La poetessa e scrittrice Grazia Fresu è una nuova autrice di Alessandria today

La poetessa e scrittrice Grazia Fresu è una nuova autrice di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: Sono particolarmente lieto di informare la poetessa e scrittrice Grazia Fresu è una nuova autrice della redazione di Alessandria today, alcuni suoi post sono già stati online, ora presentiamo la sua biografia e un intervista a cura di Barbara Gabriella Renzi: A grazia do a nome della regione il benvenuto fra noi e nell’attesa d leggere altri suoi post gli auguro buon lavoro.

Grazia Fresu note biografiche

 Nata a La Maddalena, Sardegna, dottore in Lettere e Filosofia all’ Università “La Sapienza” di Roma, si è specializzata in Storia del teatro e dello spettacolo. In Italia e in Argentina  ha lavorato per molti anni come docente, drammaturga, regista e attrice, guidando anche laboratori di drammatizzazione e scrittura scenica. Dal 1998 al 2005 ha svolto la sua attività a  Buenos  Aires nel campo dell’educazione e della promozione  culturale.  Dal 2008 insegna Letteratura e Critica letteraria all’Università Nazionale di Cuyo, a Mendoza, Argentina.

I suoi testi critici sono stati presentati in Congressi, Università, Biblioteche e pubblicati in varie riviste e atti di congressi  sia in Italia che in Argentina. 

 Come  poetessa, ha pubblicato quattro sillogi poetiche: “Canto di Sheherazade”, Ed. Il giornale dei poeti, Roma 1996, presentato alla Fiera del libro di Torino del 1997; e “Dal mio cuore al mio tempo” che ha vinto in Italia  nel 2009 il primo premio nazionale “L’Autore”, pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Maremmi- Firenze Libri; “Come ti canto, vita?”, Ed. Bastogi, Roma 2013; “L’amore addosso”, Ed. Bastogi, Roma 2017.

Le sue poesia e i suoi racconti sono pubblicati: 100 Poesie d’amore, Ed. Oscar Mondadori; Poesie d’amore, poeti italiani del terzo millennio, Ed. Libreria Croce; La pace in fiamme, Ed.Exosphere ; Voci nell’aria, Ed.Exosphere ; Non uccidete Caino, Ed. Writer ; Veglia, Ed.Independently published ; Il corpo, l’Eros, Ed. Giuliano Landolfi; Molti nomi ha l’esilio, Ed. Kanaga; ed altri.

Suoi testi poetici sono presenti in riviste letterarie argentine come Boca de Sapo, Zeugma, Gramma e in testi per l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua. 

Le sue opere teatrali, tra le quali Turandot, Minotauro, Oplà Medioevo, L’Italia s’è desta, ‘O sole mio, piccole storie di emigrazione, Passo a due, Compadritos y Malenas, sono andate in scena, alcune anche con la sua regia, in Italia  e in Argentina.

 Collabora con varie riviste online, tra cui L’Ideale,  con una sua rubrica di cultura e società “Sguardi d’altrove”,  La macchina sognante e il Magazine Cinque colonne nella Terza pagina.

INTERVISTA DI BARBARA GABRIELLA RENZI A GRAZIA FRESU

1.Ti potresti presentare?

In una mia poesia mi definisco come una donna di isole e di città . Perché questi due tipi di territorio non solo ambientale ma anche culturale e sociale hanno fatto di me ciò che sono. Sono una figlia d’isola, La Maddalena, arcipelago nelle Bocche di Bonifacio, cresciuta lì fino all’adolescenza, da lì vengono le immagini della mia scrittura, il Mediterraneo mare di esperienze, miti e oggi anche immagine  di dolore per le tante vite perdute nelle sue acque, lì stanno i colori, i profumi, le rocce, le maree, le barche, i marinai che nella mia poesia si fanno metafore evidenti per raccontare la vita, la mia e di altri, e il mondo. Mio padre era marinaio, un uomo retto, schivo, di una generosità infinita. Mia madre una donna bellissima, dolce e volitiva allo stesso tempo, narratrice di storie magiche che hanno popolato la mia infanzia di personaggi e luoghi indimenticati. Compagna dei miei giochi e della mia crescita è stata mia sorella Anna, anche lei scrittrice e pur nelle nostre diversità, che sono un valore aggiunto alla nostra esperienza di sorellanza, la vita non ci ha mai gettato ai lati opposti della barricata. Ai miei sedici anni la famiglia si è trasferita a Roma dove ho frequentato l’ultimo anno di liceo e poi l’Università laureandomi in Lettere moderne e appassionandomi ben presto al teatro e alla politica, vissuti all’interno di un gruppo chiamato Spazio Zero, all’avanguardia nella ricerca teatrale e nella militanza politica, un’epoca formativa, di studi, esperienze, incontri. Per anni ho insegnato materie letterarie, prima ai confini con l’Abruzzo, ad Arsoli,  e poi a Bagni di Tivoli alle porte di Roma e infine in città. Credo di essere nata per insegnare, lavoro che mi ha gratificato moltissimo e ricompensato di tutte le energie in esso riposte. A Roma ho anche pubblicato il mio primo libro di poesie Il canto di Sheherazade, dedicato interamente alle donne e ai loro talenti. 

Così come l’isola è per me lo spazio del corpo e delle sensazioni, dei sensi allertati dalla bellezza che sempre ti circonda,  Roma, tra teatri, laboratori, biblioteche, lezioni universitarie, conferenze, mostre, letture, incontri con personaggi staordinari e amicizie che durano ancor oggi,  è lo spazio della mente dove le idee si sono formate e consolidate.

2:Dove hai vissuto?

Mi considero una persona con tre patrie: la mia isola patria del corpo, Roma patria della mente e Buenos Aires patria dell’anima. A un certo punto della mia vita quando tutto era già stato guadagnato, lavoro, stima, famiglia, amicizie, ho sentito il bisogno di rimettermi in discussione, così ho fatto il Concorso del Ministero degli Affari Esteri per insegnare all’estero. Ho scelto lo spagnolo come lingua e l’America Latina come destino, un amore di vecchia data da quando negli anni ’70 la mia casa ha ospitato giovani fuggiti dalle dittature argentina e cilena, aggiunto alla passione per la letteratura e la poesia in lingua spagnola. A quindici anni mi regalarono un libro di poesie di Pablo Neruda in spagnolo, lingua che allora non conoscevo e con il testo a fronte. Ci ho passato giornate intere sopra per cercare di carpire il segreto di quei versi così musicali e densi di significati.

 Il mio primo mandato ministeriale durato sette anni si è svolto a Buenos Aires dove a parte l’insegnamento ho curato eventi culturali per il Consolato italiano, organizzato laboratori di scrittura scenica e drammatizzazione e ho portato alcune mie opere in scena al Teatro Coliseo, uno dei più importanti della città. La città mi ha subito affascinato, adagiata come una signora misteriosa e accogliente sulle rive di un fiume che sembra mare, colta, cosmopolita, stimolante. Qui ho vissuto esperienze spirituali nuove per cui la considero la mia patria dell’anima. Il secondo mandato si è svolto a Mendoza dove ancora vivo. Ho insegnato all’Università nazionale di Cuyo varie materie, come fonetica e fonologia, letteratura, critica letteraria ed altre nel corso degli anni. La scelsi perché in questa università aveva insegnato Julio Cortazar, scrittore che amo.  Anche a Mendoza ho continuato la mia attività di drammaturga e regista mettendo in scena varie opere sia in italiano che in spagnolo. Durante questo mio periodo sudamericano ho pubblicato in Italia altre tre raccolte poetiche (Dal mio cuore al mio tempo, che ha vinto il Premio L’Autore della Maremmi-Firenze Libri, pubblicato dalla stessa casa editrice; Come ti canto, vita?, edizioni Bastogi; L’amore addosso, edizioni Bastogi; ho inoltre collaborato e collaboro a antologie e riviste letterarie sia italiane che argentine.

3. Quando hai iniziato a scrivere?

La mia prima poesia la scrissi a 11 anni, versi di una bambina allora timida e introversa che si sentiva diversa dalle sue coetane e  non ne amava molto  la compagnia, niente di ciò che  interessava loro interessava me. Stavo ore chiusa nella mia stanza tra i miei libri e i miei quaderni di note, mia madre doveva obbligarmi a uscire. Quando  lo racconto oggi ai miei amici, sparsi per il mondo e che non mi hanno conosciuto all’epoca,  non possono credere che dietro la donna di oggi socievole e facile ai contatti umani ci sia nascosta ancora quella bambina. Questi primi versi andarono perduti con gli altri del mio primo quaderno di poesie scritte dagli 11 ai 14 anni, scomparso durante il trasloco dall’isola al Continente. Ricordo ancora la sensazione di felicità e di panico che mi prese in quei primi versi, lo sentii subito come un dono e insieme come una grande responsabilità. Da allora non ho mai smesso di scrivere. Più tardi si sono aggiunti racconti, testi teatrali, due romanzi, ma la poesia resta il mio canale previlegiato di espressione. Posso scrivere versi ovunque, nell’anticamera di un dottore, sul tram, in fila alle poste, negli intervalli di tempo all’Università,  su uno scoglio, non c’è luogo che mi sia estraneo quando le parole mi si formano nella mente insieme come ritmo e contenuto. Nella successiva revisione cambio molto poco, a volte nulla, come se tutto il travaglio creativo avvenisse segretamente in me e la poesia uscisse solo quando le parole sono quelle giuste.

