” IL MIO CUORE “, Augusta Del Corso

” IL MIO CUORE “

Il mio cuore è un gatto

che sonnecchia al molo

tra ceste reti e pescatori…

con un balzo improvviso scatta via

inseguendo qualcosa che non c’è…

un gambero un pensiero un moscerino…

Il mio cuore non invecchia…

s’ affretta lentamente…

è un gatto fannullone il mio cuore

ma talvolta con mossa repentina

lo sento volare verso il mare

in cerca d’una sua beatitudine…

un assoluto altrove…

un ponte sospeso sul pensiero

che unisca le mie labbra ai tuoi silenzi…

Potessi naufragare se solo fossi isola

dove potrei raggiungerti, mio Capitano…

adesso è notte…dorme il mio gatto…

che’ lui non ha paura delle stelle…

s’è accovacciato

nell’incavo più nero della notte

dove siamo soliti aggrapparci nell’attesa

domani correrà ancora…

t’ amerà come si ama chi ci nutre …

il tronco che ci accoglie per salvarci…

o le tue orme sulla sabbia fino al mare…

Augusta Elena Del Corso

19 Settembre 2022

(Diritti Riservati).

UN ALBERO DI LUNA, Marco Galvagni

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UN ALBERO DI LUNA

I tuoi piedi di velluto nell’ombra,

le tue mani nella luce

guidano il volo d’aquila reale,

volteggia in un cielo d’innocenza-

tra la rugiada dei fili d’erba

le mie labbra conobbero il fuoco.

Porgendoti la mano incrociai i tuoi occhi corvini

che mi stanno scalfendo l’anima nei sogni

in un palpitare d’immagini colorate.

Non importa per te che hai occhi non nati:

quando aprirò il libro d’acciaio del secolo d’oro

isserò bandiera di te, stella prigioniera.

Dal blu della volta celeste

m’avvicino ai raggi bruniti della tua chioma,

terra di cereali nata dal sole.

Si prepara il confine di notti scarlatte

nella mia anima rosso ciliegio

e accende pietre e ciottoli levigati.

Perché cresce l’onda del mio cuore

facendosi pane

e che la bocca lo divori-

il mio sangue è vino che suggi.

Il fuoco è l’amore rupestre che c’infiamma.

Io e te siamo un albero stellato di luna.

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

Sfidanti da ogni angolo del mondo, a trionfare è la genovese e più giovane della gara 

Camilla Pizzorno vince il Campionato

Frequentando il corso di giornalismo presso l’Università di Genova, ho avuto la possibilità di poter scrivere in prima persona articoli che trattano gli eventi più significativi della zona. Attrezzata di carta e penna, sono riuscita ad intervistare in esclusiva la vincitrice del Campionato Mondiale del Pesto. Con questo articolo voglio portarvi con me alla scoperta di tradizioni familiari e ricette segrete tra il profumo del basilico. 

Il pesto più buono del mondo lo prepara Camilla Pizzorno, 22 anni, studentessa universitaria di psicologia, residente a Pegli. È la terza donnae la ragazza più giovane nella storia a vincere il  Campionato Mondiale del Pesto Genovese, che è tornato dopo 2 anni di assenza, causa Covid. Camilla ha sbaragliato i cento concorrenti provenienti da tutto il mondo, sabato 4 giugno, sfidandosi a colpi di pestello nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Hanno partecipato adulti, bambini e addirittura un robot, grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Tecnologia: Robo Twin, caratterizzato da un sistema di movimentazione composto da due braccia robotiche dotate di mani poliarticolate e muscoli artificiali che per la prima volta nella storia si è cimentato con la preparazione della storica salsa genovese. 

Robo Twin

Si sono sfidati concorrenti provenienti da  Cambogia, Camerun, Giappone, Guinea, Messico, Moldavia e Stati Uniti, alla presenza di trenta giudici selezionati per esperienza, competenza e attivismo nel mondo del food e della promozione territoriale, e tanti illustri ospiti, ma i veri protagonisti sono i sette ingredienti “magici” uguali per tutti, un mortaio e il pestello. 

La più giovane concorrente in gara vince con due ingredienti segreti “lo faccio con amore e divertendomi”, dedicando la vittoria alla nonna che le ha insegnato da bambina la passione per il pesto genovese “ricordo ancora quando mi veniva a prendere a scuola alle elementari, mi portava  a casa e nella sua cucina preparavamo il pesto con il suo  grosso mortaio. La guardavo affascinata, rappresentava un momento per stare insieme”. 

Una tradizione di famiglia, tanto che il padre aveva già partecipato ad altre edizioni del campionato, nel 2016 e nel 2018, arrivando due volte secondo. Lei lo ha superato: “Adesso il pesto a casa lo farò solo io – ha detto al termine della premiazione – Qual è il segreto del mio pesto? I segreti non vanno mai rivelati”. Inattesa la vittoria dato che il mondo delle cucina non le appartiene, ma da vera genovese è cresciuta tra basilico e mortaio

Il “trofeo”

Il pesto è la salsa più conosciuta al mondo dopo quella al pomodoro – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – non possiamo parlare di un semplice condimento ma di una bandiera non solo della Liguria ma del nostro Paese, perché all’interno dello scrigno del mortaio c’è il profumo e il sapore della nostra terra”. Il Campionato si svolge una volta ogni due anni e il vincitore viene selezionato tra i cento finalisti mondiali. Sarà dunque un compito importante per Camilla che diventa così la portavoce del pesto in tutto il mondo: “spero di adempiere questo ruolo al meglio” spiega emozionata, dovendo partecipare come giudice alle selezioni dei prossimi finalisti, una grande responsabilità rappresentando la Liguria e sopratutto Genova.

4 Pentole in Valigia

Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore

GLI INNAMORATI DI SANTA LUCIA, Romano Vola

GLI INNAMORATI DI SANTA LUCIA

C’era una casa abitata

una volta

con pavimenti, tende e pareti

sempre pulite,

e i prati intorno finemente falciati.

Il balcone era gremito di piante

che fiorivano tutta l’estate

e in mezzo a quei fiori loro sedevano

la sera, a raccontarsi la giornata,

qualche volta anche a fare l’amore.

