Nel nomadismo di tempo
in cui fermiamo
implosioni di vita
dai connubi casuali
diamo un’entità congeniale
alla cadenza d’ore
come se il nostro volere
ne moderasse il decorso.
E nell’aritmia sdoppiata d’un respiro
il cui valore
risenta d’un gioco d’universo
su flusso d’armonia
s’allineano le costole
sfiorate da un cipiglio di luna
che sappia dare
l’intuizione giusta
all’attimo che va via
@Silvia De Angelis
La nostra sensibilità, difficilmente ci delude, soprattutto quando ci troviamo in una situazione nuova, e le impressioni del contorno fluttuano nell’aria, trasmettendoci messaggi inequivocabili.
Un luogo accogliente, e accattivante, ci dà subito idea di sicurezza, e le persone che lo frequentanolasciano una particolare impronta ( col loro modo di vestire, e di muoversi, e anche di dialogare) in noi, che per l’occasione traiamo le debite conclusioni.
Alcuni soggetti sono più portati al dialogo, e alla conversazione, e allora si avvicinano sorridendoe iniziano a fare commenti, e a rendersi partecipi della situazione che stanno vivendo, mostrando laloro disponibilità, nell’elargizione di commenti di vario tipo. In genere le donne sono più estroverse degli uomini, più propensi ad osservare con attenzione l’ambiente, cercando di averne una maggiore conoscenza, prima di dare giudizi definitivi.
Qualche timida occhiata viene scambiata fra persone di sesso diverso, sempre alla ricerca di nuovi incontri, ed emozioni, che potrebbero in qualche modo, donare delle piacevoli novità, nel tunnel del quotidiano.
Il nostro istinto, in genere, ci guida bene, lasciandoci avvicinare a quegli individui, che per odore, e per caratteri somatici simili, attirano la nostra attenzione sempre lucidissima in queste “occasioni di nuovo”.
In realtà la nostra vita è un grande agglomerato di circostanze, che si intrecciano tra di loro, permettendoci di fare, di volta, in volta, la scelta che riteniamo più opportuna, in quel momento, e che segnerà ben delineati momenti futuri.
Poi questi percorsi subiranno delle battute di arresto, avverranno dei cambiamenti, che dovremoaccettare, nel bene o nel male, nel migliore dei modi, perché siamo davvero soggetti ad imprevedibilità, e al fatto, di doverci rimettere in discussione, con argomenti del tutto innovativi….ma se così non fosse non potremmo mai rinascere e rigenerarci con più forza di prima….
Incisioni sulla pelle
nella linea che s’incurva
lasciando un fremito dolente
su ventre ceduto alla fiamma.
Mozioni tenute a bada
nella matrice che scandisce passi
sul tempo affusolato d’un narciso.
Abbaglia voci antagoniste
nell’inganno senza licenza
scivolato su trucchi non riusciti…
@Silvia De Angelis
Dentro il soffio labile
d’una vertigine
ravvedo il senso sconfinato
d’un vortice di buio.
Una collisione amara
di pensieri senza verbo
sorseggiati
nel deserto della sera.
E’allora che tracima la guazza
d’un’assenza lancinante
divenuta grave
dietro la tenda della vita
molestata dallo sguardo d’uno strige.
@Silvia De Angelis
Inaugurata il 30 giugno del 1912, la Centrale termoelettrica Montemartini fu il primo impianto elettrico pubblico per la produzione di energia elettrica della “Azienda elettrica municipale” (oggi Acea). Venne intitolata a Giovanni Montemartini, economista italiano e teorico più autorevole del movimento delle municipalizzazioni delle aziende di servizi ad interesse pubblico.
La costruzione della centrale, su un’area di circa 20.000 mq tra la Via Ostiense e l’ansa del Tevere, fu affidata alla ditta di costruzione in cemento armato dell’ing. H. Bollinger di Milano.
