A sangue freddo, di Truman Capote

Valeria Bianchi Mian

Finalmente sono riuscita ad arrivare alla fine. Non avevo ancora trovato il tempo per addentrarmi nella trama, una storia che conoscevo grazie alla Storia della cronaca nera, grazie al cinema. La dimensione domestica e l’indomabile invidia, l’odio profondo e la superficialità del sentimento umano: questi e altri fili intrecciati si sviluppano con un ritmo che dilata lo sguardo e tu ruoti intorno per poi tuffarti dentro – non puoi evitare di provare pietà per Perry, vittima carnefice, per esempio, e, come è giusto che sia, non puoi non pensare all’infanzia del nemico interiore che, se va bene, si integra in questa società così come facciamo io e te, ma se va male…

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