Lui beveva il vino della sua vigna

lei acqua e limone o carcadè,

intanto si facevano scorrere sulla pelle

la luna, il cielo e le stelle.

Gli uccelli intorno

e i canti dalle colline e dalla vallata

facevano loro la serenata:

a chiunque chiedesse loro del paradiso,

rispondevano che l’avevano già trovato.

E adesso sicuramente vi sono,

ma la loro casa linda e ordinata

è sommersa dai rovi,

il balcone è sguarnito

e le finestre tutte velate dai ragni.

Tuttavia in qualche sera d’estate

ancora qualcosa vi brilla

e un canto da lontano proviene.

Solo bisogna avvicinarla molto piano,

perché il loro amore totale e immortale,

lo si può avvertire solo nel silenzio assoluto.

©errevi

Lacrime amare, Maria Cannatella

Lacrime amare

Amare lacrime scendono lentamente

si fanno sentire e il mio viso si bagna.

Vorrei arrivassero tutte in una sola volta

come se fosse l’acqua di un forte temporale

dove tutto spazza via e se necessario facendo annegare l’anima, così finalmente toglierà quel dolore che a fondo l’aveva trascinata, prigioniera si era arresa.

Toglierà ogni sporco sentimento,

darà al cuore le forze perse in tutti gli anni di battaglie e guerre vinte o mancate.

Fanno male certi giorni le lacrime che sanno di rabbia, di rassegnazione e indifferenza per questo mondo dove non sappiamo vivere.

Scivolate lacrime e poi andate via,

ho bisogno di asciugare ciò che rimane della mia stanca anima.

Maria Cannatella @ 19/9/2022

Riservati tutti i diritti. Foto dal web

NON CI SONO PIÙ, Dario Menicucci. “Le mie poesie”

NON CI SONO PIÙ

Ogni oggetto

qui parla di me

in queste stanze

sparsa

è la mia storia.

Ma da tempo

non ci sono più

trascinato via

dalla straziante

malinconia.

Sopravvivo

tra sterminati ricordi

ma non bastano più

sebbene

grondino dai muri.

A lungo

mi hanno trattenuto

per trasformarsi

poi

in taglienti lame.

Mi consumo

nel timore della notte

quando impietose

squarciano

il mio cuore.

Dario Menicucci

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE, Sergio Garbellini

Photo by niuba . on Pexels.com

Un Dittatore che semina morte e terrore, può solo raccogliere odio !

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE

.

I crimini efferati della guerra,

a danno di civili massacrati,

è il mondo c’ha il dovere di punire

quel Dèspota che l’ha organizzati !

.

A Bucha sono stati ritrovati

cadaveri ammassati sottoterra

in fosse predisposte allo sterminio,

qui non si tratta solo della guerra,

.

subentra la coscienza disumana

di chi ha decretato questo scempio

con odio contro il popolo ucraìno

nel mentre Lui godeva nel suo tempio

.

dorato tra le mura del Cremlino !

Un cinico tiranno senza cuore

che vive un’esistenza programmata

a seminare il più spietato orrore !

.

Dal giorno ventiquattro di febbraio

ha preso a bombardare con violenza

palazzi, scuole, asili ed ospedali,

per dimostrar la magica potenza !

.

Son più di tre milioni i rifugiati,

perché la loro Terra è stata invasa,

son più di sei milioni gli ucraìni

che non avranno più la loro casa !

.

Chiamarlo Criminale è riduttivo,

peccato non ci sia la ghigliottina …,

sarebbe stata utile all’evento,

per questa belva, sàdica e meschina !

.

Da poco hanno scoperto un’altra fossa

comune proprio dentro la foresta

d’Izyum, con oltre quattrocento morti,

carneficina squallida e funesta !

.

Persone torturate e poi uccise,

trovate con la corda intorno al collo,

vedendo quelle scene spaventose

più d’uno è stato prossimo al tracollo !

.

Seppure c’è la guerra non s’agisce

in modo sanguinario sulla gente,

civili massacrati per rancore,

atrocità tremenda ed avvilente !

.

Devastazione in tutto il territorio,

violenze sulle donne e le bambine,

la Russia deve solo vergognarsi

per queste nefandezze senza fine !

.

I bimbi uccisi sono quattrocento,

duecento mila quelli deportati,

misfatti che Lui ha sulla coscienza,

un giorno gli verranno incriminati !

.

Periti autorizzati dalla N.A.T.O.

si stanno prodigando con impegno

al fine d’accertare le torture

feroci che procuran forte sdegno !

.

E l’Alto Commissario predisposto

Elizabeth Thrussell, la portavoce

per i diritti umani ha sentenziato

che i corpi massacrati in modo atroce

.

verran severamente vendicati

in base alla giustizia, il loro Duce

sarà portato innanzi al Tribunale

ed imputato per il modo truce

.

col quale ha programmato questa guerra

spargendo sangue e morte all’infinito

con missili sparati all’impazzata …,

per questo, un giorno, Lui verrà punito !

.

Le vittime innocenti, sono loro

che chiedono giustizia al mondo intero,

in molti ancora sotto le macerie …

deplorano quel vile Guerrigliero !

.

Frattanto nei saloni del Cremlino

quel truce, disumano Dittatore …

passeggia sorridente e soddisfatto …,

ma presto pagherà questo terrore !

.

SERGIO GARBELLINI

Arrivano come lampi di luce, Antonio Meola

Eventi

Arrivano

come lampi di luce

a dar vigore

al cuore che batte.

Non sai

se sono ricordi

che portano con se

emozioni antiche

o sensazioni

per qualcosa

che dovrà accadere.

Tu vivi

di questi eventi,

sono energie

per i tuoi stati d’animo,

sono suggestioni

o fascino dei pensieri

che danno all’anima

luci e ombre,

sensazioni di calore

o sudori freddi.

Li vivi

sempre con coraggio,

quel che arriva

per te

è tutta vita.

