Il Benedicta Festival racconta la strage di Tavolicci attraverso l’arte di Tinin Mantegazza

Il Benedicta Festival racconta la strage di Tavolicci attraverso l’arte di Tinin Mantegazza

Con il mese di ottobre riprendono gli appuntamenti della seconda edizione del “Benedicta Festival – Arte e manutenzione della Memoria“. Dopo i partecipati incontri e i concerti che questa estate ha connesso musica, storia e memoria alla Benedicta e nei territori a cavallo tra l’Appennino alessandrino e genovese che furono teatro dell’eccidio della Pasqua 1944, la più grande strage di partigiani della storia della Resistenza italiana, il festival dell’Associazione Memoria della Benedicta, realizzato grazie all’importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, racconta l’eccidio di Tavolicci attraverso l’arte di Tinin Mantegazza. 

Sabato 1° ottobre nella Galleria Espositiva del Palazzo Comunale di Silvano d’Orba, in piazza Cesare Battisti 25, verrà ufficialmente inaugurata la mostra “Il Ciclo della Strage di Tavolicci“, a cura dell’Associazione Memoria della Benedicta e realizzata con il Comune di Silvano d’Orba, le sezioni ANPI di Silvano e Ovada, l’associazione Amici dei Burattini, l’associazione Peppino Sarina e Abbey Contemporary Art. 

Nelle opere, l’animo e la mano di Tinin Mantegazza tratteggiano la violenza e la distruzione delle truppe fasciste a Tavolicci, frazione del comune di Verghereto, in provincia di Forlì-Cesena, dove il 22 luglio del 1944 furono assassinate 64 persone, tra cui 19 bambini di età inferiore ai 10 anni.  

Quella che racconta il poliedrico artista, pittore e disegnatore ma anche scrittore e sceneggiatore, è una terribile pagina del nostro passato ma ancora oggi la violenza degli eserciti lacera la popolazione civile in troppe parti del mondo. 

Per questo, Tavolicci e i luoghi della memoria devono essere salvaguardati e attrezzati per diventare “luoghi dell’anima per trasmettere alle nuove generazioni la cultura della pace, della non violenza e della democrazia. Come è scritto nell’atto costitutivo dell’Unesco: “Poiché le guerre nascono nell’anima degli uomini, è nell’anima degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”.

Dopo l’inaugurazione, in programma sabato 1° ottobre alle 17, la mostra “Il Ciclo della Strage di Tavolicci” di Tinin Mantegazza si potrà visitare fino al 15 ottobre nella Galleria Espositiva del Comune di Silvano d’Orba, aperta venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 e dal lunedì al giovedì su prenotazione (tel. 0143/841491). 

Il Benedicta Festival, oltre all’importante e già ricordato sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, vanta la direzione artistica di Paolo E. Archetti Maestri ed Eugenio Merico degli Yo_Yo Mundi ed è realizzato in accordo con enti, associazioni e istituzioni che fanno parte dell’Associazione “Memoria della Benedicta” e conta su ulteriori collaborazioni, tra le quali quella della Fondazione CRT, del Polo del ‘900, “Archivissima”, “Attraverso Festival”, “Museo della Resistenza della Valle Borbera”, lstituto Nazionale “Ferruccio Parri” e la Rete nazionale dei “Paesaggi della memoria”.

Casale Monferrato. Museo Civico: acquistata un’importante tela di Pietro Francesco Guala

Museo Civico: acquistata un’importante tela di Pietro Francesco Guala

Riboldi e Fracchia: «Grazie all’eredità Bigotti, il Comune torna ad acquistare un’opera d’arte arricchendo, così, le proprie collezioni»

L’opera Scena storica di Pietro Francesco Guala entra a far parte delle collezioni museali di Casale Monferrato, andando ad arricchire il già ricco patrimonio artistico del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi.

«In un panorama nazionale in cui l’acquisto di opere d’arte da parte dei musei civici è ormai un evento rarissimo – ha voluto ricordare il sindaco Federico Riboldi –, siamo orgogliosi di annunciare questa acquisizione importante per il nostro Museo e che va a integrare l’elevata qualità delle opere già esposte al primo piano, in pinacoteca, e si affianca all’importantissima donazione di opere di Bistolfi del 2021».

Il notevole dipinto del pittore casalese, vissuto tra il 1698 e il 1757, è un’opera a soggetto mitologico raffigurante una Scena storica, con tecnica ad olio su tela, dal grande formato di 200 centimetri per 220 centimetri.

Il quadro proviene da una proprietà privata, che già dal 2015 lo aveva generosamente concesso in comodato al fine di arricchire il percorso espositivo della Galleria del Settecento. Nel corso del 2022 la proprietà ha comunicato la decisione di voler cedere l’opera privilegiando la cessione al Comune di Casale Monferrato.

