Buon compleanno all’artista francese Francoise Gilot che oggi compie 101 anni!!!
In questo libro intenso, non facile, Françoise Gilot , la quarta donna importante per Picasso dopo Ol’ga, Marie-Thérèse e Dora Maar, descrive le enormi difficoltà incontrate durante la relazione con Pablo, il quale, in nome di se stesso e forte del mito che lo avvolge sacrifica i rapporti personali rinnegando amori e amicizie.
La seconda stagione di #ViadeiMattiNumero0 è stata, se possibile, ancora più incredibile della prima. Siamo emozionati nel ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo meraviglioso viaggio e tutto il pubblico che ci ha avvolti in un abbraccio pieno di luce e calore.
Grazie ai nostri autori, al carissimo e immancabile Fosco D’Amelio, a Rossella Rizzi, Federico Bàccomo, Duccio Battistrada e Lorenzo Scoles. Grazie a Riccardo Geminiani e Francesco Scrofani Cancellieri che hanno collaborato ai testi con grande cura.
Grazie al nostro prezioso ufficio stampa Zebaki, Pamela Maffioli e Giada Giordano, insieme a Diana Lapiccirella. Grazie al nostro fantastico agente Beppe Caschetto.
Grazie a tutta la #Rai, in special modo a Rosanna Pastore, Felice Cappa, Luisa Pistacchio, Eliana Mercieri, Michela Valeri Di Blasi, Simona Gubellini che hanno seguito da vicino il nostro progetto.
Grazie alla fantastica squadra di Ballandi a partire da Mario Paloschi e Claudio Montefusco.
Grazie a Silvia Ceccarelli e Claudia D’Amico per l’organizzazione impeccabile e sorridente, grazie al produttore esecutivo Luca Catalano.
Grazie al nostro grande regista Alessandro Tresa e all’aiuto-regista Giorgia Randolfi, sempre pronta a commuoversi.
Grazie ad Antonio Scappatura per la grande maestria nella fotografia e alla scenografa Federica Luciani che ha curato la nostra casa ideale.
Grazie al nostro imprescindibile Roberto Lioli che ha curato il suono.
Grazie alla nostra stylist Claudia Scutti, all’assistente Elena Giordani, a Valentina Sguera al trucco e a Elisa Zamparelli al parrucco per essersi presi cura di noi con grande professionalità ed allegria straripante.
Grazie ad Azzurra Primavera e Alessandro Bacchiorri per le bellissime foto di scena.
Grazie a Mariagrazia Cavallo che cura i nostri canali social e a Gianluca Martone che ci ha seguiti sui social di Ballandi.
Grazie alla coordinatrice di post produzione Gioia Bernucci, alla coordinatrice di produzione Marta Di Modica, con Silvia Lamia, Luigi Nistricò e l’ispettore di produzione Federico Rossi.
Grazie agli operatori di ripresa Giulio Belviso, Alessandro Carucci, Luciano Indiveri, Lorenzo Lattanzi, Fabio Palma, Antonio Tresa, Francesco Trisi, Cesare Vernetti. Grazie alla squadra tecnica Alfonso Feliziani (capotecnico), Stefano del Vecchio e Matteo Andolina (fonici di sala), Mauro Buccitti e Mauro Piermattei (accordatori), Enrico Ceccarelli (mixer luci), Alice Della Ragione (segretaria di edizione), Fabrizio Della Pelle (macchinista), Vincenzo Fiorini (elettricista), Hector S.Serratos Aguilar (elettricista) e al gobbista Gabriele Natili per la grande pazienza, simpatia e professionalità. Grazie alla squadra di montaggio Claudio Giannuli, Alessandro Lacialamella, Alessandro Smarrelli, Vincenzo Tagliatela, Alfredo Angelo Orlandi, Maria Laura Zaccagni, Francesco Tosoni (mix audio), Arturo Murante e Edwin Guzzo (grafiche).
L’assemblea pubblica del 7 Dicembre ore 21 avrà l’obiettivo di creare un momento di confronto, di spiegazione e approfondimento: ci avviciniamo sempre di più alla possibilità concreta di uno screening sulla popolazione, diventa fondamentale sapere cosa chiedere alle istituzioni coinvolte!
