Sono quelli che trascorsero del suo ultimo dipinto prima di morire nel 1954, aveva solo 47 anni. Cosa lascia rappresentato in questo quadro; un saluto d’addio? Trasmettere che nonostante tutto la vita va vissuta?
Ancora faccio fatica a capire certi meccanismi nella sua mente…
Per Frida Khalo, questo dipinto “apparentemente ” semplice ma alcontempo affascinante, pieno di colore che non tradì mai in tutto il suo percorso creativo; anche nei momenti sconfortanti vicini alla morte.
Probabilmente volle rappresentare un “proseguire“, un “non è finita ancora“, andrò ancora avanti oltre la terra, la luna, il sole… forse pure, oltre un aldilà.
Angurie…sembrerebbe persino banale, agli occhi di grandi maestri.
La pittura, così sgargiante d’un rosso sangue che ruba in assoluto lo sguardo, ha una motivazione ben precisa, niente lasciato a caso.
Il suo rapporto con l’arte, sarà sempre impregnato di lei stessa, traumatico; le sue credenze, i suoi più profondi dolori, l’amore trovato e sofferto, il dolore fisico e paradossalmente; le speranze.
In “viva la vida“, lascia in eredità un messaggio chiaro; gioia di vivere e anche un pacato e ultimo grido di dolore.
Reconocido como “poeta universal y de la humanidad” por la Unesco, la obra del escritor y poeta español Antonio Machado ha pasado al dominio público cuando cumplió los 80 años de su muerte, liberando sus derechos, según se establece por la Ley de Propiedad Intelectual: Machado falleció un 22 de febrero de 1939, en Colliure, Francia, a los 64 años, adonde se exilió huyendo del franquismo español. Ahora sus obras ya están disponibles para todos.
Como parte de esta liberación de los derechos de autor, la Biblioteca Nacional de España ofrece, desde ahora, en su página web, casi toda su producción: manuscritos, portadas de libros, primeras ediciones y decenas de documentos en la sección Biblioteca Digital Hispánica.
(IT)
Riconosciuto come “poeta universale e dell’umanità” dall’UNESCO, l’opera dello scrittore e poeta spagnolo Antonio Machado è diventata di dominio pubblico nell’80° anniversario della sua morte, liberando i suoi diritti, come stabilito dalla legge sulla proprietà intellettuale: Machado morì il 22 febbraio 1939 a Collioure, in Francia, all’età di 64 anni, dove andò in esilio in fuga dal regime franchista spagnolo. Ora le sue opere sono già a disposizione di tutti.
Nell’ambito di questa liberatoria dei diritti d’autore, la Biblioteca Nazionale di Spagna offre, d’ora, sul suo sito web, quasi tutta la sua produzione: manoscritti, copertine di libri, prime edizioni e decine di documenti nella sezione Biblioteca digitale ispanica.
I suoi versi hanno ispirato nel corso del tempo moderno e contenporaneo, dando notte per diventare melodie alle sue opere letterarie.
Questo, ha fatto che i suoi poemi e versi, perduraresero oltre i tempi.
Antonio Machado – Poesia
Nuda è la terra, e l’anima ulula contro il pallido orizzonte come lupa famelica. Che cerchi, poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perché pesa il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l’amarezza della distanza… Sul cammino bianco, alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro… Morto è il sole… Che cerchi,
Viandante
Tutto passa e tutto resta, però il nostro è passar, passar facendo sentieri, sentieri sul mare.
Mai cercai la gloria, né lasciar nella memoria degli uomini il mio cantar, io amo i mondi delicati, lievi e gentili, come bolle di sapone.
Mi piace vederle dipingersi di sole e scarlatto, volar sotto il cielo azzurro, tremar improvvisamente e disintegrarsi… Mai cercai la gloria.
Viandante, sono le tue orme il sentiero e niente più; viandante, non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando.
Camminando si fa sentiero e girando indietro lo sguardo si vede il sentiero che mai più si tornerà a calpestar.Viandante non esiste il sentiero, ma solo scie nel mare…
Un tempo in questo luogo dove ora i boschi si vestono di spine, si udì la voce di un poeta gridar
Viandante non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando…
Colpo su colpo, verso su verso…
Il poeta morì lontano dal focolar. Lo copre la polvere di un paese vicino. Allontanandosi lo viderono pianger. "Viandante non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando".
Colpo su colpo, verso su verso…
Quando il cardellino non può cantar. Quando il poeta è un pellegrino, quando non serve a nulla pregar. "Viandante non esiste il sentiero, il sentiero si fa camminando"
Colpo su colpo, verso su verso.
(Adattazione da Frida la loka)
Dedicato ad Antonio Machado (canzone di Joan Manuel Serrat, 1969) Barcellona.
Preludio
Mentre transita l’ombra d’un santo amore, io voglio sul mio vecchio leggio porre un salmo gentile. Accorderò le note dell’organo severo al fragrante sospiro del piffero d’Aprile.
Maturerà l’aroma delle mele autunnali, salmodierà l’incenso con la mirra il suo odore; esalando le rose il loro fresco aroma sotto la pace in ombra del tiepido orto in fiore.
