L’undicesima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” – indetto e organizzato da Euterpe APS di Jesi (AN) – , bandita nel mese di maggio 2022 e con scadenza di partecipazione fissata al 31/12/2022 ha visto l’ottenimento dei patrocini morali dei seguenti enti istituzionali: Regione Marche, Assemblea Legislativa della Regione Marche, Provincia di Ancona, Comuni di Ancona, Jesi e Senigallia, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Finanche – in relazione all’assegnazione di alcuni Premi Speciali (fuori concorso) – sono stati ottenuti i Patrocini Morali della Regione Veneto, delle Provincie di Verona, Lecce e Modena e del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona.
L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dai seguenti enti: Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari, Centro Culturale “Vittoriano Esposito” di Avezzano (AQ), Consulta Giovanile di Bonorva (SS), Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze” di Roma, Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, Associazione Culturale “L’Oceano nell’anima” di Bari, Associazione Culturale “Il Faro” di Cologna Spiaggia (TE), Associazione Culturale “Africa Solidarietà” Onlus di Arcore (MB), Club per l’Unesco di Cerignola (FG).
Ha collaborato esternamente provvedendo a riconoscere alcuni contratti editoriali a opere ritenute meritevoli la casa editrice Ivvi Editore – Nuovi autori del Gruppo Solone s.r.l. di Battipaglia (SA).
Hanno patrocinato questa edizione del Premio anche i seguenti enti culturali: Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, Wikipoesia, Quotidiano online «Il Graffio».
Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni a concorso, erano costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti, promotori culturali (in ordine alfabetico): Stefano Baldinu, Fabia Binci, Lucia Cupertino, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Rita Stanzione, Laura Vargiu e sono state presiedute da Michela Zanarella. Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio.
Così una sera di novembre, il mio amico Pino mi ha descritto la sua vita sentimentale sdraiato sulla poltrona di plastica verde della mia cucina. Poi ha spento la lampada al magnesio macchiata dalle mosche, mi ha chiesto come stavo e senza aggiungere altro se ne è andato. E’ rincasato camminando sulla striscia a linea continua della provinciale sperando che la notte si potesse tagliare.
Per esempio amiamo risiedere a Parigi, a Roma ed in vari altrove ma non del tutto, un dubbio ci pedina così diffidiamo di ogni luogo di residenza poiché in qualche stanza dei loro stabili siamo attesi per morirvi perciò vorremmo fuggirli e non incontrare mai quel posto designato che molte città per acquisire benemerenze sono disposte ad ospitare.
messi in tasca gli scenari rabbiosi venderò le mie labbra alle bambole la loro cera pronta a sciogliersi
alle luci dell’alba è fresco, non mi va di pensare nel dormitorio di noi stessi sul divano macchiato con le molle rotte e la dentiera di altra bocca per masticare nuove litanie
nel vicolo lascio a bocca aperta il grido in assenza di gola
Cronaca, Cultura Lunedì 6 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Multimediale del Museo Etnografico “C’era una Volta” di P.zza della Gambarina 1, Alessandria, La Voce della Luna, Associazione di cultura cinematografica e umanistica, in collaborazione con FIC – Federazione Italiana Cineforum, propone, tra suggestioni letterarie e cinematografiche, un affascinante viaggio nel mondo delle Bad Girls e, in particolare, delle avvelenatrici seriali, con la presentazione del libro del dirigente scolatico e scrittore Roberto Grenna “Donne che uccidono: dieci storie di avvelenatrici” (Edizioni Epoké, 2022).
L’Autore dialogherà con Barbara Rossi, media educator, giornalista, saggista di cinema, e Patrizia Farello, psicopedagogista.
L’iniziativa, a ingresso libero, si svolge in collaborazione con l’Assessorato e la Consulta Pari Opportunità nell’ambito del Marzo Donna, nel rispetto dei protocolli sanitari vigenti.
Nell’immaginario collettivo contemporaneo, la figura del serial killer è sempre stata associata a un criminale di genere maschile, tanto è che, ancora oggi, le produzioni cinematografiche e letterarie raramente ci propongono una donna quale autrice di delitti seriali. Invece, le serial killer donne esistono, sono sempre esistite e di questa verità, oggi, hanno dovuto prenderne atto anche gli investigatori, i criminologi e, soprattutto, i profiler. Ma perché le donne non sono così famose come i loro “colleghi” uomini? Ce lo racconta Roberto Grenna, in un viaggio che dall’antica Roma arriva all’Oklahoma della seconda metà del 900’.
Roberto Grenna (Acqui Terme, 5 gennaio 1973) è un Dirigente Scolastico con l’hobby della scrittura. Figlio di studi scientifici, ha sempre amato leggere qualsiasi genere. Dopo aver vissuto alcune vite lavorative ha coltivato la sua passione completando il romanzo di formazione “Il fiume”, edito in self-publishing. A giugno 2019, per Milena Edizioni, un suo racconto dell’orrore intitolato “Tenebre dalla Cittadella” è entrato a far parte dell’antologia “24 a mezzanotte”. Per Edizioni Epoké ha pubblicato “Cadavere in via Cavour” (2021), primo libro della serie “Indagini di Provincia”. Nel maggio 2022 è uscito il suo nuovo romanzo, “Un angelo dagli occhi a mandorla”, per Algra Editore.
Info: lavoce.dellaluna@virgilio.it; FB: /Voce/Luna; Instagram: associazione_lavocedellaluna g
Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia. Presentiamo: Panico Panagi Hatzidaki BIOGRAFIA
È originario di Chania, Creta, con il cognome Hatzidaki. È nato a Famagosta nel 1965, ha attualmente 55 anni e vive a Larnaca, Cipro. Si è laureato all’American Academy and School of Painting di Cipro ed è anche uno storico con una formazione in storia antica, medievale e contemporanea.
Ha partecipato a oltre 40 mostre internazionali in America, Australia ed Europa. Ha esposto le sue opere in diversi musei, gallerie d’arte, Biennali e gallerie. È un pittore due volte premiato in tutto il mondo con le sue opere presenti in un gran numero di musei e gallerie nazionali, così come Ambasciate e Ministeri degli Esteri.
Le sue opere adornano il Ministero della Difesa di Atene, il Museo della Guerra, la Pinacoteca di Venezia in Italia, diversi musei a Cipro, le ambasciate d’Egitto e una Collezione Reale, tra gli altri. Inoltre, le sue opere sono presenti in tre musei con collezioni di dipinti del Rinascimento, oltre a collezioni private in tutto il mondo.
