In questa breve poesia c’è racchiuso lo smarrimento di un’anima che si sente in sintonia con la natura la cui inquietudine (sussultante cielo) è umanizzata tanto che il cielo sussulta come in un singhiozzo represso; è malato (e anche l’amore infelice è la malattia del cuore) e le nuvole nere non sono certo previsione di un ritorno alla quiete( si profila il timore di una mancata soluzione alla pena). Gli spazzi di luce che lampeggiano vividi interrompendo il buio acuiscono il senso angoscioso e sono simili alla lama ,un qualcosa che ferisce, che colpisce (lama d’acciaio sul desiderio insoddisfatto che non si placa) sul desiderio che non ha mai riposo.
Qui possiamo trovare analogie con Saffo ,quando la poetessa ci parla della sua veglia infelice sognando l’amante …
Scuote l’anima mia Eros, come vento sul monte che irrompe entro le querce; e scioglie le membra e le agita, dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele; e soffro e desidero
Ma anche con Pascoli,quando nel”lampo ”crea una visione drammatica in un climax crescente e disegna un bozzetto di suoni e colori per esplicitare il suo stato d’animo angosciato …
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d’un tratto; come un occhio, che, largo, esterrefatto, s’aprì si chiuse, nella notte nera.
Antonia Pozzi è fanciulla che fa dell’amore il suo filo conduttore,la sua stessa ragione d’esistere e quando questo amore mancato è troppo per lei che non trova ragione valida d’esistere,deciderà di suicidarsi.
Fin dai primi anni del liceo la giovane subisce il fascino del suo professore di greco e latino Antonio Maria Cervi che, non bello né particolare ,ha tuttavia una grande cultura e un modo coinvolgente di spiegare: il suo amore per la cultura ,l’arte, la poesia lo rendono straordinariamente vicino ad Antonia ,il cui animo sensibilissimo avverte altresì il dolore che si cela dietro il suo sguardo. Lei si innamorerà perdutamente di quest’uomo che tuttavia non avrà il coraggio di difendere il loro amore quando il padre di lei si opporrà fermamente a questa relazione. Nonostante apparentemente riprenda un iter di vita normale, dopo il trauma della separazione, Antonia porterà per sempre la ferita di quest’amore troppo grande e sofferto per diventare cicatrice e deciderà di togliersi la vita a soli 26 anni .
Ci restano di lei poesie struggenti dove la natura, specie quella di Pasturo (Lecco) si fa voce dell’anima nel rappresentare i suoi sentimenti e pensieri
Al museo degli Innocenti accoglie la prima mostra a Firenze dedicata all’art Noveau di cui il cecoslovacco Alphonse Mucha è stato il fondatore .
Il Museo ospita 170 opere tra manifesti, libri, foto, decorazioni, acquerelli,vetrate del celebre artista che addirittura ha dato vita ad uno stile particolare, lo “stile Mucha,”appunto. L’esposizione si snoda in un percorso tematico in sei sezioni che dimostrano l’opinione dell’artista che voleva che l’arte fosse non solo piacevole alla vista ma un messaggio spirituale, capace di elevare gli spettatori e soprattutto parlare a tutte le persone.
La sua arte ,inoltre , è un omaggio alla donna che viene esaltata nella sua delicatezza di gesti e di forme, acquisendo un ruolo di primo piano.Del resto, anche la location, l’Istituto degli Innocenti di Firenze, da secoli si distingue nel coniugare la bellezza dell’arte con un fervente impegno sociale a favore dell’infanzia e della donna anche come madre .
Mucha prese ispirazione dal periodo rinascimentale e in specie Botticelli che rappresentava la figura femminili con tratti particolarmente delicati e gentili
Mucha cambia e arricchisce il suo stile viaggiando in Bretagna dove le folkloristiche immagini sono soggetti iconici di molti altri pittori, tra cui Paul Gauguin, con cui Mucha stringe un profondo legame .Va negli stati uniti, a Parigi e nel suo paese,per il quale realizza il ciclo dell’epopea slava con figure in costume tipico e la sua idea di libertà dal regno austro-ungarico. Si occupa anche di progetti pubblici, tra cui la decorazione degli interni del municipio di Praga, il disegno di una vetrata artistica per la cattedrale praghese di San Vito e i poster per i raduni ginnici panslavi del movimento Sokol. Conosciuto ed apprezzato dalla grande attrice Sarah Bernhardt, realizza per lei manifesti pubblicitari per i suoi spettacoli, allestisce scene ,disegna abiti e monili si scena e si guadagna un meritato successo
Nell’ultima parte,la sezione dedicata a Chini ,l’artista italiano che si distinse specie nella ceramica
Bello l’allestimento tra luci soffuse e corridoi caledoscopici dove fiori e piante sbocciano e si sovrappongono nella fantasmagoria del sogno di bellezza e gentilezza di Mucha.
Ogni anno la domenica che precede la santa Pasqua,festività che celebra la resurrezione del Cristo, è la domenica della “delle palme ”e quest’anno si festeggia oggi 24 marzo. E’ una festa che ricorda l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, quando al folla ne celebra il suo trionfale ingresso muovendo foglie di palma per acclamarlo. Ma si tratta di un trionfo assai effimero perché con esso si avvia il periodo della passione, con l’arresto, il processo e la condanna a morte tramite crocefissione.
I fedeli ebrei tenevano in mano un piccolo mazzo composto da mirto (simbolo di preghiera) salice (simbolo di silenzio davanti a Dio) e palma (simbolo di fede). Era anche la festa ebraica di Sukkot o festa delle capanne in cui il popolo si avviava in processione verso il tempio di Gerusalemme .A livello storico, si celebrava infatti la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto con l’attraversamento del mar Rosso e la proprio durante questa festa il Messia,secondo la profezia di Zaccaria, sarebbe apparso cavalcando un asino.
E’ la domenica in cui nelle chiese si trovano rametti d’ulivo benedetti o addirittura rami di palme che i fedeli portano per poi iniziare la processione dall’esterno fino a dentro la chiesa stessa .Ma perché l’ulivo ? motivo è piuttosto semplice: dato che in Occidente non crescevano piante di palma per molti secoli, la tradizione ha fatto sostituire nel rito le palme con la pianta di ulivo (tanto che addirittura nei popoli cristiani dell’Europa del Nord dove ancora oggi scarseggiano sia palme che ulivi, le processioni vengono svolte con rametti di fiori intrecciati.
Anche se la” domenica delle palme” è mobile in quanto legata alla Pasqua,in ogni parte del mondo la si celebra come l’inizio della settimana Santa caratterizzata appunto dagli eventi che condurrano ,dopo torture, alla crocefissione sul Gogotha.E’ la contraddizion del Cristianesimo ;Dio onnipotente e il Figlio massacrato e ucciso.
