Un mondiale giocato per soldi… pardon!, la coppa. Diritti negati.

Ripubblicato da Frida la loka (Lombardia)

Articolo di Riccardo Cucchi

Ci sono gesti che hanno fatto la storia dello sport: il pugno guantato di Smith e Carlos a Città del Messico, le quattro medaglie d’oro di un esultante Owens davanti al razzista Hitler. Gli atleti statunitensi nel ‘68 avrebbero voluto boicottare i giochi. E la stessa sorte sarebbe potuta toccare ad Owens visto che il Comitato Olimpico americano aveva preso in considerazione l’idea di boicottare i giochi di Berlino. Le cose andarono diversamente. E l’immagine di Carlos e Smith sul podio dei 100 metri è ancora oggi uno dei più forti messaggi che lo sport sia stato in grado di trasmettere. C’è un’altra immagine, da oggi, che potrebbe entrare nella storia. E’ quella che la regia internazionale dei Mondiali in Qatar ha negato alla platea degli spettatori ma che ha fatto il giro del web più velocemente di quanto Infantino e la Fifa potessero immaginare. Perché censurare, oggi, è molto più difficile che in passato. E’ quella della squadra tedesca immortalata prima della gara contro il Giappone. Gli 11 calciatori si fanno ritrarre nella foto di rito con la mano davanti alla bocca. Censurati dalla Fifa ma convinti che i valori siano più forti di qualunque minaccia di sanzioni. Perché questo la Fifa aveva fatto: minacciare di ammonire i capitani che avessero deciso di indossare la fascia “One Love”, un chiaro riferimento alla libertà di amare, alla liberà di orientamento sessuale.

Di più. Infantino, Presidente della Fifa in odore di riconferma, aveva indirizzato a tutte le federazioni presenti al Mondiale un messaggio netto: che si parli solo di calcio. Vietate dunque prese di posizioni in favore dei diritti o riferimenti ai 6500 operai immigrati che hanno perso la vita per realizzare gli stadi e le infrastrutture del Mondiale più costoso della storia. Un invito al silenzio. Un paradosso per l’organismo calcistico planetario impegnato su campagne per il rispetto e contro ogni forma di razzismo. Un paradosso e una incapacità palese di cogliere il profondo rapporto tra il calcio e la vita. Isolare il gioco più amato del pianeta dalla vita nella quale è immerso quotidianamente è ignorare le ragioni stesse della sua profonda e radicata presenza nella cultura popolare di ogni emisfero. ’ stato un errore assegnare il Mondiale al Qatar, assegnarlo cioè ad un paese in cui manca il rispetto dei diritti umani e civili. Ed è fallito anche il tentativo di convincerci che proprio attraverso il Mondiale qualcosa sarebbe potuto cambiare anche nell’emirato. Gli impegni assunti dal governo qatariota sono stati disattesi, come ha denunciato Amnesty International. Hanno vinto i soldi. Un calcio sempre più vorace ha accettato di giocare il suo Mondiale nel paese che offriva di più; non ha vigilato sui diritti dei lavoratori durante la costruzione delle opere; ha ignorato i diritti delle donne calpestati. In cambio di denaro. Il calcio può vendere i diritti di immagine. Non può vendere la sua anima, pena smettere di essere sport e diventare puro spettacolo, come qualcuno vorrebbe. La minaccia di ammonire i capitani che avessero indossato la fascia arcobaleno, è la minaccia di ammonire chi si professa a favore dei diritti. Ed è semplicemente inaccettabile. l calcio deve stare fuori dalla politica. E’ vero. Ma i diritti non sono politica, sono diritti. Il gesto della squadra tedesca ci consegna un pizzico di speranza. La speranza che il calcio non cada in un baratro dal quale non sia più in grado di risollevarsi. Il calcio non può cambiare il mondo, ma può spiegare che il mondo può essere cambiato.

Tua.

27 dicembre 2022.

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

KAFALA – Un moderno sistema di schiavitù nel Golfo.

Di Frida la loka (Lombardia)

Qatar

Dal web.

Il sistema della kafala, letteralmente, rapiva/sce dei lavoratori, la maggior parte stranieri che di propria volontà accettano questo “sistema”, desiderosi di un futuro migliore con un lavoro retribuito, purtroppo una volta firmato un contrato, non sa se ha venduto l’anima e corpo al Diavolo. Arrivati dall’India, Bangladesh, Egitto, Pakistan e tanti altri paesi vicini.

