Serravalle Scrivia. “L’anno senza estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Con la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando. Venerdì 28 ottobre in Biblioteca.

Serravalle Scrivia. “L’anno senza estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Con la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando. Venerdì 28 ottobre in Biblioteca.

Continuano presso la Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia gli incontri della rassegna “Gotico d’Autunno”. Il prossimo venerdì 28 ottobre, alle 17.00, sarà la volta di: “L’ Anno senza  Estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Un incontro in cui la giornalista e scrittrice Patrizia  Ferrando approfondirà la nascita, le peculiarità e le suggestioni del romanzo gotico, genere letterario di grande pregio che ebbe notevole fortuna nell’Inghilterra di fine settecento e ottocento. Seguirà l’inaugurazione di un nuova sezione dedicata interamente alla letteratura gotica in Biblioteca, dove saranno disponibili tutti i grandi classici “di fondazione” di questo particolare genere letterario. Dato il fascino che questo genere suscita nei giovani la sezione gotica andrà ad inserirsi in un progetto molto più ampio, dedicato ai ragazzi, a cui la Biblioteca sta lavorando.

“Leggere e scrivere non sono verbi solitari. -spiega Patrizia Ferrando–  Lettura e scrittura sono atti individuali, la cui condivisione però si esprime nel dono di una voce che coinvolge gli altri in un racconto, o nello scambio di opinioni, impressioni, ispirazione che si rinnova e trae linfa dalle parole. Ma esiste una scia letteraria molto più vasta, quella che dal capitolo di un romanzo conduce verso testimonianze artistiche, verso l’improvvisa attrazione suscitata da luoghi e personaggi, verso altre opere di fantasia attraverso il tempo. Se tutto questo è vero per la lettura in generale, lo diviene di più per romanzi e racconti dal fortissimo potenziale evocativo, come quelli detti ‘gotici’.

La letteratura gotica viene, giustamente, definita letteratura del sentire. Le sue trame si dipanano fra inquietudine suscitata da circostanze misteriose e fenomeni perturbanti e un misto di curiosità e tensione, ma tutto questo riguarda più l’ineffabile del concreto, diventa più brivido dell’emozione e spirito del tempo e delle sue domande, a volte sottile malinconia dell’inconoscibile, che immediato spavento e impressione dei sensi di stampo horror.

Probabilmente per questo il gotico non si ferma a un periodo storico circoscritto, perché dai romanzi di fine settecento giunge a interessi degli adolescenti di oggi, con molteplici declinazioni in mezzo. L’esperienza del sentire è pressoché inesauribile, può farsi gioco o dilemma esistenziale, può riportarci a una notte di antichi lumi o camminare per le metropoli.

L’anno senza estate fu quello in cui Lord Byron, il suo segretario e medico Polidori, il poeta Shelley e la moglie Mary si trovavano sul lago di Ginevra. Il tempo era pessimo e piovoso, qualche ora era stata dedicata alla lettura di racconti di fantasmi, ma poi la noia spinse a una sfida : scrivere un racconto “di paura”. L’emozione di quel temporale creativo fu così forte che ancora leggiamo storie di vampiri, e mostri, e strane dimore…”

Questo il calendario completo dei prossimi appuntamenti di “Gotico d’Autunno”:

27 ottobre  Dolcetto Scherzetto! Racconti  Brividosi aspettando  Halloween. Per bambini da 0 a 6 anni. Alle 17.00 in  Biblioteca.

28 ottobre L’ Anno senza  Estate. Leggere gotico ieri e oggi. Con la giornalista e scrittrice  Patrizia  Ferrando.Inaugurazione scaffale dedicato alla letteratura gotica. Alle 17.00 in  Biblioteca.

30 ottobre.  Bocconi di  Paura. Sarete ammessi alla Scuola del  Male? Cena Gotica presso il Circolo Arci “La Storia” alle 20.00. Posti limitati! Prenotazioni entro il 23 ottobre al n° 379-2133332 ( Luigi)

31 ottobre. La  Danza delle  Streghe. Escape  Room per famiglie. Dalle 15.00 alle 18.00 in  Biblioteca.

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Libri: Le ragazze del bosco delle ninfe, di F.Giorgi e I. Schiavetta

Due balordi rapinano il “Liguria Market” di Savona, nel quartiere della Villetta. Durante la fuga in moto perdono per strada una sacca contenente ossa umane e strani mazzetti di fiori. Si apre così lo scenario inquietante della nuova indagine che vede coinvolti il Sostituto Ludovica Sperinelli e il suo storico collaboratore Francesco Mancini. Pian piano emergerà una realtà penosa: un giro di prostituzione minorile e ricatti sessuali, orchestrati con perversa maestria da un oscuro Stregone. Per salvarsi dalla giustizia, l’uomo non esiterà a mettere in atto spietate esecuzioni. La squadra di investigatori dovrà impegnarsi al massimo nelle indagini, mentre le vicende personali di ognuno continueranno a occupare i loro pensieri: Mancini è alle prese con le turbolenze della crescita dei figli, e la vita sentimentale di Ludovica prende una piega inaspettata.

Pagg. 208 coll. SuperNoir Bross € 15,90 Isbn 9788869436369

Fiorenza Giorgi è nata, vive e lavora a Savona. Da molti anni in magistratura, attualmente ricopre l’incarico di Giudice della Sezione Penale. È appassionata di musica lirica e tradizioni liguri ed è autrice di alcune raccolte di modi di dire savonesi che hanno riscosso grande successo.

Irene Schiavetta, musicista, vive a Savona e insegna presso il Conservatorio di Genova. Per le edizioni Carisch e Dantone ha scritto libri di didattica pianistica. Ha pubblicato i romanzi Le tre signore (Coedit), L’occhio di Bubuz e La tabacchiera di Otto Schmitt (Il Ciliegio). Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Cuneo rosso sangue.

Per Fratelli Frilli Editori, Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta hanno pubblicato: Delitto alla Cappella Sistina, Morte al Chiabrera, La sala nera, Omicidio in Darsena e Il mistero di San Giacomo

“Notti insonni”, di Salvatore Scalisi

Fa fatica perfino a pensarci; è stata una grande recita, una falsità. Alla notizia della gravidanza di Carla si è sentito come una fitta al cuore, di quelle che fanno veramente male, che scombussolano la vita, tanto da desiderare l’estremo gesto così da impedirne la venuta alla luce del futuro nascituro. È un pensiero contorto, Paolo ne è pienamente consapevole, ma, visto la situazione al momento della coppia, lo prende come alibi; problematiche che andrebbero discusse, se non fosse che l’uomo non se la sente di affrontare un argomento così delicato con Carla, dopo averle mentito spudoratamente. Ma in qualche modo deve sfogarsi.

– Lo so che è terribile quello che ho detto … – ammette Paolo, seduto a un tavolo all’interno di un bar.

– Più che orribile lo definirei assurdo – replica la collega di lavoro accomodata dinanzi. – Il problema non è tanto non desiderare il bambino, ma il fatto che non ne parli con lei; per me sta qui l’anomalia. –

– Se potessi, lo farei. Ho sempre desiderato avere un bambino, ma ora … –

– Cosa ti succede? –

– Ho sbagliato, ho creduto che la storia potesse andare … –

– Ti riferisci alla tua compagna? –

– Non lo so … –

– Che significa non lo so. –

– L’ho amata tanto … –

– Ma ora non ne sei più sicuro. Può succedere, nulla di strano; ma il fatto che non ne parliate non fa altro che allontanarvi. Dovreste mettere da parte ogni astio e affrontare il problema prima che sia troppo tardi; sempre che non abbiate voglia di distruggere la vostra favola. –

– Pensa che abbia una storia con te. –

– Non mi dire? –

– Già. –

– E cosa le fa credere che io sia la tua amante? –

– Solo il fatto di lavorare insieme a stretto contatto e le relative cene che sono diventate la sua e la mia croce. –

– Non le si può negare di possedere una fervida fantasia. –

– Ha una gelosia ossessiva, patologica; ho paura che la cosa possa degenerare, potrei pensare che non stia bene …. –

– Lo dici per dare un alibi alle sue ossessioni? –

– Non lo so, ho la mente confusa … –

– Certo, non ti trovi in una bella situazione e venirne a capo non è per nulla facile; se posso fare qualcosa per aiutarti … intendo come amica – dice la donna, riuscendo a strappare un lieve sorriso a Paolo.

Libri: La strada di Cormac McCarthy

La strada di Cormac McCarthy

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Cristina Costa

La strada

Cormac McCarthy

Noi non mangeremmo mai nessuno, vero?

No. Certo che no.

Neanche se stessimo morendo di fame?

Stiamo già morendo di fame.

Hai detto che non era così.

Ho detto che non stavamo morendo. Non che non stavamo morendo di fame.

Ma comunque non mangeremmo le persone.

No. Non le mangeremmo.

Per niente al mondo.

No. Per niente al mondo.

Perché noi siamo i buoni.

Sì.

E portiamo il fuoco.

E portiamo il fuoco. Sì.

Ok.

Certo che dopo Cecità di Saramago, La strada non è certo la strada giusta per tirare un sospiro di sollievo.

Sono passata da una cecità bianco latte, ad un mondo grigio cenere.

“Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l’inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo”

La strada è un libro essenziale…in tutti i sensi.

