Mare mosso, di Francesco Musolino. Editore: E/OMare mosso, di Francesco Musolino.

Titolo: Mare mosso

Autore: Francesco Musolino

Editore: E/O

L’ingegnere Achille Vitale fa un lavoro difficile, con la sua squadra recupera le navi in difficoltà per conto di una impresa di Cagliari che ha in dotazione una flotta di rimorchiatori, sempre pronti a tutte le ore del giorno e della notte ad entrare in azione. Soccorrere le navi è un business, si guadagnano soldi, mentre per Achille e la sua squadra andare per mare è la passione più grande. La notte di Natale del 1981 la nave turca Izmir va in difficoltà e lancia l’allarme. L’equipaggio viene tratto in salvo e la nave va alla deriva, diventando una grande occasione per la squadra di Vitale, che senza esitazioni entra in servizio per recuperare l’imbarcazione. L’operazione è tutt’altro che agevole, il tempo è pessimo, la nave è una montagna di ruggine che si tiene in piedi per miracolo. Ma il lavoro è lavoro e non si butta via una occasione così a portata di mano. Il carico della nave è composto da pesce surgelato, ma c’è anche qualcosa d’altro, a cui sono interessate persone molto pericolose.

Una storia avvincente che si svolge in una notte, le cui conseguenze sconvolgeranno la vita di Achille Vitale, ingegnere navale, mancato ufficiale di marina, espulso dall’accademia militare dove era stato ammesso con grandi sogni e speranze. Achille è un uomo coraggioso, padre di Nina e marito di Brigitta, grandi competenze tecniche e doti umane e capacità di comando uniche. Una storia che esalta l’amicizia tra uomini abituati a vivere nel pericolo e nella fatica, ma c’è un uomo misterioso che insidia la squadra di Achille Vitale e che deve protegge i traffici loschi in cui è coinvolto. Una storia notturna, un vero noir per ambientazione e temi trattati, una scrittura avvincente e molto marinara, che affascina e drammatizza la forza del mare e la potenza della natura, contro cui poco può fare l’uomo senza la tecnologia.

Il mistero di Eva, Fabio Rennani

ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Il mistero di Eva
Autore: Fabio Rennani

Il Commissario Innocenti continua nella sua vita in salita. La promozione a Commissario e il conseguente trasferimento, lo hanno reso inquieto e nervoso, lui è un uomo di azione e si trova in difficoltà a gestire gli uomini. Anche la vita privata è sempre più complessa, i rapporti con la ex moglie sono ridotti al minimo ed anche con la fidanzata il rapporto è ormai arrivato alla fine. Solo con la adorata figlia riesce ad avere un rapporto positivo, anche se saltuario. Una sera, mentre era al supermercato per i soliti acquisti frettolosi per la cena, si imbatte in una ragazza stupenda, una battuta e poi l’altra, l’invito a casa seguito da una notte fantastica. La mattina dopo la ragazza sparisce prima che Innocenti si sia alzato. All’arrivo al commissariato, la notizia di un incidente, una persona è morta investita da un vagone della metropolitana. Innocenti si precipita e scopre che la vittima è proprio la ragazza con cui ha passato la notte. Di lei conosce solo il nome, Eva, che si rivelerà falso. Chi era veramente Eva? E in che pasticcio si è cacciato il commissario?
Innocenti è un grande pasticcione e questa volta l’ha combinata grossa, mettendo a rischio sia la carriera in polizia che la sua vita privata. L’indagine scoprirà i molti volti di Eva ed una amara verità.
Questo è il quinto libro di Fabio Rennani, sempre con Innocenti come protagonista, che segna una decisa crescita del personaggio, sempre più inguaiato ed alle prese con una vita che non è proprio prodiga di soddisfazioni. Anche Fabio Rennani è cresciuto molto come scrittore, con una svolta Noir apprezzabile, con una maggiore consapevolezza delle sue doti di scrittore e di inventore di trame sempre più complesse, interessanti, con contenuti sociali sempre più marcati e di spessore. Il finale del libro lascia intendere che ci sarà un seguito che sarà atteso dagli ormai numerosi fan di Fabio Rennani, l’ingegnere scrittore di gialli.

L’angelo custode, di Leo Giorda. Editore: Ponte alle Grazie

L’angelo custode

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: L’angelo custode
Autore: Leo Giorda
Editore: Ponte alle Grazie

Spesso persone innocenti vengono accusate di crimini che non hanno commesso, così come spesso per mancanza di difensori adeguati, si ritrovano vittime di errori giudiziari a cui nessuno vuole porre rimedio. E così che inizia la storia di questo “L’angelo custode”, un giallo ambientato a Roma, in buona parte tra i quartieri San Lorenzo e San Giovanni, quartieri di persone normali, lontani dai fasti delle strade dello shopping e dei più eleganti quartieri della zona Nord.
Il ritrovamento di un cadavere in un cassonetto, un indiziato che suona il piano in un locale e che in passato è stato sospettato di pedofilia senza essere stato condannato, ora come allora nessuna prova lo collega al crimine di cui è accusato, se non il fatto di abitare di fronte al cassonetto del ritrovamento. Un investigatore privato che in realtà è un maestro elementare, un matrimonio da dimenticare ed una figlia quasi sconosciuta, che sente il bisogno di indagare solo per aiutare casi umani in difficoltà. Si fa chiamare Woodstock ed è un tipo che fuma volentieri le canne, che lo ispirano soprattutto quando deve risolvere un caso.  Le canne faranno l’effetto sperato e il caso sarà risolto, anche se non sarà facile convincere il vicequestore Chiesa della bontà delle intuizioni di Woodstock, soprattutto alla luce delle conseguenze investigative che coinvolgono personaggi molto in alto, quasi intoccabili.
Un libro che si stacca dalla media della produzione di gialli/noir/thriller nazionali per l’originalità del protagonista, per la sua straripante simpatia dovuta al suo essere irregolare e fuori dagli schemi. Una scrittura lineare, efficace, piena di umorismo, che cattura l’attenzione da subito. Woodstock è un personaggio apparentemente debole, in balia degli eventi, sensibile ma capace di trasformarsi in coraggioso paladino dei deboli quando si tratta di combattere un sopruso, di andare contro l’autorità costituita, contro i poteri forti definiti tali per il potere che hanno a prescindere dell’autorevolezza invece dimostrano di non avere. Ottimo esordio per Leo Giorda.

Omicidio a Carloforte, di Antonio Boggio. Editore Piemme

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Omicidio a Carloforte

Autore: Antonio Boggio

Editore: Piemme

Il prete di Carloforte, Don Antonio Moresco, viene trovato morto nella sua abitazione, tutto lascia pensare ad una caduta dalle scale, come afferma la relazione del medico legale. Il commissario Alvise Terranova, da poco tempo rientrato a Carloforte, non è convinto che si tratti di un incidente. Il giorno prima era stata trovata una scritta “la chiesa è in pericolo” sul muro della chiesa e in paese molti fedeli non erano contenti di Don Antonio, al punto che era stata organizzata una petizione per allontanarlo. Molte cose non quadrano ed il commissario Terranova è convinto che la morte del prete non sia stata una disgrazia. Il ricevimento di una lettera anonima, con l’indicazione del presunto colpevole, lo convince che i suoi sospetti sono giustificati e che l’indagine deve proseguire perché si tratta di omicidio. Ma non crede che il colpevole sia quello indicato nella lettera, crede che la verità sia ben diversa.

Un libro con una trama complessa, ben costruita, un finale inaspettato che affronta temi molto delicati e purtroppo molto comuni. Il testo prevede continui inserti della lingua reale parlata a Carloforte, che caratterizzano il racconto e amplificano l’efficacia dell’ambientazione. Il racconto del giallo vero e proprio include tutte le trame politiche, tradimenti, storie segrete che in realtà sono di dominio pubblico, un vulcano in eruzione di fatti e misfatti imprevedibile per quello che è da tutti considerato come un paese tranquillo dove non succede mai niente. E proprio tra queste storie segrete che sarà possibile per il commissario Terranova trovare quei piccoli appigli su cui fondare le sue ricerche che lo porteranno alla soluzione del caso. Terranova è un personaggio dalle intuizioni brillanti, appassionato di Jazz, di Tom Waits e delle buone letture, un poliziotto sensibile che sa quando affidarsi al cuore e mettere da parte la razionalità.

