Donatella Pezzino, Storica, scrittrice freelance e ghost writer è una nuova autrice di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Sono particolarmente lieto di annunciare ai nostri lettori che Donatella Pezzino, Storica, scrittrice freelance e ghost writer è una nuova autrice della redazione di Alessandria today, presto avremo il piacere di leggere i suoi nuovi post.

Donatella Pezzino è nata e vive a Catania. Nel 2002 si è laureata in Filosofia, indirizzo storico, con una tesi sui monasteri femminili della sua città.

Storica, scrittrice freelance e ghost writer, si occupa da anni di cultura siciliana, con particolare attenzione alla storia femminile, alla letteratura, all’archeologia, alla teologia, alla storia religiosa e all’arte sacra.

Su queste tematiche ha divulgato diversi studi, collaborando con riviste storiche e letterarie e tenendo conferenze; molte delle sue ricerche sono presenti sulla piattaforma Academia.edu. 

Nel 2004 ha pubblicato il saggio “Le murate vive. I monasteri femminili di Catania dopo il terremoto del 1693”, incentrato sulla condizione delle religiose catanesi nel periodo della ricostruzione settecentesca. Nel 2011 la Compagnia Sicilia del Teatro Nazionale le ha assegnato il “Premio Cutrufelli alla Cultura”. 

Grande appassionata del periodo romantico, si dedica inoltre alla riscoperta della poesia e della narrativa ottocentesca, soprattutto femminile.

Altri suoi interessi sono i gatti, la fotografia e il cinema.

Autrice di testi poetici e recensioni, dal 2013 è membro del collettivo di scrittura “Bibbia d’Asfalto”.

Blog: https://donatellapezzinosicily.wordpress.com/

Su Bibbia d’Asfalto: https://poesiaurbana.altervista.org/category/autore-donatela-pezzino/

OH LE TUE MANI, di ELSE LASKER-SCHULER, (trad. Nicola Gardini) Recensione di Elvio Bombonato

OH LE TUE MANI, di ELSE LASKER-SCHULER, (trad. Nicola Gardini) Recensione di Elvio Bombonato

OH LE TUE MANI

Sono i miei bambini.

Tutti i miei giochi

stanno nel loro cavo.

Sempre gioco ai soldatini

con le tue dita, piccoli cavalieri,

finché non cadono giù.

Come le amo

le tue mani di ragazzo, tutte e due.

ELSE LASKER-SCHULER,  (trad. Nicola Gardini)

All’inizio potrebbe sembrare che le mani siano quelle della poetessa, invece sono quelle del suo innamorato.  Il titolo però è un indicatore semantico, che evita il possibile fraintendimento.

Else Lasker-Schuler (Elberfeld 1869 – Gerusalemme 1945) è una poetessa tedesca di origini ebraiche, nota e apprezzata in patria, tra gli altri da Karl Kraus e da Gottfried Benn, con il quale visse un’importante storia d’amore. Nel 1933 fuggì a Zurigo, dove le fu impedito di pubblicare (!).  Scrisse: “ Vogliamo conciliarci la notte,/ se ci abbracciamo, non moriamo.// Cadrà una grande stella nel mio grembo”.  Nel 1939 si rifugiò a Gerusalemme, dove morì a 76 anni.

TERNO SECCO CON BAR MORTO, di Morena Fellegara

Esiste un’irresistibile attrazione fra il gioco e la letteratura, forse perché entrambi si muovono fra finzione e simulazione, ruoli e maschere, frequentano libertà e creatività, sono equilibrio di rappresentazione e interpretazione. Il lettore, come il giocatore, si muove in una sospensione del tempo e dello spazio, affrancato dalla vita reale, partecipe di una narrazione fantastica che richiede tuttavia un grado uguale – o talvolta maggiore – di immedesimazione. Originalità, inventiva, illusione, obbligazione di convenzioni a volte assurde, a volte ricche del fascino dei simbolismi più raffinati. E precisione algebrica: traiettorie imprevedibili ma sempre esatte disegnate dalle bilie sul biliardo del Bar Marco e dalla scrittura rapida, netta, dal periodare essenziale di Morena Fellegara. Ma l’azzardo aggiunge le vertigini dell’eccesso e le profondità dell’abisso, il piacere che distilla adrenalina, l’ossessione e la perversione. Nell’universo ludico di Cecco Angiolieri, accanto alla luminosa stella della sfida dei dadi risplendono gli astri delle donne e del vino: “Tre cose solamente m’ènno in grado, le quali posso non ben ben fornire, cioè la donna, la taverna e ’l dado: queste mi fanno ’l cuor lieto sentire”. La medesima febbre che tormenta gli amanti, la stessa ebbrezza che trabocca dai calici. Così sarà per il pirandelliano Mattia Pascal che, in un crescendo rossiniano, ai vortici della roulette del Casinò di Montecarlo affida i numeri e la sua stessa biografia, così per Francesco che sulla ruota di Genova punta il suo destino. Ingaggia una rischiosa partita con la sorte sua e degli altri: il denaro richiama sempre biscazzieri truffaldini, bari avventurieri, squallidi usurai e, come nella roulette russa, qualcuno si perde per sempre. Il finale della partita giunge inesorabile e allora tutti, anche i giocatori più incalliti, dovranno scoprire le carte. Perché nell’Olimpo degli Dei la Fortuna è bendata, fra i demoni degli uomini non sempre accade.

Morena Fellegara, infermiera di professione e scrittrice per passione, è nata a Sanremo il 01/05/1975. Ha esordito nel 2019 per la Fratelli Frilli Editori con il romanzo noir Un Pastis al Bar Marco ambientato negli anni Ottanta nel bar dei suoi genitori che ha avuto un successo inaspettato. Il suo secondo romanzo Il gioco degli specchi (Fratelli Frilli Editori), è stato premiato al concorso Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria con una Segnalazione della Giuria. Ha partecipato all’antologia I luoghi del noir con il racconto Aiga ae corde, ambientato nella storica piazza Bresca di Sanremo, dove l’enigma del giallo si intreccia con la storia, e all’antologia Odio e Amore in noir con il racconto Una benda sugli occhi interpretando l’odio come assenza d’amore (entrambe di Fratelli Frilli Editori). Una penna che descrive con immediatezza e leggerezza le dinamiche che animano e inquietano il quotidiano di vite semplici, entrando con garbo e acume negli abissi che, a volte, si spalancano dietro le maschere degli stereotipi sociali.

