Controluce: lo spirito di fine anno…

Date: 30 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 30 dicembre 2022. Roma

Oggi è 30 dicembre, un anno praticamente finito, un anno dove l’inflazione ha galoppato non solo a ritmo sostenuto, ma sta in bella corsa, ovviamente il traguardo non contempla la vittoria, ma lo sfinimento e la morte del cavallo.


Tutti parlano di tutto, tutti hanno la soluzione, tutti tuttologi esperti, laureti in quella facoltà dove si studia per obnubilare la gente. Mi viene in mente che è d’obbligo fare gli auguri, allora potrei cominciare con la pandemia, che ci ha spossato fisicamente e psicologicamente, a tutte le persone che hanno in fallimento le loro attività, che comunque sono protestati e con il fiato sul collo dello stato rapace.

A tutto un mondo di persone che sono rimaste senza lavoro, alle serrande chiuse, alle tasse che non finiranno mai di pagare e di contro l’esclusione totale a fare altro. Auguri a tutte le banche che fanno i loro interessi, si prendono gli interessi, leccano il culo ai ricchi e prendono a calci i poveri. Auguri ai poveri che non ce la faranno mai, perchè è giusto che siano destinati a sparire per sempre. Auguri a tutte le categorie che non hanno voce, auguri a tutte la corruzione che viaggia spedita in ogni ufficio, che sottrae milioni di euro e poi i disgraziati sono i poveracci che si arrabbattano per campare. Auguri a tutti quelli che prendono 600 800 euro al mese, che non ce la fanno ad avere una vita, non possono pagare un affitto, una macchina, e lavorano almeno 10 ore al giorno, senza che siano pagati gli straordinari. Auguri agli stipendi che non aumentano mai, ma il costo della vita è giusto che aumenti a dismisura. Auguri alle tasse che ci attanagliano, ci stringono, ci strangolano e a tutti quelli che si sono suicidati per la situazione economica

Auguri ai due clochard che hanno avuto una figlia e l’ hanno data in adozione perchè vivono per strada, auguri a chi non ha una casa e vive con la famiglia in macchina.

Auguri a chi muore di fame e sotto le bombe, alle donne uccise e negate per un velo, auguri a tutte le donne che non possono studiare.


Auguri a chi è malato e non ha soldi e non si può curare, auguri a tutta l’ingiustizia che regna e regnerà. Auguri a tutti quelli che hanno pagato una rata in ritardo e non si potranno permettere le rate di qualsiasi cosa. Auguri ai ragazzi che finiscono in carcere, che prendono farmaci per calmarsi e per dormire, auguri quindi a questa società di merda che non si domanda perchè c’è stato lo sbaglio, ma solo la punizione. A proposito non sapete che la permanenza in carcere si paga? Ebbene si, quando qualcuno si fa un periodo in carcere deve pagare le spese allo stato. Auguri a tutti gli imbonitori e alle false promesse, auguri al degrado della scuola e dei valori morali. Auguri a tutti quelli che bullizzano e continueranno a farlo indisturbati. Auguri a quelli che scrivono ” propio” invece di proprio, e a quelli che fanno della lingua italiana un infame minestrone. Auguri a tutti talk show monnezza, dove litigano, si insultano, e sono un ottimo esempio. Auguri a tutta la classe politica corrotta, che non sa come si vive nella normalità, che non sanno quanto costa una spesa, che hanno ville, barche, jet privati e di tutto di più.

Auguri alle foreste deforestate, bruciate, ai mari, fiumi ogni corso d’acqua inquinato, intossicato, impoverito. Auguri a tutti i mistificatori, mercificatori di sentimenti, ai narcisisti che invadono il mondo, ai trafficanti d’organi e degli esseri umani, agli spacciatori, agli assassini, agli adoratori del ”dio denaro”, ai papponi e alle prostitute, a tutti quelli che degli uomini fanno carne da macello. Auguri ai barboni sotto i ponti, agli immigrati che scappano dal degrado della loro terra, che contiene grandi ricchezze sfruttate dall’occidente.

Auguri ai ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre piu poveri, chi ha fame, sete e non frega un bel niente a nessuno. Auguri alle false parole vomitate da finti buonisti, che saccheggiano, approfittano di onlus a scapito dei disperati. Potrei continuare all’infinito, sicuramente ho scordato qualcosa e qualcuno si salva, ad esempio la povera terra, devastata, calpestata, rovinata dall’animale più avido, crudele, pericoloso ” l’uomo”.


Auguri a chi non ha voce, agli invisibili, a quelli che si svegliano la mattina all’addiaccio, tra l’indifferenza del mondo, auguri a chi è ancora capace di amare, e lo fa con il cuore.

Quindi auguri a chi il cuore ce l’ha, pochi di sicuro, ma sono i portatori di speranza. Auguri a chi crede ancora nei sogni, anche se non potrà realizzarli e auguri a chi i sogni non ce li ha, troppo occupati ad infilarsi nelle miniere di cobalto e lavorano 12 ore al giorno senza avere quasi da mangiare. Auguri a chi fa la guerra per un pezzo di terra, a tutte i mercanti d’armi che si ingrassano sulla morte. Auguri a chi muore, a chi morrà per una verità. Auguri ai grandi della terra, che in realtà sono piccoli e meschini Auguri a tutti noi, che possiamo essere orgogliosi di tutto quello che abbiamo fatto e facciamo. Auguri perchè ogni anno non cambia nulla, che siamo ad un passo dall’abisso, auguri al vicino a cui se vivi muori non importa. Auguri all’amore, alla carità, alla compassione, alla misericordia che sicuramente pochi hanno, che dire? L’amore salverebbe il mondo, ma beato chi ci crede.


Buon fine anno e buon inizio a tutti.

Articolo di Marina Donnarumma Roma 30 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 23 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 23 dicembre 2022

Quando ho adottato i miei animali 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛sapevo bene a cosa andavo incontro😬. Sapevo che mi sarebbero costati un botto per dar loro cibo 🥣appropriato alle loro esigenze. Sapevo che dovevo spendere denaro💵 per il veterinario. Sapevo che la loro vita sarebbe durata un soffio😭. Sapevo che dovevo accudirli sino alla loro dipartita🌅. Sapevo che avrei dovuto accompagnarli sul ponte🌈 dell’arcobaleno e spesso essere io a decidere🤔😅 per loro, intravedere la strada per il loro bene anche se😭!!! Sapevo che avrei dovuto raccogliere i loro escrementi💩, lavarli se si rotolavano nella 💩. Sapevo che dovevo dedicare molto tempo per farli divertire🤣, devo dire però che mi diverto anche io a vivere libera in mezzo alla natura🥀🌹💐🌲🌳🍀. Sapevo che quando organizzavo le vacanze dovevo andare in luoghi dove sono accettati i cani 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺. Sapevo che dovevo lavare🚿, dopo averlo spazzato🧹, il pavimento tutte le mattine, pulire le loro ciotole, riempire quelle vuote di acqua🚿, rinunciare a leggere perché i gatti si sdraiano sul libro o sulla tastiera🎹 del computer, avere sempre e comunque gli abiti🎽👖👕 pieni di peli, fare ingoiare la pastiglia💊 a rischio di graffi, sapevo…… Quando decidete di adottare o acquistare un cane o un gatto pensateci molto, molto, molto bene. Se non ve la sentite, dopo aver considerato tutti i contro che sono davvero tanti, lasciate perdere perché un animale in casa è membro della famiglia e come tale và considerato. Non c’è niente di male a non avere cani e gatti 🐕‍🦺🐈‍⬛ con voi, c’è di male a scaricarli come rifiuti 😈dopo averli illusi di avere una famiglia . #sguardoanimalediflaviasironi #flaviasironi #sguardoanimale #camminacolcane #canifelici #caniliberi #canile #canili #gatti #gattile #gattidiinstagram #gattineri #gattorosso #gattonero #canidiinstagram

Havana 🐕‍🦺 Rosso 🐕‍🦺 Stampella 🐕‍🦺 Sandokan 🐕‍🦺 augurano a tutti gli amanti dei “quattrozampeeunacoda” un sereno Natale e un felice anno nuovo, ricchi di cose positive, tante adozioni di cani e gatti 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛ e una lunga felice vita a tutti i volontari del mondo.

Articolo di Flavia Sironi 23 dicembre 2022

CULTURA

Controluce: c’ era una volta…

Date: 23 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 23 Dicembre 2022.

La piccola fiammiferaia è una fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1848, nel quinto volume di Nye Eventyr (Nuove fiabe).

Ogni anno me la racconto, ogni anno la ricordo, ogni anno la racconto agli altri.

Mi ricordo mia nonna, con la crocchia stretta, aveva dei capelli lunghissimi, il suo enorme grembiule a quadri rosso, i suoi occhialetti, la poltrona dove si appisolava oppure sferruzzava, ma in occasione del Natale, prendeva il suo libro di fiabe e ci raccontava ” la piccola fiammiferaia”, quando imparammo a leggere, a turno la leggevamo, io ero l’unica a non esserci mai riuscita, quando arrivavo al primo fiammifero piangevo copiosamente. Questa cosa mi è rimasta e continuo a piangere, penso a chi non ha fatto nulla per la piccola, il passo frettoloso… Penso ai bambini che invece di stare sotto un albero a scartare i regali, sono nei campi profughi a morire di freddo, penso ai bambini nascosti nelle cantine per difendersi dalle bombe. I bambini che lavorano , che vengono stuprati, bambini che vengono venduti, bambini poveri, bambini tristi, bambini malati, bambini bullizzati, bambini assassinati.

Natale vuol dire nascita, non solo del bambino Gesù, ma dovrebbe anche essere la nostra nascita, per trasformarci in persone migliori, sensibile, empatiche. Amare è la parola magica, amare è la parola che risolve, amare è Natale. Questi ultimi anni sono stati duri per tutti, ed hanno tirato fuori la parte peggiore dell’umanità. Cosa siamo? siamo buoni e cattivi, nessuno è perfetto, la perfezione non la possediamo, però possiamo avere qualcosa a disposizione di tutti, l’amore, la nascita spirituale, non solo ricordiamo Gesù, ma ricordiamo che tutti noi possiamo fare, possiamo volere, con amore, con il cuore, ed è tutto completamente gratuito. BUON NATALE A TUTTI

La piccola fiammiferaia    

   

di H. C. Andersen

Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote. La bambina aveva molta fame e molto freddo. Sui suoi lunghi capelli biondi cadevano i fiocchi di neve mentre tutte le finestre erano illuminate e i profumi degli arrosti si diffondevano nella strada; era l’ultimo giorno dell’anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo, fra due case. Il freddo l’assaliva sempre più. Non osava ritornarsene a casa senza un soldo, perché il padre l’avrebbe picchiata. Per riscaldarsi le dita congelate, prese un fiammifero dalla scatola e crac! Lo strofinò contro il muro. Si accese una fiamma calda e brillante. Si accese una luce bizzarra, alla bambina sembrò di vedere una stufa di rame luccicante nella quale bruciavano alcuni ceppi. Avvicinò i suoi piedini al fuoco… ma la fiamma si spense e la stufa scomparve. La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola ricoperta da una bianca tovaglia sulla quale erano sistemati piatti deliziosi, decorati graziosamente. Un’oca arrosto le strizzò l’occhio e subito si diresse verso di lei. La bambina le tese le mani… ma la visione scomparve quando si spense il fiammifero. Giunse così la notte. “Ancora uno!” disse la bambina. Crac! Appena acceso, s’immaginò di essere vicina ad un albero di Natale. Era ancora più bello di quello che aveva visto l’anno prima nella vetrina di un negozio. Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli… il fiammifero si spense… le fiammelle sembrarono salire in cielo… ma in realtà erano le stelle. Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte. La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c’ è un’anima che sale in cielo”. La bambina prese un’altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
– Nonna! – gridò la bambina tendendole le braccia, – portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l’oca arrostita e il bell’albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un’altra scatoletta, uno dopo l’altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
“Vieni!” disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell’anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!

Per ogni bambino che soffre, una sconfitta dell’umanità.

Articolo di Marina Donnarumma 23 dicembre 2022

BUON NATALE A TUTTI

INFORMAZIONE

Per ” il ristorante che piace a me” vi presento:

Date: 19 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

le ”SCUDERIE DEI TEMPLARI” a San Felice Circeo in provincia di Latina, di Assunta Palombi e la figlia Milla Montalbano, sommelier della Fis .

Art. di Marina Donnarumma.

Date: 19 dicembre 2022. Articolo di Marina Donnarumma

Milla Montalbano e Assunta Palombi sono il volto dello splendido ristorante ” le scuderie dei Templari”, sponsorizzano una serie di iniziative per la rivalutazione del centro storico di San Felice Circeo, splendido borgo affacciato sul mare, con degustazione di prodotti artigianali. Tutto ciò che nasce all’interno del ristorante, viene fatto con estrema cura e tradizione, prodotti di eccellenza e di prima qualità, tutto fatto a mano come i tortelli, la pasta. Un ristorante che è una vera chicca, una perla in un centro storico . Liquore al mirto, limoncello fatto con cura da queste due splendide donne, che hanno una carica ed un energia come poche.

Il 26 dicembre ospiteranno una degustazione e la presentazione della nuova associazione di San Felice Circeo. ”Ideea”, siete tutti invitati ad intervenire

il cui fine è la rivalutazione di questo bellissimo Borgo Marinaro

San Felice Circeo è un borgo marinaro, un vero gioiello, racchiuso ancora nella sua cinta muraria, che ha origini antichissime. profuma di mirto, rosmarino,colorato da oleandri, bouganville e panorama mozzafiato sul mare. Ha miti che risalgono ad Omero e Ulisse, alla famosissima maga Circe. La sua storia ufficiale risale all’epoca romana. Ma dal punto di vista politico religioso è stata sede dei cavalieri templari, perchè potevano controllare dalla Rocca del Circeo un bel tratto di costa e poi sopratttto per la vicinanza con la sede papale; Roma.
Parlare di tutta la storia sarebbe troppo lunga perchè il mio intento è di parlare di una perla di ristorante ” le scuderie dei templari”, le cui mura, esterne ed interne conservano secoli si storia. Ci sono colonne portanti e pavimento che risalgono al medioevo, poi si sono sovrapposte altre strutture, ma ha matenuto bellezza e fascino. Nel corso dei secoli all’interno delle ” Scuderie dei templari” si sono alternate varie botteghe. Troviamo segni speciali dovunque e i proprietari hanno saputo mantenere le straordinarie caratteristiche architettoniche, nella porta di accesso della cucina, troviamo rimarcati i segni delle grosse botti che facevano uscire a forza e hanno determinato il segno di una mezza luna in basso.
L’ingresso del ristorante è semplice, ma quando si entra si viene soggiogati ed immersi in un luogo che ha una storia da raccontare. Una cucina modernissima, a vista, dove lavorano in modo infaticabile la Signora Assunta Palombi e la Figlia MIlla Montalbano.
Un atmosfera accogliente con cimeli mediovali, palle di cannone, scudi, armature; da una parte, un vecchio tavolo a ribalta, completamente restaurato, all’interno, punte di armi risalenti all’epoca mediovale.Antico e moderno miscelati sapientemente e con gusto e hai immediatamente voglia di sederti e chiedere il menù. Dovunque posi gli occhi, buon gusto e tutto curato nei minimi particolari. La cucina è veramente eccezionale, ovviamente il pesce, è il loro punto di forza, freschissimo, portato direttamente dal pescatore. Loro amano fare questo lavoro, fanno marmellate ottime, che sono in vendita nel ristorante.

Il nuovo Catalogo @les_caves !

Sempre alla ricerca di ottimi vini per accompagnare i nostri piatti!

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Una cantina dei vini eccezionale, scelti personalmente dalla giovane Milla Montalbano, sommellier della fis, studia gli abbinamenti, fa la carta dei vini, devo dire molto accurata.


C’é la possibilità di abbinare ad ogni pietanza un calice di vino adatto, dall’antipasto al dolce, dolci rigorosamente made Assunta Palombi e Milla Montalbano. Milla Montalbano, portavoce e in qualche modo volto delle ” Scuderie dei Templari”

  • Milla, da quanti anni avete iniziato questa attività di ristorazione?

L attività è nata 7 anni fa, riportando alla luce
le “ stalle “ dei templari del 1200, facendo un restauro conservativo della struttura durato anni. Ad oggi il ristorante “scuderie templari”, comprende tre sale interne con soffitto a volta di 5,04 m totali da terra, un soppalco adibito a magazzino e scorta vino e spazio esterno con tavoli, sedie e ombrelloni per mangiare all’ esterno.

  • Mettersi nella ristorazione è una bella impresa, richiede organizzazione e fatica, però avete scelto questo particolare settore, una vostra passione?

Siamo figli di ristoratori, di generazione in generazione questo amore verso la cucina nasce da mio nonno, che apri anni fa un ristorante sul mare e da lì nacque tutto.

  • Ogni quando compilate il menù?

Il menù varia ogni settimana a seconda del pescato, essendo noi principalmente un ristorante di pesce, e del prodotto di stagione che prendiamo a km 0.

