«Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica

«Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica ci ricorda che pure quest’anno torna l’orario considerato ‘naturale’: nella notte fra sabato 29 e domenica 30 Ottobre le lancette dell’orologio andranno indietro di 60 minuti, col vantaggio di avere a disposizione 60 minuti di sonno in più. Le giornate si accorciano, l’autunno apre le porte alla stagione invernale e l’orologio fa guadagnare un’ora di luce al mattino.

«Filastrocca dell’ora solare»

Torna l’ora solare,

ci dobbiamo alzare

o possiamo restare

beati a dormire?

Lo vorrei capire!

Devi solo spostare

le lancette di un’ora,

non è ancora l’aurora,

dopo, non ti innervosire,

puoi tornare a dormire.

Le ore sbagliate

son le ore contate, 

o quando è già giunta

l’ora di punta. 

Ma le ore più liete

sono quelle di quiete

e delle chiacchierate,

le ore al sonno rubate,

o di chi si innamora

e non ne vede l’ora. 

Però l’ora più bella

resterà sempre quella,

la più bella realtà, 

l’ora della verità,

quando tutto si aggiusta:

quella è l’ora più giusta!

Mimmo Mòllica

Sarà l’ultima volta?

L’«ora solare» torna in vigore nella notte fra sabato 29 e domenica 30 Ottobre 2022: bisogna portare le lancette dell’orologio indietro di un’ora, dalle 3 alle 2. Avremo così a disposizione un’ora di sonno in più, guadagneremo un’ora di luce al mattino, ma il tramonto arriverà prima ed avremo un’ora di luce in meno al pomeriggio.

L’«ora solare» resterà in vigore fino al Marzo 2023, quando, nella notte tra sabato 25 e domenica 26, tornerà l’«ora legale» e bisognerà portare le lancette avanti di un’ora.

Ma sarà questa l’ultima volta? Nel 2018, infatti, è stata avanzata la proposta di abolire il cambio dell’ora attraverso una consultazione promossa dai Paesi nord-europei, con in testa Polonia e Finlandia. Il 76% dei votanti (quasi 5 milioni di cittadini dell’Unione Europea) si sono detti favorevoli all’abolizione dell’ora legale. Cosa mai avvenuta, però.

PAROLE SENZA VOCE, di Manuela Floris

PAROLE SENZA VOCE

E tu che ne sai

di una come me

che grida senza voce?

Che squarcia il silenzio

con la sola forza del pensiero,

che a volte ha la carne

a brandelli

e finisce di tingerla

nel suo stesso sangue!

E tu che ne sai

se il mio silenzio

è per scelta o è obbligo?

Tu, gelido passante,

che cammini per le strade trafficate,

soffermati un attimo…

tu seduto su un tronco

pensa al destino

di quell’albero:

non sono anch’ io,

forse…

senza frutti?

Io, che sola…

nella mente mi perdo

e caccio sospiri in gola,

perché di parlare

non sono più capace!

Io…che urlo solitaria

nel brullo deserto

della mia anima

e naufrago come un marinaio

senza bussola?

Perché io, quella bussola

l’ho persa…

Quindi, tu che ne sai

quanto soffra senza proferir verbo

e mi inumidisco il labbro…

per mostrare che qualcosa è uscito

da questa bocca cucita?

Tu che ne sai

se il mio cuore

è ancora intero

o è un fiore di pesco

ove i battiti sono scanditi

da gemiti

di irrefrenabile controllo!

Cieca al dialogo,

ogni giorno

costruisco dentro quel fiore

per non soccombere

alle spine dell’indifferenza!

Tu che senti ancora i rumori,

ma forse non senti più

quello del tuo cuore!

Ascolta la natura

in un soffio di mezza estate …

Tu che puoi ancora sentire,

non rimanere per sempre

indifferente

alle mie parole senza voce!

Manuela Floris ❤

MI MANCHI, di Manuela Floris

MI MANCHI

E ti penso…

mi bruciavi la pelle dell’anima

mi strappavi a morsi la vita

ma non riesco a non pensarti

Mi nascondo nel folto del salice

con i piedi immersi nell’acqua

sperando che

i suoi fronzuti rami nascondano il pianto

no…no non sono lacrime

vorrei sapere cosa fai che pensi…

cosi lontano da me

cosa sogni

nei tuoi folli pensieri di glorie..

Mi manchi, ma non ti cercherò

Il mio Sole dorato…scivolavamo nel mare, dalle acque dei greti dei fiumi gorgoglianti…..

tra tempeste e marosi,

ma felici di ritrovarci

Mi manchi…..

volavamo sulle vette dei monti e tra le stelle

avvolgendo i nostri fili di seta

nelle galassie senza confini…

Sempre insieme…

Si… mi manchi e non posso fare altro se non pensarti

Ingoio le scivolose lacrime, asciugo il mio cuore doloroso

e cerco un pensiero….

felice…

l’alba sorge…

Un altro giorno da vivere

senza di te.

Manuela Floris 💖

ACROSTICO…NOSTALGIA, di Manuela Floris

ACROSTICO…NOSTALGIA

Nuotando nel mare dei ricordi la mia mente vola.

Osservo vecchie foto ingiallite come usata carta da musica.

Suoni lontani giungono alla mente dai cassetti della memoria

Tesori nascosti dell’anima che non vuole lasciarli andar via

Amari sono i ricordi perché mai più torno a quell’estate

Lontana colma di spensieratezza e allegria

Giorni d’ agosto mai dimenticati e cancellati

Istanti fissati nel cuore e nel vano della malinconia.

Aspettami! Forse un giorno tornerò e ci ameremo per sempre.

