Spirituale e Carnale, di Milena Lauro Patrizi

Milena 03 settembre 2022

Spirituale e Carnale

“Spirituale e carnale

sono io

nel delirio del mio essere

il disvelarsi di una follia

essenza incarnata

di donna e di te

che sa affrettare

il passo e fuggire

da processioni d’ipocrisia

sguardi che sussurrano

e dita che puntano

Spirituale e carnale

sono io

un canto di congiunzione

tra sentimento e ragione

assonanze di emozioni

tentazione e opposizione

moralità e passione

viandante di notte stellate

da mistiche elevazioni

Dolce e amara

miele e fiele

estasi e preghiera

fuoco e sangue

brividi e vene

imperfetta

e sfrontatamente

sincera

Con questo spirito

ti venero e ti adoro

con questa carne

fortemente ti amo

tu sei la mia musica

la mia poesia

Il mio centro

il traguardo

il finale punto

Spirituale e carnale

sono io

e non ho meriti né colpe

per tutto questo amore

che mi porto dentro”

©️Milena Lauro Patrizi

Milano il Mondo che cambia, di Thomas Melis. F.lli Frilli Editori

Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. Nel 2014 ha pubblicato A un passo dalla vita, opera d’esordio, seguito l’anno successivo dallo spin off Platino Blindato e, nel 2018, da Nessuno è intoccabile. Milano. Il mondo non cambia è il suo primo romanzo per Fratelli Frilli Editori.

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Il progetto è firmato da Enel. Durante il giorno l’illuminazione artificiale si aggiunge a quella naturale

13-09-2022 16:39 Cultura Diego Giorgi Agenzia DIRE

FIRENZE – È stata inaugurata ieri sera, nella tribuna della Galleria dell’Accademia di Firenze, la nuova illuminazione del David di Michelangelo. Con “Luci sul David” si conclude il progetto, promosso da Enel e realizzato ex-novo da Enel X, per dotare tutte le opere del museo di un’innovativa illuminazione artistica, con un’attenzione particolare al risparmio e all’efficienza energetica, attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione a Led. L’inaugurazione si è svolta alla presenza di Cecilie Hollberg, direttrice dell’Accademia, di Massimo Osanna, direttore generale musei, e di Nicola Lanzetta, direttore Enel Italia. L’evento ha celebrato anche due importanti ricorrenze che cadono nel 2022: i 140 anni del David all’interno della Galleria ed i 60 anni di Enel. 

Le luci a led avvolgeranno totalmente il David

Nel dettaglio, si spiega, “il progetto di illuminazione vuole riportare la dinamicità della luce del sole nella Tribuna del David. I corpi illuminanti di nuova generazione, a led, sono dotati di un’apertura del fascio tale da avvolgere totalmente il Davide lasciare in secondo piano il resto dello spazio che lo accoglie, che è dotato invece di un sistema di illuminazione artificiale e a regolazione separata. Durante le ore diurne, l’illuminazione artificiale si va ad aggiungere a quella naturale proveniente dal lucernario che consente una lettura dei dettagli del capolavoro michelangiolesco completamente nuova e vicina alle origini. Il sistema artificiale regola la variazione del colore durante le ore del giorno: i proiettori hanno diverse temperature di colore in modo che si possa osservare il David non solo illuminato da varie prospettive, ma anche con diverse tonalità di luce bianca”. Per illuminare la galleria dei Prigioni, invece, si è optato per un’illuminazione a proiezione dalla cornice presente su entrambi i lati della Galleria.

LEGGI ANCHE Al Museo Archeologico di Reggio Calabria è sfida tra titani: il confronto Bronzi di Riace-David

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Linfoma e protesi al seno, il Ministero: “Il rischio è legato all’impianto, ma l’origine è da chiarire”

Linfoma e protesi al seno, il Ministero: “Il rischio è legato all’impianto, ma l’origine è da chiarire”

Il numero di casi è esiguo, ma il dicastero sta finanziando una ricerca

14-09-2022 12:47 Donne Silvia Mari Agenzia DIRE

seno donna

ROMA – “Si ipotizza che alla base possa esserci un processo infiammatorio cronico che potrebbe a sua volta essere innescato da alcuni tipi di testurizzazione tipici di alcune protesi o da un microfilm batterico presente sulla superficie dell’impianto”. E’ questo che riporta il Report del ministero della Salute, diramato al termine delle fase pilota del Registro nazionale sulle protesi al seno, relativamente al presunto legame tra questi dispositivi medici e il rischio di linfoma anaplastico a grandi cellule (il BA-ALCL), una patologia “la cui eziopatogenesi resta ancora da chiarire”, si legge. Il ministero si fa parte attiva di studio e sta finanziando, come il documento riporta, una ricerca per capire perchè “con uno stesso tipo di protesi solo pochissimi soggetti sviluppino” questo tipo di linfoma.
Da oggi quindi questa tipologia di linfoma diventa in certo senso “un rischio” legato alla chirurgia che utilizza le protesi mammarie ed è contemplato nel consenso informato.
Nel registro, attivo da marzo 2019, risultano inseriti “3 casi di BA-ALCL” e “negli ultimi 10 anni, a febbraio 2022, ne risultano notificati al ministero 79”. L’insorgenza della malattia arriva a una media di 7,7 anni e il sintomo è il “sieroma periprotesico”, diagnosticabile con un’ecografia. L’incidenza è “molto variabile” e va da “1 caso su 3.817 a 1 su 30.000”. La variabile è legata al tempo di vita della protesi e alla tipologia di protesi impiantate.
“Nell’esperienza italiana il 90% delle pazienti è guarito” e su 35 milioni di protesi impiantate nel mondo il numero di casi resta basso, ma, si legge ancora, “la mancata significatività dell’esiguo numero di casi non esime il ministero della Salute dal continuare a studiare questa patologia”, soprattutto per gli aspetti ancora da chiarire e la massima autorità italiana a tal fine è infatti operativa in una task force internazionale che fa monitoraggio, raccoglie e studia i dati relativi alla patologia.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Sulla Tiburtina Stefano Sollima batte il ciak di ‘Adagio’ con Favino, Servillo e Mastandrea

