Kurt Schwitters (1887 – 1948) è stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l’utilizzo di mezzi d’avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto.
Oh, tu, amata dai miei 27 sensi, ti amo!
Tu, da te, a te, io a te, tu a me – – – noi?
Questo, a proposito, non è il posto.
Chi sei, innumerevole puttana, vero?
La gente dice che lo saresti.
Lasciali parlare, non sanno come si svolge il campanile.
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Indossi il cappello in piedi e cammini sulle mani,
Sulle mani cammini.
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Ciao, I tuoi vestiti rossi, plissettati in pieghe bianche,
Giunto alla 150esma edizione ,il 4 febbraio 2023 parte la nuova edizione del Carnevale viareggino , che vede ,in questo primo giorno l’afflusso di oltre 70.000 visitatori di ogni parte d’Italia. Dopo lo storico carnevale di Venezia, rinomato in tutto il mondo,questo di Viareggio,nota località balneare degli anni 60 /70 vicino a Lucca è indubbiamente il secondo.
Le origini
Nacque in un particolare Martedì Grasso del 1873 su impulsodi una brigata di ricchi borghesi viareggini che erano soliti riunirsi al Regio Casinò e che dettero il via alla tradizione del Corso Mascherato,sfilando per la via Regia (da cui viene il nome del posto : via regis ) con le carrozze addobbate di festoni e fiori.
Con un manifesto spiritoso rogato da un fantomatico notaio Chiassone iniziò la storia del Carnevale di Viareggio allo scopo unico di divertirsi e far divertire
La giuria composta dai signori Imparziale, Intendente e Buongusto, distribuì dopo il Corso del martedì grasso … alla migliore mascherata una immensa quantità di Bottiglie di vini più o meno generosi esteri e nazionali sia bianchi, rosè, neri.
Dopo la pausa della guerra,il Carnevale si è rinnovato ogni anno ,perfezionando la tecnica motoria dei carri e l’uso della cartapesta, tanto da diventare un vero e proprio lavoro di artisti che sono impeganti tutto l’anno per il suo allestimento e la realizzazione di carri, nella Cittadella, che a partire dagli anni 90,è un distretto dove appunto si realizza quanto serve per il Carnevale.
I carri
I carri,nella loro fantasmagorica apparizione,accompagnati da danze e musiche,con circa 200 figuranti, sono anche una denuncia sociale e politica e ,dunque,rispecchiano i tempi in cui vengono realizzati. A proseguire questa tradizione ,famiglie che si tramandano il mestiere da generazioni. Anche quest’anno è stato così e in primo luogo sono stati trattati i grandi problemi contemporanei: guerra e ambiente .
Ecco allora il carro “Pace-armata”diAlessandro Avanzini con la bambina soldato vestita in tuta ermetica ,maschera antigas che sventola vessilli di pace o””Evoluzione della specie con un King kong,alto 20 metri e il suo esercito di uomini-scimmie a rappresentare l’involuzione dell’uomo con la sua volontà distruttiva del pianeta. Come sottolineano Umberto, Stefano, Michele Cinquini e Silvia Cirri con l'”Evoluzione della specie” l’uomo ha trovato il suo punto di non ritorno
Quest’ultimo ha già suscitato delle critiche da parte degli animalisti,che ritengono degradante per i primati essere associati al regresso e alla distruzione.
Una macumba per dire basta!”. Fabrizio e Valentina Galli invece immaginano una grande astronave, guidata da Burlamacco e Ondina, pronta a salpare verso un Pianeta Terra 2.0 portando speranze e desideri in un pianeta lontano,migliore del nostro
C’è poi il carro dedicato alla “Depressione” con il suo Pulcinella che abbozza un sorriso dietro el note della canzone “meraviglioso “ di Modugno, come inno ad apprezzare la vita o quello sui veleni che appestano il mondo-E“Meraviglioso” è l’esclamazione del grande Pulcinella che si sveglia dall’incubo della depressione e riscopre la bellezza del mondo,
Jacopo Allegrucci immagina un vecchio cantastorie che irrompe nel Corso Mascherato con il suo carrozzone carico di emozioni e ricordi, per raccontare “Una storia fantastica”: quella dei 150 anni del Carnevale di Viareggio. “
Roberto Vannucci nell’allegoria dal titolo ”Io sono nessuno” vede nei girasoli un simbolo per indicare la strada migliore verso un ritorno alla luce, dopo anni bui e difficili in cui la povertà ha colpito ampie fasce di popolazione.