Il medico ambientalista Lelio Morricone ci accompagnerà in quelle che potrebbero essere le fasi dello studio epidemiologico e di come dovrebbe funzionare correttamente un protocollo per i medici di base in un luogo colpito da un disastro ambientale.
Michela Piccoli, portavoce delle Mamme no Pfas , un esempio vincente della lotta ambientale in Veneto, ci racconterà quanto è importante rivendicare il diritto alla salute per tutti, nessuno escluso.
In collegamento da Taranto, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti: un contributo estremamente prezioso da chi, ormai da anni, lotta per la vita, per il lavoro e per la sopravvivenza del proprio territorio senza mai arrendersi.
Insieme a Viola Cereda e Claudio Lombardi, del Comitato Stop Solvay, la sera del 7 Dicembre costruiremo un altro pezzo della lotta che portiamo avanti ormai da due anni: non ci fermeremo finché non avremo la verità, finché non smetteremo di morire di lavoro e di inquinamento, finché la fabbrica non sarà chiusa e la Fraschetta bonificata.
Chi ancora non sa cosa sia il canicross e le sue discipline e vuole conoscere il fantastico organizzatore che è stato il babbo più bello d’Italia, oltre che il più bravo secondo me visto che ha cresciuto con amore la piccola bellissima Jennifer campionessa di canicross e favolosa ginnasta, ecco l’appuntamento che non dovete assolutamente perdere.
Domenica 11 dicembre il Ranch di Pluto ASD, con la collaborazione di Canicross Romagna ed il patrocinio del Comune di Cervia, organizza la prima edizione della Romagna canicross Race
Troverete tutte le informazioni necessarie nella locandina allegata.
Si ringrazia canicross Italia per l’aiuto dato.
𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 all’interno di una bellissima pineta dove correre respirando a pieni polmoni aria pura al profumo di pini e aria salmastra di mare.
Dopo le gare competitive ci sarà la non competitiva happy dog, sia per chi vuole conoscere la disciplina prima di competere nelle gare agonistiche e arrivare ben preparato, sia per chi ha solamente voglia di passare una bellissima giornata in compagnia del proprio “quattrozampeeunacoda” e di tanti amici amanti del mondo della cinofilia in un incantevole sito ricco di natura e aria pura, facendo movimento che fa bene sia al fisico che alla mente.
Ci sarà anche la gara riservata ai bambini, sempre all’interno della pineta, lungo un percorso di un chilometro. Vi assicuro che veder correre i bimbi, molto spesso accompagnati dai loro genitori, è un’esperienza davvero entusiasmante, quindi se avete figli che vogliono stringere un solido legame col proprio cane e affacciarsi ad una sana vita sportiva questa è un’occasione per venire a conoscerci.
Sia il sabato sera che la domenica dopo le competizioni all’interno dell’hotel Adria a Milano Marittima che ha una meravigliosa vista mare, per chi volesse, si potrà sia cenare che pranzare e, si sa, che in Romagna si mangia benissimo!
Madrid, 25 ott. – E’ tornato alla luce il violino che Frida Kahlo (1907-1954) regalò a Lev Trockij (1879-1940), esiliato nella sua casa di Coyoacán tra il 1937 e il 1939, dipinto a mano e dedicato dall’artista messicana al leader comunista rivoluzionario. Dato l’interesse per tutto ciò che ha a che fare con la Kahlo, icona culturale venerata , lo strumento musicale sarà offerto prossimamente all’asta con una stima intorno ai 50 milioni di euro.
“E così, come in una meravigliosa eresia, saranno le onnipotenti case d’aste Sotheby’s e Christie’s a dare un prezzo all’amore comunista di Frida e Trockij che si concluse con l’assassinio del politico russo per mano dello spagnolo Ramón Mercader”, scrive il quotidiano spagnolo “El Mundo” dando la notizia della scoperta del violino in Spagna. Nel novembre 2021 l’autoritratto “Diego e io” di Khalo è stato venduto a New York per 34 milioni di dollari, battendo ogni record per un artista latinoamericano. E presto il violino potrebbe polverizzare il precedente primato raggiunto dalla Kahlo.