Melanto

( Antonio Meola )

poeta da quattro soldi

foto presa dal web

Un petalo nel vento, di Rossana Lupoli

I racconti del lupo rosso

Un petalo nel vento

Ferite si dischiudono

Ad ogni stagione

Come fragili fiori

Che stillano sangue

Sulle tracce del ponte

Indefessa primavera

In punta di piedi

Avanza mentre il cielo

Svela la sua infinità

Rubando spazio nero

Agli ombrosi cirri

Fugacemente scoppia

L’estate che rorida

Matura l’illusa terra

Che ad ogni rintocco

Si ritrae mesta

Sovviene l’autunno

Implodendo nel petto

E lasciando sul cuore

Un fragile fogliame

Di scarlatta memoria

L’ inesorabile inverno

Giunge ammantando

L’ultimo passo vitale

Per porre un masso

Lungo il gelido tratto

Nella coltre silente

Un’ eterea carezza

Si posa sul volto

Mentre un nitore

Si erge dalla fiamma

Anima errante si leva

Docile all’orizzonte

Nessuno l’ha vista

Oltrepassare il rovo

Resta solo un petalo

Trasportato dal vento

A TE IO VENGO, Poeta Scrittore Osvaldo Rosi

Photo by Brett Sayles on Pexels.com

A TE IO VENGO

Li dove la luna

si specchia argentata,

io vengo

li dove la solitudine

trova un alba chiara,

ma tu, ora vieni

come il vento

qui dove non c’e’

piu’ pace tra la gente.

Ma l’anima commina smontata

senza trovare la sua strada

e io mi frugo dentro

l’anima ma nulla trovo

con il pensiero.

Se potessi rinascere

sentirei senz’altro

l’infinitaentrarmi

nel cuore

per trovarmi ancora

sotto l’ombra

di un albero amico!

O R

MALINCONIA, Roberto Busembai

MALINCONIA

E la sento silenziosa

afferrarmi alle spalle

quasi mettendomi paura,

e la sento che sovrasta

anche se mi specchio

dentro un cuore che di piangere

urla e non lo vuole.

E sento pure la pioggia

cadere incessantemente

come un forte temporale

e pur rifiutandola

lei mi sovrasta

e chiama la mia anima

con la parola che

non lascia spazio al niente

e del niente usa il vuoto solamente.

La sento e urlo

contro il pianto,

pure lui m’ha tradito

sul margine di un occhio

mentre nell’altro

bagna solamente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

” L’INTOCCABILE “, Rosa Cozzi

” L’INTOCCABILE “

Mi stai ammirando da ore,

hai lasciato i tuoi sguardi

su ogni pezzo del mio corpo.

Con occhi lascivi

mi palpi e mi stringi con voluttà

e ti lasci andare in un amplesso.

Ti dimeni e ti strusci

e hai i tonfi nel cuore

come rintocchi di campana.

Uomo infedele

sottomesso al tuo impulso

incapace di resistere al sesso.

Sorridi infine

satollo e soddisfatto

ti sei liberato del misfatto.

E non ti accorgi

del risveglio delle mie voglie

che soddisferò col prossimo venuto. . .

di Rosa Cozzi

da ” PENSIERI PROIBITI “

DL. 1941/633

La Venere di Milo / Louvre

La voce dell’insofferenza, Cesare Moceo

La voce dell’insofferenza

Risvegli di coscienza,

strade delineate

dall’anima e nell’anima,

momenti di fragilità,

sofferenze costanti

sacrificate nel tempo

in oscurità illuminate qua e là

da giorni sempre uguali

nel vivere intenso

di trepidazioni e angosce.

Medicazioni provvisorie,

espressioni di pietà

pur consapevoli di dignità

che non guariscono i pensieri

dal loro incerto futuro.

.

Moces @ t.d.r

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti, di Mariangela Ciceri. Psicologa Alessandria

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti

È di questi giorni la notizia che un dirigente scolastico di Padova ha vietato l’uso dei cellulari in classe.

Tale decisione – che per altro una decisione non è poiché esiste una normativa sull’uso degli smartphone in classe (la 104) che risale al 2007 nella quale si afferma: «(…) di non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività̀ didattiche…» ha suscitato una variegata serie di commenti.

Mi permetto una riflessione: l’educazione è qualcosa con cui un bambino non nasce e se non le viene insegnata, più con gli esempi che con le parole, difficilmente l’apprenderà.

Se da un lato è vero che le adolescenze e i loro conflitti «mutano» a seconda dei contesti storici e sociali, ci sono tuttavia elementi che la caratterizzano senza cambiare un dato di fatto importante: l’adolescenza è l’età dei conflitti.

Si ha spesso, anche se non tutti e non sempre lo fanno, la tendenza a giudicare quello che non comprendiamo o che sentiamo non controllabile cosicché l’aggressività, la trasgressività, l’irruenza, l’opposizione, la disobbedienza e la provocazione dei giovani, anziché essere vista come una modalità usata per capire la propria identità, viene messa al bando, valutata e spesso condannata.

Ma l’adolescente di oggi, non è tanto diverso dall’adolescente di ieri.

Una crescita senza conflitti, non sarebbe una crescita, così come nelle famiglie in cui non si discute mai e tutto va sempre bene, non significa che non esistano motivi di attrito, ma solamente che quel nucleo famigliare, non è in grado di riconoscere e gestire il conflitto e allora preferisce annullarlo, farsi andare bene tutto, pur di mantenere un equilibrio fittizio che non può permettersi di perdere.

Un tempo la ricerca della propria identità passava anche attraverso l’osservazione delle immagini famigliari, sfogliando vecchi album accanto a genitori disponibili a spiegare chi fossero le persone immortalate su fotografie ingiallite. I volti, gli sfondi, gli oggetti, aiutavano a intrecciare le ricerche sulla storia famigliare portando alla luce miti, credenze, segreti del passato.

Oggi l’identità degli adolescenti passa prevalentemente attraverso le immagini che mamme, padri, zii e amici postano sulle bacheche dei social network.

Se si rompe un computer, una chiavetta, un telefono, le immagini possono andare perse e scomparire. I cellulari sostituiscono gli album di famiglia, le lettere scritte agli amici e anche le parole dette ai genitori.

WhatsApp varca confini che dovrebbero essere rispettati, dove le madri chiedono ad altri madri di fotografare le pagine di storia da studiare e poi magari, rimproverano i figli, di non essere stati attenti.

