L’intervista, Jean Christophe Casalini. Seconda parte: il sound dello scrittore

L’intervista, Jean Christophe Casalini. Seconda parte: il sound dello scrittore

Date: 23 settembre 2022 Author: irisgdm

articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Jean Christophe Casalini

Presentazione:

Io sono una cacciatrice di interviste, individuo il bersaglio e gli sparo un intervista.
Vado curiosando, leggendo per scovare qualcuno che soddisfi la mia vena di impicciona della parola. Con Jean Christophe Casalini non è andata proprio cosi, mi ha scovata lui per leggere le mie poesie. In un primo momento sono rimasta interdetta, sorpresa che qualcuno le avesse notate e poi leggerle. Credo che abbia dato una bel colpo alla mia autostima, perchè lui le poesie non solo le legge, le viviseziona per poi commentarle. I suoi commenti scandagliati, profondi, una sorta di psicoanalisi del pensiero poetico, per cercare quell’essenza, quell’io profondo che fa di noi persone uniche ed originali. Jean Chistophe, non scrive di poesia, lui scrive libri surreali a sfondo violento e psicologico, libri distopici, ma ama la poesia, la declama, la commenta.
Lui è uno spirito poliedrico, dire solo che scrive libri è estremamente riduttivo, già a 16 anni compone il primo jingle pubblicitario, suona la chitarra, fa l’attore e diventa il primo sound designer italiano. Il primo che intuisce la rivoluzione digitale acustica, portando il cinema italiano agli stessi livelli già sperimentati all’estero. Mi piace ricordare che nel 1997, inventa il suono del morso del Magnum, avete presente il gelato e il famoso ” croc” ? Ebbene l’ha ideato Casalini, ancora oggi viene usato nelle pubblicità. Ma io non sono qui per parlare della sua biografia, già molto esauriente, in questa pagina, ma di Jean Christophe come persona. Dietro ogni cosa nella vita, c’è una persona unica ed ineguagliabile, come dire ogni volta si rompe lo stampo. Dietro i libri che scrive c’è una persona e allora domandiamoci chi sia!
Casalini ama tutto ciò che fa, tutto ciò che fa, lo fa con grande entusiasmo, dedicando tutto se stesso. Lui sceglie quello che vuole fare e lo fa bene, ieri come sound designer, oggi come scrittore. I suoi libri, in qualche modo, sono” ciò che pensa”, Nel suo ultimo libro Hypnos, Adam il personaggio, anche nel nome, ha un significato spirituale. Adam ” Adamo ” il primo uomo della terra, e anche in Hypnos il primo uomo che prende coscienza e per la salvezza del resto del genere umano, sacrifica se stesso fino alla morte, una morte che lo immortala, più che fosse vivo. Un libro da leggere, una scrittura fluida e percettibile, lo leggi di un fiato, scorrevole come una fonte d’acqua. Studioso appassionato tra un immutabile eterno e misterioso e l’universo mortale e finito.

Alla ricerca dell’anima, appassionato di poesia perchè alcuni l’anima ce l hanno dentro e poi riescono a scriverlo. Un ricercatore del dentro, dell’interiorità. Casalini razionale, sognatore, ambientalista, perfezionista, precisino, una personalità eclettica, dotato di grande sensibilità e umanità. Lui stesso è un ”sound” la sua vita molto articolata, segnata in qualche modo, dalla morte della madre, donna bellissima e di grande talento come pittrice.. Nel 2000 realizza il suo primo libro”CA43” sulla sua splendida madre, che non ha mai voluto esporre le sue opere, quadri bellissimi dove tutto è interpretativo e sentito, una pittura che è poesia.
Poi accade qualcosa nella sua vita, che lo cambia e gli fa un ulteriore salto, che lo porta ad indagare quell’anima di cui diventa fortemente appassionato, e a quel creatore che ci ha generato. Qualche anno fa ebbe un incidente gravissimo, decise di non lavorare più come sound designer, ma dedicarsi e dare priorità a cose che prima aveva sottovaluto.
Allora nasce la sua attività di scrittore a corpo pieno, in lui c’è un pò di” Adam”personaggio tormentato del suo libro, ma dalla grande consapevolezza e determinazione e soprattutto di grande coraggio. Leggetelo Jean Christophe Casalini, sorprendente, scorrevole, la musica comunque non l’abbandona, lui dirige l’orchestra della sua vita, un motivo appassionato in cui si butta. In Casalini sono condensate due vite, forse anche una in più, per quest’uomo che dorme poco e coltiva senza tempo le sue passioni, mettendo tutto se stesso.
L’intervista è limitativa, la sua vita è un concentrato di vite, di esperienze che fanno di lui una persona tutta da scoprire. Casalini potrei definirlo una sinfonia, dove tutti gli strumenti suonano, e fanno di lui un artista a tutto tondo.
Veramente un piacere conoscerlo.

Jean Crhistophe Casalini

L’Intervista:

  • Sei nato in una casa di artisti, tua madre pittrice, tuo padre regista, tu stesso sei stato precoce, dal mondo della recitazione, nel mondo del sound designer. Hai dimostrato molto talento in questa cosa che poi hai lasciato, mi domando il perché!

Ho sempre lasciato ogni esperienza artistica quando ho ritenuto di aver raggiunto il potenziale della mia offerta, o della domanda del mercato. Erano tutte esperienze partite per hobby che poi ho coltivato e assecondato seguendo l’interesse e le richieste dei clienti. Quando notavo che la mia propositività veniva messa in secondo piano per soddisfare solo gli aspetti tecnici o, peggio, economici, ho sentito spegnere ogni volta la mia passione. Questa trappola, in cui cadono molti, non è facile da superare perché devi rimetterti in gioco ogni volta, rinunciando alla zona di confort di una posizione di mercato consolidata e guadagni certi, che non sono mai facili quando si parla di lavoro come artista.

Ricominciare da capo, significa lottare per emergere sopra il rumore bianco dei desideri di tutti di poter lavorare avendo il piacere di soddisfare una propria creatività. Il mercato pubblicitario mi piaceva perché spietato da questo punto di vista. Escludeva il qualunquismo e cercava talenti capaci di accompagnare con freschezza le idee creative. Era sempre un gioco di squadra multimediale tra creativi, regista, produttori, troupe, post produzione dove ognuno dava sempre il massimo di sé, sperimentando tecniche sempre nuove. Era l’apoteosi della perfezione raggiungibile da parte di ogni professionista coinvolto con la tecnologia disponibile in quel momento

È stato così fintanto che il marketing e gli uffici acquisti non hanno prevalso sull’arte, sbilanciando di fatto un equilibrio creativo. Le logiche dei numeri (prezzi, sconti) hanno soffocato ogni mia motivazione, poiché per chi lavorava come me oltre 12 ore al giorno sempre in urgenza per le messe in onda, riteneva che la mancanza di libertà dovesse essere adeguatamente ricompensata. Ho pertanto seguito il mio bisogno di liberarmi per non restare imprigionato nel degrado creativo e del mio tempo non più apprezzato, seguendo le indicazioni degli eventi che si susseguivano offrendomi ogni volta una via di fuga e che ho saputo interpretare anche soffrendo.

  • Quale è stato l’episodio che ha segnato profondamente la tua vita e segnato un cambiamento?

Sarebbero tanti e tutti legati ad ogni mio cambiamento

È stato come se gli episodi mi suggerivano una porta che si apriva oppure una porta che stava per richiudersi. Ho però notato come questi eventi avessero sempre maggiore impatto. È un po’ come se ogni episodio fosse sempre stato commisurato alla forza necessaria per scuotermi, e quindi sempre maggiore ad ogni mio momento della vita sempre più piena. Non per ultimo l’incidente in moto quattro anni fa; sono stato tamponato e vivo – a detta di tutti – per miracolo. È stato un evento drammatico che mi ha segnato decisamente fino a coinvolgere e stravolgere i miei affetti, il mio impegno professionale, le mie passioni, i miei ritmi. L’impatto in questo caso mi ha fermato il tempo necessario per comprendere il senso della sofferenza come necessaria per un cambiamento radicale e di buttarmi pienamente nella scrittura che chiedeva con sempre maggiore forza la sua attenzione.

  • Ogni scrittore sceglie il proprio genere di scrittura e tu certamente non sei uno scrittore mieloso, quando c’è di te nei tuoi libri?

Ho sempre agito controcorrente perché seguo l’ispirazione che mi giunge senza badare se sia quello che richiede il mercato. Mi ritengo uno scrittore surrealista. Mi divertono le esasperazioni per rivelare la parte oscura in ognuno di noi o nei livelli strutturati della nostra società attuale. Questa mia qualità mi permette di cimentarmi anche in generi diversi, dal noir alla fantascienza, intesi come sottogeneri del surrealismo. Non è detto che in futuro io non proponga qualcosa di mieloso se utile a comunicare qualcosa! Ora che me lo hai suggerito… C’è molto da rivelare al lettore perché possa essere sollecitato a sua volta nello scoprire che la vita non va vissuta in una continua zona di confort; non c’è sviluppo se si asseconda sempre e soltanto il proprio desiderio di ricevere ciò che è comodo percepire. Ecco perché i libri che scrivo, così come i miei racconti che ho sempre scritto, sin da ragazzo a oggi, e che sto raccogliendo per la mia prossima uscita, scuotono le fondamenta della realtà illusoria in cui viviamo.

  • Cosa pensi di te?

Uh!? Interessante. Cosa penso di me? Nella terza domanda mi chiedevi quanto c’è di me nei miei libri. Ebbene sì! C’è tutta la mia esperienza dei continui cambiamenti che mi hanno portato a essere la persona che sono stato, che sono e che sarò. Sono il continuo risultato delle mie stesse provocazioni, dei miei errori e dei continui discernimenti sul divenire perché io possa procedere in contatto con la parte più profonda del mio ‘io’, inteso come il potenziale della mia frazione di anima dell’unità persa, dispersa nel Grande Mare dove tutti nuotiamo. Per questo sento di avere grande senso di responsabilità verso la collettività. Se guardo invece alla mia persona nella sua individualità terrena, mi fa sorridere perché ne colgo le sue vulnerabilità e le sue qualità. Mi diverto perché ho sempre qualcosa da correggere dentro di me. Mi sento come il cubo di Rubik con i colori che vanno rimessi in ordine in ogni lato. A volte sento di esserci vicino, ma poi basta una reazione impulsiva per mettere in discussione la centratura. E allora riparte un gran lavoro sul perché, come, quando e dove per evitare che riaccada. È già buona cosa che io me ne accorga e che ci rida ogni volta sopra. Come dire… non mi annoio mai con me stesso!

  • In ogni cosa che fai metti il tuo massimo, per fare così non trascuri nulla?

Beh… Qualcosa va sacrificato. A volte è il tempo necessario, a volte gli affetti. Tendo a organizzarmi per priorità cercando di accontentare tutti, me compreso. Non sempre ci riesco, ma chi mi capisce sa perdonarmi. Sono i miei parenti stretti, gli amici, gli affetti. Chi sa del mio costante impegno, comprende la mia generosità. Quello che perdo nel tempo, ho scoperto essere le relazioni pretenziose che rubano energia e attenzione agli altri, ritenendosi più importanti.

  • ritornando sui tuoi libri, scrivi storie particolari, distopiche, penso anche proiettate in un futuro non molto lontano. Secondo te siamo già in questo futuro dove l’uomo è inebetito , globalizzato, spersonalizzato?

HYPNOS è un romanzo distopico. È una metafora del nostro presente dove i socials attuali vengono sostituiti da un’unica applicazione onirica chiamata appunto HYPNOS, dentro cui gli utenti condividono i propri sogni. È il controllo delle menti di chi ha interesse a uniformare il consumatore per diventare consenziente e accomodante. Cosa c’è di diverso dalla nostra realtà attuale? Nulla! Viviamo già nella finzione perché siamo tutti condizionati dal nostro bisogno di condividere le nostre illusioni o apparenze di una vita migliore di quella che viviamo.

È la trappola del nostro software mentale che ci spinge a cercare il piacere e a fuggire dal dolore, riducendo il nostro libero arbitrio a metà delle possibilità e quindi a cogliere la realtà non nella sua totalità. Ecco perché la nostra esperienza di vita terrena è illusoria quando non comprendiamo come avvengono le scelte! Il romanzo esaspera la situazione attuale dove la bramosia del piacere agisce sempre e soltanto nel proprio interesse. Per i grandi gruppi economici, e quindi dei soci azionari, il piacere deriva dal profitto e, quindi, dai dividendi che permesso tacitamente perché in tanti investono sui titoli, piccoli e grandi risparmiatori. Siamo complici del nostro sfacelo. I socials, oggi, limitano le informazioni attraverso l’oscuramento di post anti conformisti per indirizzare il nostro pensiero in una unica opinione di massa assecondante e soprattutto non critica.

Attenzione, il pensiero unico di un ordine nuovo globale non significa intento comune. C’è una grande differenza! L’intento può essere benevolo anche se i pensieri sono diversi, mentre il pensiero unico limita ogni intenzione nel ristretto raggio di azione, dove i poteri economici hanno interesse a indirizzare il consumatore. È la logica del gregge di pecore e capre rinchiuse nei recinti del mercato, dove la ‘mano invisibile’ suggerita da Adam Smith di un controllore automatico (o divino per chi crede) dei prezzi e della qualità dell’offerta è diventata l’estensione del lungo braccio della speculazione finanziaria, non di certo altruistica. Quale è il rischio descritto in HYPNOS? La tecnologia odierna è già in grado di riconoscere le aree del cervello attivate in base a una parola o una immaginazione attraverso il flusso di sangue rilevato dalla risonanza magnetica. Gli esperimenti hanno dimostrato che anche alcuni pazienti in coma vivono le stesse sollecitazioni di esseri attivi. Inoltre si è riusciti a immettere segnali visivi, al momento ancora alonati, a chi ha limitazioni visive.

Siamo agli inizi della nuova rivoluzione connettiva biofisica esterna-interna che passerà dagli stimoli alle sollecitazioni del cervello, una volta compreso pienamente come avviene a livello infinitesimale il flusso visivo e acustico (i due sensi principali). Non ci vorrà molto perché si possano cogliere le prime immagini dei sogni. In HYPNOS descrivo il grande flusso di denaro riversato nella prossima frontiera comunicativa perché asseconderà il desiderio di poter cogliere ogni scelta, addirittura nel subconscio, quando ancora deve diventare conscio, anticipando il volere del consumatore e, da lì, potendo condizionarne il desiderio con il giusto innesto di immagini subliminali.

  • Quale è la parte oscura di te e che ti fa paura?

La mia parte oscura è l’ego che ognuno di noi ha dentro di sé. Riconoscerlo è fondamentale per liberarsi dai condizionamenti delle nostre pulsioni o attitudine distruttive che non ci consentono una disponibilità amorevole verso l’altro e una corretta interazione con la natura benevola e circolare. È un processo molto difficile poiché quando cerchiamo la nostra parte oscura lo facciamo, appunto, con la nostra ragione controllata dal nostro ego; esso non ammetterà mai i propri difetti ma solo quelli degli altri. Si confonde con il tuo ‘io’ soggiogato dal suo potere.

Scoprire che l’ira, l’avarizia, la superbia (presunzione, arroganza), invidia (gelosia), l’accidia, la lussuria e la gola sono i suoi piaceri che alimentano la sua forza, comprendi il disastro di ogni esistenza terrena piombata nell’oscurità sotto la sua manipolazione. Non ne ho più avuto paura dopo averlo riconosciuto dentro di me, ho lavorato molto sulla sua attitudine e oggi so domarlo abbastanza bene. Non abbasso mai la guardia e mi pongo sempre nel dubbio poiché il mio ego esterna ancora qualche stupida reazione, ricordandomi che non ho raggiunto la perfezione. In questi casi, cerco di comprendere quale sia stato lo stimolo a scatenare la sua reazione per evitare che possa accadere di nuovo. Oggi mi è pure simpatico e ci rido sopra.