Al grave e lento accordo di musica e d’aroma, il solo e vecchio e nobile tema del mio pregar
Come di consueto nella notte delle stelle cadenti molti scelgono di organizzare i tradizionali falò notturni sulle spiagge per trascorre la notte più romantica dell’anno in riva al mare a guardare le stelle cadenti.
Giovani e meno giovani bivaccano intorno ad un fuoco acceso, cantando sulle note di qualche chitarra canzoni romantiche rivolgendo lo sguardo al cielo nelle speranza di vedere la stella cadente alla quale poter urlare il proprio nome e segretamente pensare il proprio desiderio.
Peccato che questa magia sia stata infranta dall’inciviltà: la mattina successiva gli arenili sono stati trovati deturpati dai residui del passaggio di questi sognatori.
Il magnifico ed onirico spettacolo delle stelle cadenti viene di colpo risvegliato dallo scenario indecoroso che si presenta sulle spiagge la mattina successiva: rifiuti di ogni genere abbandonati ovunque, bottiglie in vetro e plastica, cartoni della pizza, scarti di cibo e di frutta, tovaglioli, buste ed addirittura non solo legna bruciata e cenere, ma anche fuochi ancora vivi.
Tali irresponsabili comportamenti hanno ancora una volta messo in luce quanto ancora scarso sia il rispetto verso l’ambiente e quanto assente sia il senso civico.
Tutto ciò non può che ledere all’immagine turistica dell’intero territorio italiano e sconvolgere ulteriormente il delicato equilibrio ambientale.
Devo dire che ieri, ero un poco incerta, nel pubblicare questo articolo qui. Poi ho pensato bene e mi son detta perché no! Fino a quando dobbiamo essere invisibili! Quante persone come me patiscono ogni giorno, per non parlare dei famigliari. Ho deciso di pubblicarlo con lo scopo di sensibilizzare e chiamare alla riflessione.
Frida la loka.
Ecco!!! Finalmente l’ho detto con tutte ed ogni singola lettera; niente da leggere tra le righe, niente da nascondere. Sono giorni e giorni che mi sento veramente a disagio, innervosita, non riesco a concentrarmi per fare in modo meno cruento possibile, quello che mi appaga, che mi da soddisfazione, non dico tutte quelle attività ( e credetemi, erano parecchie) che una volta portate a termine mi facevano sentire decisamente meglio.
Ogni volta che guardo il calendario mi vengono i brividi e le nausee, già; perché non è intasato da mille appuntamenti col parrucchiere, spa, manicure, pedicure, corso per imparare a dipingere ” i mandala” e così via, purtroppo no… vedo soltanto tristissimi appuntamenti dai medici, di tutti i campi inimmaginabili, perché? Perché parliamo d’una malattia rara, ciò vuol dire, cazzi, e tanti, perché? Perché la sanità italiana, una che tempo fa ritenevo e reputavo, un’eccellenza, in dieci e passa anni, ho visto come l’avidità politica e non solo, poi con un pizzico d’ignoranza da parte dell’ambito medico che non si aggiorniano per mancanza di soldi ( altri perché proprio non può fregar dimeno) e facciamo la miscela perfetta, non è più in grado di supportare problematiche come queste ” Malattie Rare” , figuriamoci una pandemia!!
Ve ne sarete accorti che sono particolarmente “irritata”, com’è possibile che non ci sia un protocollo ad hoc per le persone affette di malattie rare! Il mio caso è ( e non vorrei sbagliare) UNO su TRENTACINQUEMILA, perciò, non siamo una massa da monitorare, visto che ancora non esiste cura alcuna…
La mia cara biblioteca, sta pian piano riempiendosi di cartelle e cartelle, ormai, ho perso il conto. Carte che alla fine, ogni volta che vai d’un medico devi portarti dietro… ma perché! Dico io, hanno investito inutilmente nel sistema digitalizzato di ogni singola persona che minimo abbia fatto un esame del sangue; perciò, basterebbe, con buon senso, santo cielo, chiedere la benedetta tessera sanitaria e sul sistema è tutto caricato, manco sia il prontuario d’un pregiudicato. Sono incapaci ed ignoranti in materia!!! Persino farebbe bene al pianeta, con tante scartoffie da fotocopiare ogni volta ed ogni volta….
Bene… basta per oggi, mi son sfogata. PS: mandate i medici di famiglia in pensione, quelli che non c’è l’ha fanno più oppure non hanno più voglia. Sarebbe un buon punto da dove iniziare. Notte…
In Italia lo stipendio dei lavoratori è fra i più bassi in Europa, le pensioni di molti sono da fame, nel contempo negli ultimi 30 anni nonostante le crisi i ricchi sono diventati sempre più ricchi mentre la massa è diventata sempre più povera, per non parlare dell’evasione fiscale record, della corruzione, della criminalità organizzata, ecc.
Il mondo delle imprese e per quanto gli concerne anche lo Stato sono miopi e arroganti in quanto se venisse concesso uno stipendio adeguato ai lavoratori questi si troverebbero con più soldi in tasca che ovviamente aumenterebbero i consumi a vantaggio di imprese, commercianti, ristoranti, bar, alberghi, ecc. ecc. ecc.
