Variabili

Da Frida la loka (Lombardia)

La coppa di cristallo si ruppe;
Condizionata dalle variabili alle quali era sposta;

Può essere che sopravviva a tempeste, terremoti; una svista e si rovescia, però non si è rotta, ancora;

neanche un graffio giacché, ben protetta, custodita accuratamente; tenuta lontana dai pericoli...

quando v'è l'affetto ad essa;
Da sola, è un oggetto come qualsiasi altro della sua specie, gracile...

Dilazionare il suo utilizzo più di quanto si possa immaginare talvolta è una inconsueta preziosità ...

Le variabili, già;
Suficiente una lacrima piena di dolore, pessante di tanto contenimento caduta dal cielo per compiere l'atto finale sul orlo del calice per disfarsene.

Tua

14 gennaio, 2023

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

Il segreto della camelia

Di Frida la loka

Oh! Camelia, hai celato persino troppo tempo il tuo incanto

Hai negato a noi la bellezza, il candore!

Pioggia incessante ci ammutoliva l'anima per tanto tempo

Bagnasti ogni angolo delle mie ossa, della mia pelle

Fino al distacco di questo mondo irrazionale

Strade sporche, buie; mischia di cicche pestate in fretta, carta di caramelle agrovigliate

Un sottile scroscio senza fine crea chiazze di qua e là

la loro immagine si specchia nei vetri sozzi dei negozi

disegnando lacrime amare traballanti in verticale

Il vicolo odora ancora a cassonetto pieno di sporcizia

Oh! Malgrado la terra abbia bisogno di te

Ti ho odiato! Non capivi che marcivamo?

Infine; hai svelato i tuoi fragili petali, e ancora qualche goccia ha il coraggio di scendere dalle grondaie

Oh! Camelia ti sei aperta!... il tuo fogliame lucido, lavato ci prodiga l'energia della quale ci hai procurato carestia, lo sai?

Ancor una volta, torniamo a sorridere, te sei bellissima e i raggi di sole che reccano versi gentili e d'amore ch'elargisci rende sazio lo spirito.

Oh! Camelia... quanto mi hai dispensato.

Tua

9 gennaio, 2023

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alesdandria.today

Tutto ha un’inizio

Di Frida la loka

Quando ho iniziato a scrivere, non sapevo da dove iniziare, ancora oggi sono confusa, nel cosa…

Volevo scrivere e basta, avevo bisogno di trasmettere, di condividere,  ma no, come nei social, a mio parere molto più, se mi passate la parola, superficiali.  Scrivevo e non riuscivo ad arrivare alle persone, mi sentivo no capita, ho addirittura, giudicata.

Qui, ho trovato un posto molto accogliente,  come per tanti che abbiamo fatto un salto nel vuoto, lasciando ognuno la loro terra.

Non ho mai aspettato niente di nessuno,  né i likes, né parole belle nei miei confronti.  Sorpresa mia, non sono da sola, non mi sento sola, anche sé nel quotidiano lo sia e affrontare,  malattia, famiglia e quello che arriva improvvisamente,  e non aspetti.

Volevo solo ringraziare ogni singola persona che mi ha letto, ha lasciato qualche parola o messo un mi piace.

Non avete idea del peso psicologico che possiede,  in positivo!!! Anche sé,  quest’anno è stato davvero duro per me.

RINGRAZIO A TUTTI VOI!

Avete alleggerito ogni singolo giorno di quest’anno,  mi auguro di cuore che proseguirà…

BUON 2023
A TUTTI VOI
Grazie

Vostra

1 gennaio, 2023

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Due parole su blog, literary blog, riviste online, polemiche letterarie (consigliando il libro di Gilda Policastro)…

