Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione
Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging
La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale.
Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding.
Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile.
Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro.
Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.
C’era una volta un ragazzo di nome Luca che viveva in una piccola città di campagna. Luca era un ragazzo solitario e timido, spesso trovava conforto nei libri e nei giochi da tavolo, piuttosto che nelle attività all’aperto o socializzare con i suoi compagni di classe.
Un giorno, mentre passeggiava nel parco della città, Luca incontrò un vecchio signore che stava seduto su una panchina. Il signore aveva una strana borsa al suo fianco e sembrava che stesse aspettando qualcuno.
Luca, incuriosito, si avvicinò al signore per chiedere se avesse bisogno di aiuto. Il signore, gentilmente, rispose di sì e chiese a Luca se potesse fare un favore per lui. Il signore aveva bisogno di consegnare la borsa ad una persona che aspettava all’altro capo del parco, ma il signore non poteva camminare molto lontano a causa del suo avanzato stato di salute.
Luca si offrì volontario per consegnare la borsa a nome del signore e, così facendo, ebbe modo di incontrare la persona a cui la borsa era destinata. Si trattava di una ragazza della sua età, di nome Sofia, che era nuova nella città.
Luca e Sofia iniziarono a parlare e si resero conto di avere molte cose in comune. Entrambi erano appassionati di lettura e di giochi da tavolo. Presto divennero amici e cominciarono a trascorrere molto tempo insieme, esplorando i dintorni della città e scoprendo nuovi luoghi.
Con il passare del tempo, Luca diventò sempre più socievole e fiducioso in se stesso, grazie alla compagnia della sua nuova amica. Ogni volta che incontrava il signore anziano nel parco, lo salutava e gli dava il resoconto delle avventure della giornata.
Un giorno, tuttavia, il signore anziano non era più nella panchina nel parco. Luca era preoccupato e chiese in giro per sapere dove fosse andato. Venne a sapere che il signore era deceduto poche settimane prima. Luca ne fu molto triste, ma si rese conto che il signore aveva lasciato una grande eredità a lui e Sofia: l’eredità dell’amicizia e della gentilezza.
Luca e Sofia continuarono ad avere molte avventure insieme, ma ora quelle avventure erano strutturate a partire dai consigli e dalle parole di saggezza che il signore anziano aveva lasciato. Grazie alla guida dell’anziano signore, Luca trovò il coraggio di fare nuovi amici e di sperimentare cose nuove.
E così, in un parco della piccola città di Luca, nacquero delle grandi amicizie, tutto grazie alla bontà di un anziano signore che aveva regalato il suo tempo, la sua gentilezza e la sua esperienza ad alcuni ragazzi solitari.
Foto di @sergio_arba_80 Dolceacqua è una pittoresca cittadina situata nella regione italiana della Liguria, nel cuore della Valle Nervia. Questa antica cittadina medievale è stata in grado di preservare intatta la sua bellezza storica e architettonica, e offre ai visitatori un’esperienza unica nel suo genere.
Il centro storico di Dolceacqua è caratterizzato da stradine acciottolate, case in pietra e antiche chiese, il tutto immerso in un’atmosfera medievale. Gli abitanti del luogo, in modo attento, hanno saputo mantenere intatte le caratteristiche originarie del paese, regalando ai visitatori un’esperienza autentica e genuina.
Uno dei principali luoghi di interesse della città è il Castello dei Doria, situato sulla cima della collina che sovrasta il centro storico. Questo castello medievale, costruito nel XII secolo, è stato la residenza della famiglia Doria, una delle più potenti famiglie genovesi dell’epoca. Oggi il castello è aperto al pubblico e offre una vista mozzafiato sulla città e sulla Valle Nervia.
Ma non è solo il Castello dei Doria ad incantare i visitatori. Anche il Ponte Vecchio, costruito nel XV secolo e composto da una sola arcata, è un’opera d’arte che si fonde perfettamente con il paesaggio circostante.
Dolceacqua è anche famosa per il suo vino Rossese di Dolceacqua, un vino rosso di alta qualità prodotto localmente. Inoltre, la città è nota per la produzione di olio d’oliva di alta qualità, che viene esportato in tutto il mondo.
Durante il periodo estivo, Dolceacqua ospita una serie di eventi culturali e artistici, tra cui concerti, mostre e spettacoli teatrali. Questi eventi rappresentano un’opportunità per i visitatori di immergersi ancora di più nella cultura e nella vita quotidiana della città.
In sintesi, Dolceacqua è un gioiello medievale della Liguria che incanta i visitatori con la sua bellezza architettonica, i suoi vicoli caratteristici e i suoi panorami mozzafiato. Una visita a questa cittadina è un’esperienza indimenticabile che permette di immergersi nella storia e nella cultura della Liguria.
Nizar Qabbani (Damasco 1923 – Londra 1998) è stato un celebre poeta, scrittore e diplomatico siriano, noto per i suoi versi d’amore e di impegno sociale. Qabbani è considerato uno dei più grandi poeti arabi del XX secolo, e la sua opera ha avuto un impatto profondo sulla cultura e sulla letteratura araba.
Qabbani nacque a Damasco nel 1923 in una famiglia di commercianti. Studiò presso l’Università di Damasco, dove si laureò in legge nel 1945. Iniziò la sua carriera di scrittore e poeta negli anni ’40, e presto divenne uno dei poeti più famosi della Siria.
Nel corso della sua vita, Qabbani scrisse oltre 30 libri di poesia, tra cui “La gabbia della civiltà”, “La candela e il cristallo” e “L’amore, le donne e la vita”. Le sue opere sono note per la loro eleganza, la loro bellezza e la loro intensità emotiva. Qabbani affrontò inoltre temi sociali e politici come la libertà, la giustizia sociale e il femminismo, diventando così una figura di riferimento per molti movimenti di protesta.
Nel 1966, Qabbani fu nominato ambasciatore della Siria in diversi paesi, tra cui Egitto, Libano e Turchia. Durante il suo servizio diplomatico, continuò a scrivere poesie e a sostenere la causa della libertà e della giustizia sociale.
Qabbani morì a Londra nel 1998, all’età di 75 anni. La sua opera continua a essere molto amata e apprezzata in tutto il mondo arabo e oltre, e ha influenzato molti scrittori e poeti successivi.
“Quando appoggi la tua testa sulla mia spalla” è una poesia dell’autore siriano Nizar Qabbani, considerato uno dei maggiori poeti arabi del XX secolo.
Quando appoggi la tua testa sulla mia spalla Respiro l’odore del tuo corpo Il profumo della tua pelle Sento la tua voce leggera Il tocco della tua mano sulla mia mano La morbidezza dei tuoi capelli sulla mia guancia E mi sento in paradiso.
Quando appoggi la tua testa sulla mia spalla Non c’è nessun’altra cosa al mondo Solo noi due insieme E tutto il resto scompare.
Quando appoggi la tua testa sulla mia spalla Mi sento completo E tutto ha un senso.
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Quando appoggi la tua testa sulla mia spalla il mio cuore si riempie di dolcezza, i miei occhi si riempiono di te, e il mio spirito si rallegra.
Non c’è nulla di più bello di questo momento, quando siamo uniti in un abbraccio, e il tempo sembra fermarsi, mentre noi ci perdiamo nei nostri pensieri.
Il tuo profumo è come una carezza per la mia anima, e le tue parole sono come musica per le mie orecchie. Siamo l’uno per l’altra un porto sicuro, un rifugio in cui ripararsi dal mondo.
Non importa ciò che accade, quando sei accanto a me tutto ha un senso, e io so che insieme possiamo affrontare ogni sfida, perché il nostro amore è forte e sincero.
La poesia esprime il sentimento di intimità e vicinanza tra due persone, che si sentono complete quando sono insieme. Il poeta descrive l’esperienza sensoriale del contatto fisico, il respiro profondo, il profumo della pelle, il tocco della mano, la morbidezza dei capelli. L’esperienza del contatto fisico è descritta come qualcosa di paradisiaco, che fa dimenticare tutto il resto del mondo. La poesia è un inno alla bellezza dell’amore e della vicinanza tra due persone.
Noi in Italia siamo più fortunati rispetto a tanti altri paesi dove vige un regime dittatoriale, dove tanti giornalisti sono stati uccisi, catturati, dispersi o dove marciscono in una prigione.
Ma anche qui purtroppo abbiamo i nostri martiri; avevo tredici anni quando dirigevo il giornalino della scuola e scrissi un editoriale su di Giancarlo Siani che era stato appena assassinato brutalmente nella sua auto, e il suo ricordo non potrà mai abbandonarmi…un giovane che come tanti amava la vita e nonostante questo, in nome del loro impegno sociale e civile, l’hanno sacrificata per darci la cosa più bella che possa esistere al mondo: LA VERITA’.
Ricordiamo, insieme a lui, quei giornalisti Giornalisti che hanno deciso di sfidare la criminalità organizzata, pur di onorare il proprio mestiere.
-Giancarlo Siani (Napoli, 19 settembre 1959 – Napoli, 23 settembre 1985) assassinato dalla camorra.
-Cosimo Cristina (Termini Imerese, 11 agosto 1935 – Termini Imerese, 5 maggio 1960) assassinato dalla mafia.
-Mauro De Mauro (Foggia, 6 settembre 1921 – …scomparso a Palermo il 16 settembre 1970) è stato rapito da cosa nostra e mai più ritrovato.
-Giovanni Spampinato (Ragusa, 6 novembre 1946 – 27 ottobre 1972) assassinato dalla mafia.
-Mario Francese (Siracusa, 6 febbraio 1925 – Palermo, 26 gennaio 1979) vittima di mafia.
-Mauro Rostagno (Torino, 6 marzo 1942 – Lenzi di Valderice, 26 settembre 1988) vittima di un agguato mafioso.
-Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) assassinato dalla mafia.
-Giuseppe Fava detto Pippo (Palazzolo Acreide, 15 settembre 1925 – Catania, 5 gennaio 1984) ucciso da cosa nostra.
-Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe (Barcellona Pozzo di Gotto, 4 novembre 1945 – Barcellona Pozzo di Gotto, 8 gennaio 1993) ucciso per mano della mafia.
Oltre a loro ricordiamo:
-Carlo Casalegno (Torino, 15 febbraio 1916 – Torino, 29 novembre 1977) ucciso dalle Brigate Rosse; fu il primo giornalista ucciso da terroristi durante gli anni di piombo.
-Walter Tobagi (Spoleto, 18 marzo 1947 – Milano, 28 maggio 1980) venne assassinato in un attentato terroristico perpetrato dalla Brigata XXVIII marzo.
Dal film Fortapàsc di Marco Risi, che racconta dell’ultimo periodo della vita di Giancarlo Siani e del suo brutale assassinio:
“Non ha paura a scrivere certe cose?”
“Ogni tanto sì”
“E allora perché lo fa?”