COS’È LA KAFALA

In arabo la parola kafala ha un duplice significato, perché si riferisce a elementi di tradizione islamica tribale e legale. Da un lato, significa “garantire” (daman) ed esprime il concetto di garanzia per conto di qualcuno quando si trattano affari economici. Dall’altro, significa “prendersi cura di” (kafl), e indica il comportamento da adottare quando si interagisce con un soggetto non indipendente o autonomo, come un minore.

Il sistema della kafala, presenta le stesse caratteristiche più o meno in tutto il Golfo. Questo sistema si basa sull’idea che un lavoratore straniero (migrante) ha necessariamente bisogno di un kafeel (sponsor) per varcare i del paese. A questo punto non sarà il governo centrale a fornire al migrante uno status giuridico; invece, la competenza per regolarizzare le condizioni formali del migrante è delegata dallo stato allo sponsor. Per tal motivo lo sponsor (che in genere è anche il datore di lavoro)

Detto ciò, la kafala condanna i lavoratori stranieri a una condizione di totale sottomissione ai loro sponsor, perché sono sfruttati doppiamente; da un lato, i migranti dipendono dal datore di lavoro che paga il loro salario; dall’altro, sono ulteriormente ” legati” allo stesso datore di lavoro, dal quale dipende l’approvazione del loro status di residente legale nel paese. In questo clima, viene a galla, il fatto che il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è del tutto sbilanciato a vantaggio del primo, il quale detiene uno smisurato potere sul secondo.

La kafala è stata denunciata come lavoro forzato, in quanto impediva ai lavoratori migranti di cambiare liberamente datore di lavoro o di lasciare il Qatar, anche se venivano abusati. La kafala rendeva facile per i datori di lavoro sfruttare i lavoratori migranti attraverso la confisca dei passaporti e il rifiuto di fornire “certificati di non opposizione” (Noc) che permettessero ai lavoratori di cambiare datore di lavoro. I lavoratori migranti che fuggivano dai datori di lavoro venivano arrestati o erano costretti a pagare multe, oppure venivano deportati.

Secondo il professor Anh Nga Longva (Department of Social Anthropology), il sistema della kafala impone inoltre ai lavoratori stranieri una terza forma di sfruttamento. Tenendo conto che i migranti sono obbligati a rinunciare ai loro diritti individuali delegandoli ai loro datori di lavoro, sono destinati a cadere in una inesorabile impasse causata dal fatto che la persona che ne stabilisce i doveri è la stessa che abusa dei loro diritti.

Per di più, considerando la loro posizione dominante, i datori di lavoro con buona probabilità costringeranno i loro dipendenti all’obbedienza facendo ricorso a pratiche illegali e deleterie quali la confisca del passaporto, l’imposizione del pagamento delle tasse di collocamento, la sospensione del regolare pagamento dello stipendio e la minaccia di denunciare arbitrariamente i migranti alle autorità statali per mancata osservanza dei loro doveri.

In relazione a questa situazione, Qatar è stato uno dei primi membri del Golfo a rimuovere la clausola NOC richiesta imminente dall’occidente, visto i mondiali pianificati proprio lì, dove il diritto non è proprio di casa dove, le autorità del Qatar hanno in primo luogo abolito la clausola detta “No Objection Certificate” (Noc) – che costringeva i dipendenti a ottenere il consenso dei loro datori di lavoro per cambiare occupazione – e introdotto in secondo luogo un salario minimo per tutti i tipi di lavoratori, indipendentemente dal settore di attività e dalla nazionalità.

Recenti calcoli rivelano, il Qatar nel 2019 ha raggiunto una popolazione di 2,8 milioni di persone, costituita per l’89% da espatriati. La popolazione straniera può essere divisa in due gruppi principali: quello degli artigiani e degli operai e quello della cosiddetta popolazione urbana. I primi, che si stima costituiscano circa il 60% degli espatriati, sono di solito impiegati in progetti di mega sviluppo, come i cantieri della Coppa del Mondo; sono generalmente giovani (20-49 anni), maschi e single. Il secondo gruppo, costituito dal restante 40%, comprende professionisti o dipendenti nei settori dei servizi privati o governativi, e le loro famiglie. Per quanto riguarda la composizione della comunità di espatriati, gli indiani rappresentano il 28% della popolazione totale, seguiti da bengalesi (13%), nepalesi (13%), egiziani (9%) e filippini (7%).

