Libri: POSSEDEVA IL MARE DENTRO, di Massimiliano Giannocco

POSSEDEVA IL MARE DENTRO

Ecco finalmente pubblicata la mia raccolta.di aforismi poetici.

Le pagine compongono un libretto ovvero una raccolta di pensieri, riflessioni e suggestioni, plasmati sotto la forma, forse incerta ma spero ispirata, di aforismi in versi.

Si tratta di sessantasette brevi passi, redatti in vari momenti con l’auspicio del dono di un sorriso, di uno spunto interpretativo o di una critica.

Il lettore potrà aprire il volumetto a sua discrezione e, senza un ordine preciso, sfogliarlo in libertà.

Il titolo è tratto dal primo degli aforismi pubblicati:

Possedeva il mare dentro,

di arenarsi sulla spiaggia

non aveva proprio voglia.

Il volume è acquistabile su Amazon e Kindle, sia in formato cartaceo che come ebook:

Buona lettura!

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“Possedeva il mare dentro: raccolta di aforismi poetici”, di Massimiliano Giannocco, 2022

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Perché i tuoi occhi così spalancati, di Giusy Del Vento … inedita

Perché i tuoi occhi così spalancati

mi chiedi, perché mai chiusa

in gola hai la parola?

Arriverà il tempo del sonno del riposo

il tempo del silenzio

Non è questa l’ora amico mio

Ho fasci di poesie da mietere a bracciate

covoni di parole da trebbiare

Cieli da imprimere negli occhi

Sorrisi di bambini e mare

Alberi, mani da stringere, rosari di carezze

collane di gioie piccole e baci soprattutto

Mi hanno seminata fra le zolle a settembre

Questo è il mio giugno fiero

essere spiga piena dritta nel vento

Arriverà l’autunno come per tutti

più non mi vedrai

Ma mangerai il mio pane, davanti al camino

e avrai in ogni morso una piccola estate

Giusy Del Vento … inedita

MIO SETTEMBRE, di Teresa Tropiano

MIO SETTEMBRE

Dove fuggi, mio settembre?

Resta fermo, qui, per sempre!

Così breve è il tuo passaggio

nel giardino dell’amore

quando agosto chiude l’uscio

all’estate, con coraggio.

Sì, perché ci vuol coraggio

a lasciar andar la gioia.

Non è semplice sapete,

far a meno della brezza

che al mattino puntualmente

concedeva una carezza

in quell’oasi deserta

a seguire un bel miraggio.

Tu settembre, mia promessa

che mi avvolgi dolcemente

resta qui a scaldar la pelle

come un bimbo che non mente

e che attende a braccia tese

fino al sorger delle stelle.

Tanto tenero è ogni istante

dolce di malinconia

quando giunge ormai la fine

dell’ambrata tua magia

e tu mio settembre

tanto amato

sei già pronto a svolazzare

come foglia che si stacca

e lontano vola via.

Teresa Tropiano

SENZA TITOLO, di Daniela Patrian

SENZA TITOLO

Nella friabilità dei sogni

un’autostrada x la mia anima;

ali di carta, appartate in silenzio

per la promessa dell’incominciamento

perchè la morte a noi ci trovi vivi

senza sapere cosa siamo.

Testa contorta,

chiudi il sorriso che inventi;

parole strozzate al vuoto

assumono il medesimo valore delle curve promesse.

Nella mia poesia scucio versi

che in cuor mio non spettano di sbiadire;

il tepore di una fiammella

pulsa nel cuore d’acqua

e vaga nell’incerto.

Daniela Patrian

“Le nuvole non possono”, di Bruno Mattu

“Le nuvole non possono”:

Le nuvole non possono

trattenere a lungo la tua luce,

Sole, quella forza primigenia

che dilania qualsiasi velo,

lacerandolo con impetuosi

abbagli, a cui nulla può resistere.

Sono lampi inarrestabili,

accecanti, che oltrepassano

chiunque prova ad oscurarti

e lo lasciano smarrito,

prigioniero della sua oscurità, terribilmente muta.

BM 09/09/2022

da:”Considerazioni”

Perchè io corro e corro scalza, di Iris G.DM

Perchè io corro e corro scalza,

sono senza fiato e la terra nei piedi.

Io corro, vivo e respiro,e aspetto il momento giusto.

Quanto vento nei capelli,

quanto nelle mani!

Fremono come foglie,

nell’ombra del tamerice,

luce pura!

Io corro e corro scalza e non mi puoi fermare,

mi puoi sfiorare,

una piccola farfalla tra il mio collo e il mio orecchio,

io sento!

Sento che il dolore si scioglie,

il mio corpo si spoglia,

due alberi d’oro,

rimani ora,

che la mia anima è pronta,

e ora riposa. Iris G. DM

Le parole dell’inquietudine, di Gabriella Paci

Le parole dell’inquietudine, di Gabriella Paci

Le parole dell’inquietudine ““ ediz .Luoghinteriori 2019 presenta un contenuto,che, come suggerisce il titolo, è contrassegnato da visioni ed indagini psicologiche inquiete ,dubbiose,alla ricerca,talvolta fallimentare,di certezze o risposte confortanti. Ma proprio nella esplicitazione di tali stati d’animo ,sembra scaturire una possibile via salvifica,poiché essa permette di condividere e,dunque,sentirne un peso minore:..basta un fioco lampione/ed è ritorno insperato alla vita..(Notte)o ancora..”oggi punge viva la presunzione/di seminare sul foglio bianco parole/da lasciare in dono ai domani nostri ed altrui/nella perenne speranza di nutrire di vita pensata /il nostro fragile andare sotto le intemperie”(Presunzione)