Il Rapporto Pelican di John Grisham (Mondadori)

NADIA ARNICE AUTRICE

“Un must assoluto per gli amanti del legal thriller.” Kirkus Review

Sola contro le istituzioni. Perché ha scoperto la verità.
Due giudici della Corte Suprema assassinati in una sola notte. Il paese è sotto shock, FBI e CIA brancolano nel buio. Chi poteva volere la loro morte? Darby Shaw, una brillante studentessa di legge, è convinta di aver trovato la risposta e l’ha scritta in un rapporto. Ma chiunque viene a conoscenza del “rapporto Pelican” è destinato a morire.

RECENSIONE 

Oggi voglio parlarvi del libro: “Il Rapporto Pelican” di John Grisham. Una storia stupenda: sono un’autentica appassionata del genere legal thriller, lo scrittore riesce a catturare il lettura con la sua semplicità, rendendo la trama scorrevole e intrigante. 

Due giudici della Corte Suprema assassinati in una sola notte. Il paese è sotto shock, FBI e CIA brancolano nel buio. Chi poteva volere la loro morte? Darby Shaw, una brillante studentessa di legge, è convinta di aver trovato la risposta e l’ha scritta in un rapporto. Ma chiunque viene a conoscenza del “rapporto Pelican” è destinato a morire.

Il rapporto Pelican è uno dei miei libri preferiti. Una storia ricca di colpi di scena e appassionante. Da questo romanzo è stato girato anche un film, veramente molto bello che consiglio a tutti! 

PUNTEGGIO 5/5

John Grisham 

(Immagine presa QUI )

John Grisham (Jonesboro, Arkansas, 1955) laureandosi in legge nel 1981, per nove anni è stato avvocato penalista ed è l’inventore del legal thriller. Ha ricoperto incarichi politici come membro della “Mississipi House of Representatives”. È l’autore di numerosi romanzi: Il momento di uccidere, Il socio, Il Rapporto Pellican, Il Cliente, L’appello, L’uomo della pioggia, La Giuria, Il Partner, L’avvocato di strada, Il testamento, I Confratelli, La casa dipinta, La convocazione, Fuga dal Natale, il re dei torti, L’allenatore, L’ultimo giuramento e il Broker. 

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Dettagli prodotto
Editore ‏ : ‎ Mondadori; 3° edizione (30 maggio 2016)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 392 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8804667648
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8804667643
Peso articolo ‏ : ‎ 300 g
Dimensioni ‏ : ‎ 12.6 x 2.1 x 19.7 cm
Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 26,707 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)n. 81 in Thriller legali
n. 8,457 in Narrativa di genere

Ritornata alla luce di Valentina Mattia (Mondo Golem)

Trama
Per uno strano scherzo del destino, Lia, una
dei protagonisti della storia, si ritrova a
venire al mondo due volte. È convinta di
essere sopravvissuta al crollo delle torri
gemelle, di aver superato il periodo di cura
nella clinica per disturbi alimentari, di aver
fatto l’amore con Costanzo. Ignora che tutto
questo è stato soltanto un sogno, che vegeta
in un letto d’ospedale da quasi un anno.
Risvegliarsi equivale a vivere un’altra vita, che
non le appartiene più. Fino all’ultimo sguardo
è un viaggio fatto a tappe, nei sentieri di una
mente scomoda, affollata di voci e di
immagini che incitano a non fermarsi, a
ricercare a tutti i costi la verità; è un inno
all’amicizia vera che non diventerà mai
cenere.

Autrice
Valentina Mattia è nata a Caltagirone (CT) e vive
a Cuneo con la sua famiglia. È scrittrice di
romanzi e poesie. Nel 2014 esordisce nella
narrativa con Intimo ritratto – edizioni Araba
Fenice Libri. A Cuneo ha frequentato una scuola
di teatro e di dizione, e il corso completo di Nati
per Leggere (NpL) a cura di Sillabaria – Semi di
Libro. Si è classificata terza nella sezione Prosa
dell’Antologia di narrativa e poesia edita da
Primalpe Cuneo (2017), e nell’anno successivo
(2018) la stessa casa editrice ha pubblicato il suo
secondo romanzo, Alice Schanzer l’alambicco dei
ricordi. Nel 2020 con Golem edizioni ha
pubblicato Complici senza destino..
Ha seguito un laboratorio di scrittura. Fa parte
del comitato di lettura degli adulti per il Premio
Primo Romanzo città di Cuneo.


Casa Editrice
Golem Edizioni è una casa editrice di Torino.
Fondata nel 2016 da Giancarlo Caselli, grazie alla
sua dedizione e passione, raggruppa autori,
autrici e libri di vari generi, con predilezione per
i saggi, i thriller e i gialli. I libri del catalogo sono
presenti in tutte le librerie e negli store online.

Le Eredità del Male di Antani & Mascetti (Golem Ombre)

 DA NADIA ARNICE AUTRICE

Trama
Marco Pavan un tempo era un poliziotto. Uno
di quelli bravi fino a quando la storia, con la S
maiuscola, non si è messa di traverso sulla
sua strada sotto forma della scuola Diaz e dei
fatti del G8 di Genova. Costretto ad
andarsene dal Corpo per avere agito secondo
“coscienza” e scaricato dalla moglie, oggi è
un investigatore privato senza arte né parte.
In una sonnolenta e nebbiosa Rovigo, con
l’incarico di vicequestore, viene trasferito il
sanguigno e ambizioso Cesare Baldini: la sua
non è una promozione, ma l’ultima tappa di
una carriera condita da violenze e abusi.
La fama di “città nella quale non succede mai
niente” viene improvvisamente interrotta
dall’assassinio dell’onorevole Balzan, ex
parlamentare DC. L’uomo viene ucciso in
casa sua in modo efferato, con molti colpi alla
schiena inferti da un oggetto non
identificato. Baldini, chiamato a indagare,
sospetta subito di Okigbo, il vicino di casa
nigeriano.
Pavan che si interessa al caso per aiutare
un’amica della figlia, si convince che il
nigeriano non può essere l’assassino,
e inizia a indagare scavando nel passato della
vittima e, con l’aiuto di un giovane poliziotto e di
un’abile informatica, scopre un inaspettato
legame con l’ex ospedale psichiatrico delle
Granzette da cui, tra mille reticenze e difficoltà
legate all’età dei testimoni, emerge un quadro di
orrori e crudeltà.
Pavan, un tassello per volta, inizia a ricostruire le
vicende ma l’epilogo è ancora lontano e, in un
susseguirsi di colpi di scena, tutti i protagonisti
della vicenda si troveranno ad affrontare
situazioni imprevedibili e, potenzialmente,
mortali.


Autori
Antani & Mascetti, entrambi di Rovigo e amici di
infanzia, coltivano da sempre la passione per la
letteratura e i romanzi, in particolare per il
genere Giallo nel senso più ampio del termine.
Lettori onnivori, amano confrontarsi da decenni
sulle letture reciproche in un continuo gioco di
contaminazione, suggerendosi libri e autori. Nel
tempo hanno maturato esperienze diverse nel
campo della scrittura. Antani ha una lunga
esperienza di autore teatrale, essendosi
cimentato per anni nella direzione di una
compagnia amatoriale di cui curava testi e regia
degli spettacoli, mentre Mascetti è un
raccoglitore ossessivo di storie, personaggi e
immagini sui suoi taccuini.

“Athena il sistema”, di Salvatore Scalisi

– Vorresti pulirgli la casa? – dice Laura.

– Sì, cosa c’è di male? – risponde Francesca, a passeggio con l’amica.

– Non lo so … così, di punto in bianco. –

– Be’, mica questi lavori possono attendere ancora – replica Francesca.

