pulsazioni

pulsazioni

ottobre 25th, 2022

immobile

guardo il tempo

le strade non ancora affollate

le voci che verranno,

le lenzuola sudate

di questa notte movimentata

da sogni strani sfocati

improponibili,

tu poetessa sdraiata

leggi ancora le tue storie

curiosa

quasi timorosa degli errori,

riflettono le vetrine

di fretta e soldi

di questa vita

lasciata andare poco a poco.

POESIASTANCABLOG

Una poesia di Leopoldo Marìa Panero

Poeta spagnolo da scoprire o riscoprire

Avatar di almerighialmerighi

Leopoldo María Panero (1948 – 2014) è stato un poeta spagnolo comunemente inserito nel gruppo Novísimos. 

Lettore, vieni e spiami
nell’officina dello spettro
dove il fantasma si sposa con la sua immagine
che non sarebbe mai esistita se non in questa
tomba chiusa
in questo Giardino dove i fiori
impassibili divorano gli uomini,
e una Voce, che non è lettore né uomo
né donna né pioggia sopra il letto
dice senz’anima: sono qui i vermi
che tessono senz’armi il Cadavere.

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Scomoda verità, forse per altri.

Frida la loka ( Lombardia)

A te Frida.

Non molto tempo fa, la mia persona ha ricevuto una, potremo denominarla, segnalazione?, già; la chiamo così perché è quasi come un atto di denuncia, un ammonimento , da far notare che hai qualcosa in te che non va.

Essa, dopo essere stata raggirata mile volte con parole a vuoto, senza arrivare al dunque, semplicemente dire quello che ” secondo questa persona” ha riferitomi, mi ha fatto scoppiare dal ridere.

– ” HAI BISOGNO DI UNO PSICOLOGO “…

Silenzio… nel mentre facevamo una passeggiata, continuiamo a camminare muti. Mentre pensavo e riflettevo. Dopo un paio di metri, che non è che posso fare una gara di corsa; mi fermo ed inizio a raccontare minuziosamente, ogni singola avventura o disgrazia che ho dovuto subbire da quando questa nuova ” me “, ha deciso di cercare di andare avanti, lasciando dietro delle ombre nere come la pece che non andranno mai più via e mi perseguitano, là dove vada.

E pure mi potrà un giorno semmai se l’ha sente, ringraziare, perché ho tagliato parecchio di ogni singolo episodio, come ad esempio, stare per venti e passa giorni in coma e non precisamente indotto. Nel senso che oggi avrei potuto interagire, ma non certamente molto earthly.

Evidentemente è un percorso chirurgicamente ( questo aggettivo si adicce proprio al caso) complesso, che non è finito e non finira mai, finché magari la scienza si evolva e trovi una cura, sè redditizio per altri, meglio, caso contrario sarò alla frutta.

Ovviamente non potrà mai capire, che, altro che psicologo! Ho bisogno d’un team di professionisti, i migliori nel campo, che lavorino in squadra, cosa veramente utopica… un team!

Chi non è pronto oppure letteralmente non interessato ad ascoltare non potrà mai capire perché, sí, ho bisogno d’uno psicologo, con cui sfogare la mia ira o profonda tristezza, uno psichiatra bravo! A darmi i farmaci giusti, un neurochirurgo, che abbia mani d’un Canova, d’un Michelangelo! Uno che stia dietro a minimizzare i dolori quando sono insopportabili, un medico di base che quando prendo appuntamento da lui, lo trovi con buona pace di dio, sveglio!

Insomma, credetemi, finché non siete da questa parte della trincea, non saprete mai cosa significa vivere una vita a metà, la testa percorre cento in cinque minuti, il mio corpo martoriato l’ho fa in venti. Nemmeno io l’ho pensavo fino a tempo fa.

Quando tocco questo argomento a me tanto doloroso, inesorabilmente viene al mio pensiero quei furbetti dell’ INPS, che per prendere una pensione perché disabile, mal messa per lavorare, ma non lo suficiente per prendere la pensione e accompagnamento. Per loro anche in questo claustro siamo dei semplici numeri, che facendo la media, per una percentuale, non mi danno il centone.

E allora son altri tipi di dolori quando inizia il momento di prenotare specialisti privatamente.

PS: non sono il tipo di ” poverina” , ecc. Magari quest’è il karma che devo vivere per saldare conti passati in un’altra vita, chi lo sa…

Tua.

24 ottobre, 2022

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

le guance rosse

le guance rosse

ottobre 24th, 2022

grigio il cielo

la ruggine sulle idee

odore di rose

nell’aria,

l’ottobre che conoscevo

è lontano

come un quaderno a quadretti

di matematica,

la religione

materia di sicura realtà

ora niente

nuvole,

le guance rosse del primo bacio

in quel portone

aspettando le voci

di richiamo.