Nessuno sa in quante mani sia passato il violino prima di arrivare all’attuale proprietario che, sospettando che si trattasse di un pezzo autentico, ha contattato Javier Gallego, di Gallego y Sánchez Rollón Asociados di Madrid, esperto di arte e perizie, per certificare che sia i disegni che la dedica erano opera di Frida Kahlo. Sullo strumento musicale si legge: “Un uomo senza patria è come un vecchio violino senza corde, spero che molto presto ritrovi la sua patria e la sua casa, il suo ideale e la sua lotta, e torni a essere il direttore d’orchestra della storia mondiale. Cordiali saluti, Frida Kahlo”. Sul retro, l’artista ha disegnato due farfalle e, all’interno di un sole nero, il simbolo della falce e martello.Romanticismo e politica si fondono nelle sue pennellate donchisciottesche e nel suo tratto ingenuo. Gallego è stato incaricato di coordinare il team di esperti che ha analizzato l’autenticità del violino. Guillermo Pastor Vázquez, presidente dell’Associazione nazionale degli esperti di calligrafia, è stato incaricato di verificare la calligrafia e la firma. Una società spagnola ha confermato, attraverso lo studio dei pigmenti, il violino fu dipinto negli anni ’30 e che alcuni dei colori utilizzati erano in uso solo in America Centrale.
Per quasi due anni, Trotsky fu ospite dei Rivera – Kahlo, nella famosa “casa azul”, anch’essi appartenenti al partito comunista. Fu in quella frangente di tempo, che Kahlo è Trotsky furono amanti, dicono una vendetta della Kahlo, dopo scoperta l’avventura amorosa di Rivera con la sorella minore di Frida.
Dal web
Il risultato, quindi, è stato conclusivo: Frida Kahlo dipinse il violino e quindi lo regalò anche al suo amante. Ora che l’attribuzione alla Kahlo è stata confermata, il violino è un pezzo super ghiotto per le grandi case d’asta, dove probabilmente finirà.
León Trotsky
Breve biografia:
Lev Davidovich Bronstein, nato a Yanovka, Ucrania, 1877. Rivoluzionario russo. Nato in una famiglia ebrea da genitori propietari di terre che lavoravano come agricoltori. Studia Diritto alla università di Odessa. Già da giovane, partecipò nella opposizione clandestina contro il regime autocrata dei Zar, organizando una Lega Operaia del sud della Rusia. Muore assassinato a Coyoacán, México, 1940.
E siamo qui; ancora. Il sole immutato offre il suo candore più vitale come se no fossimo ad un passo di Natale, come se no fossimo in guerra.
Il mare increspato, le sue onde che colpiscono la pietra, una, due, infinitamente è sempre lui, semplicemente cambia colore secondo le sue emozioni.
Qualche telo copre la fine sabbia e uno ch'alto umano si fa abbraciare dall'acqua.
La maggior parte delle piante, con un verde e brillante fogliame, qualcuna di loro ingiallita per terra e un timido fiore ancora nasce trionfalmente.
Per quanto mi riguarda, m'affascina il lago, mi rassicura; quando giovane, sfidavo le onde in mare aperto con la gagliardia propria della spensieratezza, addirittura pazzia osserei.
Adesso mi cula il calmo e sereno, quando le gocce l'ho stuzzicano la sua pelle si'arriccia e i pesci vanno a rifoccillarsi.
E io osservo. Pensieri; tanti.
Vincitori e vinti, siamo qua, nessuno va molto lontano. Su oppure giù...
Lo so, è di giorni fa, pubblico solo oggi perché sono stata travolta da tante situazioni da risolvere e non postergabili. Quella giornata era bellissima e quel sole fu l’ultimo; preludio d’un autunno che arrivò proprio il giorno successivo.
Si fa mattino, le ultime gocce scorrono Pulito cielo, lavato, azzurro I fusti coperti a punto d'esplodere da tant'acqua, che un tiepido sole non prosciuga mai.
I peccatori oggi stanno meglio La salvezza da la su è arrivata purificando possibili vizi, traviamenti; la schiena è meno pesante, si cammina adagio.
Passi leggeri si mescolano nel frastuono del brulicante paessaggio.
“Frida è acida e tenera, dura come l’acciaio e delicata e fine come l’ala d’una farfalla. Adorabile come un bel e profondo sorriso e crudele come l’amarezza della vita”
“Frida es ácida y tierna, dura como el acero y delicada y fina como el ala de una mariposa. Adorable como una bella y profunda sonrisa y cruel como la amargura de la vida.”