Ma purtroppo l’Italia in particolare in questi ultimi 20/30 anni “Non è più un Paese giusto”
La classe politica nostrana è sempre peggio rispetto al passato, ora quasi tutti pensano più alla propria poltrona che al bene del Paese e degli italiani, in particolare nei riguardi dei ceti più deboli.
I politici fanno promesse elettorali pur sapendo che saranno irrealizzabili e quindi non le mantengono quasi mai e nonostante questo grazie alla memoria corta degli elettori vengono rieletti.
Occorre ricordare che in occasione delle elezioni le decisioni vengono prese nelle segrete stanze dei partiti che ovviamente non danno spazio ai giovani… forse l’unico movimento politico che in questi ultimi 10 anni lo ha dato anche se poi hanno commesso qualche errore per inesperienza, ma va sottolineato senza episodi di corruzione… e con l’obbligo di soli due mandati… è stato il M5S.
La vergogna delle multinazionali e l’impotenza dell’Europa.
Le multinazionali per evitare di pagare le tasse ricorrono alla manipolazione dei prezzi: se un’entità nella filiera gonfia i suoi prezzi, aumenta i costi per la fase successiva della produzione, riducendo il profitto e dunque la tassazione nella giurisdizione dello stabilimento successivo.
Come fanno le multinazionali ad eludere le tasse e a scampare alla morsa del fisco? Un report del Peterson Institute for International Economics ha illustrato con chiarezza il meccanismo utilizzato tramite cui queste grandi imprese riescono a non rispettare i propri obblighi fiscali. O meglio a rispettarli solo in parte. Le modalità sono essenzialmente due: la manipolazione dei prezzi e la vendita dei beni immateriali. La nuova proposta, nata in seno all’OECD, dovrebbe perlomeno limitare questo “mal costume”, ma nuovi espedienti potrebbero essere utilizzati dalle multinazionali per fuggire, ancora una volta, al fisco.
Ilaria Marconicchio è nata il 31 Ottobre 2001, nel Rione Sanità di Napoli. Ha 20 anni, e nella sua vita ha avuto poche cose in cui credere, e restando sempre chiusa in casa si è focalizzata molto sulla sua crescita personale. All’età di 12 anni era già sopraffatta da tante emozioni negative, e grazie a un educatore ha scoperto che trascivere ciò che si prova su un diario rende tutto più semplice.
E così fece, rendendo lui l’unica persona partecipe dei suoi segreti. Le fece notare che nella scrittura era molto empatica e che rendeva le scene molto sentite così, provando a scrivere un piccolo racconto, le diede la conferma. E si appassionò fino a scrivere un libro all’età di 18 anni. Un libro che racconta la vita di una ragazzina che voleva solo una cosa: amarsi. Ma non ci riusciva per una società cruda e ben ferma a degli standard di bellezza che ai tempi non credeva le appartenessero.
Casa Editrice
Dopo qualche mese lo fece togliere dalla vendita, ma è presente online ancora la pagina del prodotto non disponibile. Nel corso degli anni la passione per i libri diventa un’ossessione, addirittura ne leggeva 3 al giorno, con massimo 300 pagine l’uno. Sapeva come funzionava una Casa Editrice, che dava all’autore dall’8% al 10% e magari non dava la possibilità a tutti di essere pubblicati o di crescere come autori… motivo per cui nell’agosto 2021 ha fondato la Publishing Flower,: Casa Editrice non a pagamento di cui nome proviene dalla sua passione per i libri e per le rose.Casa Editrice
Non solo pubblica qualsiasi genere, ma dà il 30% dei guadagni e, se un autore viene valutato in maniera negativa dal team di valutazione, lo aiuta personalmente a migliorare il suo libro per poterlo riproporre a lei, o a un’altra Casa Editrice. Per se stessa questa realtà Editoriale non solo è una seconda casa, ma è la sua seconda famiglia perché vuole unire gli autori, vuole che si aiutino a vicenda e vuole accontentarli in tutto ciò che serve per renderli soddisfatti del loro libro e della loro pubblicazione, perché si sente complice del loro modo di agire nei suoi confronti: si sente rispettata, la ritengono come una loro amica e riceve da molte autrici davvero molte attenzioni.
Non c’è gente che ha creduto in lei, ma vorrebbe dimostrare che invece con un po’ di sano impegno le cose possono andare sempre per il verso giusto. Il suo quartiere viene ritenuto spesso arido per i pochi sogni che ci sono, il poco futuro che aspetta a ogni ragazzo che cresce con una certa educazione, ma vorrebbe dimostrare, ancora, che ci sono dei fiori che germogliano in mezzo alle crepe.
Ha studiato per aprire anche un sito web, nel novembre 2021, su cui ha creato una community e l’ha reso un secondo lavoro, in cui aiuta emotivamente le persone che le scrivono addirittura in privato. Qual è uno dei suoi desideri, e motivo per cui vuole farsi conoscere? Ha attestati di scrittura, seo specialist, editor, correttore di bozze, grafico pubblicitario e, a breve, apprenderà anche la lingua inglese per avere maggiore cultura.
