Al di là del silenzio, Ela Gentile

Al di là del silenzio

Io adoro il silenzio,

lo rispetto

perché spesso le parole

sono superflue.

Capisco che si può intendere

anche senza proferire parola.

Allora ti respirerò nei silenzi

custoditi dall’anima

e nei solitari incanti della notte.

Se mi sentirò soffocare, senza parlare,

mi allontanerò

e mi solleverò lassù in alto

ove disegnerò i tuoi occhi

sui muri del cielo

e scriverò

quel che mi viene da dire

sulle pagine della luna.

Lascerò lì in alto i miei pensieri,

i miei ricordi

e la mia nostalgia,

così mi sentirò più leggera e,

forse,

riuscirò a respirare

al di là del silenzio.

Ela Gentile

L’eterno è sfuggente in questa vita, Iris G. DM

L’eterno è sfuggente in questa vita,

appoggiata al vento

che racconta favole senza lieto fine.

Portami con te,

scappa dalle ipocrisie,

siamo in quel silenzio di oscurità

che fa gemere la notte.

Portami con te,

pensa alla morte!

La mia bocca esangue

non avrà ricevuto l’ultimo bacio.

I miei fiori non saranno raccolti,

le corolle reclinate

e inchinate davanti al destino.

Portami con te,

il tempo non finisce ora

ma, può finire tutte le ore. Iris G. DM

OLTRE LA SIEPE (sonetto), Mirella Ester Pennone Masi

OLTRE LA SIEPE (sonetto)

Della vita le ali ancor reinvento

la musica nel nuovo volo avanza

tra segrete preghiere e sentimento

va illuminando questa mia speranza.

Attendo che il linguaggio si riveli

con le parole ricche d’armonia;

la marea donerà i suoi tocchi lievi

e svelerà quel sogno di malinconia.

Soleano quelle note un poco ardite

con cura le proteggo nella mente

costudite, nel cuore ancor sopite.

Si arricchisce l’Anima lentamente

idealizzo un alveo fra vie infinite

oltre la verde siepe, lietamente.

@Mirella Ester Pennone Masi 9 /10/2022

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Libri. ZEROCALCARE: no sleep till Shengal

Recensione di Maurizio Melchiorre

ZEROCALCARE: no sleep till Shengal.

Dopo le strisce sulla pandemia a propaganda e il cartone su netflix, zerocalcare torna in libreria con un libro che a mio parere lo consacra.

Non più drammi adolescenziali dalla sua postazione a Rebibbia ma dopo le riflessioni sul covid ( meravigliosa quella dell’ infermiere che spiega il passaggio da usl a asl e in poche strisce tutto il dramma della nostra sanità dove i malati vanno curati a tariffa ) eccolo tornare ad accendere una luce sul buio che avvolge la cronaca nel Kurdistan.

Dimenticati dai media di tutto il mondo stanno cancellando il popolo curdo .

Calcare racconta il suo viaggio a Shengal città nel territorio iracheno riconquistata dai curdi del pkk alle milizie dell’ Isis e riconsegnata agli Ezidi minoranza a cui le milizie islamiche l’ avevano sottratta.

Nel fumetto con molta delicatezza conosciamo i tragici fatti del 2014 quando l’ isis si impossesso’ della regione sterminando o rendendo schiavi gli abitanti, l’ intervento delle truppe del pkk , la decisione di tante donne di combattere ( prima per cultura era una cosa inimmaginabile) , la partecipazione attiva degli Ezidi nelle file dei combattenti , la formazione di uno stato democratico dove la partecipazione femminile è totale, per ogni carica c’è un uomo e una donna, e soprattutto gli attacchi che quotidianamente subiscono da Irak e Turchia che non hanno assolutamente voglia di riconoscere questa esperienza democratica .

Le matite di Alberto Madrigal contribuiscono a rendere l’ atmosfera più cupa perché siamo davanti alla tragedia di un popolo , il cui destino si compie nell’ indifferenza occidentale.

Non so quanto un fumetto possa attirare l’ attenzione ma credo che chiunque, dopo averlo letto ,vedrà con un occhio diverso la cartina del medio oriente.

Da leggere.

https://www.facebook.com/groups/523172937735959

Libri: I rondoni, di Fernando Aramburu

recensione di Luana Neri

Fernando Aramburu, I rondoni.