Direbbe il grande Pirandello che dietro ogni risata c’è l’amarezza di un pianto .Infatti tutta questa allegria nasconde timori, malattie, critica sociale e politica ,come è ,del resto ,nella migliore tradizione burlesca italiana come avevano fatto le maschere della commedia dell’arte
Le sfilate dei carri in programma sui viali a mare di Viareggio. Oltre a quella del 5, si replicherà domenica 12, giovedì 16, domenica 19, martedì 21 e sabato 25 febbraio. Al termine dell’ultimo corso mascherato saranno decretati i carri vincitori dell’edizione 2023.
C’è anche una lotteria abbinata alla vincita del carro
I rioni
A Viareggio non si può scindere il carnevale dai rioni che prevedono balli, musiche, cibi e giochi vari. Grandi serate all’aria aperta tra musica e piatti tipici che rappresentano quanto il Carnevale sia nelle vene dei viareggini. Ecco le date dei rioni: Vecchia Viareggio sabato 4 e domenica 5, Marco Polo venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 febbraio, Darsena da venerdì 17 a martedì 21 febbraio, Croce Verde Centro venerdì 24 febbraio. Le feste per i bambini: Campo d’Aviazione lunedì 6 febbraio, Torre del Lago (Gran teatro Puccini, nel foyer) sabato 11 febbraio, Vecchia Viareggio (giovedì 16 febbraio), Varignano (venerdì 17 febbraio), Darsena (sabato 18 febbraio).
E’ nella proiezione d'un riflesso alternativo
lo sfiorare d'onde calme d'esistenza
attirano docili penombre
in quella piazza muta ove si rincorrono
al di là di sguardi altrui... i segreti
(nel buio immenso brillano di luce propria
in quel frizzo d'adrenalina che scatenano
misto a fumi d'arcano)
Celati fanno capolino al rabbuiare del sole
nello scantinato al sapor di ceralacca
catturando quell'intrinseco baleno
che sprizza invincibilità a musicare
una nota in più nell'accordo che intona...
@Silvia De Angelis
Studi storici ci dicono che il Carnevale derivi dalle feste dionisiache dei Greci ,che i Romani ripresero nelle feste Saturnali ,durante le quali poteva venir commesso ogni eccesso, nel nome del divertimento e della libertà da obblighi .Questo grazie all’uso delle maschere,che celavano l’identità e ,dunque, evitavano la punizione per gli eccessi commessi.
Apuleio, nelle sue “Metamorphosi” narra appunto di gruppi mascherati che portavano in processione un uomo chiamato Mamurio Venturio, coperto di pelli di capra ,colpito con bacchette ,che rappresentava il vecchio anno solare che se ne andava per lasciare posto al nuovo, trasportato su di un altro carro.
La parola “Carnevale “ invece sembra derivare da” Carnem levare” ovvero eliminare dal banchetto la carne, dato che era l’ultimo giorno in cui ,finito il periodo di baldoria, poteva esse consumata prima del periodo di astinenza.
Potrebbe però derivare da “carnualia ovvero giochi di campagna o da carrus navalis ovvero nave su ruote come carro particolare o corteo navale ,di origine prettamente pagana ad indicare appunto i festeggiamenti d’occasione.
I toscani Medici nel XV e XVI secolo organizzavano grandi festeggiamenti con sfilata di carri ,chiamati “Trionfi”,accompagnati da canzoni “A ballo “ come quella scritta da Lorenzo il Magnifico “il trionfo di bacco e Arianna”.
I festeggiamenti prevedevano un finale con un fantoccio di sterpi che veniva bruciato. Come simbolo dell’anno vecchio con i suoi guai.La chiesa però si oppose a certe sregolatezze,anche perché il martedi grasso non era il precursore di un periodo di astinenza.
Il carnevale di Castiglion Fibocchi e i figli di Bocco.