Sulla Tiburtina Stefano Sollima batte il ciak di ‘Adagio’ con Favino, Servillo e Mastandrea

Il nuovo film del regista della serie ‘Romanzo criminale’ chiude la trilogia criminale romana iniziata con ‘A.C.A.B.’ e proseguita con ‘Suburra’

14-09-2022 17:21 Costume e Spettacolo Redazione Agenzia DIRE

sollima_tiburtina1 (1) (1)

ROMA – Dopo ‘Soldado’ e ‘Senza rimorso’, Stefano Sollima torna a girare in Italia. E lo fa con ‘Adagio‘, che vede tra i protagonisti Pierfrancesco FavinoToni ServilloValerio Mastandrea e Adriano Giannini. Scritto da Stefano Bises e Sollima, le riprese del film sono iniziate in questi giorni a Roma e si svolgeranno per circa nove settimane. Questa mattina alcune strade interne a via Tiburtina si sono ‘svegliate’ con il ciak del regista delle serie ‘Romanzo Criminale’ e ‘ZeroZeroZero’. Sul set, come mostra il video, gli attori Servillo, Giannini e Francesco Di Leva.


L’ULTIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA CRIMINALE ROMANA

“Sono impaziente ed entusiasta di tornare finalmente a raccontare la mia cittàdopo tutti questi anni. Roma è cambiata e anche io. ‘Adagio’ è una storia crepuscolare di vendetta e redenzione, giusta per essere l’ultimo capitolo della mia trilogia criminale romana (iniziata nel 2012 con ‘A.C.A.B.’ e proseguita nel 2015 con ‘Suburra’, ndr)”, ha dichiarato il regista in una nota. ‘Adagio’ è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, Stefano Sollima per AlterEgo, con Vision Distribution.

sollima_tiburtina1 (1) (1)

“Sono molto felice di produrre questo film con Stefano Sollima. Ho sempre ammirato come riesca a entrare con il cinema nelle oscure profondità delle realtà criminali e sociali del nostro Paese (e non solo). E quando mi ha proposto questo ultimo atto della sua trilogia su Roma, l’ho trovato non solo un film bellissimo, ma anche, ora più che mai, importante e necessario”, ha detto in una nota Mieli.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’ABBANDONO (vernacolo) di Silvia De Angelis

L’ABBANDONO (vernacolo)

Quanno devi da subì ‘n‘abbandono d’amore

cerchi de penzà che è solo ‘n sogno

e che dopo tutta qua fagottata de bene

vissuta core a core

nun è possibile esse lasciati soli

drento ‘na via che nun cià più colori.

L’anima cià ‘no strappo

che te leva quasi er respiro

‘ntorno te gira tutto

e nun riesci a racapezzatte

su quer momento gnobile che stai a vive.

Giri e rigiri senza riuscì a raggionà

ricordanno quell’attimi segreti

cor sentimento genuino

che t’hanno fatto cresce

e diventà ‘na donna vera.

Te pare de vedè quer viso perzo

dapertutto, ma è solo ‘n’illusione menzognera

‘n preda a un male che te logora

e un te fa campà

t’empari a nun volè più bene e

e a rallegratte solo co’ te….

@Silvia De Angelis

L’ABBANDONO (traduzione)

Quando subisci un abbandono d’amore

cerchi di pensare che sia solo un sogno

e che dopo tutto quel mondo di bene

vissuto cuore a cuore

non è possibile essere lasciati soli

dentro una via che non ha più colori.

L’anima subisce uno strappo

che toglie quasi il respiro

intorno ti gira tutto

e non riesci a orientarti

su quel momento ignobile che stai vivendo.

Giri e rigiri senza riuscire a ragionare

ricordando quegli attimi segreti

col sentimento genuino

che ti hanno fatto crescere

e diventare una donna vera.

Ti sembra di vedere quel volto perso

dappertutto ma è solo un’illusione menzognera

in preda a un male che ti logora

e non ti fa vivere

impari a non voler più bene

e a rallegrarti solo con te stessa…

https://ssilviadeangelis5.blogspot.com/

Alessandria: Al  via i lavori di manutenzione e riqualificazione del parco giochi Borsalino

Alessandria: Al  via i lavori di manutenzione e riqualificazione del parco giochi Borsalino

di Pier Carlo Lava

Alessandria, nell’ambito di un piano dell’Assessore ai lavori pubblici Michelangelo Serra finalizzato e riqualificare e mettere in sicurezza tutti i parchi giochi alessandrini, ieri sono iniziati i lavori anche nel parco giochi del villaggio Borsalino in via Don Giovine.

Lo stesso versava da anni in stato di degrado ed era potenzialmente pericoloso in particolare nella recinzione, dove i soliti vandali avevano rimosso diverse parti della recinzione lasciando lunghi chiodi scoperti e mettendo quindi a rischio l’incolumità dei bambini.

Al momento la stessa è stata rimossa e sostituita con una nuova solida e decisamente colorata, che oltre a migliorare la sicurezza piacerà certamente ai bambini. 

Restano ancora da fare gli interventi di riqualificazione dei giochi, la messa a dimora di alcune piante mancanti e la verifica dello stato di alcune panchine, lavori che presumiamo verranno fatti nei prossimi giorni.

Il parco giochi da alcuni anni non veniva più frequentato per i motivi sopra citati, ora non appena i lavori saranno terminati siamo certi che lo sarà nuovamente.

Arquata Scrivia: Riparte l’Ar.Qua.Tra. che non t’aspetti!

Riparte l’ Ar.Qua.Tra. che non t’aspetti!

