Non proprio un colpo di fulmine – Meghan Quinn

La Valigia di Carta

martedì 3 gennaio 2023

Recensione: Non proprio un colpo di fulmine – Meghan Quinn

Titolo: Non proprio un colpo di fulmine

Autore: Meghan Quinn

Editore: Always Publishing (25 novembre 2022)

Giudizio: 💗💗💗💗💗

Author: 812liveit

Tutte le coppie hanno una dolce storia romantica da raccontare sul momento in cui Cupido ha trafitto i loro cuori con la sua freccia… tutti, ma non Lottie e Huxley. Loro due si scontrano, letteralmente, nelle strade di Beverly Hills, lei disperata e lui furioso. Finiscono a sfogarsi sui loro guai in un bar e tra i due non nasce un colpo di fulmine… bensì un accordo: Huxley, agente immobiliare di grido di LA, propone a Lottie di essere la sua Vivian, come in Pretty Woman. Lui farà una buona impressione sui clienti come fidanzato amorevole e lei risolverà i suoi problemi economici, oltre a rimediare un perfetto futuro marito da presentare alla sua acerrima nemica del liceo, che tra l’altro l’ha appena licenziata. Nonostante l’inizio burrascoso, non è detto che Cupido rinunci a mirare ai loro cuori!

Recensione

Proprio quando pensi di aver toccato il fondo, che non ci sia modo di risalire la montagna e ritrovare la felicità, ecco che compare un sentiero, accidentato e in salita, ma con la sorpresa di un panorama mozzafiato alla fine.

Due persone “disperate” s’incontrano per caso e decidono di “darsi una mano” a vicenda. Un mero accordo commerciale, messo nero su bianco, volto a soddisfare le reciproche esigenze. I problemi iniziano quando entrano in gioco le emozioni.

Lottie Gardner si ritrova licenziata in tronco da quella che riteneva essere la sua “migliore amica”, anche se ad intermittenza. Bruciato il sogno di potersi permettere un posticino tutto suo, disperata e al verde, si butta nella folle idea di trovare un marito ricco.

Huxley Cane, a capo della Cane Enterprises coi fratelli, per cercare di accaparrarsi un grosso affare, s’inventa una finta fidanzata, che dovrà trovare in  .…. quattro giorni!

Entrambi non sanno come uscire dalla loro tragica situazione e, complice un incontro casuale, stabiliranno un accordo esclusivamente professionale. Tra un battibecco e l’altro, però, un’irresistibile attrazione comincia a divampare tra loro.

Lei è troppo irresistibile.

Non sono in grado di controllarlo, di controllare come mi fa sentire.

Un romanzo esilarantedivertente frizzante, che bilancia sarcasmo e veritàpassione e bugiedolore e gioiacomicità momenti hot. Un romanzo emozionante, dalla pelle ruvida e dura ma dal ripieno dolce e tenero, dal sapore intenso ed inebriante e dall’aroma caldo avvolgente. Un romanzo trascinante ed impetuosopulito e fresco come una giornata di pioggia estiva che lava via tristezza ed incomprensioni.

Voglio solo vederti felice.

Lottie non riesce proprio a comprendere il comportamento di Huxley, un minuto prima freddo e distante, poi generoso ed altruista. All’inizio la cosa la faceva solo arrabbiare, eppure adesso desidera conoscerlo meglio, capirlo, perché sente che non è più odio quello che prova per lui.

Lui mi piace davvero.

Huxley è abituato ad ottenere sempre ciò che vuole, e al momento vuole i terreni di Dave Toney ed è disposto a tutto, anche ad inventare un finto fidanzamento con una tipa stramba come Lottie. Tuttavia più passa il tempo, più diventa difficile non trovarla attraente.

E’ quel tipo di donna di cui non ti prendi un assaggio per poi dire stammi bene e tanti saluti. No, ti lascia un segno indelebile. Un’impronta. Che non se ne va.

Una storia rocambolescatravagliata ed ironica, spesso ai limiti del surreale, con punte d’introspezione e riflessione profonde, colpi di scena e stravolgimenti degni di un film romantico iconico. Una storia apparentemente “leggera” che tocca invece temi anche delicati dandole una veste sofisticata ed affascinante. Una storia che rievoca alla mente “Pretty Woman” in chiave contemporaneaspregiudicata e spudoratamente accattivante.