Ma non tutto quello che luccica è oro; le pratiche di abuso salariale sono ancora eccessivamente frequenti per diversi motivi. In primo luogo, non tutte le imprese e i lavoratori del Qatar sono iscritti al Wps (sistema protezione salario) . Infatti, alcune categorie vulnerabili (come i migranti impiegati in lavori domestici o agricoli) , non sono regolamentate dalla legge sul lavoro, e quindi sono escluse dal Wps. In secondo luogo, l’operatività del Wps non in grado di rilevare alcuni tipi di abuso salariale, come i pagamenti inferiori al dovuto o il mancato pagamento delle ore di straordinario.

Qatar stadi mondiali: la strage degli schiavi neri (frame Youtube)

Anni di sfruttamento, privazioni dei diritti e violazioni salariali. Molto resta da fare.

Tua.

27 dicembre, 2022.

Dal blog personale di

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://Alessandria.today

 Controluce : Le farfalle della ritmica devono volare a qualunque costo. Ecco come lo sport può diventare un incubo e portare all’anoressia,Gabriella Paci

Lo sport è salutare ed aiuta ad acquisire spensieratezza e rispetto delle regole ma non è stato così per le atlete della ginnastica ritmica ,Nina Corradini e Anna Basta, entrambe ex farfalle della Nazionale.  La diciannovenne Corradini ,medaglia d’aregnto agli  europei di Budapest nel 2017,ha lasciato la squadra perché stressata dalle allenatrici della Federginnastica che la ossessionavano sul cibo e sul peso corporeo per poter partecipare alle gare : guai ad ingrassare anche di un chilo! La ragazza ,entrata a far parte della squadra nel 2019 ,ne è uscita nel giungo del 2021,intenzionata a proteggere le allieve più piccole da simili taglieggiamenti psicologici.

La giovane racconta che veniva pesata in mutandine dalla stessa allenatrice e svergognata davanti alle compagne se veniva trovata “fuori regola” con frasi del tipo:”vergognati ! Devi mangiare meno!Riesci a guardarti allo specchio ? Come fai? “

Nina racconta che l’allenatrice segnava tutto in un squadernino,per non farsi sfuggire il peso registrato ogni volta e lei,ossessionata, arrivava a pesarsi 15 volte al giorno, ad assumere lassativi fino a disidratarsi, a cibarsi il meno possibile.Le forze le mancavano e aveva un preoccupante calo del ferro,tanto che è svenuta prima di una lezione ,anche s el’allenatrice l’ha ritenuta una scusa e l’ha costretta a fare ugualmente lezione.

La ragazza ha trovato la forza di ribellarsi e dire stop a quella vita ma è rimasta segnata dall’esperienza, tanto che non ha un rapporto sereno con il cibo,specie se deve assumerlo in pubblico

Alla sua denuncia si è  aggiunta quella di un’altra ex farfalla, la ventunenne Anna Basta di Bologna che ha rivelato di associarsi a Nina, dopo aver toccato il fondo e posta su istagram una foto con la compagna Anche Anna parla del rito della pesatura e delle critiche delle allenatrici .Lei,nella squadra dal 2016 al 2020, dichiara di aver pensato anche a suicidarsi e di non averlo fatto perché si era trovata in mezzo alla gente.

Abitualmente anche lei usava dei lassativi e di aver avuto un rapporto così conflittuale con il cibo da dover ricorrere ad uno psicologo.

La Federginnastica di Desio (MB)  era diventato un luogo da incubo per il timore del cibo e della bilancia. Lei che agli Europei di Guadalajara 2018 ha collezionato complessivamente tre medaglie,dice di volerlo fare per le bambine anche se afferma di aver così perso molti contatti amichevoli.

 Il  comunicato di Federginnastica

  La Federginnastica ha preso posizione dichiarando di essere da sempre al fianco dei propri tesserati e di non tollerare nessun abuso,consapevole che lo sport è rispetto della persona ,celebrazione del talento e del benessere.