Leggere ciò che viene scritto su alcuni gruppi di classe (sempre su WhatsApp fa rabbrividire).

Così il messaggio inviato al bambino, al preadolescente e all’adolescente è quello del: tutto passa attraverso un cellulare. Lo studio, la relazione, la fotografia. Non esistono sguardi che si incrociano, mani che si sfiorano, conflitti che devono trovare soluzioni.

Una volta per parlare con i compagni di scuola, facevamo viaggiare bigliettini sotto il banco. Contenevano di tutto, dagli appuntamenti, alle soluzioni dei compiti in classe.

Gli insegnanti a volte chiudevano un occhio, altre volte ci bloccavano, qualche volta ci punivano. Ma non mi risulta che qualche dirigente lo abbia annunciato al mondo.

I rapporti con le famiglie sono più complicati di un tempo?

Sicuramente ma non è un problema dei minori.

Non mi sento di dire che sono gli adolescenti ad essere «sbagliati» ma solo che hanno imparato da ciò che noi abbiamo loro mostrato, mancato riconoscimento delle regole comprese.

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

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“Limbo – Al Guado Respiro”, di Romea Ponza. La solitudine del Covid come crescita interiore. Aletti Editore

“Limbo – Al Guado Respiro”.. La solitudine del Covid come crescita interiore

«Dedico questi versi a chi, in questo momento, per via di un imprevedibile virus, ha affrontato e sta affrontando dolori e difficoltà improvvise e impensabili anche solo qualche mese fa». Sono le parole dell’autrice Romea Ponza, originaria di Napoli ma che vive a Roma, a far immergere il lettore in una poetica che parte dalla solitudine, quella creativa, quella meditata, intesa come capacità di stare soli per poter, poi, avere dei sani rapporti con gli altri, fondati sulla voglia di stare insieme e non sul bisogno. Solitudine che non è isolamento ma parte essenziale della vita per essere più forti e autonomi. E, allora, anche il Covid, un virus che ha sconvolto il mondo intero, diventa un’opportunità consapevole di crescita interiore. Anche quando crescere significa accettare situazioni, paradossi, assurdità, fallimenti e dolori. L’opera si intitola “Limbo – Al Guado Respiro” ed è il secondo volume che segue “Limbo – Aspettando l’Aurora”. Arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Ho esaminato le mie emozioni e ne ho fatto versi – racconta l’autrice – perché le emozioni sono, di fondo, simili in ciascuno di noi, ci accomunano, e poterle conoscere a fondo ci permette di padroneggiarle senza reprimerle. Con i miei versi le ho volute condividere, gettando fuori dalla mia stanza ponti da percorrere con gli altri, per guarire insieme, eliminando ogni distanza». Pagina dopo pagina, si avverte il sibilo della realtà. A partire dal respiro. Quello che, a volte, mancava indossando la mascherina anche all’aperto. «Capire il vero valore del respiro e della meditazione – afferma la poetessa – può costituire una vera rivoluzione, interiore prima di tutto. Per poter cambiare il mondo partendo da noi stessi. Così possiamo acquisire un’attitudine positiva nei confronti della vita». C’è poco, nelle liriche di Romea Ponza – e lo dimostra bene la poesia “Lo specchio del mondo – che non sia attinente alla realtà. «Anche quando mi esprimo in chiave esoterica e spirituale – spiega l’autrice – parto sempre da ciò che mi accade all’esterno come specchio del mio mondo interiore, o, all’inverso, da ciò che sento dentro come radice delle mie esperienze quotidiane; perché è ciò che siamo, la nostra vibrazione, che determina chi incontriamo ogni giorno e cosa ci capita. Il mondo è il nostro specchio». L’autrice instaura un rapporto amichevole e catartico con la scrittura e lo definisce«un sano e piacevole impegno verso la vita, verso gli altri, visto che, in termini spirituali, tutto ciò che si fa, tutto ciò che costituisce il nostro apporto al mondo tra valori, autenticità, opere, doni, condivisione è da considerarsi servizio».

In questo secondo volume l’autrice segue sempre l’impronta spontanea del momento: sia accostando le rime, creando una sonorità nei versi, sia scrivendo di getto, in maniera discorsiva, rivolgendosi direttamente al lettore. «Che Romea Ponza – scrive nella Prefazione, Francesco Gazzè, autore e compositore, anche di tanti brani cantati da suo fratello Max – sia una delle donne forti e straordinarie di questo fragile pianeta Terra lo si evince chiaramente […] anche senza conoscerla e senza averla mai guardata negli occhi; poiché certi abbracci nobili e intensi tra esseri umani precedono di molto quelli più banali del contatto fisico, e te li ritrovi addosso così, a pelle, arrivati da chissà dove […] Romea Ponza rappresenta di fatto una delle espressioni più alte della nostra poesia contemporanea». Le emozioni decantate nei componimenti consentono di andare in profondità tra gli strati dell’anima e dell’inconscio, cogliendo le diverse sfumature della propria  personalità. «Io credo che leggere e rileggere le mie poesie – conclude l’autrice –possa creare indirettamente una breccia attraverso la mente razionale e stabilire un dialogo con l’Anima. In esse uso proprio dei termini squisitamente esoterici, dotati di vibrazioni particolarmente evocative. Per esempio, nella mia poesia “Bambina”, la bambina in questione è, appunto l’Anima, in questo caso un’anima particolarmente evoluta: “l’atomo tra le piccole scapole” di cui parlo è davvero un qualcosa che ci appartiene e con cui, quando nasciamo, portiamo in questo mondo quanto di buono abbiamo maturato in altre vite, ciò che ci rende anime antiche, nulla togliendo e nel rispetto profondo di chi nella reincarnazione non crede, cosa quest’ultima che nulla toglie all’importanza fondamentale della meditazione basata sul nostro respiro, l’unica vera attività imprescindibile dalla vita e che oggi sembra davvero bannato come fosse un atto rivoluzionario».

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

“Identità” di Curzi James

(Foto del web)

Identità.

