Ligio Zanini: dal gulag di Goli Otok

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Dal gulag di Goli Otok / Ligio Zanini: dal gulag di Goli OtokAlessandro Mezzena Lona14 Giugno 2022In Istria, fino al 1993, c’era un grande scrittore. Ma pochi lo sanno, ancor meno sono quelli che lo ricordano. Forse perché Ligio Zanini, a essere sinceri, non ha mai fatto niente per attirare l’attenzione dei critici, dei giornalisti, su di sé.Del resto, per lunghi anni, la vita lo ha costretto a collezionare esperienze davvero complicate nella sua bellissima Istria. Prima il crollo dell’Impero Austro-Ungarico, poi l’arrivo dei fascisti asserviti ai nazisti. E quando pensava che i partigiani di Tito portassero pace e libertà in Istria, si era ritrovato nell’infernale gulag di Goli Otok. L’Isola Calva dove il sole non tramonta mai, perché c’è soltanto roccia e qualche stecchito arbusto arso da una calura divorante. “Che al suo confronto la Ponza di Pertini – scriveva –, era un ameno luogo di villeggiatura”.   Il paradosso della vita di Ligio Zanini sta tutto qui. Tacciato di nostalgia per l’Impero Austro-Ungarico quando tutti si dichiaravano “italianissimi”, costretto a celare il proprio antifascismo per non finire nei lager nazisti, al poeta e romanziere nato a Rovigno nel 1927, e morto a Pola nel 1993, non portò fortuna nemmeno la decisione di aderire alla lotta di liberazione al fianco dei partigiani jugoslavi. Visto che lui non voleva smettere di pensare con la propria testa. E per questo venne perseguitato, emarginato, ridotto al silenzio…. leggi tutto su:   

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