Innanzitutto blog è un abbreviativo di web log, letteralmente sito che tiene appunti. Il blog ha avuto successo negli Stati Uniti. Ormai è conosciuto anche da noi da anni. Viene da chiedersi subito: perchè aprire un blog? Ritengo che chi apre un blog lo faccia prima di tutto per comunicare le sue opinioni e le sue considerazioni sulla società odierna. Il blog è un angolo di web in cui dare sfogo a una parte di sé stessi, a ciò che si ha dentro. Alcuni l’hanno paragonato a un diario senza lucchetto. Certo è anche un modo di apparire, di far conoscere le proprie ansie, i propri turbamenti e i propri scazzi a persone prima irraggiungibili, perché lontane geograficamente. In molti blog ci sono annotazioni diaristiche, sensazioni, opinioni sul mondo attuale, articoli di giornale. Spesso un blog ben fatto è una via di mezzo tra il diario e il giornalismo, tra la community e la raccolta di link. Gli autori dei blog sono persone che vogliono comunicare in modo diretto e in modo giovane. Sono liberi pensatori che solamente un decennio fa non avrebbero trovato nessun sbocco. I blog in Italia attualmente sono migliaia e migliaia; forse aumenteranno ancora. Sono certo che aumenterà a dismisura anche quella che in gergo si chiama la fuffa. I blog aumenteranno per un motivo molto semplice: perché per creare un blog non c’è bisogno di conoscere l’html o altri linguaggi informatici specifici. Inoltre il blog rispetto al classico sito web è più semplice da creare ed è anche più dinamico. In un blog si possono mettere più scritti rispetto a un sito. Per fare un sito occorre anche dosare le forze, operare certe scelte, essere parsimoniosi. Ad esempio fare un sito personale di 500 pagine significa caricare troppo di link la home page e rendere più lente le visite del sito. Allo stesso tempo il blog è meno dinamico e più egocentrico rispetto alla mailing list, al gruppo Yahoo, al gruppo Facebook, al gruppo Msn. Nel blog il vero protagonista è l’autore stesso, anche se ci sono i commenti dei post. Inoltre nella mailing list frequentata un messaggio appare per poche ore. Spesso ci sono altre persone che postano e i visitatori leggono i messaggi più frequenti. Nella mailing list frequentata i messaggi si accavallano, si susseguono, si sovrappongono. Un intervento quindi cade subito nell’oblio. Nel blog l’intervento rimane per svariati giorni. Potremmo quindi teorizzare che il blog sia il giusto mezzo di comunicazione delle proprie sensazioni e delle proprie idee. E poi mi faccio una seconda domanda: perché i navigatori del web visitano i blog? Io penso sia per il voyeurismo. Probabilmente sono una sorta di guardoni telematici, che curiosano nei blog per sapere qualcosa di piccante o di interessante sulla vita sentimentale, sessuale e sociale delle persone. E’ anche vero d’altro canto che ci sono blog di aspiranti giornalisti o blog che trattano di letteratura, ma -ahimè- a quanto mi è stato dato di vedere questi siti non sono molto frequentati: non interessano quanto la tanto deprecata fuffa.

Un tempo esistevano le riviste letterarie cartacee. Ma da qualche anno a questa parte con l’avvento di internet è avvenuta una trasformazione: dalle riviste letterarie cartacee siamo passati alle riviste letterarie online, spesso aperiodiche per evitare di essere catalogate come testate giornalistiche. D’altronde i visitatori purtroppo sono più dei lettori per diverse ragioni: il disinteresse degli italiani alla lettura, l’oligarchia delle grandi case editrici, le difficoltà delle librerie indipendenti. Per chi possiede un sito letterario può essere particolarmente motivante e divertente accrescere la popolarità del proprio angolo virtuale. Un tempo i webmaster cercavano alla rinfusa link perché l’importanza di un sito internet veniva valutata in base alla link popularity. Oggi invece devono essere più accorti, il gioco si è fatto leggermente più sofisticato perché la rilevanza di un sito internet si basa su una serie di algoritmi che calcolano non solo la quantità dei link, ma anche la qualità e la pertinenza. Dal 2000 a oggi ho potuto constatare la proliferazione di siti letterari per aspiranti, emergenti o sedicenti poeti. I più snob ritengono che ciò vada a discapito della qualità letteraria, personalmente sono dell’idea che questo fenomeno sia un’ulteriore prova incontrovertibile della democraticità del web. Nessuno ha ancora pensato di vietare a critici letterari e italianisti di fare il proprio lavoro. Inoltre anche nel sito letterario più dilettantesco e scalcinato di un gruppo di adolescenti si deve valutare la buona fede e la passione, che animano i gestori di tale sito. I maligni sosterranno che ciò che spinge molti autori alla creazione di un sito sia solo narcisismo, ma personalmente ritengo che sia una forma di narcisismo molto più nobilitante di quella che spinge a fare le veline o i tronisti. Ognuno deve avere diritto ad uno spazio reale o virtuale in cui esprimersi. Internet è l’editore più democratico che esista. Il visitatore deve saper scegliere in questa dimensione parallela sconfinata. Non bisogna nemmeno dimenticarsi che oggi i caffè letterari e i salotti non fanno più letteratura, mentre artisti e scrittori oggi sempre più frequentemente si scambiano e-mail e collaborano a siti letterari.

