Giorni, di Maria Rosaria Teni

Giorni

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Giorni pervasi di malinconia, giorni che si frantumano su pensieri e immagini sfocate e che rivelano cocci di rimpianto…
A volte una pagina può rappresentare quel tappeto da cui si raccolgono questi piccoli residui di vita che restano dopo tanti attimi, dopo ore lunghe o brevi, dolorose o liete, vissute o sognate…
Giorni in cui vorresti che il tempo fosse rimasto cristallizzato a quell’istante, impresso in una retina virtuale da cui non si può cancellare nulla…
Giorni in cui il dolore è stato così forte da desiderare un vento impetuoso per spazzare via tutto, in un rapido balenare di follia, in un volteggiare imbizzarrito da cui non si esce che tramortiti…
Giorni che si avviluppano su scorci di momenti che sfumano e raggiungono un cielo che non ha confini…
Giorni che sono onde, sussurri e voci in un mare liquido di emozioni che non si toccano ma si vivono o forse si sognano, perché cosa altro è la vita se non un sogno?

VORREI SAPERE, di Tania Scavolini

VORREI SAPERE
Squarci di cielo – poesie di Tania Scavolini


Vorrei sapere cosa si prova
a non soffrire
fermando il tempo quando è felice
cogliendo il senso intenso della gioia
Ma il quadro della vita è in divenire,
colori, oltre che splendenti, spenti.
Oltre che viaggi, brusche frenate, attese infinite, dolori inattesi…
Vorrei sapere cosa si prova
a ripartire dalle paure, dai tormenti.
E resto qui con una valigia vuota,
le spalle pesanti di fatica
che troppo a lungo hanno pianto.

taniascavolini 29 ottobre 2022

Io sono uno straniero in questa terra, di Giuseppe Scolese

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Io sono uno straniero in questa terra
E pietre e confini moltiplicati, radure e ceppi e catene,
e uomini al confine, stanchi e cupi, uomini senza forma.
Ammassati come polli, inutili, mortificati, in balia dei capricci
del mare e dei giudizi degli ignoranti.
( Chi poteva sapere in quali terre sarebbero fuggiti,
dopo che le loro case sarebbero state un mucchio
di polvere).
Chi alza i muri di filo spinato, ha costruito prima il muro
del cuore.
Siedono in fila sulle loro comode poltrone, coi fogli di
protocollo, le sante scartoffie delle loro leggi. Oh come
parlano bene, nel lungo palazzo della solitudine,
sembrano tanti pinguini vestiti a festa.
” Io sono uno straniero in questa terra, dove l’aria
ha finito di parlare, i canti sono divenuti sangue, e
la mia patria una carneficina. Chi ascolterà la mia
nuda parola? Apro le mani inutili, le braccia inutili,
le gambe inutili, lo sguardo inutile, il mio grido
inutile! Chi di voi mi ascolterà? “
Giuseppe Scolese
30-04-2016

BASSA MAREA, di Teresa Tropiano

BASSA MAREA
Come cambia il vento,
dall’oggi al domani
e come cambia l’umore
di noi esseri umani!
Basta poco, un istante
ed è già mutamento.
Io, che nell’anima mia,
ho il mare tutto intero,
irrequieta mi sento
nel mio inconscio profondo
sicché riemergo al senno
che a toccare il fondo
ci vuol coraggio davvero!
Invoco tempesta
perché il silenzio m’annoia,
cerco intense emozioni
che mi diano la gioia
per scacciar via l’ombre
dalla mia folle testa.
Ma quando l’onda tua
dolcemente m’avvolge
non so più cosa fare,
mare immenso e sincero
ché nell’ubbia apnea
potrei pure annegare.
Amore, mettimi in salvo,
nella bassa marea.
Rischierei d’affogare
sola qui, nell’immenso
dove ormai non si tocca.
Tu conducimi a riva
finché il vento mi baci,
e nel cuor mi respiri
poi mi taccia la bocca.
Teresa Tropiano