«L’ultimo acquisto di opere d’arte da parte del museo casalese – ha sottolineato l’assessore Gigliola Fracchia – risale ormai a oltre vent’anni fa. La nostra amministrazione si è data l’obiettivo di incrementare il patrimonio artistico, ove possibile, e nel mantenere i traguardi prefissati ci teniamo a ringraziare i proprietari per la sensibilità con cui hanno voluto riservare la cessione del loro dipinto all’ente pubblico».

L’acquisto è stato effettuato grazie ai fondi che il Comune di Casale Monferrato ha ricevuto dall’eredità di Bruno Bigotti, permettendo così di aggiungere l’importante tela ai sei dipinti di Guala già di proprietà comunale.

Un’acquisizione che permette ancor di più al Museo di essere scrigno d’arte rappresentativo delle eccellenze artistiche del territorio; partendo proprio dal Guala, la cui presenza in città è infatti documentata, oltre che in Museo, nelle principali chiese cittadine (San Domenico, Cattedrale, Santo Stefano) e in alcuni tra i più prestigiosi palazzi nobiliari settecenteschi (Palazzo Treville, Palazzo San Giorgio, Palazzo Sannazzaro).

Il Museo Civico organizzerà, per l’occasione, una speciale visita guidata tra Museo e città in programma per domenica 9 ottobre, alle 16.30.

«Il Museo – ha concluso l’assessore Fracchia – da sempre svolge un ruolo importante di attrattore di opere d’arte tra i collezionisti privati, tanto che alcune prestigiose opere visibili in pinacoteca (Morbelli, Pellizza, uno splendido paliotto-arazzo rinascimentale) provengono proprio da proprietà private concessi con contratto di comodato gratuito. Nostro compito è quello di conservarle e valorizzarle al meglio, impegno che portiamo avanti con convinta determinazione».

L’opera

La tela Scena storica raffigura il noto episodio della leggenda romana con Muzio Scevola nell’atto di sacrificare la sua mano sinistra di fronte a Porsenna comandante degli Etruschi. Non sono ancora note le vicende documentarie del dipinto, ma il buono stato di conservazione permette una puntuale lettura stilistica, non lasciando dubbi sull’autografia. L’opera è inserita nel catalogo del pittore curato da Silvia e Sergio Martinotti (1994, p. 176, n. cat. 69) con una collocazione cronologica vicina alla tela con la Disfatta degli Albigesi, opera datata e firmata. La tavolozza impiegata rimanda, infatti, alla sua prima produzione artistica, del quale non disponiamo di molte testimonianze. Inoltre il quadro documenta la dimestichezza di Guala con una produzione differente, profana, rispetto alla più conosciuta pittura religiosa. Questi elementi insieme all’indubbia qualità concorrono all’importanza dell’opera, sia per quanto riguarda il suo posto all’interno del percorso espositivo del Museo Civico di Casale Monferrato, sia, in generale, per la ricostruzione storica della personalità artistica di Guala.

LA DONAZIONE ARTISTICA “A_LESSANDRIA” DI ANDREA CANESTRI COLLOCATA QUESTA MATTINA NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA

LA DONAZIONE ARTISTICA “A_LESSANDRIA” DI ANDREA CANESTRI COLLOCATA QUESTA MATTINA NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA

Da questa mattina la Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Alessandria si fregia di un’ulteriore opera artistica il cui titolo – “A_lessandria” – e i contenuti raffigurati sono profondamente collegati ad alcuni importanti aspetti identitari della Città.

A_lessandria” è stata realizzata dall’artista alessandrino Andrea Canestri che, con una propria Nota dello scorso agosto, ha segnalato il desiderio di donare all’Amministrazione Comunale l’opera: un collage eseguito con tecnica analogica, successivamente scansionato ad alta risoluzione e post-prodotto per ingrandirne digitalmente le dimensioni senza perdere di qualità, infine stampato su carta Verona, montato su un supporto in Forex e incorniciato con profilatura, di  dimensioni cm 150×196.

La Giunta Comunale ha colto il valore artistico di “A_lessandria” e, al contempo, la significatività “civica” del gesto di donazione proposto da Andrea Canestri e, con Deliberazione n. 247 del 15/09/2022, ha acquisito formalmente il manufatto che è entrato di diritto nelle collezioni civiche di Alessandria.

Alla luce di questi passaggi, si è infine individuata la Sala del Consiglio del Palazzo Comunale quale luogo particolarmente simbolico per la collocazione.

