UNO SPIRITO DECISO, di Silvia De Angelis

Nella piana di Amarna  il faraone Onuris ama stabilire la sua elegante residenza, indiscussa, naturalmente per solidità ed eleganza.Infatti è immersa in ampi e verdi cortili rettangolari, ravvivati dal turchino d’una piscina in cui sguazzano pesci  variopinti, alla mercè di vistose piante acquatiche.
L’atmosfera vivacissima nelle ore del giorno, si tinge di mistero, nelle ore del buio, velato di sussulti  e aliti arcani , che rendono ancora più intriganti i  respiri di quegli ambienti.
E’ Nefret  la ragazza enigmatica, che da qualche giorno s’addentra fra le stanze della suntuosa dimora e Onuris, che  ne ha notato la presenza, per l’indicibile bellezza , cerca di sondare il terreno, circa notizie che la riguardano,rimanendo il più possibile nell’anonimato.
L’entourage del sommo, rende noto allo stesso,che la donna è una delle ancelle addette al controllo delle stanze e al riordino dei papiri, riguardanti  trame ataviche e tracce di mappe astronomiche, in corso di aggiornamento.
In una sera particolare, in cui l’acqua del Nilo è bassa, e un vento di tramontana fa sentire il suo sibilo, fino all’udito di Onuris, questi si sente pervaso da un incomprensibile inquietudine, che rende agitate e schiuse le sue palpebre….come se una invincibile contrasto, gli impedisse un sonno tranquillo…
Il re, allora, si avvicina al tavolo per bere una morbida tisana, che col suo calore renderà più facile il rilassamento delle ore notturne….ma quando cerca di allungare il braccio, per afferrare la bevanda,  una mano, lo trattiene,accarezzandolo con dolcezza, e con voce suadente. Narra di essere lo spirito di Isis, la figlia morta dopo poche ore dalla nascita. L’eterea fanciulla, afferma, di voler incarnarsi in una delle donne che si addentrano nella residenza, per riprendere, il posto e l’autorità che le spettano, e che le sono sfuggite di mano per la morte prematura.
Onuris è quanto mai sbigottito, per l’incredibile evento, e certo che si tratti di un’allucinazione, si corica, cercando di non dare importanza all’accaduto. Isis insiste, e sedendosi accanto al padre, inizia a parlargli con un tono quasi trascendente, indicando in Nefret, la persona in cui lei immedesimerà il suo spirito.
All’alba il faraone si sofferma con gli scribi per delle missive importanti, quando ecco comparire, bellissima, negli abiti smaglianti, Nefret….subito Onuris torna col pensiero a quanto accaduto la sera prima, ma cerca di convincersi, che ha sognato e chiede udienza alla donna non appena lui avrà congedato gli amanuensi.
Nefret è ragazza dolcissima, e affascinante, e il re è quasi rapito dal suo raffinato porsi e  dalla sua voce aggraziata,mentre lei  lo aggiorna sul significato di complicati geroglifici, riportati sugli antichi papiri.
Ma inaspettatamente, mentre la donna sta esprimendo il suo dire, muta il timbro di voce, assumendone un  altro, assai cupo e velato, e iniziando a muoversi  lentamente… indi si rivolge al sovrano in modo del tutto anomalo,  facendo chiaramente capire che non è altri che Isis, che si è introdotta nel corpo di Nefret, prendendone le  sembianze.
La ragazza fa capire chiaramente al padre che intende portare avanti, in modo definivo, la situazione, ma cercherà di non farlo intendere, al resto dei presenti, nella regia dimora.
Il suo scopo è quello di riappropriarsi di una vita, che le è stata negata sul nascere, per via di una malformazione…ma il suo spirito ha continuato a vivere ed è carico di energia.
Il sovrano è sconcertato, dalla rivelazione di Isis, e molto pensieroso si rivolge, al sacerdote, suo fedele consigliere, e amico,per avere un parere sulla situazione e su che tipo di atteggiamento assumere per l'occasione.
Naturalmente il religioso rende noto al sovrano che nessuno si può impossessare della vita d’un'altra creatura, tanto più che ormai sia stato designato alla tenebra, quindi dona al re un manoscritto, con una formula, che il sovrano dovrà recitare, alla presenza di Isis, per farla tornare nella dimensione remota da cui è venuta.
Così, suo malgrado, e molto combattuto, Onuris decide di optare per la soluzione proposta dal religioso, e non appena Isis è alla sua presenza, recita “il dictat” per farle lasciare il corpo di Nefret…immediatamente la ragazza inizia a tremare, poi innalza un acuto gemito e cade a terra svenuta.
Soccorsa e curata dai medici, dopo molte ore, riprende conoscenza e con grande sollievo del re, la ragazza ha la voce  di Nefret, che è ritornata perfettamente lucida nel suo corpo.
Trascorrono molti giorni e non ve ne è uno in cui  Onuris non pensi a Isis e le dedichi  profondi pensieri affettuosi, anche se fortemente rammaricato per le sue decisioni.
Ma è in un dì fatale, durante un viaggio del faraone sul  Nilo, che d’un tratto, il fiume comincia ad agitarsi e ad elevare  onde altissime, che fanno sobbalzare l’imbarcazione…l’equipaggio precipita rovinosamente in acqua, ed è quel punto che si sente la voce di Isis inferocita, perché è stata fatta tornare, contro la sua volontà, dove non c’è luce, e, per vendetta, attirerà  nella tenebra lo spirito paterno e quello di Nefret, perché soffrano in eterno nella dimensione del buio e  della solitudine.