Ti amo più di quanto pensavo possibile amare qualcuno.

Consigliato a tutti, per ricordare la bellezza e la prepotenza dei sentimenti, che se ne infischiano delle regole prestabilite.

Non credevo che a un certo punto avrei frequentato il mio finto fidanzato.

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Parole mai scritte

Questa poesia l’ho scritta il 28 Dicembre , ero molto triste e solitamente se scrivo sto meglio e così con la tristezza nel cuore dopo aver guardato un bel tramonto siculo , ho scritto questa breve poesia e la posto solo adesso . Sono mancata da un pò e non ho nè postato nè commentato. Quando scrivo mi dissocio da ciò che vivo nel reale e questo in un certo senso mi aiuta se attraverso un periodo difficile di ansia e preoccupazione… Eccomi adesso ci sono con ” Parole mai scritte “.


Parole mai scritte

Adagio il cuore 💓
Su fogli immacolati
lasciati spogli per non aver parole.
Pensieri innocenti…
Pensieri che non hanno trovato sfogo.
Emozioni nate da sentimenti ripercorrono l’Essenza.
Frementi emozioni mai palesati …
Brulicano come vespai …
Nella mente creano scompiglio .
Intanto scorrono sensazioni conosciute
mentre gli occhi si riempiono dei colori del tramonto.
Fluttua quel cangiante riverbero quieto .
Pare assonnato mentre il sole scompare.
Un solo istante e poi tutto si attenua …
Rimane quella sensazione di benessere .
Una percezione di serenità.
Pochi istanti per svanire
Un solo istante per catturare la dolcezza dell’effimero tramonto .
Ammaliante e avvolgente come un arcobaleno 🌈.©