– E chi lo dice che lo desideri veramente; se avesse voluto avrebbe già provveduto, non credi? –

– Magari sarà una persona pigra, distratta … –

– O malata. –

– Sì, può darsi; e allora, perché non dargli una mano? Sarebbe un bel gesto, e aiutare il prossimo ci gratifica. –

– E vorresti coinvolgermi in questa cosa? –

– In due si lavora meglio e si fa prima. –

– Non c’è modo di toglierti questo pensiero. –

– No. –

– Sentiamo, quale sarebbe il tuo piano? –

– Andare da lui e proporglielo. –

– E se dovesse dire di no? –

– Non si farà nulla. –

– Solo all’idea di ritornarci mi fa stare male, e ancor di più pensare di dover pulire quella casa. Mi vengono i brividi. –

– La verità è che non ami lavorare. –

– Non è vero, e lo sai bene. E che questa storia non mi convince – dice Laura. – Quell’uomo non mi convince … –

– È solo un povero cristo che ha bisogno d’aiuto – replica Francesca.

– Non ti basta tua madre? Scusami, non volevo … –

– No, non fa niente. In fondo hai ragione, vuol dire che è nel mio destino pensare agli altri piuttosto che a me. –

Libri: FU SERA E FU MATTINA, Ken Follett

FU SERA E FU MATTINA

di Ken Follett

È il prequel de “i pilastri della terra”, e la saga intera dei protagonisti di Kinsbridge, è la garanzia di una lettura scorrevole e avvincente

Il basso medioevo è un periodo oscuro, dove si scriveva poco, non si lasciava tante opere ai posteri, anche se alcune consuetudini sono ancora vive, tipo entrare nelle case altrui e aspettarsi vitto e alloggio, o alcune stupide credenze mediche che sono più che altro supestizioni(lo fanno ancora in tanti, credetemi)

L’unica cosa è che l’intreccio delle vicende dei protagonisti è molto simile a quello de “i pilastri della terra”: Aliena e Ragna, Jack e Edgar, chiesa e ponte che bruciano, vescovi corrotti, piccoli monaci che cambiano il mondo

Ma ripeto: Ken Follett è una garanzia

Libri: Il Gioco, Giovanni Floris

Quando Rossella Catrambone, studentessa modello, scompare, i sospetti della polizia si appuntano sui due bulli dell’ultimo banco: Mansur detto Momo, italiano di seconda generazione, e Francesca, colonna dell’estrema destra del quartiere periferico di Torre Bruciata. Il loro professore di lettere, Paolo Romano, non è della stessa idea e decide di scoprire la verità.

I giorni passano, la ragazza non ricompare e si accumulano indizi inquietanti quanto stranamente letterari: una pista porta a Edgar Allan Poe, una a Giordano Bruno, una ai surrealisti… intanto, il professor Pastore, il complottista della scuola, è convinto che la chiave di tutto sia nascosta nei sotterranei del Vaticano.

È solo l’inizio di una pericolosa caccia al tesoro a cui i tre saranno costretti a giocare. Li salveranno i libri, o sono proprio le parole a uccidere?

Un giallo, un complotto, una commedia dal ritmo incalzante, un percorso scanzonato ma ricco di cultura che attraversa un secolo di letteratura: questo romanzo multiforme è in se stesso un gioco che non finisce mai di sorprendere.

#IlGioco è disponibile in libreria e su tutti gli store online.

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Libri: Il Partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio

Giuseppe Marletta

Buon pomeriggio.

Segnalo alla Vs. attenzione “Il partigiano Johnny”, il capolavoro di Beppe Fenoglio, romanzo pieno di antiretorica sulla Resistenza italiana sia per il contenuto che per la forma.

È fortemente autobiografico, in quanto molte vicende sono vissute in prima persona, e descrive la vita di un partigiano delle langhe piemontesi nella lotta contro le forze nazi-fasciste.

Johnny è un uomo alla perenne ricerca di una ragione ed una verità e, suo tramite, Fenoglio analizza tutta la condizione umana, con estrema semplicità.

Il lessico è accattivante, con frequente ricorso all’inglese oltre che a neologismi per superare alcune asperità dell’italiano.

Fenoglio, tramite le gesta di Johnny, fa diventare protagoniste le debolezze e le sconfitte dell’uomo, poiché lo conducono infine verso la libertà.

Da leggere assolutamente!

Libri. ZEROCALCARE: no sleep till Shengal

Recensione di Maurizio Melchiorre

ZEROCALCARE: no sleep till Shengal.

Dopo le strisce sulla pandemia a propaganda e il cartone su netflix, zerocalcare torna in libreria con un libro che a mio parere lo consacra.

Non più drammi adolescenziali dalla sua postazione a Rebibbia ma dopo le riflessioni sul covid ( meravigliosa quella dell’ infermiere che spiega il passaggio da usl a asl e in poche strisce tutto il dramma della nostra sanità dove i malati vanno curati a tariffa ) eccolo tornare ad accendere una luce sul buio che avvolge la cronaca nel Kurdistan.

Dimenticati dai media di tutto il mondo stanno cancellando il popolo curdo .

Calcare racconta il suo viaggio a Shengal città nel territorio iracheno riconquistata dai curdi del pkk alle milizie dell’ Isis e riconsegnata agli Ezidi minoranza a cui le milizie islamiche l’ avevano sottratta.

Nel fumetto con molta delicatezza conosciamo i tragici fatti del 2014 quando l’ isis si impossesso’ della regione sterminando o rendendo schiavi gli abitanti, l’ intervento delle truppe del pkk , la decisione di tante donne di combattere ( prima per cultura era una cosa inimmaginabile) , la partecipazione attiva degli Ezidi nelle file dei combattenti , la formazione di uno stato democratico dove la partecipazione femminile è totale, per ogni carica c’è un uomo e una donna, e soprattutto gli attacchi che quotidianamente subiscono da Irak e Turchia che non hanno assolutamente voglia di riconoscere questa esperienza democratica .

Le matite di Alberto Madrigal contribuiscono a rendere l’ atmosfera più cupa perché siamo davanti alla tragedia di un popolo , il cui destino si compie nell’ indifferenza occidentale.

Non so quanto un fumetto possa attirare l’ attenzione ma credo che chiunque, dopo averlo letto ,vedrà con un occhio diverso la cartina del medio oriente.

Da leggere.

https://www.facebook.com/groups/523172937735959

Libri: I rondoni, di Fernando Aramburu

recensione di Luana Neri

Fernando Aramburu, I rondoni.

Toni è un uomo colto,ma fallito. Ha 54 anni,insegna senza più alcuna passione filosofia in un liceo , è divorziato da una donna bellissima,perfida e fragile,ha un figlio poco intelligente che vorrebbe fare il bullo,ma viene piuttosto bullizzato, e che è per lui un peso e una fonte di delusioni e problemi. I personaggi di questo straordinario romanzo sono tanti,ma tutti girano attorno a Toni e al suo individualismo di stampo nichilista che lo porta a prendere una decisione: si dà un anno esatto di tempo per raccontare il suo presente inutile e risistemare, almeno nella scrittura,il suo passato. Poi,in una data precisa,il 31 di luglio, quando la città sarà piena dei rondoni che tanto ama e in cui vorrebbe trasformarsi, porrà fine ad un’esistenza inutile e squallida. 710 pagine. Pensavo che avrei chiuso il libro dopo 50,pur conoscendo la straordinaria capacità di Aramburu di trasformare con le sue alchimie descrittive una storia improbabile in una straordinaria epopea cittadina,una sorta di Odissea ambientata a Madrid. Nei 12 mesi che mancano al congedo Toni annota devotamente ogni giorno ,con l’onestà di chi non si aspetta più nulla, ogni avvenimento quotidiano e degno di nota assieme ai ricordi che emergono prepotenti sia dai sogni che dalla memoria. Con la stessa prepotenza entra la vita,con le sue esigenze e le sue sorprese. Seguiamo Toni che con l’adorabile Pepa,cagnetta anziana,ma amorosa e attenta,percorre in lungo e in largo la città e ce la fa scoprire nel cambio delle stagioni.Mi verrebbe da raccontare quello che mi ha tanto attratto durante la lettura,ma basta così. Questo romanzo a mio avviso non può deludere. La trama è impeccabile,la scrittura brillante e camaleontica, le cifre narrative variano da passi esilaranti, a episodi sgradevoli,ma mai volgari,a riflessioni profonde tratte dal patrimonio culturale che Toni quasi cerca di nascondere non credendo più in nulla. Che dire come sintesi o come ” morale” del racconto? Forse solo che la vita ha più fantasia e risorse di noi che la viviamo o crediamo di viverla.