Il suo talento e l’approccio unico ai soggetti storici e agli stili pittorici gli hanno fatto guadagnare un riconoscimento precoce. Ha creato opere di vari generi, tra cui paesaggi, paesaggi marini, ritratti, astratti e arte moderna. Ha dipinto più battaglie terrestri di qualsiasi altro pittore greco. *** In the context of Biennale of International Hagiography / Iconography Awards 2023 – POETRY & ART
“He that hath two coats, I will give to him that hath not” Luke γ’11
The WRITERS CAPITAL FOUNDATION is proud to announce the Biennale of International Hagiography/Iconography Awards 2023 with an aim of highlighting hagiography instilling the Divine Word and the Love of Christ for man and the promotion of the art of Iconography.
We present : Panicos Panagi Hatzidaki Biography
He originates from Chania, Crete, with the surname Hatzidaki. He was born in Famagusta in 1965, is currently 55 years old, and lives in Larnaca, Cyprus. He is a graduate of the American Academy and School of Painting in Cyprus and is also a historian with a background in ancient, medieval, and contemporary history.
He has participated in over 40 international exhibitions across America, Australia, and Europe. He has showcased his works in several museums, art galleries, Biennales, and galleries. He is a twice-world-awarded painter with his works featured in a great number of museums and national galleries, as well as embassies and foreign ministries.
His works adorn the Ministry of Defense in Athens, the War Museum, the Art Gallery of Venice in Italy, several museums in Cyprus, the embassies of Egypt, and a Royal Collection, among others. Additionally, his works are featured in three museums with collections of Renaissance paintings, as well as private collections around the world.
His talent and unique approach to historical subjects and painting styles gained him early recognition. He has created works in various genres, including landscapes, seascapes, portraits, abstracts, and modern art. He has painted more land battles than any other Greek painter.
prorompere poi sgocciolare lungo i muri dei palazzoni Invadere la strada per spezzarne la noia innaffiare l’asfalto per farvi sbocciare Il garofano Fondere per rinascere Nuovo nel mondo color “terra” Abbasso la geometria! Sempre dritto, non c’è nulla, Dovunque c’è la vita che piange i propri amici morti su un letto di sapere. L’amore giace accanto a lei Con gli occhi stravolti, nella sua mente un ricordo; quello di un vero abbraccio quello d’un incendio sterile quello di un bambino nato morto che non vuole morire Questi campi, questi ruscelli… sono troppo belli, non posso separarmene! E si alza E se ne va E la vede L’abbraccia L’amore sorride e tutto si spegne
Febbraio il mese delle tragedie, forse non avvengono tutti i giorni? il terremoto, la guerra, la fame, la povertà, la speculazione, lo sfruttamento, la corruzione, lo sciacallaggio che ogni giorno avviene a scapito dei morti, ma anche dei vivi. Tutti ne parlano, tutti addolorati, tutti scandalizzati, tutti inalberati, ma solo a parole. Per i giornalisti l’ennesimo scoop di cui parlare. Tutti i tuttologi a giudicare, ma voi l’avete capita la tragedia vera?
Quella disperazione che è dentro le pieghe dell’anima, quella disperazione che ti fa aggrappare anche a un filo, e questo filo si spezza e poi non la vita, non la speranza, la morte che galleggia, un fiore reciso, i capelli come una corona di petali, quante lacrime prima di questo? Quante? Questi migranti affrontano prove durissime per nutrire la speranza, in casa loro non ce l’hanno, le risorse delle loro terre sfruttate dal potere dei soldi, oppure guadagnano talmente poco da non riuscire a sopravvivere, e anche noi che non capiamo e giudichiamo, non siamo tanto lontano da loro, visti i nostri stipendi da fame.
“Gli scafisti chiedevano 8mila euro a persona” avete idea cosa devono fare per racimolare questa cifra? nessuno si mette nei panni di questa gente, nessuno cammina con le loro scarpe, tragedie che si consumano ogni giorno e fondamentalmente non importano a nessuno. Tutto ciò che è successo è frutto di scelte politiche, scelte politiche di tutta l’ Europa, tutti siamo ” Ponzio Pilato che si lava le mani”, noi non siamo loro, noi non capiamo fino in fondo, facciamo spallucce, qualcuno sicuramente avrà detto ” se la sono meritata”. Io piango per tutti, per questa umanità senza umanità, questa umanità disumana senza anima, per tutti i bambini che non diventeranno uomini e donne, per tutti gli uomini e donne che credevano di dare una speranza alle loro famiglie e hanno trovato la morte.
Pubblico un articolo della mia amica blogger ” la farfalla della gentilezza” un blog meraviglioso da seguire e da leggere
Caro Italiano che stai al sicuro e all’asciutto in casa tua e ci spieghi che i migranti non devono partire.
Se tua figlia avesse smesso di andare a scuola solo perché è femmina;
Se tua moglie fosse sepolta dentro un burka;
Se tua sorella fosse morta di parto;
Se tu avessi perso il lavoro e i tuoi figli non avessero niente da mangiare;
Se tuo figlio avesse perso una gamba su una mina;
Se l’aspettativa di vita nel suo paese fosse tale per cui oggi tu non staresti qui con noi;
Se tua nipote fosse stata rapita e stuprata dai terroristi;
Se la tua casa fosse crollata e avessi perso tutto;
Se
Se
Se
Il tuo senso di responsabilità sicuramente ti avrebbe portato a combattere per migliorare la situazione nel tuo paese, come suggerisce un nostro Ministro.
Ma se invece non ci fossi riuscito?
Saresti rimasto lì ad aspettare il peggio? O avresti tentato l’ultima carta che ti rimane?
Prima di giudicare gli altri bisogna camminare nelle loro scarpe.
Ma tu dici che siamo diversi, perché così puoi negare agli altri gli stessi diritti tuoi.
Però su questo hai ragione: è vero che siamo diversi.
Da una parte ci sono gli esseri umani.
Dall’altra ci sono esseri cinici con una pietra sul cuore, convinti di essere i privilegiati padroni del mondo.
Noi non siamo loro e loro non sono noi, ma facciamo parte della stessa umanità, evidentemente però essere umani è una scelta e io questa scelta non la vedo
Così avrebbe detto di lei, ad un secolo circa dalla sua scomparsa, la famosa scrittrice Virginia Woolf, che la considerava “la prima o forse la seconda in ordine d’importanza e fama” nella storia del romanzo britannico.