Desire’ Kariny 28/12/2022

https://desire876416000.wordpress.com

ALESSANDRIA VOLLEY SETTORE GIOVANILE IN PRIMO PIANO

Alessandria, pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

ALESSANDRIA VOLLEY SETTORE GIOVANILE IN PRIMO PIANO

Con la pausa per le feste natalizie si conclude la prima parte della settima stagione agonistica dell’Alessandria Volley, settima stagione che porterà la Società del Presidente Andrea La Rosa, alla ripresa dei campionati, toccare il traguardo delle 2.000 partite disputate entro la fine della stagione sportiva. La ripresa dei campionati avverrà dopo la festività dell’Epifania ma nel frattempo i team del sodalizio alessandrino non conoscono sosta e proseguono incessantemente gli allenamenti sia per quanto riguarda gli aspetti atletici sia per quanto riguarda quelli tecnico-tattici. Allo stesso tempo per lo staff dirigenziale, coadiuvato da quello tecnico, è il momento di tirare le prime somme ed effettuare le giuste analisi sull’attività finora svolta ed allo stesso tempo iniziare a tracciare le linee programmatiche per i prossimi 6 mesi nel breve termine e per la prossima stagione nel medio. Con la pausa è prammatica il dover fare un excursus su questi primi 6 mesi di attività. Di Serie C femminile e del team di Prima Divisione femminile, i due team ricordiamo che sono ai vertici delle rispettive classifiche, ne abbiamo già parlato in precedenti articoli ora è la volta di fare una panoramica sul settore giovanile che da sempre risulta essere un fiore all’occhiello della società alessandrina, società che conta ben oltre  200 atlete e mini atleti attivi. L’attività del settore giovanile in questa stagione 2022/2023 si snoda su tre filoni ben distinti. Infatti troviamo le squadre under che difendono i colori dell’Alessandria Volley, altre squadre under sotto l’insegna del progetto sperimentale DUEA e le più giovani leve che muovono i primi passi nel percorso S3 ex minivolley tutti nate e nati negli anni dal 2012 al 2016. Tutta l’attività dei team dell’Alessandria Volley è gestita dalla sua nascita (n.d.r. anno 2016) dal Direttore Tecnico Massimo Lotta con assoluta capacità organizzativa e professionalità di alto livello, professionalità dimostrata altresì da tutto lo staff tecnico del sodalizio alessandrino. Staff tecnico che conta, oltre naturalmente ai responsabili delle squadre di Serie Marco Jus Ruscigni, Giorgio Oberti e Paolo Demagistris, già dal suo nascere dei coach Gabriella Scarrone, che sta per staccare il biglietto delle 450 panchine con l’Alessandria volley, Alessandra Ferrando con 300 panchine e Marcello Ferrari alla rincorsa delle 250 presenze. Altri coach che da anni sono parte attiva del progetto del Club Alessandrino sono Elisa Milan, Marco Dua e da quest’anno Andrea Guazzotti, ex atleta nella serie C e D maschile alessandrina, coadiuvati dalla new entry Martina Demagistris. Altro fiore all’occhiello dell’Alessandria Volley è l’S3 ex minivolley, praticamente una accademia che introduce le nuove leve alla disciplina pallavolistica. Toccano quasi quota 100 le e gli iscritti in questo settore che vede in Elisa Milan e Marco Mantelli i motori di questa attività sotto l’aspetto organizzativo oltre al rivestire un ruolo tecnico. Altri tecnici e collaboratori di staff sono Arianna Gaia, Ivana Berta, Chiara Cazzulo e Greta Simi. Parlavamo quindi di tre filoni del settore giovanile e ai nastri di partenza in questa stagione sportiva come Alessandria Volley abbiamo visto scendere in campo 2 team partecipanti al campionato Under 13 femminile Territoriale e 1 team iscritto al campionato Under 14 femminile Territoriale e 1 team Under 13 maschile Territoriale. Per quanto riguarda il settore maschile occorre aprire una parentesi in quanto il sodalizio alessandrino nelle sue nuove strategie programmatiche ha deciso di iniziare, per questo settore, un percorso con partecipazione ai soli campionati under 13 territoriali nel tentativo di rilanciare la parte maschile del movimento pallavolistico del capoluogo procedendo con step graduali e ben definiti. Come enunciato in precedenza un altro filone seguito è quello del progetto sperimentale DUEA. Progetto nato in sinergia tra due importanti sodalizi femminili del territorio l’Alessandria Volley e l’Acqui Pallavolo con l’obiettivo di mettere insieme le risorse organizzative, tecniche ed economiche per fornire alle ragazze un percorso di qualificazione ed eccellenza. L’Under 14 femminile Eccellenza Territoriale, guidata da Gabriella Scarrone la troviamo al comando del girone ed ancora imbattuta facendo registrare 8 vittorie in 8 incontri disputati con 2 soli set persi, l’Under 16 femminile Eccellenza Territoriale sempre con coach Scarrone e roster composto da atlete sottocategoria e l’Under 16 femminile Eccellenza Regionale guidata da coach Marcello Ferrari ed attestatosi al termine del girone in posizione di metà classifica. Col nuovo anno inizieranno anche i campionati Under 12 femminili Territoriali con 1 Under 12 femminile territoriale 6 vs 6 e 2 Under 12 femminili 4 vs 4 ai nastri di partenza a difendere i colori dell’Alessandria Volley. I team Under 12 femminile come del resto l’under 13 maschile composti da giovani atlete e atleti provenienti dal florido settore S3. Non dimentichiamo infine che le ragazze dell’Under 16 Eccellenza Regionale del Progetto DUEA stanno cimentandosi anche nel campionato di serie D con alterne fortune essendo atlete molto giovani, tutte nate nell’anno 2008, ma che lottano per conquistare la permanenza nella categoria. La partecipazione a questo impegnativo campionato con lo scopo di offrire loro una chance in più in un percorso di crescita e di esperienza. Tiziana Barisone, Cinzia Ferretti, Stefania Gabutti, Badiaa Tazi, Dino Bianco e Rocco Famà sono i Team Manager che si occupano dell’attività organizzativa delle squadre del settore giovanile. Come per i team delle Serie C, D e Prima Divisione il medico sociale Dott. Francesco Mele e il massofisioterapista Antonio Aita, colonne portanti dell’Alessandria Volley Medical Zone, fanno parte dello staff di tutti i team come del resto i 20 dirigenti abilitati nei ruoli di Segnapunti, addetti DAE e addetti all’arbitro. 