Manuela Floris

La maglia scontata e le frase imprudente” Se costa 39 euro la compro”

La maglia scontata e le frase imprudente” Se costa 39 euro la compro”

 unallegropessimista    7 ottobre 2022 

Nel nostro breve soggiorno, arrivati il primo giorno nella località prescelta,quando il sole è sceso, dolce consorte per passare il tempo come tutte le donne ha voluto fare un giro per vetrine. 

Ora sono anni che io non partecipo a questa attività c’è figlia che l’accompagna.

Io ho il mio negozio di fiducia se mi serve qualcosa vado lì. 

Mentre passeggiavamo siamo capitati davanti a un negozio di una nota ditta di maglie e accessori, in vetrina c’erano vari capi scontati maglie, giacche, pantaloni, scarpe e via dicendo tra cui una maglia azzurra a treccia a doppio filo, a me piacciono fatte così, saranno antiche ma sono tra le mie preferite e poi io sono antico.

” Bella ” dico distrattamente mentre dolce consorte guarda in maniera attenta la vetrina.

I prezzi erano su display elettrici ed erano a rotazione, mentre si capiva cosa costavano le altre cose sulla maglia c’erano dubbi, infatti su maglia c’erano due prezzi uno 59 euro e uno 39 euro e in vetrina c’erano due tipi di maglie e nel prezzo non si specificava quale costasse una o l’altra.

Sempre distrattamente dico ” se costa 39 euro la compro” non l’avessi mai detto dolce consorte era già dentro a chiedere.

Esce sorridente ” costa 39 euro ” dice ” ne ha solo due ” finisce di dire.

Ora la speranza era che non ci fosse la taglia, niente da fare una è la mia taglia, rimaneva la speranza che mi stesse male, perfetta fatta apposta su di me. Quelli che hanno fatto le taglie nella mia taglia si sono ispirati a me. 

Cerco una scusa plausibile ” Neanche sono sceso dall’auto e dolce consorte mi ha portato a comprare ” dico all’uomo dietro al bancone ” E’ l’ultima ” mi dice “ed è scontatissima” finisce di dire . 

Dolce consorte non vede l’ora di farmi comprare qualcosa il mio armadio è semi vuoto ” Non ne hai più di maglie, quelle che avevi le hai usurate ” sostiene, in realtà le ha fatte sparire una alla volta a mia insaputa. 

“La potrei tenere addosso ” dico ” visto che fuori c’è vento e l’aria è fredda” pago ed usciamo. 

Dolce consorte mi dice” torniamo indietro che prima ho visto una bella giacchetta ” ecco la sua non costava 39 euro e non era neanche in offerta. 

Invito i blogger a diventare autori di Alessandria online

Invito ovviamente esteso a tutti i blogger ma anche a chi non ha un proprio blog ma ama scrivere e vedere pubblicato quello che scrive su un media online, oltre che su diverse pagine social collegate…

Alessandria online https://alessandriaonline.com/ invita tutti i blogger che ci seguono a diventare autori e scrivere direttamente anche sul nostro media.

A tale scopo gli interessati dovranno cortesemente  comunicare i loro dati: link del proprio blog, nome e cognome, città di residenza e numero di cellulare al seguente indirizzo email: alessandriatoday@yahoo.com oppure sul mio messenger Facebook: Pier Carlo Lava.

Quanto sopra per consentire un primo contatto con il sottoscritto alfine di valutare se sussiste un reciproco interesse ad entrare nella redazione attualmente composta da 31 autori (prevalentemente blogger) ma non solo.

Tengo a precisare che Alessandria online non contiene pubblicità pertanto la partecipazione sarà esclusivamente su base volontaria.

https://alessandriaonline.com/

Social Media Manager

Pier Carlo Lava

LEONARDO DA VINCI – LA SCAPIGLIATA

LEONARDO DA VINCI – LA SCAPIGLIATA

C’è un forte bisogno di vivere di signorilità, di gentilezza, di morbidezza nei tratti e di eleganza nell’espressioni, c’è un forte bisogno di immaginazione, di sogno e di leggerezza nei pensieri, e tutto questo lo possiamo rivivere e vivere in questa magnifica opera del grande Leonardo da Vinci, un tratto di matita, un tocco leggero di pennello, un progetto (forse) o soltanto un suo desiderio o studio come tecnicamente lo si vuol chiamare, tale comunque da renderci quel magico senso di bellezza e cura che ben pochi maestri hanno raggiunto con così veloce e delicata maestria.

La Scapigliata come viene denominata questa opera, è conservata alla Galleria Nazionale di Parma e rappresenta un volto in tre quarti di donna giovanile con lo sguardo abbassato e abbandonato, quasi triste o quasi no, malinconico ma di una dolcezza indescrivibile, un volto delicato come delicata lo è la naturale giovinezza, con i capelli al vento (ricci) a malapena tracciati ma tali da imprimerli e quasi toccarli, una scapigliatura appunto come ne deriva poi il titolo del quadro.

E’ una piccola tavoletta realizzata a biacca con pigmenti di ferro e cinabro e leggermente rifilata nel bordo tale da far supporre che un tempo avesse un’ulteriore cornice, diversa da quella che attualmente la contiene. La storia di questa tavola ha quasi del fantastico in quanto pare sia menzionata nell’inventario dei beni del duca di Ferdinando Gonzaga del 1627, in quanto si parla di “un quadro dipintovi una testa d’una dona scapiliata , bozzata, con cornici di violino, oppera di Lonardo d’Avinci, stimato lire 180”. Ma non si è assolutamente certi che si tratti di questa che oggi ammiriamo, tanto che intorno al 1826 gli eredi del pittore Callani danno in offerta all’Accademia delle Belle Arti di Parma questa Scapigliata che entrerà più tardi nella Galleria Palatina attribuendola addirittura al Leonardo da Vinci, risultato comunque dalle ricerche che aveva fatto il Callani stesso.