Per Rinnovato Amore.. di Rita Frasca Odorizzi

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Per Rinnovato Amore.. di Rita Frasca Odorizzi

Per Rinnovato Amore..

Come

se il tempo mi mancasse,

scorresse 

come acqua fra le dita,

perdo tutto,

anche il frattempo,

nell’essere persona,

amata,

diversa fra eguali,

con suole di vento 

e di piombo,

scoprendo i pericoli

man mano 

che scorrono gli anni,

sul volto tumefatto 

dalla storia,

come sassi di memoria

che non sanno  

come porsi a lapide.

Ma dove si nasconde il caso,

l’imprevisto,

consumato come nemico,

ma grande amico dell’immaginazione

che mi fa credere

di volare senza ali

in una stanza senza le pareti, 

in una casa di soffice armonia

e di dolce e pigra follia,

ma nido 

di tutte le aquile,

di tutte le rondini

che tornano al nido

di tutte le intenzioni 

che battono in cuore,

io ti ritrovo:

Rinnovato Amore..

Ritafrascaodorizzi…

I GIARDINI DI NORD OVEST, di Daniela Patrian

I GIARDINI DI NORD OVEST, di Daniela Patrian

I GIARDINI DI NORD OVEST

Impossibilium nulla obligatio est

mormora l’antichità.

nessuno è obbligato a fare l’impossibile,

echeggiano le voci odierne;

quando il desiderio del, rimanere nascosti,

supera la smania di lasciare il segno,

in inverno,

nei giardini di nord ovest

e nei cuori di rame,

fioriscono le rose gialle.

Daniela Patrian 

BUONGIORNO

C’ È QUALCOSA… di Vincenzo Pollinzi

C’ È QUALCOSA… di Vincenzo Pollinzi

C’ È QUALCOSA… 

C’ è un velo trasparente 

tra me e il cielo 

quando l’ orizzonte 

vibra da lontano

nel meriggio infuocato. 

C’ è qualcosa di magico

nel sole che affonda 

i suoi raggi nel mare, 

il luccichio frenetico

delle acque e il vento

che accorpa note

coi colori tra le onde. 

In fondo l’ Anima

è come un bambino. 

Ti cammina accanto

mano nella mano, 

poi senza dire niente

ti sorride e si ferma

e gioca a nascondino

con le prime stelle che 

prima o poi verranno.

VINCENZO POLLINZI – Agosto 2022

Foto dal Web

UN TUFFO NEI COLORI, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

UN TUFFO NEI COLORI, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

UN TUFFO NEI COLORI    

Mi tuffo 

negli oscillanti verdi

nell’onda

cangiante

che muove

e anima le tele.

Livorno appare

con le sue Fortezze

dietro le barche

e giovani nel sole

in turbinii 

d’azzurre piroette.

Perso nel gioco 

vivace dei colori

sopra quel mare

di luce e vele tese

sembra persino

di toccare il vento.

Dario Menicucci 

Il quadro è di Mario Gavazzi

IN MONFERRATO E’ TEMPO DI RACCOGLIERE LE MORE SELVATICHE DI ROVO, di Silvia Gario

IN MONFERRATO E’ TEMPO DI RACCOGLIERE LE MORE SELVATICHE DI ROVO di Silvia Gario

Date: 4 agosto 2022Author: Silvia Gario

Ad Agosto e Settembre maturano le more, i neri e dolcissimi frutti del rubus fruticosus, il comune rovo che cresce spontaneo sulle nostre colline, nei luoghi selvatici ed abbandonati, ai lati dei sentieri di campagna in un inestricabile groviglio di rami, abbarbicandosi alle altre piante.

Immagine di Silvia Gario

Mi sovvengono le estati passate in cascina a raccogliere more, una consuetudine attesa e scandita nei gesti quasi come un rito: si partiva in bicicletta, con ceste e cestini sistemati un po’ ovunque, destinazione un sentiero nascosto ai margini di un boschetto selvatico, un edificio diroccato, un terreno abbandonato.

Era una gioia raccogliere i piccoli e succosi frutti per poi portarli, esultante del ricco bottino, alla nonna che provvedeva a trasformarli in marmellate e succhi.

Questi deliziosi frutti sono conosciuti da secoli come alleati preziosi della salute: hanno grandi qualità antiossidanti, perché contengono moltissime antocianine e flavonoidi ed inoltre sono diuretiche, dissetanti e depurative, sono ricchissime di vitamina C e vitamina A, contengono acido folico ed aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza, ma utilissime anche ai bambini ed agli anziani.

Un tempo della pianta si utilizzavano anche radici e foglie, per le loro qualità antiemorragiche, antibatteriche ed antivirali, ancora adesso molto usate in erboristeria.

Foto di ♡♡ Julita ♡♡ da Pixabay

La pianta della mora, il rovo selvatico, è inoltre una risorsa per le api in tempo di fioritura, ed una fonte di cibo per gli animali selvatici durante la fruttificazione.

Anticamente i rovi di spine venivano usati per delimitare i confini delle proprietà, creando delle barriere naturali invalicabili.

Poiché le more sono difficili da trovare in commercio perché facilmente deperibili e piuttosto costose, dato che la raccolta viene fatta a mano, il mio suggerimento è di programmare una bella gita (muniti di cestino) in Monferrato, per venire a raccoglierle direttamente e gustarle ancora fresche o portarle a casa ed utilizzarle per una confettura o per degli ottimi centrifugati: unendo al piacere di un trekking sulle splendide colline Monferrine, immergendovi nella natura, il sapore del frugare fra i cespugli alla scoperta, lungo il cammino, di gustose prelibatezze, prezioso regalo, buone da consumare sul posto con sapienza così come natura le ha fatte o da conservare in barattolo.

Mi raccomando: raccoglietele quando sono nere e morbide, quando sprigionano il massimo del loro sapore.

