Le stazioni – di Frida la loka

Poesia, Lombardia

Foto di Allena, Pixabay

Binari bianchi,
sghembi,
sembrano allineati,
Effiggiano del blu mare s’un cielo a tinta unita.

Vagoni pieni; pensieri, desideri, confessioni, sentimenti, sofferenze, ricordi, sogni, persino persone.

Le stazioni
Cambiano in continuazione
Dipende solo
del viaggiatore
Non vi è tempo,
fretta o rallento
Armonie delicate
Accompagnano il passo

Qualcuno scende
Tornando là,
da dov’è partito
Un paese, la mente…
il cuore

E altri; beh…
non si fermano fino a
destinazione raggiunta.


Immagine di portata: Maksim Romaškin,Pexel.

Tua

26 aprile, 2023

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Saudade – di Frida la Loka, (IT-ESP)

Poesia di Frida la Loka, Lombardia

Immagine di Frida la Loka

Questi versi, gli scrissi come noterete nel 2021, allora non facevo parte del grupo di scrittori e bloggers per i blogs di Pier Carlo Lava, (alessandria.today/ alessandriaonline.com), quindi, mi fa piacere di condividerli con voi.

Hai il fiuto di mostrarti
quando meno te l'aspetti
Giri in torno assediando
calma, languida, furba.

Che trovi la gagliardia
quando vedi mollezza
La tenerezza non è concessa,
ma basterebbe uno sguardo aggraziato
per tornare dell'oblio.

La fitta nebbia
accentua la tua posente figura,
Ma a mala pena
lascia veder il tuo profondo.

Il soffio del vento giocherella
oggi sei quì, domani ti allontani,
Ma chi a paura da chi?

Che scompari
con la tramontana
e pronto sei qui
con lo scirocco.

Saudade...
oggi sei qui
soltanto l'anima;
ma soltanto lo spirito
potrà dirimere
farti entrare o meno.
Immagine di Frida la Loka

Si è soliti tradurre il termine saudade con ”nostalgia” ma in realtà rappresenta un concetto più complesso…La saudade è anche difficile da spiegare ma non bisogna necessariamente essere brasiliani per capirla: non è solamente nostalgia, tristezza e malinconia ripensando a momenti che vorremmo rivivere; la saudade è un misto di tutto questo con l’aggiunta di una forte speranza che da forza e energia per lottare in modo tale da rivivere certi posti, persone e sensazioni.

Anhelo

Tienes la intuición de mostrarte
Quando menos te lo esperas
Giras en torno asediando
Calma, lánguida, astuta.

Che encuentras vigor
Cuando ves blancura.
La ternura no está permitida,
Bastaría sólo una mirada agraciada
Para regresar del olvido.

La densa niebla
Acentúa tu figura poderosa,
Pero a mala pena
Deja ver tu profundidad.

El soplo del viento se divierte
Hoy estás aquí, mañana te alejas,
Quién tiene miedo de quién?

Que te alejas con los vientos del Norte
Y prontamente de nuevo aquí
Con el Siroco.

Anhelo...
Hoy estás aquí,
Sólo el alma;
Tan sólo el espíritu
Podrá dirimir
Hacerte entrar o no.

Tua

17 novembre, 2021

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Con il cuore in tasca  – di Frida la loka

Di Frida la loka,  Lombardia

Mentre un cielo blue è trafitto
dalle bianche lische di pesce, fine, scaltre, lacerando in mille pezzi lo spazio

Il silenzio; sempre accanto, compagno fedele dirompe tanti dei mie crocicchi;
E io, osservo il mare lassù.

Mi distraggo, inizio a gioccherellare con il pensiero in una mano,
e il fumo che sale
E non posso, non voglio
Giocare con la tasca della mia camicia...

Uno degli angoli è scucito,
non ho voglia di ripararlo,
-ma il cuore?, penso. Chissà; lasciasse sfuggire qualche pezzetto!...
Infine; non sarebbe male un pò di pace
per il mio animo turbato.