Questa mattina, pertanto, Andrea Canestri – salutato e ringraziato dal Sindaco Giorgio Abonante (che ha anche la delega ai progetti culturali) e dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Barosini – ha visto concretizzarsi quanto auspicato con la posa dell’opera sulla parete della Sala, a fianco di altre due tele già da tempo presenti: un felice compimento di un “percorso” avviato due anni fa.

La realizzazione dell’opera risale infatti al 2020, grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani cittadini chiamata “Call for artist: Alessandria come vuoi vederla, vivere l’utopia”, finalizzata alla promozione di giovani artisti emergenti ognuno dei quali ha proposto la realizzazione di opere dedicate alla Città, riadattate al proprio stile artistico.

Andrea Canestri ha inserito all’interno della propria creazione “A_lessandria” i simboli più importanti e rappresentativi di Alessandria: dagli edifici più storici quali il Palazzo Comunale e il campanile del Duomo, all’icona del “Borsalino” che ha fatto conoscere Alessandria nel mondo, fino ad arrivare al periodo contemporaneo con il Ponte Meier.

La vicinanza dei diversi simboli all’interno dell’opera intende sottolineare il desiderio dell’autore di una città che riesce ad essere e svilupparsi sempre di più come “interconnessa”, comoda negli spostamenti e capace di combinare elementi vincenti della propria tradizione storica con l’innovazione dei tempi moderni.

«Desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale – ha dichiarato Andrea Canestriper l’aver accolto la mia proposta di donazione e aver individuato quale collocazione quella della Sala del Consiglio Comunale.
Si tratta di un luogo particolarmente simbolico e importante per la nostra Città e auspico che il posizionamento proprio in tale contesto dell’opera “A_lessandria” possa essere inteso quale dimostrazione della forte vicinanza dell’Amministrazione Comunale a temi quali l’arte, la modernità, la collaborazione e, soprattutto, il supposto ai giovani artisti (e non) della nostra Città
».

«Abbiamo ritenuto, come Giunta Comunale, di particolare importanza la possibilità di implementare le nostre collezioni civiche con opere d’arte contemporanea e la donazione di Andrea Canestri, con la sua “A_Lessandria”, costituisce un indubbio arricchimento del patrimonio storico-artistico dell’Ente – ha sottolineato il Sindaco Giorgio Abonante –. Si tratta di un patrimonio che, insieme alle grandi espressioni artistiche del passato, sa guardare all’originalità dei nuovi linguaggi e alla creatività delle giovani generazioni che, come il caso di Canestri, che ringrazio sentitamente per la donazione, non mancano affatto anche nella nostra Città». 

«Non vi è dubbio – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Barosiniche sia la scelta dei contenuti rappresentati da Andrea Canestri con il suggestivo accostamento di simboli antichi e moderni della nostra Città quali il Palazzo Comunale, il campanile del Duomo, l’icona del “Borsalino”, il Ponte Meier…, sia la stessa collocazione all’interno della Sala del Consiglio Comunale costituiscano elementi distintivi di un’operazione in cui la validità artistica si sposa veramente bene con l’efficacia civica del messaggio».

“Una giornata particolare”, di Salvatore Scalisi

– Stamattina mi sono svegliato con una strana sensazione dentro di me – dice tra sé e sé Paolo, quarantacinquenne, fisico asciutto, mentre esce dallo stabile in cui abita. – Non mi vien voglia di fare nulla. Forse è arrivato il momento di staccare la spina. Già, cosa mi intrattiene a non farlo? Ok, ho deciso, oggi sarà una giornata di totale riposo, niente lavoro o pensieri che possano mettermi di malumore, e perché no, da trascorrerla in perfetta solitudine. Be’, non sarò mica da solo, il mondo fuori è un cuore che pulsa alla grande. Nulla di programmato, mi lascerò guidare dal mio istinto. Niente macchina, camminerò senza una meta ben precisa, come un’anima libera. È quello di cui ho bisogno … la giornata è splendida – dice compiaciuto, Paolo, mentre alza lo sguardo al cielo. – Mi sento perfino in piena forma, quel dolorino alla schiena sembra svanito; bene, è un segnale propiziatorio – a un tratto però il buon umore subisce un brusco crollo non appena scorge in una macchina un uomo alla guida passare lì accanto. – … quello stronzo del mio socio. Dovrei avvisarlo che non andrò all’ufficio, ma non lo farò, oggi non mi va di fare un bel niente, questa è la verità, ed è una cosa bellissima. –