Toni è un uomo colto,ma fallito. Ha 54 anni,insegna senza più alcuna passione filosofia in un liceo , è divorziato da una donna bellissima,perfida e fragile,ha un figlio poco intelligente che vorrebbe fare il bullo,ma viene piuttosto bullizzato, e che è per lui un peso e una fonte di delusioni e problemi. I personaggi di questo straordinario romanzo sono tanti,ma tutti girano attorno a Toni e al suo individualismo di stampo nichilista che lo porta a prendere una decisione: si dà un anno esatto di tempo per raccontare il suo presente inutile e risistemare, almeno nella scrittura,il suo passato. Poi,in una data precisa,il 31 di luglio, quando la città sarà piena dei rondoni che tanto ama e in cui vorrebbe trasformarsi, porrà fine ad un’esistenza inutile e squallida. 710 pagine. Pensavo che avrei chiuso il libro dopo 50,pur conoscendo la straordinaria capacità di Aramburu di trasformare con le sue alchimie descrittive una storia improbabile in una straordinaria epopea cittadina,una sorta di Odissea ambientata a Madrid. Nei 12 mesi che mancano al congedo Toni annota devotamente ogni giorno ,con l’onestà di chi non si aspetta più nulla, ogni avvenimento quotidiano e degno di nota assieme ai ricordi che emergono prepotenti sia dai sogni che dalla memoria. Con la stessa prepotenza entra la vita,con le sue esigenze e le sue sorprese. Seguiamo Toni che con l’adorabile Pepa,cagnetta anziana,ma amorosa e attenta,percorre in lungo e in largo la città e ce la fa scoprire nel cambio delle stagioni.Mi verrebbe da raccontare quello che mi ha tanto attratto durante la lettura,ma basta così. Questo romanzo a mio avviso non può deludere. La trama è impeccabile,la scrittura brillante e camaleontica, le cifre narrative variano da passi esilaranti, a episodi sgradevoli,ma mai volgari,a riflessioni profonde tratte dal patrimonio culturale che Toni quasi cerca di nascondere non credendo più in nulla. Che dire come sintesi o come ” morale” del racconto? Forse solo che la vita ha più fantasia e risorse di noi che la viviamo o crediamo di viverla.

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Libri: Cinquanta modi per dire pioggia, di Asha Lemmie

(recensione di Benedetta Giannoni)

Cinquanta modi per dire pioggia

Asha Lemmie

Sono nata viaggiatrice. Nel tempo e nello spazio.

Leggo per colmare questa necessità.

In Oriente per esempio, chissà se potrò mai andarci?

Cinquanta modi per dire pioggia mi ha portato in un Giappone di circa settanta anni fa.

La trama probabilmente la conoscete, perché tanto se ne è parlato nel Gruppo. È la storia di una bambina considerata da tutti “bastarda” , perché nata da una relazione extraconiugale tra una giapponese ed un americano . Un giorno la piccola Nori viene abbandonata dalla mamma davanti alla casa dei nonni. La famiglia materna, di sangue imperiale, ricca e potente, non accetta questa bambina, che rappresenta un’onta per il loro rango ed un ostacolo ai loro piani.

Da questo momento Nori è destinata ad una vita di dolore, di sofferenze e crudeltà, ma anche di coraggio e di amore.

Quando mi immergo nella lettura di un libro, bello come questo, è sempre uno strano impatto rientrare nella realtà quotidiana. A volte mi sono sentita così “dentro” la storia che non mi sarei stupita se avessi visto passare qualcuno con il kimono nel mio salotto.

Lo consiglio a tutti quelli che al solo leggere della cerimonia del tè, sentono scorrere il liquido caldo dal bollitore alle tazze e avvertono l’aroma diffondersi nella stanza.

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Racconti: Un amico, Cinzia Perrone – Autrice

Un amico

“Il mio amico non è tornato dal campo di battaglia, signore. Le chiedo il permesso per andare a cercarlo”

disse un soldato al suo tenente.

“Permesso negato”

replicò il tenente

“Non voglio che lei rischi la sua vita per un uomo che probabilmente è gia morto”.

Il soldato senza prestare attenzione al divieto se ne andò e un’ora dopo ritornò, ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell’amico. L’ufficiale era furioso:

“Le avevo detto che ormai era morto! Mi dica se valeva la pena andare fin laggiù per recuperare un cadavere?!”.

Il soldato moribondo rispose:

“Certo signore! Quando l’ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi: ero sicuro che saresti venuto!”

Un amico è colui che arriva sempre, anche quando tutti ti hanno già abbandonato!

Poesie: SOGNI NEL CASSETTO (Acrostico) Anna Monteleone

SOGNI NEL CASSETTO (Acrostico)

Sogni nascosti nel cuore

Ognor zampillano al sole

Grande è il tempo vissuto

Non l’anima che è giovane ancora

I capelli son sempre più bianchi

Nel volto i segni profondi degli anni

E intanto scema piano la vita

Lontani appaiono sprazzi felici

Certezze del doman sono vuote

Assai triste appare il futuro

Sempre indietro si volge il pensiero

Sonno avvolge sapere e memorie

Estranea appare la vita passata

Tempo in un attimo sembra passato

Tra lavoro e fatiche impegnato

Or tanto stanco volge alla fine

(Acrostico a.m.)

Racconti: ” IL CLUB DEI GATTI “, Rosa Cozzi

Buongiorno!

” IL CLUB DEI GATTI “

C’era una volta, vicino a casa mia, un grande albero di Ippocastano. Si lamentava e gemeva tra le foglie, dicendo di essere solo soletto, intorno a lui non c’erano altri alberi, gli uomini avevano fabbricato case intorno, e avevano sprecato il prato che abbelliva la vista e faceva respirare aria di campagna.