  • Stai bruciando tantissime tappe, sempre con il tuo incredibile entusiasmo e vivacità, sei una fonte inesauribile che zampilla dovunque, il tuo fine? I tuoi desideri, i tuoi sogni veri

Il mio fine? Ne ho fatto la mia missione verso gli altri e questo mi da grande motivazione. Scrivo per comunicare ciò che mi giunge per ispirazione. Lo faccio con le mie qualità narrative con il fare di un canale ricevente e trasmittente allo stesso tempo. Non mi considero un sognatore. Sono più un visionario, se devo trovare un termine che mi si addice: sono più che certo che l’umanità arriverà alla perfezione. Utopia e anarchia, oggi guardate con sospetto, verranno raggiunte ad un livello umano evolutivo altissimo nei prossimi secoli.

Abbiamo due vie per riuscirci: attraverso la consapevolezza dell’amore e la responsabilità verso l’altro ed evitare ogni disastro, oppure subire il continuo dramma delle proprie illusioni, dei propri insuccessi con i conseguenti contraccolpi fino ad obbligarci al conseguimento, ma con continua sofferenza. Io agisco nell’ambito della prima soluzione perché eternamente più piacevole…

Jean Crhistophe Casalini. La Felicità
  • Vorrei conoscere il tuo concetto di felicità.

Siamo talmente immersi in noi stessi, che limitiamo il concetto solo nelle cose terrene. Ero così anche io, intrappolato nel mio desiderio del piacere, convinto che fosse la chiave della felicità, poiché entrambi il ‘piacere’ e la ‘felicità’ sono appaganti. Ma hanno una terribile e temibile differenza. Mentre la felicità è un’onda lunga di gioia, il piacere ha un decadimento molto veloce, una volta soddisfatto. Si finisce per cercarlo di nuovo credendo che la somma dei picchi emotivi del piacere ripetuto possa emulare la felicità, ma ogni volta si rimane con la delusione nel sentire la mancanza riaffiorare nuovamente.

Sono per esempio: la trappola dell’alcol, delle droghe, del sesso, del lavoro eccessivo, del guadagno! Sono tutte assuefazioni che portano alla distruzione di sé stessi e del tuo mondo attorno. Il mio concetto? È quello che molti insegnamenti spirituali suggeriscono: la felicità è nella connessione con gli altri, quando ti prodighi per esaltare le qualità degli altri. È un livello di elevazione dove non esiste la competizione, questa così osannata nelle economie legate al denaro. In termini economici potremmo parlare di circolarità, di eguaglianza di forma e rispetto con la natura che ha cicli circolari, dove ogni elemento si contribuisce per sostenere l’altro in un reciproco equilibrio. La felicità si percepisce nella collaborazione, nella mutua responsabilità fino all’intento comune benevolo per arrivare all’unità dove il grado di felicità più elevato sfocia alla gioia eterna.

Sublime concetto di felicità, in cui io aggiungerei, io inguaribile romantica la frase di Hermann Hesse” Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto dell’anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita: Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere, vuole soltanto amare”

www.jccasalini.com

https://vimeo.com/jeanchristophecasalini

Prima parte:

Jean- Christophe Casalini: Il sound dello scrittore. https://alessandria.today/2022/09/21/jean-christophe-casalini-il-sound-dello-scrittore/

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Un convegno sulle “Bad Girls” promosso dalla Federazione Italiana Cineforum

Bergamo, 21/09/2022

Dopo due lunghissimi anni in cui, a causa delle restrizioni provocate dalla situazione pandemica, si è stati costretti a proporre relazioni e interventi a distanza utilizzando le risorse del web, finalmente questa volta si torna in presenza per il consueto appuntamento di settembre con il Consiglio Federale e con il Convegno Studi promosso dalla FIC (Federazione Italiana Cineforum), con sede a Bergamo.

Il 70° Consiglio Federale della FIC si terrà a Bergamo nella mattinata di domenica 25 settembre (ore 10.30-13.30) presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B) e darà spazio alle relazioni di Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti), nonché alle domande e agli spunti di riflessione di tutti coloro che vorranno intervenire.

Il 33° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema, quest’anno con il titolo Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi, progetto a cura di Emanuela Martini e Adriano Piccardi, avrà, invece, luogo a Bergamo sabato 24 settembre dalle 10.30 alle 18.30 presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B). Il tema di quest’anno è in qualche modo collegato a quello del 2021, che ha visto come protagoniste alcune figure di donne-registe che hanno saputo proporre la qualità del proprio lavoro quando il mestiere del cineasta era appannaggio quasi esclusivamente del genere maschile. Donne, dunque, inappropriate rispetto al contesto in cui si proposero. Sempre di donne si parlerà anche quest’anno, ma intese come personaggi: soggetti protagonisti della finzione, ma pur sempre inappropriate per le loro caratteristiche ben poco rassicuranti, capaci di renderle scomode o addirittura pericolose agli occhi della controparte maschile e, conseguentemente, della medesima componente del pubblico. Bad Girls, quindi: ragazze o signore davvero cattive, non tutte necessariamente assassine ma comunque grandi tessitrici di trame, seduzioni e inganni. Non caratterizzate nel loro comportamento da dichiarata pazzia o da motivazioni solide che in qualche modo finiscano per redimerne le gesta, ma espressione di quella sorta di malvagità connaturata che le rende – secondo la formula ormai affermata – inquietanti dark lady.

Si inizia la sera di venerdì 23 settembre (ore 21.00) all’Auditorium di Piazza della Libertà con la proiezione del film di John M. Stahl Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945). Nella giornata successiva, sabato 24 settembre a partire dalle ore 10.30 presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B), si succederanno, tra mattino e pomeriggio, tre interventi critici dedicati alle “cattivissime”, con Emanuela Martini (“Le bastarde del mélo”), Barbara Rossi (“Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020”) e Ilaria Feole (“Le dark lady del noir”). A chiudere il pomeriggio, la presenza di un’ospite, Roberta Torre, in dialogo con le relatrici: una regista dal cui cinema – dove generi e registri espressivi si contaminano producendo risvolti estetici e culturali imprevedibili, volutamente “giocati” al limite – emergono personaggi femminili portatori di contraddizioni e di conflitti. Ci sarà tempo anche per una pausa, anzi due: alle ore 13.30 con un light break e alle ore 18.30 con un piccolo aperitivo.

Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi

venerdì 23 settembre, ore 21.00 – Auditorium Piazza della Libertà
Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945) di John M. Stahl, 110’

sabato 24 settembre, ore 10.30 – 18.30 – Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel in via Mazzini, 6/B
Emanuela Martini Le bastarde del mélo
Barbara Rossi Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020
ore 13.30 light break (i lavori riprendono alle ore 15.30)
Ilaria Feole Le dark lady del noir
ospite: Roberta Torre, in dialogo con Emanuela Martini
ore 18.30 piccolo aperitivo

domenica 25 settembre, ore 10.30
Consiglio Federale FIC(incontro riservato ai delegati dei circoli)
intervengono: Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti)

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Date: 21 settembre 2022 Author: irisgdm

articolo di Flavia Sironi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, cane, albero e attività all'aperto

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sin da quando ero bambina mi hanno sempre tenuto compagnia non facendomi mai sentire sola. Hanno sempre ascoltato tutti i miei problemi con estrema attenzione senza mai dare alcun segno di noia o di disappunto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché accanto a loro ho avuto la fortuna di sviluppare tantissime difese immunitarie che mi hanno permesso di vivere una vita sana lontana da medici curanti, farmaci e allergie.

Flavia Sironi

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché in un momento difficilissimo della mia vita, quando ho perso tutto casa compresa, mi sono sempre stati accanto con l’amore immutato nonostante la loro pappa fosse meno ricca e gustosa, nonostante avessi meno tempo da dedicare loro, nonostante fossi spesso nervosa e piagnona. Al contrario di alcune persone che sono fuggite per paura chiedessi loro qualcosa, mi sono sempre stati vicino. Mi hanno dato forza e coraggio per rialzarmi da terra, ricominciare e tirare avanti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nelle notti fredde riscaldano il mio corpo appiccicandosi come cozze al mio.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sono allegri, buffi, simpatici e mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché conoscono il significato della parola empatia e la applicano in continuazione.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando piango e ho bisogno di conforto si radunano attorno a me e con i loro nasi umidi e la loro lingua calda asciugano le mie lacrime.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando canto mi accompagnano con ululati gioiosi saltandomi addosso.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nonostante dia loro nomi buffi, a volte persino ridicoli, non si lamentano mai e mi rispondono sempre con entusiasmo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶, una in particolare Havana, perché con la loro voglia di correre mi hanno portato a fare risultati mai sperati. Con Havana due Campionati Italiani vinti, due partecipazioni al Campionato Europeo con la Maglia Azzurra della Nazionale Italiana di Canicross.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché con loro faccio una vita libera, all’aria aperta e partecipo ad eventi legati al mondo della cinofilia.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché facendo ciò che faccio conosco sempre persone interessanti con le quali molto spesso collaboro, organizzo, o semplicemente do loro una mano e loro la danno a me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché ogni giorno quando mi sveglio accolgono la mia giornata e ogni notte vegliano il mio sonno.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando rientro mi accolgono come se non mi vedessero da mesi e mi fanno sentire finalmente a casa.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sopportano le mie lune, il mio carattere mutevole, la mia originalità, la mia rabbia, il mio nervosismo, la mia ansia. (Ovviamente, sia ben chiaro, non scarico questi nefasti sentimenti sui loro corpi ma sbatto porte, urlo, pesto i piedi). Loro mi guardano dispiaciuti con testa bassa e occhi smarriti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché mi sono sempre grati di tutto ciò che offro loro, della vita che regalo loro, del cibo che dono loro, delle cure che ho per loro. E’ da tutti i miei cani che ho imparato il significato esatto della parola gratitudine, sono a loro grata anche per questo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sanno sempre attendere il momento giusto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro fusa cadenzate cullano il mio sonno rilassando i miei nervi.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché tengono lontano dalla mia casa animaletti indesiderati.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sono molto belli, oserei dire perfetti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché quando ho male a qualche parte del corpo, soprattutto lo stomaco, si sdraiano sulla parte dolente attenuando o addirittura annullando il male.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro giravolte e le loro scorribande mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché nonostante i nomi buffi o addirittura ridicoli che invento per loro non mi portano rancore e quando li chiamo, se ne hanno voglia, vengono da me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché conoscendoli a fondo comprendo ogni giorno il grande significato della parola libertà.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché mi dimostrano cos’è l’amicizia facendomi sentire loro amica.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché, a modo loro, mi sono grati di tutto ciò che offro loro.

Mi piacerebbe sapere i vostri motivi per i quali siete grati ai vostri animali.

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Articolo di Flavia Sironi

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

Sfidanti da ogni angolo del mondo, a trionfare è la genovese e più giovane della gara 

Camilla Pizzorno vince il Campionato

Frequentando il corso di giornalismo presso l’Università di Genova, ho avuto la possibilità di poter scrivere in prima persona articoli che trattano gli eventi più significativi della zona. Attrezzata di carta e penna, sono riuscita ad intervistare in esclusiva la vincitrice del Campionato Mondiale del Pesto. Con questo articolo voglio portarvi con me alla scoperta di tradizioni familiari e ricette segrete tra il profumo del basilico. 

Il pesto più buono del mondo lo prepara Camilla Pizzorno, 22 anni, studentessa universitaria di psicologia, residente a Pegli. È la terza donnae la ragazza più giovane nella storia a vincere il  Campionato Mondiale del Pesto Genovese, che è tornato dopo 2 anni di assenza, causa Covid. Camilla ha sbaragliato i cento concorrenti provenienti da tutto il mondo, sabato 4 giugno, sfidandosi a colpi di pestello nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Hanno partecipato adulti, bambini e addirittura un robot, grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Tecnologia: Robo Twin, caratterizzato da un sistema di movimentazione composto da due braccia robotiche dotate di mani poliarticolate e muscoli artificiali che per la prima volta nella storia si è cimentato con la preparazione della storica salsa genovese. 

Robo Twin

Si sono sfidati concorrenti provenienti da  Cambogia, Camerun, Giappone, Guinea, Messico, Moldavia e Stati Uniti, alla presenza di trenta giudici selezionati per esperienza, competenza e attivismo nel mondo del food e della promozione territoriale, e tanti illustri ospiti, ma i veri protagonisti sono i sette ingredienti “magici” uguali per tutti, un mortaio e il pestello. 

La più giovane concorrente in gara vince con due ingredienti segreti “lo faccio con amore e divertendomi”, dedicando la vittoria alla nonna che le ha insegnato da bambina la passione per il pesto genovese “ricordo ancora quando mi veniva a prendere a scuola alle elementari, mi portava  a casa e nella sua cucina preparavamo il pesto con il suo  grosso mortaio. La guardavo affascinata, rappresentava un momento per stare insieme”. 

Una tradizione di famiglia, tanto che il padre aveva già partecipato ad altre edizioni del campionato, nel 2016 e nel 2018, arrivando due volte secondo. Lei lo ha superato: “Adesso il pesto a casa lo farò solo io – ha detto al termine della premiazione – Qual è il segreto del mio pesto? I segreti non vanno mai rivelati”. Inattesa la vittoria dato che il mondo delle cucina non le appartiene, ma da vera genovese è cresciuta tra basilico e mortaio

Il “trofeo”

Il pesto è la salsa più conosciuta al mondo dopo quella al pomodoro – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – non possiamo parlare di un semplice condimento ma di una bandiera non solo della Liguria ma del nostro Paese, perché all’interno dello scrigno del mortaio c’è il profumo e il sapore della nostra terra”. Il Campionato si svolge una volta ogni due anni e il vincitore viene selezionato tra i cento finalisti mondiali. Sarà dunque un compito importante per Camilla che diventa così la portavoce del pesto in tutto il mondo: “spero di adempiere questo ruolo al meglio” spiega emozionata, dovendo partecipare come giudice alle selezioni dei prossimi finalisti, una grande responsabilità rappresentando la Liguria e sopratutto Genova.

4 Pentole in Valigia

Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE, Sergio Garbellini

Photo by niuba . on Pexels.com

Un Dittatore che semina morte e terrore, può solo raccogliere odio !

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE

.

I crimini efferati della guerra,

a danno di civili massacrati,

è il mondo c’ha il dovere di punire

quel Dèspota che l’ha organizzati !

.

A Bucha sono stati ritrovati

cadaveri ammassati sottoterra

in fosse predisposte allo sterminio,

qui non si tratta solo della guerra,

.

subentra la coscienza disumana

di chi ha decretato questo scempio

con odio contro il popolo ucraìno

nel mentre Lui godeva nel suo tempio

.

dorato tra le mura del Cremlino !

Un cinico tiranno senza cuore

che vive un’esistenza programmata

a seminare il più spietato orrore !

.

Dal giorno ventiquattro di febbraio

ha preso a bombardare con violenza

palazzi, scuole, asili ed ospedali,

per dimostrar la magica potenza !

.

Son più di tre milioni i rifugiati,

perché la loro Terra è stata invasa,

son più di sei milioni gli ucraìni

che non avranno più la loro casa !

.

Chiamarlo Criminale è riduttivo,

peccato non ci sia la ghigliottina …,

sarebbe stata utile all’evento,

per questa belva, sàdica e meschina !

.

Da poco hanno scoperto un’altra fossa

comune proprio dentro la foresta

d’Izyum, con oltre quattrocento morti,

carneficina squallida e funesta !

.

Persone torturate e poi uccise,

trovate con la corda intorno al collo,

vedendo quelle scene spaventose

più d’uno è stato prossimo al tracollo !

.