4. Quando scrivi?

Scrivo ogni volta che qualcosa, dentro o fuori di me, chiede prepotentemente una voce. Può essere un ricordo, un’emozione, un’immagine, un suono che mi colpisce e diventa irrefrenabile e a volte persino fastidioso se non lo traduco in parole. Amo profondamente e da sempre la lettura e a volte le parole nascono in controcanto alle parole d’altri, un dialogo tra me lettore e lo scrittore o poeta che sto leggendo. Ricordo di aver fatto questo per la prima volta intorno ai diciotto anni. Avevo appena letto Il silenzio del mare di Vercors e mi aveva colpito il suo protagonista, un ufficiale nazista,  uomo di vasta cultura e di modi gentili, che nella Francia occupata si ospitava a casa di una famiglia locale e lì la ragazza che vi viveva portava avanti la sua resistenza senza mai rivolgergli la parola. Presi penna e foglio e scrissi una lettera al personaggio dell’ufficiale che conservo ancora. Credo sia stato un ottimo esercizio di scrittura. In un’altra occasione, per esempio, stavo spiegando in classe la scoperta archeologica della città di Mohenjo-daro, costruita sulle rive del fiume Indo durante l’Età del bronzo  e di colpo ho avuto come una visione della città ancora viva e di un dravida che si muoveva per le sue strade. Chiesi scusa agli studenti, mi sedetti e in dieci minuti scrissi la mia visione in poesia. Poi ripresi a far lezione. A volte ho bisogno di lasciar sedimentare i sentimenti e le idee e a volte no. Ultimamente mi stimolano moltissimo le immagini, quadri o foto che casualmente cadono sotto la mia attenzione e i diversi luoghi che ho visitato e che visito. Mi piace molto scrivere di notte, quando un silenzio assoluto mi circonda e il mondo esterno non mi esige più niente. Quello è il tempo per me dove mi ascolto e mi racconto.

5. Cos’è per te l’amore riferendosi ai tuoi versi?

Per me l’amore ha a che vedere con il modo di affrontare la vita. Se la vita ti interessa, ti appassiona, nonostante le sue difficoltà e le sue pene, l’amore è ciò che ti guida come essere umano a vivere e esprimere questa passione che è fatta di curiosità, interesse, dedizione, piacere, bellezza e allora la vivi e la canti questa vita amando te stessa, gli altri che sono a te vicini, i genitori, i fratelli, gli amici, nel mio caso anche i miei studenti, gli amanti, i mariti, e gli altri lontani in quel luogo di scelte dove hai deciso di collocarti e di impegnarti, per me gli ultimi, gli umiliati, gli offesi, gli sfruttati, chiunque la società schiacci con le sue regole infami, chiunque lotti per la giustizia sociale e la propria dignità e libertà umana, e poi l’amore per le donne ancora faticosamente alla ricerca del posto che compete loro nella società, e l’amore per la natura, le cose, la storia degli uomini. Le mie poesie cantano spessissimo l’amore per un uomo, l’ultimo libro è tutto dedicato a una persona molto importante per me, ma toccano anche il tema dell’amicizia, credo sia la forma d’amore più nobile che esista e per ciò che mi riguarda un amore che non mi ha mai deluso, e toccano temi di impegno civile con una carica di partecipazione e d’amore che gli anni non hanno spento.

6. Spiegare la propria poesia: La gente strana, Il mormorare della vita 

Mi chiedi di chiarirti i versi delle mie poesie La gente strana e Il mormorare della vita. Premetto che non amo spiegare i versi, né miei nè di altri. Non ho mai chiesto ai miei studenti da fare una versione in prosa. Il segreto di una poesia, per me,  sta in una corretta e espressiva lettura dei versi e in un commento di tipo estetico che però non può fare l’autore ma un docente o un critico che esamini quei versi. Posso di queste poesie dirti i concetti che le sottendono ma che non sono la poesia, se non le idee a monte e queste idee non potranno mai dirti quello che la poesia nel suo linguaggio polisemico e per questo naturalmente ambiguo ti dice. Io posso dirti ciò che volevo dire ma mai veramente ciò che ho detto. L’accumularsi delle interpretazioni allarga lo spazio semantico della poesia che assume significato non solo nei concetti ma anche nella sonorità dei suoi versi.

La gente strana di cui parlo nella poesia sono i non conformisti, quelli capaci di gesti incompresi agli altri, quelli che scelgono la strada difficile e la percorrono fino in fondo, che trovano la bellezza ovunque sia, in un tango, in un amore, nella luna, nel volto di un altro,  gente generosa che coltiva utopie, che legge, che studia, che non ha paura del diverso, dello sconosciuto, che rende il mondo un luogo vivo, vibrante di sogni e intenzioni, “gente strana che quando muore/lascia il suo profumo nel mondo”, perché da quel  mondo  ha strappato ogni grigiore.

Il mormorare della vita è quello che senti quando ti plachi e ascolti e cerchi un luogo di pace, allora si assopisce il grido, lo stridore, la dissonanza, tutto diventa armonioso, tutto e tutti parlano un linguaggio comune, misterioso che non ha bisogno né di domande né di risposte, i sensi si saziano di violini, di rose, di mare e gli uomini non sono più assetati cultori della fretta, in cerca di mete irraggiungibili, ma danzano leggeri come spiriti eletti. Se almeno per un momento hai potuto vivere questo, allora hai sentito certamente il mormorare della vita, ossia il pacato sillabare con cui la vita ti insegna il suo senso più profondo.

7. Hai nuovi progetti?

Ho due nuovi progetti ai quali sto lavorando da qualche anno. Uno è un libro in spagnolo, che in seguito vorrei pubblicare anche in Italia, dove attraverso cronache, racconti e poesie ripercorro i miei vent’anni di esperienza argentina. È un canto d’amore e d’omaggio a questa terra che mi ha dato tanto e mi ha costruito un’identità multiple come persona e come scrittrice permettendomi di vedere le cose sotto un doppio angolo, un’identità migrante a cui tengo molto e che mi permette di scrivere nei due idiomi, elaborando un linguaggio “altro” dove l’italiano e lo spagnolo vicendevolmente  e coscientemente si contaminano, mantenendo la dignità delle due lingue e insieme creandone una terza che delle due si nutre. Sappiamo che ogni lingua è anche un mondo di cuture e esperienze e viaggiare tra questi due mondi, come faccio ormai da anni, mi consente una dimensione umana e culturale cui non saprei più rinunciare.

L’altro progetto è una raccolta poetica incentrata soprattutto sulla mia poesia civile. Il mondo in questi ultimi anni ci ha dato purtroppo infinite occasioni per alzare un grido contro “l’inferno” che ci circonda, per dirlo con le parole di Italo Calvino. Il tacere di fronte a tutto questo, l’ignavia di non prendere parte non mi appartiene. Credo che la poesia, oltre che linguaggio, sperimentazione, bellezza, sfida,  espressione dell’io lirico del poeta, debba anche essere la voce che si innalza a difendere  la dignità umana.

La scrittrice e poetessa Monica Pasero, si presenta ai lettori di Alessandria Today

monica

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia della scrittrice e poetessa Monica Pasero, della quale in seguito pubblicheremo in esclusiva per il blog anche un intervista, per ora ecco la sua:

Biografia: Monica Pasero, nasce il 24 febbraio 1973, vive a Dronero in provincia di Cuneo. Inizia il suo percorso letterario nel 2009. A oggi ha al suo attivo dodici  pubblicazioni  tra narrativa e poetica.

E come diceva sempre mia nonna (Non disponibile)

Lungo viaggio verso il ritorno, (Narrativa  Gruppo Edicom)

L’abbandono, (Narrativa  Gruppo Edicom)

Scritto tra le pagine del fato, (Narrativa  You can print  Edizioni)

Leggenda di un amore eterno (Non disponibile)

Messaggi dalla storia, (Narrativa You can print  Edizioni)

Le avventure di Lillo il coccodrillo, (Narrativa You can print  Edizioni)

Oltrefiaba, ( Narrativa You can print  Edizioni)

La Mia Venezia, (Narrativa You can print  Edizioni)

Thyrrell e Ilve Messaggeri dal Cielo, (Narrativa  You can Print Edizioni)

SILLOGI POETICHE : I miei sogni di carta, (Ebook  Amazon.it)

Alchimia, (E.E.E esordienti ebook)

Ha tenuto in questi ultimi anni, visto i suoi libri di narrativa per ragazzi,  alcune lezioni nelle scuole secondarie sull’importanza del sogno e della memoria storica. Alcuni  suoi brani,  poesie e aforismi  sono inseriti in diverse antologie. Negli anni ha avuto esperienze nel mondo editoriale, lavorando free per alcune Case  Editrici. È stata curatrice di diverse uscite editoriali e ha collaborato, con i suoi testi, per due cataloghi d’arte. Ha introdotto il Catalogo d’ arte di Fabrizio Gavatorta (Pittore delle Ombre).

Una sua recensione è presente nel catalogo d’arte dell’artista  internazionale Ester Crocetta.

Continua a leggere “La scrittrice e poetessa Monica Pasero, si presenta ai lettori di Alessandria Today”

La rubrica del poeta sconosciuto: Sandra Mirabella

Nessuna descrizione disponibile.
Sandra Mirabella

-La poesia non è figlia di un dio minore. La poesia è per tutti. Io mi propongo di dare forma con i versi alle mie emozioni, che derivano da momenti di vita vissuta, ma anche da problemi sociali, quali la fuga delle nostre” menti” migliori all’estero, il maltrattamento delle donne, il fenomeno dilagante dei clandestini e dei rifugiati dai paesi nordafricani. Nei miei versi c’è anche il ricordo, le dolci nostalgie di ”momenti indimenticabili.- Sandra Mirabella.

La mia prefazione inizia con queste belle parole di Sandra che anticipano il suo essere donna e scrittrice e non solo. Sandra è molto brava anche nelle note descrittive della natura e del suo amore verso il mare.

Lei dice- C’è aria buona e da qui non si vede il caos del mondo-

Da un volto normale al dolore, il dolore è vestito da normalità, al mondo appariamo normali, il vero essere devastato dentro di noi.

Le sue poesie sono di impatto e fortemente emotive, talvolta le parole crude, un insieme altamente emozionale.

Una donna modesta, umile, ma dalla grande personalità.

le sue poesie di una potenza straordinaria, è anche pittrice
e per questo da una definizione straordinaria, di altri tempi – sono stata a bottega, presso un famoso pittore siracusano: Oreste Puzzo-.
Ha una pagina personale su fb, dove scrive e ci delizia con le sue poesie, ”Gocce di mare”.