@Silvia De Angelis

QUELLE DIFFERENZE, di Silvia De Angelis

Talvolta, capita, di trovarsi a parlare con persone che la pensano, in modo diverso, dal nostro iter mentale.

Ascoltiamo il loro colloquiare, intensamente, e non possiamo fare a meno, dentro noi, di constatare che abbiamo dei punti di vista di tutt’altro tipo.

Se intendiamo non intavolare una discussione, che infine potrebbe diventare imbarazzante, annuiamo in silenzio, con un sorrisetto, altrimenti iniziamo un’accesa polemica, che in realtà non porterebbe a buoni risultati, in quanto ognuno, certamente, rimarrebbe della propria opinione.

Ma i motivi di queste diverse osservazioni, della mente, dipendono da una serie infinita di motivazioni: dall’educazione ricevuta in ambito familiare, dalle frequentazioni, dalla cultura, dall’esperienza.

Sono principalmente tutti questi fattori, a modellare la personalità di un individuo, che poi si trova a dover agire in una società collettiva, non facile da gestire, per le precarie situazioni che presenta, a tutti i livelli, nell’epoca che ci ospita.

Sarebbe consigliabile, anche se non sempre si riesce nell’intento, di essere carichi di una certa dose di positività, che dà manforte, in qualsiasi momento complicato, e di tanta  pazienza, per riuscire a raggiungere gli scopi prefissati.

In una società avanzata tecnologicamente, e velocissima, è necessario essere sempre aggiornati per stare al passo con le varie esigenze del quotidiano, cercando di estrapolarne, le cose migliori, e lasciando da parte tutto ciò che è dispendioso e non pratico.

Infine anche se il nostro interlocutore ha idee contrastanti con il nostro pensiero,  evitiamo di colpevolizzarlo, ma accettiamo bonariamente, il suo punto di vista, perché in realtà essere dissimili rende congruo l’andamento della società.

@Silvia De Angelis 

https://silviadeangelis4.blogspot.com/

VITA ‘NFAME, di Silvia De Angelis

 

Er fato cià l’occhi bene aperti

e sa sempre ‘n do annà a corpì.

Se la pia co’ ‘e persone più debboli

forze perché  a quelle è più facile

fa’ perde er senno de ‘a raggione.