POESIASTANCABLOG

Serravalle Scrivia. “L’anno senza estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Con la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando. Venerdì 28 ottobre in Biblioteca.

Serravalle Scrivia. “L’anno senza estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Con la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando. Venerdì 28 ottobre in Biblioteca.

Continuano presso la Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia gli incontri della rassegna “Gotico d’Autunno”. Il prossimo venerdì 28 ottobre, alle 17.00, sarà la volta di: “L’ Anno senza  Estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Un incontro in cui la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando approfondirà la nascita, le peculiarità e le suggestioni del romanzo gotico, genere letterario di grande pregio che ebbe notevole fortuna nell’Inghilterra di fine settecento e ottocento. Seguirà l’inaugurazione di un nuova sezione dedicata interamente alla letteratura gotica in Biblioteca, dove saranno disponibili tutti i grandi classici “di fondazione” di questo particolare genere letterario. Dato il fascino che questo genere suscita nei giovani la sezione gotica andrà ad inserirsi in un progetto molto più ampio, dedicato ai ragazzi, a cui la Biblioteca sta lavorando.

“Leggere e scrivere non sono verbi solitari. -spiega Patrizia Ferrando–  Lettura e scrittura sono atti individuali, la cui condivisione però si esprime nel dono di una voce che coinvolge gli altri in un racconto, o nello scambio di opinioni, impressioni, ispirazione che si rinnova e trae linfa dalle parole. Ma esiste una scia letteraria molto più vasta, quella che dal capitolo di un romanzo conduce verso testimonianze artistiche, verso l’improvvisa attrazione suscitata da luoghi e personaggi, verso altre opere di fantasia attraverso il tempo. Se tutto questo è vero per la lettura in generale, lo diviene di più per romanzi e racconti dal fortissimo potenziale evocativo, come quelli detti ‘gotici’.

La letteratura gotica viene, giustamente, definita letteratura del sentire. Le sue trame si dipanano fra inquietudine suscitata da circostanze misteriose e fenomeni perturbanti e un misto di curiosità e tensione, ma tutto questo riguarda più l’ineffabile del concreto, diventa più brivido dell’emozione e spirito del tempo e delle sue domande, a volte sottile malinconia dell’inconoscibile, che immediato spavento e impressione dei sensi di stampo horror.

Probabilmente per questo il gotico non si ferma a un periodo storico circoscritto, perché dai romanzi di fine settecento giunge a interessi degli adolescenti di oggi, con molteplici declinazioni in mezzo. L’esperienza del sentire è pressoché inesauribile, può farsi gioco o dilemma esistenziale, può riportarci a una notte di antichi lumi o camminare per le metropoli.

L’anno senza estate fu quello in cui Lord Byron, il suo segretario e medico Polidori, il poeta Shelley e la moglie Mary si trovavano sul lago di Ginevra. Il tempo era pessimo e piovoso, qualche ora era stata dedicata alla lettura di racconti di fantasmi, ma poi la noia spinse a una sfida : scrivere un racconto “di paura”. L’emozione di quel temporale creativo fu così forte che ancora leggiamo storie di vampiri, e mostri, e strane dimore…”

Questo il calendario completo dei prossimi appuntamenti di “Gotico d’Autunno”:

27 ottobre  Dolcetto Scherzetto! Racconti  Brividosi aspettando  Halloween. Per bambini da 0 a 6 anni. Alle 17.00 in  Biblioteca.

28 ottobre L’ Anno senza  Estate. Leggere gotico ieri e oggi. Con la giornalista e scrittrice  Patrizia  Ferrando.Inaugurazione scaffale dedicato alla letteratura gotica. Alle 17.00 in  Biblioteca.

30 ottobre.  Bocconi di  Paura. Sarete ammessi alla Scuola del  Male? Cena Gotica presso il Circolo Arci “La Storia” alle 20.00. Posti limitati! Prenotazioni entro il 23 ottobre al n° 379-2133332 ( Luigi)

31 ottobre. La  Danza delle  Streghe. Escape  Room per famiglie. Dalle 15.00 alle 18.00 in  Biblioteca.

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Libri: Le ragazze del bosco delle ninfe, di F.Giorgi e I. Schiavetta

Due balordi rapinano il “Liguria Market” di Savona, nel quartiere della Villetta. Durante la fuga in moto perdono per strada una sacca contenente ossa umane e strani mazzetti di fiori. Si apre così lo scenario inquietante della nuova indagine che vede coinvolti il Sostituto Ludovica Sperinelli e il suo storico collaboratore Francesco Mancini. Pian piano emergerà una realtà penosa: un giro di prostituzione minorile e ricatti sessuali, orchestrati con perversa maestria da un oscuro Stregone. Per salvarsi dalla giustizia, l’uomo non esiterà a mettere in atto spietate esecuzioni. La squadra di investigatori dovrà impegnarsi al massimo nelle indagini, mentre le vicende personali di ognuno continueranno a occupare i loro pensieri: Mancini è alle prese con le turbolenze della crescita dei figli, e la vita sentimentale di Ludovica prende una piega inaspettata.