Sono dunque  i momenti di inquietudine personale, ma anche i dolori per le persone amate che mancano all’appello: “Si allarga il cerchio delle assenze ./Tutto l’amore dato e ricambiato/ non crea più una rete di fili stretti/sotto cui ripararmi”..(Assenze)  o ancora per la madre tanto amata e così cambiata dall’età :”Ti ho riconosciuta sempre/ comunque e dovunque /nella forza di un legame /chiamato/amore” (Ti ho riconosciuta,madre)

Infine, la poesia civile, come quando si parla del crollo di Ponte Morandi: “gli olivi contorti nel sole/avvezzi al dolore che sale/ respirano piano ,/ per non far altro rumore /oltre a quello di voci che/senza rispetto gridano colpe/e sulle tombe ne fanno mercato”(Ponte Morandi)degli attentati:Siamo funamboli sul filo della vita/sospeso su un campo minato /dove mine inesplose rendono /arduo e precario ogni passo/(Precarietà)

Una raccolta dunque,che attraverso l’introspezione psicologica tenta di interrogarsi ed interrogare  su fatti che non sono mai solo personali in quanto di tutti e di tutti i tempi, a prescindere dalla contingenza specifica che può rendere attuali i testi della sezione “il mondo intorno”

Gabriella Paci

  • Finalista con la silloge ineditaLe parole dell’inquietudineal XXV concorso letterario “J.Prevert”
  • Menzione di merito al concorso letterario “La clessidra” 2019 con la silloge ineditaLe parole dell’inquietudine “
  • 3°premio al festival premio “Emilio Lussu”con il libro edito “Le parole dell’inquietudine “Ediz.LuoghInteriori
  • 1°premio al concorso internazionale “Dal golfo dei poeti Shelley e Byron alla val di Vara 2019 “con la silloge “le parole dell’inquietudine  
  • Menzione d’onore al concorso internazionale “Kalos” 2019 con il libro le parole dell’inquietudine”
  • 2°premio al premio internazionale “Emozioni poetiche “2020” con il libro editoLe parole dell’inquietudine “
  • “1° premio al concorso nazionale “Persephone  2020” con il libro”Le parole dell’inquietudine” 
  • Segnalazione particolare della giuria al 45°premio letterario Casentino con il libro “Le parole dell’inquietudine
  • Encomio d’onoreal 2 concorso internazionale 2020“la nebbia agli irti colli” Ediz.Atlantide con il libro “Le parole dell’inquietudine”
  • 2°premio al concorso internazionale “Ut pictura poesis 2020 con il libroLe parole dell’inquietudine “
  • 3°premio al concorso nazionale “Alessio Di Giovanni con il libroLe parole dell’inquietudine” °
  • 1 premio al 3 concorso nazionale “Persephone,fiori di poesia 2020” con il libro :Le parole dell’inquietudine “
  • 4° posto al concorso “A vento e sole 2020”con il libro editoLe parole dell’inquietudine
  • 2°premio al concorso internazionale “Agenda dei poeti 2020” con il libroLe parole dell’inquietudine “
  • 1°posto al concorso internazionale“Equilibri “ di Roma con il librole parole dell’inquietudine”
  • Menzione di merito al concorso “Ascoltando i silenzi del mare 21”con il libroLe parole dell’inquietudine
  • Menzione d’onore al premio “La ginestra di Firenze 21”con il librole parole dell ‘inquietudine”
  • Menzione d’onore al premio internazionale “Michelangelo Buonarroti “ con il libro leparole dell’inquietudine
  • Menzione di merito  al premio internazionale “Principe Boncompgni-Ludovisi” con illibro le parole dell’inquietudine

“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Alessandria“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Verrà presentato sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria il nuovo romanzo storico scritto da Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè dal titolo “La capitagna e il glifo”, vicenda ambientata nell’Alessandria del 1589

La trama

Corre l’anno 1589. Diversi stati d’Italia sono stretti nella morsa del dominio spagnolo.  Non fa eccezione Alessandria che subisce la pressione fiscale da parte del Governatore in carica: Don Rodrigo de Toledo, un uomo dissoluto e senza scrupoli, il quale si invaghisce di una giovane orfana, Elvira che lava i panni per la guarnigione spagnola nel palazzo cittadino dove dimora Don Rodrigo.

La fame di riscatto spinge Elvira tra le braccia del Governatore, le promette una nuova vita. Don Rodrigo però viene meno alla parola data e scatenerà in Elvira un rancore tanto grande da indurla ad aderire a un gruppo di ribelli deciso a insorgere contro l’oppressore a causa delle ingenti tasse che attanagliano il popolo e le corporazioni cittadine. 

La rivolta fallisce ed Elvira viene imprigionata nelle segrete del Palazzo insieme ai suoi compagni di sventura, ma proprio quando le speranze sembrano essere perdute, Elvira conoscerà Carlito, una guardia spagnola, che l’aiuterà a fuggire dalla città attraverso la ragnatela di strade sotterranee.

Oltre la storia di Elvira e Carlito la trama del romanzo focalizzerà l’attenzione sulla storia architettonica della città di Alessandria. 

Una storia di chiese, piazze, palazzi che oggi, in parte, non possiamo più ammirare, ma soltanto ricordare come i capisaldi della nostra cultura.