Seppure c’è la guerra non s’agisce

in modo sanguinario sulla gente,

civili massacrati per rancore,

atrocità tremenda ed avvilente !

.

Devastazione in tutto il territorio,

violenze sulle donne e le bambine,

la Russia deve solo vergognarsi

per queste nefandezze senza fine !

.

I bimbi uccisi sono quattrocento,

duecento mila quelli deportati,

misfatti che Lui ha sulla coscienza,

un giorno gli verranno incriminati !

.

Periti autorizzati dalla N.A.T.O.

si stanno prodigando con impegno

al fine d’accertare le torture

feroci che procuran forte sdegno !

.

E l’Alto Commissario predisposto

Elizabeth Thrussell, la portavoce

per i diritti umani ha sentenziato

che i corpi massacrati in modo atroce

.

verran severamente vendicati

in base alla giustizia, il loro Duce

sarà portato innanzi al Tribunale

ed imputato per il modo truce

.

col quale ha programmato questa guerra

spargendo sangue e morte all’infinito

con missili sparati all’impazzata …,

per questo, un giorno, Lui verrà punito !

.

Le vittime innocenti, sono loro

che chiedono giustizia al mondo intero,

in molti ancora sotto le macerie …

deplorano quel vile Guerrigliero !

.

Frattanto nei saloni del Cremlino

quel truce, disumano Dittatore …

passeggia sorridente e soddisfatto …,

ma presto pagherà questo terrore !

.

SERGIO GARBELLINI

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti, di Mariangela Ciceri. Psicologa Alessandria

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti

È di questi giorni la notizia che un dirigente scolastico di Padova ha vietato l’uso dei cellulari in classe.

Tale decisione – che per altro una decisione non è poiché esiste una normativa sull’uso degli smartphone in classe (la 104) che risale al 2007 nella quale si afferma: «(…) di non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività̀ didattiche…» ha suscitato una variegata serie di commenti.

Mi permetto una riflessione: l’educazione è qualcosa con cui un bambino non nasce e se non le viene insegnata, più con gli esempi che con le parole, difficilmente l’apprenderà.

Se da un lato è vero che le adolescenze e i loro conflitti «mutano» a seconda dei contesti storici e sociali, ci sono tuttavia elementi che la caratterizzano senza cambiare un dato di fatto importante: l’adolescenza è l’età dei conflitti.

Si ha spesso, anche se non tutti e non sempre lo fanno, la tendenza a giudicare quello che non comprendiamo o che sentiamo non controllabile cosicché l’aggressività, la trasgressività, l’irruenza, l’opposizione, la disobbedienza e la provocazione dei giovani, anziché essere vista come una modalità usata per capire la propria identità, viene messa al bando, valutata e spesso condannata.

Ma l’adolescente di oggi, non è tanto diverso dall’adolescente di ieri.

Una crescita senza conflitti, non sarebbe una crescita, così come nelle famiglie in cui non si discute mai e tutto va sempre bene, non significa che non esistano motivi di attrito, ma solamente che quel nucleo famigliare, non è in grado di riconoscere e gestire il conflitto e allora preferisce annullarlo, farsi andare bene tutto, pur di mantenere un equilibrio fittizio che non può permettersi di perdere.

Un tempo la ricerca della propria identità passava anche attraverso l’osservazione delle immagini famigliari, sfogliando vecchi album accanto a genitori disponibili a spiegare chi fossero le persone immortalate su fotografie ingiallite. I volti, gli sfondi, gli oggetti, aiutavano a intrecciare le ricerche sulla storia famigliare portando alla luce miti, credenze, segreti del passato.

Oggi l’identità degli adolescenti passa prevalentemente attraverso le immagini che mamme, padri, zii e amici postano sulle bacheche dei social network.

Se si rompe un computer, una chiavetta, un telefono, le immagini possono andare perse e scomparire. I cellulari sostituiscono gli album di famiglia, le lettere scritte agli amici e anche le parole dette ai genitori.

WhatsApp varca confini che dovrebbero essere rispettati, dove le madri chiedono ad altri madri di fotografare le pagine di storia da studiare e poi magari, rimproverano i figli, di non essere stati attenti.

Leggere ciò che viene scritto su alcuni gruppi di classe (sempre su WhatsApp fa rabbrividire).

Così il messaggio inviato al bambino, al preadolescente e all’adolescente è quello del: tutto passa attraverso un cellulare. Lo studio, la relazione, la fotografia. Non esistono sguardi che si incrociano, mani che si sfiorano, conflitti che devono trovare soluzioni.

Una volta per parlare con i compagni di scuola, facevamo viaggiare bigliettini sotto il banco. Contenevano di tutto, dagli appuntamenti, alle soluzioni dei compiti in classe.

Gli insegnanti a volte chiudevano un occhio, altre volte ci bloccavano, qualche volta ci punivano. Ma non mi risulta che qualche dirigente lo abbia annunciato al mondo.

I rapporti con le famiglie sono più complicati di un tempo?

Sicuramente ma non è un problema dei minori.

Non mi sento di dire che sono gli adolescenti ad essere «sbagliati» ma solo che hanno imparato da ciò che noi abbiamo loro mostrato, mancato riconoscimento delle regole comprese.

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

3475874157 anche su WhatsApp  

“Identità” di Curzi James

(Foto del web)

Identità.

La società odierna – in attuale fase di ristrutturazione verticale – si sta sviluppando sull’onda della fobia del “diverso”, che, fatte le dovute e rilevanti eccezioni, non si manifesta più come nei secoli passati con l’odio conscio verso ciò che è differente da noi, ma, con l’odio verso chi pone in rilievo tali diversità; e sotto il velo dell’amore comunitario, nell’annullamento delle peculiarità individuali che caratterizzano gli uomini. Appagando così, in un colpo solo, due obbiettivi: da un lato l’imposizione della propria visione del mondo al prossimo, in particolar modo da  parte delle èlites; e su un piano più profonodo – avvolto dalla rimozione – il bisogno infantile di rendere l’altro uguale a se stessi, così da azzerare i processi psico-biologici di separazione e individuazione, a favore di una regressione nell’abbandono al sentimento oceanico di fusione con il mondo (degradato al rango di feticcio materno). Tutto questo nel disperato tentativo di superare la paura dell’isolamento che necessariamente l’uomo deve affrontare per costruirsi un’identità solida.
Identità, senza la quale non può esistere amore verso il prossimo.
Dove non vi è identità albergano odio e paura, non amore.

Identità non è xenofobia.

Nessuno che abbia un minimo di buon senso riproporrebbe un ritorno all’affermazione narcisistica dell’Io, nè a livello spirituale nè a livello sociale come struttura cardine delle “nazioni”. Nonostante ciò, chiunque si provi a dissentire dall’ordine globalista imperante, e a nominare con accezione positiva il termine “Identità”, viene accusato di essere portatore di una visione del mondo retrograda, che esporrebbe al rischio di un ritorno ai nazionalismi caratterizzati dal culto ossessivo delle identità, e volontà di potenza sulle altre nazioni con politiche che calcherebbero la scia della xenofobia. Questo ovviamente esporrebbe il mondo intero a tensioni tra Stati estremamente rischiose, visto soprattutto il livello di potenziale distruttivo raggiunto dagli armamenti attuali.
Esiste però un’alternativa tra quella che io definisco “fobia dell’identità” e l’affermazione narcisistica di essa.
La vera alternativa non è tra nazionalismi e globalismi. Ma tra piano orizzontale con decentramento del potere socio- economico, e piano verticale con potere accentrato in oligopoli.
Possono benissimo coesistere identità e multietnia, così come identità e forme di governo globali. Anzi, è prerequisito per l’esistenza stessa del concetto di multietnia – facilmente ricavabile dalla semantica lessicale stessa del termine – la preservazione dei caratteri peculiari di ogni singola etnia.
Che si tratti di un potere globalista o nazionalista/sovranista, nel momento in cui tale potere sovrasta le popolazioni
– elevandosi con fanatismo al pari di qualunque retrograda ideologia religiosa –  tramite processi di esautorazzione dei meccanismi democratici, la differenza tra queste due forme di governo (globalista e sovranista) viene de facto annullata.
Su questo argomento, ovvero sulle vere alternative che la classe dominante e gli intellettuali degradati al rango di loro maggiordomi non vogliono proporci – per timore che i popoli si destino dal letargo – sarebbe auspicabile riprendere in mano alcuni studi (molto in voga tra gli anni 60′ e 80′) tra le frange degli umanisti radicali, che sia in ambito romantico/conservatore, che socialista/progressista, si sono sforzati di teorizzare forme di società globalizzate che rispettino le identità dei singoli e delle comunità. Società comunitarie, democratiche, strutturate su l’adeguata miscela di centralizzazione e decentralizzazione del potere.
A sostegno di quanto affermato precedentemente riporto alcune frasi del noto psicoanalista/sociologo Erich Fromm:

<<Occorre risolvere il problema di come continuare la produzione industriale senza ricorrere a una centralizzazione totale, vale a dire senza sfociare nel fascismo vecchio stampo o, più probabilmente, in un fascismo tecnologico dal volto sorridente>>.

<< Occorre combinare la pianificazione a tutti i livelli con un alto grado di decentralizzazione, rinunciando all'<<economia di mercato libero>>, che del resto è ormai largamente fittizia>>.

(E.Fromm – “Avere o essere?” – IX Caratteristiche della nuova società)

(Erich Fromm)

Sul piano individuale, l’alternativa tra identità e non identità non esiste. Senza identità sorge la paura della disintegrazione del sè.
Con una concezione del senso di identità basato su valori narcisistici, a cui ci si aggrappa come ad un oggetto da possedere, si vive come rinchiusi all’interno di una prigione asettica; e tale condizione non può far altro che produrre nell’individuo noia e terrore dell’isolamento.
Amore e identità devono per forza di cose poter coesistere, pena, la paura della perdita del sè o il terrore dell’isolamento.

Poiché in sociologia viene definito “carattere sociale” la somma dei punti comuni dei caratteri individuali, questi “assunti”, in qualche modo, con gli ovvi e dovuti riadattamenti, devono coesistere anche su larga scala.
Se così non sarà avremo una società composta da individui affetti da patologie  psichiche di vario tipo, e conseguentemente una società affetta dalle stesse patologie, che divene essa stessa matrice di altrettanti individui malati.
Amare il “diverso” è unione con esso e preservazione della sua “specifica” e “singolare” diversità.

▪︎James Curzi

(Foto tratta da mariumblog.it)

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Asco

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Ascom.

Ad Alessandria “C’è più gusto con la ricerca”!
Torna oggi, 15 settembre – Giornata Mondiale per la consapevolezza sul Linfoma – l’iniziativa promossa da Fondazione Italiana Linfomi e Ascom-Confcommercio Alessandria, con il patrocinio del Comune di Alessandria e il supporto di sponsor privati, per coinvolgere e sensibilizzare la città su un tema difficile e importante quale la lotta ai linfomi. Patologia onco-ematologica tra le più diffuse, i linfomi in Italia colpiscono ogni anno circa 15.000 persone, con un’incidenza di 40 nuovi casi al giorno, quasi 2 ogni ora. Rispetto ad altre forme tumorali, consentono spesso alte probabilità di guarigione se il paziente riesce ad essere curato con i farmaci e con gli schemi terapeutici più appropriati. Di qui l’importanza fondamentale della ricerca.

Settembre è il mese dedicato a questo impegno.

Per il secondo anno, una rete di bar e ristoranti“Amici di FIL” dedicano una proposta dei loro menù alla ricerca sui linfomi. Scegliendo il “piatto/cocktail della ricerca” i cittadini possono prendere parte al progetto e contribuire alla raccolta fondi in favore della Fondazione.
Il ricavato, infatti, sarà devoluto a FIL.
L’iniziativa è in programma dal 15 settembre al 15 ottobre.

La Fondazione

La Fondazione Italiana Linfomi è un’organizzazione nazionale, con sede ad Alessandria, nata nel 2010 dalla naturale evoluzione di un gruppo di cooperazione spontanea tra clinici e ricercatori impegnati nello studio e nella terapia dei linfomi. Conduce studi clinici per migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti affetti da linfoma. Dall’inizio della sua attività, FIL ha coinvolto circa 10.000 pazienti in progetti di ricerca e condotto oltre 90 studi. Vi aderiscono oltre 150 centri onco-ematologici di ricerca e cura sul territorio italiano, tra cui l’Ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, con il reparto di Ematologia diretto dal Prof. Marco Ladetto, Vice Presidente della Fondazione.

Da sempre centro FIL, l’ospedale di Alessandria vanta una collaborazione proficua con la Fondazione, che si traduce in numerosi protocolli di ricerca sui linfomi e in un’attenzione speciale verso i pazienti – dichiara il Prof. Marco Ladetto, Direttore SCDU Ematologia dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria e Vice Presidente della Fondazione. Dal 2010 ad oggi ha partecipato a una cinquantina di studi promossi dalla Fondazione Italiana Linfomi, arruolando circa 300 pazienti, e ha collaborato a numerose pubblicazioni scientifiche. Progetti come ‘C’è più gusto con la ricerca’ ci consentono di portare il tema della ricerca scientifica tra le persone, per sensibilizzarle e far conoscere l’attività di una realtà d’eccellenza del territorio, ancora poco nota. Ringraziamo l’Ascom, l’amministrazione comunale e i partner commerciali che sono oggi al nostro fianco e invitiamo tutti i cittadini a prendere parte all’iniziativa nei prossimi giorni”.

“Aver pensato al titolo del progetto introducendo il binomio ‘gusto e ricerca’ è sicuramente una scelta molto suggestiva, ma anche carica di significati sociali. Come Amministrazione Comunale, dice il Vice Sindaco di Alessandria, ci sentiamo di condividere pienamente questa manifestazione, ma anche il modo creativo con cui a livello locale tanti operatori aderenti hanno deciso di partecipare. La rilevanza sociale di “C’è più gusto con la ricerca,” sta proprio in questo invito a considerare l’importanza della ricerca grazie ad un sostegno che auspico essere ampio, condiviso e consapevole. Un grazie agli aderenti, a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa e al costante impegno della Fondazione Italiana Linfomi”.

L’iniziativa

Il progetto “C’è più gusto con la ricerca” coinvolge quest’anno 14 locali, con le seguenti proposte gastronomiche:

  • Arterìa (via Vescovado, 18) – Hamburger di fassona e patatine 
  • Bar Gipsy’s (via Galvani, 12 ) – Aperol Spritz
  • Bio Cafè (via Erba, 12) – Girella di farro e caffè biologico
  • Bistrot Cavour (Via Cavour, 34) – I rabaton del Bistrot
  • Caffè Alessandrino (piazza Garibaldi, 39) – Agnolotti di stufato
  • Hop Mangiare di Birra (via Arnaldo da Brescia, 13) – Hamburger IO RICERCO (burger di chianina 200 g, lardo d’Arnad, granella di nocciole, funghi porcini, salsa cheddar)
  • Il Gallo d’oro (via Chenna, 44) – Risotto crema di rapa rossa e spuma di caprino
  • Il Moscardo (via Volturno, 20) – Agnolotti di stufato bio
  • Inn Ale Café (via Dante, 45) – Cocktail Rosmary (gin, succo di pera e acqua di rosmarino)
  • La Poligonia (via Poligonia, 50) – Piatto Marrakech (straccetti di pollo alle spezie tostate marocchine su verdure povere accompagnati da tajine di riso rosso della Camargue)
  • Pizzeria M. Condurro Antica pizza forcella dal 1937 (via Erba, 4) – Pizza al pesto / Dolce Jendy
  • Pizzeria Soleluna (via Fiume, 3) – Pizza mozzarella, gorgonzola, fichi
  • Timo e Rosmarino (via Alessandro III, 26) – Millefoglie di baccalà mantecato e pasta fillo con verdure marinate
  • Vesuvio (via Vochieri, 63) – Pennette al salmone

“Bar e ristoranti sono da sempre luoghi di convivialità, di relazione e di scambio e possono, anche per la loro capillarità sul territorio, portare un significativo contributo per sensibilizzare le persone sul tema della ricerca scientifica per la cura dei linfomi. – dichiara Alice Pedrazzi, Direttore Confcommercio della provincia di Alessandria – E’ già il secondo anno in cui si ripete l’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” e siamo lieti di contribuire nuovamente, insieme ai nostri Soci, alla diffusione di un messaggio così importante. Invitiamo la cittadinanza e tutti coloro che vogliono sostenere la Fondazione Italiana Linfomi, realtà nazionale con sede ad Alessandria che svolge un importantissimo lavoro a favore della popolazione, a visitare i locali aderenti scegliendo le proposte dedicate”.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di alcuni sponsor: Centrale del Latte di Alessandria e Asti, Grissitalia, Sasquatch, UnipolSai Assicurazioni Muda & Partners.