Silvia Gario

Luce di un faro sulla terra fredda, di Davide Scuotto

Luce di un faro sulla terra fredda, di Davide Scuotto

Luce di un faro sulla terra fredda

la marea cessa

ma il mio respiro no.

Volano particolari gocce d’acqua

che cadono intorno nello stesso modo 

che cadevano i petali dei fiori bianchi

sulle lapidi di chi hai sempre voluto bene…

Alzo il mio sguardo

ma il Cielo appare un mare spento e senza più vita.

Uccelli morenti 

planano silenziosi oltre il mio cuore

nel sottobosco che gela

li dove a qualcuno gli dovrò chiedere l’ora

per poi tornarmene nel mio inconscio 

e ricominciare a scrivere…

La poesia diventa più dolce 

dove è più dolce la morte di chi hai amato

dove evadono i giorni trascinati

dalle dolci carezze degli Spiriti…

E inizia la vita.

Davide Scuotto

Nelle regioni bagnate dal fiume del Cielo, di Davide Scuotto

Nelle regioni bagnate dal fiume del Cielo, di Davide Scuotto

La cultura è cibo per l’anima, di Pier Carlo Lava

Nelle regioni bagnate dal fiume del Cielo

i piedi delle donne restano sempre scalzi

e fanno attenzione anche alle cose minute.

Lasciano poche parole a chi non ha parole.

Accendono il fuoco negli altri con il proprio fuoco

aprono il cuore degli altri con il proprio cuore;

e la vita disseta i giorni che tacciono nell’immenso…

Attraversano il caldo del mattino nel silenzio di sorrisi nuovi

occhi neri che parlano di cose vere

vento che si fa fresco per fischiare note leggere

e nel sicuro dei campi ad attenderle…

Non vi sono che uccelli.

Davide Scuotto

Cala il sole dietro al mare, di Alma Bigonzoni

Cala il sole dietro al mare, di Alma Bigonzoni

Cala il sole dietro al mare, 

le onde fanno emergere i 

ricordi che stavano tranquilli 

a riposare,

respiro questa brezza

lasciando al mare trasportare

un amore che mi ha 

lasciato in balìa del vento.

Intanto continua a calare il sole

stanco d’illuminare

i miei pensieri che

lasciano sogni sparsi di noi 

arenati sulla riva di un 

ricordo lento a morire

___@Ab___

L’Italia è un Paese in rovina, di Pier Carlo Lava

L’Italia non è un Paese Giusto

di Pier Carlo Lava

In Italia lo stipendio dei lavoratori è fra i più bassi in Europa, le pensioni di molti sono da fame, nel contempo negli ultimi 30 anni nonostante le crisi i ricchi sono diventati sempre più ricchi mentre la massa è diventata sempre più povera, per non parlare dell’evasione fiscale record, della corruzione, della criminalità organizzata, ecc. 

Il mondo delle imprese e per quanto gli concerne anche lo Stato sono miopi e arroganti in quanto se venisse concesso uno stipendio adeguato ai lavoratori questi si troverebbero con più soldi in tasca che ovviamente aumenterebbero i consumi a vantaggio di imprese, commercianti, ristoranti, bar, alberghi, ecc. ecc. ecc.

Ma purtroppo l’Italia in particolare in questi ultimi 20/30 anni “Non è più un Paese giusto”

La classe politica nostrana è sempre peggio rispetto al passato, ora quasi tutti pensano più alla propria poltrona che al bene del Paese e degli italiani, in particolare nei riguardi dei ceti più deboli. 

I politici fanno promesse elettorali pur sapendo che saranno irrealizzabili e quindi non le mantengono quasi mai e nonostante questo grazie alla memoria corta degli elettori vengono rieletti.

Occorre ricordare che in occasione delle elezioni le decisioni vengono prese nelle segrete stanze dei partiti che ovviamente non danno spazio ai giovani… forse l’unico movimento politico che in questi ultimi 10 anni lo ha dato anche se poi hanno commesso qualche errore per inesperienza, ma va sottolineato senza episodi di corruzione… e con l’obbligo di soli due mandati… è stato il M5S. 

La vergogna delle multinazionali e l’impotenza dell’Europa.

Le multinazionali per evitare di pagare le tasse ricorrono alla manipolazione dei prezzi: se un’entità nella filiera gonfia i suoi prezzi, aumenta i costi per la fase successiva della produzione, riducendo il profitto e dunque la tassazione nella giurisdizione dello stabilimento successivo.

Come fanno le multinazionali ad eludere le tasse e a scampare alla morsa del fisco? Un report del Peterson Institute for International Economics ha illustrato con chiarezza il meccanismo utilizzato tramite cui queste grandi imprese riescono a non rispettare i propri obblighi fiscali. O meglio a rispettarli solo in parte. Le modalità sono essenzialmente due: la manipolazione dei prezzi e la vendita dei beni immateriali. La nuova proposta, nata in seno all’OECD, dovrebbe perlomeno limitare questo “mal costume”, ma nuovi espedienti potrebbero essere utilizzati dalle multinazionali per fuggire, ancora una volta, al fisco.

Foto: italiachiamaitalia

La colomba pugnalata, di Pietro Citati

La colomba pugnalata, di Pietro Citati

Il Caffè Letterario

@SalaLettura

Citati è un incisore che s’incanta del lavoro del suo bulino, un gioielliere che incastona pietre preziose, un intarsiatore che conosce tutte le sfumature dei legni …, un mosaicista che trae da un testo…tessere luminose per combinarle in un modo sintetico, un miniaturista che inserisce colori sulla foglia d’oro della pagina. Ne risulta un’opera dedalea,rabescata,che richiama le miniature Moghul, i mosaici minuti, miracoli dei mosaicisti romani del primo ‘800:son colori assortiti a colori, pietruzze sapientemente selezionate” —Mario Praz #TuttoCitati

MONFERRATO CLASSICA TERZO APPUNTAMENTO QUARTETTO DI CREMONA

MONFERRATO CLASSICA TERZO APPUNTAMENTO QUARTETTO DI CREMONA

4 agosto Acqui, 5 agosto Nizza, 6 agosto Casale, 7 agosto Alessandria

Alessandria, 30 luglio 2022

Al giro di boa il festival diffuso Monferrato Classica firmato dal Maestro Alex Leon e sostenuto dall’Associazione H.E.R, che vede questa volta, salire sul palco il Quartetto di Cremona con le note di Puccini, Crisantemi Elegia per Quartetto d’Archi; Giuseppe Verdi Quartetto in mi minore e Franz Schubert Quartetto in re minore -La morte e la fanciulla.