Lui se guarda  bbene ‘ntorno

e quanno trova  quarcuno che barcolla

nun fa artro che medità

come  fallo cascà per tera

così nun ze riarza più.

Ma l’individuo più ‘nteliggente

che sa er fatto suo

je fa ‘no sberleffo

e se aripija tutta l’energia

che cià  drento

pe’ camminà a testa arta

ne ‘a  vita ‘nfame che te vo’ affossà.

@Silvia De Angelis 2020

VITA INFAME (traduzione)

Il fato ha gli occhi bene aperti

e sa sempre dove andare a colpire.

Se la prende con le persone più deboli

forse perché a quelle è più facile

far perdere il senno della ragione.

Lui si guarda bene intorno

e quando trova qualcuno che barcolla

non fa altro che meditare

come farlo cadere in terra

così non si rialza più.

Ma l’individuo intelligente

che sa il fatto suo

gli fa uno sberleffo

e si riprende tutta l’energia

che ha dentro

per camminare a testa alta

in questa vita che ti vuole affossare

UN’ORA IN MENO, di Silvia De Angelis

Rimbalzi di luce
muovono andature lievi
su orizzonte limbico
d’un tempo breve.
Impiccioliti giorni
esuli d’ore ombrose
arroventano la dizione
di giungle quotidiane
alla mercè di latitudini accorciate.
Sibili di mare giacciono
in un assordante letargo
in attesa di successi a venire.
Un lampo di genio
riposto nel vicolo
non duplica occasione di lumi
dispersi nel binario omologato.
@Silvia De Angelis 

L’ABBRACCIO

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Flebili paradigmi d’ombre
svicolano sull’angolo di luce
nell’arco che congiunge gli estremi.
Muta la parabola del barlume
in un eccesso di sfumature.
Nasce un inedito gioco di lucori e oscuri
ove prevale un’illusoria forgia
per veicolare l’immaginoso
in un sogno in-credibile
solidale con la pastosità dell’attimo
che evochi con forza
l’abbraccio di vita e morte….
@Silvia De Angelis 



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STRAPIOMBO D’AMORE, di Silvia De Angelis

Quando il calpestìo del silenzio

si fa forte nei pensieri

mi impiglio

nel cosmo del tuo sguardo

disperso nel rumore alieno della vita

Ne odi l’increspare denso

senza farne tacere

l’andirivieni insoluto

Vorrei esserti rondine

allora

tracciando un semicerchio d’autunno

Scivolare poi sul tuo bavero chiuso

per sussurrarti d’ali

dolcemente tese

alla convulsa ricerca

d’uno strapiombo d’amore

@Silvia De Angelis

Postato 17th December 2016 da silvia de angelis

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NEL CIELO CERCATO

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Irriverente la sagoma del mattino
nell’alone d’un indefinito malessere
coniugato in un bizzarro menù
nell’evasione del buio.
Lontana dal parafrasare capriole
annuso fior di magnolia
distinti dall’essenza di vigna
tipica di giorni d’uva.
Lievi contorni di luce nella mano
raccontano di trame scontrose
in un pressappoco di nubi
galleggianti in un far di vento
che le accorpi in un aquilone fluttuante
simbolo d’un ipotetico sogno
borbottante
nel fondo d’un cielo cercato…
@Silvia De Angelis 

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LA RAPINA, di Silvia De Angelis