Vietato l’ingresso ai non addetti all’amore

❤️ Non leggetela una poesia ma toccatela come si tocca un corpo. Guardatela come si guarda una casa, una strada, una bandiera. Perché la poesia non si esaurisce leggendola, la poesia preservandosi preserva la vita: è qualcosa da toccare per questo leggerla è un gesto sensuale.
Ha una forma e si forma prima di qualsiasi genere letterario. La #poesia è ante, è il richiamo, il fischio di Eros prima del concepimento.
E le parole, nella poesia, danno sostanza alle cose: sono dita che modellano la pelle, la plasmano, per trasformarla in un corpo con un’anima.
🌹 La poesia infatti è una donna, è un uomo, è un tocco di legno, è una caraffa di vetro, una cosa che si impone, che ti taglia quando la leggi, che ti abbraccia quando ti avvicini.
Leggerla è una carezza, uno schiaffo. È il più bello dei baci.💋

Marco Sartori

Momenti poetici: Nizar Qabbani, trad.Silvia Moresi, analisi Elvio Bombonato

Non somiglio agli altri tuoi amanti.
Se un altro ti donasse una nuvola,
io ti darei la pioggia.
Se ti desse un lume,
io ti donerei la luna.
Se ti donasse un ramo germogliato,
io tutti gli alberi.
E se un altro ti donasse una nave,
io ti darei l’intero viaggio.

NIZAR QABBANI tr. Silvia Moresi

Poeta e diplomatico siriano (1923-1998). Strofa unica di 9 versi, di lunghezza variabile. Il testo consiste, dopo l’affermazione perentoria iniziale, in 4 proposizioni ipotetiche, poste in climax discendente: nuvola/pioggia; lume/luna; ramo/alberi; nave/viaggio. Dichiarazione d’amore insolita e originale, iperbolica.

RISALIRE, Santina Gullotto

@INEDITA

RISALIRE

Stanche le gambe cercano

di risalire muri tra le scarpate,

rocce di poca erbetta adorni.

Quel venticello tiepido

scompiglia un po’ i capelli,

si ferma ad accarezzar

dolcemente il viso,

con lieve movimento,

asciuga sulla fronte

perle di sudore,

imposte da una vita

che non sarà mai più uguale.

Sostar sul ciglio di un muretto

mentre osservi intorno

una natura spoglia,

vessata da un’ estate

che non ha concesso tregua.

Cala la sera su vite alla deriva,

su un mondo che sta cambiando

il corso della storia.

Quanto dolore ancora

si potrà sopportare

nelle sere a venire,

sulla vita, sulla natura

già messe a dura prova…

@Santina Gullotto

GIUGNO, di Giosue Carducci, analisi di Elvio Bombonato

È il mese dei prati erbosi e delle rose;  
il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.  
Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano  
sui muri delle case. Nei campi, tra il grano,  
fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri  
fiammanti e la sera mille e mille lucciole  
scintillano fra le spighe.  
Il campo di grano ondeggia al passare  
del vento: sembra un mare d’oro.  
Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora  
pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.  

GIOSUE CARDUCCI, Odi barbare (?)

Strofa di 11 versi piani; ho contato: 1 doppio senario; 3 doppi settenari; 4 doppi ottonari; 1 ottonario, 1 endecasillabo; 1 novenario.
Giugno è il mese dei ‘prati erbosi e delle rose’, che fioriscono nei giardini e si arrampicano sui muri delle case (immagine notevole). ‘tra il grano dei campi fioriscono i fiordalisi azzurri e i papaveri rossi. I giorni si allungano e le notti sono chiare, illuminate dalle lucciole. ‘Il campo di grano ondeggia al passare del vento’ (altra immagine memorabile). Il contadino guarda le messi, contento e soddisfatto, perché tra pochi giorni mieterà le spighe. Questa poesia è un esempio del panismo carducciano: la natura fiorisce e infonde serenità, premiando il lavoro dei contadini.

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SPETTRI… Rita Frasca Odorizzi

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SPETTRI… Rita Frasca Odorizzi

Perché 

se mi addentano le carni

soffoco,

di parole mai dette,

di percorsi non effettuati,

di abbracci non ricevuti,

ma strappati,

come baci 

da un treno in corsa,

per una vita non vita,

raggrinzita 

dalla malinconia,

congelata negli attimi,

cementata 

di sogni mai raccolti,

come in un passaggio 

fra ombre

che si sfiorano; scheletri 

rinchiusi in un armadio,

mummie..

come se il tempo 

non ci sfiorasse.

Io mi insinuo in me..

e mi mordo le mani,

e non mi piace sentire

le ossa che tremano perché

mi congiungono

ai perché..

come quando tu mi hai lasciato

ferita,

sul ciglio di una strada, 

dietro una curva, dentro la bufera..

senza raccogliere 

almeno le mie ossa,

i miei sorrisi spenti, 

i miei silenzi:

il dolore..

Ma io ti cuocio dentro, amore,

come fuoco che arde senza fine,

e so che mi cerchi 

in ogni lapide

che un confine temporale ha ormato,

ornato e suggellato..per l’eternità…

Ritafrascaodorizzi..