La società odierna – in attuale fase di ristrutturazione verticale – si sta sviluppando sull’onda della fobia del “diverso”, che, fatte le dovute e rilevanti eccezioni, non si manifesta più come nei secoli passati con l’odio conscio verso ciò che è differente da noi, ma, con l’odio verso chi pone in rilievo tali diversità; e sotto il velo dell’amore comunitario, nell’annullamento delle peculiarità individuali che caratterizzano gli uomini. Appagando così, in un colpo solo, due obbiettivi: da un lato l’imposizione della propria visione del mondo al prossimo, in particolar modo da  parte delle èlites; e su un piano più profonodo – avvolto dalla rimozione – il bisogno infantile di rendere l’altro uguale a se stessi, così da azzerare i processi psico-biologici di separazione e individuazione, a favore di una regressione nell’abbandono al sentimento oceanico di fusione con il mondo (degradato al rango di feticcio materno). Tutto questo nel disperato tentativo di superare la paura dell’isolamento che necessariamente l’uomo deve affrontare per costruirsi un’identità solida.
Identità, senza la quale non può esistere amore verso il prossimo.
Dove non vi è identità albergano odio e paura, non amore.

Identità non è xenofobia.

Nessuno che abbia un minimo di buon senso riproporrebbe un ritorno all’affermazione narcisistica dell’Io, nè a livello spirituale nè a livello sociale come struttura cardine delle “nazioni”. Nonostante ciò, chiunque si provi a dissentire dall’ordine globalista imperante, e a nominare con accezione positiva il termine “Identità”, viene accusato di essere portatore di una visione del mondo retrograda, che esporrebbe al rischio di un ritorno ai nazionalismi caratterizzati dal culto ossessivo delle identità, e volontà di potenza sulle altre nazioni con politiche che calcherebbero la scia della xenofobia. Questo ovviamente esporrebbe il mondo intero a tensioni tra Stati estremamente rischiose, visto soprattutto il livello di potenziale distruttivo raggiunto dagli armamenti attuali.
Esiste però un’alternativa tra quella che io definisco “fobia dell’identità” e l’affermazione narcisistica di essa.
La vera alternativa non è tra nazionalismi e globalismi. Ma tra piano orizzontale con decentramento del potere socio- economico, e piano verticale con potere accentrato in oligopoli.
Possono benissimo coesistere identità e multietnia, così come identità e forme di governo globali. Anzi, è prerequisito per l’esistenza stessa del concetto di multietnia – facilmente ricavabile dalla semantica lessicale stessa del termine – la preservazione dei caratteri peculiari di ogni singola etnia.
Che si tratti di un potere globalista o nazionalista/sovranista, nel momento in cui tale potere sovrasta le popolazioni
– elevandosi con fanatismo al pari di qualunque retrograda ideologia religiosa –  tramite processi di esautorazzione dei meccanismi democratici, la differenza tra queste due forme di governo (globalista e sovranista) viene de facto annullata.
Su questo argomento, ovvero sulle vere alternative che la classe dominante e gli intellettuali degradati al rango di loro maggiordomi non vogliono proporci – per timore che i popoli si destino dal letargo – sarebbe auspicabile riprendere in mano alcuni studi (molto in voga tra gli anni 60′ e 80′) tra le frange degli umanisti radicali, che sia in ambito romantico/conservatore, che socialista/progressista, si sono sforzati di teorizzare forme di società globalizzate che rispettino le identità dei singoli e delle comunità. Società comunitarie, democratiche, strutturate su l’adeguata miscela di centralizzazione e decentralizzazione del potere.
A sostegno di quanto affermato precedentemente riporto alcune frasi del noto psicoanalista/sociologo Erich Fromm:

<<Occorre risolvere il problema di come continuare la produzione industriale senza ricorrere a una centralizzazione totale, vale a dire senza sfociare nel fascismo vecchio stampo o, più probabilmente, in un fascismo tecnologico dal volto sorridente>>.

<< Occorre combinare la pianificazione a tutti i livelli con un alto grado di decentralizzazione, rinunciando all'<<economia di mercato libero>>, che del resto è ormai largamente fittizia>>.

(E.Fromm – “Avere o essere?” – IX Caratteristiche della nuova società)

(Erich Fromm)

Sul piano individuale, l’alternativa tra identità e non identità non esiste. Senza identità sorge la paura della disintegrazione del sè.
Con una concezione del senso di identità basato su valori narcisistici, a cui ci si aggrappa come ad un oggetto da possedere, si vive come rinchiusi all’interno di una prigione asettica; e tale condizione non può far altro che produrre nell’individuo noia e terrore dell’isolamento.
Amore e identità devono per forza di cose poter coesistere, pena, la paura della perdita del sè o il terrore dell’isolamento.

Poiché in sociologia viene definito “carattere sociale” la somma dei punti comuni dei caratteri individuali, questi “assunti”, in qualche modo, con gli ovvi e dovuti riadattamenti, devono coesistere anche su larga scala.
Se così non sarà avremo una società composta da individui affetti da patologie  psichiche di vario tipo, e conseguentemente una società affetta dalle stesse patologie, che divene essa stessa matrice di altrettanti individui malati.
Amare il “diverso” è unione con esso e preservazione della sua “specifica” e “singolare” diversità.

▪︎James Curzi

(Foto tratta da mariumblog.it)

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Asco

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Ascom.

Ad Alessandria “C’è più gusto con la ricerca”!
Torna oggi, 15 settembre – Giornata Mondiale per la consapevolezza sul Linfoma – l’iniziativa promossa da Fondazione Italiana Linfomi e Ascom-Confcommercio Alessandria, con il patrocinio del Comune di Alessandria e il supporto di sponsor privati, per coinvolgere e sensibilizzare la città su un tema difficile e importante quale la lotta ai linfomi. Patologia onco-ematologica tra le più diffuse, i linfomi in Italia colpiscono ogni anno circa 15.000 persone, con un’incidenza di 40 nuovi casi al giorno, quasi 2 ogni ora. Rispetto ad altre forme tumorali, consentono spesso alte probabilità di guarigione se il paziente riesce ad essere curato con i farmaci e con gli schemi terapeutici più appropriati. Di qui l’importanza fondamentale della ricerca.

Settembre è il mese dedicato a questo impegno.

