Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione
Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging
La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale.
Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding.
Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile.
Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro.
Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.
Con gli sbalzi di temperatura e l’arrivo dei primi freddi, i virus responsabili dei malanni di stagione sono pronti a colpire. Naso che sgocciola, raffreddori, mal di testa, mal di gola e stanchezza.
Ciao a tutti, ecco di seguito i consigli per viversi bene l’autunno, stagione dai colori caldi, paradossalmente, bella da viversi anche quando piove. Ben ritrovati sul blog, dopo un lungo periodo di stop, rieccoci qui!
Proprio perché i virus e gli agenti portatori di malattie e infezioni possono attaccare tutti, sia gli adulti, sia i bambini, è importante giocare d’anticipo e prepararsi ad affrontare le stagioni più fredde, tramite alcune strategie preventive rivolte a rafforzare il sistema immunitario.
I consigli:
1-Ricaricatevi di vitamine. Il benessere dell’organismo, si sa, inizia a tavola.
Per prima cosa bisognerà arricchire la propria dieta con almeno 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura di stagione, ricche in antiossidanti, essenziali per aumentare le difese dell’organismo.
Inserite la Vitamina C che ha un ottimo potere antinfiammatorio, in grado di proteggere dalle infezioni provocate da virus e batteri.
Le erbe ideali per dare nuovamente benessere all’intestino in estate sono: Camu Camu, Rosa canina e Acerola.
2-Proteggete l’intestino. Proprio in questo periodo, a causa dello stress psico-fisico indotto dal cambio di stagione, oppure per colpa di diete poco sane, con eccessi di zuccheri, carboidrati raffinati e alcool, si possono creare squilibri, anche profondi, all’interno della flora intestinale, dove risiede oltre il 70% del sistema immunitario dell’essere umano.
Le erbe ideali per dare nuovamente benessere all’intestino in estate sono: Cascara, Frangula, Senna, Malva, Finocchio, Rabarbaro, Menta, Tarassaco, Cannella e Melissa.
Questo tipo di supplementi, infatti, non solo contribuisce a contrastare gli elementi patogeni, ma stimola la formazione di anticorpi.
3. Riposate! È dimostrato che dormire a sufficienza, almeno 7-8 ore per notte, permette di recuperare le energie, rinforzare l’intero organismo e conseguentemente diminuire la possibilità di ammalarsi.
4. Non alzate troppo il riscaldamento. Seppur in certe giornate molto fredde, la tentazione sia tanta, meglio non esagerare riscaldando troppo la casa o il luogo di lavoro.Gli ambienti eccessivamente caldi tendono a disidratare le vie respiratorie, favorendo l’attacco di germi e batteri. La temperatura ideale deve essere tra i 21 e i 23 gradi.
5. MIELE! Un cucchiaino di miele ogni giorno a colazione, aiuta a dare il giusto sprint e una bella protezione, grazie alle sue straordinarie capacità antibatteriche.
Altrettanto validi, alcuni rimedi naturali come l’echinacea, la pappa reale e il ginseng, da utilizzare sia a scopo preventivo sia sintomatico.
Da una ricerca condotta dall’Università di Zurigo e di quelle americane dello Utah e del Michigan, pubblicato sulla rivista Science, si rilevò che, a restituire un portafoglio con dei contanti, in Svizzera è stato l’80%, in Italia il 50% e in Cina il 20% delle persone. Ciò può far comprendere come l’onestà dipenda molto anche dal luogo in cui si vive e può diventare un fatto culturale. Pare essere vero il motto che, in un mondo di ladri, l’onesto è il disadattato. Pertanto, in una società dove i valori si sono capovolti nel corso degli ultimi anni, come può essere quella attuale in Italia, l’onesto ha problemi di disadattamento e dai dati statistici risulta che i disturbi dell’adattamento sono circa il 20% delle visite psichiatriche. Di fatto vengono rilevati fenomeni sempre più importanti di violenze, di bullismo, di sopraffazioni, di prepotenze e di abusi di potere che potrebbero essere ridotti promuovendo la crescita personale e collettiva e, quindi, favorendo il bene pubblico anziché quello privato a cui negli ultimi anni si è arrivati anche con la corsa alle privatizzazioni di beni pubblici. L’attuale società materialista e consumistica ed il conseguente capovolgimento di valori sono sul banco di accusa per quanto riguarda le summenzionate reazioni che portano a truffe sempre più sofisticate ed impunite nate dalla voracità di denaro e di potere di una minoranza di individui. Da questa premessa emerge l’anima del mio romanzo “La mia isola-Come vivere felici in un mondo senza denaro” in cui affiorano valori come la solidarietà, l’amore e la collaborazione per migliorare il bene collettivo, vero fulcro di un sistema sano. Il dipinto in copertina è un mio olio su tavola di centimetri 80×60 in cui spero di aver realizzato l’idea della libertà in quelle braccia aperte della surfista, mia figlia, che mi inviò la foto nel Natale del 2015 durante un suo lavoro in Australia. La frase finale del romanzo è: “Fatevi guidare dalla luce interiore” ed è il mio invito rivolto al lettore. Questo mio progetto economico e sociale parla di un gruppo di uomini, che si sono svegliati, liberandosi dalle catene di una società “incivile”, per far sì che possa affiorare la vera natura umana. La società che questo gruppo decide di abbandonare è governata dai mass media che influenzano e condizionano l’opinione pubblica manipolando la notizia secondo necessità. La consapevolezza della manipolazione porta al risveglio collettivo con la conseguente trasformazione sociale. Se, così come pare, ci sarà, entro il 2025, un cambiamento dovuto alla riunificazione dei campi magnetici che potrà portare al risveglio della coscienza umana dal lungo letargo, il mondo cambierà verso l’armonia collettiva universale. L’Universo, o Uni-verso, è infinito ed è uno. Tutti siamo uniti verso di esso. Io credo fortemente in questo cambiamento o, forse, lo spero ardentemente con tutta me stessa. Ad maiora!