Una lotteria benefica per sostenere la ricerca indipendente

Contestualmente al lancio della campagna di sensibilizzazione nei bar e ristoranti di Alessandria, la Fondazione presenta oggi un’altra iniziativa: la lotteria beneficaUn cuore per la ricerca” che mette in palio 15 premi tra cui un IPhone 13, una borsa griffata, un diamante, esperienze gastronomiche e sportive. 

I 10.000 biglietti stampati sono in vendita al costo di 2,50 € l’uno, fino al 15 dicembre, presso la sede operativa FIL a Palazzo Pacto in Spalto Marengo 44, ad Alessandria.

L’estrazione finale avverrà il giorno 11/01/2023 alle ore 18, presso la sede operativa della FIL (Spalto Marengo 44 – Alessandria).

La Lotteria è finalizzata al sostegno dei progetti di ricerca scientifica indipendente promossi dalla Fondazione, cioè quelli che abitualmente non godono del supporto dell’industria farmaceutica. I fondi serviranno, in particolare, a finanziare nuovi protocolli per migliorare le possibilità di cura dei giovani pazienti e la qualità di vita dei pazienti che sopravvivono a un linfoma.

Di seguito l’elenco completo dei premi:

  1. Apple IPhone 13 256 GB colore nero “Midnight”
  2. Borsa Max Mara ANNAS
  3. Diamante NEWBRIL da 25 punti
  4. Tostapane “Smeg” due fette, colore rosso
  5. Spremiagrumi Pure Juice One JMP400WH Kenwood
  6. Cena per due da Ristorante “La Fermata” a Spinetta Marengo (AL)
  7. Cena per due da Ristorante “Anna Ghisolfi” a Tortona (AL)
  8. Bottiglia da 100 ml di Aceto Balsamico di Modena Extra vecchio “Acetificio Carandini”
  9. Buono per un Bike Tour a cura di Lifebike
  10. Box quindici prodotti “Latteria Soresina”
  11. Box dieci prodotti “Latteria Soresina”
  12. Scatola da 1400 gr di “Baci Gallina”, della Pasticceria Gallina di Alessandria
  13. Bottiglia Grappa Mazzetti “Antica Distilleria Di Altavilla”
  14. Due confezioni Matita di Lavignone – Barbera d’Asti DOCG “Pico Maccario”
  15. Due candele di cera vegana da 180 gr ciascuna, fragranze ambra e gelsomino, realizzate a mano da “La Soffitta di Sil”

Il Regolamento della lotteria è pubblicato sul sito filinf.it.

Per maggiori informazioni sulla lotteria e sull’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” si può inviare una mail all’indirizzo comunicazione@filinf.it o chiamare gli Uffici FIL allo 0131 033152.

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei
Sabato 24 e domenica 25 molti gli appuntamenti a Casale e nel Monferrato

 
Tornano le Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e dal Ministero della Cultura che per il 2022 avranno come filo conduttore Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro.

Anche MoMu – Monferrato Musei, la rete che racchiude in un unico biglietto otto realtà espositive del territorio (www.comune.casale-monferrato.al.it/MoMu), aderirà a questa importante iniziativa proponendo nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 settembre una serie di iniziative e attività per promuovere il proprio patrimonio.

Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi – Casale Monferrato
Il Museo Civico di Casale Monferrato prevede un’apertura straordinaria per la sera di sabato 24 settembre dalle 21,00 alle 24,00, con la possibilità di accedere alle tre sezioni visitabili di Pinacoteca, Gipsoteca Bistolfi e Sala Vidua con biglietto simbolico di 1,00 €. Alle ore 21,30 sarà offerta, senza costi aggiuntivi, una visita guidata tematica alle collezioni dal titolo Amicizie d’Arte, approfondimento a cura di Jessica Tocco, volto a testimoniare la vivida stagione artistica tra Ottocento e Novecento in Piemonte: arte, valori e amicizia tra pittori e scultori nella cerchia del maestro del Simbolismo italiano Leonardo Bistolfi.

Oltre all’apertura serale, il Museo Civico resterà comunque visitabile nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 con ingresso a pagamento e con i consueti orari: dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,30.

Museo del Duomo / Sacrestia Aperta – Casale Monferrato
Il Museo del Duomo di Casale Monferrato – Sacrestia Aperta, aderisce all’iniziativa con l’allestimento della mostra L’arte dei mestieri. Devozioni e confraternite nella Cattedrale di S. Evasio. L’evento si pone in relazione con il tema Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro presentando una riflessione legata al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio immateriale, con particolare riferimento a quello prodotto dalle numerose confraternite anticamente presenti in Cattedrale.

La mostra sarà aperta, a ingresso gratuito, sabato 24 e domenica 25 dalle 15,00 alle 18,00.

Sabato 24 alle ore 18,30 sarà inoltre possibile procedere alla scoperta delle confraternite cittadine che avevano sede nei Cantoni Laco e Vaccaro. Ritrovo all’ingresso del Duomo.

Per info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com

Comunità Ebraica – Casale Monferrato
La Comunità Ebraica di Casale Monferrato, in linea con il tema suggerito dal Ministero Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro, aderisce alle Giornate proponendo all’interno del museo dei Lumi l’esposizione di Chanukkioth Sostenibili, con visite a partire dalle 10,00 fino alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 di domenica 25.

Sacro Monte di Crea – Serralunga di Crea
Il Sacro Monte di Crea propone l’iniziativa Sustainable Heritage al Sacro Monte di Crea: Un’eredità per Il futuro.

Sabato 24 settembre gli studenti dell’Istituto Leardi di Casale Monferrato apriranno al pubblico la Cappella I Martirio di Sant’Eusebio, la Cappella V Natività di Maria e la Cappella XXIII Incoronazione di Maria detta Il Paradiso, nella splendida cornice del Santuario e Sacro Monte di Crea, dopo i recenti interventi di restauro e al termine del percorso formativo Guida per il Sacro Monte di Crea attivato dall’Istituto con l’Ente di Gestione dei Sacri Monti – Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea, come esperienza “sul campo”, per guidare i visitatori del bene aperto e per utilizzare le conoscenze e le capacità acquisite.

PROGRAMMA
Apertura dalle ore 15,00 alle ore 18,00 di sabato 24 settembre 2022, ingresso gratuito

Cappella I Martirio di Sant’Eusebio: la visita è consentita solo a piedi. Ritrovo e partenza sulla Piazza del Santuario alle 15,00, alle 16.00 e alle 17,00, discesa a piedi attraversando la Riserva e ritorno, in compagnia del guardiaparco. È obbligatorio indossare scarpe comode da trekking. Per motivi di sicurezza e di traffico veicolare, è vietato sostare davanti alla Cappella con la propria auto.

Cappella V Natività di Maria, sulla Piazza, di fronte al Santuario. Antistante la cappella sarà inoltre proiettato il video “L’Unesco e i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia” realizzato dagli studenti della classe 3A TUR dell’Istituto Leardi a.s. 2021-2022.

Cappella XXIII Il Paradiso, breve passeggiata fino al culmine del colle, a conclusione della Via Sacra, punto panoramico sul Monferrato casalese.

Associazione Culturale San Giacomo – Lu Cuccaro
L’Associazione Culturale San Giacomo di Lu propone l’apertura straordinaria dell’antica Chiesa di San Nazario con l’obiettivo di presentare al pubblico, accompagnati da una guida esperta, il risultato degli interventi conservativi realizzati fino ad oggi per tramandare alle future generazioni di questo importante gioiello architettonico luese risalente al XII secolo ma rimaneggiato in stile neogotico tra il 1914 e il 1915 e per secoli sede patronale della nobile famiglia Bobba.

La chiesa sarà aperta nel pomeriggio di sabato 24 settembre, dalle 16,00 alle 18,00, e nella mattinata di domenica 25 settembre, dalle 10,00 alle 12,00 con visite ogni mezz’ora.

Sempre sabato 24, dalle 14,30 alle 18,00 e domenica 25 settembre dalle 10,00 alle 12,30 nel borgo di Lu, sarà possibile visitare, come di consueto, anche il Museo San Giacomo, che conserva il celebre dipinto di Pietro Francesco Guala I Canonici di Lu (1748), tele della pittrice Orsola Maddalena Caccia, la mostra permanente dedicata al luese Luigi Onetti (1876-1968), sculture lignee, argenti e tessuti di pregio legati al territorio.


Casale Monferrato, 20 settembre 2022


Il presente comunicato è redatto in modo impersonale (senza nomi e virgolettati) secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge n° 28 del 22 febbraio 2000 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

BISCOTTI CON GOCCE DI CIOCCOLATO — dolci.follie

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Quanti di voi amano iniziare la giornata con dei buoni e friabili biscotti fatti in casa? Oppure fare un break goloso e allo stesso tempo sano ed equilibrato con un dolcetto homemade? Noi non possiamo fare a meno di tutto ciò ed è per questo che spesso ci rifugiamo in cucina a prepare qualcosa di […]BISCOTTI CON GOCCE DI CIOCCOLATO — dolci.follie

LEMON SQUARE — dolci.follie

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Abbiamo trovato il modo di illuminare la nostra giornata!Volete sapere come? Con i LEMON SQUARE! Se ancora non li conoscete, possiamo assicurarvi che questi dolcetti di origine anglosassone vi conquisteranno al primo assaggio. Tre strati di pura bontà: una base di frolla, un morbido ripieno al limone ed una crosticina croccante, che urlano estate da […]LEMON SQUARE — dolci.follie

PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO — dolci.follie

PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO — dolci.follie

Se state cercando una ricetta per un dolce fit, ci spiace deludervi ma da noi non la troverete mai. Accantoniamo le calorie e godiamoci l’assaggio di questo morbidissimo PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO, con tanta tanta panna nel suo impasto. La vita è già dura di suo è un dolce fit, noi proprio […]PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO — dolci.follie

Libertà & Democrazia

foto skuola.net

Libertà & Democrazia

Alessandria: Molti pensano e scrivono che in Italia non abbiamo la libertà, certo qualche condizionamento esiste come del resto in tutti i Paesi occidentali del mondo, ma se proviamo a metterci nei panni di chi vive in taluni Paesi dove non esiste la democrazia, o si muore di fame, o sotto le bombe per la guerra, credo che ci dovremmo rendere conto che in fondo noi non stiamo tanto male, questo ovviamente non vuol dire che non dobbiamo lottare per migliorare ulteriormente la nostra Democrazia!, o quantomeno per evitare che si trasformi in altro…

Pier Carlo Lava

Relazioni che possono «ingrassare», di Mariangela Ciceri – Psicologa. Alessandria

Mariangela Ciceri

Relazioni che possono «ingrassare», di Mariangela Ciceri

Nonostante per molti relazionarsi rappresenti una fatica quotidiana, viviamo di relazioni. 

Alessandria: Ci relazioniamo con gli amici, con i conoscenti, con i colleghi, con i genitori degli amici dei nostri figli, con i figli stessi, con il partner, con la cassiera del supermercato che incrociamo più spesso di altre, con il dentista e perfino con chi, in auto, ci taglia la strada non rispettando il nostro diritto di precedenza.

Quando i rapporti sono superficiali, occasionali, minimi e le regole prevedono che ci possa ritirare dalla relazione, l’equazione potrebbe essere: tu, non mi piaci, mi deludi, mi ferisci = io mi allontano da te.

Una strategia valida che a volte non è possibile o facile mettere in atto e usare.

Pensiamo alle relazioni obbligate con persone che percepiamo come invadenti, giudicanti, inopportune, sfacciate, arroganti, ma a cui non possiamo (oppure non vogliamo) sottrarci.

Di fronte all’impossibilità di farlo, diamo vita a una delle più frequenti illusioni: lui, lei, loro cambieranno. E così mentre si attende che il miracolo avvenga, restiamo «sospesi», fermi sperando che gli altri facciano quello che sentiamo e crediamo, essere meglio per noi.

Le attese però, come ben sappiamo, logorano. 

Il tempo si ferma, ristagna, le aspettative creano ingorghi mentali e ci ritroviamo a dover colmare tempo e spazio.

Le statistiche dicono che una delle modalità con cui cerchiamo di contenere o arginare l’attesa che tutto migliori e che le situazioni cambino è mangiando. 

Assaggiare un biscotto, portarsi alla bocca una caramella, non resistere al secondo, terzo, cioccolatino, può aiutare. Può farci sentire meglio. Meno soli. Più forti. Persino più sicuri, perché ci offrono una consolazione fittizia, ma che in quel momento è l’unica che abbiamo.

Tuttavia se siamo nella situazione in cui abbiamo SEMPRE bisogno di sperare che il contesto fatto di vissuti, incontri e relazioni cambi, oppure viviamo in perenne attesa del consenso degli altri o del loro giudizio positivo per non essere (o sentirci) imperfetti, sottomessi, dipendenti, condizionati allora è bene chiedersi: come e quando è iniziato tutto questo? Cosa succede in me quando l’altro mi delude? Cosa provo? Quali paure attiva? Come posso sostituire l’aspettativa delusa in modo da riconoscermi io pregi e valori?

Sperare che gli altri ci amino incondizionatamente, quando noi primi non ci riconosciamo il diritto di essere amati, significa consegnare a loro il controllo della nostra vita.

Il cibo allora diventa il surrogato di quello che vorremmo essere e non siamo, di quello che gli altri dovrebbero darci e non ci danno, ma anche una modalità rapida e meno dolorosa di altre, per mettere a tacere disagi, confitti e bisogni. Proprio quelli che invece varrebbe la pena imparare ad ascoltare.

https://www.mariangelaciceri.it

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

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“LEGGERMENTE”… IN LUDOTECA!

Alessandria: “LEGGERMENTE”… IN LUDOTECA!

Dopo ‘E…stateingioco 2022’ e la pausa estiva, dal 19 settembre la Ludoteca Comunale ‘C’è Sole e Luna’, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Alessandria, riapre le sue porte al pubblico con un NUOVO ORARIO, che prevede l’accoglienza dei bambini della fascia 0-4 anni nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12, quella della fascia 5-7 anni nella giornata di martedì e quella degli 8-11 anni nella giornata di giovedì dalle ore 16 alle ore 18:30. 

  Al nuovo orario si aggiunge un nuovo Programma: “LEGGERMENTE” – Autunno 2022, che partirà con il primo appuntamento venerdì 23 settembre alle ore 18:30, con lo spettacolo teatrale ‘LA COMPAGNIA DEGLI SPINOCCHIATI’ a cura della compagnia “Il Melarancio”, presso Piazza Santa Maria di Castello, per i bambini dai 6 agli 11 anni. 

Altro evento teatrale in programma invece per i più piccini, dai 3 ai 5 anni, dal titolo ‘I PERCHE’ DEI BAMBINI’, a cura della compagnia Stilema, è previsto per venerdì 7 ottobre presso l’‘Anfiteatro’ di Parco Carrà alle ore 10:30.