NOSTALGIA, di Miriam Maria Santucci

NOSTALGIA

Sono tornata a sedermi sulla siepe
dietro il muro della vecchia fonte.
L’acqua non sgorga più da lungo tempo
e i rovi s’intrecciano e fanno capanna.
Io ci sto sotto rannicchiata a pensare…
L’acqua sgorgava,
quando venivo qui,
e i rovi erano più radi,
e tu c’eri ancora.
Ora non esisti più
ed io sono tornata a sedermi sulla siepe.
Qui, dove annullavo ogni immagine,
sono venuta a cercarti…
Ma i rovi s’intrecciano intorno a me
e graffiano le mie carni,
e l’acqua non sgorga più,
da lungo tempo…

#MiriamMariaSantucci

#oltreiconfinidelcieloedelmare
#leimprontedellavita
#poesiaitaliana
#librettoillustratoebook

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Canzonetta banale in una calda giornata (non fraintendetemi) – Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Canzonetta banale in una calda giornata (non fraintendetemi)

Date: 4 giugno 2022Author: davidemorellix0 Commenti— Modifica

Dormire un sonno eterno

oppure risvegliarsi immortali

sarebbero trame inenarrabili. 

Non fraintendetemi: è solo un’espressione poetica da poco.

Avevo dei sogni tempo fa,

che ho perso per strada,

ma a nessuno interessa.

Quando sarò polvere 

sarà dimenticata la mia storia,

ma non importa.

Ora sono qui a vivermi.

Trovate voi il confine tra dentro e fuori.

Ho sentito dire che la percezione della realtà 

è più importante della realtà,

ma non ho intenzione di vivere secondo il principio di realtà per oggi. 

Leggi tutto su:

Tutti ameranno questo golosissimo dolce al cucchiaio da fare in casa velocemente con 3 ingredienti e solo 72 calorie

 alessandria today

– Proiezioni di Borsa

I dolci al cucchiaio sono i preferiti dell’estate. Freddi e deliziosi possono sostituire il gelato nelle pause golose o a fine pasto. Se poi sono anche light mettono tutti d’accordo e non ci appesantiscono nelle calde giornate estive. Possiamo mangiarli a colazione o a merenda oppure preparali come dessert per una cena tra amici. La nostra tradizione culinaria, che è molto ricca, ci mette a disposizione un ampio ricettario. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Splendide mousse al limone o creme al caffè si possono preparare con molta facilità e anche senza avere particolare abilità in cucina.

Negli ultimi anni poi c’è stata una rivisitazione delle ricette classiche per renderle più leggere e per adeguarle alle richieste di chi è a dieta. In estate, soprattutto, anche chi non ha particolari problemi di peso preferisce un’alimentazione light per affrontare meglio il caldo. Sono stati proprio i grandi chef a rielaborare le ricette per alleggerirle senza togliere nulla in termini di bontà. Sono nate preparazioni delicate ma gustosissime dove lo yogurt sostituisce la panna e lo zucchero diminuisce nelle quantità. Ma dove poche regole di preparazione e la qualità della materia prima garantiscono il risultato. E poi non mancano gli aromi che arricchiscono con delicatezza le preparazioni. Oggi con gli Esperti di cucina della Redazione abbiamo scelto un dolce al cucchiaio che ha tutte queste caratteristiche. Non ci resta che metterci all’opera… leggi tutto su: Sorgente: Tutti ameranno questo golosissimo dolce al cucchiaio da fare in casa velocemente con 3 ingredienti e solo 72 calorie – Proiezioni di Borsa

SENTIERO, di Antonia Pozzi, analisi di Elvio Bombonato

Author: Cristina Saracano

SENTIERO

E’ bello camminare lungo il torrente:  
non si sentono i passi, non sembra  
di andar via.  
Dall’alto del sentiero si vede la valle  
e cime lontane ai margini  
della pianura, come pallidi scogli  
in riva a una rada – si pensa  
com’è bella, com’è dolce la terra  
quando s’attarda a sognare  
il tuo tramonto,  
con lunghe ombre azzurre di monti  
a lato – si cammina lungo il torrente:  
c’è un gran canto che assorda  
la malinconia –  

ANTONIA POZZI, Breil, 9 agosto 1934

Strofa unica di 14 versi; ho contato: 3 doppi senari; 2 endecasillabi; 2 quinari; 1 doppio settenario; 3 novenari; 1 ottonario; 1 settenario; 1 senario.
La poesia, ambientata in montagna, descrive il sentiero lungo le sponde del torrente. Alla poetessa piace ‘camminare lungo il torrente’, non sente i propri passi, non le ‘sembra di andar via’. Ci sono la valle e le cime dei monti; la terra, bella e dolce, sogna il tramonto, quando l’azzurro scende dai monti; il rumore del torrente sembra un ‘canto che assorda la malinconia.

