NATALE a TEATRO: crea la tua fiaba natalizia

MOVIMENTe Centro Multifunzionale si trova presso MOVIMENTe Centro Multifunzionale.

6 dicembre alle ore 15:04  · Alessandria, Piemonte  · 

#Natale a #teatro: crea la tua fiaba natalizia

Continua la programmazione di Natale di MOVIMENTe Centro Multifunzionale! Questa domenica 11 dicembre vi invitiamo ad un evento speciale tenuto dalla bravissima Monica di @quizzyteatro .

All’insegna del #teatro di #improvvisazione, i bambini saranno coinvolti nella creazione di una #fiabanatalizia a partire dalla combinazione di diverse carte sulle quali i bimbi troveranno raffigurati i principali personaggi del Natale. #BabboNatale, la fata delle nevi, Il soldatino di stagno e gli altri personaggi verranno interpretati dai bambini per creare tante storie con trame diverse.

Il prezzo dell’incontro è 12€. L’evento è soggetto a prenotazione. Se volete partecipare non esitate a contattarci.

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Natale: la consolidata tradizione dell’albero, vero o sintetico, nelle case dell’85% degli alessandrini

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

Per info: alessandriatoday@yahoo.com

Ponte dell’Immacolata segna ufficialmente il via all’acquisto di addobbi e strenne

Natale: la consolidata tradizione dell’albero, vero o sintetico, nelle case dell’85% degli alessandrini

Spesa media per l’albero vero è di 40 euro e, in tempo di crisi, scatta la caccia al regalo utile

Coldiretti. Alessandria: L’albero di Natale resta una tradizione fortemente radicata tra gli alessandrini che lo accendono in quasi nove famiglie su dieci (85%), anche se però ci si divide, tra vero o finto, tra piccolo e grande, tra addobbo tradizionale od innovativo. 

E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in occasione dell’Immacolata durante il quale nelle case si inizia ad addobbare l’abete per le feste. 

L’albero naturale verrà scelto quest’anno, a livello nazionale, da quasi 3 milioni di famiglie anche se la maggioranza del 63% ricicla l’albero di plastica recuperato dalla cantina mentre una minoranza lo compra nuovo ma sempre “finto”. 

La spesa media per l’albero vero è quest’anno di 40 euro anche se secondo Coldiretti/Ixe’ quasi un alessandrino su due (47%) contiene il budget sotto i 30 euro, un altro 28% si orienta tra i 30 e i 50 euro, ma c’è anche un 19% che spenderà fino a 100 euro, e chi andrà addirittura oltre. 

I prezzi variano a seconda dell’altezza e delle varietà con gli abeti più piccoli che non superano il metro e mezzo venduti tra i 10 e i 60 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso, mentre per le piante di taglia oltre i due metri il prezzo sale anche a 200 euro per varietà particolari. 

La vendita avviene nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai, nei garden, ma ottime occasioni si trovano anche in molti mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

“L’albero naturale concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente a differenza delle piante di bassa qualità importate dall’estero che raggiungono l’Italia dopo un lungo trasporto con mezzi inquinanti – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. In Italia gli alberi naturali sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono e contribuiscono a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l’erosione e gli incendi”. 

Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio derivano per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di “sfolli”, diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. 

“L’albero finto invece è anche inquinante oltre ad essere quest’anno più costoso, con rincari fino al 40% a causa degli aumenti delle materie prime, proprio a partire dalla plastica – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Un abete artificiale di circa 1,90 metri ha un’impronta di carbonio equivalente a circa 40 chili di emissioni di gas serra, che è più di 10 volte quello di un albero vero. A determinare la maggior parte dell’impronta di carbonio dell’albero di plastica è la sua fabbricazione, a partire dal petrolio alla quale si aggiungono le emissioni industriali derivanti dalla produzione dell’albero e la spedizione per lunghe distanze prima di arrivare al negozio, se si tiene conto che la maggioranza ha origine in Cina a circa novemila chilometri di distanza dall’Italia, senza dimenticare che impiega oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente, contribuendo alla diffusione delle microplastiche nel suolo, nelle acque e nella catena alimentare”.

Il ponte dell’Immacolata segna ufficialmente anche l’inizio della corsa ai regali: per questo Campagna Amica all’interno dei mercati coperti e nelle piazze, ha organizzato dei punti dove poter acquistare delle strenne natalizie già composte oppure personalizzarle con i prodotti genuini firmati dagli agricoltori. 

Con la tendenza a fare acquisti utili sotto la spinta della crisi aumenta la voglia di scegliere cibo locale, sano, sicuro e garantito. Si cerca la sostenibilità, c’è il desiderio di sostenere gli agricoltori e nello stesso tempo regalare prodotti di qualità da portare ad amici e parenti. Le proposte sono tantissime, a partire da quelle al Mercato Coperto di Campagna Amica in via Guasco ad Alessandria, dove è possibile scegliere un regalo utile, goloso, 100% italiano e sostenere il territorio.

L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

Il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo: “Se vogliamo continuare a essere un grande Paese dobbiamo avere una popolazione conseguente, la denatalità ha un impatto sul Pil”

29-08-2022 19:03 Welfare Francesco Demofonti Agenzia DIRE

neonato bambino pixabay

ROMA -“Rispetto ad alcuni decenni fa, la sensibilità e la conoscenza del problema della denatalità è più nota e quindi anche la stessa politica segue la situazione con attenzione”. Lo dice il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ospite di Sky Tg24. “Ho sentito parlare di quoziente familiare, di valorizzazione degli assegni, ovvero di situazioni nelle quali, in qualche modo, c’è un maggiore interesse a questa benedetta natalità che va, progressivamente, discendendo“.

“Quale giorno fa – ricorda il presidente dell’Istituto di Statistica – ho lanciato un segnale: se alla fine dell’anno le cose vanno avanti così, avremo 380mila, massimo 385mila nati, in un Paese di poco meno di 60 milioni di abitanti. È follia. Se vogliamo continuare ad essere un grande Paese – aggiunge Blangiardo – dobbiamo anche avere una popolazione conseguente, perché il Lussemburgo, il Principato di Monaco o la Svizzera non sono grandi Paesi anche perché non hanno una dimensione demografica da grande Paese”.

“Tutto questo – osserva il presidente Istat – ha un impatto sul Pil, perché quello complessivo del Lussemburgo, parli di nominale, è evidentemente più piccolo del Pil dell’Italia. Quindi la popolazione determina la ricchezza complessiva del Paese“.

“Naturalmente le tendenze che sono in atto potrebbero determinare, sia per la dimensione della popolazione che per l’invecchiamento, quindi la minor partecipazione al mercato del lavoro, l’ipotesi che i circa 1.800 miliardi di oggi scenderebbero di più di 500 miliardi, ovvero 500 miliardi di Pil in meno come ricchezza complessiva. E lo stesso Pil pro capite, dai 30mila scenderebbe a 25mila. Questo, naturalmente a parità di altre condizioni, determinerebbe un impoverimento della popolazione italiana“.

Blangiardo conclude: “I giovani rischiano di essere poco esistenti nella popolazione, non solo dai programmi della politica. Noi abbiamo un popolo di giovani che si è formato attraverso le nascite del passato e nascite che sono state via via decrescenti. È evidente che stiamo parlando di un numero di persone che è, tutto sommato, sempre meno. Viceversa, la componente matura, quella diversamente giovane, ovvero gli anziani, è via via crescente“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

La Coldiretti tira le somme sulle conseguenze dell’aumento dei costi energetici e del taglio dei raccolti dovute alla siccità

10-08-2022 14:47 Economia e Fisco Redazione Agenzia DIRE

inflazione

ROMA – Il balzo dell’inflazione costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix esplosivo dell’aumento dei costi energeticilegato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità. È quanto stima la Coldiretti in occasione della diffusione dei nuovi dati Istat sull’inflazione a luglio, che evidenziano un aumento del 10% per i beni alimentari e le bevande analcoliche che trainano i rincari nel carrello della spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registrando un balzo che non si osservava da settembre 1984.