Pagg. 208 coll. SuperNoir Bross € 15,90 Isbn 9788869436369

Fiorenza Giorgi è nata, vive e lavora a Savona. Da molti anni in magistratura, attualmente ricopre l’incarico di Giudice della Sezione Penale. È appassionata di musica lirica e tradizioni liguri ed è autrice di alcune raccolte di modi di dire savonesi che hanno riscosso grande successo.

Irene Schiavetta, musicista, vive a Savona e insegna presso il Conservatorio di Genova. Per le edizioni Carisch e Dantone ha scritto libri di didattica pianistica. Ha pubblicato i romanzi Le tre signore (Coedit), L’occhio di Bubuz e La tabacchiera di Otto Schmitt (Il Ciliegio). Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Cuneo rosso sangue.

Per Fratelli Frilli Editori, Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta hanno pubblicato: Delitto alla Cappella Sistina, Morte al Chiabrera, La sala nera, Omicidio in Darsena e Il mistero di San Giacomo

LA NUVOLA, di LEONARDO SINISGALLI. Recensione di Elvio Bombonato

LA NUVOLA

Tu divaghi senza meta

per dissolverti e morire,

nube in cielo,

e avanzi sola, lieta

di rivivere e svanire

in un velo

di bei fiori nati in mare,

verdazzurri, trasparenti

e irreali.

Nel silenzio navigare

dietro il mùrmure dei venti,

come d’ali,

verso angoli remoti

d’uno spazio senza fine

è il destino.

Poi cadere per i vuoti

invisibili di trine

nel cammino,

e tornare a navigare

e tornare a naufragare

nel tuo mare.

LEONARDO SINISGALLI

Strofa unica di 21 versi piani, di lunghezza variabile, dal quaternario all’ottonario. La poesia è una dichiarazione d’amore originale e strana.

Svelami ,o luna, il tuo lato oscuro, di Marina Donnaruma

Svelami ,o luna, il tuo lato oscuro,

lascia che io guardi le stelle

e soffi su piccoli petali

di margherita gialla.

So che gli angeli piangono

Si abbandonano agli zefiri d’oriente

e scrivono su fogli di nuvola.

Io ora sento la musica,

note che percorrono la terra

e di brividi la mia pelle.

Bambini dormono in culle d’argento,

le gote sanno di rosa

e di

baci.

Bambini dormono su nuda terra,

le gote sanno di fango

e di pianto.

Gli angeli volano e le farfalle muoiono,

raccolgono piume che cadono,

raccolgono orrori che non fermano le guerre,

raccolgono innocenza e pianto,

stendono drappi neri

e coprono corpi di cristallo,

coprono fragilità e innocenza,

martirio e sangue,

sono soli e percorrono la terra,

sono soli e gli uomini sono soli,

pietrificatii a raccogliere la loro solitudine,

la solitudine degli angeli. Iris G. DM

PM WARSON in concerto alla Ristorazione Sociale di Alessandria

Tornano i concerti alla Ristorazione Sociale ! 
Come di tradizione le proposte musicali sono di livello internazionale. Sul palco LUNEDI’ 31 OTTOBRE 2022  troveremo PM WARSON & HIS BAND direttamente dalla Gran Bretagna con un live composto da suoni soul, swing e blues e un atteggiamento moderno.
Il concerto è proposto dalla Ristorazione Sociale con la collaborazione di Pupille Gustative, Il Grande Cammino del Monferrato, Vinile Alessandria e Visioni_47
PM WARSON & HIS BAND in Concerto
https://www.facebook.com/pmwarson
Polistrumentista e cantante di base a Londra, il giovane PM WARSON si è presto imposto sulla scena retro soul come uno dei nomi più chiacchierati e da tener d’occhio. Il suo primo singolo auto-prodotto e uscito su 7″ è andato sold-out in tempo record, diventando introvabile per gli appassionati del genere, mentre il rinomato marchio Fred Perry lo ha scelto come colonna sonora di un breve filmato.
Definito dagli appassionati del genere come “un piccolo gioiellino di groove oldschool”, l’attesissimo album di debutto “True Story” è un’esplosione di garage, latin funk, mod soul, swing, girl pop ma soprattutto rhythm n blues di ispirazione anni ’50 e ’60. PM WARSON pesca da un passato intramontabile e lo ripropone con una sensibilità moderna, perché la buona musica non stanca mai, ed è senza tempo.