Anche Internet è cambiato molto in questi anni. Se prima si chattava da anonimi con persone sconosciute, oggi l’anonimato si sta riducendo. Non è più tempo di giochi di ruolo. Non è più tempo come nei primi anni 2000 di sperimentare nuove subpersonalità. Oggi l’identità personale e sociale è determinata in buona parte dai social. Si diffonde a macchia d’olio il personal branding; molti cercano di presentarsi meglio che possono, di farsi un’ottima reputazione online. C’è sempre una confusione tra Sé effettivo e Sé desiderato, tra reale e virtuale, tra atto e potenza. Alcuni si perdono in questo guazzabuglio. Tutti vogliono essere online.
La dipendenza da Internet come la dipendenza dalla televisione sono menzionate entrambe dal DSM. Tutti vogliono testimoniare la loro esistenza. Essere online a qualsiasi livello è un certificato ineludibile della propria esistenza. C’è chi va in un posto nuovo e lo fotografa. C’è la mania dei selfie. Ogni evento, ogni accadimento deve essere immortalato, eternato. Per dirla alla Goethe “fermati attimo”! C’è anche chi si filma nei propri momenti di intimità (è lapalissiano che il reato di revenge porn non ha scuse né giustificazioni e va perseguito in ogni sede). Condividere qualsiasi cosa sui social dal punto di vista neuropsicologico è spiegabile con la scarica di dopamina dei like nella corteccia orbitofrontale e nel nucleo accumbens. Anche la quantità di visualizzazioni dà scariche di dopamina. Ma c’è qualcosa di più profondo, ovvero l’affermazione dell’ego e della propria esistenza. Condividere qualcosa significa contemporaneamente esserci, dire “io sono”, dire “io esisto”.
Molti devono dimostrarlo agli altri ma anche a sé stessi di esserci, di esistere. Cercano conferme e approvazione dagli altri. C’è un modo probabilmente più nobile di stare su Internet, cioè aggiornare il profilo social come se fosse un diario online in cui promuovere i pensieri, le impressioni, scrivendo in modo indipendente, strafregandosene della reazione altrui. Talvolta è per autopromuoversi. Anche questo modo più nobile di stare nel web è un piccolo lascito intellettuale, la testimonianza certa di ciò che pensavamo e sentivamo, nel caso in cui dovessimo morire.
Ci sono tantissimi profili social di persone morte. Ogni tanto mi ci imbatto e mi fanno sia un poco di impressione che di tristezza e di nostalgia. Mi è successo di avere qualche contatto social che è scomparso. Ognuno dissemina tracce nel web. Ognuno lascia una minuscola traccia nel mondo virtuale, a cui la stragrande maggioranza dell’umanità non farà minimamente caso. Come io che scrivo in vari siti. Probabilmente io scrivo per mantenere in esercizio la mente, per esprimermi, ma anche per lasciare le mie piccole idee, le mie sensazioni a qualcuno.
Il bello e allo stesso tempo il brutto di diffondere parti di sé nel web è che non ci sono destinatari precisi, noti e non si sa che cosa ne penserà la maggioranza di coloro che le conoscono. Però in fondo cosa importa? Ognuno contribuisce a suo mondo all’intelligenza collettiva del web nel migliore dei casi oppure nel peggiore al gran calderone, all’orripilante pandemonio internettiano. Una volta una tale mi ha detto ironicamente: “tu continua a fare lo splendido sui social, a fare l’intellettualoide del web”. Informo tutti che la libertà delle proprie idee è garantita dalla Costituzione e ognuno lo fa nel modo che ritiene più consono oppure anche come sa fare meglio. A ogni modo queste frasi sferzanti da fini dicitori o da fini dicitrici non mi tangono minimamente.
Io ho il mio piccolo dovere. Mi obbligo ogni giorno a scrivere una riflessione breve, un articolo semplice. È una cosa che mi impongo ogni giorno. Non sarà poesia memorabile. Non sarà prosa da grande casa editrice. Ne sono consapevole. È roba mia. È gratuita. Se volete potete favorire. Può darsi che ogni tanto ci sia del buono che stimoli altre riflessioni, altro pensiero. Può anche darsi di no e io scrivo col beneficio d’inventario quando invece nel mondo delle patrie lettere molti pensano di scrivere capolavori. Insomma si sta tutti sul web per condividere, esprimersi, esibirsi, guardare, farsi i fatti degli altri, etc etc. A volte la stupidità o la creatività altrui possono stupirci, estasiarci, rassicurarci o infastidirci. Poi i nostri scritti al momento della dipartita saranno solo piccole tracce disseminate nel mare magnum del web, di cui potranno accorgersi solo persone a noi care e altre che non abbiamo mai visto nella vita reale perché il web, anche nel 2022, è sempre rizomatico, casuale, comunque asettico.
Artisti di fama mondiale come Monet, Van Gogh, Constable, Boccioni, Vermeer, Goya che hanno realizzato opere oggi custodite dai più importanti musei o esposti in mostre temporanee sono oggetto di attacchi da parte di giovani e giovanissimi militanti di gruppi sono quali il Just Stop Oil, Extinction Rebellion e la sua “divisione” italiana “Ultima generazione”
Tutti questi gruppi mirano a creare un collegamento trasversale europeo per la difesa dell’ambiente e dell’ecologia.