In effetti, ad oltre due secoli dalla scomparsa di Jane Austen (spirata il 18 luglio del 1817 a soli 42 anni d’età) ben poco si sa di lei, anche perché la sorella Cassandra bruciò quasi tutte le lettere indirizzatele dalla stessa Jane, così contribuendo ad alimentare l’aura di mistero che ancora avvolge colei che è stata definita “la portavoce della borghesia”.
Certo è che “la sua breve vita fu singolarmente povera di eventi”, come affermò nel 1870 il suo primo biografo, il nipote Edward Austen.
Infatti, a parte qualche rara gita a Londra, non si allontanò mai dal sud dell’Inghilterra, dove nacque nel 1775 come secondogenita di George, pastore della Chiesa Anglicana, e di Cassandra Leigh, che insieme misero al mondo otto figli, di cui sei maschi e due femmine.
Dalla tranquilla Steventon, nello Hampshire, dove vide la luce nel 1775, seguì il padre nella città termale di Bath, molto alla moda in quegli anni perché frequentata da turisti al tempo stesso benestanti, frivoli e chiassosi, che a Jane risultavano particolarmente fastidiosi.
Proprio questa località ed umanità fanno da sfondo a tante scene dei suoi romanzi, in parte scritti nell’ancora esistente cottage di Chawton, villaggio dove Jane si trasferì insieme alla sorella e alla mamma nel 1809, dopo la morte del padre, in un’abitazione messale a disposizione dal fratello Edward, perché in quegli anni le donne non sposate come lei, per mantenere la loro rispettabilità di fronte al mondo, necessitavano della tutela di un parente maschio, non potendo lavorare e guadagnarsi da vivere da sole.
Fu pertanto l’altro fratello Frank a trattare per lei, con gli editori, la pubblicazione dei suoi romanzi a partire dal 1811, non essendo consentito a Jane di farlo in prima persona.
Il “piccolo mondo” antico in cui visse la sua tranquilla – comunque mai monotona – esistenza è il vero protagonista delle sue opere. Si tratta di un mondo ovattato, discreto, quasi ritagliato dal chiasso dell’altro mondo, ben più ampio e tuttavia lontano, in cui contemporaneamente in quasi tutta Europa si combatteva contro Napoleone.
In questo ambiente i personaggi creati dalla fertile immaginazione della Austen si muovono, gioiscono, soffrono, amano e – a volte – vengono respinti in un intreccio dove a caratteri introversi e taciturni fanno da contraltare altri chiassosi, buffi e finanche sguaiati, che compensano i silenzi dei primi.
Finisce così che i vari Bennet, Darcy, Thorpe, Musgrove e Bertran, con la loro variopinta umanità, ci risultano familiari, come se fossero i nostri vicini di casa.
Il capolavoro dell’autrice di “Ragione e Sentimento”, “Emma”, Mansfield Park”, “L’abbazia di Northanger” e “Persuasione”, rimane comunque “Pride and Prejudice” (“Orgoglio e Pregiudizio”) del 1813, romanzo dal quale sono state tratte numerose versioni cinematografiche.
In quest’opera la Austen descrive l’incontro-scontro fra Elizabeth Bennet, figlia di un gentiluomo di campagna, e Fitzwilliam Darcy, ricco e aristocratico proprietario terriero.
Sebbene i due paiano presi l’uno dall’altra, la vicenda è animata dalla forte contrapposizione, da un lato, dell’ “orgoglio” generato dal rango sociale e dalla fortuna, e del “pregiudizio” nei confronti dell’inferiorità sociale dei Bennet nutrito da Darcy e, dall’altro, ancora una volta dall’ “orgoglio” dell’autostima e il “pregiudizio” verso lo snobismo altrui, che animano Elizabeth.
A duecento anni dalla scomparsa, i numerosi lettori, prima ancora che la critica moderna, rimangono affascinati dalla capacita di Jane Austen di mettere a nudo la tragicomicità di vicende umane e contesti sociali apparentemente ordinari e circoscritti.
Accompagna questo scritto un fotogramma tratto dal film “Orgoglio e Pregiudizio”, 2005, con l’attrice Keira Knightley nei panni di Elizabeth e Matthew Macfeyden in quelli di Darcy.
Cronaca – Cultura Il prossimo 8 marzo cadrà, come ogni anno, la Giornata Internazionale della Donna.
Per richiamare l’attenzione su questo tema la Consulta Comunale Pari Opportunità di Alessandria, il Sindaco della Città e Assessore alle Pari Opportunità di Alessandria, Giorgio Abonante, e l’Amministrazione Comunale tutta promuovono il programma “Marzo Donna 2023”.
Si tratta di un progetto che prevede più di trenta appuntamenti, alcuni già iniziati il 24 febbraio scorso e che continueranno lungo tutto il mese di marzo e nei primi giorni di aprile.
Trovano posto iniziative fra loro differenti, ma legate da un unico filo conduttore. Mostre, testimonianze, spettacoli teatrali, concerti e seminari “racconteranno” il mondo femminile in ogni sua declinazione: una serie di eventi realizzati grazie alla collaborazione delle Associazioni culturali e delle Associazioni di genere, attivamente coinvolte nella Consulta Comunale Pari Opportunità.
“Marzo Donna 2023” si conferma dunque un importante “contenitore” in grado di creare una rete di partecipazione tra una molteplicità di autorevoli Soggetti locali che collaborano per coinvolgere l’intero territorio comunale sulla riflessione relativa alla promozione e al rafforzamento della figura della Donna in tutti i propri ambiti di vita.
Sono intervenute alla conferenza stampa di presentazione Vincenza Palermo, Presidente Consulta Comunale Pari Opportunità, Mimma Caligaris, Vicepresidente Consulta Comunale Pari Opportunità, Ivana Tripodi, Segretaria Consulta Comunale Pari Opportunità, la Consigliera Comunale Giulia Giustetto, delegata dal Sindaco per i rapporti con la Consulta, nonché molte Componenti della Consulta Comunale Pari Opportunità di Alessandria e diverse Rappresentanti delle Associazioni e dei Soggetti istituzionali coinvolti.