Le note dei grandi compositori, eseguite dal Quartetto di Cremona, risuoneranno per il Monferrato a partire da giovedì 4 agosto dalla Piazza Duomo di Acqui Terme, per toccare poi venerdì 5 agosto al Foro Boario di Nizza Monferrato, sabato 6 agosto a Casale e concludere domenica 7 agosto ad Alessandria.

“Prosegue con entusiasmo la rassegna Monferrato Classica che ha portato la musica classica più bella di sempre, eseguita dai maestri, tra i migliori sul piano nazionale e internazionale, nel nostro territorio. Monferrato Classica è una finestra aperta sulle nostre colline, è un calice del nostro vino, è l’aria che si respira tra i filari. È la nostra storia che viene raccontata ai tanti spettatori che anche da fuori regione arrivano per ascoltare le note interpretate dai concertisti.” Racconta Leon Monferrato Classica è soprattutto un messaggio culturale di sostenibilità, che trova nel pentagramma il suo vettore di diffusione.”

Monferrato Classica, si inserisce all’interno del progetto culturale Revolution Culture, ideato sempre dal Maestro Leon e sostenuto anche questo dall’associazione H.E.R, che tra giugno e luglio, ha animato le piazze della città di Acqui Terme con dibattiti, confronti, tavole rotonde e tanta musica diffondendo il concetto di sostenibilità non solo economica ma anche sociale come spiega Graziella Boi, project manager di H.E.R: ”Con la presenza del Quartetto di Cremona al Monferrato Classica sicuramente possiamo sottolineare ancora una volta la vocazione internazionale non solo del festival ma dell’italianità. Made in Italy è un’espressione commerciale nota al mondo almeno quanto i marchi Coca Cola o VISA. Made in Italy rappresenta un brand legato alla storia, alle radici culturali, alla cucina, ai beni architettonici, ai paesaggi, made in Italy è uno tra i brand più importanti al mondo. Monferrato Classica vuole essere un’esperienza per chi lo ama e vuole approfondire un pezzo di questo made in Italy. L’obiettivo del festival è quello di confermare l’Italia, in particolare il Monferrato, come primo posto tra turismo e cultura, ma sicuramente aiutare a riposizionare tra i primi posti l’attrattiva in termini economici. L’Italia è un posto per ricchi, i dati sul Monferrato confermano l’interesse di investitori stranieri e questo dovrebbe restituire un risultato complessivo di attrattività e di prestigio. Ci auguriamo che con questa nostra iniziativa di marketing territoriale e con Revolution Culture sia possibile nei tre anni a venire raggiungere questi obiettivi. Vi aspettiamo alle prossime date del festival”.

Calendario Quartetto di Cremona

Acqui Terme, 4 agosto, ore 21.00, Hotel La Meridiana

Nizza Monferrato, 5 agosto, ore 21.00, Foro Boario

Casale Monferrato, 6 agosto, ore 21.00, Palazzo Langosco

Alessandria, 7 agosto, ore 21.00, Palazzo Cuttica

Il costo del biglietto è di euro 20 comprensivo di una degustazione vino e prodotti monferrini.

Per informazioni e biglietti contattare il numero: 339 408 3494 o consultare il sito https://monferratoclassica.it/

Per interviste e approfondimenti artisti

Laura Gobbi

Mobile 3383937605

Quartetto di Cremona

Sin dalla sua formazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come uno degli ensemble cameristici più interessanti sulla scena internazionale. Invitato regolarmente a esibirsi nei principali festival e società di concerti in Europa, America e Asia, raccoglie unanimi consensi di pubblico e critica per il suo alto livello artistico. Tra i successi più recenti, i concerti di Milano, Madrid, Roma, Napoli, Cuenca, Zurigo e i debutti al Rudolfinum di Praga, alla Bruckner Haus di Linz, alla Chamber Music Society del Lincoln Center di New York. La prossima stagione include concerti in Scandinavia, Austria, Germania, Spagna, tour in India e in Nord America, e numerosi concerti nelle principali società di concerti italiane. Nell’ottobre 2023 è previsto il debutto alla Carnegie Hall di New York e nel 2024 a Dvorak Festival di Praga.