SU PASTA, PANE E RISO I RINCARI MAGGIORI

I prezzi della frutta fresca o refrigerata aumentano su base annua del +8,8% – continua Coldiretti – mentre quelli dei vegetali freschi o refrigerati del +12,2% anche a causa dell’andamento climatico anomalo che ha favorito anche le speculazioni come nel caso dell’uva da tavola in Puglia, pagata agli agricoltori 0,50 euro al chilogrammo per poi essere venduta al supermercato a cifre fino a 4 euro. La categoria per la quale gli italiani spenderanno complessivamente di più è però pane, pasta e riso, con un esborso aggiuntivo di quasi 115 euro – sottolinea Coldiretti – e precede sul podio carne e salumi che costeranno 98 euro in più rispetto al 2021 e le verdure (+81 euro). Seguono latte, formaggi e uova con +71 euro e il pesce con +49 euro, davanti a frutta e oli, burro e grassi.

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Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne – denuncia la Coldiretti – dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. A spingere i rincari è però anche l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero è il fatto che nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%), aprendo la strada anche al rischio di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell’anno.

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“Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni- afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini- nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro. In questo contesto è importante- conclude Prandini- l’apertura del Governo alla nostra proposta sulla defiscalizzazione del costo del lavoro”.

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“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità, di Sergio Sabetta. Aletti Editore

“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità

Torna con una nuova opera dal titolo “Parlando agli dèi”, l’autore Sergio Sabetta, ormai veterano per le sue pubblicazioni, nella collana “I Diamanti della Poesia”, targate Aletti editore. E lo fa, questa volta, con un richiamo che sa di antichità. «La cultura classica – afferma il poeta funzionario presso la Corte dei Conti di Genova ed ex magistrato onorario presso il tribunale di Chiavari – ha in sé i vari aspetti dell’umanità; è una riflessione sulle emozioni, sui sentimenti più forti e profondi che vengono sublimati in racconti e miti. Attraverso essi si vede l’animo umano e le passioni che, nonostante tutta la tecnologia, rimangono quale essenza fondamentale della specie». Nel dettaglio, riguardo, invece, la scelta del titolo l’autore spiega: «Gli dèi sono le forze, le forme di una Natura che agisce, ma la nostra superbia tecnologica la ritiene passiva, quindi parlare agli dèi è parlare alle varie facce della Natura».

L’opera si suddivide nelle seguenti sezioni: “Tra le braccia degli dèi”; “Nelle nebbie del Nord”; “Passeggiando Per Roma”; “Dissolvenze”. «Nel suo insieme – precisa il poeta – vorrebbe accompagnare il lettore su una dimensione talvolta tragica, altre volte ironica e gioiosa, sulla nostra storia e le sue contraddizioni. Una coscienza difficile da acquisire e talvolta dolorosa, ma sempre liberatoria dalle manipolazioni della storia». Una delle tante liriche è dedicata proprio alla poesia e al suo ruolo liberatorio e catartico per le coscienze. Ma anche alla sua funzione di resistenza e critica contro l’appiattimento esistenziale. «La poesia – ne è convinto, infatti, Sabetta -possiede una sua logica non matematica e consequenziale, bensì è un sovrapporsi di sentimenti ed emozioni apparentemente disgiunte ma che si legano tra loro per vie nascoste, nel salto tra tempi ed età diverse, sicchè nello stesso soggetto vengono ad intersecarsi diverse umanità».

Nell’opera vi è la necessità di un ritorno alle radici, alla cultura che forgia nella ricerca degli impulsi e delle emozioni che, nate dal cuore umano, vengono da essa rielaborate. Attualmente, si tende a considerare superata la cultura classica, vedendo l’umanesimo come qualcosa di opposto alla modernità di uno slancio innovativo continuo, in un malinteso senso della tecnologia. «C’è spazio anche, in questi versi profondi ed estremamente poliedrici di Sergio Benedetto Sabetta – scrive, nella Prefazione, Francesco Gazzè, fratello del noto cantante Max e autore di numerosi suoi testi – per quel certo raro talento di saper pennellare con grazia lunghissimi istanti di esistenza vera, spazio per la sublime arte del saper raccontare tutto, ma proprio tutto, e per quell’ispirata benedetta pazienza (rara anch’essa) del costruire, dell’ornamento, della cura, della forma; l’unica, la pazienza, davvero in grado di rendere senza tempo qualsiasi atto creativo». Gli argomenti ispiratori dell’opera sono i miti mediterranei e nordici filtrati dalla storia, dove, tuttavia, l’ironia della romanità ne riduce a dimensione umana la tragedia. Contro un impoverimento culturale si avverte l’esigenza di riscoprire la dimensione collettiva mitica e collegarla storicamente a quella attuale. «Quando si legge una poesia è come immergersi nelle acque di un torrente, un fluire dalla sorgente alla foce, in cui ciascun lettore dà i toni e le sospensioni, nuota tra l’increspare delle acque grazie alla particolare punteggiatura. Nella poesia – conclude l’autore Sabetta – non vi sono solo emozioni ma anche la storia e, pertanto, l’etica data dalle osservazioni e le domande che essa pone. Diventa, quindi, il deposito della memoria di una cultura, se non dell’umanità. Ne diviene una possibile forma, libera nella sua espressione». 

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

Venerdì 2 dicembre alla Biblioteca Civica di Novi Ligure si parla di “Angélique” di Guillaume Musso

Venerdì 2 dicembre 2022, alle ore 20.30, presso il Centro Culturale di Cultura G. Capurro – Biblioteca Civica (Via Marconi 66, Novi Ligure) avrà luogo la presentazione del libro Angélique di Guillaume Musso (La nave di Teseo, 2022). Intratterrà il pubblico il traduttore Sergio Arecco, con il quale dialogheranno la giornalista pubblicista Barbara Rossi e l’editore Andrea Sisti. Si tratta di un evento in qualche modo speciale, in quanto il professor Arecco festeggerà la sua nona traduzione consecutiva del famoso maestro del thriller francese. La prima risale a Central Park (Bompiani, 2015), piccolo classico ormai divenuto un cult per gli appassionati del genere, al quale, dal 2016 per La nave di Teseo, si sono aggiunti, un anno dopo l’altro, altri otto best seller di Musso. Per il penultimo di essi, La sconosciuta della Senna (2021), Sergio Arecco ha ottenuto, quest’anno, in occasione della terza edizione di “Scritture di lago”, presso Villa Olmo di Como, il premio per la miglior traduzione da una lingua straniera. Ingresso libero secondo le disposizioni vigenti.  