  • Fate ogni volta dei piatti diversi, ma ovviamente avete dei capisaldi. Le Scuderie dei Templari, hanno un piatto che lo rappresenta?

Possiamo dire che due sono i veri e propri capisaldi: lo spaghettone Mancini alle vongole e bottarga di tonno, e la frittura di calamari con cipolle di tropea caramellata

Spaghettone Mancini con vongole e bottarga di tonno
frittura di calamaro e cipolla di tropea caramellata
  • La carta dei vini, è affidata a te, bravo sommelier della Fis, la rinnovi e aggiungi?
Milla Montalbano

Dopo l esperienza del corso da sommelier con Barbara Palumbo a villa Latina vedi il vino con altri occhi. Mi affido a piccoli viticoltori che preferisco alla grande casa vitivinicola, con vini autoctoni. La carta dei vini è impostata principalmente con l idea del prodotto del territorio italiano. La carta dei vini come dicevo prima è strutturata in modo da trovare di regione in regione il vitigno autoctono. Parlo di vitigno perché si parla sempre e solo prima di uva e poi di vino che possa essere biologico, biodinamico o natura. Mi rifaccio a cataloghi di viticoltori indipendenti e piccole aziende che producono poco prodotto ma lo definirei nettare più che prodotto, uno di questi cataloghi è “les caves de pyrene”.

Prima di ogni stagione scelgo accuratamente l uva da poter proporre provandola e pensando e sperimentando abbinamenti con il cibo da poter presentare.
C’è tutto uno studio dietro la carta dei vini, non sono semplici bottiglie messe lì.

  • Stare nel vostro ristorante è un oasi di piacere, per gli occhi, il cuore e la mente. sostengo che il cibo è poesia, quali sono i vostri progetti futuri? Ritornando agli abbinamenti cibo e vino, so che fate dei menu completi, dall’ antipasto al dolce, abbinando ad ogni portata un calice di vino.

Per serate speciali a seconda del pescato del giorno riusciamo a fare menu con abbinamento cibo-vino come per esempio la settimana scorsa è arrivato del buonissimo pesce da zuppa e in abbinamento abbiamo scelto una Schiava della Meran.

Io ringrazio Assunta Palombi e Milla Montalbano del ristorante le” Scuderie dei Templari”, un esempio di imprenditoria al femminile di cui essere orgogliosi.


Ristorante sito al centro Storico di San Felice Circeo.
0773 284207

mazzancolle alla griglia con lemon curd salata
Per finire mi ci metto anche io, insieme a Milla Montalbano durante le nostre degustazioni

Articolo di Marina Donnarumma

Bauletto di frolla al cioccolato ripieno di ricotta e arancia candita

Le scuderie dei Templari, vi augurano buone feste.

Articolo di Marina Donnarumma 19 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 18 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

18 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Alle persone che vogliono un cane per il natale voglio ricordare che: il cucciolo che adotteranno ora vivrà almeno per 10 natali, 3650 giorni. Per tutto quel tempo dovranno dedicare 228 giorni, cioè 5472 ore solo per abituarlo alla nuova vita in casa.

Dovranno finanziare almeno 1460 kg di alimento base.

Dovranno raccogliere almeno 7300 volte i suoi escrementi.

Dovranno andare dal veterinario per le vaccinazioni e le cure un numero imprecisato di volte che aumenterà insesorabilmente all’aumentare dell’età del cane.

In cambio otterranno minimo 87.600 ore di incondizionata devozione impossibile da trovare in un altro essere vivente.

Siate responsabili, occupatevi dei vostri animali fino al giorno della loro morte, se una di queste esigenze vi sembra un lavoro eccessivo, non prendete un cane.

Copia e incolla sulla tua bacheca, vediamo se così riusciamo a far pensare la gente prima di fare del male gratuito a chi non lo merita 🙏❤️….vale anche per i gatti.

Questi sono solo alcuni dei miei bambini pelosi che adoro e mi regalano amore e gioia infinita! #sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#canicrossdogs#sguardoanimale#canifelicineabbiamo#canidiinstagram#gattidivertenti#canifelici#gattineri#canicross#cani#canile#caniliberi#gattidiinstagram#gattini#gattile#gattineridiinstagram

Havana 🐕‍🦺 Rosso 🐕‍🦺 Stampella 🐕‍🦺 Sandokan 🐕‍🦺 augurano a tutti gli amanti dei “quattrozampeeunacoda” un sereno Natale e un felice anno nuovo, ricchi di cose positive, tante adozioni di cani e gatti 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛ e una lunga felice vita a tutti i volontari del mondo 🌏. Bauuuuu 🥳🎊#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#sguardoanimale#canicrossdogs#gattineridiinstagram#canifelicineabbiamo#canidiinstagram#canile#canifelici#caniliberi#canicross

I cani sono angeli con la coda. Auguri a tutti.

Articolo di Flavia Sironi. 18 dicembre 2022

Alessandro Monticelli, lo scrittore delle ” Conseguenze”.

Date: 18 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 18 dicembre 2022

Nella mia ricerca smodata di scrittori interessanti mi imbatto in lui, Alessandro Monticelli. Un incontro non facile, perchè alla fine devono incontrarsi due menti e due anime. Lui un uomo di grandissima cultura, nasce come pittore e scultore, poi spunta la poesia nella sua vita. Alessandro non si definisce un poeta, direbbe che questa definizione è troppo alta per lui, allora accontentiamolo!

Infatti lui non è un poeta, ma molto di più, anche se lui non è come dire” un poeta maledetto” come Baudelaire, ma direi che ha delle assonanze con quest’ultimo.

Qual è il pensiero di Baudelaire?

Baudelaire, con la sua poetica e il suo pensieroè sempre stato un ribelle in conflitto col mondo che lo circonda, con la mediocrità della società a lui contemporanea e coi sogni di progresso tanto cari alla società borghese di cui fa parte.

Una definizione che gli calza a pennello, ma calza a pennello a tanti di noi. Chi è che non è in conflitto con la società odierna? Chi non si rende conto, alla fine non ha un anima, perchè fa finta che non ce l’ha.

Un uomo interessante che ha tanto da dire, ma nello stesso tempo schivo, sfuggente, un pò narcisista, a tale proposito c’è una prefazione al suo libro molto interessante

Prefazione al libro ” le conseguenze” dello scrittore Alessandro Monticelli
di Guerino Sciulli
C’è un quadro di Hopper che si chiama A Room in New
York. Risale ai primi anni Trenta e mostra una coppia in
un interno borghese molto dignitoso, con lui immerso nella
lettura di un giornale su una bella poltrona imbottita, e lei
all’altro capo del tavolo, con un gomito appoggiato al pianoforte e un dito sopra la tastiera per ascoltare una nota
che, forse, non arriverà mai. Siamo ancora lontani dalle camere d’albergo e dai letti sfatti che affolleranno la pittura
di Hopper nei decenni successivi – tutti quei corpi assorti
in un silenzio senza alternative – ma l’atmosfera è già quella, inconfondibile, dell’Hopper più maturo: due personaggi
chiusi in una stanza, con grandi finestre aperte su una luce
che non redime niente, e loro due tanto vicini quanto può
esserlo una coppia in uno spazio chiuso, ma solo perché
risalti al meglio il muro di estraneità che li divide.
Un’atmosfera così tipica da sembrare archetipo; lo stesso,
algido archetipo che aleggia spesso anche tra i versi di questa nuova, sorprendente raccolta di Alessandro Monticelli.
Lei e lui, lui e lei. E quasi nient’altro.
Ma è un ‘quasi’, quello, che spalanca abissi.
Chi conosce la sua ricca produzione di poliedrico artista
figurativo sa bene quanto la dualità in genere sia per Monticelli
un modulo talmente ricorrente da apparire quasi un ossessione che tuttavia sarebbe ingenuo liquidare
attribuendola solo al fatto che, di norma, le sue opere sono
il prodotto di un lavoro a quattro mani, e dunque duplice
per definizione.
Perché in quelle opere il doppio assurge sempre al rango
di tema consapevole, esposto di continuo a tutte le variazioni immaginabili, in un inesauribile, trionfale e a tratti funereo, perché infinitamente riproducibile, ritorno dell’identico. È il regno di Narciso, l’eterno adolescente perso nella
contemplazione di sé stesso, che, ovunque si volti, non vede
altro che specchi. E Narciso, non a caso, compare anche in
una delle poesie di questa raccolta. Salvo che qui si tratta
di un Narciso non più solo compiaciuto ma anche debole,
ferito; un Narciso «che non si/rincuora nella sua immagine/
ma ne sente tutta l’inconsistenza e/precarietà»; un Narciso,
dunque, che sta finalmente cercando di rompere lo specchio, perché ha ormai capito che stavolta c’è davvero qualcun altro, nella stanza; qualcuno con cui bisogna fare i conti,
adesso, e non soltanto sesso.
E allora l’ironia, il calembour, il gusto vagamente surreale, gli sghembi enjambement, gli echi colti e quelli pop, le
scintille che sprizzano dal cortocircuito fra oscenità e preghiera, latrine e paradiso, e insomma tutto quel mix di malinconia e sprezzatura, cinismo e savoir vivre che costituisce
la cifra più tipica del Monticelli poeta.
Tutta questa sapida miscela diventa funzionale non più
alla pura e semplice boutade, che per quanto brillante è comunque condannata a scivolare senza attriti sulla superficie,
ma a evocare ferite e sangue autentici, reali, qualcosa che
palpita e brucia sul serio. Qualcosa che affonda nella carne,
senza schermi.
Perché ironia e il distacco sono armi difensive che vanno
usate con moderazione, pena il rischio di congelare tutto ciò
che toccano, paralizzando la scrittura nel terrore dell’ingenuità e finendo così con l’inibire proprio l’essenziale: quella
benedizione del lasciarsi andare, quella incondizionata fiducia nel fondo delle cose, quel raschiarsi l’anima da cui soltanto può sgorgare una parola vera. Parola che, con molta
discrezione, lampeggia a tratti in molti versi di questa raccolta (che è quella di un poeta ormai vicino alla sua piena maturità espressiva), aggirandosi tra le strofe con la leggerezza
di una regina inconsapevole, e perciò capace di aprirsi alle
folgorazioni dell’epifania.
Che per rivelarsi hanno assoluto bisogno di sobrietà e silenzio. O della tranquilla dimora di un paesaggio autunnale,
per esempio, quando sul viale sono “solo foglie rosse e un
ragazzo/dal viso allegro/che si allontana disinvolto/spingendo le ruote del suo carrozzino”.
Guerino Sciulli.

Guerini Sciulli , coglie ” Hopper” nel suo modo di scrivere, lui il pittore della solitudine, Alessandro Monticelli, lui la scrive, la sente. Che strano ci sentiamo soli anche se circondati da persone, questo senso di inquietudine, di abbandono della vita e dalla vita! La mia, con lui un intervista insolita, faticosa, sfuggente, è stato come rincorrere lo scrittore nei meandri del suo essere, tra la comprensione e l’incomprensione. Un intervista che devi intuire e poi scrivere per non dimenticare le sfumature. Poi per cercare di capirlo leggi le sue poesie,

ad esempio questa:

Ho avuto nel cuore una piccola bestia
Stupro continuo e indomabile
Che si divora muore e rinasce ad ogni istante.
Ho lavorato come scultore che toglie
legno dal legno
marmo dal marmo
pietra dalla pietra
ferro dal ferro.
Gesti che sembravano grandi
E che ora diventano miniature di luce.
Oggi, che perso in un poco
E’ già un bel ricordo il ricordare. Alessandro Monticelli

Il fruscio d’ali di questo amore non mi fa dormire
Le sento sbattere e le vedo lacerarsi costrette dalle
Sbarre della gabbia dove sono relegate.
Cosi’ esco e mi tuffo tra la gente nel mercato
Costeggiando banchine di frutta e verdure
Merci deperibili
Non come le illusioni
Sempreverdi e immarcescibili
In vendita sul banco dell’arte a meta’ prezzo.
Alla fine del marciapiede mi imbatto nel demonio
Che oggi e’ un uomo che chiede elemosina
Con occhi chiari e liquidi degli anziani
Ma non mi preoccupo piu’ di tanto
Sai!
Se penso che Robert Lowell mori’ sul taxi
Che lo portava a casa della ex moglie
Che lo aspetto’ inutilmente, sfruttando forse
L’ultima occasione per rinnegare quel matrimonio.
Amen. Alessandro Monticelli

Io gli domando – Alessandro perchè questo libro si chiama ” le conseguenze” ?

Mi risponde semplicemente con una risposta che dce tutto – Le conseguenze della vita-

Alessandro Monticelli, le conseguenze della sua vita, nel suo libro, nella sua poesia, che svetta in alto con un ” non so che”

di immortale e fatalistico, le sue risposte brevi e lapidarie.

  • Cosa significa per te fare poesia e che cosa è la poesia per te ?

Fare poesia è una conoscenza continua, un affinamento dei sensi e della percezione personale del mondo che si vive. Ed è una connivenza con i segreti della vita, che a volte si svelano, ma sta a noi capirne il significato.

Alessandro sente sua una citazione del poeta spagnolo Jorge Semprùn:” Tra scrittura e memoria: presenze di poeti

  • La voce della poesia: guida e frammento di un arte della memoria, metodo, letteralmente, cammino e itinerario per ritrovare le voci perdute, disperato ma ineludibile ascolto; la voce della poesia, frammento di vita che governa e rende possibile la trascrizione infinita della morte-

Il giorno spossato giunge a un finisterre
Occhi di passanti tra granelli di sabbia
Che scendono morbidi si susseguono
In controluce.
Come collisioni istantanee del sensibile
Frammenti imprevedibili di dualità mai vinte
Utopie febbrili di repertori danzanti e seducenti.
Nella vita si muore più volte
(E’) quasi un’eco di dolore. Alessandro Monticelli

Alessandro mi dice che per lui le parole sono come in uno spartito musicale, emergono con la musica e lui deve sentirle come tali, io trovo questa definizione straordinaria.

Vale la pena di leggerlo e lasciarsi cullare dalle sue parole, certo la vita non ci culla, ma chiudere gli occhi e sentire la musica delle sue poesie ci fa capire che non siamo soli a sentire, provare tempeste di emozioni e solitudini. Ogni sentimento si accompagna al suo totale opposto, chi ama intensamente, prova anche dolori intensi. A chi non è capitato’. ” Le conseguenze di Alessandro Monticelli sono le conseguenze di tutti, leggiamolo nelle righe e tra le righe, questo artista straordinario a 360 gradi, scultore, pittore e poeta, anzi scrittore del tormento del vivere.

Le conseguenze

MONTICELLI ALESSANDRO edito da Bertoni

Foto presa dal web

Avrei dovuto fare di più
Come incidere le nostre iniziali
Su di una stella.
Ora che tra le pieghe equivoche
Del più celato e carnale privato
Io muoio
E tu indossi un abito appena comprato. Alessandro Monticelli

C’è una lenta bellezza

nella solitudine dei primi piani

In un lontano Arcobaleno

che non ha mai Inizio da qui

Si indugia a poche fermate di metró

tra indifferenza e amore

Nell’attesa di un gesto

che rimetta tutto a posto

La macchina barocca oramai è denudata semplice quasi purificata

Nello smarrimento di chi percorre

grandi strade e chi solo sentieri

Di sera buio e bellezza

restano nei nomi

di chi si incurva per il dolore

E in chi crescendo

ha imparato a deludere

Per cena solo Ossi di seppia. Alessandro Monticelli

https://www.lafeltrinelli.it/conseguenze…/e/9788855354646

https://www.mondadoristore.it/Le…/eai978885535464/

Io ti parlerei…

Io ti parlerei di un letto sfatto con l’impronta

Del corpo e del profumo della persona amata

Immerso nelle sfumature della luce

Con le ombre lasciate dalle pieghe del tessuto.

Del frinire delle cicale in una pineta marittima

La ripetizione di un istante, un momento

Nel tempo circolare.

Ti parlerei

Di una finestra piccola

Di una architettura abbandonata all’incuria del tempo

Di una carcassa di roccia

Di unghie dipinte di rosso scarlatto.

Ma non ho voce.

Poiché in un silenzio ancora più infinito

Altrove in una casa di campagna

Nello spogliatoio di una fabbrica

O in una stanza di mare

Sguardi di uomini e donne

Macerano la pietra e strinano il tempo

Nella luce visibile del sole e nel suo odore così segreto.

Forse è questo il destino arrivare al traguardo e averne paura.

A.M.

Leggere Alessandro Monticelli è un assoluta emozione, leggetelo, immergetevi, stateci dentro, perchè le poesie si sentono dentro.

Articolo di Marina Donnarumma. 18 dicembre 2022

Controluce: Machismo

Date: 16 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 16 dicembre 2022

machismo in Vocabolario – Treccani

https://www.treccani.it › vocabolario › machismo

machismo ‹mači-› s. m. [der. di macho]. – Esagerata e ridicola esibizione di virilità, basata sull’idea che il maschio sia superiore alla femmina.