Prorogata la mostra sui Marchesi del Monferrato

Informiamo che la mostra “I Marchesi di Monferrato di ferro vestiti”, allestita a cura di Stefano Fracchia nel Torrione Sud Est del Castello del Monferrato, è stata prorogata fino a domenica 13 novembre 2022.
L’esposizione sarà aperta nelle giornate di sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Per maggiori info sulle mostre al Castello del Monferrato: www.comune.casale-monferrato.al.it/MostreCastelloOtt22

Shakespeare: Sonnetto 130

La regina Elisabetta I era considerata un’icona da venerare, la cui bellezza era segno del suo diritto divino a governare. Come sappiamo, faceva uso di cerussa, per far apparire la pelle più pallida e levigata  (vedi qui) e di rossetto (vedi qui) , imitata da molte altre dame del suo tempo, la cui bellezza veniva lodata dai poeti.

Uno dei sonetti di Shakespeare sembra una presa in giro di quel concetto di bellezza ideale, convenzionale nella letteratura e nell’arte dell’era elisabettiana, quando era consuetudine lodare il  fascino di una donna paragonandolo alle cose belle che si trovano in cielo e in terra.

Sonnet 130: My mistress’ eyes are nothing like the sun

My mistress’ eyes are nothing like the sun;
Coral is far more red than her lips’ red;
If snow be white, why then her breasts are dun;
If hairs be wires, black wires grow on her head.
I have seen roses damasked, red and white,
But no such roses see I in her cheeks;
And in some perfumes is there more delight
Than in the breath that from my mistress reeks.
I love to hear her speak, yet well I know
That music hath a far more pleasing sound;
I grant I never saw a goddess go;
My mistress, when she walks, treads on the ground.
And yet, by heaven, I think my love as rare
As any she belied with false compare.

Sonetto 130

Gli occhi della mia donna non sono affatto come il sole;
il corallo è assai più rosso del colore delle sue labbra;
se la neve è bianca, allora i suoi seni sono bigi  grigiastri;
se i capelli sono crini, neri crini le crescono sul capo.
Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
ma non ne vedo di simili sulle sue guance;
e in certi profumi c’è più delizia
che nel fiato che dalla mia donna esala.
Mi piace sentirla parlare, eppure so bene
che il suono della musica è ben più gradevole:
ammetto di non aver mai visto camminare una dea,
ma la mia donna, quando cammina, preme il suolo.
Eppure ritengo che la mia amata sia straordinaria
come qualsiasi altra, resa incredibile da falsi paragoni.

(Trad: L.Z.)

Il Sonetto 130 è dedicato alla sua “dama bruna”, di cui non sappiamo nulla: Shakespeare la paragona ad alcune bellezze naturali.ma ogni volta sottolinea l’inadeguatezza della sua amata in tali confronti.

Nel distico finale il poeta tuttavia  rivela il suo intento, che non è quello di ridicolizzarla, ma di farle il complimento più alto, quello di vederla e accettarla così com’è.

Per questo motivo, non  ha fatto falsi paragoni (l’implicazione è che altri poeti fanno proprio questo) ma ha voluto concentrarsi sulle sue qualità autentiche, sulla vera natura della bellezza

Immagine: autore “President Lethe”.
I lineamenti di Shakespeare sono stati abbinati al volto di Elizabetta I-
Caricato su Wikipedia per illustrare un post su Talk:Shakespearian authorship question#First Folio frontispiece.

Matching Shakespeare’s features to Elizabeth’s face

NATURA

Foto dal web

Sei il fascino di un tempo mai finito

il perpetuo rinnovo di linfa vitale

l’equilibrio di ogni respiro felice.

La tua immortale magia si può sentire

correndo nei boschi

ondeggiando fra i fiori

abbracciando gli alberi.

Il corpo leggiadro si libra in alto

come un’aquila in volo.

La voce armoniosa risuona

come il canto di uccelli.

E’ vivo il pensiero d’amore.

Ogni creatura

deve essere innamorata della natura

di questa antica dimora

di infinita libertà senza confine.

Natalia Castelluccio

https://pensieriparoleepoesie.wordpress.com

“Notti insonni”, di Salvatore Scalisi

Fa fatica perfino a pensarci; è stata una grande recita, una falsità. Alla notizia della gravidanza di Carla si è sentito come una fitta al cuore, di quelle che fanno veramente male, che scombussolano la vita, tanto da desiderare l’estremo gesto così da impedirne la venuta alla luce del futuro nascituro. È un pensiero contorto, Paolo ne è pienamente consapevole, ma, visto la situazione al momento della coppia, lo prende come alibi; problematiche che andrebbero discusse, se non fosse che l’uomo non se la sente di affrontare un argomento così delicato con Carla, dopo averle mentito spudoratamente. Ma in qualche modo deve sfogarsi.