“Perché è il mio lavoro, perché l’ho scelto. E non è che mi senta particolarmente coraggioso nel farlo bene. E’ che la criminalità, la corruzione, non si combattono soltanto con i carabinieri. Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. Allora quello che un giornalista-giornalista dovrebbe fare è questo: informare”
Acquaviva Picena è un piccolo borgo medievale situato nella provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. La città è famosa per la sua imponente Fortezza, che domina il paesaggio circostante.
La Fortezza di Acquaviva Picena risale al XII secolo ed è stata costruita per difendere la città dalle invasioni dei Normanni. Nel corso dei secoli, la fortezza ha subito numerose modifiche e ampliamenti, ma il suo aspetto originale è ancora ben visibile.
La Fortezza di Acquaviva Picena è un esempio straordinario di architettura militare medievale. La fortezza si estende su una superficie di circa 10.000 metri quadrati e presenta quattro torri angolari, un cortile interno e un pozzo.
La fortezza di Acquaviva Picena è stata restaurata di recente e oggi ospita numerose attività culturali e turistiche. Al suo interno, è possibile visitare il Museo Archeologico, che ospita una vasta collezione di reperti archeologici rinvenuti nella zona.
La città di Acquaviva Picena è anche famosa per la sua produzione di vino. La zona circostante è ricca di vigneti e la città ospita numerose cantine e aziende vinicole che producono vini di alta qualità. La maggior parte delle cantine è aperta al pubblico e offre la possibilità di degustare i vini locali.
Acquaviva Picena è anche un luogo ideale per gli amanti della natura. La città si trova ai piedi dei Monti Sibillini e offre molte opportunità per escursioni a piedi o in mountain bike. La zona circostante è caratterizzata da paesaggi mozzafiato e da una flora e fauna uniche.
Durante l’estate, Acquaviva Picena ospita numerose feste e sagre locali, tra cui la famosa Festa della Cicerchia. Durante questa festa, i ristoranti della città offrono specialità a base di cicerchia, un legume tipico della zona.
In sintesi, Acquaviva Picena è un piccolo borgo medievale situato nella provincia di Ascoli Piceno, famoso per la sua imponente Fortezza e per la sua produzione di vino. La città offre molte opportunità per una visita culturale, una degustazione di vino o un’escursione nella natura.
Frontino è un piccolo borgo medievale situato in provincia di Pesaro e Urbino, nella storica regione del Montefeltro. Immerso nella natura del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, Frontino offre ai visitatori un’esperienza autentica e unica nel suo genere.
Il borgo medievale di Frontino si trova ai piedi del Monte Carpegna e offre una vista spettacolare sulle colline circostanti. Le case in pietra, le stradine acciottolate e la torre medievale creano un’atmosfera magica e senza tempo.
Il centro storico di Frontino è il luogo ideale per una passeggiata romantica o per una visita culturale. Le case antiche, le botteghe artigiane e le chiese rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale che merita di essere scoperto.
La Torre Civica di Frontino, risalente al XIII secolo, rappresenta uno dei luoghi più iconici della città. La torre è stata restaurata di recente e ora ospita il Museo del Territorio, che offre ai visitatori una panoramica sulla storia e sulle tradizioni del Montefeltro.
Frontino è anche un luogo perfetto per gli amanti della natura e del trekking. Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello offre molte opportunità per escursioni a piedi o in mountain bike. I sentieri sono ben segnalati e permettono di esplorare la flora e la fauna locale.
Il borgo medievale di Frontino è anche famoso per la produzione di formaggi di alta qualità. I formaggi sono prodotti con il latte delle mucche locali e sono conosciuti in tutta la regione per il loro sapore unico e genuino.
Durante l’estate, Frontino ospita una serie di eventi culturali e gastronomici, tra cui sagre e feste locali. Questi eventi offrono ai visitatori l’opportunità di assaggiare i prodotti locali e di immergersi nella vita e nelle tradizioni della città.
In sintesi, Frontino è un piccolo borgo medievale immerso nella natura del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. La sua bellezza architettonica, la sua storia e la sua produzione gastronomica ne fanno un luogo ideale per una visita culturale, una passeggiata romantica o un’escursione nella natura.
Oscar Wilde è stato uno degli scrittori più importanti e controversi dell’epoca vittoriana. Nato a Dublino, in Irlanda, nel 1854, Wilde è stato un autore di grande talento, noto per la sua lingua acuta e per il suo umorismo pungente.
Wilde è stato educato in una scuola di élite a Dublino e successivamente ha frequentato l’Università di Oxford, dove si è laureato in Lettere Classiche. Durante questo periodo, Wilde si è fatto notare per la sua personalità eccentrica e per il suo stile di vita lussuoso.
Dopo la laurea, Wilde si trasferì a Londra e iniziò a scrivere per diverse riviste e giornali. Nel 1890 pubblicò il suo primo romanzo, “Il ritratto di Dorian Gray”, che ebbe un grande successo di pubblico ma provocò anche molte critiche per il suo contenuto controverso.
Wilde divenne ben presto un personaggio pubblico noto per la sua stravaganza e il suo stile di vita dissoluto. Nel 1895, tuttavia, la sua vita ebbe una brusca svolta quando venne condannato per omosessualità e imprigionato per due anni con lavori forzati.
Dopo il suo rilascio, Wilde si trasferì a Parigi e visse il resto della sua vita in esilio. Morì a Parigi nel 1900, a soli 46 anni, a causa di una meningite.
Nonostante la sua vita tumultuosa, Oscar Wilde è stato un autore estremamente influente e innovativo. I suoi scritti hanno anticipato molte delle tendenze letterarie e culturali del XX secolo, ed è considerato uno dei grandi autori del movimento estetico.
Le opere di Wilde sono caratterizzate da una lingua elegante e un uso sperimentale della forma. I suoi lavori più noti includono il già citato “Il ritratto di Dorian Gray”, ma anche le commedie teatrali “L’importanza di chiamarsi Ernesto” e “Una donna senza importanza”.
La vita di Oscar Wilde è stata tutt’altro che facile, ma il suo impatto sulla letteratura e sulla cultura è stato enorme. La sua influenza si estende fino ai giorni nostri, e i suoi scritti continuano ad ispirare generazioni di lettori e scrittori in tutto il mondo.
Nella società spartana l’individuo non aveva alcuna importanza, ma esisteva soltanto in funzione dello Stato, che poteva disporne dalla nascita fino alla morte. I genitori dovevano portare i propri figli in un luogo chiamato tesche, dove gli anziani esaminavano il bambino: se lo vedevano sano e robusto, predisponevano per il suo allevamento; se invece lo trovavano gracile e malfatto, ordinavano che fosse gettato in una voragine del monte Taigeto, detta Apotete, nella convinzione che fosse svantaggioso per tutti far vivere una persona deforme o malaticcia. Fino all’età di sette anni i bambini vivevano con la famiglia, poi entravano in scuole dirette da maestri scelti dallo Stato. Venivano assegnati in “compagnie”, comunità educative istituzionalizzate, il cui capo diveniva il più forte e il più saggio, cui tutti gli altri dovevano obbedienza completa, abituandoli in tal modo alla disciplina e all’obbedienza. I ragazzi apprendevano a leggere e a scrivere solo lo stretto necessario, poiché lo scopo dell’educazione era soprattutto irrobustirne il corpo, allenarli a sopportare la fame e il dolore, abituare dunque il futuro soldato all’obbedienza e alla lotta. Predominavano perciò esercizi ginnici, marce e una severa disciplina in ogni momento della vita. L’iniziazione avveniva in età adulta con la cosiddetta krypteia, ossia un periodo di allontanamento totale dal gruppo di formazione durante il quale i giovani spartiati dovevano vivere da soli privi di qualsiasi mezzo o equipaggiamento, sopravvivendo all’aperto in zone per lo più selvagge procurandosi il necessario. Anche le ragazze ricevevano un’educazione assai rude, e molta parte del loro tempo era destinata agli esercizi ginnici. La loro sola funzione nella società era comunque quella di generare futuri guerrieri.
Sir Arthur Conan Doyle è stato uno degli scrittori più celebri dell’epoca vittoriana, noto soprattutto per la creazione del famigerato detective Sherlock Holmes.
Nato in Scozia nel 1859, Conan Doyle studiò medicina all’Università di Edimburgo prima di abbandonare la professione per dedicarsi alla scrittura. Nel 1887, pubblicò il primo romanzo di Sherlock Holmes, “Uno studio in rosso”, che ebbe un enorme successo e introdusse al mondo il personaggio del famoso detective.
Sherlock Holmes è diventato uno dei personaggi più iconici della letteratura mondiale, con la sua capacità di risolvere i casi più complicati attraverso l’uso della logica e dell’osservazione. Conan Doyle ha scritto in totale 56 storie su Sherlock Holmes, tra cui 4 romanzi e 52 racconti brevi, che sono stati tradotti in molte lingue e adattati in numerosi film, serie televisive e opere teatrali.
La popolarità di Sherlock Holmes ha influenzato profondamente la cultura popolare e ha ispirato molte opere di genere giallo e poliziesco che sono seguite. Allo stesso tempo, il personaggio ha influenzato anche la cultura popolare al di fuori della letteratura, come dimostra l’enorme successo della serie televisiva “Sherlock” negli anni 2000.
Nonostante la popolarità di Sherlock Holmes, Conan Doyle era spesso frustrato dall’attenzione che il personaggio riceveva a scapito dei suoi altri scritti. Infatti, Conan Doyle ha scritto anche romanzi storici, saggi, opere teatrali e opere di fantascienza, che purtroppo sono stati spesso trascurati dai lettori.
Conan Doyle è morto nel 1930, ma la sua eredità letteraria e la sua influenza sulla cultura popolare continuano ad essere sentite oggi. Sherlock Holmes è diventato un personaggio immortale della letteratura, grazie alla sua abilità di risolvere i casi più difficili e alla sua straordinaria personalità. La creatività e l’immaginazione di Conan Doyle hanno dato vita a uno dei personaggi più amati di sempre, rendendolo una vera icona della letteratura.
Dove si trova: Municipio XII, quartiere Monteverde – Gianicolense Epoca: XVII XX secolo Estensione: 181 ettari Ingressi: via di S.Pancrazio, via Aurelia Antica, via Leone XII, largo M. Luther King, via Vitellia, via della Nocetta
Ingrandita nel tempo grazie alle continue acquisizioni di terreni fra loro confinanti, la villa conserva numerose tracce delle trasformazioni susseguitesi dal Seicento all’Ottocento.