L’invidia del pene (in tedescoPenisneid) è un concetto psicoanalitico classico teorizzato da Sigmund Freud. Riguarda lo sviluppo psicosessuale femminile e il senso di angoscia che sperimenterebbero le bambine quando notano di non possedere il pene. Freud considerava questa realizzazione un momento decisivo in una serie di transizioni verso una sessualità femminile matura e lo sviluppo di un’identità di genere. Nella teoria freudiana, la fase dell’invidia del pene segna il passaggio dall’attaccamento alla madre alla competizione con la madre per l’attenzione, il riconoscimento e l’affetto del padre[1]. La reazione dei bambini alla presa di coscienza che le donne non hanno un pene è invece definita “angoscia di castrazione“.

Dall’inizio del 2022, 104 donne e dico ed insisto, 104 donne vittime di femminicidio. Nei miei articoli cerco di avere un linguaggio diretto, semplice e lineare, arrivare a tutti ed esprimere liberamente il mio pensiero. Per tutte queste donne uccise, ce ne sono, non sappiamo quante, maltrattate, bastonate, umiliate, ricattate e per quale motivo ? Eccessivo machismo e prepotenza maschile. Però esistono anche uomini maltrattati e costretti a vivere in macchina, e ricorrere alla caritas per mangiare, per il mantenimento a figli e moglie. Poi ci sono gli altri, quelli che pensano che nascere con un pene, gli dia il potere e il dominio sul mondo e certo sulle donne, esempi scandalosi sono quello che succede nei paesi arabi, dove le donne non possono studiare, avere cultura, devono essere coperte dalla testa ai piedi, non leggere, non cantare, non ballare e l’elenco è lungo.

Allora diciamolo chiaramente, l’uomo pensa che avere un fallo abbia uno scettro per diritto divino. Gli uomini non sopportano che una donna lo abbandoni, non si domanda perchè, ma piuttosto come si permette? Anche se il fallo alla fine ha delle falle pazzesche, lui ce l’ha e le donne no. La forza morale e lo spirito di sacrificio che hanno le donne, nessuno uomo le possiede. Il suo eccessivo machismo lo porta ad uccidere, a fare guerre. La dimostrazione fallica del suo potere fallico. Noi donne non siamo perfette, anzi tutt’altro, ma abbiamo più cuore di ogni altro uomo.

Siamo nel 2022, eppure se una donna invita, dico invita un uomo per un caffè, viene mal giudicata. Se una donna ha voglia di dire ad un uomo ” mi piaci”, viene giudicata poco seria. Se una donna fa il primo passo è una sfacciata, se lo fa un uomo un vero maschio. Una donna può dire ad un uomo ” mi piacerebbe conoscerti?” certo che no, penserebbero che è poco seria e vuole solo andare a letto . Eh certo! Oggi gli uomini sono spaventati da noi donne, hanno rapporti non di amicizia, e perchè no? ma solo interessi sessuali. Agli inizi del secolo scorso e praticamente da sempre, se una donna rimaneva incinta, era giudicata una poco di buono, emarginata, rinchiusa. Certo il figlio non l’aveva fatto da sola, ma lei una ” malafemmina”e l’ uomo? Certo un macho. Oggi il terreno di caccia è fb, instangram, insomma i social, agganciano donne, magari in un momento delicato della loro vita, le sottopongono ad un bombing love pazzesco, poi quando sono cotte a puntino, senza un motivo apparente, infatti non esiste, le fanno ghosting. Il mondo è pieno di narcisisti e i narcisisti sono per la maggior parte uomini, nonostante il mal funzionamento del loro apparato idraulico, e qui mi scappa una risata, loro sono uomini e anche il più ”scaciato” ha grandi prospettive e pretese.

Certo sono uomini hanno il fallo, lo scettro del potere.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 16 dicembre 2022

Controluce: non sono solo indignata, sono disgustata dall’ingiustizia, che regna sovrana, a scapito di donne in particolare. Fatti che si ripetono, ingiustizia che si ripete, uno scandalo insostenibile e vergognoso per tutte le donne che subiscono ciò.

Date: 15 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 15 dicembre 2022

Filomena Lamberti, sfigurata con l’acido dal marito: «Lui ha patteggiato 18 mesi. A me 300 euro di pensione»

di Andrea Pasqualetto

Lamberti venne sfigurata nel 2012: «Vorrei dignità. Dopo il mio caso, altri sono finiti con condanne molto pesanti: mi sento una cittadina di serie Z»

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Filomena Lamberti oggi e (in alto a destra) prima dell’agguato

Un matrimonio tormentato, la decisione di lasciare il marito e, dopo qualche giorno, l’acido: 28 maggio 2012, lui glielo gettò addosso e per lei fu il buio. Viso, collo, braccio, mani, gambe. Bruciò il corpo e bruciò l’anima, e Filomena Lamberti ne uscì sfigurata fuori e dentro, una delle prime donne in Italia a subire questa atroce violenza. Ma proprio per il fatto che era un tipo di aggressione poco noto, la sua storia è stata per lei un susseguirsi di eventi drammaticamente unici. Nel giro di un mese, il 25 giugno 2012, lui riuscì a patteggiare una condanna ad appena 18 mesi con il nulla osta della procura di Salerno, senza che lei potesse dire nulla visto che si trovava ancora in terapia intensiva (gli aggressori di Lucia Annibali e Jessica Notaro, giusto per fare due esempi, furono condannati a 20 e 15 anni).

Finale ingiusto

E poi il finale, beffardo: lui libero che torna alla sua occupazione e lei che vive con una pensione di invalidità di 300 euro e non riesce ad arrivare alla fine del mese. Tanto da chiedere aiuto: «Andrei a fare qualsiasi lavoro pur di non essere costretta a chiedere la carità per pagare le bollette». Vita difficile quella di Filomena che oggi ha 64 anni e convive con uno dei suoi tre figli. In questi giorni si trova in Liguria per una serie di incontri nelle scuole, nelle biblioteche e nei Comuni assieme alla sua avvocata, Adele De Notaris, del Centro antiviolenza Linearosa Spaziodonna di Salerno.

Cosa chiede, signora?
«Di poter vivere con dignità, di non essere sempre, costantemente in affanno».

Un lavoro?
«Alla mia età e nelle condizioni in cui mi trovo la vedo un po’ dura. Ho un braccio più corto dell’altro per le cicatrici, non lo posso alzare, anche la vista è compromessa. Forse potrei fare la bidella o l’usciera ma chi me lo dà un lavoro?».

Prima che cosa faceva?
«Lavoravo in pescheria con mio marito, non ci mancava nulla, si pagavano le bollette. Non avevo la possibilità di accedere al suo conto ma, insomma, ci dava i soldi per mangiare e anche per la scuola. Diciamo che i problemi con lui erano altri».

Quali?
«Quando beveva diventava aggressivo. Io volevo aiutarlo, pensavo di cambiarlo ma è stata una pia illusione. Erano solo insulti e botte. Ho lottato a lungo contro i suoi spettri ma alla lunga l’amore si è trasformato in odio. L’ho lasciato e qualche giorno me lo sono visto davanti: “Guarda che cosa ti do”. Era una bottiglia di acido solforico».

Com’è possibile che si sia arrivati a un patteggiamento?
«Il mio avvocato di allora non mi ha difeso molto bene e comunque la Procura non si è opposta. Altri tempi. Pensi che non sono mai stata vista né ascoltata da nessuno».

Cosa pensa quando vede le pesanti condanne dei casi come il suo?
«Mi fa piacere per le altre donne, ma mi fa sentire una cittadina di serie Z».

Si è rifatta una vita?
«No e non lo voglio nemmeno, io ho chiuso con gli uomini, non voglio più che qualcuno mi impedisca di vivere, non vado a mettermi una persona a fianco che mi toglie la libertà, proprio ora che l’ho riconquistata. Lo so, ce ne sono di migliori di lui ma io non ho proprio voglia di ricominciare. E poi, diciamolo, difficilmente trovo un uomo che mi avvicina, anche l’occhio vuole la sua parte…. Sì, d’accordo, ci saranno anche quelli che non guardano l’aspetto fisico, ma a me verrebbe comunque da pensare che gli faccio pena».

Che rapporto ha con lui?
«L’ho cancellato, ora è lui ad avere paura di me, mi dicono. Una cosa senza senso».

Cosa sogna?
«Una vita dignitosa». Articolo del ” Corriere della sera”, di Andrea Pasqualetto.

Questa mattina per caso, mi è capitato di leggere questo articolo pubblicato dal ” Corriere della sera”, dire che sono rimasta addolorata, basita, infuriata. Una donna che subisce tutto questo, anni di violenze, completamente sfigurata dall’acido con sole 300 euro al mese, il marito invece pochi mesi di prigione, lavora impunito e non le da un euro. Quello che mi domando come è possibile che lo stato che dovrebbe tutelare i suoi cittadini, soprattutto i più fragili ed indifesi, permetta questo. Vorrei domandare ad ogni deputato, senatore se camperebbero con 300 euro al mese, loro che ricevono per questo mese 5000 euro in più per rinnovare il loro parco tecnologico. Con tutto quello che guadagnano, è il popolo italiano che gli deve regalare nuovi cellulari e computer? Certo il potere decisionale non è il nostro e la dignità di una persona, ferita nel fisico e nell’anima, deve essere messa alla gogna pubblica per raccogliere dei fondi? Che prezzo ha il dolore, la sofferenza di una donna, che ha subito tutte queste violenze? Un prezzo si può dare? 300 euro, trenta denari, cosa cambia?

Articolo di Marina Donnarumma. 15 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi.

Date: 15 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi, 15 dicembre 2022

CANI OMBRA 🐕‍🦺 E GATTI 🐈‍⬛ COLLA.

Avete mai avuto un cane ombra o un gatto colla oppure entrambi?

Ecco io li ho.

Rosso, 🐕‍🦺 il cane, è sempre attaccato alle mie caviglie, mi segue ovunque vada, in cucina, in sala, in bagno, in camera e sul lettone.

Mi capita spesso di calpestarlo involontariamente, lui si lamenta ma il secondo dopo è di nuovo dietro di me a farmi da ombra, i componenti della mia famiglia lo hanno definito un mammone ❤️.

Batman, il gatto 🐈‍⬛, al mattino appena sveglia, prima della sua colazione vuole salire sul mio petto, si posiziona in orizzontale con le quattro zampine abbracciate a me e aspetta di essere cullato mentre gli canto la canzone di topogigio le ciribiriccoccole. Se non lo faccio non mangia e continua a miagolare incessantemente fino a che non lo coccolo ❤️.

I miei famigliari, quattro uomini adulti, sostengono che Rosso 🐶 e Batman 🐱 sono così attaccati a me perché maschi, ma anche Sandokan, altro cane, e Biancochicco, altro gatto, lo sono ma pur volendomi un mondo di bene sono più indipendenti, insomma meno appiccicosi.

Mi ricordano la mia infanzia nello specifico io e mio fratello Marco. Io ero la ribelle della famiglia, Marco il coccolone. Io impiccavo scuola, prendevo la bicicletta e raggiungevo, di nascosto dalla mamma, la mia cara amica del ❤️ Sara a venti chilometri da casa. Quando mi passavano dolcemente le mani fra i capelli scuotevo la testa. Marco cercava amore con lo sguardo e aveva dentro di se una dolcezza infinita che lo caratterizza tutt’ora.

Non che io non amassi le persone con le quali condividevo la vita ma avevo bisogno di più indipendenza e meno attenzioni.

Osservando il mio branco, sette componenti tra cani e gatti, mi rendo conto che hanno comportamenti simili a quelli delle dinamiche umane.

Io, li considero i miei figli, anche se figli non lo sono, ed è molto importante tener conto di questo perché i cani sono cani, i gatti sono gatti, e devono essere trattati come tali e vivere le loro emozioni e attuare i loro comportamenti a secondo delle leggi deontologiche che li caratterizzano. Penso spesso a come sono diverse le manifestazioni di affetto, a come alcuni di loro hanno più bisogno di più libertà e meno attenzioni di altri e di cosa hanno davvero bisogno.

In conclusione do molta attenzione a Rosso e Batman, cerco di essere paziente anche quando intralciano ciò che sto facendo: se sto cucinando inciampo sul corpo di Rosso, se esco dalla doccia regolarmente devo schivare Rosso steso sul mio tappeto, se devo scrivere al computer sposto Batman che regolarmente ci si siede sopra, se leggo un buon libro e Batman ci si sdraia sopra aspetto pazientemente che se ne vada.

L’unico momento durante il quale non permetto loro di invadere lo spazio attorno a me è quando anche gli altri animali componenti della famiglia cercano la mia attenzione, allora giustamente le mie coccole sono tutte per loro❤️#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#camminacolcane#caniche#canifelicineabbiamo#canicrossdogs#canidiinstagram#canifelici#sportcinofili#cani#canile#canibelli#gattidiinstagram#gattile#gattorosso#gatti#gattidivertenti#gattini#gattineri#gattonero

Voi avete animali ombra e colla? Se si avete voglia di postare una loro foto?

In breve

Dall’amore profondo che ho per i quattro zampe e una coda nasce in me il desiderio di provare a scodinzolare.

Articolo di Flavia Sironi, 15 dicembre 2022

Controluce: a Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai, riprendere a sognare, riprendere a giocare, riprendere quel tempo che rincorrevi tanto… brano di Roberta Bonanno

Date: 14 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 14 dicembre 2023.

Dicembre è il mese della bontà, della luce, dei doni. Tutti più buoni, films dove i protagonisti sono innamorati, miracolati, l’atmosfera è calda accogliente, perfino il barbone sotto la neve al freddo al gelo sembra felice. le case senza riscaldamento si riscaldano da sole, chi è senza luce a causa dell’aumento dell’energia. è comunque illuminato. La piccola fiammiferai morta dal freddo, fa atmosfera natalizia.

Il leit motiv di tutto dicembre, non ci sono guerre o se ci sono , ci pensiamo di meno, se ci sono disoccupati, ci penserà la caritas o chi se ne frega. Le case in teoria, tutte calde accoglienti, alberi e presepi, bambini buoni, tanti regali.

Il Natale è una festa bellissima, ma molti non sanno neppure perchè si chiama cosi. La parola Natale deriva dal latino ” natus” nato, più il suffisso ”Alem” appartenenza, quindi indica una nascita, in questo caso il giorno in cui nacque Gesù. Per i cattolici il tempo dell’avvento, cioè della venuta di Cristo, il 27 novembre è stato il primo giorno dell’avvento, quindi la prima settimana, sono quattro e l’ultima dell’avvento il 24 dicembre. Tutto questo ha un profondo significato spirituale, semplicemente questo. Ai tempi d’oggi un favoloso affare commerciale, molti fautori del politicamente corretto e ridicoli, volevano cancellare questa festa e chiamarla” festa d’inverno”, veramente ridicoli, perchè chi non crede, può semplicemente non festeggiare. A dicembre si muove un enorme apparato commerciale, i doni di babbo natale, di Gesù bambino, la befana, cibi tradizionali, ecc, un enorme macchina consumistica, di apparenza e di lustrini. Si divorano quantità industriali di cibi tradizionali, e chi non può mangiare? Certo ” a Natale puoi”. Aggiungerei che quelli ” del politicamente corretto” non sono riusciti ad eliminare questa festa, a causa di tutto ciò che si muove dietro il Natale. Io come cattolica ritengo che cancellare questa festa sarebbe stato terribile!

Allora vorrei riprendere il leit motiv della bontà ecc, sostengo che non ci dovrebbe essere solo a dicembre, ma tutto l’anno, la bontà, la carità, la compassione, la misericordia ogni mese. I social istigano ad essere violenti, verbalmente e anche con i fatti. Abbiamo trasmissioni televisive, dove si accapigliano, si prendono a male parole, ci spaventano a morte con pandemia, guerre, un vero lavaggio del cervello, costi delle bollette, costi del cibo, carburante, siamo sottoposti a un vero lavaggio del cervello, impotenti, svuotati, senza forze, terrorizzati e poi a Natale?

A natale puoi
Fare quello che non puoi fare mai:
Riprendere a giocare,
Riprendere a sognare,
Riprendere quel tempo
Che rincorrevi tanto.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

A Natale puoi
Dire ciò che non riesci a dire mai:
Che bello è stare insieme,
Che sembra di volare,
Che voglia di gridare
Quanto ti voglio bene.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

Luce blu,
C’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
Che non c’è solo a natale,
Che ogni giorno crescerà,
Se lo vuoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

A Natale puoi
Puoi fidarti di più..

Concludo dicendo che è ora di dire basta, che è ora di recuperare noi stessi, la fiducia negli altri, reciproca. Amarsi e avere fiducia sempre, perchè l’amore l’amore veramente risolve, ed è gratuito. Non solo possiamo a natale, ma per ogni mese dell’anno. Auguri a tutti

articolo di Marina Donnarumma 14 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 11 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 11 dicembre 2022

Per chi non conosce ancora la disciplina del dog trail e vuole iniziare a correre lungo sentieri montani in compagnia del proprio “quattrozampeeunacoda”🐕‍🦺 ecco un appuntamento da non perdere assolutamente!