Non sto a rimembrare tutta la storia che questa opera ha avuto, tra contestazioni, rilievi e accurate ricerche, quello che interessa è la decisa attribuzione del Maestro e quel poco di immaginazione che ci riserva nel guardarla e nel porsi per un attimo nel suo intento personale, cercando di carpire la motivazione di questo studio, tanti l’attribuiscono a uno studio della sua poi famosa opera “Leda e il cigno”, altri ne vedono le sembianze nella Vergine delle rocce, ma a noi interessa soltanto la sua magistrale facilità di rilasciarci emozionalità.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web – Leonardo da Vinci – La Scapigliata e foto di Errebi dalla Galleria Nazionale di Parma.

Arte in cornice

Libri: LA LADRA DI PAROLE, di Abi Daré

LA LADRA DI PAROLE di Abi Daré

Mentre leggevo questo libro, ho più volte pensato alle ancelle della Atwood: ciò che per l’autrice canadese era una distopia, per la Daré è la semplice narrazione di una realtà fatta di abusi, di poligamia, di uso del corpo della donna ai meri fini riproduttivi, di mancato accesso all’istruzione e di meschine competizioni femminili per non perdere piccoli privilegi.

Quello che lascia ulteriormente increduli nella lettura è che i fatti narrati si svolgano solo 10 anni fa, in un contesto di superstizione, povertà ed ignoranza.

Questa premessa non deve però far pensare ad un romanzo pesante, perché l’anima di Adunni, la protagonista 14enne, è talmente pura, coraggiosa e determinata, da passare in mezzo a grandi brutture, mantenendo intatto il proprio sogno e la propria umanità.

Stefania Lu

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

NEL CIELO CERCATO, di Silvia De Angelis

NEL CIELO CERCATO

Irriverente la sagoma del mattino

nell’alone d’un indefinito malessere

coniugato in un bizzarro menù

nell’evasione del buio.

Lontana dal parafrasare capriole

annuso fior di magnolia

distinti dall’essenza di vigna

tipica di giorni d’uva.

Lievi contorni di luce nella mano

raccontano di trame scontrose

in un pressappoco di nubi

galleggianti in un far di vento

che le accorpi in un aquilone fluttuante

simbolo d’un ipotetico sogno borbottante

nel fondo d’un cielo cercato…

@Silvia de Angelis

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

Ti ho amato di un amore che perdona, di Iris G. DM

Ti ho amato di un amore che perdona,

che si alza verso il cielo

e schiude luci cieche..

Hai dormito nelle mie viscere,

sedotto i miei sensi.

Ti ho baciato con tracce rosse

e lacrime salate che hanno bruciato

i miei occhi.

Sulla mia croce sono nati fiori

senza petali,

il mio sonno pungente di sabbia

è un ossessione muta

che mi perseguita,

ho solo una corona di legno. Iris G.DM

Antonella Viola: “Il Covid non è ancora sconfitto ma il periodo più drammatico è passato”

“Il Covid non è ancora sconfitto ma il periodo più drammatico è passato”. Con queste parole di grande equilibrio e buonsenso, il Presidente Mattarella ha richiamato i politici a non strumentalizzare una tragedia come la pandemia e ad attenersi ai fatti e alla scienza che, come il Presidente ha ricordato, è stata decisiva. E lo è stata proprio perché la scienza non è una religione: non si basa su fede o miti o sentimenti individuali ma su fatti dimostrabili e condivisi tra chi di scienza si occupa. Proprio per questa sua natura concreta e razionale, la scienza deve essere la guida durante una pandemia, l’unico strumento di navigazione su cui possiamo fare affidamento. Per nostra fortuna – di tutti noi, comunque la pensiamo – l’ex ministro Speranza questo lo sapeva bene e, pur non avendo una formazione biomedica, si è affidato alla comunità di esperti per prendere decisioni difficili, spesso impopolari, ma nel complesso razionali e giustificate dai dati. E’ grazie alla sua guida e alla maturità dimostrata dall’87% degli italiani vaccinati (91% se si considerano gli italiani con più di 12 anni) se ci prepariamo ad affrontare il prossimo inverno senza l’ansia e l’angoscia di quelli passati.