Dopo i tanti appelli di Greta Thumberg e i vari congressi mondiali senza reali cambiamenti da parte dei vari paesi industrializzati questi giovani hanno optato per una forma di protesta alquanto bizzarra per contestare l’immobilismo dei governi.
Si parla da anni di un deterioramento del pianeta definito “irreversibile”e ci siamo dati delle scadenze temporali per ridurre le emissioni di gas e sostanze inquinanti ma dopo il 25 cop sul clima, poco o quasi nulla è cambiato. Non è facile cambiare sistemi produttivi e rinunciare a stili di vita oramai consolidati ma i cambiamenti climatici ci stanno dando davvero un ultimatum.
Le azioni dimostrative
La protesta ambientalista è iniziata il 29 maggio scorso a Parigi , dove alcuni giovani attivisti, al grido di “Salviamo il Pianeta”, hanno lanciato una torta sulla Gioconda di Leonardo da Vinci esposta nel museo del Louvre. Per fortuna il dipinto era protetto e non si è danneggiato. Di solito, infatti, o almeno nella maggior parte dei casi, questi capolavori sono protetti da vetri blindati, che preservano le opere da qualsiasi forma di danneggiamento. Le cornici anch’esse a volte pezzi d’arte di pregio, non sono però protette.
A luglio, una serie di musei inglesi entra nel mirino di Just Stop Oil, gruppo ambientalista che protesta contro l’uso dei combustibili fossili.A Londra nella National Gallery si è verificato l’episodio più grave: il quadro al quale i giovani attivisti si sono incollati,The Hay Wain di Jhon Constable ha riportato alcuni lievi danni, come ha comunicato la direzione del museo.
Il 22 luglio il movimento di protesta è avvenuta in Italia, che è il paese al mondo con il più grande patrimonio artistico e storico-culturale: agli Uffizi di Firenze nella sala Botticelli viene esposto uno striscione con scritto “Ultima Generazione, No Gas No Carbone”. I giovani si sono poi incollati al vetro che protegge il dipinto di Botticelli “La primavera”. Nessun danno per il celebre dipinto, proprio per la presenza di un vetro speciale.
Sempre in Toscana, pochi giorni prima tre ragazzi si erano incatenati con un lucchetto a una balaustra durante l’intervallo dell’opera Madama Butterfly, al Teatro Puccini di Torre del Lago (Lucca).
Gli attivisti di “Ultima generazione” nel luglio scorso si erano recati a Milano al museo del 900 e si erano incollati alla struttura che sostiene la scultura di Umberto Boccioni Forme uniche della continuità. Il 18 agosto, ai Musei Vaticani di Roma, due ragazzi – ancora una volta di Ultima generazione – si erano invece legati alla base della statua del Lacoonte, esponendo uno striscione contro l’uso di gas e carbone. Passati tre giorni tre attivisti a Padova nella Cappella degli Scrovegni avevano srotolato uno striscione con slogan anti-Co2, mentre altri due si erano agganciati con catene in acciaio al corrimano che delimita l’area di visita, nella sala del ciclo giottesco più importante, quello dedicato alla vita di Gesù e di Maria.
Oggi gli attivisti hanno bloccato il Grande raccordo anulare di Roma mettendosi seduti sull’asfalto:15 identificati e denunciati.
I problemi del clima
Va detto che gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi fra quelli registrati finora, alimentati da concentrazioni sempre crescenti di gas serra e dal calore accumulato nel mare. La temperatura media del 2022 è aumentata di gradi 1,15 sopra i livelli pre-industriali (1850/1900) come ha rilevato il rapporto “Stato del clima globale nel 2022 dell’Organizzazione meteorologica mondiale diffuso oggi in occasione dell’apertura della Conferenza Onu sul clima Cop27 a Sharm el-Sheikh, in Egitto,defezionato da Greta Thumberg, delusa dalle mancate promesse ricevute a suo tempo.
L’aumento delle temperature è dovuto all’aumento delle concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera (anidride carbonica, metano, diossido di azoto). Questi gas hanno raggiunto livelli record nel 2021, e hanno continuato a salire nel 2022. Il caldo ha fatto sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, e ciò provoca l’innalzamento del livello dei mari, che minaccia isole e territori costieri.
Il calore causa desertificazione ed eventi meteorologici estremi: migliaia di persone rimangono uccise, milioni sono private dei mezzi di sostentamento, condannate a fame, miseria e migrazioni. Caldo e disastri fanno poi proliferare una serie di malattie.
Si sciolgono anche i ghiacciai e nel 2022 c’è stato il record delle perdite al 6%del volume con il rischio di perdite di ecosistemi e innalzamento del livello dei mari.
Considerazioni
Qual è la posizione da prendere? Indubbiamente la situazione del clima è drammatica e non è più rinviabile un cambio di comportamento perché le conseguenze sono già da ora preoccupanti come evidenziano le variazioni climatiche e la perdita di specie animali e vegetali e la protesta di gruppi di ambientalisti serve a sensibilizzare l’opinione pubblica e i vari governi su un problema mondiale
Ci dobbiamo tuttavia chiedere se danneggiare capolavori artistici,patrimonio culturale di tutto il mondo può giovare al pianeta e se la distruzione di una qualunque opera che esalta la creatività e l’intelligenza umana può essere considerata un valido e apprezzabile metodo di contestazione.Il fine giustifica i mezzi “ diceva a suo tempo Machiavelli ma…è proprio così?
Essere incivili non apporta certo un beneficio al pianeta e non aiuterà a risolvere i problemi connessi all’inquinamento
National Gallery a Londra:due attiviste hanno imbrattato “I girasoli” di Van Gogh
“Come il torrente Pioverna di Bellano trova sempre la strada giusta per gettarsi nelle acque del lago di Como, incanalando tutto il suo impeto in un piccolissimo tratto, così la forza della verità avrebbe trovato lo sbocco naturale verso l’affermazione del bene comune.
