UN ARTICOLO MANCATO, di Silvia De Angelis

 “Nero su bianco” è un quotidiano di cronaca, e avvenimenti nel mondo, che ha un buon numero di
lettori. Marta vi lavora, ormai da cinque anni,, ed è una delle giornaliste più quotate della rivista.
Ha un buon rapporto con i suoi colleghi, e soprattutto col suo capo, (Roberto) che le fa anche un po’ di corte, perché lei è veramente una bella ragazza, oltre ad essere una persona comunicativa ed estroversa.
Roberto cerca in tutti i modi di accrescere le vendite del periodico, e per dare maggiori particolari
sui dolorosi eventi bellici della Naciambia, decide di inviare, in loco, Marta per un coinvolgente reportage di
guerra.
La ragazza non si fa di certo pregare e allestito, in velocità, il suo bagaglio si dirige all’aereoporto alla
volta di Raha
Nella città la situazione è drammatica : eserciti della fratellanza naciambiana cercano di accaparrarsi,
con la violenza, importanti territori e il Presidente Akello si trova, al momento, fra due fuochi perché  disertori, dell’esercito miliziano libero, premono per occupare altri punti della zona.
Nel frattempo forze armate  di Deka avanzano, a grandi passi a Jaha (vicinissima a Raha), scontrandosi anche con artiglierie frammentate di ribelli, quindi lo scenario del luogo diviene complicatissimo.
Ovunque si sentono colpi di mitraglia , scoppi di bombe, e la gente frastornata, trova rifugio ove può.
Marta, giunta in loco, non si preoccupa della situazione, e con la sua irrinunciabile grinta, si apposta
in un  punto strategico dell’urbe, per poter effettuare delle foto ed essere aggiornata sull’andamento degli eventi.
Le abitazioni di Raha sono visibilmente danneggiate, i negozi semidistrutti ed enormi carrarmati 
pattugliano  le vie della città, cercando di evitare inutili stragi di minori. La missione non è semplice,
perché troppe forze opposte, di rivoluzionari, si muovono disordinatamente nella città e nei suoi pressi.
Marta ha avuto una giornata difficile, anche se è riuscita a procurarsi del materiale interessante, per
iniziare a elaborare un articolo accattivante.
E’ stanchissima e ha bisogno di recarsi in albergo per fare una bella doccia e riposare, ma improvvisamente
si sente strattonare a forza, da mani possenti, che le rubano lo zainetto, in cui la ragazza ha riposto la
documentazione fotografica. A quel punto Marta si gira di scatto, ma non fa in tempo a vedere in faccia
il suo aggressore, perché questi le mette in testa un cappuccio e la trascina, con violenza, in una
camionetta. Il percorso in auto si presenta faticoso….la ragazza viene sballottolata a destra, e a manca, a
causa del terreno impervio e accidentato. Ma dopo un paio d’ore di viaggio la nostra protagonista giunge
a destinazione insieme al suo misterioso rapitore.
Kantigi indossa un bavaglio sul viso, per non farsi riconoscere dalla donna e, con molta meraviglia della
stessa, parla benissimo l’italiano. Le dice di stare calma, perché si trovano in un luogo inaccessibile, dal
quale è impossibile fuggire o chiedere aiuto. Poi afferrato, di nuovo lo zainetto di Marta, brucia tutto
il materiale, che la ragazza ha faticosamente raccolto nella città di Raha.
Sul far della sera Marta sente un vocio forte, di varie persone e un rumore metallico di armi, infatti sono
i compagni di Kantigi, rientrati nella grotta con gli ultimi aggiornamenti sulla situazione del paese. 
Marta ,spaventata, per la situazione in cui si è cacciata, inizia a tremare dalla paura.
Kantigi le porge una minestra calda e cerca di rassicurarla, dicendole che non si vuole farle del male,
ma solo impedirle di portare fuori del paese, notizie e immagini, prese nella città di Raha.
Il tempo scorre veloce e la donna ha perso completamente l’essenza dei giorni che vanno. 
Ormai è rassegnata e pensa che prima o poi, la uccideranno.
Ma ecco improvvisamente dei colpi di mitraglia e un forte scalpitio di cavalli….il gruppo è stato preso
d’assalto da altri ribelli e Kantigi, insieme ai suoi compagni, spara ferocemente sul nemico che sembra
avere la meglio sul gruppo. L’uomo, velocissimo, slega Marta e la carica sul suo cavallo, avviandosi a
valle di gran levata.
Marta che ora è libera dai legamenti e dal cappuccio, finalmente intravede il volto e il fisico di Kantigi,
e ne è fortemente attratta. Infatti, in queste situazioni imprevedibili, l’emozione fa il suo gioco
e non ci si rende conto del tipo di realtà che si sta affrontando.
Trottano  sulle ande del deserto, a gran velocità, e la giornalista si stringe sempre più al suo cavaliere,  per evitare brusche cadute.
Finalmente superato il pericolo, i due si fermano presso una piccola oasi e si rilassano, stanchissimi.
Iniziano un’accesa conversazione in cui ognuno di loro propone le sue ragioni….ma dopo un po’, l’uomo
stringe a sé la ragazza e la bacia d’impeto. 
Scende la tenebra e il freddo si fa sentire forte, l’uomo tiene la donna avvinghiata a sé,per scaldarla e
con il proposito di rientrare a Raha il mattino seguente.
Infatti, il giorno dopo Marta e Kantigi tornano nella capitale africana, e la donna frastornata per
l’accaduto, non riesce a fare un programma a breve scadenza della sua vita.
Ma i suoi pensieri vengono interrotti da un richiamo ad alta voce…..è Roberto, il suo capo redattore,
che l’ha raggiunta in loco, perché non aveva più avuto sue notizie.
Marta ha un attimo di panico, per l’imprevedibilità della situazione e, come se niente fosse, finge di
non riconoscere Roberto, e si scaglia contro lo stesso, come se questi volesse rapirla…..
Roberto esterrefatto, non insiste, e molto meravigliato, per questa inaspettata situazione, torna
in sede, al suo giornale.
Dopo qualche giorno riceve una mail con la foto di Marta e Kantigi che, con rito africano, si sono
uniti in matrimonio..
@Silvia De Angelis

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