La mia risata vola alta Più in alto dei cappelli cardinalizi E della speranza. I miei seni sorridono quando brilla il sole Malgrado i miei abiti malgrado mio marito Felice nell’essere così sporca Perché gli avvoltoi mi amano E anche Dio.
Sabato 26 novembre si svolgerà la terza edizione del Mercatino della Solidarietà che da quest’anno abbiamo voluto intitolare a Pietro Baldi, recentemente scomparso. Fondatore e storico Presidente della Aic, Pietro Baldi si è sempre impegnato nel sociale, nello studio e promozione del borgo di Sale.
Le associazioni che parteciperanno, oltre ovviamente al Comitato Amici di S. Maria e S. Siro, sono le seguenti: Aic, Aido, Animal’s Angels, Avis, Ass. Franca Cassola Pasquali, Ass. Pandora, Ass. Exago, Ass prom. soc. Ethos Ensemble Orchestra, Ass. Iris, Croce Rossa del BVS, Cong. Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù, Suore Sacramentine ipovedenti, Fiab Tortona sez. Malabrocca, FAI del. Tortona, Lions Water for Life, la Zampa sul Pioppo, Progetto Ambiente Tortona, Residenza Lisino Tortona, San Carlo Onlus Castelnuovo S., Tennis Sale per Ospedale Gaslini di Genova. Sarà pesente la Pro Loco di Sale con le caldarrosto, il Chicco e il Bar del Mercato offriranno la cioccolata calda ai bambini.
Vi aspettiamo numerosi per un pomeriggio di festa e solidarietà.
Piazza Santa Maria e Via Roma dalle 15.00 alle 19.00
San Gimignano è il paese delle torri. Le vedrete spuntare all’orizzonte, tra le antiche case in pietra del borgo toscano.
Un tempo le torri erano settantadue. Oggi se ne contano quattordici. Non perdete tempo a fare i calcoli. Godetevi il panorama.
Considerate il simbolo dell’architettura medievale in Toscana, nel 1990 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Mentre le guardi, rifletti su quanto sia antica la storia di San Gimignano: dalle invasioni degli Ostrogoti di Totila, alla peste del 1348, alla sottomissione a Firenze. La mente ritorna al Medioevo, il “periodo buio” studiato a scuola che ha lasciato un segno indelebile nell’architettura dei palazzi.
Artisti famosi, come Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi, Piero del Pollaiolo, hanno vissuto e lavorato a San Gimignano e adornato le chiese con le loro opere, che possiamo ammirare ancora oggi. I monumenti ai caduti ricordano ai visitatori che le due guerre mondiali hanno interessato anche questa parte della Toscana, tra le colline della provincia di Siena.
Buonanotte a tutti voi, cari amici, da San Gimignano!!
San Gimignano is the city of towers. You will see them appear on the horizon, among the ancient stone houses of the Tuscan village.
There were once seventy-two towers. Today there are fourteen of them. Don’t waste time calculating. Enjoy the view.
Considered the symbol of medieval architecture in Tuscany, in 1990 they were declared a World Heritage Site by Unesco. Looking at them, you reflect on how ancient the history of San Gimignano is: from the invasions of the Ostrogoths of Totila, to the plague of 1348, to its submission to Florence. The mind goes back to the Middle Ages, the “dark period” studied in school which left an indelible mark on the architecture of the buildings.
Famous artists, such as Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi, Piero del Pollaiolo, lived and worked in San Gimignano and adorned the churches with their works, which we can still admire today. The war memorials remind visitors that the two world wars also affected this part of Tuscany, in the hills of the province of Siena.
Goodnight to all of you, dear friends, from San Gimignano!!
“E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Se stesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio.
Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza. “
Vernazza, in provincia di La Spezia, è uno di quei pittoreschi borghi che compongono le Cinque Terre. Sorge arroccato alle pendici di uno sperone roccioso, ed è rivolto romanticamente verso il mare. Vernazza è stata dichiarata nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alle altre quattro località che costituiscono il territorio delle Cinque Terre: Monterosso al Mare, Corniglia, Manarola e Rio Maggiore, tutte ben collegate tra di loro e che è possibile visitare nel giro di una settimana in modo molto semplice.