Curve, di Franco Bonvini

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Curve

 franco bonvini  Pensieri  29 ottobre 2022 1 Minute

Nella sua stanza lei s’è appena alzata
i fianchi belli e curvi come una chitarra
la gonna e l’intimo ancora sulla sedia
e ancor m’incanta una curva d’inguine
la camicetta non ancora allacciata
e ancor m’incanta la curva perfetta del suo seno.
Penso aspetta, ad allacciarla
e lei come sentisse si mette in posa
il seno spinge via la stoffa
penso sposta un po’ la mano dove la curva incanta
ma questo pensiero forse non l’ha sentito
ed è un peccato perchè s’è infilata già il vestito.

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Così si fa, di Franco Bonvini

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Così si fa

 franco bonvini  Pensieri  31 ottobre 2022 

Così si fa
si va dove si è stati
saltando a piè pari sugli acciottolati
cercando un filo, una biglia, un segno, negli spazi vuoto
qualcosa che luccichi
uno spago che ricrei al presente il passato.
Così si fa
si trova quel che c’è
si lucida e si crea un ricordo nuovo
che faccia vero quel che non c’è.

Novembre …Gabriella Paci

Si trattiene sulle ciglia della sera

 il raggio che invano finge l’estate

nella foglia ingiallita sul ramo

 nella brina che piega lo stelo

nella nube che preme sul cielo

a richiamo di pioggia incipiente.

S’assottiglia la voglia dell’aria

nel  respiro più corto che punge

mentre si restringe la luce del giorno

E si pensa al tempo che corre

nel  tramonto che sussurra la fine

come curva che segna rughe d’ombra

ch’oggi son  più lunghe di ieri.

E’ Novembre nella cenere arsa

di castagne vogliose di vino

 a scaldare coperte di sogni

a coprire l’incertezza che segna

il cammino su tappeti consunti

 di foglie.

E’ novembre e si pensa a chi

c’era prima nel sospiro d’un’ ala

che vola  come segno fugace

di un pianto che s’alza  al cielo

a dire che il ricordo aleggia tra noi.

Photo taken in Laihia, Finland

MALINCONICA FOLLIA, di Manuela Floris

MALINCONICA FOLLIA, di Manuela Floris

E la tempesta giunse.
Non più zagare in fiore
né gelsomini e mandorli,
non più albe profumate di gioia, non più tramonti d’amore…
ma amara prigione.
senza speranze.

E voló via
come rondine d’inverno,
tra il suo grande amore
e i sogni
mise l’oceano,
che attraversò con il cuore
trafitto.

Per trovare la pace rinunciò
all’unico uomo che avesse
mai amato.

Ma basterà,
tale distanza dell’oceano a darle pace?
O sarà solo malinconica follia?…

LA MARGHERITA BAMBINA, di Manuela Floris

LA MARGHERITA BAMBINA, di Manuela Floris

Sono nel cosmo della mia placenta
nasco come un pulcino nel mio uovo
poetessa viva che mai si accontenta
creo la rugiada sparsa e il giorno nuovo.

Nel ventre di mia madre ora ritorno
avvolta dai miasmi del mio mondo
sono un fiore che sboccia e fa del giorno
la pia regalità … di un girotondo.

Ne fui mai calla con la coppa bianca
o sposa come l’orchidea latina
e benché ogni mia foglia voli stanca
resto la margherita e la bambina.

Fiori di campo, boschi e ciclamini
papaveri e gramigne in biondo grano
di spighe riondeggianti ai venti affini
finché ogni chicco passerà di mano

Tutto sarà falciato in quel raccolto
com’io ritornerò nella placenta
di dimensione cosmica e di ascolto
come una Stella che non si spaventa …