  • la mia casa è in alto vicino al nido delle rondini, sono loro ad insegnarmi la libertà del volo-
    Meravigliose parole, perchè è lei che insegna a noi, parole profonde come tutto ciò che scrive, e allora ti domandi, come può una persona simile, di tale bravura, intelligenza, sensibilità, nascosta in questo sottobosco di poeti sconosciuti?
    Uno degli enigmi di questo universo, ti domandi come possono passare inosservate tali persone!
    Io nel web cerco persone, l’anima della gente. La prima volta che ho letto una sua poesia,
    nella mia corsa, ho fatto una frenata per non perderla. Leggetela, lei ci regala se stessa,
    il suo sublime profondo.

La tua Biografia cara Sandra.

-Sono Sandra Mirabella, nata a Catania nel 1953, nei primi anni della mia vita ho vissuto in un piccolo borgo marinaro di questa città: Ognina, mi riempivo gli occhi della Bellezza del mare, guardavo con occhi curiosi i pescatori tornare dalla pesca, o riparare le loro reti distese al bordo della strada, sin da piccola ho avvertito forte il desiderio ed il piacere di leggere, leggevo ogni cosa, i libri di narrativa per bambini o gli articoli dei giornali in cui veniva avvolto il pesce comprato al mercato, andavo alle elementari ed ero un’alunna interessata ed appassionata.

Un giorno alla radio nello spazio dedicato ai ragazzi fu indetto un concorso nazionale; “E adesso continua tu” si doveva dare un finale ad una storia iniziata lasciata a metà, partecipai senza alcun intento di vincere, solo per il piacere di finire quella narrazione a modo mio. Tempo dopo mi chiamò la dirigente della Scuola e mi comunico felice che avevo vinto “Il microfonino d’argento” il premio in palio per il finale più bello. Fu da allora che cominciò la mia avventura nel mondo della scrittura, (Comprendo l’importanza della gratificazione per un bambino, a volte può segnargli una Vita) scrivevo di tutto, racconti, fiabe, poesie e considerazioni personali.

All’età di dieci anni la mia famiglia a causa del lavoro di mio padre, maresciallo di Pubblica Sicurezza, venne trasferita a Siracusa, fu un trauma per me, sradicata dalle mie amicizie, dalle figure parentali, nonni e zie che mi avevano circondato di affetto, faticai parecchio ad ambientarmi, a causa di questo disagio non riuscivo a vedere la Bellezza della città in cui vivevo. Mi diplomai all’istituto magistrale e mi iscrissi all’Università a Catania alla facoltà di Filosofia e Pedagogia.

Mi sposai molto giovane a 19 anni, nel frattempo superai un concorso per l’insegnamento alla Scuola Primaria, mi appassionai molto al mio lavoro che svolgo ancora adesso con Amore e dedizione. Ho avuto due figli che sono la mia Gioia. Amo anche dipingere e sono stata “a bottega“ presso un famoso pittore siracusano: Oreste Puzzo. Scrivo di ogni cosa, narrativa racconti, ma soprattutto la Poesia è il genere che amo di più. Spero sempre di poter continuare a scrivere finché ne avrò la forza, per raccontare la mia Anima; un angolino dove tutti possano ritrovarsi, la voglia di farlo quella non mi mancherà mai, almeno lo spero.

-Sei un artista completa, perché dipingi, quale soggetti ti appassionano di più? Sei mai stata gratificata in questa tua passione?

Amo dipingere perché oltre alle parole mi piace descrivere le meraviglie intorno a noi con i colori. Amo il colore che il pennello striscia sulla tela e trasferisce le mie emozioni su quel bianco abbagliante .
Spesso ho fatto mostre collettive e partecipato a estemporanee .
Ho avuto molte gratificazioni , ho vinto parecchie volte , poi ho deciso di non partecipare più a concorsi
Sono molto timida e ogni volta per me è uno stress emotivo non amo stare al centro dell’attenzione.

Scrivi sempre sotto l’impulso di un emozione? La vera Sandra come è?

Io scrivo con le mani che profumano di detersivo per i piatti, scrivo solo per rileggermi un po’ , scrivo parole che penso gentili, che possano essere carezza in una realtà che carezza non è.
Scrivo tra un pensiero e l’altro, tra un giorno di lavoro ed il “ Cosa faccio per cena ? “
“ C’è il pane? Nooo , vado a comprarlo…” scrivo tra una cosa e l’altra , parole che vengono dal cuore, di getto, senza limature di alcun genere, solo pensieri che mi piace scrivere sotto forma di versi , ma oggi non è di moda è cosa antica, meglio il gossip.
Non chiamatemi poeta , perché mi sento presa in giro, scrivo anche per farmi compagnia … mi fa molto piacere un apprezzamento, un “ BUONGIORNO “ e ringrazio sempre di cuore chi ha un minuto per leggere un mio pensiero, qualche parola che vuole solo essere riflessione ed a volte sorriso.

-Cosa pensi della metrica, visto che molti criticano il verso libero?

La metrica non è garanzia di buona poesia, spesso chi rispetta la metrica scrive poesie fredde che non emozionano per nulla.

Tu non partecipi mai a concorsi, perchè?

Sai Marina non mi piace mettermi in competizione forse questo è un mio pregio oppure un difetto non lo so.

-Io penso che nel tuo modo di scrivere ci siano solo pregi, e tu ci emozioni sempre.
Grazie Sandra Mirabella.
Articolo di Iris G. DM

Poesie

La mia casa è in alto
vicino al nido delle rondini,
sono loro ad insegnarmi
la libertà del volo

l’apertura delle ali
il planare col vento
incontro al sole,

come far scivolare
la gioia nelle vene
e il senso della Primavera
sulla pelle.

Ho imparato che
posso arrivare dove voglio
nello spazio e nel tempo,

c’è una voce Divina
nel loro grido

e m’incanta semplicemente
essere qui adesso.

Sandra Mirabella

Tocco il cielo
in una linea sottile di confine
tempesta e serenità
sulle scogliere della ragione.

Lui non sa di me
io invece so di lui

m’innamoro delle sue tempeste
che spezzano e incrinano

poi al raggio sopravvivono
con scintillio di gocce dai sassi bagnati

e scrivono di una storia antica
come corse di altri tempi
a inzaccherarsi le scarpe
in piccoli laghi di memoria

di risate gioiose
di allegrezza fugace
che adesso mi pesa sul cuore.

M’innamoro del cielo e in lui vivo.

Sandra Mirabella

Gli equilibri sono rotti
la pace lontana
mentre mastico i miei umori ribelli
riconto gli anni dei sassi
nella loro vita oltre l’eternita’.

Rannicchiata nella mia ombra
di conchiglia
non ho più occhi
non ho più mani
sono un corpo senza materia
come in un viaggio astrale,
eppure ricordo
antichi istanti di bellezza.

Torna l’odore di salsedine
e il suono dell’acqua
chi si avvicina e si allontana
in un eterno continuo.

Quindi ho deciso di vivere
di darmi ancora una possibilità
e trasformare in libertà
questo magico
mormorio di stelle lontane.

Sandra Mirabella.

quadro di Sandra Mirabella

La rubrica del poeta sconosciuto: Manuela Floris, intervista a cura di Marina Donnaruma

Io nel web cerco scrittori che mi emozionano, mi accorgo spesso che i fiori più belli
e profumati appartengono a persone sconosciute, non apprezzate per quello che meritano.
Manuela Floris, solo il nome ti fa pensare a uno splendido bouquet di fiori, poi come se il suo nome uscisse da un flauto traverso, tanto è la sua armonia.
Le sue poesie sono profonde, un anima sensibile, delicata, dentro un mondo insondabile. con un non so che di misterioso, inafferabile, emozionante.
Mi sono commossa più di qualche volta leggendole. Comunicare le proprie emozioni attraverso le parole non è facile, ma chiunque riesca possiede un cuore e un anima che arrivano dove altri non riusciranno mai. Manuela è giovanissima, è nata a Napoli il 18 dicembre del 1995, come dice lei stessa, non potrebbe mai vivere lontana dalla sua città, l’ama moltissimo.” la città più bella del mondo ” cosi dice Manuela. Sono D’accordo con lei,
Napoli è bellissima e come diceva Pino Daniele ”Napoli è mille colori ”.
Ha un diploma di liceo artistico, laurea triennale all’accademia, e ora sta cercando di portare a termine la specialistica.
Una ragazza che difende molto la sua privacy, ma a noi interessa conoscerla come poetessa e le sue poesie parlano di lei, basta ascoltarle. Manuela quindi nasce artista, prima pittrice, i suoi soggetti preferiti le Madonne e rielabora grandi pittori in modo personale.
Manuela è moto attiva nei social con un gruppo di poesia che si chiama ”I sogni del cuore e la musica dell’anima” su fb. Il gruppo è un giardino fiorito come lei, in poco tempo ha realizzato l’adesione di più di mille membri. Che dire? il suo gruppo profuma di dolcezza, rose e gelsomini.

Manuela per me è una grande gioia che tu mi abbia permesso di scrivere di te su ” Alessandria Today”. Ti farò delle domande, anche per far capire che il tuo talento
è assolutamente naturale ed incredibile. Tu quindi nasci come pittrice, quando hai scoperto
la passione della poesia? cosa ci dici?

Mi chiamo Manuela Floris. Ho avuto la fortuna di nascere a Napoli, la città più bella del mondo. Ho 26 anni e ho frequentato il liceo artistico della mia città! Poi ho conseguito con successo la laurea triennale, in attesa di poter frequentare la specialistica in arti grafiche! Coraggiosamente, mi sono creata imprenditrice di me stessa: infatti, ho aperto un laboratorio artistico di Arte e ceramica. Due anni ricchi di soddisfazioni e non avevo ancora in tasca il mio titolo accademico! Ero proprio alle stelle. Il mio laboratorio artistico si chiamava (chipeus art) e tutte le mie opere sono firmate così.
Amo l’arte in tutte le sue forme.
Approdata ai social qualche anno fa, scrissi una piccola poesia… Fu così che iniziai a sognare di scrivere poesie, ma non mi sono mai reputata una poetessa. Scrivo per amore ciò che portò nel cuore, come quando dipingo le mie Madonne.
E infine, ho trovato anche degli amici che mi spronano per il meglio quando mi vedono in difficoltà, perché per me sono fonte di grande amore ed enorme gioia! Eh si, una margherita è stata la mia prima fonte di ispirazione, m’ama non m’ama.