Gli autori

Simonetta Gorsegno vive ad Alessandria, la città dove è nata nel 1963. Ha scritto numerosi racconti per diverse case editrici e vinto diversi premi letterari. Appassionata di viaggi, nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro di viaggi dal titolo: “Horn please – Viaggio nel paese dei Maharaja” edizioni Sillabe di Sale. Scrive racconti per un giornale locale.

Gianni Cellè è un esperto di storia locale. Collabora a giornali e riviste di Alessandria. Laureato in architettura è stato curatore di diverse mostre cittadine e organizzato cicli di convegni e conferenze presso il museo etnografico di Alessandria “C’era una volta”.

Nel 2012 ha pubblicato “Valentinum primi insediamenti umani nella pianura alessandrina”, nel 2014 “Piazzetta del Grano e le osterie delle tre lepri” e nel 2015 “Il Mestiere, caratteri dell’economia alessandrina attraverso i secoli”.

“La capitagna e il glifo” di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè

Sisifo Edizioni Alessandria

Pag. 206 – Euro 15,00

MI MANCHI AMORE, di Horion Enki

MI MANCHI AMORE

E dopo aver guidato tutta la notte

per inseguire il mio cuore,

mi son fermato una mattina su di una collina

a guardar sorgere il sole,

mentre sta asciugando la rugiada su di un fiore,

la notte lentamente muore.

I miei occhi erano fermi e le ciglia

non facevano nessun rumore,

lasciavo che,

le lacrime scendessero in fondo al cuore,

la mia mente mi diceva

è solo pioggia che lava il dolore.

Io continuo a inseguir un sogno

che ha il tuo nome,

anche se ora non sei qui con me,

l’ho gridato al sole, mi manchi amore.

Horion Enky

Libri: Il Portiere, di Giuseppe Tecce

Perché dovresti comprare un libro?

Infatti, perché dovresti aver voglia di conoscere le miliardi di storie che la vita ti offre? Perché dovresti prenderti la briga di viaggiare nel tempo, stando comodamente seduto sul divano di casa tua?

E poi, in fondo, perché farti carico delle esperienze e delle sofferenze altrui?

Però se sei di altre idee, e vuoi provarci ad entrare in altri mondi e in altre storie, leggi questo libro: “Il Portiere”.

È il mio ultimo libro ed è un’opera corale, dove ti porterò per mano in dieci storie con dieci personaggi, sempre “portieri in turno di notte” in alberghi sparsi per l’intera penisola.

Ti porterò in uno spaccato della società italiana, che si muove sui binari della vita vissuta in ogni suo aspetto, di notte come di giorno. Uno spaccato fatto di gente comune, di prostitute, delinquenti e uomini di legge.

Tutti i racconti sono irrisolti, lasciando spazio alla fantasia del lettore, affinché si intrecci con quella del narratore, creando delle conclusioni sempre differenti.

Compralo cliccando sul Link in basso:

IL PORTIERE https://amzn.eu/d/fzBf3bq

Versi, di Stefania Melani – Percorsi di luce

Versi

Inizia il giorno

in sintonia con l’aria,

il cielo, i fiori, la fonte

dal cadenzato scorrere

nel greto..

tocco la vita

come uccello in volo.

In eterna rinascita

l’uragano vergine di parole

davanti al foglio bianco..

come azzurro di cielo in fuga

all’abbaino..

Passiflore e farfalle

– vive muse –

sul pensiero in cammino

cavalcano sull’anima del vento..

Stefania Melani@

FELICE SERATA E BUONA NOTTE DI SOGNI STELLATI amici carissimi della mia pagina artistica.

Foto di Stefania Melani @ Dall’oliveto in collina

LA SOFFITTA, di Mirella Ester Pennone Masi

LA SOFFITTA

Nella mia mente

fluiscono tanti ricordi,

basta un raggio di sole, quel poco

che gioca con la polvere sospesa

e ogni granello mi è caro,

sono coriandoli per la mia fantasia

Quando ero piccina

dalla mia soffitta

non ho mai visto sbocciar le gemme

né l’oro di un campo di grano

ma, soltanto le mamme

con i bambini per mano;

adesso che mi sento smarrita

non ci sono più i vecchi balocchi,

quasi mai del tutto posseduti

ma condivisi con le mie sorelle.

Nella mia soffitta

le parole sono là, ancora nell’aria,

colma di una strana presenza:

è Lui… il poeta immaginario,

con quella sua voce flebile

mi sussurra ancora

le frasi che mi erano sconosciute

Da piccola, una notte, l’ho visto,

indossava il suo lungo cappotto,

avevo oltrepassato il portone di casa;

con gentilezza mi riportò al nido.

Fu la mia precoce voglia di esplorare

o preda del sonnambulismo?

Ma no… no…

è tutto vero, giuro, lo ricordo

da sempre mi incita e sussurra:

“Devi scrivere…

scrivere come vuoi adesso

e al tempo di allora”

@Mirella Ester Pennone Masi@

photo web

OLTRE LA PIAZZA, di Silvia De Angelis

OLTRE LA PIAZZA

Si fa spessore

flebile la linea invisibile

e poi corposa

nello sguardo accresciuto.

Anche i suoni

nella movenza d’un’accesa vertigine

creano un’eco decisa e vibrante

sul ritmo interiore

accorto d’una rinata sensitività.

Spirali cromatiche

girano inversamente

nell’accesso a colori d’arcobaleno

pregnati di nuovi destini.