Penso alle parole del poeta Aldo Nove, che recentemente ha dichiarato: “Se Pasolini fosse vivo, oggi avrebbe un blog”. Tagliamo subito la testa al toro: non tutti quelli che hanno un blog letterario sono Pasolini. Anzi per ora di Pasolini non ne ho trovati. Ma c’è anche chi da anni e anni certifica la morte dei blog letterari. E allora quale tra le due è la verità? A chi dare ragione? Il blog va bene per un autore per svariati motivi: per l’espressione delle sue idee, per veicolare più facilmente dei messaggi, per autopromuoversi. Anche collaborare a un blog collettivo può andare bene per gli stessi identici motivi. In fondo Pulsatilla, al secolo Valeria Di Napoli, non avrebbe venduto 300000 copie con il suo primo libro se non avesse gestito un blog frequentatissimo. A onor del vero diverse blogstar sono riuscite a compiere il passaggio, sono diventati bestselleristi. Altre hanno venduto molto di meno, ma sono approdati all’editoria di qualità. Certo per scrivere ci vuole un minimo di costanza. Bisogna avere un minimo di ideazione. Bisogna aggiornare il blog con continuità. È un impegno che si prende. È richiesta almeno la conoscenza basilare della lingua italiana, bisogna saper scrivere un minimo correttamente senza fare strafalcioni ed errori madornali (che poi le incertezze e i refusi toccano anche ai più attenti e meticolosi). Si deve stare più attenti alle leggi perché si esce fuori dalla bolla social e i post restano sui motori di ricerca. Bisogna autocensurarsi talvolta. Bisogna fare attenzione. Scrivere comporta molte controindicazioni e molte implicazioni. Bisogna ponderare e valutare tutto. Non si può certo scrivere ciò che passa per la testa. Ma la scrittura è libertà di espressione. Non solo ma se il Dsm comprende tra le varie dipendenze il sesso, la televisione, Internet, eppure la scrittura e la lettura non vi vengono annoverate. Scrivere e leggere non fa male, anzi è terapeutico. I pazienti vengono curati dagli psicoterapeuti con la psicosintesi e la biblioterapia. Quindi è solo un topos letterario quello di Don Chisciotte che impazzisce per i libri, che non corrisponde a realtà. Leggere fa bene. Aumenta le connessioni cerebrali. Fortifica l’intelligenza (qualsiasi definizione le si voglia dare). Arricchisce il vocabolario e più parole si conosce meno probabilità si ha di essere “fregati” dai padroni e più si è in grado di elaborare la realtà, come notò Don Milani. Ma poi gli stessi che giurano sulla morte dei literary blog sono anche gli stessi che cercano disperatamente i like sui gruppi Facebook! Literary blog come Nazione Indiana hanno fatto la storia del web italiano. Nei primi anni 2000 per farsi una certa reputazione poetica bisognava avere pubblicato qualcosa su Nazione Indiana perché la redazione era selettiva e nei commenti non veniva risparmiato nessuno, a nessuno venivano fatti sconti. Sui literary blog un tempo nascevano molte polemiche, in cui ci potevano essere duelli all’ultimo sangue tra trolls che si firmavano Paperino e professoresse universitarie. Consiglio a tutti a tale riguardo di approfondire l’argomento con il seguente libro: “Polemiche letterarie: dai Novissimi ai lit-blog” di Gilda Policastro (Carocci, 2012). Inoltre oggi i literary blog sono sempre visitati, ma è difficile partire da zero, partire dal nulla. È difficile creare traffico, attrarre visitatori. È sempre più difficile il posizionamento sui motori di ricerca. È sempre più difficile attrarre lettori con il passaparola. Ci vogliono soldi e/o pazienza e/o impegno. Bisogna a ogni modo dedicare una certa quota parte del proprio tempo libero. Sorge spontaneo un interrogativo: ne vale la pena di versarsi in questa attività non remunerativa per comunicare qualcosa a qualcuno, che in buona parte dei casi non si conosce? Il destinatario spesso se ne sta nascosto nell’anonimato. E poi siamo sicuri che qualcuno non percepisca in modo errato il nostro messaggio, il nostro contenuto? È un rischio che va messo in conto, ma che non è quantificabile né oggettivamente calcolabile. Per ora nessuno è stato perseguitato per un blog. Bisogna fare mente locale per una rapida analisi dei costi/benefici. Che cosa si vuole trovare con un blog o con una collaborazione? Soldi? Il partner? Legittimazione culturale? Lavoro? Oppure si è contenti di fare una cosa che ci piace con passione? Forse quest’ultima cosa non è già molto?

