IN MONFERRATO E’ TEMPO DI RACCOGLIERE LE MORE SELVATICHE DI ROVO, di Silvia Gario

IN MONFERRATO E’ TEMPO DI RACCOGLIERE LE MORE SELVATICHE DI ROVO di Silvia Gario

Date: 4 agosto 2022Author: Silvia Gario

Ad Agosto e Settembre maturano le more, i neri e dolcissimi frutti del rubus fruticosus, il comune rovo che cresce spontaneo sulle nostre colline, nei luoghi selvatici ed abbandonati, ai lati dei sentieri di campagna in un inestricabile groviglio di rami, abbarbicandosi alle altre piante.

Immagine di Silvia Gario

Mi sovvengono le estati passate in cascina a raccogliere more, una consuetudine attesa e scandita nei gesti quasi come un rito: si partiva in bicicletta, con ceste e cestini sistemati un po’ ovunque, destinazione un sentiero nascosto ai margini di un boschetto selvatico, un edificio diroccato, un terreno abbandonato.

Era una gioia raccogliere i piccoli e succosi frutti per poi portarli, esultante del ricco bottino, alla nonna che provvedeva a trasformarli in marmellate e succhi.

Questi deliziosi frutti sono conosciuti da secoli come alleati preziosi della salute: hanno grandi qualità antiossidanti, perché contengono moltissime antocianine e flavonoidi ed inoltre sono diuretiche, dissetanti e depurative, sono ricchissime di vitamina C e vitamina A, contengono acido folico ed aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza, ma utilissime anche ai bambini ed agli anziani.

Un tempo della pianta si utilizzavano anche radici e foglie, per le loro qualità antiemorragiche, antibatteriche ed antivirali, ancora adesso molto usate in erboristeria.

Foto di ♡♡ Julita ♡♡ da Pixabay

La pianta della mora, il rovo selvatico, è inoltre una risorsa per le api in tempo di fioritura, ed una fonte di cibo per gli animali selvatici durante la fruttificazione.

Anticamente i rovi di spine venivano usati per delimitare i confini delle proprietà, creando delle barriere naturali invalicabili.

Poiché le more sono difficili da trovare in commercio perché facilmente deperibili e piuttosto costose, dato che la raccolta viene fatta a mano, il mio suggerimento è di programmare una bella gita (muniti di cestino) in Monferrato, per venire a raccoglierle direttamente e gustarle ancora fresche o portarle a casa ed utilizzarle per una confettura o per degli ottimi centrifugati: unendo al piacere di un trekking sulle splendide colline Monferrine, immergendovi nella natura, il sapore del frugare fra i cespugli alla scoperta, lungo il cammino, di gustose prelibatezze, prezioso regalo, buone da consumare sul posto con sapienza così come natura le ha fatte o da conservare in barattolo.

Mi raccomando: raccoglietele quando sono nere e morbide, quando sprigionano il massimo del loro sapore.

Silvia Gario

Publishing Flower. Casa Editrice non a pagamento, di Ilaria Marconicchio

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Ilaria Marconicchio

Ilaria Marconicchio è nata il 31 Ottobre 2001, nel Rione Sanità di Napoli. Ha 20 anni, e nella sua vita ha avuto poche cose in cui credere, e restando sempre chiusa in casa si è focalizzata molto sulla sua crescita personale. All’età di 12 anni era già sopraffatta da tante emozioni negative, e grazie a un educatore ha scoperto che trascivere ciò che si prova su un diario rende tutto più semplice.

E così fece, rendendo lui l’unica persona partecipe dei suoi segreti. Le fece notare che nella scrittura era molto empatica e che rendeva le scene molto sentite così, provando a scrivere un piccolo racconto, le diede la conferma. E si appassionò fino a scrivere un libro all’età di 18 anni. Un libro che racconta la vita di una ragazzina che voleva solo una cosa: amarsi. Ma non ci riusciva per una società cruda e ben ferma a degli standard di bellezza che ai tempi non credeva le appartenessero.