Residenza di campagna della famiglia Pamphilj, sotto il pontificato di Innocenzo X (1644-1655) assunse l’aspetto di una fastosa residenza nobiliare di campagna. L’acquisizione della Villa Corsini a Porta San Pancrazio, avvenuta nel 1856 da parte del Principe Andrea V Doria Pamphilj, rappresentò l’ultimo grande ampliamento della Villa. Nel 1939 il Comune di Roma avviò i primi espropri, e lo Stato Italiano acquisì nel 1957 il nucleo originario; parte dei 184 ettari attuali furono acquisiti dal Comune di Roma nel 1965 e nel 1971, rendendo finalmente possibile l’apertura al pubblico di questo parco meraviglioso in varie fasi, concluse il 1° maggio 1971. L’apertura di Via Leone XIII (la cosiddetta “Via Olimpica”), in occasione delle Olimpiadi del 1960, ha diviso in due parti il complesso: a est il settore più ricco di testimonianze monumentali (edifici e giardini storici, fontane, arredi), a ovest quello più “selvaggio” e naturalisticamente più qualificato.
Dalle preesistenze alla nascita della villa Pamphilj
Numerose parti della villa conservano tuttora cospicue testimonianze dell’epoca romana e medioevale: il confine settentrionale lungo la Via Aurelia Antica coincide in parte con le strutture dell’acquedotto Traiano Paolo; in numerosi settori del parco sono state individuate importanti strutture funerarie di età romana (particolarmente significative quelle messe in luce presso il Casino del Bel Respiro); il Casale di Giovio conserva esempi di murature di età imperiale di grande pregio e un architrave decorato altomedievale. E’ tuttavia durante il pontificato di Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj), fra il 1644 ed il 1655, che l’area, il cui primo nucleo era già da tempo di proprietà della famiglia, cominciò a configurarsi quale fastosa residenza nobiliare di campagna. In quegli anni, infatti, il “Cardinal nepote” Camillo Pamphilj fece edificare il Casino del Bel Respiro con gli annessi giardini , ristrutturò per esigenze abitative l’edificio di Villa Vecchia e commissionò la realizzazione di alcune delle fontane principali del parco. All’interno del complesso operarono alcuni dei maggiori artisti del tempo quali Alessandro Algardi, Giovan Francesco Grimaldi, Gian Lorenzo Bernini.
La villa tra Sette e Ottocento
Nel Settecento, la Villa dei Pamphilj venne ampliata attraverso alcune importanti annessioni di terreni limitrofi. Particolarmente significativi gli interventi realizzati nel Giardino dei Cedrati da Gabriele Valvassori, e le modifiche apportate alla Fontana del Giglio, al canale ed al lago ad opera di Francesco Bettini, responsabile anche di numerosi altri interventi nella villa, tesi a rinnovare arredi e giardini. Ancora nel Settecento, vanno ricordati gli interventi dell’architetto Francesco Nicoletti, cui si deve, fra l’altro, la realizzazione della Stanza dell’Organo nell’esedra del Giardino del Teatro. L’acquisizione della Villa Corsini a Porta San Pancrazio, avvenuta nel 1856 ad opera del Principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj, rappresentò l’ultimo grande ampliamento della Villa. Tra le opere realizzate in questa fase storica, immediatamente successiva alle battaglie combattute nell’area del Gianicolo e nella stessa villa durante l’estrema difesa della Seconda Repubblica Romana (1849), vanno segnalate: l’Arco dei Quattro Venti, ingresso monumentale della Villa, costruito nelle forme attuali su un preesistente “Casino” di campagna; la ristrutturazione della Palazzina Corsini; le Serre antistanti Villa Vecchia; il Monumento ai Caduti Francesi. Nello stesso periodo, il Giardino del Teatro assunse una configurazione di tipo paesistico, mentre i lavori di ampliamento del viale antistante Villa Vecchia portarono alla riduzione di un’ala di questo edificio. L’ultima importante costruzione avviata nel parco fu la cappella funeraria, edificata fra il 1896 ed il 1902 nel Giardino del Teatro, su progetto di Edoardo Collamarini.
Il Novecento
La villa rimase di proprietà della famiglia Doria Pamphilj fino ai primi decenni del Novecento. A partire dal 1939, il Comune di Roma dette inizio ad una serie di espropri, culminati nelle due aperture al pubblico del parco: nel 1965 fu resa accessibile la parte occidentale della Villa, mentre nel 1971 fu definitivamente acquisito il settore orientale del parco, aperto al pubblico il 22 maggio. L’intera Villa è oggi di proprietà del Comune di Roma, fatta eccezione per il Casino del Bel Respiro, acquisito nel 1967 dal Demanio dello Stato ed attualmente sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ in corso di studio il progetto di riunificazione del parco, idealmente avviato con la costruzione del ponte pedonale su Via Leone XIII, mediante l’interramento della via Olimpica.
Bibliografia essenziale C. Benocci, Villa Doria Pamphilj, Roma 1996 C.Benocci (a cura), Le virtù e i piaceri in villa. Per il nuovo museo comunale della Villa Doria Pamphilj, catalogo della mostra Roma 1998, Milano 1998 C. Benocci, Algardi a Roma. Il Casino del Bel Respiro a Villa Doria Pamphilj, Roma 1999 C. Benocci, Villa Doria Pamphilj e il suo Museo in A. Campitelli (a cura di), Verdi Delizie. Le ville, i giardini, i parchi storici del Comune di Roma, Roma 2005, Roma 2005, pp.171-188 (WEB)
Giovedì 16 marzo alle ore 11 inaugurazione nell’area fieristica di via Alba a Savigliano
Lavori in corso per l’allestimento del MAG 2023
Giovedì 16 marzo 2023 alle ore 11, all’interno dell’area fieristica di via Alba a Savigliano, avrà luogo l’inaugurazione del MAG 2023, 40a edizione Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola. Il MAG resterà aperto fino a domenica 19 marzo tutti i giorni con orario continuato dalle ore 9 alle 19. L’ingresso è libero. Sabato e domenica è previsto un servizio navetta gratuito con partenza da Savigliano, Marene e Cavallermaggiore. Il programma del MAG prevede anche un calendario di convegni e tavole rotonde gratuite all’interno del Padiglione Agrimedia potenziato rispetto allo scorso anno, così come sono cresciuti gli espositori presenti nel padiglione Ecotech dedicato ai temi dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e della tecnologia in agricoltura. Per avere maggiori informazioni o aggiornamenti telefonare allo 0172/712536 o consultare il sito Internet http://www.fierameccanizzazioneagricola.it.
“Da 40 edizioni la rassegna avanza nel segno del cambiamento – spiega il presidente della Fondazione Ente Manifestazioni Andrea Coletti -, ma quest’anno vogliamo prima di tutto consolidare il cambio di nome annunciato a sorpresa l’anno scorso: la Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola di Savigliano ormai si chiama MAG. La nostra propensione al cambiamento, infatti, non è mai fine a se stessa, ma scaturisce sempre da un bisogno reale, dall’attenzione costante che cerchiamo di avere per i segni dei tempi, a livello globale e locale, nei mercati che frequentano le aziende costruttrici e nelle abitudini degli imprenditori agricoli, i nostri due principali target di riferimento. Così sarà anche per i prossimi importanti cambiamenti che annunceremo durante l’inaugurazione del MAG 2023”.
La più grande rassegna di settore del Nord-Ovest, quest’anno ospiterà più di 270 espositori provenienti da 21 province e 8 regioni italiane oltre che dalla Francia, che troveranno spazio negli 850 spazi espositivi allestiti sui 49.000 metri quadrati dell’area fieristica.
Nel week-end sarà in funzione un servizio navetta gratuito: sabato 18 marzo il servizio sarà attivo dalle 14 alle 18.00 su due tratte: Marene, Piazza Carignano – Area Fieristica; Savigliano parcheggio Conad (Via Mellonera) – Palazzetto dello Sport/Parcheggio coperto Ospedale (Via Arciretto) – Passaggio a livello via Ottavio Moreno. Domenica 19 marzo il servizio navetta sarà attivo anche dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 18,00, sulle tratte del sabato e sul percorso Cavallermaggiore parcheggio Cupole – Area commerciale Mercatò (Via Torino) – Rotonda Piazza Galateri. Per chi arriva con mezzi propri saranno disponibili diversi parcheggi in Savigliano (Piazza Schiapparelli; Parcheggio Coop, Parcheggio Conad, Palazzetto dello Sport / Parcheggio coperto Ospedale, area commerciale Mercatò, Via Torino), ma anche a Marene (Piazza Carignano) e Cavallermaggiore (Piazzale Cupole), da dove sabato e domenica si potrà raggiungere l’Area Fieristica con la navetta.
Tra i servizi di ristorazione a disposizione dei visitatori tre aree food, un padiglione ristorante gestito dal Picchio Rosso Group e due bar gestiti da Vona Alex e da Bosio Andrea.
Dal martedì al venerdì h 21 – sabato h 19 – domenica h 17
Antenati–thegraveparty di e con Marco Paolini musiche Fabio Barovero
assistenza tecnica Piero Chinello produzione Michela Signori, Jolefilm Durata: 1h e 45’
Lanostrastoria èunpoemaepicoincodice,uncamminotortuoso,unasagasenza paragoni e noi non siamo né la fine, né il fine di quella storia…
Antenati è uno spettacolo legato al progetto La Fabbrica del Mondo, ripercorre l’evoluzione della nostra specie. Attraverso l’incontro immaginato con i nonni dei nonni, con le 4.000 generazioni che ci collegano ai nostri progenitori comuni, quel piccolo nucleo africano da cui tutti gli abitanti del pianeta della nostra specie provengono.
Alla parola è affidato il compito di far vedere questa stirpe di funamboli che ci ha preceduto e da cui abbiamo ereditato difetti e virtù.
L’oralità richiede immaginazione, leggerezza e ironia; l’epica chiede gesti, fatti memorabili ed emozione; il teatro richiede di credere a ciò che si ascolta sapendo che tutto è finzione. Oralità, epica, teatro e finzione li abbiamo inventati noi, cose inutili che ci piacciono.
Siamo una specie curiosa e fragile, capace di adattarsi al clima per colonizzare gli angoli più remoti del pianeta. Siamo stati prede e siamo diventati predatori. Abbiamo inventato le cose, le parole per chiamarle e il modo per articolarle dentro un discorso e le abbiamo lasciate in eredità ai figli dei figli. Dentro il genoma di ogni individuo ci sono tracce, informazioni in codice di tutti coloro che lo hanno preceduto.
Nella finzione del teatro seguendo quelle tracce si ricostruiscono i fili dei legami che permettono di organizzare una stravagante riunione di famiglia: tutti i nonni della storia chiamati a dar consiglio sul futuro della nostra specie a rischio di estinzione per catastrofici mutamenti climatici di origine antropica. Il narratore infatti sa di esser la causa dei suoi mali, si espone al consiglio ma manche al giudizio della specie.
I temi di fondo di Antenati sono l’evoluzione e l’ecologia, ma in chiave epico comica, i fatti e i problemi del presente si legano ai problemi del passato, colli di bottiglia dell’evoluzione, difficoltà e pericoli attraversati dai nostri antenati in 200.000 anni.
La nostra è una specie di funamboli: per abitare un pianeta in perenne disequilibrio servono doti da equilibrista, da domatore, da mago, da clown.