Cartellone Monferrato Classica

Stagione 2022

Seconda edizione

Massimo Quarta & MCO

1° settembre Acqui Terme

2 settembre Nizza Monferrato

3 settembre Alessandria

4 settembre Casale Monferrato

BIOGRAFIE

L E O N – Direzione Artistica

Nome d’arte di Alex Florin Leonte è un giovane violinista di formazione classica volto alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi musicali. Nasce nel 1987 a Sighetu Marmatiei, città del nord della Romania, e inizia lo studio del violino all’età di 5 anni in una piccola scuola di musica dedicata al grande violinista romeno George Enescu. All’età di 13 anni viene ammesso al prestigioso Liceo Musicale “Sigismund Toduta” a Cluj-Napoca sotto la guida del Maestro Soltan Viorel. Nel 2003 si trasferisce a vivere in Italia, per proseguire gli studi al Conservatorio “N. Paganini” di Genova, dove si diploma sotto la guida del Prof. Valerio Giannarelli. Nel 2011 studia alla “International Menuhin Music Academy” in Svizzera con Maxim Vengerov, Liviu Prunaru e Oleg Kasiv. Nel 2014 studia e si perfeziona con la violinista Bin Huang vincitrice di numerosi premi tra cui il 1° Premio Paganini. Dal 2016 al 2019 studia e si perfeziona in musica da camera con Massimo Quarta a Genova e successivamente Piergiorgio Rosso a Torino. Nel cammino musicale incontra vari musicisti con i quali collabora, tra i quali il pianista Stefano Nozzoli. I due artisti formano un duo stabile e costruiscono negli anni un repertorio cameristico che spazia da J. S. Bach, Mozart, Schubert a Beethoven, Brahms, Schumann, Poulenc, R. Strauss, Debussy e Prokofiev. Violinista versatile trova interesse anche verso altri generi musicali. Nel 2008 inizia la collaborazione con gli Yo Yo Mundi gruppo folk-rock Piemontese, con i quali inciderà diversi dischi, Album Rosso, Munfrà. Insieme agli Yo Yo Mundi terrà numerosi concerti in Italia e all’Estero in teatri e palchi prestigiosi. La collaborazione durata fino al 2013 con la band Piemontese, porterà un enorme bagaglio culturale ed artistico all’artista in divenire. Tra il 2010 e il 2013 sarà tra i fondatori di un progetto musicale e multiculturale chiamato “Orchestra Multietnica Furasté”, con il quale ha tenuto numerosi concerti in giro per l’Italia. Viene invitato come turnista in diversi concerti della band “The Vad Vuc” in Svizzera e insieme alla band “In Vivo Veritas” suona al Festival de Chassepierre in Belgio e a numerosi concerti in Italia. La ricerca di nuove forme e linguaggi lo portano ad approfondire la musica d’improvvisazione, attraverso la quale sente di poter esprimere al meglio le proprie idee ed emozioni. Studia improvvisazione jazz con Marco Tindiglia, Masa Kamaguchi, Dave Douglas, Karl Berger, Ingrid Sertso e Furio di Castri. Ha suonato con: Faondail, Orchestra Multietnica Furastè, In Vivo Veritas, The Vad Vuc, Sharon Shannon, Stefane Mellino (Les Negresses Vertes), Trivette Bluegrass Band, The Thomas, Class Ingstrom, Marius Seck, Valerio Carboni, Maria Teresa Lonetti, Miriam Gallea, Toti Canzoneri, 20 Strings, Andy Sheppard. L E O N suona un violino Ansaldo Poggi del 1974.

Trio Debussy

I torinesi Piergiorgio Rosso, Francesca Gosio e Antonio Valentino, dopo gli studi al Conservatorio, si sono formati nel 1989 alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien (grazie ad una borsa di studio della De Sono). Nel 1993 hanno debuttato alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna; nel 1995 ottengono il secondo premio al Concorso Internazionale “Gui” di Firenze; nel 1997 il primo premio al Concorso Internazionale “Trio di Trieste”; nel 1999 tengono un ciclo di concerti al Teatro Coliseum di Buenos Aires; nel 2002 sono protagonisti all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il Concerto Albatro di Ghedini, diretti da Jeffrey Tate.

Quartetto di Cremona

Nasce nel 2000, durante un periodo di studio all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini. L’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Hatto Beyerle dell’Alban Berg Quartett e in breve si afferma come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. Si esibisce regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo, in Europa, in Sudamerica, Australia e Stati Uniti.

Massimo Quarta e Monferrato Classic Orchestra

Vincitore del Primo Premio al Concorso Nazionale di Violino Città di Vittorio Veneto (1986) e del Primo Premio al Concorso di Violino Opera Prima Philips (1989), nel 1991 Massimo Quarta ha vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Violino N. Paganini di Genova. La sua intensa attività concertistica lo porta ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche, suonando con direttori quali Yuri Temirkanov, Myun Wun Chung, Christian Thielemann e molti altri. Massimo Quarta è considerato uno dei piú importanti violinisti della sua generazione ed è stato ospite di alcuni tra i maggiori festival.

Human Evolution Resource

Siamo una sola associazione, ma costituita da persone, aziende, enti formativi, altre associazioni. Un unico gruppo, un insieme di persone che lavorano insieme per costruire qualcosa di grande. Ognuno conta perché porta qualcosa, aggiunge un pezzo al puzzle che una volta composto costruisce una risorsa imperdibile. Condividiamo e portiamo avanti un obiettivo: l’umanizzazione in ambiti quali l’educazione, la salute e il lavoro. Non si tratta solamente di ciò che possiamo fare, ma di come possiamo pensare insieme e di conseguenza agire.

L’Associazione HER si occupa di Ricerca, Salute e Formazione, si ispira al movimento dell’ecologia profonda di Arne Naesse e vuole fornire la base filosofica e spirituale per un vivere più vicino alla natura e con la sua costituzione e il suo nome segna il punto di svolta. H.E.R. “Di lei” segna la tendenza del cambiamento della nostra epoca dal maschile al femminile; nel pensiero: da auto assertivo a integrativo, da razionale a intuitivo, da analitico a sintetico, da riduzionistico a olistico, da lineare a non lineare. Dal punto di vista dei valori da auto assertivi a integrativi, da conservazione a espansione, da competizione a cooperazione, da quantità a qualità, da dominazione ad associazione.

L’associazione HER APS ETS è partner dei due progetti culturali, Monferrato Classica e Revolution Culture per supportare la realizzazione di eventi culturali in una logica di turismo sostenibile, sostenere le progettualità di transizione green e di economia circolare delle aziende dei territori coinvolti, attraverso la ricerca di fondi o con sostegno diretto.

La HER intende coinvolgere gli stakeholder al fine di definire la stesura del documento di politica di sviluppo sostenibile e la condivisione tra soggetti pubblici e privati di un nuovo modello economico a supporto dello sviluppo territoriale.

ANTICHI SGUARDI, di Paola Varotto

ANTICHI SGUARDI

Quando mi guardi

i tuoi occhi mi avvolgono

come una coperta d’amore.

Attimi impazienti

di antiche passioni

di segreti nascosti

in angoli bui..

Che vedranno la luce

attraverso noi

che ripercorriamo

strade tracciate in mille mondi

in mille illusioni..

Ancora si ripete

il rito della Vita!

Ancora respiriamo insieme

profumi di ibisco

di spezie dorate..

La vita che avremo

non sarà molto diversa

da quelle vissute

in antiche magioni

in mille fantastici viaggi

in mille inebrianti sguardi

che ci hanno ispirato

lo stesso amore

che stiamo vivendo!