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Libri: Cinquanta modi per dire pioggia, di Asha Lemmie

(recensione di Benedetta Giannoni)

Cinquanta modi per dire pioggia

Asha Lemmie

Sono nata viaggiatrice. Nel tempo e nello spazio.

Leggo per colmare questa necessità.

In Oriente per esempio, chissà se potrò mai andarci?

Cinquanta modi per dire pioggia mi ha portato in un Giappone di circa settanta anni fa.

La trama probabilmente la conoscete, perché tanto se ne è parlato nel Gruppo. È la storia di una bambina considerata da tutti “bastarda” , perché nata da una relazione extraconiugale tra una giapponese ed un americano . Un giorno la piccola Nori viene abbandonata dalla mamma davanti alla casa dei nonni. La famiglia materna, di sangue imperiale, ricca e potente, non accetta questa bambina, che rappresenta un’onta per il loro rango ed un ostacolo ai loro piani.

Da questo momento Nori è destinata ad una vita di dolore, di sofferenze e crudeltà, ma anche di coraggio e di amore.

Quando mi immergo nella lettura di un libro, bello come questo, è sempre uno strano impatto rientrare nella realtà quotidiana. A volte mi sono sentita così “dentro” la storia che non mi sarei stupita se avessi visto passare qualcuno con il kimono nel mio salotto.

Lo consiglio a tutti quelli che al solo leggere della cerimonia del tè, sentono scorrere il liquido caldo dal bollitore alle tazze e avvertono l’aroma diffondersi nella stanza.

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Libri: Morte di un ebreo a Venezia, di Nathan Marchetti

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Leon De Donno, scrittore ebreo americano, autore di romanzi storici ambientati a Venezia, viene assassinato apparentemente senza un perché. Conquistato dal fascino della città lagunare, De Donno aveva deciso di prendervi casa acquistando un lussuoso palazzo sul Canal Grande. Il commissario Enzo Fellini, debilitato sul piano fisico e psichico, si ostina a indagare, a ricercare, a vivere. Riuscirà a scopri- re l’identità del Mostro che sovraintende a una perfida trama intessuta di morte? È Kippur, il “Giorno dell’espiazione”. La comunità ebraica di Venezia, chiusa nei suoi spazi sacri, celebra la festività più importante. Al mondo della morale, della preghiera e della fede, fanno da contraltare gli istinti e le pulsioni che scaturiscono dal lato buio dell’essere umano. Con sublime ironia, Morte di un ebreo a Venezia apre gli occhi a una visione inedita dell’ebraismo, del dramma della Shoah, della vita stessa. Offre prospettive e metafore che vanno oltre le consuete tautologie alla Schindler’s List.

Nathan Marchetti ha maturato esperienza più che ventennale nell’editoria italiana. Ha studiato moltissimo ma non per collezionare pezzi di carta (custodisce l’agognata laurea in garage). Dopo Giallo Venezia, Requiem Veneziano e Ultimo Carnevale a Venezia, ecco Morte di un ebreo a Venezia: la nuova indagine del commissario Fellini. Nathan Marchetti pubblica tutti i suoi romanzi e racconti, nessuno escluso, con Fratelli Frilli Editori (Genova).

mail: marchetti.venice@gmail.com

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Gli autori della redazione di Alessandria online salutano e ringraziano i lettori

Autori n° 31

Elenco Autori della redazione di “Alessandria online“.

Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Alessandria online – Pier Carlo Lava ex manager ora social media manager

Caterina Alagna scrittrice – blogger

Barbara Rossi cinema – social media

Cipriano Gentilino scrittore – poeta – psichiatra

Davide Morelli scrittore

Donatella Pezzino storica, scrittrice freelance e ghost writer

Elisa Mascia scrittrice – poetessa

Fabio Abate scrittore

Frida la Loka scrittrice

Flavia Sironi scrittrice

Flavio Almerighi poeta – scrittore

Franco Bonvini poeta – scrittore

Giovanna Fileccia scrittrice

Gabriella Paci poetessa – scrittrice

Imma Paradiso poetessa – scrittrice

James Curzi – scrittore

Lucia Triolo scrittrice – poetessa

Luisa Zambrotta scrittrice

Manuela Di Dalmazi scrittrice

Marco Galvagni poeta

Maria Rosaria Teni scrittrice

Marina Donnaruna Iris G.DM scrittrice – poetessa

Miriam Maria Santucci scrittrice – poetessa

Nadia Arnice poetessa

Natalia Castelluccio scrittrice – poetessa

Rita Stanzione poetessa – scrittrice

Roberta Calati poetessa – scrittrice

Silvia Gario Social media manager e content creator

Silvia De Angelis scrittrice – poetessa

Stefano Polo (poeta bollito) poeta

Nicoletta Zappettini scrittrice

Libri: Strega comanda colore – Chiara tagliaferri.

Recensione Benedetta Troni

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Strega comanda colore – Chiara tagliaferri.

Me lo aveva prestato mia zia, che lo aveva abbandonato per la mancanza di linearità.

Non mi è piaciuto per due motivi principali: uno che riguarda lo stile e l’altro la trama. Proverò a spiegare entrambi con dei riferimenti alla cultura pop.

1) Lo stile di Cannarsi nella scrittura.

Il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista senza nome e alcune descrizioni sia sensoriali che degli stati d’animo mi sono piaciute molto. Non solo davano colore ma erano vere, nel senso che una persona poteva davvero rispechiarsi in esperienze simili, e se tutto il resto del libro fosse stato scritto in quel modo sono certa che l’avrei adorato.

Il problema di questo punto, però, è che diverse frasi sembrano delle traduzioni di Gualtiero Cannarsi.

(Per chi non lo conoscesse, è un dialoghista e adattatore di film giapponesi che ci ha regalato “perle” come queste:

“Nessuna recalcitranza! Abbattete l’obiettivo a qualsiasi costo”

“Gli uomini della ditta Junker sono micragnosi”).

In sostanza abbiamo delle frasi che si perdono in barocchismi inutili, un lessico forzatamente aulico cacciato in bocca a una normale ragazza di provincia (non una cresciuta a pane e Dante Alighieri, per dire).

Qualche esempio:

“Sapeva trasformare ogni cosa in set, manipolava la sua vita come uno sfondo per blandire la desolazione”

“Per andare da Giuseppino, ha scelto dei fuseaux stampati lucidi, a squame di serpente, incollati alla pelle, ma i fiumi di depravazione che fa presagire alle tombe in realtà nascondono principalmente quelli di coca cola che beve” ?????

Della seconda metà della frase io non capisco sinceramente il significato. Voi?

E ancora: “Quando le vie sono evaporate di suoni perché tutti sono al mare”. Casomai “quando i suoni evaporavano dalle vie” perché se la via evapora vuol dire che cammini nel nulla. Comunque tutti questi arzigogoli per dire che c’è silenzio.

“L’acqua sembra fatta di coltelli tanto è dura e picchia sui vetri” Che vuol dire? Sta grandinando? Oppure sono solo dei goccioloni che cadono fitti? Boh!

2) Il gusto di “13 reasons why”

Se vi ricordate la serie Netflix sulle cassette della ragazzina vittima di bullismo, probabilmente saprete già di cosa sto parlando. A chi non l’ha vista la sconsiglio fortemente.

Sia nella prima stagione, e ancora di più in quelle successive, c’è un gusto a tratti malato per l’orrido, per il trauma, gli abusi e l’autolesionismo.

Anche le sequenze più truculente degli episodi non servono quasi mai per reali spunti di crescita per i personaggi: allungano solo la storia e aggiungono dramma inutile.

Stessa cosa accade in questo libro. Non c’è una reale storia, ogni capitolo è quasi una sequenza a sé stante in cui si scava sempre di più nelle disgrazie e nei traumi dei personaggi, senza mai cavarne fuori niente. Non c’è una direzione, mai un momento in cui la protagonista, o qualunque altro personaggio, provi concretamente a fare qualcosa per risolvere i suoi problemi interiori (e quindi anche quelli esteriori) e tutto scade in una disgustosa celebrazione del malessere.