Però la notte Yppo così si chiamava l’albero, veniva visitato da molti gatti di tutti i colori, che passavano la notte a miagolare e a rincorrersi tra i rami.

Era sempre affollato, ed era diventato il ritrovo dove miagolare con altri gatti.

C’era Nerino con il pelo nero e setoso. Lui voleva comandare a tutti, e nessuno doveva dire o fare senza il suo permesso.

C’era Bianchina una gatta tutta bianca con gli occhi azzurri che a detta di molti la rendevano deliziosamente affascinante, se li guardava a tutti con i suoi occhietti storti .

Poi c’era Minou grigio con baffi e pelo molto lunghi, aristocratico e distinto parigino .

E poi c’era Fuffy che non si fermava mai, sembrava una trottola, e faceva girare la testa a tutti.

La compagnia era grande, c’erano anche Giorgetto, Nanni e Niccolò tre siamesi dispettosi e fieri sempre pronti ad azzuffarsi, quando decidevano di divertirsi.

Però tutti erano amici per la pelle e spensierati passavano la notte, giocando a nascondino tra i rami di Yppo. E quando il mattino, il sole spuntava, incominciavano a salutarsi, stiracchiandosi, pronti a far ritorno a casa dai loro amici umani, e dandosi appuntamento per la sera.

Yppo incominciava a lamentarsi e a soffrire di solitudine, quando sopraggiunse un merlo innamorato col becco giallo e incominciò a cantare la sua canzone sulla più alta cima e tenne compagnia per tutto il giorno a Yppo con il suo canto.

E fu così che per Yppo non ci fu più un giorno che si sentì più solo. . .

di Rosa Cozzi

da “Le favole più belle”

DL. 1941/633

Poesie: UN FILO DI SPERANZA, Osvaldo Rosi

UN FILO DI SPERANZA

Piu’ dificile rileggere

le vecchie cose,

cerco senza trovare

di me il passato

e mescolo i sogni

per dar forma ai miei

pensieri per un domani.

Ma vecchie cose

risalgono dal nulla,

li dove il gelo pungente

assale i giorni del passato,

le lacrime del tempo

confondono le ombre

e in lontananza

voci antiche

di storie che nessuno

ascolta,

li nel silenzio della notte

le voci tacciono

e il mare dei sogni

si apre sconfinando ,

e tu aspetti

una voce che ti chiama

per far luce alla tua vita,

ma stai attento

a quella voce

che ora dice;

tu non vedi un sole pallido

dietro un filo di speranza

quella luce che ti abbaglia!

O R

Racconti: La roccia sulla strada, Cinzia Perrone – Autrice

La roccia sulla strada

In un regno lontano, una volta un re mise una grande roccia nel mezzo della strada principale che portava al suo regno, bloccando così la strada. Poi si nascose per vedere cosa facevano i suoi sudditi quando passavano per quella strada.

Non dovette aspettare a lungo. Ben presto passarono alcuni dei mercanti più ricchi e cortigiani del regno, che si limitarono semplicemente a osservare la roccia. Molti rimasero per un po’ di tempo davanti alla roccia lamentandosi e incolpando il re di non mantenere pulite le strade, ma nessuno fece nulla per rimuovere l’ostacolo.

Dopo un po’ arrivò un contadino con un carico di verdure. Rimase un momento ad osservare la roccia e quindi appoggiò il suo fardello sul terreno ai margini della strada. Provò a muovere la roccia con le sole mani ma non ci riuscì, quindi usò un tronco per fare leva. Dopo un grande sforzo, riuscì finalmente a spostare la roccia.

Mentre si chinava per raccogliere il suo carico, trovò una borsa, proprio dove prima c’era la roccia. La borsa conteneva una buona quantità di monete d’oro e una nota del re, che indicava che era la ricompensa per chi avesse liberato la strada.

Gli ostacoli superati rappresentano un’opportunità per crescere come persone e migliorare la nostra condizione. Molte volte i problemi sono opportunità di cambiamento, per riflettere sui nostri modi di fare o inviti a prestare attenzione. Il risultato finale dipenderà dal modo in cui ci avviciniamo ad essi.

Valeria Bianchi Mian: Camminiamo per necessità

Camminiamo per necessità.

Tra i dieci e i venti chilometri, il sabato o la domenica. Camminiamo insieme da quando Sebastian aveva quattro anni. Quando era piccolo stava nello zaino come un frutto o una copertina. Adesso fila via lesto insieme all’amico scout, a fare a gara tra Pokémon e acini d’uva selvatica. Una vigna ribelle, un Barolo anarchico, ha preso spazio irridendo la precisione. Si fa cogliere dolcissima, l’uva scura, in veste di Misero(*), nasconde tesori da papilla dietro l’imperfezione. Esploriamo paesi icone prima che la pioggia ci colga, raccolgo equiseto e mentuccia. Mi accompagna un bastone saggio, il mio serpente d’Eremita.