…è una distopia essenziale, indispensabile leggerlo almeno una volta nella vita;

…è essenziale nella scrittura, una scrittura scarna, priva di fronzoli, di giri di parole, non esiste il superfluo, non c’è più nulla di superfluo, anche i puntini e le virgolette dei dialoghi sono di troppo;

…è essenziale nelle ambientazioni e nei colori: solo ed esclusivamente desolazione, terra bruciata grigio cenere, polvere, tanta polvere da sentirla quasi in bocca, riga dopo riga, alberi bruciati, animali estinti;

…è essenziale nelle sensazioni: fame, freddo, paura, dolore;

…è essenziale nella trama e nei protagonisti, un padre e un figlio in un mondo post-apocalittico che percorrono la strada verso sud in cerca di terre più calde…eppure

…eppure una volta terminata la lettura ci si accorge di quanto sia denso, intenso, commovente, pieno di piani di lettura, questo libro meraviglioso.

Un padre e un figlio, l’uno l’universo dell’altro, per i quali il passato non conta, esiste solo il presente, il futuro è inimmaginabile.

“Sapeva solo che il bambino era la sua garanzia. Disse: Se non è lui il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato”

Una storia con una potenza emotiva devastante, un libro non per stomaci deboli, eppure McCarthy ha saputo farmi arrivare tutto l’amore per la vita, la famiglia e la giustizia.

La vita, a cui padre e figlio sono aggrappati con tutte le loro forze e le energie, le poche che restano.

Camminano inesorabili verso sud, verso la speranza di un mondo migliore, una nuova vita. Il padre sa che sarà pressoché improbabile trovarla, ma non può e non deve privare il figlio della luce della speranza.

La famiglia, si sostengono, si aiutano, si consolano, si raccontano, litigano, discutono e profondamente si amano. Uno il sostegno dell’altro, uno la forza dell’altro, uno la ragione di esistere dell’altro.

Ti posso chiedere una cosa?

Sì, certo che puoi.

Tu cosa faresti se io morissi?

Se tu morissi vorrei morire anch’io.

Per poter stare con me?

Sì. Per poter stare con te.

Ok.

La giustizia, perché anche in un mondo disumanizzato, senza più regole sociali, dove gli uomini per sopravvivere si mangiano a vicenda, loro sono i buoni, coloro che nonostante tutto hanno un gesto d’amore e generosità verso un vecchio incontrato sul loro cammino, un vecchio che chiede aiuto, a loro che hanno pochissimo più di lui.

E allora nel peggior scenario che si possa immaginare, senza luce, senza vita, senza colori, quello che fa da contraltare è il fuoco, il fuoco che accendono per riscaldarsi, per cucinare il poco che trovano, per far luce nel buio denso della notte, il fuoco dell’amore che sono riusciti a conservare nei loro cuori.

Ed è questo fuoco, questo amore, che riapre alla speranza, alla fratellanza, all’accoglienza, non più solo individui ma collettività.

Non tocca a te preoccuparti di tutto.

Il bambino disse qualcosa che l’uomo non capì. Cosa?, disse.

Il bambino alzò gli occhi, il viso sporco e bagnato. Sì, invece, disse. Tocca a me

Buona lettura!

Libri: ”Cuore di tenebra” di Joseph Conrad

Libri: ”Cuore di tenebra” di Joseph Conrad

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Margherita Todaro

“Cuore di tenebra” di Joseph Conrad

Ediz. Penguin 

Confesso che mi sono avvicinata a questo libro con molta diffidenza. Avevo sentito dire che si trattava di un’opera dalla grande complessità dovuta al suo  linguaggio oscuro e quasi incomprensibile. Dato che avevo già letto un libro tosto (L’Ulisse), non avevo molta voglia di ripetere l’esperienza, leggere dev’essere un piacere e non una forzatura. 

Tuttavia, ho provato lo stesso a leggerlo, e non me ne sono pentita. Ciò che mi ha fatto innamorare di questo libro è lo stile  evocativo e simbolico di Conrad. Un linguaggio che ti trasporta nell’oscurità più totale, nel buio dell’anima umana. Una poesia sul genere umano e sulle sue debolezze, che incanta chiunque abbia la fortuna di leggerla. Mi viene da paragonare la  prosa di questo libro, al canto delle sirene dell’Ulisse. Irresistibile, penetrante, intenso e ammaliante. 

Un “piccolo” ( per le dimensioni del libro) gioiello. L’inglese di Conrad è qualcosa di sublime e favoloso che fin da subito ti cattura nella sua rete di metafore e simbolismi di vario genere. 

L’unica pecca è che sia troppo corto! Ma forse è proprio  questo che lo rende un romanzo così speciale. I libri non devono essere necessariamente ‘corposi’ perchè possano venire apprezzati. E poi non conta il numero di pagine ma l’intensità del racconto che trafigge l’animo e che lì rimane, per l’eternità.

Ne consiglio vivamente la lettura (in versione originale poi è magnifico!). 

Concludo con un brindisi a Conrad, che ci ha consegnato un romanzo seducente e indimenticabile. Che ci ha lasciato questo bellissimo diamante letterario da mirare e rimirare. A presto Conrad! Non vedo l’ora di leggere i tuoi altri capolavori…

Il venditore di auto usate di Lionello Capra Quarelli (Golem Edizioni)

Il venditore di auto usate di Lionello Capra Quarelli (Golem Edizioni)

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE IN 2022

Trama
In una sera di vento e di pioggia, un passante
scopre in un’automobile il cadavere di Matteo
Laganà, un pregiudicato che gestiva un
piccolo autosalone e praticava il pugilato, ma
arrotondava i magri introiti prestando soldi a
usura e minacciando i creditori.
Frequentava una donna dal passato doloroso.
ingenua, in difficoltà economiche e a lui
completamente assoggettata.
Quest’ultima s’incontrava spesso con
un’amica in un appartamento, dove
avvenivano cose che dovevano rimanere
segrete, e che si trovava a pochi metri dalla
scena del delitto.
La donna, indagata per favoreggiamento, per
paura che il suo segreto sia rivelato, per la
prima volta nella sua vita farà una scelta.
Mentre il commissario De Nicola vive un
periodo particolarmente felice e il PM Enrica
Risso attraversa una crisi personale, si
scoprirà che l’assassino aveva un movente del
tutto diverso da quello a cui gli investigatori
pensavano.


Autore
vive a Torino, dove è nato nel 1957 in una
famiglia intellettuale.
Ha sempre lavorato nella grande industria ma si
occupa anche di teatro. Ha scoperto tardi il
gusto di scrivere, concentrandosi sul genere
poliziesco e creando il personaggio del
commissario De Nicola.
Ha pubblicato L’uomo in nero e altre storie e La
ragazza ingenua, il tipografo e altre storie con
Robin Editore e L’appartamento del primo piano
e altre storie, Un martedì di pioggia e Il delitto
della casa dei Draghi con Golem Edizioni.


Casa Editrice
Golem Edizioni è una casa editrice di Torino.
Fondata nel 2016 da Giancarlo Caselli, grazie alla
sua dedizione e passione, raggruppa autori,
autrici e libri di vari generi, con predilezione per
i saggi, i thriller e i gialli. I libri del catalogo sono
presenti in tutte le librerie e negli store online.

L’Erranza – Il pensiero poetante di Giacinto Plescia

L’Erranza – Il pensiero poetante di Giacinto Plescia

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICEIN 2022

Poesie di Giacinto Plescia

Arte e ricerca scientifica, dall’ideale greco di bellezza, ai solidi platonici, alla sezione aurea ed alla prospettiva vivono un dialogo mai interrotto. Lucrezio parla del vuoto e ci fa ricordare l’indeterminazione di Heisenberg e Planck, per Galileo “la natura parla la lingua della matematica” e Douglas Hofstadter evidenzia come in Escher convivono matematica, topologia e logica. Sulla natura, sul problema della conoscenza e del sapere s’ interroga l’opera di Leopardi, la sua poesia s’intreccia alla filosofia nei versi “questo globo ove l’uomo è nulla, sconosciuto è del tutto”, e alla matematica, segnatamente, alla topologia: i “nodi quasi di stelle” sono un riferimento ante litteram alla teoria dei nodi, i versi “le nostre stelle o sono ignote, o così paion… un punto di luce nebulosa” confermano la sua attenzione per l’universo e richiamano l’astrofisica infatti, adolescente, scrisse la “Storia dell’astronomia“. Si può dire, per parafrasare Shakespeare che ci sono più cose nella poesia, nella filosofia e nella scienza che in cielo e in terra. I versi di Giacinto Plescia, risentono di queste lezioni e letture.

E’ una poesia ben incardinata nei binari del pensiero heideggeriano, quello di Plescia in “L’Erranza”. Dall’indicazione “formale” del pensiero poetante, la raccolta si propone chiaramente di ragionare, più che evocare, attraverso la voce poetica. Molto bello, dal punto di vista formale, l’uso di alcune espressioni come temporalità immaginaria o capelli di luce, che ricordano i Fadensonnen di Celan.

Giacinto Plescia si laurea in Architettura al Politecnico di Torino, consegue n.2 Attestati di perfezionamento in “Scienza e Filosofia, Temi di Epistemologia Generale ed Applicata” e n.1 in “Estetica ed Ermeneutica delle Forme Simboliche” all’Università di Firenze. Partecipa a Concorsi universitari di Docenza, Convegni internazionali e nazionali di Fisica, Modelli Matematici e Urbanistica. All’attivo ha molte pubblicazioni di Filosofia, Urbanistica, Modelli Matematici e Topologia. Ha presentato dei brevetti sul Fullerene ad Università ed agenzie.