Manuela Floris ama i soggetti religiosi, il suo bellissimo Cristo

Manuela esprimi le tue emozioni sia nella pittura, che nella poesia, quale è la differenza?

Esattamente nasco come pittrice su qualsiasi supporto ed essendo di Napoli … spesso ho usato la pietra lavica per le mie opere. La poesia ti permette di far confluire i sentimenti più profondi e portarli a tutti. La pittura non sempre riesce in questo intento.

Tu hai un gruppo, i sogni nel cuore, la musica nell’anima, hai più di mille iscritti, quindi hai fatto un buon lavoro, che ne pensi dei gruppi in genere?

  • Io amo e trasmetto amore era la finalità che mi ponevo. Non un gruppo di svago ma qualcosa che fosse dono di se! Spero di essere riuscita nel mio bisogno di dare amore! ne ho raccolto tanto. Gli altri gruppi non saprei. Questo era il mio sogno!.

Manuela è stato bellissimo parlare con te, un anima pura e dolce.

Le poesie di Manuela raccontano di se, leggendole capiamo chi essa sia.

TIRAMI A TE

Ma forse penso,
non sono nata,
mai.
Sono l’ombra dei miei
desideri
Nati per non durare…
sto aspettando… cosa?
La vita
la sabbia lentamente scivola nel mio corpo,
galleggia nell’olio
della nascita… nella
grande placenta cosmica.
Tieni un capo del filo,
con l’altro capo in mano
io correrò nel mondo.
Tra i sogni in volo
tra cielo e mare tra buio e luce
È se dovessi perdermi tu mammina mia,
tira e riportami a te.

NON CERCARMI

Quando io non sarò più
non cercarmi nella terra
o in un sepolcro.

Cercami nelle onde del mare.
nel fluire delle stagioni.
nella dolce primavera
dai suoi mille colori
nell’ estati tra le spighe di grano
e i papaveri in fiore.
Nel dolce autunno ,
tra le foglie che cadono ,
tra i nuovi colori e nuovi frutti.

Cercami nell inverno
sulle vette innevate dei monti
Dove le aquile hanno il loro regno.

Cercami nel canto dell’usignolo
nel fruscio del vento
che stormisce tra le foglie.
e se non dovessi trovarmi,
cercami nei colori dei miei dipinti
e nei poveri versi delle mie poesie.

Sarò sempre un inno di gioia,
tra un aurora e un tramonto
e ci sarà sempre il vento
che ti porterà una mia carezza.

IL TUO VOLTO

Ho rimirato attonita il tuo volto
e ho visto il mio peccato in te svanire
il rimorso di un mondo ora sconvolto
che mentre muore già non può morire.

Respiro a fondo senza avere la luce
contro l’oscurità ove c’è il male
ma ho sentito il dolore mio che adduce
nell’anima e la voglia che ora vale …

Le tue ferite adesso son le mie
perdonami se non ti ho corrisposto
questo tuo grande amore d’armonie
non merito il tuo sacrificio imposto …

… né il tuo dolore, ma amami lo stesso
son qui in ginocchio, imploro il tuo perdono
dammi il tuo sole in fede o anche un riflesso
per questa nostra Vita avuta in Dono.

Le poesie di Manuela si leggono socchiudendo gli occhi e lasciate cadere direttamente nell’anima.

Manuela Floris

Autore Iris G. DM

Mal’aria 2022 – edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero

Mal’aria 2022 – edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero
Allerta smog nelle 13 città italiane al centro della campagna Clean Cities: 
da gennaio a inizio ottobre 2022 codice rosso per Torino, Milano, Padova. Giallo per Parma, Bergamo, Roma e Bologna. 
Nessuna città rispetta i valori suggeriti dall’OMS

L’appello di Legambiente al prossimo nuovo Governo: 
“Seguire i piani del Mims per decarbonizzare i trasporti. Per città più sostenibili e pulite si potenzino i servizi e mezzi green alternativi alle auto private e si implementino trasporti e zone a basse emissioni”

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In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica. In questi primi dieci mesi del 2022 suona già il primo campanello d’allarme per inquinamento atmosferico. Livelli degli inquinanti off-limits, traffico congestionato e misure antismog insufficienti sono ormai una situazione di “malessere generale” che rischia di peggiorare con l’avvio della stagione autunnale-invernale.  È quanto emerge in sintesi dal dossier: “Mal’aria 2022 edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero” realizzato da Legambiente che, nell’ambito della campagna Clean Cities,  fa il punto, da inizio anno ai primi di ottobre 2022, sulla qualità dell’aria di 13 città italiane al centro della campagna, mettendo a fuoco anche il tema delle politiche sulle mobilità urbana. Per quanto riguarda il PM10, la soglia di 35 giorni da non superare con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo, è stata ampiamente superata con almeno una delle centraline, in 3 delle 13 città analizzate. Sono già in codice rosso Torino, Milano e Padova che si trovano fuori dai limiti di legge, rispettivamente con 69, 54 e 47 giornate di sforamento. Codice giallo, invece, per Parma (25), Bergamo (23), Roma (23) e Bologna (17) che hanno già consumato la metà dei giorni di sforamento. A seguire, le città di Palermo e Prato (15), Catania e Perugia (11) e Firenze (10) che sono già in doppia cifra.
Nessuna delle 13 città monitorate nell’ambito della campagna Clean Cities, rispetta poi i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sia per quanto riguarda il PM10 (15 microgrammi/metro cubo) che per il PM2.5 (5 microgrammi/metro cubo) e l’NO2 (10 microgrammi/metro cubo). Il PM10 ha una media annuale, eccedente il valore OMS, che oscilla dal +36% di Perugia, passando per città come Bari (+53%) e Catania (+75%), fino ad arrivare al +121% di Torino e +122% di Milano. Situazione ancora più critica per quanto riguarda il PM2.5, dove lo scostamento dai valori OMS oscilla tra il +123% di Roma al +300% di Milano. Male anche per l’NO2:l’eccedenza dei valori medi registrati rispetto al limite dell’OMS varia tra il +97% di Parma fino al +257% di Milano.
 
Un quadro, in sintesi, davvero preoccupante, visto che – ribadisce Legambiente – è sugli standard dell’OMS che andrà a adeguarsi la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria – in corso di revisione entro l’anno – rendendo l’Italia suscettibile a nuove procedure d’infrazione e multe miliardarie (da aggiungersi alle precedenti tre). Da non trascurare anche l’impatto sulla salute: l’inquinamento atmosferico miete più vittime in Italia che nel resto del continente europeo. Secondo le ultime stime dell’EEA (Agenzia europea ambiente), il 17% dei morti per inquinamento in Europa è infatti italiano (uno su 6). Per diminuire gli impatti sulla salute, e sull’ambiente, l’Europa ha fissato gli obiettivi per la neutralità climatica entro il 2050 (il Piano d’azione “Verso Emissioni Zero”) con la proposta intermedia di ridurre le emissioni di gas serra del 55% (rispetto al 2005) entro il 2030. Ma per raggiungere tale scopo, secondo l’associazione ambientalista per liberare le città dallo smog occorre potenziare servizi e mezzi green alternativi alle auto private e implementare trasporti e zone a basse emissioni, come già predisposto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Inoltre, l’Italia deve accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti urbani che sono la principale causa d’inquinamento nelle nostre città. Fondamentale sarà dunque l’integrazione tra le strategie europee, nazionali e regionali.

 
Non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo occuparci della drammatica condizione della qualità dell’aria dei nostri centri urbani e rendere, al contempo, le nostre città più sicure e vivibili”, dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “Il preoccupante immobilismo della politica italiana davanti alle emissioni di biossido di azoto, dovute in gran parte al traffico veicolare, ci è costata già una condanna da parte della corte di Giustizia europea. Dopo anni di richiami nessun governo è stato in grado di mettere in atto misure credibili per sanare un problema gravissimo, che ha causato più vittime della pandemia nell’anno 2020 e 2021. È necessario agire su due fronti distinti, ma complementari. Il primo riguarda la formulazione di misure di incentivo che favoriscano la scelta del trasporto pubblico locale e altre forme di mobilità sostenibile, nonché disincentivi all’utilizzo dell’auto privata. Il secondo è relativo alla formulazione di mobilità alternativa all’automobile. Necessaria, soprattutto, un’accelerazione negli investimenti a sostegno del Traporto Pubblico Locale e delle infrastrutture, come tram e ferrovie urbane. Il nuovo governo ha dunque un importante sfida di fronte a sé: avviare la transizione green della mobilità del Paese, adottando le linee guida del Mims”.
 
È stato un errore allentare le misure antinquinamento negli anni della pandemia. La ripartenza si preannuncia peggiore”, commenta Andrea Poggio, responsabile Mobilità di Legambiente. “Tornano finalmente in alcune città i limiti alla circolazione per i veicoli più inquinanti – come i diesel Euro4, o, a Milano, gli Euro5 – vecchi, comunque, di 12 anni i primi e tra i 7 e gli 11 i secondi. Ma la sfida per le città italiane sarà l’incremento dell’offerta di servizi di trasporto pubblico e di mobilità condivisa elettrica per tutti, anche per chi abita in periferia. In Italia abbiamo più auto che patenti, con un quarto delle metropolitane, dei tram e dei bus elettrici d’Europa. Colmare questo divariosarà il compito delle 9 città italiane che aderiscono all’obiettivo ‘Carbon Neutral’ al 2030, condiviso con 100 città europee. Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bergamo, Padova, Parma, Prato non possono fallire, sono la nostra avanguardia”.
 
A distanza di una settimana dal nostro appello sull’emergenza smog nel bacino padano, si ribadisce la necessità di un’azione trasversale a scala nazionale e regionale affinché la qualità dell’aria diventi una priorità per le amministrazioni. Torino è già in codice rosso con per il numero di sforamenti di PM10 consentiti in un anno (69 su 35 consentiti) È fondamentale che le risorse pubbliche a disposizione vengano indirizzate verso le azioni più efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico, che devono riguardare traffico, riscaldamento e settore agricolo – sottolinea Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Anche i fondi destinati al comparto delle infrastrutture di collegamento non possono essere sprecati per finanziare progetti vecchi e nuovi di autostrade, che sono causa di aumento delle emissioni: trasporto pubblico e infrastrutture ferroviarie devono essere al centro della strategia di investimenti delle Regioni sul trasporto.”
 
