Rosa Pugliese per “La Sconosciuta” di Maria Teresa Infante La Marca

Genesi Editrice, Collana Le Scommesse, 681 – pag. 136.
Anno: ottobre 2022. Costo copertina 15,00.
http://www.genesi.org/scheda-libro/maria-teresa-infante/la-sconosciuta-9788874149049-726961.htm
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Non esistono capitoli in quest’opera che ha l’apparente struttura di un romanzo ma è poesia.
È prosa poetica che ci viaggia sulle teste come un dirigibile senza meta in balia di un solo vero protagonista: il destino.

Il tutto avviene in un luogo non luogo abitato da decisioni mancate o sfiorate alla ricerca di “un trafugare ancora un giorno alla vita piuttosto che lasciarla appassire”.

Sembra che ogni rigo debba condurci verso un addio, ogni verso “oltre le finestre che chiudono i battenti ai sogni”.

Molteplici le letture che dalle pagine sgorgano a fiotti, come un treno con i suoi passeggeri, crisalidi in attesa che il viaggio si compia; fermate e ripartenze tra il vuoto della quotidianità e l’aspirazione all’amore, “perché senza amore si è morti pur vivendo”.

La Sconosciuta è un’opera che induce a riflettere su sé stessi, su come e perché accettare il cambiamento, inteso come superamento dei confini tracciati all’interno delle case, da una finestra. Cambiare è lasciarsi qualcosa alle spalle, è un morire per rinascere.

Allora bisogna sapersi spingere oltre il davanzale, oltre le colonne d’Ercole, a un’ora dal destino “verso un non luogo dove non serve viaggiare per giungere a destinazione”.

E se “l’amore è una rapina dell’anima” (Platone) conviene lasciarsi andare al mito di Amore e Psiche, percorrendo strade sconosciute all’ordinario.

Un passaggio profondamente lirico della Sconosciuta “Il bianco è la stasi, il non colore” mi ha rimandato immediatamente a Cecità di Saramago in cui la cecità dei protagonisti non è data dall’oscurità ma da una sorta di bianco abbacinante. Lo stesso bianco accecante che è stasi, quel non colore che rappresenta, in fondo, l’incapacità di imbrattare la tela, l’assenza di emozioni che ci allontana dall’essenza, rendendoci “tutti, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”

Leggere La Sconosciuta è un po’ come navigare a vista, senza soluzione di continuità,
è un arrendersi gradualmente alla poesia, lasciando che i
l rincorrersi di albe e tramonti continui ad accadere.

 


Rosa Pugliese

Rosa Pugliese, Zurigo 1965. Diplomata in Lingue Straniere, vive dal 1978 a Venosa, in Lucania. Fa parte del Movimento Internazionale “Donne e Poesia” diretto dalla poetessa Anna Santoliquido e dell’A.N.PO.SDI. (associazione nazionale poeti e scrittori dialettali. È volontaria del programma nazionale di promozione della lettura in famiglia in età precoce Nati per Leggere. Ha preso parte come volontaria a un corso di lingua italiana rivolto a studenti emigrati. Nel 2019 la sua prima silloge poetica La strategia della formica, Scatole parlanti Editrice, nel 2021 la seconda raccolta poetica La tana del riccio, AttrAverso Edizioni.

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