Cadono antichi rimorsi

finzioni passate

nel vanto d’una sconfinata distanza

oltre la piazza logora dello scindibile

@Silvia de Angelis

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

Libri: Il segreto di Bianca, di Enzo Gerbino

Il cervello umano è capace di cose straordinarie che non riusciamo ancora a comprendere…
Lei sa muovere gli oggetti senza toccarli e sospenderli nell’aria senza fili che li reggono.
Riesce anche a far volare le cose in giro per tutta la stanza e per il tempo che vuole. Lei sa leggere i segreti più intimi delle persone, le loro intenzioni e quello che gli capiterà solo toccandole. Ha scoperto di saper fare queste magie fin da piccola e non sapeva spiegarselo, ma aveva anche capito che facevano paura alla gente…

eurekaddl.lol

Libri: L’infanzia dell’erba, di Yuleisy Cruz Lezcano

Condivido oggi una nuova soddisfazione, il mio libro edito è stato segnalato nel Premio di poesia Pascoli.

A breve info su nuova presentazione 😊

Un bellissimo giorno a tutti! Condivido con voi questa stupenda notizia: è andato in stampa il mio libro dal titolo “L’infanzia dell’erba”

che ha vinto la pubblicazione, oltre a diversi riconoscimenti.

Questo libro è arrivato Quarto classificato nell’anno 2019 nella sezione libri inediti nel prestigioso Premio Internazionale Montefiore Conca, nona edizione. È stato finalista nel Premio Letterario Internazionale Gaetano Cingari, 14° edizione. È stato Segnalato nel Prestigioso Premio Letterario Nazionale di Letteratura Italiana Contemporanea, ottava edizione.

È stato Primo Classificato nella sezione poesia e terzo nella sezione narrativa, giacché è un libro misto, nel prestigioso Premio Letterario Melville Città di Siena, vincendo la pubblicazione gratuita.

Questo libro ispirato alla vita e opera di Tonino Guerra, riporta anche i nomi e le opere di artisti viventi che hanno contribuito a diffondere le idee di Tonino Guerra ma non solo, nel libro racconto episodi della mia infanzia a Cuba quando ero una bambina, giusto per non dimenticare l’infanzia del mondo.

Ringrazio:

Gian Ruggero Manzoni per la sua stupenda lettera di presentazione e ringrazio il pittore Alessandro Fioraso per l’immagine di copertina che ben coglie l’intento narrativo di guardare il mondo con innocenza e meraviglia.

Ringrazio la moglie di Tonino GuerraLora InGuerra per i suoi racconti di vita e per avermi condotta per mano per il suo mondo magico, abitato dalla presenza di questo grande artista poliedrico.

Ringrazio con tanto affetto il bravissimo giornalista televisivo Luca Salvatori che con tanta gentilezza e professionalità ha contribuito ad una rilettura critica del libro.

Grazie anche a chi vorrà leggere questo libro.

https://www.unilibro.it/libri/f/autore/cruz_lezcano_yuleisy

ll problema di fondo è che il realismo terminale è la rappresentazione narrante di un’umanità sconfitta, di Tania Di Malta

ll problema di fondo è che il realismo terminale è la rappresentazione narrante di un’umanità sconfitta. Per questo, per esempio, parlare di realismo terminale a braccetto con il potere è un ossimoro. D’altra parte farsi vedere davanti ad una fabbrica o un carcere, a differenza del secolo scorso, viene tacciato di populismo e ricerca di consensi. Cosa rimane? Forse il verso ed il silenzio. Non so, davvero non so. In questi anni di lavoro nel realismo terminale ho cercato di mostrarmi senza veli, con tutti i miei innumerevoli difetti, terribilmente imperfetta come questo mondo. Unico lusso che mi sono concessa è quello di essere sincera fino alla scarificazione e giusta per quello che ho potuto. Ne sono uscita con la schiena traforata come un colabrodo, ma in piedi. Ma niente vittimismi, il realismo terminale racconta proprio questa trasformazione epocale che ci vuole ammassati e paradossalmente soli, abbracciati agli oggetti che intanto hanno imparato a parlare di umanità meglio di quanto siamo stati capaci noi.

Domani ad Acqui Terme, se vorrete, parleremo di questo. Il Gommone Forato parla una lingua che senza sensazionalismi cerca di raccontare il grande smarrimento. I testi poetici si avvalgono della similitudine rovesciata ideata da Guido Oldani e di una consapevolezza delle trasformazioni epocali che stiamo vivendo a cui lui ha dato un nome: Realismo Terminale, di cui Giuseppe Langella è stato grande interprete. Io ho fatto del mio meglio, lavorando tanto, ma sono e rimarrò sempre una figura secondaria rispetto alle logiche standard. Continuerò questo viaggio con la consapevolezza di quello che rimarrà di me: un piè di pagina, forse, ma si prosegue!

#TaniaDiMalta

#RealismoTerminale

ENIGMA, di Paola Varotto

ENIGMA

Inacessibile ed enigmatico

ma, speranza che rinasce

Piccolo pezzo di vita

quando non credevo

più di avere giorni

Riparo, situato in mezzo

a tutto questo niente

quotidiano

Piccola foglia gentile

nel bosco insensibile

dell’umanità

Diversi

come un rigagnolo

è diverso dal mare

ma, simili, come due

gocce di sangue

ci ritroviamo a pensarci

Così intensamente che

la mia mente, gocciola amore

che, si espande e

come fiume in piena,

raggiunge il tuo cuore!