Momenti di poesia: Rimpianti di Caterina Alagna

Momenti di poesia: Rimpianti di Caterina Alagna

Author: caterinaalagna

Su nudi sprazzi di chiarore

ho affisso i miei giorni.

Appaiono gli attimi

in cui dagli occhi sgorgano

rivoli di acume, comprensioni che

tardi giungono a colmare

gli spazi vuoti della vita

che vergini invocano gli sguardi

e i rimpianti pregni d’ira.

Tratta dal mio blog https://ilmiocantopoetico.altervista.org/

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RSA Livia e Luigi Ferraris Mombaruzzo (AT)

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Leggi oltre 75.00 post su: https://alessandria.today

Ci conosciamo solo via social, quindi mi sembra corretto, come premessa, dare qualche informazione in più sul mio conto. Io sono Graziella Stivilla, sono un’assistente sociale e direttore di comunità socio sanitaria.

Da qualche mese sono alla direzione della RSA Livia e Luigi Ferraris di Mombaruzzo (AT).

La struttura è stata Acquisita ed è gestita dalla Coopservizi Group Fvg.

All’interno della Casa, vivono  due validissime collaboratrici, le suore della congregazione Maria della neve, dalle quali la struttura è stata acquistata.

Oggi ho pensato di iniziare a mostrare ad i nostri anziani ed agli operatori, uno spiraglio di luce dopo la stretta chiusura Covid.

approfittando del fine percorso di catechesi, che i bimbi svolgono nella chiesa della Struttura, ho pensato di offrire loro una merenda con possibilità di saluto a distanza ai nostri anziani.

Abbiamo scelto l’incontro tra generazioni per aprire le porte alla speranza, alla gioia, alla partecipazione comunitaria. La presa di Cura con gioia e serenità è possibile, mantenendo un’elevata professionalità e senso di responsabilità per il benessere di tutti.

Allego qualche foto dell’evento e della struttura.

grazie ancora se potrai aiutarmi a presentare questa bella realtà. È una piccola struttura, Mombaruzzo è nota soprattutto per gli amaretti ma un gioiellino di casa di riposo, immersa nel verde e nella quiete merita di essere valorizzata.

Graziella.



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Giorni dispari con le mani tra i capelli, di Iris G. DM

Giorni dispari con le mani tra i capelli,

due note,

due tasti,

noi perdiamo la vita che scorre,

lisci come porfidi,

cadono foglie di nuvole,

aspettiamo figli che non verranno,

ancora due note,

Due lacrime forse?

Due baci, ancora due baci?

E’ buio, la notte è nera.

Due stelle,

due note,

due, perchè due?

Siamo due, due fogli di carta,

due figli,

siamo due,

per amare?

Bisogna cominciare da due,

giorni pari,

giorni dispari con le mani tra i capelli,

due mani,

noi due,

due note,

due arie,

due per amare. Iris G. DM

GIOCHI D’ ESTATE, di Mirella Ester Pennone Masi

GIOCHI D’ ESTATE

… sì, l’ho sentito posarsi

quel vento gaudente di sole,

e tutto pulsò in un sospiro

di menta di mirto e di viole.

Mi colma di cose segrete

quest’anima invasa d’amore

da quando saltasti la siepe,

tra quella notturna rugiada.

Ma un tuono turbò quella fiaba

e sulla baia gettò il grigiore,

adesso che tutto rabbuia

il vento non sfoglia quel fiore.

Il prato ridesta quell’eco

di un’estate rovente di mare,

e l’onda già raspa, mancante

al gioco fugace assordante.

Mirella Ester Pennone Masi@ /27 maggio 2019

photo web

Settembre si stropiccia gli occhi, lentamente

Settembre si stropiccia gli occhi, lentamente. Guarda piano davanti a sé, non ha pretese, né le aspettative dell’estate.

Settembre arriva senza affanni, senza rimpianti. In silenzio, nascosto dietro una nostalgia salata che si asciuga al riparo di una foglia, inizia a respirare.

È una rosa che indossa un nuovo abito.

Alba che non teme il tramonto.

Sole che non brucia ma lenisce.

Timido sguardo che riconosce.

Settembre è una lettera inviata da ignoto mittente con un messaggio che desta curiosità e desiderio di scoperta in chi la riceve.

È profumo di terra umida, di passeggiate nell’aria frizzante del mattino, di miele e di castagne, di torta di mele e cannella, di lunghe chiacchierate sorseggiando un buon tè e di pagine di libri lette lasciando la fantasia libera di volteggiare tra le emozioni.