Darwin diceva che il soggetto dell’evoluzione è l’individuo più che la specie e che in ogni specie le differenze contano quanto le somiglianze. Competizione e collaborazione si bilanciano in modi sempre diversi, generazione dopo generazione.
Antenati comincia narrando di atomi e batteri e prosegue descrivendo la migrazione continua di quei nonni poco più che trentenni, il loro arrivo in risposta all’invito e il loro
comico e commovente tentativo di capire noi, internet e la catasta di meraviglie utili e inutili di cui ci circondiamo.
gruppi di minimo 10 persone 15 euro a biglietto il trascinatore deve acquistare i biglietti per tutti in un’unica soluzione tramite bonifico o recandosi in biglietteria il giorno prima della replica. Per prenotare i biglietti inviare una mail
a promozioneteatrovascello@gmail.com o telefonare a 06 5881021, prezzi: intero 25 euro, ridotto over 65, under 26 e nostri convenzionati 18 euro, ridotto studenti, ridotto studenti, scuole di teatro, operatori 15 euro
Teatro Vascello via Giacinto Carini 78 Roma Monteverde
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma
Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello. Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello
SILVIA GRILLONE al Caffè Alessandrino con la mostra “IL MONDO A COLORI”. Progetto ARTE DIFFUSA – Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
Pubblicato da:
Pier Carlo Lava – Social Media Manager – Alessandria today Magazine
L’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee organizza presso CAFFÈ ALESSANDRINO Piazza Garibaldi, 39 – Alessandria Tel. 0131-167 5601 l’inaugurazione della mostra pittorica “Il MONDO A COLORI ” di Silvia GRILLONE Giovedì 9 marzo 2023 alle ore 15,30 Progetto ARTE DIFFUSA La mostra resterà esposta fino al 31 marzo 2023
Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Con la mostra dedicata alla Pittrice Silvia GRILLONE proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. Il Mondo a colori di Silvia Grillone e’ una mostra che presenta il colore sempre molto vivace come collegamento, come comune denominatore tra le varie opere. La lettura delle stesse e’ una libertà interpretativa che viene lasciata al visitatore e alla sua ottica.”
Titolo: “Circo d’autunno” Acrilico su tela Data di realizzazione 1/03/22
Il Mondo a Colori
Le opere esposte sono molto differenti una dall’altra, cambia profondamente e va interpretato da chi le osserva il significato di ognuna, c’è qualcosa però che le accomuna tutte: i colori sempre brillanti e vivaci, che rispecchiano in pieno la personalità dell’artista.
Silvia Grillone -biografia Sono nata ad Asti nel 1972,ho frequentato il Liceo artistico e l’Istituto Europeo del Design di Torino (IED) con indirizzo Illustrazione. Da molti anni partecipo a corsi di aggiornamento artistico per il perfezionamento di varie tecniche come: disegno dal vero, ceramica, acquerello, olio, acrilico e décupage. Ho sviluppato sempre di più in me la voglia di creare e fare arte in tutte le sue forme. Nel corso degli anni ho avuto molteplici esperienze, tra cui l’esecuzione del disegno e del timbro per l’annullo filatelico per un’ importante fiera di lumache a Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo, di alcuni pannelli naturalistici sia per alcuni Comuni dell’ astigiano, sia per conto del WWF, di diversi trompe l’oeil e murales sia in abitazioni private sia in alcuni negozi. Ho tenuto lezioni di disegno presso centri estivi, ho allestito mostre d’arte e di fotografia. Ho illustrato la copertina del libro “Il giro del mondo in 180 giorni” ed è mia una parte delle illustrazioni del libro “Le Favole per Silvia”, entrambi scritti da Giovanni Grillone, mio padre. Ho fatto illustrato anche un racconto di Gianni Rodari dal titolo:””La Passeggiata del Distratto”. Ho partecipato a diversi mercatini con le mie creazioni, manufatti artistici e quadri. Mi definisco un’artista a 360 gradi, mi piace creare e sperimentare. Uso da sempre dei colori vivaci e forti per dare brio e tono alle mie opere, poiché sono una persona dal carattere allegro e vivace e per colpire l’occhio dello spettatore. Il mio motto è :”Impara l’Arte e non metterla mai da parte.”
Mostre
Mostra Sociale di Primavera e di Autunno dal 2017 con la Società della promotrice delle Belle arti di Asti. Mostra collettiva L’ Estate in Arte dal 2018 fino ad oggi. In occasione del Natale e di Torino Comix , ho partecioato a XMax con l’ associazione “Orizzonti Contemporanei” nell’anno 2018. Varie mostre con l’associazione Mac Monferrato Arte e Cultura, a Montemagno, presso la Chiesa di Santa Croce a Bosco Marengo e alla Cittadella di Alessandria, dal 2017 fino ad oggi. Alcune mostre collettive con l’Associazione Culturale Ossimoro di Torino dal 2017 ad oggi. Partecipazione a eventi artistici , il prossimo previsto per dicembre, sarà allestito all’Ambulatorio Dell’Arte. Murales, il’illustrazione di un racconto per un E Book con il Movimento to Culturale ‘Go Art Factory ‘ dal 2017 ad oggi. Mostra nella splendida chiesa di San Domenico ad Alba, dal titolo:”l’Equilibrio degli Contrasti” dal 2018 fino ad oggi, per questa occasione ho creato il quadro dal titolo:’L’ Elefante e la Formica” che ora è presente nella galleria di Boston. Mostra bipersonale dal titolo:”Giochi di Parole e di colore” a Palazzo Ottolenghi di Asti dal 15 al 30 giugno 2019. Creazione di una galleria online :”Stasy online Gallery” dove sono presenti alcune mie opere,e la pubblicità di diversi eventi sopra descritti dal 2018 fino ad oggi Partecipazione alla Biennale d’Arte di Alessandria OMNIA III EDIZIONE a Palazzo Monferrato dal 15 ottobre al 27 novembre 2022 con l’opera “La lenta geometria delle forme “ realizzato nel 2018 con tecnica mista su tela.
La Formazione artistica
Diploma di maturità artistica Istituto Europeo del Design (IED) Vari corsi di aggiornamento di disegno, colori ad olio , acquerello e di bricolage
Tecniche
Tutte Acrilico, olio,acquerello, matite colorate x chiaro scuro
Attestati / Premi
Dipolpma liceo artistico Diploma IED Attestato di frequenza del corso di disegno e pittura e per il corso di acquerello della scuola di fumetto di Asti.
Effe azioni di sostegno all’autonomia delle donne in condizione di fragilità
Ha compiuto un anno il 1° marzo scorso il progetto Effe – promosso dall’Associazione Don Angelo Campora e dall’APS Colibrì, e sostenuto dalla Fondazione Social – Bando 2021, che ha come obiettivo promuovere la libertà, l’autodeterminazione e l’autonomia delle donne in situazione di fragilità sociale, sostenendole e accompagnandole nel superamento delle difficoltà del quotidiano ma soprattutto attivandole nell’inserimento o reinserimento lavorativo. La proposta e il lavoro svolto in questi mesi sono il risultato virtuoso di un proficuo rapporto di collaborazione e scambio di conoscenze e saperi tra donne dell’associazionismo femminile, responsabili dei servizi territoriali e del no profit, organizzazioni sindacali e mondo del lavoro. Ciò che accomuna le donne più in difficoltà è la mancanza di un proprio reddito che, oltre a limitare l’uscita dalla condizione di vulnerabilità e spesso di sfruttamento o di maltrattamento, rende ancora più difficile la costruzione di un reale percorso di autonomia. Le azioni intraprese in questo anno hanno puntato essenzialmente su alcune aree di intervento: la formazione, il lavoro, la rete di comunità, e hanno visto la realizzazione di:
• Un corso per baby sitter di 36 ore per 19 iscritte, molte delle quali hanno trovato lavoro presso famiglie, in cooperative di servizi socio-educativi, o hanno optato per percorsi studio-lavoro all’estero come ragazze alla pari.
• Uno Sportello di sostegno all’autonomia delle donne – uno spazio fisso di consulenza/supporto alle donne più fragili nei loro percorsi di autonomia, presso il centro Famiglia Monditondi, via Cornaglia 29, con 2 aperture settimanali e operatori della coop. Semidisenape, che hanno accolto e accompagnato decine di donne in collaborazione con consulenti legali, finanziari, sociali, sanitari, educativi.
• La Rete delle professioniste – il coinvolgimento di professioniste locali (avvocati, commercialiste, bancarie, psicologhe, medici e paramedici, settore wellness e sportivo, …) che hanno costituito una rete di sostegno per donne in difficoltà, con attività volontarie o a prezzo calmierato.
• TRAL – la realizzazione di 3 percorsi sulla ricerca attiva del lavoro (uno di prossimo avviamento dal 14 marzo presso la Biblioteca F. Calvo di Alessandria) per giovani e mamme in cerca di occupazione, a cura dell’Informagiovani dell’ASM Costruire Insieme. Per le iscrizioni tel. 800116667 http://www.informagiovani.al.it
• Corsi di italiano per la patente – in considerazione dell’alto numero di richieste il corso è stato replicato 3 volte, e ci sarà una ulteriore edizione nei prossimi mesi, in collaborazione con l’Aps Cambalache. I corsi hanno supportato le mamme con un servizio custodia bimbi presso il Centro Famiglia Monditondi.
• Corsi base per l’utilizzo del pc – doveva essere la sperimentazione di un corso rivolto alle donne che non dispongono di un pc o che non hanno mai provato ad utilizzarlo, ma le numerosissime richieste di partecipazione hanno visto la realizzazione già di 2 corsi di 3 incontri nei mesi di gennaio e febbraio, e la programmazione di altri 2 corsi nei mesi di marzo e aprile.
• Corso per animatori – un corso di 50 ore, di cui 20 di tirocinio presso centri estivi e servizi socio-educativi, per max 20 iscritti. Le iscrizioni sono aperte fino al 31/3 e il corso si svolgerà da aprile a luglio p.v. Per info: associazionecampora@gmail.com .
• Sperimentazione sostegno microprogetti di impresa di donne singole o in gruppo – sono già una decina le donne che hanno fruito di un accompagnamento e sostegno per microprogetti di autonomia lavorativa in collaborazione con il microcredito della SAOMS, per ampliare le proprie possibilità occupazionali in termini di formazione e di strumenti di accessibilità al lavoro.
• Fondo per pagamento baby sitter a mamme lavoratrici in difficoltà – un supporto per azioni di conciliazione casa-lavoro, in raccordo con il progetto Adozione a km 0, che da anni assiste e supporta mamme lavoratrici con figli in età 06. È un intervento molto richiesto ma di cui il territorio è decisamente sprovvisto, anche se spesso è l’unico modo per le mamme sole senza reti parentali, di mantenere/ottenere un’attività lavorativa.
Il progetto, che proseguirà fino a settembre 2023, si propone, come sfida, dare fiducia e scommettere sulle competenze/potenzialità/risorse presenti o da implementare delle donne, per la realizzazione di aspirazioni/sogni che non rispondono soltanto ad esigenze di “sostentamento” ma anche a soddisfare il loro bisogno di realizzazione personale e professionale.