Il neo-ministro Schillaci avrà la possibilità di muoversi in uno scenario completamente diverso e non deve quindi sorprendere se la sua linea di azione non sarà sovrapponibile a quella del suo predecessore. Indipendentemente dalle frasi ad effetto di chi nel governo continua a strizzare l’occhio ai no vax, analizziamo quali novità potrebbero arrivare nella gestione della pandemia. La prima è stata già annunciata: non ci saranno più i bollettini quotidiani sul Covid19, che diventeranno settimanali. Questa mi sembra una decisione giustissima – che io stessa proposi tempo fa – in linea con la fine dello stato di emergenza. Del resto, ai cittadini non si nasconde nulla perché le informazioni e i dati saranno sempre disponibili a chi li voglia cercare. Le altre possibili azioni riguarderebbero i sanitari no vax, l’isolamento dei positivi asintomatici e le mascherine. La scelta del reintegro anticipato dei sanitari no vax è politica e come tale va letta: entrano in gioco problemi di carenza di personale, così come il tentativo di andare verso una pacificazione che il Paese merita. Certamente, da cittadina e possibile paziente, io non vorrei essere curata da un medico no vax, che non conosce la medicina e che quindi potrebbe fare sulla mia pelle molte scelte sbagliate. Ma il ministro sta solo anticipando di un paio di mesi un reintegro che era già previsto e basterebbe una sua dichiarazione forte sulla necessità che il personale sanitario si vaccini (anche contro l’influenza) per spegnere ogni polemica su questa decisione. Si sta inoltre valutando la possibilità di eliminare l’obbligo di isolamento per i positivi asintomatici e anche in questo caso, considerando che sempre più persone fanno il tampone a casa, più che l’obbligo è importante la comunicazione: anche gli asintomatici possono contagiare, e avere contatti con altre persone da positivi significa metterne a rischio la salute. Più che sull’obbligo, facilmente raggirabile, è bene puntare quindi sull’accortezza degli italiani, perché credo che nessuno di noi vorrebbe sentirsi responsabile della morte di una persona fragile. Infine, mi auguro vivamente che il ministro Schillaci, che è un medico e che quindi conosce la situazione delicata dei reparti ospedalieri e delle RSA, mantenga l’obbligo di mascherina in questi ambienti. Tra nuove e vecchie varianti del SARS-CoV-2 in circolazione, tra influenza e virus stagionali, le mascherine negli ospedali e nelle RSA dovrebbero continuare a costituire un essenziale strumento per limitare la circolazione dei patogeni. Le abbiamo scoperte col Covid19 ma, indipendentemente dalla pandemia, dovremmo continuare a indossarle quando ci rechiamo in quei luoghi in cui ogni microbo, anche il meno aggressivo, può aggravare le già precarie condizioni di salute di chi è fragile. La pacificazione e il ritorno alla normalità passano anche attraverso questo: l’abbandono delle posizioni conflittuali prese in campagna elettorale, in nome della tutela della salute pubblica e di una vera etica della convivenza.

(Editoriale pubblicato ieri su La Stampa)

Racconti: Tigri, isole misteriose, serpenti, foreste monsoniche, galeoni ed esotismo, di Anselmo Pagani

Tigri, isole misteriose, serpenti, foreste monsoniche, galeoni ed esotismo fanno da sfondo alle mirabolanti avventure di personaggi quali Sandokan, Yanez, Lady Marianna, Tremal Naik o il Corsaro Nero, in 105 romanzi e più di 130 racconti tradotti in moltissime lingue, che ci parlano di Paesi lontani e località remote, tutte descritte in maniera tanto realistica che pare di esserci.

Eppure Emilio Salgàri, dall’Italia, non uscì mai e anzi trascorse gran parte della sua tormentata esistenza fra lo studio di casa, dov’era uso scrivere senza interruzioni per intere giornate, e la biblioteca, dove si rinchiudeva per consumarsi la vista consultando carte geografiche, resoconti di viaggio e le prime guide turistiche per i pochi giramondo di quegli anni.

Nato a Verona il 21 agosto del 1862 da una famiglia di commercianti, dopo le elementari passò alla Regia Scuola Tecnica senza entusiasmo, tanto che non riuscì a terminarla poiché nella sua testa aveva iniziato a farsi largo un’idea, una soltanto: quella di diventare capitano marittimo e così girare il mondo.

Non ci sarebbe riuscito perché, dopo un anno di praticantato come semplice uditore presso l’Istituto Nautico di Venezia, non passò l’esame di annessione al corso e pertanto, a dispetto di ciò che amava far credere di sé, il mare, quando lo vide, fu come semplice spettatore, mai però da protagonista a bordo di una nave, e i pochi viaggi che intraprese in vita sua furono sempre per via terrestre, su e giù per la Pianura Padana.

Al contrario, quanto a fantasia e immaginazione, pareva non avere confini tanto che a soli 21 anni d’età, a partire dal 15 settembre del 1883, per la veronese “la Nuova Arena” iniziò a pubblicare a puntate il primo romanzo d’appendice intitolato: “Tay See, una storia d’amore ardente e guerra feroce”.

Vista la buona accoglienza, a distanza di appena un mese sullo stesso quotidiano uscirono con cadenza giornaliera le 150 puntate de “la Tigre della Malesia”, romanzo che raccolse un successo inatteso e strepitoso che lo rese celebre e ricercato dagli editori, gli stessi però che avrebbero a poco a poco contribuito alla sua rovina.

La scomparsa in rapida serie della madre, nel 1887, e poi del babbo suicidatosi perché erroneamente convinto di essere affetto da una malattia in stadio terminale, non interruppero la sua produzione “a getto continuo” di una prodigiosa e seguitissima serie di romanzi, quali “La favorita del Mahdi”, “I pescatori di balene”, “Duemila leghe sotto l’America”, “La scimitarra di Budda”.

Tuttavia, non avendo più particolari legami affettivi con la città di Verona, dopo le nozze con Ida Peruzzi nel 1887 e la nascita della prima figlia Fatima, decise di trasferirsi in Piemonte, stabilendosi infine a Torino, sede della casa editrice Giulio Speirani.

Per quest’ultima, infatti, s’era impegnato a scrivere almeno tre romanzi all’anno per la (modesta) somma forfettaria di 300 lire a romanzo, indipendentemente dalle vendite effettive.

Risultato? Se l’editore fece fortuna, lui invece, ormai diventato padre di quattro figli, dovette sempre accontentarsi d’inseguire il miraggio della tranquillità economica senza però mai conquistarla, motivo che, insieme ai massacranti ritmi lavorativi e al consumo di oltre cento sigarette al dì, iniziò a minargli la mente oltreché il fisico, facendolo scivolare in una profonda depressione, peraltro accentuata dal gelido distacco col quale la critica accoglieva le sue opere, considerate alla stregua di semplici “libri per ragazzi”.