“Tratto dal racconto “Viaggio in realtà falsate”. Raccolta illustrata (a colori) di racconti e favole per tutti.
Spinta dalle correnti, schiumava, rotolava e ritornava al mare. Non sapeva quale fosse la sua destinazione ma si lasciava trascinare, era nata onda e null’altro conosceva se non questo modo di echeggiare. Infrangendosi sugli scogli, respirando affannosamente, toccando cale sperdute e sempre nuove, pensava di esistere solo per questo, fino a quando rotolò, insinuandosi, in una baia dal morbido profilo, silenziosa. Si sentì inadeguata a tanta meravigliosa distesa dorata, non riusciva a credere che, al di là delle maree, potesse esistere una calma così dolce, accogliente, calda. E si sentì odorare di brezza, respirare, sussurare dolcemente, come mai era riuscita prima, senza l’eco delle risacche e dei gorgoglii che l’avevano da sempre accompagnata. In quel preciso istante comprese che era parte indissolubile del tutto, di quella distesa azzurra che all’orizzonte diventava infinita.
È quiete, si posano lievi i pensieri, sui viali impronte di antiche presenze. È silenzio, che incide le pietre, memorie di lacrime che rigano i volti. È assenza di vita, tra i solchi di marmo riposa il seme dell’antico peccato. Ricorda al presente quello che è stato, il varco eterno al futuro è legato.
E tanti buon odori che invitano a mangiarli ,ma oggi sempre dietro diete e diete ,ma va a finire che mangiano prodotti che hanno più calorie di un po’ di pasta o una cotoletta
Mangiamo un po’ di tutto,con pochi grassi e niente bevande gassate , poco e spesso mangiando cibi sani e caserecci
Se ci togliamo pure questo ,le tradizioni per ogni stagione e festività la vita e diventa scialba come la pietanza senza sale ,
La domenica e festa gioia ,si sta in famiglia,
( Giorno di riposo per gli altri,ma mai per le mamme ) bello però
Trama In una sera di vento e di pioggia, un passante scopre in un’automobile il cadavere di Matteo Laganà, un pregiudicato che gestiva un piccolo autosalone e praticava il pugilato, ma arrotondava i magri introiti prestando soldi a usura e minacciando i creditori. Frequentava una donna dal passato doloroso. ingenua, in difficoltà economiche e a lui completamente assoggettata. Quest’ultima s’incontrava spesso con un’amica in un appartamento, dove avvenivano cose che dovevano rimanere segrete, e che si trovava a pochi metri dalla scena del delitto. La donna, indagata per favoreggiamento, per paura che il suo segreto sia rivelato, per la prima volta nella sua vita farà una scelta. Mentre il commissario De Nicola vive un periodo particolarmente felice e il PM Enrica Risso attraversa una crisi personale, si scoprirà che l’assassino aveva un movente del tutto diverso da quello a cui gli investigatori pensavano.
Autore vive a Torino, dove è nato nel 1957 in una famiglia intellettuale. Ha sempre lavorato nella grande industria ma si occupa anche di teatro. Ha scoperto tardi il gusto di scrivere, concentrandosi sul genere poliziesco e creando il personaggio del commissario De Nicola. Ha pubblicato L’uomo in nero e altre storie e La ragazza ingenua, il tipografo e altre storie con Robin Editore e L’appartamento del primo piano e altre storie, Un martedì di pioggia e Il delitto della casa dei Draghi con Golem Edizioni.
Casa Editrice Golem Edizioni è una casa editrice di Torino. Fondata nel 2016 da Giancarlo Caselli, grazie alla sua dedizione e passione, raggruppa autori, autrici e libri di vari generi, con predilezione per i saggi, i thriller e i gialli. I libri del catalogo sono presenti in tutte le librerie e negli store online.
Era grosso quanto un elefante, ma aveva la testa simile a quella di un rinoceronte, con ben cinque occhi.
Per fortuna il Boscaiolo non aveva cuore, quindi non poteva avere paura. PAGINA 131
Un forte ciclone fa volare in aria la piccola Dorothy e il suo cagnolino. All’improvviso i due si ritrovano in un mondo fantastico, dove, insieme a nuovi meravigliosi amici, iniziano un lungo viaggio, alla ricerca del grande Mago di Oz. Un classico della letteratura liberamente adattato da Geronimo Stilton. Ricco di tantissime illustrazioni a colori! Età di lettura: da 7 anni.
RECENSIONE
Oggi voglio parlarvi del libro: “Il Meraviglioso Mago di Oz” di Geronimo Stilton.
Dorothy e il suo cagnolino vengono catapultati in aria da un forte ciclone. I due si ritrovano in un mondo fantastico, dove, insieme a nuovi meravigliosi amici, iniziano un lungo viaggio, alla ricerca del grande Mago di Oz.
Un classico intramontabile per i più piccoli, una storia senza uguali. Mia figlia l’ha amato moltissimo.
Le illustrazioni belle e colorati rendono il racconto ancora più intrigante.
Consigliatissimo!