Oh! Quanta voglia di urlare a fin non posso!
Mi chiedo, - cosa ho nella mia piccola tasca ? - il cuore?, pazzia? O resta solo il fondo da raschiare?... briciole.
Da Pexels

Tua

19 aprile,  2023

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E lontano, lontano nel tempo – da Frida la loka

Lombardia

Luigi Tenco ( 1966)

Qualche cosa negli occhi di un altro
Ti farà ripensare ai miei occhi

I miei occhi che t'amavano tanto
E lontano, lontano nel mondo

In un sorriso sulle labbra di un altro
Troverai quella mia timidezza

Per cui tu mi prendevi un po' in giro
E lontano, lontano nel tempo

L'espressione di un volto per caso
Ti farà ricordare il mio volto

L'aria triste che tu amavi tanto
E lontano, lontano nel mondo

Una sera sarai con un altro
E ad un tratto, chissà come e perché

Ti troverai a parlargli di me
Di un amore ormai troppo lontano

Tua

13 aprile, 2023

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Plenilunio d’amore – di Frida la loka

Di Frida la loka, Lombardia

foto di #PieroGiacomelli (Ets Regalami un sorriso)
Sotto la pioggia flebile 

di aprile, luna rossa

Accesso amore

Si consuma sotto un

cerchio quasi perfetto.


Venature irregolari,

Bocche s'intrecciano

in un mare carminio

Braccia colme, tenerezza.


Profumi orientali

Evocano posti lontani

Terra sconosciuta, antica

Terra mistica

affascinante

Come questo Plenilunio

D'amore.

Tua

6 aprile, 2023.

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RISORGI

RISORGI

Risorgi, Cristo, risorgi nei bambini
che hanno per braccia rametti secchi,
mani che non sanno accarezzare
e piedi che non calzeranno mai scarpe.

Risorgi, Cristo, risorgi nei giovani
irrequieti, ribelli e sprezzanti del pericolo,
che non hanno ancora appreso
quanto è sacra la vita.

Risorgi, Cristo, risorgi negli anziani
con i volti solcati dalle pene
e gli sguardi malati di solitudine.

Risorgi, Cristo, risorgi nei loro figli
che lottano e non possono accudirli
e in quelli che non li vogliono accudire.

Risorgi, Cristo, nella mia anima che sanguina,
stracciata dalle brutture del mondo,
che non sa più credere e sperare. Risorgi!

#MiriamMariaSantucci

Federico García Lorca, poesia ( IT – ES), Frida la Loka

Frida la loka, Lombardia

Potessero le mie mani sfogliare

Pronuncio il tuo nome

nelle buie notti,

Quando giungono gli astri

A dissetarsi dalla luna

E dormono i ramoscelli

Delle nascoste fronde.

E mi sento vuoto

Di passione e di musica.

Orologio pazzo che canta

Antiche ore morte.

Pronuncio il tuo nome,

In questa notte buia

E il tuo nome risuona

Mai tanto lontano.

Mai tanto lontano come le

stelle

E più dolente della mite

pioggia.

¿Ti amerò mai, come allora?

¿Che colpa ho in cuor?

Se la nebbia svanisce,

¿Che altra passione mi

attende?

¿Sarà tranquilla e pura?

¡¡Potessero soltanto le

mie ditta

sfogliare la luna!!


(Traduzione e adattazione di Frida la Loka)
Libro di poemi – 1921
Fonte: Passione Astronomia

Si mis manos pudieran deshojar

Yo pronuncio tu nombre

en las noches oscuras,

cuando vienen los astros

a beber en la luna

y duermen los ramajes

de las frondas ocultas.

Y yo me siento hueco

de pasión y de música.

Loco reloj que canta

muertas horas antiguas.

Yo pronuncio tu nombre,

en esta noche oscura,

y tu nombre me suena

más lejano que nunca.

Más lejano que todas las

estrellas

y más doliente que la

mansa lluvia.

¿Te querré como entonces

alguna vez? ¿Qué culpa

tiene mi corazón?

Si la niebla se esfuma,

¿Qué otra pasión me

espera?

¿Será tranquila y pura?

¡¡Si mis dedos pudieran

deshojar a la luna!!


Libro de poemas – 1921

Tua

30 marzo, 2023

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Notte fonda- di Frida la loka

Frida la loka, Lombardia

Cielo marmoreo 

Masse informi e paffute

cottonate

Non dormo, la sigaretta

accesa, lampeggia a

scatti

Il sapore del caffè

Retrogusto amaro

Le stelle giocano

Quale brilla di più?

Pianeti allineati

Mistero là su

Un desiderio

lo devo chiedere

La stella cadente

Mi condanna

Perché lo so...

Irraggiungibile

Tua

27 marzo, 2023

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Poesia: “Sull’orlo dei miei versi” di Caterina Alagna

Link al mio blog :https://ilmiocantopoetico.altervista.org/sullorlo-dei-miei-versi/

Sull’orlo dei miei versi

nevicano fiocchi di miele

che consumano acuminati pensieri

fino a smussarne i bordi

ricoperti d’antichi veleni.

La poesia s’avvinghia all’anima mia

e s’inerpica lungo arbusti

di fervide immagini d’amore

che si sciolgono in metafore armoniose,

in languide rime

da cui emerge, nascosto da una docile foschia,

il timido accenno di un cuore pulito

che non s’arrende a un cielo

mancante d’amore.

Il silenzio delle piante – di Wislawa Szymborska

Ripubblicato da Frida la loka

Lombardia

La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.

So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e cosa in dicembre.

Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.

Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.

Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.

Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.

La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch’esso ci accomuna.

Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio corpo non ha radici.

Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.

Epìfite, boschetti, prati e giuncheti –
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.

Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa e rimandato a mai.

Wislawa Szymborska: 2 luglio 1923 – 1 febbraio 2012, è stata una poetessa polacca, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1996. Arguta, sensibile, ironica: la poesia della Szymborska vive delle piccole cose di ogni giorno e al contempo riesce a toccare temi universali e profondissimi. Amava le piccole realtà quotidiane, le coincidenze, la natura in tutte le sue forme. E aveva un dono, raro anche nei poeti più affermati: sapeva restituire la meraviglia e lo stupore per ogni avvenimento umano.

Tua

23 marzo, 2023

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E io ti accolgo! – di Frida la loka

Lombardia

Notte stellata (dipinto di Vincent van Gogh)

MoMA (The Museum of Modern Art)
Aspetterò

Non saprei quanto

Nelle notte stellate

Avvolte nella coltre

Sommerse nel silenzio

Che aquieta anime

in attesa e non sazie

Aspetterò

E ti accoglierò

Coi tiepidi raggi del

Primo mattino

Io, aspetterò...

Tua

22 marzo, 2023

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Il 20 marzo è al giornata dedicata alla felicità…,Gabriella Paci

CI sfiora la felicità

Bussa con fragile becco la felicità

sul davanzale dei desideri e subito

un frullo d’ali la porta lontano.

A nulla vale la lusinga della briciola

che diventa segno del sogno.

Resta una sensazione più che un’evidenza

l’aver tentato il gioco della seduzione

per  un’emozione antica o meglio

per la ricerca ostinata di un’idea che

addolcisce il vero e rende mite la sera

anche se la luce abbandona il giorno,

illudendoci con la bellezza del tramonto.

E’in questa discontinuità e la sensazione

di aver provato qualcosa che sta una parte

del sentire la felicità come un bene che

ci ha sfiorato, anche se per poco, la fronte

e rende prezioso il tempo della sua attesa.

Photo by Phil Mitchell on Pexels.com

il 18 marzo è la giornata in cui si celebra il ricordo dei morti di covid… una mia poesia per celebrarla, Gabriella Paci

18 marzo: giorno della memoria covid

A chi ha superato il confine della vita

senza la tenerezza di un bacio,

abbraccio o carezza vanno queste parole:

siano esse per sempre aiole dove

 far fiorire i gesti negati  scaldati

dal calore mai spento del ricordo.

 Come preghiera sale alle labbra

di ognuno un addio da ricucire

nel vuoto delle mani ma non del cuore

dove non mancano nomi e volti di tanti

che come sabbia sugli occhi bucano

lo sguardo che cerca a terra le radici

antiche che ci ancoravano al tempo.

Sventola lo scampolo dell’oggi

sul pennone della fragilità. Ci sentiamo

un po’ più soli e un po’ più vecchi

nell’accasciarsi della luce sulla notte

di un corteo senza fanfare,solo di bare

clandestine che ha reciso il filo della prospettiva.

Difficile alzare ora gli occhi al cielo

alla ricerca della stella cometa a indicare

la via della speranza con i  pesanti  passi del dolore.

Photo by Ivan Samkov on Pexels.com

Il cancello – di Frida la loka

Lombardia

Fonte: ecologica.online
Dietro; tutto è un mistero
Lo si percepisce nell'aria densa
La brezza spettina dolci e affascinanti chiome
Mentre il silenzio abbonda

Un paradiso racchiuso
Tranne che per gli uccelli
Grandi stormi
Disegnano maestose coreografie
Precipitando in paradiso
Si fiondano, decisi

Fraseggi da lontano si avvicinano
suoni accattivanti,
Annunciano il loro ritorno
quasi un jazz
Melodie uscite in armonici ritmi
Sull'erba, sui fusti, sulle coppe
trovano il mana, banchetto celebrativo

Finalmente sono qui, ancora una volta
L'orologio determina il tempo, come in una danza
A ciclo continuo
Cieli blu coloreranno arcobaleni!
E ancora un giorno saremo felici

Mentre il cancello chiuso, resterà.

Tua

8 marzo, 2023.

Blog personale

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Spazio intermedio – di Frida la loka

Lombardia

Fonte: CERN
Lungo il filo sottile 

dell'interstizio

così vicini, al contempo

lontani.

Nutrimento e vita

flussi interaggiscono

eventi della stessa

materia.

Gli stati di essa diversi

uniti dallo spazio e

massa

dispersi nell'universo

tutto.

In che foggia ti

rappresenti?

Probabilmente un Quark di

di colore sfavillante

ma non lo si vede

particella elementare del

tutto.

Tua

11 marzo, 2023.

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Aria di nostalgia,Gabriella Paci

Sciamano i ragazzi  all’uscita di scuola:

macchie colorate rimbalzano l’inverno,

gridi di rondini in continua primavera

spengono il rumore dei motori accesi.

Scampanellate le risate che

aprono il grigio del cielo

ad un’attesa di sorriso e di luce

e il cuore si desta a un palpito antico.

Ventate di vita riportano

il pensiero agli anni verdi quando

il cielo si apriva ad illusioni d’amore

nel ventaglio multicolore delle possibilità.

Sospiro e respiro e un’aria che

ha l’odore della  nostalgia di quando

fiorivano petali di sogni: invano

sibilava sorda l’ora della delusione.

Photo by Phil Nguyen on Pexels.com

Ch’altro! – di Frida la loka

Lombardia

Sono in sofferenza 

La carne mi tradisce

La testa non pensa

O fin troppo da soffocare

Domanda ricorrente...

Quando! Perché così non

posso, non voglio...

Ah! Cara Frida se tu

fosti qui

Avresti la parola giusta

Per me e ne ho bisogno.
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9 marzo, 2023

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Diversamente mani – di Frida la loka

Lombardia

Pensieri in poesia

Mani, potere immenso... 
hanno la facoltà di sprimere
mille messaggi
infiniti gesti.

Manipulate in modo morboso, coercitivo
per essere usate in nome del "legitimo"
mani che non trovano pace,
e non la troveranno mai;

macchiate di sofferenza, amarezza
mani che non torneranno a essere le stesse;
macchiate di un profondo rosso...

Altre, compiono mosse straordinarie
richiamo del buono, dello spirito nobile,
desiderose di offrire unione...
trasmettere tenenereza,armonia.

Un semplice abbraccio che scioglie incubi e panico
che regalanno certezze e miracoli
dove la speranza è nascosta sotto il buio di calcinacci.

Mani che si donanno inconsciamente
si bagnanno nell'acqua gelida
e si sporcano di fango,
cercando freneticamente un battito...

Mani che raccolgono in lacrime,
ciò che la tempesta rigetta in riva.
Queste mani, dilagnate, piene di cicatrici
nemmeno esse saranno come prima...

Ma, arrivato il momento dell'abluzione
quei segni sulle mani, diranno che sono lì
perché in ogni dove, esiste ancora il bene.

Tua

28 febbraio, 2023

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Giornata della donna. Poesia: “Pensiero di vita” di Caterina Alagna – Salerno

Ti vedo piangere, donna

per i dubbi del domani

e per lo strazio delle cicatrici

generato dagli intenti criminali

di uomini che stringono 

la polvere nel cuore delle mani. 

Il loro amore si è impegolato

in paludi di falsa poesia

che sboccia sul fiore delle labbra

e cela una serpe velenosa

sulla punta della lingua.

Vorrei vederti sorridere, donna

tu che sei pensiero di vita

che germoglia fin dentro le ossa

e si staglia sulle tenere fronde

delle nuvole

che sussurrano al vento

il vellutato chiarore del tuo animo

gemmato di rose

che s’espande come intenso profumo

d’un delicato fiore. 

Caterina Alagna

Link al mio blog https://ilmiocantopoetico.altervista.org/

Eventi. L’Arte in versi XI edizione, verbale di giuria, di Rita Stanzione



L’undicesima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – indetto e organizzato da Euterpe APS di Jesi (AN) – , bandita nel mese di maggio 2022 e con scadenza di partecipazione fissata al 31/12/2022 ha visto l’ottenimento dei patrocini morali dei seguenti enti istituzionali: Regione Marche, Assemblea Legislativa della Regione Marche, Provincia di Ancona, Comuni di Ancona, Jesi e Senigallia, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Finanche – in relazione all’assegnazione di alcuni Premi Speciali (fuori concorso) – sono stati ottenuti i Patrocini Morali della Regione Veneto, delle Provincie di Verona, Lecce e Modena e del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona.

L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dai seguenti enti: Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari, Centro Culturale “Vittoriano Esposito” di Avezzano (AQ), Consulta Giovanile di Bonorva (SS), Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze” di Roma, Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, Associazione Culturale “L’Oceano nell’anima” di Bari, Associazione Culturale “Il Faro” di Cologna Spiaggia (TE), Associazione Culturale “Africa Solidarietà” Onlus di Arcore (MB), Club per l’Unesco di Cerignola (FG).

Ha collaborato esternamente provvedendo a riconoscere alcuni contratti editoriali a opere ritenute meritevoli la casa editrice Ivvi Editore – Nuovi autori del Gruppo Solone s.r.l. di Battipaglia (SA).

Hanno patrocinato questa edizione del Premio anche i seguenti enti culturali: Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, Wikipoesia, Quotidiano online «Il Graffio».

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni a concorso, erano costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti, promotori culturali (in ordine alfabetico): Stefano Baldinu, Fabia Binci, Lucia Cupertino, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Rita Stanzione, Laura Vargiu e sono state presiedute da Michela Zanarella.
Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio.

Lettura del verbale al link:

https://associazioneeuterpe.com/2023/03/02/pubblicato-il-verbale-di-giuria-dellundicesimo-premio-naz-le-di-poesia-larte-in-versi/

Vena amoris – di Frida la loka

Lombardia

Camille Claudel, Sakountala (o Vertumne et Pomone), 1905, Musee Rodin, Parigi
Gli antichi lo sapevano

Quell'autostrada

porta diritto al cuore

Flusso colmo

Inebria i sensi

La tua mano, sulla mia

Sazia d'amore

Brividi scorrono

L'amplesso arriva

Forte, intenso

I corpi diventano tutt'uno

Si fondono; una cosa sola

Cristallina luce

Inonda l'immenso

Perdendosi nel profondo.
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Tua

2 marzo, 2023.

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Poeti: Dante Alighieri, Inferno Canto V ” Paolo e Francesca” di Caterina Alagna – Salerno

Possiamo dire con certezza che sono tra i versi più belli del panorama letterario italiano. Sto parlando del V canto dell’Inferno e nello specifico dei versi che decantano il  grande amore che unisce due innamorati ( adulteri), Paolo e Francesca. 

Dopo l’incontro con Minosse, Dante e Virgilio s’inoltrano in un luogo buio tempestato da una violenta bufera che trascina i dannati sbattendoli da una parte all’altra del cerchio, mentre questi emettono grida e bestemmie. Dante intuisce che si tratta dei lussuriosi le cui anime, trascinate, formano schiere simili a quelle degli stornelli. Dante poi s’accorge di un’altra schiera di anime che in volo forma, invece, linee simili a quelle delle gru. Virgilio gli spiega che si tratta di tutti i lussuriosi morti violentemente e tra questi gli indica Didone, Cleopatra, Elena, Achille, Tristano. Dante nota due anime che camminano affiancate l’uno all’altra e dichiara a Virgilio il desiderio di poter parlare con loro. Virgilio acconsente e Dante le chiama a sé. Le due anime, staccatesi dalle altre, gli vanno incontro. Sono un uomo e una donna e quest’ultima ringrazia Dante per la pietà mostrata per loro. Dice di essere nata a Ravenna e di essere indissolubilmente legata all’uomo che è ancora accanto a lei . Si tratta appunto di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini che in vita erano cognati ( Francesca era la moglie di Gianciotto, fratello di Paolo) uniti da un grande amore. Dante colpito dalla loro unione, chiede a Francesca di raccontargli in che modo sia iniziata la loro relazione. La donna allora narra che un giorno, presi dalla lettura del libro che racconta la storia dell’amore tra Ginevra e Lancillotto, vengono travolti da una profonda passione finendo per scambiarsi un bacio tremante  che segnerà l’inizio del loro amore. Alla fine troveranno la morte per mano di Gianciotto. 

Avremmo letto questi versi centinaia di volte, ma non possiamo nascondere che a ogni nuova lettura, i nostri sensi tremano di fronte a quest’opera  di straordinaria levatura, di fronte all’immenso e profondo amore che ha condotto Paolo e Francesca alla stessa morte e che dura finanche all’Inferno.  Volendo dirlo con le parole di Dante:  ” Amor che a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer così forte,/ che, come vedi,  ancor non m’abbandona”. Dante profondamente colpito dall’intensità di questo amore così forte e vero, perde i sensi, e “cade come corpo morto cade”.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’ io intesi quell’ anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ‘l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?».

E quella a me: «Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

L’abbraccio atteso

La natura si racconta a modo suo

Di Frida la loka ( Lombardia)

Tra canto e inchini, si affaccia su alberi spogli ma il loro rifugio si vede tra il bianco muto della sera prima.

Cristalli si scompongono al riflesso del sole vaporeggiano in mille sfumature, diamante che a controvoglia inizia a sciogliere quel che resta d'un altro inverno.

Le gocce cadono col sole che inizia trepidante a scaldare. Lei è da quelle parti, percepisce; la sta cercando.

Spande le ali pavoneggia e lavora, e non dimentica di agitare la coda, la natura è saggia, la predispone alegra!

Un giro a cerquio intercetta il suo volo, finalmente è arrivato il suo compagno! , fedele merlo avvolto nel suo manto d'un limpido e terso nero.

S'incontrano; come in un valzer, il suono degli altri uccelli fanno colonna sonora, sottofondo. E tutto diventa etere... mentre danzano nell'aria gelida.

Una volta giunti nel loro nascondiglio, divertiti e allegri, finalmente arriva quel abbraccio mancato, ponderato, l'avvolge con il suo battere, offrendo tepore e tanto amore in un crescendo di note musicali, che non finisce mai.

Fonte immagine: Vivek Doshi / Unplash

Tua.

23 febbraio, 2023.

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Come un Arlecchino,Gabriella Paci

E’carnevale in questo febbraio disilluso

e mesto nei mattini ancora pigri e grigi .

Le maschere cercano nel gioco della

trasformazione una rinnovata emozione

nella falsa realtà che cambi l’umore

con il colore e la ricchezza del decoro.

All’ombra della finzione il gioco è

 seduzione dell’anima in cerca del tempo

della dimenticanza per poter trovare

riparo nell’illusione di vivere altro in

altro tempo senza orologio e senza

dovere per sentirsi Arlecchino davvero

nella fantasmagoria di un oblìo sincero

che regali nella momentanea dimenticanza

una sillaba di ritrovata infanzia …

Quando il sole si sgrana – di Frida la loka

Lombardia

Poesia

Cristallo di neve
refratta contro l'appunntita stalacttite;
mordente.

Sbriciolato sol d'inverno
Non hai verve sufficiente
non è abbastanza per annientarla.

La sottile pelle
mostra fenditure ma
non intimoriscono;

nemmeno l'accentuarsi dei fasci;
bianchi fili in cima
silhouette d'una vita vissuta.

Lo specchio mi rigetta però
sdegnosa immagine
Ella; non sono io.
È solo un'ombra...
Digital Art, Frida la loka

Tua

20 gennaio, 2023

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Scissione dell’Io – da Frida la loka

Lombardia

Poesia

Libreria multimediale W.press
Il tempo è trascorso,
una pioviggine salata
che sa di amaro
scarica torpemente creando scanalature;
irregolari tra le tegole dei tetti,

Scissione dell'anima,
ammaraggio sulle labbra squarciate.
Mente ostinata;
Il mio viso; dipinto su olio,
disgrega;

Lascia cadere passionali sfumature
in un indefinito ritratto. 
Reminiscenze imprese,
fotogrami color seppia
si susseguono in un freddo tramonto.

Distante,
un monotono movimento del lago,
la fredda brezza,
trascina foglie nude, morte...
Come fu quell'amore;
senza senso...

Le mie mani tremolanti
riposano sulla mia fragile schiena
aspettando un tenero abbraccio
che non arriverà mai...
sogghignando, faccio un respiro

asciugo quel che resta di salato in faccia
mi muovo e cammino, adagio;
Da qualche parte esiste ancora
percepisco la sua presenza!
Lo so bene, permane nell'altro Io.
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Tua

13 febbraio, 2023.

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Amore di cuore o di testa? Poco importa purché sia amore  e il 14 febbraio lo celebra in tutte le sue forme. Gabriella Paci

L’amore è un sentimento universale e che nasce con la nascita dell’uomo sulla terra e da sempre celebrato nelle varie espressioni dell’arte e della letteratura.

Tutti hanno presente ad esempio, la celebre storia d’amore di Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca, o addirittura Orlando e Angelica, o meglio, la pazzia di Orlando per non essere corrisposto nel poema “Orlando Furioso”

Amori questi,destinati all’infelicità ma caratterizzati da una grandissima passionalità, tanto che perfino Dante e Shakespeare,tanto per citare due nomi certamente noti, hanno trattato  la loro storia.

E dunque ,ogni anno ,il 14 febbraio si celebra questa ricorrenza con scambio di fiori,  biglietti, canzoni dedicate ,doni  e dichiarazioni da parte degli innamorati in molti paesi del mondo.

 Le origini della festa

Ma perché questa data? E perché “San Valentino”?

 Valentino era un vescovo cristiano che morì a Roma nel 723 d.C.  Nato ,secondo la leggenda a Interamna Nahars nel 176 ,fu ordinato vescovo di Terni nel 176 dopo la sua conversione al cristianesimo.

Recatosi nel 270 a Roma,cerca addirittura  di convertire l’imperatore Aureliano che voleva dissuaderlo dal seguire il cristianesimo  e perciò viene condannato e muore da martire il 14 febbraio.

Una leggenda vuole che ,avendo trovato due innamorati che litigavano furiosamente, abbia preso una rosa e l’abbia messa tra le mani congiunte dei due innamorati,spingendoli ala riconciliazione-

Secondo un’altra leggenda, il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro, necessaria come dote per il suo sposalizio, che, altrimenti non si sarebbe potuto celebrare La ragazza, priva di mezzi e di altro sostegno,si sarebbe potuta perdere o finire in preda di giovani senza scrupoli mentre così si potè sposare con chi amava:Ecco  la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

Nel  IV secolo a Terni venne costruita una basilica che conservava le sue spoglie  e venne istituita come festa  nel 496 grazie a  papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana dei Lupercalia, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana.

Tale festa pagana celebrava la fertilità attraverso un corteo di donne giovani che venivano percosse con fascine da giovani uomini nudi che rappresentavano le virilità selvaggia e libera.

Febbraio era il mese in cui si vedevano i primi cenni di rinascita dopo  il periodo invernale .

Da ciò,dunque ,la celebrazione i questa data come data dell’amore:una festa,dunque ,in parte civile e in parte religiosa che,tuttavia,non viene riconosciuta come festività in nessuno dei due ambiti.

L’amore è dovuto a fattori chimici ?

Non esiste una formula chimica o matematica che possa descrivere l’amore o l’attrazione provati verso qualcuno.  Alcuni scienziati hanno però osservato i fenomeni che il nostro corpo manifesta nella fase dell’innamoramento e ne hanno attribuito la causa a ormoni e neurotrasmettitori :

Il  cervello, e non il cuore, è il responsabile della variegata serie di emozioni che proviamo da quando ci innamoriamo, a quando soffriamo per un amore finito. Tutto ciò è dovuto appunto a specifiche molecole, i neurotrasmettitori che agiscono a livello cerebrale: testosterone ed estrogeni, dopamina, serotonina, adrenalina, norepinefrina, ossitocina e vasopressina, che sono comunemente chiamati ormoni dell’amore e dell’attaccamento Questi entrano in gioco in fasi diverse dell’innamoramento che sono,fondamentalmente, tredesiderio, attrazione e attaccamento.

Preferiamo tuttavia credere che l’amore sia il trasporto che sentiamo verso una persona per il motivo che ci capisce, ci fa sentire importanti , con la quale condividiamo non solo l’appetito sessuale ma anche la progettazione di vita e i desideri essenziali per noi .

Ecco la mia personale spiegazione con una poesia….

Ti amai perché…

Forse perché eri il senso delle cose

 o il destino dei sogni che ti amai.

Ti amai per la tua aria di

mistero del tutto mai svelato

 il tuo costruire palazzi con

terrazze affacciate su

 l’orizzonte delle speranze,

il tuo coprire lo sguardo a non

rivelare la tenerezza aperta

nei gesti e nei silenzi gravidi

di parole intrise dalla luce

dell’inconsapevole gioventù

che rende vero l’impossibile.

Forse ti amai perché eri fuoco

 mai uguale a se stesso e acqua

dove io mi potevo specchiare

 bella  e trovare nel fondo

pietre colorate e conchiglie

come amuleti contro il vento

che sbatacchiava la banderuola

sul tetto della prospettiva acerba.

Ti amai per queste cose e per

tutte quelle che rendono magica

l’età che tesse la tela del futuro

con le  trame della contraddizione

ma che sa cercare nel dedalo dei

pensieri il magico filo di Arianna.

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