Sono state date disposizioni per informare la Procura Federale e il Safeguarding Officer  per gli accertamenti di competenza. La federazione si è altresì impegnata a migliorare formazione e prevenzione degli addetti e è stato istituito un organo nuovo con specifiche competenze psicologiche e legali per garantire rispetto,riservatezza e ascolto

Il presidente della fgi Tecchi  afferma  che tra rigore e vessazione c’è un limite che non deve mai essere superato e che ci saranno accertamenti affinchè non ci siano casi sommersi o altri abusi.

Nella società contemporanea la magrezza viene costantemente esaltata come requisito di bellezza e moltissime adolescenti sono preda dell’anoressia, un disturbo psicologico che può portare non solo a gravi malattie ma addirittura alla morte e pensare che magari i genitori pensano che far fare dello sport sia salutare!

Pensieri disordinati: Argentina, Calcio, letteratura…

Di Frida la loka (Lombardia)

Perché il calcio e la letteratura non vanno d'accordo?

La letteratura, snobba il calcio?

Qatar, tremendo baccano! Mille motivazioni...e pesanti.
Qatar, posto degno di ospitare, non solo una Copa del mondo, bensì, qualsiasi evento?

Un paese che non conosce o non ri(conosce) l'essenzialità dell'essere umano, cioè, libertà, dignità della donna, degli uomini, bambini, democrazia?

Secondo me, come atto di protesta, le finali, non si dovevano giocare. Perché?

Condannato a morte l'ex calciatore Amir Nasr-Azadani (iraniano), giornalisti esteri morti in situazioni parecchio dubbiose,e l'elenco si alarga.

E dopo ché Infantino, Macron e GRANDI POTENTI, E SOPRATTUTTO RICCHI sceicchi dell'oriente, che danno un gran contributo soprattutto alla Francia, non potevano aprire bocca riguardo a ogni tipo di violenza che domina quelle terre aride e fa stragi ogni giorno, senza che i giornali lo raccontino.

Ho tante domande che girano nella mia mente, tutte disorganizzate.

E ad un tratto, quando si dava per scontato il favorito. Lo sport, ha avuto la meglio?

E ti ricordi della idiosincrasia d'un popolo moralmente avatuto, governanti che li hanno tolto tutto, pure la voglia di credere in qualcosa di bello, perché questo popolo, non ricorda più quand'è stato, quand'è successo.

Questo popolo, così come il Brasile, l'Italia, vivono il calcio come parte dell'essere ed è una motivazione per andare avanti.

A discapito di tutto e tutti, ha vinto l'Argentina.

PIERPAOLO PASOLINI e il calcio letterario

Account Twitter Retro Football

«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro»

Uno spirito libero

Pasolini è stato un personaggio controverso, sempre controcorrente, un genio. Il grande Pier Paolo Pasolini ha vissuto la vita come amava viverla. Non si è fatto zittire da nulla, è stato sempre in prima linea. Da intellettuale, ha sperimentato tutti i generi artistici esistenti, in tutti i quali ha lasciato la sua impronta. Si definiva principalmente un poeta urbano, uno di quelli che pongono domande, sono curiosi, scrivono. Questo era anche il suo modo di vivere una delle sue grandi passioni, quella che non ha mai nascosto: il calcio e il suo Bologna.

Provocatorio come regista, come saggista, come sceneggiatore e come poeta, Pasolini era uno spirito libero. Comunista convinto, che si è confessato in circostanze avverse, si è anche dichiarato omosessuale dopo aver vissuto un’infanzia difficile.

Vincenzo di Maso,

Osservatore della realtà, amante dello storytelling, del calcio inglese e della tattica. DS di AC Rivoluzione

Tua.

19 dicembre., 2022.