Lavorava come cubista in un locale alla moda, Miriam, per mantenersi gli studi all’università e il tempo a sua disposizione, per vivere la vita, era davvero pochissimo, visti i vari impegni che la prendevano.
Una ragazza davvero volenterosa, e sempre aggiornatissima sugli eventi del globo, per avere una visione obiettiva sulle eventuali mete da raggiungere.
Una sera tarda, mentre si sta cambiando nel suo camerino del Prince (è questo il nome del locale ove lavora) trova vicino alla specchiera un voluminoso mazzo di rose rosse, accompagnate da un biglietto. Curiosissima di conoscere il latore di quel profumato pensiero,  avvicina le narici ai fiori per coglierne, a pieno, l’essenza….ma poco dopo sviene, stordita da quella malefica fragranza.
Si risveglia, legata e imbavagliata, in un luogo buio e sconosciuto. Tenta di allentare le corde che le cingono i polsi, ma senza risultato. Improvvisamente uno sconosciuto, mascherato, si pone di fronte a lei, osservandola con attenzione e, imboccandola, le dà del cibo per nutrirsi e dell’acqua da bere. Miriam si divincola e fa capire di volere una spiegazione per quanto le sta capitando ma la persona si rifiuta di parlare, e se ne va sbattendo l’uscio, di quell’angusto e semibuio locale.
Trascorre qualche giorno e gli eventi si ripetono sempre uguali. Ma una sera l’enigmatico rapitore decide di parlare, e rivolgendosi alla sventurata ragazza, le dice di essere un suo fratellastro non riconosciuto dal padre della donna e di trovarsi in una precaria situazione economica.
Sta progettando di effettuare una rapina in banca, e vuole avere come complice Miriam, che se rifiuterà la collaborazione sarà uccisa.
Miriam è sbigottita, e impaurita, da questa inaspettata e pericolosa situazione, quindi decide di sottostare alle richieste dell’uomo, per salvarsi almeno la vita.
Nei giorni successivi Paolo (questo è il nome del fratellastro della ragazza) cerca di delineare un preciso piano per la rapina da fare con Miriam,  minacciandola anche di non intralciare quanto sarà pattuito, perché, in quel caso, la donna, pagherebbe drammatiche conseguenze.
La banca in questione è una piccola filiale d’un’altra sede importante, e si trova in una strada piuttosto deserta, quindi anche se venisse dato l’allarme ci vorrebbe più tempo per raggiungerla, da parte della polizia.
Arriva il fatidico giorno, Miriam cerca di tenere bene in mente quanto le è stato detto da Paolo e giunta insieme a lui, all’entrata della banca, con una maschera sul volto, segue le direttive del fratello, che con arma in pugno, minaccia  i pochi  malcapitati (impiegati e pubblico). La donna tremante ha in mano una bisaccia nella quale l’uomo getta nervosamente le banconote, che raccatta con velocità dalle varie casse, per poi uscire alla svelta, dalla piccola filiale, e saltare insieme a Miriam, su una potente moto .
Raggiunto il nascondiglio Paolo, si rivolge alla sorellastra facendole pesare tutto il suo livore, per non aver avuto una situazione familiare affettiva, come è giusto che sia, e di essersi sempre trovato in una situazione disastrosa ,lavorativamente. Quindi allontana la sorella, minacciandola con violenza, se le fosse venuto in mente di denunciarlo all’autorità pubblica.
La ragazza, sfinita, torna a casa, usando le chiavi di riserva, lasciate sotto lo zerbino dell’appartamento.
Un lungo sonno ristoratore la ripaga, almeno in parte, da quella inaspettata esperienza, e ascoltati i vari messaggi impressi nella segreteria telefonica, riprende i contatti col suo mondo.
Passa qualche mese ,e una sera mentre sta eseguendo il suo spettacolo sexy sul cubo, intravede Paolo, che la osserva, con un particolare interesse.
L’uomo raggiunge la ragazza nel camerino e con un fare molto deciso confessa alla stessa di essersi inventato la storia del fratellastro, di non essere assolutamente parente della ragazza, e di averla coinvolta nel furto, perché aveva intuito che era una donna forte e disinvolta….quindi, in conclusione, avrebbe avuto piacere di avere una storia d’amore con lei……
La ragazza si dimostra lusingata e accetta le avance di Paolo, ma dopo poco tempo arriva una volante della Polizia che arresta l’uomo…..
Miriam aveva sempre con sé un piccolo registratore, e sapendo, che prima o poi Paolo, si sarebbe fatto vivo con lei, non aspettava che incastrarlo!
@Silvia De Angelis 



MAUSOLEO OSSARIO GARIBALDINO, di Silvia De Angelis

Mausoleo Ossario Garibaldino

Il Mausoleo Ossario Garibaldino sorge nel quartiere del Gianicolo, poco distante dal Fontanone e dalla Passeggiata del Gianicolo, oltre che alla Chiesa di San Pietro in Montorio.

