente vicina a sé: nato da madre ungherese, parla la lingua locale e vive in prima persona gli eventi che mineranno le basi del dominio sovietico in Est Europa.
Grazie alla sua innata vicinanza, corre con i patrioti per le strade della capitale e produce l’unica testimonianza audiovisiva di quei momenti. Il nastro verrà succesivamente consegnato all’ ONU come testimonianza delle violazioni dei diritti umani perpetrate in quelle occasioni.
Tra i suoi servizi più conosciuti vi sono quelli di carattere alpinistico, dalla scalata di Reinhold Messner della parete nord del Makalu fino alla spedizione di alpinisti valdostani che nel 1982 raggiunse la vette del Kanchenjunga.
Nei momenti più critici abbandonò taccuino e cinepresa per prestare soccorso: quando la roccia franò sulla valle del Vajont esattamente 59 anni fa, fu uno degli angeli del fango durante l’Alluvione di Firenze e imbracciò la pala anche quattro anni più tardi a Genova.
Per molti anni Vittorio Mangilli con i suoi reportage ci ha raccontato la Grande Storia, oggi in occasione del suo compleanno siamo noi a voler raccontare la sua.
VENERDÌ 14 OTTOBRE IN BIBLIOTECA A Novi d’Autore i castelli e i palazzi degli Spinola La rassegna culturale “Novi d’Autore” prosegue con la presentazione, a cura del Centro Studi “In Novitate”, del libro “Castelli e palazzi della famiglia Spinola in Oltregiogo”, di Silvia Melogno, che si terrà venerdì 14 ottobre alle 17,30 presso la Biblioteca Civica di via Marconi, 66.
Con l’autrice intervengono: Paolo Ponta, Commissario Straordinario Città di Novi Ligure, Costanza Orsi, Fondazione Spinola di Genova, e Andrea Sisti, Casa Editrice Città del Silenzio. Coordina gli interventi Renzo Piccinini, Presidente Centro Studi “In Novitate”.
Silvia Melogno, autrice del volume e di altri saggi pubblicati su riviste specializzate, è laureata in Architettura e in Beni Culturali. Personaggio di forte spessore culturale, ha prodotto tesi che approfondiscono il mondo degli Spinola, la storia del loro insediamento nel Genovesato e l’impronta architettonica tuttora riscontrabile nel costruito, eredità della nobile famiglia.
Il libro è l’esito delle sue approfondite ricerche condotte in archivio e sul campo e tratteggia un affresco completo che, muovendo dallo studio dei feudi imperiali nei loro rapporti con altre istituzioni e le coeve vicende internazionali, produce un’analisi aggiornata dei numerosi castelli e palazzi della famiglia Spinola esistenti tra la Liguria ed il Basso Piemonte. La Melogno, con la precisione della conoscenza, ci conduce per mano nella visita di questi palazzi con le loro bellezze, talvolta rappresentate anche solo da poche emergenze archeologiche, ma ognuno dei quali vanta magnifiche storie di feudatari, condottieri, speculatori e affaristi e un mondo femminile di grande fascino e ricchezze. È un lavoro ampio che si struttura in cinque capitoli. Emergono le diverse interessanti realtà di castelli e palazzi degli Spinola presenti nel Novese tra cui quelle di San Cristoforo, Tassarolo, Novi Ligure, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Cantalupo, Roccaforte e Rocchetta, Cabella Ligure, Pietrabissara, Isola del Cantone, Ronco Scrivia.
La via Vittorio Veneto, più nota come via Veneto, fa parte del rione Colonna e del rione Ludovisi, Roma, va da piazza Barberini a Porta Pinciana, la via ricorda la vittoria italiana contro gli austriaci del 1918 che pose fine alla Prima Guerra Mondiale, vi sono bellissimi palazzi e negozi di lusso, la via è celebre in tutto il mondo per il suo aspetto internazionale e mondano, per i bellissimi caffè all’aperto tra questi, il Cafè de Paris e il Doney. Via Veneto divenne famosa negli anni ’50 e ’60, frequentata da stelle del cinema e dai paparazzi fu resa famosa in tutto il mondo nel 1960 dal film di Federico Fellini la Dolce Vita, una satira sulla mondanità internazionale dell’epoca. La via oggi è meta solo dei turisti, mentre le stelle del cinema preferiscono la zona di piazza Navona, Campo de Fiori e la zona di Trastevere. La via Veneto fu aperta dopo l’Unità d’Italia come arteria principale del rione Ludovisi, il suo tracciato segue quello che un tempo era dei giardini della Villa Ludovisi. Qui vennero edificati alberghi e caffè famosi in tutto il mondo. Durante il periodo della Roma imperiale, questa era la zona in cui gli aristocratici romani avevano ville e giardini. I resti di questo periodo sono ancora oggi visibili negli scavi di piazza Sallustio, che deve il suo nome ai perduti giardini detti Horti Sallustiani. Dopo il Sacco di Roma, nel V secolo la zona divenne aperta campagna. Tornò in auge nel Seicento con la costruzione del Palazzo Barberini e della Villa Ludovisi, la villa è stata distrutta nel 1870, dopo che i Ludovisi dovettero vendere tutte le loro proprietà. Oggi via Veneto ha perso il suo ruolo di punto di incontro dei personaggi famosi del mondo. Le strade e gli edifici intorno a via Veneto, anche se la via è all’interno delle mura Aureliane, risalgono per la quasi totalità a dopo l’Unità d’Italia, fu centro del polo turistico di Roma tra gli anni ’60 e ’70, con alberghi, ristoranti, bar, agenzie di viaggio. Il percorso della via Veneto va dalla grande curva di porta Pinciana fino a piazza Barberini e a palazzo Barberini. E’ una delle zone più facili da raggiungere con i mezzi pubblici, con la metro A di Roma c’è a piazza Barberini, la fermata Barberini, e vi passano anche molti autobus provenienti da tutta Roma, tra questi anche il 492, che passa per via del Tritone e percorre tutta la via Barberini fino ad arrivare a piazza della Repubblica e alla stazione Termini.
Da vedere nei dintorni di via Veneto Aree Archeologiche Porte e Mura : Area archeologica a piazza Sallustio, mura Serviane largo di Santa Susanna, Terme di Diocleziano, Aula Ottagona, mura Serviane Stazione Termini, obelisco Dogali, Porta Pia, Porta Pinciana, Circo di Flora, Tempio di Giove Giunone e Minerva, mura Serviane, mura Aureliane. Acquedotti : acquedotto Felice. Colli: Colle Quirinale. Colle Pincio. Chiese e Templi: Chiesa Santa Maria Immacolata della Concezione, chiesa di Santa Susanna, chiesa Santa Maria della Vittoria, chiesa San Bernardo alle Terme, chiesa di San Nicola da Tolentino, Basilica di Santa Maria degli Angeli, chiesa di San Basilio. Palazzi Ville ed Edifici storici : Casino dell’Aurora, Palazzo Barberini, Stazione Termini, palazzo Coppedè, villa Borghese, villino Maraini, villa Ludovisi, palazzi Ludovisi, Ministero delle Finanze, palazzo Sforza, Ministero dell’Industria e Commercio, palazzo Margherita, Ambasciata Americana. Hotel e Alberghi: hotel Majestic, Hotel Ambasciatori, Hotel Regina Carlton, Hotel Excelsior, Hotel Flora, Hotel Palace, Hotel Balestra, Hotel Bristol, Hotel Bernini. Bar ritrovi: Caffè de Paris, Caffè Doney. Cinema : Cinema Barberini. Teatri: Teatro Barberini scomparso. Statue: statua ad Alberto Thorwaldsen a palazzo Barberini. Scalinate: scaloni a palazzo Barberini. Strade e Vie : via Vittorio Veneto, via delle Quattro Fontane, via Barberini, via San Nicola da Tolentino, via di San Basilio, via degli Avignonesi, via Ludovisi, via Lombardia, via Torino, via XX Settembre, via Bissolati. Giardini Ville e Parchi: Villa Borghese, giardini di Palazzo Barberini, Piazze, Piazzali e Larghi: piazza Barberini, piazza San Bernardo, piazza della Repubblica, piazza dei Cinquecento, piazza Sallustio, piazzale Brasile, piazzale dei Daini, Largo di Santa Susanna. Vicoli: vicolo Barberini. Musei: Museo Borghese, Museo Barberini Galleria Nazionale di Arte Antica, Museo delle Cere, Museo Nazionale Romano, Museo Palazzo Massimo alle Terme, Museo Terme di Diocleziano. Fontane: Fontana delle Api, fontana del Tritone a piazza Barberini, fontana ai giardini di palazzo Barberini, fontana Ninfeo a palazzo Barberini, fontana del cane a via Veneto, fontana del Mosè fontana mostra dell’acqua Felice, fontana alle Terme di Diocleziano, Fontana delle Naiadi piazza della Repubblica Edicole Sacre e Lapidi: Lapidi alla chiesa di San Nicola da Tolentino, edicole sacre a via di San Basilio, edicola sacra Madonnella a piazza Brasile. Rioni: rione Trevi, rione Colonna, rione Ludovisi, rione Sallustiano, rione Monti, rione Castro Pretorio, quartiere Pinciano. (WEB)
Gotico d’Autunno. Un intero ciclo dedicato al più tenebroso dei generi letterari organizzato dalla Biblioteca comunale.
Dal 21 al 31 ottobre.
“La paura più antica è quella dell’ignoto” sosteneva lo scrittore statunitense H. P. Lovecraft (1890-1937) ed è proprio questa condizione emotiva, insieme ad elementi irrazionaliesovrannaturali, ad un’atmosfera cupa e misteriosa, accompagnata da sfumature fantastiche e spesso mostruose, a costituire un elemento essenziale del romanzo gotico. Un genere letterario, sviluppatosi nella seconda metà del settecento, che godette di grandissima fortuna durante tutto l’Ottocento fino ai nostri giorni e cui si dedicarono autori di assoluto spicco come George Gordon Byron, Matthew Gregory Lewis, Horace Walpole, Ann Radcliffe, Mary Shelley, Robert Stevenson, Jane Austen, Bram Stoker e molti altri.
La grande qualità letteraria insieme al forte appeal che questo genere ha tra le giovani generazioni hanno spinto la Biblioteca comunale “Roberto Allegri” di Serravalle Scrivia ad inaugurare un’intera sezione dedicata al gotico nel periodo più tenebroso dell’anno: ottobre. Se il “gotico” è allo stesso tempo raffinata cultura, fascino e divertimento la nascita di “Gotico d’Autunno. Suggestioni di nebbia e vecchie storie”, un intero ciclo dedicato alla più tenebrosa delle letterature, è stata una naturale conseguenza.