A Vernazza ce n’è da ammirare, dal porticciolo naturale, alle case-torre colorate, dai panorami visibili lungo i sentieri verticali, alle piazzette di paese che i cittadini chiamano “u cantu de musse”, ossia l’angolo delle chiacchiere.
Vernazza, in the province of La Spezia, is one of those picturesque villages that make up the Cinque Terre. It stands perched on the slopes of a rocky outcrop, and is romantically facing the sea. Vernazza was declared a World Heritage Site by UNESCO in 1997, together with the other four towns that make up the Cinque Terre area: Monterosso al Mare, Corniglia, Manarola and Rio Maggiore, all well connected to each other and can be visited in a week very simple way.
In Vernazza there is much to admire, from the natural harbour, to the colorful tower-houses, from the panoramas visible along the vertical paths, to the small squares that the citizens call “u cantu de musse”, that is, the corner for chatting.
Molti mi scrivono chiedendomi – come mai il tuo libro non si trova in libreria? Il motivo è semplice… Le librerie fanno posto alle grandi case editrici… Noi figli di un Dio minore possiamo essere ordinati ma non abbiamo spazio a scaffale. Stasera sono entrata in una libreria Giunti e guardavo le decine di libri esposti sotto i riflettori. Libri da toccare da sfogliare da odorare.
Il mio non c’era. Non ci sarà mai. Non è possibile cambiare questo meccanismo che ospita grandi autori e lascia al buio altri autori magari meritevoli di un po’ di luce. Ovviamente non è colpa delle librerie… È una legge di mercato. L’autore famoso vende mentre il piccolo autore è un’incognita totale. Non è nessuno … E poco e porta se scrive con il cuore. Il cuore per tanti è solo un muscolo che batte.
La paura della morte tormenta l’essere umano da sempre, è una minaccia che accomuna tutti, i poveri e i ricchi, gli eroi e la gente comune, i dotti e gli ignoranti, i religiosi e gli atei. La Morte e il Diavolo sono sempre in agguato, come vediamo in questa incisione di Albrecht Dürer, ma il Cavaliere, ritto sul suo bellissimo destriero, avanza fiero e guarda davanti a sé, incurante dei mostruosi compagni di viaggio.
Il Cavaliere, teso dentro la sua armatura, ignora il richiamo dell’essere alle sue spalle, il Diavolo: sembra uno scherzo della natura perché ha il muso caprino, le corna ricurve da ariete sotto le orecchie e una serie di malformazioni che lo fanno assomigliare più a un incubo che a una creatura reale. Il Diavolo segue il Cavaliere a piedi portando un’alabarda.
Al suo fianco vediamo un altro essere mostruoso, ha l’aspetto di un teschio a cui sono rimasti gli occhi e due denti canini, ha una barba lunga e dai suoi capelli escono minacciosi serpenti che si avvolgono intorno alla corona. È la Morte, la regina del tempo, che porta in mano una clessidra, dove la sabbia è quasi tutta scesa, e sopra un orologio segna le cinque. Cavalca un ronzino smagrito col collo rivolto verso terra, le orecchie abbassate e annuncia il suo arrivo con un campanello appeso al collo. La Morte sembra deridere il Cavaliere, cercando di attrarre la sua attenzione con un grido, ma il Cavaliere la ignora e non si lascia scomporre dall’angoscia che i due esseri mostruosi cercano di insinuargli.
Il Cavaliere è impegnato in un lungo cammino, la sua meta è la fortificazione che si vede in lontananza, sorretto da un’indomabile fede religiosa, simboleggiata dal cane, senza la quale probabilmente sarebbe già caduto da cavallo.
Il Cavaliere di Dürer rappresenta l’integrità, la fiducia e la costanza che bisogna avere quando dobbiamo affrontare le difficoltà della vita: la Morte e il Diavolo sono sempre in agguato, ma l’unica possibilità di salvezza è ignorarli. Loro resteranno comunque al nostro fianco, ma dobbiamo reagire con la stessa freddezza del Cavaliere, come traspare dalla sua posa fiera, e continuare il viaggio con grande compostezza.