PUNTEGGIO 5/5
Dettagli prodotto
Editore : Piemme; 1° edizione (18 ottobre 2011)
Il mondo dell’oltretomba non è semplicemente la dimora dei defunti, ma terra di creature infide, di anime destinate a perdersi o a salvarsi, di demoni e dèi. Qui, dove persino nei paradisiaci Campi Fioriti si annidano insidie, Lenora è costretta a cominciare la sua nuova vita al fianco del principe Acheron, rinunciando alla propria esistenza mortale. Tanti sono però i segreti che il Sommo Giudice cela, così come gli innumerevoli peccati commessi in nome della vendetta e del desiderio di redenzione. Eppure, i gesti inaspettatamente teneri e le premure che le rivolge fanno vacillare Lenora nel proposito di non cedere al serrato, quanto inspiegabile, corteggiamento del Principe degli Inferi. Quando il loro legame muta in qualcosa di profondo e passionale, però, scioccanti rivelazioni sconvolgono vita e cuore di Lenora, che diventa consapevole di essere lo strumento per la fine di Acheron o per la sua salvezza. Nel mondo dei vivi, intanto, l’inverno ha ormai ceduto il passo alla primavera e le note del Requiem suonate nella cattedrale di Kraven potrebbero nascondere le chiavi del destino dell’Ade.
O Signore dei viaggiatori ascolta questo figlio immerso nei colori che crede che la luce sia sempre una sola che si distende sulle cose e le colora di rosso di blu di giallo di vita dalle tonalità di varietà infinita ascoltami proteggimi ed il cammino quando è buio illuminami sono qua in giro per la città e provo con impegno a interpretare la realtà cercando il lato buono delle cose cercandoti in zone pericolose ai margini di ciò che è convenzione di ciò che è conformismo di ogni moralismo yeahhh e il mondo mi somiglia nelle sue contraddizioni mi specchio nelle situazioni e poi ti prego di rivelarti sempre in ciò che vedo io so che tu mi ascolti anche se a volte non ci credo
E’ un vecchio fico selvatico sulle sponde del villoresi nessuno raccoglie i suoi frutti troppo asciutti e troppo poco dolci ormai. Così i rami son tanto carichi da arrivare a pelo d’ acqua, sembrano braccia stanche tanto stanche da non riuscire più ad alzarle al cielo. Tutti lo vedono passando qualcuno nota le paperelle sotto le fronde che si cibano deifrutti pochi si accorgono che lui sorride offrendo i frutti nessuno sente il Villoresi scorrere cantando per lui.
C’è una strada nuova, che evita i paesini sul lago passando alta sui monti. E poi ci sono io, che ho sempre fatto quello che non va fatto irrimediabilmente e in modo irreversibile così ho lasciato la strada nuova per la vecchia quella che costeggia il lago per poi salire fino alle cascate degli arcobaleni. Tanto per lasciare che gli occhi si allaghino d’ acqua tanto per vedere le case sciogliersi nel lago tra le foschie tanto per trovarmi ancora a viandare su quella strada sempre dopo la curva e sempre dopo ogni curva un passo troppo avanti. Intanto il lago brilla sotto il sole, e cerchi un verso per descriverne la bellezza o quello che è per te quello che forse per altri non è. Poi pensi che tutta questa poesia ti fotte con questo stare a farsi pensare sempre che basterebbe sedersi e farsi come le cose farsi come quell’ albero sulla riva come lui affondare le radici nell’ acqua e accarezzarla con i rami. Dirlo al lago e a tutte quelle cose intorno che sono loro la vera poesia e poi salire su fino ai colori dell’ arcobaleno. E dire al nipotino Guarda!
Quando la penso, un po’ più forte del solito cercando di costruire un ricordo lei arriva sempre, come a dire lo so, sono qui, bravo. Come quando da piccolo volevo una grattachecca e subito si sentiva il suono delle ruote del carrettino del ghiaccio sul pavè. Se ne comprava un bel pezzo, per la ghiacciaia e così se ne poteva grattare un poco da mescolare con zucchero e limone finchè era bello grosso. Ma questo probabilmente non è vero e chissà quante volte non è arrivato quel carrettino lasciando un desiderio inesaudito. Perchè i ricordi cambiano e ci si illude che siano veri. Che mio padre non ha mai alzato le mani ricordo solo una sculacciata a mio fratello per un capriccio. Ma probabilmente lui ricordaquelle a me. E probabilmente anche lei arriva per caso ma è certo che arriva per me.
C’è un posto, lungo la ciclabile, dove non sono mai stato e neanche conosco qualcuno che ci sia stato lo conoscono tutti per sentito dire così oggi mi metto in viaggio, che tanti l’han già fatto non per cercarlo, se c’è qualcosa da trovare si mostrerà. Forse sarà un’ auto rossa, sbucando improvvisa da destra a portarmici o uno stupore improvviso un’ assenza di suoni nell’ aria senza risa di bimbi nessun rumore di cascate un’assenza di colori d’arcobaleno per gli spruzzi dell’acqua. Vorrei una donna ad aspettarmi lì già me la immagino ferma nel tempo a sessant’ anni, mentre io li ho superati già da un bel pò. Ferma sulle rive di un lago dove si specchia lei e il suo cielo, insieme, col suo sorriso e il suo vestito azzurro dello stesso azzurro di quel cielo. Mi prenderà il capo tra le mani con lenezza come faceva un tempo per calmare un dolore, un tormento o solo per una ninna nanna. Vorrei lo poggiasse sulle ginocchia o al seno e mi facesse riposare. Un giorno lo troverò quel posto la troverò e saremo insieme ci volessero altri sessant’ anni non ho fretta.
Mercoledì 9 Novembre 2022 alle ore 18 presso l’Auditorium Pittaluga (via Parma 1, Alessandria)
il Conservatorio “Vivaldi” ospiterà la XLIII Stagione internazionale di concerti sugli organi storici della provincia di Alessandria a cura dell’ Associazione Amici dell’Organo:
Concerto di ANTONIO GALANTI e ANDREA VANNUCCHI pianoforte a quattro mani L’integrale per grand’organo di César Franck (1822-1890) – Trascritto per pianoforte a quattro mani da musicisti coevi – Parte Prima – Prima esecuzione del nostro tempo.