Info: biblioteca.direzione@comune.noviligure.al.it

Una protesta di piazza infiamma l’Iran: il popolo chiede un cambiamento e resiste alle repressioni ma si acutizza anche lo scontro con l’occidente.Gabriella Paci  

Non si ferma la protesta dei giovani che sorta da oltre due mesi dopo l’uccisione di Mahsa Amini,la ragazza che non indossava correttamente il velo imposto alle donne a coprire i capelli, anzi si allarga a vaste zone dell’Iran, Un’onda d’indignazione popolare,capeggiata dalle donne  che continua a crescere in ogni angolo (geografico e sociale) dell’Iran e che sta facendo tremare fin dalle fondamenta la Repubblica islamica, con il regime degli ayatollah mai così in difficoltà dalla presa del potere. Un governo che non ascolta, non concede  ma reprime con la violenza ogni dissenso a quanti osano sfidare le regole imposte dalla teocrazia sciita. Secondo l’ agenzia per i diritti umani  (Human Rights Activists News Agency)i dimostranti di cui si è finora accertata la morte violenta sono 336 ma nelle carceri iraniane il numero resta sconosciuto. Tra i primi ,anche ragazzi adolescenti,come la ragazzina  di 14 anni uccisa a bastonate dalla polizia  per aver staccato dal muro la foto di Ali Khamenei

A morte i “nemici di Dio”

Ora si muove anche la magistratura, segno che la protesta, e il pericolo che ne consegue, è cresciuta d’intensità, come se fosse diventata più matura, più consapevole. E’ del 6 novembre scorso la richiesta di condanna a morte per un imputato accusato di corruzione sulla terra, ovvero essere nemico di Dio per aver appiccato il fuoco ad un edificio governativo. Una pena esemplare servirà che non ci sarà clemenza alcuna per chi minerà l’onore e la sicurezza del popolo e dei suoi governanti.

Ciò che preoccupa è anche sapere che si è acutizzato l’odio verso l’America, accusata di fomentare la rivolta e,in generale,verso tutto il mondo occidentale che condanna un governo autoritario che massacra i dissidenti in nome di Dio,

Va infatti sottolineato che per il mondo islamico non c’è separazione tra legge civile e religiosa come avviene invece in gran parte nell’occidente,dove solo alcuni “peccati “ sono considerati “reati”

L’Ue condanna il regime iraniano

Anche la richiesta di condanna a morte ha infatti riacceso il fuoco delle polemiche internazionali. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto disgustato s dal comportamento  del regime dei mullah verso i manifestanti .

Il presidente francese Emmanuel Macron l’11 novembre ha ricevuto all’Eliseo un gruppo di manifestanti donne iraniane,rivolgendo loro incoraggiamenti ed elogi per il loro coraggio.I rapporti tra Francia e Iran erano del resto già tesi per il colloquio ora fermo.sul nucleare

 Lunedì scorso l’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran. «L’UE condanna fermamente l’inaccettabile repressione violenta dei manifestanti», ha detto Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. «Siamo dalla parte del popolo iraniano e sosteniamo il suo diritto di protestare pacificamente e di esprimere liberamente le proprie richieste e opinioni. Oggi stiamo imponendo ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione dei manifestanti iraniani. Le sanzioni, confermate anche dalla Gran Bretagna,  prevedono il congelamento dei beni all’estero e il divieto di viaggio per 29 persone tra le quali il ministro dell’interno iraniano e capo della polizia iraniana, Ahmad Vahidi) e di tre “entità”, compresa l’emittente statale Press TV, che secondo il Consiglio dell’Unione Europea  è responsabile delle confessioni forzate dei detenuti.

L’Iran ha respinto definendoli inaccettabili,interventisti e illegali tali provvedimenti appellandosi alla sua sovranità .

Tuttavia un rovesciamento del regime non viene visto come possibile nell’immediato e,forse,neppure auspicabile perché un vuoto improvviso di potere potrebbe scatenare altre lotte intestine, anche se oramai gran parte della popolazione risulta decisamente insoddisfatta della forma di governo in atto..

  Novembre di sangue

La repressione, come la protesta, non è nuova. Nel 2019,una simile ondata di protesta, nata per l’aumento eccessivo dei carburanti ,aveva fatto si che l’ayatollah Ali Khamenei, tuttora in carica, avesse ordinato una repressione in qualunque modo e mezzo e ciò aveva causato una sparatoria da parte delle polizia sui manifestanti e la morte di almeno 1.500 di essi.  Purtroppo nulla lascia pensare che, oggi, il livello di comprensione e di tolleranza possa essere mutato ma è mutato il motivo e i ceti sociali coinvolti.

Oggi persone di diverse estrazioni sociali come  donne madri di famiglia ,impiegati  studenti insegnanti,negozianti,artisti,atleti  protestano per motivi economici ma anche per la libertà di ballare, cantare, vestire come credono ed esprimere liberamente i sentimenti.

Anche volti celebri dello spettacolo sono stati imprigionati e impediti nello svolgimento della loro attività perché coinvolti nelle  proteste. Addirittura è stata istituita una task force  di 10 membri per identificare e tenere sotto controllo gli artisti o gli atleti “ribelli”

Ma i manifestanti resistono a dispetto delle centinaia di vittime e di migliaia di arresti mentre i governo non cede e,anzi il comandante delle forze di terra dell’esercito incita Ali Khamenei ad essere ancora più duro ,sparando a raffica sulla folla Ma si tratta non di nemici ma di ragazzi e ragazze “ribelli”

Ci chiediamo se questo nuovo episodio di ribellione cambierà davvero qualcosa nel chiuso mondo iraniano e se la gente potrà finalmente godere di una maggiore libertà  o se servirà solo a riaccendere la divisione tra mondo arabo e quello occidentale,colpevole di essere un esempio demoniaco e corrotto, lasciando nell’immobilità  il paese

Oscar Garcia Junyent

Il mondo del calcio si ferma, un dramma senza fine…

Il mondo del calcio si ferma, un dramma senza fine...

Un dramma senza fine

Un dramma senza fine e assolutamente innaturale ha colpito la vita di Oscar Garcia Junyent, ex giocatore e attuale allenatore di calcio.
Dopo mesi di lotta contro una brutta malattia, si è spenta per sempre la sua figlioletta.
Ad annunciarlo ci ha pensato lo stesso mister, pubblicando una foto che lo ritrae insieme alla piccola e accompagnandola con uno struggente addio.

La vita a volte è crudele

Veder morire un figlio o una figlia è un episodio che la natura non dovrebbe prevedere e che non dovrebbe mai succedere. Tuttavia, la vita a volte è crudele e il destino sceglie persone che devono affrontare questa montagna insormontabile di dolore.

Qualche anno fa, precisamente nel 2019, il mondo del calcio mondiale si era stretto intorno a Luis Enrique, ex calciatore spagnolo e allenatore di diverse squadre prestigiose, compresa la nazionale del suo paese.

Sua figlia, la piccola Xana di soli 9 anni, volò in cielo pochissimi mesi dopo che le venne diagnosticato un osteosarcoma. Praticamente un tumore delle ossa, che nella maggior parte dei casi si manifesta proprio nei bambini e negli adolescenti, quando l’osso è in fase di crescita.

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Dall’Ospedale Maggiore, di Yuleisy Cruz Lezcano

Yuleisy Cruz Lezcano

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Dall’Ospedale Maggiore

Guardare il cielo

da una stanza di ospedale,

guardare le mura, le finestre

soltanto per completarle

con un pezzo della propria vita.

Ed è in questo cercare respiro

lo sforzo delle terre pesanti,

un pezzo di spazio asfissiante,

il coro delle cose

che parlano insieme

per non ascoltare il dolore.

E fra le braccia quello che chiamo amore,

di quell’amore puro che non muore,

fragile come un fiore

si aggrappa al mio petto

chiedendomi aiuto.

Ed è così che passa attraverso l’imbuto

il sospiro della bocca che non apro.

Non posso raccontarmi nessuna bugia

mentre fragile anche io

vorrei farmi piccola

e coccolarmi fra le mie braccia,

ma non posso

sono una madre,

non posso permetterlo.

Y. C. L.

(Riesco a parlare della bufera solo dopo che è passata)

La seconda stagione di #ViadeiMattiNumero0 è stata, se possibile, ancora più incredibile della prima

Valentina Cenni

La seconda stagione di #ViadeiMattiNumero0 è stata, se possibile, ancora più incredibile della prima. Siamo emozionati nel ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo meraviglioso viaggio e tutto il pubblico che ci ha avvolti in un abbraccio pieno di luce e calore.