Di seguito i Soggetti complessivamente aderenti al programma “Marzo Donna 2023”
ACLI Sede Provinciale Alessandria
ADA (Associazione per i diritti degli anziani)
AIDM – Associazione Italiana Donne Medico – Sezione di Alessandria
BIOS – Associazione Donne Operate al Seno
Anteas AL-AT – Coordinamento Donne Cisl e Fnp Cisl AL-AT
Aps Cambalache
Aps Colibrì
Assefa Alessandria
Assessorato comunale al Commercio
Associazione Amici ed ex Allievi del Liceo Scientifico Galilei di Alessandria (progetto “I più fragili tra i più deboli”)
Associazione Attività e Commercio Quartiere Cristo in collaborazione con Associazioni, Istituti scolastici, Parrocchie, Commercianti del Quartiere Cristo
Associazione Don Angelo Campora
Associazione Esagono
Associazione SpazioIdea
Associazione Stampa Subalpina
Associazione Tessere Le Identità
Associazione Verso il Kurdistan
Avis Comunale Alessandria
Azimut Coop. Soc.
C.I.F. – Centro Italiano Femminile
CGIL
Galliano Chiara
Casavecchia Cinzia
Circolo Provinciale della Stampa
CISL
Club per l’UNESCO AL
Coldiretti Donne Impresa Alessandria
Confcommercio Alessandria e Terziario Donna Alessandria
Confesercenti
CSVAA
Cultura e Sviluppo
D.I.V.A
Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino
F.I.D.A.P.A. BPW Italy – Sezione di Alessandria
FIC Federazione Italiana Cineforum
Flp – Cse Alessandria
Fondazione Italiana Linfomi
Forza Italia Berlusconi Presidente
Fratelli d’Italia
GiULiA Giornaliste
Gruppo AMAG
l’Abbraccio odv
La Voce della Luna
Lega Salvini Piemonte
LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
me.dea
Movimento Civico per Alessandria
Museo e Ass. Amici del Museo Etnografico C’era una volta
Patrizia Longo
Ristorante Antico Cappelverde
S.A.O.M.S. di Capriata d’Orba
Sensual Dance Fit (SdF)
Soroptimist Club di Alessandria
Soroptimist International d’Italia club di AL
UIL
UISP – Comitato Territoriale di Alessandria e Asti
Un quadro dipinto con pennellate di delicata sensibilità che lasciano trasparire, anche attraverso il titolo metaforico, l’importanza di vivere consapevolmente la propria esistenza, cercando di conservare la voglia di essere se stessi. Le due sorelle, così finemente delineate dalla penna di Daniela Piu, si appropriano del loro spazio narrativo e danno alla luce due persone che hanno ben compreso il valore dei sentimenti e dei rapporti umani, mostrando i pensieri, i sogni e le emozioni che hanno caratterizzato il loro vissuto. Degna di nota la destrezza compositiva della scrittrice nell’adottare una narrazione fluida e scorrevole, pur trattando un argomento, la sofferenza e la morte, che induce ogni lettore a riflessioni profonde. Tuttavia, anche la morte, nel finale del racconto si connota di un significato inaspettato, proprio quando assume la leggerezza di un volo e si trasforma in una nuova vita. [Maria Rosaria Teni]
«Insegnare italiano alle medie è stato per me motivo di grande orgoglio, lo dico senza nessuna vanità. Tra l’altro non era un istituto qualunque, bensì la gloriosa numero Cinque. Gli alunni non mi hanno mai dato nessunissimo fastidio, anzi, stavano zitti e composti. Infatti mi ammiravano tutti. Quando ne incontro qualcuno per strada, che io mai riconosco tanto sono cambiati in peggio, non mancano di fermarmi per complimentarsi di quanto invecchio bene. Una volta, alla lavasecco, mi ha fermato una: “Buongiorno professoressa! Si ricorda di me?”
Io non me la ricordavo affatto, figurarsi.
“Sono stata sua alunna al Marconi. Ora insegno anch’io matematica, e ho adottato il suo metodo. L’ho aggiornato, ovviamente, l’ho avuta negli anni Settanta!”
Ho sbarrato gli occhi vedendola ridacchiare. Poi si è rivolta alla grossa tizia dietro il banco:” Eravamo tremendi! Gliene facevamo di tutti i colori alla professoressa”
I miei colleghi non solo mi ammiravano, ma addirittura hanno deciso all’unanimità di eleggermi vice-preside. Fortunatamente questo succedeva quattro anni prima che andassi in pensione, dato che la carica non era retribuita. Lavoravo il doppio per lo stesso stipendio. Il preside faceva in modo che mi occupassi io delle questioni più spinose, diceva sempre che lui era troppo irascibile. Ricorderò sempre quel giorno che il collega di inglese entrò nell’ufficio di presidenza in lacrime. Ovviamente c’ero io, perché il preside era occupato chissà dove. Aveva la testa e la giacca piene di palline di carta intrise di saliva, uno schifo! Si sedette, disperato, e disse che non sarebbe mai più riuscito a entrare in classe: i ragazzi erano scalmanati. Lo ripulii alla bell’e meglio, poi entrammo insieme. Nessuno fiatò. La mia presenza aveva riportato l’ordine senza bisogno di fare niente»
La voce fievole fu sopraffatta dal cinguettare degli uccelli, nella stanza entrò la luce dell’alba.
«Non riesco più a dormire per colpa dei dolori, mi fa male la mano. Forse dovrei tornare da quell’ortopedico che mi aveva consigliato di fare una lastra… ma poi la dottoressa ha detto che non c’era bisogno, ognuno dice la sua. Non c’era bisogno, non c’era bisogno, intanto sono io che non dormo, accidenti»
Seguita dalla luce del mattino arrivò la sorella, con un sontuoso mazzo di rose nostalgiche e ranuncoli sui toni dell’arancio. La seguii con lo sguardo mentre si avvicinava al vaso accanto alla finestra. Entrò nel bagno per riempirlo d’acqua, poi sistemò i fiori e si voltò verso di me con il viso accaldato dall’emozione. Aveva da un pezzo superato i trent’anni e le era rimasta, nel muoversi, la leggiadria di un’adolescente. Si avvicinò alla sorella e la baciò sulla fronte: sembrava la madre, tanto l’altra si era trasformata in uno strano bozzolo umano. Dopo averla guardata a lungo, venne verso di me col suo passo leggero.
«Com’è andata stanotte?»
«Tutto tranquillo, le ho aumentato un po’ la dose di morfina»
«Fra poco sarà tutto finito»
Mi alzai dalla poltrona per lasciarle il posto, la salutai e fu l’ultima volta che le vidi, le due sorelle. Seppi dalla collega del turno successivo che, alla fine di quella mattina, il bozzolo umano era morto. La sorella aveva sbrigato la faccenda con grande solerzia e si era dileguata.