Per quelli che praticano già questo favoloso sport ecco un

2023 CON IL BOTTO! 💥

Come recita il titolo, per la Dog Trail CSEN sarà un inizio anno davvero FAVOLOSO! 🥳 Questo grazie a Renato Menci organizzatore della Ronda Ghibellina Trail giunta alla XIII edizione.

La gara avrà luogo a Castiglion Fiorentino (AR) dal 28 al 29 gennaio 2023. https://www.rondaghibellina-trail.com/

Si avrà la possibilità di scegliere fra cinque percorsi con differenti distanze: 50 Miglia con dislivello positivo+ 4000 Ronda Ghibellina PLUS – 45 chilometri dislivello positivo+ 2500 Ronda Ghibellina – 25 chilometri dislivello positivo 1200 Ronda Assassina – 15chilometri dislivello positivo +1050 Ronda Skynight – 12chilometri dislivello positivo+ 700 ed infine Ronda Minima 12 chilometri dislivello positivo+ 700.

Dog Trail Ronda Ghibellina aderisce al regolamento Dog Trail Italy, studiato e creato per salvaguardare il benessere del nostro amico e compagno di vita e d’avventura “quattrozampeeunacoda”. https://dogtrailitaly.com/REGOLAMENTO_DOG_TRAIL_ITALY.pdf

Renato durante la sua Dog Trail Ronda Ghibellina ospiterà la prova unica di Campione Nazionale Dog Trail CSEN. 👣🐾🐾🏆

Questa è la terza edizione di questo nuovissimo sport. Le due precedenti hanno visto come primo uomo Mattia Minori del team POWR TEAM accompagnato dalla sua meravigliosa Puma e prima donna Chiara Capezzone del team A.I.M accompagnata dall’impagabile Overdose. I due, anzi i quattro “seizampeeunacoda,” sono stati, per ben due anni consecutivi i detentori del titolo. Le gare che li hanno visti campioni si erano disputate una a Carvico in provincia di Bergamo la Dog Trail Sky del Canto nel 2021 e la seconda a Olginate in provincia di Lecco la DOGTT-Gohst Town Trail Consonno 2022.

Tutti i percorsi si svolgeranno lungo percorsi montani. Si correrà su sentieri sterrati in un incantevole paesaggio ricco di natura incantata. La corsa col proprio cane dà la possibilità di stringere con lui un legame esclusivo, intimo, soprattutto se praticata in luoghi dove la natura è regina assoluta. Sarà cura di ogni partecipante avere il massimo rispetto non abbandonando i propri rifiuti lungo il percorso. L’attenzione per la natura e l’ambiente circostante è fondamentale sia per chi pratica la montagna che per gli organizzatori.

Sarà presente Marco Drech in qualità di Giudice Dog Trail Csen e alcuni tecnici per dare un supporto all’organizzatore e a tutti gli atleti a “seizampeeunacoda” che praticheranno per la prima volta questa bellissima disciplina. https://discipline.csencinofilia.it/dog-trail-csen-2/

Da queste parti questi 12 chilometri sembrano quasi un riscaldamento

ma non la sopravvalutate:

potrebbe condurvi a scoprire lati di voi stessi

che sarebbero solo l’inizio dell’avventura.

(Cit. Dog Trail Ronda Ghibellina)

Drech Marco

Via Luigi Tavola 79

23857 Valgreghentino (LC)

+39 3348799335 📞#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#camminacolcane#canidiinstagram#caniche#sportcinofili#canicross#cani#canicrossdogs#canibelli#canifelici#canifelicineabbiamo

Controluce. l’inferno sanità

Date: 7 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 7 dicembre 2022.

Quando scrivo i miei articoli, cerco di adoperare un linguaggio semplice, non ad esempio il politichese, ma un italiano chiaro per tutti. Nei miei articoli voglio arrivare a tutti, d’impeto, nel cuore. Una del popolo come me, che parla al popolo, non come esperienza di manager, di politica, non tavole rotonde con elite che non sa quanto costa un litro di latte, quanta fatica fare la spesa. far quadrare il bilancio, che non quadra mai. Spesso ho una rabbia impotente che mi assale, l’ingiustizia di un mondo che fa una scrematura, tra la gente, provocando ingiustizie, talmente palesi, che vorresti fare il Robin Hood della situazione.

Dovunque ti giri storie di malasanità e corruzione, noi siamo il popolo del ” tira a campà”, questa cosa mi fa inorridire, fino a che non capita in primissima persona. Può un malato di tumore o di altre patologie gravi aspettare? come è possibile, che se vuoi fare un ecografia, nello stesso ospedale ci vogliono anni, e sei costretto, se ci riesci a ricorrere al privato? Dicevo che nello stesso ospedale dove richiedi di urgenza un ecografia e ci vogliono mesi e mesi, il pomeriggio stesso, lo stesso ospedale nome e cognome, te la può fare privatamente. Il mattino con la sanità pubblica non è possibile, il pomeriggio privatamente si. Se hai fretta e rischi la vita, paghi.

Vogliamo parlare poi della visita intramoenia presso gli ospedali pubblici? lo stesso medico che fa prestazioni sanitarie pubbliche, fa prestazioni private presso lo stesso ospedale, in questa splendida occasioni, per i poveracci, ci guadagna il medico e l’ospedale.

Come può una persona ricorrervi, quando ha una pensione minima, se ce l’ha pure ,e curarsi? Quanta tenerezza nelle fragilità degli anziani, che pur usufruendo di una minima pensione arrivano a pagare anche 150 euro per una visita intramoenia. Ma come non si vergognano! La scelta ovvio che ce l’hai, non ti curi e crepi

Sappiate che curarsi è un lusso per pochi. Ad esempio tutte le malattie patologiche e dico tutte, provocano anche altri danni, provocati dalla stessa malattia, la sanità pubblica non li annovera nei ticket, per questa medicine si possono spendere anche e oltre duecento euro al mese. Volete inalberarvi? volete fare esclamazioni di sorpresa e protesta? Si giusto , è la cosa giusta.


larepubblica

La sua bambina ha sofferto di una rara malattia, perciò ha dovuto sottoporsi a controlli sanitari periodici. E per Cira Maniscalco, palermitana, l’unica soluzione è stata rivolgersi ai privati: “In ospedale mi avevano dato appuntamento dopo sei mesi per un elettroencefalogramma. Mia figlia ha avuto un tumore nasale e non poteva aspettare. Che dovevo fare? Ho pagato 250 euro e dopo due giorni avevo già il referto in mano”.

Per garantire le cure alla piccola, però, la signora Maniscalco ha dovuto chiedere un finanziamento da 30mila euro a una banca. Da anni si scontra con le liste d’attesa bibliche della sanità pubblica che spingono tanti siciliani a pagare visite ed esami di tasca propria o, peggio, a rinunciarvi.

L’articolo completo di Giusi Spica su @repubblica_palermo
#sanità

… Io avevo un nodulo al seno, qualche anno fa, e i medici sospettavano tumore. Sono andata a prenotare l’ecografia mammaria con l’impegnativa in mano (era maggio) e la risposta che ho ottenuto è stata: “Va bene a gennaio? O sennò in privato la fai oggi pomeriggio”… Ovviamente avevo fretta quindi ho dovuto pagare tutto…

Cosa posso altro aggiungere? Esistono miliardi di storie come quest’ultime, non tutte finiscono bene, la disperazione, la sofferenza hanno un costo? Certo hanno un costo, per questo non è per tutti, tutto viene monetizzato, perfino la morte e la salute in vita.

Ci scandalizziamo mentre viviamo in mezzo al caos, alla corruzione e all’irrisolto? No, ovviamente, noi ” Tiriamo a campà”.

7 dicembre 2022. Articolo di Marina Donnarumma

Controluce. se nasci uomo…

Date: 6 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 6 dicembre 2022

Ma se nascerai uomo io sarò contenta lo stesso. E forse di più perché‚ ti saranno risparmiate tante umiliazioni, tante servitù. Se nascerai uomo, non dovrai temere d’essere violentato nel buio di una strada. Non dovrai servirti di un bel viso per essere accettato al primo sguardo.

Non subirai giudizi malvagi quando dormirai con chi ti piace, non ti sentirai dire che il peccato nacque il giorno in cui cogliesti una mela. Faticherai molto meno. Naturalmente ti toccheranno altre schiavitù: neanche per un uomo la vita é facile, sai. Poiché‚ avrai muscoli più saldi, ti chiederanno di portare fardelli più pesanti. Poiché‚ avrai la barba, rideranno se tu piangi e perfino se hai bisogno di tenerezza. Ti ordineranno di uccidere o essere ucciso alla guerra ed esigeranno la tua complicità per tramandare la tirannia che instaurarono nelle caverne. Eppure, o proprio per questo, essere un uomo sarà un’avventura altrettanto meravigliosa.

Almeno lo spero perché… se nascerai uomo, spero che sarai un uomo come io l’ho sempre sognato: dolce coi deboli, feroce coi prepotenti, generoso con chi ti vuol bene, spietato con chi ti comanda.

Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato.

” la vita non ha bisogno di te e di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io . Ma non conta. Perchè la vita non muore”

Quando lessi, per la prima volta questo libro, mi ricordo che piansi, ero giovane, ancora non ero madre, ma entrai in empatia con questo libro della splendida Oriana Fallaci. Fu scritto nel 1975, quando ancora, per una donna sola, affrontare una maternità, era difficile, in genere condannata da tutte le categorie sociali. Io mi domando in questo caso e in tutti gli altri casi, che ci vogliono due persone per fare un bambino, in questi casi l’uomo neppure viene citato, e la donna appellata con termini tutt’altro gentili.

Queste righe della Fallaci, mi hanno fatto pensare a molte cose, noi donne continuiamo ad essere additate, violentate, perseguitate,

molte ragazze, raccontano episodi in cui sono rimaste spaventate, palpeggiate ad esempio su un autobus, tra l’indifferenza di tutti.

Si può essere più tranquilli se tuo figlio è un uomo e subirà meno ingiustizie? Se la Fallaci potesse vedere il mondo di adesso, rimarrebbe inorridita, certo è la donna a subire più violenze e oppressioni, ma ultimamente anche gli uomini subiscono atti di violenza atroce. Perchè mi domando? Mettere al mondo un figlio è un rischio, nel senso cosa posso offrire ? Cosa ci riserva il futuro? non lo sappiamo, vivere è difficile, i rapporti tra le persone sono difficili, educare un figlio è difficile. Ci domandiamo mai se siamo all’altezza di ciò? Cosa insegniamo ai bambini ad essere bulli? a dire parolacce perchè è divertente? Gli insegniamo a non avere rispetto per gli adulti e a loro volta saranno adulti non rispettati. A scuola non hanno ragione i maestri o i professori, hanno ragione sempre e solo i nostri figli. ” lettera a un bambino mai nato” è un monologo profondo, alla fine un dialogo perchè lei sente il bambino, Sentire un figlio dentro di te, un emozione pura, un altro essere che si muove dentro di te. Una donna due cuori, due cuori!

Ti domandi come sarà, il suo aspetto e da grande? Avrà un talento e quale? Oh se tutti nascessero con il talento dell’amore, neanche dovremmo domandarci come sarà! I ragazzi sono fragili, tormentati, insicuri, come faremo in modo che siano diversi da questo?

” Se nascerai uomo, spero che sarai un uomo come io l’ho sempre sognato: dolce coi deboli, feroce coi prepotenti, generoso con chi ti vuol bene, spietato con chi ti comanda.”. Un vero uomo nell’immaginario cosi, quale è il ritratto oggi del vero uomo? Oggi noi proviamo ad educare i nostri figli, ma una lotta impari con la società, sempre più vittoriosa con la proposta dell’ignoranza, dell’arroganza, dell’ aggressione verbale e fisica, con modelli estetici di bellezza, ricchezza e di droga.

Il guadagno facile, l’aggressività tutti modelli proposti come se fossero verità e modi i fare giusti.

” Non è vero che non credi nell’amore, mamma. Ci credi cosi tanto da straziarti perchè ne vedi cosi poco e perchè quello che vedi non è mai perfetto. Tu sei fatta d’amore. Ma è sufficiente credere nell’amore se non si crede alla vita”’. Oriana Fallaci

Io direi si, puoi credere nell’amore, anche se non credi alla vita. Perchè non lo so, io ci credo nell’amore, ma ne vedo cosi poco intorno a me! E la vita? la sopporto perchè credo ancora nell’amore.

Articolo di Marina Donnarumma. 6 dicembre 2022

CULTURA

Roma 31 agosto 2022. Anatomia di un suicidio. Cesare Pavese

Date: 31 agosto 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.

Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti. Cesare Pavese

Cesare Pavese


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, fu pubblicata postuma, nel !951, dopo la morte per suicidio, di Cesare Pavese.
La morte lo accompagna tutti i giorni, senza tregua. Una presenza fissa, nel quotidiano, ferma, risoluta, irremovibile. Gli occhi potranno vedere, senza parlare, perchè lo sguardo è un grido silenzioso, terribile, che nessuno ascolta, vede. Chissà magari vorresti che qualcuno avesse la capacità di leggerti per guarire in tempo.
Nello specchio leggi i tuoi occhi in perfetta solitudine, forse con la morte capiremo come ci sia mancata la speranza, magari è stata sempre e solo un illusione. La morte ha per ognuno di noi uno sguardo, quando arriverà avrà il nostro sguardo, lo sguardo dei nostri stessi occhi. Scenderemo nel silenzio, perchè la morte è silenzio, non ha voce, la bocca chiusa e nello specchio già morti, magari è il nostro al di là, ed è cosi che ci vediamo.
Nel 1949 Cesare Pavese conosce l’attrice americana Constance Dowling, intreccia con lei un rapporto tormentato, sesso e sangue , La sua vicenda esistenziale che si conclude con il suo suicidio, un uomo che sentiva di non ricevere quello che lui desiderava, il suo non un suicidio per Costance, ma un suicidio per amore. Un amore che lui non sentiva di ricevere, non adeguato al suo intenso sentire, al suo sentire sublimato. Un suicidio perchè dell’amore aveva perso le speranze, le speranze solo effimere illusioni.. La scrittura poetica di Pavese un apogeo di morte, inadeguato al modo di vivere e di affrontare la vita. Affascinato dalla fine, affascinato dal non vivere. La morte frutto della terra.

E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno. Ciascuna uscirà per la strada, ogni corpo un colore, perfino i bambini. Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore avrà la sua vita. Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò di essere io: gettando un’occhiata mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori. Cesare Pavese.
Desidera solo colori, i colori non piangono, ma lui si, i colori li cercherà e allora uscirà per le strade. Questi colori non li ha mai trovati ed è morto all’età di 42 anni. L’idea della morte l’aveva sempre accompagnato. Frequentava il liceo nel !926 e fu scosso profondamente dalla tragica morte di un suo amico, Elico Baraldi, che si sparò e lui ebbe la tentazione di imitare questo gesto ed inviò nel 1927 il 9 Gennaio una poesia all’amico Sturani
Sono andato una sera di dicembre,
per una stradicciuola di campagna,
tutta deserta,col tumulto al cuore.
Avevo dietro me, una rivoltella. Cesare Pavese.


Scriveva ” perdono tutti e a tutti chiedo perdono” il suo mal di vivere.

L’amore fatale pe Costance


”L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle bugie”


Una morte precoce di un grande scrittore schivo, tormentato, che alla morte pensava comunque, come sollievo a questo incredibile male di vivere.
Il suo un disperato bisogno d’amore, tragico e e silenzioso, la morte è muta.
Cesare Pavese con i suoi demoni che lo tormentavano, ” non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi”. Un suicidio annunciato di un uomo alla ricerca di un grande amore, un vuoto incolmabile, non si muore per amore, eppure si muore.
Alla fine giunge l’oscurità, un atto estremo, il buio intorno, molte volte ci domandiamo, anzi sempre, perchè l’ha fatto?
Non lo sappiamo, ma non giudichiamo, è quando la speranza muore e sentiamo che tutto è un illusione, il buio completo intorno, non vediamo più nessuno, amici, famiglia, moglie, figli.
Solo nero profondo, abissale, allora perchè vivere con tutto questo nero che ci circonda, forse dopo la pace, la pace.

Cesare Pavese


Un suicidio annunciato, anzi il leit motiv della sua vita, un fascino quasi perverso verso la morte. Come dire ” se io non avrò ciò che voglio, io ne morirò”. Lui non desiderava cose, lui desiderava sentimenti, amore, è difficile reggere alla mancanza di amore, lui non ce l ha fatta, troppo gravoso vivere senza. Per Cesare che viveva tutto intensificato, in una società dove i valori erano bugie ed ipocrisie. Non tutti viviamo la vita allo stesso modo, ognuno di noi le vive in modo proprio personale, non tutti diamo valore alle stesse cose.


Le sue poesie parlano spesso di amori non corrisposto. ”Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perchè un amore, qualunque amore, ci rivela la nostra nudità, miseria, infermità, nulla”
Cesare Pavese scriveva” Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso, l’orrore e la meraviglia, eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata cosi poco nella mia vita, e cosi male, che è quasi nuova per me.