Un ciclo che comprenderà, oltre all’inaugurazione dello scaffale librario in Biblioteca, l’incontro con un autore gotico contemporaneo, una conferenza, “racconti brividosi per bambini”, un momento conviviale (la cena “Bocconi di Paura” presso il Circolo Arci) e uno ludico (l’Escape Room per famiglie “La Danza delle Streghe” in Biblioteca). Si tratta di un modo per promuovere cultura, socialità, divertimento, suggestioni in un periodo come quello autunnale in cui spesso mancano le occasioni di aggregazione.
“La nostra Biblioteca – ha detto l’assessore alla cultura Silvia Collini– sarà la protagonista di tante belle iniziative dove poter fare cultura insieme e promuovere la socialità. Uno spazio di incontro tra desideri, idee, richieste e progetti a più livelli dove potersi ritrovare, leggere, studiare, ma anche svagarsi. Gotico d’Autunno risponde proprio a questo intento ed è pensato per fornire spunti e occasioni di approfondimento per appassionati del genere e non solo. Sarà il primo di una serie di cicli e appuntamenti letterari davvero coinvolgenti che sono felice di poter sostenere
La rassegna partirà venerdì 21 ottobre, alle 17.00, in Biblioteca, con l’evento “I sentieri del Gotico. Racconti, leggende, luoghi abbandonati del nostro territorio. Incontro con lo scrittore Matteo Pastorino”. Introdurrà Patrizia Ferrando.
Psicologo, insegnante e scrittore, Matteo Pastorino coltiva passioni quali lo studio della storia di Genova, l’esplorazione di luoghi abbandonati secondo la filosofia urbex, la conoscenza dei cimiteri antichi. Tra i suoi lavori, di particolare rilievo l’impegno come coautore di due guide di taglio saggistico, una sul cimitero monumentale di Staglieno, l’altra sulle “vie dell’acqua”: mulini, fonti di approvvigionamento, cartiere.
“Il fantasma di Castel Roccatagliata”,edito da ERGA, riunisce diciotto racconti che, pur prendendo origine da leggende e narrazioni di remota origine, non si fermano al riportare il dato della tradizione, ma lo trasformano in materia creativa per pagine che omaggiano, nello stile, i classici della letteratura gotica. Ne risulta una commistione interessante e riuscita fra un mood giovane, un interesse profondo per l’elemento leggendario, e una non dimenticata raffinatezza ottocentesca. Le ambientazioni richiamano atmosfere riconoscibili dell’entroterra ligure, fino a raggiungere le valli Scrivia, Borbera e Lemme.
Castelli misteriosi e isolati, case dalla fama sinistra, villaggi e chiese abbandonate, si alternano quali scenari e ispirazioni a colline solitarie, rovine silenziose, scorci a picco sul mare e boschi, ma anche ad angoli apparentemente “normali”: un intero patrimonio di suggestioni, eredità di una terra dalle molteplici vicissitudini e testimonianze, carica di un folclore ricchissimo e spesso dimenticato. I racconti, nati così dalla fantasia dell’autore e dalle inquietudini ataviche, collettive, accompagnano a cercare “i mostri nascosti all’angolo della strada”, a riscoprire i timori, le superstizioni che pulsano per le valli e che si celano alla vista. Le leggende si fondono con la fantasia, i fatti si mischiano con l’incubo e l’incomprensione, luoghi specifici con atmosfere riconoscibili ma meno definite.
Non sempre eventi inspiegabili richiedono presenze soprannaturali, perché la stessa mente umana può diventare oscuro enigma: il giudizio, in ultimo, spetta al lettore.
“Chissà che, anche nelle più assurde storielle non si possano nascondere disturbanti verità…” sembrano sussurrare, come un interrogativo, i racconti.
Gli appuntamenti successivi saranno:
27 ottobre Dolcetto Scherzetto! Racconti Brividosi aspettando Halloween. Per bambini da 0 a 6 anni. Alle 17.00 in Biblioteca.
28 ottobre L’ Anno senza Estate. Leggere gotico ieri e oggi. Con la giornalista e scrittrice Patrizia Ferrando.Inaugurazione scaffale dedicato alla letteratura gotica. Alle 17.00 in Biblioteca.
30 ottobre. Bocconi di Paura. Sarete ammessi alla Scuola del Male? Cena Gotica presso il Circolo Arci “La Storia” alle 20.00. Posti limitati! Prenotazioni entro il 23 ottobre al n° 379-2133332 ( Luigi)
31 ottobre. La Danza delle Streghe. Escape Room per famiglie. Dalle 15.00 alle 18.00 in Biblioteca.
Grande successo per il primo Festival del Metaverso in Italia: in presenza e da remoto oltre 250.000 utenti unici
L’evento dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori ha visto la partecipazione degli attuali attori, nazionali e internazionali, della trasformazione dell’infosfera
Successo di pubblico, superando ogni aspettativa, per il primo Festival del Metaverso italiano che ha visto la partecipazione di oltre 250.000 utenti unici. L’evento, organizzato da ANGI, si è svolto nel suntuoso Duomo delle OGR Torino portando a casa un risultato senza eguali, come conferma il Presidente dell’associazione, Gabriele Ferrieri:
«Straordinario successo di pubblico e di contenuti. Numeri davvero immensi che hanno visto oltre 250mila utenti unici che, tra presenza e collegamento da remoto, hanno assistito al primo Festival del Metaverso in Italia. L’aver portato le maggiori voci dell’ecosistema innovazione e degli stakeholder istituzionali europei, nazionali e territoriali del Piemonte dimostrano ancor di più il ruolo centrale dell’ANGI come punto di riferimento sul digitale. Siamo davvero orgogliosi del cammino che stiamo portando avanti e grazie allo sviluppo e alla costante crescita della community dei giovani innovatori italiani, vogliamo vivere da protagonisti le sfide per il rilancio economico e sociale dell’Italia, mettendoci a disposizione delle istituzioni per proseguire il cammino valoriale e progettuale che, con perseveranza e dedizione, l’ANGI porta avanti ormai dal 2017. Il nostro appello è per la prosecuzione delle politiche digitali sia in ottica attuazione PNRR che di sostegno alle future generazioni, unico e vero punto cardine su cui poggiare solide basi per il rilancio del Belpaese. Da qui alla fine dell’anno, numerosi saranno gli appuntamenti in programma che culmineranno, il primo dicembre, con il premio ANGI – Oscar dell’Innovazione a Roma nella meravigliosa cornice dell’Ara Pacis».
Inoltre, l’ANGI presieduta da Ferrieri, grazie alla partnership tecnica con Coderblock, ora può sfoggiare il proprio metaverso. Questa nuova realtà virtuale è indubbiamente un’opportunità per costruire un ponte e valorizzare la realtà immersiva a sostegno di tutte le eccellenze dell’innovazione e del Made in Italy.
Presenti al Festival anche Matteo Marnati, Assessore Ambiente, Energia, Innovazione, Ricerca Regione Piemonte; Stefano Lo Russo, Sindaco del Comune Torino; Letizia Maria Ferraris, Presidente CSI Piemonte; a testimonianza della vicinanza della città di Torino sulle tematiche orbitanti il nuovo universo immersivo.
«La Regione Piemonte è la prima Regione in Italia che sbarca nel metaverso. Una decisione che abbiamo maturato, insieme al CSI, partendo dall’assunto che una Pubblica Amministrazione debba integrarsi con l’innovazione, non solo stare “ai tempi” ma, se possibile, precorrerli e costruire qualcosa nella realtà virtuale, e il mondo del metaverso ha avuto una forte accelerazione negli ultimi tempi soprattutto fra i giovani, anche per fornire servizi ai cittadini e alle imprese. Tuttavia, abbiamo deciso di partire dal “tema sociale” perché è nostro compito occuparci delle fragilità. Da questa considerazione ad agosto, abbiamo iniziato a costruire il “nostro” metaverso, che riproduce la nostra nuova sede, il grattacielo, che inaugureremo proprio fra pochi giorni e, come primo progetto, ci occuperemo di cyberbullismo, fenomeno che oggi colpisce molti ragazzi, in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi di Torino. Vogliamo sperimentare la nuova frontiera della psicologia, qualcosa che diventerà, ne siamo certi, una grandissima opportunità nei prossimi anni. In parallelo svilupperemo anche servizi per i cittadini e le imprese, il tutto con la garanzia della massima sicurezza». Matteo Marnati,assessore regionale all’Innovazione.
«Da anni il CSI e la Regione Piemonte lavorano in una logica multicanale nell’erogazione dei propri servizi al cittadino. Credo che il metaverso potrà diventare un ulteriore canale a disposizione delle persone per usufruire dei servizi pubblici digitali in modo completamente nuovo. Si tratta di un percorso che iniziamo ora con alcune sperimentazioni che si affineranno via via nel tempo accompagnandosi con le attività di trasformazione digitale già in atto, quali l’integrazione sempre più massiccia dei servizi, l’identità digitale ancora più spinta, la sicurezza informatica, il cloud. Per tutti noi è una grande sfida perché il metaverso potrà davvero cambiare il nostro modo di vivere, di lavorare o di rapportarci con la Pubblica Amministrazione» Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte.
«Il Metaverso apre a nuovi territori dal potenziale ancora inesplorato e, proprio per questo, è fondamentale promuovere ora una cultura di apertura e collaborazione per tracciare insieme traiettorie nel segno della tecnologia, della cybersecurity e della sostenibilità. È in quest’ottica che le OGR, luogo naturale di sinergie e ibridazioni, accolgono il Festival del Metaverso, in qualità di Innovation & Networking Partner, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e favorire il dibattito a cominciare dai vari progetti e iniziative sul Metaverso che hanno trovato casa qui alle OGR Tech». Massimo Lapucci, CEO OGR Torino.
Spazio anche alle istituzioni e alle agenzie governative italiane che hanno confermato come il metaverso rappresenti una prova dell’attuale cambiamento epocale in Europa e nel mondo.