“Come società, fin dal suo nascere, la nostra mission è stata quella di creare progetti formativi per le atlete e gli atleti del settore giovanile.“ i commenti all’unisono a partire dal Presidente Andrea La Rosa e dal suo vice Claudio Capra proseguendo con il Direttore tecnico Massimo Lotta e il responsabile del settore giovanile Simone Ponzano “Mission che doveva e deve tutt’oggi portare alla crescita del nostro settore giovanile e di riflesso condurre ad una crescita esponenziale della nostra Società. Uno degli obiettivi è stato ed è il creare oggi atlete e atleti per i progetti futuri.  L’aver cresciuto ragazze come Alice Nardo, laureatasi campionessa europea con la Nazionale Italiana under 21 e militante nel campionato di A2 con l’Albese con Cassano o Alice Farina anche lei in A2 con il Vicenza Volley e Martina Furegato in B2 con l’Arbor Reggio Emilia sono la prova evidente del buon lavoro portato avanti da tutto il gruppo sia per la parte tecnica che per quella organizzativa. Buon lavoro testimoniato anche dal roster dell’attuale team di serie C femminile composto da 10 ragazze su 13 tutte nate negli anni 2000 e tutte provenienti dalla “cantera” alessandrina. Un percorso molto impegnativo” prosegue nell’analisi lo staff alessandrino “ma con esiti decisamente positivi grazie ad uno staff di tecnici e preparatori di grande livello sportivo, culturale e umano che hanno permesso e permettono tutt’oggi di trasformare i sogni in realtà. Sogni che si possono avverare, alzando anche l’asticella, grazie alla “sinergia” e alla “partecipazione” di tutte le forze societarie in comunione con quelle del territorio per far si che una Società sportiva, non solo la nostra, possa essere patrimonio comunitario e possa dar lustro di riflesso all’intera città”.

Point of view

“È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”

John Keating (Robin Williams in “L’attimo fuggente”)

ASCOLTA (Video): https://youtu.be/SrMK8d9H_GM

“16 minutes of Mr. President”. 

L’altra notte, sono toccati a (quasi) tutti in una pantomima di foggia americaneggiante e improbabile con inquadrature non-conventional e imbarazzanti ammiccamenti anni 80.

Lo spettacolo a reti unificate sarebbe stato troppo (per me ovviamente) e così ho atteso di vederlo un po’ alla volta e di leggere il (e “del”) suo discorso con calma. Era scritto e sottolineato, quasi fosse un merito, che il Presidente ha parlato per 16 minuti, roba da standing ovation.

Me ne sarebbero bastati anche la metà, o forse meno, per convincermi della distanza incolmabile tra valori e parole contenuta in ognuno di quei minuti.

Noi parliamo, paghiamo e spendiamo in nome del Dio giusto, del mondo giusto, della ricchezza diffusa, del merito e del valore della prosperità e serviamo la finanza magnanima e solidale che libera gli uomini.

In sintesi (ma non troppo, visti i sedici-minuti-sedici) il presidente recidivo stabilisce priorità e declina responsabilità: le tasse sono cosa buona e giusta, distinguono i patrioti e sostengono la nazione che avanza e progredisce senza sosta, una Presidente del Consiglio donna è la testimonianza della maturità italiana e nel mezzo c’è posto per ogni sorta di luogo comune, dall’appello ai giovani perché non guidino ubriachi all’occasione irripetibile del PNRR che ci farà (di nuovo) ricchi, senza trascurare una sanità più giusta e un paese più equo da Nord a Sud. Se non l’avessi letto al mattino, avrei pensato di essere ubriaco io, altro che i giovani.

Conclude, Mattarella, con le energie rinnovabili e, naturalmente, ci spiega che la guerra alla Russia è necessaria, altrimenti assisteremmo ogni sei mesi a un’invasione del mondo civilizzato da parte dei trogloditi che stanno fuori dai confini sacri dell’Occidente collettivo.

Su questi principi altissimi e granitici il Paese deve dimostrarsi compatto anche se non lo è in realtà e a questo serve il racconto monocorde dell’informazione italica, prima e dopo.

Il direttore de “La Stampa” Giannini fa il portavoce del verbo unico e meritorio nel suo editoriale di capodanno e conferma, convinto, che il 2023 dovrà essere come il 2022. Obbedire e combattere (la seconda, più o meno) con la Grande Alleanza (atlantica), con la parte più evoluta del mondo e la sua finanza creatrice. Il titolo (“Le democrazie resilienti e l’anno zero delle autocrazie”) la dice lunga e ci promette che metteremo a morte gli infedeli figli di Madre Russia.