(Ieri, i sentieri delle Langhe)

(* Misero = carta del Matto nei cosiddetti Tarocchi del Mantegna)

Libri: Morte di un ebreo a Venezia, di Nathan Marchetti

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Leon De Donno, scrittore ebreo americano, autore di romanzi storici ambientati a Venezia, viene assassinato apparentemente senza un perché. Conquistato dal fascino della città lagunare, De Donno aveva deciso di prendervi casa acquistando un lussuoso palazzo sul Canal Grande. Il commissario Enzo Fellini, debilitato sul piano fisico e psichico, si ostina a indagare, a ricercare, a vivere. Riuscirà a scopri- re l’identità del Mostro che sovraintende a una perfida trama intessuta di morte? È Kippur, il “Giorno dell’espiazione”. La comunità ebraica di Venezia, chiusa nei suoi spazi sacri, celebra la festività più importante. Al mondo della morale, della preghiera e della fede, fanno da contraltare gli istinti e le pulsioni che scaturiscono dal lato buio dell’essere umano. Con sublime ironia, Morte di un ebreo a Venezia apre gli occhi a una visione inedita dell’ebraismo, del dramma della Shoah, della vita stessa. Offre prospettive e metafore che vanno oltre le consuete tautologie alla Schindler’s List.

Nathan Marchetti ha maturato esperienza più che ventennale nell’editoria italiana. Ha studiato moltissimo ma non per collezionare pezzi di carta (custodisce l’agognata laurea in garage). Dopo Giallo Venezia, Requiem Veneziano e Ultimo Carnevale a Venezia, ecco Morte di un ebreo a Venezia: la nuova indagine del commissario Fellini. Nathan Marchetti pubblica tutti i suoi romanzi e racconti, nessuno escluso, con Fratelli Frilli Editori (Genova).

mail: marchetti.venice@gmail.com

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Gli autori della redazione di Alessandria online salutano e ringraziano i lettori

Autori n° 31

Elenco Autori della redazione di “Alessandria online“.

Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Alessandria online – Pier Carlo Lava ex manager ora social media manager

Caterina Alagna scrittrice – blogger

Barbara Rossi cinema – social media

Cipriano Gentilino scrittore – poeta – psichiatra

Davide Morelli scrittore

Donatella Pezzino storica, scrittrice freelance e ghost writer

Elisa Mascia scrittrice – poetessa

Fabio Abate scrittore

Frida la Loka scrittrice

Flavia Sironi scrittrice

Flavio Almerighi poeta – scrittore

Franco Bonvini poeta – scrittore

Giovanna Fileccia scrittrice

Gabriella Paci poetessa – scrittrice

Imma Paradiso poetessa – scrittrice

James Curzi – scrittore

Lucia Triolo scrittrice – poetessa

Luisa Zambrotta scrittrice

Manuela Di Dalmazi scrittrice

Marco Galvagni poeta

Maria Rosaria Teni scrittrice

Marina Donnaruna Iris G.DM scrittrice – poetessa

Miriam Maria Santucci scrittrice – poetessa

Nadia Arnice poetessa

Natalia Castelluccio scrittrice – poetessa

Rita Stanzione poetessa – scrittrice

Roberta Calati poetessa – scrittrice

Silvia Gario Social media manager e content creator

Silvia De Angelis scrittrice – poetessa

Stefano Polo (poeta bollito) poeta

Nicoletta Zappettini scrittrice

Poesie: La femminilità rende magica una donna, Sergio Garbellini

E’ giusto, ogni tanto, omaggiare chi ci rende felici (S. Garbellini)

LA FEMMINILITA’ RENDE MAGICA LA DONNA

.

La donna, lo sappiamo, è misteriosa

e lo si nota pure nell’amore,

nasconde i suoi più intimi segreti

in uno scrigno che sta in fondo al cuore.

.

Non c’è cosa più bella nella donna

lor quando si dimostra assai gentile

con quello sguardo dolce ed il sorriso

ch’esprime sempre con un certo stile.

.

La femminilità è certamente

un pregio d’assoluta ammirazione

e muove in ogni uomo intelligente

la più divina e vivida emozione.

.

La donna è l’ottava meraviglia,

la parte più incantevole e vitale

del nostro mondo, è lei che ci permette

di viver l’esistenza sensuale.

.

E’ bella la natura, l’apprezziamo,

però la donna emana quell’essenza

che rende l’uomo attratto a dismisura

dal fascino che mostra con decenza.

.

La donna è come l’albero che nutre

i frutti per lasciarceli godere,

in cambio non pretende proprio nulla,

soltanto di non darle un dispiacere.

.

Nell’apprezzar la donna, ogni uomo,

ne deve avvalorare i sacrifici

a cui è sottoposta giornalmente

e senza mai godere i benefici !

.

Eppure si ritiene soddisfatta,

perché nel suo fantastico cammino

avrà la gioia di diventar mamma.

La donna è un miracolo divino !

.

L’aspetto femminile è importante

e non disdegna certo di mostrare

le sue fattezze belle e seducenti

che fanno tutti gli uomini infiammare !

.

Son loro che ci fanno innamorare

facendoci godere l’emozione

con quel contatto unico e sublime

che fa bruciare i sensi di passione.

.