Le palme o l’ulivo rappresentano anche un segno di pace donato per riconciliarsi con Dio.
E’ sembrata una decisione arbitraria e immotivata al ministro dell’istruzione e del merito Valditara quella del preside e del consiglio di istituto della scuola Iqbal Masih di Pioltello (Milano )di sospendere le lezioni il 10 aprile,in concomitanza con la fine del Ramadan. La quasi totalità dei docenti e il preside Alessandro Fanfoni obiettano che è discrezione di ogni scuola scegliere 3 giorni di sospensione in più da aggiungere a quelli stabiliti dall’Ufficio scolastico regionale e che avevano stabilito con la delibera del 19 maggio 2023 tale data perché la maggioranza degli alunni è musulmana e non sarebbe comunque andata a scuola : tutto fa presagire che non vi sarà alcun passo indietro come vorrebbero Valditara, il leader della Lega Matteo Salvini e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Anzi, docenti e preside, confortati dalle famiglie degli alunni hanno rivolto a Mattarella l’invito a prendere posizione in loro favore, parlando di integrazione e di scelta motivata. Hanno detto inoltre: Chi aggredisce un dipendente di una scuola aggredisce lo Stato” ha dichiarato il ministro Valditara poco tempo fa, ma da giorni ci sentiamo aggrediti e non tutelati dall’ondata di odio generata su stampa e social anche da parte di esponenti politici. Non meritiamo questo trattamento, non abbiamo proposto al Consiglio di Istituto un giorno di vacanza aggiuntiva per riposarci meglio, chiediamo dunque rispetto.
Una scelta condivisa da altri docenti e presidi oltre che dalla Cisl scuola ,che sostiene la legittima libertà di scelta- se motivata- che ogni scuola può fare.
E’ di due giorni fa un’altra notizia che divide l’opinione pubblica; quella che a Monfalcone (Gorizia) ci sono molte moschee abusive e che dopo la chiusura di due di queste,il parroco di Monfalcone Don Flavio Zanetti abbia offerto l’oratorio ai musulmani per pregare durante il Ramadan
I centri culturali islamici abusivi di Monfalcone hanno firmato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo rispetto e protezione dagli attacchi immotivati. Questo è avvenuto in seguito alla polemica riguardante la decisione della scuola di Pioltello e alle polemiche che ne sono derivate.
Il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, ha espresso tuttavia la sua preoccupazione riguardo alla situazione, sostenendo che la comunità musulmana stia cercando di imporre il proprio modello islamico più integralista.
Indubbiamente il tener conto delle esigenze religiose di altri popoli piuttosto che delle nostre, arrivando a chiamare il Natale “Festa d’inverno” ,a non far più benedire le scuole per la Pasqua, a cedere locali destinati al culto cristiano, a chiudere le scuole nel rispetto di presenze numerose di musulmani,a togliere qualunque simbolo di culto dalle aule e altro, deve farci porre al di là di ogni posizione politica o ideologica, degli interrogativi forti sul nostro futuro e sul rispetto della nostra identità culturale e religiosa…
Il 21 marzo si celebra, per tradizione, l’inizio della primavera che quest’anno tuttavia cade il 20 marzo e potrà variare ancora perché la terra compie un giro intorno al sole in 365 giorni e 6 ore e non solo 365 giorni come prevede il calendario gregoriano. L’equinozio di primavera dunque può verificarsi tra il 19 e il 21.
Il 21 marzo è invece dal 1999,su decisione dell’Unesco la “giornata mondiale della poesia “per valorizzare una forma di espressione tanto bella quanto antica e utile a stabilire un rapporto interculturale tra i popoli .Infatti l’ideale di bellezza e armonia musicale che racchiude può attraversare i confini linguistici e culturali. Purtroppo oggi la poesia è poco valorizzata e i libri di poesia restano quasi sempre invenduti.
Il 21 è anche la data in cui si celebra ,grazie a Libera, la memoria delle vittime di mafia e l’impegno a combatterla.
Anche la grande poetessa Alda Merini ,nata appunto il 21 ,celebra questa data così particolare “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta[…]”: sono i versi che descrivono una giornata che racchiude in sé diversi significati “poetici”.
Sono nata il ventuno a primavera”, contenuta nella raccolta “Vuoto d’amore” (Einaudi, 1991), la poetessa celebra la propria data di nascita ma non solo, sembra concentrare nel componimento di soli nove versitutto il senso della propria esistenza e la capacità di leggere la realtà attraverso la sua poesia.Una data ,dunque che significa rinascita e speranza per vari motivi.
Ho paura a dirti che per te Mi svegliai Oramai fra di noi solo un passo Io vorrei, non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio Arginare il mare Anche se non voglio Torno già a volare Le distese azzurre E le verdi terre Le discese ardite E le risalite Su nel cielo aperto E poi giù il deserto E poi ancora in alto Con un grande salto
La poesia (perché il testo della canzone si può definire “poesia) si apre con una domanda rivolta alla ragazza per sapere dove vada a vivere la sua solitudine. L’uomo è uscito da una relazione amorosa ,il cui ricordo non è tuttavia bastato a consolarlo ,anche se ha dapprima cercato di vivere conservandolo intatto nei luoghi e nelle cose che sono stati testimoni del passato amore(Trasformai la mia casa in un tempio)ma ora avverte di poter ricucire lo strappo doloroso che lo ha quasi portato fuori di senno (non farnetico più) grazie alla presenza della ragazza nella sua vita( A guarirmi chi fu/ Ho paura a dirti che sei tu /Ora noi siamo già più vicini/ Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi)ma teme una nuova delusione e perciò chiede conferma di quello che avverte.
Ma una delusione, seppur cocente, non può frenare il suo slancio vitale come uno scoglio non può essere barriera alle onde del mare (Come può uno scoglio /Arginare il mare/ Anche se non voglio /Torno già a volare) Nel suo animo si alternano momenti di euforia e di ritrovata vitalità ed altri di cupa malinconia e disillusione per cui ci sono discese ardite e risalite ,cieli aperti e deserti…
La domanda di nuovo posta alla ragazza è in realtà una conferma che senza avere di nuovo lo slancio vitale si resta cupi e solitari e si cristallizza il dolore tanto che si può desiderare di morire (Senza ali tu lo sai non si vola /Io quel dì mi trovai per esempio/ Quasi sperso in quel letto così ampio/ Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei/ Io la morte abbracciai)
Ancora il timore e l’indecisione che tornano ed ecco che allora si chiede di fare un ultimo piccolo passo alla ragazza,a conferma che finalmente può iniziare la loro storia d’amore perchè anche lei lo desidera come lui
Nell’ultima strofa ritorna dunque l’invito a condividere questo desiderio di tornare a vivere un amore che scacci finalmente i fantasmi del passato. In sintesi è la storia di un grande amore,finito per l’abbandono della donna che lascia l’uomo in uno stato di dolore e delusione tale da farlo quasi impazzire e uccidersi : a nulla sembra valere il ricordo a cui si attacca tenacemente, Tuttavia la voglia di rinascere e di innamorarsi di nuovo gli è offerta dall’incontro con una ragazza alla quale chiede ,temendo una nuova delusione,di fare un passo avanti e confermargli il suo amore poiché lui sente di voler dare spazio ad un anuova storia d’amore.