Qualche mese dopo l’aveva incontrata nell’ufficio dell’amministrazione, sollecitata più volte era passata a consegnare dei documenti con grande ritardo. Si erano fermate a fare due chiacchiere, e la donna le aveva raccontato di essere rinata; disse proprio così: rinata. Aveva assistito la sorella per tanti di quegli anni… e ora che non c’era più aveva completamente cambiato vita. Per prima cosa aveva lasciato la cattedra di matematica allo Scientifico, conseguita subito dopo la laurea. D’altronde era stata obbligata dalla madre a scegliere la carriera dell’insegnamento. Lei, la madre, era stata insegnante a sua volta, ma di italiano alle medie. Fin da quando era piccola, le aveva agitato lo spauracchio della pensione, e alla fine l’aveva convinta a seguire le sue orme. Ma ora era tutto finito. Subito dopo il funerale della sorella si era iscritta al corso per piloti privati dell’ENAC, era in procinto di conseguire la licenza. Salutò la mia collega con un sorriso di gioia sulle labbra, e mentre si allontanava col suo passo leggero le disse: «La morte mi ha messo le ali!» Daniela Piu
George Anastasiadis partecipa con le sue opere d’arte alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale
Foto di George Anastasiadis
Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia. Presentiamo: George Anastasiadis
Breve biografia:
George Anastasiadis è nato a Salonicco l’11-11-1968. Lavora come fisioterapista in un centro pubblico di riabilitazione per disabili ma gli piace dipingere. È un pittore autodidatta. Dipinge automaticamente immagini che provengono dal subconscio. Nei suoi quadri si nascondono decine di simboli e messaggi. La pittura è una specie di confessione. È una comunicazione con il mondo, un deposito dell’anima dell’artista. In tutti i suoi quadri nasconde “un pezzettino dell’anima”. I suoi dipinti nascono dalla sua volontà interiore di trovare e migliorare se stesso, attraverso le sue ricerche filosofiche, razionali e metafisiche. Il suo obiettivo è il suo continuo sviluppo personale.
Titolo: “Battaglia eterna”, 2022 Materiali: Inchiostro Winsor & Newton e SAKURA Pigma su carta Schoeller. Dimensioni: 50 X 35 cm Descrizione:
I generali hanno schierato i battaglioni e la battaglia è iniziata secoli fa. L’uomo è posto al centro come causa del conflitto. In cima c’è Dio, come Creatore dell’Universo. È felice della sua creazione, ma allo stesso tempo rattristato dalla polemica scoppiata. La gioia che Dio prova con la creazione dell’uomo può essere paragonata a quella che prova un bambino. Allo stesso tempo, Dio è profondamente preoccupato di cosa fare con l’Uomo… Dio lascia che l’Uomo agisca con il libero arbitrio. La libertà è il bene supremo conferito all’uomo.
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In the context of Biennale of International Hagiography / Iconography Awards 2023 – POETRY & ART
“He that hath two coats, I will give to him that hath not” Luke γ’11
The WRITERS CAPITAL FOUNDATION is proud to announce the Biennale of International Hagiography/Iconography Awards 2023 with an aim of highlighting hagiography instilling the Divine Word and the Love of Christ for man and the promotion of the art of Iconography.
We present : George Anastasiadis
Short Bio: George Anastasiadis was born in Thessaloniki, on 11 – 11 – 1968.
He works as a physical therapist in a public rehabilitation center for the disabled but likes to paint. He is a self-taught painter. He automatically paints images that originate from the subconscious. Dozens of symbols and messages are hidden in his paintings. Painting is a kind of confession. It is a communication with the world, a deposit of the soul of the artist. In all his paintings he hides “a little piece of the soul”. His paintings come from his inner will to find and improve himself, through his philosophical, rational, and metaphysical quests. His goal is his continuous personal development.
Winsor & Newton and SAKURA Pigma ink on Schoeller paper.
Dimensions: 50 X 35 cm Description:
The generals have lined up the battalions and the battle has begun centuries ago. Man is placed at the center as the cause of the conflict. At the top is God, as Creator of the Universe. He is happy with his creation, but at the same time saddened by the controversy that has broken out. The joy God feels with the creation of Man can be compared to what a toddler feels. At the same time, God is deeply concerned about what to do with Man… God lets Man act with free will. Freedom is the supreme good bestowed upon man.
For a better picture, you are more than welcomed to download it from the following link :
FILIPPO PAPA UN MARZO 2023 DI EVENTI INTERNAZIONALI IN SPAGNA, TURCHIA E OLANDA
Filippo Papa, dopo il grande successo dei suoi eventi in giro per il globo nel 2022 e delle sue importanti collaborazioni, dalla “Fondazione Amedeo Modigliani” al “Ministero della Cultura della Tunisia”, ha in programma un marzo 2023 pieno di eventi internazionali per l’artista. Il primo in ordine di tempo sarà l’evento a Palma di Maiorca della “Writers Capital International Foundation” una live session presso la llibreria lluna sabato 4 marzo alle 11:30. Papa è uno dei due organizzatori visto il suo suolo di “Working committee for Italy” della fondazione insieme allo scrittore e artista Catalano Joan Josep Barcelo – chief advisor – coordinator – Spain. Rimandato invece l’evento della Turchia dal titolo “Art for Future” si doveva svolgere dal 6 al 12 marzo presso la “Kocaeli Fine Arts Gallery” patrocinato dal Ministero della Cultura e del Turismo e quello dell’educazione turchi. L’artista è stato scelto per presentare la sua opera fotografica inedita “Humanity,” anno 2012 che verrà venduta e il ricavato andrà in beneficenza ai terremotati della Turchia e della Siria. L’evento in Olanda dal titolo “Nomadic Canvases” si svolgerà dal 19 al 22 marzo presso la “DAM Gallery di Amsterdam” , Papa presenterà una delle sue opere fotografiche più emblematiche “Il Canto della Pietra 1”, anno 2017. Un’opera che immortala la Chiesa di Catania della Badia di Sant’Agata. L’artista ha utilizzato lo stile del bianco e nero in modo tale da far fuoriuscire l’architettura attraverso i forti contrasti che lo contraddistinguono, esaltando l’essenza stessa delle forme.