Grazie ai nostri autori, al carissimo e immancabile Fosco D’Amelio, a Rossella Rizzi, Federico Bàccomo, Duccio Battistrada e Lorenzo Scoles. Grazie a Riccardo Geminiani e Francesco Scrofani Cancellieri che hanno collaborato ai testi con grande cura.

Grazie al nostro prezioso ufficio stampa Zebaki, Pamela Maffioli e Giada Giordano, insieme a Diana Lapiccirella. Grazie al nostro fantastico agente Beppe Caschetto.

Grazie a tutta la #Rai, in special modo a Rosanna Pastore, Felice Cappa, Luisa Pistacchio, Eliana Mercieri, Michela Valeri Di Blasi, Simona Gubellini che hanno seguito da vicino il nostro progetto.

Grazie alla fantastica squadra di Ballandi a partire da Mario Paloschi e Claudio Montefusco.

Grazie a Silvia Ceccarelli e Claudia D’Amico per l’organizzazione impeccabile e sorridente, grazie al produttore esecutivo Luca Catalano.

Grazie al nostro grande regista Alessandro Tresa e all’aiuto-regista Giorgia Randolfi, sempre pronta a commuoversi.

Grazie ad Antonio Scappatura per la grande maestria nella fotografia e alla scenografa Federica Luciani che ha curato la nostra casa ideale.

Grazie al nostro imprescindibile Roberto Lioli che ha curato il suono.

Grazie alla nostra stylist Claudia Scutti, all’assistente Elena Giordani, a Valentina Sguera al trucco e a Elisa Zamparelli al parrucco per essersi presi cura di noi con grande professionalità ed allegria straripante.

Grazie ad Azzurra Primavera e Alessandro Bacchiorri per le bellissime foto di scena.

Grazie a Mariagrazia Cavallo che cura i nostri canali social e a Gianluca Martone che ci ha seguiti sui social di Ballandi.

Grazie alla coordinatrice di post produzione Gioia Bernucci, alla coordinatrice di produzione Marta Di Modica, con Silvia Lamia, Luigi Nistricò e l’ispettore di produzione Federico Rossi.

Grazie agli operatori di ripresa Giulio Belviso, Alessandro Carucci, Luciano Indiveri, Lorenzo Lattanzi, Fabio Palma, Antonio Tresa, Francesco Trisi, Cesare Vernetti. Grazie alla squadra tecnica Alfonso Feliziani (capotecnico), Stefano del Vecchio e Matteo Andolina (fonici di sala), Mauro Buccitti e Mauro Piermattei (accordatori), Enrico Ceccarelli (mixer luci), Alice Della Ragione (segretaria di edizione), Fabrizio Della Pelle (macchinista), Vincenzo Fiorini (elettricista), Hector S.Serratos Aguilar (elettricista) e al gobbista Gabriele Natili per la grande pazienza, simpatia e professionalità. Grazie alla squadra di montaggio Claudio Giannuli, Alessandro Lacialamella, Alessandro Smarrelli, Vincenzo Tagliatela, Alfredo Angelo Orlandi, Maria Laura Zaccagni, Francesco Tosoni (mix audio), Arturo Murante e Edwin Guzzo (grafiche).

La fine è sempre un nuovo inizio, a presto!

Valentina & Stefano

Cronaca. Imprese. Ambiente: 𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰’𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲!

Comitato Stop Solvay

𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰’𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲!

🗣️L’assemblea pubblica del 7 Dicembre ore 21 avrà l’obiettivo di creare un momento di confronto, di spiegazione e approfondimento: ci avviciniamo sempre di più alla possibilità concreta di uno screening sulla popolazione, diventa fondamentale sapere cosa chiedere alle istituzioni coinvolte!

👉Il medico ambientalista Lelio Morricone ci accompagnerà in quelle che potrebbero essere le fasi dello studio epidemiologico e di come dovrebbe funzionare correttamente un protocollo per i medici di base in un luogo colpito da un disastro ambientale.

👉Michela Piccoli, portavoce delle Mamme no Pfas , un esempio vincente della lotta ambientale in Veneto, ci racconterà quanto è importante rivendicare il diritto alla salute per tutti, nessuno escluso.

👉In collegamento da Taranto, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti: un contributo estremamente prezioso da chi, ormai da anni, lotta per la vita, per il lavoro e per la sopravvivenza del proprio territorio senza mai arrendersi.

🔥Insieme a Viola Cereda e Claudio Lombardi, del Comitato Stop Solvay, la sera del 7 Dicembre costruiremo un altro pezzo della lotta che portiamo avanti ormai da due anni: non ci fermeremo finché non avremo la verità, finché non smetteremo di morire di lavoro e di inquinamento, finché la fabbrica non sarà chiusa e la Fraschetta bonificata.

Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata

Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate

Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Il dipinto sul violino

Frida la loka ( Lombardia) – fonte: Adnkronos

Madrid, 25 ott. – E’ tornato alla luce il violino che Frida Kahlo (1907-1954) regalò a Lev Trockij (1879-1940), esiliato nella sua casa di Coyoacán tra il 1937 e il 1939, dipinto a mano e dedicato dall’artista messicana al leader comunista rivoluzionario. Dato l’interesse per tutto ciò che ha a che fare con la Kahlo, icona culturale venerata , lo strumento musicale sarà offerto prossimamente all’asta con una stima intorno ai 50 milioni di euro.


“E così, come in una meravigliosa eresia, saranno le onnipotenti case d’aste Sotheby’s e Christie’s a dare un prezzo all’amore comunista di Frida e Trockij che si concluse con l’assassinio del politico russo per mano dello spagnolo Ramón Mercader”, scrive il quotidiano spagnolo “El Mundo” dando la notizia della scoperta del violino in Spagna. Nel novembre 2021 l’autoritratto “Diego e io” di Khalo è stato venduto a New York per 34 milioni di dollari, battendo ogni record per un artista latinoamericano. E presto il violino potrebbe polverizzare il precedente primato raggiunto dalla Kahlo.


Nessuno sa in quante mani sia passato il violino prima di arrivare all’attuale proprietario che, sospettando che si trattasse di un pezzo autentico, ha contattato Javier Gallego, di Gallego y Sánchez Rollón Asociados di Madrid, esperto di arte e perizie, per certificare che sia i disegni che la dedica erano opera di Frida Kahlo. Sullo strumento musicale si legge: “Un uomo senza patria è come un vecchio violino senza corde, spero che molto presto ritrovi la sua patria e la sua casa, il suo ideale e la sua lotta, e torni a essere il direttore d’orchestra della storia mondiale. Cordiali saluti, Frida Kahlo”. Sul retro, l’artista ha disegnato due farfalle e, all’interno di un sole nero, il simbolo della falce e martello.Romanticismo e politica si fondono nelle sue pennellate donchisciottesche e nel suo tratto ingenuo.
Gallego è stato incaricato di coordinare il team di esperti che ha analizzato l’autenticità del violino. 
Guillermo Pastor Vázquez, presidente dell’Associazione nazionale degli esperti di calligrafia, è stato incaricato di verificare la calligrafia e la firma. Una società spagnola ha confermato, attraverso lo studio dei pigmenti, il violino fu dipinto negli anni ’30 e che alcuni dei colori utilizzati erano in uso solo in America Centrale.

Per quasi due anni,  Trotsky fu ospite dei Rivera – Kahlo, nella famosa “casa azul”, anch’essi appartenenti al partito comunista. Fu in quella frangente di tempo, che Kahlo è Trotsky furono amanti, dicono una vendetta della Kahlo, dopo scoperta l’avventura amorosa di Rivera con la sorella minore di Frida.

Dal web

Il risultato, quindi, è stato conclusivo: Frida Kahlo dipinse il violino e quindi lo regalò anche al suo amante.
Ora che l’attribuzione alla Kahlo è stata confermata, il violino è un pezzo super ghiotto per le grandi case d’asta, dove probabilmente finirà.