Dunque la protagonista, e quindi anche il lettore, che cosa trae alla fine da questo libro? Un fico secco dato il finale!

Questa è la mia personalissima opinione. Se il libro vi è piaciuto sono contenta per voi, ma per me è un grandissimo NO.

Libri: “Le regole della casa del sidro”, di John Irving.

Evelina Loffredi

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

“Le regole della casa del sidro” di John Irving.

Mi piace quando scopro dei “tesori” nascosti nei romanzi. In questo caso “Le regole della casa del sidro” è il romanzo che Violette, la protagonista di “Cambiare l’ acqua ai fiori” di Valerie Perrin legge e rilegge in continuazione e da cui trae ispirazione. Io non lo avevo letto ed ho recuperato.

L’ ho trovato di una bellezza mozzafiato, uno dei più bei romanzi che abbia mai letto!

All’ inizio sembra noioso, scritto con un linguaggio troppo ricercato e particolareggiato, che ti fa soffermare più a lungo sulle pagine e si può essere tratti in inganno e abbandonare, ma superato questo ostacolo si capisce qual’è la vera difficoltà: è un romanzo scritto con un linguaggio poetico, una favola incantata da raccontare ai bambini, una poesia raccontata da un romanzo, a voi la scelta.

Il romanzo è ambientato nel Maine, negli anni trenta del 1900, e in particolare nell’ isolato paesino di St.Cloud, dove la ferrovia è l’unica via di collegamento tra il suo orfanotrofio e il resto del mondo. A St.Cloud infatti non ci si arriva per caso ma ci vanno solo quelle donne che devono sgravarsi di un figlio indesiderato e farne un orfano, oppure decidere di liberarsene con un aborto. A gestire l’ orfanotrofio è il dr. Larch, un ginecologo all’avanguardia che antepone sempre il bene di un orfano davanti a tutto ed è solo inseguendo questo fine che ha deciso di procurare aborti, anche se all’ epoca ancora illegali, a chi altrimenti se lo sarebbe procurato comunque in un altro modo mettendo a rischio la propria vita.

E poi c’è Homer Wells, nato a St.Cloud, rifiutato da quattro famiglie e che quindi sceglie di rimanere a St.Cloud, rendendosi utile e divenendo l’ allievo prediletto del dr.Larch, sebbene le sue idee sull’ aborto sono in opposizione a quelle del dottore.

Ma un giorno l’arrivo di una giovane coppia che ha bisogno di un aborto, Wally e Candy, smuove qualcosa in lui e decide di seguirli lasciando l’ orfanotrofio. Homer non conosce nulla del mondo fuori da St.Cloud e ogni nuova esperienza per lui è magica e incantata, come quella di imparare l’ arte della fruttificazione, la vita dei braccianti stagionali, l’amicizia, nuotare, guidare, amare.

Ma il dr. Larch che per Homer prova un amore quanto più simile possibile ad un padre, tesse una vita alternativa, un progetto ambizioso, dalla cui riuscita spera di poter ricondurre Homer a St. Cloud per continuare il suo lavoro dopo di lui.

Questo romanzo parla di molte tematiche sempre attuali: di aborto, di desiderio di paternità disgiunto dalla famiglia, di amicizia, di sogni, di violenza domestica, di disabilità.

È un romanzo che mi si è tatuato nel cuore!

E a chi pensa che averne visto l’adattamento cinematografico gli ha tolto il gusto di leggere il romanzo dico: leggete il libro perché due terzi del romanzo non sono trattati nel film, e sono i due terzi che fanno del romanzo una vera poesia!

Abbiamo perso a Noé Jitrik

Da H. Lanvers (Argentina)

(Tradotto e ripubblicato da Frida la loka) – Lombardia

È morto l’argentino candidato al Nobel di Letteratura 2022.
Si chiamava Noé, e con i suoi 94 anni, era il patriarca degli scrittori argentini. Esiliato dovuto alla dittatura.


Era Cavaliere delle Arti e delle Lettere in Francia e quest’anno, candidato al Premio Nobel.

《Non l’ho mai conosciuto, ma quando lesse la saga ” Africa “, mi recapito un commento molto riconoscente, esagerato sicuramente, oggi compare nella sovraccoperta dei miei 5 libri》

H. Lanvers


Dicono ch’era l’uomo più esperto nella Letteratura argentina e non solo, a livello umano era un brav’uomo e molto onesto, come successe con Borges.
Il Premio Novel ha perso un’altro personaggio incredibile.

Fra mille e mille di alunni e lettori che lo ricorderanno con affetto se n’è andato il vecchio saggio della Aldea della Cultura argentina .

Abbiamo perso a Noé Jitrik .

Ha diretto una monumental opera composta da 12 volumi, intitolata ” Historia crítica de la literatura argentina” (Storia critica della letteratura argentina), che scrisse tra tanti altri libri.

Foto a sinistra: Jitrik con lo scrittore J. Saramago* in attesa della cottura della grigliata nel cortile della legendaria Libreria Notanpuán, in San Isidro, Buenos Aires.

*(José de Sousa Saramago è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta, critico letterario e traduttore portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998). Wikipedia.

Tua.
7 ottobre, 2022.

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Elettra di Gian Carlo Fanori (Giovane Holden Edizioni)

Elettra di Gian Carlo Fanori (Giovane Holden Edizioni)

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE

“QUELLI CHE MI LEGAVANO AI MIEI TERRITORI ERANO SENTIMENTI FORTI, MA IL MIO DESIDERIO DI FARE LA GIORNALISTA LO ERA ANCORA DI PIÙ. SAPERE CHE AVREI SOFFERTO PER LA MANCANZA DEI MIEI AFFETTI NON MI AVREBBE TRATTENUTA, COSÌ COME SAPERE MI ATTENDEVA UNA VITA SPARTANA. SOTTO IL PROFILO ECONOMICO LA PROPOSTA DI STILE&SOCIETÀ NON ERA CERTO DELLE MIGLIORI, E NON MI SFUGGIVA CHE AVREI DOVUTO SUDARE SETTE CAMICIE PER FARMI BASTARE L’ESIGUO STIPENDIO PREVISTO. GRAZIE A DIO AVEVO DA PARTE UN PO’ DI SOLDI, ACCUMULATI A FURIA DI DARE LEZIONI PRIVATE E NEI MESI DI INSEGNAMENTO, E IN QUALCHE MODO… IN QUALCHE MODO CE L’AVREI FATTA.”

Elettra è una giovane donna bellissima, colta e intelligente. Determinata a diventare giornalista, dopo gli studi e un tirocinio presso una testata di provincia, entra nello staff di una celebre rivista patinata diretta dall’ambiguo Luciano Schiavo. Per adeguarsi ai ritmi del nuovo lavoro si trasferisce a Milano lasciandosi alle spalle senza troppi rimpianti un incarico da insegnante. Più complessa la sua situazione sentimentale: un fidanzato perfetto abbandonato in favore di un amante innamorato della sua ex, da cui a sua volta è stata abbandonata.
L’avvenenza di Elettra, che spesso l’ha favorita, a volte si rivela un peso insostenibile. In particolare, quando il suo nuovo capo la fa oggetto di molestie sessuali.
Che fare? Denunciarlo o tentare di dimenticare e ricominciare ancora una volta? E soprattutto, quante volte si può trovare la forza per ricominciare?
Gian Carlo Fanori esplora con audacia la psicologia di una giovane donna in carriera costretta a fare i conti non solo con un mondo professionale in cui le attenzioni morbose del capo hanno scarsa possibilità di essere sanzionate, ma anche con se stessa e le proprie ambizioni.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro: “Elettra” di Gian Carlo Fanori. Una storia che ho apprezzato moltissimo.

Elettra è una giovane donna bellissima, colta e intelligente. Determinata a diventare giornalista, dopo gli studi e un tirocinio presso una testata di provincia, entra nello staff di una celebre rivista patinata diretta dall’ambiguo Luciano Schiavo. L’avvenenza di Elettra, che spesso l’ha favorita, a volte si rivela un peso insostenibile. In particolare, quando il suo nuovo capo la fa oggetto di molestie sessuali.