©Copyright legge 633/1941

Paola Varotto

Occit’amo arriva domani in Valle Po con passeggiata musicale e laboratori per famiglie

Occit’amo continua il suo tour nelle vallate del cuneese e, da mercoledì 3 a domenica 7 agosto, sarà nelle Valli Po, Bronda e Infernotto
Domani, mercoledì 3 agosto, si inizia alle ore 10, a Crissolo dalla partenza della seggiovia con “Montagnaterapia”, una passeggiata musicale in compagnia del Consorzio Monviso Solidale con Flavia Barale e Silvia Mattiauda.
Alle ore 14.30 la Fabbrica dei Suoni ritorna con la proposta dedicata a famiglie con bambini in età compresa tra i 6 e i 10 anni. Un’ora in compagnia del gioco che racconta le Terres Monviso, insieme a operatori che sapranno far ridere, insegnare, far giocare, con il territorio che sta tutt’intorno al Re di Pietra. Ingresso gratuito. Prenotazioni al numero 0175/567840 (interno 1).
Sabato 6 agosto alle ore 10.30, per Occit’amo Festival, a Bagnolo Piemonte presso il Santuario Maria Vergine Assunta (via della Pineta, fr. Montoso) si esibisce “Laura Parodi Trio” che da una vita si dedica allo studio e alla riproposta del repertorio vocale ligure e norditaliano. Presenta un itinerario di canti legati alla tradizione della cultura ligure, dove si racconta di viaggi, di amori, di inganni e di speranze accompagnato da balli. Laura Parodi è una delle ospiti femminili con cui Occit’amo si mette in viaggio lungo lo Stivale attraverso i brani della tradizione popolare.
Alle 21.30, dalla collaborazione tra Borgate dal Vivo e Occit’amo, a Paesana presso il cortile Fonti Acqua Eva interviene Hervè Barmasse. L’alpinista e scrittore presenta il suo libro “Oltre l’orizzonte”. “L’estremo orizzonte è la parte più lontana a cui può giungere il nostro sguardo. Ma se con immaginazione e creatività proviamo ad andare oltre, riusciremo a dare forma ai nostri sogni, raggiungere i nostri obiettivi, affrontare le sfide che ci propone la nostra esistenza pur sapendo che potremmo anche fallire”. È seguendo questo mantra che Hervé, alpinista e scrittore, ha improntato la sua vita, istintivamente rivolta alla scoperta e all’avventura in montagna. Nelle conferenze di Hervé non si trova la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto cosa si nasconde dietro l’attività dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato con la fragilità e la paura; in parete come nella vita. Ingresso in prevendita 10 euro. Prenotazioni online su Vivaticket.
Domenica 7 agosto alle ore 10, Occit’amo Festival organizza a Crissolo presso il Rifugio dell’Aquila, “Passeggiata e Bal d’Istà Occitano” con Simonetta Baudino, maestra di ghironda e organetto diatonico, Giuseppe Quattromini e i loro allievi che offriranno un appuntamento musicale imperdibile ai piedi del Monviso.
Alle ore 15.30, con il Polo del Legno e il tavolo Giovani del festival, a Paesana in frazione Agliasco, c’è “Parlando di bosco”, un solo evento per tre appuntamenti tra musica, confronto e performance.
Alle ore 15.30 si inizia con la passeggiata-concerto dei Superbandia, formazione di sei musicisti riuniti per l’occasione che suoneranno all’aria aperta con cornamuse, flauti, percussioni e altri strumenti della tradizione occitana. A seguire sarà proposto un momento di riflessione su tematiche legate al bosco insieme a Lucio Vaira e Nicholas Sabena nell’ambito del progetto Greenchainsaw4life, finalizzato a gestire i boschi implementando un piano locale integrato per il clima, l’energia e la bioeconomia nelle Valli Po, Bronda e Infernotto. In attesa poi della performance serale sarà possibile prenotare un “cavagnin”, uno spuntino adatto per le escursioni per una cena dai sapori tradizionali firmato dal rifugio Pian Munè (prenotazioni all’indirizzo e-mail segreteria@fondazionebertoni.it entro venerdì 5 agosto).
Alle ore 21 Simone Sims Longo propone il live audiovisivo “Simultanea e astrazioni” con aperitivo nel bosco. “Simultanea e astrazioni” è una performance audiovisiva multicanale che presenta in versione live i brani dell’album pubblicato su Solitunes Records. L’origine del lavoro deriva dal fascino per gli stimoli sonori che ci circondano e che inconsapevolmente creano figure complesse diventando un’esperienza acustica personale. L’intento compositivo scaturisce dalla volontà di creare e controllare delle texture organiche cangianti che combinano suoni naturali e suoni di sintesi. Il video estende le possibilità soniche e si unisce all’audio con una correlazione di visual music creando una nuova dimensione sensoriale. Prodotta con il supporto di Château Éphémère, questa performance vuole essere un momento di confronto proposto dal tavolo Giovani di Occit’Amo festival tra le diverse anime della musica. 
Il calendario completo degli eventi è pubblicato sul sito www.occitamo.it, dove è possibile acquistare i biglietti per gli eventi a pagamento.

2 Agosto:  Bruno Mattu

Il Manifesto 2 agosto 1980

2 Agosto:  Bruno Mattu

2 Agosto:

questa data non si può dimenticare.

Sono trascorsi alcuni decenni,

ma ci sono ancora dei brandelli di un’esplosione

da rimettere a posto.

Sono lì dal millenovecentottanta,

dispersi nei cuori di tanti

e una città ferita che ancora aspetta

una Giustizia che tarda ad arrivare.

Una Nazione intera che ancora aspetta

di sapere il perché di quella esplosione

e di tutte quelle morti di innocenti.

Saremo capaci di trovare

finalmente una Risposta?

BM 02/08/2022

da:”Considerazioni”

Publishing Flower. Casa Editrice non a pagamento, di Ilaria Marconicchio

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Ilaria Marconicchio

Ilaria Marconicchio è nata il 31 Ottobre 2001, nel Rione Sanità di Napoli. Ha 20 anni, e nella sua vita ha avuto poche cose in cui credere, e restando sempre chiusa in casa si è focalizzata molto sulla sua crescita personale. All’età di 12 anni era già sopraffatta da tante emozioni negative, e grazie a un educatore ha scoperto che trascivere ciò che si prova su un diario rende tutto più semplice.