Indubbiamente il Carnevale toscano più rinomato è quello della Versilia, nota zona marittima con Viareggio ma da alcuni anni si è incrementato un altro carnevale, in un bel borgo medievale a pochi km da Arezzo: quello di Castiglion Fibocchi,in zona Valdarno, che alcuni dicono sia il più antico d’Italia . Il suo nome deriva da signore della zonaOttaviano Pazzi, chiamato “Bocco” per un deformità del volto. Ogni anno oltre 200 figuranti,detti appunto “Figli di Bocco” si esibiscono con il volto coperto da maschere di cartapesta e bellissimi costumi barocchi
Il primo documento che ci racconta l’esistenza di questo antico Carnevale risale al XII secolo, quando Betta di Ardimanno dovette anticipare la data delle nozze con il nobile del Valdarno Guglielmo di Bernardino poiché nel Castello de filiis Bocchi si festeggiava il Carnevale con grandi libagioni, prima dell’inizio della Quaresima.
E ancora, in un documento del 2 maggio 1174 si legge che in “Castellione de filiis Bocchi”, i bifolchi ed i Signori festeggiavano insieme la “festa de Carnesciale”.
Nel XIV secolo la tradizione fu interrotta,ma rimase nella gente la voglia di ritornare a festeggiare e così nel 1900 fu ripresa con il rito della pastasciutta,cotta nei pentoloni dove i contadini cuocevano i pastoni per gli animali e distribuita a tutti. Vi si aggiunse poi il rito dell”operazione “, tramite il quale si simulava una operazione chirurgica per estrarre da un grosso contenitore, salsicce, prosciutti ed altri cibi del posto.
Fu solo nel 1997 che il Carnevale riprese il suo spirito goliardico e vennero create le maschere con tanto di abiti fantastici,dettati dalla creatività dei suoi abitanti e dalle mani di sarte locali.
Cosa vedere e dove.
Andando a Castiglion Fibocchi ,passeggiando per le stradine del borgo ,si incontrano i 200 figuranti nel loro sfavillare di colori e forme. Ognuna è diversa e ogni volta stupisce la ricchezza dei decori e delle fogge degli abiti,tanto da solleticare anche fotografi professionisti ,che si cimentano nel concorso fotografico “22 sfumature di Bocco”con foto in bianco e nero o a colori .Ogni maschera ha un suo perché e vuol rappresentare qualcosa,come si può scoprire qui: http://www.carnevaledeifiglidibocco.it/le_mura_castellane.html anche se il re Bocco è il protagonista che apre le porte del borgo e racconta la storia. Maschere bellissime insieme a cibo, musica, balli, sbandieratori, giochi circensi e arte, che si sono meritate anche il “Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo” e, nell’anno 2014, la prestigiosa “Medaglia del Presidente della Repubblica”.
Il Carnevale dei Figli di Bocco 2023 si svolgerà in due fine settimana e quattro date: 4, 5, 11, 12 febbraio. Quella di quest’anno è la 26ª edizione moderna Puoi vedere la bella scheda descrittiva di ciascuna maschera
Articolo di Marina Donnarumma . Roma 4 febbraio 2023
Cosa sono i presidi ospedalieri e cosa c’entrano.
Mentre tutto il sistema nazionale crolla, tassi dei mutui altissimi, italiani completamente obnubilati, tartassati, spersonalizzati da tv e social, avvengono cose semplicemente scandalose, emanate come leggi dallo stato. Il servizio delle Iene del 24 gennaio ha scoperto un vero vaso di pandora, che lascia basiti, esterrefatti, tanto è vero che sembra una finzione, una burla.
I presidi ospedalieri sono tutti, ma tutti i materiali che servono a far funzionare un ospedale, indispensabili, essenziali in sala operatoria, tutti i materiali salvavita per operare, senza contare il resto. Io cerco di spiegarlo in modo semplice. L’ospedale di prassi indice un concorso a cui partecipano le ditte che possono procurare presidi ospedalieri. Chi vince l’appalto può fornire i propri presidi. Facciamo conto che un ospedale preveda una spesa di centomila euro, poi capita che, per necessità questo budget venga superato, premetto che la ditta in questione, non può comunque rifiutarsi di fornire il materiale, e questa spesa viene superata anche di altrettante centomila. In ogni fornitura c’è il lavoro di tanta gente, tasse, contributi, costi vari. Ebbene lo stato pretende dalla ditta vincitrice dell’appalto la restituzione delle centomila euro non contemplate dalla prima spesa prevista dell’ospedale. Questo vuol dire che ogni ditta appaltatrice sarà destinata a fallire, chiudere e qualsiasi ditta in futuro potrebbe rifiutare la collaborazione con gli ospedali, In poche parole gli ospedali non potranno curare e operare, perchè verrà a mancare tutto ciò che serve per farlo funzionare. Se gli ospedali superano il tetto della cifra stabilita, è colpa della ditta fornitrice che già paga tasse di suo su tutto ciò che fattura? Certo che no! Poi comodo per lo stato fare leggi su misura che sanno di usura e mettono a rischio posti di lavoro, e provocano la messa all’indice di tante oneste ditte, il fallimento di intere società per una legge ingiusta e assurda.