Invito i blogger che ci seguono a diventare autori di Alessandria online

Invito i blogger che ci seguono a diventare autori di Alessandria online

Alessandria online https://alessandriaonline.com/ invita tutti i blogger che ci seguono a diventare autori e scrivere direttamente anche sul nostro media.

A tale scopo gli interessati dovranno cortesemente  comunicare i loro dati: link del proprio blog, nome e cognome, città di residenza e numero di cellulare al seguente indirizzo email: alessandriatoday@yahoo.com 

Quanto sopra per consentire un primo contatto con il sottoscritto alfine di valutare se sussiste un reciproco interesse ad entrare nella redazione attualmente composta da 31 autori (prevalentemente blogger) ma non solo.

Tengo a precisare che Alessandria online non contiene pubblicità pertanto la partecipazione sarà esclusivamente su base volontaria.

https://alessandriaonline.com/

Social Media Manager

Pier Carlo Lava

Gli autori della redazione di Alessandria online salutano e ringraziano i lettori

Autori n° 31

Elenco Autori della redazione di “Alessandria online“.

Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Alessandria online – Pier Carlo Lava ex manager ora social media manager

Caterina Alagna scrittrice – blogger

Barbara Rossi cinema – social media

Cipriano Gentilino scrittore – poeta – psichiatra

Davide Morelli scrittore

Donatella Pezzino storica, scrittrice freelance e ghost writer

Elisa Mascia scrittrice – poetessa

Fabio Abate scrittore

Frida la Loka scrittrice

Flavia Sironi scrittrice

Flavio Almerighi poeta – scrittore

Franco Bonvini poeta – scrittore

Giovanna Fileccia scrittrice

Gabriella Paci poetessa – scrittrice

Imma Paradiso poetessa – scrittrice

James Curzi – scrittore

Lucia Triolo scrittrice – poetessa

Luisa Zambrotta scrittrice

Manuela Di Dalmazi scrittrice

Marco Galvagni poeta

Maria Rosaria Teni scrittrice

Marina Donnaruna Iris G.DM scrittrice – poetessa

Miriam Maria Santucci scrittrice – poetessa

Nadia Arnice poetessa

Natalia Castelluccio scrittrice – poetessa

Rita Stanzione poetessa – scrittrice

Roberta Calati poetessa – scrittrice

Silvia Gario Social media manager e content creator

Silvia De Angelis scrittrice – poetessa

Stefano Polo (poeta bollito) poeta

Nicoletta Zappettini scrittrice

A proposito di Antonio Machado… 

Da:

http://fridalaloka.com ( Lombardia)

(ES)

Reconocido como “poeta universal y de la humanidad” por la Unesco, la obra del escritor y poeta español Antonio Machado ha pasado al dominio público cuando cumplió los 80 años de su muerte, liberando sus derechos, según se establece por la Ley de Propiedad Intelectual: Machado falleció un 22 de febrero de 1939, en Colliure, Francia, a los 64 años, adonde se exilió huyendo del franquismo español. Ahora sus obras ya están disponibles para todos.

Como parte de esta liberación de los derechos de autor, la Biblioteca Nacional de España ofrece, desde ahora, en su página web, casi toda su producción: manuscritos, portadas de libros, primeras ediciones y decenas de documentos en la sección Biblioteca Digital Hispánica.

(IT)

Riconosciuto come “poeta universale e dell’umanità” dall’UNESCO, l’opera dello scrittore e poeta spagnolo Antonio Machado è diventata di dominio pubblico nell’80° anniversario della sua morte, liberando i suoi diritti, come stabilito dalla legge sulla proprietà intellettuale: Machado morì il 22 febbraio 1939 a Collioure, in Francia, all’età di 64 anni, dove andò in esilio in fuga dal regime franchista spagnolo.  Ora le sue opere sono già a disposizione di tutti.

Nell’ambito di questa liberatoria dei diritti d’autore, la Biblioteca Nazionale di Spagna offre, d’ora, sul suo sito web, quasi tutta la sua produzione: manoscritti, copertine di libri, prime edizioni e decine di documenti nella sezione Biblioteca digitale ispanica.

I suoi versi hanno ispirato nel corso del tempo moderno e contenporaneo, dando notte per diventare melodie alle sue opere letterarie.