In aggiunta a ciò, la morte in un breve lasso temporale di due figli maschi lo fece precipitare nella disperazione più inconsolabile, inducendolo già nel 1909 a tentare il suicidio per la prima volta e facendo nel contempo uscire di senno la moglie, ricoverata in manicomio.

Quasi solo, disperato, incerto sul futuro Emilio Salgàri il 25 aprile del 1911 scrisse un ultimo biglietto col seguente commiato dal mondo: “Vi saluto spezzando la penna”, per poi darsi la morte secondo l’antico rituale dei samurai giapponesi facendo harakiri, cioè squarciandosi il ventre con un affilato rasoio.

(Testo di Anselmo Pagani)

Racconti: No, questa non è una crisi di natura economica o sociale, di Guido Mazzolini

No, questa non è una crisi di natura economica o sociale, sarebbe una definizione troppo semplice che confonde le conseguenze con la causa. Ciò che stiamo vivendo è il frutto malato di qualcosa ancora più terribile, una crisi etica e morale che riguarda i “valori”, parola così antica che ricordiamo solo in bocca a qualche nonna. Ma la realtà è palese, abbiamo raso al suolo ogni passione, cultura, capacità di autocritica e orgoglio, sdoganando nefandezze insulse, spacciando per diritti quello che in realtà è il semplice capriccio di qualche moccioso.

Abbiamo abbattuto il pensiero, in nome di un paradigma unico e autoritario che impedisce la dissidenza. Attraverso un sistematico lavaggio del cervello per uniformare le coscienze, i media sono diventati il braccio del sistema, quello stesso sistema che inocula veleni spacciandoli per ideali “progressisti” e “liberali”. Parole, ci fottono con le parole, ne cambiano il significato e l’essenza. La mistificazione più grande è quella relativa alla libertà, che oggi è diventato un termine abusato e distorto. Quanta strada ancora da fare, abbiamo imboccato un sentiero oscuro e triste. Il relativismo dei valori che lasceremo in eredità alle generazioni future diventerà una delle disgrazie più grandi nella storia di un occidente ormai arrivato al capolinea.

Libri: Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri | ” Dove non mi hai portata”, di Maria Grazia Calandrone 

” Dove non mi hai portata” di Maria Grazia Calandrone

Ho il piacere di conoscere, per il momento solo virtualmente, la poliedrica poetessa e scrittrice Maria Grazia Calandrone dal 2009. Seguo la sua storia personale da quando l’ ha resa pubblica e ha condiviso con i suoi amici ogni momento di scoperta del passato, il suo passato così misterioso e sofferto.

In questo libro ripercorre le sue origini, quando a otto mesi è stata lasciata su una coperta, sotto un albero, in un parco, a Roma. Senza un biglietto. Ma una lettera inviata ad un giornale in cui sono scritti i dati anagrafici della piccola, e la volontà suicida dei suoi genitori, Lucia e Giuseppe. 

Maria Grazia vuol conoscere tutti i particolari, vuol sapere chi era Lucia, sua madre e capire perché l’ ha abbandonata. E lo fa attraverso gli articoli sui giornali di quel tempo ( 1965) ed andando nei luoghi in cui ha vissuto Lucia , interrogando coloro che l’hanno conosciuta. Ne esce un ritratto molto sofferto. Lucia, da bambina dimostra di essere molto intelligente, anche se riesce a frequentare pochi anni scolastici, solo la matematica non le piace. Il suo primo amore si chiama Tonino, ma il padre non vuole perché è uno senza soldi. La fanno sposare per forza con un uomo a cui non piacciono le donne ed è anche manesco. Conosce Giuseppe ,più grande di lei e sposato,i due si innamorano e concepiscono Maria Grazia. È un’epoca particolare, in cui la donna adultera commette un reato punibile col carcere. La loro vita sarà complicata anche dal poco o nulla lavoro disponibile. Non vogliono.che la piccola debba soffrire, per lei desiderano una vita migliore. 

Un libro davvero toccante, una storia i cui particolari ti entrano dentro, in ogni cellula del tuo corpo, i recettori ne catturano l’essenza ,cerchi di metterti nei panni di Lucia, lei così esile come corporatura ma forte di carattere e piena di vita, ma che le regole della società rendono fragile e soprattutto le sbarrano ogni via di speranza. E poi c’è Maria Grazia che ha bisogno di sapere , di capire e lo fa meticolosamente come una vera detective professionista, aiutata dalle brillanti intuizioni della figlia Anna.

Mi sono emozionata moltissimo, ho pensato a mia Madre, a tutte le volte che non l’ ho capita ed aiutata, a tutte le parole che non le ho detto, a quando me ne sono andata e dopo qualche ora Lei non c’era più.

” Vengo a prenderti,adesso che ho il doppio dei tuoi anni e ti guardo , da una vita che forse hai immaginato per me. 

Adesso vengo a prenderti e ti porto via.

Lucia, dammi la mano”.

Racconti: Piangere per lo stesso problema, di Cinzia Perrone – Autrice

Piangere per lo stesso problema

Tanto tempo fa, in un paese molto lontano, viveva un uomo conosciuto e rispettato da tutti per la sua infinita saggezza. Egli aveva cominciato col dare piccoli consigli a parenti, amici e conoscenti del posto, ma dopo poco tempo la sua fama di uomo saggio crebbe così tanto che principi e regnanti dei paesi vicini e lontani lo chiamavano spesso per avere un consulto.

Ogni giorno dozzine di persone si recavano da lui per ricevere i suoi saggi consigli. Tuttavia, l’uomo saggio notò che molti dei suoi frequentatori erano divenuti dei veri abitudinari, ma la cosa che gli dava fastidio, era che costoro lamentavano ogni volta lo stesso problema. Essi ascoltavano diligentemente i suoi consigli, però non li mettevano mai in pratica.