– Lo so che è terribile quello che ho detto … – ammette Paolo, seduto a un tavolo all’interno di un bar.

– Più che orribile lo definirei assurdo – replica la collega di lavoro accomodata dinanzi. – Il problema non è tanto non desiderare il bambino, ma il fatto che non ne parli con lei; per me sta qui l’anomalia. –

– Se potessi, lo farei. Ho sempre desiderato avere un bambino, ma ora … –

– Cosa ti succede? –

– Ho sbagliato, ho creduto che la storia potesse andare … –

– Ti riferisci alla tua compagna? –

– Non lo so … –

– Che significa non lo so. –

– L’ho amata tanto … –

– Ma ora non ne sei più sicuro. Può succedere, nulla di strano; ma il fatto che non ne parliate non fa altro che allontanarvi. Dovreste mettere da parte ogni astio e affrontare il problema prima che sia troppo tardi; sempre che non abbiate voglia di distruggere la vostra favola. –

– Pensa che abbia una storia con te. –

– Non mi dire? –

– Già. –

– E cosa le fa credere che io sia la tua amante? –

– Solo il fatto di lavorare insieme a stretto contatto e le relative cene che sono diventate la sua e la mia croce. –

– Non le si può negare di possedere una fervida fantasia. –

– Ha una gelosia ossessiva, patologica; ho paura che la cosa possa degenerare, potrei pensare che non stia bene …. –

– Lo dici per dare un alibi alle sue ossessioni? –

– Non lo so, ho la mente confusa … –

– Certo, non ti trovi in una bella situazione e venirne a capo non è per nulla facile; se posso fare qualcosa per aiutarti … intendo come amica – dice la donna, riuscendo a strappare un lieve sorriso a Paolo.

“Favole e Racconti per tutti”, di Gianna Binda. Aletti Editore

“Favole e Racconti per tutti”. 

La bellezza della scrittura contro le “trappole” della vita

E’ stata definita la “scrittrice della speranza”, perché è riuscita ad interiorizzare il dolore causato da una separazione dolorosa e a trasformarlo in bellezza e rinascita, mettendo nero su bianco i suoi sentimenti. «Dall’esperienza vissuta, ho compreso che esistono personaggi “predatori”, desiderosi di denaro altrui. Da qui la mia elevazione verso un mondo più pulito e sano, e il desiderio di inviare messaggi d’amore. Quell’amore in cui ho creduto e in cui credo ancora, nonostante tutto». Lei è Gianna Binda, farmacista e biologa nata a Veleso (provincia di Como), “figlia del mondo” che ora vive e lavora in Svizzera, autrice dell’opera “Favole e Racconti per tutti”. Il libro arricchisce la collana “Gli Emersi della Narrativa” della casa editrice Aletti. «Sono abituata – racconta l’autrice – a sperimentare e ritengo che siamo in questa “dimensione” per sperimentare, attraverso le nostre esperienze mirate a comprendere che siamo fatti di materia, ma anche di “spirito” che dovrebbe essere il nostro “spirito guida” in questo cammino terreno».E, troppo, spesso, nella frenesia dedita al materialismo peggiore, non si riconoscono gli angeli posti sul nostro cammino, come l’autrice evidenzia in Nessuno si è accorto che sono un angelo.

L’opera raccoglie favole e racconti che vogliono dare, agli adulti ma anche ai più piccoli, messaggi di speranza. Dinanzi alle brutture della realtà, alle difficoltà che spesso la attanagliano, a volte basta indossare degli occhiali colorati e il mondo cambia colore. Magari diventa rosa. La scrittura oscilla, dunque, tra realtà e immaginazione. «Scrivo di getto – racconta l’autrice – come sotto un fluido ispiratore di luce universale a cui mi sento collegata. Scrivo di esperienze di vita vissuta, come nel racconto Adina – Gara di solidarietà, in cui sono rimasta felicemente colpita da questa meravigliosa azione umana, oppure episodi frutto della mia fantasia per cercare di far star bene gli altri, per quanto ciò mi sia possibile». Ad arricchire i racconti e le opere dell’autrice sono anche delle illustrazioni. Immagini che risaltano l’armonia delle parole e le rendono ancora più significative e prorompenti. Un impeto di bellezza ad indicare che il rispetto dovrebbe stare alla base dei rapporti, anche nelle separazioni e nei dolori più lancinanti. Gianna Binda, infatti, non è solo una scrittrice, ma si cimenta con l’incisione, la pittura su ceramica, la pittura a olio e la scultura. «Vorrei regalare al lettore qualcosa di particolare e unico, come espressione della mia anima, e ritengo che la forma pittorica possa veicolare messaggi e sensazioni in maniera immediata».