E se la vita è piena di amarezze,

la donna ci può sempre consolare

con il suo amore splendido e sincero

ch’è il dolce più stupendo da gustare !

.

La donna è la metà del paradiso,

è l’oasi più vera del deserto,

la spiaggia dove l’uomo può godere

la musica del cuore a cielo aperto.

.

La donna è la compagna della vita,

è l’angelo che veglia su di noi

e spesso si sacrifica in silenzio

accantonando … i problemi suoi !

… … … … … … … … … …

.

Le donne sono fiori eccezionali,

profumano in modo verecondo,

e sono, oltre ad un valido sostegno,

il simbolo che tiene in vita il mondo !

.

Le donne sono l’aria della vita,

il sole ardente che ci scalda il cuore,

son loro che trasmettono con gioia

le dolci sensazioni dell’amore !

.

Le donne non ci chiedono mai niente,

desiderano solo immenso affetto

unito al sentimento dell’amore,

esigono però … maggior rispetto !!

.

SERGIO GARBELLINI

Poeta non sarò, Cesare Moceo

Poeta non sarò

Consumato d’ansia

in un passato di continui risvegli,

scivolo felice in quel buio

dove il mondo

sembra investirmi a folate,

come se fredde brezze

facessero a gara

per carezzarmi la mente,

qual fossero doni del cielo

a dominar giorni esausti.

E vive così

la mia natura arcana

tra ore solinghe nell’intimo sentire

e pensieri di brame cosparse d’ozio.

.

Moces 69N @ t.d.r

Inerzie del cuore (2015), di Cesare Moceo

Mettersi in gioco è un atto di amore verso se stessi e verso il vivere di coloro che amano il “prossimo”.

Cesare Moceo

Inerzie del cuore (2015)

di Cesare Moceo

L’orgoglio

di essere sempre me stesso,

e nella mia povertà

cercar di capire al meglio l’Umanita’,

condividerne i bisogni

e accettarne i disagi

nella memoria di un’infanzia

ancora viva

nell’inconscio nutrito dal dolore.

E sognare rottami d’emozioni,

inerzie del cuore,

come stelle intriganti e luminescenti

a fissarmi senza sguardo,

a risvegliare i sentimenti

lasciandosi andare alla felicità.

.

Cesare Moceo destrierodoc

Tutti i diritti riservati

Non conto le porte, Iris G. DM

Non conto le porte,

le porte della mia infanzia?

Se mi giro ho l’impressione di averne attraversata solo una.

Le altre?

Paura dei mostri e del buio,

persa tra una verità e una menzogna.

Persa tra giorno e notte,

persa tra infanzia e adolescenza.

Oggi sono io,

con qualche ruga,

ho anche dei figli

e la mia metafisica solipsista,

dentro il mio cielo,

dentro la mia anima,

con le mie viole,

le nuvole di latte,

il mio marengo d’oro.

L’ombra della mia coscienza,

in una moltitudine di sinapsi

in corto circuito. Iris G. DM

ANELITO FUGGENTE (Ruperto Benterle), Dario Menicucci Le mie poesie

ANELITO FUGGENTE è una scultura di Ruperto Benterle che, simbolicamente, raffigura l’uomo che prova disperatamente a trattenere la vita che fugge via. Delle varie interpretazioni dell’opera, questa è quella che ritengo più verosimile.

ANELITO FUGGENTE (Ruperto Benterle)

Sinuosa

e bellissima

scivola via

la Vita

senza fermarsi

senza indugiare.

È un anelito

fuggente

che inesorabile

scompare

al primo cenno

di tempesta.

E quando l’uomo

ingenuo

è certo di afferrarla

lei si dilegua

per lasciarlo

con la Morte.

Dario Menicucci

Ruperto Banterle (1889-1968)

“L’anelito fuggente”, 1913-1915

bronzo

Cimitero Monumentale di Verona

Il monumento, noto come l’Anelito fuggente, è stato realizzato da Ruperto Banterle per la morte della madre del poeta e amico Lionello Fiumi, ritratto nel busto in bronzo.

GALLEGGIANO LE FOGLIE, Roberto Busembai

GALLEGGIANO LE FOGLIE

Galleggiano sulla foglia

le gocce della pioggia

come se fossero le lacrime

dell’albero a spogliare,

sapessero esse quanto da navigare

sull’acqua ancor da scendere

per riempire dolcemente un fiume,

e l’albero si adagia su se stesso

sapendo di morire

con la curata certezza dentro

di una nuova primavera a venire.

Galleggiano le lacrime

sulle foglie caduche

come pensieri

sulle speranze vane.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: Photo by David Castenson

NEL SEMIBUIO, Silvia De Angelis

NEL SEMIBUIO

Nella dorsale d’un semibuio

contagiato da sfumati fondali

di quasi irrealtà

si crogiola il pensiero

alla ricerca d’un incommensurabile blu

che laceri

con la sua impronta

l’infinitesima soglia d’universo.