La nostra missione vuole essere fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignità e saggezza: una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarietà con le altre donne. Per informazioni: associazione Don Angelo Campora – associazionecampora@gmail.com Aps Colibrì – colibriassociazione.al@gmail.com Ivana cell. 3337855274 Cecilia cell. 3493756387 Le diverse iniziative stanno impegnando l’Associazione Don Angelo Campora e l’APS Colibrì, insieme a tutti gli altri partner (cooperativa Semidisenape, SAOMS di Capriata d’Orba, CGIL di Alessandria, Radiogold, Comune di Alessandria, Cissaca, ASLAL – SerD, APS Cambalache, Global Thinking Foundation, Informagiovani ASM Costruire Insieme, Associazione Cultura e Sviluppo)
Il progetto Effe è sostenuto dalla Fondazione Social di Alessandria – Bando 2019
Entra nella sua fase operativa il 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 “Patchwork: in rete per i giovani”, sostenuto grazie al Bando della Regione Piemonte dedicato ai finanziamenti ai Comuni per progetti che mirano a 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝟏𝟓 𝐞 𝐢 𝟐𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢, attraverso un approccio basato sulle risorse messe a disposizione dalla rete di partner e fornitori che collaborano su queste tematiche.
Le 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à offerte includono 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 psico-corporei, espressivo-creativi, attività sportive e dedicate al miglioramento delle 𝐋𝐢𝐟𝐞 e 𝐒𝐨𝐟𝐭 𝐒𝐤𝐢𝐥𝐥𝐬 e della 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐭à, particolarmente importanti in un periodo segnato dalla crisi pandemica e post-pandemica.
Patchwork si basa sull’importante collaborazione con le Strutture di Psicologia territoriali. Inoltre, il Tutor di progetto di GAPP fornisce un 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 personalizzato per ciascun utente, rappresentando così un valore aggiunto che permette a ogni partecipante di trovare le attività più adatte ai propri bisogni e interessi.
Grazie a questa combinazione di fattori, è possibile offrire un 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 altamente 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 e coinvolgente per il benessere psicofisico dei giovani del territorio.
Le attività di progetto vengono proposte, anche ciclicamente, lungo tutto il 2023: si invitano tuttavia i giovani interessati a prendere contatto il prima possibile con i riferimenti del progetto, in quanto in alcuni casi le attività sono organizzate ad hoc sulla base degli iscritti, mentre in altre ci si unisce a situazioni già avviate o in procinto di partire.
Le attività di progetto sono 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐞 e gli unici eventuali oneri a carico dei partecipanti possono essere spese minime per le coperture assicurative.
Al Teatro Sociale di Valenza arriva un grande spettacolo:
8. Una villa isolata, un delitto,
8 donne. Una di loro è colpevole!
Regia di Ermes Beltrame
Venerdì 10 marzo 2023 alle ore 21,00
Palcoscenico s.r.l. e il Gruppo Artistico “Ostinata Passione” celebrano con Aido Valenza la Giornata Mondiale dedicata alle Donne (8 marzo) con lo spettacolo teatrale “8.Una villa isolata, un delitto, 8 donne, una di loro è colpevole”!
Un piece teatrale di Ermes Beltrame tutto al femminile, tratto liberamente dalla commedia di Robert Thomas, che vede quale Vocal Coach Monica Bursi e Assistente alla Regia Giampiero Campese.
L’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) è un’associazione di persone che accettano volontariamente di donare i propri organi, cellule e tessuti, in caso di morte.
Presenta Katia ISGRO’
Con (in ordine alfabetico)
Georgiana Boza – Louise
Katia Ciuccio – Augustine
Marica De Paola – Pierrette
Elsa de Leonardis – Mamy
Emma Gagliardi – Suzon
Francesca Parrilla – Gaby
Alice Ravelli – Catherine
Lia Tommi – Chanel
Suono e luci FONAL
Videomaker Foto Peracchio Valenza
Fotografie Fabio Pieri
Teatro Sociale di Valenza
Corso Garibaldi, 58
15048 Valenza
Info:
3479489258 whatsapp
L’Associazione Culturale “ISIDE”, iscritta all’Albo delle associazioni del Comune di Alessandria, costituita nel 2011, appoggia un progetto culturale che fonde musica, teatro e danza nella molteplicità dei loro aspetti rappresentando significativi momenti di aggregazione e di crescita socio-culturale che possono fungere da veicolo trainante per affiancare il volontariato nelle sue molteplici forme dando valore fondativo del suo saper essere, nei valori che rappresenta e nella funzione di sviluppo della solidarietà e nella creazione di beni razionali
Il gruppo artistico “OSTINATA PASSIONE”, creato in seno all’Associazione Culturale “ISIDE” di Alessandria, è operante nel territorio alessandrino fin dal 2005 ed ha come obiettivo la raccolta fondi a scopo benefico attraverso l’allestimento di spettacoli.
Il curriculum artistico del Gruppo “OSTINATA PASSIONE”
annovera, oltre all’interpretazione di grandi classici che ripercorrono la storia del musical, l’allestimento di opere musicali di grande qualità artistica. Ad oggi sono state messe in scena, tra il 2011 ed il 2015, “Notre Dame de Paris”, “Giulietta e Romeo”, “Dracula”, “Jesus Christ Superstar”, “Tosca”, “Evita”.
Il gruppo si avvale anche della collaborazione di prestigiosi nomi del panorama italiano e mondiale del musical quali MARCO GUERZONI ed EMANUELE BERNARDESCHI interpreti storici del personaggio di Clopin, re degli zingari, nell’opera di Riccardo Cocciante “Notre Dame de Paris” e ultimamente ha accolto VITTORIO MATTEUCCI, quale ospite di prestigio all’ultimo spettacolo tenutosi nel mese di aprile 2015 al Teatro Alfieri di Asti. Mattia Inverni nel ruolo di Gringoyre all’apertura del progetto SIPARIO della Sala Ferrero del Teatro Comunale a maggio del 2016.
La “Scuola di Canto e Formazione al Musical” ha diverse materie Folk, Canto terapia, Musical e Pop e ha come obiettivo la formazione globale artistica per l’inserimento nel mondo dello spettacolo.
Corsi attivati 2021/2022:
Cantare in studio :
Un percorso di formazione in sala di registrazione con professionisti del settore indirizzato all’apprendimento del canto in sala d’incisione.
Esercitazione corale e musica d’insieme.
Canto pop, Musical.
Obiettivi: raggiungere un ottimo livello di preparazione sul canto, sulla teoria e lettura musicale. Pratica canto (tecnica vocale, respirazione, sviluppo dell’estensione, anatomia, stili e interpreti, igiene vocale, ear- training, canto Microfonico, costruzione di un proprio repertorio).
Viloncello, corso di Recitazione e Masterclass periodici per l’approfondimento delle materie indicate.
Quasi 100 persone tra morti e dispersi a pochi metri dalla spiaggia crotonese di Steccato di Cutro. È il bilancio del naufragio di domenica 26 febbraio. Un evento che ha scoperchiato contraddizioni e ambiguità del sistema di soccorso in mare dei migranti.
Chi ha scelto di mettere in campo un’operazione di polizia? Perché la guardia costiera non è intervenuta? Come funziona la catena di comando dei salvataggi istituzionali?
Ma anche: cosa è successo tra gli ultimi grandi naufragi del 2013 e quello di Crotone? Tra persecuzione delle Ong e crescenti limiti agli interventi della guardia costiera nel Mediterraneo centrale si registra una distorsione dei meccanismi di search and rescue che fanno riferimento a una millenaria cultura del mare codificata a livello giuridico dalle convenzioni internazionali del secolo scorso.
Ne parliamo in diretta questa sera alle 20.30 dopo le informative alla Camera e al Senato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Saranno ospiti del Collettivo digitale del manifesto:
Vittorio Alessandro, ammiraglio ed ex protavoce della guardia costiera
Anabel Montes Mier, soccorritrice di Medici Senza Frontiere
Sergio Scandura, corrispondente dalla Sicilia di Radio Radicale
Modera: Giansandro Merli.
La diretta sarà visibile sulla homepage del manifesto
Per interagire con i nostri ospiti, è necessario, invece, seguire la diretta nel Collettivo Digitale.
Qui la discussione è già partita per unirti bastano le email e password che usi per il nostro sito e un abbonamento o una membership attiva (è una formula light che costa solo 2 euro al mese).
Luisa Depanis e Antonietta De Stefanis, tra le prime agenti immobiliari della città
Due donne, tra le prime agenti immobiliari di Torino, fondarono nel1977 il collegio provinciale di Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). Sono Luisa Depanis eAntonietta De Stefanis Palazzo.
“Nel ’77 creammo Fiaip Torinoin contemporanea con la nascita della Federazione nazionale. Subito, il collegio provinciale fu presieduto da Antonietta De Stefanis Palazzo, ma l’anno dopo si trasferì in un’altra città e la presidenza del collegio passò a me. Un anno più tardi, insieme a dei colleghi, creammo anche il collegio regionale del Piemonte”, racconta Luisa Depanis (classe 1952),presidente Fiaip Torino dal ‘78 al ’90, una delle prime donne a diventare agente immobiliare a Torino e a sostenere l’esame di abilitazione professionale e di iscrizione al Ruolo.
“Il giorno del mio esame ero l’unica donna presente– ricorda Luisa –. Agli inizi degli Ottanta ci saranno state, sì e no, 4 o 5 donne in tutta la città a svolgere il mestiere di agente. Allora era una professione prettamente maschile, come quasi tutte d’altronde, fatte poche eccezioni”.
La Depanis ha cominciato ad occuparsi delle case quando aveva solo 16 anni, prima come dipendente, poi all’età di 25 anni aprendo la sua prima agenzia in via San Quintino. Non è stato facile per lei inserirsi nel mondo del lavoro.
“Era un mestiere da uomini ed era difficile ricevere fiducia ed ottenere un incarico di vendita – spiega Luisa Depanis -. Ero giovane e donna, si doveva sgomitare un po’: bisognava riuscire a far superare l’iniziale diffidenza. Infatti, i primi clienti erano soprattutto persone un po’ fuori dagli schemi, con personalità bizzarre, che mossi anche dalla curiosità, sceglievano di affidarsi a una figura femminile. Per esempio, artisti, imprenditori che avevano viaggiato, ex nobili. C’era chi teneva in casa rettili, chi addirittura aveva un piccolo squalo in un acquario e chi comprava casa con borsoni di cambiali”.