Sullo stesso giornale, però, Massimo Cacciari assume il sembiante della sua nemesi e dimostra che qualcuno ha ancora un pensiero libero anche qui da noi, nonostante Mr. President. Credo che Giannini non lo abbia letto prima di pubblicarlo, doveva essere intento a smaltire l’ebbrezza dei festeggiamenti e le conseguenze dei sedici-minuti-del-presidente.

Mattarella e Cacciari sono l’uno l’antitesi dell’altro.

Il primo dispensa ovvietà e cinismo in parti uguali, condite con un bel po’ di faccia tosta e indifferenza per il mondo reale, mentre il secondo ritrova la linea del valore della Pace inciso nella Costituzione e invita a lavorare per risolvere la crisi (e le crisi in generale) con metodo diplomatico, con pazienza e con intelligenza.

Ovvietà sovversive ai tempi d’oggi.

Critica il giudizio preconcetto e la condanna senza appello, Cacciari, proprio mentre il Presidente si fa portavoce della sentenza emessa in contumacia da altri più in alto di lui e si presta convinto al servizio della missione internazionale compiuta a colpi di spada.

E gli altri?

Che dice il resto del mondo, quello di cui nessuno ci dice niente o quasi?

I discorsi di Vladimir Putin e Xi Jinping – quelli cattivi –  durano decisamente meno e sono fatti senza la regia da televendita voluta dagli spin doctors di Mattarella, tutto molto più tradizionale e classico.

Vi risparmio le conclusioni a cui sono giunto, ma mi piacerebbe che faceste lo stesso e li guardaste (o li leggeste) anche voi, per capire cosa dicono i “nostri” nemici, quelli contro cui conduciamo la nostra nobile e virtuosa crociata per la liberazione dell’Ucraina e la nostra guerra economica e culturale per l’affermazione del modello neo-liberista, globalista e suprematista del nostro magnifico e florido occidente a guida USA.

Vladimir Putin – 31.12.2022

“Abbiamo sempre saputo che il futuro sovrano, indipendente e sicuro della Russia dipende solo da noi, dalla nostra forza e determinazione, e oggi ne siamo convinti ancora una volta.

Amici,

La Russia vive sotto sanzioni sin dagli eventi in Crimea nel 2014, ma quest’anno è stata scatenata contro di noi una guerra di sanzioni in piena regola. Coloro che l’hanno avviata si aspettavano che la nostra industria, le finanze e i trasporti crollassero e non si riprendessero mai.

Ciò non è accaduto, perché insieme abbiamo creato un affidabile margine di sicurezza. Abbiamo adottato misure per rafforzare la nostra sovranità in un campo di vitale importanza, l’economia. La nostra lotta per il nostro Paese, per i nostri interessi e per il nostro futuro serve indubbiamente da esempio ispiratore per altri Stati nella loro ricerca di un giusto ordine mondiale multipolare.

(…)

Considero molto importante che nell’anno in uscita qualità come la misericordia, la solidarietà e l’empatia proattiva siano diventate particolarmente importanti in Russia. Sempre più russi sentono il bisogno di aiutare gli altri. Si radunano insieme e prendono l’iniziativa senza istruzioni formali.

Voglio ringraziarvi per essere così premurosi, responsabili e gentili, per il vostro coinvolgimento attivo nella causa comune indipendentemente dall’età o dal reddito. Organizzate magazzini e trasporti per consegnare i pacchi ai nostri combattenti nella zona di combattimento, ai residenti delle città e dei paesi colpiti e aiutate a organizzare le vacanze per i bambini delle nuove entità costituenti della Federazione.

(…)

Amici miei, state fornendo un grande supporto alle famiglie dei combattenti che sono morti, che hanno dato la vita per difendere la vita degli altri.

So quanto sia difficile per le loro mogli, i loro figli e figlie, e per i loro genitori, che hanno cresciuto veri eroi; capisco come si sentono adesso, a Capodanno. Faremo ogni sforzo per aiutare le famiglie dei nostri compagni caduti a crescere i propri figli, dare loro una buona istruzione e ottenere una professione.

Con tutto il cuore, condivido il vostro dolore e vi chiedo di accettare le mie sincere parole di sostegno.”