La quarantatreesima Stagione di Concerti sugli Organi Storici, promossa dagli Amici dell’Organo e sostenuta dalle Fondazioni CRT, CRAL, dal Gruppo Amag, dalla Regione Piemonte e dal Consiglio Regionale del Piemonte, si conclude con una grande novità rispetto alle scorse edizioni. Si tratta di due eventi straordinari, che si terranno mercoledì 9 novembre alle 18 nell’AUDITORIUM DEL CONSERVATORIO “A. VIVALDI” DI ALESSANDRIA e giovedì 10 novembre ore 21 presso il TEATRO CIVICO DI TORTONA. Il secondo concerto è dedicato alla memoria di Paolo Perduca e gode del Patrocinio di Perosi Festival 2022 – 150° anniversario.
“Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di César Franck – dice Letizia Romiti, curatrice della Rassegna – e la nostra provincia non ha a disposizione che pochissimi strumenti adatti ad un simile repertorio, oltretutto spesso in pessime condizioni. Perciò abbiamo colto al volo l’occasione offertaci dai musicisti toscani Antonio Galanti ed Andrea Vannucchi di proporre in due diversi concerti la trascrizione per pianoforte a quattro mani dell’integrale per grand’organo del grande maestro francese, effettuata da musicisti coevi. Le trascrizioni sono state recentissimamente rinvenute in Francia. Questo consentirà di avere per la prima volta all’interno del nostro Festival una prima esecuzione assoluta per l’Italia e una prima esecuzione del nostro tempo e, contemporaneamente, di portare in qualche modo il repertorio organistico anche in spazi insoliti come i teatri.”
Le trascrizioni per duo pianistico furono realizzate da tre grandi personalità del mondo musicale parigino coevo a Franck: si tratta di Albert Decaux, compositore ed organista, titolare del grand’organo della basilica del Sacro Cuore di Montmarte a Parigi ed in seguito insegnante all’Eastman School of Music di Rochester, negli Stati Uniti; di Gaston Choisnel, organista, arrangiatore ed editore, e di Jacques Durand, della famiglia proprietaria dell’omonima Casa editrice e cugino di Choisnel. Vista la levatura degli arrangiatori è da credere che in Francia molti musicisti le abbiano conosciute, anche se per ora non si hanno notizie di pubbliche esecuzioni. Quasi sicuramente in Italia queste opere all’epoca non furono divulgate, per cui si può parlare di una vera e propria riscoperta in tempi moderni di questo rarissimo repertorio, che verrà diviso in due distinti concerti.
Ad Alessandria si ascolteranno nell’ordine
la “1re Fantaisie en ut majeur op. 16” (transcription par Gaston Choisnel),
la “ Grande Pièce Symphonique en fa # mineur op. 17” (Gaston Choisnel),
il “Prélude, Fugue, Variation en si mineur op. 18” (Abel Decaux),
la “Pastorale en mi majeur op. 19” (Gaston Choisnel),
la “Prière en ut # mineur op. 20” (Gaston Choisnel)
e il “Final en si b majeur op. 21” (Gaston Choisnel)
mentre a Tortona sono in programma:
– 2me Fantaisie en la majeur (Gaston Choisnel)
– Cantabile en si majeur (Gaston Choisnel)
– Pièce Héroïque en si mineur (Gaston Choisnel)
– Trois Chorals pour Grand orgue (Jacques Durand)
N. 1 en mi majeur
N. 2 en si mineur
N. 3 en la mineur
Il Duo Galanti-Vannucchi nasce nel 1993. È formato dagli organisti e pianisti toscani Antonio Galanti e Andrea Vannucchi. Il repertorio comprende opere per due organi, organo a quattro mani e pianoforte a quattro mani, con particolare riguardo alla prassi esecutiva, anche su strumenti originali. L’ambito storico spazia dalla musica barocca a quella dei nostri giorni, includendo anche trascrizioni e realizzazioni originali e prime esecuzioni assolute. Il Duo ha ricevuto il 1° premio al XXXI Festival Musica Antiqua, Belgio, per la specifica categoria riservata alle esecuzioni su due organi e organo a quattro mani.
Antonio Galanti, compositore e organista, pianista e pubblicista, studia al Conservatorio di Firenze con G. Sacchetti, M. Mochi e C. Prosperi. Si diploma in Pianoforte, Composizione, Organo, Strumentazione per banda e Musica corale. All’Università di Pisa si laurea in Lettere, con tesi in Storia della musica. Si perfeziona all’Accademia di Musica Italiana per organo di Pistoia con L.F. Tagliavini, S. Innocenti, L. Tamminga e H. Vogel. Consegue il 1° premio al VII Concours Suisse de l’Orgue, Svizzera, e il 3° premio al XVIII International Edvard Grieg Competition for Composers, Norvegia. Insegna Organo alla Scuola di Musica “T. Mabellini” di Pistoia. Dopo la docenza di Organo e composizione organistica nei conservatori di Avellino, Cosenza, Udine e Sassari e Armonia contrappunto fuga e composizione al Conservatorio di Alessandria, dal 2017 è titolare di Composizione al Conservatorio di Firenze. Suona in Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Malta, Belgio, Regno Unito, Germania, Polonia, Ucraina e Giordania. Pubblica cd, saggi, monografie, edizioni critiche e proprie composizioni. È ispettore onorario ministeriale per gli organi storici nelle province di Pisa e Livorno. Dal 2004 cura la rubrica Recensioni musiche per il mensile «Suonare news».