Il motivo di tutti questi corsi? Desidera aiutare chi non riesce a comprendere cosa voglia dalla vita, dal suo futuro, così da mostrargli le varietà di mestieri che ci sono, oltre quelli manuali che già conosciamo. E magari fargli apprendere le stesse cose che conosce lei.
Non ritiene che siano chissà quante qualifiche, ma ha 20 anni e crede di riuscire sicuramente a fare di meglio, ma per ora i suoi desideri sono quelli di aiutare il prossimo per il suo futuro, mostrandogli varie possibilità di carriera (Non servono soldi, perché per lei non ha prezzo la soddisfazione che proverebbe nell’aiutare qualcuno) e far crescere la sua realtà editoriale per dare agli autori la possibilità di credere nei loro romanzi, e che ogni lavoro può sempre essere migliorato. Ma con lei non si sentiranno mai soli.
Ci troviamo in una festa di compleanno d’un amico. Uno direbbe, che c’è di particolare…
Insomma, sono parecchio confusa, tra musica disco, regeeton e rumori d’oggi che non riesco a capire, atenti, non quella d’una volta, ché per loro, quella odierna è buonissima come per noi era quella che ascoltavamo. Ma questa d’oggi, per me e tenete in conto la mia precarietà nel udire, è carente di ogni tipo di consistenza, parlo dai ritmi, e per non allungarmi troppo, ai contenuti, in sostanza, le parole.
Sono rimasta troppo indietro, oramai, all’epoca nella quale, quella che ritenevo una semplice ” canzone”, pure essa aveva un contenuto da sminuzzare e trarne un messaggio. E nel frattempo gli anni son passati, in queste ultime decade ci sono state grandi cambiamenti, non sarei in grado di dire se tutti sono stati positivi, un poco di fiuto mi dice in fondo, che non è andata proprio così.
Allora ci troviamo in una disgiuntiva assai complessa, soprattutto per quelli stremammente strutturati o fissati solo ad un tipo d’ideologia, il che genera rifiuto ed in conseguenza astio, verso un tipo di ” società ” che, dai più intransigenti, non viene nemmeno considerata e parlo puntualmente di persone che hanno deciso o capito che il loro sesso con il quale sono nati, non gli rappresenta agli adolescenti d’oggi, fino a quelli che arrivano, con vento a favore, a porto ” sicuro” scappando da orrori diversi ai nostri, perché, conveniamo, direi che non è un momento molto appagante dalle nostre parti.
Torno alla festa; tarda serata, dopo piscina, adolescenti e bambini ormai scarichi, caldo da scoppiare, e pioggia che non si fa viva…
Vengo ripagata nella mia resistenza; un amico francese del festeggiato, sotto il mio sguardo vigile, cosa stava combinando con prese e cavi d’elettricità vari? Abbassa le luci, inizia a creare una certa atmosfera e infine apre un astuccio di misure importanti. Tira fuori un luccicante e splendido sax, ed inizia; ci ha deliziato e ha saputo, tramite questo magnifico strumento, osservando ognuno di noi agli ochi, ad evidenziare con diverse armonie, il nostro stato d’anima più profondo. Melodie ritmiche, altre un pò bohème, note da blues e non potevano mancare quelle del jazz.
Da fridalaloka.com Da fridalaloka.com
Quindi, come dicono I ragazzi oggi… e… niente… è stata un fine serata fantastico. E non rassegnata ma bensì consapevole di dover convivere con la diversità che anch’essa, forse ha il suo perché.
Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.
Agenzia ANSA
@Agenzia_Ansa
Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.
I media statali trasmettono dei filmati che mostrano le alluvioni nei pressi della capitale #ANSA
Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate. I media statali trasmettono dei filmati che mostrano le alluvioni nei pressi della capitale #ANSAhttps://t.co/6jCHzf2P9cpic.twitter.com/9wHOYlGAwx
La Val d’Orcia è un’ampia valle situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino.
Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.
Comuni
I comuni che costituiscono il Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia sono i cinque comuni senesi di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia. Altri centri importanti sono frazioni dei sei comuni: Contignano, Monticchiello, Bagno Vignoni, Rocca d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Bagni San Filippo, Vivo d’Orcia. Hanno parte del loro territorio nella Val d’Orcia, anche se non fanno parte del parco, Sarteano, con la frazione di Castiglioncello del Trinoro, e Castel del Piano in provincia di Grosseto con le frazioni di Montenero d’Orcia e Montegiovi. Moltissime aziende agrituristiche, case rurali e rocche con impervie torri si disperdono nell’isolato e tranquillo paesaggio. Ai confini della valle si trovano Montepulciano e
Chianciano.
Patrimonio dell’Umanità
La valle è anche un importante parco, naturale, artistico e culturale, e dal 2 luglio 2004 è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, per lo stato di conservazione eccellente del panorama, così come prodotto da un’intelligente opera di antropizzazione, il quale ha avuto una notevole influenza su molti artisti del Rinascimento. La commissione ha così giustificato l’inserimento nella lista:
L’area naturale protetta
Alla protezione dell’UNESCO si somma la protezione italiana come Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) “Val d’Orcia” dal 1999, su una superficie di 18.500 ettari. In parte compreso nell’ANPIL si trova anche il sito di interesse regionale, proposto come sito di importanza comunitaria (pSIC), “Cono vulcanico del Monte Amiata” .