Questo, ha fatto che i suoi poemi e versi, perduraresero oltre i tempi.


Antonio Machado – Poesia

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,

e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza… Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;

sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole… Che cerchi,

Viandante 

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passar,
passar facendo sentieri,
sentieri sul mare.

Mai cercai la gloria,
né lasciar nella memoria
degli uomini il mio cantar,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.

Mi piace vederle dipingersi
di sole e scarlatto, volar
sotto il cielo azzurro, tremar
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.

Camminando si fa sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestar.Viandante non esiste il sentiero,
ma solo scie nel mare…

Un tempo in questo luogo dove
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridar

Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…

Colpo su colpo, verso su verso…

Il poeta morì lontano dal focolar.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo viderono pianger.
"Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando".

Colpo su colpo, verso su verso…

Quando il cardellino non può cantar.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregar.
"Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando"

Colpo su colpo, verso su verso.

(Adattazione da Frida la loka)
Dedicato ad Antonio Machado (canzone di Joan Manuel Serrat, 1969) Barcellona.
Preludio

Mentre transita l’ombra d’un santo amore, io voglio
sul mio vecchio leggio porre un salmo gentile.
Accorderò le note dell’organo severo
al fragrante sospiro del piffero d’Aprile.

Maturerà l’aroma delle mele autunnali,
salmodierà l’incenso con la mirra il suo odore;
esalando le rose il loro fresco aroma
sotto la pace in ombra del tiepido orto in fiore.

Al grave e lento accordo di musica e d’aroma,
il solo e vecchio e nobile tema del mio pregar

http://fridalaloka.com

Antonio Machado – Poeta

(IT) Antonio Machado fu un poeta di Siviglia (Spagna), nato nel 1875. Lascia un’importante eredità nel Modernismo spagnolo. Formó parte della denominata Generazione del ’98, scelto anche como membro della Real Academia Española. Tra i suoi libri si distaccano: “Soledades” (1907), “Campos de Castilla” (1912) y “La Guerra” (1937).

(ES) Antonio Machado fue un poeta sevillano nacido en 1875 que dejó un gran legado dentro del Modernismo español. Formó parte de la denominada Generación del 98, y fue escogido miembro de la Real Academia Española.
Entres sus libros publicados destacan algunos como “Soledades” (1907), “Campos de Castilla” (1912) y “La Guerra” (1937). 


Notte d’estate (IT)

È una bella notte d’estate
Le alte case tengono
aperti i balconi
del vecchio paese sulla vasta piazza
Nell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi ed acacie
simmetrici disegnano
le nere ombre sulla bianca arena.
Allo zenit la luna, e sulla torre
la sfera dell’orologio illuminata.
Io in questo vecchio paese a passeggio solo, come un fantasma.
Noche de verano (ES)

Es una hermosa noche de verano.
Tienen las altas casas
abiertos los balcones
del viejo pueblo a la anchurosa plaza.
En el amplio rectángulo desierto,
bancos de piedra, evónimos y acacias
simétricos dibujan
sus negras sombras en la arena blanca.
En el cénit, la luna, y en la torre,
la esfera del reloj iluminada.
Yo en este viejo pueblo paseando
solo, como un fantasma.

La saeta (ES)

¡Oh, la saeta, el cantar
al Cristo de los gitanos,
siempre con sangre en las manos,
siempre por desenclavar!
¡Cantar del pueblo andaluz,
que todas las primaveras
anda pidiendo escaleras
para subir a la cruz!
¡Cantar de la tierra mía,
que echa flores
al Jesús de la agonía,
y es la fe de mis mayores!
¡Oh, no eres tú mi cantar!
¡No puedo cantar, ni quiero
a ese Jesús del madero,
sino al que anduvo en el mar!

La saetta (IT)

¡Oh, la saetta, il cantar al Cristo degli erranti, sempre con sangue in mano, sempre per schiodar!
Canto del popolo andaluzo, che ogni primavera va chiedendo una scala per salir alla croce!
¡Cantar della terra mia,
Che getta fiori al Gesù dell'agonia, ed è la fede dei miei vecchi!
¡Oh, non sei tu il mio canto!
¡Non posso cantar, ne voglio, a quel Gesù del legno, bensì a quello che andò per mare!

(Traduzione da Frida la loka)

Tua.

14 agosto, 2022.

http://fridalaloka.com

E… niente, come dicono i ragazzi d’oggi.