Link dell’autore: Sito web: https://www.giacintoplescia.it/

Blog: https://giacintoplescia.blogspot.com/

Blog di Scienze e Humanities: https://frame-frames.blogspot.com/

Link per l’acquisto: 

Amazon: https://amzn.to/3AVUNAR

Ilmiolibro: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/584321/lerranza-2/

“Il Meraviglioso Mago di Oz” di Geronimo Stilton (Piemme)

“Il Meraviglioso Mago di Oz” di Geronimo Stilton (Piemme)

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE IN 2022

Era grosso quanto un elefante, ma aveva la testa simile a quella di un rinoceronte, con ben cinque occhi.

Per fortuna il Boscaiolo non aveva cuore, quindi non poteva avere paura. PAGINA 131

Un forte ciclone fa volare in aria la piccola Dorothy e il suo cagnolino. All’improvviso i due si ritrovano in un mondo fantastico, dove, insieme a nuovi meravigliosi amici, iniziano un lungo viaggio, alla ricerca del grande Mago di Oz. Un classico della letteratura liberamente adattato da Geronimo Stilton. Ricco di tantissime illustrazioni a colori! Età di lettura: da 7 anni.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro: “Il Meraviglioso Mago di Oz” di Geronimo Stilton.

Dorothy e il suo cagnolino vengono catapultati in aria da un forte ciclone. I due si ritrovano in un mondo fantastico, dove, insieme a nuovi meravigliosi amici, iniziano un lungo viaggio, alla ricerca del grande Mago di Oz.

Un classico intramontabile per i più piccoli, una storia senza uguali. Mia figlia l’ha amato moltissimo.

Le illustrazioni belle e colorati rendono il racconto ancora più intrigante.

Consigliatissimo!

PUNTEGGIO 5/5


Dettagli prodotto

“Le due panchine”, di Salvatore Scalisi

– Come stai? – gli chiede la moglie, in piedi in cucina mentre prepara la cena.

– Bene. Perché? – risponde Eugenio, anch’esso in piedi, intento a darle una mano.

– Non lo so, hai un’aria più stanca del solito. –

– E andrà avanti così. –

La donna lo osserva attonita.

– Voglio dire, è normale che sia così, non ringiovanisco di certo. –

– Per te siamo con un piede nella fossa. –

– Non proprio; comunque, io parlo per me. –

– Certo, io sono una ragazzina. Mi domando, a questo punto, che viviamo a fare? –

– Mi dispiace … coinvolgerti in queste mie paranoie – dice Eugenio.

– Ci sarebbe un unico modo per evitarlo – replica la donna.

– Non parlarne. –

– No, accettare la vita per quella che è. Dovremmo farlo tutti, o sbaglio? –

– No, hai ragione, come sempre. La verità, è che dovrei togliere il disturbo. –

– Davvero geniale! – esclama con tono sarcastico la donna. – E in che modo? Diamoci un taglio, prima che mi si blocchi l’appetito. –

“Una questione di matematica”, di Salvatore Scalisi

L’indagine incrociata ha portato buoni frutti, ed è quello che la coppia di investigatori si aspettava, sicuri che il caso della morte del professore di matematica sia di facile lettura e, salvo imprevisti, di veloce risoluzione. Talmente scontato da lasciare perplessi.

– Per me il collega del professore trovato morto non me la racconta giusta – afferma Ted, seduto sulla panchina dinanzi al plesso scolastico.

– Nemmeno il padre del ragazzo – replica Parker, seduto a fianco dell’amico. – Tutto troppo facile. –

– Cosa vuoi dire? –

– Quello che pensi anche tu. –

– Che la polizia scioglierà il rebus quanto prima. –

– Già. Perché la moglie del defunto professore ha voluto affidarci il caso ancor prima di attendere l’esito delle indagini della polizia? –

– Forse perché siamo più solerti – osserva con un sorriso, Ted.

– No, non mi convince – replica Parker. – O forse hai ragione … –

– A cosa pensi? –

– Non lo so, la cosa non mi è ancora del tutto chiara … –

– Il solito intuito? –

– Sì, può darsi. –

– Di solito ci azzecchi. –

– Già, di solito è così. –

“Risonanze”. Un’esplosione di emozioni amplificate, di Cristina Acciaro. Aletti Editori

“Risonanze”. Un’esplosione di emozioni amplificate

Una continua ricerca dell’unicità tra dualismi e culture, in una vita caratterizzata da scienza e umanesimo. E’ l’opera della scrittrice Cristina Acciaro, originaria di Portocannone (Campobasso), un antico borgo del Molise di etnia e lingua arbëreshë, a dare questo segno tangibile di ricerca monolitica ma multisfaccettata. “Risonanze” è il titolo del libro pubblicato nella collana “I Diamanti” della Aletti Editore, in cui pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, proprio come in una stanza, riecheggia un’unità che sa di armonia. E la vita dell’autrice, diplomata al Liceo classico ma laureata in Fisica, prima docente e poi dirigente scolastico, sembra essere lo specchio di questi valori, in cui la poesia è la costante del bello. Mutuato dalla fisica – come spiega l’autrice stessa – è anche il titolo dell’opera. «E’ di buon auspicio per raggiungere la massima diffusione e far vibrare l’anima del lettore per una esplosione di emozioni, proprio come un’onda modifica la sua ampiezza in crescendo durante il fenomeno della risonanza».

La prefazione del libro è affidata al poeta, figlio d’arte, Alessandro Quasimodo. «Abbiamo l’impressione che i colori, le immagini, offerti dalla natura, siano eco esponenziale dell’animo umano. I versi brevi e l’utilizzo dell’enjambement sono indice della ricerca di un ritmo scandito nell’intento di isolare ogni singolo vocabolo e di valorizzare il significante». L’opera è suddivisa in cinque sezioni: Io e  il mare; I luoghi del cuore; La festa di maggio; Il tempo… scivola; Tempi moderni. I temi più ispiratori dei versi sono l’amore e la bellezza. «L’amore in senso lato – precisa la Acciaro -, per la famiglia, per il mio uomo, per i luoghi frequentati che fanno da scenografia ai ricordi, per la natura, in particolare per il mare, che fin da bambina ho contemplato, riconoscendo in esso, non solo uno spettacolo unico al mondo ma anche l’immagine dell’ignoto dell’infinito che catalizza i pensieri. Un simbolo di coraggio, curiosità, sapienza e conoscenza».

C’è tanto cuore, dunque. Ci sono i luoghi. C’è il pensiero. L’amore. Ma anche dolore. Solitudine. Inquietudine, incomunicabilità, prostituzione. Tutti i malesseri che attanagliano la società, a cui, appunto, è dedicata l’ultima sezione del libro. Il tutto che scorre in un tempo, moderno, che scivola… tra “il sacro e il profano”, tra “la festa di maggio” – a cui è dedicata la sezione di cinque poesie – e il 2 novembre”, in un animo rasserenato ma inquieto. «Considero la bellezza – afferma l’autrice – una sintonia tra apparenza e essenza, una inequivocabile manifestazione del bene, connessa con il senso di sacralità che scaturisce da una visione etica in cui bello e buono, grazia e moralità si intrecciano». Anche la memoria e il ricordo è strettamente connesso al concetto di bellezza, essendo testimonianza della insensatezza di azioni storiche, quali le guerre, e il cui ricordo deve essere mantenuto, per non ripetere gli errori del passato. Ciò che emerge dalle liriche è un continuo dualismo tra contraddizioni e stati d’animo differenti. Dualismo che caratterizza la vita dell’autrice, tra cultura umanistica e scientifica. «Sono figlia del mio tempo – afferma Cristina Acciaro -. Ho indossato e indosso maschere nel tentativo di costruire la mia felicità, con perseveranza e ironia inseguo gli obiettivi da raggiungere. In me stati d’animo differenti si rincorrono con moto armonico, rinasco e muoio ogni volta in un ciclo che si ripete e da cui traggo forza per nuove esperienze». Nessuna delle due, dunque, prevale. «La cultura è una sola, quella scientifica e quella umanistica sono due facce della stessa medaglia, perché coinvolge in entrambi i casi attività del pensiero.

Non ci sono strutture gerarchiche, a volte prevale l’una a volte l’altra, dipende dai casi. Il mio pensiero si muove all’interno dell’amore e della bellezza, caratteristiche che ritrovo in entrambe le culture». E, paradossalmente, la contraddizione, o meglio il superamento di essa, rappresentano una condizione fondamentale per raggiungere l’armonia. «Per ottenere la pace è necessario trovare un equilibrio. Questo si può fare attraverso un percorso di introspezione, superando le contraddizioni che si sono impossessate della nostra anima». La poesia, ma in generale tutte le arti, rappresenta un “isola felice” e può svolgere un’azione antagonista contro il dilagare della superficialità e dell’apatia. «E’ un simposio di emozioni e di idee condivise, può avere un’azione di denuncia con funzione educatrice e sociale». Il “vissuto” e, dunque, la realtà è ciò che sta alla base della scrittura. «Avere la pace interiore significa avere un animo puro che non conosce o ha

rifiutato sentimenti malevoli verso sé stessi e verso i suoi simili, un animo in cui trovano posto l’amore, la fratellanza e il perdono». Gli elementi stilistici rispecchiano la musicalità tipica delle liriche, raramente in rima; spesso versi sciolti, in endecasillabi e settenari, a cui si mescola, a volte, qualche verso libero più lungo o più corto degli altri. Poesie scritte di getto e, poi, migliorate attraverso una ricerca lessicale e metrica che, però, non le stravolge come qualcosa di artefatto. Le parole vengono usate come un pennello su tela per descrivere le sfumature percettive dell’anima. E, come nel fenomeno della risonanza, le emozioni diventano vibrazioni amplificate.