Una delle feste religiose più importanti, che cade nel periodo dedicato al Natale è quella dell’8 dicembre, quando si celebra “L’immacolata Concezione” ovvero la Vergine Maria
Si tratta di un dogma della Chiesa cattolica che con la bolla di papa Pio IX “Ineffabilis Deus “ nel 1854 l’8 Dicembre appunto, sancì che la Madonna era stata concepita pura, a differenza di tutti gli uomini che nascono con il peccato originale dopo la disubbidienza di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre e che solo il sacramento del battesimo può cancellare. Dio volle preservarla dal peccato perché il suo grembo potesse accogliere in modo perfetto e degno il Figlio divino fattosi uomo.
La Chiesa collega tale festa con le apparizioni di Lourdes e, per decreto reale, è anche il giorno in onore della patrona del Portogallo. La festa è celebrata in tutto il mondo cattolico e in parte di quello protestante. La festa fu resa solenne per la prima volta il 6 dicembre 1708 con una bolla di Papa Clemente XI.
Benchè la nostra costituzione definisca l’Italia un paese laico, in questo giorno sacro per la Chiesa, molti uffici ,esercizi pubblici e scuole restano chiusi perché le nostre tradizioni sono molto legate alla religione, da cui deriva anche gran parte della nostra letteratura, dell’arte e della storia.
Festeggiamenti
In molte città, oltre alle funzioni religiose dedicate, si attuano processioni e si fanno fuochi d’artificio ,anche se per tradizione, si addobba l’albero di Natale proprio in questa data e si allestisce il presepe, mescolando così tradizioni pagane e cristiane. Oggi, tuttavia si è soliti anticipare queste usanze, iniziando prima a fare addobbi e luminarie nelle varie città
A Roma In occasione della ricorrenza, per tutto il giorno la cittadinanza romana porterà il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna .La tradizione vuole che i primi siano i vigili del fuoco che inaugurarono il monumento nel con il deporre una corona di fiori sul braccio della statua. Il monumento fu inaugurato l’8 dicembre 1857 grazie al lavoro di 220 vigili del fuoco diretti dal Poletti. All’inaugurazione e consacrazione della colonna intervenne lo stesso Pio IX con gran parte della corte pontificia, mentre l’ambasciatore di Spagna – in alta uniforme e in segno di continuità con la dinastia dei Borbone – assisteva insieme a tutti i funzionari dell’ambasciata, tanto che per accogliere tutti davanti alla facciata dell’ambasciata di Spagna fu montata una falsa facciata.
Se le sue condizioni di salute lo consentiranno, parteciperà all’omaggio 2023 anche Papa Francesco che alle ore 16 circa pregherà davanti alla statua e deporrà dei fiori alla sua base
Prima del Santo Padre ci saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno omaggi floreali ai piedi della colonna alta 12 metri progettata dall’architetto Luigi Poletti, che ha sulla sommità a la statua mariana in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici.
In alcune regioni come Abruzzo, Puglia e Umbria ancora oggi si accendono fuochi e si preparano le frittelle
Oggi 3 dicembre è la giornata mondiale della disabilità. Vorrei ricordare con questa poesia ,un mio alunno portatore di handicap, deceduto prematuramente, la cui dolcezza era un dono per tutti.
Il vincitore del premio Nobel per la letteratura 2023 è il sessentaquattrenne Jon Fosse di Standebarm, piccola città della Norvegia ma residente a Grotten, a Oslo, grazie alla residenza onoraria vicino alla stessa reggia, che il re gli ha attribuito per meriti letterari.
Questo scrittore, forse non tanto conosciuto da molti in Italia, è in realtà uno dei drammaturghi più rappresentati al mondo per le sue celebri opere teatrali e adesso anche di prosa dopo la pubblicazione, in lingua norvegese ma tradotta in 40 lingue,di “Nynorsk”.
Cenni di vita.
A sua detta, il trauma avuto per un grave incidente a sette anni, avrà un grande impatto sulla sua vita. Cresce in un clima misto tra anarchia e comunismo e diventa una specie di hippie che suona il violino e ama la campagna, ma poi si iscrive all’università di Bergen, dove studia letteratura comparata e inizia a scrivere in nynorsk lo stile delle regioni rurali e legge Heidegger e Derrida
Circa 40 anni fa esordisce come romanziere con “Raudt, Sart” ovvero “Rosso,Nero “ed continua la sua attività di scrittore poliedrico e assai prolifico con opere di saggistica, narrativa breve, narrativa per l’infanzia, poesia.
Ci spiega l’enciclopedia “Treccani” che già nel suo primo dramma del 1992-3 “Qualcosa sta per arrivare” si delinea il suo stile asciutto e la sua scrittura dura ,che coglie le contraddizioni linguistiche e relazionali sia di coppia che di generazione e familiari ingenere, un po’ sulla scia del nostro Pirandello o meglio il dissacrante Dario Fo, che però Fosse rinnega.
Jon Fosse deve la sua fama in specie ai drammi quali “E la notte canta”2002 o “Io sono il vento”2012 ma forse i lavori più noti in Italia .grazie alla traduzioni fatte sono “Mattino e sera “del 2019 e “L’altro nome: settologia” del 2021
Prima del Premio Nobel per la Letteratura, Fosse dal 2007 è Cavaliere dell’Ordine nazionale al merito della Repubblica francese.
In Italia i suoi libri sono stati pubblicati da La nave di Teseo e in misura minore da Fandango. Da martedì 10 ottobre nelle librerie usciranno in unico libro per La Nave di Teseo i volumi dal terzo al quinto del romanzo-mondo Settologia, con il titolo “Io è un altro”.