“Lo spettacolo è una consuetudine che arricchisce il programma della Ludotecasottolinea l’Assessora alle Politiche Giovanili accanto ad una serie di proposte ludico-creative, volte a far vivere esperienze in cui corpo, mente ed emozioni si incontrano, accompagnando piccoli e grandi utenti nella propria crescita”.

Ecco dunque le proposte:

per i bambini da 0 a 3 anni sono previsti – ‘Passo dopo passo’, creazione di un bagaglio motorio-emotivo, a cura di Andrea Bruni, preparatore atletico, tutti i lunedì dal 3 al 24 ottobre (4 incontri) dalle 11 alle 12, e ‘Giochi di luce’, laboratorio ludico-creativo rivolto a mamma-bambino, a cura delle animatrici della Ludoteca, tutti i venerdì dal 4 al 25 novembre (4 incontri) dalle 10 alle 11;

per i bambini dai 5 ai 7 anni: ‘PassoEnergeticooo!’, percorsi motori con Diego Fuiano, preparatore sportivo, tutti i martedì dal 4 al 25 ottobre(4 incontri) dalle 16:45 alle 18:15 e ‘Impronte e…via’, laboratorio creativo-espressivo a cura di NunziaCastiglione, atelierista, tutti i martedì dall’8 al 29 novembre dalle ore 17 alle ore 18; 

infine per i bambini dagli 8 agli 11 anni – ‘Livello Avanzato: Ludoteca’, interazioni e scambi tra videogiochi e giochi reali a cura di Mattia Silvani,animatore ed esperto di gioco, tutti i giovedì dal 6 ottobre al 24 Novembre(7 incontri)dalle ore 16:45 alle ore 18:15.

Nella stagione autunnale non poteva mancare ‘Halloween Park’, festa di Halloween a cura di Mattia Silvani, prevista per giovedì 27 ottobre dalle ore 16:45 presso i ‘Giardini Pittaluga’ di via Cavour, per i bambini dai 6 agli 11 anni. 

Infine due gite, una presso l’‘AstroBioParco Oasi’ di Felizzano sabato 22 ottobre, per i bambini dai 4 ai 5 anni e l’altra presso l’‘Acquario di Genova’ sabato 5 novembre,per bambini dai 6 agli 11 anni, che contribuiranno a far vivere esperienze nuove all’insegna dell’autonomia, della socializzazione e di tanto divertimento.

Segnaliamo che i percorsi motori proposti rientrano nell’ambito del progetto ‘Pedibus’, in collaborazione con il Servizio Sistema Educativo Integrato del Comune di Alessandria. 

Ricordiamo infine che per frequentare la Ludoteca ‘C’è Sole e Luna’, che abilita anche al prestito di libri e dvd, occorre l’iscrizione, il cui costo è di € 50 all’anno e che i bambini, fino a 4 anni, devono essere accompagnati da un genitore o da un adulto di riferimento. 

Per ulteriori  informazioni sulla ludoteca e su prenotazioni, costi e disponibilità potete contattare:

Ludoteca ‘C’è Sole e Luna’, Via Verona 103 – Alessandria

Tel. 0131 227216-225678 – Cell. 348/5735800

e-mail ludoteca@comune.alessandria.it .

Cinque modi per eccellere come leader

Michael Van Eaton

Cinque modi per eccellere come leader

Ci sono diversi modi per eccellere come leader. Uno dei modi più importanti è essere motivati. Concentrandoti sui tuoi punti di forza, puoi guidare senza sentirti sopraffatto. Un altro modo efficace per motivarti è impostare una visione per la tua organizzazione. Creare una visione per il futuro della tua organizzazione è un’abilità fondamentale che ti aiuterà a creare fiducia e lealtà con i membri del tuo team.

Una delle abilità essenziali di un buon leader è la motivazione. Per motivare i dipendenti, devi essere in grado di condividere la tua visione con loro. In questo modo, capiranno lo scopo dietro i tuoi obiettivi e saranno più propensi a svolgere i loro compiti. Inoltre, devi essere onesto con loro. I migliori leader sanno essere vulnerabili e autentici, il che è essenziale per creare fiducia e rispetto reciproco tra i loro team.

Per aumentare la motivazione, ascolta i tuoi dipendenti e fai in modo di avere incontri individuali con ciascuno di loro. Chiedi loro cosa li spinge a lavorare e che tipo di riconoscimento vogliono ricevere. Ad esempio, alcune persone vogliono il riconoscimento pubblico, mentre altre vogliono essere riconosciute privatamente per aver progredito verso un obiettivo.

Come leader, devi essere consapevole delle tue azioni e reazioni. L’autoconsapevolezza implica essere emotivamente saggi e adattare le proprie azioni a qualsiasi situazione in cui ti trovi. In definitiva, l’autoconsapevolezza è essenziale per il tuo successo. Se non ti prendi il tempo per conoscere te stesso, non sarai in grado di guidare gli altri in modo efficace.

I leader consapevoli di sé si prendono il tempo per analizzare le situazioni e valutare l’impatto delle loro azioni e reazioni sugli altri. Considerano i loro punti di forza e di debolezza prima di prendere decisioni. Pianificano anche riunioni e conversazioni. Questi leader usano anche la loro intelligenza emotiva ed empatia per essere efficaci. Non lasciano che le loro reazioni emotive abbiano la meglio su di loro.

I leader consapevoli di sé sono anche in grado di avere un impatto positivo sulla situazione finanziaria di un’azienda. Bilanciare il successo finanziario con la visione creativa può fare un’enorme differenza nei profitti di un’azienda. Inoltre, i leader consapevoli di sé hanno maggiori probabilità di essere rispettati dai loro team. Di conseguenza, è più probabile che questi leader rispondano al feedback dei loro subordinati e dipendenti.

L’umiltà è una qualità difficile da falsificare, quindi è essenziale averne un senso genuino. I leader più efficaci apprezzano la dignità degli altri e si sforzano di essere stimolanti anziché autorevoli. Imparano anche i problemi e le preoccupazioni di tutti i membri della loro squadra.

Il primo passo per diventare un leader più umile è riconoscere le tue debolezze e imperfezioni. In questo modo, avrai meno probabilità di esercitare pressioni inutili su te stesso e più disposto ad accettare le critiche e ad apportare le modifiche necessarie. Inoltre, avrai maggiori probabilità di mostrare al tuo team che apprezzi il loro contributo e che sei aperto al feedback.

Un leader umile può vedere le cose chiaramente e riconoscere le opinioni degli altri e le proprie. L’umiltà consente l’uguaglianza e i leader umili mettono al primo posto le esigenze dei membri del loro team. Incoraggiano inoltre la collaborazione e il lavoro di squadra, a vantaggio dell’azienda e dei membri del team. L’umiltà può anche portare a una maggiore felicità del personale e tassi di fidelizzazione più elevati.

In primo luogo, dovresti avere una visione di dove vorresti che fosse la tua organizzazione. Per fare ciò, dovresti creare una dichiarazione di visione da condividere con il tuo team. Se possibile, dovresti rendere la tua dichiarazione di visione aperta per le revisioni. Quindi, il tuo team può usarlo come guida per guidare la direzione futura della tua organizzazione.

La tua visione dovrebbe essere positiva e focalizzata sul futuro che vuoi che la tua organizzazione raggiunga. Non dovrebbe essere dettagliato o basato sulle condizioni attuali. Invece, dovrebbe riflettere i valori e le convinzioni profondamente radicate che definiscono di cosa si occupa il tuo team e fungere da linee guida per decisioni e azioni.

Lo sviluppo di valori fondamentali come leader è essenziale per guidare un’azienda. Aiuta a sviluppare una visione condivisa per l’azienda e aiuta i dipendenti a vivere i suoi valori. Tuttavia, questo processo può essere impegnativo e richiede il consenso delle parti interessate. I valori fondamentali dovrebbero essere sviluppati attraverso il brainstorming e la combinazione di idee diverse. Inoltre, devono essere espressi in un linguaggio semplice in modo che tutti possano capirli.

I valori fondamentali sono convinzioni fondamentali che guidano il modo in cui un leader agisce e si relaziona con gli altri. Questi valori sono una parte essenziale della cultura di un’organizzazione e sono essenziali per creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo. Tuttavia, i valori dovrebbero anche essere personali e rappresentare la versione ideale del leader.

Captain Marvel VS. Homelander

Captain Marvel VS. Homelander

What’s up everybody it’s your boy DR. King Stone powerfully and I am here to talk about superheroes. Homelander: We know that Homelander has fought people like the seven, mutants, aliens, god’s and so many more. Captain Marvel: We know that Captain Marvel has fought people like the average, mutants, aliens, god’s and so many more. What do you guys think about this 🤔? Follow me on my blog and like and comment and share with other people. PS: I need email followers on my blog. 

Wwho is better🤔 ?

Dolci piemontesi: i baci di dama

Baci di dama

I baci di dama sono dei biscotti originari del Piemonte della città di Tortona dove nacquero un secolo fa, chiamati così perché composti da due calotte di pasta unite dal cioccolato che richiamano due labbra intente a baciare.

I baci di dama nacquero a Tortona nell’Ottocento ed erano originariamente prodotti con le nocciole piemontesi, più facili da reperire e meno costose delle mandorle. Sarà infatti il cavalier Stefano Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta sostituendo le nocciole con le mandorle e brevettando i “baci dorati”. Presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906, vincono la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo.
(Fonte: Wikipedia)

FORMA RINATA, personale di Alessandra Guenna, presso STUDIO 55 di ANNA GATTO a Novi Ligure (AL)

NOVI LIGURE – Domenica 11 settembre 2022, è stata inaugurata la mostra personale, FORMA RINATA, di Alessandra GUENNA, presso lo STUDIO 55 della pittrice, scrittrice e poetessa Anna GATTO. Quest’ultima, con cortesia e gentilezza, ha introdotto gli ospiti partecipanti al recente vernissage tenutosi, con contestuale presentazione delle opere che rimarranno esposte fino al 30 settembre 2022, presso il suo spazio a disposizione dell’arte e della creatività, situato in via Guglielmo Marconi, 55 a Novi Ligure (AL).

Le realizzazioni artistiche di Alessandra GUENNA rappresentano un costante e rinnovato proponimento della massa del corpo femminile, in una versione che si espande nello spazio, secondo una forma che si riveste di tinte che, generalmente, tendono al grigio, nelle varie tonalità più chiare e più scure o al rosso. Ispirata da Picasso e Matisse (ma anche, probabilmente, da tutti quegli artisti, come ad esempio, Rubens o Renoir che hanno cercato la formosità del corpo femminile) l’artista non manca di captare l’attenzione con volumi fisici incarnati nella terza dimensione e, comunque, pieni di un significato simbolico di materia densa e tondeggiante. I “personaggi” delle sue realizzazioni d’arte tendono ad assomigliarsi, pur essendo varia la tematica espressa in ciascuna. Vi sono, infatti, richiami mitologici e tratti dall’antica tradizione culturale greca, come nelle opere dedicate alle Baccanti o in quella dedicata alla visita seduttiva ed amorosa di Zeus, tramutatosi in cigno per raggiungere indisturbato la sua amata o in quella relativa ad Apollo e Dafne oppure nell’opera dedicata ai Satiri e alle Ninfe. Vi sono, poi, richiami a carattere religioso, come nell’opera dedicata agli Angeli o al Bacio di Giuda. Vi sono, infine, opere con una collocazione spazio-temporale indefinita, come quella relativa alle Attese, alla Presenza, alle Bagnanti, ai Segreti… In tutte le sue realizzazioni, Alessandra GUENNA ricerca la forma che tende ad essere muscolosa, ma, al tempo stesso, aggraziata e dai lineamenti ricurvi che esprimono anche una certa sensualità e si tratta di corpi semplificati, in cui si mette in evidenza la massa generale, più che il dettaglio di ciascuna parte costituente. La testa di tali “personaggi” femminili è sempre priva di capigliatura, rasata, perfettamente in armonia con il tondeggiare di tutto il resto del corpo. Tra le opere della GUENNA sono ricomprese anche quelle frutto di un’ispirazione immediata, come la riproduzione dell’immagine di una Sirena su un tocco di legno, in parte lavorato e scoperto, per caso, presso la residenza di un amico di famiglia. Il genio artistico si esprime nel modo più originario e creativo, così ovvero con la trasmutazione istantanea della realtà in qualcosa di diverso e somigliante ad un’immagine, ricavata da metafore e similitudini mentali, felice accostamento che porta a concludere e a focalizzarsi sul fatto che una data forma grezza può rappresentare una determinata cosa. E’ il gioco d’immaginazione preferito dal bambino che, ad esempio, nelle nuvole del cielo, può vedere le forme più disparate di entità animate, vegetali o di oggetti inanimati. Infine, non si può dimenticare il ciclo di realizzazioni che l’artista ha dedicato alle cosiddette INTRUSIONI. Si tratta della rappresentazione di un’Anima vagante, tinta di rosso, che viaggia e si “intromette” nelle situazioni più disparate e offre suggerimenti per migliorare la situazione esistenziale o cerca un semplice dialogo significativo, basato sul linguaggio non verbale, con le altre figure, che possono anche essere personaggi famosi, come attori noti o sex simbol, presenti sulla scena dell’opera artistica, tratta dalle pagine di riviste e giornali. L’Anima rossa che si intromette è come fosse un supereroe che agisce all’interno di un ciclo fumettistico.

Maurizio Coscia, scrittore e blogger per Alessandria Today

Galleria di immagini del vernissage dell’11 settembre 2022 presso Studio 55
Biografia di Alessandra Guenna

Alessandra Guenna vive e lavora a Novi Ligure.

Si è diplomata al Liceo Artistico “N. Barabino” di Genova dove ha frequentato le lezioni dei più importanti Artisti Liguri tra cui il Maestro Alberto Nobile.

Successivamente è stata allieva della scultrice Adriana Spallarossa.

Già docente in Disegno e Storia dell’Arte alle scuole superiori, è Direttore Artistico presso l’Associazione Culturale “SPAZIO ARTE” in Corte Zerbo a Gavi Ligure, Alessandria.

Opere in premanenza:

Croce – Santa Maria di Castello – Genova

Crocefissione – Madonna del Suffragio – Alessandria

Peccato Originale – CISAP – Berna

Pinacoteca Comunale – Serravalle Scrivia Alessandria

Genos – Sculture in Piovera, Alessandria

Di lei hanno scritto:

M: Bocci, G. Buzzi, L. Caprile, D. Ferrarazzo, D. Galeone,

M.G. Montaldo Spigno, R. Pasquale, G.C. Peradotto,

R.Scognamiglio, G. Scorza, M. Solaroli, A. Dunand, A. Fiorito, E. Carrea, L. Caffarelli, F.Liotta, P. Gioia.

Monografie:

ANABISIS a cura di: Luciano Caprile, Maria Grazia Montaldo Spigno – Genova 1989

Quaderni milanesi di psicoanalisi:

Pubblicazione della Sezione Italiana di Psicoanalisi n°. 8/9, marzo 1996.

Flash mob degli studenti sotto il ministero dell’Istruzione: “Basta morti in stage”

Flash mob degli studenti sotto il ministero dell’Istruzione: “Basta morti in stage”

La manifestazione è stata indetta dalla Rete degli Studenti Medi: “Protestiamo contro un sistema che ci sfrutta, ci rende precari e ci uccide”

17-09-2022 13:26 Lavoro Redazione Agenzia DIRE

morto stage

ROMA – Questa mattina un centinaio di studenti e studentesse hanno protestato davanti al ministero dell’Istruzione dopo la morte, avvenuta ieri, di un loro coetaneo durante l’attività di stage scolastico in un’azienda. La manifestazione, indetta dalla Rete degli Studenti Medi “è simbolo di rabbia e frustrazione– si legge in una nota- per chi aveva già sottolineato, nei mesi scorsi, le carenze strutturali del sistema dei Pcto e del ‘Sistema Duale’ che regola il rapporto tra scuola e lavoro alle superiori”.