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Casa Editrice

Dopo qualche mese lo fece togliere dalla vendita, ma è presente online ancora la pagina del prodotto non disponibile. Nel corso degli anni la passione per i libri diventa un’ossessione, addirittura ne leggeva 3 al giorno, con massimo 300 pagine l’uno. Sapeva come funzionava una Casa Editrice, che dava all’autore dall’8% al 10% e magari non dava la possibilità a tutti di essere pubblicati o di crescere come autori… motivo per cui nell’agosto 2021 ha fondato la Publishing Flower,: Casa Editrice non a pagamento di cui nome proviene dalla sua passione per i libri e per le rose.Casa Editrice

Non solo pubblica qualsiasi genere, ma dà il 30% dei guadagni e, se un autore viene valutato in maniera negativa dal team di valutazione, lo aiuta personalmente a migliorare il suo libro per poterlo riproporre a lei, o a un’altra Casa Editrice. Per se stessa questa realtà Editoriale non solo è una seconda casa, ma è la sua seconda famiglia perché vuole unire gli autori, vuole che si aiutino a vicenda e vuole accontentarli in tutto ciò che serve per renderli soddisfatti del loro libro e della loro pubblicazione, perché si sente complice del loro modo di agire nei suoi confronti: si sente rispettata, la ritengono come una loro amica e riceve da molte autrici davvero molte attenzioni.

Non c’è gente che ha creduto in lei, ma vorrebbe dimostrare che invece con un po’ di sano impegno le cose possono andare sempre per il verso giusto. Il suo quartiere viene ritenuto spesso arido per i pochi sogni che ci sono, il poco futuro che aspetta a ogni ragazzo che cresce con una certa educazione, ma vorrebbe dimostrare, ancora, che ci sono dei fiori che germogliano in mezzo alle crepe.

Ha studiato per aprire anche un sito web, nel novembre 2021, su cui ha creato una community e l’ha reso un secondo lavoro, in cui aiuta emotivamente le persone che le scrivono addirittura in privato. Qual è uno dei suoi desideri, e motivo per cui vuole farsi conoscere? Ha attestati di scrittura, seo specialist, editor, correttore di bozze, grafico pubblicitario e, a breve, apprenderà anche la lingua inglese per avere maggiore cultura.

Il motivo di tutti questi corsi? Desidera aiutare chi non riesce a comprendere cosa voglia dalla vita, dal suo futuro, così da mostrargli le varietà di mestieri che ci sono, oltre quelli manuali che già conosciamo. E magari fargli apprendere le stesse cose che conosce lei.

Non ritiene che siano chissà quante qualifiche, ma ha 20 anni e crede di riuscire sicuramente a fare di meglio, ma per ora i suoi desideri sono quelli di aiutare il prossimo per il suo futuro, mostrandogli varie possibilità di carriera (Non servono soldi, perché per lei non ha prezzo la soddisfazione che proverebbe nell’aiutare qualcuno) e far crescere la sua realtà editoriale per dare agli autori la possibilità di credere nei loro romanzi, e che ogni lavoro può sempre essere migliorato. Ma con lei non si sentiranno mai soli.

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Agenzia ANSA

@Agenzia_Ansa

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate. 

I media statali trasmettono dei filmati che mostrano le alluvioni nei pressi della capitale #ANSA 

Val d’Orcia e Bagno Vignoni (Siena), Dario Menicucci

Val d’Orcia e Bagno Vignoni (Siena)

La Val d’Orcia è un’ampia valle situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, due dei quali molto noti come Pienza e Montalcino.

Albero caratteristico il cipresso, cibi e vini tipici i Pici, i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del vino DOC Orcia.