Scivolerà

sulla scommessa onirica della sera

per saggiare l’ebbrezza

d’una squarciata luce

vivida solo

tra ombra e ombre della verità

@Silvia De Angelis

PARODIA DEL TEMPO, Silvia De Angelis

PARODIA DEL TEMPO

Sminuzzati e coriacei fossili

s’intonano al suono vaporoso

di smaniose risacche.

Il mare indiziato da spalancati cieli

modella creste azzurrate

aprendo l’alluce

a gincane spaesate di stormi marini.

Nel pressappoco d’uno scenario idilliaco

si rapprendono bagliori

divenuti offuscati

nelle mani d’uno scialbo autunno.

Si fa pacata l’onda

al di là di morbide schiume

arrampicate sulla parodia del tempo

dimentico della conta di giorni…

@Silvia De Angelis

https://deangelisilvia.blogspot.com/

Poesie: Libero

Libero

ottobre 4th, 2022

Mi ritrovo immerso 

nel bianco della pagina

dove tutto è già detto 

bisogna solo farlo uscire fuori.

Cerco nel sangue 

le tracce del dolore 

per trasformarlo in parole.

Ma ogni trasformazione 

sottrae sempre qualcosa

l’energia dispersa nella ricerca 

si sottrae al bollore dei miei intestini

quel che viene fuori è solo una sagoma

ombre dell’inferno in cui sto vivendo

come il tuo profilo contro il sole

la foto di una macchia nera 

che non dice niente a chi non c’era

immerso con te

mano nella mano

provando a far tacere il cuore

davanti allo spettacolo 

del giorno che ormai muore.

COSTRUTTORE AUTORIZZATO DI ARCOBALENI

Fiori bianchi

Fiori bianchi

ottobre 3rd, 2022

Fiori bianchi

i tuoi baci appassiscono 

presto

si screziano con il sole

con il freddo.

I passi di dicembre

risuonano nella neve

le ombre disegnano una curva

sotto due piedi penzoloni.

La corda che non hai spezzato

vibra ancora dentro me

con il suono della tua voce

E’ un fiume immerso nel mio mare

che perde tracce di dolcezza

come ogni letto che si disfa

e finisce alla sua foce. 

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COSTRUTTORE AUTORIZZATO DI ARCOBALENI

Le piante abbattute e non sostituite sono un delitto contro l’ambiente, di Pier Carlo Lava

Le piante abbattute e non sostituite sono un delitto contro l’ambiente

Costruiamo un futuro con piante e animali e non con cemento e inquinamento.

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Ormai lo sanno tutti che le piante danno ossigeno, combattono lo smog cittadino, fanno ombra riducono la temperatura nelle caldi estati e migliorano l’immagine della città e di conseguenza la qualità della vita.

Nonostante ciò negli anni si è continuato ad abbatterle senza mai sostituirle, un problema che ha interessato Amministrazioni comunali di vario colore politico, forse con un’unica eccezione durante la Giunta Fabbio, che fu criticata aspramente per i 500mila euro spesi per le rose nei viali, ovviamente omettendo di dire che nell’operazione in questione erano state messe a dimora anche centinaia di piante.

Evidentemente ogni città ha il Governo che si merita e questo si evince anche dal fatto che sempre più cittadini sono contrari alle piante che per vari motivi vorrebbero abbattere 

Tagliare le piante e non rimetterne a dimora altre nello stesso luogo dove sono state abbattute è un delitto contro l’ambiente che ci circonda e le generazioni che verranno, dato che di questo passo in futuro non ci saranno più piante e animali, ma solo cemento e inquinamento.

Dopo molto anni in Alessandria siamo arrivati al punto che nei vari viali della città sopratutto in taluni rispetto ad altri sono quasi più le piante tagliate che quelle in piedi, uno spettacolo che per chi è ancora sensibile all’importanza della natura che ci circonda fa male al cuore solo a vederlo.

Alcuni giorni fa sono state abbattute delle piante in via Galimberti presumibilmente più di una considerando la quantità di legna accatastata nel tappeto erboso dello spartitraffico.

Un ennesimo abbattimento al quale stando ai pregressi molto probabilmente non farà seguito nessun rimpianto sostitutivo, così come non moto tempo fa è successo poco distante in via Moccagatta, oppure sempre rimanendo in zona in via Boves nel tratto di Media Word, la Coop, la Familiare, la Croce verde, ecc.. 

Un viale quest’ultimo triste e spoglio dove su ambo i lati ci sono 20 piante abbattute e mai sostituite anzi in alcuni casi è stata anche asfaltata la base delle stesse a conferma che non c’è nessuna intenzione di sostituirle.

Una città che abbatte e lascia andare in rovina i monumenti storici, taglia le piante senza sostituirle e sopporta a stento gli animali non ha certo molte speranze di avere un futuro sostenibile.

Non è colpa dei cani, ma dei padroni!, di Pier Carlo Lava

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Non è colpa dei cani, ma dei padroni!, di Pier Carlo Lava Alessandria: Un principio a cui ci si dovrebbe sempre attenere, ma che purtroppo viene praticato da pochi è quello di evitare di “fare di tutte le erbe un fascio”. Mi ritengo un amante degli animali perchè sono fermamente convinto che gli stessi vadano rispettati e salvaguardati dalle minacce, che di solito vengono portate loro dagli esseri umani. Fra i doveri di chi è proprietario di un cane ci sono le varie passeggiata giornaliere, durante le quali fa il nostro amico a quattro zampe fa i propri bisogni.