Cesare Pavese, nasceva fragile, certo una famiglia non certo prodiga di affetto. Quando morì il padre, la mamma di Cesare divenne ancora più chiusa e riservata, ma basta questo per un futuro suicidio? Lui era schivo e riservato, con questa vocazione al suicidio, che lui chiamerà” vizio assurdo”. Cesare Pavese sempre segnato da grandi tormenti, desiderava la solitudine, ma anche la compagnia degli altri. Il suo è un desiderio forte d’amore, che lo perseguiterà tutta la vita, molti pensano che lui sia stato anche impotente sessualmente, ma chi lo sa? Chi lo può dire? Lui nasce fragile, una fragilità nascosta agli altri e anche a se stesso, un inadeguatezza al mondo. Forse lui stesso non si piega alla normalità dell’amore, in lui assume un aspetto lontano, irraggiungibile, una meta che non riuscirà mai ad avere, secondo i suoi canoni, le sue aspettative. Già da adolescente era molto introverso, amante dei libri e della natura. Forse lui stesso non riusciva a comunicare l’amore poi per un uomo triste, intrinseco, solitario, drammatico, era difficile farsi amare. Chi poteva colmare la sua tristezza, la sua chiusura, il suo modo di essere? La sua era una incomunicabilità estrema, ma la sua sofferenza ci ha regalato una letteratura magnifica. Lui che desiderava la morte, lui che desiderava i colori, lui che desiderava amare ed essere amato, lui che desiderava la morte e la pace.
La vita è un viaggio di dolore, la sua forse una profonda depressione, ma soprattutto una forte incapacità del vivere

Il tormento della sua anima

INFORMAZIONE: sguardo animale di Flavia Sironi

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 5 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

5 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

𝗢𝗴𝗴𝗶 𝟱 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼.

Nella giornata dedicata al volontariato la parola ad un’autorevole 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗱 dalla quale ho adottato quattro cani:

da Catania 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗥𝗮𝗶𝗻𝗲𝗿𝗶

Esiste un intero pianeta che riguarda il volontariato.

In comune i volti del terzo settore hanno la naturale vocazione di mettersi a disposizione del prossimo, che si tratti di malati, bambini, poveri, perseguitati o animali, poco importa.

La vita del volontario è sacrificio e chi non è disposto a farne non può essere considerato tale.

Ma esiste un volontariato dove la visione di sé stessi si annulla e, nonostante i sacrifici, niente sembra cambiare ma piuttosto complicarsi sempre di più.

È il volontario animalista del sud.

Un sud complicato al punto che nemmeno le grosse associazioni riescono a fare la differenza pur aiutando all’inverosimile.

Un sud figlio dell’incuria dove gli animali vagano nelle strade privi di sussistenza e, spesso, di protezione da parte degli enti preposti, incuranti delle Leggi.

Leggi e regolamenti impeccabili che impongono precisi standard quasi mai rispettati.

Che non ci siano soldi, strutture o farmaci, che le direttive vengano storpiate o confuse, o ignorate, il randagismo e la strafottenza del privato al sud continua nel suo “tormentato scorrere” come un fiume in piena che travolge gli sfortunati animali.

Per questi motivi i volontari, primi tra tutti, rotolano, annaspano, urlano, imprecano e piangono.

Canili strapieni e quasi sempre di privati che mal vedono i volontari, ai quali rifiutano gli ingressi o li contingentano su appuntamento, “lasciate ogni speranza o voi che entrate” sembra sentirsi nell’aria per quelle sventurate creature e il gestore/proprietario che ne traghetta l’ingresso, si spera sempre sia quello “più buono e disponibile…”

I Comuni interpretano il concetto di re-immissione nel territorio nel senso più universale del termine “tutti liberi”, poco importa se “interi” e liberi di riprodursi.

Sterilizzare! Una parola così semplice ma che all’atto pratico si complica per via delle scarse strutture, mancanza di forniture, mezzi e personale ivi compreso chi deve catturare che spesso non ne è ben capace, strutturato e formato a dovere. Le campagne di sterilizzazione possono essere vane quando dopo averne effettuata una tutto si ferma lasciando i randagi nuovamente liberi di riprodursi.

In tutto questo i volontari catturano molteplici cucciolate della stessa cagna abbandonata per strada, libera di essere ingravidata due volte l’anno per tutta la durata della sua vita, con la disperazione dei volontari che non sempre riescono a prenderla, e se lo fanno, vengono denunciati perché non autorizzati al prelievo nel territorio.

Branchi di cani di proprietà dei comuni, da seguire e cibare nella costante speranza di non essere denunciati dallo stesso comune, con divieti astrusi e assurdi che vietano il posizionamento sul suolo pubblico, di sporcare portando cibo, etc.

Grande piaga sono i privati e gli allevatori, che ritengono innaturale sterilizzare ma perfettamente normale gettarli per strada, nei cassonetti dei rifiuti chiusi in buste, o ammazzate alla nascita le cucciolate non volute.

Adozioni…. Al sud è una parolona che comprende i soli cani di piccola taglia. I cani di taglia grande sono relegati al solo ruolo di guardiani. Per le adozioni dei gatti a 4 mesi sono già considerati adulti. Tutti questi alimentano le fila del randagismo e dei canili a vita.

E cosi il volontario del sud nato per riempire le proprie case, piangere, cercare soldi, farmaci, cibo e disperarsi si affida al nord.

Un nord dove la Legge quadro 281/91 ha trovato esecuzione relegando il randagismo a fanalino di coda dei problemi locali, ad avere canili con 60/100 cani e non i 400/1000 come al sud, e tanti gattili con volontari seri che rispettano i loro turni e i loro compiti, dove il volontariato è gestito con ordine e con una normale dose di stress, dove ai cittadini non importa la taglia o la razza, un nord che si reca nei canili o nei rifugi ad adottare, dove le associazioni hanno benefattori che aiutano fattivamente, dove se fanno un banchetto raccolgono fondi anche per aiutare i loro omologhi del sud, mentre questi ultimi sono costretti a vedersi fare l’elemosina dei 50 centesimi senza potere dire senza vergogna “noi non chiediamo l’elemosina” e ringraziare a denti stretti.

È questa differenza che spesso fa confondere, giustamente, il cittadino del nord quando chiede al volontario del sud di attivarsi “subito” e mettere in sicurezza questo o quello sventurato animale che ne ha bisogno e che viene ignorato dal sistema.

Il volontario del sud, non sempre ha un posto, un piccolo rifugio dove accoglierlo, con il rischio che venga denunciato anche per questo, se non autorizzato o se non ha i fondi per farlo bene.

Anche il volontario del sud vorrebbe un canile o un gattile gestiti da vere associazioni che garantiscano un massimo di 60/100 cani con ordine, compiti ben precisi, amministrazioni, Asp e soprattutto con autorità e cittadini che non sfruttano, che denunciano e non vituperano il volontario, ma lo aiutano a rendersi utile.

Forse un giorno…. , qualche comune è già sulla giusta via.

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5 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Controluce: gaslighting

Date: 1 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

1 dicembre 2022. Articolo di Marina Donnarumma.

Anni fa, frequentavo un’ amica, che svolgeva un lavoro di network marketing, molto brava, molto manipolatrice, molto bugiarda.

Accadeva che spesso finiva i suoi prodotti in vendita, allora chiedeva ai colleghi, che non vendevano molto, che avevano quindi merce invenduta, di poter usufruire della loro merce, dicendo che li avrebbe pagati al prossimo incontro. Il prossimo incontro, in alcuni casi non c’era, vendeva la merce, incassava soldi puliti e a distanza di tempo se incontrava il malcapitato, in questo caso la malcapitata, quest’ultima le chiedeva i soldi, lei spiazzava dicendo candidamente – come non ti ricordi, io i soldi te li ho restituiti!-. Turro questo avveniva con una sicurezza, una nonchalance spiazzante, che per tutta risposta si rimaneva ammutoliti e anche dubbiosi, per ricordare quando, la restituzione fosse avvenuta. Questo un episodio, ma quante volte è successo che qualcuno ci accusasse di aver detto qualcosa che neppure sapevamo? Oppure, accusati di cose che non abbiamo fatto e la persona che ci accusa è cosi manipolatrice da far passare per verità ciò che in realtà, è pura menzogna.

Il gaslighting è una tecnica con cui una persona o un gruppo di persone cercano di avere più potere. La vittima viene sottoposta a un vero e proprio lavaggio del cervello. In caso dell’amica manipolatrice, alterare la realtà cosi prontamente, da sollevare dubbi sulla nostra integrità mentale.

Le persone che usano questa tecnica di manipolazione mentale, distorcono volontariamente le informazioni per affermarsi o per mettere in dubbio la sua memoria

1) Dicono bugie senza alcun tipo di vergogna con aria seria e decisa, difficile non credere

2) Negano di aver detto qualcosa, anche se ne hai le prove, ma sono cosi insistenti nella negazione che siamo noi a dubitare

3) Usano ciò che ti è vicino e caro come mezzo per raggiungerti, manipolando il tuo essere.

4) Ti portano all’usura, cominci a dubitare di te stesso

5) Le loro azioni non seguono le loro parole, ma sono cosi convincenti che ti vergogni di non avere fiducia.

6) Ti offrono rinforzi positivi per manipolarti, ti buttano giù, poi si congratulano, una vera altalena psicologica, che ti riduce a pezzi

7) Sanno che la confusione indebolisce le persone, rompono in qualche modo il tuo equilibrio

8) Tentano di mettere le altre persone contro di te. Magari fanno considerazioni su ciò che una persona avrebbe detto di te, e magari non è vero. Non sai vestire, sei sciocca, non ci arrivi, sei presuntuosa, ecc.

9) Dirà agli altri che stai perdendo la testa. Sei cambiata, chissà cosa ti sei messa in testa, sei esaurità ed altre amenità del genere.

10) Ti dirà che tutti mentono, che non ti devi fidare, facendo in modo che tu, ti possa fidare solo di lui o di lei.

Ovviamente non è che il gaslighter, attuerà queste modalità insieme, ma succede. Ora vorrei chiedere, a chi non è mai accaduto?

Il termine “Gaslight” in inglese significa “luce emessa da una lampada a gas”, ma in psicologia significa annebbiare la mente.

Il termine deriva dall’opera teatrale Gas Light del drammaturgo britannico Patrick Hamilton (nota negli USA come Angel Street) e dagli adattamenti cinematografici di Alfred Hitchcock “Rebecca – la prima moglie” del 1940 e “Angoscia” di George Cukor, del 1944. In entrambi i casi, la trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla follia, manipolando piccoli elementi dell’ambiente, ad esempio affievolendo le luci delle lampade a gas, cambiamenti che la moglie nota, ma il marito le fa credere che sono solo frutto della sua immaginazione. Manipola piccoli aspetti della vita quotidiana fino a portarla ad impazzire. Da Riza.it.

Ad esempio il ” love bombing” , è una forma di gaslighting, letteralmente si chiama bombardamento d’amore, in cui i manipolatori affettivi, bombardano con sollecitazioni amorose la vittima, sul tipo – da quando ti conosco, non faccio altro che pensare a te; te, voglio vederti; voglio sentirti; ti penso sempre, anche al lavoro; già conti tanto per me; voglio un futuro con te; se hai bisogno io ci sono- Praticamente rimaniamo travolti e senza fiato, da tutte queste attenzioni, che all’improvviso finiranno, non sapremo mai perchè, perchè ci sarà il massimo silenzio dall’altra parte. L’atteggiamento caldo/freddo consiste in un cambiamento imprevedibile del comportamento del gaslighter , nel senso che sarà una volta affettuoso, un altra volta algido
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2022/07/gaslighting-manipolazione-psicologica/

Ovviamente a parte i manipolatori affettivi, narcisisti, campioni, sono i politici

Roma 1 dicembre 2022. Articolo di Marina Donnarumma

Il colore della poesia: Iris G. DM

Date: 30 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Sicuramente non conosciamo

sufficientemente cosa sia l’amore,

é facile che ci sfugga,

E’ reale un dito che disegna il contorno delle labbra,

magari ti mordo!

Per assaggiare quel desiderio

che diventa un unico respiro,

brividi e piccole maree.

E’ tardi?

Arriviamo troppo tardi?

Quale è il momento giusto?

C’è una specie di lentezza nelle tue mani,

uno stelo di nebbia, che mi accarezza la schiena.

Oltremare io sento,

nata da corolle d’avorio,

alle spalle della luna,

girata al mondo.

I tuoi baci sono rotondi,

sferici come gocce di pioggia,

cadono umidi e tracciano sentieri,

che asciugheranno la loro luce.

L’ombra lieve delle palpebre chiuse,

sul mio essere imperfetta,

non mi negherà che l’amore non è divino,

ma rendere l’istante una divinità. Iris G. DM

Potrebbe essere un contenuto artistico

Controluce: le maschere

Date: 29 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 29 Novembre 2022

Per Luigi Pirandello le maschere rappresentano la frantumazione dell’io in identità molteplici ed un adattamento dell’individuo in base al contesto sociale in cui si trova cui. Pirandello faceva la distinzione tra l’essere e l’apparire di ognuno, inteso come uomo. L’autore parlava di “recita del mondo”: l’umanità viveva in un perenne palcoscenico, certo apparentemente costretta a comportarsi in un certo modo. Ciò comportava secondo Pirandello una schizofrenia tra l’essere e l’apparire.

Solo una figura riesce a liberarsi dalle maschere ”il folle”. Non è, forse considerato folle chiunque dica la verità? Non è sempre vero e terribilmente moderno quello che sosteneva Pirandello? Tutta la società è composta da individui che indossano maschere, e nessuno di noi può dire il contrario! Anche noi che lo diciamo, affermiamo, indossiamo maschere o le abbiamo indossate. Tutti noi abbiamo ricevuto false parole, spacciate per verità! Menzogna e maschere viaggiano di pari passo. Fino a che l’individuo non capirà che essere se stessi è il dono più grande, anche nella diversità, ci sarà una società mistificatrice. Nessuno è e sarà quello che è. Abbiamo sconosciuti al nostro fianco. Io direi che ” verba volant, facta manent”, solo cosi può rivelarsi una maschera

Spesso mi domando se siamo quello che dimostriamo oppure quello che nascondiamo. Molti sono abituati ad indossare una maschera per dimostrare agli altri come sono bravi, disponibili, affabili, animatori, sostenitori. Come delle salamandre mimetizzano il loro vero io e hanno la capacità di capire e di carpire come fare ad affascinare. Vogliono essere sempre i protagonisti delle scene, costruiscono una facciata cosi reale da sembrare reale. Questi appartengono alla categoria degli affabulatori, cioè quelli che incantano con le loro parole e i loro modi. Ne incontriamo ogni giorno, ogni giorno ognuno di loro ci incanta e poi ci uccide. Si uccide in molti modi, non solo con un arma ma, anche con le parole quando sono false e ipocrite. La caratteristica degli affabulatori è la vigliaccheria e non affrontare le situazioni di petto ma, facendo le vittime .In realtà sono loro che mietono vittime, con un indifferenza cosi glaciale che sconvolge. Ne fanno parte uomini o donne che nascondono quello che in realtà sono. Avere a che fare con queste persone è distruttivo ma evitarle è impossibile, perché quando te ne accorgi solitamente è troppo tardi. A questa categoria appartengono ad esempio i politici, i traditori seriali che negano fino alla morte e tutte quegli individui soprattutto maschili che hanno anche un certo carisma, perché se non l’avessero non attirerebbero l’attenzione e gli interessi.

Hanno una forte componente narcisistica che li porta ad avere anche una sorta di disprezzo nei confronti del prossimo, che mascherano sapientemente e non esitano a camminare sui cadaveri delle persone che manipolano per i loro scopi, qualsiasi siano. Molti di loro sono anaffettivi, smettono di sembrare sinceri e disponibili quando ormai l’altro costituisce, secondo loro, un problema. Riempiono di belle parole ma, quando si tratta di agire passano ad altro nascondendo l’”effettiva realtà con menzogne, scuse e troncano i rapporti facendo in modo che la colpa ricada sulla vittima designata e quest’ultima è capace anche di sentirsi in colpa. Poi ci sono le persone che sono quello che dimostrano di essere e solitamente sono le vittime degli affabulatori.

Alla fine è un mondo quasi tutto di maschere, è un mondo triste perché in ognuno vorresti scoprire la bellezza del proprio essere. Per quanti sforzi facciamo queste persone si nascondono bene e la categoria delle persone che sono sempre quelle che sono, in genere vedono sempre la parte bella degli altri, pensano che tutti possano essere uguali dentro e fuori. Se tu sei onesto, pensi che anche gli altri siano come te. Se non sei abituato a mentire o lo fai per mascherare situazioni gravi e in casi del tutto eccezionali, sei del parere che anche gli altri siano così. Vivere nella menzogna è cosa grave e cosa grave è arrivare a credere alle proprie bugie. Possiamo salvarci da queste persone? Sinceramente non lo so. Dobbiamo fidarci in genere? Sinceramente non lo so. Si può vivere non fidandosi continuamente. Questo lo so. Non si può vivere non fidandosi mai, bisogna pur vivere e alla fine le persone sincere dimostrano sempre attraverso i fatti quello che sono. Prima o poi la maschera cade, quest’ultimi però saranno pronti ad indossarne altre.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 22 novembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi: 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟭 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗖𝗮𝗻𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝘀 𝗥𝗮𝗰𝗲

Sguardo animale di Flavia Sironi: 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟭 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗖𝗮𝗻𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝘀 𝗥𝗮𝗰𝗲.