Per il secondo anno, una rete di bar e ristoranti“Amici di FIL” dedicano una proposta dei loro menù alla ricerca sui linfomi. Scegliendo il “piatto/cocktail della ricerca” i cittadini possono prendere parte al progetto e contribuire alla raccolta fondi in favore della Fondazione.
Il ricavato, infatti, sarà devoluto a FIL.
L’iniziativa è in programma dal 15 settembre al 15 ottobre.

La Fondazione

La Fondazione Italiana Linfomi è un’organizzazione nazionale, con sede ad Alessandria, nata nel 2010 dalla naturale evoluzione di un gruppo di cooperazione spontanea tra clinici e ricercatori impegnati nello studio e nella terapia dei linfomi. Conduce studi clinici per migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti affetti da linfoma. Dall’inizio della sua attività, FIL ha coinvolto circa 10.000 pazienti in progetti di ricerca e condotto oltre 90 studi. Vi aderiscono oltre 150 centri onco-ematologici di ricerca e cura sul territorio italiano, tra cui l’Ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, con il reparto di Ematologia diretto dal Prof. Marco Ladetto, Vice Presidente della Fondazione.

Da sempre centro FIL, l’ospedale di Alessandria vanta una collaborazione proficua con la Fondazione, che si traduce in numerosi protocolli di ricerca sui linfomi e in un’attenzione speciale verso i pazienti – dichiara il Prof. Marco Ladetto, Direttore SCDU Ematologia dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria e Vice Presidente della Fondazione. Dal 2010 ad oggi ha partecipato a una cinquantina di studi promossi dalla Fondazione Italiana Linfomi, arruolando circa 300 pazienti, e ha collaborato a numerose pubblicazioni scientifiche. Progetti come ‘C’è più gusto con la ricerca’ ci consentono di portare il tema della ricerca scientifica tra le persone, per sensibilizzarle e far conoscere l’attività di una realtà d’eccellenza del territorio, ancora poco nota. Ringraziamo l’Ascom, l’amministrazione comunale e i partner commerciali che sono oggi al nostro fianco e invitiamo tutti i cittadini a prendere parte all’iniziativa nei prossimi giorni”.

“Aver pensato al titolo del progetto introducendo il binomio ‘gusto e ricerca’ è sicuramente una scelta molto suggestiva, ma anche carica di significati sociali. Come Amministrazione Comunale, dice il Vice Sindaco di Alessandria, ci sentiamo di condividere pienamente questa manifestazione, ma anche il modo creativo con cui a livello locale tanti operatori aderenti hanno deciso di partecipare. La rilevanza sociale di “C’è più gusto con la ricerca,” sta proprio in questo invito a considerare l’importanza della ricerca grazie ad un sostegno che auspico essere ampio, condiviso e consapevole. Un grazie agli aderenti, a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa e al costante impegno della Fondazione Italiana Linfomi”.

L’iniziativa

Il progetto “C’è più gusto con la ricerca” coinvolge quest’anno 14 locali, con le seguenti proposte gastronomiche:

  • Arterìa (via Vescovado, 18) – Hamburger di fassona e patatine 
  • Bar Gipsy’s (via Galvani, 12 ) – Aperol Spritz
  • Bio Cafè (via Erba, 12) – Girella di farro e caffè biologico
  • Bistrot Cavour (Via Cavour, 34) – I rabaton del Bistrot
  • Caffè Alessandrino (piazza Garibaldi, 39) – Agnolotti di stufato
  • Hop Mangiare di Birra (via Arnaldo da Brescia, 13) – Hamburger IO RICERCO (burger di chianina 200 g, lardo d’Arnad, granella di nocciole, funghi porcini, salsa cheddar)
  • Il Gallo d’oro (via Chenna, 44) – Risotto crema di rapa rossa e spuma di caprino
  • Il Moscardo (via Volturno, 20) – Agnolotti di stufato bio
  • Inn Ale Café (via Dante, 45) – Cocktail Rosmary (gin, succo di pera e acqua di rosmarino)
  • La Poligonia (via Poligonia, 50) – Piatto Marrakech (straccetti di pollo alle spezie tostate marocchine su verdure povere accompagnati da tajine di riso rosso della Camargue)
  • Pizzeria M. Condurro Antica pizza forcella dal 1937 (via Erba, 4) – Pizza al pesto / Dolce Jendy
  • Pizzeria Soleluna (via Fiume, 3) – Pizza mozzarella, gorgonzola, fichi
  • Timo e Rosmarino (via Alessandro III, 26) – Millefoglie di baccalà mantecato e pasta fillo con verdure marinate
  • Vesuvio (via Vochieri, 63) – Pennette al salmone

“Bar e ristoranti sono da sempre luoghi di convivialità, di relazione e di scambio e possono, anche per la loro capillarità sul territorio, portare un significativo contributo per sensibilizzare le persone sul tema della ricerca scientifica per la cura dei linfomi. – dichiara Alice Pedrazzi, Direttore Confcommercio della provincia di Alessandria – E’ già il secondo anno in cui si ripete l’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” e siamo lieti di contribuire nuovamente, insieme ai nostri Soci, alla diffusione di un messaggio così importante. Invitiamo la cittadinanza e tutti coloro che vogliono sostenere la Fondazione Italiana Linfomi, realtà nazionale con sede ad Alessandria che svolge un importantissimo lavoro a favore della popolazione, a visitare i locali aderenti scegliendo le proposte dedicate”.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di alcuni sponsor: Centrale del Latte di Alessandria e Asti, Grissitalia, Sasquatch, UnipolSai Assicurazioni Muda & Partners.

Una lotteria benefica per sostenere la ricerca indipendente

Contestualmente al lancio della campagna di sensibilizzazione nei bar e ristoranti di Alessandria, la Fondazione presenta oggi un’altra iniziativa: la lotteria beneficaUn cuore per la ricerca” che mette in palio 15 premi tra cui un IPhone 13, una borsa griffata, un diamante, esperienze gastronomiche e sportive. 

I 10.000 biglietti stampati sono in vendita al costo di 2,50 € l’uno, fino al 15 dicembre, presso la sede operativa FIL a Palazzo Pacto in Spalto Marengo 44, ad Alessandria.