Albrecht Dürer, Il Cavaliere, La Morte e il Diavolo, incisione, 1513, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi
Un librone, io ho letto sul kindle dovrebbe comunque trattarsi di circa 900 pg sul cartaceo, uscito per la prima volta nel 1950 senza fortuna è stato rieditato negli anni ‘70 del secolo scorso e, in Italia, credo per la prima volta nel 2021. Si tratta di una saga familiare che si svolge lungo circa cinquant’anni dal 1890 al 1940 all’interno della comunità ebraica tedesca e berlinese in particolare.
Non è però un libro “ebraico” nello stile, ad esempio, dei fratelli Singer qui gli ebrei sono, o credono di essere, ben assimilati nella società borghese prima dell’Impero e poi della Repubblica e si comportano come tutti gli altri industriali, notabili, professionisti del loro tempo.
Naturalmente per noi lettori che conosciamo la storia che verrà tutto i loro movimenti, gli amori, le fabbriche i successi e gli insuccessi ci appaiono inutili destinati ad essere inghiottiti dalla nube nera del nazismo.
L’autrice, giornalista ebrea tedesca fuggita in Inghilterra, ha scritto il libro praticamente in diretta negli stessi anni in cui si svolgono gli avvenimenti e questo se da una parte permette una intensa aderenza al reale dall’altra può essere stato un limite allo sviluppo della trama che risulta in qualche momento essere “spezzata”. Certamente un buon libro e un tema importante che forse poteva essere meglio seguito con una scrittura più fluida e magari cento o duecento pagine di meno comunque una lettura da consigliare
22 novembre 1220: Federico II diventa Imperatore del Sacro Romano Impero
Federico apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen. Discendeva per parte di madre dai normanni di Altavilla (Hauteville in francese) conquistatori di Sicilia e fondatori del Regno di Sicilia.
Conosciuto con gli appellativi stupor mundi (stupore del mondo) Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l’attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari. Il carisma di Federico II è stato tale che all’indomani della sua morte, il figlio Manfredi, futuro re di Sicilia, in una lettera indirizzata al fratello Corrado IV citava tali parole: “Il sole del mondo si è addormentato, lui che brillava sui popoli, il sole dei giusti, l’asilo della pace”.
Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa moralizzatrice e di innovazione artistica e culturale. Federico fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, germanica, araba ed ebraica. Uomo straordinariamente colto ed energico, stabilì in Sicilia e nell’Italia meridionale una struttura politica molto somigliante a un moderno regno, governato centralmente e con un’amministrazione efficiente.
Federico II parlava sei lingue (latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo) e giocò un ruolo importante nel promuovere le lettere attraverso la poesia della Scuola siciliana. La sua corte reale siciliana a Palermo, dal 1220 circa sino alla sua morte, vide uno dei primi utilizzi letterari di una lingua romanza (dopo l’esperienza provenzale) il siciliano. La poesia che veniva prodotta dalla Scuola siciliana ha avuto una notevole influenza sulla letteratura e su quella che sarebbe diventata la moderna lingua italiana. La scuola e la sua poesia furono salutate con entusiasmo da Dante e dai suoi contemporanei, e anticiparono di almeno un secolo l’uso dell’idioma toscano come lingua letteraria d’Italia
Il bettelmatt è un formaggio prodotto esclusivamente in alcuni alpeggi estivi siti nell’Ossola superiore .
In particolare, alpe Bettelmatt, Kastel, Vannino e Toggia che si trovano in alta Val Formazza, mentre alpe Forno, Sangiatto e Poiala in Valle Antigorio (e più precisamente in Valle di Devero), tutti oltre i 1800 m s.l.m.
Con il nome bettelmatt si identifica fin dal XIII secolo, un formaggio di eccellenza che veniva utilizzato come merce di scambio.
Il nome Bettelmatt deriva da battel che significa questua, quindi era senz’altro utilizzato per forme di beneficenza, l’unione a matt, che in tedesco significa pascolo, rende chiaro il significato del nome in: pascolo della questua.
Il suo nome deriva dall’omonima Alpe Bettelmatt anticamente dei signori de Rodis. Deve la sua fama alla ricchissima fioritura del pascolo.
L’attuale tecnica di preparazione risale al Quattrocento. Il latte intero, prima utilizzato solo per produrre formaggio semi-grasso e burro, da allora viene portato a temperatura direttamente all’alpeggio. Il formaggio prodotto viene pressato con grosse pietre, lasciato riposare un giorno, salato e conservato in piccole baite chiamate “Speicher”.