Date: 26 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 26 novembre 2022

Chi ancora non sa cosa sia il canicross e le sue discipline e vuole conoscere il fantastico organizzatore che è stato il babbo più bello d’Italia, oltre che il più bravo secondo me visto che ha cresciuto con amore la piccola bellissima Jennifer campionessa di canicross e favolosa ginnasta, ecco l’appuntamento che non dovete assolutamente perdere.

Domenica 11 dicembre il Ranch di Pluto ASD, con la collaborazione di Canicross Romagna ed il patrocinio del Comune di Cervia, organizza la prima edizione della Romagna canicross Race

𝗚𝗮𝗿𝗮 𝗖𝗦𝗘𝗡 𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗜𝗖𝗙 𝟮𝟬𝟮𝟯.

Troverete tutte le informazioni necessarie nella locandina allegata.

Si ringrazia canicross Italia per l’aiuto dato.

𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 all’interno di una bellissima pineta dove correre respirando a pieni polmoni aria pura al profumo di pini e aria salmastra di mare.

Dopo le gare competitive ci sarà la non competitiva happy dog, sia per chi vuole conoscere la disciplina prima di competere nelle gare agonistiche e arrivare ben preparato, sia per chi ha solamente voglia di passare una bellissima giornata in compagnia del proprio “quattrozampeeunacoda” e di tanti amici amanti del mondo della cinofilia in un incantevole sito ricco di natura e aria pura, facendo movimento che fa bene sia al fisico che alla mente.

𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗵𝗮𝗽𝗽𝘆 𝗱𝗼𝗴 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗽𝘂𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝟭𝟴 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱’𝗲𝘁𝗮̀.

Ci sarà anche la gara riservata ai bambini, sempre all’interno della pineta, lungo un percorso di un chilometro. Vi assicuro che veder correre i bimbi, molto spesso accompagnati dai loro genitori, è un’esperienza davvero entusiasmante, quindi se avete figli che vogliono stringere un solido legame col proprio cane e affacciarsi ad una sana vita sportiva questa è un’occasione per venire a conoscerci.

Sia il sabato sera che la domenica dopo le competizioni all’interno dell’hotel Adria a Milano Marittima che ha una meravigliosa vista mare, per chi volesse, si potrà sia cenare che pranzare e, si sa, che in Romagna si mangia benissimo!

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CULTURA

Intervista al Maestro Carlo Palleschi: quando la musica è vita.

Date: 24 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 24 novembre 2022

  • La grande musica e le grandi melodie sono immortali. Cambiano le culture; cambiano le mode; cambiano gli usi, ma la grande musica è immortale. La gente non smetterà mai di ascolatare Mozart; Tchaikovsky; Rachmaninov. ”La grande musica è come una grandiosa scultura, un fantastico dipinto. Ha consistenza in eterno. Questo è un fatto. ”(Michael Jackson)

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica. (Friedrich Nietzsche).

  • Sappiate che non si può comprendere un dipinto, una poesia, un opera artistica in genere, può non piacere la danza classica, ma la musica? Dove la parola manca, là comincia la musica, ” dove le parole si arrestano, l’uomo non può che cantare. (Vladimir Jankélévitch).”
  • A tutti, ma proprio a tutti, piace la musica, da piccini ci addormentiamo con la musica, una canzone, da grandi ascoltiamo musica, di qualsiasi genere e la classica? “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.” Johann Sebastian Bach.

“La musica non è nelle note, la musica è tra le note”. Wolfgang Amadeus Mozart.

  • Scusate se ho voglia di citare questi grandi musicisti, ma loro hanno reso al mondo capolavori sublimi, le loro note sono la poesia dell’aria che soffia nell’anima. Intervistare il Maestro Carlo Palleschi un grande onore, un talento eccezionale, a 7 anni componeva. Un uomo dal grande spessore musicale e interpretativo.

” Il direttore sta in piedi “in luogo elevato” ed è visibile davanti e dietro. I suoi movimenti agiscono in avanti sull’orchestra e all’indietro sugli ascoltatori. Egli impartisce veri e propri comandi con la sola mano o con la mano e bacchetta. Con un piccolissimo movimento egli desta d’improvviso alla vita questa o quella voce, altre ne tacita, secondo la sua volontà. Ha dunque potere di vita e di morte sulle voci. Una voce morta da molto tempo può risorgere al suo comando. La differenza degli strumenti corrisponde alla differenza degli uomini. L’orchestra equivale a un’assemblea di tutti i principali tipi. Pronti a ubbidire, permettono al direttore di trasformarli in un’unità che egli farà poi divenire visibile dinanzi a loro stessi.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960”

  • Personalmente amo la musica classica, per me i musicisti hanno un fascino speciale, da adolescente mi presi una cotta per un ragazzo che mi suonava il ” chiar di luna” di Beethoven, ogni volta che sento suonare mi vengono gli occhietti a cuoricino.

”Il cammino lungo e complesso, pressoché impossibile, del direttore; si tratta di portare il messaggio delle note verso l’infinito, che è Dio.” Riccardo Muti, su Corriere della Sera, 2009.

  • Carlo Palleschi, direttore d’orchestra, uomo dotato di grande personalità, sensibilità, umanità, un uomo come tanti? Assolutamente no, non un uomo come tanti, lui guida le note, non le possiamo vedere, ma le possiamo sentire. Non c’è nulla di più bello della musica. Ascoltatela. amatela. La musica cura e culla l’anima.

http://www.carlopalleschi.net/index2.php?pag=archive&cat=3

  • Sin da piccolissimo ha scoperto di avere un amore grande per la musica, dimostrando ”un orecchio assoluto ” I suoi genitori hanno intuito questo talento è accompagnato da subito? Ci può raccontare?

Veramente ho cominciato a suonare all’età di sette anni, insieme a mia sorella che aveva dieci anni, e questo non perché l’avessimo chiesto noi, ma perché era intenzione soprattutto di mia madre completare la nostra educazione dandoci anche una infarinatura di cultura musicale. Questo perché lei, da giovane, aveva cominciato a suonare il violino con ottimi risultati ma dopo appena tre anni aveva dovuto interrompere gli studi perché la sua famiglia non aveva i mezzi per poterle far proseguire questo tipo di studi.
Appena arrivato a casa il pianoforte, io ho cominciato a giocarci facendo ” un gran casino” e divertendomi molto a sentire tutti quei suoni. Poi mi divertivo anche a ritrovare sulla tastiera le melodie e le musiche che sentivo in televisione e sui dischi e inoltre mi piaceva in particolare inventare dei pezzi che partivano dall’improvvisazione, ma poi alcune parti di quelle improvvisazioni venivano selezionate, ripetute, perfezionate e in seguito collegate a sezioni diverse secondo un vero e proprio lavoro spontaneo di composizione. Avevo formato così un repertorio di una ventina di composizioni molto diverse fra loro a cui mio padre, al quale piaceva ascoltarmi quando tornava dall’ufficio leggendo il giornale seduto su una poltrona, dava i titoli a seconda del carattere, dell’andamento e delle caratteristiche musicali dei brani che andavo via via componendo. Per fare questo però, trascuravo completamente di fare gli esercizi noiosi ed ostici che ci assegnava la nostra vecchia insegnante con il risultato che le lezioni di pianoforte erano un supplizio sia per me che per la vecchia maestra la quale arrivò al punto di consigliare ai miei genitori, contro il suo interesse, di farmi smettere di studiare perché secondo lei non avevo nessun talento per la musica, mentre mia sorella era più disciplinata e diligente, quindi avrebbe potuto continuare. A questo punto mio padre si oppose dicendo: come è possibile che questo ragazzino sia negato per la musica se crea dei brani da solo e riesce a suonare ad orecchio tutte le melodie che sente mentre la sorella non è capace? Ci fu una riunione a casa dell’insegnante la quale disse: non sapevo che Carlo compone dei pezzi, fatemeli sentire. Così io suonare un brano che avevo composto e lei disse: questo procedimento di quinte paralle è tipico di Puccini, si vede che ha copiato. Io pensai: cosa c’entrano i pulcini? Perché di Puccini non avevo mai sentito neanche il nome! Comunque i miei decisero che anche io dovevo continuare e così questa tortura andò avanti ancora qualche anno finché mia madre decise di farci cambiare insegnante. Questi furono i primi sette anni del mio rapporto con la musica.
Il fatto che io avessi l’orecchio assoluto fu scoperto dopo sette anni dall’inizio dal professore che cominciò a prepararmi per l’esame di solfeggio, il quale si accorse che avevo una estrema facilità nel fare il dettato musicale e sospettò subito la presenza appunto dell’orecchio assoluto, così mi mandò in un’altra stanza e suonò delle note, poi mi chiese che note erano ed io ovviamente risposi perfettamente, poi ripete’ l’esperimento con gruppi di note più complessi e dopo pochissimi minuti mi disse: tu hai l’orecchio assoluto, ed infatti io quando sentivo i suoni li riconoscevo per nome: do, mi bemolle, fa diesis, la, si naturale etc.

  • Maestro, prima di essere un direttore d’orchestra era un musicista, credo che non le bastava, quale è stata la spinta?

lo stimolo ad intraprendere la direzione d’orchestra e’ derivato da una parte dall’aver coltivato insieme allo strumento lo studio della composizione, dall’altra il fatto di aver cominciato a vent’anni, appena diplomato, a lavorare in teatro e di essere rimasto affascinato dalla figura di alcuni Maestri con cui ho avuto la fortuna di lavorare insieme.

  • Per arrivare ai suoi livelli, ci sono voluti anni di studi e sacrifici, un mondo complicato, competitivo, difficile, non è mai stato sul punto di mollare?

Musicista, in qualche modo, si nasce e non è possibile abbandonare la cosa per cui nutri la tua più grande passione, sarebbe qualcosa di innaturale. D’altro canto è vero che il mercato del lavoro per i musicisti è un ambiente pieno di difficoltà e di figure ambigue e spesso fanno più strada quelli che hanno un particolare talento nel curare i contatti e le conoscenze con le persone che hanno potere in questo settore. Anche per questo spesso nella storia abbiamo avuto esempi di grandi musicisti che sono stati costretti ad emigrare per cercare un ambiente più favorevole e propizio dove il proprio talento potesse essere meglio apprezzato e compreso rispetto al paese d’origine.

  • Il suo un curriculum è di tutto rispetto, ha lavorato in tutto il mondo, dove si è trovato meglio?

Un concerto sinfonico o una produzione lirica sono attività che coinvolgono un importante numero di persone. Per questo la riuscita dell’evento dipende molto dalla qualità, dalla serietà e dalla precisione del lavoro organizzativo, oltre che dalla qualità dei musicisti e dei solisti che si hanno a disposizione. In ogni paese troviamo luoghi di eccellenza e realtà con profili artistici meno importanti, e ciò in virtù del fatto che di solito hanno sovvenzioni più limitate e quindi meno possibilità di investire in qualità. Devo dire che in America ( USA e Canada) la serietà e la professionalità nel modo di lavorare sono davvero fuori dal comune. Ciò non toglie che si lavori benissimo anche nella maggior parte dei paesi europei e nei paesi asiatici più sviluppati.

  • Cosa consiglierebbe ai giovani che vogliono diventare musicisti?

Ai giovani musicisti si può consigliare di viaggiare il più possibile ed andare a studiare nelle grandi città dove normalmente si ha la possibilità di andare in un Teatro di livello internazionale e di ascoltare le migliori orchestre ed i migliori solisti del mondo. Inoltre è molto importante e stimolante approfondire la conoscenza di altre culture e anche di più lingue, conoscere altri sistemi di studio e di approccio verso la materia. Tutto questo cercando ovviamente di entrare in contatto con gli artisti e i didatti di chiara fama e capacità.

  • Lei è ospite come direttore del teatro dell’opera di Seul, è spesso in Corea?

Si può dire che la Corea è un Paese per me molto familiare, anche perché mia moglie è coreana. Per questo Seoul è una seconda patria per me, anche perché sono molto affascinato dalla cultura orientale e dalla capacità di questo popolo di capire ed amare la nostra arte. Negli anni ho maturato la convinzione che questa popolazione abbia delle capacità particolari nella pratica della musica e ciò è dimostrato anche dal fatto che una altissima percentuale dei vincitori dei più importanti concorsi internazionali di esecuzione musicale sia formata appunto da giovani coreani. Inoltre ammirano molto noi italiani per il nostro modo di essere e di vivere, per il nostro stile e per la nostra passione oltre che per l’immenso patrimonio artistico che abbiamo ereditato dai nostri avi, per cui mi trovo benissimo in quel paese orientale e vengo trattato con molto riguardo e rispetto sia in ambito lavorativo che nella vita di tutti i giorni.

  • Sicuramente avrà un grande musicista preferito, e fonte di ispirazione, chi è?

Avere dei modelli è tipico della fase giovanile dell’attività artistica; man mano che si avanza verso la maturità diventa sempre più importante la meditazione, la ricerca introspettiva e la continua evoluzione del pensiero in base alle proprie esperienze. Da ragazzo ho avuto varie figure che ho ammirato molto per quanto riguarda la direzione d’orchestra, primo fra tutti forse Arturo Toscanini, ma anche molti altri grandi direttori come Tullio Serafin, Claudio Abbado, Herbert Von Karajan, Carlos Kleiber, solo per citare i più noti. Fra i compositori sento un’affinità speciale con Verdi, ma mi trovo molto a mio agio anche con Puccini, Rossini e Donizetti per quel che riguarda l’opera e con tutti i grandi classici a partire da Mozart fino a Shostakovic, passando per Beethoven, Brahms, Schubert, Schumann, Tchaikovsky, Ravel, Mahler, Stravinski etc.

  • Lei ha dei progetti e dei sogni da tirare fuori dal suo cassetto?

Ho avviato un progetto molto interessante a Seoul in collaborazione con mia moglie che è una produttrice di eventi musicali, si tratta de “La Bottega dell’Opera”, ovvero un centro teatrale dove i più giovani ( cantanti, direttori, pianisti, registi) imparano il proprio mestiere lavorando insieme a chi ha più esperienza. È bello tramandare ai nuovi talenti tutto ciò che si è appreso per esperienza diretta nell’arco di vari decenni di studio e lavoro. Mi piacerebbe che questo progetto si possa sviluppare ed ingrandire sempre di più e proiettarsi su più continenti. Fra i miei prossimi impegni devo dirigere la Tosca al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, La Traviata a Seoul, la Turandot a Spoleto e vari concerti sinfonici in diversi paesi europei ed asiatici.

  • Io la ringrazio per questa bellissima intervista, il mondo musicale è affascinante e pieno di stimoli. Dire che la musica è vita è una verità, se non ci fosse, il mondo sarebbe silenzioso, morto. Tutto ciò che è in natura è musica, noi, non facciamo altro che leggerla. Grazie Maestro Carlo Palleschi

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 24 novembre 2022.

https://www.facebook.com/carlo.palleschi.9

CULTURA

Controluce: divide et impera

Date: 22 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 22 novembre.

Divide et impera è una frase latina il cui significato è dividi e comanda; si tratta di un motto che la tradizione attribuisce, a Filippo II di Macedonia. Essenzialmente sta a significare che seminare l’odio fra i popoli soggiogati, provoca benefici a chi li domina, e in qualche modo sottomette.

Nell’antichità evidenziava una politica cara agli imperatori romani, particolarmente a Diocleziano, che avevano capito che poter regnare più facilmente sui popoli da loro sottomessi fosse utile impedirne la coalizione rendendoli rivali fra loro. La frase, divide et impera, viene utilizzata negli ambiti politico e sociologico e indica la strategia che ha come fine il mantenimento di una determinata posizione di potere favorendo la divisione fra forze dell’opposizione. Questo motto latino mi frullava da diverso tempo nella testa, osservando il caos generale e di tutti i laureati in fb, che girano. Oggi tutti sono maestri di tutto e di tutti, tutti liberi di esprimere le proprie opinioni, nessuno sbaglia è giusto tutto, se poi fai un opposizione costruttiva razionale vieni seppellito da tali e tanti insulti verbali, che tutto ciò che dici viene seppellito da parole insulse e volgari.Vengono negate verità scientifiche, vengono contrapposte altre verità, in questa jungla di cattiva informazione difficilmente hai il discernimento. La cultura è affossata, non si leggono libri, i veri miti sono blogger e influencer, che raggiungono milioni di follower per un nonnulla che però piace, e quello che piace è fatuo e inconsistente. La scuola è diventata una barzelletta, le nostre elementari erano un eccellenza nel mondo, ora tutto naufragato da progetti che sono businness e basta. La cultura superficiale, senza spessore, non si conosce la storia, la geografia ed il resto non lo sto a citare. L’inglese? vogliamo parlare dell’inglese che si fa dalla scuola materna e si esce dalle superiori senza saper l’inglese? La tv spazzatura? a cominciare dal grande fratello ad esempio, oppure bulli e pupe?