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

L’Odore Dell’Anima, di Caterina Alagna

Con immenso piacere annuncio che da oggi potete trovare negli store online la mia prima raccolta poetica ” L’Odore Dell’Anima” in formato epub. 

40 poesie scritte e curate negli ultimi dieci anni che ho pensato fosse giunto il momento di dare alla luce.Sinossi

Raccolta poetica che si focalizza sulle note introspettive che prendono forma sul palcoscenico dell’anima. All’apparenza ombrose, brillano di luce propria se attraversate da uno sguardo profondo. Tra alti e bassi, si muovono nel bizzarro spettacolo della vita in cui il bene e il male, il piacere e il dolore si uniscono in un intreccio indissolubile su cui si fonda l’essenza dell’animo umano.

L’anima è la protagonista principale della raccolta, che attraverso varie tematiche, emerge dal mare sepolto che ogni essere umano nasconde dentro di sé.

E’ possibile acquistarla su

Youcanprint

Amazon

Ibs

Rakuten Kobo

IBooks Store 

Estratto 

Aculei e margherite

Camminiamo su distese

di aculei e margherite,

punte di picche 

che scalfiscono la pelle,

ma tra le fenditure

s’insinua il profumo dei fiori.

Così imparai

all’apice della perdizione

che la bellezza delle cose

si riflette nello specchio del dolore.

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https://alessandriaonline.com/

Omicidio a Carloforte

Omicidio a Carloforte

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Omicidio a Carloforte

Autore: Antonio Boggio

Editore: Piemme

Il prete di Carloforte, Don Antonio Moresco, viene trovato morto nella sua abitazione, tutto lascia pensare ad una caduta dalle scale, come afferma la relazione del medico legale. Il commissario Alvise Terranova, da poco tempo rientrato a Carloforte, non è convinto che si tratti di un incidente. Il giorno prima era stata trovata una scritta “la chiesa è in pericolo” sul muro della chiesa e in paese molti fedeli non erano contenti di Don Antonio, al punto che era stata organizzata una petizione per allontanarlo. Molte cose non quadrano ed il commissario Terranova è convinto che la morte del prete non sia stata una disgrazia. Il ricevimento di una lettera anonima, con l’indicazione del presunto colpevole, lo convince che i suoi sospetti sono giustificati e che l’indagine deve proseguire perché si tratta di omicidio. Ma non crede che il colpevole sia quello indicato nella lettera, crede che la verità sia ben diversa.

Un libro con una trama complessa, ben costruita, un finale inaspettato che affronta temi molto delicati e purtroppo molto comuni. Il testo prevede continui inserti della lingua reale parlata a Carloforte, che caratterizzano il racconto e amplificano l’efficacia dell’ambientazione. Il racconto del giallo vero e proprio include tutte le trame politiche, tradimenti, storie segrete che in realtà sono di dominio pubblico, un vulcano in eruzione di fatti e misfatti imprevedibile per quello che è da tutti considerato come un paese tranquillo dove non succede mai niente. E proprio tra queste storie segrete che sarà possibile per il commissario Terranova trovare quei piccoli appigli su cui fondare le sue ricerche che lo porteranno alla soluzione del caso. Terranova è un personaggio dalle intuizioni brillanti, appassionato di Jazz, di Tom Waits e delle buone letture, un poliziotto sensibile che sa quando affidarsi al cuore e mettere da parte la razionalità.

Superficie

Superficie

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Superficie
Autore: Olivier Norek
Editore: Rizzoli
Traduzione: Maurizio Ferrara
 
Noémie Chastaine, poliziotta della squadra antidroga parigina, durante la cattura di un pericoloso latitante, viene ferita al volto in modo devastante e permanente. Dopo una lunga degenza, Noémie toglie le bende dal suo viso. I contraccolpi psicologici sono fortissimi, non riesce ad accettare il suo volto, non può tenere in mano la pistola, fallisce le prove al poligono per essere reinserita al suo posto di capo squadra. Viene lasciata dal fidanzato, poliziotto come lei. Anche lui non riesce a superare l’orrore di quel volto deturpato e preferisce fuggire piuttosto che aiutare la fidanzata a sconfiggere i suoi demoni. Noémie viene trasferita nella provincia dell’Aveyrone, nel paese inesistente di Avalone, con il compito ufficiale di verificare se il commissariato locale deve restare aperto, in realtà è solo un modo, per chi deve decidere il suo futuro, di tenerla lontano dalla sua squadra. Noémie segue la sua indole e non si limita a svolgere i compitini con il minimo sforzo, ma si impegna al massimo in tutte le attività in cui è coinvolta. Avalone si rivelerà un paese molto meno tranquillo di quanto i capi non abbiano fatto credere a Noémie. Improvvisamente dal fondo di un lago artificiale emerge un fusto di plastica con dentro i resti di un bambino. Tutto cambia, sia per Noémie che per Avalone.
Un ottimo romanzo, uno dei migliori noir del 2022. Una trama ben costruita, ritmo sostenuto, ma la parte migliore sta nei dialoghi, serrati e diretti, oltre che nei profili psicologici dei personaggi, con le loro difficoltà, fragilità, tormenti e paure, resi con grande efficacia e realismo oltre che con un sottile umorismo, dosato a dovere. Il tema del libro, espresso chiaramente dal titolo, è che la verità per venire a galla deve essere ricercata in profondità, non basta fermarsi alle apparenze, ingannevoli e illusorie. Anche per conoscere sé stessi bisogna scavare a fondo del proprio animo.
https://robertoiovacchini.wordpress.com/2022/10/13/superficie/

 

Omicidio a Cap Canaille

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Omicidio a Cap Canaille
Autore: Christophe Gavat
Editore: Neri Pozza
Traduzione: Maddalena Togliani
 
Marsiglia è una città da sempre nota per il traffico di droga, con bande criminali che si affrontano in una guerra senza fine per il controllo del territorio. La città ha anche nelle vicinanze delle bellezze naturali incontaminate, come le meravigliose coste rocciose a strapiombo sul mare, luoghi adatti per incontri romantici, ma anche per suicidi o cruente esecuzioni.
Il comandante Henri Saint-Donat è a capo di una indagine complessa, che mette insieme una grossa partita di droga con un lungo elenco di rapine a furgoni blindati, fino al ritrovamento di un corpo nel portabagagli di una vettura. Tutti gli indizi portano a Marsiglia ad una serie di criminali che comunica tra di loro con messaggi tra telefoni cellulari intestati a nomi di famosi cantanti dell’opera, uno per tutti Maria Callas. C’è qualcuno che vuole vendetta e la vuole portare a compimento a Cap Canaille, in una di quelle scogliere meravigliose vicino a Marsiglia.
La donna ritrovata nel bagagliaio della vettura è una famosa rapinatrice di Francia, Mireille de Gounod, appassionata del lusso e grande organizzatrice di rapine. La donna era conosciuta molto bene da Henri Saint-Donat che l’aveva arrestata molti anni prima al termine di una rapina, rimanendone colpito dalla bellezza e dal fascino.
L’autore Christope Gavat è commissario della polizia francese, conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini e le zone teatro del romanzo, ha costruito questo libro in cui azioni ed indagini si alternano e susseguono senza pause, raccontando sia le gesta e la mentalità dei criminali, sia le fatiche e le debolezze dei poliziotti, tra inseguimenti, indagini e ritmi di vita difficili e faticosi. Il personaggio più carismatico della storia, Mireille de Gounod viene raccontata solo dai ricordi di Henri Saint-Donat, che ha condiviso con lei momenti di vita intensi e toccanti che costituiscono una parte importante della storia.

https://robertoiovacchini.wordpress.com/2022/10/15/omicidio-a-cap-canaille/

L’angelo di Marengo. Giuseppe Mayno. Il Bandito, di Liliana Angela Angeleri 

pubblicato da youcanprint

Non solo avventure ma una delicata storia d’amore con Cristina che sposerà. Un brigante gentiluomo con molti gesti di umanità, entrato in clandestinità suo malgrado, un bandito molto amato e ricordato anche dopo due secoli perché ha aiutato i poveri con il denaro frutto dei suoi furti alle persone abbienti. Giuseppe Mayno della Spinetta (sobborgo d’Alessandria), il bandito di Marengo, ha studiato in Seminario. Dopo alcuni anni, il governo obbliga, anche ai seminaristi, il servizio di leva. In un’osteria, Mayno subisce l’angheria di un sottotenente.