«Il metaverso è in Europa una delle sfide urgenti che ci attendono. Dobbiamo immaginarlo come qualcosa di simile a quello che, per gli antichi greci, era l’agorà: una nuova piazza pubblica, un nuovo spazio dove le interazioni digitali – già possibile online – vengono amplificate come mai prima. Di fronte a questa innovazione straordinaria, l’approccio europeo del mondo virtuale si svilupperà su tre campi: persone, tecnologie e infrastrutture. L’Europa dispone già di strumenti normativi forti, a prova di futuro, quali il Digital Service Act e il digital Markets Act, il cui obiettivo è proprio quello di padroneggiare e sviluppare tecnologie all’avanguardia così da costruire un ecosistema sostenibile. Infatti, la Commissione Europea, proprio qualche settimana fa, ha lanciato la Virtual and Augmented Reality Industrial Coalition che riunisce gli stakeholder delle principali tecnologie dei metaversi con oltre quaranta organizzazioni europee attive in questo settore. Sono certo che l’ANGI, grazie al suo instancabile Presidente Ferrieri, sarà sempre grande protagonista grazie alle sue attività di promozione di impulso, in particolare verso le nuove generazioni». Ha spiegato Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.
«La riflessione che propone il festival di ANGI porta a delle considerazioni alla quale nessuno di noi può sottrarsi. Nel metaverso saremo astrazioni rappresentative della nostra identità personale, immerse in un sistema tutto privato nel quale potremo agire, parlare, vendere e comprare oggetti immateriali ed esperienze di vita nei limiti e con le modalità stabilite nei termini di uso che accetteremo. Non è una cosa da poco, c’è infatti un intero sistema di diritti e di libertà che rischia di finire con l’essere sovrascritto, non solo da regole di diritto privato, ma dagli uffici legali delle big tech anziché dai nostri parlamenti. Regole inoculate nel codice e negli algoritmi dei metaservizi che useremo per vivere all’interno di questa nuova realtà immersiva. Proprio questa è la più grande delle sfide che ci attende, ovvero governare la relazione tra i pubblici e i poteri privati all’interno di un universo che si preannuncia molto più simile a un enorme giardino privato che a un’agorà pubblica. Se mai perderemo tale sfida, il metaverso potrebbe essere il lago del canto del cigno delle nostre democrazie che verranno silenziosamente trasformate in dittature negoziali governate da società commerciali. Per questo motivo è fondamentale guidare e governare al meglio questo nuovo mondo digitale per indirizzarlo verso una direzione che gli permetta di massimizzare opportunità e benefici nella maniera quanto più condivisa possibile per i cittadini del mondo così da minimizzare i rischi che naturalmente sono presenti come ogni processo di innovazione». Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali e avvocato.
All’evento ANGI, inoltre, è stato presentato in anteprima esclusiva nazionale l’indagine demoscopica “Giovani e innovazione nello scenario del metaverso”, a cura del Prof. Roberto Baldassari, Direttore Generale Lab21.01 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI.
Dopo il voto del 25 settembre 2022, infatti, l’istituto demoscopico Lab21.01 ha effettuato una ricerca intervistando un campione di italiani maggiorenni tramite l’effettuazione di 1.200 interviste (telefoniche e via web) per analizzare il rapporto che intercorre tra gli italiani e il metaverso con particolare attenzione al rapporto tra i giovani l’innovazione e il nuovo mutevole scenario del metaverso.
«Lo sguardo complessivo della ricerca evidenzia come ci siano forti differenze generazionali tra l’intervistati: under 35 e over 55 sembrano, nel metaverso ancora più distanti. Se da una parte cresce la curiosità per il “non luogo” virtuale ‘dall’altra appare ancora uno spazio dove non ci sono regole certe e spesso l’utente finale potrebbe trovarsi in balia degli effetti socio – psicologici derivanti da una “immersione” ancora troppo fragile e poco strutturata. Bene il rapporto tra giovani, innovazione, strumenti tecnologici e rapporti interpersonali anche se all’orizzonte rimane, seppur sfumato il pericolo di un altro contenitore con un basso valore aggiunto a livello di contenuto. L’attenzione e gli investimenti di grandi aziende Italiane e internazionali potrebbe contribuire in maniera forte e positiva a far diventare uno scenario ancora sfocato sempre più propositivo, tecnologicamente avanzato e, paradossalmente, macchiato di realtà». Ha illustrato il Professor Baldassari.
Il capoluogo piemontese ha fatto, quindi, da palcoscenico ad un evento che ha visto gli interventi dei massimi attori dell’attuale ecosistema tecnologico che – mediante keynote speach, round table ispirazionali e momenti di networking – hanno potuto condividere le proprie esperienze personali ma soprattutto professionali al fine di trovare soluzioni efficaci in campo tecnologico e offrire nuove opportunità ai giovani talenti.
«L’innovazione e le persone sono i fattori abilitanti del Piano industriale decennale che il Gruppo FS Italiane sta portando avanti. Un piano che prevede l’assunzione, nel suo arco temporale, di 40 mila persone. Sarà quindi fondamentale nei prossimi anni investire in una formazione sempre più capillare e continua perché al cambiamento tecnologico che stiamo apportando, corrisponderà un nuovo modo di lavorare. Stiamo investendo nella creazione di un ecosistema digitale che ci possa consentire di creare un portale di apprendimento integrato, in grado di adattare i contenuti formativi in base anche agli obiettivi aziendali, agli interessi e ai comportamenti di ogni collega. In questo contesto il metaverso potrebbe portarci a ottenere risultati potenzialmente superiori rispetto a quanto già sperimentato fino a oggi, consentendoci di ridurre i tempi della formazione e ingaggiare sin da subito i nuovi assunti tramite esperienze uniche e coinvolgenti. Per valutarne le potenzialità, abbiamo deciso di partire dal percorso di Induction che coinvolge tutti i laureati che entrano all’interno del Gruppo FS con un progetto pilota partito recentemente che ha, come obiettivo, quello di trasformare l’esperienza fisica in un’esperienza immersiva». Ha dichiarato Anna Maria Morrone, Responsabile Organization&People Development di Ferrovie dello Stato Italiane.
«Il Metaverso costituisce senza dubbio una sfida importante con cui avremo a che fare nei prossimi anni e un nuovo canale che diventerà parte del modo in cui proporremo prodotti e servizi anche nel nostro settore. Come Compagnia di Assicurazione non possiamo sottrarci a questo fenomeno, che rappresenta un’opportunità ma anche una responsabilità, visto il ruolo chiave che il settore – soprattutto quello bancassicurativo – può giocare nel garantire non solo solidità e trasparenza, ma anche sicurezza e protezione da nuovi rischi emergenti». Alessia Truini, Head of Digital Transformation, Innovation and Advanced analytics, Divisione Insurance Intesa Sanpaolo.
«URBAN-X è una piattaforma per le startup che rende le città più sostenibili, vivibili e resilienti. Con l’aiuto di ANGI abbiamo selezionato la nostra prima startup italiana, Wiseair, così da accrescere la rete della nostra rete e aiutarci nella nostra missione: rendere i dati sulla qualità dell’aria urbana accessibili e utilizzabili». Ha spiegato Sarah Schappert, Director Europe Urban X.
«MINI ha sempre avuto a cuore la valorizzazione delle realtà emergenti ed è sempre stata attenta a rispondere alle esigenze del tempo, presentando progetti innovativi volti alla sostenibilità e al miglioramento delle le nostre città». Ha chiosato Stefano Ronzoni, Direttore MINI Italia.
«Sono stata la prima artista in Italia a fare un concerto live nel metaverso. L’esperienza è stata davvero stupenda e indimenticabile. La dimensione del live è in assoluto la mia preferita nel mondo della musica e sperimentare qualcosa di completamente nuovo mi ha reso tanto orgogliosa del mio lavoro. Mi rendo conto che per un artista possa sembrare davvero difficile adattarsi a questa nuova realtà ma rappresenta un vero e proprio passo avanti nella tecnologia musicale capace di abbattere le barriere spazio temporali». Ha raccontato la rapper Big Mama.
Main Partner del Festival del Metaverso: Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo Assicura, MINI.
Official partner:Consorzio per il Sistema Informativo – CSI Piemonte, Coderblock, Lab 21.01, Spencer & Lewis, Tier, Würth Italia, studio legale Zaccara & Associates.
Ufficio stampa Festival del Metaverso Ilaria Cuomo
Grande successo per il primo Festival del Metaverso in Italia: in presenza e da remoto oltre 250.000 utenti unici
L’evento dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori ha visto la partecipazione degli attuali attori, nazionali e internazionali, della trasformazione dell’infosfera
Successo di pubblico, superando ogni aspettativa, per il primo Festival del Metaverso italiano che ha visto la partecipazione di oltre 250.000 utenti unici. L’evento, organizzato da ANGI, si è svolto nel suntuoso Duomo delle OGR Torino portando a casa un risultato senza eguali, come conferma il Presidente dell’associazione, Gabriele Ferrieri:
«Straordinario successo di pubblico e di contenuti. Numeri davvero immensi che hanno visto oltre 250mila utenti unici che, tra presenza e collegamento da remoto, hanno assistito al primo Festival del Metaverso in Italia. L’aver portato le maggiori voci dell’ecosistema innovazione e degli stakeholder istituzionali europei, nazionali e territoriali del Piemonte dimostrano ancor di più il ruolo centrale dell’ANGI come punto di riferimento sul digitale. Siamo davvero orgogliosi del cammino che stiamo portando avanti e grazie allo sviluppo e alla costante crescita della community dei giovani innovatori italiani, vogliamo vivere da protagonisti le sfide per il rilancio economico e sociale dell’Italia, mettendoci a disposizione delle istituzioni per proseguire il cammino valoriale e progettuale che, con perseveranza e dedizione, l’ANGI porta avanti ormai dal 2017. Il nostro appello è per la prosecuzione delle politiche digitali sia in ottica attuazione PNRR che di sostegno alle future generazioni, unico e vero punto cardine su cui poggiare solide basi per il rilancio del Belpaese. Da qui alla fine dell’anno, numerosi saranno gli appuntamenti in programma che culmineranno, il primo dicembre, con il premio ANGI – Oscar dell’Innovazione a Roma nella meravigliosa cornice dell’Ara Pacis».
Inoltre, l’ANGI presieduta da Ferrieri, grazie alla partnership tecnica con Coderblock, ora può sfoggiare il proprio metaverso. Questa nuova realtà virtuale è indubbiamente un’opportunità per costruire un ponte e valorizzare la realtà immersiva a sostegno di tutte le eccellenze dell’innovazione e del Made in Italy.
Presenti al Festival anche Matteo Marnati, Assessore Ambiente, Energia, Innovazione, Ricerca Regione Piemonte; Stefano Lo Russo, Sindaco del Comune Torino; Letizia Maria Ferraris, Presidente CSI Piemonte; a testimonianza della vicinanza della città di Torino sulle tematiche orbitanti il nuovo universo immersivo.