BIOGRAFIA Filippo Papa nato a Leonforte (EN) nel 1986 è un eclettico artista visivo siciliano che è stato inserito, fra gli esponenti più significativi del panorama artistico contemporaneo, all’interno delle due più importanti pubblicazioni editoriali italiane quali l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito De Agostini e il CAM Mondadori. Inoltre, è vincitore del premio Italia per la fotografia 2022. La sua arte trova la massima espressione spaziando tra la fotografia d’architettura – caratterizzata dal contatto col divino attraverso l’estrema sintetizzazione delle forme ottenuta dal bianco e nero e dai forti contrasti tra luci ed ombre – e la performance in cui il suo corpo è il protagonista, specchio delle sue molteplici sfaccettature intime e carnali. Il movimento diventa forza, i gesti omaggi a miti e artisti del passato. Una nuova visione metafisica che connette tempo e spazio creando linguaggi ibridi tra le varie forme d’arte. Per ulteriori informazioni Web: http://filippopapa.com/ mail: press@filippopapa.com
È che imbianco l’esistenza con il lavoro e con il soldo pronto a saldare ogni mese le fatture dei misfatti a puntellare i debiti con la bruttura costante e poi vedere quasi sentire che in me la bellezza c’è e intorno al mattino – che continui così continui perché io sia in piedi davanti a tante sberle di facce.
Canicross Italia CSEN in collaborazione con ASD Dog Trail Canicross Lecchese, con il Patrocinio del Comune di Primaluna e della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino Riviera, e del Parco Regionale della Grignia Settentrionale, organizzano l’ottavo campionato Nazionale Canicross Elite CSEN 2023 e il Secondo Canicross Esordienti CSEN 2023.
La gara è valida per i titoli di:
– Campioni Nazionali Assoluti Elite CSEN
– Campioni Nazionali di categoria Elite CSEN
– Categoria Esordienti CSEN
– Best Scooter 2 cani Open
– Campioni Microdog ( cani <45cm al garrese )
– Premio speciale “Spirit of the gam”
Trofeo Spirito Libero del Nord con le seguenti premiazioni:
– Canicross Nordic Breed Men
– Canicross Nordic Breed Women
– Bikejoring Nordic Breed Men
– Bikejoring Nordic Breed Women
– Scooter un cane Nordic Breed Men
– Scooter un cane Nordic Breed Women
– Scooter 2 cani Nordic Breed
I Cani Nordic Breed ( con o senza pedegree ) ad esempio:
Siberian Husky, Alaskan Malamute, Samoiedo, Greenland-dog, Canadian Eskimo dog, OldInut dog, ecc.
Nelle date 18 marzo e 19 marzo a Cortabbio-Primaluna (LC) a Cascina Trote Blu località Fregera si svolgerà il Campionato Nazionale di Canicross Italia CSEN.
Ci sarà anche la gara dedicata ai bambini, questo perché i cuccioli d’uomo sono il futuro di questo magnifico sport.
Per loro l’iscrizione è gratuita. Vale la pena di raggiungerci anche solo per assistere alla loro competizione. Come si sa per i piccoli vivere a fianco di un cane è molto importante perché li aiuta a crescere. Fare sport col proprio amico del cuore li tiene impegnati nel modo migliore e li fa diventare grandi facendo una vita sportiva all’aria aperta.
Il Campionato Nazionale di Canicross è la manifestazione più importante riguardante questo sport.
Il più grande evento Nazionale CSEN, pensato per riunire tutto il meraviglioso movimento del canicross italiano.
Gli atleti che vogliono competere per partecipare al Campionato Mondiale ICF che quest’anno si svolgerà in Germania devono partecipare a queste due gare cercando di dare il meglio di se e del proprio “quattrozampeeunacoda”.
Franco Quercia, responsabile Canicross Italia CSEN, ringrazia, a nome suo e dei suoi preziosi collaboratori, tutte le ASD che organizzano questi eventi, perché tutto quello che si vede nel giorno delle gare è frutto di impegno delle settimane che precedono la competizione. Molte volte questo aspetto non è percepito dagli atleti che sono concentrati sulla perfomance. Un immenso grazie cari organizzatori a nome mio e dei miei collaboratori che durante tutto l’anno dedicano gratuitamente gran parte del loro tempo per rendere questo sport sempre più visibile.
Il sito che ospiterà tutti gli atleti è ubicato nella bellissima Valsassina ricca di natura e di aria buona.
Questa lussureggiante valle è racchiusa tra il gruppo delle Grigne ad occidente, e il gruppo delle Alpi Orobie che a semicerchio da oriente a settentrione la separano dalle valli bergamasche e dalla Valtellina. Si collega al ramo lecchese del lago di Como grazie a due varchi uno a sud che collega questa valle con Lecco, l’altro a nord che permette la discesa su Bellano.
Il percorso, attentamente studiato dai nostri responsabili, è bellissimo e particolare, vario e divertente, a voi scoprirlo.
Si potrà soggiornare, sia in alberghi convenzionati, che in camper in spazi dedicati.
La Valsassina è anche conosciuta per le sue specialità gastronomiche quali: formaggi, polente, dolci e tante altre cose che potrete gustare nei locali del posto.
Inutile dire che vi aspettiamo numerosi accompagnati dai vostri “quattrozampeeunacoda”.
Articolo di Marina Donnarumma. 27 febbraio 2023, Roma
Il popolo del cielo
Il grande bambino soffia via pigramente i resti zuccherosi di defilate nuvole Sotto lo sguardo attento e vigile di mamma Luna, mentre stelle sbeffeggianti smoccolano l’indaco celeste di giallo polveroso e chiacchierone. Sera d’estate. Voci e rumori irrompono da lontano, nere rondini incorporee in cerca tra un balletto e l’altro, del proprio corpo sottile e trasmigrante. L’ineffabile trapunta siderale con un fare arrogante e inconsapevole ricopre l’intermittenza di vita e morte di affollate gradinate terrestri. Scarabocchio caduto dall’empireo per pochezza stilistica, noi siamo qua sotto di loro, distratti osservatori del perfetto. Io come tutti gli altri, perso in un’altra nebbiosa nuvoletta, fumetto speculare dei miei confusi e turbolenti pensieri, mentre un vuoto di stelle va perdendo l’appuntamento con l’eclissi della mia allegra malinconia. La notte imminente e ingorda ci lascia alle nostre voluttà, a scurirci e abbruttirci, ferma esplosione di crepe remote nel disegno terrestre che è stato smarrito. Mamma Luna tende la sua manina eterea e argentina mentre sgattaiolo tra i vicoli in cerca di un riparo Tra la magia di pietre antiche sempre giovani. Mi perdo fra la gente come tra le strade, labirinti di eterne tesi mai confermate ne confutate. Incantesimo mediterraneo che sfida il mio malumore, lascio che il tempo mi imbrigli in altre strettoie, fino a che mamma Luna rimanga l’unica, sostegno leggero di mille cittadelle umane fantasticherie, la sola presenza luminosa che sentinella il meta-confine tra il popolo del cielo e quello della terra. Cinzia Perrone.