L’aspetto monumentale dell’edificio si giustifica con la volontà di manifestare l’orgoglio della municipalità nel poter provvedere da sola alla produzione di servizi per i propri cittadini. Esigenze funzionali e valore estetico si sposano perfettamente nella struttura sia esterna che interna:
“Le pareti laterali lunghe erano scandite dai pilastri su cui poggiavano le capriate paraboliche che reggevano il solaio. Quest’ultimo lungo l’asse principale si interrompeva per raggiungere uno quota più alta e formare un lucernaio con finestre a nastro. Il terrazzo di copertura era formato da una doppia soletta per favorire l’isolamento termico. L’aula era stata divisa in due aree distinte a seconda della tipologia di macchinario installato. Lo spazio del lavoro veniva poi connotato attraverso una fascia alta circa due metri in “lapis ligneus” culminante con un fregio con un motivo decorativo a festoni, fiocchi e targhe che correva lungo tutto il perimetro. Una serie di eleganti lampioni in ghisa con globi sorretti da bracci arcuati illuminava l’interno. Sulla parete est era stato sistemato un grande schermo con lo schema dell’illuminazione pubblica.”
Nel 1933, fu Benito Mussolini in persona ad inaugurare i due giganteschi motori diesel da 7500 Hp Franco Tosi, lunghi entrambi 23 metri, collocati all’interno della sala macchine completamente rinnovata. Un nuovo pavimento a mosaico disegnava intorno alle macchine cornici multicolori,ancora oggi utili a visualizzare l’assetto originario.
Nel periodo fascista, la centrale venne ulteriormente potenziata con lo scopo di sostenere il consumo energetico previsto per la grande Esposizione Universale che nel 1942 il regime intendeva realizzare nella zona sud di Roma per autocelebrarsi, ma in realtà mai organizzata.
Durante i bombardamenti che colpirono la città di Roma tra il 1944-45, anche la Centrale Montemartini subì alcuni danni, ma per fortuna di poca entità. la Centrale Montemartini si fece carico da sola dell’approvvigionamento energetico dell’intera città durante la liberazione. Dopo la guerra fu ulteriormente potenziata.
Nel 1963 la produzione di energia elettrica venne interrotta a cause dell’impianto ormai obsoleto per il quale non risultava più conveniente investire ulteriori risorse.
Il recupero della ex Centrale Montemartini, esempio di archeologia industriale
Per circa 20 anni la centrale rimase abbandonata, finché l’Acea non decise di recuperare la struttura con lo scopo di realizzare uno spazio polifunzionale destinato al terziario. Su progetto dell’ingegnere Paolo Nervi l’intervento interessò principalmente la Sala Macchine e la nuova Sala Caldaie. I lavori, iniziati nel 1989, furono realizzati nel rispetto delle forme originali, recuperando parte delle decorazioni e dei macchinari originari, tra questi la grande turbina a vapore del 1917.
Il Museo della Centrale Montemartini parte del polo espositivo dei Musei Capitolini di Roma
Nel 1997, in occasione di un ampia ristrutturazione che ha interessato i Musei Capitolini, un centinaio di sculture sono state temporaneamente trasferite all’interno della ex Centrali Montemartini ed allestite nella mostra “Le macchine e gli dei“, creando un dialogo tra archeologia classica ed archeologia industriale.
In un suggestivo gioco di contrasti accanto ai vecchi macchinari produttivi della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali e l’illustrazione dello sviluppo della città antica dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale.
L’adeguamento della sede a museo, il restauro delle macchine e la sezione didattica del settore archeo industriale sono stati realizzati dall’Acea.
Lo splendido spazio museale, inizialmente concepito come temporaneo, in occasione del rientro di una parte delle sculture in Campidoglio nel 2005, alla conclusione dei lavori di ristrutturazione, è stato confermato come sede permanente delle collezioni di più recente acquisizione dei Musei Capitolini. Nei suoi spazi continua il lavoro di sperimentazione di nuove soluzioni espositive collegato alla ricerca scientifica sui reperti; l’accostamento di opere provenienti da uno stesso contesto consente anche di ripristinare il vincolo tra il museo e il tessuto urbano antico.
Il museo stesso è inserito all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione della zona Ostiense Marconi, che prevede la riconversione in polo culturale dell’area di più antica industrializzazione della città di Roma (comprendente, oltre alla centrale elettrica Montemartini, il Mattatoio, il Gazometro, strutture portuali, l’ex Mira Lanza e gli ex Mercati Generali) con il definitivo assetto delle sedi universitarie di Roma Tre e la realizzazione della Città della Scienza.(WEB)
Il mondo sembra allargarsi sempre di più, infatti ognuno di noi può “decantare” la propria opinione sui social. In questi contenitori variegati, ormai, leggiamo le notizie e i pareri più disparati, perché ogni individuo, si sente in dovere di scrivere il proprio pensiero, i propri crucci e soprattutto la propria critica, spesso acerba, rivolta ad altre persone.