Deve fuggire. Ritorna dopo tre anni. Durante la festa di nozze infrange la proibizione dell’uso delle armi da fuoco, imposta dagli occupanti francesi. Diventa capo di una banda agguerrita (200 uomini a piedi e 40 a cavallo), che dà parecchio filo da torcere alla gendarmeria imperiale che occupa il Piemonte. Ruba ai ricchi per aiutare i poveri. Giuseppe Mayno è anche un bandito burlone. Alcuni suoi tiri giocati alle autorità sono rimasti celebri. Un eroe popolare e come tale sa morire. I campi delle sue gesta sono il Piemonte, il Genovesato e la Lombardia.

https://www.mondadoristore.it/angelo-Marengo-Giuseppe-Liliana-Angela-Angeleri/eai979122142830/?fbclid=IwAR1rqy1VFpDki8_Wlqz3PnDHqiQYKR70Yat58yeOV-kOpxDm0lbjfWmdcJM

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Patrice Avella: “Modigliani, l’amore e Paris”, “Prevert, l’amore e Paris”, cura di Libera Mente-Laboratorio di Idee

Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente contro la diffusione del Covid-19

INVITA
Alla presentazione dei libri di
Patrice AVELLA
Dai titoli
“Modigliani , l’amore & Paris ”
“Prévert, l’amore & Paris “

Venerdì 21 ottobre 2022 alle ore 18,00 presso
Il Salone dell’ex Taglieria del Pelo Fabbrica Borsalino, Via Riccardo Wagner, n. 38 – 15121 Alessandria

Sarà presente l’Autore
Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Il quale dichiara:
”L’associazione culturale Libera Mente Laboratorio di Idee, fin dalla sua nascita ha proposto dibattiti e presentazioni di libri.
Negli anni, con alcuni scrittori, si è creato un rapporto di amicizia e Patrice Avella è certamente uno di questi.
Con Patrice abbiamo già presentato due libri ma oltre a questo ha partecipato ad altre iniziative dell’associazione.
Oggi ci troviamo a presentare in contemporanea due libri che parlano di altrettanti grandissimi personaggi, Modigliani e Prevert, il loro legame con Parigi e il filo rosso dell’amore”

Patrizio AVELLA
Nato in Francia nel 1959, vive ormai in Maremma di fronte all’isola d’Elba a Piombino.
Journalist-food dal 2012 per la rivista di Paris La Voce, le magazine degli italiani in Francia per la rubrica Enogastronomia e Cultura.
In Francia ha avuto il Premio a Parigi del «Livre Européen et Méditérranéen» per il romanzo Rome Criminelle – tome un Caffè Sangue, nel 2012, per la categoria Roman et cinéma.
In Italia lo stesso libro ha un diverso titolo che è Piazza Fontana.
In collaborazione con il cinefilo Gordiano Lupi hanno scritto diversi libri insieme Pasta e Cinema, Piombino con Gusto, La Grande Abbuffata e A Tavola con gli Appiani sempre con le Edizioni Il Foglio Letterario di Piombino.
Il libro Modigliani, l’amore e Paris ha ricevuto il prestigioso Premio “Napoli Cultural Classic 2021.
Il libro di poesie e disegni in pointillisme col titolo Réminiscences ha ricevuto il Premio “Città di Castellamare di Stabia 2022” nella regione di Napoli.
In corso altri libri sui poeti francesi nella stessa collezione: Pasolini, l’amore e la sua Roma per l’inverno 2022, Saint-Exupéry, l’aviatore e il Piccolo Principe estate 2023, e Baudelaire, l’amour et Paris per l’estate 2024.
Il progetto è in corso di un Giallo storico durante il periodo del Rinascimento in Toscana è in corso per la primavera 2023 col titolo Giallo Appiani.

MODIGLIANI L’AMORE E PARIS –
Patrice Avella – Edizioni Il Foglio Letterario 2021

Un libro per fare una visita romantica di Paris e Livorno dove ha vissuto Amedeo Modigliani. Storia della pittura e delle donne che hanno ispirato il mitico artista toscano,Che ha vissuto nei quartieri della “Ville Lumière”, apprezzato la gastronomia delle Brasseries di Montparnasse.

Modigliani è uno. Modigliani è indivisibile.

La sua storia comincia e finisce con lui. E anche la sua pittura. Modigliani è l’unità dell’anima. Era un peccatore rovinoso, di quelli che bruciano e tutto consumano per arrivare al centro dell’anima.

Il colore rosso era l’emanazione di questo centro: per raggiungere l’ansietà dei rossi Modigliani ha vissuto sul bruciato. Ha peccato. Ha espiato. Ha peccato ancora. Le donne erano fuoco.

La pittura era fuoco. Parigi comme Babilonia la capitale del male. La vedeva rossa come i senesi la città del demonio. E rosse le facce delle donne dai cui occhi l’anima dipartiva alitava nell’aria arrossandola.

Quando Modigliani consumo’ l’ultimo rosso mori’ …
Critico d’arte R. Carrieri – 1950

Presentazione di
Prévert l’amore e Paris –
Edizioni Il Foglio Letterario – 2022

Prévert per me è un compagno dalla mia infanzia. Era uno dei miei sogni nel cassetto di fare un giorno un libro sul mio amico artista geniale.
In Italia, parlando del poeta francese, sono stato sorpreso che tante persone avevano imparato almeno una delle sue poesie a scuola e ne conservavano un bel ricordo allorché io pensavo che nessuno lo conoscevo. E quando facevo ascoltare la canzone delle Foglie Morte, tanti musicisti o cantanti, o altri artisti mi dicevano che era una favolosa canzone che amavano tanto da anni.
Però nessuno conosceva la vita di Jacques Prévert, dove aveva vissuto, chi aveva frequentato come amici come Picasso, famosi fotografi come Doisneau, artisti della musica come il suo compositore Kosma, attrice e attori famosi in Francia come Yves Montand, Jean Gabin, Michèle Morgan o Arletty, poca gente sa che Prévert era un sceneggiatore dei più grandi film del cinema francese famosi come quelli del genere del neorealismo italiano con grandi registi come Jean Renoir e Carné.

Films in italiano
IL PONTE DELLE NEBBIE QUAI DES BRUMES
MENTRE PARIGI DORME LES PORTES DE LA NUIT
AMANTI PERDUTI LES ENFANTS DU PARADIS
Dopo, sono giornalista alla rivista di Paris, LA VOCE, le magazine degli Italiani in Francia per la rubrica Storia della gastronomia, dunque in più di parlare dei quartieri di Parigi di Prévert da visitare, ho precisato anche i nomi delle famose Brasseries ancora esistente che frequentava Prévert e i famosi piatti da gustare con la loro storia come,
per rimanere nelle CREPES le famose crêpes Suzette e la loro origine
o la celebre Zuppa alle cipolle che ha anche lei origine… FIORENTINE.

IN PIU’

Da 75 anni, tutte le generazioni dei ventenni si sono innamorati delle poesie di Prévert dal suo libro edito nel 1946 e un fatto incredibile con l’effetto di modo di ogni generazione e dell’abbandono della passione per la letture delle poesie del mondo moderno.

Jacques Prévert, uno dei poeti più amati dalle giovani generazioni di tutti i tempi, è diventato famoso perché ha saputo rendere la sua opera, poesia, testi di canzoni e sceneggiature per i film e il teatro comprensibili a tutti al punto di diventare il poeta più letto e recitato in tutto il mondo per le sue opere sull’amore. Con parole semplici ha saputo offrire la magia di questo misterioso sentimento umano: l’amore che non ha bisogno di essere imprigionato. Questo è l’amore per Jacques Prévert.
come diceva lo scrittore Boris Vian, “la mia generazione aveva solo conosciuto la guerra” Ma anche oggi la libertà del linguaggio di Prévert sarebbe importante per le nuove generazioni. Con parole di una semplicità esemplare ci avrebbe insegnato a rivoltarsi con i suoi accenti di libertà. Non è un poeta che usa parole astratte, ma ci parla come un uomo del popolo, come un uomo di luce, di sole e d’amore. Il compositore Kosma, che non parlava bene il francese, non ha avuto nessuna difficoltà ad adat-tare le sue poesie alla musica delle sue canzoni.
Ha permesso di fare passeggiare le parole di Prévert nelle sue melodie per toccarci nel più profondo dei nostri cuori, di instal-larsi all’interno di noi, della nostra mente e darci coraggio di vi-vere con la bellezza e la purezza. Purtroppo oggi come oggi nes-suno ci parla con un linguaggio come il suo, che ci aiuta a capire chi siamo e come fare per vivere felici.
Un aneddoto per farvi capire il mio amore per Prévert malgrado tutto, mi riporta negli anni della Leva nell’esercizio militare francese dei miei ventenni. Ero uno dei pochi che frequentavo la biblioteca e non è che leggevo Bakunin ma letteratura francese come Emile Zola, Victor Hugo e il loro libri che parlavano della miseria del popolo e della contestazione. Ma niente di che come rivoluzionari pericolosi. E leggevo molto le opere di Prévert. Ho potuto leggere quasi alla fine del mio periodo militare il mio dossier personale. Sono stato molto sorpreso di leggere che ero un sotto ufficiale da sorvegliare perché avevo dei sentimenti sovversivi e antimilitaristi. Non sono mai stato a venti anni come oggi appassionati dall arte militaria o della guerra come uomo, pero’ non sono mai stato pericoloso. No, la ragione della mia sorveglianza era perché leggevo il poeta Jacques Prévert in continuazione e il mio capitano mi vedeva sempre con questo libro in mano! Un libro diventa sempre più pericolo che un fucile lo sapete bene voi o no ?