L’arte diventa, così, una forma di riscatto, catartica per liberarsi dalle sofferenze. «Per me – afferma – la scrittura è un modo per dialogare con il lettore e comunicargli una visione più spirituale di quella materialista, in cui siamo immersi da un po’ di tempo a questa parte, e stimolarlo a riflettere sugli eventi. L’arte potrà essere un valido aiuto verso la scoperta del sé interiore e delle bellezze del mondo, a lungo soffocate da situazioni create solo per interessi personali, contro il bene collettivo di più ampia portata». Nelle sue opere, spesso, l’autrice ricorre a dei paragoni. “Come il torrente Pioverna di Bellano trova sempre la strada giusta per gettarsi nelle acque del lago di Como, incanalando tutto il suo impeto in un piccolissimo tratto, così la forza della verità avrebbe trovato lo sbocco naturale verso l’affermazione del bene comune”, o a delle analessi, per rafforzare concetti e chiarirli al lettore, cosicché si possa avviare un “dialogo” finalizzato ad un’attenta analisi e meditazione. E, con un paragone, arriva anche il messaggio finale che l’autrice vuole comunicare ai suoi lettori“Ginbad e i suoi cuccioli: la madre leonessa, attenta e amorevole verso i suoi cuccioli, insegna loro a non cadere in insidie velenose”. Un messaggio d’amore e di luce, sulla gioia di vivere, nonostante tutto, e di gioire delle piccole cose. Ma, soprattutto, di riflettere sulla realtà dei fatti «così da non cadere in “trappole” che possono essere velenose».

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

Ti ritrovo,Gabriella Paci

Ti ritrovo,madre,nel segno dei gesti

che ti appartennero e che scopro

ora lascito inatteso nei miei

e nella cifra delle disusate parole

che affiorano sulle mie labbra: sigillo

invisibile ci unisce in nome di un legame

che supera il confine dei giorni .

Nell’autunno,che ti fu stagione di vita

ricorre quel tuo essere foglia indomita

attaccata al suo ramo nel bagliore

di occasi a memoria di quel tuo sentirti

sempre e comunque fiamma viva

anche nel languore di giorni brevi

e quel sorridere pallido, confuso tra

parole indomite a  fare la guerra al fato.

Nascoste lacrime nella pioggia mai

ti resero sorella allo sconforto chè

sempre trovasti brace per accendere

speranza nuova. Non ti somiglio,madre,

nel tuo sguardo di guerriera ma nel tuo

acciambellarti tra gli affetti  come riparo

ai dardi in ore di dolore e delusione

e nell’usato passo verso strade di perdono.

AMICIZIA

AMICIZIA

Date: 24 ottobre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

articolo di Marina Donnarumma. Roma 24 ottobre 2022

Spesso le parole ti sfuggono, le insegui , le cerchi, ti arrovelli per cercarle, ma si allontanano sempre di più! Il senso di impotenza mentale ti mette in una posizione di stallo dove tu non puoi far altro che attendere. Attendere che le parole e le emozioni ti travolgano come un fiume in piena. Allora si affollano dentro di te, improvvisamente, e le devi tirare fuori per trovare sollievo. Per provare quel senso di catarsi che da pace alla tua anima. Hai bisogno di scriverle le parole, oppure raccontarle a chi è capace di ascoltarle. Ascoltare le parole, immergersi in quell’oceano verbale di sensazioni, frustrazioni, gioie, amori, dolori, insomma emozioni da ascoltare. Ascoltare, ascoltare! Difficile trovare qualcuno che ascolta e che sente dentro quello che provi, che ti accarezza con le sue risposte dettate dalla comprensione e dall’affetto. Tutti possono sentire, però ascoltare lo fa solo un amico. Difficile essere un amico, difficile ascoltare! Essere un amico, essere amici, è proprio” essere” Infatti è essere se stessi, le parole possono essere se stesse, tu puoi essere quello che sei e il tuo amico ti ascolterà, sempre, fino in fondo. Le parole troveranno sollievo, perché potrai dirle, quando troverai un amico sempre pronto a porgerti la mano, la sua mano! In particolare quando hai un oceano di parole e di emozioni che altrimenti ti farebbero annegare. Questa è l’amicizia.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

L’amicizia è anche amore,

l’amore esiste in tante sfumature meravigliose.

L’amore per i figli, l’amore per i genitori,

l’amore per i fratelli,l’amore per gli amici,l’amore per il

proprio compagno o compagna,l’amore per l’arte,

l’amore per gli animali,

l’amore per il creato,

l’amore per il Signore Dio.