Chi è il popolo del cielo? Forse siamo noi quando alziamo gli occhi nell’unica consolazione che non sia la luna e i nostri sogni?
Tutto quello che devi fare è scrivere una frase vera. Scrivi la frase più vera che conosci.
– Ernest Hemingway
Se c’è un libro che vorresti leggere, ma non è ancora stato scritto, allora devi scriverlo tu.
– Toni Morrison
Spesso mi domando cosa ci sia dentro l’anima di uno scrittore, forse un libro con tante pagine bianche da colmare. Cinzia Perrone, al suo attivo diversi libri, lei dice modestamente, non ne ho scritti tanti, ma io aggiungerei che un libro è un parto. Noi donne capiamo benissimo , conciliare la casa, la famiglia, il lavoro e poi ritagliarci un angolo dove abbiamo bisogno di riempire pagine bianche, aspettano solo di essere vergate, nero su bianco. La Perrone, un anima del sud, porta la sua solarità in un bellissimo paese delle Marche. La scrittura è frutto di studio e di lettura, uniti alla nostra fantasia e creatività. Non tutti possono essere scrittori, non serve sapere scrivere bene, bisogna saper comunicare, entrare nell’interesse delle persone. Se non hai tempo di leggere non hai il tempo (o gli strumenti) per scrivere.
– Stephen King
l’ ultimo libro di Cinzia Perrone. Mi fa piacere pubblicare la recensione di Alberto Barina Nota di lettura – Non ho dubbi nell’identificare le poesie che compongono “Popolo del cielo” di Cinzia Perrone, come poesie “resilienti” (del resto è anche il titolo di una delle liriche incluse nella silloge).Sono poesie che, forti del loro andamento prettamente narrativo e didascalico, entrano fin da subito in empatia con il lettore, ponendosi in un costante dialogo con quest’ultimo, in modo tale che lo stesso possa riconoscersi nel vissuto, nel racconto e in quel continuo interrogarsi e porsi domande che l’autrice non smette di fare a se stessa in primis. Dicevo che sono poesie “resilienti” dunque resistenti, e se per resilienza si intende quella capacità di affrontare e superare difficoltà ricostruendo un proprio tracciato, si potrebbe dire che la poesia e lo scrivere qui assume dunque un valore catartico, di “purificazione” e superamento delle proprie angosce e del malessere interiore. Perché il “rifugiarsi” nello scrivere per il poeta è la sola cosa (o forse una delle poche) che gli riesce bene. Riesce bene anche a Cinzia Perrone questo scrivere ed affondare la penna a trecentosessanta gradi, con coerenza e lucidità, affrontando varie tematiche a lei care, mettendo sempre in evidenza tra le priorità i sentimenti e gli stati d’animo dell’essere umano che hanno mille sfaccettature, nel bene e nel male, s’intende; proprio per questo il linguaggio talvolta si lascia piacevolmente andare ad atmosfere infantili come una sorta di cordone ombelicale mai spezzato in realtà, o si risolve in versi e composizioni in rima. Completa la raccolta una breve sezione dedicata a liriche scritte in dialetto napoletano, che oltre a restituire tutta la vivacità della parlata e della lingua napoletana, non manca di farsi celebrativa proprio della città stessa e di alcune usanze, come ad esempio quella di non poter rifiutare di prendere un caffè se ad invitarti è un amico… rifiutare sarebbe un gesto di scortesia, perché l’offrire un caffè è anzitutto un gesto di benevolenza ed amicizia. Anche la nostra autrice ci offre il suo lavoro, le sue liriche che chiedono di essere lette inducendo a riflettere su quella parte di noi stessi e delle nostre azioni che spesso, per poco tempo o per poca voglia, fatichiamo ad ascoltare e ad osservare con gli occhi interiori dell’anima. – Alberto Barina
Cinzia Perrone è nata a Napoli, ma vive a Jesi ormai da quindici anni circa. Qui ha ripreso la sua passione per la scrittura, cominciando a pubblicare qualche racconto o qualche poesia in varie raccolte. Poi ha deciso di andare oltre, pubblicando qualcosa di totalmente suo. Arriva così nell’aprile 2017 il suo esordio con il romanzo breve “Mai via da te”, pubblicato da Montedit editore e ora in seconda edizione con la PlaceBook Publishing. Sempre nel 2017, nel mese di novembre pubblica il suo secondo romanzo, “L’inatteso” con Del Bucchia Editore. Ha pubblicato inoltre nel 2018, una raccolta di racconti e poesie, “Annotazione a margine”, con la Lfa Publisher di Napoli. Ha anche iniziato a scrivere sul web e ha anche un suo blog personale, dove scrive articoli di argomenti vari e recensioni. Con la PlaceBook Publishing ha pubblicato anche “Vivi di sogni”, nel 2020, un romanzo di formazione, e “Il popolo del cielo”, nel 2021, una silloge poetica. Laureata in Giurisprudenza, felicemente sposata e madre di una ragazza di 17 anni, non poteva mancare nella sua vita un amico pelosetto, Leone, un dolcissimo meticcio di 12 kili.
Vorrei cominciare con una domanda. Chi è Cinzia Perrone, vorrei che tu mi parlassi di te come donna.
Cinzia Perrone in questo momento è principalmente una madre e questo ruolo traspare anche da quello che scrivo, mi riferisco in particolare sul mio romanzo “Vivi di sogni”, fatto di miei ricordi legati all’adolescenza ma anche della mia esperienza genitoriale. In generale sono una donna mite, ma se c’è da puntare i piedi, non mi tiro certo indietro; difendo sempre i miei principi e le mie convinzioni quando ne vale la pena e serve a qualcosa, altrimenti ho imparato a disinnescare, quando il gioco non vale la candela. Cerco di impegnarmi per quel che posso anche guardandomi intorno: le esperienze di volontariato che ho fatto mi hanno arricchito molto, come donna ma anche come scrittrice. Amo l’arte e la letteratura. Mi affascina il cinema, infatti sono una grande fruitrice di film e Serie tv; una mia ambizione sarebbe fare la sceneggiatrice. Mi piace anche il teatro, anche se ultimamente non ho potuto frequentarlo molto, e la musica; mio marito suona e mia figlia ha la passione del canto, come potrei esimermi.