La motivazione del riconoscimento e la fede
L’Accademia dei Nobel ha motivato il premio di Fosse con il fatto che i suoi testi teatrali e la prosa sono innovativi perché danno spazio all’indicibile .Come ha detto lo stesso Fosse:”Ciò che non puoi dire, devi scriverlo”
Nella sua produzione si trova una atmosfera cupa misteriosa, come una indagine mistica ma esterna a credo religioso e istituzioni religiose, anche se dal 2012 da ateo si è convertito al cattolicesimo, minoranza religiosa sul territorio
Alla richiesta della sua opinione sugli autori premi Nobel ha risposto, senza peli sulla lingua:
“Quello a Pirandello era giusto, quello a Dario Fo no. Il Nobel dovrebbe andare a uno scrittore e Dario Fo non lo era. Lo stesso vale per Bob Dylan. Dargli il Nobel è stato sbagliato. Se c’era un americano a cui andava dato era John Ashbery. Ma è morto poco dopo il premio a Dylan».
“Satura” è la raccolta poetica di Montale il cui titolo deriva dal latino “Satura lanx” ovvero piatto pieno di cibo che spesso era dono votivo per gli dei in cui si trova la sezione “Xenia” parola che significa le offerte ai defunti. Qui compare la poesia “Ho sceso,dandoti il braccio,almeno unmilione di scale “il cui titolo è riconducibile dunque a due motivazioni che sono l’invocazione al divino e l’offerta poetica alla deceduta.moglie, Drusilla Tanzi .
La poesia di Montale è davvero una lirica che vuol essere ,con un linguaggio semplice eppure altamente evocativo, un ‘offerta ,un dono che celebri la figura della donna amata ,anch’essa un dono, senza tuttavia delinearla in modo concreto.
Versi che raccontano la quotidianità
Già nell’incipit della poesia , si trova una qualità imprescindibile della donna: quella di far scendere e dunque riportare alla realtà un sognatore, un uomo che non sa o non vuole ancorarsi alla realtà e che ha sempre quel senso di vuoto che lo caratterizza.
Quel braccio offerto in sostegno alla moglie sarà in realtà un appoggio per le fragilità del poeta e quell’iperbole “almeno un milione di scale “vuol da subito sottolineare una ripetitività di occasioni di vita che necessitano di un sostegno, di un amore che lo aiuti nel suo percorso esistenziale.
Un viaggio a due che ,come dice con un ossimoro, forse è stato lungo ma il tempo è relativo e può essere breve se lo si vive con il piacere e la necessità della condivisione
Il vuoto esistenziale
La fragilità del poeta si rivela nella sua interezza ora che è più che mai consapevole che la realtà non è fatta di impegni , di lavoro, di orari e di sconfitte perché c’è una realtà interiore che sfugge alle prenotazioni e allo scandire degli incarichi da svolgere che, comunque, la donna gli ricordava ,tenendolo ancorato alla concretezza .
E’ quel vuoto ,quel male di vivere che riaffiora in Montale ora che è privo della sua ancora di salvezza a cui si stava aggrappato .E lo scendere ora, appare un miraggio che il poeta ripete, quasi a creare un’invocazione o un grido di dolore per quella quotidianità così banale eppure così essenziale.
Il saper guardare della donna
In questi endecasillabi liberi il poeta ci ricorda che non è il “vedere la realtà “ che è importante ma il saper guardare a fondo ,tanto è vero che non era poi così importante che lui guardasse gli scalini dove posare i piedi per aiutare la donna, quanto fosse lei, benchè assai debole di vista, a vedere oltre quello che appare e a costituire quindi la sua luce e la sua vista.
Conclusione
Questa lirica,diventata una delle più celebri del poeta premio Nobel, ci fa capire il ruolo evocativo della poesia dove oltre alla concretezza di oggetti, luoghi o persone, il messaggio simbolico ci porta ad ampliare la situazione descritta diventando paradigma del percorso esistenziale, spesso apparentemente dipendente dagli impegni lavorativi e da smanie di successo mentre in realtà dovremmo interrogarci sul senso della vita vera e sulla morte, che nella nostra società laica finisce per assumere la connotazione di un evento senza risvolti.
Il fatto che Montale chiami la sua raccolta Xenia ci ricorda la fiducia degli antichi nell’esistenza ultraterrena e sul fatto che il dono possa in qualche modo rappresentare un elemento di continuità tra i vivi e i morti.
E’altresì una delle più belle dichiarazioni d’amore in poesia che .pur non ricorrendo a frasi e a temi usuali, ci fa capire quanto la presenza di una donna. di cui non si presentano lusinghe estetiche, sia stata fondamentale per il poeta e il gesto di scendere insieme le scale nasconde una potente intimità elettiva e un amore oltre, appunto, la fisicità che può ,con il tempo, venire a mancare.
Ho sceso,dandoti il braccio,almeno un milione di scale
Ho sceso,dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
La leggenda vuole che a fondare la città di San Gimignano o dalle “cento torri “ sia stata la fuga nel 63 a.C. dei fratelli romani Silvio e Muzio che ,complici di Catilina ,per sfuggire ai nemici si rifugiassero in val d’Elsa e costruissero il castello di Mucchio e di Silvia ,poi divenuta San Gimignano. In realtà la prima documentazione storica è del 929 quando Ugo di Provenza dona al vescovo di Volterra il monte della Torre “prope Sancto Geminiano adiacente“e cioè adiacente la città che porta, sempre secondo la leggenda, il nome del vescovo di Modena che salvò la città dall’invasione gotica di Totila-
Ma qui la storia ci parla di insediamenti preistorici e poi etruschi con l’area sacra di Pugiano e di resti di tombe nel centro storico della città.
I romani che si sovrappongono agli etruschi preferiscono scendere nel fondovalle ,dove è possibile l’accesso all’acqua .Ma è il periodo medievale quello che dà vita alla città come luogo di sosta e di incontro .Feudo del vescovo di Volterra, San Gimignano è sulla via Francigena, percorsa da pellegrini che dalla Francia si recano a Roma, magari anche attraverso il porto di Pisa
. Nel 1199 la città, ormai notevolmente cresciuta, si dichiarò libero comune, inizialmente retto da Consoli e poi da un Podestà periodicamente rinnovato. Questi, per motivi di imparzialità, era sempre “straniero” e restava in carica sei mesi. Anche qui si scontrarono le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini ma il Comune prosperò e crebbe, sviluppando attività agricole con la produzione di zafferano e vino Greco e Vernaccia, il commercio della lana e l’usura tanto che nel 1300 ebbe bisogno di una nuova cinta muraria dopo quella dell’alto medioevo.Ma la peste del 1348 decimò la sua popolazione e Firenze approfittò della sua decadenza per imporsi.
L e sue case-torri, simbolo del prestigio e della ricchezza delle famiglie più in vista della città, vengono in parte abbattute o ridotte e la città si spopola ;quasi inesistenti le nuove costruzioni e i restauri ;ma proprio per questo la città resta indenne dalla modernità e conserva il suo fascino medievale.