Il Comune di Arquata Scrivia sta lavorando insieme a volontari ed associazioni all’atteso evento  Ar.Qua.Tra. , Artigianato Qualità Tradizione, alla 14esima edizione, che si svolgerà il prossimo 18 settembre. “Un viaggio tra Gusto, Cultura, Passione”, tante le novità, rivolte proprio a tutti.  Una mostra inedita sui “Tesori culturali” verrà allestita con l’aiuto del Servizio Civile nel Palazzo Spinola. Il tema del patrimonio culturale é di grande attualità. Questo cambiamento di visione deve  allontanare da una certa idea che vede la cultura come un qualcosa per pochi e di elitario: la Cultura é un bene che deve essere messo a disposizione di tutti. L’Amministrazione Comunale sente da sempre la necessità di costituire tassello su tassello un mosaico, via via più completo, del patrimonio culturale locale.

In piazza Bertelli ci sarà l’Accademia dei giochi antichi, riproduzioni fedeli, che grandi e piccini potranno sperimentare; in via Interiore invece troveremo gli artigiani e i mestieri del passato, le esposizioni artistiche, Arquator con i presepi e sulla gradinata si esibiranno le straordinarie Arcobalene e i Buena Onda

Potrete  passeggiare in via Libarna tra negozi, bancarelle, visitare  atelier e partecipare a interessanti laboratori. 

Immancabile un percorso nel gusto: si avrà  la possibilità di conoscere e degustare i vini presso la Soms ed assaggiare le specialità della tradizione nell’Isola Gastronomica dalla Lea,  curata  dalle Associazioni.

Botteghe aperte con la loro cortesia, i loro prodotti sempre più interessanti e tutta la passione dei commercianti arquatesi.

A partire dalle ore 18 poi, prenderà vita uno inedito “ArquaGIOVANE”, a cura dei mitici locali arquatesi  “Music & Food”  fino alle 24.  

Nicoletta Cucinella, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Promozione del Territorio, afferma: “Siamo molto emozionati nel pensare a questo evento che finalmente riparte alla grande e con tanto entusiasmo; abbiamo rivisitato questo format, riprendere le fila di tutto non è per niente facile: abbiamo voluto camminare sul solco della tradizione con uno sguardo al nuovo  e ci pare la scelta giusta. Non poteva che essere così visto che i nostri Consiglieri giovani Lasagna e Di Modugno si stanno impegnando a fondo e per questo tutti noi vogliamo ringraziarli. Ovviamente estendiamo i ringraziamenti ad ogni volontario, grazie davvero! “.

Arquata c’è … e voi? 

Migrante stanziale, di Franco Bonvini

Migrante stanziale

 franco bonvini 

C’era una zingara a vegliarmi le notti un tempo
appoggiata al muro
sempre sorridente nel suo abito rosso
e con sempre rose tra la mani.
La sua cornice dorata svaniva nella la notte
per me scendeva tra lampi di blu elettrico
a cancellare le ombre.
Poi svanì per sempre la sua gabbia
e fu sempre con me, a ogni ombra del bosco
nei pendii di montagna, dove crescono i narcisi
nel brillare del lago
in pezzetto di cielo disegnato
e ancora nelle notti più buie.
Ma per sempre non è per sempre.
E’ tornata alla sua cornice
sta in una casa che non so
e io giro al bosco
con un fischio a tremila hertz nelle orecchie
e confonde il silenzio
il canto e l’ incanto
e so che non la vedrò più nella sua cornice.

Anche se la cerco ancora
negli arcobaleni delle cascate
in un lago che brilla al sole
e deforma il profilo dei monti.
O solo nel buio della stanza.
Fuori dalla sua cornice dorata.

Qualcosa che non so, di Franco Bonvini

Qualcosa che non so

 franco bonvini  PensieriPensieri dal lago  27 agosto 2020 1 Minute

E’ qualcosa di prima dell’infanzia che ricordo
qualcosa che altri hanno visto
forse in un lontano e caldo Agosto, come questo
cercando ombre e frescure.
Altri che ora sono io.

E’ così che ho preso quella strada
che scendeva stretta tra gli alberi
tutta curve e ombre, partendo dalla statale a lago,
ricordando qualcosa che non so.
E’ così che ho sceso tutte quelle scale in pietra
con occhi e gambe d’altri innamorati.

E più scendevo più pesava l’ ombra
sulle cose che non si vedono
senza fatica scendevo e riposava il cuore
in forma d’acqua, brillante
e calme onde.

L’ultima scala ha una grata in ferro
va verso frontiere sconosciute, che non so
dove qualcuno mi sogna.

Chiusa. Non è ora di partire per altri lidi, ma di tornare.

(foto mia)

L’ora più dolce, di Franco Bonvini

L’ora più dolce

 franco bonvini  

C’è un’ ora,
quando il sole sta per scendere oltre i monti
in cui il lago s’ indora, e si calma.
L’ acqua si ferma e i cigni hanno già fatto l’ ultimo volo.
È lì che manca
e non è solo nostalgia
o tutte quelle balle sull’ età
che fa asciutti gli occhi.
È che gli anni senza sono sempre di più
è che non ricordo la voce,
la voce in-canto sulle rive del lago.
Per questo ci vado spesso.
Finchè la sentirò
chiamare il mio nome.

20170826_180235

Dentro gli occhi, di Franco Bonvini

Photo by Pixabay on Pexels.com

Dentro gli occhi

 franco bonvini  

Cosa vedi quando guardi il lago non lo so
ma posso dirti cosa vedo io
vedo il tempo farsi eterno
vedo il bimbo che gioca nell’ acqua
e il nonno sulle rive bianche di neve che lo guarda.
Non ci sono ore più belle di altre
che sia mattino di sole o bianco di nebbia
o notte scura e nera coi monti invisibili nel cielo
sono tutte qui, dentro gli occhi, insieme
nient’altro attorno, sei sempre solo quando guardi il lago.
Forse però un’ora c’è
quando il lago s’indora, che il sole sta per scendere oltre i monti
e cade obliquo nell’ acqua
allora i monti sembrano grembi di madri
con bimbi attaccati al seno
e c’è la stessa pace.
Sarà che ho questi occhi acquosi di lago
dentro i quali lei si è fatta isola eterna
sulle cui rive gioca mia madre bambina
e la notte lascia graffi di luce nell’acqua nera.
lì dentro non sono il nonno che guarda dalle rive bianche di neve
ma il figlio, e c’è una gran pace
proprio come sotto un immenso cielo stellato che si riflette nel lago.