Un giorno, l’uomo saggio diede lo stesso appuntamento a ognuno di questi suoi frequentatori abituali. Una volta riuniti, raccontò loro una barzelletta molto divertente. Tutti quanti gli ospiti si misero a ridere. L’uomo saggio attese qualche minuto, quindi, raccontò di nuovo la stessa barzelletta. Dopo una breve pausa la raccontò un’altra volta, e ancora e ancora.

Per ore l’uomo saggio raccontò loro la stessa barzelletta fino a quando non furono presi dalla disperazione. Fu allora che l’uomo saggio disse: “Se non riuscite a ridere più volte della stessa battuta, perché piangete più volte per lo stesso problema?”

Antonella Viola: Non mi disturba l’idea di una commissione d’inchiesta sulla pandemia

Non mi disturba l’idea di una commissione d’inchiesta sulla pandemia. E credo anzi che, se condotta con onestà e intelligenza, sia doverosa e utile. Appalti, finanziamenti, spartizioni, nomine, gestione dei tamponi… sono tutte cose che vanno controllate perché sarebbe inaccettabile se qualcuno avesse approfittato della pandemia e commesso illeciti. Così come è importante capire bene cosa è accaduto nelle RSA perché non accada mai più. Anche sulla gestione della scuola o sulla scelta delle categorie da vaccinare per prime è bene che si faccia chiarezza (chi mi segue sa che ho sempre criticato le misure restrittive scolastiche).

Quello che non si deve fare è usare questa importante occasione per screditare la scienza in nome della religione no vax (quella sì è una religione!). Per il resto, chi ha operato nella legalità, guidato dalle evidenze scientifiche e per il bene comune non ha nulla da temere da un’inchiesta.

Abbiamo davvero gestito male la pandemia? O, come ha detto la premier, abbiamo avuto più morti degli altri nonostante le misure più drastiche? No. L’Italia è stata la prima ad essere colpita e questo ha causato la tragedia dei primi mesi del 2020. Ma se confrontiamo i dati di eccesso di mortalità vediamo che siamo messi molto meglio di tanti altri Paesi (Uk e Spagna per restare in zona) e che siamo in linea con la mortalità che c’è stata in Francia e Germania. (I dati sono disponibili sul sito EuroMomo; ringrazio Enrico Bucci per la segnalazione). Così come è discutibile l’affermazione che abbiamo adottato le misure più restrittive, perché lockdown lunghi, mascherine e green pass ci sono stati ovunque. Quindi se questo è il motivo per la commissione d’inchiesta è meglio non sprecare tempo e denaro (pubblico) perché la domanda è basata su affermazioni false. Meglio invece capire se c’è stato spreco di denaro pubblico per illeciti, se i finanziamenti pubblici sono stati assegnati con trasparenza e usati in maniera efficace. O, come scrivevo ieri, per essere più preparati alla prossima pandemia, mettendo in sicurezza ospedali, scuole e RSA.

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri | “Storia della bambina perduta”, di Elena Ferrante

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri | “Storia della bambina perduta”

(Elena Ferrante – edizioni e/o)

Finita la quadrilogia (L’amica geniale), posso dire che quest’ultimo “capitolo”, se resta coinvolgente e se segna una “compiutezza” nel personaggio di Elena, che si evolve, sempre più sicura e consapevole di se stessa, presenta alcuni personaggi che mi hanno perplessa e risvolti troppo poco chiari.

Dede, Elsa, il loro rapporto tra di loro e con la madre mi hanno, ad esempio, lasciato l’amaro in bocca più volte.

Mi sono posta alcune domande e penso che questo rapporto così aspro, possa, in parte derivare dalla formazione di Elena: un piede nel patriarcato e uno nel femminismo. Radici povere, in ambiente grezzo, violento, ignorante e maschilista, e una evoluzione colta, moderna.

Difficile trovare la propria strada come moglie e madre, più difficile per lei, in bilico tra due contrastanti realtà che non per chi non ha mai “assaggiato” che un solo modo di essere donna/moglie/madre.

Spunti interessanti, dunque, ma anche una inspiegabile “sparizione” di “genialità”, tanto in Elena, quanto in Lila, forse perché ormai “compiute”. Senza più spazio di evoluzione e crescita.

La scomparsa di Tina poi, avvenuta, secondo me, per mano dei Solara è un modo crudele di privare Lila per sempre del suo “genio” e per ridurre la sua intelligenza irrequieta a “follia” e stranezza.

Forse, Lila che sparisce, è un modo per “ritrovarsi”, per essere ancora un personaggio “presente” e “pesante” di Lila stessa. Non so, è una mia ipotesi.

Non mi piace il finale, con la restituzione delle due bambole perdute durante la fanciullezza, inizio dell’amicizia travagliata tra Elena e Lila.

Significa che resteranno sempre amiche?

O, al contrario, la restituzione delle due bambole significa che Lila non vuol più sapere niente di Elena, tanto da “rimandare indietro” l’oggetto che le ha fatte diventare amiche?

Significa che Lila, in possesso delle due bambole da chissà quanto, si beffa di Elena, avendole nascosto di aver recuperato il giocattolo per schiacciarla ancora una volta, per beffarla?

O altro?

Non lo so e questa mancanza di risposte, alla fine di una storia bella e coinvolgente, me la rende meno gradita.

