“Una questione di matematica”, di Salvatore Scalisi

L’indagine incrociata ha portato buoni frutti, ed è quello che la coppia di investigatori si aspettava, sicuri che il caso della morte del professore di matematica sia di facile lettura e, salvo imprevisti, di veloce risoluzione. Talmente scontato da lasciare perplessi.

– Per me il collega del professore trovato morto non me la racconta giusta – afferma Ted, seduto sulla panchina dinanzi al plesso scolastico.

– Nemmeno il padre del ragazzo – replica Parker, seduto a fianco dell’amico. – Tutto troppo facile. –

– Cosa vuoi dire? –

– Quello che pensi anche tu. –

– Che la polizia scioglierà il rebus quanto prima. –

– Già. Perché la moglie del defunto professore ha voluto affidarci il caso ancor prima di attendere l’esito delle indagini della polizia? –

– Forse perché siamo più solerti – osserva con un sorriso, Ted.

– No, non mi convince – replica Parker. – O forse hai ragione … –

– A cosa pensi? –

– Non lo so, la cosa non mi è ancora del tutto chiara … –

– Il solito intuito? –

– Sì, può darsi. –

– Di solito ci azzecchi. –

– Già, di solito è così. –

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