Un libro che rispecchia la vita di quasi tutte le donne giovani. L’autore racconta la storia di Elettra con enfasi e passione. La protagonista una donna comune con ambizioni lavorative che desidera ardentemente diventare una giornalista, ma è anche una giovane normale alla ricerca dell’amore eterno. Tuttavia, il mondo professionale è un abisso innavigabile per Elettra e la ricerca dell’amore perfetto è infruttuoso. Una contrapposizione di sentimenti ed emozioni si susseguono in tutto il romanzo, rendendolo appassionante e intrigante. 

Gian Carlo Fanori nel suo libro tocca anche un tema importante che spesso viene sottovalutato: le molestie sessuali sul lavoro. Purtroppo questo argomento è ancora tabù nella nostra società; sono moltissime le donne che subiscono violenza psicologica e fisica da parte dei loro capi per ottenere dei previlegi. Tristemente chi non acconsente alle proposte scabrose spesso viene licenziato o degradato a mansioni di poco conto. Le poche donne che hanno il coraggio di denunciare non vengono credute o non hanno prove a sufficienza per sostenere un processo. Un tarlo difficile da estirpare nella nostra realtà. 

Complimenti all’autore per aver colto in tutta la sua bellezza e nella sua difficoltà il personaggio di Elettra. Fanori manda un messaggio forte al lettore: “Tutte le donne meritano rispetto, anche sul posto di lavoro!”

PUNTEGGIO 5/5

GIAN CARLO FANORI 

Nato a Recco (Ge) nel 1954, dopo la maturità classica ha conseguito a Pavia la Laurea in Lettere Moderne. Giornalista pubblicista dal 1997, ha collaborato con La Provincia Pavese, Italia Oggi, Il Sole 24 ore e il mensile Monsieur. Si è occupato di comunicazione e risorse umane per alcune imprese industriali e edi servizi. 

Ha pubblicato, per Italic Pequod: Candidato al successo, 2012, Premio Milano International 2019 e Premio Città di Pontremoli 2020; Vero nella notte, 2015, Premio Città di Cattolica 2019; Oltre il successo, 2018.

Dettagli prodotto

SUL NAVIGLIO Si UCCIDE COSÌ, Alessandro Reali

Pagg. 272 coll. I Tascabili Noir € 13,90 Isbn 9788869436352

“Ma sono sicuro di avere a che fare con una donna che se ne fregava altamente del giudizio altrui e della morale corrente. Doveva essere coraggiosa e scaltra, forse cattiva, egoista e avvilita. Era consapevole di poter contare sul suo aspetto fisico e lo sfruttava a proprio vantaggio spudoratamente

In una notte di nebbia, a Milano, viene brutalmente assassinata una donna. È la moglie del barbiere di Porta Ticinese, Tista Brambilla, un uomo abitudinario e meticoloso, con una sorella livorosa e un figlio di primo letto con amicizie poco raccomandabili. Il commissario Caronte, in un freddo e nebbioso novembre, si ritrova a indagare sul Naviglio milanese, alla ricerca di un assassino spietato (che presto tornerà a colpire), concentrandosi sulla famiglia della vittima. L’inchiesta, però, con il succedersi degli eventi lo porterà a scoprire trame inaspettate, tra mafiosi in soggiorno obbligato, giovani prostitute dalla doppia vita, borghesi apparentemente irreprensibili, ex poliziotti alcolizzati, avvocati equivoci, papponi arroganti e picchiatori professionisti.

Alessandro Reali

Alessandro Reali è nato a Pavia il 4 febbraio 1966. Per Fratelli Frilli Editori ha già pubblicato Fitte nebbie. La prima indagine di Sambuco & Dell’Oro (2012 III ed.), La morte scherza sul Ticino. La seconda indagine di Sambuco & Dell’Oro (2013 II ed.), Risaia crudele. Quei giorni dell’inverno del ’45 (2014), Sambuco e il segreto di viale Loreto. La nuova indagine di Sambuco & Dell’Oro (2014), Ritorno a Pavia. Un altro Natale per Sambuco & Dell’Oro (2015), La Bestia di Sannazzaro. Lomellina, inverno di guerra 1917 (2016), Ultima notte in Oltrepò (2016), Il fantasma di San Michele (2017), Pavia sporca estate (2018), La ragazza che sorrideva sempre (2019), La matta di Milano (2020), Blues delle risaie d’autunno (2020), Il giallo della valigia di Piazzale Lodi (2021) e Dalle finestre del Borgo (2022). Per Ticinum Editore ha pubblicato la raccolta di racconti Il diavolo del Ticino (2017).

mail: alessandroreali66@gmail.com 

facebook.com/alessandro.reali.3194 

Ottobre inizia con il firmacopie del libro dedicato ad Anna Magnani

Alessandria, 30/09/2022

Per sabato primo ottobre, alla libreria Ubik di Corso Roma 88, Alessandria, si sta organizzando un pomeriggio dedicato al cinema: in modo particolare, alla figura di Anna Magnani, l’indimenticabile “Nannarella” di cui il 26 settembre è ricorso l’anniversario della morte, avvenuta nel 1973.

Dalle ore 16 alle ore 19.30 sarà presente in libreria per il firmacopie Barbara Rossi, l’autrice del volume “Anna Magnani. Un’attrice dai mille volti tra Roma e Hollywood”, nell’edizione 2022 aggiornata e arricchita a cura dell’editore Petite Plaisance. Il libro è impreziosito da un ricco apparato iconografico e, tra gli altri contributi, da un’intervista esclusiva a Luca Magnani.

«Sono trascorsi sette anni dalla prima edizione di questo libro, che ha rappresentato non solo la mia prima pubblicazione di critica cinematografica, ma anche un’esperienza di studio, di ricerca e di vita fondamentale, impossibile da dimenticare», sottolinea l’autrice. «Come, del resto, è impossibile scordarsi di lei, la Magnani (Nannarella, per il suo pubblico più affezionato e fedele), protagonista di una stagione neorealistica irripetibile per il nostro cinema e poi anche di una parabola hollywoodiana di breve durata, tra poche luci e moltissime ombre, che il presente volume cerca di raccontare con la maggior dovizia di particolari possibile e, sempre, con enorme stima e ammirazione per una diva riluttante, un’artista completa, portatrice di un’irrimediabile alterità nella declinazione al femminile dell’arte dell’attore».

Per informazioni: Libreria Ubik Alessandria, tel. 0131/974932

“Un complicato accordo”, di Salvatore Scalisi

Corrono come dei dannati, senza una meta ben precisa e nemmeno la benché minima idea di cosa li attenda. Continua a piovere sangue.

– Dove stiamo andando? – dice Ted

– Non lo so – risponde Parker.

– Sicuro che non si tratti di un brutto sogno? –

– No. Credo proprio di no. In ogni caso, lo verificheremo a suo tempo … se avremo modo di raccontarlo. –

– Che storia interessante! – esclama Ted. – Non so fin quando potrò resistere, le gambe iniziano a cedere … forse ci conviene fermarci, riprendere fiato … –

– Ok – risponde il detective, decidendo di concedersi un momento di pausa.

– … è proprio sangue, o acqua colorata? – si interroga Ted, guardando le sue mani e i suoi vestiti bagnati dal liquido color rosso sangue.

– Sembrerebbe sangue – dice Parker.

– Ma com’è possibile? –

– Non chiedermelo, perché non lo so. Ne abbiamo già parlato, in questa storia c’è la firma del diavolo. –

– Non dirai sul serio? –

– Sai darmi qualche altra spiegazione? –

– Sai, al giorno d’oggi è possibile creare ogni sorta di diavoleria – dice Ted, cercando di alleviare la situazione.

– Già, è possibile – replica Parker.

A un tratto, rimbomba nell’aria un lamento simile a un ululato.

– … sono gli effetti sonori – tiene a precisare Ted, accennando un tiepido sorriso.

– Già – risponde il detective. – Credo che ci siamo riposati abbastanza. –

– Sì, sono d’accordo – replica l’amico.

In un batter d’occhio, la coppia di investigatori riprende la folle corsa.