Nonostante questa decadenza, la città ha un patrimonio artistico che annovera nomi come a esempio Domenico Ghirlandaio, Benozzo Gozzoli, Benedetto da Maiano, che rinnovano e arricchiscono il patrimonio costituito nei secoli precedenti con le opere di Simone Martini, Lippo Memmi, Bartolo di Fredi, Taddeo di Bartolo, Jacopo della Quercia
Oggi, grazie a questa “stasi storica “ che vede il 600e l’800 passare senza stravolgimenti costruttivi San Gimignano,che è un centro di circa 8.000 abitanti ed è stato dichiarato “Patrimonio mondiale dell’umanità dall’ ‘UNESCO e vanta la produzione del celebre vino “Vernaccia” D.O.C.G., di formaggi e salumi d’eccellenza.
Cosa vedere
Il tempo necessario è davvero poco,visto le dimensioni ridotte di San Gimignano e la vicinanza dei suoi monumenti ma se si vuole gustre l’atmosfera e gustare le sue prelibatezze bevendo della “vernaccia,” il discorso cambia
Delle sue numerose torri , (si parla di 72 famiglie ) che svettavano in varie altezze dovute al prestigio dei suoi proprietari ,ne restano integre solo 13 ,mentre altre “mozzate “ sono visibili nel corpo dei vari edifici.Le torri avevano ambienti di 1 metro per 2 con poche aperture mentre lo spessore di circa 2 metri garantiva il fresco d’estate e il caldo d’inverno.
La cattedrale,chiamata Collegiata di Santa Maria Assuta si trova in cima ad una scalinata della piazza centrale .Di stile romanico,risale al X secolo ed è poi stata ampliata nel 1400 ad opera diìell’architetto Benedetto Da Maiano. Nonostant ei danni subiti durante la II guerra mondiale ,è oggi tutta restaurata. L’esterno ,con due portoni e tre rosoni è alquanto spoglio ma l’interno presenta affreschi sul soffitto a volta e suell tre navate ad opera dei fratelli Lippo e Federico Memmi e di Bartolo di Fredi.Notevole anche l’organoa cnne del 1500 più volte ristrutturato e il rosone contemporaneo del 2003 ad opera di un artista cosentino.
Piazza della cisterna è una delle piazze storiche più belle: di forma triangolare è collegata a piazza Duomo da un passaggio apert.Qui si trovano l’arco dei Becci, antica porta cittadina, e alcuni palazzi nobiliari tra cui palazzo Razzi, casa Salvestrini e palazzo Tortoli. Sulla piazza,oltre a vati negozi si affacciano alcune tra le torri più famose della città: sono le torri gemelle degli Ardinghelli, la torre del Diavolo e la torre di palazzo Pellari.
Da vedere il palazzo comunale ,o palazzo del popolo o del podestà di fianco alla torre Grossa ,con finestre ad arco ribassato sopra le quali si nota il balcone d cui il podestà parlava al popolo.Dentro il palazzo si trova il museo civico con opere d’arte della suola fiorentina del calibro di Filippo Lippi e Coppo di Marcovaldo , la sala delle adunanze segrete o sala di Dante dato che lo ospitò nel 1300 in qualità di ambasciatore della repubblica fiorentina e la pinacoteca che ospita affreschi sculture e quadri.
Da visitare le torri gemelle dei Salvucci, famiglia guelfa ,a pianta quadrata, situate in piazza delle Erbe ,a fianco del Duomo, la cui costruzione risale al 1300 .La torre più alta tra le due ospita al suo interno una residenza d’epoca su più piani, prenotabile per soggiorni di una o più notti. Quando non è occupata, è possibile visitarla pagando il biglietto d’ingresso, e salendo gli 11 piani di strette scale si arriva alla terrazza panoramica, da cui vedere uno splendido panorama.
Appena fuori dalle mura ci sono le fonti medievali del XII secolo caratterizzate da arcate gotiche e romaniche con alcune vasche e una fonte d’acqua.
Tra i musei, spicca per intensità e unicità il museo della tortura, aperto dalle 10 alle 19 in estate e affiancato da qualche anno dal museo della pena di morte Qui è possibile vedere i peggiori strumenti di tortura e di morte medievali in un’atmosfera che accende la fantasia in scene spaventose
Che l’Italia sia il paese con la più alta densità di opere d’arte di grande pregio al mondo è notizia accertata. Attualmente le nazioni che hanno il maggior numero di monumenti considerati Patrimonio dell’Umanità sono infatti nell’ordine: Italia (58), Cina (56), Germania (51), Spagna (49), Francia (49), India (40), Messico (35) e Regno Unito (33), Russia (30) e USA (24).Se poi a questi dati aggiungiamo il numero di opere straordinarie quali statue,dipinti , chiese,o ggetti sacri o reperti archeologici, il numero sale vertiginosamente.
Quello che desta meraviglia è purtroppo anche la cattiva gestione e manutenzione di tale patrimonio artistico-culturale,come ha tristemente confermato anche la stagione turistica da poco iniziata che conta, a breve distanza di giorni, ben 3 episodi di vandalismo nei confronti del monumento storico più famoso della capitale ,il Colosseo sulle cui pareti turisti stranieri hanno pensato bene di incidere il loro nome o quello della fidanzata ,come se si trattasse di una parete con manifesti pubblicitari. A loro parziale discolpa il fatto che….Il colosseo è da anni pieno di scritte -ricordo come fosse davvero un manifesto a cielo aperto su cui lasciare la propria firma . Per primo, IL 26 giugno ,un turista inglese ha pensato fosse un gesto gentile incidere il proprio nome e quella della sua ragazza sulle vestigia del colosseo,per poi scusarsi dicendo che…non pensava fosse tanto antico! Addirittura aveva postato sui social la sua carineria (o cretineria?) Poi è stata la volta di una ragazza svizzera di 17 anni che ,ripresa dai video si è giustificata con il dire che già c’erano tante altre scritte e infine uno studente tedesco ,sempre di 17 anni con la propria docente che è stato visto incidere sul laterizio pe perciò denunciato dai Carabinieri del comando di piazza Venezia per deturpamento del monumento e questo grazie alla richiesta del personale di vigilanza del “Parco archeologico del Colosseo “
E non basta A poco è servito il restauro dell’elefantino del Bernini in piazza Minerva a Roma che è stato sfregiato con il distacco di un pezzo di zanna.E come dimenticare l’affronto subito dalla fontana della Barcaccia nel febbraio del 2015 quando i tifosi del Feynoord olandese occuparono Piazza di Spagna in occasione della partita di Europa League? Fu un danno inestimabile all’opera del Bernini e a Roma.