All’interno dell’area naturale sono da segnalare anche i celebri cipressi di San Quirico d’Orcia.
Cono vulcanico del Monte Amiata
Il cono vulcanico del Monte Amiata è caratterizzato da un paesaggio alto montano con matrice forestale continua. I principali elementi di criticità interni al sito sono:
Pratiche selvicolturali che inducono un abbassamento dei livelli di naturalità.
Presenza, sino alla vetta, di impianti turistici (soprattutto sciistici) e della relativa viabilità; ne conseguono elevati carichi turistici invernali ed estivi, l’antropizzazione e la frammentazione degli habitat, il disturbo alla fauna, l’inquinamento delle acque, la diffusione di piante appartenenti a specie o ecotipi non locali, con rischio di inquinamento genetico, e l’innesco di fenomeni erosivi.
Turismo
La Val d’Orcia è un territorio ad elevato interesse turistico grazie alle peculiarità storico-paesaggistiche nonché a borghi caratteristici come San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Particolarmente sviluppato è anche il turismo eno-gastronomico.
L’intera area è un’importante punto di transito per gli itinerari di pellegrinaggio che tutt’oggi ripercorrono l’antica Via Francigena. Da alcuni anni il territorio della Val d’Orcia è stato particolarmente valorizzato grazie alla riscoperta ed alla valorizzazione di un turismo particolare legato alla ferrovia.
Tramite la riscoperta di antiche linee storiche non più attive per il servizio regolare come l’Asciano-Monte Antico e l’esecuzione di treni storici a vapore, il territorio è stato reso ancora più fruibile e raggiungibile con un diverso approccio che vede appunto il treno come mezzo di trasporto utile alla valorizzazione del territorio ed alla salvaguardia di un patrimonio ferroviario ed architettonico altrimenti destinato all’oblio ed al deperimento.
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BAGNO VIGNONI
E’ una frazione del comune italiano di San Quirico d’Orcia, nella provincia di Siena, in Toscana.
Il villaggio è situato in Val d’Orcia, nelle vicinanze della via Francigena. Le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali.
Monumenti e luoghi d’interesse
Al centro del borgo si trova la “piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Fin dall’epoca degli etruschi e poi dei romani – come testimoniano i numerosi reperti archeologici – le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come papa Pio II, Caterina da Siena, Lorenzo de’ Medici e tanti artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura.
Le acque che fuoriescono dalla vasca termale si dirigono verso la ripida scarpata del Parco naturale dei Mulini; vi si trovano quattro mulini medievali scavati nella roccia che furono importanti per l’economia locale in quanto la perenne sorgente termale garantiva il loro funzionamento anche in estate, quando gli altri mulini della zona erano fermi a causa dei fiumi in secca.
Quanto pesa una lacrima di un bambino? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra. Gianni Rodari.
Cosi recita questa poesia, che raccoglie la disperazione, il dolore, la fame che ha un bambino. I nostri figli hanno gote rosee, puliti, accuditi, sfamati, l’occidente ci tiene ai propri figli, anche se capita che qualche volta li ammazza. Mi riferisco ai terribili fatti di cronaca, che avvengono sempre più spesso e riguardano i bambini. Noi siamo la società del benessere, ma con tanto malessere! Ci preoccupiamo dell’identità di genere, ormai bandiera di tanti, perchè questo costituisce un problema serio. Stranamente io non ho mai avuto di questi problemi, a me l’orientamento sessuale di tizio e caio non mi importa, guardo le persone, il loro cuore, il loro modo di fare. Non mi pongo il problema perchè il problema non c’è. Quando andavo a scuola, dalle suore, avevo un grembiule blu ed un colletto bianco, uguale per tutti. Ora i grembiuli devono essere gialli, ne rosa, ne celeste, un uguaglianza per tutti i generi, ma io mi devo vergognare di essere femmina? oppure sono razzista perchè dico che lo sono? Per me tutte gli individui, anzi i singoli sono delle identità uniche e preziose, non potrei mai guardarli con occhi diversi. I bambini amano tutti, non guardano il genere, sentono il cuore. Ai bambini non interessa se sei giallo, blu, a righe, con i pois, loro hanno occhi diversi dai nostri e per fortuna! Dietro episodi di bullismo ci siamo sempre noi adulti, noi che non facciamo giocare i bambini perchè hanno le scarpe nuove, oppure si strappano i pantaloni. Siamo quelli delle protezioni eccessive ”non fare il bagno, non correre” che lasciamo per ore i figli davanti al televisore, a cui non parliamo della morte, per non spaventarli e poi rimangono ore davanti ai video giochi e fanno strage di avversari con scimitarre, pugnali, fucili, pistole. Siamo quelli che si inalberano e corrono dalle insegnanti perchè il bambino ha preso un brutto voto. Che difendono sempre e comunque i figli, anche davanti all’evidenza, e i bambini sono dislessici, discalculi, iperattivi. Ultimamente casi di autismo in aumento, e che i primi mesi sono difficili per la scolarizzazione? Ritornando al problema dei grembiuli, esiste il problema del colore dei grembiuli. Ne parlano tutti e se ne parlano tutti diventa un problema. Secondo alcune stime, sono circa 40.000 i bambini minorenni sfruttati nelle miniere e soprattutto quelle di cobalto. Questi bambini lavorano in condizioni estremamente crudeli, più di 12 ore al giorno, portano sulle spalle carichi molto pesanti, muoiono stremati, si ammalano, percepiscono salari da fame, la loro infanzia è negata, non vanno a scuola, solo duro lavoro. Avete mai visto gli occhi di questi bambini? Ci siamo mai posti il problema? In Siria 7, 3 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria, senza contare adulti, anziani, donne. Sono bambini che non conoscono altro che bombe, terrore e fame, loro non ascoltano musiche, ma fischi di bombe e canti di mitragliatrici. Bevono acqua sporca, contraggono malattie infettive, un infanzia violata, negata, terribile. Quanto pesa la lacrima di un bambino? la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra. Conoscete la storia di Iqbal Masish? Il bambino che sfidò la mafia dei tappeti?