Tu hai scritto diversi libri, quali di questi senti più tuo e perchè.
Tutto quello che scrivi è una tua creatura, non puoi non legarti a essa. Sono legata a tutti i miei libri, anche per motivazioni diverse. Certo l’esordio letterario è quello con cui hai compiuto il primo grande salto, ma “Vivi di sogni” rappresenta un po’ il mio mantra. Anche in ogni racconto o poesia che ho scritto c’è una goccia del mio sangue. Tralasciando l’aspetto qualitativo delle opere, l’affezione è verso ognuna di esse.
Tu oltre a scrivere racconti e romanzi, hai scritto anche due sillogi. Come si alterna una scrittrice, tra scrivere romanzi e poesie?
La poesia per me è qualcosa di sacro, non mi ritengo una poetessa, devo ammettere poi che sono più ferrata nelle tecniche di scrittura pe quanto riguarda la narrativa. Quindi il mio approccio alla poesia è più spontaneo, nasce dall’esigenza di un momento, non da ragionamenti, come può succedere scrivendo un racconto o un romanzo. Ricorro alla poesia raramente, non perché non mi piaccia, anzi, ma perché quando scrivi poesia deve essere per qualcosa di importante, di raro, è come un istante che vuoi bloccare nell’anima; non puoi sprecare la poesia, sarebbe uno sterile verseggiare, questo è almeno il mio pensiero. Visto che è così viscerale, amo molto scrivere poesie con la lingua del cuore, il mio dialetto.
Ogni scrittore ha il sogno di diventare famoso: Certo scriviamo con il piacere di farlo, anche sperando di piacere agli altri. Spiegami come è difficile questo mondo per te
Penso che non sia difficile solo per me. Viviamo in un tempo dove tutti scrivono e pochi leggono, ma teniamo duro pieni di speranza. Famosa proprio no, diciamo che anche un piccolo pubblico che ti appezza è gratificante. Di solito per non rimanere delusa cerco di abbassare le aspettative, così se succede qualcosa di bello gioisci il doppio. Come quest’anno che ho vinto un premio con un mio romanzo inedito, che dovrebbe uscire a breve.
Grazie Cinzia Perrone.
Attese
L’alternanza di speranza e sconforto mi pregiudica l’anima, la natura spaventosamente bella e la sua immensa vastità mi confonde nell’illusione di una vita nuova restituita al suo equilibrio instabile, mentre sommessamente mi affido allo spirito che governa il mondo.
Pagine bianche di un destino già compiuto appaiono da lontano dietro bagliori di speranza quasi fuoco che accende la passione. La definitiva coerenza di un superbo e arrogante egocentrismo si arrenderà a una voce eterea che rende insolente ogni pensiero.
Il silenzio mi permette di ascoltare la coscienza rumorosa, riordinando i rimasugli di una romantica esistenza perduta. Cauti passi, qualche bisbiglio, rapidi sguardi che spaziano. Il tempo della ricerca del cambiamento lascerà il posto all’azione.
Le regole del caos daranno il giusto assetto ad ogni cosa ripristinando l’ordine innato nel convenzionale spazio temporale, e la collocazione transitoria del mio viaggiare disorganizzato dovrà soddisfare le pretese e le remore del tracciato itinerario.
Cinzia Perrone dal ”Popolo del cielo”
Nero fuori
La notte placa inesorabilmente ogni dolore. Lenta narcosi al malessere diurno metti fine. Dolente giorno arrivi puntuale e rompi sogni; dimenticanze arretrano di fronte al quotidiano. Ma riprendere il solito cammino a volte giova; lontano splende un sole che ristora il giorno nuovo, e con un balzo sale in cielo e poi discende piano. Ritorna buio, copre il manto scuro mille affanni. Cinzia Perrone dal ”Popolo del cielo”
Roma 27 febbraio 2023. Articolo di Marina Donnarumma
Riascoltando Arnold Schoenberg: Verklarte Nacht ……
“Notte trasfigurata chi guida chi guida la notte prima che cada il vento?”
“sfreccia la mia leggenda nel bosco del tuo nome: voce le mani chiamano nell’ansia che ci accorda”
-“…dimmi ti prego dove fuggi così supina e arcata dopo aver lasciato la vetta e le tue mani sembrano parlarti cosa pensi vagando in quegli abbandoni immensi?“
–“chiodo di fiamma è l’inquietudine con cui ti guardo l’anima e spodestare l’infinito nell’incavo delle mani è tenerezza quando il respiro fuma i nostri baci fiatano nell’aria”.
Oltre il sipario del vento
assaporo
un senso incredibile di vuoto
Paia infrangersi
sulla nudità del pensiero
distante assai dalla morfina blu d’un cielo.
E nella percezione monocorde
d’un tacito istante
traballano lemmi di colori.
Inseguono un destriero
che galoppi
in slarghi del deserto
sull' impronta d’un miraggio
incollato allo sguardo
nella cadenza d’anni luce
dalle voci di labbra
che ridono nel frivolo mormorio del fiume…
@Silvia De Angelis
Qui tra i muri è freddo la rabbia non ha più nulla di sexy né toast da offrire Come in un quadro di Max Ernst gira gente che ha scambiato la scarpa della madre per la sciarpa e se l’è appesa al collo: vanno tutti in cerca della propria pazzia la coscienza non abita più la parola
Interrompi la voglia di arrenderti, la paura costante di non riuscire Interrompi il dolore all’interno del petto e torna indietro nei desideri più semplici. Interrompi il passato perché ora non ti merita più. Abbandona l’idea di essere inferiore. Abbandona l’invidia, che cerca sempre di entrare. Interrompi… L’aborto è forse l’opzione migliore e certamente porterà pace al cuore. Aborto, non di un feto o di una vita… ma cose che in nessun modo dovrebbero più essere vissute. Tante cose da abortire che non resti più niente, ma che rimanga la semplicità e il coraggio di percorrere nuove strade. Che rimanga la pace e la volontà di essere migliori, non migliori degli altri, ma migliori di te! Che il rispetto regni, senza avere uno scopo. Perché rispettare gli altri è rispettare se stessi. Ah…. E quando il coraggio viene meno… Abbi fede e sii la tua versione migliore, apprezza la vita, ma apprezzala giustamente. Abbi cura di ciò che è tuo, proteggi il tuo cuore perché in tutta l’esistenza non c’è mai stata una creazione così rara… E quando apparirà la paura, credimi, non sarà così difficile…. Il cambiamento è necessario e la metamorfosi è irreversibile…