Prévert è un uomo come tanti, un uomo della strada, un uomo semplice che mette un braccio sulle spalle e quel gesto è pieno d’amore: un amore casualmente incontrato, riconosciuto, vissuto, divorato. In questo libro si descriverà la relazione con famosi amici frequentati dal poeta come: il pittore Picasso, il compositore Kosma, il cantante Yves Montand o il fotografo Desneau. Ma soprattutto si parlerà, all’interno di questo libro, della relazione privilegiata che il poeta ha avuto con le donne della sua vita sentimentale, in primis, ma anche della sua vita professionale, donne artiste che hanno avuto un ruolo essenziale nella sua creazione artistica. Prévert era il paroliere dei nostri amori, dei nostri timori, del nostro modo di vivere, delle nostre scelte di vita futura. Prévert ha fatto quello che siamo ancora oggi, quello che siamo diventati tutta la nostra vita. Ci ha dato la voglia di sognare di nuovo e della bellezza. “E non volermene se ti do del tu. Io do del tu a tutti quelli che amo, anche se non li ho visti che una volta sola. Io do del tu a tutti quelli che si amano, anche se non li conosco”.

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Museo della Gambarina: Presentazione del libro “La Monferrina – Storia del ballo che conquistò l’Europa” di Giuliano Grasso

Alessandria: INCONTRO CON L’AUTORE

Presentazione del libro “La Monferrina – Storia del ballo che conquistò l’Europa” di Giuliano Grasso  con la partecipazione di Enzo G. Conti dell’Associazione Culturale Trata Birata

Sabato 22 ottobre ore 17:00 presso l’auditorium del Museo della Gambarina

piazza della Gambarina 1 – Alessandria

ingresso gratuito

Sul finire del XVIII secolo un nuovo ballo di gruppo irrompe nei saloni dell’alta società dove regnava il poliedrico repertorio delle Contradanze. Dapprima affermatasi come danza di gran moda a Milano e a Venezia, nel giro di pochissimi anni la Monferrina compie un vero e proprio exploit andando a conquistare le sale e i teatri di Parigi, Londra, Monaco e Vienna, trovando un posto di primo piano in ogni programma di ballo. 

Per tutto il primo quarto dell’Ottocento, al seguito delle guarnigioni napoleoniche, raggiunge le maggiori località del nord Italia dove decine di musicisti di fama, ma anche semplici amatori, si cimentano nella composizione di nuove melodie per i teatri, le feste e i carnevali. 

Già alla fine del secolo però, incalzata dai nuovi balli di coppia provenienti dal centro Europa, la sua stella si spegne lentamente e agli esordi del Novecento la Monferrina è ormai estromessa dalle sale cittadine, restando in auge solo nel repertorio popolare di alcune località di montagna. 

Qui gli studiosi di folklore, impegnati nella riscoperta dei balli di tradizione, la ritroveranno ancora vitale sui monti della Val d’Aosta, della Savoia e delle Quattro Province, nei balli a palchetto del Piemonte, fra le comunità venete dell’Istria e nelle feste della Derobée in Bretagna. 

Il libro traccia la storia di queste peregrinazioni fra luoghi e culture attraverso decine di testimonianze, cronache e documenti d’epoca.

Letras para la vida: Parole per la vita Copertina flessibile – 27 gennaio 2021 

Letras para la vida: Parole per la vita Copertina flessibile – 27 gennaio 2021 

Edizione Spagnolo    di  Michela Zanarella  (Autore), Elisabetta Bagli  (Autore), Fiorella Cappelli  (Autore), Claudia Piccinno  (Autore), María del Carmen Aranda  (Autore), Brunhilde Román Ibáñez  (Autore)

pedizione GRATUITA con consegna presso punti di ritiro (se disponibile per il tuo ordine).  Dettagli 

Questo articolo è acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente  quando venduto e spedito direttamente da Amazon. Sono esclusi prodotti di Venditori terzi sul Marketplace di Amazon. Verifica i termini e condizioni dell’ iniziativa  Bonus Cultura 18app e di Carta del Docente.

Edizione bilingue italiano/spasgnolo. In molte occasioni le cose migliori sorgono nel modo più inaspettato, in modo semplice e senza pretese. Ed è proprio così che, in un incontro poetico dedicato agli emarginati, è nata l’idea nella quale sei poetesse, unendo legami e ponti tra l’Italia e la Spagna hanno deciso di far ascoltare le loro voci nelle gole silenziate, oppresse e svantaggiate di molte persone attraverso le loro Parole per la Vita, parole vive che viaggiano in ogni angolo del pianeta, vive perché stimolano lo spirito, combinano emozioni e sentimenti e crescono nella speranza.Per questo abbiamo dato vita a questo libro i cui profitti andranno alla ONG Otromundoesposible con lo scopo di aiutare i bambini affetti da malattie rare sostenendo la loro ricerca; sono piccoli granelli di sabbia che daranno sostegno a quelle manine che esigono una vita più dignitosa.

Libri. “L’arpa incantata”. Bellezza e armonia del Creato per un messaggio d’amore

“L’arpa incantata”. Bellezza e armonia del Creato per un messaggio d’amore
La natura che culla i ricordi della fanciullezza, che viaggia tra passato e presente, offre nei versi di Attilio Muscolino, poeta originario di Merano (Bolzano), un fluido scorrere del tempo, un insieme di profonde meditazioni filosofiche che testimoniano un grande amore per il Creato e il Creatore. L’opera dell’autore, che vive a Bolzano, si intitola “L’arpa incantata” ed è pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «È stato il ricordo del “L’arpa birmana”, film di Kon Ichicawa del 1966, – racconta Muscolino -, già dirigente amministrativo nelle Pubbliche Amministrazioni – a suggerire il titolo alla silloge. Il vibrato della cetra, dal suono ieratico, morbido, pensoso, consolatorio, talora teneramente elegiaco nel ricordo d’una patria lontana o degli affetti perduti, è in quel film, con le sue immagini sonorizzate, e nei versi, resi viventi e trasfigurati dalla lettura ad alta voce, riaffermazione dell’uomo nella sua essenza più profonda, quale irradia e s’impone dall’immoto e infinito silenzio». 
 
«Il poeta Attilio Muscolino – scrive nella Prefazione Hafez Haidar, candidato, negli anni scorsi, al Nobel per la Pace e per la Letteratura – ama incondizionatamente madre natura, scrigno dei suoi sogni, delle sue brame e dei suoi sentimenti, musa dei suoi versi, ispiratrice delle sue riflessioni e delle sue immaginazioni. In essa cerca la quiete e la pace e trova la spinta per spiccare il volo verso le alte mete del pensiero e la forza per catturare le stelle e le alte comete».
 
I versi si ispirano alla realtà fenomenica in tutti i suoi aspetti, mai dimenticando che, come per la filosofia greca, l’evento che dà colore all’esistenza e, quindi, avente valenza comportamentale, è la morte. La morte intesa non come un precipitare nel nulla, ma come elemento armonico nell’Essere. «Le mie poesie, storia d’una coscienza e delle sue meditazioni, – spiega l’autore – sono state disposte secondo un itinerario che porta, prima, ad un giudizio di credibilità verso il Verbo che era in principio e, poi, trattano della fede nel Cristo». E, nell’opera, la religione riveste un ruolo catartico. «La fede – afferma il poeta, candidato Maestro di scacchi e presidente emerito di un Circolo bolzanino – è l’atto d’accettazione d’un assunto, non per intrinseca evidenza o diretta conoscenza, ma per l’autorità d’una o più testimonianze ritenute sufficientemente valide. In particolare, la fede cristiana si materializza in un atteggiamento di fiducia in Gesù, quale portatore d’un divino mistero, e nell’accettazione della sua parola: poiché in lui il Verbo si è fatto carne. Ne consegue, per ogni credente, l’abbandono fiducioso nelle mani di Dio, che non mente, né può mentire». E, su questo aspetto, si sofferma anche don Paolo Renner, nella Postfazione. «Le liriche di Attilio – scrive il professore ordinario di Scienze della religione e teologia fondamentale presso lo Studio Teologico Accademico di Bressanone, nonché direttore dell’Istituto De Pace Fidei di Bressanone e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bolzano – rappresentano in tal modo anche una sorta di terapia complementare. Ci guariscono dalla fretta, dalla volgarità, dalla prepotenza, per riaffidarci a rapporti garbati e delicati con quanto e quanti ci circondano e intessono momenti essenziali del nostro cammino vitale».
 
I versi trasudano, in maniera armonica, bellezza e bontà. E’ questo che il poeta vuole far emergere negli aspetti stilistici delle sue liriche. «Il poeta è un piccolo artigiano che scava in sé stesso alla ricerca di frasi armoniche, da cui irradino minuzzoli di bellezza. Se vuole essere poeta veramente può avere un solo stile, o meglio stilema, il suo». E, a proposito di bellezza e ricerca di armonia, alcune poesie sono arricchite dalla presenza di illustrazioni, a cura del Maestro Giorgio Trevisan. «Pragmaticamente parlando – sostiene l’autore – la bellezza è percezione, o più precisamente, appercezione d’incantevoli sensazioni pervenute dall’osservazione fenomenica. Diamo perciò – mi sono detto – spazio anche all’arte della pittura, oltre che a quella della poesia». E’ un messaggio di fede l’opera di Muscolino. Ma non solo. E’ voce del paradigma umano. E’ un messaggio d’amore. «Imparate ad amare ed amate. Credenti e non credenti. Quando la vita terrena comincia ad appassirsi, dolci restano solamente i ricordi dei nostri atti d’amore e gli zampilli di questa limpida fonte che le residue forze permettono».    
 