Nella testa, intanto, sfrigolano pensieri caldi e nuovi progetti. La voglia di (ri)cominciare è lì che scalpita.

(Federica Sanguigni)

NOI SCONOSCIUTI, di Rosalba Di Giacomo

NOI SCONOSCIUTI

Quanto di sconosciuto c’è in noi tutti

io mi chiedo, talvolta, quando intorno

mi guardo e penso che celiamo i frutti

meno belli per dare a chi sta attorno

il meglio di noi. Che nulla ci imbrutti!

Per evitare, poi, qualunque scorno,

noi ci sveliamo simpatici e dutti

perché vogliamo sempre un buon ritorno

di immagine ma, in verità, chi siamo

lo custodiamo in noi, gelosamente,

di certo per pudore o ritrosia.

Forse nemmeno noi, in vero, sappiamo

se poi sinceri siamo realmente.

Posto lasciamo all’altrui fantasia.

Rosalba Di Giacomo

ABAB/ABAB/ CDE/CDE

SETTEMBRE, di Roberto Busembai

Ho atteso sulle pagine

di un libro

il verde del presente

e un raggio di sole,

ho atteso sulla panchina scarna

quel senso lieve di carezza

purezza e pace tutto intorno,

ho atteso di nuovo

il tuo ritorno,

Settembre che porti via le foglie

e apri a caso un libro,

ti ho atteso e

ora ti vengo incontro

come il tramonto, piano,

sento a me vicino,

l’estate è stata un sogno.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

INFINITI INQUIETI, di Silvia De Angelis

Ho messo da parte quella transazione d’amore
sfumandola su pianali di vento uniforme
Salvaguardo ora l’inclinazione dell’anima
dedita a cadute irriguardose
in quel tuo altalenante esigere 
oggettività discordi dal mio encomio passionale
Pone distanza a una dolce visione
da assaporare in un assolo coinvolgente
Se vorrai vivermi nella dimensione
d’uno struggente autunno
sarò foglia sublime che si piega al vento delle tue lusinghe
vacanti nello spazio d’ascolto aperto a infiniti inquieti…
@Silvia De Angelis

Intervista alla scrittrice alessandrina Liliana Angeleri

Intervista alla scrittrice alessandrina Liliana Angeleri

A cura di: Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Sono lieto di pubblicare un interessante intervista alla scrittrice alessandrini Liliana Angeleri:

Liliana Angeleri – Autrice

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita e qualcosa della città

dove vivi? 

Io amo leggere un po’ di tutto, specialmente le biografie.

Sono in pensione, dopo aver lavorato come impiegata nelle Poste centrali di piazza della Libertà, al primo piano in Alessandria che è un capoluogo di provincia.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo? 

Ho iniziato a scrivere sceneggiature per film lungometraggio in seguito a una forte improvvisa intuizione che ho descritto nel mio penultimo libro: CHI ERA? LA VOCE DEL SILENZIO EDIZIONI WE la cui sceneggiatura è all’attenzione del regista ALFREDO MARIANI.

Chi è per te uno scrittore?

Chi descrive le proprie emozioni è un sempre un cronista del proprio tempo che assorbe e trasmette, fissando nel tempo, l’humus dell’epoca in cui vive.

Una panchina per gli ANGELI di Liliana Angeleri

Ci vuoi parlare del tuo libro “UNA PANCHINA PER GLI ANGELI?”

Questa nuova pubblicazione è uscita a cura dell’editore ROSSINI.

A pandemia appena terminata, in centro commerciale alcune donne si siedono, in tempi diversi, su una panchina, sole o con i loro partner o con una amica e si narrano. Una di loro ricorda il regime alimentare che le ha permesso di dimagrire senza perdere la freschezza del viso, e vi sono molti altri argomenti. La panchina è il testimone inconsapevole di aver traghettato emozioni. Le persone che si alzano e si allontanano si sentono più leggere, come le piume degli angeli.

Quali sono i tuoi autori preferiti e chi ti ha ispirato?

Nessun autore in particolare, ma le emozioni che descrivo sono la somma di tutte le letture e di tutte le vicende vere che ho vissuto e che ho sentito narrare.

Ci vuoi parlare degli altri libri che hai scritto? 

I libri che ho scritto sono stati ispirate dalle sceneggiature che sono in attesa di essere trasformate in film:

IL ROMANZO DI ALERAMO: romantico/cavalleresco/fantasy. Il primo marchese del Monferrato

IL BRIGANTE GIUSEPPE MAYNO: un brigante che rubava ai ricchi per donare ai poveri, con una deliziosa storia d’amore.