Le stagioni fatate, di Franco Bonvini

Le stagioni fatate

 franco bonvini  

Forse sono passate / le stagioni fatate
e non ci ho fatto caso.
E ancora credo per me / e non solo per me
che ne verranno altre domani.
Un elettrico argento / m’ha portato sul lago
in questo vagabondare.
Non è il nostro lo so / però anche qui venivamo
anche solo a guardare.
Oltre la fine del lago / le cime dei monti
e l’azzurro del cielo
qui c’è ancora il tuo cuore / e i tuoi sogni
e li vedo brillare.
Sotto un tiepido sole / li vedo brillare
io sono qui / sulle rive del lago
e mi sembro un coglione
un sognatore un acchiappanuvole
con la mia lattina di tè al limone
Io sono qui / sulle rive del lago
sono venuto a cantare
Farà neve lo so / e anche presto
ma sarà ancora più bello
quando scenderà attorno al lago
come un anello.

Io sono qui sulle rive del lago..
tra le mani ho soltanto un panino..
Ne vuoi un pochino?

Nel tanto immaginare, di Yuleisy Cruz Lezcano

Nel tanto immaginare

E poi immagino

tutti i raggi che mutano

in suoni

l’ondeggiare dei girasoli.

Immagino i colori

mentre Van Gogh dipinge

col violino

un campo colmo

di soste di sole.

Poi immagino un cavallo azzurro

innalza note musicali nel vento.

I fiori sono un teatro

tutto il teatro è il mio giardino

pennellate di violino.

L’infanzia è in ogni luogo.

La musica lancia polline

sul passato

e quella me che avevo scordato

passeggia fra i girasoli

balla con i colori

e dipinge con la musica.

Y. C. L.

Sale in zucca, di Maria Teresa Infante

Sale in zucca

Avrei voluto scrivere poesie

direzionare il volo col timone

– un legno antico che non ha frontiere –

inerpicarmi

scendere di testa

dove i grafemi scindono gli schemi

e trasformare il male con il bene

un po’ d’inchiostro non è mai abbastanza

provo a passarlo da una mano all’altra

si dà di sale

se la carne è sciapa

intanto i crampi stridono la mente

si dà di matto

se rimani a terra.

Maria Teresa Infante

Da “Extrema ratio”, Genesi Edizioni (2021)

MONFRA JAZZ FEST: BACI IN MUSICA ALLA PASTICCERIA NININ PER COLAZIONE 

MONFRA JAZZ FEST: BACI IN MUSICA ALLA PASTICCERIA NININ PER COLAZIONE 

Ultimi concerti per il Monfrà Jazz Fest, una coda davvero gustosa della manifestazione cominciata ai primi di giugno, considerando che il primo sarà il 17 settembre alla Pasticceria Ninin di Piazza Martiri della Libertà n.10 a Casale Monferrato. 

Il concerto degustazione ha per titolo “Un bacio a colazione” e l’ora si presta: sarà infatti alle 10.30 del mattino. Un momento perfetto per iniziare la prima giornata della 61° Festa del Vino del Monferrato Unesco che si tiene in città.

Il concerto è anche l’occasione per presentare il nuovo dolce Bacio della Pasticceria Ninin e ovviamente il bacio è anche il filo conduttore di tutte le note che accompagneranno questo momento: 12 “baci musicali” scelti tra le più belle ballate e standard jazz interpretati dal Perilli Vercesi duo.

Interpreti saranno Laura Perilli, Voce e Ukulele e Martino Vercesi alla Chitarra. 

Laura Perilli – Cantante dalla voce raffinata e persuasiva, particolarmente adatta sia al repertorio degli “standard” del jazz americano che alla bossanova brasiliana. I suoi riferimenti: Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e parlando di artiste contemporanee Dee Dee Bridgewater, Diana Krall, l’italiana Rossana Casale, Roberta Gambarini e Ada Montellanico. Nel 2006 è stata selezionata come voce del Berklee Award Group Award per l’edizione 2006-2007 di Umbria Jazz Winter. Attiva soprattutto nel circuito jazz laziale e lombardo, collabora con Alessandro Fraternali, Alessandro Tomei, Paride Furzi, Matteo Camera, Tazio Forte, Martino Vercesi, Gabriele Pelli, Marcello Testa, Marcello Turcato, Tito Mangialajo Ranzer, Gigi Andreone, Renato Tassiello, Andrea Rogato (con questi ultimi per la “Orange Blues Band”). Grazie alle collaborazioni con il chitarrista Peter Autschbach ha anche pubblicato un cd nel 2009 (Summer Breeze). Ukulele Fairy Tales il suo ultimo progetto discografico di classici jazz/blue.

Martino Vercesi – È considerato uno dei più interessanti e versatili chitarristi italiani. Oltre alle doti tecnico-strumentali in lui si esprime una profonda conoscenza del linguaggio jazz e una personalità forte e definita, che fa di lui solista d’eccezione e nel contempo accompagnatore di rara sensibilità. Ha scritto “A Method For Modern Guitar” pubblicato nel 2006 da Sinfonica Jazz. Ha suonato in numerosi teatri tenendo recital solistici di chitarra classica. Ha collaborato con diversi musicisti di chiara fama nazionale come Luigi Bonafede, Tony Arco, Giovanni Falzone, Marco Vaggi, Sandro Cerino, Fabrizio Trullu, Ares Tavolazzi, Luca Dell’Anna, Mauro Battisti, Walter Calloni, Marcello Testa, Marco Micheli, Ferdinando Faraò, Danilo Gallo fra gli altri. Ha suonato presso alcuni dei più importanti teatri e jazz club nazionali e internazionali come Blue Note Milano, Auditorium “G.Verdi” Milano, Porgy and Bess Vienna, Jazz Club Chur, Jazz Club Torino. Ha suonato in diretta radio, e ricevuto lusinghe recensioni su riviste specializzate. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sia come solista che come sideman.