dal web
Oggi sarebbe un avvocato di circa quarant’ anni. Viveva in Pakistan, la sua famiglia poverissima, per dei debiti lo vendettero, all’età di cinque anni, per 12 dollari americani, a un fabbricante di tappeti che lo ridusse in schiavitù. Sono milioni i bambini venduti per integrare il bilancio familiare, o avviati alla prostituzione, o per quialsiasi altro sporco commercio. Ritornando ad Iqbal, era incatenato al suo telaio, i bambini hanno mani piccole, per fare nodi piccoli, ai tappeti, per 12 ore al giorno. Lo vedete il problema? A gambe incrociate per ore e tenta di scappare ripreso e messo nel buio di una cisterna, senza aerazione, picchiato. Non si arrende nel !992 esce di nascosto, partecipa ad una manifestazione dove sente parlare di libertà, ha il coraggio di parlare in pubblico, il suo discorso commovente scuote le coscienze. Un sindacalista lo prende a cuore, non torna in fabbrica e va a scuola, ritrova un infanzia negata, ma a 10 anni un fisico fortemente segnato dagli stenti e dalle posture. Appare sui teleschermi di tutto il mondo, riceve premi e donazioni , ma lui non diventerà mai grande, morirà in un attentato. I diritti dei bambini ogni giorno vengono violati, nonostante si sappia, il problema non c’è. Bambini nelle miniere, bambini nella fame, bambini assassinati, bambini sfruttati dalla prostituzione e dalla pedofilia. Il disgustoso tour sessuale con bambine piccolissime, la libertà esiste? cosa è che dobbiamo chiamare libertà? La compassione, l’amore dove è? ci sarebbe da scrivere cascate di parole e tutte pesanti come pietre. Quanti Iqbal? Sui social, bambini mangiati dalle mosche per raccogliere donazioni, certo un video forte per donazioni forti? Quanti soldi vanno per il loro benessere, per salvarli dalle mosche, dalla cecità, dalla fame, dalla sofferenza, dal dolore, Dolore! non conoscono altro che questo! Ma il problema non esiste, noi comodi nei nostri letti, nelle nostre case pulite, sazi di cibo, ma non di altruismo, compassione, generosità. Quello che mi domando, con tutte le donazioni che si fanno, con tutto quello che eccede in occidente, il resto del mondo ha fame e sete, è poverissimo. Che fine fa ciò che si dona? Forse il problema è decidere il colore del grembiule, anche per questi bambini. Quanto pesa la lacrima di un bambino? la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato più di tutta la terra. Gianni Rodari
Quando una persona nasce, non è in grado di capire tante cose, riusciamo soltanto a campare grazie a genitori o chi si prende cura di noi nel percorso di crescita. Col tempo iniziamo a comprendere ed imparare o quasi, perché siamo qui. All’inizio milioni di anni fa, era per il solo fatto di sopravvivere e procreare.
Ci siamo addatati all’ambiente e gli esseri viventi hanno raccolto dalla terra e mare tutto quello ch’era a disposizione ed usufruimmo di quello.
Oggi, le cose son cambiate e tanto, a tal punto che esso è mutato.
Tutto è cambiato e dobbiamo fare il mea colpa, ma non basta, perché in tanti vanno avanti col pensiero che quel’che ci circonda è nostro.
Purtroppo vi do la notiziona! NON è NOSTRO, no signori miei, cari lettori, tutti SIAMO responsabili del tetto che ci protegge e della terra che ci da il nutrimento. Inutile elencare chi sono i maggiori responsabili, ognuno sa in che grado fa bene o male. Mi dispiace dover scrivere su questo argomento, potendo scegliere diversamente, ma non possiamo girarci dall’altra parte.
Abbiamo un compromesso con quelle generazioni future, quelle che oggi fanno le marce per sollevare l’attenzione, le stesse che in primis hanno capito che qualcosa non sta funzionando e dobbiamo agire. E la gente d’una certa età o “matura ” parolone, deve assolutamente dare l’esempio!