«La Regione Piemonte è la prima Regione in Italia che sbarca nel metaverso. Una decisione che abbiamo maturato, insieme al CSI, partendo dall’assunto che una Pubblica Amministrazione debba integrarsi con l’innovazione, non solo stare “ai tempi” ma, se possibile, precorrerli e costruire qualcosa nella realtà virtuale, e il mondo del metaverso ha avuto una forte accelerazione negli ultimi tempi soprattutto fra i giovani, anche per fornire servizi ai cittadini e alle imprese. Tuttavia, abbiamo deciso di partire dal “tema sociale” perché è nostro compito occuparci delle fragilità. Da questa considerazione ad agosto, abbiamo iniziato a costruire il “nostro” metaverso, che riproduce la nostra nuova sede, il grattacielo, che inaugureremo proprio fra pochi giorni e, come primo progetto, ci occuperemo di cyberbullismo, fenomeno che oggi colpisce molti ragazzi, in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi di Torino. Vogliamo sperimentare la nuova frontiera della psicologia, qualcosa che diventerà, ne siamo certi, una grandissima opportunità nei prossimi anni. In parallelo svilupperemo anche servizi per i cittadini e le imprese, il tutto con la garanzia della massima sicurezza». Matteo Marnati,assessore regionale all’Innovazione.
«Da anni il CSI e la Regione Piemonte lavorano in una logica multicanale nell’erogazione dei propri servizi al cittadino. Credo che il metaverso potrà diventare un ulteriore canale a disposizione delle persone per usufruire dei servizi pubblici digitali in modo completamente nuovo. Si tratta di un percorso che iniziamo ora con alcune sperimentazioni che si affineranno via via nel tempo accompagnandosi con le attività di trasformazione digitale già in atto, quali l’integrazione sempre più massiccia dei servizi, l’identità digitale ancora più spinta, la sicurezza informatica, il cloud. Per tutti noi è una grande sfida perché il metaverso potrà davvero cambiare il nostro modo di vivere, di lavorare o di rapportarci con la Pubblica Amministrazione» Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI Piemonte.
«Il Metaverso apre a nuovi territori dal potenziale ancora inesplorato e, proprio per questo, è fondamentale promuovere ora una cultura di apertura e collaborazione per tracciare insieme traiettorie nel segno della tecnologia, della cybersecurity e della sostenibilità. È in quest’ottica che le OGR, luogo naturale di sinergie e ibridazioni, accolgono il Festival del Metaverso, in qualità di Innovation & Networking Partner, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e favorire il dibattito a cominciare dai vari progetti e iniziative sul Metaverso che hanno trovato casa qui alle OGR Tech». Massimo Lapucci, CEO OGR Torino.
Spazio anche alle istituzioni e alle agenzie governative italiane che hanno confermato come il metaverso rappresenti una prova dell’attuale cambiamento epocale in Europa e nel mondo.
«Il metaverso è in Europa una delle sfide urgenti che ci attendono. Dobbiamo immaginarlo come qualcosa di simile a quello che, per gli antichi greci, era l’agorà: una nuova piazza pubblica, un nuovo spazio dove le interazioni digitali – già possibile online – vengono amplificate come mai prima. Di fronte a questa innovazione straordinaria, l’approccio europeo del mondo virtuale si svilupperà su tre campi: persone, tecnologie e infrastrutture. L’Europa dispone già di strumenti normativi forti, a prova di futuro, quali il Digital Service Act e il digital Markets Act, il cui obiettivo è proprio quello di padroneggiare e sviluppare tecnologie all’avanguardia così da costruire un ecosistema sostenibile. Infatti, la Commissione Europea, proprio qualche settimana fa, ha lanciato la Virtual and Augmented Reality Industrial Coalition che riunisce gli stakeholder delle principali tecnologie dei metaversi con oltre quaranta organizzazioni europee attive in questo settore. Sono certo che l’ANGI, grazie al suo instancabile Presidente Ferrieri, sarà sempre grande protagonista grazie alle sue attività di promozione di impulso, in particolare verso le nuove generazioni». Ha spiegato Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.
«La riflessione che propone il festival di ANGI porta a delle considerazioni alla quale nessuno di noi può sottrarsi. Nel metaverso saremo astrazioni rappresentative della nostra identità personale, immerse in un sistema tutto privato nel quale potremo agire, parlare, vendere e comprare oggetti immateriali ed esperienze di vita nei limiti e con le modalità stabilite nei termini di uso che accetteremo. Non è una cosa da poco, c’è infatti un intero sistema di diritti e di libertà che rischia di finire con l’essere sovrascritto, non solo da regole di diritto privato, ma dagli uffici legali delle big tech anziché dai nostri parlamenti. Regole inoculate nel codice e negli algoritmi dei metaservizi che useremo per vivere all’interno di questa nuova realtà immersiva. Proprio questa è la più grande delle sfide che ci attende, ovvero governare la relazione tra i pubblici e i poteri privati all’interno di un universo che si preannuncia molto più simile a un enorme giardino privato che a un’agorà pubblica. Se mai perderemo tale sfida, il metaverso potrebbe essere il lago del canto del cigno delle nostre democrazie che verranno silenziosamente trasformate in dittature negoziali governate da società commerciali. Per questo motivo è fondamentale guidare e governare al meglio questo nuovo mondo digitale per indirizzarlo verso una direzione che gli permetta di massimizzare opportunità e benefici nella maniera quanto più condivisa possibile per i cittadini del mondo così da minimizzare i rischi che naturalmente sono presenti come ogni processo di innovazione». Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali e avvocato.
All’evento ANGI, inoltre, è stato presentato in anteprima esclusiva nazionale l’indagine demoscopica “Giovani e innovazione nello scenario del metaverso”, a cura del Prof. Roberto Baldassari, Direttore Generale Lab21.01 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI.
Dopo il voto del 25 settembre 2022, infatti, l’istituto demoscopico Lab21.01 ha effettuato una ricerca intervistando un campione di italiani maggiorenni tramite l’effettuazione di 1.200 interviste (telefoniche e via web) per analizzare il rapporto che intercorre tra gli italiani e il metaverso con particolare attenzione al rapporto tra i giovani l’innovazione e il nuovo mutevole scenario del metaverso.
«Lo sguardo complessivo della ricerca evidenzia come ci siano forti differenze generazionali tra l’intervistati: under 35 e over 55 sembrano, nel metaverso ancora più distanti. Se da una parte cresce la curiosità per il “non luogo” virtuale ‘dall’altra appare ancora uno spazio dove non ci sono regole certe e spesso l’utente finale potrebbe trovarsi in balia degli effetti socio – psicologici derivanti da una “immersione” ancora troppo fragile e poco strutturata. Bene il rapporto tra giovani, innovazione, strumenti tecnologici e rapporti interpersonali anche se all’orizzonte rimane, seppur sfumato il pericolo di un altro contenitore con un basso valore aggiunto a livello di contenuto. L’attenzione e gli investimenti di grandi aziende Italiane e internazionali potrebbe contribuire in maniera forte e positiva a far diventare uno scenario ancora sfocato sempre più propositivo, tecnologicamente avanzato e, paradossalmente, macchiato di realtà». Ha illustrato il Professor Baldassari.
Il capoluogo piemontese ha fatto, quindi, da palcoscenico ad un evento che ha visto gli interventi dei massimi attori dell’attuale ecosistema tecnologico che – mediante keynote speach, round table ispirazionali e momenti di networking – hanno potuto condividere le proprie esperienze personali ma soprattutto professionali al fine di trovare soluzioni efficaci in campo tecnologico e offrire nuove opportunità ai giovani talenti.
«L’innovazione e le persone sono i fattori abilitanti del Piano industriale decennale che il Gruppo FS Italiane sta portando avanti. Un piano che prevede l’assunzione, nel suo arco temporale, di 40 mila persone. Sarà quindi fondamentale nei prossimi anni investire in una formazione sempre più capillare e continua perché al cambiamento tecnologico che stiamo apportando, corrisponderà un nuovo modo di lavorare. Stiamo investendo nella creazione di un ecosistema digitale che ci possa consentire di creare un portale di apprendimento integrato, in grado di adattare i contenuti formativi in base anche agli obiettivi aziendali, agli interessi e ai comportamenti di ogni collega. In questo contesto il metaverso potrebbe portarci a ottenere risultati potenzialmente superiori rispetto a quanto già sperimentato fino a oggi, consentendoci di ridurre i tempi della formazione e ingaggiare sin da subito i nuovi assunti tramite esperienze uniche e coinvolgenti. Per valutarne le potenzialità, abbiamo deciso di partire dal percorso di Induction che coinvolge tutti i laureati che entrano all’interno del Gruppo FS con un progetto pilota partito recentemente che ha, come obiettivo, quello di trasformare l’esperienza fisica in un’esperienza immersiva». Ha dichiarato Anna Maria Morrone, Responsabile Organization&People Development di Ferrovie dello Stato Italiane.
«Il Metaverso costituisce senza dubbio una sfida importante con cui avremo a che fare nei prossimi anni e un nuovo canale che diventerà parte del modo in cui proporremo prodotti e servizi anche nel nostro settore. Come Compagnia di Assicurazione non possiamo sottrarci a questo fenomeno, che rappresenta un’opportunità ma anche una responsabilità, visto il ruolo chiave che il settore – soprattutto quello bancassicurativo – può giocare nel garantire non solo solidità e trasparenza, ma anche sicurezza e protezione da nuovi rischi emergenti». Alessia Truini, Head of Digital Transformation, Innovation and Advanced analytics, Divisione Insurance Intesa Sanpaolo.
«URBAN-X è una piattaforma per le startup che rende le città più sostenibili, vivibili e resilienti. Con l’aiuto di ANGI abbiamo selezionato la nostra prima startup italiana, Wiseair, così da accrescere la rete della nostra rete e aiutarci nella nostra missione: rendere i dati sulla qualità dell’aria urbana accessibili e utilizzabili». Ha spiegato Sarah Schappert, Director Europe Urban X.
«MINI ha sempre avuto a cuore la valorizzazione delle realtà emergenti ed è sempre stata attenta a rispondere alle esigenze del tempo, presentando progetti innovativi volti alla sostenibilità e al miglioramento delle le nostre città». Ha chiosato Stefano Ronzoni, Direttore MINI Italia.
«Sono stata la prima artista in Italia a fare un concerto live nel metaverso. L’esperienza è stata davvero stupenda e indimenticabile. La dimensione del live è in assoluto la mia preferita nel mondo della musica e sperimentare qualcosa di completamente nuovo mi ha reso tanto orgogliosa del mio lavoro. Mi rendo conto che per un artista possa sembrare davvero difficile adattarsi a questa nuova realtà ma rappresenta un vero e proprio passo avanti nella tecnologia musicale capace di abbattere le barriere spazio temporali». Ha raccontato la rapper Big Mama.