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

L’ALESSANDRIA VOLLEY BRINDA IN “COPPA” E VOLA IN FINALE

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

Per info: alessandriatoday@yahoo.com

Coppa Piemonte FIPAV Serie C femminile

L’ALESSANDRIA VOLLEY BRINDA IN “COPPA” E VOLA IN FINALE

Al Palacima di Alessandria giovedì 8 dicembre si è giocato, per la seconda fase della COPPA PIEMONTE FIPAV, il concentramento a 3 squadre che ha designato una delle quattro finaliste. Al termine di tre incontri ben giocati dalle contendenti a staccare il pass per le finali è stata l’Alessandria volley. Quattro i concentramenti disputati e altrettante finaliste.  Oltre alle ragazze del Presidente Andrea La Rosa si contenderanno la coppa i team del Chieri, del Lilliput di Settimo T.se e del Real Venaria. Il concentramento disputatosi al Palacima nel primo incontro  l’Alessandria volley ha affrontato il Torino Play gara che ha visto le alessandrine trionfare con un netto 3 a 0 con i parziali di 25/15 25/18 25/17, nel secondo incontro è uscito vittorioso il Torino Volley per 2 a 1 contro Torino Play 21/25 25/14 25/20 i parziali e per finire abbiamo ammirato l’Alessandria volley piegare per 2 a 1 il Torino Volley per 2 a 1 con i punteggi di 14/25 25/13 25/21. 

Il primo incontro giocato da Soriani e compagne contro Torino Play è stato praticamente un monologo come dimostra la differenza punti dei 3 set 75 a 50. Prima frazione con un inizio che si potrebbe definire di studio dell’avversario con cambi palla e contrattacchi da entrambe le parti ma ad un terzo del set cambio di scenario con le alessandrine sugli scudi che con la conquista di 7 punti consecutivi creano un solco non più rimontabile per le torinesi e pertanto chiusura set con il punteggio di 25 a 15. Nel secondo set nuovo avvio con alternanza di punti e nuovamente ad un terzo del cammino le ragazze di coach Marco Jus Ruscigni preso in mano il gioco colpo su colpo conquistano la seconda frazione con un eloquente 25 a 18. Nel terzo set le alessandrine salgono subito in cattedra per chiudere definitivamente la pratica e con un buon gioco, limitando al limite gli errori conquistano anche il terzo set per 25 a 17 e i 3 punti nella classifica del concentramento. 

Il terzo incontro parte con una classifica che recita Alessandria Volley 3 e dopo la vittoria per 2 a 1 nel secondo incontro Torino volley 2. Quindi uno spareggio a tutti gli effetti per staccare il pass alle final four di coppa. Il primo set si può commentare con un lapidario “alessandrine non pervenute”. Frazione affrontata con la mancata concentrazione e attenzione, frazione costellata da errori che hanno impedito di costruire gioco, frazione praticamente in balia delle avversarie che trionfano con un secco 14 a 25. Ma Marku e compagne ci hanno abituato, come l’araba fenice, a risorgere dalle ceneri e con una prestazione di set maiuscola, alzando l’asticella del gioco a livelli loro più consoni e riducendo al minimo gli errori hanno chiuso la frazione sul 25 a 13 dimostrando di esserci e di volere a tutti i costi la qualificazione e mettendo con la prestazione messa in campo timore all’avversaria. Terza frazione giocata fino al 18 a 18 in perfetta parità nel punteggio, nel gioco e nella possibilità di primeggiare ma ecco che Ferrari e socie salgono in cattedra, entusiasmando il pubblico che ha gremito il Palacima, prendono in mano il gioco e con determinazione e caparbietà lasciano ancora solo 3 punti alle torinesi e chiudono il set per 25 a 21 e con i 2 punti conquistati si regalano l’accesso alle final four. Ricordiamo che su 28 squadre partecipanti al campionato di Serie C femminile l’essere tra le quattro finaliste è già un ottimo risultato che rende merito all’ottimo lavoro dell’intero team a partire da coach Marco Jus Ruscigni, dal suo vice e preparatore atletico Giorgio Oberti, dallo staff composto dai Team Manager Marco Bernardelli e Simone Ponzano, dal medico sociale Dott. Francesco Mele e dal Massofioseterapista Antonio Aita. Non dimentichiamo però le attrici protagoniste che sono la capitana Romina Marku, Arianna Bernagozzi, Valentina Soriani, Martina Fracchia, Alessia Falocco, Giulia Ponzano, Silvia Rinaldi, Arianna Ferrari, Chiara Cazzulo, Matilde Furegato, Francesca Oberti, Alice Giacomin e Elisa Marku. Grande soddisfazione nel clan alessandrino a partire dal Presidente Andrea La Rosa, dal Direttore Tecnico Massimo Lotta, dal vice Presidente Claudio Capra e di tutto lo staff dirigenziale. 