Ogni amore è di per se completo, soddisfa pienamente l’amore

in tutte le sfumature talvolta le sublima..

Possiamo provare amore per tutto e per tutti,

in maniera completa e soddisfacente.

Abbiamo un cuore infinito e amare infinitamente ,

non è questa la meraviglia per cui il Signore ci ha creato.?

Siamo nati per questo,amare ed essere amati,

per elargire questo dono con generosità. Iris G. DM

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM 24 ottobre 2022

L’albero di Kate Clanchy

Ottima poetessa scozzese

Avatar di almerighialmerighi

Kate Clanchy è una scrittrice e poetessa nata a Glasgow nel 1965.

Sono già mature le mele
sull’albero che Miss Coombes
ci ha lasciato.
L’albero è chino quasi fino a terra.
Non avevo capito fino ad ora
il loro peso freddo, né come
si accalcano a coppie sui rami,
gialle, rotonde come lanterne cinesi
lungo una strada addobbata.
È il crepuscolo, e stai tornando a casa.
Immagino la dinamo della tua bici
tesa come una spoletta tra le strade
che imbrunano, a illuminare
casa nostra mentre ora, nella via,
si accendono le luci – l’oro
delle lampadine nelle piccole serre,
i lingotti
di ingresso, la camera da letto, le scale.
Viviamo qui ora, e sebbene,
altrove, una ragazza si appoggi
al finestrino del treno, un dito
attorcigliato allo zaino zeppo
di tutto ciò che possiede –
questo ci basta. Siamo
le luci, le luci, le luci
che i treni superano…

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Elegia d’autunno, Gabriella Paci

Curo la mia anima con

la voce del vento tra  le foglie,

i colori di fiamma e d’ocra con sprazzi

di verde sulla tavolozza del crinale.

Curo il mio corpo con

Il cammino sul tappeto molle

di muschio che emana aroma

di terra, di resina e foglia.

Ascolto  la risata lieve del ruscello

e il respiro del bosco che si unisce

al canto degli uccelli nel folto là

dove la luce fa capolino  a tratti

nel saluto del giorno che si tinge

di rosso e d’arancio prima di cedere

il limite alla notte ancora tenera

come sa essere una carezza  di commiato.

Si sciolgono i nodi dell’inquietudine

nell’abbraccio di tronchi e di foglie,

nel  dolce sopore della sera che

sa di mosto e castagne  mentre

si posa sulle ciglia il ricordo di

quaderni aperti a sillabare i domani

ancora da scrivere con l’inchiostro

della scuola appena aperta sulla vita.

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Dimenticare non è scordare

Dimenticare non è scordare

Dimenticare non è scordare
Spesso diciamo che per guarire da un'offesa bisogna scordare ...
Il cuore guarisce solo quando riesci a capire e non quando dimentichi, la dimenticanza è sempre voluta e la ferita credo che rimanga a tutti... Spesso dico che non sono rancorosa e dimentico dopo un pò ...
Ecco ... E' vero, ma so anche che scordare è uscire dalla propria storia, dal proprio vissuto ed io non dimentico del tutto, ma solo temporaneamente...
Le tracce restano indelebili e allora io resto e non scordo, dimentico soltanto che è diverso...
Resto accanto alla mia sofferenza del momento...
Dimenticare è momentaneo, scordare ha un senso più profondo...
Significa sradicare dal cuore e certi momenti non li sradichi...
Puoi solo far finta di scordare ...
Il tempo che serve per accettare un dolore ,una sofferenza, una sconfitta, una delusione o un addio che brucia...
Occorre un pò di tempo e sarà un tempo più o meno breve, ma sarà il tempo che ci vuole per farci una carezza...
Sarà quel tempo che occorre per dire a te stessa che in fondo è andata male, ma sei lì, non sei morta , devi solo ricostruire . Infatti ho imparato che alla fine non si muore ...
No ...Alla fine ...Si rinasce dalle proprie ceneri .
Quindi armatevi di pazienza e cercate di scordare per poter poi rinascere e ripartorirVi.
Certe offese costruiscono muri...
Il tempo che occorre per capire, è il tempo che occorre a costruire quella scala immaginaria che poi serve per avere la spugna per cancellare anche se non c'è spugna tanto grande a sradicare il dolore, la sofferenza, una tragedia...
Una scala immaginaria che possa arrivare ad eliminare ogni traccia , non c'è... Quindi sarà una dimenticanza voluta ...
Desirè Kariny
Cuore e Anima
Desirè Karini – Poesie e riflessioni
https://desire876416000.wordpress.com/2021/07/13/dimenticare-non-e-scordare/