Main Partner del Festival del Metaverso: Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo Assicura, MINI.
Official partner:Consorzio per il Sistema Informativo – CSI Piemonte, Coderblock, Lab 21.01, Spencer & Lewis, Tier, Würth Italia, studio legale Zaccara & Associates.
Cielo azzurro infinito, qualche batuffolo bianco sparso. Aria fresca, sole timido, tutto inerte, quiete, silenzio, tempi d'attesa; attesa di cosa, attesa d'una fine o d'un nuovo inizio...
Cielo azzurro infinito; ti traffiggono con missili; vedo un velivolo solcare il tuo blu forzando l'evento, facendo un'incizione che sputa di rosso; fessura che fa male, tempo per riparare la ferita, ci vorrà...
L'utero della terra piange, ambivalenza emotiva, voglia d'un futuro promettente, qualcosa di bello, sorridere. Poi la vita emerge, ancora una volta, hai presso il sopravvento e hai vinto...
Un film a mosaico, composto da tante storie diverse che si intersecano, un cast eclettico di attori dalla forte personalità, un approccio coraggioso al tema del razzismo, e una sceneggiatura non a caso premiata con l’Oscar, che contiene molte situazioni di conflitto. Tutti questi punti di forza sicuramente elevano il film al di sopra della media, ma allo stesso tempo fanno sembrare la pellicola un po’ troppo ambiziosa nella sua esecuzione, rendendo il messaggio centrale più debole, invece che più forte. Paul Haggis, autore del soggetto e sceneggiatore, oltre che regista, manda un messaggio ben preciso: tutti siamo in una certa misura razzisti o possiamo essere motivati, in determinate circostanze, ad esprimerci come tali. Il razzismo può avere varie manifestazioni e cause a volte insospettabili, e il film cerca di esplorarle attraverso una serie di personaggi che il destino fa incrociare, o meglio, come suggerisce il titolo, fa scontrare.
Una coppia bianca e benestante, dopo aver subìto il furto dell’auto ad opera di due ragazzi afroamericani, vive ossessionata dalla paura di essere derubata; un iraniano, proprietario di un negozio che viene rapinato, dà la colpa, ingiustamente, al fabbro ispanico che gli ha aggiustato la serratura; due ladri d’auto, afroamericani, parlano tra loro a ruota libera, mostrando di essere ancora più razzisti dei bianchi; una coppia nera e benestante, a bordo di un auto di lusso, subisce gli abusi di potere di due poliziotti bianchi, che, senza apparente motivo, li scambiano per ladri.
Una girandola di personaggi diversissimi, ognuno con le proprie nevrosi, alle prese con i problemi di tutti i giorni, ognuno preda dei propri pregiudizi dovuti all’ignoranza, al razzismo, all’ostentata misantropia che pare essere una costante della “civiltà” odierna. Il film può essere visto come una parabola, o meglio una storia in cui tutto è al servizio dell’idea centrale da comunicare, e in cui non importa se alcuni sviluppi della trama appaiano irrealistici.
Forse i personaggi sono un po’ troppi per essere ben presentati, molti finiscono per essere solo abbozzati, ma ognuno è definito dal ruolo che il razzismo gioca nella sua vita. Tuttavia Crash è solo apparentemente un film sul razzismo: in realtà denuncia la quasi totale incapacità di comunicare tra esseri umani, al di là dell’appartenenza etnica, e mostra come questa difficoltà di comunicazione porti inevitabilmente alla violenza e allo scontro fisico. L’odio che si esplica tanto facilmente nel razzismo, è in realtà, secondo Haggis, insofferenza verso l’altro, senza bisogno di particolari motivi.
Lo dimostra il criminale interpretato dal rapper Ludacris, che critica costantemente i bianchi, ma mostra disapprovazione anche verso gli asiatici e persino verso i suoi stessi “compagni di colore”. In realtà non si tratta di vero odio, quanto piuttosto di spirito di autoconservazione. Soprattutto alla fine del film, quando aiuta un gruppo di profughi asiatici dopo averli definiti degli idioti, i suoi slogan razzisti si rivelano più un’abitudine che un’ideologia. Il sorriso mentre sale in macchina dopo la sua buona azione mostra che lui stesso ne è consapevole.
La stessa “conversione” avviene nel personaggio dell’agente di polizia interpretato da Matt Dillon: in una delle scene più toccanti del film, il poliziotto rischia la propria vita per estrarre dalle lamiere accartocciate di un auto in fiamme la donna che poche ore prima, in tutt’altra situazione, aveva offeso e umiliato perché “nera”. È come se improvvisamente fosse caduto il muro che li divideva, e impediva a entrambi di vedere l’altro come un essere umano.
Dunque la redenzione è possibile, o almeno questo sembra volerci dire il film nella sua conclusione. Solo quando riusciamo a comprendere e perdonare l’altro, a metterci davvero nei suoi panni, possiamo farci perdonare e recuperare la nostra dignità di esseri umani, restituendola anche all’altro. Solo quando smettiamo di stare sulla difensiva e di vedere nell’altro una minaccia, possiamo accorgerci di quanto siamo in realtà tutti simili, con le stesse debolezze, le stesse paure e gli stessi problemi.
Il cast è stato premiato nel suo insieme, e gli attori sono talmente tanti e così bravi che è difficile parlarne singolarmente, anche se una menzione a parte merita sicuramente Matt Dillon, candidato come miglior attore insieme a Terrence Howard e Thandie Newton. Singolari le performance più che convincenti di Sandra Bullock e Brendan Fraser, decisamente lontani dal genere comedy che gli è più affine. Simpaticamente sopra le righe l’interpretazione di Ludacris. L’Academy ha premiato con l’Oscar non solo la sceneggiatura ma anche il montaggio e il film nel suo complesso. Crash è un film difficile, perché ci chiama in causa tutti, nessuno escluso, e ci mette di fronte a una realtà che può non piacerci, ma proprio per questo varrebbe la pena di guardarlo e magari rifletterci un po’ su.
LODO GUENZI, FEDERICA FABIANI, ROSSANA MOLA e RITA PELUSIO, il gruppo UMAMI con il CORO SAN GREGORIO MAGNO e la Mezzosoprano GIORGIA GAZZOLA, CORRADO TEDESCHI, il gospel di VINCENT BOHANAN and THE SOUND OF VICTORY, FABRIZIO BENTIVOGLIO, STEFANO ACCORSI, MICHELE MIRABELLA con il DUO MERCADANTE, FRANCESCO PANNOFINO con IAIA FORTE, ERASMO GENZINI, CARMINE RECANO e SIMONA MARCHINI, MILENA VUKOTIC, PINO MICOL e GIANLUCA FERRATO, ELIO GERMANO, ENZO IACCHETTI e VITTORIA BELVEDERE, GIOELE DIX, I LEGNANESI
Ma anche momenti musicali come il musical di RED CANZIAN CASANOVA OPERA POP e THE DARK SIDE OF THE MOON il capolavoro dei Pink Floyd nel 50° anniversario, appuntamenti unici con la danza come quelli con la COMPAGNIA EGRIBIANCODANZA, tra cui anche un’anteprima assoluta, e con la danza classica del RUSSIAN CLASSICAL BALLET; o il progetto di divulgazione dell’opera lirica di VENTI LUCENTI (in collaborazione con il Teatro Il Maggiore di Verbania e gli Istituti Scolastici della provincia di Verbania) o la riduzione in forma da camera dell’OPERA DI BIZET.
Al via mercoledì 26 ottobre
la NUOVA STAGIONE CULTURALE del MAGGIORE DI VERBANIA
Primo appuntamento con il documentario teatrale MATTEOTTI MEDLEY
a cura di e con Maurizio Donadoni
Dopo il successo degli spettacoli andati in scena negli ultimi mesi, il Maggiore continua ad accogliere sul suo palco il meglio dell’attualità, prosa, musica, danza e molto altro
Dopo uno stop quasi totale di diversi mesi e una graduale ma continua ripresa, tra mascherine in sala e posti distanziati, per quest’autunno siamo tutti pronti a tornare a teatro in una situazione che è sempre più simile alla “normalità” a cui siamo sempre stati abituati.
È in questo clima, fresco dai successi registrati durante gli appuntamenti di quest’estate nell’Arena Esterna, che il TEATRO MAGGIORE di VERBANIA si prepara a dare il via alla sua nuova stagione culturale in collaborazione con Piemonte dal Vivo.
La “città giardino sul Lago Maggiore” torna ad essere “casa” delle emozioni: dai momenti di riflessione più legati all’attualità alle piroette in aria dei migliori danzatori capaci di lasciare tutti a bocca aperta, passando per i sorrisi e le risate con la prosa e la gioia che solo la musica sa donare, da quella rock alla più classica delle opere.
“Viviamo tempi non semplici, a livello locale e nazionale – ha aperto così la conferenza stampa Mauro Trombetta, Presidente della Fondazione Il Maggiore –Anche qui ci siamo trovati a fronteggiare un momento in cui ci siamo chiesti “come fare?”. Per questo devo ringraziare il Sindaco, molto vicino al teatro e alla sua nuova stagione in partenza, estremamente interessante perché in grado di intersecare aspetti nuovi e più tradizionali e diversi programmi intersecati tra di loro”.
“Quella di quest’anno è la settima volta che ci vediamo a inizio autunno; arriviamo da un’estate di grande rilancio tra uscite e vita sociale, in cui abbiamo ospitato nella nostra Arena Esterna numerosi spettacoli ben riusciti, destinati a un pubblico giovanile, che solitamente mancava dal teatro– ha continuato Il Sindaco di Verbania Silvia Marchionini –Anche per questa stagione ritroviamo i due elementi tipici di Renata Rapetti: leggerezza e capacità di far riflettere, tra innovazione e recupero della tradizione teatrale, con spettacoli in grado di ispirarci senza mai essere pesanti. Un programma che saprà incontrare il favore sia del pubblico verbanese che di quello fuori città, rendendo il nostro territorio un punto di riferimento culturale”.