Ora un venerdì di allenamento e defaticamento in vista della decima giornata di campionato che si disputerà sabato 10 dicembre alle ore 17,00 in quel di San Maurizio D’opaglio avversario di turno il Sammaborgo team quinto in classifica nel campionato di serie C femminile. 

Sport. Calcio: Gigi Meroni, di Enrica Bocchio

Alessandria: Gigi Meroni giocava come tutti quelli che si credono poeti, e magari un po’ lo sono, all’ala destra. Un settebello, un genio ribelle. Giocava con il 7 sulla schiena, i calzettoni abbassati, la maglia fuori dai pantaloncini, i capelli lunghi e la barba. Amava i Beatles e i Rolling Stones, l’arte e la libertà. Dipingeva quadri e disegnava vestiti, girava con una gallina o una capra al guinzaglio e si divertiva a intervistare i passanti chiedendo loro cosa ne pensassero di Gigi Meroni, sicuro che in quella società non ancora rintronata dalle televisioni difficilmente lo avrebbero riconosciuto.

Fu soprannominato “farfalla”, con allusione al suo stile di gioco e ai suoi costumi anticonformisti

La farfalla granata ebbe un volo breve ed una fine tragica: mentre attraversava Corso Re Umberto a Torino Il 15 ottobre 1967 l’attaccante del Torino venne travolto da un’auto guidata da un ragazzo che aveva il suo poster in camera e portava i capelli proprio come lui; finì sulla corsia opposta dove un’altra vettura lo trascinò per 50 metri. Morì poco dopo al Mauriziano.

Fu celebrato il funerale religioso nonostante il parere contrario dell’arcivescovo di Torino per la convivenza more uxorio con una signora in attesa di divorzio.

La settimana seguente durante il derby Toro Juve un elicottero sorvolò il campo inondandolo di fiori, raccolti poi sulla fascia destra dove giocava Gigi Meroni.

Leggi anche: https://alessandria.today/

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Date: 21 settembre 2022 Author: irisgdm

articolo di Flavia Sironi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, cane, albero e attività all'aperto

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sin da quando ero bambina mi hanno sempre tenuto compagnia non facendomi mai sentire sola. Hanno sempre ascoltato tutti i miei problemi con estrema attenzione senza mai dare alcun segno di noia o di disappunto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché accanto a loro ho avuto la fortuna di sviluppare tantissime difese immunitarie che mi hanno permesso di vivere una vita sana lontana da medici curanti, farmaci e allergie.

Flavia Sironi

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché in un momento difficilissimo della mia vita, quando ho perso tutto casa compresa, mi sono sempre stati accanto con l’amore immutato nonostante la loro pappa fosse meno ricca e gustosa, nonostante avessi meno tempo da dedicare loro, nonostante fossi spesso nervosa e piagnona. Al contrario di alcune persone che sono fuggite per paura chiedessi loro qualcosa, mi sono sempre stati vicino. Mi hanno dato forza e coraggio per rialzarmi da terra, ricominciare e tirare avanti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nelle notti fredde riscaldano il mio corpo appiccicandosi come cozze al mio.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sono allegri, buffi, simpatici e mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché conoscono il significato della parola empatia e la applicano in continuazione.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando piango e ho bisogno di conforto si radunano attorno a me e con i loro nasi umidi e la loro lingua calda asciugano le mie lacrime.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando canto mi accompagnano con ululati gioiosi saltandomi addosso.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nonostante dia loro nomi buffi, a volte persino ridicoli, non si lamentano mai e mi rispondono sempre con entusiasmo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶, una in particolare Havana, perché con la loro voglia di correre mi hanno portato a fare risultati mai sperati. Con Havana due Campionati Italiani vinti, due partecipazioni al Campionato Europeo con la Maglia Azzurra della Nazionale Italiana di Canicross.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché con loro faccio una vita libera, all’aria aperta e partecipo ad eventi legati al mondo della cinofilia.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché facendo ciò che faccio conosco sempre persone interessanti con le quali molto spesso collaboro, organizzo, o semplicemente do loro una mano e loro la danno a me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché ogni giorno quando mi sveglio accolgono la mia giornata e ogni notte vegliano il mio sonno.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando rientro mi accolgono come se non mi vedessero da mesi e mi fanno sentire finalmente a casa.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sopportano le mie lune, il mio carattere mutevole, la mia originalità, la mia rabbia, il mio nervosismo, la mia ansia. (Ovviamente, sia ben chiaro, non scarico questi nefasti sentimenti sui loro corpi ma sbatto porte, urlo, pesto i piedi). Loro mi guardano dispiaciuti con testa bassa e occhi smarriti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché mi sono sempre grati di tutto ciò che offro loro, della vita che regalo loro, del cibo che dono loro, delle cure che ho per loro. E’ da tutti i miei cani che ho imparato il significato esatto della parola gratitudine, sono a loro grata anche per questo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sanno sempre attendere il momento giusto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro fusa cadenzate cullano il mio sonno rilassando i miei nervi.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché tengono lontano dalla mia casa animaletti indesiderati.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sono molto belli, oserei dire perfetti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché quando ho male a qualche parte del corpo, soprattutto lo stomaco, si sdraiano sulla parte dolente attenuando o addirittura annullando il male.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro giravolte e le loro scorribande mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché nonostante i nomi buffi o addirittura ridicoli che invento per loro non mi portano rancore e quando li chiamo, se ne hanno voglia, vengono da me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché conoscendoli a fondo comprendo ogni giorno il grande significato della parola libertà.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché mi dimostrano cos’è l’amicizia facendomi sentire loro amica.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché, a modo loro, mi sono grati di tutto ciò che offro loro.