Xi Jinping – 31.12.2022

“La Cina di oggi è un Paese dove i sogni diventano realtà. I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Pechino si sono conclusi con un clamoroso successo. Gli atleti cinesi degli sport invernali hanno dato il massimo e ottenuto risultati straordinari. I voli spaziali Shenzhou-13, Shenzhou-14 e Shenzhou-15 si sono librati nei cieli. La stazione spaziale cinese è stata completata e la nostra “casa nello spazio” sta vagando nel cielo blu intenso. Le forze armate popolari hanno festeggiato il loro 95° anniversario e tutti i membri del servizio stanno marciando con fiducia nel grande viaggio della costruzione di un forte esercito. La terza portaerei cinese Fujian è stata varata. Il C919, il primo aereo passeggeri di grandi dimensioni della Cina, è stato inaugurato. E la centrale idroelettrica di Baihetan è entrata in piena attività… 

Nessuno di questi risultati sarebbe stato possibile senza il sudore e la fatica dei numerosi cinesi. Le scintille di talento si stanno unendo e sono la forza della Cina!

(…)

Qui voglio citare Su Shi, un famoso poeta cinese: “Sfida il più difficile e mira al più lontano”. 

(…)

Possa il nostro Paese godere della prosperità e la nostra gente vivere in armonia. Possa il mondo godere della pace e possano i popoli di tutti i Paesi vivere felici.”

Manterrò la promessa di non esprimere convincimenti personali.

Nel frattempo è accaduto anche che sia morto Joseph Ratzinger.

Un uomo che ha vissuto tempi diversi e in quei tempi (era il 1969), scriveva così:

“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità.

Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza.

Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti.

Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per sé stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.”

Ho letto di lui su ogni pagina blasonata e accreditata, ma di queste sue parole non ho trovato traccia in quei racconti per tutti.

Il 2023 inizia ora e io non possiedo competenza, esperienza e tantomeno cultura sufficiente per trarre gli auspici dagli eventi che racconto e dai discorsi che vi propongo di conoscere, ma sono quasi certo che quello che mi dice il cuore possa essere messo al centro.

E mi dice di cercare, imparare e conoscere, perché troverò le risposte che voglio davvero.

Intanto ho imparato che Volodomyr Zelensky, Larry Fink, Jens Stoltenberg (il segretario generale della NATO),  Fareed Zakaria (giornalista della CNN) saranno presto (il 17-18 gennaio) tutti ospiti da Klaus Schwab a Davos, dove il World Economic Forum (sempre lui) li ha voluti a parlare di come “Rilanciare il commercio, la crescita e gli investimenti”.

Tanto per darvi qualche informazione utile, Larry Fink è il CEO (Chief Executive Officer, l’equivalente di un Amministratore Delegato)  di “Blackrock”.

Blackrock è americana ed è la società d’investimenti più grande del mondo, con ottomila miliardi (si…ottomilamiliardi) di dollari in portafoglio, ed è uno dei principali “partner” del WEF di cui finanzia su scala globale l’agenda ESG – Environmental (ambiente), Social (società) e Governance.

Cosa hanno in comune l’attore-Presidente Ucraino e Blackrock?

Indovinate?

Pare che il Fondo Statunitense sia da tempo al lavoro sulla raccolta dei capitali per le spese post-belliche di Kiev ed ha allo studio un fondo per rimettere in piedi l’economia. 

Qualcuno dice che avesse già iniziato prima del 24 febbraio, ma vorrebbe dire che…

Non voglio fare cattivi pensieri e neppure ispirarne; del resto si sa che la preveggenza è una delle doti tipiche degli investitori e degli speculatori che per qualche motivo sanno sempre da che parte andrà il mondo e dove piazzeranno il loro prossimo business.

Si parte con le infrastrutture, per raccogliere più o meno 350 miliardi di dollari, per cominciare e poi vedremo (vedranno).

A me pare che ci sarebbe stato molto da dire a Capodanno in 16 minuti e che il nostro presidente ci abbia mostrato solo un punto di vista. 

Il suo? 

Forse, ma di certo non quello più interessante. 

Per la verità rivolgetevi pure alla Chiesa di cui scriveva Benedetto XVI.

Buon anno a tutti e…auguri…(tanti).

Mariangela Ciceri Psicologa. Alessandria. 2023: festeggiamenti e buoni propositi

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

Alessandria: Ci hanno insegnato a farlo fin da piccoli: a festeggiare in modo «adeguato» la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo. 