E’ stato retto nella località nota come Colle del Pino, luogo in cui tra fine aprile ed inizio luglio del 1849 avvenne l’ultima difesa della Repubblica Romana, capeggiata da Giuseppe Garibaldi: tutto il Gianicolo è tempestato di ricordi e onorificenze alla memoria sua e dei suoi seguaci, per volere suo e del figlio Menotti, promotori di un progetto di raccolta dei corpi dei patrioti caduti e di degna sepoltura proprio nel cuore di questo quartiere romano.

Il Mausoleo Ossario Garibaldino, voluto fortemente dagli eredi dello stesso Garibaldi, è il culmine di tale progetto, affidato all’architetto Giovanni Jacobucci e inaugurato a novembre del 1941, con l’obiettivo esatto di accogliere i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale, negli anni che vanno dal 1849 al 1870.

Mausoleo Ossario Garibaldino

Mausoleo Ossario Garibaldino

Il Mausoleo appare come un rettangolo recintato, quasi interamente costruito in travertino con tre archi su ogni lato, rialzati da una gradinata. Al centro dell’opera è posto un altare in granito rosso con figure allegoriche che richiamano l’impero romano. Agli angoli si trovano quattro bracieri di bronzo (accesi in occasione di ricorrenze particolari) sorretti da altrettanti piedistalli in travertino, su cui sono ricordate le battaglie più significative per la liberazione di Roma.

Dal retro del quadriportico si accede al Sacrario, chiuso da un grande portale di bronzo, al cui interno sono ricordati i nomi dei caduti e sono conservati i pochi resti, per lo più anonimi, che sono stati rinvenuti. Posto d’onore, in un sarcofago addossato ad una parete del sacrario, hanno le spoglie di Goffredo Mameli, poeta genovese ferito a morte proprio sul Gianicolo, famoso per aver scritto l’Inno d’Italia.

Mausoleo Ossario Garibaldino: informazioni utili

Il Museo si trova in via Giuseppe Garibaldi, 29.
E’ visitabile, gratuitamente, tutti i giovedì dalle 10:30 alle 12:30.(WEB)

LIFE, di Silvia De Angelis

 

Una smisurata pagina nel bagliore della vita.

Pulsa di riti immaginosi

nei rintocchi lievi o nefasti

d’una memoria che scivoli a perdifiato

spogliando sfumature di comete

celate sul bordo d’un’apnea illimitata.

S’ammansisce al crepuscolo

sullo scialle mobile di fioca luce

lasciando cadere asperità e contrasti

sul bordo esiguo d’una foglia accartocciata.