L’estrazione finale avverrà il giorno 11/01/2023 alle ore 18, presso la sede operativa della FIL (Spalto Marengo 44 – Alessandria).

La Lotteria è finalizzata al sostegno dei progetti di ricerca scientifica indipendente promossi dalla Fondazione, cioè quelli che abitualmente non godono del supporto dell’industria farmaceutica. I fondi serviranno, in particolare, a finanziare nuovi protocolli per migliorare le possibilità di cura dei giovani pazienti e la qualità di vita dei pazienti che sopravvivono a un linfoma.

Di seguito l’elenco completo dei premi:

  1. Apple IPhone 13 256 GB colore nero “Midnight”
  2. Borsa Max Mara ANNAS
  3. Diamante NEWBRIL da 25 punti
  4. Tostapane “Smeg” due fette, colore rosso
  5. Spremiagrumi Pure Juice One JMP400WH Kenwood
  6. Cena per due da Ristorante “La Fermata” a Spinetta Marengo (AL)
  7. Cena per due da Ristorante “Anna Ghisolfi” a Tortona (AL)
  8. Bottiglia da 100 ml di Aceto Balsamico di Modena Extra vecchio “Acetificio Carandini”
  9. Buono per un Bike Tour a cura di Lifebike
  10. Box quindici prodotti “Latteria Soresina”
  11. Box dieci prodotti “Latteria Soresina”
  12. Scatola da 1400 gr di “Baci Gallina”, della Pasticceria Gallina di Alessandria
  13. Bottiglia Grappa Mazzetti “Antica Distilleria Di Altavilla”
  14. Due confezioni Matita di Lavignone – Barbera d’Asti DOCG “Pico Maccario”
  15. Due candele di cera vegana da 180 gr ciascuna, fragranze ambra e gelsomino, realizzate a mano da “La Soffitta di Sil”

Il Regolamento della lotteria è pubblicato sul sito filinf.it.

Per maggiori informazioni sulla lotteria e sull’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” si può inviare una mail all’indirizzo comunicazione@filinf.it o chiamare gli Uffici FIL allo 0131 033152.

Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore di Alessandria today

Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore di Alessandria today

Pier Carlo Lava

Sono lieto di comunicare a tutti i nostri lettore che nel contesto di un piano di sviluppo di Alessandria today Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore della nostra redazione.

A Marco Galvagni do il mio benvenuto anche a nome di tutti gli autori e gli auguro buon lavoro.

Marco Galvagni Autore

NOTE BIOGRAFICHE

Marco Galvagni (Milano, 1967) è poeta, saggista e critico letterario.

Ha pubblicato sinora dodici raccolte di poesia: Nel labirinto (Montedit, Melegnano 2001), L’arcobaleno, ivi 2002, Nel germoglio vergine, ivi 2003 (Premio Nazionale Falesia, Piombino 2004), Il gomitolo dei sogni (ilmiolibro, 2010), Profumo di vita (CTL, Livorno 2016), Gocce di stelle, ivi 2018, I sottili pensieri di canto, ivi 2019, Dieci dolcezze (Puntoacapo Editrice, Savona 2020), Un’orchidea selvaggia (Transeuropa, Massa Carrara 2020), Le note dell’anima, ivi 2020, Luce d’aurora (Eretica Edizioni, Salerno) 2021 e Sogno d’amore, ivi 2022.

Ha effettuato diversi reading, tra i quali i più rilevanti sono quelli che si sono svolti a Casa Merini e quello tenutosi al Teatro Filodrammatici di Milano con Giuseppe Conte e Tomaso Kemeny, tutti nel 2016. 

E’ stato segnalato a soli 15 anni nel Premio Internazionale Mosè Bianchi (MI) 1982. Ha ricevuto molti riconoscimenti in Premi Nazionali sia per l’edito che per l’inedito e lusinghieri apprezzamenti da parte di poeti di assoluto rilievo, in particolare da Giuseppe Conte.

Dieci sue poesie sono state pubblicate dalla rivista mensile nazionale Poesia, altre dalla rivista Liburni Arte e Cultura e dai blog letterari Riverso, Poesie Aeree e Alessandria Today. Suoi contributi critici sono presenti sulla rivista letteraria artistica Internazionale Le Muse (RC) e nel blog letterario Semi di Inchiostro (https://www.semidiinchiostro.com

Ora ha iniziato un  romanzo dal titolo Fantasie cromatiche.

Sito web: https://www.marcogalvagni.org 

Sito web: www.marcogalvagni.org

Se qualcuno mi domandasse, sei libera?, di Iris G. DM

Se qualcono mi domandasse,

sei libera?

Io risponderei,

si lo sono!

Libera dentro di me,

libera dentro la mia anima e nel mio cuore.

Libera nei miei pensieri!

Quello che sono fuori,

le mie azioni, quello che dico,

hanno catene e lucchetti di ferro!

Ma è quello che gli altri vogliono,

non quello che voglio io,

che custodisco dentro di me,

la mia libertà, il mio modo di essere,

mio.

Segreto, misterioso, silenzioso, ma mio! Iris G. DM

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei
Sabato 24 e domenica 25 molti gli appuntamenti a Casale e nel Monferrato

 
Tornano le Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e dal Ministero della Cultura che per il 2022 avranno come filo conduttore Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro.

Anche MoMu – Monferrato Musei, la rete che racchiude in un unico biglietto otto realtà espositive del territorio (www.comune.casale-monferrato.al.it/MoMu), aderirà a questa importante iniziativa proponendo nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 settembre una serie di iniziative e attività per promuovere il proprio patrimonio.

Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi – Casale Monferrato
Il Museo Civico di Casale Monferrato prevede un’apertura straordinaria per la sera di sabato 24 settembre dalle 21,00 alle 24,00, con la possibilità di accedere alle tre sezioni visitabili di Pinacoteca, Gipsoteca Bistolfi e Sala Vidua con biglietto simbolico di 1,00 €. Alle ore 21,30 sarà offerta, senza costi aggiuntivi, una visita guidata tematica alle collezioni dal titolo Amicizie d’Arte, approfondimento a cura di Jessica Tocco, volto a testimoniare la vivida stagione artistica tra Ottocento e Novecento in Piemonte: arte, valori e amicizia tra pittori e scultori nella cerchia del maestro del Simbolismo italiano Leonardo Bistolfi.