Ma oltre al fattore culturale, era un lavoro che per una donna presentava qualche rischio: “Si va per case per visionare gli alloggi e fare stime – racconta Luisa – si entra, ci si chiude la porta alle spalle e si resta sole con il proprietario. Non sai mai che tipo di persona ti trovi davanti e non sono mancati gli inconvenienti. C’era chi prendeva l’occasione al balzo per fare qualche avances: ricordo un gioielliere che mi invitò a trattenermi aprendo una scatola con un rolex d’oro dentro. Ma ci fu anche chi cercò di serrare la porta, lo sviai con astuzia, inventando di dover scendere e raggiungere un collaboratore. Comportamenti spiacevoli e acquisizioni perse. Il mondo poi è cambiato velocemente”.
In generale, la professione di agente immobiliare ha avuto una sua dignità con il tempo. “Era un lavoro che nasceva sul campo, da chi lo faceva: una stretta di mano al bar e via, a prescindere se si era esperti o meno. Una modalità che lasciava ampio spazio agli errori. Poi è diventata una professione, grazie anche al lavoro delle Federazioni che hanno saputo organizzare bene questo mestiere”.
“L’impegno di associazioni, come la Fiaip – spiega Depanis – hanno portato a un cambiamento radicale dell’agente immobiliare, soprattutto nei confronti del cliente, per la tutela di chi compra e vende casa. Hanno formalizzato la professione, puntando alle competenze, spesso trasversali, amministrative, fiscali, contrattuali. Oggi c’è tutta un’altra professionalità e la figura dell’agente immobiliare è cambiata in meglio”.
Nelle foto: l’iniziativa dedicata alla Giornata Internazionale della Donna che si è svolta oggi al Mercato Coperto di Campagna Amica in via Guasco ad Alessandria. Nella prima foto una rappresentanza di Donne Impresa Coldiretti Alessandria con il Direttore provinciale Roberto Bianco; la Responsabile Regionale e Provinciale Donne Impresa Silvia Beccaria con Roberta Beia, responsabile della Sezione AIL di Alessandria-Asti ODV; alcune delle ricette “tema mimose” proposte dai Cuochi Contadini.
Coldiretti Alessandria autorizza l’uso libero e gratuito delle immagini.
Giornata della Donna: presentata la collaborazione tra Donne Impresa Coldiretti e AIL
8 marzo: mimose come simbolo di forza,
crescono le imprese rosa in agricoltura
Distribuzione mimose e degustazione ricette del territorio al Mercato Coperto di Campagna Amica
L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, non è stata solo l’occasione per distribuire al Mercato Coperto di Campagna Amica la mimosa ma anche per ufficializzare la collaborazione tra Donne Impresa Coldiretti e l’AIL, Associazione contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma, Sezione di Alessandria-Asti ODV.
“La forza delle donne è anche nella capacità di mobilitazione per iniziative di solidarietà. Quasi tre imprese agricole su dieci sono guidate da donne la cui presenza è cresciuta soprattutto nelle nuove attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici, ma anche nell’agricoltura di precisione e a basso impatto ambientale fino nella presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica oltre che nell’agriturismo. Le donne che hanno scelto l’agricoltura – ha affermato Silvia Beccaria responsabile Donne Impresa Coldiretti Piemonte e Coldiretti Alessandria – sono le protagoniste di una vera e propria rivoluzione culturale: lavorare in sinergia per sostenere la ricerca ma anche l’economia di prossimità e il buon cibo, ponendo la massima attenzione alla valorizzazione dei prodotti locali e alle ricette tradizionali”.
Le donne in agricoltura rappresentano a livello nazionale oltre 202mila imprese entrando, in base alla classifica stilata dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, nella la top five dei settori con più alto tasso di femminilizzazione dopo servizi vari, sanità, istruzione e alloggio/ristorazione.
In provincia di Alessandria l’analisi territoriale della Camera di Commercio rivela come la componente femminile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali proprio sul territorio alessandrino classificandosi, in Piemonte, al primo posto con un 23,2% sulle circa complessive 95.593 imprese al femminile, raggiungendo una quota del 22,4% delle imprese complessivamente registrate. Operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura, del turismo e dei servizi alla persona; nel 12,3% dei casi sono guidate da straniere; il 10,7% è amministrato da giovani imprenditrici.
L’agricoltura offre alle imprenditrici agricole prospettive di crescita e di futuro ed è attrattiva anche verso le più giovani che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio.
“Nonostante pandemia e conseguenze del conflitto in terra ucraina il settore primario locale continua a rientrare tra i primi posti della classifica di scelta delle imprenditrici, un segno tangibile che mostra la dinamicità sviluppo del settore, dove il protagonismo femminile ha rivoluzionato l’attività, come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le fattorie didattiche, i percorsi rurali, la presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica e naturalmente nell’agriturismo”, ha aggiunto il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.
“Le imprese rosa, dunque, rappresentano un tassello importante della nostra Organizzazione e dell’economia regionale, per questo vanno supportate anche attraverso strumenti e misure ad hoc che possano sostenere sempre più il loro sviluppo.
Ringrazio la sezione alessandrina dell’AIL per aver partecipato all’iniziativa promossa da Donne Impresa Coldiretti al Mercato Coperto di Campagna Amica per far crescere la solidarietà e promuovere lo straordinario lavoro che le associazioni svolgono per aiutare la ricerca a sconfiggere gravi patologie. Riuscire a coniugare in forma responsabile attività produttiva e servizi alla persona, visione imprenditoriale e progetti di filiera, è il progetto che Coldiretti sta realizzando, per portare la testimonianza di un’agricoltura espressione forte di solidarietà, disponibilità, e rispetto profondo di quelli che sono i cicli della terra nella vita di ogni giorno. Il progetto rientra nell’agricoltura sociale che rappresenta la punta più avanzata della multifunzionalità, tassello fondamentale per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare sviluppo economico e sostenibilità ambientale, difesa della salute e qualità della vita”, ha concluso il Direttore Roberto Bianco.
E infine una curiosità: 6 alessandrini su 10 (60%) che hanno deciso di fare un regalo per l’8 marzo hanno scelto le mimose che sono il simbolo della giornata perché dietro una fragilità apparente mostrano una grande forza con la capacità di crescere anche in terreni difficili.
Se la maggioranza degli alessandrini si indirizza sulle mimose, una fetta del 23% si orienta su altri fiori mentre solo il 17% preferisce dolci, cioccolatini e altri doni.
Quest’anno la produzione della mimosa è stata fortemente condizionata da un inverno bollente con temperature elevate che hanno determinato la fioritura già nella prima metà gennaio con due mesi di anticipo e tagli dei raccolti del 30%.
Teatro Vascello: PENG di Marius Von Mayenburg regia Giacomo Bisordi con Fausto Cabra Dal 7 al 12 marzo-Daniele Pilli e Claudia Vismara 9-16-23 marzo in INDAGINI LETTERARIE SULLE NEVROSI UMANE per le CURIOSITA’ LETTERARIE – EYES WINE SHOT solo sabato 18-25 MARZO e 1 APRILE h 21.15
Info e prezzi :gruppi di minimo 10 persone 15 euro a biglietto, prezzi: intero 25 euro, ridotto over 65, under 26 e nostri convenzionati 18 euro, ridotto studenti, ridotto studenti, scuole di teatro, operatori 15 euro prenota promozioneteatrovascello@gmail.com o telefona 06 5881021 Dal 7 al 12 marzo Dal martedi al venerdi h 21 – sabato h 19 – domenica h 17 PENG di Marius Von Mayenburg traduzione Clelia Notarbartolo con Fausto Cabra, Aldo Ottobrino, Sara Borsarelli, Francesco Sferrazza Papa, Anna C. Colombo, Francesco Giordano e con la partecipazione di Manuela Kustermann scene e disegno luci Marco Giusti scenografa collaboratrice Alessandra Solimene video Paride Donatelli suono Dario Felli realizzazione scene Danilo Rosati costumi a cura di Francesco Esposito aiuto regia Paolo Costantini assistente alla regia volontario Luca Nencetti regia Giacomo Bisordi produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello con il contributo di NuovoImaie Durata: 90′ L’allestimento, pensato come un adattamento alla realta’ italiana della commedia di Mayenburg, sara’ costruito come un documentario teatrale con una compagnia di sei interpreti, diretta da Giacomo Bisordi e formata da Fausto Cabra nel ruolo di Peng, Aldo Ottobrino e Sara Borsarelli in quello dei genitori, Franceco Sferrazza Papa di un reporter d’assalto, Anna Chiara Colombo e Francesco Giordano, interpreti di dieci figure differenti, da una dottoressa fedele ad Ippocrate ad un’ostetrica narcisista, da un venditore d’armi sfuggito agli anni ’80, ad una vittima ripetuta di violenza domestica. Un bambino fuori dal comune o semplicemente un mostro nutrito dall’ipocrisia dei propri genitori? Mostruosita’ che pervade questa commedia dimentica delle regole e che lascia agli spettatori l’onere della risposta. Teatro Vascello via Giacinto Carini 78 Roma Monteverde Acquista i biglietti on line https://www.vivaticket.com/it/Ticket/peng/182436
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Giovedi 9 – 16 e 23 marzo 2023 h 17.30 sala Mosaico del teatro Vascello nell’ambito della rassegna CURIOSITA’ LETTERARIE Daniele Pilli e Claudia Vismara In INDAGINI LETTERARIE SULLE NEVROSI UMANE Quattro appuntamenti, quattro autori, quattro curiositav letterarie dove la parola si fa corpo, voce e pensiero. 9 marzo TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA di Natalia Ginzburg 16 marzo CONIUGI di Eric Assous 23 marzo A QUESTO POI CI PENSIAMO di Mattia Torre info e biglietti prezzo unico euro 12 compreso di consumazione. Per prenotare i biglietti inviare una mail a promozioneteatrovascello@gmail.com
o telefonare a 06 5881021 Teatro Vascello via Giacinto Carini 78 Roma Monteverde
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A GRANDE RICHIESTA Presso il Coffee Plant BISTROT DEL TEATRO VASCELLO 18-25 MARZO e 1 APRILE 2023 sabato h 21.15 EYES WINE SHOT con Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni Lo spettacolo/degustazione va in scena il 18 e 25 marzo e 1 aprile tutti i sabati presso il BAR DEL TEATRO VASCELLO Uno spettacolo esilarante, divertente e ricco di informazioni sul vino, la sua storia, la sua chimica e il suo linguaggio. Un racconto serrato sul nettare degli Dei con una lettura ironica del linguaggio che racconta il vino. Uno spettacolo piccolo e divertente che si accompagna perfettamente ad una degustazione. 50 minuti di puro divertimento durante il quale saprete tutto quello che avreste voluto sapere sul vino e non avete mai osato chiedere.