Per alcuni ciò rappresenterebbe anche una buona occasione per progettare cambiamenti, in modo da modificare ciò che non va bene o che crea disagio, tanto da leggere o sentire un riassunto di tutto quello che si sarebbe voluto cancellare, evitare nell’anno da cui ci stiamo congedando, con la determinazione (fantastica) di essere pronti a diventare diversi da ciò che in realtà siamo. 

Un gioco che da bambini poteva essere riassunto nelle promesse di diventare più buoni, studiare di più, fare meno capricci, non dire troppi no, e da adulti, nell’azzeramento dei bilanci negativi, dalla conquista di nuovi amori, dal trovare un lavoro perché lo abbiamo perso o perché abbiamo ultimato gli studi e ce ne serve uno.

Se quando eravamo «giovani» tutto questo era appunto un gioco, puntare e ipotizzare cambiamenti nel futuro da adulti, può generare ansia e impedire il conseguimento di obbiettivi anche semplici e perseguibili.

Le ragioni? Noi e il nostro modo di pensare, di porsi davanti a una strada da percorrere a volte completamente sconosciuta come è un nuovo anno.

Considerare tutto quello che non ci ha soddisfatti e non ci è piaciuto come qualcosa di necessariamente negativo e da cancellare non è una soluzione utile.

Nessun cambiamento di ciò che siamo passa attraverso la rimozione di ciò che siamo stati.

Per questa ragione davanti ad ogni progetto di cambiamento è necessario tenere in gran considerazione ciò che in passato abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto, perché, quali emozioni ci hanno spinto verso decisioni che alla fine non ci sono piaciute, ci hanno deluse, amareggiate, ferite.

Di fronte a un nuovo anno non possiamo pensare che tutto quello che non va bene per noi, potrà essere sostituito da cose migliori, tuttavia possiamo tenere ben chiari i risultati di quel bilancio fatto il 31 dicembre e metterci nella posizione di credere alla possibilità di cambiare, non tanto perché avremo davanti giorni felici, progetti realizzati, aspettative soddisfatte, ma perché saremo in grado, dalle delusioni, di cogliere quello che ci potrà essere utile per evitarne altre.

Cambiare è un percorso che richiede prima di tutto, la capacità di accettarci per come siamo.

Cosa fare? Metterci in piedi, diritti, con lo zaino delle esperienze fatte sulle spalle, a volte pesante, ma capace di contenere tutto quello che siamo e darci gli strumenti per guardare dritto di fronte a noi.

Immaginiamo allora che, almeno per i primi 500 metri di questo 2023, ci siano sul nostro cammino pesantezze da lasciare e leggerezze da raccogliere: delusioni e opportunità, rimpianti e progetti, amarezze e appagamenti, ansia e serenità.

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

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La tragedia di Antigone – storie e miti greci.

Da Frida la loka ( Lombardia)

Tra tutte le protagoniste delle tragedie greche, Antigone è forse quella che più simboleggia un non finire del conflitto tra autorità e diritto, tra leggi divine (senso ampio del termine), e leggi umane. Antigone, rappresenta la storia dall’antica Grecia fino ai giorni nostri, rimanendo sempre il simbolo di una lotta personale contro la tirannia di un potere ingiusto.


La voglia di baciarti 
in qualsiasi situazione,
in qualsiasi posto,
in mezzo a qualsiasi folla,
a metà di qualsiasi discorso,
davanti a qualsiasi persona,
a qualsiasi ora.
È estenuante. Sfiancante.
Mi divora.
Ti prego, fa che non mi passi mai !!!

Antigone

La storia, racconta il tentativo di Antigone di seppellire suo fratello Polinice, che ha combattuto con l’altro suo fratello, provocandosi reciprocamente la morte, contro la volontà di Creonte, re di Tebe


Il figlio più giovane di Edipo, Eteocle, esilia il fratello maggiore Polinice. Quest’ultimo attacca Tebe, ma né l’uno ne l’altro l’hanno vinta perché muoiono entrambi in battaglia. Eteocle riceve le onoranze funebri, che invece vengono rifiutate a Polinice, che lo zio Creonte considera un traditore della città.
Saputo ciò Antigone – sorella di Eteocle – nonostante il consiglio dell’altra sorella, più giovane, Ismene, insiste affinché il corpo del fratello venga sepolto. Si reca quindi inizialmente da lui per rendergli omaggio da sola, e viene arrestata e condotta presso Creonte che giudica colpevoli entrambe le sorelle e decidedi imprigionarle rimproverando ad Antigone di aver disobbedito ai suoi ordini.