Oltre all’apertura serale, il Museo Civico resterà comunque visitabile nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 con ingresso a pagamento e con i consueti orari: dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,30.

Museo del Duomo / Sacrestia Aperta – Casale Monferrato
Il Museo del Duomo di Casale Monferrato – Sacrestia Aperta, aderisce all’iniziativa con l’allestimento della mostra L’arte dei mestieri. Devozioni e confraternite nella Cattedrale di S. Evasio. L’evento si pone in relazione con il tema Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro presentando una riflessione legata al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio immateriale, con particolare riferimento a quello prodotto dalle numerose confraternite anticamente presenti in Cattedrale.

La mostra sarà aperta, a ingresso gratuito, sabato 24 e domenica 25 dalle 15,00 alle 18,00.

Sabato 24 alle ore 18,30 sarà inoltre possibile procedere alla scoperta delle confraternite cittadine che avevano sede nei Cantoni Laco e Vaccaro. Ritrovo all’ingresso del Duomo.

Per info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com

Comunità Ebraica – Casale Monferrato
La Comunità Ebraica di Casale Monferrato, in linea con il tema suggerito dal Ministero Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro, aderisce alle Giornate proponendo all’interno del museo dei Lumi l’esposizione di Chanukkioth Sostenibili, con visite a partire dalle 10,00 fino alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 di domenica 25.

Sacro Monte di Crea – Serralunga di Crea
Il Sacro Monte di Crea propone l’iniziativa Sustainable Heritage al Sacro Monte di Crea: Un’eredità per Il futuro.

Sabato 24 settembre gli studenti dell’Istituto Leardi di Casale Monferrato apriranno al pubblico la Cappella I Martirio di Sant’Eusebio, la Cappella V Natività di Maria e la Cappella XXIII Incoronazione di Maria detta Il Paradiso, nella splendida cornice del Santuario e Sacro Monte di Crea, dopo i recenti interventi di restauro e al termine del percorso formativo Guida per il Sacro Monte di Crea attivato dall’Istituto con l’Ente di Gestione dei Sacri Monti – Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea, come esperienza “sul campo”, per guidare i visitatori del bene aperto e per utilizzare le conoscenze e le capacità acquisite.

PROGRAMMA
Apertura dalle ore 15,00 alle ore 18,00 di sabato 24 settembre 2022, ingresso gratuito

Cappella I Martirio di Sant’Eusebio: la visita è consentita solo a piedi. Ritrovo e partenza sulla Piazza del Santuario alle 15,00, alle 16.00 e alle 17,00, discesa a piedi attraversando la Riserva e ritorno, in compagnia del guardiaparco. È obbligatorio indossare scarpe comode da trekking. Per motivi di sicurezza e di traffico veicolare, è vietato sostare davanti alla Cappella con la propria auto.

Cappella V Natività di Maria, sulla Piazza, di fronte al Santuario. Antistante la cappella sarà inoltre proiettato il video “L’Unesco e i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia” realizzato dagli studenti della classe 3A TUR dell’Istituto Leardi a.s. 2021-2022.

Cappella XXIII Il Paradiso, breve passeggiata fino al culmine del colle, a conclusione della Via Sacra, punto panoramico sul Monferrato casalese.

Associazione Culturale San Giacomo – Lu Cuccaro
L’Associazione Culturale San Giacomo di Lu propone l’apertura straordinaria dell’antica Chiesa di San Nazario con l’obiettivo di presentare al pubblico, accompagnati da una guida esperta, il risultato degli interventi conservativi realizzati fino ad oggi per tramandare alle future generazioni di questo importante gioiello architettonico luese risalente al XII secolo ma rimaneggiato in stile neogotico tra il 1914 e il 1915 e per secoli sede patronale della nobile famiglia Bobba.

La chiesa sarà aperta nel pomeriggio di sabato 24 settembre, dalle 16,00 alle 18,00, e nella mattinata di domenica 25 settembre, dalle 10,00 alle 12,00 con visite ogni mezz’ora.

Sempre sabato 24, dalle 14,30 alle 18,00 e domenica 25 settembre dalle 10,00 alle 12,30 nel borgo di Lu, sarà possibile visitare, come di consueto, anche il Museo San Giacomo, che conserva il celebre dipinto di Pietro Francesco Guala I Canonici di Lu (1748), tele della pittrice Orsola Maddalena Caccia, la mostra permanente dedicata al luese Luigi Onetti (1876-1968), sculture lignee, argenti e tessuti di pregio legati al territorio.


Casale Monferrato, 20 settembre 2022


Il presente comunicato è redatto in modo impersonale (senza nomi e virgolettati) secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge n° 28 del 22 febbraio 2000 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

Mantra, di Roberta Calati

Mantra 

In un mondo che se ne va 
mi ritrovo nel riflesso
del suono di qualche verso
che rimanda incantesimi.
 
Come petalo al vento
m'affido al presagio
ammirandone la forma
dinanzi all'autunno
precoce che avanza 

Ho toccato il sentimento 
graffiando la melodia
senza trasfigurarne la vita

Ho versato un tramonto
nel bicchiere annegando
le ali e la voce disegnata
sul bianco della neve

Ho rubato la favilla
che ha colmato il tempo
che ho abitato

Ho chiuso la finestra
nel nido dove vivono
gli aquiloni per non fare
entrare i silenzi

Roberta Calati 

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TREMITO DI VENTO

TREMITO DI VENTO

Aromatici spasmi di resina

muovono un ossigeno leggero

dentro sorsi d’aria

ancora affaticata d’indugi invernali.

Il simbolismo d’un albero secolare

vestito qua e là d’edera rampicante

rivendica il sogno fascinoso

di turgide gemme.

Leso sul tronco

da profonde cicatrici

volte al dorso della corteccia

è avido di carezze umane

dolci lampi d’esistenza

ammainate

talvolta

da un tremito di vento

@Silvia De Angelis