Piccoli gesti, quotidianamente e non mollare.
Da Frida
Quando racconto a mio figlio, la nostra infanzia, al contempo mi vergogno, perché loro molto probabilmente non godranno di tutto quello noi, talvolta anche svagliando per ignoranza o semplicemente menefreghismo, avevamo e loro, i nostri figli, nipoti e così via non troveranno più facilmente, alla portata di mano. Inizia ad essere una situazione FRAGILE, la nostra TERRA è in terapia intensiva e non sappiamo quando e se si riprenderà…
Vi lascio una delle tante poesie scritte in onore a chi ci ospita.
Di Franco Arminio
Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza
FORSE, È MOMENTO DI TORNARE ALL’ORIGINE…
PICCOLI GESTI TUTTI I GIORNI. E COSA FONDAMENTALE DARE L’ESEMPIO.
Ambiente. Degrado: Invasione erbacce e marciapiedi dissestati in via Rodolfo Montevecchio e limitrofi
di Pier Carlo Lava
Alessandria: Premettiamo che una della finalità di Alessandria today è quella di dare spazio alle segnalazioni dei cittadini in merito ai problemi della città al solo scopo di informare i nostri lettori e sopratutto l’Amministrazione comunale e gli Assessori competenti per delega alfine di sollecitarne l’intervento per risolverli. Un impegno che stiamo svolgendo dal 2010 con vari governi della città.
Noi non cerchiamo colpevoli ma soluzioni ai problemi, pertanto oggi ci corre l’obbligo di evidenziare quanto ci ha comunicato una nostra lettrice in merito ad una situazione di degrado con alte erbacce e marciapiedi dissestati in via Rodolfo Montevecchio e limitrofi, come si evince dalle immagini allegate.
In tal senso va detto che la situazione in oggetto era già esistente da tempo e quindi durante l’Amministrazione di CDX, ma il problema esiste tutt’ora con la nuova Amministrazione di CSX.
Crediamo da sempre che l’efficienza di un Amministrazione comunale si evinca a partire da quelli che vengono erroneamente definiti piccoli problemi, ma che invece oltre ad una questione di immagine e di igiene possono complicare la vita dei cittadini ogni singolo giorno.
Ci auguriamo pertanto che gli stessi vengano risolti in quanto tra l’altro non richiedono particolari investimenti ma solo una normale manutenzione del territorio.
Sarà nostro compito seguire con attenzione come abbiamo sempre fatto, la soluzione dei problemi che ci sono stati segnalati, in ogni caso provvederemo provvederemo a darne conto ai nostri lettori che ringraziamo per le loro segnalazioni.
Bonifica amianto: in sei mesi erogati oltre 650 mila euro per le coperture di immobili
L’assessore Strozzi: «Un risultato molto importante che, con gli oltre 700 mila euro finanziati, ci avvicina ad essere il primo territorio Amianto Free»
Nei primi sei mesi del 2022 sono stati erogati ben 654.924,00 euro per la bonifica da amianto delle coperture di immobili presenti nei 48 Comuni del Sin (Sito d’Interesse Nazionale) di Casale Monferrato. Cifra che si somma ai 728.344,10 euro stanziati per pagare le domande pervenute nello stesso periodo e che riguardano lavori da concludersi entro l’anno.
«Oltre un milione 300 mila euro di contributi amianto è un risultato molto importante – ha commentato l’assessore Cecilia Strozzi –, che conferma l’impegno del territorio nel raggiungere quanto prima il traguardo di prima area Amianto Free. In queste settimane stiamo inoltre verificando le domande giacenti, in modo da fare il punto della situazione con quelle istanze che negli anni non hanno visto la conclusione e avere il dato preciso sui fondi ancora a disposizione».
Le domande già evase e liquidate in questi anni sono state 3.021, quelle in corso di finanziamento 484, mentre quelle giacenti e in fase di verifica 1.078. Verifica che sarà effettuata anche suddivisa per Comuni, per individuare quelli in cui le bonifiche procedono più lentamente e avviare così da settembre percorsi di sensibilizzazione in accordo con i Sindaci interessati.
«Il coinvolgimento attivo delle Amministrazioni del territorio è fondamentale – ha sottolineato ancora l’assessore Strozzi –, perché la bonifica dalla fibra killer deve essere portata avanti con il massimo impegno da tutti. È con questo spirito che il Sin di Casale Monferrato può vantare oltre un milione 200 mila metri quadrati di tetti e coperture bonificati: un ottimo risultato, ma che possiamo e dobbiamo ancora migliorare!».
Questa storia si svolge nella metà del settecento ma l’epoca non è importante in quanto racconta l’eterno desiderio umano di frodare il prossimo.
Ordunque, cinque compaesane della campagna torinese giravano mercati e fiere per rifilare i loro prodotti invenduti che risultavano avariati ed erano causa di malesseri anche gravi; ma a loro poco importava la salute del prossimo.
Ovviamente dopo aver turlupinato la clientela di un mercato rionale facevano passare parecchio tempo prima di farvi ritorno, temendo pesanti ritorsioni nei loro confronti.