Chiara Rossini

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

I MIEI STUPIDI INTENTI, di Bernardo Zannoni

I MIEI STUPIDI INTENTI di Bernardo Zannoni

Una storia di vita crudele di un animale/di un uomo. La dura realta’ del vivere quotidiano. La violenza e il male contro cui ogni essere vivente deve lottare nell’esistenza. Le passioni e gli istinti più profondi che caratterizzano ogni creatura. La lettura e la scrittura come ragione di vita. Infine la presenza continua di un Dio che sembra lontano ed indifferente al suo creato, ma che in realtà e’ l’incontro tanto atteso al termine di tutto.

Marilù Capelli

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Tre giorni poi sarà per sempre di Marco Conti

Tre giorni poi sarà per sempre di Marco Conti

Oggi vi voglio segnalare l’ultimo romanzo pubblicato dell’autore italiano Marco Conti!

Il romanzo di Marco Conti, la trama

Iris e Periplo Blog

“Tre giorni poi sarà per sempre”, è la storia di Giorgio e Asia che, innamorati da sempre e prossimi al matrimonio, trascorrono le serate nel cantiere in cui si sta costruendo la casa dei loro sogni. In questo tratto di terra spezzata dal mondo, al lume di una candela Giorgio e Asia si confidano, si amano e attraverso un cannocchiale, assistono a una sorta di “reality show clandestino” rubando tratti di vita vissuta alle famiglie che vivono nel palazzo vicino. Proprio attraverso questo cannocchiale, Giorgio scoprirà qualcosa che turberà la sua anima al punto da mettere in discussione le sue certezze.

Chi è Marco Conti?

Marco Conti è uno scrittore italiano, abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista.
E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.
La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog, uno spazio su cui scrive e condivide le sue passioni e le sue idee.
Tre giorni poi sarà per sempre è il suo quarto romanzo ed è uscito da pochissimo anche nelle librerie.

Info sul romanzo e i link dove trovarlo

Formato del libro copertina flessibile, 208 pagine. Pubblicato da IVVI Editore, disponibile online e nelle migliori librerie.

Link dell’autore: Booktrailer:

Blog – https://marcoscrive.wordpress.com/
Instagram – https://www.instagram.com/marcoscrive/
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=dJowfpmDdQQ

I link per acquistarlo:

Amazon – https://www.amazon.it/Tre-giorni-poi-sar%C3%A0-sempre/dp/B09MZXWR2P/
Ivvi – https://www.ivvi.it/product/tre-giorni-poi-sara-per-sempre/

Trentanni nel Trecento, il romanzo storico di Paolo Ciri

Trentanni nel Trecento, il romanzo storico di Paolo Ciri

Trentanni nel Trecento è un romanzo/saggio che descrive le vicende dei personaggi storici intrecciandole con quelle dei personaggi di fantasia.
Un tentativo di ricostruire la vita medioevale per confrontarla con quella odierna e scoprire che poco è cambiato.
Uno stile veloce e scarno per percorrere i trenta anni di vita del protagonista, e divagare nelle tante brevi storie degli altri personaggi.
Vi troverete la caduta di San Giovanni d’Acri, la fine dei Templari, la storia dei Re maledetti, le compagnie di ventura, i flagellanti, i pellegrini, Cola di Rienzo, Gil Albornoz, Carlo Iv, la costruzione della Rocca di Spoleto, la Bolla d’Oro, la Serenissima Repubblica di Venezia, le battaglie in oriente, la guerra dei cento anni, il terremoto e la peste nera che coinvolsero tutta Europa, e molto altro, intorno alla vita di Jacquì.

Iris e Periplo Blog

Paolo Ciri, 58 anni, Docente di Diritto ed Economia, vive a Spoleto. Sulla sua bellissima città ha scritto un sito con oltre 500 schede (www.myspoleto.it).
Motociclista praticante, su strada e fuoristrada; si definisce uno “scrivente”, per la voglia di raccontare agli altri, ma non “scrittore” che è cosa ben più alta.
E’ stato giornalista e speaker nel motociclismo agonistico (da questa esperienza il libro “Fuorisacco”), ha scritto molti altri libri, tra i quali due di carattere giuridico ed un romanzo storico (Trentanni nel trecento).

Il libro è disponibile in formato cartaceo con copertina flessibile e in digitale, 194 pagine.
E’ una autopubblicazione, l’edizione digitale è realizzata con StreetLib, una casa editrice italiana operante nel settore dell’editoria elettronica.

Sito Web dell’autore: https://www.paolociri.it/

Link per acquistare il romanzo:

Amazon: https://amzn.to/3R6BfQt
StreetLib: https://store.streetlib.com/fiction/trentanni-nel-trecento-36371/

Percorsi intrecciati e vite parallele

Percorsi intrecciati e vite parallele

Iris e Periplo Blog

Il nuovo romanzo di Le Storie di Irut

Scelte casuali, azioni insignificanti, incontri inaspettati contribuiscono a comporre il puzzle di ogni esistenza. Imboccare una strada rispetto un’altra, trovarsi li, per caso, ti consentirà di vivere delle opportunità mai pensate prima.
E solo quando s’inizia a desiderare, a diventare irrequieto, fissare prepotentemente ciò che è stato deciso debba succedere a noi, solo allora, ti rendi conto che non puoi più ignorarlo.
Sarà così che inizierà il percorso, quelle piacevoli sensazioni, quelle coinvolgenti passioni, per il tempo a noi concesso.
Così tutto sarà svelato, tutto sarà posto lì dove era previsto, mentre a noi resterà soltanto il retrogusto di quanto vissuto, la percezione che tutto sommato sia stato utile viverla.

Dalla lettura di questo romanzo si evince fin da subito la scrittura incredibilmente eccelsa.
L’autore riesce ad accompagnarti in questa storia come se fosse una sola e lunga poesia, facendo diventare la sua scrittura un atto automatico, come respirare.