Per assistere al concerto la prenotazione è gradita al 345 5145878.

L’evento è in collaborazione con: Comune di Casale Monferrato, Pasticceria Ninin, Festa del Vino.

Scrivilo per me, di Cinzia Perrone – Autrice

Scrivilo per me

Molte volte sento l’espressione, forse qualche volta l’ho detta anch’io, “scrivo per me stessa “.

Condizione che può essere anche veritiera, ma che cambia sostanzialmente le cose quando si inizia a pubblicare, perché in quel caso si inizia a scrivere anche e in qualche caso soprattutto per gli altri.

Infatti la riuscita di un buon libro sta proprio nell’efficacia dei rapporti fra autore e lettore. È quindi necessario comprendere il processo che mette in relazione chi scrive e la sua opera con il mondo circostante, cioè individuare con estrema precisione il destinatario dell’opera stessa.

Come suggeriva John Steinbeck, può essere utile rivolgersi a una persona, reale o immaginaria, e scrivere soltanto per lei.

Vie del Sale’, online il nuovo sito. Nasce il percorso escursionistico. ​ ‘La Mulattiera dell’Olio’ e il video-documentario​ 

‘Vie del Sale’, online il nuovo sito. Nasce il percorso escursionistico

​ ‘La Mulattiera dell’Olio’ e il video-documentario​ 

Sarà online venerdì 16 settembre il nuovo sito internet delle ‘Vie del Sale’, percorsi escursionistici che dalla Pianura Padana e dalle Valli Piacentine raggiungono la costa Ligure. Il progetto (https://www.leviedelsale.org) è curato da “La Pietra Verde”, associazione di promozione sociale nata nel 2001 che opera nell’ambito dell’escursionismo, dell’educazione ambientale e della promozione e valorizzazione del territorio che comprende le Province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova. Le ‘Vie del Sale’ sono antichi percorsi che si snodano tra Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria in una terra di passaggio, anticamente frequentata da mercanti e mulattieri, e mettevano in comunicazione la Pianura Padana e le valli dell’entroterra con il Mar Ligure per l’approvvigionamento del preziosissimo sale utilizzato per la conservazione dei cibi. Il commercio del sale tra la costa ligure e la pianura padana si sviluppò fin dall’epoca romana attraverso una fitta rete di piste e strade di crinale che mediante alcuni passi storici (gioghi) permettevano il trasporto di questo prodotto indispensabile per la sopravvivenza di uomini e animali.

I percorsi e il ‘passaporto’

Il sito propone differenti percorsi, completi di descrizioni dettagliate delle singole tappe (lunghezze, dislivelli, altimetrie), punti di interesse, punti di ristoro e per l’acqua, strutture ricettive per il pernottamento e per i pasti, tracce Gps (per la loro realizzazione è stato utilizzato il programma Garmin Base Camp), informazioni logistiche (come arrivare e tornare con i diversi mezzi di trasporto), principali luoghi di interesse che si incontrano lungo il cammino, cenni storici sull’origine delle varie ‘Vie del Sale’.

Il progetto è stato condiviso con numerosi organismi associativi nell’ambito dell’attività escursionistica (Cai Sezione di Tortona, Cai Sezione di Piacenza, Federtrek Escursionismo e Ambiente, Turisport Europe, Progetto Italia, Gaep – Gruppo Alpini Escursionisti Piacentini, Appennino Trekking), le Camere di Commercio e numerosi enti locali coinvolti attraverso la concessione del patrocinio e, nel caso dell’ente camerale di Alessandria ed Asti, di un contributo a sostegno dell’iniziativa.

Non manca il “passaporto del camminatore” che testimonia il viaggio. Il documento identificativo certifica il passaggio dell’escursionista lungo queste vie e sulla credenziale sono riportati i timbri e le date dei luoghi visitati e le strutture di ospitalità in cui si è stati accolti. «Questa timbratura – spiegano i responsabili dell’associazione – può essere emessa anche da attività commerciali come bar o negozi e favorisce l’accesso alle strutture che accolgono i camminatori. Sono state inoltre realizzate la spilla da appuntare sullo zaino e la T-shirt con il logo distintivo di questi cammini».

Le nuove sette tappe

Sulla scia dei risultati raggiunti da ‘Le Vie del Sale – dalla Pianura Padana al Mar Ligure’, realizzato nel 2021 e che ha preso in considerazione la ‘Via del Sale’ che da Varzi raggiunge la località di Portofino, quella che da Tortona raggiunge anch’essa Portofino e la ‘Via Piacentina’ che da Travo raggiunge Genova, negli ultimi mesi «abbiamo ampliato il progetto legato ai cammini escursionistici – spiega Riccardo Rancan, referente del progetto – includendo un percorso che, dalle Valli Piacentine, raggiunge la costa Ligure. Si chiama ‘La Mulattiera dell’Olio – Il Cammino da Bobbio a Levanto’ e si sviluppa in sette tappe attraversando il territorio appenninico compreso tra la Val Trebbia e la costa ligure delle Cinque Terre, che un tempo era solcato dalle carovane di mulattieri impegnati negli scambi commerciali tra la pianura ed il mare». I contenuti delle pagine web della ‘Mulattiera dell’Olio’ saranno raccolti e organizzati anche per la realizzazione di una pubblicazione tascabile, analoga a quella già disponibile per la sezione delle ‘Vie del Sale dalla Pianura Padana al Mar Ligure’.