Non erano mai state al mercato di piazza del Municipio, a Torino, e siccome avevano parecchia merce guasta da far fuori, compreso un certo quantitativo di uova marce, decisero di recarvisi.
“I cittadini sono cretini, li incanti come vuoi; basta dire che è roba fresca di campagna e aprono il loro borsellino soddisfatti” disse Ada.
“Si, ma se poi crepano non è che i gendarmi ci impiccano?” rispose Luigina.
“Crepino pure, che ne sanno i gendarmi che sono state le nostre uova marce e fetide a condurli all’inferno? E poi chi ci riconosce tra centinaia di venditrici?” disse strafottente Margherita.
La risposta di Margherita fu soddisfacente per tutte e cinque, comprese Anna e Teodosia che erano rimaste zitte e quindi l’indomani portarono le loro merci deteriorate al mercato; nel cesto delle uova misero dei fiori profumati che avevano arraffato in un giardino, per coprire eventuali effluvi poco invitanti.
“Uova frescheeeee! Uova frescheeeee! Raccolte stamattina dal pollaioooo!” urlarono quasi in coro le cinque perfide comari.
La loro merce e in particolare le uova andavano a ruba; l’aspetto sano delle venditrici prometteva inconsciamente la qualità e genuinità dei loro prodotti.
Finché arrivò una vecchina che chiese mezza dozzina di uova “Eccole, può berle anche crude” disse Teodosia, dimostrando la sua totale assenza di scrupoli.
La vecchina pagò e allontanatasi di pochi passi dal loro banco venne urtata da alcuni mocciosi che si rincorrevano; le uova caddero in terra e si levò all’istante un tanfo putrido.
Gli astanti capirono immediatamente che tale olezzo terribile veniva emanato dalle uova delle cinque malintenzionate; la reazione popolare fu immediata, esse vennero circondate da una moltitudine di persone che iniziarono ad inveire contro di loro, in attesa dell’arrivo dei gendarmi. I gendarmi infine giunsero e confiscarono i ricavi delle cinque malefiche venditrici, poi le consegnarono al pubblico ludibrio.
Esse vennero poste contro un muro di pietra, sorvegliate affinché non si dessero alla fuga, e sottoposte ad un feroce tiro a segno da parte dei monelli entusiasti, che usarono come proiettili le uova marce della indecente cinquina.
La punizione durò parecchio e alla fine le cinque disoneste risultarono interamente ricoperte di sostanza marcescente; a qual punto poterono andarsene, seguite dai lazzi delle innumerevoli persone presenti.
Ritornarono al loro paesello, a piedi, seguite dal latrato dei cani che incontravano e che parevano, anche loro, disgustati da quelle cinque persone strambe e repellenti.
Giunsero al loro paesello di notte e piene di vergogna raggiunsero le rispettive abitazioni, sperando di non essere viste dai compaesani.
Da quel giorno le cinque venditrici, punite così duramente, diventarono corrette fino all’ossessione e le loro merci, fresche e selezionate, furono gradite da chiunque.
Racconto inedito scritto da Ernesto Martinasso
“I racconti del giovedì”.
Nell’illustrazione:
Giovanni Michele Graneri ( Torino 28 Settembre 1708 –
Torino 26 Febbraio 1762), pittore.
Mercato in piazza del Municipio (le venditrici punite), olio su tela, 1740; Torino, Palazzo Madama.
Era la nostra nonna ( però era mia), un mix d’ereditá di geni attraversarono l’oceano e tanti vocaboli erano un cocktail ben assimilato e naturale.
E così, tramandati nel tempo. Mia nonna Victoria era un personaggio abbastanza particolare; robusta, massiccia, pele bianca e sottile sembrava un velo di fina seta, segni d’incazzatura permanente tra gli occhi che difficilmente qualcuno gli si avvicinaba per farle uno scherzo. La Vitto era molto speciale. Si alzava presto, poco pretenciosa però quando si metteva qualcosa in testa non c’era neanche il miglior mediatore ad oggi che potesse farle cambiare idea.
La Vitto, prácticamente mi alevvò, fra tante pentole e un curioso bracciere di ferro del quale, uscivano pasti e pietanze uniche. Cucinate s’un pentolone oppure talvolta direttamente sulla griglia, sotto c’erano le brace tenue, dopo aver preparato il carbone con degna maestria.
Quello che mi rimane ancora oggi in testa, sono i profumi degli impasti messi a cuocere per fare una “tortilla” di pane con un pò di grasso di maiale, esquisitezza che appena tolta dal braciere, ti bruciava fino al midollo e aveva la peculiarità di un fondo arrostito diventato nero. Que crocantezza.
Ma i pezzi forti di lei, non era soltanto la cucina, dentro o nel patio, pieno di verde…
Mi manca tanto, l’ha perse troppo presto…e penso a lei spesso, ogni volta che mi si avvicinaba una farfalla bianca. Mi diceva: – ricorda, quando perdi una persona a te cara, tornerà a trovarti tramutata in una farfalla bianca; aveva ragione… e parlo con lei.