Comuni

I comuni che costituiscono il Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia sono i cinque comuni senesi di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia. Altri centri importanti sono frazioni dei sei comuni: Contignano, Monticchiello, Bagno Vignoni, Rocca d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Bagni San Filippo, Vivo d’Orcia. Hanno parte del loro territorio nella Val d’Orcia, anche se non fanno parte del parco, Sarteano, con la frazione di Castiglioncello del Trinoro, e Castel del Piano in provincia di Grosseto con le frazioni di Montenero d’Orcia e Montegiovi. Moltissime aziende agrituristiche, case rurali e rocche con impervie torri si disperdono nell’isolato e tranquillo paesaggio. Ai confini della valle si trovano Montepulciano e

Chianciano.

Patrimonio dell’Umanità

La valle è anche un importante parco, naturale, artistico e culturale, e dal 2 luglio 2004 è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, per lo stato di conservazione eccellente del panorama, così come prodotto da un’intelligente opera di antropizzazione, il quale ha avuto una notevole influenza su molti artisti del Rinascimento. La commissione ha così giustificato l’inserimento nella lista:

L’area naturale protetta

Alla protezione dell’UNESCO si somma la protezione italiana come Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) “Val d’Orcia” dal 1999, su una superficie di 18.500 ettari. In parte compreso nell’ANPIL si trova anche il sito di interesse regionale, proposto come sito di importanza comunitaria (pSIC), “Cono vulcanico del Monte Amiata” .

All’interno dell’area naturale sono da segnalare anche i celebri cipressi di San Quirico d’Orcia.

Cono vulcanico del Monte Amiata

Il cono vulcanico del Monte Amiata è caratterizzato da un paesaggio alto montano con matrice forestale continua. I principali elementi di criticità interni al sito sono:

Pratiche selvicolturali che inducono un abbassamento dei livelli di naturalità.

Presenza, sino alla vetta, di impianti turistici (soprattutto sciistici) e della relativa viabilità; ne conseguono elevati carichi turistici invernali ed estivi, l’antropizzazione e la frammentazione degli habitat, il disturbo alla fauna, l’inquinamento delle acque, la diffusione di piante appartenenti a specie o ecotipi non locali, con rischio di inquinamento genetico, e l’innesco di fenomeni erosivi.

Turismo

La Val d’Orcia è un territorio ad elevato interesse turistico grazie alle peculiarità storico-paesaggistiche nonché a borghi caratteristici come San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Particolarmente sviluppato è anche il turismo eno-gastronomico.

L’intera area è un’importante punto di transito per gli itinerari di pellegrinaggio che tutt’oggi ripercorrono l’antica Via Francigena. Da alcuni anni il territorio della Val d’Orcia è stato particolarmente valorizzato grazie alla riscoperta ed alla valorizzazione di un turismo particolare legato alla ferrovia.

Tramite la riscoperta di antiche linee storiche non più attive per il servizio regolare come l’Asciano-Monte Antico e l’esecuzione di treni storici a vapore, il territorio è stato reso ancora più fruibile e raggiungibile con un diverso approccio che vede appunto il treno come mezzo di trasporto utile alla valorizzazione del territorio ed alla salvaguardia di un patrimonio ferroviario ed architettonico altrimenti destinato all’oblio ed al deperimento.

BAGNO VIGNONI

E’ una frazione del comune italiano di San Quirico d’Orcia, nella provincia di Siena, in Toscana.

Il villaggio è situato in Val d’Orcia, nelle vicinanze della via Francigena. Le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali.

Monumenti e luoghi d’interesse

Al centro del borgo si trova la “piazza delle sorgenti”, una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Fin dall’epoca degli etruschi e poi dei romani – come testimoniano i numerosi reperti archeologici – le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come papa Pio II, Caterina da Siena, Lorenzo de’ Medici e tanti artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura.

Le acque che fuoriescono dalla vasca termale si dirigono verso la ripida scarpata del Parco naturale dei Mulini; vi si trovano quattro mulini medievali scavati nella roccia che furono importanti per l’economia locale in quanto la perenne sorgente termale garantiva il loro funzionamento anche in estate, quando gli altri mulini della zona erano fermi a causa dei fiumi in secca.

Dario Menicucci

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Pier Carlo Lava – Social Media Manager

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