Sempre venerdì 16 settembre sarà pubblicato il video-documentario ‘La mulattiera dell’Olio’, realizzato da Michele Ferroni per l’associazione “La Pietra Verde”, che racconta la sua esperienza lungo l’affascinante percorso, che permetterà «di immedesimarsi e scoprire questi territori meravigliosi». Il video sarà pubblicato sul canale YouTube di Michele Ferroni https://www.youtube.com/c/MikefC, sul sito internet delle Vie del Sale https://www.leviedelsale.org, sul sito internet e sui canali social de “La Pietra Verde”. Ferroni, genovese, rapper, cantautore e tecnico del suono, è appassionato dei cammini e amante del territorio Appenninico. In passato ha realizzato un video sull’alta via dei monti liguri.

Per ulteriori informazioni: associazionepietraverde@gmail.com, telefono 339 – 6969819.

L’associazione

“La Pietra Verde” con gli istruttori Iwe (Istruttori di Walking Ecoconsapevole) accompagna gruppi di persone o scolaresche su itinerari appositamente studiati, con particolare riferimento alla botanica, alla paleontologia, alla zoologia, organizza uscite all’esplorazione di luoghi di interesse naturalistico o storico, progetta uscite di trekking diversificate in base alla difficoltà anche di più giorni, e di Walking urbano alla scoperta di città d’arte, borghi medievali, piazze e monumenti. Si occupa inoltre di progetti di didattica ambientale nelle scuole e della tracciatura e manutenzione delle reti sentieristiche presenti in zona, georeferenziando e mettendo a norma Cai i vari percorsi individuati. La sede legale dell’associazione è il Rifugio Escursionistico Piani di San Lorenzo, frazione Pallavicino di Cantalupo Ligure. La struttura è direttamente gestita da “La Pietra Verde”.

the essence of beauty is that quality of sensitivity

#the essence of beauty is that quality of sensitivity

Pubblicato da taniapizzamiglio

Probabilmente non vi capita spesso di essere in mezzo alla natura.
C’è questo mare meraviglioso, ma voi non siete in relazione col mare.
Lo guardate, magari ci andate a fare una nuotata, ma non avete il senso di questo mare con la sua enorme vitalità ed energia, la bellezza delle onde che si infrangono sulla costa, non c’è nessuna comunicazione fra quel meraviglioso movimento del mare e voi.
E se non siete in relazione con questo, come potete esserlo con qualcun altro?
Se non percepite il mare, la qualità dell’acqua, delle onde, della grande vitalità della marea che sale e scende, come potete essere consapevoli o essere sensibili alla relazione umana? Vi prego, è molto importante comprenderlo, perché la bellezza non è soltanto nella forma fisica, l’essenza della bellezza è quella qualità di sensibilità, la qualità dell’osservazione della natura.
Jiddu Krishnamurti, filosofo indiano

It is probably not often that you are in the middle of nature.
There is this wonderful sea, but you are not related to the sea.
You look at it, maybe you go for a swim, but you don’t have a sense of this sea with its enormous vitality and energy, the beauty of the waves breaking on the coast, there is no communication between that wonderful movement of the sea and you.
And if you are not related to this, how can you be related to someone else?
If you do not perceive the sea, the quality of the water, the waves, the great vitality of the rising and falling tide, how can you be aware or sensitive to the human relationship? Please, it is very important to understand this, because beauty is not only in physical form, the essence of beauty is that quality of sensitivity, the quality of observing nature.
Jiddu Krishnamurti, Indian philosopher

In treno, metro e bus senza mascherina: 81 mila euro di multe

In treno, metro e bus senza mascherina: 81 mila euro di multe

Le sanzioni per il mancato rispetto dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici hanno riguardato utenti ma anche autisti

12-09-2022 16:23 Abruzzo Redazione Agenzia DIRE

coronavirus_metro_milano-2

ROMA – Utenti, ma anche autisti, che viaggiavano in metro o in treno senza indossare la mascherina Ffp2: nei giorni scorsi sono state 203 le violazioni amministrative contestate dai Carabinieri del Nas che hanno portato a multe e sanzioni per un totale di 81 mila euro.

TRENI, BUS E METRO

Gli interventi, condotti unitamente ai Carabinieri dell’Arma territoriale, hanno riguardato3.058 veicoli adibiti al trasporto, tra autobus urbani ed extraurbani (65%), metropolitane (12%), collegamenti ferroviari locali e di navigazione (23%), interessando la verifica di oltre 30 mila utenti a bordo degli stessi.
Sono state contestate 203 violazioni amministrative nei confronti di utenti ed autisti, che si trovavano a bordo privi di mascherina o in assenza di idonea mascherina filtrante (Ffp2 o classe superiore), per un ammontare complessivo di 81mila euro di sanzioni.

LEGGI ANCHE: Si torna a scuola, il 92% festeggia l’addio alla mascherina

MULTATI ANCHE AUTISTI E MINORENNI

Le verifiche hanno determinato l’emersione di due aspetti rilevanti riconducibili a: la presenza di 11 autisti e guidatori dei mezzi che svolgevano il proprio incarico senza indossare la prevista mascherina, nonostante il ruolo svolto come operatore di un servizio pubblico; l’accertamento di 31 minori, pari al 15% delle persone sanzionate, risultati privi di mascherina, incuranti della normativa e del rispetto a favore della collettività al fine di ridurre il rischio di contagio.

I controlli sono stati effettuati nel corso degli ultimi giorni da parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute d’intesa con il ministero della Salute: si è trattato di una campagna di controlli a livello nazionale al fine di verificare l’osservanza dell’obbligo di indossare la mascherina all’interno dei servizi di trasporto pubblico, allo scopo di tutelare la salute degli utenti, anche in considerazione della ripresa delle attività lavorative e della attuale situazione epidemiologica.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

CLOCHARD, di Roberto Busembai

CLOCHARD

Mi sono chiesto

spesse volte

se il cielo davvero esiste

perchè io quell’azzurro

non sono mai

riuscito a intravedere,

mi sono chiesto

se il caldo di un camino

davvero scalda più

di un marciapiede al sole,

e ho chiesto a me stesso

se la vita è davvero

quel sorriso sulla pelle

che ti sfiora al mattino

ad ogni raggio di luce

che si vede.