“Non sono bastate- commentano con rabbia i rappresentanti del sindacato studentesco- le due morti e i tanti incidenti dello scorso anno a fare intervenire d’urgenza governo Draghi e ministero Bianchi”. “Sull’onda emotiva e dopo le mobilitazioni ingenti di gennaio e febbraio il ministro aveva annunciato di voler riformare i Pcto- spiega Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi- Non c’è stato però nessun atto pratico da parte del ministero. Pensavamo che le due morti di Lorenzo Parelli e di Giuseppe Lenoci fossero sufficienti a riaprire una discussione seria sulla sicurezza e sul rapporto tra scuola e lavoro. Così non è stato e oggi ci ritroviamo purtroppo di nuovo sotto al ministero indossando dei caschi da lavoro in segno di protesta contro un sistema che ci sfrutta, ci rende precari e ci uccide. Noi abbiamo delle proposte serie e profonde per cambiare le cose, a partire dall’abolizione del Pcto. Il ministero ci ascolti prima che accada di nuovo. Non un morto in più a scuola e sui posti di lavoro, perché non è scuola quella che sfrutta e non è lavoro quello che uccide”. Dalla Rete degli Studenti Medi annunciano altre proteste e manifestazioni per la settimana prossima.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

ALESSANDRIA FILM FESTIVAL QUARTA EDIZIONE Alessandria, 23-25 settembre 2022

ALESSANDRIA FILM FESTIVAL QUARTA EDIZIONE Alessandria, 23-25 settembre 2022

L’ALFF (Alessandria Film Festival) è una manifestazione di cultura cinematografica alla quarta edizione, che consta di tre giorni di proiezioni ed eventi dedicati alla settima arte, a cadenza annuale.
Si terrà dal 23 al 25 settembre 2022 nelle sale del Teatro Ambra e del Teatro Alessandrino.

Le prime tre edizioni hanno accolto più di mille persone a weekend ospitando, tra gli altri, Pupi Avati, Francesco Pannofino, Giuseppe Piccioni, Luca Bigazzi e Daniele Ciprì.

Il festival si regge su un concorso internazionale basato sulla selezione di cortometraggi provenienti da tutto il mondo tramite la piattaforma online Film Freeway, giudicati poi da una giuria di esperti; all’edizione di quest’anno hanno partecipato oltre 100 corti.

La serata di apertura del Festival avrà come protagonisti il regista Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate, Speravo de morì prima) originario di Alessandria che dialogherà con Roberto Sant’Agostino sull’evoluzione della sua carriera dalla provincia fino al grande pubblico. Inoltre, ci sarà una performance di Luca Maria Baldini prodotta da Fondazione AAMOD (Archivio del Movimento Operaio Democratico) e Le Cannibale. Si tratta di una re-interpretazione audiovisiva del documentario, inedito e mai montato, di Pier Paolo Pasolini che celebra il primo sciopero dei netturbini del 24 aprile 1970. La voce del regista emerge dai volti degli operai e sarà accompagnata da campionature, sintetizzatori e strumenti analogici, che accompagneranno lo spettatore nel percorso audiovisivo suonato dal vivo. Dagli originali 84 minuti di girato ne esce un montaggio di circa 40 minuti, un’opera pensata per una sonorizzazione live che è stata presentata in anteprima al PAC (Padiglione Arte Contemporanea) a Milano e Sole Luna Doc Film Festival di Palermo.

Il sabato, come nella terza edizione, è totalmente dedicato ai più giovani, con due incontri ad hoc da Visioni_47: il laboratorio Cine/mini a cura di Lorenza Novelli per bambini dai 6 anni.

Si prosegue con la masterclass “Il cinema italiano post 2000” di Federico Frusciante, gestore per anni della videoteca Videodrome a Livorno e famoso youtuber del panorama italiano.

Il sabato sera, si terrà un concerto del Liceo musicale “Saluzzo-Plana” diretto dal maestro Enrico Pesce sulle più famose colonne sonore del cinema italiano. La performance sarà accompagnata dal regista italiano Francesco Ghiaccio, collaboratore storico di Pesce.

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http://www.alff.it

Per concludere, la domenica torna lo slot “Amici del Festival” riservato ad opere fuori concorso ai quali la Direzione Artistica del Festival ha deciso di riservare uno spazio speciale, dal momento si tratta di autori del territorio, portatori pertanto di un valore aggiunto. Quest’anno è il turno di Letizia Salerno Pittalis, regista emergente di Alessandria che, insieme alle colleghe Chiara Canale, Giulia Zini e Chiara Ferretti, presenterà il documentario “I figli si baciano soltanto quando dormono” prodotto dalla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” e presentato al Festival dei Popoli di Firenze. L’altro spazio riservato a questa sezione è di “Cadde la notte su di me”, cortometraggio diretto da Riccardo Menicatti e Bruno Ugioli, prodotto da me.dea e fuoricampo film e che vede la straordinaria partecipazione di Massimiliano Loizzi, volto del Terzo Segreto di Satira.

All’Alessandria Film Festival Bruno Ugioli e il produttore Stefano D’Antuono, presenteranno quest’opera di grande significato che affronta il tema della violenza di genere con un approccio nuovo.

La serata di chiusura al festival Alessandro Haber dialogherà con Roberto Lasagna e Lucio Laugelli sulla carriera del maestro, il futuro e il cinema italiano in generale.

La locandina dell’ALFF è opera di Lele Gastini, illustratore alessandrino.

L’Alessandria Film Festival, organizzato dall’APS Paper Street 2.0 in sinergia con l’APS Requiem for a film, gode del Patrocinio del Comune di Alessandria e conta sulla collaborazione di Film Commission Torino- Piemonte, del Festival Adelio Ferrero (cinema e critica), della ConfCommercio Alessandria; inoltre è gemellato con l’associazione Piemonte Movie.

ALFF ha una convenzione per l’ospitalità con l’Hotel Alli Due Buoi Rossi e Hotel Lux.

http://ufficio-stampa.comune.alessandria.it/rsp/pmxkh1/content/programma_alessandria_film_festival.pdf?_d=78E&_c=e2fd6b7c

Festa del Vino del Monferrato Unesco: le ultime novità in attesa dell’inaugurazione

Casale Monferrato: Festa del Vino del Monferrato Unesco: le ultime novità in attesa dell’inaugurazione

Parcheggi blu gratuiti, apertura parcheggio multipiano, navetta gratuita, visita al treno storico e ordinanza sulle bottiglie in vetro

A poche ore dall’inaugurazione della sessantunesima Festa del Vino del Monferrato Unesco, prevista per domani, venerdì 16 settembre, alle ore 18,00 al Mercato Pavia, ecco alcune novità per chi vorrà partecipare al grande evento di Casale Monferrato.

Torna la navetta gratuita che collegherà ogni 25 minuti piazza d’Armi con il Mercato Pavia, e viceversa, il sabato dalle 18,00 e la domenica dalle 11,00 alle 15,30. Un servizio che permetterà di unire l’ampio parcheggio della Cittadella a piazza Castello che, proprio per consentire lo svolgimento della festa e degli eventi collegati, vedrà ridotto il numero di posti auto. I punti di partenza della navetta saranno: di fronte alla galleria del PalaFiere, lato Cinelandia, e lo spiazzo della rotonda tra via XX Settembre e lungo Po Gramsci.

Sempre per quanto riguarda i parcheggi, sarà aperto per tutte le notti della Festa del Vino del Monferrato Unesco il multipiano di via Sant’Anna, mentre in occasione dello spettacolo pirotecnico nella giornata di sabato 17 settembre saranno gratuiti dalle ore 8,00 i parcheggi blu di piazza Castello.

Oggi, giovedì 15 settembre, è stata firmata l’ordinanza che prevede alcune prescrizioni da adottare all’interno e all’esterno della sede della festa. In particolare, durante lo svolgimento dell’evento, all’interno del Mercato Pavia sono vietati, tra l’altro, la vendita di birra, l’utilizzo di bicchieri di vetro e portare all’esterno bottiglie di vino aperte o delle quali non si è ultimato il consumo.

Nell’ambito del raggio di 300 dalla sede dell’evento, invece, sono vietati la vendita, per asporto o consumo sul posto, di bevande alcoliche di volume superiore ai 21° in qualsiasi contenitore e la vendita di bevande di qualsiasi specie e gradazione in contenitori di vetro e in lattine metalliche, essendo consentita la vendita e la somministrazione esclusivamente in bicchieri di plastica o di carta da parte di tutte le attività di somministrazione alimenti e bevande, autorizzate anche in forma temporanea, circoli privati, distributori automatici, attività artigianali autorizzate alla vendita di bevande.

Sono fatti salvi gli esercizi di ristorazione, ai quali è consentito di somministrare bevande alcoliche esclusivamente ai clienti durante la consumazione dei pasti, fermo restando anche per essi il divieto assoluto di vendita per asporto. È consentita altresì la vendita di bevande in contenitori in vetro e/o lattine da parte di esercizi commerciali, compresi i supermercati, a condizione che l’acquisto rientri in una spesa complessiva di generi alimentari.

Domenica 18 settembre, in occasione dell’arrivo in città del treno storico da Milano Porta Garibaldi, sarà possibile visitare gratuitamente, grazie al personale di Fondazione Fs, il convoglio composto da una locomotiva diesel e cinque vetture tipo 45000 direttamente in stazione dalle 14,00 alle 16,30.

Chi volesse ancora acquistare i biglietti per il viaggio, invece, può farlo direttamente online sul sito di Vivaticket alla pagina http://www.vivaticket.com/it/ticket/treno-storico-milano-casale-a-r/187734: il treno partirà alle ore 8,55 dalla stazione di Milano Porta Garibaldi e giungerà in città alle ore 11,30 con le seguenti fermate intermedie: Milano Lambrate (alle ore 9,20), Milano Rogoredo (9,30), Pavia (9,59), Garlasco (10,21) e Mortara (11,00). Ritorno previsto per le ore 17,00 da Casale Monferrato.

Si ricorda, infine, che la Festa del Vino del Monferrato Unesco porterà al Mercato Pavia le eccellenze enogastronomiche monferrine, e non solo, con oltre venti aziende vitivinicole e oltre trenta Pro Loco che proporranno gustosi piatti venerdì 16 e 30 settembre dalle 18,00 alle 24,00 e sabato 17 settembre e 1° ottobre e domenica 18 settembre e 2 ottobre dalle 10,00 alle 24,00 con orario continuato.

I posti a sedere disponibili sono 4 mila, ma sarà possibile anche il servizio da asporto per potersi portare direttamente a casa le tipicità del territorio. Per conoscere i menu, le aziende e tutte le iniziative legate alla Festa del Vino del Monferrato Unesco è possibile consultare il sito http://www.festadelvinodelmonferrato.it.

Casale Monferrato, 15 settembre 2022

Il presente comunicato è redatto in modo impersonale (senza nomi e virgolettati) secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge n° 28 del 22 febbraio 2000 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

Legambiente: 𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐈𝐄𝐌𝐎𝐍𝐓𝐄

Torino: 𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐈𝐄𝐌𝐎𝐍𝐓𝐄
📍 Sala Atlas di Combo – Corso Regina Margherita 128, Torino⏰ Lunedì 19 settembre // h. 16.00 
Lunedì 19 settembre alle 16,00 presenteremo le proposte di Legambiente Onlus per la prossima legislatura sulla necessaria transizione ecologica del Paese, confrontandosi con i candidati alle elezioni politiche.
L’evento si terrà presso la Sala Atlas di Combo, in Corso Regina Margherita 128.
Hanno confermato la loro presenza:

Marco Grimaldi, Alleanza Verdi Sinistra
Chiara Appendino, Movimento 5 Stelle
Andrea Giorgis, Partito Democratico
Silvio Viale, +Europa
Claudia Porchietto, Forza Italia
Lucio Malan, Fratelli d’Italia
Angelo d’Orsi, Unione Popolare

Tanti eventi al Cuneo Bike Festival: domani pedalata in rosa e il talk di Matt Rendell sul ciclismo colombiano