Ci troviamo in una festa di compleanno d’un amico. Uno direbbe, che c’è di particolare…

Insomma, sono parecchio confusa, tra musica disco, regeeton e rumori d’oggi che non riesco a capire, atenti, non quella d’una volta, ché per loro, quella odierna è buonissima come per noi era quella che ascoltavamo. Ma questa d’oggi,  per me e tenete in conto la mia precarietà nel udire, è carente di ogni tipo di consistenza, parlo dai ritmi, e per non allungarmi troppo, ai contenuti, in sostanza, le parole.

Sono rimasta troppo indietro, oramai, all’epoca nella quale, quella che ritenevo una semplice ” canzone”, pure essa aveva un contenuto da sminuzzare e trarne un messaggio. E nel frattempo gli anni son passati, in queste ultime decade ci sono state grandi cambiamenti,  non sarei in grado di dire se tutti sono stati positivi, un poco di fiuto mi dice in fondo, che non è andata proprio così.

Allora ci troviamo in una disgiuntiva assai complessa, soprattutto per quelli stremammente strutturati o fissati solo ad un tipo d’ideologia, il che genera rifiuto ed in conseguenza astio, verso un tipo di ” società ” che, dai più intransigenti, non viene nemmeno considerata e parlo puntualmente di persone che hanno deciso o capito che il loro sesso con il quale sono nati, non gli rappresenta agli adolescenti d’oggi, fino a quelli che arrivano, con vento a favore, a porto ” sicuro” scappando da orrori diversi ai nostri, perché, conveniamo, direi che non è  un momento molto appagante dalle nostre parti.

Torno alla festa; tarda serata, dopo piscina, adolescenti e bambini ormai scarichi, caldo da scoppiare, e pioggia che non si fa viva…

Vengo ripagata nella mia resistenza; un amico francese
del festeggiato, sotto il mio sguardo vigile, cosa stava combinando con prese e cavi d’elettricità vari? Abbassa le luci, inizia a creare una certa atmosfera e infine apre un astuccio di misure importanti. Tira fuori un luccicante e splendido sax, ed inizia; ci ha deliziato e ha saputo, tramite questo magnifico strumento, osservando ognuno di noi agli ochi,  ad evidenziare con diverse armonie, il nostro stato d’anima più profondo. Melodie ritmiche, altre un pò bohème, note da blues e non potevano mancare quelle del jazz.

Da fridalaloka.com
Da fridalaloka.com

Quindi, come dicono I ragazzi oggi… e… niente… è stata un fine serata fantastico. E non rassegnata ma bensì consapevole di dover convivere con la diversità che anch’essa, forse ha il suo perché.

Tua.

1 agosto, 2022.

Da:

http://fridalaloka.com

Non è nostro

A mio figlio.

Riflezione di domenica

Quando una persona nasce, non è in grado di capire tante cose, riusciamo soltanto a campare grazie a genitori o chi si prende cura di noi nel percorso di crescita. Col tempo iniziamo a comprendere ed imparare o quasi, perché siamo qui. All’inizio milioni di anni fa, era per il solo fatto di sopravvivere e procreare.

Ci siamo addatati all’ambiente e gli esseri viventi hanno raccolto dalla terra e mare tutto quello ch’era a disposizione ed  usufruimmo di quello.

Oggi, le cose son cambiate e tanto, a tal punto che esso è mutato.

Tutto è cambiato e dobbiamo fare il mea colpa, ma non basta, perché in tanti vanno avanti col pensiero che quel’che ci circonda è nostro.

Purtroppo vi do la notiziona! NON è NOSTRO, no signori miei, cari lettori, tutti SIAMO responsabili del tetto che ci protegge e della terra che ci da il nutrimento. Inutile elencare chi sono i maggiori responsabili, ognuno sa in che grado fa bene o male. Mi dispiace dover scrivere su questo argomento, potendo scegliere diversamente,  ma non possiamo girarci dall’altra parte.

Abbiamo un compromesso con quelle generazioni future, quelle che oggi fanno le marce per sollevare l’attenzione, le stesse che in primis hanno capito che qualcosa non sta funzionando e dobbiamo agire. E la gente d’una certa età o “matura ” parolone, deve assolutamente dare l’esempio!

Piccoli gesti, quotidianamente e non mollare.