Mi sono chiesto

spesse volte

e non ho mai trovato

le risposte,

ma una sopra a tanti

e sopra a tutti

sento di poterla gridare,

che la vita è un grande dono

e non lasciatevela sfuggire.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

DALLA CANTINA UN PIANTO, di Gianni Regalzi

DALLA CANTINA UN PIANTO

Non so cosa succede,

si chiudono sbattendo le persiane,

si muovono gli oggetti inanimati.

C’è nebbia, tanta nebbia nel cortile,

Sento un vocio maligno che dal pozzo

pronuncia sibilando il nome mio.

Luce nascosta, spilli dentro gli occhi,

sabbia rovente e fango tra le dita,

acuminati cocci di bottiglia

feriscono i miei passi

e dal mio naso scorre caldo sangue.

Mi brucia la paura e giù in cantina

si sente un dolce canto di bambina

che dopo un po’ si fa penoso pianto.

Alessandria, 13 Iyyar 5775 (2/5/2015)

Gianni Regalzi

(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris)

(Foto da Google immagini)

UN SETTEMBRE LONTANO, di Gianni Regalzi

UN SETTEMBRE LONTANO

In questa fresca sera settembrina

la dolce eco di una fisarmonica

colora la fragranza del tramonto.

L’uva nel secchio è d’oro

il pan biscotto è lì, ancor fumante

e tutto intorno è breve luce e pace.

Fermati istante e fa che questo sogno

per un momento solo torni vero,

ma inesorabilmente il tempo tuona.

Alessandria, 29 Elul 5775 (13/9/5775)

Gianni Regalzi

(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)

(Foto da Google immagini)

L’ARGENTO FREDDO DELLA LUNA, di Gianni Regalzi

L’ARGENTO FREDDO DELLA LUNA

Un tempo mi stordiva,

ora l’Argento freddo della Luna

mi porta solo spettri dal passato.

Luci nascoste all’ombra di un delirio,

tuoni, silenzi e palpiti

risvegliano i fantasmi e la mia notte

diventa amara ancora più del sale.

E l’Alba è lì che attende

con le sue spine pronte a farmi male.

Alessandria, 27 Kheshvan5775 ( 20/11/2014)

Gianni Regalzi

(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)

(Foto By Web)

Elettra di Gian Carlo Fanori (Giovane Holden Edizioni)

Elettra di Gian Carlo Fanori (Giovane Holden Edizioni)

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE

“QUELLI CHE MI LEGAVANO AI MIEI TERRITORI ERANO SENTIMENTI FORTI, MA IL MIO DESIDERIO DI FARE LA GIORNALISTA LO ERA ANCORA DI PIÙ. SAPERE CHE AVREI SOFFERTO PER LA MANCANZA DEI MIEI AFFETTI NON MI AVREBBE TRATTENUTA, COSÌ COME SAPERE MI ATTENDEVA UNA VITA SPARTANA. SOTTO IL PROFILO ECONOMICO LA PROPOSTA DI STILE&SOCIETÀ NON ERA CERTO DELLE MIGLIORI, E NON MI SFUGGIVA CHE AVREI DOVUTO SUDARE SETTE CAMICIE PER FARMI BASTARE L’ESIGUO STIPENDIO PREVISTO. GRAZIE A DIO AVEVO DA PARTE UN PO’ DI SOLDI, ACCUMULATI A FURIA DI DARE LEZIONI PRIVATE E NEI MESI DI INSEGNAMENTO, E IN QUALCHE MODO… IN QUALCHE MODO CE L’AVREI FATTA.”

Elettra è una giovane donna bellissima, colta e intelligente. Determinata a diventare giornalista, dopo gli studi e un tirocinio presso una testata di provincia, entra nello staff di una celebre rivista patinata diretta dall’ambiguo Luciano Schiavo. Per adeguarsi ai ritmi del nuovo lavoro si trasferisce a Milano lasciandosi alle spalle senza troppi rimpianti un incarico da insegnante. Più complessa la sua situazione sentimentale: un fidanzato perfetto abbandonato in favore di un amante innamorato della sua ex, da cui a sua volta è stata abbandonata.
L’avvenenza di Elettra, che spesso l’ha favorita, a volte si rivela un peso insostenibile. In particolare, quando il suo nuovo capo la fa oggetto di molestie sessuali.
Che fare? Denunciarlo o tentare di dimenticare e ricominciare ancora una volta? E soprattutto, quante volte si può trovare la forza per ricominciare?
Gian Carlo Fanori esplora con audacia la psicologia di una giovane donna in carriera costretta a fare i conti non solo con un mondo professionale in cui le attenzioni morbose del capo hanno scarsa possibilità di essere sanzionate, ma anche con se stessa e le proprie ambizioni.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro: “Elettra” di Gian Carlo Fanori. Una storia che ho apprezzato moltissimo.

Elettra è una giovane donna bellissima, colta e intelligente. Determinata a diventare giornalista, dopo gli studi e un tirocinio presso una testata di provincia, entra nello staff di una celebre rivista patinata diretta dall’ambiguo Luciano Schiavo. L’avvenenza di Elettra, che spesso l’ha favorita, a volte si rivela un peso insostenibile. In particolare, quando il suo nuovo capo la fa oggetto di molestie sessuali.