E così fece, rendendo lui l’unica persona partecipe dei suoi segreti. Le fece notare che nella scrittura era molto empatica e che rendeva le scene molto sentite così, provando a scrivere un piccolo racconto, le diede la conferma. E si appassionò fino a scrivere un libro all’età di 18 anni. Un libro che racconta la vita di una ragazzina che voleva solo una cosa: amarsi. Ma non ci riusciva per una società cruda e ben ferma a degli standard di bellezza che ai tempi non credeva le appartenessero.

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Casa Editrice

Dopo qualche mese lo fece togliere dalla vendita, ma è presente online ancora la pagina del prodotto non disponibile. Nel corso degli anni la passione per i libri diventa un’ossessione, addirittura ne leggeva 3 al giorno, con massimo 300 pagine l’uno. Sapeva come funzionava una Casa Editrice, che dava all’autore dall’8% al 10% e magari non dava la possibilità a tutti di essere pubblicati o di crescere come autori… motivo per cui nell’agosto 2021 ha fondato la Publishing Flower,: Casa Editrice non a pagamento di cui nome proviene dalla sua passione per i libri e per le rose.Casa Editrice

Non solo pubblica qualsiasi genere, ma dà il 30% dei guadagni e, se un autore viene valutato in maniera negativa dal team di valutazione, lo aiuta personalmente a migliorare il suo libro per poterlo riproporre a lei, o a un’altra Casa Editrice. Per se stessa questa realtà Editoriale non solo è una seconda casa, ma è la sua seconda famiglia perché vuole unire gli autori, vuole che si aiutino a vicenda e vuole accontentarli in tutto ciò che serve per renderli soddisfatti del loro libro e della loro pubblicazione, perché si sente complice del loro modo di agire nei suoi confronti: si sente rispettata, la ritengono come una loro amica e riceve da molte autrici davvero molte attenzioni.

Non c’è gente che ha creduto in lei, ma vorrebbe dimostrare che invece con un po’ di sano impegno le cose possono andare sempre per il verso giusto. Il suo quartiere viene ritenuto spesso arido per i pochi sogni che ci sono, il poco futuro che aspetta a ogni ragazzo che cresce con una certa educazione, ma vorrebbe dimostrare, ancora, che ci sono dei fiori che germogliano in mezzo alle crepe.

Ha studiato per aprire anche un sito web, nel novembre 2021, su cui ha creato una community e l’ha reso un secondo lavoro, in cui aiuta emotivamente le persone che le scrivono addirittura in privato. Qual è uno dei suoi desideri, e motivo per cui vuole farsi conoscere? Ha attestati di scrittura, seo specialist, editor, correttore di bozze, grafico pubblicitario e, a breve, apprenderà anche la lingua inglese per avere maggiore cultura.

Il motivo di tutti questi corsi? Desidera aiutare chi non riesce a comprendere cosa voglia dalla vita, dal suo futuro, così da mostrargli le varietà di mestieri che ci sono, oltre quelli manuali che già conosciamo. E magari fargli apprendere le stesse cose che conosce lei.

Non ritiene che siano chissà quante qualifiche, ma ha 20 anni e crede di riuscire sicuramente a fare di meglio, ma per ora i suoi desideri sono quelli di aiutare il prossimo per il suo futuro, mostrandogli varie possibilità di carriera (Non servono soldi, perché per lei non ha prezzo la soddisfazione che proverebbe nell’aiutare qualcuno) e far crescere la sua realtà editoriale per dare agli autori la possibilità di credere nei loro romanzi, e che ogni lavoro può sempre essere migliorato. Ma con lei non si sentiranno mai soli.

DISTANZA, di Vincenzo Pollinzi

DISTANZA
Quella luce che
non sa spegnersi,
quel silenzio che
non vuole tacere,
quel tocchi lievi
che sfiorano le mani
riempiono i giorni ormai.
Tra le pareti screpolate
di questa casa
sul mio disordinato
davanzale la finestra
è sempre accostata e
scricchiola ad ogni
soffio di vento il cuore
sulle ali della nostalgia.
VINCENZO POLLINZI – Maggio…
Foto di Iaquinta Tommaso Smith

DIALOGHI DELL’ARANCIA. Appunti di viaggio, do Maurizio Cinquegrani. Recensione di Raffaele Piazza

I Dialoghi dell’Arancia è un’opera complessa che può essere letta e considerata come un ipertesto per la sua strutturazione che si basa sull’interazione di brani brevi di prosa dell’autore e di suoi dipinti e fotografie.

In questa sede non si vuole dare un’interpretazione delle opere figurative a livello di critica estetica d’arte, quanto piuttosto ricercare le intenzioni lucidissime del Nostro nel veicolare messaggi che hanno a che vedere con il sogno e l’utopia nella loro funzione didascalica soprattutto tramite i dialoghi immaginari tra lo stesso Cinquegrani e l’Arancia, frutto salutare della sua Sicilia, che nella prima immagine, una fotografia, viene rappresentata sorridente come un volto ritagliato sulla sua buccia con bocca e denti, un’arancia quasi antropomorfica e che parla nel suo dialogare con Cinquegrana in una maniera intensa..

Preziosa per arrivare ad una definizione filosofica e filologica dell’opera la prefazione acuta, centrata e ricca di Enzo Concardi per farci entrare nel merito del composito e articolato progetto.

E viene spontaneo chiedersi se tra tanti precipitati che la natura ci offre, fiori, frutti e animali, Maurizio abbia scelto proprio l’arancia e non la rosa, l’ulivo, il passero o il cane per fare degli esempi.

La risposta alla suddetta domanda risiede nel fatto che l’Arancia stessa diviene qui un simbolo di solarità e viene in mente a questo proposito il poeta Goethe che nel Viaggio in Italia, rimaneva incantato dai limoni e dalle atmosfere mediterranee per esempio della Sicilia stessa lontanissime dalla tetraggine atmosferica della sua Germania.

Nel suo progetto utopico quando viene citato Shakespeare nel suo assunto che noi tutti siamo fatti della stoffa dei sogni (non solo quelli che si fanno dormendo, ma anche quelli della reverie e quelli che esempio i politici e i potenti illuminati possono fare per la loro realizzazione per un mondo migliore soprattutto di pace ma anche di prosperità per tutti e più equa distribuzione dei beni).