Ma Emone, figlio di Creonte, supplica il padre di lasciar libera Antigone, della quale è promesso sposo. Il re lo deride e ignora le sue suppliche.

Gli anziani ricordano allora al re che solo una delle sorelle ha infranto le leggi: Creonte dunque cambia idea e decide di condannare a morte la sola Antigone.

Mentre viene portata fuori da Tebe in una grotta ad attendervi la morte, l’indovino Tiresia avverte Creonte che gli dei sono molto irritati per la sua mancanza di rispetto verso i morti, e che tutto ciò porterà suo figlio alla morte.

Creonte, preoccupato, si affretta a far liberare Antigone, sepolta viva, e a far seppellire Polinice.

Emone stringe il corpo della fidanzata morta, si getta sul padre per ucciderlo, ma manca il bersaglio. Rivolge allora l’arma contro se stesso, uccidendosi. Creonte ritorna quindi al palazzo per apprendere che la moglie Euridice s’è tolta la vita dopo esser stata colpita dalla notizia della morte del figlio: resta così solo, chiuso nel suo dolore.


L’opera appartiene al ciclo di drammi tebani ispirati alla drammatica sorte di Edipo, re di Tebe, e dei suoi discendenti. Altre due tragedie di Sofocle, l’Edipo re e l’Edipo a Colono, descrivono gli eventi precedenti, benché siano state scritte anni dopo.

Sébastien Norblin, Antigone donnant la sépulture à Polynice – Public Domain via Wikimedia Commons

Antigone ed Emone, rispettivamente figli di Edipo e Creonte, erano profondamente innamorati e legati da una promessa matrimoniale.
Creonte, zio di Antigone oltre che spasimante respinto, era riuscito a mettere le mani sul trono di Tebe dopo che i legittimi eredi, Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone, si erano affrontati in un duello mortale per entrambi.
Spinto dalla propria natura empia e malvagia, il Tiranno aveva ordinato di non dare sepoltura ai corpi dei due caduti.
Contravvenendo a quell’ordine, però, Antigone innalzò una pira e vi adagiò sopra il corpo di Polinice, cui la principessa era legata da profondo affetto.
Dall’alto di una terrazza, Creonte vide il bagliore delle fiamme del rogo e si precipitò sul posto, sorprendendo Antigone.
In preda alla collera per essere stato disubbidito e cogliendo in quella, l’occasione per potersi vendicare del rifiuto di Antigone, Creonte ordinò al figlio, il principe Emone, di seppellire viva la ragazza nella tomba di Polidice.
Emone finse di ubbidire. In realtà sposò l’amata e la mise in salvo affidandola ad un gruppo di pastori, tra i monti.
Antigone ebbe un figlio che, come tutti nella sua famiglia, portava impresso sul corpo il segno del serpente. Quando, molti anni dopo, ormai cresciuto, il ragazzo si presentò ad una gara con l’arco, Creonte lo riconobbe dal segno, lo catturò e lo fece mettere a morte.
Invano Emone tentò di salvare il figlio; alla fine uccise se stesso e l’infelice Antigone.

https://storia-e-mito.webnode.it/products/antigone-ed-emone-il-sopruso-e-la-tirannia/

Tua.

3 gennaio, 2023.

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Itaca di Konstantinos Kavafis

Il grande poeta greco

almerighi

Konstantinos Petrou Kavafis (1863 – 1933), noto in Italia anche come Costantino Kavafis, è stato un poeta e giornalista greco. 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Poseidone incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti…

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Lucia Triolo: L’ultimo

“…bisognerebbe intendere l’immediato al passato…
Potremmo così parlare di disastro” 
(M. Blanchot, La scrittura del disastro, ed. SE)

(sarai tu la mia neve? 
bianco disastro, si scioglie)

un tallone incalza il vento 
la poltiglia di ansie
lo guarda 
pesce fresco guizza ancora 
tra le mani nel cartoccio
tace perché non ha nome
…ne ha sempre meno… sempre meno
poi un sussulto:
l’ultimo

l’ultimo, l’eroico?

(promettimi di essere
l’unica mia contorsione)

piazza Emergenza 
geme