©Copyright L.633/1941

Paola Varotto

Racconti: SOVRAPPENSIERO, di Gregorio Asero

Photo by Yuri Manei on Pexels.com

SOVRAPPENSIERO

A volte capita di abbandonarmi a pensieri di tenerezza e allora mi lascio andare con tutto il mio essere a meditazioni soavi, e prima che possa finire lo stato di abbandono, mi accade una strana cosa, come quando l’orchestra finisce di suonare una melodia e depone i suoi strumenti sul palco per una meritata pausa di riposo: vivo attimi di attesa eterna. È molto difficile seguire queste strane sensazioni per lungo tempo, perché la mia mente non riesce a concentrarsi fino in fondo, visto che, purtroppo o per fortuna sono un uomo comune, carico di tutti i suoi limiti umani.

Mi capita anche che, lungo il percorso della mia vita, incontri persone simpatiche con le quali chiacchiero spensieratamente e in allegria. Ma cosa sono le parole dette da estranei? Possono essere esteriorità senza senso se le paragoniamo alla poesia e all’arte in genere. Che senso hanno le parole che pronunciamo a iosa e a volte senza neppure dar loro importanza, rispetto a quelle che sono le manifestazioni intime della nostra interiorità religiosa, del nostro modo di intendere la pittura, la musica, la poesia?

A volte, senza voler peccare di presunzione, mi sembra di essere un angelo precipitato dal carro, che conduce in Paradiso, nella più insignificante e squallida realtà terrestre. Io dico che il poeta, l’artista in genere sono gli ultimi testimoni di una forma di vita che sta lentamente andando in disfacimento. E mi chiedo se la poesia e l’arte, non siano l’unico esempio di ciò che avrebbe potuto essere il nostro martoriato pianeta se non fosse esistita la forma del linguaggio parlato.

La comunicazione fra umani, e di conseguenza fra le varie anime, dovrebbe avvenire attraverso l’empatia fra due persone, o fra due popoli, o fra l’intera umanità. Ecco, quando si parla di comunicazione fra due anime è questo quello che penso: l’empatia. Purtroppo penso che l’umanità si stia incamminando fra altre vie, quelle dell’autodistruzione.

Gregorio Asero

MEZZELUNE DI CIELO, di Silvia De Angelis

MEZZELUNE DI CIELO

Quando sul far del giorno

peregrinano

discordanze di fieno secco

e ciuffi di ginestre

s’adombrano

nel rumore ostile

di fatalità metalliche

riaffiora un degrado interiore

di motivazioni viola

rarefatte nella foggia d’un ventaglio

che scomponga i raggi

nelle mezzelune di cielo

ove proiettarsi

rimboccando un’ancora di vento

e far riaffiorare parole dimenticate

@Silvia De Angelis

Cosa è davvero importante?, di Davide Morelli

Cos’è importante?

È più importante un libro di poesie 

su un innamoramento non corrisposto?

Oppure un volume di aforismi?

Oppure un romanzo “sperimentale”,

per ciò che comunemente si intende 

per sperimentale in Italia oggi?

Oppure un saggio divulgativo di psicologia?

Oppure un volume di morale sessuale cattolica?

Oppure una tesi di un dottore di ricerca su Pessoa? 

Oppure una storia dell’economia?

Oppure una biografia di Dante?

Oppure un libro di barzellette di un comico?

Oppure un libro di satira politica? 

Oppure una silloge con cento epigrammi? 

Oppure un tomo sui paradossi della filosofia?

Oppure un saggio sull’esoterismo? 

Oppure un saggio di un critico letterario sulla neoavanguardia?

Oppure un saggio sul consumo critico?  

Oppure una raccolta di racconti di vita vissuta?

Oppure un’agiografia?

Lo scibile è un albero enorme

i cui rami sono infiniti. 

Poeti, letterati, scrittori, studiosi 

fanno un grande baccano.

Ognuno rivendica l’originalità e la bellezza

del suo libro e quindi la necessità della lettura.

Che poi i libri brutti e inutili 

sono sempre quelli altrui!

Così tutto deve essere pubblicato.

Poco importa se rimane invenduto.

C’è posto e spazio per tutti

o almeno così sembra.

Forse è una grande illusione.

Forse è già stato scritto tutto.

Restano solo piccole note a margine

e piccole variazioni su temi non originali. 

Faranno spazio a tutti.

Non vi affannate. Non vi accalcate. 

Non vi dimenate.  Non sgomitate. 

Niente colpi bassi ai colleghi.

Cos’è più importante?

Tutto e niente è importante.

Tutto e niente è necessario.

La risposta non la sapremo mai

almeno in questa vita,

per cui non vi considerate mai 

troppo importanti. 

L’importanza di un libro o di un autore

è spesso soggettiva e opinabile,

a meno che non si tratti di

mostri sacri universalmente riconosciuti.

I lettori possono fare a meno

dei vostri libri,

ma siete voi autori e i vostri libri

che non potete fare a meno di lettori

(può sembrare una chiusa scontata, 

ma l’altezzosità e lo snobismo di taluni

dimostra il contrario). 

Io nel frattempo vado a farmi un caffè 

e naturalmente lascio scrivere a voi

i vostri capolavori. 

EASY, di Natalia Castelluccio

Foto dal web

Sembra tutto più facile


l’amore a portata di clik.


Ti sento


ti vedo e persino ti prendo.


Il fascino dell’illusione


per non sentirsi più soli.


La realtà è un’icona


da guardare tramite un cellulare.


Uno schermo


quello del computer


per sentirsi veri e meno nudi.


Bella gioventù


chi si è arresa sei stata tu.


E si sa


chi si ferma non vince più.