È poi tornerò ancora … e su ogni via
a promanare luce … di Poesia …

La scuola in riva al bosco, di Franco Bonvini

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La scuola in riva al bosco

 franco bonvini  Pensieri  26 ottobre 2022 1 Minute

Era speciale la mia scuola in riva al bosco,
dalle pareti di vetro si vedeva come una spiaggia verde
fatta di fili d’erba e margherite per conchiglie
finiva su una fila d’ alberi, dove iniziava il bosco.
Era difficile star fermi nel banchetto
così col bel tempo si usciva a raccoglier ghiande e foglie
e margherite, per contarle o farci le operazioni.
I banchetti erano di quelli verdi, col foro per il calamaio
proprio come quelli della scuola in centro
e anche lì era difficile starci fermo dentro ma non si poteva uscire.
In riva al bosco invece si poteva uscire sul prato,
ascoltare gli uccellini e cantar insieme filastrocche
mettere ghiande in fila e far di conto.
Era davvero speciale
piena anche di bambini speciali
che proprio non riuscivano a star fermi nel loro banchetto.

https://bonvinifranco.wordpress.com

Dove nasce la gioia, di Franco Bonvini

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Dove nasce la gioia

 franco bonvini  Pensieri  26 ottobre 2022 1 Minute

Perchè avrà pure una fonte
un luogo dove se ne sta
nascosta in attesa di sgorgare.
E forse sgorga in note
strappate con ruvida forza
che mandano le valvole in saturazione
e riempiono l’ aria
riecheggiando
in un delay
se pur digitale.
O forse sgorga in una poesia
o anche in una sola parola di quella poesia
che colpisca le corde giuste
saturando un sentimento
e riecheggi per giorni e anni, forse per sempre.
E se invece sgorgasse in colori?
un accostamento tra forme liquide e colori danzanti
che si imprimono nella retina
e non se ne vanno chiudendo gli occhi.
Oppure tutte tre insieme
una danza colorata
che satura gli occhi
e le orecchie
e i sentimenti.
Forse tutto questo sgorga da un inguine di donna
e tu sei tutto questo.

Regina del lago, di Franco Bonvini

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Regina del lago

 franco bonvini  Pensieri  28 ottobre 2022 1 Minute

Sta alla balaustra e guarda il lago
affacciata a un’invisibile finestra
aspettando un’ onda, un segno, un brillare o un guizzo
e si lascia ammirare.
Non le importano le stagioni o gli anni
non teme il freddo o il caldo
nè d’esser dimenticata quando farà l’inverno
la neve le farà un mantello che Primavera poi scioglierà.
Soltanto aspetta e lo sa che tornerai
per guardare il lago insieme
in quei posti che sono sempre stati tuoi.
Ha una spada al fianco per demoni o fantasmi
che non userà mai
nonostante tutti i peccati che le racconterai.

Grafemi d’allaccio infinito

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Grafemi d’allaccio infinito.

Ah, quante leghe e quanti anni

misurare bisogna a che l’amore si spenga?

V’è  misura solo se fu fatuo accidente,

un brillio di illusione che danzava su niente,

ma se vortice fu d’anima e carne passione,

non v’è distanza o assenza che tenga.

Ti basterà nominare l’amante

e ti si farà vivo nell’istante,

perché, sai, l’alchimia del sempre,

mistura di infinito, non galleggia nel tempo.

Oh di lacrime gli occhi riempio

mentre d’Eloisa ed Abelardo leggo,

prigionieri d’ostruzione e violenza

tracciarono grafemi d’allaccio infinito,

segni di un sempre

che non diverrà mai inchiostro sbiadito.

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stellare

Un luccicore che viaggia

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Un luccicore che viaggia.

Dicono che le stelle che vediamo

potrebbero già esser svanite.

Un luccicore che viaggia,  disperso nel cosmo,

infinito pulviscolo di particelle

e forse chiamiamo false quelle facelle?

Quelle, proprio quelle, che ci argentano lo sguardo?

Illusione è di luce del sagittario il dardo?

Oh no, ciò che luccica non muore,

fosse pure ricordo di luminoso dolore.

Persiste e trafigge nell’intoccato vuoto

ciò che viaggia oltre il tempo e a cui tu resti devoto.