Focus sulle politiche di mobilità. Infine, il report Mal’aria 2022 – edizione autunnale contiene anche un focus su ZTL, LEZ, offerta del trasporto rapido di massa e sugli investimenti nel settore previsti dal PNRR. Analizzate 15 città italiane: Roma, Torino, Milano, Bergamo, Padova, Bologna, Parma, Genova, Firenze, Prato, Napoli, Pescara, Bari, Cagliari e Catania. Quello che emerge, in sintesi, è che l’offerta del trasporto rapido di massa (treni, metropolitane, tramvie, filovie) rasenta la sufficienza nella maggioranza dei casi. Spesso insufficienti, per estensione ed efficacia, anche le misure di limitazioni al traffico e alla circolazione dei veicoli inquinanti.
 
Verso una mobilità pulita. Per ridurre le emissioni inquinanti o climalteranti, Legambiente propone i seguenti strumenti: la riduzione dei limiti velocità nelle autostrade da 130 a 100 km/h. Una misura immediata che consentirebbe la riduzione sia delle emissioni di CO2 del 20% sia del NO2 del 40%;il potenziamento dell’offerta di mobilità pubblica, anche e soprattutto del Trasporto Rapido di Massa. Il Pnrr che si propone di realizzare oltre 200 km di rete di TRM – 11 km di metropolitane, 85 km di tram, 120 di filovie – è un inizio: per colmare il divario con il resto d’Europa, occorrono altri 200 km di metropolitane (o ferrovie urbane), 400 km di tram e altrettanti di filovie;Trasporto pubblico, condiviso e completamente elettrico; il potenziamento dei servizi di sharing mobility in tutte le aree metropolitane e nelle città con oltre 30.000 abitanti e servizi a chiamata per i comuni più piccoli; la diffusione delle nuove tecnologie digitali (dalla prenotazione elettronica ai primi di progetti di Mobility a as Service);l’implementazione delle Ztl (Zone a traffico limitato), ma soprattutto di Lez (Low emission zone) e Zez (Zero emission zone), seguendo il modello di Londra, Amsterdam, Parigi, Bruxelles o Anversa. 
La campagna per liberare le città dall’inquinamento. Il Dossier Mal’aria ricade nell’ambito della Clean Cities Campaign alla sua III edizione. Un’iniziativa sostenuta da Legambiente insieme ad una coalizione europea di ONG, associazioni ambientaliste, think-tank, movimenti di base e organizzazioni della società civile che ha come obiettivo una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. La campagna sostiene la mobilità attiva, condivisa ed elettrica per un futuro urbano più vivibile e sostenibile, inclusa la graduale eliminazione dei veicoli con motore a combustione interna dalle città.
 
Il dossier è disponibile a questo link.

Sfrontata, di Franco Bonvini

Foto Pexels

Sfrontata

 franco bonvini  Pensieri  14 ottobre 2022 

Viene, sfrontata come sempre davanti agli occhi miei
viene a mostrar la verità che io mi ostino a non vedere
quella che scoloro, e ricoloro con i colori miei
quella che è una bugia, quella che non è lei.
Intanto aspetto sempre il giorno che verrà
un po’ meno vera e un po’ bugiarda come non è lei
ma con in mano una bugia
quella che le metto in mano
fatta con i colori miei.

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DIARIO, Vincenzo Pollinzi

DIARIO

15 OTTOBRE 2022

Sospesi su un passato che

a volte ritorna, il presente

da vivere alla meno peggio,

con il futuro incerto all’ orizzonte

noi abbassiamo la guardia

nelle strettoie di un delirio.

Le ruote della ragione stridono

come granelli di sabbia

nel nostro ingranaggio vitale e

noi non ci prendiamo più per mano.

Ma niente resta fermo, tutto

si muove per energia propria.

Ogni sera un giorno muore,

dopo ogni notte un altro giorno nasce.

In mezzo ci siamo noi e il mondo.

Oh come forse sarebbe bello

sedersi comodi e osservare

il mondo con l’ indifferenza

propria degli occhi di un gatto.

Vivere la vita come viene,

un prendere o lasciare con saggezza,

fare la conta dei momenti che

nella vita veramente contano e

mandare a fanculo tutto il resto.

VINCENZO POLLINZI – Ottobre 2022

Foto mia di un incontro per caso.

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Novi d’Autore ricorda Gianfrancesco Capurro: CONVEGNO E MOSTRA NEL 140° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Novi lIgure: CONVEGNO E MOSTRA NEL 140° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Novi d’Autore ricorda Gianfrancesco Capurro

La rassegna culturale Novi d’Autore prosegue con un omaggio a Gianfrancesco Capurro nel 140° anniversario della sua morte. Il sacerdote novese, figura di spicco dell’Ottocento novese in ambito culturale e sociale e autore, tra le altre cose, dell’alfabeto figurato conosciuto come “Sistema Capurro” che tanto contribuì all’alfabetizzazione dell’epoca, sarà oggetto di un convegno che si terrà venerdì 21 ottobre, a partire dalleore 9,45, presso la Biblioteca Civica di via Marconi, 66.

Ad aprire l’incontro, dal titolo “L’attualità del pensiero di Don Gianfrancesco Capurro”, sarà il Commissario Straordinario del Comune di Novi Ligure, Dott. Paolo Ponta. Seguiranno le relazioni “Capurro Sacerdote dell’800” di Don Paolo Padrini (Segretario del Vescovo di Tortona, Mons. Guido Marini), “L’impegno sociale dei cattolici” di Mario Scotti (già Direttore del Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze) e “Amantissimo dell’illustrazione di mia patria” Gianfrancesco Capurro e Libarna, a cura dell’archeologa Marica Venturino. Chiuderà il convegno “Era nato a Novi” di Lorenzo Robbiano, scrittore e studioso di storia locale, autore di una biografia di Capurro pubblicata recentemente per Edizioni Epoké.

Al termine, presso l’Auditorium del Centro Culturale Capurro, verrà inaugurata una mostra che vedrà esposti importanti documenti e atti depositati presso l’Archivio Storico Comunale e che sarà visitabile dal 21 ottobre al 12 novembre 2022,in orario di apertura della Biblioteca.

Tra i vari “pezzi” in esposizione, l’atto ufficiale redatto dallo stato civile francese che indica il 17 novembre 1810 come data di nascita (anziché quella del 16 giugno riportata finora nelle biografie), il verbale del Consiglio Comunale del 1° maggio 1879 che assegna al sacerdote novese il Diploma di benemerenza per il suo impegno nell’alfabetizzazione e i fascicoli originali delle “Memorie e documenti per servire alla storia della Città e Provincia di Novi”, una delle sue opere maggiori, pubblicata nel 1855.

Infine, a Serravalle Scrivia venerdì 21 e sabato 22 ottobre (dalle ore 15 alle 18) presso la Sala Museale di Libarna (Palazzo Municipale di via Berthoud, 49) si svolgeranno delle visite guidate alla collezione archeologica di Gianfrancesco Capurro. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Serravalle Scrivia e l’Associazione Culturale Libarna Arteventi.

Per informazioni:

Centro Comunale di Cultura “G. Capurro” Via G. Marconi, 66 – 15067 Novi Ligure

Tel. 014376246; email: biblioteca.direzione@comune.noviligure.al.it

Orari di apertura: martedì e giovedì 9.30 – 12.30 e 15 – 18.30; mercoledì, venerdì e sabato 9.30 – 12.30

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L’IMPASTO, di Silvia De Angelis

L’IMPASTO

Fuggente presidio di giorni artificiosi

nell’inconsistenza d’azioni

sulla frenesia che attanaglia.

Postulati e doveri costipanti

la linea dello sguardo

avvolgono evoluzioni di mani instancabili

alla ricerca d’un teorema convincente.

Inevitabile la vertigine

sull’almanacco del tramonto

ove l’inquietudine d’un raggio rosato

con la sua luce breve

infragilisca il senso dell’impasto…

@Silvia De Angelis

https://deangelisilvia.blogspot.com/

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Per le strade di lei, di Franco Bonvini

Per le strade di lei

 franco bonvini  Pensieri  11 ottobre 2022

Non è per vederla che si va per quelle strade
è per cercarla nelle cose che ha visto
per vedere con gli occhi i silenzi che ha sentito
vedere le nuvole rade avvolgere i sassi della Grigna
da dentro le stesse nuvole
perchè l’ anima rimane tra i sassi dei muri
nei ciottoli delle mulattiere
e ti trovi a cercarne uno che ha guardato
non un altro.
Poi, passate le case e gli archi
le fontane e le statue
scoprire che continuano quelle mulattiere
come sentieri tra i prati, verso i boschi
e sono pieni di radici e terra scura
e rifugi
e non capisci perchè era così tremendo guardare il cielo.
Ci dev’ essere un indicibile segreto
che pesa su tutte le cose qui attorno
e non lo sa nemmeno la tabaccaia del paese
allegramente sdentata e sorridente.
ntanto piove a terra come nebbia fine
Lei è eternamente qui
qui e più su
su dove crescono i mughetti.
-e i ciclamini-

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Gitana, di Franco Bonvini

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Gitana

 franco bonvini  Pensieri  12 ottobre 2022 

Un sogno!
Ma un sogno dove manca sempre qualcosa
la gitana che danza nuda al fuoco del falò
collana ai fianchi e monete d’oro ai seni
veli che nascondono il viso e ombre al fiore della vita.
Danza sicura e leggera e silenziosa
la figura amica delle ombre e licenziosa
c’è sempre quella musica che tanto piace a me
ma è troppo lenta per volteggiare come so che sa fare.
E’ proprio mentre il velo cade che si spegne il fuoco
forse è proprio il velo che cade a spegnere il fuoco.
Nel buio cessa anche la musica e fa un silenzio piccolo
solo un fruscio di gonna resta, che continua a volteggiare.

In fondo poi non è che manchi qualche cosa, è che il sogno non basta mai.