Continua domani, domenica 18 settembre, Connessioni”, la seconda edizione del “Cuneo Bike Festival” che ha il suo fulcro in piazza ex Foro Boario (con palco, stand e un circuito di pump track per permettere a tutti bambini di sperimentare l’utilizzo della bicicletta) ma raggiunge sulle due ruote anche tanti altri luoghi della città, offrendo talk, pedalate, esibizioni e moltissime iniziative gratuite fino a mercoledì 21 settembre. Il calendario completo e aggiornato degli eventi, tutti gratuiti, è pubblicato sul sito comune.cuneo.it/cuneobikefestival, dove è possibile riservare il proprio posto agli appuntamenti per cui è richiesta la prenotazione.
Domani, domenica 18 settembre, alle 10, in piazza ex Foro Boario, ci sarà “Ciclostili: la bellezza di preparare una pedalata”. La parte più bella di ogni pedalata, di ogni viaggio, è forse il momento in cui si lascia correre l’immaginazione: per decidere dove andare, cosa fare, per quanto tempo stare lontano da casa. La preparazione mette i brividi: fremito, impazienza. Di queste sensazioni parlerà Paolo Ciaberta di Ciclostili, un’associazione che si impegna per far sì che sempre più persone si possano avvicinare al mondo del ciclismo attraverso la promozione dell’attività ciclistica, corsi di formazione e progetti specifici per i più giovani, per riscoprire la bicicletta, i suoi miti e la sua dura legge. Perché prepararsi a una pedalata vuol dire, innanzitutto, scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. Ingresso libero.
Dalle 10, in piazza Galimberti e nelle zone limitrofe, ci sarà la festa dello sport cuneese “Cuneo vive lo sport” per tutta la giornata.
Alle 10.30, ci sarà il ritrovo in piazza ex Foro Boario, di “I bike Cn: Cuneo pedala”, una pedalata adatta a tutti alla scoperta delle bellezze storico artistiche della città con Team Itur.
Alle 11, sul palco in piazza ex Foro Boario, Alberto Fiorentini e Francesco Pila con Valeria De Donno presentano “Diab à vélo: pedalare contro il diabete”. Alberto Fiorentini l’ha sempre saputo e ne è sempre stato convinto: il diabete non poteva essere un ostacolo per la realizzazione di un’impresa sportiva. Pedalare sarebbe stato solo più difficile, ma certamente possibile. Passo dopo passo, come in tutte le cose importanti, Fiorentini e la sua bicicletta l’hanno dimostrato. Ingresso libero.
Alle 12, con “Prendo la bici e vado a vedere l’oceano” la storia di Gigio Gallo che qualche anno fa, è stato il professore e Noemi Giraudo l’alunna. In piazza Foro Boario, a Cuneo, Gigio e Noemi saranno solo due viaggiatori. E chissà che la passione di Noemi per la bicicletta non venga da Gigio. Oppure che quella carica di Gigio non venga dall’entusiasmo di Noemi. Un giorno, Noemi Giraudo ha salutato tutti: “Prendo la bicicletta e vado a vedere l’Oceano”. Un giorno, Gigio Gallo, dovendo portare una bicicletta al figlio, in Portogallo, ha pensato bene di pedalare per arrivarci. Storia di questi due viaggi e della scuola che li ha uniti. Ingresso libero.
Alle 14.45piazza ex Foro Boario si trasformerà in cinema all’aperto con la proiezione di “The Balkans’ Rollercoaster”. Il docufilm racconta l’esperienza del padovano Manuel Truccolo, 31 anni, ingegnere e ciclista da sempre, durante la TransBalkan Race, competizione di ultra-cycling di 1300 km e 27000 metri di dislivello, con salite a volte estreme, attraverso Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro. “The Balkans’ Rollecoaster” è un viaggio tra le emozioni e gli stati d’animo che un’atleta attraversa durante un’esperienza di questo tipo. Enough Cycling, con il supporto di Elite, ha realizzato un documentario sulla sua esperienza. Ingresso libero.
Alle 15.30, ci sarà il ritrovo in piazza ex Foro Boario, per la Fancy Women Bike Ride: un evento genuino che riunisce oltre 50.000 donne in bicicletta lo stesso giorno, alla stessa ora, in più di 30 Paesi e 180 città in tutto il mondo. Si tratta di un’iniziativa che nasce dalle donne ed è rivolta alle donne per riaffermare la bicicletta come strumento di emancipazione e libertà dal forte impatto sociale. Incontrarsi per una pedalata e poi restare unite e insieme generare cambiamento attraverso una scelta. Perché la bicicletta fa bene. Partecipazione libera e gratuita.
Alle 16, invece, sul palco di piazza ex Foro Boario, ci sarà “Storia di un fotografo tra bicicletta e montagna”: chi conosce Daniele Molineris sa che si definisce “ininfluencer”. In un mondo in cui “influenzare” la società con la propria immagine interessa sempre più, Daniele è rimasto alle origini. Nato e cresciuto a Boves ha poi iniziato a viaggiare con una macchina fotografica al collo: tra montagna e bicicletta si racconta ogni giorno per ciò che vedono i suoi occhi. La fotografia, secondo lui, deve trasmettere qualcosa, raccontare un momento. Raccontare Daniele è quindi anche raccontare la visione dell’uomo dietro quell’obiettivo che riprende il mondo. Con Daniele Molineris ci sarà Valerio Dutto. Ingresso libero.
Alle 17.30, in piazza ex Foro Boario, si terrà “Voci a pedali” con Alessandra Schepisi, la voce della bicicletta a Radio24. Ogni storia ha una voce a raccontarla e, in fondo, quando pensiamo a quella storia pensiamo anche a quella voce. Di storie Alessandra Schepisi, giornalista di Radio24, se ne intende. Ogni settimana in “A ruota libera”, il programma da lei condotto in radio, cerca storie nuove e nuovi orizzonti per quella bicicletta di cui nel tempo ha conosciuto sempre più. Racconterà l’essenza di queste storie e quanto quelle ruote e quei pedali abbiano cambiato anche la sua persona. Sarà un’altra storia, sarà la stessa voce, con anche una sorpresa. Con Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio. Prenotazione obbligatoria su comune.cuneo.it/cuneobikefestival
Alle 18.30, in piazza ex Foro Boario, ci sarà lo spettacolo tra musica e parole di “Black boy fly: l’irresistibile ascesa di Major Taylor”, tratto dall’omonimo libro opera di Mulatero Editore nella collana Pagine Alvento. Una storia incredibile quella di Major Taylor: il primo ciclista afroamericano capace di diventare campione del mondo su pista in epoca di segregazione razziale che viene raccontata con uno spettacolo coinvolgente di musica e parole dal vivo. Con Marco Ballestracci, Gino Cervi e Marco Pandolfi. Ingresso libero.
Alle 21Matt Rendell arriva in piazza ex Foro Boario a Cuneo, per la prima presentazione ufficiale della traduzione italiana del suo libro “Colombia es pasión! Una terra, un popolo ed il ciclismo colombiano” ad opera di Mulatero Editore nella collana Pagine Alvento. Una serata all’insegna degli aneddoti, dei ricordi e di tutto ciò che non vi aspettereste quando ammirate un ciclista scalare una montagna. Da Nairo Quintana, a Rigoberto Uràn, Esteban Chaves, Fernando Gaviria, Egan Bernal e molti altri. Con Filippo Cauz, Giovanni Ellena e Gino Cervi. Prenotazione obbligatoria su comune.cuneo.it/cuneobikefestival.

Informati e disinformati: A proposito dei banchi a rotelle facciamo chiarezza

Foto Fatto Quotidiano

A proposito di banchi a rotelle facciamo chiarezza

a cura di Pier Carlo Lava

Come al solito in Italia la disinformazione più o meno voluta genera confusione e ovviamente è prontamente strumentalizzata dai politici di vari schieramenti con perdite di tempo, inutili polemiche sui social e i relativi danni. Ecco perché almeno per quanto possibile occorre fare un minimo di chiarezza.

I banchi a rotelle unitamente a lavagne LIS e altri materiali fanno parte di un finanziamento europeo. 

I presidi hanno avuto facoltà di accedere a questi finanziamenti per ì propri istituti e decidere in autonomia se ne avevano bisogno oppure no. 

Il finanziamento non è destinato ad altro, se non si vogliono banchi e quant’altro previsto lo si perde.

Così dichiara Chiara M. Ballarin Consulente in almeno 10 istituti: di sedie a rotelle ne ho viste uno solo in uno. 

Leggere gli occhi di un profugo, di Gianfranco Maccaferri

Leggere gli occhi di un profugo

Leggere gli occhi di un profugo - immagine in evidenza

di Gianfranco Maccaferri

Negli occhi di un uomo o di una donna, di una ragazza, di un adolescente, di una madre, di un anziano si possono leggere le gioie e le angosce che ha vissuto, dai suoi sguardi è possibile intuire le scelte disumane e quelle felici che ha compiuto o è stato costretto a compiere, dalle sue espressioni si possono percepire le sofferenze dell’animo e le allegrie dei pensieri.

Ma noi non siamo abituati a interpretare i segnali che ogni viso ci offre perché la nostra vita e quella di chi ci sta accanto scorre nel benessere sostanziale ed effettivo, quindi quasi nessuno di chi ci vive accanto ha da comunicare efferate violenze subite o esasperate sofferenze vissute.

E così abbiamo difficoltà a saperle leggere nelle espressioni di chi ce le sta comunicando.

Di fatto noi mai abbiamo dovuto sopportare la fame o la sete, mai abbiamo visto dilaniarsi davanti a noi i corpi dei nostri fratelli, genitori, figli, amici.

Mai abbiamo dovuto decidere chi resta tra le macerie e chi parte per la salvezza.

Proviamo a pensare quali espressioni avrebbe oggi il nostro viso se avessimo dovuto scegliere quali famigliari portare nel viaggio verso la pace e quali lasciare a vivere in un teatro di guerra.

Decidere tra genitori e figli.

Oppure tra nostro fratello e nostra sorella.

Il viaggio si affronta in base ai soldi che si hanno e spesso non tutti i componenti della famiglia possono partire.

Occorre fare una scelta.

Questa selezione segnerebbe per tutta la vita la nostra espressione, come l’essere stati costretti a guardare l’impiccagione di un nostro amico o di nostro fratello ritenuto dissenziente, o schifosamente frocio, o insufficientemente religioso e allineato.

Quale sarebbe oggi il nostro sguardo se la nostra casa fosse saltata in aria con dentro i nostri parenti?

I nostri occhi, cosa racconterebbero se avessimo dovuto scavare con le mani tra le macerie per cercare i loro corpi? Quante lacrime avremmo ancora dopo aver sepolto frettolosamente i loro corpi tra altri dannati?

Quanti di noi hanno visto con i propri occhi una guerra fratricida, dove non riconosci l’amico dal nemico?

Quanti tra noi hanno ascoltato l’incubo dei sibili che si avvicinano rapidamente e poi l’esplosione a pochi metri da noi?

E quanti hanno cercato disperatamente del cibo per i figli in un paese di macerie dove i soldi non servono a nulla perché non ci sono più i negozi?

Fortunatamente noi siamo vissuti nella pace e non siamo mai stati costretti a scappare trascinando con noi solo chi e ciò che potevamo, noi non abbiamo mai vissuto in un campo profughi appiccicati a centinaia di migliaia di altre persone. Noi non abbiamo mai camminato per centinaia di chilometri per giungere a una frontiera, ignorando le lamentele dei nostri vecchi o dei nostri piccoli figli, per poi sistemarci in una tenda e scoprire che lì riusciremo, forse, solo a sopravvivere.

Quanti tra noi hanno fatto un viaggio lunghissimo e poi vissuto in una tendopoli con l’angoscia di essere derubati dei soldi che serviranno per pagare un altro viaggio, quello verso un paese dove c’è la pace?

Senza quei soldi si muore, non c’è speranza, futuro, amore.

Fortunatamente noi non abbiamo mai sopportato le sevizie fisiche e psicologiche di delinquenti ai quali si è affidato il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri cari. Perché sono questi delinquenti quelli che comandano e loro possono impunemente massacrarci, torturarci, violentare noi o nostra moglie o i nostri figli, loro possono illuderci per mesi per poi caricarci su una barca e lasciarci al largo, in attesa che qualcuno ci venga ad aiutare.

Quanti di noi hanno sentito l’odore di morte accanto, l’odore cadaverico di un nostro conoscente o amico o peggio ancora di un nostro genitore o fratello o figlio solo perché volevamo stargli accanto per ore e per giorni anziché abbandonarlo alle acque di un mare che ci separa dalla vita?

L’odore di cadavere ti si appiccica nella mente e anche dopo anni sei certo di sentirtelo addosso.

Io non sono patetico, sono realista. Io non sono un buonista, sono uno disincantato. Io non sto parlando di ragazzi che lasciano il loro paese per cercare un miglioramento economico, io penso solo a quelle persone che hanno la guerra, la violenza mortale, la follia umana nella loro vita quotidiana e scappano per sopravvivere. Chiunque di noi fuggirebbe, chiunque di noi trascinerebbe con sé la famiglia o quelli tra loro sopravvissuti, chiunque di noi non si fermerebbe alla tendopoli disumane, chiunque di noi affronterebbe il viaggio verso la pace e nulla, davvero nulla ci potrebbe fermare, né un filo spinato, un accordo internazionale, un muro, un documento.

Nulla ci fermerebbe nel nostro viaggio verso un paese di pace.

Per mettersi in viaggio, quello grazie al quale diventerai un migrante e di conseguenza un profugo, come benevolmente ti chiameranno nei paesi di accoglienza, occorrono soldi, avere alle spalle una famiglia mediamente benestante. Altrimenti ti fermi nei campi profughi. E se ti fermi all’interno del tuo paese e sei povero morirai nei campi di sfollati, insieme ad altri milioni di persone misere come te e più di te. In un paese che vive la guerra civile non c’è un governo che provvede agli aiuti umanitari e coordina eventuali soccorsi internazionali; questi aiuti normalmente sono dirottati da chi è al potere verso le proprie truppe. Per sfamarle.

Se tu non sei sano, forte, furbo, egoista… in un campo di sfollati dentro un paese in guerra, muori.

Io non sono caritatevole, io sono uno concreto, pragmatico!

Se vivessi in Siria, Afganistan, Iraq, Nigeria, Somalia, in Libia o in uno dei 59 paesi oggi in guerra (perché non esiste solo la guerra in Ucraina, anche se ci fanno vedere solo quella, ma ne esistono altre 58) io partirei e nessuno riuscirebbe a fermare il lungo viaggio verso un paese “normale”.

Io, che ancora oggi conservo il certificato di profugo che lo Stato Italiano mi ha dato anni fa, ogni giorno mi ricordo di esserlo stato e di esserlo tuttora un profugo e sono felice di aver trovato un paese che mi ha accolto, che mi ha permesso di vivere sereno, lontano da tagliatori di teste, da mine, da bombe, da violenze di ogni genere.

Io non so cosa hanno visto nella loro vita gli occhi dei politici che rifiutano i richiedenti asilo, i profughi dalle 58 guerre, ovviamente oltre quella in Ucraina.

Io non conosco i rapporti umani che intrattengono queste politici, i loro sentimenti verso gli altri, tutti gli altri, ma considerando quello che riescono a esprimere con la bocca, non mi interessa neppure approfondire… Non sono politici e amministratori della cosa pubblica, sono degli ignoranti cialtroni colpevoli perché non sanno ciò che per obbligo devono conoscere.

Per il cittadino comune “la legge non ammette l’ignoranza”, cosa che non vale per un politico di professione o per un governatore o un sindaco. È vero, loro le leggi possono farsele se vogliono, possono costruire muri, respingere barconi, affondarli… Ma quando parlano in realtà incitano all’illegalità, istigano a delinquere perché esiste la Convenzione di Ginevra del 1951, ratificata e resa esecutiva in Italia con la Legge del 24 luglio 1954 ed esiste il Protocollo relativo allo status di rifugiato, firmato a New York il 31 gennaio 1967 (reso esecutivo in Italia con Legge 14 febbraio 1970) che ci obbliga e che vincola tutti, anche quelli che vorrebbero ignorare la legge italiana, a dare rifugio a qualunque persona che ha subito nel proprio paese persecuzioni dirette e personali per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, ecc.

Una persona non diventa rifugiato perché è dichiarato tale, ma una persona è riconosciuta come tale proprio perché è un rifugiato.

Se questo concetto fondante del diritto, qualche politico lo manipola, stravolge, accartoccia, ignora… è tutta la nostra cultura, il nostro pensare, il nostro sapere, il nostro esseri ragionanti, la nostra legislazione che questi politici infilano in un sacco nero e che poi gettano nel contenitore degli “indifferenziati”.

E non ci devono essere differenze se un profugo arriva dall’Ucraina o da uno degli altri 58 paesi in guerra… io capisco che un ucraino ha lo stesso colore della pelle degli europei, che la maggioranza di loro sono cristiani, che hanno usanze, cultura, morali simili agli occidentali, ma nell’essere profugo tutto questo non deve avere valore, è la legge italiano che lo dice!

Io ho una proposta umana, ma comunque razionale e pratica per tutti i politici che parlano e incitano contro l’accoglienza dei profughi o che propongono di intervenire direttamente sul territorio di partenza dei migranti: un viaggio ufficiale, non direttamente nei luoghi di guerra (ho specificato che è una proposta umana), ma un periodo di soggiorno nei campi profughi per i profughi siriani in Giordania o in Libano dove sono stipate oltre 2.500.000 persone di cui 1.200.000 bambini. Oppure, come alternativa per i più temerari, un “viaggio avventura” in una delle tendopoli all’interno della Siria che ospitano oltre 9 milioni di sfollati, o perché no? Sulla coste libiche dove i profughi vengono torturati, affamati, violentati, in attesa di partire in “crociera” verso le coste italiane.

Sono certo che dopo questo soggiorno, anche solo di una settimana, gli occhi dei nostri politici nazionali, regionali, comunali, i loro sguardi, le loro espressioni comunicheranno talmente tanto che la loro bocca potrà ancora parlare e dire parole (probabilmente le stesse di oggi), ma sarà come guardare la televisione senza l’audio.

Saranno i loro occhi e i loro sguardi a raccontare la verità.

https://wordpress.com/read/blogs/156803703/posts/1631

Il 20 settembre nasceva la mitica attrice Sophia Loren: una diva che ha fatto sognare più generazioni e che ultraottantenne, continua a mietere successi,Gabriella Paci

(Arezzo)

Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone è un nome che pochi sanno riferire ad un’attrice conosciuta da tutti che si chiama Sophia Loren.