“Per la rappresentazione della stagione di quest’anno ho pensato a una “cartina della metropolitana”, con il sottotitolo FACCIAMO UN PEZZO DI STRADA INSIEME. È proprio questo quello a cui tengo di più: l’idea di percorrere insieme una strada di cultura, crescita e divertimento stando insieme e parlando di cultura. Ma anche gioia e tutti quegli elementi positivi che ci fanno pensare a questo teatro come una casa– ha proseguito Renata Rapetti, Direttrice Artistica del Teatro Maggiore –Altro sottotitolo potrebbe essere SE SBAGLIAMO FERMATA NON IMPORTA. Se in città si sbaglia fermata si perde tempo; qui invece non esistono fermate sbagliate, ma spettacoli diversi tra di loro e tutti d’interesse. Stiamo partendo per una nuova stagione, che sarà la prima dopo questi anni difficili tra Covid, politica e guerra, in cui punteremo molto sull’avvicinare i giovani al teatro”.
“La stagione 2022/2023 porterà in dote alcune significative novità, emerse in via sperimentale durante il periodo dell’emergenza sanitaria e confermate con convinzione nella programmazione – auspichiamo ordinaria – degli anni futuri qui al Teatro Maggiore di Verbania. È dunque una programmazione in cui l’approccio innovativo, in cui l’incontro con il “nuovo” è inteso come pratica concreta di rinnovamento rispetto a ciò che è stato, è sempre organicamente culturale e sociale prima ancora che tecnologico e digitale”hadichiarato Matteo Negrin direttore di Piemonte dal Vivo.
“Vorrei ringraziare la Direttrice Artistica Renata Rapetti e il Presidente Mauro Trombetta soprattutto per un aspetto – ha concluso Riccardo Brezza, Assessore alla Cultura della Città di Verbania – Questa stagione aggiunge un tassello di qualità, permettendo al Teatro di crescere in qualità, capacità e voglia di costruire reti, sia all’interno della stagione stessa che con altre realtà, sostenendo altre iniziative che si muovono nel territorio. I punti di connessione con le altre realtà, i rapporti con le scuole e gli altri elementi che sono già stati menzionati faranno, ancora una volta, del Maggiore il cuore pulsante dell’offerta culturale cittadina”.
Inaugura la stagione, mercoledì 26 ottobre (ore 21.00), MATTEOTTI MEDLEY, un documentario teatrale a cura di e con Maurizio Donadoni. Che si sappia così poco della storia di questo “inutile eroe”, grazie al cui sacrificio – con quello di tanti altri – oggi viviamo in libertà, è un peccato. Lo spettacolo ripercorre questa storia – emblema di italici vizi e italiche virtù – alternando il racconto dei fatti nudi e (talvolta) crudi, a citazioni da musiche all’epoca popolari. Una narrazione d’un solo attore, ma a molteplici voci, che si espande in uno spazio scenico nitido, scarno e rigoroso, dove ognuno di noi è chiamato a rispondere, come può o come deve, alla domanda: che valore ha, per noi, oggi, la democrazia? (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Martedì 1° novembre (ore 21.00) appuntamento con AldoCazzullo e MoniOvadia per lo spettacolo IL DUCEDELINQUENTE: Una storia a due voci in Aldo Cazzullo racconta, Moni Ovadia legge i testi del Duce e delle sue vittime. Con musiche e canzoni dell’epoca. Alla fine capiremo perché dobbiamo vergognarci del fascismo. Ed essere orgogliosi dei resistenti che l’hanno combattuto. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Domenica 13 novembre (ore 21.00) sul palco del Maggiore arriva la danza: la Compagnia EgriBiancoDanza porta in scena MYSTERY SONATA, i cui temi fondanti sono la compresenza di più realtà e dimensioni spaziali (e la loro reciproca influenza), l’eredità spirituale e la sua eco diretta o indiretta. Le domande che il coreografo si pone sono le seguenti: dov’è l’inizio e la fine delle nostre azioni e cosa rimane agli altri di noi? Quale è la realtà della natura delle cose? (la nostra visibile o quella impalpabile, oscura e a noi ignota ma che ci circonda, o entrambe?). E soprattutto quale è il rapporto fra le due? (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Segue, mercoledì 16 novembre (ore 21.00) TRAPPOLA PER TOPI di Agatha Christie con LodoGuenzi: “Trappola per topi” ha un plot ferreo e incalzante, è impregnata di suspense ed ironia, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché” – dalle parole del regista Giorgio Gallione. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Sabato 26 novembre (ore 16.30), la conferenza spettacolo COME SOPRAVVIVERE ALLE NUOVE BOLLETTE: la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi ha scelto di offrire gratuitamente la possibilità di conoscere tutti i possibili sistemi ed accorgimenti che possono, in molte occasioni, rendere più sopportabili queste spese inattese. È stata così organizzata una serie di incontri con Antonio Cajelli, l’educatore finanziario che lavora da diversi anni con la fondazione.
Lunedì 28 novembre (ore 21.00) appuntamento con GIOVINETTE Le calciatrici che sfidarono il Duce, tratto dal romanzo di Federica Seneghini e Marco Giani. Sul palco FedericaFabiani, RossanaMola, RitaPelusio. 1932. Decimo anno dell’era fascista. Fine estate. Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea, per gioco, quasi per sfida: giocare a calcio. Un racconto portato avanti con ironia, leggerezza e poesia da un trio tutt’altro che canonico che sa mischiare comicità e narrazione per mostrarci come, pur a distanza di tanti anni e di tante battaglie, certi pregiudizi siano duri a morire e come alcune battute e commenti di oggi siano terribilmente simili a quelli di allora. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Apre il mese di dicembre, sabato 10 (ore 21.00) lo spettacolo NAVIDAD NUESTRAMusiche andine e argentine con il gruppo UMAMI, nato nel 1986 raccogliendo l’eredità di diverse realtà musicali attive a Torino sin dalla metà degli anni ’70, il Coro San Gregorio Magno e la mezzosopranoGiorgiaGazzola.
Mercoledì 14 dicembre (ore 21.00) il palco accoglie CorradoTedeschi in L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA, di Luigi Pirandello: insieme al regista Marco Rampoldi, nacque l’idea di far precedere il breve atto unico da una sorta di semiseria ‘prova’ in cui il ‘debuttante’ Tedeschi deve dimostrare a due personaggi pirandelliani (che saranno poi il pacifico avventore e l’ombra di donna) di poter essere anch’egli ‘personaggio Pirandelliano’. Da qui prese le mosse un gioco sull’identità in Pirandello, basato soprattutto sul romanzo Uno nessuno centomila, con un coinvolgimento progressivo del pubblico, che diviene sempre più parte attiva dell’azione teatrale. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Chiude il mese di dicembre, martedì 20 (ore 21.00) LA NOTTE DEL GOSPEL 2022 con VincentBohanan, talentuoso artista newyorchese che può vantare collaborazioni artistiche con i migliori artisti Gospel della scena americana, and The Sound Of Victory direttamente da Ney York, coro fondato nel 2014 e composto da artisti dell’area metropolitana newyorchese che, negli anni, ha condiviso il palcoscenico con artisti di grande calibro come Cece Winans (Grammy Awards) e Mariah Carey.
Il primo appuntamento del mese di gennaio è per giovedì 12 (ore 21.00) con Russian Classical Ballet e LO SCHIACCIANOCI: basato sulla fiaba “Lo schiaccianoci e il re dei topi”, di E.T.A. Hoffmann, il balletto racconta la storia di una ragazza che sogna un principe. Una storia che attiva l’immaginazione in ognuno di noi, portandoci nel regno della fantasia.
Segue giovedì 19 gennaio (ore 21.00) Fabrizio Bentivoglio in LETTURACLANDESTINALa solitudine del satiro di Ennio Flaiano. Molto citato, ma quanto realmente conosciuto? Facitore proverbiale di aforismi tra i più evocati, Ennio Flaiano è stato protagonista di primissimo piano della vita intellettuale italiana, soprattutto in quel periodo fecondo che dalla fine della guerra attraversa il boom economico e porta fino alla fine degli anni Sessanta. I suoi motti, che ancora oggi punteggiano i social network come gli articoli di giornale, hanno decostruito meticolosamente la società italiana di quel periodo, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Primo appuntamento del mese di febbraio, mercoledì 1° (ore 21.00), StefanoAccorsi in AZULGioia, Furia, Fedey Eterno Amor. In una città dove il gioco del pallone è febbre, amore e passione quattro amici fanno i conti con le loro rispettive vite e facendo affiorare ricordi, provano a ricostruire una serenità andata a pezzi. Nella loro semplicità, hanno qualcosa di molto singolare e unico che li accomuna; la passione folle per la squadra del cuore e infanzie originali, quasi fiabesche. Una storia di gente semplice, unita da un’amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Venerdì 10 febbraio (ore 21.00) MicheleMirabella e il Duo Mercadante in DOMANI A MEMORIA: George Steiner disse una volta che la sopravvivenza dei classici è affidata alla lettura ad alta voce. È un po’ questo lo spirito con cui Michele Mirabella ha realizzato questo spettacolo, che porta il titolo del suo audiolibro: godibilissima rassegna di testi, a vario titolo fondativi della nostra identità culturale. Vi troviamo grandi capolavori della nostra tradizione letteraria, da Petrarca a Leopardi a Foscolo, con uno sguardo particolare a Dante, ma anche poesie che non ambiscono all’immortalità delle opere d’arte, come quelle di Ada Negri o di Luigi Mercantini, Italo Calvino, Dino Buzzati. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Il giorno successivo, sabato 18 febbraio (ore 21.00), sul palco del Maggiore THE DARK SIDE OF THE MOON Il capolavoro dei Pink Floyd nel 50° anniversario: un gruppo di giovani musicisti di varie regioni italiane ripropone il capolavoro con assoluto rispetto, riferendosi di volta in volta alle registrazioni originali o alle reinterpretazioni date dalla band nel corso degli anni, senza cadere mai nella riproposizione ‘a fotocopia’. Per restituire al meglio anche i significati contenutistici del lavoro, un giovane attore dà voce alle risposte date alle domande sul tema del confine vita-morte e lucidità-follia poste da Roger Waters, principale mente del progetto, e che sono disseminate nel disco aumentandone il fascino.
Dà il via al mese di marzo, mercoledì 1° (ore 21.00), MINEVAGANTI, lo spettacolo di Ferzan Ozpetek con FrancescoPannofino, IaiaForte, ErasmoGenzini, CarmineRecano e con SimonaMarchini. Sentimenti, malinconie, risate, immutate dal cinema al teatro. Ferzan Ozpetek firma la sua prima regia teatrale mettendo in scena l’adattamento di uno dei suoi pluripremiati film (numerosi David di Donatello, Nastri d’Argento, Globi d’Oro), Mine vaganti. Al centro della vicenda la famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in un piccolo paese del Sud, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità l’azienda ai figli. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Giovedì 9 marzo (ore 21.00) arriva al Maggiore il musical di Red Canzian CASANOVA OPERA POP: Venezia 1755
La Serenissima, un tempo regina dei mari, è oggi un’affascinante cortigiana che si specchia nel verde smeraldo della laguna. Al crepuscolo del suo splendore, la città più bella del mondo, ospita alcuni dei suoi figli prediletti: Giambattista Tiepolo, Carlo Goldoni, Canaletto e il più ribelle e affascinante di tutti… Giacomo Casanova che, appena rientrato in città dal suo esilio di Vienna, con il suo carisma minaccia di far strage di cuori, rischiando di far precipitare Venezia nel caos.