Da Frida

Quando racconto a  mio figlio, la nostra infanzia, al contempo mi vergogno, perché loro molto probabilmente non godranno di tutto quello noi, talvolta anche svagliando per ignoranza o semplicemente menefreghismo, avevamo e loro, i nostri figli, nipoti e così via non troveranno più facilmente, alla portata di mano. Inizia ad essere una situazione FRAGILE, la nostra TERRA è in terapia intensiva e non sappiamo quando e se si riprenderà…

Vi lascio una delle tante poesie scritte in onore a chi ci ospita.

Di Franco Arminio

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita,
ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.
Attenzione a chi cade, al sole che nasce
e che muore, ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere
più che aggiungere, rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza

FORSE, È MOMENTO DI TORNARE ALL’ORIGINE…

PICCOLI GESTI TUTTI I      GIORNI. E COSA FONDAMENTALE DARE L’ESEMPIO.

Tua.

24 luglio, 2022

La Vitto

Da Frida la loka.

Era la nostra nonna ( però era mia), un mix d’ereditá di geni attraversarono l’oceano e tanti vocaboli erano un cocktail ben assimilato e naturale.

E così, tramandati  nel tempo. Mia nonna Victoria era un personaggio abbastanza particolare; robusta, massiccia,  pele bianca e sottile sembrava un velo di fina seta, segni d’incazzatura permanente tra gli occhi che difficilmente qualcuno gli si avvicinaba per farle uno scherzo. La Vitto era molto speciale. Si alzava presto, poco pretenciosa però quando si metteva qualcosa in testa non c’era neanche il miglior mediatore ad oggi che potesse farle cambiare idea.

La Vitto, prácticamente mi alevvò,  fra tante pentole e un curioso bracciere di ferro del quale, uscivano pasti e pietanze uniche. Cucinate s’un pentolone oppure talvolta direttamente sulla griglia, sotto c’erano le brace tenue, dopo aver preparato il carbone con degna maestria.

Quello che mi rimane ancora oggi in testa, sono i profumi degli impasti messi a cuocere per fare una “tortilla” di pane con un pò di grasso di maiale, esquisitezza che appena tolta dal braciere, ti bruciava fino al midollo e aveva la peculiarità di un fondo arrostito diventato nero. Que crocantezza.

Ma i pezzi forti di lei, non era soltanto la cucina, dentro o nel patio, pieno di verde…

Mi manca tanto, l’ha perse troppo presto…e penso a lei spesso, ogni volta che mi si avvicinaba una farfalla  bianca. Mi diceva: – ricorda, quando perdi una persona a te cara, tornerà a trovarti tramutata in una farfalla bianca; aveva ragione… e parlo con lei.

Da tenor

Tua.

21 luglio, 2022.



La scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova autrice di Alessandria online e Alessandria today 

Luisa Zambrotta – scrittrice

La scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online

di Pier Carlo lava

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che la scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova componente della redazione dei due blog, a Luisa do anche a nome di tutti gli autori della redazione il mio benvenuto e in attesa di leggere i suoi post gli auguro buon lavoro.

Note biografiche

LUISA ZAMBROTTA è nata a Milano e vive in Brianza.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha sempre insegnato inglese alle scuole superiori. Da quando è andata in pensione, ha cominciato a tenere corsi di cultura inglese all’Università per la Terza Età del paese in cui abita e a dedicarsi alla scrittura. Alcuni suoi racconti sono pubblicati in varie antologie.

E’ presente su WordPress con il blog “Words Music and Stories”, iniziato anni fa semplicemente per condividere il materiale che presentava alle lezioni, rendendolo accessibile anche ai corsisti che non avevano potuto partecipare di persona.  

Poi però  la cura di un blog culturale bilingue si è trasformata in una passione che  ora conta migliaia di follower da tutte le parti del mondo.

Cambieresti idea…

Non l’ho meritiamo, no: avevi la possibilità di occupare il tuo posto nel Olimpo, ma hai preferito esserci amico… hai rubato il fuoco sacro! L’ho hai fatto per noi… eri troppo buono nei nostri confronti, esseri mortali che non siamo in grado di apprezzare nulla:

Nulla; s’intende, tutte le ricchezze che avevamo davanti ai nostri occhi, ma siamo cechi, non siamo sazi ancora, bramosia che non è altro, siamo voraci e non ci ferma nessuno.

Famelici di cosa? Possedevamo tutto! Pure il fuoco divino ci hai ! Ma, non è bastato… forse ti chiederai, perché. Forse  sarai amareggiato e anche ravedutto

Ci aveva anche donato un fuoco interiore, dell’arte, della creatività, di osare, avevamo, tutte le sue espressioni, simbolo dell’esenza dell’anima, senza di lei non è possibile andare avanti. Non abbiamo imparato nemmeno l’arte di vivere insieme, convivere!

