Origini
Il martedi grasso è l’ultimo giorno del Carnevale, quello in cui la Chiesa cattolica permetteva di festeggiare consumando cibi sostanziosi dolci e avanzi dei banchetti del periodo precedente. Veniva fatto largo uso di grassi nella preparazione dei cibi, consumando le scorte invernali ,dato i periodo di “magra “della quaresima e l’avvicinarsi della bella stagione. Dopo questo giorno,in cui ancora oggi vige tale tradizione, si dovevano consumare cibi più semplici e astenersi dai divertimenti.
Eccezione è Milano ,che festeggia la fine del carnevale nel “Sabato grasso” poiché posticipa di una settimana la quaresima secondo la tradizione che narra che Sant’Ambrogio ,essendo fuori città e non facendo a tempo a rientrarvi per celebrare la liturgia, fece posticipare appunto tale fine.
A Venezia il giorno più importante è però il giorno del toro ,da cui deriva il famoso motto “Tagliar la testa al toro” ad indicare la soluzione che mette fine ad una incertezza .Infatti nel 1162 il doge di Venezia Vitale Michiel sconfisse il patriarca di Aquileia Ulrico e i 12 feudatari suoi alleati,.
Come risarcimento di guerra,Il Doge richiese il pagamento di un toro,12 pani e 12 maiali in un giovedì appunto che fu detto “Grasso” .Gli animali rappresentavano i nemici vinti per cui erano oggetto di offese e scherno prima di essere uccisi. Per ultimo, toccava al toro, a cui veniva appunto tagliata la testa.
Oggi
Ancora oggi si mangiano carne saporita e cibi sostanziosi e soprattutto dolci fritti,che variano a seconda delle regioni come frittelle zeppole cenci stracci, Chiacchiere, tortelli, gale, crostoli, lattughe, castagnole, frappe, bugie,Sono impasti a volte solo fritti ,a volte ripieni di crema o miele serviti caldi e croccanti, ornati da un velo di zucchero: sono un cibo dolce che fa pensare alla libertà del gusto. che arricchiscono ogni mensa
Nel Regno Unito questa giornata si chiama “Shrove (verbo che significa confessarsi) Tuesday” e si mangiano i pancake .In Germania si festeggia non il martedì grasso ma il lunedì, mentre in Francia prende vita la tradizione medievale della Festa dei folli al termine della quale veniva eletto il Papa dei folli, della quale parla anche Victor Hugo nel suo ‘Notre-Dame de Paris’.