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In tal senso, alfine di evitare spiacevoli sanzioni, credo che sia opportuno ricordare a chi non ne fosse informato, quanto prevede in sintesi l’ordinanza comunale in vigore ad Alessandria in merito ai cani: In città, tranne che nelle aree a loro riservate e regolarmente recintate, il cane deve essere sempre tenuto al guinzaglio (che non può essere più lungo di 1,5 mt.), deve avere il microchip o il tatuaggio per facilitarne il ritrovamento in caso di smarrimento e infine si deve sempre portare appresso sia la museruola che i sacchetti per la raccolta delle deiezioni. Alcune semplici regole per una civile e rispettosa convivenza, ma purtroppo come succede per tutte le regole, c’è chi pensa bene di non osservarle. Il problema che si riscontra maggiormente è quello delle deiezioni che taluni proprietari incivili non raccolgono, con le inevitabili e giustificate rimostranze dei cittadini, che lamentano problemi igienici ed estetici, oltre al fatto che in un momento di disattenzione può capitare di pestarla e in quel caso le imprecazioni nei confronti dei possessori di cani si sprecano. Credo di non sbagliare affermando che la compagnia di un cane può essere certamente fonte di grandi soddisfazioni, ma va ricordato che ci sono anche dei doveri nei confronti del nostro amico a quattro zampe, della città e dei cittadini. Pertanto alfine di evitare che si generalizzi colpevolizzando indistintamente tutti i proprietari di cani, compresi coloro che si comportano in modo civile e soprattutto per non dare motivazioni che possano portare talune persone ignobili a compiere gesti inconsulti, come nei casi di animali morti per bocconi avvelenati, vorrei caldamente invitare i proprietari di cani che non lo fanno, a provvedere a raccogliere le deiezioni dei loro fedeli amici a quattro zampe, nell’interesse di tutti noi, dei nostri amici e sopratutto in segno di rispetto verso la comunità.

foto: http://www.ilgiornale.it/

Intervista alla poetessa Daniela Forcos, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Daniela Forcos, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori un intervista in esclusiva alla poetessa di origine rumena Daniela Forcos 

Ci vuoi raccontare chi sei e cosa fai nella vita e qualcosa della città dove vivi?

Mi chiamo Daniela Forcos e sono di origine rumena.

Di professione sono Operatore Olistico, con studi Universitari fatti qui in Italia

Sono residente di 15 anni a San Paolo Bel Sito, provincia di Napoli in Campagna .

E’ una piccola città, ma bellissima e tranquilla, con 3370 abitanti ,ricca di cultura e monumenti storici ,e vorrei nominare alcuni ..

La Chiesa principale San Paolo Eremita, eretta nel 1589, famosa per le decorazioni settecentesche  e altari di pregiati marmi policromi, di un imponente organo del ‘700, pulpito in legno stuccato e dorato, e tre grandi tele di Nicola Cacciapuoti .

Villa Montesano, dove si dice che Domenico Cimarosa, ha composto la sua opera, “Il matrimonio segreto’’, attualmente la sede di un noto Ristorante .

Villa Bellosguardo – – due palme secolari che incorniciano l’ingresso ,e nel fondo i ruderi del Castello di Cicala, che offrono alla vista un scenario suggestivo e raffinato,

Palazzo Accini –antico palazzo Ducale, noto per gli elementi tipici dello stile tardo-barroco, eleganti motivi decorativi detti ad “ali di falco ‘’che sormontano la finestra e i balconi posti ai lati del portone.

Villa Imperiale, trasformata in una clinica  nella prima metà-del secolo xx , sono soltanto una parte di questi monumenti storici e luoghi d’interesse

Posso dire con la mano sul cuore che qui, mi sento a casa . 

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

La scrittura mi ha accompagnato da sempre , dalle prime rime che scrivevo a scuola, ai poemi d’amore scritti per mio marito, per i miei figli quando stavo lontano da loro. Ho pubblicato articoli di salute e per bambini, in diverse riviste, ma non pensavo che un giorno arrivassi a scrivere un libro .

Arrivata in Italia, in 2005, all’inizio senza i miei figli, ho trasformato le lacrime e il tormento d’animo in storie di vita che sono diventate poi versi e prosa .

Cosicchè, dopo aver avuto la padronanza della lingua italiana, in aprile 2019 ho pubblicati la mia prima silloge in lingua italiano – AMAMI O MUORIMI DENTRO – con la Casa Editrice Lupieditore.

Ci vuoi parlare della tua silloge Amami o muorimi dentro?

La silloge, racchiude in se 65 poesie d’amore, di abbandono ,di rinascita, di lotta interiore ,di quell’amore impossibile che viene vissuto nella vita .