“Esposti, Limbo ed Arsenicali nel ‘700”. Uno spaccato vero di quella Sicilia, Lucio Portera. Aletti Editore 

“Esposti, Limbo ed Arsenicali nel ‘700”. Uno spaccato vero di quella Sicilia 

Una trovatella viene ospitata in una cittadina della Sicilia dalla famiglia del Duca fondatore del recente agglomerato. Inizia così il romanzo “Esposti, Limbo ed Arsenicali nel ‘700”, scritto da Lucio Portera, autore siciliano, nato a Messina ma che attualmente vive a Palermo. Il libro è pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa”  dell’Aletti editore. «Ho voluto riassumere così – spiega lo scrittore – aspetti della vita del ‘700 italiano, in cui avevano rilevanza sociale certe figure (“gli ignoti”), certe pratiche religiose estreme (salvare le anime dei neonati morti prima del battesimo), e certe pratiche, alcune clandestine e proibite, aventi a che fare con un prodotto da laboratorio: l’arsenico, molto usato in cosmetica, in cucina, in pasticceria in particolare, in falegnameria e altri settori, oltre che materia assai primaria di speziali, ma anche, clandestinamente, di fattucchiere etc…».

Il romanzo inquadra, nel suo insieme, uno spaccato della realtà dove la protagonista vive un suo dramma, personalissimo, alla cui origine può intravedersi la vanità femminile, ma non soltanto. Educata e sufficientemente istruita, resta nella residenza del Duca anche dopo lo sfortunato matrimonio con un licatese e la nascita della figlia, già orfana di padre. Dopo la vedovanza e la venuta al mondo dell’orfana, diviene protettore – senza alcuna allusione – delle due sventurate, l’arciprete del paese, uomo dotto, enciclopedico, dedito alla salvezza dell’anima dei nascituri in difficoltà di sopravvivenza al parto, mediante taglio cesareo, onde fare in tempo a battezzare il feto appena salvato. Il parroco viene trasferito a Palermo e con lui madre e figlia, in separate abitazioni. La madre si risposa, ma resta vedova per la seconda volta. Segue un periodo di normalità durante il quale avvengono accadimenti di ordinaria amministrazione: morti naturali, matrimoni, nascite, lauree. Di anormale verso la fine della storia c’è che a Palermo arrestano una megera, dedita alla stregoneria, accusata di plurimo omicidio. Il giorno dell’esecuzione della pena alla quale la strega viene condannata, muore anche la protagonista della storia. Le due donne, morte lo stesso giorno, si erano incontrate in vita una sola volta, circa 40 anni prima. 

«Il turbamento – racconta l’autore del romanzo – durerà quanto la sua vita e quando, improvvisa, sopraggiungerà la morte (coincidente con quella che indirettamente aveva provocato la grave turbativa), la madre non sarà riuscita a confessare, nemmeno allora, il dramma che l’aveva così turbata nell’intimo». In tutta l’opera si riscontra il tentativo di conciliare in un “unicum” così tanti elementi eterogenei; lo sfondo, i fatti, i personaggi e le loro vicissitudini sono realtà dell’epoca. «Nei racconti – conclude Lucio Portera – l’intento è quello di trasmettere al lettore quali siano stati gli elementi ispiratori del mio “stare al mondo” ma pure, in alcuni casi, gli elementi reconditi, meno superficiali, ancorché apparentemente criticabili, di taluni fatti o fatterelli. Inoltre, la conoscenza di “vita vissuta in altri tempi” e con essa il messaggio di non fermarsi, nel giudicare, soltanto alle apparenze».

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

“Una giornata particolare”, di Salvatore Scalisi

– Stamattina mi sono svegliato con una strana sensazione dentro di me – dice tra sé e sé Paolo, quarantacinquenne, fisico asciutto, mentre esce dallo stabile in cui abita. – Non mi vien voglia di fare nulla. Forse è arrivato il momento di staccare la spina. Già, cosa mi intrattiene a non farlo? Ok, ho deciso, oggi sarà una giornata di totale riposo, niente lavoro o pensieri che possano mettermi di malumore, e perché no, da trascorrerla in perfetta solitudine. Be’, non sarò mica da solo, il mondo fuori è un cuore che pulsa alla grande. Nulla di programmato, mi lascerò guidare dal mio istinto. Niente macchina, camminerò senza una meta ben precisa, come un’anima libera. È quello di cui ho bisogno … la giornata è splendida – dice compiaciuto, Paolo, mentre alza lo sguardo al cielo. – Mi sento perfino in piena forma, quel dolorino alla schiena sembra svanito; bene, è un segnale propiziatorio – a un tratto però il buon umore subisce un brusco crollo non appena scorge in una macchina un uomo alla guida passare lì accanto. – … quello stronzo del mio socio. Dovrei avvisarlo che non andrò all’ufficio, ma non lo farò, oggi non mi va di fare un bel niente, questa è la verità, ed è una cosa bellissima. –

Ma cos’è questo nulla, HANS TUZZI

Ma cos’è questo nulla

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Ma cos’è questo nulla?
Autore: Hans Tuzzi
Editore: Bollati Boringhieri
 
L’incipit introduce subito il tema principale del libro. Un incontro tra potenti all’Ippodromo delle Capannelle, a Roma, prima delle imminenti elezioni politiche che videro la vittoria del Polo della Libertà, dando inizio alla Seconda Repubblica.
Erano momenti difficili, l’Italia era di fronte a scenari politici inediti, gli attentati di stampo mafioso del 1993 avevano lasciato il segno ed anche nelle istituzioni il nuovo vento non aveva una direzione ben precisa. Questo clima di incertezza è molto ben descritto in questo romanzo di Hans Tuzzi, grazie ad una scrittura diretta, senza fronzoli, che in modo chiaro e forte illustra i suoi pensieri.
Nell’anno 1994, il commissario Melis ha dato le dimissioni dalla polizia, vive da solo nel ricordo della moglie scomparsa tre anni prima. Melis riceve nella sua casa, a Milano, un personaggio potente che gli chiede di occuparsi di un vecchio caso di omicidio di una giovane che fu uccisa nel 1986 a Brassinigo, nord est d’Italia, nell’appartamento di una famiglia nota e ben considerata, che potrebbe diventare un problema per un aspirante ministro del nuovo governo.
Melis dovrà indagare senza nessuna veste ufficiale, lavorerà con un falso nome, presentandosi come uno scrittore che sta raccogliendo materiale per un nuovo libro. Le indagini al tempo non portarono a nessun arresto, qualche indagato, una strana setta segreta a cui aderiva la ragazza uccisa fece credere di essere una possibile pista, qualche storia parallela di infedeltà coniugale, poco altro. Ma molti sono coloro che hanno interesse a mantenere bassa l’attenzione sul caso e fanno di tutto per mettere in difficoltà Melis. Ma qualcuno parlerà.
Il romanzo accende le luci sulla vita di provincia, piena di ipocrisia e falsità, dove molti si mostrano come persone integerrime per poi comportarsi nelle vite private in modo opposto.

Lo sparo, ANNE HOLT

Lo sparo

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Lo sparo

Autore: Anne Holt

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Lo sparo è il terzo romanzo di Anne Holt con Selma Falck protagonista. Selma ha interrotto la sua attività di avvocato per diventare investigatrice. Tanto risoluta nella vita professionale quanto incerta e inefficace nella vita privata, con la tendenza alla depressione che cerca di sconfiggere con il gioco d’azzardo on line. Anche come madre non ha avuto molto successo, il rapporto con la figlia non è buono e neanche la nascita del nipote è servita per riavvicinare madre e figlia.

Selma era a pranzo con la sua amica Linda Bruseth, parlamentare ed ex giocatrice di palla a mano, quando una pallottola colpisce Linda e di rimbalzo ferisce Selma. Linda rimane uccisa sul colpo, Selma se la cava con una ferita al braccio. La morte di Linda è un colpo duro per Selma, la cui vita privata è piena di difficoltà. Uno stalker entra a piacimento nel suo appartamento lasciando segni inquietanti e la figlia non ha alcuna intenzione di migliorare il rapporto con lei, nonostante gli sforzi di Selma per stare vicino al nipote di sei mesi, verso cui prova un sentimento fortissimo che non aveva mai provato verso la figlia. Ma il coinvolgimento di Selma nelle indagini sarà inevitabile, con inevitabili conseguenze per la sua vita privata.