Mi piacerebbe sapere i vostri motivi per i quali siete grati ai vostri animali.

#sguardoanimalediflaviasironi#sguardoanimale#flaviasironi#sportcinofili#canidiinstagram#camminacolcane#canibellissimi#canicross#giornatamondialedellagratitudine#canile#gattile#canifelici#canifelici❤️#cani#gattonero#gattinidiinstagram#gattidiinstagram#gattinoniviaggi#gattinibelli#gattissimi#gatto#gattini#gattinonitravel#gattorosso#gattodelgiorno

Articolo di Flavia Sironi

Pallavolo: impresa Italia, è campione del mondo – Ansa.it

https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/pallavolo/2022/09/11/pallavolo-impresa-italia-e-campione-del-mondo_8f39abf9-b2ba-42b3-9b53-3e27ec7d0b54.html

Dopo 24 anni l’Italia torna campione del mondo di pallavolo.

E come nel 1998 Feridnando De Giorgi c’è.

Allora era giocatore, oggi è l’allenatore della squadra che ha dominato dal primo all’ultimo incontro il mondiale e piegato in finale a Katowice, i padroni di casa della Polonia che inseguivano il terzo titolo iridato di fila. L’Italia vince in rimonta. Dopo aver perso il primo set i ragazzi di De Giorgi hanno preso campo e dominato la gara. Alla fine è 3-1 per gli azzurri (22-25, 25-21, 25-18, 25-2). Dopo l’oro europeo di un anno fa, proprio in Polonia i ragazzi di De Giorgi compiono l’impresa e conquistano il quarto mondiale della storia dell’Italvolley. E domani, al ritorno in Italia la nazionale sarà ricevuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla Spodek Arena di Katowice, davanti a oltre 10mila tifosi polacchi, gli azzurri sfidano la Polonia che è reduce da due Mondiali consecutivi vinti, entrambi in finale contro il Brasile.

Volo in deltaplano: Italia e Alessandro Ploner campioni d’Europa

Suan Selenati
Ignazio Bernardi

Continua la serie positiva di titoli internazionali vinti dal team azzurro di volo libero in deltaplano. 

Dopo i dieci mondiali, l’ultimo nel 2019, quest’anno è stata la volta del sesto titolo europeo vinto dopo nove entusiasmanti giornate di volo nei cieli del Monte Cucco sopra Sigillo in Umbria. Una decima task è stata annullata per meteo avversa. Due settimane fantastiche per il volo senza motore che si regge sulle correnti d’aria ascensionali e che hanno sorpreso anche il responsabile delle previsioni meteo, il vicentino Damiamo Zanocco.