Il romanzo Percorsi intrecciati e vite parallele è pubblicato da ilmiolibro.it nella categoria narrativa.
È disponibile in versione digitale e cartacea con copertina flessibile, 136 le pagine.

Le Storie di Irut, nasce dall’esigenza di raccontare un finale diverso alle storie lette e dall’urgenza di narrare episodi di vita vissuta, che intrecciati con mondi ideali, consentano al lettore di riscrivere la propria esistenza.
Dalle parole dell’autore: “Irut è anche l’altro me, grazie a lui riesco a immaginare e narrare mondi ideali, “Storie”, appunto, nelle quali chiunque si appresti a leggerle possa interrogarsi o rivedersi in alcuni dei momenti descritti.”


Link per l’acquisto:

Amazon: https://amzn.to/3CsJ6DA 

Ilmiolibro: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/612948/percorsi-intrecciati-e-vite-parallele/

Feltrinelli:
https://www.lafeltrinelli.it/percorsi-intrecciati-vite-parallele-libro-le-storie-di-irut/e/9788892385962?queryId=9d9989e5f80338e03b8ad4a10d11db05

Mondadori: https://www.mondadoristore.it/Percorsi-intrecciati-vite-Le-Storie-di-Irut/eai978889238596/

Libraccio: https://www.libraccio.it/libro/9788892385535/le-storie-di-irut/percorsi-intrecciati-e-vite-parallele.html

a ecco una poesia

a ecco una poesia

ottobre 28th, 2022

mi porto avanti

nel tempo

non si sa mai,

la poesia all’albero di natale

che verrà

al freddo e al gelo con poco gas

poca legna

e pochi danari per corrompere

la vita,

di destra è l’avvenire

volti squadrati e sicuri come allora

cerotti e rattoppi per tutti

noi italiani

noi europei anche

quando serve,

a

ecco una poesia

che non serve.

POESIASTANCABLOG

Poesi: Genom atomer / Through atoms. (Poesia: atomi del genoma/attraverso gli atomi)

Yolanda – Aspergers syndrome – Poetry – Photography/edit – Art – Mental illness 

in Kreativitet / CreativityYolanda – författare / Whriter

Pulserande stjärnfall 

Gråtande gatlyktor

Vattenpölar av glas

Droppar av metallisk glans

Siluetter dansar, spatserar

Längs dimmans skrik 

Där gnistror viskar 

Via ådror av sav.

Poesia: atomi del genoma/attraverso gli atomi.

stella cadente ulcerosa

Lampioni piangenti

Pozzanghere di vetro

Gocce di lucentezza metallica

Le sagome ballano, passeggiano

Lungo l’urlo della nebbia

Dove sussurrano scintille

Attraverso vene di linfa.

Danimarca

Libri: La vita in tasca, di Simona Sparaco

Quando l’Unicef propose a Simona di scrivere un racconto sul tema dell’istruzione come motore del mondo, lei pensò immediatamente al ragazzino trovato in fondo al mare con una pagella cucita nella giacca. Immaginò la sua storia e decise di raccontarla in parallelo a quella di un coetaneo italiano per il quale la scuola non rappresentava, come per l’altro, un diritto conquistato a fatica e un’occasione di riscatto. Poi il racconto è diventato un romanzo, perché accanto ai due ragazzi sono emersi i profili delle loro madri, a tutti gli effetti coprotagoniste della storia.

Secondo me è uno dei suoi libri migliori. Simona parla di cose che conosce, e si sente. Leggendola, ti accorgi che i sogni diversi di Malik e Mattia, e i patemi delle rispettive madri, ti risuonano dentro. Perché sono i nostri sogni, e i nostri patemi. #lavitaintasca#libri#simonasparaco

Massimo Gramellini

Libri: La mia prediletta, di Romy Hausmann

Romy Hausmann

La mia prediletta

Ecco qua un altro romanzo di esordio di una scrittrice tedesca, di cui ancora non avevo letto niente. Avendo un debole per i gialli mi sono fatta tentare da questa nuova (almeno per me) lettura ed ho scoperto un thriller psicologico avvincente quanto inquietante.

La vicenda, ambientata a Monaco di Baviera, che prende spunto da reali fatti di cronaca nera legati a donne rapite e tenute segregate, vede intrecciarsi la vita di quattro personaggi principali – Jasmin, Lena, Matthias e Hannah – che raccontano la loro parte di storia e la loro parziale verità. Lena e Jasmin, due donne rapite e forse tenute prigioniere da un uomo che si comporta come se fosse il loro dio, ma è solo una che riesce a scappare e, dopo essere stata investita da un auto, viene ricoverata in ospedale accompagnata dalla figlioletta, Hannah, una ragazzina che dice di essere la figlia di Lena; Matthias è il padre di Lena, rapita da circa quattordici anni, che non si è mai arreso all’idea della morte della figlia sparita. Ma Hannah racconta anche una strana storia dicendo che lei e la sua famiglia vivono in una capanna nascosta nel bosco per non farsi trovare da nessuno e che la mamma non sempre rispetta le regole ed ha sbagliato perché voleva uccidere il padre; parla anche di un fratello, Jonathan che sarebbe rimasto nella capanna a pulire. E la donna ricoverata non è Lena, anche se le somiglia molto, ma dice di chiamarsi Jasmin e di essere stata rapita da qualche mese.

Una storia intrigante che la Hausmann racconta con grande perizia, senza far mai cadere l’interesse del lettore e che sviscera l’atmosfera claustrofobica della vita nella capanna e ricostruisce in modo doloroso il destino delle vittime svelandoci con un finale inaspettato cosa è successo in quei quattordici anni e chi è l’artefice di tutto questo orrore.

Ale Fortebraccio

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri