L’INFINITA’ DEL TEMPO

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Disallineate metriche
nelle anse mentali
prive d’una corteccia logica
che allunghi la linea d’orizzonte.
Spunti di disappunto
assumono una tridimensionalità
male acquisita
lasciando impronte graffianti
nell’era della tecnologia
e involuzione civile.
Astruse modalità
nell’acquisizione
di nuovi traguardi ascensionali
rappresentano una rara scommessa
dietro l’infinità del tempo
accorciato della sua luce….
@Silvia De Angelis 

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SENZA LENTI, di Massimo Occhiuzzo, recensione di Silvia De Angelis

Quanta forza racchiude il nostro sguardo….tutta  quella trasmessagli dal profondo, nell’essenza vitale racchiusa  in un’emozione dell’attimo.

Un  attimo in cui volgiamo la nostra attenzione a scenografie interiori di bene o male, che abbiamo radicati in noi, nel corso del tempo.

Già perché, il bene e il male, rappresentano le scelte fondamentali della nostra mente, a cui rivolgiamo  gli interrogativi basilari sulla condotta da assumere nell’evoluzione delle stagioni. Esse influiscono, col loro scorrere, sulla  consapevolezza, resa più omogenea da un grado di sensibilità più o meno spiccata, e del tutto soggettiva.

Anche l’esperienza ha un notevole potenziale sulla nostra linea di vita e, a volte, è in grado di capovolgere alcuni  atteggiamenti, che riteniamo errati, per un precorso di non positività.

I sogni ci rendono partecipi di una realtà, fuori dimensione corrente, e ci inducono con il loro ritroso significato, a riflessioni non superficiali su cui porre passi di oculata natura.

Quindi il suddetto complesso di circostanze globali fa si che, ognuno di noi si muova con portamenti insiti tra le rughe dell’anima, grande protagonista, assieme al fato, dell’itinerario assegnato a ognuno di noi, in cui bene o male, mettano in scena altalenanti commedie, coinvolgenti più personaggi.

Non a caso, l’autore del libro “Senza lenti” pone in evidenza, nel suo pensiero, l’importanza di ampliare fortemente l’ottica del nostro vedere, onde poter captare l’energia positiva d’ogni respiro del creato,facendone una ragione favorevole d’esistenza.

Il  mondo è costellato di persone, i cui preconcetti ,pongono delle differenze eclatanti sui rilievi d’immaginoso, di conseguenza, l’agire, assume forme comportamentali disuguali.

Molti animi, purtroppo sembra siano dotati di una notevole componente aggressiva, a cui si aggiunga un fluido cinismo, pulsioni  che, assommate tra loro, determinano contegni, gravissimi e dannosi, a discapito di individui del tutto innocenti.

Quindi, Massimo Occhiuzzo, prendendo spunto, in parte, da dolorosi episodi di razzismo e inaudita violenza, accaduti in seno all’ultima guerra, concentra l’attenzione del lettore su una donna senza scrupoli che, prese le redini della situazione, in un campo di concentramento, si comporta da implacabile aguzzina nei confronti di povere malcapitate  e, come se non bastasse, pratica  l’eutanasia a malati terminali ritenendoli ormai, del tutto inutili alla sopravvivenza.

Dunque uno sfondo drammatico, che non può non sconvolgere, la mente di Daniele, personaggio chiave del racconto, che arriva al punto di perdere la vista per non più assistere agli scempi e alla drammaticità del conflitto, resi ancor più eclatanti da indoli in grado di alimentare esasperanti forme di violenza.

I suoi occhi torneranno a percepire la luce, in seguito  al sogno rivelatore d’un trauma di guerra,che aveva inibito il suo vedere.

Il racconto dell’autore, molto ben articolato nelle appropriate descrizioni, vuole mettere in rilievo quanto sia dannosa quella parte di malessere, inaccettabile, che sovrasta l’umanità e che sembra mai placarsi, anzi, nonostante il ripetersi di episodi drammatici, sia in preoccupante aumento e si ripeta, in avanti, in una forma sempre più deteriorata e offensiva, impedendo  alla comunità di vivere in una dimensione d’amore, serenità

e incremento, spinte emotive di grande civiltà  che, sole, permettano  uno sviluppo sano ed evoluto a tutti i popoli del globo.

Lontanissimi, da questa visuale, nonostante l’enorme avanzamento della tecnologia, ci barcameniamo, in un confine illogico, di spietati interessi e insaziabili egoismi, sempre alla ricerca, d’un di più, che possa soddisfare quel senso di disagio, insito  in ogni dentro umano e che conduca, spesso, ad attitudini di grande insofferenza e odio verso il nostro prossimo…

Sensazioni che Occhiuzzo tende a rilevare con notevole insistenza, perchè, portatrici di circostanze ideali  insostenibili e inquiete, nel  regresso, avvenuto in una società ove la disarmonia e il degrado rendano passi di vita davvero disagevoli.

Dunque un’opera che vorrebbe aprire orizzonti di sana concretezza, e ottimismi mentali, estesi a un’iniziativa di largo spessore, per una nuova intesa universale che tenda al benessere dei suoi componenti lontani da qualsiasi antica remora d’efferatezza.

@SILVIA DE ANGELIS

L’ABBANDONO (vernacolo), di Silvia De Angelis

Quanno devi da subì ‘n‘abbandono d’amore

cerchi de penzà che è solo ‘n sogno

e che dopo tutta qua fagottata de bene

vissuta core a core

nun è possibile  esse lasciati soli

drento ‘na via che nun cià più colori.

L’anima cià ‘no strappo

che te leva quasi er respiro

‘ntorno te gira tutto

e nun riesci a racapezzatte

su quer momento gnobile che stai a vive.

Giri e rigiri senza riuscì a raggionà

ricordanno quell’attimi segreti

cor sentimento genuino

che t’hanno fatto cresce

e diventà  ‘na donna vera.

Te pare de vedè quer viso perzo

dapertutto, ma è solo ‘n’illusione menzognera

‘n preda a un male che te logora

e  un te fa campà

t’empari a nun volè più bene e

e a rallegratte solo co’ te….

@Silvia De Angelis

L’ABBANDONO (traduzione)

Quando subisci un abbandono d’amore

cerchi di pensare che sia solo un sogno

e che dopo tutto quel mondo di bene

vissuto cuore a cuore

non è possibile essere lasciati soli

dentro una via che non ha più colori.

L’anima subisce uno strappo

che toglie quasi il respiro

intorno ti gira tutto

e non riesci a orientarti

su quel momento ignobile che stai vivendo.

Giri e rigiri senza riuscire a ragionare

ricordando quegli attimi segreti

col sentimento genuino

che ti hanno fatto crescere

e diventare una donna vera.

Ti sembra di vedere quel volto perso

dappertutto ma è solo un’illusione menzognera

in preda a un male che ti logora

e non ti fa vivere

impari a non voler più bene

e a rallegrarti solo con te stessa…

UN GIORNO QUALSIASI, di Silvia De Angelis

E’ tardissimo e, come sempre debbo recarmi in ufficio al centro della città, sempre caotica e difficilissima da gestire in tutte le ore della giornata.

Infilo velocemente un abito e finisco di truccarmi, per non sembrare “una mummia imbalsamata”, visto che ancora sonnecchio in piedi, e mi reco, al parcheggio dell’auto, per iniziare con la prima tappa del nuovo dì.

La macchina fa un po’ di capricci, prima di mettersi in moto, ma poi conoscendomi, sa che non posso permettermi di restare a terra e quindi, timidamente dà i primi segni di vita….

Il traffico è pazzesco, ma non amo correre, e tanto meno fare scorrettezze alla guida, quindi rassegnata, e con i pensieri un po’ dappertutto, proseguo il tragitto.

Giunta quasi a destinazione, mi rendo conto, che nella notte, è stata completamente cambiata la segnaletica stradale, e come se non bastasse sono stati eliminati tantissimi parcheggi adibiti ai dipendenti del Comune.

Mi sento quasi svenire, di fronte a quella inaspettata visione…..ma come sempre, quando mi trovo in difficoltà, cerco di rimanere calma, elaborando una probabile soluzione del momento.

In questo caso non sembra arrivare e inizio a girare dappertutto, con la speranza di trovare posticino per la mia modesta utilitaria….ma purtroppo non intravedo il ben che minimo parcheggio.

Improvvisamente vedo un’autovettura fare retromarcia, e davvero incredula, mi precipito in quei pressi, aspettando che “il mio angelo custode” esca e liberi il posto per me.

Finalmente sistemo il mio veicolo e, guardando l’ora, mi rendo conto di essere appena in tempo per prendere possesso della mia scrivania. Non faccio in tempo a incamminarmi quando vedo d’un tratto, precipitare la mia auto in una voragine senza fine…talmente profonda che la mia

utilitaria è diventata quasi un puntino per quanto è lontana……

Telefono subito alla mia metà, che in realtà è vicinissimo a me e mi dice che, nel sonno, mi sono particolarmente agitata……

Tiro un respiro di sollievo ,e mi rendo conto, di quanto la fantasia possa coinvolgerci in assurdi scenari, che al momento sono davvero privi di soluzione!

@Silvia De Angelis

L’IMPREVEDIBILE, di Silvia De Angelis

L’imprevedibilità della vita, è il verificarsi di situazioni “speciali”, a cui, molto spesso non eravamo preparati e quindi, nel viverle, abbiamo avuto un forte disagio interiore o solo della di meraviglia.

Ognuno di noi affronta gli imprevisti in modo totalmente diverso; naturalmente i fattori che influiscono ai vari tipi di atteggiamento sono svariati (tipo di personalità, esperienze precedenti, cultura, educazione e via dicendo), in ogni caso si mettono in gioco fattori molteplici, come la positività e la negatività individuale, che daranno corso a un iter mentale davvero esclusivo.

Credo che la persone sempre ben disposte a trovare dei lati buoni, o eventualmente risolvibili, in ogni situazione, vivano meglio, e risolvano favorevolmente i problemi, per quella carica e forza interiori che dànno la possibilità di proseguire il percorso su un tracciato mentale più lineare, anche se qualche folata d’ansia farà capolino, di tanto in tanto, in quel momento difficile.

Le persone che, contrariamente, “sono catastrofiche” e avvertono un malessere, in qualsiasi evento, in cui la vita li sceglierà, come protagonisti, secondo me,  “si faranno del male da soli”. Infatti sono abilissimi a cercare il lato peggiore d’ogni fatto, definendo, con il loro cuore, il lato più tragico che l’esistenza abbia messo in serbo per loro.

Credo, o forse sbaglio, che oltre a far vivere in equilibrio, il pensiero positivo faccia  avvicinare di più alla realtà episodi buoni, mentre, al contrario un pensiero malevolo faccia piroettare, verso di noi, come un boomerang di ritorno di cose spiacevoli….

Del resto, c’è di mezzo anche il fato, che credo, in parte, abbia in serbo per noi un certo tracciato, dal quale, a parte i nostri sforzi più profondi, per la buona sorte, non possiamo allontanarci di molto….e quindi accettarlo in ogni caso!

@Silvia De Angelis

L’OROLOGIO AD ACQUA DEL PINCIO, di Silvia De Angelis

  Si tratta dell’unico modello di idrocronometro collocato all’interno di un giardino pubblico in Italia e si trova nel viale dell’Orologio del Pincio a Roma.

L’orologio d’acqua fu inventato nel 1867 da padre Giovan Battista Embriaco e presentato addirittura all’Esposizione universale di Parigi.
La particolarità di questo orologio a quattro quadranti, sta nel suo funzionamento che è garantito dall’acqua sottostante che aziona sia il pendolo che la suoneria.

Chi passeggia per il Pincio non potrà fare a meno di notare una piccola torre su un isolotto al centro di un lago, è lì che domina l’orologio d’acqua che purtroppo, è spesso oggetto di atti vandalici, in ultimo quello del febbraio scorso.
Dopo l’ennesimo gesto vile in cui appunto, era stato fatto in frantumi il vetro della torretta che nasconde l’orologio, il capolavoro di ingegneria è stato restaurato ed è tornato a segnare il tempo.
L’orologio ad acqua donato al comune di Roma, dal 2007 grazie a una convenzione è stato adottato dalla Scuola Elis – Sezione orologeria, che ne cura gratuitamente la manutenzione sia ordinaria che straordinaria.(WEB)

MESSAGGI DEL CORPO, di Silvia De Angelis

Di tanto in tanto, il nostro corpo ci trasmette dei dolori fortissimi, in un suo punto focale, che mai ci aveva dato delle noie.

Rimaniamo sbalorditi, per l’ intensità di quel cruccio, e difficoltosa ricerca della cura che possa estinguerlo in via definitiva. Infatti in quel determinato periodo ci sentiamo quasi invalidi,privati della nostra vita di sempre, perché non riusciamo a debellare il problema alla radice.

Allora ci rendiamo davvero conto di quanto “la macchina corpo” sia delicata, e quanto basti poco a renderla inefficiente.

In età giovanile ci si riprende in breve tempo da qualsiasi fastidio, ma al susseguirsi delle stagioni di vita, malesseri strani, e mai conosciuti prima, fanno capo a una serie di interrogativi che mai ci eravamo posti prima.

Piccoli disequilibri delle vertebre, fastidi della digestione, qualche attico di panico e così via….

fino a toglierci, quella sicurezza spavalda, che aveva accompagnato i nostri precedenti giorni e che ora, al contrario, ci vede  più vulnerabili.

La calma e la positività, sono i migliori alleati, per sostenere questi allarmanti momenti di vita che vorremmo cancellare dal nostro menù quotidiano, ma sembra sia impossibile farlo….

quindi armiamoci di pazienza ed ascoltiamo tutti i messaggi di “questo sconosciuto” cercando di assecondare tutte le sue richieste……

@Silvia De Angelis

UN PRESAGIO DI VITA, di Silvia De Angelis

Amo dissociare

riflessi prestabiliti

d’un silenzio

centellinato

da levità nostalgiche

E in sobrio fruscio

che sperimenti

comparse furtive di fotogrammi

rivivere

il lieve oscillare di foglie

Paiono distese come mani aperte

per afferrare

quell’elisir di vento

appeso a un dolce presagio di vita

che soffochi il letargo muto

d’un implacabile sincopare aguzzino

@Silvia De Angelis

DIMENTICANDO, di Silvia De Angelis

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Sciolgo
quel timido boccolo
al mattino
inspirando
il sapore
d’un’alba intrisa
d’un profumo adulatorio
Lascia intendere
l’ebbrezza ammaliante
d’un dì brioso
ove asimmetriche flemme
ingannino labili tracce di memoria
nell’appuntamento fugace
con drappi scadenti e scoloriti
d’un cerchio
circumnavigato all’inverso
per non intravedere
ancora
affanni che si rincorrano
nel suo diametro incalzante
@Silvia De Angelis 2016

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A VOLTE…, di Silvia De Angelis

Talvolta non ci rendiamo ne anche conto, di quanto possa influire, il nostro stato d’animo, sull’andamento d’una conversazione a due.

Infatti se siamo distesi e ben pensanti, saremo molto vicini, mentalmente, al nostro interlocutore, assecondandolo, con positività su qualsiasi tipo di argomento egli voglia parlare. E anche se non

siamo completamente d’accordo, sulle sue affermazioni, ci  mostreremmo soddisfatti dei suoi punti di vista, che troveremmo creativi e interessanti.

Tutto cambia se quando intraprendiamo un colloquio qualsiasi, siamo di pessimo umore. Il nostro nervosismo, si rifletterà immancabilmente in quel dialogo, trovandoci polemici e maldisposti verso la persona con cui stiamo parlando.

E’ incredibile quanto la nostra predisposizione mentale dell’attimo, possa condizionare, ogni nostra azione. Non sempre riusciamo a controllare le nostre pulsioni interiori, e talvolta, trascinati dall’istinto,

non buono dell’attimo, siamo capaci di rovinare situazioni valide, che nel tempo non si possono più recuperare.

Sapersi controllare e riuscire a dominare quegli istinti, talvolta aggressivi, dovuti a malcontento o a un periodo complicato della vita, non è cosa  facile, ma con la pazienza e l’esperienza, si riesce a

modellare, almeno un po’, la parte del carattere “indisciplinata”, che spesso può creare dei problemi nei rapporti col nostro prossimo.

Alcuni esercizi di respirazione, aiutano a riprendere il controllo di sé stessi; oppure esistono delle pratiche di rilassamento, anch’esse utili all’occorrenza.

Penso che essere in pace con gli altri, aiuti a vivere meglio, e sviluppi una consapevolezza di vita di grande positività interiore.

@Silvia De Angelis

IL LIDO, di Silvia De Angelis

E’ quella misura consona a noi stessi

a scivolare nell’impatto di stagioni fioche.

Le vorremmo enfatizzare

con luccichii enormi

in quel contenitore della sfera empatica

inebetito d’assenze

nei guizzi d’adrenalina.

Un cambiamento d’intenti

morde su lingua annodata

a echi della sera

quando un transito banale di luna

accenda visioni astratte

su risorse appese a un filo.

Si muove allora labile nell’universo

un rituale smorzato

alla ricerca d’un lido lontano

che non sia convesso

sul forse appena d’andare d’un veliero…

@Silvia De Angelis

TACCHI ALTI, di Silvia De Angelis

Quante simulazioni si celano dietro quei tacchi alti….voglia di emergere, desiderio di sfiorare l’orizzonte con un dito,  accentuazione d’un ancheggio per portare alla luce una femminilità nascosta…talvolta fragile…e altre infinite espressioni del 
profondo che rivelano quanto ogni nostra scelta racchiuda infiniti  significati….

Non sempre è facile, saper vedere, negli indossi altrui del  quotidiano, infatti spesso ci lasciamo ingannare da un’apparenza effimera, che non dà adito alle giuste riflessioni d’un messaggio estetico da interpretare…

Ognuno di noi elabora delle opzioni di vita, che rivela in ogni sua manifestazione….dai suoi atteggiamenti, alle sue scelte , dal modo di porsi nel collettivo esistenziale , all’isolarsi in una ricerca approfondita di sé stessi e così via …ed è notevole appurare, come, ogni caratteristica dell’individuo,  riveli l’essenza della sua personalità, sempre così peculiare e distinta da quella del suo simile…

Infatti una moltitudine di fattori forgiano lentamente il nostro io, rendendolo davvero unico e speciale, così che possa essere ricordato esclusivamente nel modo che rivela di essere….

@Silvia De Angelis

CIAO PAPA’, di Silvia De Angelis

Giaceva nell’altare solitario
quell’oggetto dimenticato
referto d’un tempo diafano
allacciato al rito genitoriale
in costante orizzonte…
Nella beffa friabile del fato
si disallineano paradigmi di logica
rilasciando insani detriti
e grigi artifici in bilico
sull’orma del  tallone. 
In quel capogiro che gira all’inverso
ho ritrovato quel tuo amuleto  obliato
ora cosmico rifugio
nel colpo d’occhio quotidiano
mentre sancisco il mio sollievo
e tu da qualche parte, ridi!
@Silvia De Angelis 

SCIANTOSA, di Silvia De Angelis

DONNA OCCHI GRIGI

girano occhi d’ammonio di falena inquieta
nel ceppo di mediocrità c’ha invaso languidi segreti
porgendosi a giorni di vita insulsa
boicotta animosamente intessute atmosfere
sprezzando valide situazioni
e chi intona l’esistenza a saggi pretesti
sciantosa nell’ammaliante e avvenente figura
si proietta a rampicanti spasmi
compiacendo chi le potrà elargire fastosi doni
avvolta nelle ombre d’un vuoto progredire
sconfina in grigie cadenze dipinte di presagi stravolti
nei toni più inquieti di flemmatici sospiri
immersi in aliti deliranti di luna
nel buio dischiuso a ventaglio

@Silvia De Angelis

UN ARTICOLO MANCATO, di Silvia De Angelis

 “Nero su bianco” è un quotidiano di cronaca, e avvenimenti nel mondo, che ha un buon numero di
lettori. Marta vi lavora, ormai da cinque anni,, ed è una delle giornaliste più quotate della rivista.
Ha un buon rapporto con i suoi colleghi, e soprattutto col suo capo, (Roberto) che le fa anche un po’ di corte, perché lei è veramente una bella ragazza, oltre ad essere una persona comunicativa ed estroversa.
Roberto cerca in tutti i modi di accrescere le vendite del periodico, e per dare maggiori particolari
sui dolorosi eventi bellici della Naciambia, decide di inviare, in loco, Marta per un coinvolgente reportage di
guerra.
La ragazza non si fa di certo pregare e allestito, in velocità, il suo bagaglio si dirige all’aereoporto alla
volta di Raha
Nella città la situazione è drammatica : eserciti della fratellanza naciambiana cercano di accaparrarsi,
con la violenza, importanti territori e il Presidente Akello si trova, al momento, fra due fuochi perché  disertori, dell’esercito miliziano libero, premono per occupare altri punti della zona.
Nel frattempo forze armate  di Deka avanzano, a grandi passi a Jaha (vicinissima a Raha), scontrandosi anche con artiglierie frammentate di ribelli, quindi lo scenario del luogo diviene complicatissimo.
Ovunque si sentono colpi di mitraglia , scoppi di bombe, e la gente frastornata, trova rifugio ove può.
Marta, giunta in loco, non si preoccupa della situazione, e con la sua irrinunciabile grinta, si apposta
in un  punto strategico dell’urbe, per poter effettuare delle foto ed essere aggiornata sull’andamento degli eventi.
Le abitazioni di Raha sono visibilmente danneggiate, i negozi semidistrutti ed enormi carrarmati 
pattugliano  le vie della città, cercando di evitare inutili stragi di minori. La missione non è semplice,
perché troppe forze opposte, di rivoluzionari, si muovono disordinatamente nella città e nei suoi pressi.
Marta ha avuto una giornata difficile, anche se è riuscita a procurarsi del materiale interessante, per
iniziare a elaborare un articolo accattivante.
E’ stanchissima e ha bisogno di recarsi in albergo per fare una bella doccia e riposare, ma improvvisamente
si sente strattonare a forza, da mani possenti, che le rubano lo zainetto, in cui la ragazza ha riposto la
documentazione fotografica. A quel punto Marta si gira di scatto, ma non fa in tempo a vedere in faccia
il suo aggressore, perché questi le mette in testa un cappuccio e la trascina, con violenza, in una
camionetta. Il percorso in auto si presenta faticoso….la ragazza viene sballottolata a destra, e a manca, a
causa del terreno impervio e accidentato. Ma dopo un paio d’ore di viaggio la nostra protagonista giunge
a destinazione insieme al suo misterioso rapitore.
Kantigi indossa un bavaglio sul viso, per non farsi riconoscere dalla donna e, con molta meraviglia della
stessa, parla benissimo l’italiano. Le dice di stare calma, perché si trovano in un luogo inaccessibile, dal
quale è impossibile fuggire o chiedere aiuto. Poi afferrato, di nuovo lo zainetto di Marta, brucia tutto
il materiale, che la ragazza ha faticosamente raccolto nella città di Raha.
Sul far della sera Marta sente un vocio forte, di varie persone e un rumore metallico di armi, infatti sono
i compagni di Kantigi, rientrati nella grotta con gli ultimi aggiornamenti sulla situazione del paese. 
Marta ,spaventata, per la situazione in cui si è cacciata, inizia a tremare dalla paura.
Kantigi le porge una minestra calda e cerca di rassicurarla, dicendole che non si vuole farle del male,
ma solo impedirle di portare fuori del paese, notizie e immagini, prese nella città di Raha.
Il tempo scorre veloce e la donna ha perso completamente l’essenza dei giorni che vanno. 
Ormai è rassegnata e pensa che prima o poi, la uccideranno.
Ma ecco improvvisamente dei colpi di mitraglia e un forte scalpitio di cavalli….il gruppo è stato preso
d’assalto da altri ribelli e Kantigi, insieme ai suoi compagni, spara ferocemente sul nemico che sembra
avere la meglio sul gruppo. L’uomo, velocissimo, slega Marta e la carica sul suo cavallo, avviandosi a
valle di gran levata.
Marta che ora è libera dai legamenti e dal cappuccio, finalmente intravede il volto e il fisico di Kantigi,
e ne è fortemente attratta. Infatti, in queste situazioni imprevedibili, l’emozione fa il suo gioco
e non ci si rende conto del tipo di realtà che si sta affrontando.
Trottano  sulle ande del deserto, a gran velocità, e la giornalista si stringe sempre più al suo cavaliere,  per evitare brusche cadute.
Finalmente superato il pericolo, i due si fermano presso una piccola oasi e si rilassano, stanchissimi.
Iniziano un’accesa conversazione in cui ognuno di loro propone le sue ragioni….ma dopo un po’, l’uomo
stringe a sé la ragazza e la bacia d’impeto. 
Scende la tenebra e il freddo si fa sentire forte, l’uomo tiene la donna avvinghiata a sé,per scaldarla e
con il proposito di rientrare a Raha il mattino seguente.
Infatti, il giorno dopo Marta e Kantigi tornano nella capitale africana, e la donna frastornata per
l’accaduto, non riesce a fare un programma a breve scadenza della sua vita.
Ma i suoi pensieri vengono interrotti da un richiamo ad alta voce…..è Roberto, il suo capo redattore,
che l’ha raggiunta in loco, perché non aveva più avuto sue notizie.
Marta ha un attimo di panico, per l’imprevedibilità della situazione e, come se niente fosse, finge di
non riconoscere Roberto, e si scaglia contro lo stesso, come se questi volesse rapirla…..
Roberto esterrefatto, non insiste, e molto meravigliato, per questa inaspettata situazione, torna
in sede, al suo giornale.
Dopo qualche giorno riceve una mail con la foto di Marta e Kantigi che, con rito africano, si sono
uniti in matrimonio..
@Silvia De Angelis