Un libro che rispecchia la vita di quasi tutte le donne giovani. L’autore racconta la storia di Elettra con enfasi e passione. La protagonista una donna comune con ambizioni lavorative che desidera ardentemente diventare una giornalista, ma è anche una giovane normale alla ricerca dell’amore eterno. Tuttavia, il mondo professionale è un abisso innavigabile per Elettra e la ricerca dell’amore perfetto è infruttuoso. Una contrapposizione di sentimenti ed emozioni si susseguono in tutto il romanzo, rendendolo appassionante e intrigante. 

Gian Carlo Fanori nel suo libro tocca anche un tema importante che spesso viene sottovalutato: le molestie sessuali sul lavoro. Purtroppo questo argomento è ancora tabù nella nostra società; sono moltissime le donne che subiscono violenza psicologica e fisica da parte dei loro capi per ottenere dei previlegi. Tristemente chi non acconsente alle proposte scabrose spesso viene licenziato o degradato a mansioni di poco conto. Le poche donne che hanno il coraggio di denunciare non vengono credute o non hanno prove a sufficienza per sostenere un processo. Un tarlo difficile da estirpare nella nostra realtà. 

Complimenti all’autore per aver colto in tutta la sua bellezza e nella sua difficoltà il personaggio di Elettra. Fanori manda un messaggio forte al lettore: “Tutte le donne meritano rispetto, anche sul posto di lavoro!”

PUNTEGGIO 5/5

GIAN CARLO FANORI 

Nato a Recco (Ge) nel 1954, dopo la maturità classica ha conseguito a Pavia la Laurea in Lettere Moderne. Giornalista pubblicista dal 1997, ha collaborato con La Provincia Pavese, Italia Oggi, Il Sole 24 ore e il mensile Monsieur. Si è occupato di comunicazione e risorse umane per alcune imprese industriali e edi servizi. 

Ha pubblicato, per Italic Pequod: Candidato al successo, 2012, Premio Milano International 2019 e Premio Città di Pontremoli 2020; Vero nella notte, 2015, Premio Città di Cattolica 2019; Oltre il successo, 2018.

Dettagli prodotto

Racconti. Valeria Bianchi Mian: SOLITUDINE

SOLITUDINE

Una parola magica, Solitudine. Un’arma o uno strumento, a seconda del modo in cui utilizzi le molteplici possibilità di sviluppo che la Solitudine ti offre. Solitudine è una sinfonia autunnale, Vivaldi noise lungo il fiume che attraversa la città, è respiro che sonnecchia indisturbato all’ombra del ciliegio, in estate, gli occhi chiusi che ignorano le grida dei bambini, le orecchie trascurano i pensieri molesti. Solitudine è una corsa nella neve, a perdifiato nei campi immacolati, è tornare all’infanzia immaginando avventure indicibili, imprese impossibili, senza giudizio perché l’immaginazione è sempre una giusta causa.

Solitudine è lo sguardo poetico sulla natura, ché “il primo verde è oro” e anche l’ultimo non scherza.

Non vorresti bere pinte di Solitudine, dici no grazie, pensi che il cocktail sia buono quando il gioco dura poco, e per timore ti concedi senza remore agli altri umani uomini donne bambini, ti offri al mondo e dimentichi l’arte del giusto bilanciamento. Il dono di te si fa eccesso, smembramento. Dimentichi la bellezza della Solitudine in onore della Solidarietà e della Socializzazione.

Fondamentali, ovvio.

Ma la Solitudine…

Una scarpa, via l’altra, mettiti comod°.

Accoccolati davanti al focolare del Sé.

L’Io si fa abito di lana, coperta calda mentre fuori piove, sorriso in tasca quando, per un’ora, per un giorno, non hai bisogno di niente e di nessuno. Non appari, non posi, non regali.

Un bagno di Solitudine con le bolle, profumo di fiori e musica rilassante. La Soliudine come scelta quotidiana, una pausa meritata. Solitudine sorella che ti guida al centro quando tutto fuori è rumore confuso e discontinua conferma. Elogio della Solitudine. La buona salute nello stare zitt° per ascoltare la voce interiore, il bisogno che bonifica qualsiasi timore, il tuo calderone. Poi, gli altri, dopo.

Valeria

#ilmiovocabolario#S

Lo stesso ricordo, di maria Cannatella

Lo stesso ricordo

Ormai di te, ho sempre lo stesso ricordo, quel volto di un padre, di un uomo,

di un pescatore amico di tutti.

Tu, mio padre, a te regalo quel saluto in silenzio e con il cuore, ad una foto incorniciata da troppi anni dove vedo lo stesso sguardo, nulla è cambiato affatto in una foto in bianco e nero dove con gli occhi ti parlo ma non ho mai una risposta.

Sottovoce ti auguro la buona notte, così sento il mio cuore emozionarsi.

Se potessi ti abbraccerei, ma non posso.

Mi capita di pensarti spesso, soprattutto nei momenti di sconforto, oppure quando voglio ricordare le belle giornate trascorse al mare insieme a te sulla tua barca.

Che domeniche !

Da anni non sono più le stesse, trascorrono lente e senza un senso.

Così ormai accade, ma so che sei quell’angelo che continuamente mi protegge ogni momento della mia vita. Grazie papà.

Maria Cannatella @ 13/9/95- 13/9/22

Riservati tutti i diritti. A mio padre

So bene che ti parlo, di Iris G.DM

So bene che ti parlo,

ti parlo di morte,

e mi domando se domani, chissà!

E’ il giorno delle campane, delle rondini bizzarre,

delle grida stridule dei gabbiani,

per uno di loro, che sta per morire,

non lo possono salvare!

I pescatori rappezzano le reti,

sono vecchi,

e questo ancora sanno fare,

dureranno con ago e spago!

Il mio delitto è di essermi assassinata ogni giorno,

la mia casa è sotto il cielo,

ha fondamenta di coralli.

So bene che parlo di morte,

fa parte della mia vita,

i miei sudari sono colorati,

ma sentili quei violini che suonano!

Quelle bizzarre rondini,

come un cesto di fiori la mia testa,

il mio cuore,

quante farfalle ci volano! Iris G. DM