Nel 1710 si parla già di un formaggio Bettelmatto in documenti dell’Archivio Borromeo. Vasti pascoli di produzione sono stati distrutti, negli anni 30, dalla costruzione di diversi bacini idroelettrici.
Grappoli come uva, acini succosi, è dentro dei piccoli semi. E ogni seme è una possibile pianta. Accorgersi è bello, capire di più.
Il seme in sostanza è già albero e grappoli d’uva, chi dice questo? La scienza, ma anche la fede, che mi fa sperare che seppellendo un piccolo seme, nasce un albero. Capire questo è scienza, prima, molto prima era intuizione, l’uomo intuisce che la pianta è frutto del seme e a sua volta diviene creatore del seme.
È consapevole il seme di divenire pianta? Non lo sappiamo, perché il suo livello di coscienza è differente dal nostro. Differente, non migliore o peggiore.
Tutto nasce, cresce, vive e muore. Tutto è già lì, solo non lo sappiamo, e quindi è mistero, ma solo finché non viene svelato. Possiamo scoprire tutti i misteri del mondo, eppure non sapremo mai come sia possibile che un piccolo seme abbia in sé la futura vita dell’albero che sarà e magari anche il tempo esatto che vivrà, sempre che non intervenga un fatto anomalo a decidere per lui.
Arrendiamoci al presente, c’è un attimo nuovo che aspetta, nascosto dietro un angolo di dubbio. A nessuno è negato l’adesso. Siamo qui, siamo ora, e non ci accorgiamo del miracolo di un presente che si rinnova ogni istante, Nulla è ripetibile, tutto può essere migliorato.
Con pazienza e umiltà, accogliendo l’oggi, accogliendo la vita col desiderio di uscire da noi stessi per incontrare l’altro. È questo il regalo del presente, la possibilità di ripartire dal prodigio di un incontro, dal saluto di un giorno nuovo, dalle domande che accomunano l’umanità.
Noi inquieti e insicuri, schegge del medesimo specchio. Una grande famiglia che attende risposte e che spesso le cerca nel fragore di un temporale, quando invece potrebbe trovarle nel mormorio leggero del vento.
Il bellissimo comune di Bellagio è un borgo lombardo che si affaccia sul lago di Como. Incantevole meta turistica e culturale, Bellagio è celebre per la sua posizione geografica davvero esclusiva: il borgo si trova sull’estremità settentrionale del Triangolo Lariano, proprio nel punto in cui si dipartono i due rami del lago di Como. Sormontato dalle Alpi, questo incantevole comune è uno dei luoghi più visitati del comasco.
Il centro storico di Bellagio, chiamato anche “il Borgo“, con i suoi numerosi negozietti situati lungo strette viuzze a gradoni, intervallate da infiniti passaggi e portici, è rinomato in tutto il mondo e attira ogni anno migliaia di turisti.
L’atmosfera che si respira tra le sue vie è quella di un borgo molto vivace ed elegante, dal passato sfarzoso ed internazionale, fatto di eventi culturali, artistici e mondani di alto profilo. Teatri dalla fitta programmazione, grandi e lussuosissimi alberghi, che già nell’800 facevano concorrenza per eleganza a quelli delle principali capitali europee e botteghe artigianali di altissima qualità hanno fatto la storia di questo paese.
The beautiful town of Bellagio is a Lombard village overlooking Lake Como. An enchanting tourist and cultural destination, Bellagio is famous for its truly exclusive geographical position: the town is located at the northern end of the Lariano Triangle, right at the point where the two branches of Lake Como branch off. Surmounted by the Alps, this enchanting town is one of the most visited places in the Como area.
The historic center of Bellagio, also known as “il Borgo”, with its numerous shops arranged along narrow stepped alleys, interspersed with infinite passages and arcades, is renowned throughout the world and attracts thousands of tourists every year.
The atmosphere that reigns in its streets is that of a very lively and elegant village, with a sumptuous and international past, made up of high-profile cultural, artistic and social events. Theaters with a dense program, large and very luxurious hotels, which already in the 19th century competed in elegance with those of the main European capitals and high-level artisan shops have made the history of this country.