ONDE , di Silvia De Angelis

 
Rincorro  quelle interminabili onde, che col loro andirivieni, riportano in quell’arenile solitario, fibrillanti attimi di remoto, unici  nel momento,  a inorgogliosire trame nascoste  perse in complicate disavventure d’esistenza, interminabili e irrisolvibili.
Intense nuances smaglianti,  e  variegate sfumature tonalizzano  inquiete  intime trine , risvegliate d’un tratto a inusitati palpiti, che, col loro fremere, hanno delineato inaspettati percorsi  vissuti, volti a donar certezze nella personalità, sempre vogliosa di crescenti  sagome  caratteriali.
Quel continuo plasmare innovativi intenti ,assimilati  da quel che valido, ruota intorno a noi ,riassumendone le parti migliori, quelle che ampliano la nostra visuale, donandole l’ intrigante  nota in più, che insieme a originali accordi, tempra un’armonia interiore in grado di captare ogni minuscola inezia del percorso esistenziale, colorandolo di  straordinaria emozionalità  e di quel sovrappiù, da non sottovalutare, capace di aprire radiosi spiragli.
Quegli spiragli piccolissimi emanano briosa luce, che s’ingrandisce giorno per giorno rendendoci  capaci di osservare oltre il consueto, in una dimensione più languida e accattivante, in grado di percepire arcane sensazioni che proiettano il nostro sentire al di là di un insipido attimo d’essenza….
@Silvia De Angelis

lucia triolo: nel breve giro del cranio

“Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati

Occhi che in sogno non oso incontrare”
(T. Eliot, “Gli uomini vuoti”, Poesie)

Sei sazio della tua fame:
coscienza di paglia
che in sogno la notte io non
oso incontrare

spranghe di ferro
le parole
avvolgono in gomitoli 
la colpa

dici: non so stare dentro me 
il breve giro del cranio è 
una casa di tolleranza

parole puttane a fronteggiarsi 
nel filo
a che servono le grandi
domande,
le piccole risposte?

amiamo l’errore e il peccato
la bocca, le mani in agguato 
alla carne
sulle tracce del padre corriamo

leggere variazioni
poche indicazioni per
appuntite speranze

Vino per tutti offrirò
berremo a garganella
e la fine,
una sbronza
triste