Sabato 18 marzo (ore 21.00) MilenaVukotic, PinoMicol, GianlucaFerrato in COSÌ È (se vi pare) di Luigi Pirandello. Scritta nel 1917, presenta il vano tentativo di far luce, in una città di provincia, sull’identità della moglie del nuovo segretario di Prefettura: si tratta della figlia della Signora Frola, come questa sostiene con assoluta certezza? Oppure quella donna è morta tra le macerie di un terremoto e la moglie del segretario è tutt’altra persona (com’egli sostiene)? Così è, se vi pare… ognuno di noi ha la sua verità! (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Domenica 19 e lunedì 20 marzo (orario da definire) Luigi Pirandello torna al Maggiore con l’adattamento e la regia di Elio Germano nello spettacolo COSÌ È (O MI PARE): il testo pirandelliano viene calato nella società moderna, dove “spiare” l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei nuovi media. Lo spettacolo è stato infatti pensato per essere realizzato in realtà virtuale, un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, in grado di porre lo spettatore al centro della scena. Tramite cuffie e visori il pubblico si trova a essere non più a teatro, ma all’interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Inaugura il mese di aprile, lunedì3 (ore 21.00), BLOCCATI DALLA NEVE di Peter Quilter con EnzoIacchetti e VittoriaBelvedere. Una commedia brillante che ha come tema la convivenza tra persone diverse, sia per carattere, sia per il modo di concepire il mondo e la vita, in una situazione al limite, di estrema necessità. Patrick è un uomo di mezza età che vive solitario in un cottage di campagna. Patrick ama stare da solo. Negli anni ha sviluppato una sorta di misantropia. Un giorno però, durante una violentissima tempesta di neve, la sua pace viene turbata… (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Venerdì 21 aprile (orario da definire) sul palco CARMEN, il progetto di divulgazione dell’opera lirica di Venti Lucenti In collaborazione con il Teatro Il Maggiore di Verbania e gli Istituti Scolastici della provincia di Verbania, con la regia di Manu Lalli. Uno spettacolo emozionante e coinvolgente per raccontare la storia della bella sigaraia di Bizet: una storia sulla quale è bene che la comunità di interroghi perché affronta argomenti come l’identità di genere e la violenza, la diversità e il nomadismo culturale come condizioni naturali dell’individuo.
Sabato 22 aprile (ore 21.00) GioeleDix in LA CORSA DIETRO IL VENTO Dino Buzzati o l’incanto del mondo: sotto il palazzo in cui abita un grande scrittore, piove dall’alto nel cuore della notte una pallottola di carta. Che cosa conterrà? Appunti senza importanza o versi indimenticabili da salvare? Da questo affascinante spunto, tratto da un racconto di Dino Buzzati, prende il via il nuovo spettacolo scritto e interpretato da Gioele Dix. (In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo)
Sabato 6 maggio (ore 21.00) la CARMEN di Georges Bizet torna al Maggiore in riduzione in forma da camera. Compendiare l’Opera Lirica, sintetizzarla senza snaturarla. Un progetto che mette in scena rivisitazioni in forma “da camera” di opere liriche, ridotte nei tempi, in atto e scena unici, mantenendo intatta l’azione scenica e drammaturgica e con storia chiara e perfettamente attinente alla partitura. Ciò al fine di rendere agile, fruibile e moderno un patrimonio culturale profondamente sentito quale quello delle opere liriche con tempi di esecuzione più accessibili per una società che corre veloce.
Mercoledì 17 maggio (ore 21.00) I LEGNANESI presentano il loro nuovissimo SOGNI: Mabilia da sempre desidera avere al suo fianco un uomo che la ami e la ricopra di denari e vizi. Questa volta, però, affinché il sogno si realizzi occorrerà l’aiuto dei genitori Teresa e Giovanni. Finalmente la fortuna entra nella vita della famiglia Colombo attraverso l’incontro con il figlio di una delle famiglie più potenti d’Italia. Mabilia è a un passo dalla realizzazione del sogno della sua vita…
Ultimo spettacolo della stagione, venerdì 2 giugno (ore 21.00) è la prima assoluta di EARTHEART Il cuore della terra, a cura della Compagnia EgriBiancoDanza. Lo spettacolo sintetizza le fasi precedenti del progetto EartHEart in una nuova dimensione teatrale, scandagliando con strumenti di avanguardia digitale, la potenza del pianeta e la meraviglia dei suoi ecosistemi, immergendo i danzatori in un fluire perpetuo di danza, immagini e suono: affascinante, magico, da contemplare e a cui abbandonarsi. A partire dal percorso esperienziale in situ EartHeart, che, come il gioco di parole in inglese suggerisce, unisce la parola cuore alla parola terra.
Dal patrimonio forestale arboreo regionale e provinciale una possibile soluzione
Filiera del legno: risorsa naturale e rinnovabile,l’alternativa per combattere la crisi energetica
Per evitare incremento quota di materiale di importazione, soprattutto rispetto al pellet
Il conflitto russo-ucraino sta avendo importanti ripercussioni sulle bollette di luce e gas, con più di 4 milioni di famiglie in condizioni di povertà energetica e aziende in difficoltà per l’aumento dei costi di produzione e commercializzazione.
Due gli effetti negativi che si stanno verificando negli ultimi mesi: la riduzione della capacità di acquisto dei cittadini, e l’aumento dei costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare, con i rincari che si riversano su tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione e distribuzione. Il risultato è che più di 1 azienda agricola su 10 (11%) è costretta a cessare l’attività, mentre circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque obbligata a lavorare in una condizione di reddito negativo.
“Alla luce di questa situazione, sempre più critica dal punto di vita energetico, è necessario valorizzare la filiera del legno a livello territoriale – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – anche al fine di evitare un incremento della quota di materiale di importazione, soprattutto rispetto al pellet. La guerra ha messo sotto gli occhi di tutti la necessità di aumentare le risorse energetiche interne per questo puntare su fonti alternative garantirebbe maggiore sicurezza nell’approvvigionamento portando nello stesso tempo al vantaggio di uno sfruttamento responsabile e sostenibile del bosco con salvaguardia essenziale del territorio, oltre alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per non parlare, poi, degli effetti positivi che si riverserebbero sulla questione inquinamento e cambiamenti climatici, fattori che al giorno d’oggi non si possono più ignorare”.
In Piemonte ci sono quasi 1 miliardo di alberi e sono presenti 52 specie arboree e 40 specie arbustive con una grande variabilità di composizione e struttura. E’ la regione, che a livello nazionale, ha la più ampia superficie forestale arborea con circa 1 milione di ettari, ovvero il 38% del territorio, di cui i boschi coprono 932 mila ettari.
La provincia di Alessandria ha una superficie forestale pari a 123.607 ettari suddivisa tra 114.711 di bosco e 8.896 ettari di arboricoltura da legno.
“E’ essenziale trovare soluzioni per aumentare l’approvvigionamento interno di energia riducendo la dipendenza dalle importazioni – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. La guerra ha messo sotto gli occhi di tutti la necessità di aumentare le risorse energetiche interne. Puntare su fonti alternative come la filiera del legno, naturale e rinnovabile, garantirebbe maggiore sicurezza nell’approvvigionamento portando nello stesso tempo al vantaggio di uno sfruttamento responsabile e sostenibile del bosco con salvaguardia essenziale del territorio. Solo i boschi gestiti in modo sostenibile assolvono al meglio funzioni importanti per la società come la prevenzione degli incendi, delle frane e delle alluvioni o l’assorbimento di CO2. Grazie al lavoro ed alla presenza costante delle nostre aziende, è possibile preservare i territori dall’abbandono, svolgendo un insostituibile presidio rispetto all’assetto idro-geologico del territorio, e mantenere un patrimonio naturale che ha una grande valenza turistica ed ambientale”.
I cuochi contadini di Campagna Amica hanno realizzato un vademecum per risparmiare
Gas: contro il caro bollette 1 su 5 ha giàrinunciato ai fornelli, i consigli antispreco
Cittadini e aziende sono in grave difficoltà, subito intervento a livello nazionale ed europeo
Con la crisi energetica e i rincari in bolletta quasi un alessandrino su cinque (19%) per risparmiare ha già rinunciato ai fornelli, cucinando di meno e indirizzandosi verso pietanze che non necessitano di essere cotte. E’ quanto emerge da un sondaggio Coldiretti sull’impatto del caro energia i cucina dove un altro 53% ha adottato comunque accorgimenti per coniugare la voglia di continuare a portare in tavola cibi cotti con la necessità di ridurre l’impiego dei fornelli, contribuendo alla campagna per il risparmio energetico lanciata dal Governo con il decreto del ministro Cingolani. Solo il 27% dei cittadini dichiara di non aver cambiato le proprie abitudini di consumo in cucina.
Per sostenere l’impegno dei cittadini per il risparmio i cuochi contadini di Campagna Amica hanno preparato un vademecum che va dal fare attenzione all’uso delle stoviglie al modificare tempi e modalità di cottura.
“Meglio usare pentole che consentono il risparmio di energia come quella a pressione o per cotture plurime (bollitura e vapore) e utilizzare il coperchio quando è possibile. Importante anche utilizzare il fornello adeguato alle dimensioni della pentola che si sta utilizzando e verificare che la fiamma del fornello sia di colore blu, che indica efficienza nella combustione – ha affermato Stefania Grandinetti, cuoco contadino di Campagna Amica e presidente provinciale Terranostra -. Ridurre la cottura dei cibi per gustare bocconi più croccanti, al dente, leggermente al sangue vuol dire ingerire cibi con un più alto contenuto di nutrienti, assaporarne gli aromi originari degli ingredienti e soprattutto masticare di più aiutando moltissimo la digestione. Per gli alimenti che, per sicurezza alimentare, è meglio servire ben cotti, come pollo e uova, preferire ricette che permettano cotture veloci. Quando si utilizza il forno si possono pianificare più infornate, cuocendo contemporaneamente più pietanze facendo attenzione ai vari gradi di cottura, oppure infornare di seguito piatti diversi sfruttando la temperatura già raggiunta dal forno”.