Nel 1991 fu il David di Michelangelo al museo dell’Accademia di Firenze che Pietro Cannata,prese a martellate e pochi anni dopo arrivò a Roma per sfregiare i “Sentieri ondulati “ di Pollock mentre poco prima si era accanito contro i Pastori di Santa Maria delle Carceri a Roma e gli affreschi di Lippi a Prato
Il 9 agosto 1998 tre ragazzi ruppero il tritone della fontana dei fiumi ubicata in piazza Navona, pochi mesi prima la stessa sorte era toccata ad un putto, il cui dito era stato amputato. L’elenco degli atti vandalici compiuti sarebbe assai lungo ;ne abbiamo elencato solo alcuni per dare la misura di quanto sia facile poter acceder indisturbati alle opere d’arte che necessitano dunque di un più sicuro sistema di vigilanza e di strumenti di protezione .
In ultimo,ricordiamo anche i tanti “artisti falliti “ che si esprimono deturpando pareti,serrande, ponti e vagoni ferroviari con disegni fatti con lo spray che rendono confusionarie e degradate le nostre città
La pena? I protagonisti di tanta inciviltà nei confronti delle opere d’arte rischiano 5 anni di carcere e il pagamento di una multa di 15,00 euro. Ma qual è il prezzo di tanta bellezza,come il Colosseo patrimonio Unesco dal 1980?
Un incidente di pochi giorni fa a Casal Palocco,nella zona sud di Roma,dove una utilitaria su cui viaggiava un bimbo di 5 anni,che ha perso la vita, con la madre e la sorellina, ha di nuovo posto sotto attenzione il comportamento dei giovani, spesso minorenni addirittura ,e le “Challenge” ovvero sfide condivise che appaiono sempre più spesso sui social. L’incidente di cui sopra è stato causato dal suv guidato da uno dei quattro youtuber che stavano appunto caricando su youtube un video che li vedeva impegnanti a guidare, senza sosta per 50 ore il mezzo.
Matteo Di Pietro, Vito Loiacono, Marco Ciaffaroni e Leonardo Golinelli che si definivano “The borderline”sul canale contano 600 mila iscritti e presentavano il contenuto dei loro video con le parole “assurdi e unici” Incitavano i loro visitatori promettendo sfide sempre più pericolose ed emozionanti ,e avevano, tra le 118 caricate, quella della resistenza sul ghiaccio,24 ore sulla mini zattera, nascondino nel castello medievale.
I like e i giovani
Avere visibilità e dei Like cioè indici di gradimento,significa certe volte anche monetizzazione delle visioni ma lo si fa in primis per essere al centro dell’attenzione e apparire degli “eroi” agli occhi dei coetanei ed aumentare la propria autostima, a costo anche di creare del seri problemi a se stesi e agli altri. Un esempio banale può essere anche l’autolesionismo Uno studio realizzato nell’ambito del progetto dipendenze comportamentali e portato avanti dal “Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’istituto superiore di sanità rivela che il 6%dei ragazzini tra gli 11 e i 17 anni ha partecipato almeno una volta ad una challenge che metteva rischio la vita stessa .Per lo studio sono stati intervistati nell’autunno del 2022 più di 8.700 studenti tra gli 11 e i 17 anni, 3.600 circa delle scuole secondarie di primo grado e 5.100 circa delle secondarie di secondo grado, su tutto il territorio nazionale, selezionati in modo da avere un campione rappresentativo della popolazione.
Challenge famose
Le challenge sono sfide che lanciate sui social dagli autori dei video ad amici e conoscenti ,si spera diventino virali e a volte questo accade a livello mondiale.
Le sfide tristemente famose soni la “blu hale” ovvero la balena blu,sfida che prevede 50 giorni di prove autolesionistiche sempre più dure fino ad arrivare al suicidio! Oppure la Milk challenge che prevede di bere 3 litri di latte senza sosta e senza poi vomitare o ancora la casurfing ovvero salire sul tetto di un’auto e restare in equilibrio su di esso quando questa viene messa in moto e parte. Altra è il Tide pods ,nota nel 2018 che consiste nell’ingerire una capsula di detersivo per lavatrici e tante altre,compreso il diventare uno stupratore e filmare o l’aggredire persone indifese a calci e pugni senza alcun motivo.
Motivazioni e rimedi
Tra le varie motivazioni che spingono un adolescente verso questo tipo di attività c’è indubbiamente, oltre alla scarsa autostima e alla voglia di visibilità ,la noia ,la mancanza di stimoli costruttivi, di un sano rapporto con i coetanei e la famiglia, l’emulazione di coloro che appaiono modelli di riferimento e l’assenza di controllo da parte degli adulti sull’uso del cellulare .Bambini di sei,sette anni ha già un cellulare in loro possesso che spesso si sostituisce al pallone e ai giochi con i coetanei ;bambini a volte poco seguiti dai genitori e lasciati preda del web.
La scuola ha indubbiamente un ruolo importante da svolgere ma è il ruolo genitoriale con la frequentazione di gruppi di riferimento ludico a dover interagire con l’azione educatrice che essa svolge.
Inoltre dovrebbe essere sanzionato con provvedimenti correttivi qualunque azione volta al danneggiamento della propria e dell’altrui integrità fisica anche con multe nei confronti dei genitori inadempienti e prevedere degli istituti di recupero di certi ragazzi che abbiano ripetutamente avuto atteggiamenti di mancato rispetto delle norme sociali.
Il sommergibile Titan,ovvero un capsula di pochissimi metri cubi dove hanno trovato al morte 5 persone doveva scendere nelle profondità dell’Oceano e compiere un giro intorno al relitto del Titanic affondato nel 1912 la cui tragica fine ha alimentato romanzi, films (famoso quello con la romantica storia d’amore interpretata da Di Caprio e la colonna sonora di Celine Dion)e istant book.