@Silvia De Angelis

UN’IMPREVEDIBILE CROCIERA, di Silvia De Angelis

Sono amici da molto tempo, ma col passare del tempo si sono perduti di vista.
E’ una comitiva di vecchia data, che nei tempi del liceo e dell’università ha avuto una assidua frequentazione, che ha portato all’avvento di  storie sentimentali, litigi, abbandoni, ritorni…insomma come succede nelle migliori famiglie.
Ora del gruppo sono rimasti loro Luciana e Pino, Paola e Franco, amorevolmente accoppiati e con tanta voglia di vivere. Decidono di incontrarsi a una cena , per ricordare i tempi andati e  intrattenere insieme momenti spensierati.
Durante il ritrovo Luciana che è sempre la più intrigante, propone di intraprendere un viaggio ,visto che s’avvicina il periodo estivo ed una bella vacanza non può che riaffermare  empatie di vecchia data.
E non c’è niente di meglio che una splendida crociera nel Mediterraneo, visto  che la nave offre tantissime distrazioni ed anche l’opportunità di soffermarsi in località diverse.
Sono tutti d’accordo, e per le metà di giugno, salpano dal porto di Genova con una meganave attrezzatissima per l’occasione.
Luciana e Pino sono una coppia sfiziosa, che ama sempre l’originalità, abbinata ad una dose  di narcisismo personale, e pensano già, di sfoggiare il loro fare estroso, indossando abiti particolarmente vistosi. Lei è una donna molto affascinante ed affabile, di carattere estroverso…il compagno invece è taciturno.
Paola e Franco sono due individui litigiosi, maniacali dell’ordine e della pulizia. Si notano per la sobrietà nell’abbigliamento e l’eleganza.
Pieni d’entusiasmo iniziano la loro vita sulla nave, cercando di conoscere i vari punti di ritrovo e interessandosi di tutte le iniziative che questo tipo di vacanza riserva agli ospiti.
La sera stessa il Capitano offre il coctail  di benvenuto, a cui partecipa anche una parte dell’equipaggio, e Luciana già è al centro dell’attenzione per il suo splendido fascino, causando le gelosie di Paola che fin dai tempi adolescenziali  rimaneva in ombra.
Dopo qualche giorno, i quattro amici, si sono ambientati perfettamente sulla nave e ne conoscono a menadito la struttura, frequentando il cinema, la sala da ballo, la piscina ed i ristoranti, variegati.
Di sera la brezza marina è molto invitante e spesso si soffermano, sul ponte, ricordando attimi del passato e particolari episodi che hanno coinvolto le loro vite.
Paola è sempre la più romantica e sembra quasi commuoversi in quel tornare indietro nel tempo, tanto che una sera, particolarmente emozionata, si scusa e si ritira nella sua stanza, mentre gli altri rimangono a chiacchierare .
Si è fatto tardi  ed i tre amici si salutano per la buonanotte.
Quando Franco rientra nella cabina ha una terribile sorpresa Paola è riversa sul pavimento in una pozza di sangue, ormai priva di vita. Avverte il capitano, viene dato l’allarme e subito avvertita la Polizia.
L’ispettore di Polizia fa i rilevamenti in loco e non trova particolari tracce, o armi, che possano in qualche modo far risalire a degli indizi specifici.
La situazione è complessa ed il tempo trascorre senza che si giunga ad una risolutiva conclusione.
L’ispettore di polizia ha notato, durante gli accertamenti, che un mozzo della nave(si chiama Mario) ha un fare sospettoso.Decide di tenerlo sott’occhio. Infatti  si introduce nel suo alloggio personale e vi trova il portafoglio di Paola ed i suoi preziosi.
Decide a questo punto di  interrogarlo, per poterlo inchiodare, ed arrivare alla sua colpevolezza di omicidio.
Il colloquio fra i due è drammatico, e Mario ad un certo punto, ha un malore ed è costretto ad interrompere la requisitoria. Sarà ripresa il giorno successivo…ma Mario, che era sotto custodia cautelare, viene trovato soffocato , col volto chiuso in un sacchetto di plastica….
Le indagini ,a questo punto, si complicano notevolmente e l’ispettore cerca di riassumere con criterio tutto l’avvenuto, analizzando gli indizi in suo possesso, che inevitabilmente riconducono a Franco, che corrotto il mozzo Mario, lo aveva costretto ad uccidere sua moglie Paola…
Ma Franco durante la notte è fuggito su una scialuppa, per altre rotte,e  sarà quasi impossibile raggiungere il suo percorso fuggitivo….