Nata a Roma il 20 settembre del 1934 ,è stata fin da giovanissima, avviata alla carriera cinematografica coadiuvata sì dalla sua straordinaria bellezza mediterranea e dagli splendidi occhi ma soprattutto per la sua capacità recitativa evidenziatasi sia in film commedia come “Pane amore e…” o in quelli di stampo hollywodiano come”Un marito per Cinzia”

Sono tuttavia i capolavori del neorealismo degli anni sessanta come “La ciociara “ dove è diretta da De Sica nel ruolo drammatico di una popolana  che le fanno vincere il primo Oscar mai assegnato ad un’attrice italiana per un film italiano. Altri films che si collocano nella storia del cinema sono stati “Una giornata particolare,interpretato con Marcello Mastroianni e “Ieri,oggi ,domani e “Matrimonio all’italiana “: Curiosa particolarità che il libro scritto al suo ottantesimo compleanno e che racconta la sua vita si intitola proprio “ieri,oggi e domani :la mia vita”ediz.Rizzoli

Altri film da non perdere sono :”La baia di Napoli e “Il viaggio”

La sua lunghissima carriera professionale la porta a conoscere e ed essere diretta dai più grandi registi del momento: tanto per citarne alcuni:Charlie Chaplin, Dino Risi,Mario Monicelli; Vittorio De Sica, Henry Hathaway e a recitare con i famosissimi attori come   Marlon Brando,Marcello Mastroianni,Paul Newman, Burt Lancaster, Frank Sinatra, Gregory Peck,Clark Gable, Jhon Wayne e altri ancora.

Numerosissimi i riconoscimenti ottenuti quali 2 premi Oscar 5 Golden Globe, 1 Leone d’oro1 Grammy Award, 1 coppa Volpi, 1 Prix al festival di Cannes ; 1 orso d’oro alla carriera E’ stata onorata anche con una stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame.

La vita privata

La sua vita giovanile racconta di un padre che la riconosce ma che poi abbandona lei e la madre lasciandole in ristrettezze economiche e del suo “arrangiarsi “ nei concorsi di bellezza e i piccolissime parti recitative per guadagnare qualcosa,prima di giungere al successo che poi la porterà ad essere una star internazionale.

Un momento fondamentale della sua vita fu l’incontro,già avvenuto a 16 anni con il regista e produttore  Carlo Ponti che di anni ne aveva 38.Sposato con Giuliana Fiastri,dal 1946 aveva due figli:Nel 1956 in Messico ottenne il divorzio e sposò la Loren nel 1957 Tornati nel 1960 in Italia furono accusati di bigamia ma essi negarono di essersi sposati. Solo nel 62 la loro posizione fu regolarizzata con il divorzio in Francia dalla Fiastri ed essi ne presero anche la cittadinanza.

 Sophia desiderava essere madre e dopo due fallimenti,ebbe due figli:Carlo ed Edoardo L’attrice è rimasta legata a Ponti fino al decesso di questi nel 2007.

Iconiugi Ponti sono stati anche importanti collezionisti di arte con opere di Cezanne, Matisse ,Renoir, Brque e reperti archeologici.

Nel 2020 è protagonista de La vita davanti a sé, diretta dal figlio Edoardo Ponti. Il 26 febbraio 2021 Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani, comunica che le verrà assegnato il Nastro di platino come evento unico in occasione del 75º del sindacato

 L’11 maggio 2021, durante la cerimonia dei David di Donatello 2021, le viene assegnato il David come migliore attrice protagonista; ad accompagnarla sul palco è stato il figlio e regista del film Edoardo.

In questo modo, a 86 anni e 232 giorni, diviene ufficialmente l’attrice più anziana ad aver vinto il David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Per celebrare i suoi 88 splendidi anni Sophia!’, docufilm prodotto da Marco Durante e da Rai Fiction, verrà presentato in anteprima il prossimo 19 settembre a Napoli, al cinema Metropol. Poi il 20, giorno dell’ottantottesimo compleanno della amatissima attrice, andrà  in onda in prima serata su Rai1.

Il nuovo anno accademico dell’Unitre di Alessandria

Alessandria, 13/09/2022

Si è svolta lo scorso martedì 13 settembre, a palazzo Monferrato, via San Lorenzo 21, Alessandria, la conferenza stampa di presentazione del nuovo anno accademico 2022/23′ dell’UNITRE di Alessandria. Alla conferenza erano presenti il Sindaco della Città di Alessandria, Vittorio Villa, Presidente UNITRE Alessandria, Orazio Messina, Vice Presidente UNITRE Alessandria, Gian Luigi Ferraris, Presidente Comitato Scientifico UNITRE, Lauretto Zivian, Responsabile dei Laboratori UNITRE.

L’Amministrazione Comunale di Alessandria, nel riconoscere la qualità dei contenuti formativi e di laboratorio proposti per il nuovo percorso accademico le cui iscrizioni si sono aperte il 14 settembre, unitamente alla autorevolezza dell’Associazione che lo promuove da lungo tempo a beneficio della comunità alessandrina, ha conferito anche quest’anno il proprio Patrocinio al progetto accademico.

L’UNITRE – Università della Terza Età (Università delle Tre Età) di Alessandria, è un’Associazione di Promozione Sociale la cui attività si svolge prevalentemente con l’uso del volontariato.

Forti delle esperienze maturate a Torino, nel 1981 anche in Alessandria sorge un Comitato promotore formato dai cittadini che rappresentavano il mondo professionale, culturale, religioso e politico. Nel marzo del 1983 ha inizio così la nostra attività.

In questi quarant’anni – traguardo riconosciuto con il premio consegnatoci recentemente al Presidente della Regione Piemonte e il Presidente della Unitre nazionale –  l’Associazione ha avuto una importante evoluzione sia in termini di proposte di nuovi Corsi e Laboratori sia in termini di iscritti, passando dai 280 iniziali a oltre mille.

L’Anno Accademico 2022/2023, dopo i due anni di attività ridotta e difficoltosa a causa della pandemia, rappresenta una tappa fondamentale non solo per il ritorno alla normalità ma per gettare le basi per un futuro improntato alla crescita delle attività e degli iscritti e sempre più inserito nel tessuto sociale della Città.

In quest’ottica la programmazione rappresenta un ritorno alle proposte di oltre cento tra Corsi e Laboratori con più di cinquemila ore di lezioni che spaziano in una vasta gamma di discipline come le materie umanistiche, scientifiche, artistiche nonché lingue straniere, informatica, psicologia, diritto, economia, moda e costume e tante altre come un’importante attività turistica.

Ma l’attività dell’UNITRE non si esaurisce con la parte didattica; all’interno infatti, operano una Compagnia teatrale che propone spettacoli anche fuori dall’ambito associativo, una Corale che si esibisce nelle varie manifestazioni promosse dall’Unitre sia a livello locale che nazionale, una Redazione che dal 2008 collabora alla stesura del giornale “UNITRE!ALESSANDRIA”, un periodico di informazione generale e di vita associativa ed una biblioteca.

A conferma del sempre maggiore inserimento nel tessuto sociale cittadino ricordiamo l’Accordo con il “Museo Alessandria Citta della Bicicletta” che prevede l’assistenza da parte di nostri associati e la Convenzione con i Licei cittadini per la partecipazione dei propri studenti alle nostre lezioni di Materie letterarie (quest’anno improntate su Verga, in occasione delle celebrazioni del centenario della morte) e di Cultura classica.

In definitiva, la nostra offerta culturale è talmente ampia da soddisfare le aspettative ed i desideri di apprendimento di un vasto numero di persone così da consentire a tutti di mettersi in gioco e di realizzare quei sogni che le scelte di vita hanno obbligato a riporre nel cassetto passando il tempo in “modo intelligente”.                                                                                   

Evita Perón

Da Frida la loka ( Lombardia)

Quanti di voi sanno, che al Cimitero Maggiore di Milano c’è la tomba di Evita Perón?! E bene sì.
La storia è questa: Evita muore nel 1952 di cancro all’utero. Alla sua morte viene chiamato l’imbalsamatore più amato da tutti i presidenti del mondo (uno che aveva impagliato Lenin per dire), il quale dopo un anno di lavoro consegna il corpo della donna all’eternità. Fin qui tutto bene.
Ma come ben sappiamo, in quella polveriera che è il Sud America, ogni tanto c’è qualche esplosione politica e nel 1955 il presidente Perón viene destituito con il più classico dei colpi di stato militari.
Una delle prime decisioni che il nuovo governo prende è quella di FARE SPARIRE IL CORPO DI EVITA: se da viva la first lady era stata un simbolo, beh da morta può diventare oggetto di venerazione popolare.

Dopo vari spostamenti della salma tra un ufficio e l’altro di Buenos Aires, ad un certo punto si decide: il corpo deve farsi un bel viaggetto in Europa. Non chiedeteci perché fu scelta Milano, ma, complice non ufficiale ” la Chiesa”, dopo varie altre peripezie il corpo finisce in una tomba del Cimitero Maggiore con il nome di Maria Maggi de Magistris. Qui rimarrà dal 1957 al 1971, prima di ricongiungersi con il marito e ritrovare la via di casa.
Ecco nell’immagine la lapide che ricorda Eva.

Fonte: Milanoguida


Da Ferruccio Pinotti.

«Signora, prosegua nella lotta per i poveri, ma sappia che se fatta sul serio questa lotta termina sulla croce».

Forse è in questa frase del 1947 di Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, che va cercato la spiegazione del mistero che ancora avvolge la carismatica figura di Evita Perón (1919-1952), seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón e First Lady dell’Argentina dal 1946 fino alla morte nel 1952, a soli 33 anni. Gli alti prelati non parlano mai a caso, perché forti della rete informativa più antica e capillare del mondo. Questo avvertimento sibillino di Roncalli è stato perciò giustamente valorizzato nel frontespizio del libro di Giovanni De Plato Il mistero di Evita edito da Chiarelettere (188 pagine).

Un libro che parte da una fascinazione personale, quella per Evita Perón, da parte dell’autore, che con l’Argentina ha avuto rapporti costanti. Giovanni De Plato, psichiatra, ha ricoperto il ruolo di professore associato di Psichiatria all’Università di Bologna ed è stato direttore di Master presso la sede di Buenos Aires e consultant dell’OMS per la promozione della salute mentale in America Latina. È autore di volumi scientifici, saggista, scrittore ed editorialista. Tra i suoi principali testi didattici, il Manuale di psicologia e psicopatologia delle emozioni (2015); il Manuale di elementi di psichiatria (2016). Questa ricca e complessa storia professionale spiega il perché De Plato si sia interessato con tanta passione alla storia di Evita, ponendosi delle domande inquietanti, ma legittime.
Perché la Prima Dama di Argentina María Eva Duarte de Perón, detta Evita, fu lobotomizzata durante un’operazione coordinata da un’équipe medica americana? Perché le sue cartelle cliniche vennero distrutte e il suo corpo venne sepolto in segreto nel Cimitero maggiore di Milano per oltre un decennio, tra il 1957 e il 1971? Da queste domande, prende le mosse la ricerca di De Plato alla scoperta della vera causa della morte prematura di Evita: la donna più amata dal popolo, la leader più venerata della rivoluzione giustizialista argentina, un mito che continuamente si rinnova attraverso film, canzoni, libri. L’impegno sociale – e per la causa femminile – fa di Evita una figura di indubbia importanza storica, anche se la sua vicenda si intreccia con lo controversa carriera politica del marito.
A narrare la tragica storia di amore e potere della coppia presidenziale sono i tre protagonisti del libro, strutturato come un romanzo-verità: María Eva Duarte, Juan Domingo Perón e il sindacalista Carlos Maiorino. Ognuno di loro è un “io narrante” e racconta direttamente quello che sa e vive, in una trascinante testimonianza fatta di continui colpi di scena. Le loro parole permetteranno al lettore di ricomporre la vera storia di Evita

Una vita da protagonista assoluta. E una morte tragica, da donna tradita e sola che si è dovuta confrontare con un nemico straniero intollerante e spietato. Nel prologo del libro sono spiegate le premesse della narrazione: «Nel luglio del 2015 la rivista scientifica nordamericana Neurosurgical Focus pubblica un saggio di Daniel E. Nijensohn, neurochirurgo di origine argentina e professore della facoltà di Medicina della Yale University del Connecticut. Nell’articolo Nijensohn sostiene che María Eva Duarte de Perón, fu sottoposta nel luglio del 1952 a un intervento di lobotomia (procedura che seziona le connessioni nervose della corteccia prefrontale del cervello, modificando la personalità, talvolta fino alla catatonia, ndr), effettuato dall’americano James L. Poppen, neurochirurgo della clinica Lahey di Boston. L’operazione è stata confermata dalla cilena Manena Riquelme, infermiera ferrista di Poppen, che ricevette l’informazione personalmente dal medico, non avendo lei partecipato all’intervento nell’ospedale di Buenos Aires. María Eva, osannata dal popolo come Evita, si spense il 26 luglio di quell’anno, pochi giorni dopo l’intervento. Aveva solo trentatré anni. Morì perché malata di un cancro incurabile o la sua fine fu anticipata deliberatamente da un disegno misterioso, forse di mano straniera? Accelerando la morte della prima dama dell’Argentina, si voleva sopprimere anche l’interpretazione più radicale del peronismo giustizialista?»

Foro ufficiale

De Plato riconosce che non tutto ciò che circonda Evita e Perón è soffuso di luce e gloriose battaglie per il popolo. «A questi inquietanti interrogativi sull’atroce fine della donna del Novecento più glorificata in Argentina e più ammirata in America Latina e nel mondo – prosegue – se ne aggiungono altri non meno gravi, che riguardano le figure pubbliche e private di Juan Domingo Perón e María Eva Duarte. Perón era uno statista riformatore e lungimirante o un reazionario fascista, uno spregiudicato uomo di potere, sempre pronto al compromesso con le gerarchie militari e con le potenze straniere? Era un amico del popolo o uno scaltro militare, un demagogo senza principi, disponibile a tutto pur di conservare e accrescere il proprio potere? E María Eva era davvero la signora della nazione o una popolana ribelle che ambiva al ruolo di rivoluzionaria, restando vittima della propria ignoranza e del proprio velleitarismo? In un mondo diviso in blocchi contrapposti, dove i due contendenti si fronteggiavano e si combattevano senza esclusione di colpi, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva deciso di fare dell’Argentina il proprio “cortile di casa”. La risposta a quest’ultimo interrogativo potrebbe svelare anche il mistero della lobotomia imposta a Evita e della sua fine precoce. È da quei giorni di luglio del 1952 che si cerca di stabilire una qualche verità storica»

Domande più che appropriate, alle quali se ne aggiungono altre – che il libro non solleva – perché quando Perón, il 13 ottobre 1973, torna per la seconda volta trionfalmente al potere in Argentina, il capo della P2 Licio Gelli fa parte del suo seguito e presenzia – in smoking e farfallino – alla cerimonia alla Casa Rosada (sede del governo a Buenos Aires) che celebra il ritorno al potere di Perón e della sua terza moglie, l’ex ballerina di night Maria Estela Martinez, alias Isabelita che viene nominata Vicepresidente. Perón presenta a Gelli il proprio segretario, José Lopez Rega, ex caporale della polizia e massone appassionato di riti esoterici. Tramite Lopez Rega, come emerge dalla Commissione parlamentare sulla Loggia P2. “Gelli aveva delle relazioni con Perón e con tutto il settore di governo, che credo nessun cittadino italiano abbia mai avuto, un rapporto politico e soprattutto di carattere commerciale molto importante”.
Entrato nell’entourage governativo, il capo piduista stabilisce una serie di contatti ad alto livello con l’ente petrolifero argentino; lo fa a nome della Banca nazionale del lavoro, allaccia rapporti con banchieri; avvia varie attività di import-export e riceve pure un passaporto diplomatico argentino (n. 001847), diventando Console onorario argentino a Firenze. La morte di Perón il 1 luglio 1974, non intacca nulla del potere che Gelli si era costruito, anzi. Il successivo 2 settembre, con decreto n. 73, il nuovo governo argentino lo designa come Consigliere economico dell’ambasciata in Italia. Anche se formalmente retto da Isabelita, chi tira le fila nella cabina di regia del governo è Jose Lopez Rega, iscritto alla P2 che dopo il golpe del 1976, diventa il cinico organizzatore dei famigerati squadroni della morte.
Questa è indubbiamente un’altra storia, rispetto a quella di Evita: ma la complessità del contesto e del periodo storico non può essere ignorata.

Tua.

16 settembre, 2022.

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