Viene in mente L’elogio della follia di Erasmo da Rotterdam che ha teorizzato quello che poi sarebbe stato il pensiero divergente, quello che trova la sua espressione nell’arte, in questo caso nelle arti figurative, nella pittura di carattere naïve, nella scrittura e nella fotografia.

E non può non tornare alla memoria anche il saggio di Duccio Demetrio L’elogio dell’immaturità nel quale viene teorizzato come politically correct un approccio ai vari campi della vita dell’adulto nel suo ritornare consapevolmente ed empaticamente all’età adolescenziale con le sue speranze e il suo verginità morale.

Il discorso articolato di Maurizio Cinquegrani non a caso viene fuori in un’epoca come la nostra con la guerra in Ucraina, l’emigrazione dei profughi siriani e della pandemia, quando i telegiornali come bollettini di guerra su più settori ci riconsegnano il senso di una cultura della morte e del nulla nel creare nelle nostre anime disagio e inquietudine per il nostro futuro personale e quello collettivo dell’umanità.

Tuttavia l’Arancia sorride e ci fa intendere che per tutti si tratta di un tempo prima della felicità e che comunque nel credere nei valori dell’arte e dell’amore erotico e cosmico si può arrivare fin da ora a un riscatto per tutti. 

E allora il recupero della forma dialogica da parte dell’autore come se si trattasse di dialoghi di capi di Stato per un migliore futuro del pianeta terra perché sia possibile abitarla poeticamente la stessa terra,

E intensi ed efficaci sono i dialoghi quando lo scrittore e l’Arancia si ritrovano per meditare davanti a un’immagine figurativa dell’autore stesso.

Per esempio esaminiamo l’acquarello su cartone Il mondo sensibile al quale è associato il seguente dialogo.

Arancia: Spiega il disegno che hai fatto. Cosa vedi?

M5G: Un Sole che sorge già alto dalla montagna, con il suo nucleo caldo proietta la luce sul mondo già sveglio.

Arancia: Guarda meglio, cosa vedi? 

M5G: Un gabbiano che va a guadagnarsi il pescato in un bellissimo e profondo mare azzurro.

Arancia: Guarda cosa vedi? 

M5G: L’opera dell’uomo, le case, i tetti in cotto, una balaustra di legno, un balcone con infiorescenze, forse un simbolo del Barocco.

…..

E nella contemporaneità così travagliata nella quale tutti ci troviamo quale indicibile sollievo le parole dell’acronimo che si è trovato l’autore: 

M5G: Vedo una pianta di gardenia, profumatissima e delicata, regala all’essere umano la leggerezza dell’Essere, racchiusa nello spessore dei suoi bianchi petali pesanti.

Un inno corale (per le varie linee di codice) aperto alla speranza di in mondo migliore per tutti e di vera pace e di salvezza attraverso il varco salvifico dell’arte.

Raffaele Piazza

Maurizio Cinquegrani, I Dialoghi dell’Arancia, Guido Miano Editore, Milano 2022, pp. 80, isbn 978-88-31497-76-3, mianoposta@gmail.com.

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ ” di Santina Gullotto

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ ” di Santina Gullotto

Grazie Annamaria Risi 

Per la tua recensione

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ “

Cercare con il cuore, sentire con il cuore, andare oltre, sconfiggere il destino e aprire l’anima a nuovi insperati orizzonti. Santina Gullotto, nel suo splendido diario di vita, sembra ricordarci ad ogni passo che le sconfitte sono le svolte migliori, perchè ci costringono a pensare in modo diverso e creativo. La medicina amara che certe volte bisogna ingoiare perchè è necessaria per guarire. Con una scrittura fluida ed essenziale, la scrittrice ci conduce attraverso gli anni, e in una terra dove poco è permesso e molto è vietato, dove sono troppi i padroni e poca la libertà di andare dove ci porta il cuore. Il racconto di vita è permeato da una forte, radicata fede in Dio, che costituisce l’elemento e lo strumento per superare la malattia, la morte, le disgrazie, le ingiustizie, per risalire l’onda che continuamente toglie il respiro ai giorni. La forza e il coraggio sono gli aspetti dominanti di una donna che pennella con il cuore un viaggio difficile, tortuoso, impervio, per arrivare ad un ritrovato equilibrio dove le scorie sono frammenti del passato che hanno determinato il presente. Nessun eccesso, nessun pietismo, emergono dal pensiero di Santina, che si espande libero, senza nessuna remora, quasi a toccare lievemente le corde del lettore. Un viaggio tutto umano, nelle umane cose, nei giorni di una vita che ritrova nella “LUCE”, il suo faro, una guida che non tradisce mai, ma che illumina il buio e lo rischiara dalle ombre.

Un testo da leggere, da ricordare, perchè in esso sono contenuti ed espressi tutti i valori più alti dell’esistenza.

ANNA RISI. 

Ho letto questo libro in due giorni, cercando di cogliere ogni piccolo frammento e respiro che scaturiva dalle righe, da un racconto che, seppur nella sua crudezza, sapeva di speranza, odorava di forza e coraggio. E’ stato un onore per me, aver lasciato un segno della mia emozione nel leggerti

IL MARE DENTRO, di Teresa Tropiano

IL MARE DENTRO

Tra le rocce s’insinua,

irruente, dominante,

immenso, impetuoso,

mare travolgente.

Tra i marosi la forza,

devastante bellezza,

prorompente e sinuosa

la marea mi travolge.

Rivoli di spuma

su frangiflutti d’argento

scorrono, scivolano

nel profondo dell’anima.

E l’energia viene a me,

con me, dentro me.

Teresa Tropiano

Scoglio dell’eremita

Polignano a mare

Foto di Giuseppe Calogero

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Agenzia ANSA

@Agenzia_Ansa

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate. 

I media statali trasmettono dei filmati che mostrano le alluvioni nei pressi della capitale #ANSA 

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto. Perché si, lui aveva capito tutto

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto.

Perché si, lui aveva capito tutto

okapi™

@ilciccio67

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto. Perché si, lui aveva capito tutto.