Federica Grisolia
 
(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

“Nulla succede per caso”, di Salvatore Scalisi

Già, è una cosa insolita che nel breve tempo di qualche giorno in cui ci si conosce, una collaboratrice domestica venga invitata a cena dal suo datore di lavoro, non uno qualsiasi, ma uno scrittore di fama internazionale. Ma evidentemente sia Giovanni che Valeria non sono fatti per le cose ordinarie e c’è da scommettere che se ne vedranno delle belle. Lo scrittore non sta nella pelle, è ansioso come un ragazzino alle prese con la sua prima uscita con la ragazza dei suoi sogni. Non gli era mai successo di essere fortemente attratto da una donna, nonostante le innumerevoli opportunità avute nella vita. Forse è solo curiosità, desiderio di conoscere a fondo un personaggio affascinante e misterioso al tempo stesso. È quello che Giovanni si propone di fare, iniziando proprio dalla serata che si appresta a trascorrere insieme a Valeria, la sua collaboratrice domestica.

A Storie Alessandrine il libro di Renzo Penna

Alessandria: Nuovo appuntamento della rassegna letteraria Storie alessandrine: un libro, tante vite promossa da: Amici del Museo Etnografico Gambarina, Alessandria in Pista, Circolo culturale Marchesi del Monferrato, Circolo provinciale della Stampa, Movimento Cristiano Lavoratori di Alessandria, Società Alessandrina di Italianistica e Spazioidea.
Mercoledì 19 ottobre, alle ore 17:45, nella sala del Museo “C’era una volta”, in piazza della Gambarina n.1, avrà luogo la presentazione del libro Il lavoro come valore. Quando c’era la F.L.M. – Gli anni delle lotte sociali, della tensione, dei diritti e dell’unità (1968-1980) di Renzo Penna.   La pubblicazione, edita da Falsopiano, è stata realizzata in collaborazione con la CGIL di Alessandria e l’Istituto provinciale per la Storia della resistenza e della società contemporanea. Ne discutono con l’autore: Franco Livorsi, professore ordinario dell’Università di Milano, Bruno Pesce, già segretario provinciale F.L.M. e Mariano G.Santaniello, presidente ISRAL. L’incontro sarà moderato da Albino Neri e Mauro Remotti.

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Libri: RIFLESSI DI NOI – VOLUME UNICO, di Valentina C. Author

RIFLESSI DI NOI – VOLUME UNICO

DISPONIBILE SU AMAZON SIA IN EBOOK CHE CARTACEO.

Olimpia è una studentessa diciottenne, parte di una normale e modesta famiglia milanese a cui la vita ha presentato un conto salato e ingiusto sin troppo presto. Un evento traumatico la sconvolge nel profondo e la costringe a doversi rimboccare le maniche per sopperire ai bisogni familiari.

Il giorno dell’open day dell’università che spera di poter frequentare, nonostante i suoi progetti siano ormai un grande punto di domanda, si accorge di un cartello affisso alla vetrina di un locale che cerca personale.

Ed è lì che per la prima volta si tuffa in quei magnifici occhi blu come il mare, in cui si perde senza ritrovarsi mai più.

Quel tuffo nel blu sarà per lei un nuovo inizio, o forse la sua fine?

Dorian è un imprenditore trentottenne di successo, proprietario della catena di locali più importanti del Paese e figlio di un magnate dell’industria italiana. La sua vita pesa quanto il suo cognome, nonostante cerchi di discostarsene provando a vivere da persona normale, non avvezza alla mondanità e desiderosa di creare i suoi successi per meritocrazia e non per via dei privilegi derivanti dal nome che porta.

La sua esistenza cambia radicalmente quando nel suo locale entra lei, una ragazza dallo sguardo verde smeraldo di cui si invaghisce irrimediabilmente. Ed è un’andata, senza possibilità di ritorno.

Si dice che ci si innamori prima con gli occhi. Niente di più vero!

Due mondi completamente diversi. Due vite, l’una l’opposto dell’altra. Due persone che insieme, agli occhi degli altri, potrebbero sembrare sbagliate, ma che per loro stesse sono la cosa più giusta che possa esistere, l’una il riflesso dell’altra.

Due rette parallele riusciranno mai a realizzare un meraviglioso cerchio perfetto, nonostante tutto?

Questa è la storia di un amore anticonvenzionale, destinato a lottare per sopravvivere, nato sotto il cielo della bellissima Milano.

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S.K il romanzo di Isa J. Vinci

Amore, mistero e azione nel romanzo “S.K.” della pisana Isa J. Vinci targato Ciclope Lettore.

Silvestra Sorbera

Per il suo esordio letterario Ciclope Lettore ha scelto il romanzo di Isa J. Vinci dal titolo “S.K”. Il romanzo dell’autrice è un mix di generi letterari differenti: thriller, romanzo d’azione, erotico saffico; il tutto sapientemente portato avanti da una autrice che con uno stile secco ma, mai anonimo, mai volgare e sempre ironico trasporta il lettore in una New York dove un serial killer tormenta da molto la metropoli.

“S.K.” è un romanzo rivolto “…a chi vuol leggere una bella storia d’amore non convenzionale, – ci ricorda l’autrice – “a chi vuol sorridere, ma anche riflettere, perché la leggerezza che ho cercato di creare, non è mai superficiale. Lo consiglierei a chiunque senta il bisogno di evadere dal quotidiano, almeno per qualche ora.”

TRAMA:

È una serata insolitamente mite di novembre quando Lesley Sheffield, caporedattrice di cronaca nera del New York Times, fa ritorno a casa. Dopo l’ennesima giornata trascorsa a rincorrere notizie sul serial killer che tiene in scacco la metropoli, l’unica cosa che desidera è staccare la spina e rilassarsi. Ma dovrà rimandare ancora un po’ perché, alla sua porta, con un sorriso impacciato, si presenta la nuova vicina di casa, la riservata Malee. Mentre New York trattiene il fiato per l’escalation del “Dissanguatore”, Lesley e Malee intrecciano una relazione destinata a cambiare la loro vita. Per sempre.

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Casale Monferrato: Biblioteca delle Ragazze e dei Ragazzi: appuntamento di ottobre

Biblioteca delle Ragazze e dei Ragazzi: appuntamento del 21 ottobre

Laboratori, storie e letture aspettando Halloween

Aspettando Halloween, tornano gli appuntamenti della Biblioteca delle Ragazze e dei Ragazzi Emanuele Luzzati di Casale Monferrato con numerose iniziative per i giovani della città, e non solo.

Venerdì 21 ottobre alle ore 17,00, infine, il Collettivo Teatrale proporrà nuovamente E se sugli alberi crescessero scarpe?, racconti animati di storie che crescono sui rami e che basta staccarle, lucidarle e… attendere che svelino i loro segreti. Un’iniziativa del ciclo Nati per leggere con i raccontastorie già in programma nel mese di settembre ma rimandato.

Durante il mese di ottobre ci saranno anche una serie di appuntamenti dedicati alle scuole, come Favoleggiando, girovagando, con le ex insegnanti volontarie dell’Auser di Casale Monferratoper promuovere e incentivare la lettura, Libri in viaggio, con la consegna di un trolley di libri direttamente nelle sedi scolastiche, o Bas – Biblioteca A Spasso, con la consegna di libri di argomenti a tema per la didattica delle insegnanti.

La partecipazione a tutti gli incontri e attività è gratuita. I materiali necessari ai laboratori saranno forniti dalla biblioteca. Per aderire alle iniziative è obbligatoria la prenotazione all’indirizzo biblioluzzati@comune.casalemonferrato.al.it o ai numeri telefonici 0142-444302 / 444308 / 444297.

Si ricorda che con il mese di ottobre la Biblioteca Luzzati cambierà orario e sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 15,00 alle 18,00 e il sabato dalle 9,00 alle 12,00.

Castello del Monferrato. Quarta di copertina: sabato 15 si presenta il libro di Stefano Fracchia

Quarta di copertina: sabato 15 si presenta il libro di Stefano Fracchia

Alle ore 16 nel cortile del Castello del Monferrato si parlerà di In arti e in spirito

Sabato 15 ottobre ritorna Quarta di copertina, la rassegna letteraria organizzatadall’Assessorato alla Cultura per far conoscere e scoprire scrittori e libri del panorama locale, regionale e nazionale.

L’appuntamento è per le ore 16,00 nel cortile del Castello del Monferrato con Stefano Fracchia che presenterà il suo libro In armi e in spirito – L’incanto cavalleresco tra mito, storia e realtà, edito da Edizioni della Goccia.

Come ha spiegato l’autore: «Quando mi apprestai a scrivere questo libro non sapevo se sarebbe stato un saggio o un romanzo, sicuramente volevo che fosse il resoconto di una vita trascorsa coltivando un sentimento che poco a poco è diventato ragione della vita stessa, tale da permeare ogni aspetto della personalità: la ricerca dell’ideale Cavalleresco. Queste pagine, quindi, sono nate con l’intento di raccontare ai lettori, giovani e meno giovani, la passione volta alla ricerca di quell’incanto Cavalleresco che ancora nel terzo millennio può riscaldare il cuore di una società in parte smarrita».