Prezzo 15 euro posto unico, posti limitati, prenotazione gradita. Per prenotare i biglietti inviare una mail a promozioneteatrovascello@gmail.com o telefonare a 06 5881021, acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/eyes-wine-shot/200854
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Qui di seguito invece le proposte dei nostri abbonamenti e card
CARD Card Libera a 5 spettacoli a scelta su tutti e 29 gli spettacoli euro 90 (ACQUISTA ONLINE) Card Love a 2 spettacoli 4 ingressi a scelta su tutti e 29 gli spettacoli euro 72 (ACQUISTA ONLINE)
UNO SPAZIO DI LIBERTA’ DOVE L’IMMAGINAZIONE DIVENTA REALTA’ #Prosa #Danza #Musica #Circo #Concerti #FestivaL #Eventi #Laboratori
Come raggiungerci Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78 Monteverde Roma. con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43/G, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si pu/ prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello. Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello
Il Teatro Menotti ha avviato il progetto INSIDE/OUT,con il contributo di Fondazione Cariplo per definire ulteriori attività e visioni per il nuovo spazio multifunzionale Spazio Atelier, ovvero laboratorio di idee, allestito all’interno della storica sala di via Menotti 11, che di fatto amplierà notevolmente le occasioni di incontro da offrire al pubblico milanese.
Si dice che non esaurirà mai quella esigenza universale e senza tempo degli esseri umani di narrare storie, attraverso le parole, la musica, le immagini. Si dice anche che non finirà sinché ci sarà qualcuno che abbia voglia di raccontare e qualcun altro che avrà voglia di ascoltare. Semplice, ma straordinario se ci pensiamo bene. L’altro elemento indispensabile è il luogo dove fare accadere questo incontro, che poi diventa anche incontro multiplo, partecipe, dove gli sguardi inseguono i suoni, dove la curiosità si incontra con la sorpresa e l’emozione si fa respiro. Il Menotti ha trovato questo luogo all’interno della sua articolata architettura realizzando un intero piano a nuove occasioni di incontro diverse, ma connesse alle linee programmatiche del suo fare teatro, del suo fare cultura. Lo abbiamo definito e chiamato Spazio Atelier, ovvero laboratorio di idee senza definire modelli e confini e l’abbiamo riempito di contenuti originali, a volte insoliti. Un luogo limitato, o meglio concentrato, ma solo nelle dimensioni e non certamente per la ricchezza di proposte, che spazieranno dalla musica classica, jazz, pop, alla presentazione di libri e incontri culturali ed eno-gastronomici tutto all’insegna dell’originalità, della “prima volta”. Spazio Atelier sarà anche un luogo di studio e lavoro. Anzi sarà il primo co-working teatrale in Italia gratuito e aperto in molte ore della giornata e dedicato ai giovani studenti e creativi. E allora benvenuti in Atelier.
Emilio Russo
CO-WORKING
Il Menotti, tra le altre cose, diventa il primo co-working teatrale in Italia ad accesso completamente gratuito. Uno spazio per chi cerca stimoli e condivisioni, strumenti di lavoro, progettualità e contatti, favorendo la nascita di una vera e propria community. Il Co-working Menotti, infatti, non è semplicemente un luogo, ma soprattutto un nuovo modo di concepire lo studio ed il lavoro, basato sulla collaborazione e la sinergia, sullo scambio soprattutto di valori comuni (per informazioni e prenotazioni: coworking@teatromenotti.org).
Il nuovo spazio Atelier è stato dotato di tecnologie che spaziano dall’allestimento scenico (video-audio-luci), al potenziamento della rete wi-fi, a postazioni dedicate al lavoro e allo studio. Grazie al progetto verranno coinvolte le realtà di zona, tra le quali scuole e università, che potranno fruire degli spazi del Teatro anche oltre la programmazione tradizionale.
INCONTRI CON GLI ARTISTI
Ingresso libero
Il calendario di appuntamenti previsti coinvolgerà per primi gli artisti della stagione 22/23 del Teatro Menotti che incontreranno il pubblico che avrà l’opportunità di approfondire gli spettacoli in scena insieme ai loro protagonisti, per vivere un momento esclusivo ed entrare nella magia del Teatro.
Giovedì 9 marzo ore 18.00
Incontro con le protagoniste di COSÌ FAN TUTTE
Le Ebbanesis
Sabato 24 marzo ore 17,30
Incontro con i protagonisti di METTICI LA MANO
Antonio Milo, Adriano Falivene, Elisabetta Mirra
Giovedì 13 aprile ore 18.00
Incontro con i protagonisti di VERTIGINE DI GIULIETTA
Elisa Mutto, Alexandre Duarte, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, Michelangelo Merlanti, Ivan Ieri
Giovedì 15 giugno ore 18.00
Incontro con i protagonisti di LIBERTA’ OBBLIGATORIA
Emilio Russo, Andrea Mirò, Enrico Ballardini, i Musica da Ripostiglio
MUSICA
In collaborazione con Danilo Rossi, storica Prima Viola del Teatro alla Scala di Milano e ForlìMusica, saranno ospitati degli incontri musicali “contaminati”.
Sabato 18 marzo ore 17.00
DANILO ROSSI & LUISA PRANDINA
“UNO STORICO DUO DI SOLISTI DEL TEATRO ALLA SCALA” ovvero due delle più prestigiose Prime Parti del Teatro alla Scala di Milano: Danilo Rossi, mitica Prima Viola Solista per oltre 36 anni e Luisa Prandina, Prima Arpa. I due musicisti proporranno un programma di pura eleganza che spazierà da Bach a Ravel, passando per Schubert e Salzedo.
“LETTERE DA UN LUOGO CHE NON C’È” vedrà esibirsi nello spazio Atelier del Menotti uno dei cantautori italiani più fantasiosi ed eleganti del panorama pop: Carlo Fava voce e pianoforte, ci proporrà un viaggio attraverso le sue canzoni, sempre attuali, romantiche, delicate e allo stesso tempo ironiche.
“CIAO ROBERT, CIAO LUDWIG” vedrà il Quartetto Rilke, formazione nata da poco tempo e composto da quattro giovani strumentiste appena diplomate che hanno già raggiunto un altissimo livello artistico cimentarsi con le ultime opere per quartetto di Schumann e Beethoven.
“RACCONTAMI LE VARIAZIONI DIABELLI” , un racconto parlato e suonato da uno dei più interessanti talenti emergenti del panorama classico internazionale, Michele Gamba. Al pianoforte il Direttore d’ Orchestra e notevole pianista spiegherà uno dei più grandi capolavori scritti da Ludwig van Beethoven.
“DALLA SCALA AL RIPOSTIGLIO” vedrà l’incontro tra uno dei massimi esponenti del concertismo internazionale ovvero Fabrizio Meloni, Primo clarinetto dell’Orchestra della Scala ospite d’onore dello spettacolo con la scaletta dissacrante, ironica e allo stesso tempo musicalmente geniale dei Musica da Ripostiglio, band presente in diverse produzioni del Teatro Menotti e attiva da oltre 25 anni nei più importanti teatri italiani. Un programma impossibile da prevedere, certamente straordinario da ascoltare.
Presentazione di un nuovo e interessante lavoro discografico ed editoriale ovvero le composizioni per viola e pianoforte della compositrice americana Amy Beach, Edizioni Stradivarius eseguite da Matteo Amadasi alla viola e Katia Spluga al pianoforte e le relative partiture edite da Eufonia.
Ingresso libero
LIBRI
Ingresso libero
Insieme a case editrici, librerie e realtà editoriali verranno realizzati incontri su opere e libri. Tutti gli incontri saranno tradotti in LIS (Lingua Italiana dei Segni) per proseguire la strada tracciata dal Teatro che è da sempre attento alle categorie di soggetti più fragili.
Lunedì 20 marzoore 18.00
Presentazione del libro STAMMI LONTANO di Diego Brignoli ed. Durango
Chiacchierano con l’autore il Prof. Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e il prof. Domenico Squillace, preside del Liceo Volta di Milano, in collegamento l’On. Roberto Speranza, già Ministro
Le storie di un anno e mezzo di pandemia. Un diario di bordo che contiene dati e impressioni sul periodo più tormentato della nostra esistenza.
Lunedì 27 marzoore 18.00
Presentazione del libro LA SCIENZA DELL’INCREDIBILE di Massimo Polidoro – ed. Feltrinelli
L’ultimo libro del divulgatore ed “esploratore dell’insolito” Massimo Polidoro su come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai.
Giovedì 6 aprile ore 18.00
Presentazione del libro INTEROTTANTA di Davide Steccanella – ed.Milieu
Chiacchiera con l’autore Alessandro Bonan, giornalista SKY TV
La storia del decennio d’oro della squadra nero azzurra, dallo scudetto di Bersellini al Trap dei record.
Mercoledì 19 aprile ore 18.00
Presentazione del libro IL SILENZIO DEL MONDO di Tommaso Avati – ed. Neri Pozza
Un romanzo sulla diversità dell’essere sordi, sul linguaggio, sul dolore del comunicare. Un libro dove i gesti sostituiscono le parole, dove l’ascolto è qualcosa che va inventato nuovamente, ogni giorno.
Martedì 2 maggio ore 18.00
Presentazione del libro IL VALZER DEI TRADITORI di Rosa Teruzzi – ed. Sonzogno
Chiacchiera con l’autrice Alessandra Casella, attrice e conduttrice TV
Rosa Teruzzi, esperta di cronaca nera e caporedattrice della trasmissione televisiva Quarto grado, presenta il suo nuovo attesissimo libro sulle miss Marple del Giambellino.
26 maggio ore 18.00
Presentazione del libro GALLIPEDIA diMassimo Galli e Lorella Bertoglio – ed. Vallecchi
Il più lungo racconto che l’infettivologo Massimo Galli abbia fatto di sé. Questo non è il libro sulla pandemia, che scriverà forse un giorno, ma un viaggio nelle esperienze di un uomo rigoroso e con un grande senso del dovere, alla ricerca della persona nascosta dietro al medico e allo scienziato.
ALESSANDRlA – Venerdì, 3 Marzo 2023, presso il Circolo Canottieri Tanaro, si è svolta la presentazione del libro di FrancescaScopelliti – Presidente della fondazione per la Giustizia, Enzo Tortora – ENZO TORTORA, LETTERE A FRANCESCA. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Libera Mente-Laboratorio di idee. Ha introdotto e moderato il Presidente associativo Fabrizio Priano, soffermandosi sulla figura di Enzo Tortora, tanto cara al grande pubblico televisivo, negli anni ’80 del secolo scorso, con la trasmissione Portobello, di cui era presentatore. La sua vicenda aveva, già al tempo in cui si verificò, suscitato molto clamore e con il libro della sig.raScopelliti, torna, ora, a porre domande importanti. Il conduttore televisivo, infatti, dopo essere stato indagato e poi, imputato nell’ambito di un sofferto iter processuale che lo vide implicato con capi d’accusa fondati sulla deposizione di due pentiti, collaboratori di giustizia, risultò estraneo ai fatti e, completamente, innocente. Al di là del successo ottenuto, con la sentenza in appello di non colpevolezza, suscita commozione il travaglio morale che Enzo Tortora ebbe per le accuse sopportate e il periodo di detenzione subito. Fu un caso clamoroso in cui si evidenziarono i limiti di una Giustizia fondata sul dare credito a testimonianze e deposizioni di personaggi dal passato oscuro e, comunque, fu anche chiaro, a un certo punto, che i riscontri oggettivi rilevati nel corso delle indagini a prova delle dichiarazioni accusatorie, non costituivano prove valide e attendibili.