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stellare

Stella polare

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Stella polare

Vedi, figlio mio, quella è l’orsa minore,

diceva mio padre…

-osserva la coda, l’ultimo brillore,

quella è la stella polare,

chiamala, se vuoi piccolo carro.

E mi figurai campi celesti,

lì su su in alto, osservando la volta

lì dal mio giardino di montagna.

-Se un giorno andrai per mare

e la bussola perderai…

segui quella luce, ti darà il nord.

Io vidi nei suoi occhi lo stesso bagliore,

penserò a quelli, al loro nitore,

quando, per terra o per mare,

smarrirò della via l’ardore.

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stellare

Basta chiudere gli occhi 30

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Basta chiudere gli occhi 30.

E di natura mi nasce nostalgia. Ch’io amo l’acqua così come anche le solitudini silvane. Mentre ancora soffermo lo sguardo sugli alberi divelti, sui marmi freddi che fanno da giaciglio al barbone smarrito, penso fortemente che questo freddo lo scalda il mare. Quel mare che evapora in respiro donando di salsedine il maestrale che spazza via il grigiore urbano e che regala selvaggio al paesaggio dei palazzi il sibilo della sua purezza. Questo pensiero m’accompagna verso altre solitudini. Eh si! Questo vagare mi fa smarrito. Alzo gli occhi al cielo a cercare il bagliore delle prime stelle, ma l’oscena illuminazione al quarzo tra il castello e la piazza mi obnubila la vista. E penso ad altro mare, ad un mare verde tra pascoli e faggeti, ad un fruscio di foglie che somiglia al soffio ruvido della battigia.

LA MIA VALLE.

Vedi, figlio mio, quella è l’orsa minore,

dice mio padre…

-osserva la coda, l’ultimo brillore,

quella è la stella polare,

chiamala, se vuoi piccolo carro.

E mi figuro campi celesti,

lì su su in alto, osservando la volta

lì dal mio giardino di montagna.

-Se un giorno andrai per mare

e la bussola perderai…

segui quella luce, ti darà il nord.

Io vedo nei suoi occhi lo stesso bagliore,

penserò a quelli, al loro nitore,

quando, per terra o per mare,

smarrirò della via l’ardore.

Indicibile

stellare

LA ROSA DEL DESERTO, di Manuela Floris

LA ROSA DEL DESERTO, di Manuela Floris

La rosa del deserto 

si fa trascinare dal vento 

dove  trova un po’ d’acqua 

fiorisce. 

Lei mi somiglia  o io somiglio a lei…è  testarda, audace,

si adatta, 

non si  compatisce, combatte. 

Come  lei dono il poco che ho e

so apprezzare l’amicizia…  scelgo la strada  dell’arte  per trovare un senso più profondo del bello. 

E  la sera diventa più  vera quando  nella buona notte  recito una preghiera. 

Manuela Floris

UN SOFFIO DELICATO, di Manuela Floris

UN SOFFIO DELICATO, di Manuela Floris

Una lacrima cade lentamente,
non la puoi contrastare … non si adira
discende … come il mio cuore che pulsa,
sola … e così … l’anima mia sospira …

Vorrei essere quel mago del destino
l’eroe che senza tempo sfida il fato
sfoggia il destino mio col pio dolore
dove chi soffre è muto ed isolato …

Ma il pianto suo diventa ancora pioggia
e fa che si protenda con le mani
seme d’amor … germoglio del domani
che di poesia cantor lieve s’appoggia …

… non tale che svanisce ormai nebbioso
d’una flebile voce … non arresa
che si rivela in modo silenzioso
senza lasciare impronta e né l’offesa …

… ma solamente un soffio delicato
d’un bacio … che mai lasci senza fiato.

Manuela Floris

POETI NAVIGANTI, di Manuela Floris

POETI NAVIGANTI, di Manuela Floris

.

Rileggo dei tuoi scritti e ti ritrovo

si annidano domande nella mente

ogni mio dubbio astratto resta nuovo

senza capo né coda è il mio presente.