Come i passeggeri del Titan siano deceduti resta ancora un giallo da svelare ;certo è che le scorte di ossigeno si sono esaurite prima che potessero risalire ,anche se si afferma che la capsula sia esplosa dopo pochi metri di profondità, sparendo dal sonar della nave madrina Tutto il resto è leggenda come il fatto che si sarebbe chiesto ai passeggeri di indossare le cuffie bluetooth per ascoltare la loro musica preferita mentre davanti ai loro occhi si apriva uno scenario surreale di pesci e creature marine, mentre scendevano a buio completo per risparmiare energia utile a girare intorno al relitto o ancora per risalire
Di certo il fatto della loro scomoda situazione di alloggio all’interno, il freddo (tanto da dover indossare calzini e cappelli di lana e il prezzo di oltre 250 dollari pagati per questo “viaggio” promosso dall’Ocean gate “ a 3.880 metri di profondità.Viaggio su cui ora scendono pesanti dubbi in merito alla sicurezza e alla competenza del personale anche se la Oceangate continua a fare pubblicità a questa “escursione “
Dispiace che il giovane diciannovenne Suleman ,figlio del miliardario pachistano Shahzada Dawood che si era portato dietro il cubo di kubrik sia stato, a quanto ha rivelato la madre, rimasta con l’altra figlia a bordo della nave dalla quale si è calata la capsula, ”praticamente obbligato “ ad andare per non deludere il padre, desideroso di vivere quest’avventura ai limiti delle possibilità umane . Gli altri passeggeri erano l’esploratore multimiliardario britannico Hamish Harding ,il sommozzatore francese Paul-Henri Nargolet e l’amministratore delegato di Oceangate Stockton Rush
La sicurezza poco sicura
Il sommergibile, in fibra di carbonio e titanio, era già stato nelle profondità oceaniche
nei pressi del relitto affondato e ritrovato nel 1985 tre volte; una all’anno dal 2021 e circa 50 erano state le prove fatte anche se c’erano stati dei disguidi come l’interruzione con la nave guida di circa 2 ore e mezza nel 2022.
Titan è stato guidato da un controller di gioco Logitech rinforzato e da schermi tattili. Il gamepad wireless Logitech F710 è stato lanciato per la prima volta nel 2011 e costa circa 42 sterline su Amazon. I membri dell’equipaggio comunicano con la nave madre tramite messaggi di testo e non c’è un sistema GPS.
Tuttora la spedizione viene propagandata con messaggi come questo riportato sotto:
8 Days 7 Nights See the wreck site of RMS Titanic Sail the open ocean Receive onboard training Explore the deep ocean
Non è escluso che il fascino delle esperienze estreme non catturi qualcun altro ma è da chiedersi se il business debba prevalere anche su un senso etico perché dovrebbero essere messi in chiaro i limiti attuali di certi mezzi e la limitata possibilità di intervento nel caso di avarie o inconvenienti.
E’ di pochi giorni f ala notizia dell’accoltellamento di una docente di italiano e storia di 51 anni avvenuta nell’istituto di istruzione superiore “Alessandrini” di Abbiate Grasso in provincia di Milano. L’alunno, un ragazzino di 16 anni doveva essere interrogato a storia per recuperare le insufficienze e la docente la prof.ssa Elisabetta Condò, aveva appunto chiamato il ragazzo a sostenere al verifica ma lui si era portato da casa un coltello da caccia del padre e una pistola giocattolo con cui ha minacciato i compagni prima di procedere con l’aggressione alla donna che ha riportato serie ferite all’avambraccio e alla testa. Il ragazzo ora è ricoverato presso il reparto di psichiatria dell’ospedale mentre al docente è stata operata nell’ospedale di Legnano ma non è in pericolo di vita.
Il padre del ragazzo, avvertito dalle forze dell’ordine accorse sul posto dell’aggressione ,ha dichiarato di non essere informato sulla situazione scolastica e comportamentale del figlio ma resta da chiarire come sia possibile, dato che il ragazzo aveva più di una nota disciplinare a suo carico e che , grazie ad un codice fornito dalla scuola ,ciascun genitore può verificare i voti del figlio riportati nel registro elettronico.
A destare preoccupazione è comunque la sempre maggiore reattività da parte degli adolescenti a qualunque divieto o regola da seguire e alla violenza che mostrano nei confronti dell’ambiente e delle persone. Non a caso episodi di bullismo e di teppismo organizzati in veri e propri raid sono all’ordine del giorno.
I rimedi
La sottosegretaria” all’Istruzione e al merito” Paola Frassinetti dichiara che bisogna far acquisire maggiore autorevolezza ai docenti e punire severamente gli studenti che compiono gravi atti di violenza e di sopraffazione . Purtroppo il ruolo educativo delle famiglia è spesso demandato alla sola scuola che non può sopperire a carenze istituzionali e formative della famiglia se non ha strumenti correttivi validi : la semplice nota negativa non ha efficacia se non è supportata dalla famiglia e da punizioni educative che insegnino ,come nel passato, che ad ogni azione corrisponde un effetto.
Il ministro dell’Istruzione Valditara prevede la figura di uno psicologo operante nella scuola ,affinchè ragazzi in difficoltà vengano sostenuti e guidati. Purtroppo forse non si tiene conto che quando lo psicologo c’è (e parlo di esperienza diretta) il ragazzo problematico non sempre è cooperante o disponibile ad andare alle sedute e certi atteggiamenti, se restano senza conseguenze disciplinari, rischiano altresì di diventare motivo di vanto se non addirittura di emulazione da parte dei più fragili che vedono nel ribelle un leader .
Alessandro Manzoni stesso non avrebbe mai supposto di diventare una “pietra miliare “ della letteratura italiana , di far scuola per la diffusione della lingua italiana dopo la raggiunta unità del 1861 e di essere considerato un promotore del Risorgimento e dunque, della stessa unificazione.
Secondo Mattarella, che ne ha celebrato a Milano il 22 maggio scorso il 150 esimo anniversario, è stato “un padre della patria” nonostante non abbai mai fatto parte attiva di movimenti di patrioti e nonostante non si sia interessato di fare politica ,vuoi per indole riservata, vuoi per problemi di salute, anche se accetterà la nomina a senatore del regno nel 1860. Questo perché già si era distinto per la sua opera principale il romanzo “I promessi sposi” anche se era autore apprezzato di Inni sacri, poesie, trattati di storia, tragedie.
Manzoni cercava un’Italia unita, che fosse la sintesi di un grande popolo, fiero della sua cultura della sua lingua e delle sue origini e questo è un messaggio quanto mai attuale.
Il capolavoro.
Del resto, l’amore per la propria terra e la distanza dalla prevaricazione di un popolo su di un altro,(anche se lui parla di spagnoli) permeano tutto il suo romanzo “I promessi sposi “ che si fa anche portavoce dei valori civili e cristiani che saranno poi alla base del nuovo stato. L’espressione dopo “la risciacquatura dei panni in Arno “ e cioè l’eliminazione delle influenze dialettali milanesi, si fa promotore di quella parlata del ceto colto toscano: agile ,duttile, viva. La lingua toscana ,del resto, da Dante e Boccaccio in poi era già un punto di riferimento per la lingua” nazionale “(anche se si scriveva in modo retorico e artificioso) e proprio per questo il libro fu adottato in tutte le scuole del regno.