La mia scrittura , viene influenzata anche del lavoro che io faccio , sentendo durante le terapie, tanti pianti del cuore .

Provo a costruire da tutto ciò componimenti poetici che arrivano al cuore dei miei lettori .

Molti di loro dicono che la mia poesia sembra fatta apposta per la loro persona .  

Come definisci la tua poesia?

La mia poesia , è tutta un’emozione e ha un messaggio forte e delicato allo stesso tempo ,quello di non arrendersi mai, di amare, di creare, di trasformare i momenti bui in qualcosa di speciale e duraturo .

Chi ha la capacità di amare ,riesce a intrecciare i sentimenti con la fantasia, che poi alla fine, ogni opera diventa musica, riflessione nel quale ciascuno di noi si può riconoscere. 

Hai partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo ottimi consensi ed ambiti riconoscimenti ce ne vuoi parlare?

Si, da 2016 fin’oggi, ho partecipato a molti concorsi internazionali di scrittura e ne ho ottenuto molti ed importanti premi. Sono cresciuta dal punto di vista culturale e personale 

Da due anni scrivo direttamente in lingua italiana e ne sono felice per questo , perchè una poesia tradotta , non ha più la stessa musicalità come quella della lingua originale . 

Quest’anno ho ottenuto grandi riconoscimenti e vorrei nominare alcuni .

-Premio della Critica Letteraria con la mia silloge Amami o muorimi dentro ., concorso ideato da dottoressa Carmela Gabrielle ,la quinta edizione 

-Secondo posto nel concorso internazionale Tra le parole e l’infinito , ideato dal cav.Nicola Paone ,dove hanno partecipato autori da 14 paesi del mondo 

-Secondo premio like de pubblico e secondo premio Radio Gladis nel Festival delle Arti, Noi per Napoli’, ’concorso ideato e condotto dal tenore Luca Lupoli e soprano Olga de Maio

Sono stata ospite d’onore in qualità di premiat nello Studio Televisivo  Felix Campagna TV in 10 giugno 2020

-Terzo premio e titolo di Eccelenza… nel concorso Pagini D’oro, con la Editura CentoVerba, condotta da Crittico letterario e poetessa Gabriela Verban  

Le mie poesie sono state pubblicate in 18 antologie di prestigio e ho importante e bellissime collaborazioni con riviste e giornali italiane e straniere

Sono in giuria internazionale a due importante premi e da poco tra gli capi dipartimento pubblicazioni per una Rivista rumena  

Chi è per te un poeta ?

Credo che un poeta, è colui che riesce trasmettere emozioni agli altri, e che con i suoi testi, riesce ad aiutare  le persone a staccarsi dalla vita monotona e fargli sognare, oppure vivere emozioni bellissime . 

Quali sono i tuo autori preferiti e chi ti ha ispirato?

Io non leggo soltanto la poesia ma anche la prosa .

Amo leggere Tagore, Nazim Hikmet, Leopardi, Alda Merini e la poesia rumena, come una connessione con la mia identità.. Mihai Eminescu, Nichita Stanescu,Vasile Alecsandri .etc.    

Quante ore dedichi al giorno alla scrittura e solitamente a che ora preferisci scrivere?

Non scrivo sempre, ma soltanto quando sono ispirata, ma ogni idea che mi viene in mente la scrivo sempre dovunque io mi trovo .. sulla strada, a lavoro, ad una festa .

Scrivo di solito di notte, perchè ho un lavoro e una bellissima famiglia, e prima di tutto sono madre e moglie.

Credo che possiamo scrivere quando abbiamo uno idea chiara non per interesse ma per amore di quella che possiamo regalare agli altri 

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori?

Ho dei lettori meravigliosi , e non nascondo il fatto che le persone con le quali entro in contatto  a lavoro o con i conoscenti , rispettano e apprezzano la poesia e l’arte in generale 

Di sicuro un poeta, scrittore o un artista viene messo in una categoria speciale, e bella.

Cosa consigli a chi vuole iniziare a scrivere?

C’è sempre un inizio ..c’è sempre un emozione, un sogno che dev’essere materializzato , e oltre tutto questo ci vuole un po’ di conoscenza e cultura generale per poter scrivere.

Ma ogni stato d’animo si deve curare e prelucrare, con amore per la cultura e per la gente che ci legge 

Se non abbiamo la metafora non abbiamo la poesia ..dico io  

Progetti e sogni nel cassetto?

Ho bei progetti,  e la pandemia non mi ha buttato giù, al contrario, ne ho messo base di un altro libro .

Ho nel cassetto  un romanzo e un libro di poesie in lingua materna 

E un’altra silloge in lingua italiana  

Le solitudini del mondo

Le solitudini del mondo

Dove si nascondono le solitudini del mondo?

Tra le pieghe di un pentagramma, forse,

o tra le pagine dei libri, tra foto ingiallite

nei sogni che vi navigano tra pagine sgualcite.

Puoi ascoltarle ed esserne parte,

principio d’amore e d’appartenenza

e se tra queste cominci a viaggiare…

è bene che tu lo sappia…non puoi più farne senza.

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