León Trotsky

Breve biografia:

Lev Davidovich Bronstein,  nato a Yanovka, Ucrania, 1877.
Rivoluzionario russo. Nato in una famiglia ebrea da genitori propietari di terre che lavoravano come agricoltori. Studia Diritto alla università  di Odessa. Già da giovane, partecipò nella opposizione clandestina contro il regime autocrata dei Zar, organizando una Lega Operaia del sud della Rusia.
Muore assassinato a Coyoacán, México, 1940.

Tua

31 ottobre 2022

Dal blog personale

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Ripubblicato su

http://alessandria.today

Sale: Mercatino della Solidarietà Pietro Baldi

Amici di S. Maria e S. Siro

Sabato 26 novembre si svolgerà la terza edizione del Mercatino della Solidarietà che da quest’anno abbiamo voluto intitolare a Pietro Baldi, recentemente scomparso. Fondatore e storico Presidente della Aic, Pietro Baldi si è sempre impegnato nel sociale, nello studio e promozione del borgo di Sale.

Le associazioni che parteciperanno, oltre ovviamente al Comitato Amici di S. Maria e S. Siro, sono le seguenti: Aic, Aido, Animal’s Angels, Avis, Ass. Franca Cassola Pasquali, Ass. Pandora, Ass. Exago, Ass prom. soc. Ethos Ensemble Orchestra, Ass. Iris, Croce Rossa del BVS, Cong. Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù, Suore Sacramentine ipovedenti, Fiab Tortona sez. Malabrocca, FAI del. Tortona, Lions Water for Life, la Zampa sul Pioppo, Progetto Ambiente Tortona, Residenza Lisino Tortona, San Carlo Onlus Castelnuovo S., Tennis Sale per Ospedale Gaslini di Genova. Sarà pesente la Pro Loco di Sale con le caldarrosto, il Chicco e il Bar del Mercato offriranno la cioccolata calda ai bambini.

Vi aspettiamo numerosi per un pomeriggio di festa e solidarietà.

Piazza Santa Maria e Via Roma dalle 15.00 alle 19.00

San Gimignano è il paese delle torri. Le vedrete spuntare all’orizzonte, tra le antiche case in pietra del borgo toscano, di Why we love Italy

Why we love Italy

San Gimignano è il paese delle torri. Le vedrete spuntare all’orizzonte, tra le antiche case in pietra del borgo toscano.

Un tempo le torri erano settantadue. Oggi se ne contano quattordici. Non perdete tempo a fare i calcoli. Godetevi il panorama.

Considerate il simbolo dell’architettura medievale in Toscana, nel 1990 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Mentre le guardi, rifletti su quanto sia antica la storia di San Gimignano: dalle invasioni degli Ostrogoti di Totila, alla peste del 1348, alla sottomissione a Firenze. La mente ritorna al Medioevo, il “periodo buio” studiato a scuola che ha lasciato un segno indelebile nell’architettura dei palazzi.

Artisti famosi, come Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi, Piero del Pollaiolo, hanno vissuto e lavorato a San Gimignano e adornato le chiese con le loro opere, che possiamo ammirare ancora oggi. I monumenti ai caduti ricordano ai visitatori che le due guerre mondiali hanno interessato anche questa parte della Toscana, tra le colline della provincia di Siena.

Buonanotte a tutti voi, cari amici, da San Gimignano!! 🇮🇹❤😴👋

San Gimignano is the city of towers. You will see them appear on the horizon, among the ancient stone houses of the Tuscan village.

There were once seventy-two towers. Today there are fourteen of them. Don’t waste time calculating. Enjoy the view.

Considered the symbol of medieval architecture in Tuscany, in 1990 they were declared a World Heritage Site by Unesco. Looking at them, you reflect on how ancient the history of San Gimignano is: from the invasions of the Ostrogoths of Totila, to the plague of 1348, to its submission to Florence. The mind goes back to the Middle Ages, the “dark period” studied in school which left an indelible mark on the architecture of the buildings.

Famous artists, such as Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi, Piero del Pollaiolo, lived and worked in San Gimignano and adorned the churches with their works, which we can still admire today. The war memorials remind visitors that the two world wars also affected this part of Tuscany, in the hills of the province of Siena.

Goodnight to all of you, dear friends, from San Gimignano!! 🇮🇹❤😴👋

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Vernazza, in provincia di La Spezia, di Why we love Italy

Why we love Italy

Vernazza, in provincia di La Spezia, è uno di quei pittoreschi borghi che compongono le Cinque Terre. Sorge arroccato alle pendici di uno sperone roccioso, ed è rivolto romanticamente verso il mare. Vernazza è stata dichiarata nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alle altre quattro località che costituiscono il territorio delle Cinque Terre: Monterosso al Mare, Corniglia, Manarola e Rio Maggiore, tutte ben collegate tra di loro e che è possibile visitare nel giro di una settimana in modo molto semplice.

A Vernazza ce n’è da ammirare, dal porticciolo naturale, alle case-torre colorate, dai panorami visibili lungo i sentieri verticali, alle piazzette di paese che i cittadini chiamano “u cantu de musse”, ossia l’angolo delle chiacchiere. 🇮🇹❤👏👋

Vernazza, in the province of La Spezia, is one of those picturesque villages that make up the Cinque Terre. It stands perched on the slopes of a rocky outcrop, and is romantically facing the sea. Vernazza was declared a World Heritage Site by UNESCO in 1997, together with the other four towns that make up the Cinque Terre area: Monterosso al Mare, Corniglia, Manarola and Rio Maggiore, all well connected to each other and can be visited in a week very simple way.

In Vernazza there is much to admire, from the natural harbour, to the colorful tower-houses, from the panoramas visible along the vertical paths, to the small squares that the citizens call “u cantu de musse”, that is, the corner for chatting. 🇮🇹❤👏👋

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Gallerie degli Uffizi: Albrecht Dürer, Il Cavaliere, La Morte e il Diavolo, incisione, 1513, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi

Gallerie degli Uffizi 

La paura della morte tormenta l’essere umano da sempre, è una minaccia che accomuna tutti, i poveri e i ricchi, gli eroi e la gente comune, i dotti e gli ignoranti, i religiosi e gli atei. La Morte e il Diavolo sono sempre in agguato, come vediamo in questa incisione di Albrecht Dürer, ma il Cavaliere, ritto sul suo bellissimo destriero, avanza fiero e guarda davanti a sé, incurante dei mostruosi compagni di viaggio.

Il Cavaliere, teso dentro la sua armatura, ignora il richiamo dell’essere alle sue spalle, il Diavolo: sembra uno scherzo della natura perché ha il muso caprino, le corna ricurve da ariete sotto le orecchie e una serie di malformazioni che lo fanno assomigliare più a un incubo che a una creatura reale. Il Diavolo segue il Cavaliere a piedi portando un’alabarda.

Al suo fianco vediamo un altro essere mostruoso, ha l’aspetto di un teschio a cui sono rimasti gli occhi e due denti canini, ha una barba lunga e dai suoi capelli escono minacciosi serpenti che si avvolgono intorno alla corona. È la Morte, la regina del tempo, che porta in mano una clessidra, dove la sabbia è quasi tutta scesa, e sopra un orologio segna le cinque. Cavalca un ronzino smagrito col collo rivolto verso terra, le orecchie abbassate e annuncia il suo arrivo con un campanello appeso al collo. La Morte sembra deridere il Cavaliere, cercando di attrarre la sua attenzione con un grido, ma il Cavaliere la ignora e non si lascia scomporre dall’angoscia che i due esseri mostruosi cercano di insinuargli.