Ma è possibile risparmiare anche l’energia elettrica, magari scegliendo di scongelare i cibi togliendoli qualche ora prima dal congelatore invece di utilizzare il forno a microonde o usando per la preparazione dei cibi gli attrezzi manuali come frusta e cucchiai invece del frullino elettrico.
Consigli pratici per fronteggiare una situazione che necessita però di un intervento a livello nazionale ed europeo per sostenere i cittadini e le aziende.
“Con i rincari energetici che stanno facendo esplodere le bollette di famiglie e imprese, occorre innanzitutto mettere un tetto al prezzo di tutto il gas che entra in Europa, non solo a quello proveniente dalla Russia – ha aggiunto il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Come Coldiretti abbiamo già chiesto al Governo di dare risposte ai bisogni delle nostre imprese ma queste risposte devono venire anche dall’Europa perché non è accettabile in un momento di gravissima crisi prevalgano gli egoismi. Con la beffa che le nostre aziende si trovino a subire, oltre all’aumento dei costi, anche la concorrenza sleale da parte di Paesi come l’Olanda o la Germania, che ha annunciato un piano nazionale di sostegno al proprio sistema economico”.
“Ma occorre lavorare anche per l’autosufficienza energetica, incentivando l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti per stimolare la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole, superando a livello europeo il limite dell’autoconsumo come barriera agli investimenti agevolati – ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Ed è importante anche supportare la produzione di biogas e biometano, arrivando ad immettere nella rete fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas “verde” da qui al 2030, e potenziare la capacità estrattiva che nel nostro paese si è ridotta dei 3/4 negli ultimi decenni. E possiamo fare anche a meno dei fertilizzanti prodotti proprio a partire dal gas, puntando su quelli organici e, in particolare, sul digestato, facendo chiarezza sulla possibilità di utilizzo ed eliminando la soglia dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno”.
L’attività di trasformatori “fai da te”, comunque comporta l’osservanza di precise regole in quanto la sicurezza degli alimenti conservati parte dalla qualità e sanità dei prodotti utilizzati, ma non può prescindere da precise norme di lavorazione che valgono per il settore agroindustriale, ma che devono valere anche per i consumatori casalinghi, soprattutto nella fase della sterilizzazione.
Il cuneese al rum è un tipo di cioccolatino formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rum, il tutto rivestito da uno strato di cioccolato fondente, che si produce a Cuneo. Solitamente è avvolto in carta rossa con scritte dorate.
Il cuneese al rum venne inventato da Andrea Arione, primo proprietario dell’omonimo negozio-bar, il quale decise di proteggere la sua creazione registrandola con il Brevetto per Marchio d’Impresa. Oggi, tale cioccolatino viene imitato in tutta la provincia, ma la ricetta originale è custodita dai proprietari del negozio-bar Arione.
L’8 maggio 1954 Ernest Hemingway sostò a Cuneo circa un’ora per recarsi nel negozio-bar Arione e acquistare i Cuneesi al rum per la moglie in vacanza a Nizza.
Versioni
Nonostante il principale e storico cioccolatino sia il Cuneese al rum, è possibile trovarlo in diverse versioni, con e senza liquori. Esso è, infatti, disponibile anche ai gusti Grand Marnier, nocciola, crema di marroni, cremino.
Oggi a Masera l’ultimo saluto a Franco Sgrena. Così ho ricordato mio papà.
«Perdere un padre è sempre dolorosissimo, nel perderne uno come il tuo c’è anche più tristezza e però fierezza per come è stato» questo è il messaggio che mi ha mandato ieri Luciana Castellina. E, infatti la tristezza, il dolore per la perdita si accompagnano alla fierezza per quello che mio papà è stato e ha rappresentato.
Tanti di coloro che sono venuti a salutarlo mi hanno detto se ne va un pezzo di storia, in un momento in cui ci sarebbe più che mai necessario mantenere la memoria, la testimonianza viva di quella che è stata la lotta per la liberazione del nostro paese dal nazi-fascismo.
Franco Sgrena era una istituzione di Masera e non solo, soprattutto, mi hanno detto, non era solo tuo padre. Questa frase insieme alla commozione di chi la pronunciava – e non erano persone della mia età ma più giovani – mi ha resa particolarmente orgogliosa. La capacità di parlare ai giovani, di trasmettere valori non è da tutti.
Io sono orgogliosa di essere la figlia di Franco Sgrena, partigiano, contrabbandiere, ferroviere, comunista, sindacalista, che non si è mai arreso.
Se sono quella che sono, se ho potuto fare la vita che ho fatto è grazie a lui e anche a mia mamma Netta, come tutti la chiamavano, che è diventata Antonietta solo durante il mio rapimento. Ho avuto la fortuna di avere avuto genitori eccezionali e per lungo tempo. Non posso parlare di mio papà senza ricordare anche mia mamma; lui aspetto da duro, coerente, inflessibile, lei dolce e disponibile, ma molto forte sotto la sua apparente debolezza. La dignità era di entrambi. La coerenza che ho ereditato è quella che mi ha salvata nei momenti più difficili.
Quando sono nata mio papà non mi ha guardata per tre giorni perché ero una femmina e non poteva chiamarmi Ivan come il suo compagno georgiano che era morto combattendo accanto a lui quando, da partigiani, difendevano la val Cannobina. Forse anche per dimostrare quanto può valere una femmina sono diventata così testarda.
Mio papà era innanzitutto un partigiano e per questo sono cresciuta a pane e resistenza, resistenza declinata nei valori di libertà, giustizia solidarietà e laicità. Valori non scontati negli anni Cinquanta, soprattutto quando mi sono trovata a frequentare la scuola elementare in una classe gestita da una suora, ma era la scuola pubblica e non avevo scelta. Anche se ogni giorno la suora faceva pregare tutta la classe per la compagna Giuliana, costretta a vivere in una famiglia di comunisti, sotto accusa era mio papà perché la mamma era considerata una vittima, come me, ma io avrei dovuto redimermi facendomi suora, ma poi mi sono liberata diventando atea. Erano anni difficili, in attesa di un lavoro stabile, che sarebbe arrivato con l’assunzione nelle ferrovie, mio papà aveva fatto diversi lavori, soprattutto contrabbandiere. Un lavoro legittimato dalla necessità e dal fatto che gli spalloni conoscendo bene il territorio avevano fornito un grande aiuto quando erano entrati a far parte della resistenza, anche accompagnando ebrei oltre confine.
Spesso le difficoltà quotidiane del dopo guerra le abbiamo superate con il lavoro di mia mamma che era una sarta molto apprezzata e cuciva giorno e notte. Per necessità e anche per l’attesa snervante del papà contrabbandiere, si temeva sempre il peggio.
Mio papà ossessionato dalla coerenza con i valori della resistenza e dell’essere comunista ai tempi del Pci, anteponeva sempre i bisogni degli altri ai nostri, che eravamo considerati dei privilegiati, con la costernazione della mamma. La nostra casa è sempre stata aperta e lo è stata fino ad oggi. Casa nostra era alternativamente bivacco per gli spalloni che tornavano dalla montagna o sede politica per richieste di aiuto, distribuzione di volantini o dell’Unità.
Il primo maggio 1973 è stato invitato a Mosca come uno dei segretari di sezione del Pci con un rapporto tra popolazione e iscritti al partito più alti. Inutile raccontare il dramma della morte di Berlinguer e della fine del Pci, condiviso da molti compagni. Ha poi militato nel Pdci. Alla fine, nonostante le disillusioni, ha sempre mantenuto il suo impegno politico leggendo e informandosi.
Anche perché il suo impegno si estendeva a livello locale nella partecipazione all’amministrazione comunale più all’opposizione che nella maggioranza o nella Comunità montana e poi nel sindacato dei ferrovieri all’interno della Cgil.
Senza dimenticare il suo passato da spallone e quello che aveva rappresentato in una zona di confine come la nostra, aveva raccolto le firme per una statua e alla fine è nato il museo degli amici dello spallone, di cui vi parlerà Patrizia.
I miei genitori hanno dovuto affrontare due grandi e drammatiche prove, nel 2005 il mio rapimento, con l’assedio dei giornalisti che avevano invaso i loro spazi privati senza nessun rispetto per il dolore. Quella prova è stata superata con la mia liberazione anche se la morte di Calipari ha segnato con un lutto quella libertà.
Estremamente più drammatica e dolorosa è stata però la morte di mio fratello Ivan, un lutto che mia mamma non ha mai superato e ha segnato profondamente mio papà. Poi la morte della mamma, dopo 73 anni di vita insieme, è stato un duro colpo.
Negli ultimi anni con la malattia della mamma e poi sua, abbiamo intensificato molto il nostro rapporto. Abbiamo discusso di politica ma anche e soprattutto della resistenza della repubblica dell’Ossola. Lui non aveva mai nascosto il suo essere ribelle sempre e comunque, che l’aveva portato fin da piccolo ad essere contro i fascisti e i loro diktat e a compiere gesti che poi gli si sarebbero ritorti contro. Con amici e conoscenti ha passato le ore a raccontare episodi di quegli anni, è andato nelle scuole e ha rilasciato interviste per gli studenti che facevano le tesi sulla resistenza. Ha sempre mantenuto uno spirito critico, non si è mai fossilizzato sulle sue posizioni, nonostante le sue convinzioni
Se ne va un pezzo di storia vissuta, di memoria, un punto di riferimento, una persona coerente e resta una eredità da condividere.
Ringrazio tutti i presenti ma anche coloro che sono passati nei giorni scorsi a salutare mio papà perché la manifestazione di stima, di affetto, di partecipazione al dolore mi aiuteranno a superare questo distacco.
Le paste di meliga (in piemontese paste ‘d melia) sono un biscotto frollino tipico del Piemonte, in particolare delle Valli di Lanzo, del cuneese, del biellese e bassa Val di Susa.
Sono dolci a base di farina di frumento, farina di antico mais piemontese (melia o meira in piemontese), burro, zucchero, miele, uova e scorza di limone.
Cenni storici
Di origine antica, si vuole che siano nati per necessità di fronte ad un cattivo raccolto che aveva fatto salire alle stelle il prezzo del frumento. I fornai cominciarono quindi a mescolare il fior di farina (oggi definito farina 00) con il frumento di mais, cioè con la farina ricavata dal mais macinata finissima, del tipo non utilizzabile per la polenta ma destinata a confezionare dolci. La peculiarità della macinazione molto fine favorisce la realizzazione di un biscotto dal gusto particolarmente definito e di struttura molto friabile.