Un romanzo dalla trama complessa, giochi di potere ed intrighi inaspettati in un paese civile e ricco come la Norvegia. La Holt è stata ministra della giustizia, quindi conosce bene il funzionamento della politica norvegese, che nei suoi libri descrive in modo dettagliato e critico, con il suo stile di scrittura molto chiaro e coinvolgente sempre attento alle tematiche sociali ed alla psicologia dei personaggi.

Un romanzo che consente di fare una inedita esplorazione nel funzionamento di alcuni servizi sociali della Norvegia, da molti considerata all’avanguardia, per scoprire che la corruzione colpisce i cittadini più poveri, indifesi e bisognosi di attenzioni, come gli immigrati ed i loro figli, vittime ideali di ingiustizie e soprusi. Scopriremo che la cattiva politica si avvale del suo potere per coprire malefatte ed ingiustizie, nascondendo le prove e facendo apparire quello che non è agli ignavi cittadini. Anche in Norvegia.

Zorba il greco, Nikos Kazantzakis

Zorba il greco

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Zorba il greco

Autore: Nikos Kazantzakis

Editore: Crocetti

Traduzione: Nicola Crocetti

Zorba il greco è un romanzo straordinario da cui è stato tratto un film famosissimo con Irene Papas e Anthony Quinn, la cui colonna sonora composta da Mikīs Theodōrakīs contiene il brano Sirtaki, che accompagna nel film Zorba durante la sua famosa danza. Film, colonna sonora e balletto sono diventati più famosi del libro, ma è dal romanzo che tutto è nato.

Il libro racconta le avventure di Basil, uno scrittore inglese che ha ereditato una miniera sull’isola di Creta. Intraprende il viaggio per raggiungere l’isola e conosce per caso Alexis Zorba, un greco esuberante e pieno di energie e di contagioso entusiasmo per la vita. I due diventeranno amici inseparabili ed andranno incontro a successi, disastri, tragedie.

I due amici sono quanto di più diverso si possa immaginare, ossia lo scrittore inglese idealista, benestante, alla ricerca delle risposte ai principali interrogativi della vita, Zorba invece è un uomo poco istruito ma di grande saggezza innata, conosce tutte le risposte alle grandi domande, concetti semplici e di immediata comprensione, pillole di saggezza e di esperienza mescolate insieme.

Le avventure dei due porteranno l’autore a toccare temi di rilevanza assoluta, dalle relazioni tra uomo e donna a Dio, dalla religione all’esistenza dell’anima, dalla morte al senso della vita. Il romanzo è quasi un trattato di filosofia sotto forma di avventura vissuta da due amici, raccontata con semplicità e immediatezza.

La storia è ambientata a Creta, descritta con grande efficacia, con le case candide, il mare azzurro e le notti arricchite da cieli fantastici. Le parole di Zorba sono coinvolgenti e convincenti, leggendo il libro si è trasportati dal suo entusiasmo, dalla sua voglia di vivere e dalla curiosità con cui guarda ogni cosa che gli accade attorno.

Ladra d’amore: La rinascita dopo lo stupro. L’avvincente romanzo di Carla Forte, finalista del Premio Cumani Quasimodo, sarà adottato nelle scuole

Ladra d’amore: La rinascita dopo lo stupro.

L’avvincente romanzo di Carla Forte, finalista del Premio Cumani Quasimodo, sarà adottato nelle scuole. Aletti Editore

Una splendida novità è legata al romanzo Ladra d’Amore di Carla Forte, uscito per i tipi di Aletti. Sul libro si sono accesi ancor più i riflettori in seguito alla presentazione dei mesi scorsi, organizzata dall’Associazione Pro Loco Fondi e patrocinata dal Comune di Fondi, presso Spazio Europa del Parlamento Europeo, a Roma. Dopo il palcoscenico europeo, alla presenza dell’onorevole Salvatore De Meo, con gli interventi di Diana Palomba Presidente Feminin Pluriel Italia, di Roberta Beolchi Presidente Associazione Edela e del giornalista Gaetano Orticelli, che ha moderato l’incontro, «il libro Ladra d’Amore è pronto ad entrare nelle scuole – si legge nella nota stampa dell’evento – in quanto strumento di educazione nella diffusione della cultura del rispetto di genere e per l’eliminazione della violenza contro le donne».

Protagonista della storia è Eva, anziana donna che riavvolge il nastro della propria esistenza e ritorna nel passato, per raccontare le esperienze di dolore vissute nella propria vita. Azioni autolesionistiche, scaturite in risposta allo stupro subito in adolescenza. La violenza ha spento la luce della sua anima ed Eva ne diventa prigioniera, in una coazione a ripetere che tenta di colmare il vuoto d’amore con la ninfomania.

«…Mi ha nutrita la passione come la sofferenza, mi ha allevata la blasfemia come la preghiera…!» – si legge nel testo del retro di copertina. La perversione diventa il suo mantra. La sessualità, perpetuata con ostinata determinazione, crea nella sua mente una spirale infernale. Nel vecchio che muore c’è il nuovo che nasce: in questo monito trova la sua riabilitazione.

È un racconto di purificazione, con una scrittura avvincente che incolla il lettore alla pagina, grazie al ritratto preciso della personalità di Eva che emerge dalla narrazione in prima persona. Il lettore la sente familiare e la ama, a dispetto dei suoi errori. Le numerose descrizioni delle scene di sesso, ripetitivo, sono inserite con maestria e risultano funzionali al racconto per conoscere nel profondo il personaggio e renderlo credibile.

È questo il risultato ottenuto dall’abile penna della scrittrice, grazie alle sue competenze nello scandagliare l’animo umano.

Maria Carla Forte è, infatti, un’insegnante e pedagogista clinica. Con l’insegnamento ha acquisito un bagaglio di esperienze che hanno favorito la scrittura. Con la professione di pedagogista clinica, ha potuto esperire il mondo dell’anima e farne tesoro per questo romanzo, finalista al Premio Maria Cumani Quasimodo. Ad alimentare la scrittura sono state anche le esperienze singolari di vita che, per un ventennio, l’hanno vista seguire le orme del marito, impegnato nell’alta ingegneria in giro per il mondo.

«Ladra d’Amore trova la sua accezione nel contenuto stesso del romanzo, la cui materia prima è il sentimento d’amore – ha dichiarato Forte, soffermandosi sulla scelta del titolo -. L’argomento principe è lo stupro subito da Eva e la conseguente caduta nella rete di amplessi carnali: prodromi della sua ninfomania e della successiva anoressia. Fondamentale è la sua rinascita, raggiunta dopo un lungo lavoro di ritrovamento di se stessa, che si concretizza nell’abbandono del giro vizioso della passione, nel quale, per lungo tempo, ha cercato ossessivamente gli uomini».

Libri: IDENTITA PERDUTE, di Santina Gullotto

Recensione a “IDENTITA PERDUTE “Narrativa interessante

Recensito in Italia il 23 settembre 2020

Carlo Bonfiglio

Leggere ciò che hai scritto mi ha affascinato molto, dandomi la possibilità di entrare nella tua anima e capire con certezza la ricchezza che possiedi dentro, non puoi immaginare la gioia che ho provato nel leggere chiaramente la ricchezza interiore che possiedi. Ti posso assicurare che tale e tanta completezza in un’unica persona non l’ho mai riscontrato, quindi in considerazione che a questo mondo conosco una miriade di persone, ti affermo che fai la differenza. Quanto sopra precisato, non vuole essere un complimento fatto da uomo a donna, ma è solo e semplicemente una constatazione di fatto, che sicuramente da grande donna non mi consideri un fantasioso e/o presuntuoso invasore del tuo privato, ti assicuro che tutto ciò parte dal cuore e con nobiltà d’animo, sento doveroso ringraziarti di esistere e ne sono felice che il mondo non si privi della presenza di una vera donna quale tu sei. perdonami, ma sentivo di notificartelo.