Se l’erba stesse in cielo e non sui prati?

Se i cigni poi volassero nei venti?

Se i cuori galoppassero indomati? …

… ai ritmi dei cavalli più impazziti? …

Nei dubbi ricorrenti e indefiniti …

… cosa varrebbe il far poesia a momenti?

Se l’anima bruciasse dentro il fuoco?

allora la malinconia creerebbe

la coperta dei sogni come in gioco

bucando anfratti e cuori …  !

Sprofonderemmo in tali cupe pieghe  

con noi l’ingegno dei capolavori 

ma tu sarai l’amor contro le streghe

diventerai il più vario dei tesori?!

Quando le onde schiumano alla sabbia,

mentre ti aspetto qui sulla risacca,

mi abbracciano e dell’anima non fiacca

il bene che predomina ogni rabbia …

… Noi siamo imperituri e naviganti …

… Poeti che sublimano … gli istanti …

MANUELA FLORIS

«Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica

«Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca dell’ora solare» di Mimmo Mòllica ci ricorda che pure quest’anno torna l’orario considerato ‘naturale’: nella notte fra sabato 29 e domenica 30 Ottobre le lancette dell’orologio andranno indietro di 60 minuti, col vantaggio di avere a disposizione 60 minuti di sonno in più. Le giornate si accorciano, l’autunno apre le porte alla stagione invernale e l’orologio fa guadagnare un’ora di luce al mattino.

«Filastrocca dell’ora solare»

Torna l’ora solare,

ci dobbiamo alzare

o possiamo restare

beati a dormire?

Lo vorrei capire!

Devi solo spostare

le lancette di un’ora,

non è ancora l’aurora,

dopo, non ti innervosire,

puoi tornare a dormire.

Le ore sbagliate

son le ore contate, 

o quando è già giunta

l’ora di punta. 

Ma le ore più liete

sono quelle di quiete

e delle chiacchierate,

le ore al sonno rubate,

o di chi si innamora

e non ne vede l’ora. 

Però l’ora più bella

resterà sempre quella,

la più bella realtà, 

l’ora della verità,

quando tutto si aggiusta:

quella è l’ora più giusta!

Mimmo Mòllica

Sarà l’ultima volta?

L’«ora solare» torna in vigore nella notte fra sabato 29 e domenica 30 Ottobre 2022: bisogna portare le lancette dell’orologio indietro di un’ora, dalle 3 alle 2. Avremo così a disposizione un’ora di sonno in più, guadagneremo un’ora di luce al mattino, ma il tramonto arriverà prima ed avremo un’ora di luce in meno al pomeriggio.

L’«ora solare» resterà in vigore fino al Marzo 2023, quando, nella notte tra sabato 25 e domenica 26, tornerà l’«ora legale» e bisognerà portare le lancette avanti di un’ora.

Ma sarà questa l’ultima volta? Nel 2018, infatti, è stata avanzata la proposta di abolire il cambio dell’ora attraverso una consultazione promossa dai Paesi nord-europei, con in testa Polonia e Finlandia. Il 76% dei votanti (quasi 5 milioni di cittadini dell’Unione Europea) si sono detti favorevoli all’abolizione dell’ora legale. Cosa mai avvenuta, però.

MI MANCHI, di Manuela Floris

MI MANCHI

E ti penso…

mi bruciavi la pelle dell’anima

mi strappavi a morsi la vita

ma non riesco a non pensarti

Mi nascondo nel folto del salice

con i piedi immersi nell’acqua

sperando che

i suoi fronzuti rami nascondano il pianto

no…no non sono lacrime

vorrei sapere cosa fai che pensi…

cosi lontano da me

cosa sogni

nei tuoi folli pensieri di glorie..