Andrea Vannucchi, nato a Pistoia nel 1965, si è diplomato in Pianoforte, Organo e Clavicembalo nei Conservatori di Firenze e Ferrara e si è perfezionato con L.F. Tagliavini, A. Fedi e S. Innocenti. In seguito, fra il 1993 e il 1996, ha proseguito gli studi con J. v. Oortmerssen allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam, dove ha ottenuto il Diploma di Solista d’Organo (Uitvoerend Musicus). 3° Premio al II Concorso Nazionale “Città di Milano” (1990) e 3° Premio al Concorso d’Organo di Innsbruck (2007), ha svolto attività didattica e concertistica in Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Svezia, Austria e Giappone. È stato organista titolare della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Pistoia dal 1992 al 2018, al celebre organo Willem Hermans del 1664, sul quale ha effettuato una registrazione discografica per La Bottega Discantica (BDI 51/1999). Per Elegia Classics ha registrato le opere per organo del compositore pistoiese Giuseppe Gherardeschi (Eleorg050) e un cd dedicato alle due famiglie di organari pistoiesi Agati e Tronci, con musiche di autori toscani dal XVI al XIX secolo (Eleorg053). È organista della cattedrale di Fiesole (Firenze) e titolare della cattedra di Teoria, ritmica e percezione musicale presso il Conservatorio di Perugia.
Continuano gli appuntamenti della rassegna letteraria Storie alessandrine: un libro, tante vite promossa da: Amici del Museo Etnografico Gambarina, Alessandria in Pista, Circolo culturale Marchesi del Monferrato, Circolo provinciale della Stampa, Movimento Cristiano Lavoratori di Alessandria, Società Alessandrina di Italianistica e Spazioidea.
Mercoledì 9 novembre, alle ore 17:45, nella sala del Museo “C’era una volta”, in piazza della Gambarina n.1, avrà luogo la presentazione del volume “Della stessa sostanza dei sogni”, di Gianni Marchesotti. Dialogheranno con l’autore la scrittrice Maria Angela Damilano e Gian Luigi Ferraris, presidente della Società Alessandrina di Italianistica. L’incontro sarà moderato da Albino Neri e Mauro Remotti.
Mostra “Il Pipistrello nell’Arte” ed evento Botteghe Storiche
Lunedì 24 ottobre, presso la sede del Parco del Po di Casale, è stata inaugurata la mostra “Il Pipistrello nell’Arte”, a cura della Prof.ssa Cecilia Prete.
In esposizione, circa 100 opere realizzate dalle allieve del corso di pittura dedicato agli adulti, del CPIA “Maestro A. Manzi”, aventi per soggetto il solo mammifero volatile, tanto caro agli artisti di tutti i tempi, specie quelli cinesi e giapponesi.
La mostra rimarrà aperta sino all’11 novembre in orario 9-18 da lunedì a venerdì con apertura straordinaria domenica 30 ottobre per l’evento “C’era una volta… un PO di dolcetti, un PO di scherzetti” organizzato da Botteghe Storiche e Confesercenti e patrocinato dal Comune di Casale Monferrato.
In questa giornata di festa, su tutto il Lungo Po, ci saranno: il mercatino agricolo, artigiano, artistico ed enogastronomico; un’area ristoro attrezzata; un concerto di arpa celtica (dalle 15.30) con la musicista Patrizia Borromeo; uno spettacolo teatrale (dalle 17) con il Collettivo teatrale e i laboratori a tema halloween, per i bambini. Inoltre, si potranno fare giri in calesse con lo staff del Melo Ranch e le gite sui barcè con gli Amici del Po. In caso di maltempo, la manifestazione sarà ospitata sotto i portici del Mercato Pavia.
Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava – Social Media Manager
L’atteso risveglio dell’umanità nel libro di poesie «Luce dell’anima» di Andrea Chiappinelli
Con la prefazione dell’intellettuale libanese Hafez Haidar
In libreria, con la raccolta di poesie «Luce dell’anima», Andrea Chiappinelli pone l’accento sull’importanza di mantenere un dialogo costante con sé stessi per vivere una vita luminosa, che ci preservi dal caos e dall’insensatezza autolesionistica così forte ai nostri giorni.
Classe 1967, torinese, Andrea ha lavorato per quindici anni come conducente d’auto pubblica. Quel lavoro, in mezzo agli altri, gli ha permesso di affinare il proprio sguardo sui tanti microcosmi di umanità incontrati. Come ha ammesso egli stesso nelle brevi note riportate nel retrocopertina, che centrano il messaggio portante del libro: «Quegli anni mi hanno avvicinato a migliaia di esseri umani, ognuno con la propria “disabilità”, emotiva o reale. È nato un desiderio di avere più risposte dalla vita a queste sofferenze».
È scaturito così un percorso che, da ricerca personale, grazie alla scrittura può divenire d’ausilio anche per gli altri. Riflessioni, consapevolezze, esperienze vissute, in questo meraviglioso viaggio di riscoperta interiore affrontato con la spinta dell’amore, sono affidate ad un linguaggio in versi, cristallino e accessibile ad ognuno, e custodite in questo pregiato volume, impreziosito dalla prefazione del candidato al Premio Nobel della Pace e al Premio Nobel della Letteratura, Hafez Haidar. Tra i più importanti traduttori di Gibran in lingua italiana e di Oriana Fallaci in lingua araba, l’intellettuale libanese ha stilato un’introduzione approfondita, particolareggiata e molto calorosa sul lavoro proposto da Chiappinelli, di cui ha apprezzato ampiamente lo stile e le tematiche presentate nel volume, tanto da accostare la sua scrittura a quella del grande Gibran. Scrive Haidar: «Lo stile del poeta è romantico, semplice e al contempo incisivo, intriso di saggezza e d’umanità, di riferimenti filosofi e religiosi, efficace al punto di farci trascinare, coinvolgere e appassionare».