Il libro della sig.ra Scopelliti, ripercorre, mediante la pubblicazione delle lettere che lei stessa si scambiò con il suo innamorato, ingiustamente, recluso, i terribili momenti affrontati, ma anche il tenero legame d’amore, stima e fiducia tra una donna e un uomo, separati da un destino beffardo, ma uniti dalla certezza di volersi bene.
Avendo fatto alcune domande, al termine della presentazione, alla sig.ra Francesca Scopelliti, riporto quanto mi è stato detto circa le reazioni degli studenti delle scuole in cui l’autrice si è recata per parlare della sua pubblicazione. In particolare, le giovani generazioni si dimostrano sensibili e interessate a un caso come quello di Enzo Tortora e se le ragazze sono più propense a fare domande circa gli aspetti affettivi e sentimentali della vicenda, i ragazzi, invece, sono maggiormente attratti da quelli giuridici. Una domanda tra le tante di quelle che le sono state rivolte, durante la presentazione del libro a livello scolastico, risulta essere significativa, testimoniando acume e grado di consapevolezza presente nei giovani:
Dopo la tragica morte del padre la giovane contessa Melanie de Varenne cerca di reagire al dolore. A un ricevimento conosce il conte Adrian Lebon, pericolosamente affascinante e romantico, e i due s’innamorano. L’uomo però è promesso sposo di un’altra, perciò entrambi impongono al proprio cuore di dimenticare. Ma quando si rivedono la prepotenza dei reciproci sentimenti scardina inevitabilmente ogni difesa eretta dal buonsenso.
Il destino ha già scritto per loro storie diverse, obbligandoli a unirsi in matrimonio con altri, ma l’amore fonde le loro anime in una, per sempre. E nemmeno un ingiusto, doloroso addio ne segnerà la fine. Il destino tra noi è un romanzo che parla d’amore, quell’incognito imprevisto che entra nelle nostre vite senza chiedere il permesso, catapultandoci inconsapevolmente in un magico mondo dove volontà e ragione sono bandite, dove ci si ubriaca con calici colmi di frizzanti emozioni, dove i cuori alati si ritrovano per librarsi in volo nei cieli dell’eternità, dove gli occhi vengono rapiti dal fiabesco panorama di una tanto anelata felicità; e forse è per questo che è il nostro sogno più grande.
Maria Santoro biografia
Mi chiamo Maria Santoro, sono nata a Sorrento (Na) il 03/04/1985 e risiedo a Massa Lubrense (Na). Ho una laurea magistrale in giurisprudenza.
Amo da sempre leggere e scrivere, ho pubblicato due romanzi storici con la casa editrice Albatros-Il filo di Roma, “Il destino tra noi” e “Il destino tra noi-parte seconda”.
In self-publishing ho all’attivo anche un romanzo contemporaneo, “La voce del cuore”.
Attualmente ho un blog di recensioni libri “La valigia di carta” con mia sorella Valeria, dove ci piace parlare di quello che leggiamo ed aiutare autori emergenti a farsi conoscere.
Marina non sente più Davide da un pò. Eppure le aveva giurato che il loro amore sarebbe sopravvissuto alla lontananza. Invece erano solo parole. E’ a pezzi, il cuore devastato, proprio non le va di farsi prendere in giro da Gabriele, il playboy della pittoresca cittadina costiera dove vive che l’ha puntata. Però, dopo un bacio rubato, qualcosa cambia per entrambi, anche se ammetterlo non è così semplice., soprattutto se il passato torna a bussare alla porta…
Maria Santoro biografia
Mi chiamo Maria Santoro, sono nata a Sorrento (Na) il 03/04/1985 e risiedo a Massa Lubrense (Na). Ho una laurea magistrale in giurisprudenza.
Amo da sempre leggere e scrivere, ho pubblicato due romanzi storici con la casa editrice Albatros-Il filo di Roma, “Il destino tra noi” e “Il destino tra noi-parte seconda”.
In self-publishing ho all’attivo anche un romanzo contemporaneo, “La voce del cuore”.
Attualmente ho un blog di recensioni libri “La valigia di carta” con mia sorella Valeria, dove ci piace parlare di quello che leggiamo ed aiutare autori emergenti a farsi conoscere.
Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.
Recensione
Il mondo, chico …. E tutto quello che c’è dentro.
Nella capitale lombarda le famiglie della‘ndrinasi spartiscono il territorio e i profitti in un clima di apparente equilibrio e rispetto. Ma quando il pilastro portante dell’organizzazione viene meno, avidità e segreti rancori porteranno ad una sanguinosa lotta intestina per il potere.
Filo conduttore della narrazione è la figura di Filippo Barone, titolare di una società di consulenza cui si appoggia la famiglia Alfieri per occultare le proprie attività illecite e mettere al sicuro il patrimonio. Col benestare della Società “madre” di San Michele d’Aspromonte, gli Alfieri sono al vertice della Società Lombardia, e sono alleati coi Procopio, il loro “braccio armato”.
Quando però appare chiaro che Rocco Alfieri, il capobastone, non è più in grado di gestire l’organizzazione, approfittando anche dell’assenza del figlio maggiore Domenico, ospite in carcere, e della debolezza del secondogenito Antonino, gli altri esponenti della Società iniziano a pensare di alzare la testa…
La parola è impegnata. Indietro non si torna.
Nel mezzo degli affari dei cristiani troviamo Leonardo Ferrari, Manny, col suo fedele “fratello” Nicholas Russo, Carlito, e Bianca Viganò, nati nei quartieri più disagiati ma desiderosi di riscatto. I primi due sono dediti allo spaccio, la seconda è legata da alcuni anni a Filippo Barone, pur frequentando Manny al contempo, e si da’ da fare coi social network. Tutti e tre si ritroveranno invischiati nell’Apocalisse, e dovranno cercare di non soccombervi.
…. si trovava sulla linea di fuoco, in un campo di battaglia che non le apparteneva e dove non avrebbe ottenuto trionfi. Doveva stare in campana.
Un libro duro, scuro e freddo come una notte d’inverno, crudo e aspro come il sapore del sangue, intenso e pungente come l’odore della legna che arde. Un libro venato di invidie, gelosie, ricatti, tradimenti, inganni e morte, macchiato di tristezza e solitudine, intriso di realismo ed ineluttabilità. Un libro che parla di “mafia”, dei suoi tentacoli e delle sue “strutture”, ma anche di voglia di libertà, di sogni, di amicizia e amore.
Era felice. Proprio come lei. E per il momento andava bene così.
Con l’ausilio di una scrittura fluida e accattivante, l’autore riesce a descrivere il mondo dei malandrini in modo estremamente preciso e dettagliato, inserendo anche molti termini del gergo usato dagli sgarristi ed espressioni in dialetto calabro, che rendono il tutto più verosimile e credibile. L’alternanza dei punti di vista nel corso della narrazione aiuta a comprendere meglio gli eventi e i personaggi, permettendo di non perdere per strada pezzi importanti del puzzle che le pagine costruiscono piano piano.
Micu Bang Bang di risposte sicure ne aveva una e una sola: non partì da lui l’ordine di mandare i cristiani al campo santo.
Una storia interessante, ricca di colpi di scena, perfettamente studiata e sviluppata, che affascina e spinge a non voler smettere di leggere. Il finale aperto è la degna conclusione per una vicenda che, purtroppo, non sembra possa averne.
Il mondo non cambia, l’Italia non cambia.
Consigliato a chi non ha timore di dare uno sguardo al torbido che infesta il nostro Paese!
Non esistono capitoli in quest’opera che ha l’apparente struttura di un romanzo ma è poesia. È prosa poetica che ci viaggia sulle teste come un dirigibile senza meta in balia di un solo vero protagonista: il destino.
Il tutto avviene in un luogo non luogo abitatoda decisioni mancate o sfiorate alla ricerca di “un trafugare ancora un giorno alla vitapiuttosto che lasciarla appassire”.
Sembra che ogni rigo debba condurci verso un addio, ogni verso “oltre le finestre che chiudono i battenti ai sogni”.
Molteplici le letture che dalle pagine sgorgano a fiotti, come un treno con i suoi passeggeri, crisalidi in attesa che il viaggio sicompia; fermate e ripartenze tra il vuoto della quotidianità e l’aspirazione all’amore, “perché senza amore si è morti pur vivendo”.
La Sconosciuta è un’opera che induce a riflettere su sé stessi, su come e perché accettare il cambiamento, inteso come superamento dei confini tracciati all’interno delle case, da una finestra. Cambiare è lasciarsi qualcosa alle spalle, è un morire per rinascere.
Allora bisogna sapersi spingere oltre il davanzale, oltre le colonne d’Ercole, a un’ora dal destino “verso un non luogo dove non serve viaggiare per giungere a destinazione”.
E se “l’amore è una rapina dell’anima” (Platone) conviene lasciarsi andare al mito di Amore e Psiche, percorrendo strade sconosciute all’ordinario.
Un passaggio profondamente lirico della Sconosciuta “Il bianco è la stasi, il non colore” mi ha rimandato immediatamente a Cecità di Saramago in cui la cecità dei protagonisti non è data dall’oscurità ma da una sorta di bianco abbacinante. Lo stesso bianco accecante che è stasi, quel non colore che rappresenta, in fondo, l’incapacità di imbrattare la tela, l’assenza di emozioni che ci allontana dall’essenza, rendendoci “tutti, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”
Leggere La Sconosciuta è un po’ come navigare a vista, senza soluzione di continuità, è un arrendersi gradualmente alla poesia, lasciando che il rincorrersi di albe e tramonti continui ad accadere.
Rosa Pugliese
Rosa Pugliese, Zurigo 1965. Diplomata in Lingue Straniere, vive dal 1978 a Venosa, in Lucania. Fa parte del Movimento Internazionale “Donne e Poesia” diretto dalla poetessa Anna Santoliquido e dell’A.N.PO.SDI. (associazione nazionale poeti e scrittori dialettali. È volontaria del programma nazionale di promozione della lettura in famiglia in età precoce Nati per Leggere. Ha preso parte come volontaria a un corso di lingua italiana rivolto a studenti emigrati. Nel 2019 la sua prima silloge poetica La strategia della formica, Scatole parlanti Editrice, nel 2021 la seconda raccolta poetica La tana del riccio, AttrAverso Edizioni.
Alle donne che meritano, oggi niente auguri per la befana ma una poesia a loro dedicata… Le donne di Alda Merini
Ci sono donne… E poi ci sono le Donne Donne… E quelle non devi provare a capirle, perchè sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo di pensare. Devi spazzare via con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo averle raccontate si tormentano – in una agonia lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi. Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perchè non sai quanto gli occhi di una donna possono trovare scudo dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia. Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse. Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.