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Elleboro, di Franco Bonvini

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Elleboro

 franco bonvini  PensieriRipescaggi  11 ottobre 2022 

E poi ti accorgi che non è come nelle poesie.
Un giorno sali su fino alle colme,
fino al grande prato al limitare del bosco
e il bosco è proprio quello dei ciclamini,
e il prato quello che hai tanto cantato,
dove correvi nel sole tra le api e le farfalle
e lì le bambine erano belle.
C’erano fiori tanti,
e freccie che rimbalzavano sugli alberi,
c’ era un’ armonica che riempiva l’ aria.
Un giorno sali alle colme dicevo,
e scopri che il grande prato non è poi così grande,
come se il bosco fosse avanzato a prenderselo
e poi nel bosco non ci sono nemmeno i ciclamini,
e allora inventi la scusa della stagione,
sarà che l’ inverno è già quasi finito,
ma neanche al prato non ci sono fiori,
nè api o farfalle
sarà sempre colpa della stagione.
C’è solo un elleboro dove il prato finisce
e scivola ripido a valle
se ne stà lì, col suo verde sfacciato, e se la ride,
come a dirti inutilmente,
vieni giù dal pero povero illuso.
Inutilmente, appunto perchè non è pazzia,
io li ho visti i narcisi e anche i ciclamini
e le bambine belle
e non era un sogno,
e poi si sente una fisarmonica lontana suonare per davvero.
Forse sarà più in su, alla prossima colma.
forse più su, sarà la prossima volta,
dovrò solo smettere di fumare per arrivarci
e non smettere di cantare tutte queste cose.

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Come fonte inesauribile, di Franco Bonvini

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Come fonte inesauribile

 franco bonvini  Pensieri  14 ottobre 2022

Stava distesa la collina erbosa
sopra cuscini morbidi di muschio, funghi e ciclamini
nel bel mezzo del bosco stava
il suo sesso aperto come fonte umida di vita.
L’acqua scendeva calma in rivoli lungo i pendii
le cosce erano i fianchi della valle
più sotto il lago che formava.
L’ho visto un giorno entrando nell’anima del bosco
il filo che collega la fonte al lago
così che ora torno salendo lungo quel filo
è così che mi ritrovo nel bel mezzo del bosco
a cercare la fonte umida della vita.
E sempre appare come in forma nuova
che il muschio cresce e i rivoli cambiano il percorso
ma sempre portano risalendo il loro filo
a qualche fonte inesauribile di vita
dove l’acqua viene calma verso me.

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Anch’io sbirciavo un tempo, di Franco Bonvini

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Anch’io sbirciavo un tempo

 franco bonvini  PensieriRipescaggi  14 ottobre 2022 

Credevo se ne fosse andata un giorno
verso la notte più buia del mondo
credevo anche che mi avesse dimenticato
solo, in tutto quel buio.
Ero solo arrabbiato e così m’ ero nascosto
come al solito sotto il tavolo con la coperta fino a terra
e lì niente esisteva più.
Invece è sempre stata là fuori
ad aspettare che io uscissi
per continuare a baciarmi gli occhi prima di dormire
e per venirmi a trovare quando più mi manca.
E ci sarà per sempre
nei giri in bici per boschi e vie d’acqua
nelle corse con i nipotini
o nelle serate estive in riva al lago
sì, ci sarà per sempre.
Verrà ancora, e ancora
Eterna come credevo allora
quando sbirciavo dalle coperte facendo finta di dormire
e lei veniva a cantare di fianco a me
una eterna vie en rose.

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Incroci

Incroci

Durante il corso della nostra vita incontriamo così tante persone da non riuscire a quantificarle. Spesso ne incrociamo il cammino per un breve periodo, alcune volte, invece, condividiamo dei lunghi percorsi. Nel momento stesso in cui le conosciamo non ci chiediamo il perche’ di quell’incontro, ne’ come mai, tra tanti, proprio quei destini abbiamo attraversato. La vita, però, una risposta ce la da e ci ritroviamo a ripercorrere momenti che credevamo dimenticati. Allora, vorremmo poter entrare dentro il ricordo, vivere un determinato momento, colmare un vuoto, abbracciare e dire tutto ciò che non abbiamo detto a chi non c’é più. Asciugare una lacrima, sanare una ferita, consolare un dispiacere, chiedere scusa, dire grazie, compensare una mancanza, colmare un rimpianto, dire di no e, persino, andare via. Così facendo, non recuperiamo soltanto i ricordi ma anche po’ di noi stessi, di come eravamo prima che la vita operasse in noi cambiamenti irreversibili e comprendiamo, allora, che tutto ha un senso, che ogni cosa, seppur banale, ha un proprio valore. Anche gli occhi cambiano il modo con cui guardare alle cose e l’anima conquista un nuovo modo di percepire se stessa e gli altri. Questa nuova sensibilità ci permette di individuare a pelle gli spiriti affini, nei quali riconosciamo noi stessi e con i quali non abbiamo bisogno di filtri, ne’ di barriere o di maschere perché, come noi, desiderano essere liberi di potersi mostrare come sono realmente.

Le Attese Di Carta

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A Storie Alessandrine il libro di Renzo Penna

Alessandria: Nuovo appuntamento della rassegna letteraria Storie alessandrine: un libro, tante vite promossa da: Amici del Museo Etnografico Gambarina, Alessandria in Pista, Circolo culturale Marchesi del Monferrato, Circolo provinciale della Stampa, Movimento Cristiano Lavoratori di Alessandria, Società Alessandrina di Italianistica e Spazioidea.
Mercoledì 19 ottobre, alle ore 17:45, nella sala del Museo “C’era una volta”, in piazza della Gambarina n.1, avrà luogo la presentazione del libro Il lavoro come valore. Quando c’era la F.L.M. – Gli anni delle lotte sociali, della tensione, dei diritti e dell’unità (1968-1980) di Renzo Penna.   La pubblicazione, edita da Falsopiano, è stata realizzata in collaborazione con la CGIL di Alessandria e l’Istituto provinciale per la Storia della resistenza e della società contemporanea. Ne discutono con l’autore: Franco Livorsi, professore ordinario dell’Università di Milano, Bruno Pesce, già segretario provinciale F.L.M. e Mariano G.Santaniello, presidente ISRAL. L’incontro sarà moderato da Albino Neri e Mauro Remotti.

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La Fondazione Italiana Linfomi al fianco dei giovani ricercatori con due iniziative da 110 mila euro

La Fondazione Italiana Linfomi al fianco dei giovani ricercatori con due iniziative da 110 mila euro. 

Alessandria, 17 ottobre 2022

La Fondazione Italiana Linfomi Onlus (FIL) conferma il suo impegno a sostegno dei giovani ricercatori attivi nello studio dei linfomi e promuove anche quest’anno il Bando Giovani Ricercatori, dedicato alla memoria del Prof. Luigi Resegotti, uno dei pionieri in Piemonte nella lotta contro le neoplasie del sangue e presidente onorario della Fondazione.

Il bando è proposto per il 5° anno grazie alla collaborazione con la Fondazione Giulia Maramotti e la Fondazione GRADE Onlus. L’iniziativa consiste in un grant di 100.000 euro assegnato a un giovane ematologo under 40 per la realizzazione di un progetto di ricerca di sua ideazione.

I progetti di ricerca in gara, per aggiudicarsi il finanziamento, devono prevedere aspetti innovativi nella diagnosi e nella terapia dei pazienti con linfoma per approfondire la conoscenza della malattia o migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.

Il Bando si è chiuso lo scorso 30 settembre e sono 11 i candidati che hanno presentato domanda. È in corso in queste settimane lavalutazione, a cura di un Comitato Scientifico, composto da membri interni e esterni la Fondazione. Il vincitore sarà proclamato il prossimo 11 novembre a Napoli, durante l’assemblea annuale della Fondazione.
Nel 2021 ha vinto Vincenzo Maria Perriello dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia con uno studio riguardante il trattamento dei linfomi di Hodgkin tramite cellule CAR-CIK.

Accanto al Bando Resegotti, FIL promuove, in collaborazione con l’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (AIL), il Premio Brusamolino: due grant del valore di 5 mila euro ciascuno, da assegnare a un medico e a un biologo under 40, scelti sulla base della rilevanza delle loro pubblicazioni sulla biologia o clinica dei linfomi.

Le domande di partecipazione devono essere compilate entro il 30 ottobre 2022.
La proclamazione dei vincitori si terrà il prossimo 11 novembre a Napoli, durante l’assemblea annuale della Fondazione.

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“E-MOBILITY AL”: RETE DI SCUOLE PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE E PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

“E-MOBILITY AL”: RETE DI SCUOLE PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE E PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Il Comune di Alessandria – che ha conferito il proprio Patrocinio all’ISS ‘Vallauri’ di Fossano per la quinta edizione del progetto “E-Mobility” per la diffusione ed il supporto della cultura del “lifelong learning”, dell’adozione dello sviluppo e della mobilità sostenibile -, è al fianco dell’Istituto ‘A. Volta’ di Alessandria nella declinazione e promozione di attività formative, a detta mobilità, funzionali.

Il ‘Volta’ annuncia la seconda edizione di “E-MobilityAL” che si svolgerà il 21 ottobre presso la sede di Spalto Marengo, 42.

Referente della rete di scuole per la mobilità sostenibile e per la sostenibilità ambientale, l’Istituto organizza e promuove questa giornata frutto del competente ed appassionato lavoro rivolte ad un tema fondamentale dei nostri tempi.

Dalle ore 9, in aula Magna, un convegno con relatori di alto profilo accompagnerà le studentesse e gli studenti in un efficace viaggio intellettuale che, partendo dalle basi tecnologiche, arriverà al fine vita delle auto elettriche.

Nel giardino dell’Istituto, aperto alla cittadinanza fino alle ore 18, le principali Aziende del nostro territorio presenteranno gli ultimi modelli esponendone caratteristiche e prestazioni.

La giornata pubblica sarà anticipata da un tavolo tecnico tra tutti i portatori d’interesse volta al confronto tra i diversi punti di vista ed esigenze in merito alla figura professionale necessaria a sostenere la transizione.