Ci siamo abituati a leggere di tutto, su queste piattaforme virtuali, e non ci meravigliamo più, nel constatare che il livello culturale e sociale della collettività, molto spesso è di basso livello culturale, ed esageratamente portato alla contestazione su qualsiasi argomento della nostra vita.
La gente pensa che possa scrivere di tutto, anche mancando di rispetto al prossimo, e creando un notevole disagio a chi legge anche con delle notizie travisate, o riportate in modo del tutto scorretto.
Credo che il web, in genere, comodissimo per molte attività, anche lavorative, racchiuda in sé anche dei lati oscuri, che andrebbero controllati, anzi del tutto eliminati, per evitare che persone sotto falsi nomi, possano approfittare della libertà di scrivere, per danneggiare gli altri o per pubblicare notizie false e allarmanti, che tanto nuocciono alla comunità.
Purtroppo, invece di prendere in considerazione il lato positivo di una piattaforma web, alcuni personaggi ne fanno tappa di malessere e comunicazioni ingannevoli, senza rendersi conto che creano danno anche a sé stessi, soprattutto nel modo acre, e nocivo, di mettersi in
cattiva luce.
Comunque sono sempre esistite persone corrette, e altre subdole e diseducate, che andrebbero sradicate dalla nostra società…..impresa ardua e quasi del tutto impossibile!
In questa era, in cui si avvicendano fatti incredibili e non sempre dal finale positivo, siamo tutti sospettosi e portati a non dare molta fiducia al nostro prossimo.
Molti anni fa la gente era più semplice e ben pensante, oggi per svariati motivi, tra cui anche la tecnologia veloce ed esasperante, è avvenuto un peggioramento mentale nelle persone, davvero preoccupante.
Poca educazione, cultura minima, crescente malessere interiore, e tanta insoddisfazione, tutti elementi che non contribuiscono, nel loro complesso, ad una buona crescita della personalità.
In questa società turbolenta è difficile, muoversi con serenità, e trovare appigli positivi, cui far capo, con momenti di benessere.
Normalmente si cerca di frequentare persone di vecchia data, più affidabili, cercando di fare un’attenta analisi delle nuove conoscenze, per non trovarsi, poi, in situazioni ingarbugliate, che ci metterebbero, di sicuro, a disagio.
Sembrerebbe strano, ma anche le persone del condominio, in cui abitiamo a volte sono inaffidabili, con i loro atteggiamenti subdoli, e incomprensibili, e soffermarsi a un veloce buongiorno sembrerebbe la cosa migliore da fare…
Comunque non fa bene allo spirito, essere sempre diffidenti, e guardinghi…..allora cerchiamo di affidarci anche al nostro istinto interiore, che, certamente, ci trasmetterà una sensazione positiva se siamo nei pressi di una persona, che, almeno in parte, meriti la nostra fiducia….
Talvolta si sente la necessità di parlare dei propri crucci, o le proprie preoccupazioni, con qualcuno che
abbia la voglia di ascoltarci. In linea di massima questo “qualcuno” è sempre una persona amica, o,
altrimenti chi sia in sintonia coi nostri pensieri.
Infatti si ha l’impressione che condividere un’idea, che momentaneamente ci affligga, con un altro
essere umano, in qualche modo alleggerisca, la questione che abbiamo in testa.
Allora “l’ascoltatore” si arma di pazienza, e buona volontà, e cerca di consolarci e di trasmetterci
idee positive, facendo in modo di tranquillizzarci e di rendere meno ardua l’entità del problema in
questione.
Menomale che esistono queste persone, così disponibili, nell’occasione di cui trattasi, altrimenti
in alcuni momenti, di intensa inquietudine, si sprofonderebbe in un oscuro vuoto d’anima, molto
difficile da risanare.
E’ importante parlare, esprimere i propri punti di vista e le incertezze che ci affliggono, perché
estrapolandole, è come se diminuissero di valore, essendo portate alla luce e smitizzate nella loro
complessa essenza.
Parlarne con qualcuno, rappresenta anche uno scambio di opinioni sulle varie problematiche della
vita, sempre così presenti, e imprevedibili, nel loro porsi.
Naturalmente per confidarsi, sarà opportuno scegliere sempre persone positive, che col loro carico
di benessere mentale, potranno dare il giusto apporto emotivo a una “sindrome di pessimismo”, e
incertezza, che di tanto in tanto si appropriano della nostra mente.
@Silvia De Angelis