È inoltre un libro propositivo, carico di speranza per l’umanità e, per questo, ancora più necessario nel nostro frangente storico, in cui il genere umano tenta un riequilibro, dopo lo sconcerto causato dalla pandemia. La chiave di volta del destino dell’umanità ce la fornisce lo stesso autore, con parole che, spiegando la finalità dell’opera, auspicano ad un cambiamento.
«Esiste nella ricerca di sé stessi e del Sé superiore, il ritrovamento di un tesoro immenso, che va oltre ogni dogmatismo religioso ed è l’Amore nella concezione del suo più Alto valore, un’energia che compenetra l’intero Universo – persuade Andrea -. Siamo tutti canali del Divino, che attende pazientemente l’apertura della nostra porta del Cuore».
Chiappinelli si fa portavoce di un sogno collettivo, quello del «Risveglio di un’Umanità unita e consapevole per un bene Comune, per la salvaguardia ambientale del Nostro Pianeta Terra e la creazione di valori di Libertà e Pace… ritornando in contatto con quel luogo da cui proveniamo e in cui ritorneremo alla conclusione di questa recita terrena».
La bellezza della scrittura contro le “trappole” della vita
E’ stata definita la “scrittrice della speranza”, perché è riuscita ad interiorizzare il dolore causato da una separazione dolorosa e a trasformarlo in bellezza e rinascita, mettendo nero su bianco i suoi sentimenti. «Dall’esperienza vissuta, ho compreso che esistono personaggi “predatori”, desiderosi di denaro altrui. Da qui la mia elevazione verso un mondo più pulito e sano, e il desiderio di inviare messaggi d’amore. Quell’amore in cui ho creduto e in cui credo ancora, nonostante tutto». Lei è Gianna Binda, farmacista e biologa nata a Veleso (provincia di Como), “figlia del mondo” che ora vive e lavora in Svizzera, autrice dell’opera “Favole e Racconti per tutti”. Il libro arricchisce la collana “Gli Emersi della Narrativa” della casa editrice Aletti. «Sono abituata – racconta l’autrice – a sperimentare e ritengo che siamo in questa “dimensione” per sperimentare, attraverso le nostre esperienze mirate a comprendere che siamo fatti di materia, ma anche di “spirito” che dovrebbe essere il nostro “spirito guida” in questo cammino terreno».E, troppo, spesso, nella frenesia dedita al materialismo peggiore, non si riconoscono gli angeli posti sul nostro cammino, come l’autrice evidenzia in Nessuno si è accorto che sono un angelo.
L’opera raccoglie favole e racconti che vogliono dare, agli adulti ma anche ai più piccoli, messaggi di speranza. Dinanzi alle brutture della realtà, alle difficoltà che spesso la attanagliano, a volte basta indossare degli occhiali colorati e il mondo cambia colore. Magari diventa rosa. La scrittura oscilla, dunque, tra realtà e immaginazione. «Scrivo di getto – racconta l’autrice – come sotto un fluido ispiratore di luce universale a cui mi sento collegata. Scrivo di esperienze di vita vissuta, come nel racconto Adina – Gara di solidarietà, in cui sono rimasta felicemente colpita da questa meravigliosa azione umana, oppure episodi frutto della mia fantasia per cercare di far star bene gli altri, per quanto ciò mi sia possibile». Ad arricchire i racconti e le opere dell’autrice sono anche delle illustrazioni. Immagini che risaltano l’armonia delle parole e le rendono ancora più significative e prorompenti. Un impeto di bellezza ad indicare che il rispetto dovrebbe stare alla base dei rapporti, anche nelle separazioni e nei dolori più lancinanti. Gianna Binda, infatti, non è solo una scrittrice, ma si cimenta con l’incisione, la pittura su ceramica, la pittura a olio e la scultura. «Vorrei regalare al lettore qualcosa di particolare e unico, come espressione della mia anima, e ritengo che la forma pittorica possa veicolare messaggi e sensazioni in maniera immediata».
L’arte diventa, così, una forma di riscatto, catartica per liberarsi dalle sofferenze. «Per me – afferma – la scrittura è un modo per dialogare con il lettore e comunicargli una visione più spirituale di quella materialista, in cui siamo immersi da un po’ di tempo a questa parte, e stimolarlo a riflettere sugli eventi. L’arte potrà essere un valido aiuto verso la scoperta del sé interiore e delle bellezze del mondo, a lungo soffocate da situazioni create solo per interessi personali, contro il bene collettivo di più ampia portata». Nelle sue opere, spesso, l’autrice ricorre a dei paragoni. “Come il torrente Pioverna di Bellano trova sempre la strada giusta per gettarsi nelle acque del lago di Como, incanalando tutto il suo impeto in un piccolissimo tratto, così la forza della verità avrebbe trovato lo sbocco naturale verso l’affermazione del bene comune”, o a delle analessi, per rafforzare concetti e chiarirli al lettore, cosicché si possa avviare un “dialogo” finalizzato ad un’attenta analisi e meditazione. E, con un paragone, arriva anche il messaggio finale che l’autrice vuole comunicare ai suoi lettori. “Ginbad e i suoi cuccioli: la madre leonessa, attenta e amorevole verso i suoi cuccioli, insegna loro a non cadere in insidie velenose”. Un messaggio d’amore e di luce, sulla gioia di vivere, nonostante tutto, e di gioire delle piccole cose. Ma, soprattutto, di riflettere sulla realtà dei fatti «così da non cadere in “trappole” che possono essere velenose».