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto ‘A. Volta’, Maria Elena Dealessi sottolinea “L’importanza e l’attualità dell’evento specificando quanto sia importante valorizzare e implementare le buone pratiche connesse alla sostenibilità ambientale e all’impegno eco-sostenibile che tutti dovremmo applicare nella vita quotidiana. Si tratta pertanto di una reale occasione di crescita condivisa a vantaggio dei nostri studenti. Il pomeriggio si configura infine come autentico momento di confronto e di apertura al pubblico (anche dei più piccoli), per un approccio corretto e consapevole verso buone pratiche ormai davvero irrinunciabili”.

Protagonisti dunque: l’ambiente e l’energia con la loro indagine e salvaguardia; la partecipazione scolastica e formativa coordinate da una sempre attenta docenza e dirigenza.

A questi nuclei, il Comune di Alessandria rivolge la sua gratitudine.

Infatti il Sindaco Giorgio Abonante afferma: “L’Amministrazione Comunale oltre a nutrire naturalmente particolare interesse per un argomento della massima attualità, delicatezza e importanza, guarda all’Istituto ‘A. Volta’ come ad un vero e proprio braccio operativo nonché come ad il referente esperto locale nell’ambito dell’intero Progetto ‘E-Mobility’. Con gli Assessori di riferimento, a diverso titolo coinvolti nei lavori di questi giorni, partecipo sin da questo momento con entusiasmo al convegno del 21 ottobre prossimo e sostengo con convinzione ogni azione di approfondimento ringraziando la Preside Dealessi e il Docente di riferimento Franco Gabriele per l’impegno e la cura profusi”.

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Cerimonia intitolazione del parco Papa Giovanni Paolo II ad Alessandria

Cerimonia intitolazione del parco Papa Giovanni Paolo II ad Alessandria

Questa mattina – alla presenza dell’Assessore Antonella Perrone (in rappresentanza del Sindaco Giorgio Abonante),  del Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Barosini, del Consigliere Provinciale Gian Paolo Lumi (in rappresentanza del Presidente Enrico Bussalino), di mons. Guido Gallese, Vescovo di Alessandria, del Viceprefetto aggiunto Francesco Farina e di molti Rappresentanti Istituzionali civili e militari locali nonché delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma – è stata intitolata l’area verde presso il laghetto della Zona Residenziale 14 (posta tra via Nenni, via Togliatti, via Basso e via della Palazzina) ad Alessandria a Papa  Giovanni Paolo II (18.05.1920 – 02.04.2005): 264° Pontefice della Chiesa Cattolica, “gigante” della fede e della storia.

La Città di Alessandria ha inteso in tale modo onorare e ricordare la figura di questa grande Personalità e lo ha fatto con una solenne cerimonia che ha trovato fondamento – a partire dalla proposta formulata dal Consigliere Comunale Giuseppe Bianchini insieme al già Consigliere Comunale Mauro Bovone, nell’aprile 2021 – in ciò che è stato approvato all’unanimità dalla Commissione Comunale per la Toponomastica riunitasi in data 29.07.2021 nonché dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 266 del 02.12.2021 e, infine, dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 18 del 27.01.2022, nonché dal Decreto Prefettizio di autorizzazione del 18.03. 2022.

Karol Józef Wojtyla nasce a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920. Orfano di madre quando ha appena nove anni, cresce sostenuto dal padre, sottufficiale dell’esercito e uomo molto devoto. 

Nel 1938 si iscrive all’Università Jagellónica di Cracovia. Studente di Filologia polacca, cofonda il “Teatro Rapsodico” e l’esperienza drammaturgica inciderà molto sulla precisazione di alcune idee di fondo che caratterizzeranno anche il suo futuro ministero pastorale.

Quando nel 1939 le forze di occupazione naziste chiudono l’Università, per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania il giovane Karol lavora (1940-1944) nelle cave di pietra di Zakrzowek e, in seguito, nella fabbrica della Solvay in Borek Falecki, come addetto alle caldaie.

Nel 1942 entra nel Seminario clandestino e il 1° novembre 1946 è ordinato sacerdote. Poco dopo, parte per Roma dove consegue il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. 

Nel 1948 torna in Polonia e insegna Teologia morale ed Etica presso il Seminario di Cracovia e la Facoltà Teologica di Lublino. Nel luglio 1958 Papa Pio XII lo nomina Vescovo ausiliare di Cracovia. 

Nel gennaio 1964 Papa Paolo VI lo nomina Arcivescovo di Cracovia e, con questo titolo, partecipa al Concilio Vaticano II contribuendo in particolare alla formulazione della Costituzione “Gaudium et spes”. 

I Cardinali, riuniti in Conclave, lo eleggono Papa il 16 ottobre 1978. Karol Wojtyla sceglie il nome di Giovanni Paolo II e il suo pontificato, durato quasi 27 anni, è uno dei più lunghi della storia della Chiesa. 

Esercita il suo ministero con uno spirito pastorale instancabile: compie 104 viaggi apostolici nel mondo e 146 nella sola Italia, incontra Uomini di Stato (38 visite ufficiali, 738 udienze con Capi di Stato e 246 con Primi Ministri) e milioni di pellegrini. È anche considerato uno degli artefici del crollo del “socialismo reale”.

Promuove il dialogo con i giovani (nel 1985 istituisce la Giornata Mondiale della Gioventù), con gli ebrei e i rappresentanti delle altre religioni, invitandoli tra l’altro ad Assisi nel 1986 alla Prima Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace. Nel 1992 ammette che fu un errore della Chiesa condannare Galileo Galilei e chiede pubblicamente perdono per le guerre di religione e i torti inflitti ai non cattolici nel corso della storia.

Incoraggia il rinnovamento spirituale della Chiesa anche attraverso numerose nuove beatificazioni (1338) e canonizzazioni (482) e la pratica teologale (scrive 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche).

Dopo essere sopravvissuto a un grave attentato (13 maggio 1981) e avere fronteggiato una lunga malattia, Karol Wojtyla muore in Vaticano il 2 aprile 2005. 

Il 27 aprile 2014, a meno di dieci anni dalla morte, Papa Francesco lo proclama Santo della Chiesa Cattolica.

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Teatro Menotti. Milano: EINSTEIN & ME – GABRIELLA GREISON

18 | 23 ottobre

PRIMA MILANESE

GABRIELLA GREISON

EINSTEIN & ME
La storia d’amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo

Produzione Tieffe Teatro Milano, Associazione culturale Paul Dirac

Di e con Gabriella Greison
Con la voce di Giancarlo Giannini nei panni di Albert Einstein

In questo monologo teatrale Gabriella Greison interpreta Mileva Maric, fisica, prima moglie di Albert Einstein e madre dei suoi figli. Il monologo è tratto dal romanzo “Einstein e io”, edito da Salani, uscito nel 2018, scritto dalla stessa Greison. “Einstein & me” è un viaggio nella vita di Albert Einstein attraverso gli occhi di una donna che è stata fondamentale per la sua crescita e per l’attualissima battaglia dell’affermazione femminile in campo scientifico. I due si sono conosciuti tra i banchi di scuola, al Politecnico di Zurigo nel 1896 e per oltre vent’anni hanno vissuto insieme. Anni fondamentali per Einstein e per la storia della fisica, dalla formulazione della teoria della relatività ristretta (con la famosa formula E=mc²) alle basi per la teoria quantistica. 

Una vita vissuta in simbiosi, che ha permesso ad entrambi di crescere e creare, tra lezioni all’università, lunghe camminate in montagna, esami, soste ai tavolini del Café Metropole, laboratori di fisica, salotti, figli, e battaglie contro gli stereotipi e i luoghi comuni a cui una donna doveva sottostare in una società come quella di inizi ‘900. Chiunque può identificarsi nelle vicende evocate nel monologo, metafora bellissima per tutti, delle piccole azioni che compiamo ogni giorno, dei grandi progetti, dei cambiamenti, degli opposti che inevitabilmente si attraggono, delle speranze e dei diritti. Chiunque sia mosso dalla ricerca affannosa verso la conoscenza e la realizzazione dei propri sogni. 

Gabriella Greison intesse un monologo in cui le sue ricerche vanno a sdoganare le false voci le voci su Mileva, regalandole una vita diversa e molto attuale. Le quattro stagioni si alternano nella vita di Mileva, esattamente come accade nella vita di ciascuno di noi. Racconta Greison: “L’idea di approfondire questa nuova visione della vita di Albert Einstein, dal punto di vista femminile della moglie, nasce dalla mia esigenza di avere nuove forme di confronto e stimolo. Un tempo i biografi di Einstein sono stati tutti uomini, ed è per questo che l’immagine di Mileva ci è arrivata distorta. Oggi Mileva è una di noi, modernissima, indipendente, sicura, che non si fa certo scrupolo nel rifiutare situazioni che le vanno strette. Nel mio lavoro non si fa cenno a polemiche sui lavori di Albert Einstein, e all’attribuzione degli stessi, che sono sempre stati e sempre lo saranno di Einstein stesso, essendo lui stato un genio assoluto; ma si descrive con i termini di oggi, la personalità, la mente e la natura di una donna che potrebbe essere una di noi, il cui percorso è stato oscurato da una società che mal tollerava le diversità ed era arroccata su vecchi concetti di appartenenza. Il finale è un viaggio nel futuro, ancora aperto, ancora da scrivere”. La stessa Greison ha portato nel 2018 al Politecnico di Zurigo una domanda per l’attribuzione di una laurea postuma a Mileva Maric, domanda che è stata all’inizio rifiutata, mentre ora, ai giorni nostri, nel 2022, con il cambio di rettorato, è al vaglio della nuova commissione.

STAGIONE 2022 | 2023

BIGLIETTERIA

CAMPAGNA ABBONAMENTI

PREZZI

  • Intero – 34 € 
  • Ridotto over 65/under 14 – 17,50€

ABBONAMENTO MENOTTI CARD

4 ingressi: €50,00

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 11.30 alle ore 19.00

Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online

Con carta di credito su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI

Dal martedì al sabato ore 20

Domenica ore 16.30

Lunedì riposo

UFFICIO STAMPA

Linda Ansalone

stampa@teatromenotti.org

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Biglietti della follia di Sualen Riccardi.