Il Cavaliere è impegnato in un lungo cammino, la sua meta è la fortificazione che si vede in lontananza, sorretto da un’indomabile fede religiosa, simboleggiata dal cane, senza la quale probabilmente sarebbe già caduto da cavallo.

Il Cavaliere di Dürer rappresenta l’integrità, la fiducia e la costanza che bisogna avere quando dobbiamo affrontare le difficoltà della vita: la Morte e il Diavolo sono sempre in agguato, ma l’unica possibilità di salvezza è ignorarli. Loro resteranno comunque al nostro fianco, ma dobbiamo reagire con la stessa freddezza del Cavaliere, come traspare dalla sua posa fiera, e continuare il viaggio con grande compostezza.

Albrecht Dürer, Il Cavaliere, La Morte e il Diavolo, incisione, 1513, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi

#albrechtdürer

Italia Unita per la Storia: 22 novembre 1220: Federico II diventa Imperatore del Sacro Romano Impero

Italia Unita per la Storia

22 novembre 1220: Federico II diventa Imperatore del Sacro Romano Impero

Federico apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen. Discendeva per parte di madre dai normanni di Altavilla (Hauteville in francese) conquistatori di Sicilia e fondatori del Regno di Sicilia.

Conosciuto con gli appellativi stupor mundi (stupore del mondo) Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l’attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari. Il carisma di Federico II è stato tale che all’indomani della sua morte, il figlio Manfredi, futuro re di Sicilia, in una lettera indirizzata al fratello Corrado IV citava tali parole: “Il sole del mondo si è addormentato, lui che brillava sui popoli, il sole dei giusti, l’asilo della pace”.

Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa moralizzatrice e di innovazione artistica e culturale. Federico fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, germanica, araba ed ebraica. Uomo straordinariamente colto ed energico, stabilì in Sicilia e nell’Italia meridionale una struttura politica molto somigliante a un moderno regno, governato centralmente e con un’amministrazione efficiente.

Federico II parlava sei lingue (latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo) e giocò un ruolo importante nel promuovere le lettere attraverso la poesia della Scuola siciliana. La sua corte reale siciliana a Palermo, dal 1220 circa sino alla sua morte, vide uno dei primi utilizzi letterari di una lingua romanza (dopo l’esperienza provenzale) il siciliano. La poesia che veniva prodotta dalla Scuola siciliana ha avuto una notevole influenza sulla letteratura e su quella che sarebbe diventata la moderna lingua italiana. La scuola e la sua poesia furono salutate con entusiasmo da Dante e dai suoi contemporanei, e anticiparono di almeno un secolo l’uso dell’idioma toscano come lingua letteraria d’Italia

Bettelmatt, di Me Piemont

Me Piemont

Bettelmatt

Il bettelmatt è un formaggio prodotto esclusivamente in alcuni alpeggi estivi siti nell’Ossola superiore .

In particolare, alpe Bettelmatt, Kastel, Vannino e Toggia che si trovano in alta Val Formazza, mentre alpe Forno, Sangiatto e Poiala in Valle Antigorio (e più precisamente in Valle di Devero), tutti oltre i 1800 m s.l.m.

Con il nome bettelmatt si identifica fin dal XIII secolo, un formaggio di eccellenza che veniva utilizzato come merce di scambio.

Il nome Bettelmatt deriva da battel che significa questua, quindi era senz’altro utilizzato per forme di beneficenza, l’unione a matt, che in tedesco significa pascolo, rende chiaro il significato del nome in: pascolo della questua.

Il suo nome deriva dall’omonima Alpe Bettelmatt anticamente dei signori de Rodis. Deve la sua fama alla ricchissima fioritura del pascolo.

L’attuale tecnica di preparazione risale al Quattrocento. Il latte intero, prima utilizzato solo per produrre formaggio semi-grasso e burro, da allora viene portato a temperatura direttamente all’alpeggio. Il formaggio prodotto viene pressato con grosse pietre, lasciato riposare un giorno, salato e conservato in piccole baite chiamate “Speicher”.

Nel 1710 si parla già di un formaggio Bettelmatto in documenti dell’Archivio Borromeo. Vasti pascoli di produzione sono stati distrutti, negli anni 30, dalla costruzione di diversi bacini idroelettrici.

(Fonte: Wikipedia)

Il bellissimo comune di Bellagio

Why we love Italy

Il bellissimo comune di Bellagio è un borgo lombardo che si affaccia sul lago di Como. Incantevole meta turistica e culturale, Bellagio è celebre per la sua posizione geografica davvero esclusiva: il borgo si trova sull’estremità settentrionale del Triangolo Lariano, proprio nel punto in cui si dipartono i due rami del lago di Como. Sormontato dalle Alpi, questo incantevole comune è uno dei luoghi più visitati del comasco.

Il centro storico di Bellagio, chiamato anche “il Borgo“, con i suoi numerosi negozietti situati lungo strette viuzze a gradoni, intervallate da infiniti passaggi e portici, è rinomato in tutto il mondo e attira ogni anno migliaia di turisti.

L’atmosfera che si respira tra le sue vie è quella di un borgo molto vivace ed elegante, dal passato sfarzoso ed internazionale, fatto di eventi culturali, artistici e mondani di alto profilo. Teatri dalla fitta programmazione, grandi e lussuosissimi alberghi, che già nell’800 facevano concorrenza per eleganza a quelli delle principali capitali europee e botteghe artigianali di altissima qualità hanno fatto la storia di questo paese. 🇮🇹❤👏👋

The beautiful town of Bellagio is a Lombard village overlooking Lake Como. An enchanting tourist and cultural destination, Bellagio is famous for its truly exclusive geographical position: the town is located at the northern end of the Lariano Triangle, right at the point where the two branches of Lake Como branch off. Surmounted by the Alps, this enchanting town is one of the most visited places in the Como area.

The historic center of Bellagio, also known as “il Borgo”, with its numerous shops arranged along narrow stepped alleys, interspersed with infinite passages and arcades, is renowned throughout the world and attracts thousands of tourists every year.

The atmosphere that reigns in its streets is that of a very lively and elegant village, with a sumptuous and international past, made up of high-profile cultural, artistic and social events. Theaters with a dense program, large and very luxurious hotels, which already in the 19th century competed in elegance with those of the main European capitals and high-level artisan shops have made the history of this country. 🇮🇹❤👏👋

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Cronaca: Le parole di Paola Cortellesi, che oggi festeggia il suo compleanno

Che tempo che fa 

«È impressionante vedere come nella nostra lingua alcuni termini che al maschile hanno il loro legittimo significato, se declinati al femminile assumono improvvisamente un altro senso, cambiano radicalmente, diventano un luogo comune, un luogo comune un po’ equivoco che poi a guardar bene è sempre lo stesso, ovvero un lieve ammiccamento verso la prostituzione.

Vi faccio degli esempi.

Un cortigiano: un uomo che vive a corte; Una cortigiana: una mignotta.

Un massaggiatore: un cinesiterapista; Una massaggiatrice: una mignotta.

Un uomo di strada: un uomo del popolo; Una donna di strada: una mignotta.

Un uomo disponibile: un uomo gentile e premuroso; Una donna disponibile: una mignotta.

Un uomo allegro: un buontempone; Una donna allegra: una mignotta.

Un gatto morto: un felino deceduto; una gatta morta, una mignotta.

Non voglio fare la donna che si lamenta e che recrimina, però anche nel lessico noi donne un po’ discriminate lo siamo.

Quel filino di discriminazione la avverto, magari sono io, ma lo avverto. Per fortuna sono soltanto parole. Se davvero le parole fossero la traduzione dei pensieri, un giorno potremmo sentire affermazioni che hanno dell’incredibile, frasi offensive e senza senso come queste. “Brava, sei una donna con le palle”, “Chissà che ha fatto quella per lavorare”, “Anche lei però, se va in giro vestita così”, “Dovresti essere contenta che ti guardano”, “Lascia stare sono cose da maschi”, “Te la sei cercata”.