Natalia Castelluccio

https://pensieriparoleepoesie.wordpress.com

Il catalogo “Poetica del ricordo” di Bagliano: un innovativo artistico alla vita

Bagliano, un inno artistico alla vita con il catalogo “Poetica del ricordo”.
L’arte è uno strumento potente di rielaborazione e cura.
Nell’arte significati ed emozioni vengono plasmati dall’occhio di chi osserva, senza giudizio. Resta solo la forza delle immagini e la loro capacità di comunicare.
È per questa ragione che il progetto della Casa Funeraria Bagliano, inaugurata nel 2016 ad Alessandria, si è arricchito in questi anni di un allestimento artistico unico nel suo genere e oggi al centro di un’iniziativa di valorizzazione.
In occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’azienda, gli amministratori hanno deciso, infatti, di realizzare un catalogo di tutte le opere presenti nella Casa.
Si tratta di sculture e dipinti che celebrano la vita, in forte connessione con l’energia vitale frutto della creatività degli artisti. La pubblicazione, intitolata “Poetica del ricordo”, le racconta in modo empatico ed emozionale.
In ciascuna delle 10 sale – Stanza della Crisalide, del Volo, del Sole, della Sorgente, dei Germogli, dell’Albero, del Vento, della Foresta, del Mare, delle Foglie – sono racchiuse opere della natura. La Hall ospita due splendide urne funerarie realizzate da Dino Maccini; nel giardino ci sono due quadri di Gelindo Crivellaro e di Michele Fiocco. In quest’ultimo – “Il Nero” – le mille sfumature dell’ocra, graffi e incisioni riproducono forme, disegni, una storia. Gli sguardi più attenti scorgeranno anche un cuore.
Nel salone è esposto un dipinto su tela che rappresenta l’idea dell’infinito. Non può essere altro ad avere guidato gli autori, i detenuti del carcere di S. Michele, nell’uso delle sfumature dei colori decise e frammentate, sovrapposte e definite, smarginate ed esplose.
Le foto del catalogo sono state realizzate da Di Luce e D’Ombra. Il progetto editoriale è a cura di Housedada.
Il catalogo sarà stampato in 100 copie numerate e sarà visibile e consultabile presso le sale della Casa Funeraria.
“Da cent’anni noi Bagliano condividiamo ogni giorno con la morte. Abbiamo imparato a conoscere le metamorfosi che avvengono nelle ore in cui accompagniamo qualcuno nell’ultimo tratto di strada – dichiarano gli amministratori Marco e Davide Bagliano. Respiriamo un senso inafferrabile della morte, profondamente legato alla vita. Con questo catalogo proponiamo un percorso che tenta di abbracciare il senso universale dell’esistenza, attraverso il talento dei Maestri che hanno interpretato con i loro stili l’iconografia dell’arte funeraria. Siamo molto contenti di questa pubblicazione perché è la celebrazione di un piccolo, grande traguardo. Sin dall’inizio è stata una sfida creare questo connubio con l’arte e il colore, altro elemento predominante della Casa Funeraria, ma abbiamo sempre creduto nella validità del progetto. Vedere oggi nero su bianco il lavoro di questi anni e renderlo ancora più fruibile è motivo di orgoglio”.

“Letture indipendenti” – Demetrio Salvi, torna in libreria con “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”

“Letture indipendenti” – Demetrio Salvi, torna in libreria con “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”

Pubblicato il 8 settembre 2022 da culturaoltre14

Da: https://culturaoltre14.wordpress.com

Prende il via, da settembre, una nuova rubrica di letteratura dal titolo “Letture indipendenti”  con contenuti in esclusiva su libri di recente pubblicazione del panorama indipendente italiano.

Demetrio Salvi
“Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”
Casa Editrice:
L’undicesima copia
Genere: Urban fantasy
Pagine: 220
Prezzo: 14,00 €

Un viaggio misterico e iniziatico, nell’inconscio e nel mondo concreto del sottosuolo, questo è molto altro è l’opera di Demetrio Salvi, intitolata “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”. L’opera racconta la storia di Giona Michetti, che dopo una lunga assenza fa ritorno a Napoli, la sua città d’origine. Nel frattempo, la città è cambiata, le sembra di vederla tormentata, un luogo dove la spensieratezza per cui è rinomata sembra essere svanita, inghiottita da una buia coltre di nubi.

La storia di Giona nella sua Napoli si apre con il suo trasferimento nella casa dei nonni, dove però non riesce a dormire o a trovare pace. Ha come la sensazione che in casa ci sia una presenza malevola che ne disturba la permanenza. Non è solo una sensazione, perché ad un certo punto questa misteriosa presenza si materializza. Giona vede una figura pallida, gracile, che gli ricorda un bambino. Sulle prime Giona è spaventato, ma poi riesce a stabilire un contatto con questa creatura.

Intanto, nella vita di tutti i giorni, il nostro protagonista conosce una ragazza, Giulia, che gli dà la speranza di vivere una vita serena, ma qualcosa di misterioso, che si annida negli antichi vicoli del centro storico, arriva a disturbare la quotidianità. Giona, così, sarà costretto ad affrontare un percorso difficile, in cui è chiamato a superare paure e angosce.

“Ti fanno tremare le grida dei gabbiani mentre corpi mostruosi si agitano e vagano nel buio attraversano luoghi insoliti e le fate vivono sotto mentite spoglie. Le case vibrano di presenze e sono presenze anch’esse”.