HORTI SALLUSTIANI, di Silvia De Angelis

Avatar di silviadeangelis40dAlessandria Today Italia News Media

HORTI SALLUSTIANI



GLI HORTI

Gli horti romani erano ricche domus dotate di un grande giardino, costruite entro la cerchia urbana, ma in aree suburbane, come dire in periferia. Erano un luogo di otium, come le ville di campagna, in cui era possibile vivere isolati e nella tranquillità, ma senza allontanarsi dalla città.

RICOSTRUZIONE DEGLI HORTI DI SALLUSTIO

La parte più importante degli horti era la vegetazione, spesso foggiata in forme geometriche o animali, secondo l’ars topiaria, quell’arte creata dai giardinieri romani che darà luogo più tardi al giardino all’italiana e al giardino aalla francese.

Tra il verde si trovavano padiglioni, porticati per passeggiare al riparo dal sole o dalla pioggia, fontane, terme, tempietti e statue, spesso repliche di originali greche.

Il primo ad averne l’idea fu Lucullo, che si fece costruire una lussuosa dimora sul colle del Pincio, imitato subito dopo da Sallustio.

Gli Horti Sallustiani, tra i più grandi…

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OLTRE LA PIAZZA

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Si fa spessore
flebile la linea invisibile
e poi corposa
nello sguardo accresciuto.
Anche i suoni
nella movenza d’un’accesa vertigine
creano un’eco decisa e vibrante
sul ritmo interiore
accorto d’una rinata sensitività.
Spirali cromatiche
girano inversamente
nell’accesso a colori d’arcobaleno
pregnati di nuovi destini.
Cadono antichi rimorsi
finzioni passate
nel vanto d’una sconfinata distanza
oltre la piazza logora dello scindibile
@Silvia De Angelis 2017

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Gioielli Rubati 212: Sebastiàn Felgueras – Yolanda – Lucia Triolo – Mariangela Ruggiu – Alessandra Carnaroli – Piergiorgio Zambolin – Biagina Danieli – Silvia De Angelis.

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Ringrazio di cuore l’autore Flavio Almerighi, per avermi inserito in questo splendido bouquet poetico

still life in chiaroscuro: opened antique book, a swan feather and a red rose in a vase

Posted on settembre 4, 2022 [Sono rinato] [eco nel tempo] [la mia lotta] [le mie paure] [i miei sentimenti] [La vita passa e se non mi sveglio Sarò condannato a stare fermo] [resistere] [non fermare il tuo movimento] [non importa quanto sia dura la lotta] [il tuo abbraccio la tua risata si incontrernno] [non dimenticare che tutto il tuo amore lo cura] [le cose si stanno muovendo lentamente] [l’aria filtrava ciò che il vento portava] [la terra si muove in un unico ritmo] [sente] [a terra] [che siamo vivi] [si sente per terra] [che siamo vivi] [sente per terra che siamo vivi] [AHYRE] [tutti stanno cambiando] . di Sebastiàm Felgueras, qui: https://sfelguer.wordpress.com/2022/08/22/las-ideas/ . * . Verso la speranza …

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