Per fortuna sono soltanto parole ed è un sollievo sapere che tutto questo finora da noi non è mai accaduto.»

– Le parole di Paola Cortellesi, che oggi festeggia il suo compleanno.

Cronaca. Territorio: Terremoto in Irpinia 23 novembre 1980

Enrica Bocchio

Ho indagato qua e là per avere notizie accettabili sul terremoto in Irpinia, ma i siti che ho visitato evidenziano, chi più chi meno, le speculazioni che sono state fatte in questi 42 anni da quel tragico 23 novembre 1980 alle 19,34, quando 90 terribili secondi sconvolsero 8 province italiane: Avellino, Caserta, Benevento, Matera, Napoli, Foggia, Salerno, Potenza, rasero al suolo paesi e città, provocarono 2914 morti, 8848 feriti, 280.000 sfollati.

E’ spaventoso dover considerare che gli iniziali 8000 miliardi di lire stimati per la ricostruzione, nel 2000 erano diventati 60.000 miliardi; nel 2008 si parlava di 32.000 miliardi ma di euro, di euro! E nel 2010 i miliardi di euro erano arrivati a 66.000, con un fiorire di inchieste: Terremotopoli, Irpiniagate, Terremoto infinito… E la ricostruzione non è ancora terminata…

Grazie, Grazie, Grazie a tutti i tantissimi amici di Facebook per gli auguri che mi avete fatto in occasione del mio compleanno…

Alessandria: Cari amici di Facebook ho cercato di ringraziarvi singolarmente per gli auguri che mi avete fatto in occasione del mio recente compleanno, ma mi sono reso conto era impossibile in quanto siete stati tantissimi, non conosco personalmente la stragrande maggioranza di voi, ma per quanto mi riguarda è come se ci conoscessimo da tempo.

A dimostrazione che volendo si può benissimo essere amici anche solo virtualmente e chissà che con alcuni di voi in futuro non ci sia il modo di incontrarci, in attesa continueremo ad essere amici su Facebook e ora non mi resta che dirvi ancora GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, con la vostra dimostrazione di grande affetto mi avete reso immensamente felice…

Pier Carlo Lava

Cultura: Paesaggi di città” Mostra fotografica, di Fabio Decorato

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

Paesaggi di città” Mostra fotografica di Fabio Decorato al wine bar Fermento dal 30/11/2022 al 08/01/2023

Il wine bar Fermento, in via Pistoia 48 ad Alessandria conclude l’annata di eventi artistici, con una suggestiva mostra fotografica curata da Alberto Del Sarto.

Protagonisti di questa performance sono i paesaggi urbani di Fabio Decorato, fotografo con una lunga esperienza nella comunicazione d’impresa e istituzionale, con aziende, enti pubblici e organizzazioni internazionali.

La mostra comprenderà shots inediti e dei suggestivi test di stampa fine art delle precedenti esposizioni AL 2020 Il Nemico Invisibile e Carezze, tenutesi durante le restrizioni Covid. Per chi non conosce il lavoro di Decorato, sarà l’occasione per scoprire una città “bella come noi alessandrini forse, troppo spesso dimentichiamo sia”.

Paesaggi di città si aprirà con un vernissage mercoledì 30 novembre, per proseguire fino all’8 gennaio 2023 e sarà visitabile gratuitamente negli orari di apertura del locale.

Fermento con questa esibizione di fine anno si colloca in prima fila come promotrice di pregevole offerta artistica in città. Dopo Christo projet e Piero Gilardi, si propone come una delle poche vetrine indipendenti anche grazie alla collaborazione con Soave Arte Moderna e Contemporanea. 

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963)

Enrica Bocchio

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963). In un discorso tenuto nel 1961alla California Medical School di San Francisco, Huxley disse che

“ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

Enrica Bocchio

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

“Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. Viviamo tempi spudoratamente volgari. Ma ogni generazione ha le sue plebi.

Mia moglie ed io siamo insieme da trent’anni e il nostro rapporto è stato di gratitudine e ammirazione reciproca. Qualche volta litighiamo, ma io so che, grazie a lei, andrò verso la morte senza spavento. Mi scoccia un po’ il morire, ma non provo angoscia. Sostengo che questa signora che viene quando vuole e ti sorprende in realtà non c’è. La fine non esiste. Ci sono le persone che a un certo punto se ne vanno e con le quali non hai più rapporti: vengono sfilate, creano una ferita, ma poi la ferita si rimargina”.

Il post più letto del 18 novembre 2022 su Alessandria today è di Salvatore De Luca

Il post più letto del 18 novembre 2022 su Alessandria today è di Salvatore De Luca

Alla luce di quanto emerge dalla classifica giornaliera dei primi 10 post più visti del 18 novembre 2022 su Alessandria today, il post più letto fra tutti gli autori, escludendo il sottoscritto è il seguente: 

La “noble art” e i menestrelli infedeli, di Salvatore De Luca

Salvatore De Luca (RORI) è un nuovissimo autore della redazione e questo è il suo primo post pubblicato, a Salvatore i miei complimenti per questo risultato…

Chi sarà domani 19 novembre 2022 il 1° classificato… seguiteci su Alessandria today e scopritelo, ricordo che questa classifica dipende esclusivamente da voi lettori…

Pier Carlo Lava

Social Media Manager

Il circolo di lettura della Voce della Luna propone un incontro sulla letteratura gotica

Alessandria, 9/11/2022 L’Associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna organizza per sabato 12 novembre, alle ore 17, presso la Sala Biblioteca della Soms del Cristo (C.so Acqui 158, Alessandria), un nuovo appuntamento con il Circolo di lettura, tra suggestioni letterarie e cinematografiche. Tema dell’incontro la letteratura gotica. La partecipazione è gratuita, con tesseramento alla Voce della Luna (costo della tessera euro 10, validità annuale, offre sconti sulle attività associative e presso la libreria Ubik di C.so Roma 88, Alessandria). Per info e adesioni: lavoce@dellaluna@virgilio.it; FB: VoceLuna

AUTUNNO BIRICHINO COME PREVENIRLO, di Alessia Sartorati

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Con gli sbalzi di temperatura e l’arrivo dei primi freddi, i virus responsabili dei malanni di stagione sono pronti a colpire. Naso che sgocciola, raffreddori, mal di testa, mal di gola e stanchezza.

Ciao a tutti, ecco di seguito i consigli per viversi bene l’autunno, stagione dai colori caldi, paradossalmente, bella da viversi anche quando piove. Ben ritrovati sul blog, dopo un lungo periodo di stop, rieccoci qui!

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Proprio perché i virus e gli agenti portatori di malattie e infezioni possono attaccare tutti, sia gli adulti, sia i bambini, è importante giocare d’anticipo e prepararsi ad affrontare le stagioni più fredde, tramite alcune strategie preventive rivolte a rafforzare il sistema immunitario.

I consigli:

1-Ricaricatevi di vitamine. Il benessere dell’organismo, si sa, inizia a tavola.

Per prima cosa bisognerà arricchire la propria dieta con almeno 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura di stagione, ricche in antiossidanti, essenziali per aumentare le difese dell’organismo.

Inserite la Vitamina C che ha un ottimo potere antinfiammatorio, in grado di proteggere dalle infezioni provocate da virus e batteri. 

Le erbe ideali per dare nuovamente benessere all’intestino in estate sono: Camu Camu, Rosa canina e Acerola.