Con quest’opera, a metà strada tra la graphic novel e il romanzo fantasy, l’autore ci mette di fronte alle nostre paure e alla consapevolezza che solo affrontandole sarà possibile trovare la luce.  Pierpaolo Bini

Contattihttps://www.facebook.com/people/Demetrio-Salvi/100008317773652/
https://www.facebook.com/undicesimacopia/

Link di vendita onlinehttps://www.amazon.it/MISTERI-NAPOLETANI-crepa-graphic-favola/

L’UPO PRESENTA LA SETTIMANA DELLA RICERCA

L’UPO PRESENTA LA SETTIMANA DELLA RICERCA. 

EVENTI IN TUTTE E TRE LE SEDI PER FESTEGGIARE LA SCIENZA. 

Dal 23 al 30 settembre il Science Slam, il PhD Day, UPO Junior, la Notte della Ricerca e altro.

L’Università del Piemonte Orientale ha presentato oggi in conferenza stampa la prima edizione della Settimana della Ricerca: una novità di assoluto valore nell’offerta di eventi dell’UPO, fortemente promossa dal rettore prof. Gian Carlo Avanzi, nata dall’urgenza di avvicinare i non esperti alla cultura scientifica per capire meglio i problemi della quotidianità e dal desiderio delle ricercatrici e dei ricercatori di mettere a disposizione le loro conoscenze.

L’Ateneo partecipa da diciassette anni alla Notte europea dei Ricercatori e ha già testato in più occasioni l’“Università dei Bambini” e le presentazioni delle/dei PhD, coloro che hanno conseguito il dottorato di ricerca. Da quest’anno si aggiungono nuove proposte che, insieme agli eventi già noti, sono state raccolte in un unico contenitore. È una festa della scienza per il Piemonte orientale, realizzata con il sostegno delle Città di Alessandria, Novara e Vercelli, della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Buzzi Unicem, cui hanno aderito circa 230 animatori, tra docenti, PhD, dottorandi/e, studentesse e studenti e staff dell’UPO. Tutti i dettagli sono descritti nel sito https://settimanaricerca.uniupo.it.

La Settimana della Ricerca si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2022, con un’anticipazione giovedì 22. Dalle ore 10 il Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica (DISSTE) celebrerà il convegno “Riflessioni sull’Open Access tra opportunità e problemi” nell’aula magna del Polo universitario di Vercelli (Cripta di S. Andrea). L’ingresso è libero e non c’è bisogno di prenotarsi.

Venerdì 23, la prima grande novità. Al Broletto di Novara (in caso di maltempo nel Salone dell’Arengo), a partire dalle ore 20.30 si svolgerà “UPO Science Slam”, un evento di divulgazione scientifica e di intrattenimento nato in Germania, presto diffusosi in Europa ma poco conosciuto in Italia. Quindici giovani ricercatrici/ricercatori, selezionate/i tra 71 candidati, gareggiano nel presentare un proprio lavoro di ricerca in tre minuti. Il pubblico, presente e collegato in streaming, voterà la miglior presentazione. Il voto del pubblico sarà aggiunto a quello di una giuria di dodici esperti/e per determinare la classifica finale. Si può accedere liberamente al Broletto per assistere al Science Slam senza prenotazione; chi lo segue da casa, troverà le modalità di collegamento e di votazione sul sito.

Di nuovo a Vercelli, lunedì 26 settembre, presso l’aula magna del Complesso S. Giuseppe, alle ore 15, tornerà il “PhD Day – Giornata del Dottorato di Ricerca”, coordinato dal prof. Luigi Panza, presidente della Scuola di Alta Formazione di Ateneo (SAF). L’evento sarà animato da sette dottorandi/e UPO che presenteranno i propri lavori di ricerca. Li precederà l’ospite d’onore, il professor Luigi Strippoli dell’Università di Bologna, con una lectio magistralis su “Jérôme Lejeune, la scoperta della trisomia 21 e la ricerca di una cura per la sindrome di Down”. L’ingresso è libero, senza bisogno di prenotazione. Nella stessa giornata, sempre presso il Complesso S. Giuseppe, sarà inauguratoalle ore 17.45 il centro BUILT – Buzzi Unicem Information Lab and Technology (accesso su invito). Il nuovo centro di ricerca, informazione e tecnologia del Gruppo Buzzi Unicem, partner privilegiato di UPO, organizzerà poi un pomeriggio di “porte aperte” giovedì 29 dalle 15 alle 18.

Da martedì 27 a giovedì 29 si svolgerà in tutte e tre le sedi dell’Ateneo “UPO Junior”, un “classico” molto atteso dalle bambine e dai bambini e dalle/dagli insegnanti. Nato come spin-off della Notte dei Ricercatori, che da sempre ha avuto l’Università per i Bambini come sua parte integrante, UPO Junior è stato potenziato, con nuova veste, nuova formula, calendario più ricco e articolato sulle tre città. L’evento è dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado. I laboratori di UPO Junior si terranno martedì 27 a Novara presso il Campus Perrone, mercoledì 28 ad Alessandria nella sede di Palazzo Borsalino, giovedì 29 a Vercelli nel Complesso S. Giuseppe. Le scuole devono prenotare le attività telefonando al numero 320 1849372 oppure 0161 261524.