Dolore , delusione e sofferenza

Dolore , delusione e sofferenza

Dolore, delusione e sofferenza 


Si prova delusione e dolore quando cerchi qualcosa che già sai di non poter avere né cercare né trovare… Dolore  è se la nostalgia ti assale con irruenza e ti arriva come un fulmine a scompigliare l’Anima…
Dolore è continuare a sperare pur sapendo che quella speranza già in partenza è un inutile sperare…
Quando le persone deludono e cerchi anche di trovare una giustificazione che non arriva…
È dolore quando gli altri ti trattano come un opzione e ti fanno credere d’ essere meno degli altri , scalcolato quasi deriso…
Quando quello che hai non ti basta e vorresti trovarti in un’altra pelle, in un’altra vita e sei solo e non sai a chi poter chiedere aiuto… 
È dolore se ti isoli perché senti la superficialità degli altri ,
l’ oppressione e l’avvilimento…
Quando la vita ti appare tanto dura da non  calcolarla più come un dono, ma una costrizione e in quel contesto ci stai male…
Quando il tuo unico pensiero è sparire  e non trovi nessun motivo per andare avanti e ti areni come un relitto spiaggiato e vorresti solo sparire e far perdere le tue tracce come se mai fossi nato…
Quando  entri nel baratro dei tuoi pensieri e non sai come uscirne, non sai come sei arrivato lì…
È sempre un dolore allucinante che la vita che stai vivendo non ti dà più nulla e ogni giorno è un morire dentro… Quando sei in quell’ammasso di pensieri ed è come farla finita , ma è il coraggio che ti manca…
È dolore , solo dolore…
Lancinante e inespressivo dolore.©
Desire’ Kariny

Cuore e Anima

Desirè Karini – Poesie e riflessioni

Ci sei anche tu

Ci sei anche tu

Cuore e Anima

Desirè Karini – Poesie e riflessioni

Ci sei anche tu

Nella vita bisogna avere consapevolezza e andare avanti  anche quando non va tutto bene , anche quando ti sembra che le difficoltà siano insormontabili. Così hai sempre fatto e così hai superato tante vicissitudini, però cominci a riflettere e c’è qualcosa che non va per il verso giusto…A quel punto realizzi che qualcosa dentro te sta cambiando , incominci a vedere la realtà diversamente ; realizzi che la tua vita comincia ad essere vuota che hai vissuto sempre per gli altri e mai secondo le tue regole, le tue voglie , la tua libertà .Quella libertà  inesistente che non hai avuto mai perché c’erano sempre altre priorità, altre esigenze, altre esperienze da mettere avanti e non hai mai deciso tu, ma  altri che decidevano per te e continuavi lo stesso con il cuore gonfio e la voglia di scappare.
Arriva  anche il giorno in cui capisci che ti meriti un po’ di pace, di pace vera. Che dopo tanto lottare,  ingoiare delusioni, cercare spiegazioni inesistenti , sopravvivere ai momenti difficili e cercare di  ricominciare e passarci sopra e  perdonare, hai voglia solo di pace .  La pace interiore è quello che cerchi. Inizi a sentire  una strana consapevolezza che non è un rimpianto, ma una presa di coscienza, il momento in cui, non si sa come smetti di guardare le situazioni e le persone solo con il cuore e finalmente attivi il cervello. E ti rendi conto che hai sopravvalutato, hai dato troppa importanza a cose che non ne avevano, hai sofferto un po’ troppo e non ne valeva la pena. E adesso ti tocca perdonare te stessa, perché inconsapevolmente ti sei fatta del male . Sul momento ti senti disorientata perché non capisci se sei cambiata tu o se sono gli altri che ti hanno cambiata, se è diverso il tuo modo di vedere le cose o se le cose non siano oggettivamente più le stesse, ti fai delle domande e ti sembra di non comprenderti più. Quasi non ti riconosci, non sai più cosa importa davvero. Poi ti rendi conto che a volte è superfluo interrogarsi, bisogna solo accettare che alcune cose non sono andate come avresti voluto e che invece di accettare avresti dovuto prendere le redini in mano e finalmente guidare tu la tua vita ed essere forte solo per te  .Più forte anche se molto più triste, più consapevole , più intransigente, più esigente .Capisci che devi  pensare ad andare avanti senza trascurare  la tua essenza che adesso più che mai ha bisogno che tu ti voglia più bene, esisti anche tu e gli altri non devono essere la tua priorità, ci sei anche tu…
La libertà ha un costo e finalmente capisci che non puoi stare dietro a chi non capisce che devi essere tu a decidere per te stessa…Tu, tu e poi ancora tu…Se ci riesci puoi finalmente essere libera.©


Desire’ Kariny