2-Proteggete l’intestino. Proprio in questo periodo, a causa dello stress psico-fisico indotto dal cambio di stagione, oppure per colpa di diete poco sane, con eccessi di zuccheri, carboidrati raffinati e alcool, si possono creare squilibri, anche profondi, all’interno della flora intestinale, dove risiede oltre il 70% del sistema immunitario dell’essere umano.

Le erbe ideali per dare nuovamente benessere all’intestino in estate sono: Cascara, Frangula, Senna, Malva, Finocchio, Rabarbaro, Menta, Tarassaco, Cannella e Melissa.

Questo tipo di supplementi, infatti, non solo contribuisce a contrastare gli elementi patogeni, ma stimola la formazione di anticorpi

3. Riposate! È dimostrato che dormire a sufficienza, almeno 7-8 ore per notte, permette di recuperare le energie, rinforzare l’intero organismo e conseguentemente diminuire la possibilità di ammalarsi.

4. Non alzate troppo il riscaldamento. Seppur in certe giornate molto fredde, la tentazione sia tanta, meglio non esagerare riscaldando troppo la casa o il luogo di lavoro.Gli ambienti eccessivamente caldi tendono a disidratare le vie respiratorie, favorendo l’attacco di germi e batteri. La temperatura ideale deve essere tra i 21 e i 23 gradi.

5. MIELE! Un cucchiaino di miele ogni giorno a colazione, aiuta a dare il giusto sprint e una bella protezione, grazie alle sue straordinarie capacità antibatteriche.

Altrettanto validi, alcuni rimedi naturali come l’echinacea, la pappa reale e il ginseng, da utilizzare sia a scopo preventivo sia sintomatico.

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Controluce: Per salvare il pianeta si danneggiano le opere d’arte: “Il fine giustifica i mezzi” dicono  i membri di “Ultima generazione”, Gabriella Paci

Artisti di fama mondiale come Monet, Van Gogh, Constable, Boccioni, Vermeer, Goya che hanno realizzato  opere oggi custodite dai più importanti musei o esposti in mostre temporanee sono oggetto di attacchi da parte di giovani e giovanissimi militanti di gruppi sono quali il Just Stop Oil, Extinction Rebellion e la sua “divisione” italiana “Ultima generazione”

Tutti questi gruppi mirano a creare un collegamento trasversale europeo per la difesa dell’ambiente e dell’ecologia.

Dopo i tanti appelli di Greta Thumberg e i vari congressi mondiali senza reali cambiamenti da parte dei vari paesi industrializzati questi giovani hanno optato per una forma di protesta alquanto bizzarra per contestare l’immobilismo dei governi.

Si parla da anni di un deterioramento del pianeta definito “irreversibile”e ci siamo dati delle scadenze temporali per ridurre le emissioni di gas e sostanze inquinanti ma dopo il 25 cop sul clima, poco o quasi nulla è cambiato. Non è facile cambiare sistemi produttivi e rinunciare a stili di vita oramai consolidati ma i cambiamenti climatici ci stanno dando davvero un ultimatum.

 Le azioni dimostrative

La protesta ambientalista  è iniziata il 29 maggio  scorso a Parigidove alcuni giovani attivisti, al grido di “Salviamo il Pianeta”, hanno lanciato una torta sulla Gioconda di Leonardo da Vinci esposta nel museo del Louvre. Per fortuna il dipinto era protetto e non si è danneggiato. Di solito, infatti, o almeno nella maggior parte dei casi, questi capolavori sono protetti da vetri blindati, che preservano le opere da qualsiasi forma di danneggiamento. Le cornici anch’esse a volte pezzi d’arte di pregio, non  sono però protette.

A luglio, una serie di musei inglesi entra nel mirino di Just Stop Oil, gruppo ambientalista che protesta contro l’uso dei combustibili fossili.A Londra nella  National Gallery  si è verificato l’episodio più grave: il quadro al quale i giovani attivisti si sono incollati,The Hay Wain di Jhon Constable ha  riportato alcuni lievi danni, come ha comunicato la direzione del museo.

Il 22 luglio il movimento di protesta è avvenuta in Italia, che è il paese al mondo con il più grande patrimonio artistico e storico-culturale: agli Uffizi di Firenze  nella sala Botticelli viene esposto uno striscione con scritto “Ultima Generazione, No Gas No Carbone”. I giovani si sono poi incollati al vetro che protegge il dipinto di Botticelli “La primavera”. Nessun danno per il celebre dipinto, proprio per la presenza di un vetro speciale.

Sempre in Toscana, pochi giorni prima tre ragazzi si erano incatenati con un lucchetto a una balaustra durante l’intervallo dell’opera Madama Butterfly, al Teatro Puccini di Torre del Lago (Lucca).

 Gli attivisti di “Ultima generazione” nel luglio scorso  si erano recati  a Milano al museo del 900 e si erano incollati alla struttura che sostiene la scultura di Umberto Boccioni Forme uniche della continuità. Il 18 agosto, ai Musei Vaticani di Roma, due ragazzi – ancora una volta di Ultima generazione – si erano invece legati  alla base della statua del Lacoonte, esponendo uno striscione contro l’uso di gas e carbone. Passati  tre giorni tre attivisti a Padova nella Cappella degli Scrovegni avevano srotolato uno striscione con slogan anti-Co2, mentre altri due si erano agganciati con catene in acciaio al corrimano che delimita l’area di visita, nella sala del ciclo giottesco più importante, quello dedicato alla vita di Gesù e di Maria.

Oggi gli attivisti hanno bloccato il Grande raccordo anulare di Roma mettendosi seduti sull’asfalto:15 identificati e denunciati.

I problemi del clima

Va detto che gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi fra quelli registrati finora, alimentati da concentrazioni sempre crescenti di gas serra e dal calore accumulato nel mare. La temperatura media del 2022 è aumentata di gradi 1,15 sopra i livelli pre-industriali (1850/1900) come ha rilevato il rapporto “Stato del clima globale nel 2022 dell’Organizzazione meteorologica mondiale diffuso oggi in occasione dell’apertura della Conferenza Onu sul clima Cop27 a Sharm el-Sheikh, in Egitto,defezionato da Greta Thumberg, delusa dalle mancate promesse ricevute a suo tempo.  

L’aumento delle temperature è dovuto all’aumento delle concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera (anidride carbonica, metano, diossido di azoto). Questi gas hanno raggiunto livelli record nel 2021, e hanno continuato a salire nel 2022. Il caldo ha fatto sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, e ciò provoca l’innalzamento del livello dei mari, che minaccia isole e territori costieri. 

Il calore causa desertificazione ed eventi meteorologici estremi: migliaia di persone rimangono uccise, milioni sono private dei mezzi di sostentamento, condannate a fame, miseria e migrazioni. Caldo e disastri fanno poi proliferare una serie di malattie. 

Si sciolgono anche i ghiacciai e nel 2022 c’è stato il record delle perdite al 6%del volume con il rischio di perdite di ecosistemi e innalzamento del livello dei mari.

Considerazioni

Qual è la posizione da prendere? Indubbiamente la situazione del clima è drammatica e non è più rinviabile un cambio di comportamento perché le conseguenze sono già da ora preoccupanti come evidenziano le variazioni climatiche e la perdita di specie animali e vegetali e la protesta di gruppi di ambientalisti serve a   sensibilizzare l’opinione pubblica e i vari governi su un problema mondiale

Ci dobbiamo tuttavia chiedere se danneggiare capolavori artistici,patrimonio culturale di tutto il mondo può giovare al pianeta e se la distruzione di una qualunque opera che esalta la creatività e l’intelligenza umana può essere considerata un valido e apprezzabile metodo di contestazione.Il fine giustifica i mezzi “ diceva a suo tempo Machiavelli ma…è proprio così?

Essere incivili non apporta certo un beneficio al pianeta e non aiuterà a risolvere i problemi connessi all’inquinamento  

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