Se piace questo tipo di televisione non ce le facciamo due domande? Si litiga ovunque e ci si insulta senza rispetto, e questo piace. Io sono completamente inorridita, basita. La pandemia, la crisi economica, la guerra, veniamo letteralmente bombardati, e la povertà’ quella dove la mettiamo? salari penosi, veramente ridicoli, per ore e ore di lavoro, fai una vita di lavoro, dove non spazio per gli altri, neppure per gli affetti più cari. Depressione, devastazione morale, inesistente senso civico, potrei scrivere per ore.

Io sul web leggo di tutto e mi soffermo su ciò che mi piace, leggo un post del PROFESSOR X, chi sia nessuno lo sa, anche autore di un libro storico. La coincidenza è stata nel leggere un suo post su ” divide et impera”

In realtà mi ha incuriosito, ma non so chi sia, magari prima o poi lo scopriremo.

Professor x

utti combattono contro tutti.

I partiti, la televisione, i media vi mettono continuamente gli uni contro gli altri, non fanno altro: creano divisioni. Vi insegnano a odiare e a disprezzare chi non la pensa come voi. Ad avere paura di chi non la pensa come voi. Guardate i programmi televisivi: tutti parlano, gridano, si insultano. Non c’è dialogo. Il dialogo unisce, oggi invece non bisogna unire ma dividere. A che scopo?

Divide et impera: un popolo diviso è più facile da dominare. Da persuadere. È un meccanismo vecchissimo, e come popolo noi siamo sempre stati vittima di divisioni: guelfi e ghibellini, repubblicani e democratici, morotei e andreottiani, destra e sinistra, cattolici e protestanti, se ci fate caso la storia umana si è sempre divisa in due grandi fazioni.

Monarchi, proconsoli, governatori e viceré, è la storia a dircelo, hanno alimentato queste divisioni. Le hanno incoraggiate. Da sempre hanno compreso che il migliore espediente per controllare un popolo è quello di dividerlo. La divisione crea confusione, conflitti e contrasti. Gli schieramenti calamitano l’attenzione. Monopolizzano le discussioni. Dirottano i malumori. Come lavarsene le mani? Della povertà che avanza, delle proprie incompetenze, delle proprie inefficienze, del malessere generale? Trovare qualcuno su cui scaricare la colpa. La creazione di un nemico è la tecnica per eccellenza della propaganda.

Cosa fare però quando non ci sono nemici esterni da combattere? Il nemico va ricercato all’interno della stessa nazione. Il nemico serve, il nemico è necessario, serve un capro espiatorio, qualcuno da incolpare quando le cose vanno male, qualcuno da dare in pasto alla folla. «E se non state attenti, il Potere vi farà odiare gli oppressi e amare gli oppressori.»

G.Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X Cari amici, è da poco uscita la quarta ristampa del mio romanzo Clodio, se vi piacciono la storia e la filosofia, potete leggerne un estratto gratuito a questo link: https://amzn.to/3E5zM9W

#storia#cultura#istruzione

Divide et impera.
Dividi (i tuoi avversari) e comanda. Caio Giulio Cesare

Fere libenter homines id quod volunt credunt.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
 Caio Giulio Cesare

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 22 novembre 2022

CULTURA

Controluce: 20 novembre, giornata mondiale dei diritti dei bambini. La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”. Gianni Rodari.

Date: 20 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

20 novembre 2022 Roma articolo di Marina Donnarumma

Oggi la giornata dei diritti del bambino, ieri un ‘altra giornata di non so cosa, cosi ogni giorno. Giornate dedicate ai diritti di chi non ha diritti, e continua a non averne. Mi domando a cosa servono queste giornate? Lo domanderei ad ogni bambino affamato, seviziato, mutilato, violentato, povero, assetato.

Lo vorrei domandare a tutti quei bambini orfani negli orfanotrofi, che non vengono adottati a causa di pratiche burocratiche, e ipocrisia, perchè su di loro ci lucrano, visto che lo stato versa fior di soldoni per il loro mantenimento. Adottare un bambino italiano pressochè impossibile, poi da un genitore single ancora peggio. Allora che dovrei dire a chi rimane vedovo o vedova dovrebbero essere tolti i bambini? Che mondo ingiusto, doloroso, bambini che si prostituiscono, che si drogano con la colla per resistere al freddo, bambini venduti per pochi soldi, bambini che fanno la guerra, bambini, bambini, non merce. Bambini a cui viene negata l’infanzia, destinati dalla nascita a morire, a una vita di violenza, bambini, si bambini! Nelle miniere per 10 12 ore, infilandosi in cunicoli strettissimi, a raccogliere semi di cacao, per pochissimi soldi, per cui a stento mangiano, se mangiano! Bambini che stanno ore e ore con le gambe incrociate a fare nodi ai tappetti che noi compriamo, a cui viene negata l’istruzione, bambini che non sanno cosa è l’amore, perchè la povertà abbrutisce ogni cosa, e non mi venite a raccontare due cuori e una capanna! Conflitti, povertà e crisi climatica a peggiorare quello che è già peggio. Nel mondo vivono più di 400 milioni di bambini in aree di conflitto, dai 10 ai 16 milioni di bambini costretti a lavorare e sposarsi, più di 220000 bambine e ragazze muoiono durante gravidanze e parti perchè sono il risultato di matrimoni precoci.

Senza soffermarmi a tutte le brutalità a cui vengono sottoposti i bambini, si i bambini! Oltre 345 milioni di persone non hanno accesso al cibo a sufficienza per poter sopravvivere, il fatto che alcuni lavorano non cambia nulla, sono pagati talmente poco che il risultato è lo stesso. 14 milioni di bambini sotto i cinque anni rischiano e muoiono di fame. In Italia? Un popolo di bambini che hanno enormi difficoltà tra l’indifferenza delle istituzioni, le difficoltà che hanno in casa, economiche, per mangiare, per vestirsi, per praticare uno sport, che non è un lusso ma una forma importante di socializzazione.

Allora quanto pesano le lacrime di questi bambini? Le hanno le lacrime, il fiato per piangere a parte la pancia grossa e il loro corpo scheletrico ? Io rimango senza parole per queste giornate false ed ipocrite. Non serve ricordarlo, perchè si mangia tutti i giorni e se non si mangia si muore, e non si muore solo di quello. Un bambino ha diritto ad un infanzia di giochi, non ad imbracciare un fucile, un bambino ha diritto a un infanzia di giochi, non ad imbellettarsi per prostituirsi ad un perverso! Lavorare per 10 12 ore al giorno, dormire all’addiaccio è la negazione assoluta di qualsiasi diritto. Allora dico a tutti quelli che li sfruttano, li uccidono, li violentano, a quelli che hanno la pancia sazia di ogni ben di Dio, abbiate pietà di questa infanzia, tutti noi dobbiamo avere pietà e non per un giorno, ma per sempre.

La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”. Gianni Rodari.

I bambini della guerra hanno occhi scuri vellutati.
Hanno gote sporche di terra e sentieri chiari di lacrime.
Hanno fame, hanno freddo,
non vedono il sole.
Non conoscono la luna e le stelle.
Non hanno prati fioriti, dove possono correre,
Hanno macerie di case e cadaveri da seppellire.
Non hanno scuole per imparare,
ma mitra da imbracciare,
bombe da lanciare,
innocenza da negare.
Non sognano regali di Natale,
dormono nelle cantine buie
e aspettano la pioggia,
nelle pozzangere possono bere.
Sognano di morire,
almeno in paradiso possono mangiare.
Non hanno scarpe, i loro morti sono senza.
Una sola scarpa che fa piangere,
un lamento che arriva fino al cielo.
Un lamento di madri vestite di nero e di dolore,
di padri che non li hanno difesi.
Il cielo scuro, di fumo acre,
di sangue, di bombe e distruzione, senza nessuna giustificazione.
Una nenia disperata!
per ogni bambino che non gioca, per ogni bambini mutilato,
per ogni bambino senza infanzia, senza pane,
violati, a piedi nudi, sporchi di fango, senza scarpe,
le hanno perse ai piedi del mondo, che li culla già morti,
li culla e piange,
li culla e piange! Iris G. DM

Articolo di Marina Donnarumma . Roma 20 novembre 2022

CULTURA

Sguardo animale di Flavia Sironi. 20 novembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Date: 20 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮.

Oggi 20 novembre nella giornata mondiale delle vittime della strada vorrei parlare degli incidenti causati dai cani abbandonati in balia del proprio crudele destino.

Molte persone perdono la vita o peggio restano immobili in un letto per gli incidenti stradali che sono in continuo aumento.

C’è chi guida in stato di ubriachezza, chi sotto gli effetti della droga, chi per avere forti emozioni si lancia per le pubbliche strade in una folle corsa senza pensare a ciò che potrebbe accadere, provocando danni gravissimi o persino la morte di terze persone vittime della pazzia altrui.

Un altro problema, causa di tantissimi incidenti soprattutto in autostrada, sono i cani randagi abbandonati da individui senza scrupoli.

A volte vengono legati al guard-rail a volte lasciati vagare liberi, dipende dall’ispirazione del momento del crudele compagno di vita.

Può capitare che il malcapitato venga investito, succede anche che chi si trova di fronte il povero animale per evitarlo sterzi improvvisamente facendo un frontale con un altro mezzo proveniente dalla carreggiata opposta e può accadere che i coinvolti restino gravemente feriti o perdano la vita.

Spesso l’animale investito viene lasciato morente lungo la strada, praticamente l’autista “tira dritto” perché secondo la sua brutale logica pensa che “tanto è solo un cane”.

Così è successo alla mia cagnolona razza pastore tedesco.

E’ stata investita e lasciata morire lì proprio dove l’hanno travolta.

Per sua fortuna gli umani non sono tutti uguali, non tutti pensano “è solo un cane” o è solo un gatto, perché la stessa sorte succede anche a tantissimi gatti, sia che siano abbandonati, sia che siano di colonia.

Grazie ai volontari è stata recuperata, curata, passando dal carrellino alla fisioterapia per poi finire in un canile e attraverso le super adozioni del cuore una fantastica volontaria, tata Stefania che mi ha già donato tre cani meravigliosi, con la staffetta da Catania è giunta sino a me.

Seguitemi perché Stefania scriverà per noi quali sono i problemi legati al randagismo del sud.

Stampella ha la colonna vertebrale deviata e saldata non si sa come, una zampa offesa, ma ha una volontà di ferro, tant’è vero che Gino, il mio veterinario di fiducia ortopedico, non si capacita del fatto che cammini, anzi corra.

Stampella ha un’ incredibile voglia di vivere.

Con lei ho altri tre cani, i suoi fratelli che tormenta incitandoli a giocare e due gatti.

Unica differenza è che Stampella, a parte all’area cani e nel suo giardino, non è mai libera completamente ma legata o alla linea oppure alla lunghina e quando la portiamo in montagna scegliamo percorsi poco difficoltosi.

Stampella nuota, è uno spasso vederla galleggiare sempre legata alla lunghina o al guinzaglio scorrevole.

Ovviamente a differenza del resto del branco le facciamo fare tempi di recupero maggiori rispetto agli altri comodamente sdraiata sul divano.

Avete avuto anche voi esperienze di questo genere? Avete voglia di parlarne? #camminacolcane#sguardoanimale#canidiinstagram#gattineri#gatti#canifelici#caniche#gattinicarini#gattini#canidivertenti#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#giornatamondialedellevittimedellastrada#canile#gattile#canifeli#canifelici#canichelove#canicross#sportcinofili

AMATE GLI ANIMALI. LORO SAPRANNO SEMPRE RIPAGARVI. CHI HA LA CAPACITA’ DI AMARE GLI ANIMALI, HA LA CAPACITA’ DI AMARE QUALSIASI CREATURA APPARTENGA A QUESTO MONDO, A COMINCIARE DA SE STESSI, TUTTE LE CREATURE FRAGILI, BISOGNOSE. AMARE E’ SEMPLICE E GRATUITO, E’ SEMPLICE!

Articolo di Flavia Sironi. 20 novembre 2022

sguardoanimale.wordpress.com

CULTURA

Sguardo animale di Flavia Sironi. 18 novembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Date: 18 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Quando ho adottato i miei cani e i miei gatti, tutti provenienti da tristi realtà, ho sempre cambiato i loro nomi, sia che fossero cuccioli, giovani, adulti o anziani. Questo perché li considero figli anche se non li tratto come tali. Ai figli si sceglie il nome con entusiasmo e amore. Il nome che si sceglie è importante per un genitore. Il nome che io scelgo per i miei “animalifigli” è importante per me. Scelgo i loro nomi con entusiasmo e amore. I nomi che scelgo devono piacere a me e ai componenti della mia famiglia. Tra l’altro sono fermamente convinta che la loro vita inizi da me lasciandosi alle spalle tutto ciò che è stato il loro passato. Nelle foto Sandokan Rosso Stampella Havana 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺 Batman e Biancochiocco 🐈‍⬛🐈‍⬛#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#gattineri#gattinicarini#gattini#gattile#gatti#gattidiinstagram#camminacolcane#canile#canifelici#caniche#canidiinstagram#canidivertenti

Ieri è stata la giornata mondiale del gatto, ma dobbiamo amarli sempre. Non serve un giorno per ricordare, dobbiamo sempre amarli, come ogni animale

🐈‍⬛Giornata mondiale del gatto nero…..ARTE🖌️ semplicemente ARTE niente da aggiungere. 😻#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#gattineri#gattidiinstagram#gattile#gatti#gattini#gattinicarini#sguardoanimale

sguardoanimale.wordpress.com

Articolo di Flavia Sironi. 18 novembre 2022

CULTURA

CONTROLUCE: Barriere architettoniche, tra indifferenza e mancanza di empatia, storie difficili.

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 17 novembre 2022

La notte del 15 novembre 1963 a Recco tirava un vento gelido di tramontana. In ospedale tutti i neonati iniziarono a piangere, fino a mattina. Tutti tranne uno: Gianni, il più piccolo nato con un mese di anticipo. Solo due giorni dopo in ospedale si accorsero che qualcosa, in quel suo silenzio, non andava e quando lo trasportarono a Genova era oramai troppo tardi. Dopo due mesi di ricovero tornò a casa con un referto su cui c’era scritto: tetraparesi spastica distonica. Il freddo di quella notte gli aveva procurato una congestione con effetti devastanti e permanenti sul suo sistema nervoso.

Ieri sulla mia #newsletter ho raccontato la storia del mio amico Gianni, all’anagrafe Giovanni Battista Casareto, che ha tanti rimpianti, molta grinta, una testa velocissima, un talento per la scrittura e dei sogni. Voglio pubblicare qui un piccolo estratto. Io e Gianni ci siamo conosciuti alla presentazione del mio libro “La mattina dopo” e quella sera mi disse che la sua vita è una lunga mattina dopo, quella segnata dal vento ma anche dall’incompetenza degli uomini.

Gianni mi scrive regolarmente, mi manda cose da leggere, poesie, testi di canzoni, racconti storici, ci scambiamo pareri, io gli segnalo #podcast da ascoltare e mi viene sempre a salutare quando faccio presentazioni nella sua zona. Questa volta sono andato a trovarlo a casa, a Recco, dove ha passato tutta la vita e, dopo la morte del padre e della madre, vive con la sua badante ucraina e suo marito.

«Nei primi anni di vita, ero totalmente immobile, incapace di muovere anche il minimo arto. Ero tutto rigido con le mani chiuse a pugno, la schiena inarcata in avanti e i piedi che puntavano in dentro. Ricordo una visita che feci a Genova il giorno prima di compiere sei anni, durante la quale fecero a mia madre un discorso strano che si concluse con un consiglio: ricoverare in un istituto quel figlio disabile. Invece mi hanno cresciuto e testardamente mi hanno curato anche al di fuori delle terapie tradizionali. Assunsero un massaggiatore di Sori, che al prezzo di tanti sacrifici economici e a una montagna di mio dolore fisico, in anni di lavoro mi mise letteralmente in piedi».

Gianni è andato in prima elementare a otto anni, al Centro Spastici di #Genova, dopo due anni di inferno burocratico per aver diritto ad un posto sullo scuolabus.

«Alla fine delle elementari dissero che potevo essere inserito nella scuola media di Recco, usufruendo della riforma Malfatti, che consentiva ai #disabili di essere messi a contatto con i ragazzi “normali” all’interno delle singole classi. È stato un tempo bello anche se difficile, perché lì ho cominciato a vedere la differenza tra me e gli altri ragazzi: loro correvano e io restavo a guardarli e, più avanti nel tempo, li osservavo abbracciati alla fidanzata di turno e poi li ho visti sposarsi e avere dei figli. Questa è la parte più dolorosa, la mancanza dell’amore e di una famiglia mia».