Il team italiano ufficiale, formato da Marco Laurenzi, Alessandro Ploner, Manuel Revelli, Filippo Oppici, Christian Ciech e Davide Guiducci. sotto la guida del varesino Flavio Tebaldi, ha condotto il campionato fin dalle prime battute, aumentando il vantaggio giorno dopo giorno fino a rendere incolmabile il divario sulla Germania, seconda classificata. Medaglia di bronzo per la Repubblica Ceca. Seguono Austria, Regno Unito, Svizzera e Francia.

Il titolo individuale è toccato per la terza volta al pilota bolzanino di San Cassiano Alessandro Ploner, già campione del mondo in carica, titolo questo vinto in passato ben cinque volte. Ha preso il comando della gara il terzo giorno e non l’ha più mollato fino alla fine, supportato dal collega Christian Ciech, trentino trapiantato nel varesotto, medaglia d’argento da aggiungere al titolo europeo vinto nel 2016 e a tre mondiali. 

A superare gli italiani ci hanno provato prima il britannico Grant Crossingham, alla fine quarto davanti a Dan Vyhnalik, (Repubblica Ceca), e poi Primoz Gricar, pilota d’origine ceca, ma con passaporto tedesco. Sua la medaglia di bronzo. Ci ha provato anche il ciociaro Marco Laurenzi, arrivando a occupare il secondo posto prima di essere risucchiato oltre il decimo. Buone le prestazioni di Filippo Oppici di Parma e, fuori dalla rosa nazionale, di Lorenzo De Grandis di Caronno Varesino, rispettivamente sesto e settimo.

All’evento hanno partecipato 22 nazioni per un totale di 93 piloti che si sono confrontati su percorsi tra i 91 e i 201 km, spaziando anche nei cieli delle Marche, oltre a quelli dell’Umbria. Eccellente l’organizzazione affidata a Volo Libero Monte Cucco e Aero Club Lega Piloti sotto l’egida della FAI, Fédération Aéronautique Internationale, e dell’Aero Club d’Italia.

Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL

Associazione Nazionale Italiana Volo Libero 

il volo in deltaplano e parapendio skype: gustavo.vitali

Immagini di libero utilizzo – la pagina facebook degli europei con bellissimi VIDEO

ALESSANDRIA VOLLEY CALA IL SIPARIO SULLA STAGIONE 2021.2022Sport

Campionato serie C femminile Playoff

ALESSANDRIA VOLLEY CALA IL SIPARIO SULLA STAGIONE 2021.2022

Palacima Alessandria, sabato 4 giugno con la gara dei playoff del campionato di pallavolo femminile di serie C tra le locali dell’Alessandria volley e la formazione del Santena si è calato il sipario sulla stagione 2021-2022. Alessandria 1 Santena 3 il risultato finale con i parziali di 22.25 25.18 23.25 23.25. Partita molto equilibrata tra due buone squadre ma visti i punteggi parziali viene subito alla mente un adagio dei nostri vecchi “mancano sempre 2 soldi per fare una lira” ovvero è mancato lo sprint finale nei set per invertire i parziali a favore alessandrino. Comunque una ottima stagione per questo gruppo guidato da MarcoRuscignieGiorgioOberti. Dopo un inizio campionato balbettante abbiamo assistito ad una crescita esponenziale di partita in partita che ha portato Marku e compagne a conquistare il diritto alla partecipazione ai playoff e poco conta se sono mancati successi perché il team alessandrino, ricordiamo con età media di 17 anni tutte provenienti dalla cantera giovanile dell’Alessandria volley, si è dovuto cimentare con avversari che vantano al momento esperienza e crediti superiori. Una stagione ottima per i colori alessandrini, infatti anche i boys della serie D hanno raggiunto e disputato i playoff mentre le under 13,14 e 16 femminili hanno tutte ottenuto il pass alle final four per la conquista dello scudetto territoriale Fipav comitato Ticino Sesia Tanaro.

Ora lo staff dirigenziale presieduto da Andrea La Rosa e quello tecnico con a capo il Direttore Tecnico MassimoLottaha già da tempo aperto il tavolo della programmazione per la stagione sportiva 2022.2023 facendo frutto delle esperienze positive della stagione appena conclusa ed anche delle eventuali difficoltà emerse. Ancora qualche allenamento nella riconfermata casa del Palacima e poi il sciogliete le righe in attesa della ripresa, con tante novità, alla fine di agosto.

Leggi oltre 75.00 post su: https://alessandria.today