Oggi vorrei presentarvi la bellissima poesia di Sualen Riccardi, “Biglietti della follia – Le ultime lettere di F.Nietzsche”, risultata tra l’altro meritevole della menzione d’onore al Premio Letterario Internazionale Arte e poesia nella notte.

È un brano complesso e difficilmente accessibile, ma altresí interessante e affascinante, in particolar modo per chi è interessato ad avere uno “spaccato realistico” del Nietzsche degli ultimi anni…Quelli della follia.

BIGLIETTI DELLA FOLLIA di Sualen Riccardi
Le ultime lettere di F. Nietzsche

Scriverò parole che parranno veleno -come i laburni-
da una crisalide aperta a picco sul cielo.
Cadranno dall’aria il sole e i bagliori notturni-
Scuoterò dal fiore ogni petalo

lasciando null’altro che stelo.
Scriverò parole dai segreti giardini taciturni-
tra le danze ebbre dei satiri

nelle notti di gelo.
Squarciata la cortina del Tempio diverrà allora scampolo il velo.

Scriverò parole accecanti.
Lucenti come tutti i miraggi diurni-
E scriverà dalle montagne Zarathustra un nuovo Vangelo.
“Saprò creare chi sono soltanto divenendo oggi chi ero”

Scriverò da sopra l’Abisso come da un grattacielo.
Scriverò la fine di una favola nello sfiorire dei viburni.
Elogerò la follia pura. La linfa negli alburni
Scriverò scosso dal vento che sparge il pensiero.
Ora che il cigno di Parsifal sembra divenire sparviero.
E che solo io vedo in questo cavallo un eroico destriero.
Giungo in scalata sulla terra dell’impervio sentiero
con in mano la lanterna di Diogene
per sfilare via il falso dal vero.
Troppo presto, lo so-
A ormeggiare in un porto
che non attende veliero
.

La poetessa Sualen Riccardi

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HO SCELTO TE, di Paola Varotto

HO SCELTO TE

Scelgo te

perchè vorrei leggessi la mia anima

ma fai finta di niente

e rincorri i tuoi sogni

che non mi comprendono mai

o forse si… ma non vuoi!

Ed io lo so

lo so bene,

le cose che valgono la pena

sono sempre le più difficili.

E noi le rincorriamo

a rischio di cadere,

di scontrarci col dolore

che pensi non finisca mai,

che annegherai dentro di esso

ma imparerai a nuotare

fino a renderlo amico.

E vorrei che, per una volta

tu fossi serio

e mi guardassi dentro veramente!

Come sempre

ti aspetto nei miei sogni

sempre più del dovuto

e spedisco lontano

gli sguardi, gli abbracci, le parole

che ho solo immaginato..

E allora cerco il tuo viso

in ogni canzone che ascolto

in ogni nuvola che oscura il sole

in ogni parte del mio Universo

che è così vuoto senza di te.

Sento la punta delle tue dita

sfiorare la mia schiena..

Quello che possiamo immaginare

non ha limiti perchè, certe sensazioni

la nostra mente, non le scorda mai

le nasconde soltanto e…

quando meno te lo aspetti

i ricordi predono vita, improvvisamente

le tue mani , le tue dita,

che si intrecciano con le mie..

Eri quello che cercavo..

e per trovarti mi sono persa!

Ma… ho scelto te!

©Copyright legge 633/1941

Paola Varotto

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L’OCCHI NOVI, di Silvia De Angelis

L’OCCHI NOVI

Co’ l’occhi novi, che m’hanno messo

ar posto de quei

consummati dar colore de’ ‘ a vita

penzavo de potè vedè scenari

e situazzioni de’ tutt’artro tipo

co’ l’illusione de ‘n sogno maggico

‘n dove ereno tutti strafelici drento

‘na natura ‘nfiorata e corma de splendore…

E ‘nvece er quadro che me compare

cià tinte tetre, oscurate da ‘n malessere

‘ndiavolato che s’è preso l’anima

de ‘e perzone tramutannole ‘n perzonaggi

senza ‘n briciolo de’ core…

Penzavo d’usà li colliri sbajati

che farsassero l’immaggine vera d’esistenza

ma ‘ ne ‘ a realtà che vedo

nun c’entreno ‘e gocce

solo ‘n’umanità scellerata

che nun cià rispetto de gnente e nisuno

e va ‘n caduta libera senza ‘n futuro…

@Silvia De Angelis

GLI OCCHI NUOVI (traduzione)

Con gli occhi nuovi che mi hanno messo

al posto di quelli

consumati dal colore della vita

pensavo di poter vedere scenari

e situazioni di tutt’altro tipo

con l’illusione d’un sogno magico

ove erano tutti strafelici dentro

una natura rifiorita e colma di splendore…

E invece il quadro che mi compare

ha tinte tetre, oscurate da un malesssere

indiavolato che si è preso l’anima

delle persone tramutandole in personaggi

senza un briciolo di cuore….

Pensavo di usare i colliri sbagliati

che falsassero l’immagine vera d’esistenza

ma nella realtà che vedo

non c’entrano le gocce

solo un’umanità scellerata

che non ha rispetto di niente e alcuno

e va in caduta libera senza un futuro…

https://ssilviadeangelis5.blogspot.com/

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Adolescenti arrabbiatissimi, di Dr.ssa Mariangela Ciceri. Psicologa Clinica e forense

Adolescenti arrabbiatissimi, di Dr.ssa Mariangela Ciceri Psicologa Clinica e forense

Mariangela Ciceri

Alessandria: Chiunque si relazioni con un adolescente, figlio, nipote, conoscente o allievo, ben conosce come a volte sia difficile contenere quel lato aggressivo, che loro per primi hanno difficoltà a comprendere e a tenere sotto controllo.

Essere adolescenti non è semplice

Non sono semplici i conflitti che si devono gestire né le sfide che si devono accettare. 

Il corpo cambia, ciò che una volta erano garanzia di divertimento e tranquillità, come il gioco a carte con i nonni, o quel cartone animato che faceva ridere, perdono di valore. 

Ci si ritrova ad essere in un corpo che cambia e in balia di emozioni e desideri sbocciati all’improvviso, faticosi da comprendere e realizzare.

Possono avere l’impressione che tutti, in casa e fuori, si aspettino qualcosa da loro, un buon voto, un comportamento adulto, una buona educazione espressa attraverso un atteggiamento non ribelle. E perfino gli amici, possono non essere più quella gran compagnia che erano un tempo. La noia può diventare una assidua compagna, la rabbia una presenza costante.

Gli adolescenti non hanno un buon controllo sulle emozioni. 

Spesso le subiscono, cercano di decodificarle, possono addirittura esserne spaventati. Se la richiesta sociale (la scuola, il gruppo dei pari) e quella famigliare (la relazione con i genitori) innescano comportamenti stressogeni, l’adolescente può comunicare il suo malessere attraverso eccessi d’ira e comportamenti non del tutto funzionali.

Entrare nel mondo dei grandi significa percorre la passerella del giudizio, indossare maschere appropriate per celare agli occhi del mondo quelle insicurezze e paure che possono minare l’autostima e allora arrabbiarsi può essere tutto quello che rimane da fare.  

La risposta che da adulti, da genitori, amici, insegnanti possiamo dare è l’ascolto

Accogliere quella rabbia, lasciare che trovi il modo per essere riconosciuta, raccontata, espressa e solo dopo, quando tutto il dicibile è stato detto, da persone responsabili e autorevoli quali essere genitori e insegnanti impone, ridefinire quelle regole e quei comportamenti che riteniamo utili, necessari e inderogabili.  

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

3475874157 anche su WhatsApp  

https://www.mariangelaciceri.it

PINK SONIC SHOW – The European PINK FLOYD Experience

PINK SONIC SHOW – The European PINK FLOYD Experience

Sabato 10 dicembre al Teatro Alessandrino alle ore 21.00
L’essenza dei Pink Floyd riproposta ai giorni nostri

Nati da un’idea di Francesco Pavananda nel 2011 i Pink Sonic sono riconosciuti dalla critica come uno tra i migliori tributi ai Pink Floyd, grazie alla professionalità dei loro componenti.
Oltre alla continua sperimentazione in campo musicale, ogni musicista eccelle nella ricerca del sound che porta lo spettatore a rivivere le stesse sonorità ed emozioni degli originali. Il rig di Francesco Pavananda, copia del rig di David Gilmour nel celebre concerto di Venezia , le tastiere di Andrea Marzotto, le luci, i laser, le proiezioni sullo schermo circolare permettono ai Pink Sonic di portare in scena uno show di oltre due ore, dove il pubblico viene travolto ed affascinato.
Prodotti da Ke Spettakolo srl faranno tappa ad Alessandria al Teatro Alessandrino con inizio spettacolo alle ore 21.00

La scaletta prevede un viaggio attraverso i maggiori successi dei Pink Floyd, senza però dimenticare pezzi storici che hanno segnato gli esordi degli stessi.

Riarrangiati e ammodernizzati rappresentano delle gemme preziose in uno show unico ed entusiasmante.

“La musica dei Pink Floyd, dopo 50 anni dal suo inizio ha ancora sfumature contemporanee, grazie anche ai loro testi con tematiche universali e non sottoposti all’erosione del tempo e delle mode. – dichiara Francesco leader e frontman – Nonostante ciò, non mi sono trattenuto dal riarrangiare canzoni come “Set the Controls for the heart of the sun” , “Astronomy Domine”e ”Welcome to the machine”.
L’ inizio dello spettacolo è previsto per le 21.00.
I biglietti sono in prevendita su Mail Ticket.
Per maggiori info: http://www.pinksonic.show

I corpi son parte dell’anima, di Antonio Scarito

Ti spoglio e

ti rivesto,

ti trascino

dentro il letto,

cerco il corpo,

lo trovo caldo e

lasciarlo

più non posso.

Salgo in alto,

cerco la bocca,

sento il respiro,

è affanno,

poggio le labbra,

sale la voglia e

sento che

prende ovunque.

Stan le braccia

intorno al collo,

non mi lasci,

è catenaccio,

stringi forte,

vuoi avermi

fino in fondo,

dentro te.

L’amore porta

dove i sogni

si colorano

in un istante e

i corpi son parte

dell’anima da cui

mai vogliamo

distaccarci.