Mi guardo intorno: le pareti e i ripiani della libreria sono pieni di piatti, vasi e sculture che ha imparato a fare alla scuola per ceramisti che ha frequentato per tre anni. «Non avevo nessuna manualità, nemmeno la percezione di come si tiene in mano un pennello per decorare, non riuscivo a connettere mano e cervello sulla stessa lunghezza d’onda. Piano piano la mano cominciò a rispondere agli impulsi della testa e cominciai a costruire vasi, ciotole, piatti e poi a decorarli». Anni dopo quella capacità gli permise di far parte di “un gruppo di pazzi” che aprì un laboratorio di ceramica nel suo garage: «Eravamo molto affiatati e c’era grande armonia tra noi, quel tempo è stata l’esperienza più intensa e felice della mia vita». Questa fase della vita si concluse nel 2004 con la morte di Giuliano, l’anima del gruppo in laboratorio: «La sua perdita improvvisa mi provocò un dolore indicibile e uno stress fortissimo, come se a morire fosse stato un fratello maggiore. Alcuni giorni dopo mi accorsi che nella parte destra del mio corpo stava succedendo qualcosa: il braccio destro cominciò a chiudersi e il tendine d’Achille ad accorciarsi, poco tempo dopo non mi fu più possibile camminare».

Ascolto Gianni e mi rendo conto di quanto siano fondamentali nelle nostre vite gli amici e i maestri, di quanto una comunità possa fare la differenza. La morte della madre lo ha obbligato a prendere in mano la sua vita, ha imparato ad andare a fare la spesa e la sua più grande sensazione di libertà è stata quella di lanciarsi con la carrozzina lungo la discesa verso Recco. «Non sono autosufficiente e mi muovo attraverso due carrozzine, una da interni e una da esterni, che piloto con grande maestria, tanto che mi chiamano “Schumacher”. Con gli anni ho capito che l’autonomia e la voglia di indipendenza la devi avere dentro te stesso e poi conquistarle giorno per giorno, lottando per te e per gli altri per abbattere le tante diffidenze, le discriminazioni, le barriere culturali e architettoniche che ancora avvolgono e condizionano la vita dei disabili».

Alla fine della nostra chiacchierata mi ricordo che Gianni mi aveva detto di avere tre sogni, gli chiedo di raccontarmeli. Il primo è la lotta contro le barriere architettoniche. Lo fa con il gruppo di cui è promotore, #ABA Abbattimento Barriere Architettoniche Recco. Ma il percorso è ancora lungo: «Cosa c’è di più discriminante di vedere gli altri entrare e di essere costretti a stare fuori. A me capita da una vita. Quante volte ho dovuto gridare come un ossesso per farmi vedere, perché quel negozio era senza scivolo? E ogni volta che accade mi sento ferito e umiliato nel profondo e penso di essere un cittadino di serie C». Un altro suo sogno è vedere una sua canzone, una di quelle di cui scrive i testi, arrivare a Sanremo, o di salire su quel palco per parlare dei maledetti ostacoli che rendono la vita un inferno. Il terzo sogno? Me lo confessa mentre ci stiamo salutando: «L’amore, la tenerezza, una compagna e una famiglia».Mario Calabresi 

Una storia come tante, come tante di sofferenza, difficoltà, un nome, tanti nomi. Storie tragiche, storie a lieto fine, ma non senza amarezze e pregiudizi.

Dobbiamo imparare ad amarci di più, ad amare l’altro, riprendere in noi sentimenti di ”pietas” comprensione degli altri. Una storia non si deve risolvere perchè viene sbandierata, chiacchierata, si deve fare, un nostro dovere, un dovere di tutti noi. Dietro ogni ragazzo o ragazza disabile ci sono genitori, nonni che sacrificano fino all’estremo la loro vita. Spesso un unico genitore, abbandonato dalle istituzione, quando mai il contrario? Diventa una non vita, una vita esclusivamente di assistenza, dormendo poche ore, senza uscire, mai. Vorrei lanciare una campagna di sensibilizzazione su ALESSANDRIA TODAY, raccontateci le vostre storie, Fotografate con nome e cognome ogni barriera architettonica, ogni ostacolo che possa impedire un accesso. A presto un indirizzo e-mail dovete potrete mandare tutto ciò.

Articolo di Marina Donnarumma 17 novembre 2022

CULTURA

Il colore della poesia. Iris G. DM

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Roma 17 novembre 2022

Avevamo sciarpe di lana,

cappelli fatti a mano,

punto dritto e punto rovescio.

La scalinata di piazza di Spagna,

Le caldarroste che fumavano,

Il cartoccio di carta paglia,

Volevo correre per la scalinata,

poi scendere come una regina

So per certo che non mi sarei stancata di te,neppure di rosa rosae

Se tutto finisce,

è perché siamo incapaci di tenercele

le cose,

di riconoscerle le cose!

Appena ti vedevo mi mettevo

il rossetto,

tu me lo toglievi con la mano,

poi mi baciavi,

A casa mi specchiavo,

avevo la bocca tumida,

arrossata tutta intorno,

dai nostri baci.

Siamo cresciuti,

io non ti ho rivisto, mai più!

Ti penso ogni volta che metto il rossetto,

sempre lo stesso colore,

rimane lì.

Di Trinità dei Monti,

non sono più regina. .Iris G.DM

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone

Roma 17 novembre 2022 Iris G. DM

CULTURA

Il colore della poesia. Iris G. DM

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

17 novembre 2022, Roma

Rimpiangerai quello che non ritorna,

il mondo diventerà bianco,

taglieranno le parole in coriandoli di carta,

ci abbracceremo quando farà notte,

luci di lampioni come lame sottili.

Il cuore è freddo,

il cuore è freddo non lo sentite?

Le foglie cadono,

fanno un rumore strano,

il vento le prende a calci, sposta le foglie e soffia.

Mi fa paura, nascosta sotto le lenzuola,

come da bambina, il respiro umido e caldo.

La notte non la vedo, la sento,

il giorno lo vedo, lo sento,

forse una porta sbattuta,

un ramo rotto,

una ninna nanna senza senso,

gemo piano all’angolo della mia solitudine. Iris G. DM

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Iris G. DM 17 novembre 2022

CULTURA

3° ed ultima parte. Manuela Cadoni, il libro : ”Hai mai atteso lo sbocciare di un fiore?” Emy’s word: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore.

Date: 16 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 16 novembre 2022

Io sono una fan della parola, mi rendo conto che le parole possono farti bene, tanto male, tanta gioia, lacrime, risate. Le parole possono essere fiore o coltello, calde eaccoglienti come una tazza di caffè, fredde come l’ultima glaciazione. Hanno un fascino speciale, misterioso, come i numeri, le costellazioni, sono sempre e comunque nel bene e nel male, multicolori.


Io mi sento come una ricercatrice, in questo caso di parole, e la mia mente e il mio cuore frenano bruscamente, facendo attrito quando trovo qualcuno che , in qualche modo mi colpisce. Emy’s words, le parole di Emy, una pagina che mi ha colpito, per i contenuti immediati, Emanuela Cadoni e le sue frasi, direi una poesia in pillole di impatto, che comunicano gioia di vivere, passioni, emozioni, veramente vibranti. Percepisci una donna vivace, grintosa, romantica, un pò guerriera, ma con una grande sensualità e di un fascino di cui lei stessa è consapevole, ma anche le persone con cui comunica, percepiscono.
Tutto ciò che scrive, è lei, per conoscerla fatelo attraverso le sue parole. Definirei la sua poesia, uno shortino, lo bevi e poi ne vuoi un altro. Una personalità colorata e non tra le righe, lei che ascolta il mare come una musica e l’accorda al suo cuore. Aggiungerei per finire, una solarità che trasmette in ogni sua chiave di lettura.

“Tutti hanno diritto alla propria favola… la mia è da qualche parte in attesa di essere scritta.”
Emanuela Cadoni.

Se vorrai camminare con me,
dovrai muoverti lentamente.
lo sono colei che si fermerà
ad ogni passo,
per attendere il risveglio del sole,
per ammirare il cielo
e la danza leggera delle nuvole
che lo colorano.
Hai mai atteso
lo sbocciare di un fiore
o prestato ascolto
a un soffio di vento
che ti accarezza il viso?
Hai mai atteso
l’attimo in cui la luna
fa capolino all’orizzonte
e gioca con le ombre?
Come hai potuto non
“vedere”
fino ad oggi?
lo mi fermo.
Ti fermi con me?

-Emanuela Cadoni 
©Copyright L. 633/1941

Non lasciare
che si spenga
La “musica” che hai nel cuore. Emanuela Cadoni

Componi con i tuoi passi
La musica della tua vita
E fanne poesia. Emanuela Cadoni

MANCA
Il suono remoto che scandaglia la musica dolce e il profumo del mare,
il vento che carezza docile questo mio sentire ..
Mi manca
il luogo dove tutto ritorna com’era, l’aria, la polvere che si alza per
tornare sotto una luce nuova.
Avete mai ascoltato il mare?
A me manca
Il mistero di quella grigia luna
che si illumina di poesia e bacia il mare, quel tramonto che
sempre mi fa tremare
Mancano
Le stelle che con le nuvole
giocano a nascondersi
e poi farsi vedere
lasciatemelo dire
fatemi credere che giochino per me
Mi mancano
quei colori che brillando
sulla pancia del mare
sono rose
che l’infinito mi regala ..
Mancano
Quelle mani e gli abbracci che scaldano il cuore, che fanno paura quasi a dimenticare
Mi manco ..
Ma non smetto di sospirare
questo mio dire, sentire
che non è certo sopravvivere
Ma vive
e non voglio
e non posso
dimenticare. Emanuela Cadoni

Vivi la vita a tempo di musica
Quella che batte nel tuo cuore.
Nota dopo nota
hai costruito tu la scala
che ti ha condotto dove sei ora
con i valori e la frequenza
di ogni singola emozione. Emanuela Cadoni


Ti sembrerà
di non avere vissuto,
di avere sprecato il tuo tempo,
e allora voltati; osserva le impronte che hai lasciato lungo il cammino, quelle che restano nei cuori di chi, anche se solo per un istante, è stato al tuo fianco in questo viaggio meraviglioso che è la Vita. Ora prosegui
e semina impronte! Emanuela Cadoni

La mente ha gli strumenti
ma è il cuore a dirigere l’orchestra. Emanuela Cadoni

Mi chiedo,
A volte,
Quando la tristezza mi raggiunge
E mi avvolge nel suo spietato abbraccio,
Dove vanno a finire le parole che scrivo ..
Chissà se il vento, quello buono,
Te le consegna .. intatte. Emanuela Cadoni

Ci sono incontri
che non ti aspetti
Situazioni nelle quali ti ritrovi
senza sapere come,
ma mentre le vivi
Ti cambiano dentro ..
I ricordi
cedono spazio al presente
e il domani si colora ..
Non fa più così paura. Emanuela Cadoni

Articolo di Marina Donnarumma. 16 novembre 2022

Emanuela Cadoni Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. 1°parte.

2° parte l’intervista. Emanuela Cadoni. Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. https://alessandria.today/2022/11/14/2-parte-lintervista-emanuela-cadoni-emys-words-la-scrittrice-che-ascolta-il-mare-e-il-suo-cuore/

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CULTURA

Floris di poesia. 15 novembre 2022

Date: 15 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Poesia di Manuela Floris

PAROLE SENZA VOCE

E tu che ne sai

di una come me

che grida senza voce?

Che squarcia il silenzio

con la sola forza del pensiero,

che a volte ha la carne

a brandelli

e finisce di tingerla

nel suo stesso sangue!

E tu che ne sai

se il mio silenzio

è per scelta o è obbligo?

Tu, gelido passante,

che cammini per le strade trafficate,

soffermati un attimo…

tu seduto su un tronco

pensa al destino

di quell’albero:

non sono anch’ io,

forse…

senza frutti?

Io, che sola…

nella mente mi perdo

e caccio sospiri in gola,

perché di parlare

non sono più capace!

Io…che urlo solitaria

nel brullo deserto

della mia anima

e naufrago come un marinaio

senza bussola?

Perché io, quella bussola

l’ho persa…

Quindi, tu che ne sai

quanto soffra senza proferir verbo

e mi inumidisco il labbro…

per mostrare che qualcosa è uscito

da questa bocca cucita?

Tu che ne sai

se il mio cuore

è ancora intero

o è un fiore di pesco

ove i battiti sono scanditi

da gemiti

di irrefrenabile controllo!

Cieca al dialogo,

ogni giorno

costruisco dentro quel fiore

per non soccombere

alle spine dell’indifferenza!

Tu che senti ancora i rumori,

ma forse non senti più

quello del tuo cuore!

Ascolta la natura

in un soffio di mezza estate …

Tu che puoi ancora sentire,

non rimanere per sempre

indifferente

alle mie parole senza voce!

Manuela Floris

Poesia di Manuela Floris. 15 novembre 2022

CULTURA

Sguardo animale di Flavia Sironi. Articolo di Flavia Sironi. Parliamo di canicross. 15 novembre 2022

Date: 15 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

domenica 13 novembre 2022, nella corte della bellissima Abbazia di Mirasole ad Opera in provincia di Milano, si è svolto un importante evento cinofilo sportivo riguardante l’avvicinamento al canicross e alle sue discipline: 𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝘀, 𝗯𝗶𝗸𝗲𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗴 𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗼𝘁𝗲𝗿𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗴.

All’appuntamento tanti partecipanti curiosi ed entusiasti accompagnati dai loro inseparabili beniamini “quattrozampeeunacoda” veri protagonisti dell’evento.

Persino il sole ci è stato d’aiuto regalandoci una splendida giornata.

L’evento è stato presentato dall’atleta 𝗞𝗮𝘁𝗶𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝘇𝗲𝘀𝗲 che è stata la prima a praticare questa disciplina, che insieme a 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗱𝗮𝗻𝗼 tecnico di primo livello e giudice di gara Canicross Italia CSEN e 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮 Responsabile Nazionale Canicross Italia CSEN, hanno spiegato il regolamento, l’attrezzatura, le razze predisposte, i comandi base, la gestione del cane e gli allenamenti da fare per poter praticare questo sport a livello agonistico.

Presenti all’evento gli atleti della Nazionale: Giovanni Scudieri con la sua impagabile Sagan, Giulia Nobile, Andrea Forni e Maria Turra con i suoi scooter, che insieme a Katia hanno fatto provare agli interessati le attrezzature lungo un sentiero adatto per conoscere la disciplina da loro preferita. C’è stato anche chi ha voluto provarle tutte tre.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, nessuno percepisce compensi per promuovere questa disciplina. Questo perché ci sono il desiderio e la volontà, oltre che per far conoscere questo meraviglioso sport da praticare col proprio cane, se possibile, selezionare grandi atleti da portare ai Campionati sia Europei che Mondiali.

Quest’anno al Campionato Mondiale in Francia abbiamo “portato a casa” ben tre medaglie: oro Vito Antonio Fiore con Uma baikejoring, argento Rinaldo Marioli con Miss Norway bikejoring e bronzo Barbara Boccaccio con Ziva canicross.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗖𝗦𝗘𝗡 𝗵𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗗𝗡𝗔 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗛𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗼𝗯𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 e che lo possono praticare tutti i tipi di cani, da quelli di razza ai meticci.

A tutte le competizioni sono sempre presenti veterinari per accertare lo stato di salute del cane, ai quali è possibile anche chiedere informazioni riguardanti il proprio animale.

Dopo le gare agonistiche ci sono le non competitive, chiamate happy dog, utili per chi vuole iniziare a praticare questo sport a livello agonistico perché danno la possibilità di comprendere a fondo come si corre in compagnia del proprio bau e accertarsi che sia ben pronto per affrontare questa disciplina; oppure, per chi vuole solo divertirsi, passare una bellissima giornata in compagnia di tanti amici amanti della vita sportiva all’aria aperta.

Prima di andare Franco ha portato i saluti a tutti i partecipanti di 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗹𝗮 Responsabile Nazionale Settore Cinofilia Sportiva.

Foto by 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗮𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 fotografia sportiva e naturalistica.https://www.facebook.com/maxdreams#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#canicrosstrailrunning#canidiinstagram#caniliberi#sportcinofili#canicross#canifelici#caniche#canifelici#cani#canibelli#canibellissimi

Ecco un appuntamento da non perdere per chi vuol conoscere il canicross e le sue discipline. Se vuoi provare a correre in compagnia del tuo cane dopo le gare competitive c’è la possibilità di fare la non competitiva. Conoscerai tanta gente amante dei quattrozampeeunacoda, molti atleti della Nazionale Italiana di canicross CSEN. Prima di ogni gara ci sono i veterinari che visitano accuratamente i cani che partecipano alla competizione. Trovi tutte le informazioni sulla locandina. #sguardoanimalediflaviasironi #camminacolcane #canidiinstagram #flaviasironi #caniliberi #sportcinofili #canifelici #caniche #canicrosstrailrunning #canicross #canibelli

sguardoanimale.wordpress.com

Articolo di Flavia Sironi. 15 novembre 2022