L’essere umano, cerca sempre qualcuno a cui dare le colpe e il fuoco, quel fuoco ch’era venerato da te, l’abbiamo trasformato in qualcosa di raccapricciante.

Prometeo, potevi scegliere diversamente,  ma anche tu ci sei cascato e noi, miseri uomini ti abbiamo tradito.

Tua

29 giugno, 2022.

Da fridalaloka.com

E siamo soltanto a martedì

Arrivare a mercoledì per me e tutto un traguardo, con tanto di medaglia. Finire la settimana è ben altro discorso, ogni stramaledetto venerdì, mi accingo mentalmente ad ascoltare ‘Chariots of Fire’ e là, lontano, vedo il mio di nastro. Non è semplice fare come se la mia vita fosse ‘normale’ perché semplicemente non lo è. Ma come Frida, vado avanti, come posso.

Da fridalaloka.com

In ogni suo singolo scatto, quello che colpisce di più non è il suo aspetto ( per tanti canoni), trascurato, soppraciglie folte, baffi ben allineati.


Almeno per quanto mi riguarda, proprio il suo sguardo, gagliardo, sicuro, diritto alla lente, senza ripensamenti, con un bagaglio d’accettazione che io non possiedo, uno sguardo decisamente di sfida.
Il mento in su, sventolando veste di colori variopinti e importanti orecchini d’ogni genere, pure un paio che raffigurano delle mani, regalatole da Picasso,  quando si son conosciuti in una delle tante tertulie occasionali chissà, a parlare di politica e forse d’arte.

By fridalaloka.com

Se guardo addietro, vedo in me quella gagliardia che oggi credo di aver perso, mentre che, paradossalmente proprio dopo i suoi peggiori anni della vita, Frida ha saputo risollevarsi, da sola. Lei con al suo fianco la sua inseparabile ombra, fedele, forse l’unica.

By fridalaloka.com

Tua.
31 maggio, 2022

Fridalaloka.com

Mana del cielo, forse…

Non c’è due senza tre, il cielo è cuppo, grigio e io sono qui ad aspettare la benedizione da la su. Qualcuno porti un pò di pietās, non solo in confronto di questo bene prezioso, guerra, violenza, terremoti, menefreghismo, egoísmo e potrei andare all’infinito come l’uomo privo di rasocinio ed avidità.

https://youtu.be/6O-LbGHnw6Q

Eccomi,  sdraiata in un ” lettino”… con qualche differenza, sulla mia testa non c’è l’ombrellone, bensì un odioso e noioso soffitto, puzza d’alcool mi rasserena (un pò soltanto).

Da Frida

Non indosso costume di bagno e non porto con me, borsa con attrezzi di spiaggia. In questo caso, non avrò la possibilità di mettere quei meravigliosi camici molto snellenti che ti fanno sentire una diva. Menomale che il sole non c’è manco attraverso la finestra,  visto che siamo tutti inguainati con mascherina, cuffietta e vista la vicina probabilmente anch’io godrò del manto velato usa e getta. Pure ho l’aria accessa, cosa chiedere di più!!! Lucano, no, grazie; gradirei vista l’ora un aperipasto accompagnato con un rinfrescante Campari o Pinot grigio,  mi accontenterei.

Tua.

28 giugno, 2022.

Dal blog personale di fridalaloka.com.

Nasce un nuovo blog: alessandriaonline

Piazza Santa Maria di Castello

Pier Carlo Lava.

Alessandria: Le mie esperienze lavorative: ho svolto per molti anni il ruolo di Dirigente Industriale nel settore commerciale & marketing, un mondo che affascina, motiva e stimola e che ha contribuito a farmi crescere sotto il profilo professionale e umano. Molti di noi potendo ricominciare da capo intraprenderebbero altre attività, altri percorsi, personalmente non cambierei quasi nulla e ripeterei la stessa scelta professionale. Tra i vari post del blog un ampio spazio verrà dedicato alla sezione cultura, che a mio avviso è un settore in continua espansione. Sono da sette anni un cittadino attivo per la città di Alessandria e mi occupo di tutte le problematiche esistenti, segnalandole alla Pubblica Amministrazione in carica e proponendo soluzioni per risolverle. Il blog: https://alessandriaonline.wordpress.com/vuole quindi essere anche un mezzo per informare i cittadini e l’Amministrazione comunale in merito alle problematiche in questione.