
Vuoto di luna, di Giuseppe Pippo Guaragna
Vuoto di luna
E’ d’oro spento l’orizzonte,
e di rosa è malato.
E’ tinto di porpora
e sangue il tramonto,
viene buia la sera,
è vuoto di luna
il cielo stanotte.
Straniero a me stesso
esalo e tesso tenebra,
gravido ragno
dalle molte membra
di veleno m’avvolgo.
Son io che porto
l’oscurità nel mondo.
E nel mondo vago,
spargo dolore e lutti,
spengo speranze
spoglio e nego gli affetti,
cresco d’assenza
e stringo, stringo
in una morsa il cuore,
sfiorisce e muore,
tutto ciò che sfioro muore.
Con vecchie pietre
sbriciolo pensieri osceni,
ne faccio coppe
per mescere veleni,
all’anime dannate
succhio l’essenza,
m’inebrio in riti turpi
e sabba, turpe festino.
Legione è il mio nome.
Chaos il mio destino.
11 giugno 2022