Sport. Calcio: Gigi Meroni, di Enrica Bocchio

Alessandria: Gigi Meroni giocava come tutti quelli che si credono poeti, e magari un po’ lo sono, all’ala destra. Un settebello, un genio ribelle. Giocava con il 7 sulla schiena, i calzettoni abbassati, la maglia fuori dai pantaloncini, i capelli lunghi e la barba. Amava i Beatles e i Rolling Stones, l’arte e la libertà. Dipingeva quadri e disegnava vestiti, girava con una gallina o una capra al guinzaglio e si divertiva a intervistare i passanti chiedendo loro cosa ne pensassero di Gigi Meroni, sicuro che in quella società non ancora rintronata dalle televisioni difficilmente lo avrebbero riconosciuto.

Fu soprannominato “farfalla”, con allusione al suo stile di gioco e ai suoi costumi anticonformisti

La farfalla granata ebbe un volo breve ed una fine tragica: mentre attraversava Corso Re Umberto a Torino Il 15 ottobre 1967 l’attaccante del Torino venne travolto da un’auto guidata da un ragazzo che aveva il suo poster in camera e portava i capelli proprio come lui; finì sulla corsia opposta dove un’altra vettura lo trascinò per 50 metri. Morì poco dopo al Mauriziano.

Fu celebrato il funerale religioso nonostante il parere contrario dell’arcivescovo di Torino per la convivenza more uxorio con una signora in attesa di divorzio.

La settimana seguente durante il derby Toro Juve un elicottero sorvolò il campo inondandolo di fiori, raccolti poi sulla fascia destra dove giocava Gigi Meroni.

Leggi anche: https://alessandria.today/

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