@Silvia De Angelis

QUEL VOLO PER PIETROBURGO, di Silvia De Angelis

Federico ha deciso di prendersi un periodo di riposo dal suo estenuante lavoro d’agente segreto, o per meglio dire di vera e propria spia, che svolge alla DIA.
E’ stanchissimo di dover intraprendere missioni pericolose, anche se molto ben retribuite ….e poi quel continuo “giramondo” che non dà tregua, è stressantissimo.
Ebbene si,  ogni tanto rilassarsi fa bene, riposare e vivere l’andare di vita, da un’ottica completamente diversa.
La compagna di Federico (Penelope) è una bella ragazza, che svolge il lavoro di interprete, presso l’aeroporto di Malpensa, ed è felicissima che “il suo uomo” abbia deciso di dedicarle maggior tempo e attenzione.
In una calda sera d’agosto, i due si trovano in un elegante ristorante alla moda, gustando un piatto tipico del locale, quando improvvisamente, un losco individuo, si avvicina, al loro tavolo, intimando di seguirlo con la minaccia d’un’arma.
Presi alla sprovvista, i due fidanzati, si vedono costretti ad ubbidire a quell’insulso ordine che li conduce, poi, all’interno d’un autovettura, che sfreccia a tutta velocità. 
Si ritrovano storditi, e imbavagliati in uno scantinato semibuio. Un tavolo vicino a loro, con una brocca d’acqua irraggiungibile, aumenta la loro sete.
Federico fa di tutto per tranquillizzare, con sguardi e qualche mormorio, la ragazza, visibilmente impaurita dall’imprevista situazione che li ha coinvolti.
L’uomo suppone, che alla base del loro rapimento, vi sia una futura  contrattazione per  un evolutissimo computer, in grado di percepire anticipatamente lo sviluppo, nel corpo umano, di qualsiasi malattia o virus.
Federico, a un tratto, sente lo scandire di passi e cerca di far rumore, battendo con forza i piedi in terra ed ecco introdursi, da una minuscola grata, una piccola mano.
Il nostro protagonista cerca di fare ancora più rumore, e gli appare lo sguardo
d’un bambino. Con tutta la sua disperazione, l’uomo, prova a mostrare di essere legato, e cerca di avvicinarsi alla sua compagna, per far capire al piccolo, che sono in due ad essere prigionieri.
Trascorre qualche altro giorno, ma non succede nulla e la speranza che il bambino possa aver dato un qualsiasi allarme, vanifica nel nulla.
La fortuna sembra girare dalla parte dei nostri prigionieri, infatti Federico sente un
rumore greve sul pavimento….è un coltello precipitato dallo spiraglio da cui entra
anche la luce del giorno. Velocissimo, l’uomo, fa di tutto per afferrarlo, e dopo qualche sforzo, andato a male, riesce nel suo faticoso intento.
Riesce a liberare sé stesso, e la sua compagna, e dopo aver segato i perni della grata,
quasi consumata della finestra, riesce a penetrarvi e a sgattaiolare all’aria aperta.
I due fuggono all’impazzata, senza rendersi ne anche conto, della località in cui si trovano, ma nei pressi trovano un taxi e dànno le indicazioni per tornare a casa.
Il conducente dell’auto, purtroppo, sembra avere altre intenzioni…infatti, minacciandoli, con un’arma, intima loro di scendere, e li conduce in un seminterrato.
Appare loro un tipo poco raccomandabile, che interroga Federico sull’esistenza,
di quel certo server, in grado di captare in anticipo l’esistenza di malattia e dove
esso sia reperibile. Inaspettatamente Penelope spruzza lo spray al peperoncino
sui due uomini, che, storditi cadono a terra, e nostri prigionieri riescono ancora
a darsi alla fuga.
Finalmente dopo le varie peripezie la coppia riesce a raggiungere l’abitazione
di Federico, che stanchissimo invita la compagna, a riposare, dopo le spiacevoli
disavventure.
Il mattino seguente, il nostro agente segreto, sbigottito, non trova la presenza
di Penelope, e dopo averla cercata per l’intero appartamento, nota che è stata
aperta la cassaforte, contenente  i carteggi segreti sulla costituzione del
nuovo server sulle malattie.
Furioso si reca a casa della donna, ma di lei non vi sono tracce. D’istinto si reca
all’aeroporto per vedere se Penelope, è in attesa di prendere un volo, e fuggire
verso la Russia che la ripagherà profumatamente in cambio dei preziosi  dati.
Alle informazioni dell’aeroporto gli viene comunicato che la donna ha preso un
volo per Pietroburgo qualche ora prima…
Purtroppo gli studiosi, e i tecnici, si vedranno costretti e rielaborare completamente i presupposti, e tutti  gli elementi relativi alla costruzione di quella sofisticata macchina, perché l’aereo, ove viaggiava Penelope, è stato vittima di un attentato ed è precipitato nell’oceano.
@Silvia De Angelis