Mi manchi, ma non ti cercherò

Il mio Sole dorato…scivolavamo nel mare, dalle acque dei greti dei fiumi gorgoglianti…..

tra tempeste e marosi,

ma felici di ritrovarci

Mi manchi…..

volavamo sulle vette dei monti e tra le stelle

avvolgendo i nostri fili di seta

nelle galassie senza confini…

Sempre insieme…

Si… mi manchi e non posso fare altro se non pensarti

Ingoio le scivolose lacrime, asciugo il mio cuore doloroso

e cerco un pensiero….

felice…

l’alba sorge…

Un altro giorno da vivere

senza di te.

Manuela Floris 💖

ACROSTICO…NOSTALGIA, di Manuela Floris

ACROSTICO…NOSTALGIA

Nuotando nel mare dei ricordi la mia mente vola.

Osservo vecchie foto ingiallite come usata carta da musica.

Suoni lontani giungono alla mente dai cassetti della memoria

Tesori nascosti dell’anima che non vuole lasciarli andar via

Amari sono i ricordi perché mai più torno a quell’estate

Lontana colma di spensieratezza e allegria

Giorni d’ agosto mai dimenticati e cancellati

Istanti fissati nel cuore e nel vano della malinconia.

Aspettami! Forse un giorno tornerò e ci ameremo per sempre.

Manuela Floris

Invito i blogger a diventare autori di Alessandria online

Invito ovviamente esteso a tutti i blogger ma anche a chi non ha un proprio blog ma ama scrivere e vedere pubblicato quello che scrive su un media online, oltre che su diverse pagine social collegate…

Alessandria online https://alessandriaonline.com/ invita tutti i blogger che ci seguono a diventare autori e scrivere direttamente anche sul nostro media.

A tale scopo gli interessati dovranno cortesemente  comunicare i loro dati: link del proprio blog, nome e cognome, città di residenza e numero di cellulare al seguente indirizzo email: alessandriatoday@yahoo.com oppure sul mio messenger Facebook: Pier Carlo Lava.

Quanto sopra per consentire un primo contatto con il sottoscritto alfine di valutare se sussiste un reciproco interesse ad entrare nella redazione attualmente composta da 31 autori (prevalentemente blogger) ma non solo.

Tengo a precisare che Alessandria online non contiene pubblicità pertanto la partecipazione sarà esclusivamente su base volontaria.

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Pier Carlo Lava

L’angolo della poesia: “Solitarie ombre” di Caterina Alagna

Salerno, ore 16:30

Link al mio blog https://ilmiocantopoetico.altervista.org/

Link a questo post nel mio blog https://ilmiocantopoetico.altervista.org/una-poesia-oggi-solitarie-ombre/

Solitarie ombre 
attraversano le strade,
assorbono in silenzio 
le luci dei negozi,
i colori sbiaditi delle case.


Immuni alle parole 
s'immergono nel canto delle allodole
nel soffice cadere delle foglie,
un tenero fruscio che accenna 
la loro fragile voce.



Leggi anche: https://alessandriaonline.com/

Leggi anche: https://alessandria.today/

NEL CIELO CERCATO, di Silvia De Angelis

NEL CIELO CERCATO

Irriverente la sagoma del mattino

nell’alone d’un indefinito malessere

coniugato in un bizzarro menù

nell’evasione del buio.

Lontana dal parafrasare capriole

annuso fior di magnolia

distinti dall’essenza di vigna

tipica di giorni d’uva.

Lievi contorni di luce nella mano

raccontano di trame scontrose

in un pressappoco di nubi

galleggianti in un far di vento

che le accorpi in un aquilone fluttuante

simbolo d’un ipotetico sogno borbottante

nel fondo d’un cielo cercato…

@Silvia de Angelis

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

Ti ho amato di un amore che perdona, di Iris G. DM

Ti ho amato di un amore che perdona,

che si alza verso il cielo

e schiude luci cieche..

Hai dormito nelle mie viscere,

sedotto i miei sensi.

Ti ho baciato con tracce rosse

e lacrime salate che hanno bruciato

i miei occhi.

Sulla mia croce sono nati fiori

senza petali,

il mio sonno pungente di sabbia

è un ossessione muta

che mi perseguita,

ho solo una corona di legno. Iris G.DM