Un fine utile attraverso il vero che deve essere interessante
Un libro che doveva -e lo fu-utile, vero, interessante. Utile ,secondo i principi illuministici, a educare politicamente, moralmente e civilmente. Vero o almeno con una storia tale da sembrare, evitando artifici e contenuti inverosimili in cui i lettori non si possano specchiare ed interessante perché gli argomenti ,vicini ai fatti realmente accaduti ,interessino ampi gruppi di lettori e non elite colte ma ristrette .Interessante per la storia personale dei protagonisti che si intreccia con quella di personaggi verosimili o realmente esistiti. Una storia in cui trionfa la Divina Provvidenza ma con il superamento della visione idilliaca della vita che bisogna imparare ad affrontare a denti stretti, con la consapevolezza del male presente nella storia umana pur non perdendo mai la speranza di una mano Divina. I due protagonisti Renzo e Lucia,attraverso le loro vicissitudini che si attualizzano nella storia di sempre, dove la prepotenza dei forti opprime i deboli, si formano e diventano personaggi che acquisiscono una matura consapevolezza del loro stato anche se Manzoni non è un rivoluzionario e vuole che ognuno si evolva rimanendo sempre tuttavia nell’ambito che gli è proprio, senza creare capovolgimenti sociali.
Il lieto fine era d’obbligo non solo perché una bella storia d’amore deve avere successo ma anche perché educativo: lottare e credere in un obiettivo è un atteggiamento che tutti dovrebbero avere ma se…il lieto fine non c’è? Manzoni ci rasserena perché ci dice che ci sarà nell’aldilà una ricompensa tale da non farci disperare se qui sulla terra non abbiamo fortuna e a tale scopo è emblematica la poesia “Il cinque maggio” dove Napoleone muore sì nella desolazione e nell’abbandono terreno ma con la prospettiva di una gioia e una pace celeste senza limiti.
Gabriele D’Annunzio è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, simbolo del decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale, dal 1924 insignito dal Re Vittorio Emanuele III del titolo di Principe di Montenevoso.
Figura di indiscussa fama e oggetto di ammirazione, lo fu al punto di determinare lo stile di vita di un’intera società che seguiva il “dannunzianesimo “ ovvero il suo modo di vestire ,parlare, agire ,e …pensare .Grande promotore di se stesso, seppe incarnare i desideri e le aspettative di gran parte degli italiani del periodo,tanto che lo stesso Mussolini,una volta al potere,si sentì minacciato nella sua figura di leader da D’Annunzio che cercò di relegare nella villa sul lago di Garda, affiancandogli una donna che lo doveva distogliere da impegni politici e gratificandolo con doni e riconoscimenti.
La sua vita è quella tipica dell’esteta, un uomo cioè che mira a fare della sua vita “un’opera d’arte” nel senso che programma e sceglie tutto ciò che ritiene sia bello e piacevole ,senza pensare a limiti morali o etici Questo comporta frequentare luoghi ricercati, persone di alto livello, circondarsi di oggetti preziosi e non comuni, indossare abiti e accessori di lusso e particolari ma anche godere pienamente dei sensi .Legato al suo estetismo ,che comparirà come nota trainante nel suo romanzo “Il piacere” che sarà un prototipo nel panorama europeo insieme ad altri romanzi (Il ritratto di Dorian Gray di Wilde o””Mario l’epicureo di Pater o ancora “A ritroso” di Huysmans )c’è il sensualismo, ovvero l’utilizzo fine dei sensi per poter vivere la pienezza della natura sia fisica propria che del mondo naturale circostante .Per questo sarà un seguace del filosofo Nietze e della sua teoria dionisiaca che porta all’esaltazione della vitalità e del piacere dei sensi
Questo lo farà aderire anche al “panismo” ovvero quella corrente di pensiero che vede la natura dotata di un’energia vitale che accomuna tutti gli esseri viventi,siano essi esseri del mondo animale che vegetale o minerale .Si è tanto parlato infatti del suo trasmigrare nella realtà circostante, divenendone parte integrante come si evince nella sua lirica più nota “la pioggia nel pineto “ dove lui e la donna amata diventano a poco a poco esseri che si immedesimano in modo in districabile, nella vegetazione divenendo esseri”vegetali e non solo umani”,come anche accade nella lirica “la sera fiesolana “,dove ,questa volta,è la natura ad “umanizzarsi”e la sera diviene una fanciulla .Una poesia dove la sensualità si fa chiara nelle ultime strofe, quando il poeta si volge ad una ipotetica accompagnatrice o interlocutore …
Una lirica emblematica : “la sera fiesolana”
La sera fiesolana
Fresche le mie parole ne la sera ti sien come il fruscìo che fan le foglie del gelso ne la man di chi le coglie silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta su l’alta scala che s’annera contro il fusto che s’inargenta con le sue rame spoglie mentre la Luna è prossima a le soglie cerule e par che innanzi a sé distenda un velo ove il nostro sogno si giace e par che la campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo e da lei beva la sperata pace senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla, o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace l’acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera ti sien come la pioggia che bruiva 20tepida e fuggitiva, commiato lacrimoso de la primavera, su i gelsi e su gli olmi e su le viti e su i pini dai novelli rosei diti che giocano con l’aura che si perde, e su ’l grano che non è biondo ancóra e non è verde, e su ’l fieno che già patì la falce e trascolora, e su gli olivi, su i fratelli olivi che fan di santità pallidi i clivi e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti, o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce il fien che odora!
Io ti dirò verso quali reami d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti eterne a l’ombra de gli antichi rami parlano nel mistero sacro dei monti; e ti dirò per qual segreto le colline su i limpidi orizzonti s’incùrvino come labbra che un divieto chiuda, e perché la volontà di dire le faccia belle oltre ogni uman desire e nel silenzio lor sempre novelle consolatrici, sì che pare che ogni sera l’anima le possa amare d’amor più forte.
Laudata sii per la tua pura morte, o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare le prime stelle!
Come si evince dal testo, la lirica è fortemente caratterizzata da suggestioni oniriche e sensitive che creano un’atmosfera di rimandi e richiami di ancestrale memoria, Un richiamo appare anche Il cantico delle creature di San Francesco , dove tuttavia l’esaltazione della natura non era così prettamente sensuale e fisica.Qui,come detto, la sera si personifica in una fanciulla portatrice di frescura, profumi e intimità mentre il paesaggio circostante assume una connotazione umana/divina nel suo trascolorare nell’ora che avvicenda il giorno con la sera e crea ,nella musicalità del verso, immagini visive e olfattive di grande spessore.
Un uomo che ha stupito e stupisce per la sua camaleontica capacità di essere se stesso pur divenendo tanti altri , impersonando così una tipologia di “pirandelliana memoria “che è oggetto di critica negativa ,ma anche di ammirazione .