Nato a Casale Monferrato, Stefano Fracchia dal 1995 si occupa di ricostruzioni e rievocazioni storiche medievali, collaborando con enti privati e pubblici, in particolare con il settore della pubblica istruzione. È curatore di esposizioni e ambientazioni medievali in varie dimore storiche. Appassionato e studioso del periodo storico compreso tra l’XI e il XV secolo, le sue ricerche sono rivolte in particolare alla figura del Cavaliere feudale e alle vicende del Marchesato di Monferrato. Oltre a praticare e insegnare scherma antica, è fondatore dell’Ordine della Lancia, del quale è maestro d’armi e condottiero col nome di Stefano di Monferrato.

La presentazione rientra tra le iniziative della mostra I Marchesi di Monferrato di ferro vestiti allestita nel Torrione Sud Est del Castello del Monferrato fino al 23 ottobre e aperta il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.

Libri: Intrighi e Morte sull’Adda, di Antonio G. D’Errico. F.lli Frilli Editori

Pagg. 224 coll. I Tascabili Noir € 13,90 Isbn 9788869436376

Un intrigo sulle sponde dell’Adda, nella provincia lombarda, tra Treviglio e Cassano D’Adda, in cui un avvenimento inaspettato mette in crisi la pace di un liceo di provincia. Il miraggio dei soldi facili, del divertimento assicurato a base di droghe e di sesso fanno di questo noir l’immagine realistica della cronaca dei nostri giorni. Il conflitto eterno tra l’amore promesso e l’instabilità dei sentimenti rende tragica la convivenza di due giovani studenti, che si rincorrono tra errori e pentimenti. Il commissario Albani si mette sulle tracce degli autori di delitti insoluti e dalla scuola muove le sue indagini e penetra nella realtà cittadina dei due paesi. C’è l’ombra del carcere i cui cancelli si aprono per chi non sa mettere un freno alle sue ossessioni. Eppure uno spiraglio di luce potrebbe arrivare dall’amicizia che vince sull’amore folle e corrotto dal risentimento.

Antonio G. D’Errico, autore prolifico che spazia nei vari campi della cultura. Poeta, scrittore e sceneggiatore. Premio Grinzane Pavese, nel 1998 e nel 2000. Nel 2008 con il noir ispirato alle attività delle sette sataniche, Il Discepolo (Fratelli Frilli Editori), ha conquistato il podio della giuria popolare al Premio Scerbanenco. Nel 2018 sempre con un noir, Morte a Milano. Ernest (Macchione editore), ha vinto il Premio Nazionale Rende. Intrighi e morte sull’Adda è il suo quarto noir. Ha scritto numerosi testi di argomento musicale. Nel 2011 pubblica la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte (Rizzoli), scritta insieme al cantautore milanese e, nel 2015, esce presso Mondadori con la biografia di Pino Daniele, Je sto vicino a te. Sempre nel 2015 con l’editrice Arcana pubblica Per rabbia e per amore, neapolitan power e dintorni: una conversazione con i protagonisti dell’ondata creativa della neapolitan power, con le testimonianze di James Senese, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Tony Esposito, Beppe Barra. Ha scritto inoltre la biografia di Marco Pannella, nel 2012, dal titolo Segnali di distensione. Ha scritto per il teatro insieme a Donato Placido, fratello di Michele, del quale ha redatto nel 2019 la biografia, dal titolo Dio e il cinema. Nel 2020 ha scritto il saggio di divulgazione scientifica Il virus delle verità (Santelli editore).

“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè all’auditorium di Marengo giovedì 20 alle ore 17,30

“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè all’auditorium di Marengo giovedì 20 alle ore 17,30

Prosegue la nuova stagione di “Marengo di giovedì”, la rassegna culturale che ha come splendida cornice l’Auditoruim di Marengo e che propone una serie di interessantissimi appuntamenti.

Il prossimo incontro prevede la presentazione del nuovo romanzo storico scritto da Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè dal titolo “La capitagna e il glifo”, vicenda ambientata nell’Alessandria del 1589.

Gli autori dialogheranno con lo scrittore e redattore del quotidiano online Alessandria24.com Piercarlo Guglielmero.

La vicenda romantica quanto rocambolesca narrata nel romanzo offrirà al pubblico e ai lettori interessantissimi spunti per riscoprire la vita quotidiana e l’aspetto dell’Alessandria di fine XVI° secolo con i suoi palazzi ed i monumenti in gran parte purtroppo perduti.

L’appuntamento è all’auditorium di Marengo per giovedì 20 ottobre alle ore 17,30.

La trama

Corre l’anno 1589. Diversi stati d’Italia sono stretti nella morsa del dominio spagnolo.  Non fa eccezione Alessandria che subisce la pressione fiscale da parte del Governatore in carica: Don Rodrigo de Toledo, un uomo dissoluto e senza scrupoli, il quale si invaghisce di una giovane orfana, Elvira che lava i panni per la guarnigione spagnola nel palazzo cittadino dove dimora Don Rodrigo.

La fame di riscatto spinge Elvira tra le braccia del Governatore, le promette una nuova vita. Don Rodrigo però viene meno alla parola data e scatenerà in Elvira un rancore tanto grande da indurla ad aderire a un gruppo di ribelli deciso a insorgere contro l’oppressore a causa delle ingenti tasse che attanagliano il popolo e le corporazioni cittadine. 

La rivolta fallisce ed Elvira viene imprigionata nelle segrete del Palazzo insieme ai suoi compagni di sventura, ma proprio quando le speranze sembrano essere perdute, Elvira conoscerà Carlito, una guardia spagnola, che l’aiuterà a fuggire dalla città attraverso la ragnatela di strade sotterranee.

Oltre la storia di Elvira e Carlito la trama del romanzo focalizzerà l’attenzione sulla storia architettonica della città di Alessandria. 

Una storia di chiese, piazze, palazzi che oggi, in parte, non possiamo più ammirare, ma soltanto ricordare come i capisaldi della nostra cultura.

Gli autori

Simonetta Gorsegno vive ad Alessandria, la città dove è nata nel 1963. Ha scritto numerosi racconti per diverse case editrici e vinto diversi premi letterari. Appassionata di viaggi, nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro di viaggi dal titolo: “Horn please – Viaggio nel paese dei Maharaja” edizioni Sillabe di Sale. Scrive racconti per un giornale locale.

Gianni Cellè è un esperto di storia locale. Collabora a giornali e riviste di Alessandria. Laureato in architettura è stato curatore di diverse mostre cittadine e organizzato cicli di convegni e conferenze presso il museo etnografico di Alessandria “C’era una volta”.

Nel 2012 ha pubblicato “Valentinum primi insediamenti umani nella pianura alessandrina”, nel 2014 “Piazzetta del Grano e le osterie delle tre lepri” e nel 2015 “Il Mestiere, caratteri dell’economia alessandrina attraverso i secoli”.

“La capitagna e il glifo” di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè

Sisifo Edizioni Alessandria

Pag. 206 – Euro 15,00

Libri: L’inatteso di Cinzia Perrone

L’inatteso

Questo romanzo è molto di più di ciò che appare in superficie.

Da una lettura profonda possono emergere molte sfumature, oltre la piacevole e avvincente storia della saga familiare.

Io lo definisco un po’ un romanzo scomodo, dove ho preso più di una posizione su tematiche scottanti del nostro tempo. Oltre ad avere come sfondo un secolo di storia italiana, durante la narrazione potrete trovare molte frecciate a quelle che ahimè sono state deprecabili costanti nella nostra società, ed alcune continuano ad esserlo. In primis questa ossessione per una famiglia tradizionale, quando una vera famiglia prima di tutto deve essere portatrice d’amore; la sostanza prima della forma. Una seconda occhiataccia viene lanciata verso quell’assurdo atteggiamento che ha relegato la donna in una posizione di subordinazione rispetto all’uomo, non solo nell’ambito della propria famiglia, come avviene nel romanzo, ma anche in quello dell’intera società, fino a portare la donna stessa alla convinzione di meritare abusi e violenze.

Storie vere e non, si confonderanno, tra le due guerre, il dopoguerra e il boom economico. La mercificazione di un cognome darà il via alla storia di questa famiglia protagonista del romanzo, che troverà finalmente il suo riscatto nella ribellione al loro destino già tracciato da altri, dei due protagonisti finali; la donna che si libera dal giogo del marito e l’uomo omosessuale che decide di non rinunciare a vivere liberamente l’amore, entrambi lottando contro i pregiudizi da cui sono circondati. Il finale da scoprire, darà vita a una nuova famiglia d’amore.

Link per l’acquisto online https://www.unilibro.it/…/inatteso-storia…/9788847109094

A sangue freddo, di Truman Capote

Valeria Bianchi Mian

Finalmente sono riuscita ad arrivare alla fine. Non avevo ancora trovato il tempo per addentrarmi nella trama, una storia che conoscevo grazie alla Storia della cronaca nera, grazie al cinema. La dimensione domestica e l’indomabile invidia, l’odio profondo e la superficialità del sentimento umano: questi e altri fili intrecciati si sviluppano con un ritmo che dilata lo sguardo e tu ruoti intorno per poi tuffarti dentro – non puoi evitare di provare pietà per Perry, vittima carnefice, per esempio, e, come è giusto che sia, non puoi non pensare all’infanzia del nemico interiore che, se va bene, si integra in questa società così come facciamo io e te, ma se va male…