TRE IMPORTANTI BLOG CURATI DA PIER CARLO LAVA, di Silvia De Angelis

Un modo costruttivo, e creativo, quello di Pier Carlo Lava ex direttore vendite e marketing, quello di interessarsi vivamente alle problematiche di Alessandria la sua città natale, illustrandole e inviandole alle varie autorità comunali del luogo con i relativi suggerimenti alfine di sollecitarne la soluzione.  

Cosa non semplice, ma che in qualche modo sottolinea, con insistenza, i vari disagi cui sono sottoposti i cittadini, sempre in attesa di miglioramenti dell’habitat ove trascorrono la loro vita.

Ma non si ferma qui l’attività di Lava… diventa blogger attivissimo, con la creazione sul web, di tre importanti blog: “ALESSANDRIA TODAY” https://alessandria.today/ “Alessandria online”

https://alessandriaonline.com/ e “ ALESSANDRIA POST” https://piercarlolava.blogspot.com/ nei quali  oltre a dialogare sulle tematiche della città di Alessandria, si parla di tutti quegli avvenimenti artistici e folcloristici che ruotano intorno all’urbe e non solo.

Cenni di politica, pubblicazione di poesie di autori vari e avvenimenti d’attualità riguardanti il nostro paese, contribuiscono a dare una grande visibilità alle due testate, sempre aggiornatissime sul web.

Molti autori si sono uniti a questa iniziativa mettendo in evidenza le loro variegate opere, sui due blog, che nel giro di poco tempo, hanno raggiunto tantissime letture, per il grande interesse che hanno suscitato i vari articoli contenuti nelle pagine.

Dunque facciamo i nostri complimenti a questo instancabile blogger, che giornalmente riesce a catturare la nostra attenzione con i suoi avvincenti post.

@Silvia De Angelis

Leggi post di cultura, società, territorio e ambiente ai seguenti link: 

https://deangelisilvia.blogspot.com/?m=1

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

https://alessandria.today/

https://alessandriaonline.com/

SU PORI APERTI, di Silvia De Angelis

Iridi metalliche e svilite

sul bordo d’una scarpata aliena.

Lascia trapelare mosse sfinenti

d’oscure carature

su viale ottuso.

Spilli di pioggia

perforano il tocco di libellula

nel sogno esausto.

E’ un monosillabo alla vita

a dare nuovo impulso a fiori di mimosa.

Lasciano azzittire il giallo

per esprimere la profumazione nuda

su pori aperti

a un’inedita rassegna

che impazzi su rumori

e fuochi ardenti alla finestra…

@Silvia De Angelis

Leggi altro su: https://alessandria.today/

Leggi altro su: https://alessandriaonline.com/

Momenti di poesia. NELLO SGUARDO DENUDATO

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Incursione collettiva di gente
sulla parodia d’un mare
privo del sogno levigato d’un caleidoscopio.
Ambigua la moria di predilette telline
scippate sul nascere d’un rantolo d’onda.
Si fa timida la replica d’un volo asimmetrico
recitato da un gabbiano solitario
alla ricerca d’un indennizzo
per mete dissestate dal suo habitat.
Nella tempra di messaggi inclementi
nel coro della quotidianità
si rincorre un apice scorretto
abboccato a chiaroscuri incerti
che s’approprino di luce
nello sguardo denudato….
@Silvia De Angelis 

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