BOLLE DI SAPONE: (GAGLIAUDO e gli UMILIATI) formato da due romanzi brevi ambientati nell’alto medioevo. Ora in ripubblicazione con due romanzi separati.

VIAGGIO NEL MONFERRATO SULLE ORME DELLA CAVALCATA ALERAMICA– Illustrato con molte immagini su Amazon: composto da un viaggio sulle orme della cavalcata aleramica e un itinerario romantico nelle Langhe.

CHI ERA? LA VOCE DEL SILENZIO: una vicenda vera di una donna che ha vissuto fenomeni inspiegabili

Secondo te cosa pensa la gente degli scrittori?

Sono ammirati da chi ama leggere e dimenticati dai non lettori.

Ci vuoi parlare delle sceneggiature? 

C’è, recentemente. un po’ di interesse da parte di alcuni produttori. Speriamo!

Quanto tempo dedichi al giorno alla scrittura e solitamente a che ora

preferisci scrivere?

Scrivo nel pomeriggio dalle due alle quattro o anche di più ore.

Cosa consigli a chi vuole iniziare a scrivere? 

Di conoscere bene la grammatica e la sintassi oltre all’ortografia.
Stai già scrivendo il prossimo libro e nel caso ce ne vuoi parlare?

Si ho un progetto ma è ancora molto da definire.

Progetti e sogni nel cassetto?

Il mio sogno che almeno una delle mie sceneggiature sia trasformato

 in film.

Racconti: Ero in auto, guidavo e pensavo ai fatti miei, di Lorenzo Rossomandi – scritti

Ero in auto, guidavo e pensavo ai fatti miei.

D’un tratto vedo un gatto nero che, dal marciapiede della strada, decide di attraversare. E lo fa proprio davanti all’Opel Corsa che mi precede. Uno schizzo rapidissimo e, con due balzi, arriva al marciapiede opposto, fortunatamente sano e salvo.

Il tipo con la Corsa, nonostante il gatto fosse ormai passato, frena di scatto e si sposta sulla destra fermandosi. Non mi aspettavo questa manovra, ma avevo abbastanza distanza di sicurezza da permettermi di rallentare e scansarlo. Mentre lo sorpasso do un’occhiata al guidatore, senza un motivo valido, così d’istinto. Lo vedo guardarmi con un sorriso beffardo. In un attimo capisco: mi ha fatto passare perché, la presunta sfiga del gatto nero che attraversa la strada, me la becchi io…

Mi chiedo fino a quanto possa essere idiota la gente superstiziosa.

Finito il sorpasso guardo lo specchietto retrovisore. Vedo la Corsa rientrare nella carreggiata e…SPAM!

…andare a sbattere con la fiancata al furgoncino che la stava sorpassando e non si aspettava di certo quella manovra.

“Ma non doveva essere passata a me la sfiga?” Mi chiedo sorridendo, questa volta io, beffardo scuotendo la testa.

E se, a portare sfiga, sia il fatto di essere superstiziosi?

FIGLIO DELLA NOTTE, di Paola Varotto

FIGLIO DELLA NOTTE

Non sarò mai

il tuo sogno proibito

in un policromatico esercito

bruno, fulvo, mesciato.

In un espandersi di parole

che lasciano il vuoto

ma necessarie

al tuo Ego.

La notte

sciorina dubbi

e regala cicatrici

che tatuano le mie giornate

con colori scuri

e tenebrosi.

Vorrei attraversare

uno spazio temporale

che divide i nostri occhi

e i nostri corpi

che allontana emozioni

e regala delusioni.

Sei figlio della notte che

non sa spiegarti

i percorsi del cuore

le vie tortuose da seguire

e… fra mille comparse

scegliere il tuo faro!

© copyright L.633/1941

Paola Varotto

Dalla Silloge “IL VARCO DEI SOGNI” GLI STRAPPI DEL CUORE, di Santina Gullotto

Dalla Silloge “IL VARCO DEI SOGNI”

GLI STRAPPI DEL CUORE

Un pezzo alla volta gli strappi del cuore,

parole mai dette e azioni si fatte…

Un giorno e un altro passa inerte,

ferite nel cuore che vengono inferte…

Insana coscienza di amara disfatta,

non fa della vita contesa già assolta…

Gli strappi del cuore dolore indecente,

di offese subite lontane nel tempo,

riportano ad oggi per nuove ferite,

tra le pieghe del cuore si van riscoprendo…

Gli strappi del cuore che insedian la vita

e non perdonano errori alla nuova partita…

Partita truccata d’insana onestà,

che gli strappi nel cuore non sanano ormai,

nella vita di oggi di malsana fiducia,

che non fa sconti ne può avere pietà…

@Santina Gullotto

Ritratto a matita