La settimana culminerà venerdì 30 settembre ad Alessandria, presso la sede del DISIT, con l’evento-clou: la XVII edizione della Notte della Ricerca, dedicata quest’anno al tema “Scienza, guerra e pace”. Il comitato organizzatore, presieduto dallo stesso Rettore, ha commentato così la scelta dell’argomento di quest’anno: «Nell’opinione comune scienza e guerra sono in stretta relazione. La scienza fornisce alla guerra armi sempre più sofisticate, ormai dotate di intelligenza artificiale; molte scoperte scientifiche sono nate dalla necessità di nuovi strumenti bellici e le/gli scienziate/i coinvolte/i nel settore hanno sempre ottenuto cospicui finanziamenti. Eppure lo statuto della scienza trasuda l’impegno per mantenere la pace e il rispetto dei diritti umani. Lo stesso metodo scientifico si basa sulla condivisione, sulla trasparenza, sulla collaborazione tra le/gli scienziate/i. Quale posizione deve tenere la scienza in questa difficile ricerca di equilibrio? Quali responsabilità hanno le/gli scienziate/i? Esiste, è conosciuta e condivisa l’etica della scienza?» 

Queste domande avranno una prima risposta con il keynote speech del generale Paolo Capitini, celebre analista militare con lunghissima esperienza in missioni all’estero, docente di Storia militare alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo e all’Università della Tuscia, ospite di numerose trasmissioni televisive. Il titolo del suo intervento è «Scienza e guerra. Luce e tenebra». Parlerà dunque di questo dualismo inconciliabile e inseparabile, un po’ come yin e yang nell’animo umano: tendere al bene, ma fare comunque il male, giustificandolo con la necessità o il presentarsi di un pericolo maggiore. Raccoglieranno gli spunti le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori, che hanno preparato 2 tavole rotonde, 4 conferenze, 2 laboratori, 2 dialoghi, 1 mostra, 1 simulazione e 10 video. L’ingresso è libero, ma è necessario prenotarsi alle attività, utilizzando il modulo che si trova sul sito

La Settimana della Ricerca è infine arricchita dal Congresso “AGING Project UPO”, che si svolgerà a Novara da giovedì 29 a venerdì 30 settembre. Dedicato al tema “Invecchiamento sano e attivo, dalla ricerca alle prospettive di cura”, il congresso è il primo momento in cui l’Università del Piemonte Orientale presenta e discute i risultati e le prospettive del progetto di eccellenza del Dipartimento di Medicina Traslazionale, che dal 2018 si propone di affrontare la sfida, scientifica e sociale, dell’invecchiamento. Le prime due giornate del Congresso (29 e 30 settembre) si rivolgono a professionisti sanitari e ricercatori, con sessione plenarie e parallele. La giornata del 1° ottobre, invece, si rivolge alla cittadinanza, con incontri dedicati alla promozione di uno stile di vita sano e allo sviluppo di una maggiore consapevolezza sui temi della salute. Tutte le iniziative si trovano sul sito https://agingproject.uniupo.it

VAGO CON ANIMA, Incanto poetico by Anna Nardelli

VAGO CON ANIMA

Attraverso con cuore e mente

spazi infiniti di fantasia,

allargo orizzonti nello specchio

di un’ anima in movimento.

Nella chimera di un momento

abbraccio quel silenzio di sogni.

Vago con anima tra i vagoni

del passato in lontane sensazioni

di strette e delicate emozioni.

Viaggio allontanandomi dal mondo

e distante da tutto affondo

nel mio universo di carta.

Anna Nardelli

Clima: la peggiore siccità da 500 anni è costata circa 300 milioni di euro a livello provinciale 

Sul territorio ha avuto effetti devastanti, con le campagne che sono allo stremo

Clima: la peggiore siccità da 500 anni è costata circa 300 milioni di euro a livello provinciale  

Prioritario tutelare biodiversità, paesaggio e contrastare effetti della tropicalizzazione

La peggiore siccità in Europa da 500 anni è costata all’agricoltura italiana 6 miliardi di danni pari al 10% della produzione agroalimentare nazionale. A livello provinciale circa 300 milioni di euro. 

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione della diffusione delle immagini del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) secondo le quali l’estate 2022 nel Vecchio Continente è stata la più siccitosa dal 1540. 

“Un’anomalia che ha avuto sul territorio effetti devastanti – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – a causa delle precipitazioni dimezzate ma anche del caldo record, con il mese di giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003 mentre nel mese di luglio la colonnina è stata più alta di +2,26 gradi la media, inferiore solo al 2005”.

Il risultato è stato che le campagne sono allo stremo con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento e il riso e sino al 70% in meno per la  frutta ustionata da temperature che hanno toccato i 40 gradi. 

Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per garantire la disponibilità della risorsa idrica anche nei momenti di difficoltà. Per questo Coldiretti ha elaborato assieme all’Anbi un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo, veri e propri laghetti, per arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua dalla pioggia.

“In alcune zone della provincia preoccupa anche la vendemmia con una prospettiva di un calo del 20% delle uve – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Gli effetti del cambiamento climatico si fanno dunque sentire da zona a zona anche con un profondo mutamento del paesaggio: la siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura con danni per le quantità e la qualità dei raccolti. Un cambiamento climatico che è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi”. 

ADAGI, di Silvia De Angelis

Eccoti di nuovo a me
nelle stoccate implacabili
del tempo
reclinando antiche remore
d’arsure pungenti
soffuse fin su l’apice d’amarsi…
 E’precipitato 
nell’oscuro d’uno stallo implacabile
ove frenetici ostaggi 
hanno indossato 
pretesti insanabili
estranei alla corporeità
della ragione vera
divenuta estasi
negli intensi adagi 
che hanno rallentato
nelle mani
tocchi d’intensità
@Silvia De Angelis