Una legge del Governo Renzi, nel 2015, introduce il PayBack sui dispositivi medici per le aziende sanitarie. Il Premier Draghi lo rende attuativo prima della sua definitiva uscita da Palazzo Chigi. Ma cos’è il Payback? In sintesi, se una Regione gestisce male la Sanità, si dà un obiettivo di spesa e non lo rispetta sforando tale “tetto”, per legge, a ripianare tale buco di bilancio, devono essere in parte anche le aziende che forniscono Dispositivi Medici.
«Un norma- dichiara Marco Parrivecchio (nella foto), business manager di GM srl- che per 7 anni era stata dimenticata e che in questi mesi si sta abbattendo sulle imprese mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia e centinaia in Sicilia. Una legge all’italiana che fonda i suoi calcoli su una base imponibile indeterminata ed in realtà già tassata. Infatti, non si tratta di una tassa ma di un prelievo forzoso, per cifre molto alte (a volte enormi) che molte piccole e medie aziende non potranno pagare dichiarando fallimento. Pertanto, lo Stato ha creato le condizioni per far fallire le PMI italiane a totale vantaggio delle Multinazionali che producono e pagano le tasse all’estero. Con questa legge si crea disoccupazione e si creano le basi per drenare sempre più ricchezza all’estero».
Oltre 100mila posti di lavoro a rischio e circa 3,6 miliardi di euro di liquidità che verrà sottratta alle imprese medie e piccole. Banalmente la prima delle conseguenze sarà la sospensione della fornitura di molti Dispositivi Medici (per buona pace dei pazienti che ne hanno bisogno). Ovviamente, da subito, vengono sospesi investimenti in Ricerca e Sviluppo nonché viene interrotto il finanziamento di Eventi Formativi (Corsi e Congressi).
«Ci chiedono di restituire i soldi con cui hanno acquistato, in virtù di regolari gare pubbliche, i dispositivi medici che abbiamo regolarmente fornito. È un meccanismo assurdo- continua l’imprenditore palermitano- Alle aziende vengono chiesti i soldi per ripianare i bilanci delle aziende sanitarie che vengono completamente deresponsabilizzate in questo processo». Una questione di responsabilità quindi che viene rimpallata fra governo, regioni e direzioni sanitarie.
«Se le aziende italiane devono pagare i debiti della mala gestione della Sanità pubblica allora vogliamo essere coinvolte, con pieni poteri, nella gestione delle stesse. Pagare debiti fatti da Direttori Generali che non abbiamo contribuito a nominare e ripianare sforamenti di spesa di piani sanitari che non abbiamo creato noi (e per i quali nemmeno veniamo consultati) è una norma senza alcuna logica, simile ad alcune leggi da regime totalitario».
Il meccanismo del Payback ha messo in subbuglio anche la politica. La Sardegna ha sospeso il provvedimento fino alla sentenza del TAR e in tutte le altre regioni il dibattito è accesissimo.
«Ho letto- conclude Marco Parrivecchio- che un emendamento per la sospensione è stato proposto anche all’Assemblea Regionale Siciliana. Chiedo al Presidente Schifani di prendere in seria considerazione la proposta al fine di tutelare il sistema sanitario siciliano e soprattutto la salute delle persone. Le aziende di forniture medicali vogliono contribuire alla crescita della qualità della sanità siciliana. Per raggiungere questo obiettivo ci devono essere le condizioni di sopravvivenza. Diversamente il Payback sarà una nuova pandemia per la sanità».
DISPOSITIVI MEDICI, IL PAYBACK SLITTA AL 30 APRILE
Più tempo per le aziende fornitrici di dispositivi medici per adempiere all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa. Incontro in Commissione Affari e Sociali del Senato con una delegazione Fifo Confcommercio- Aforp.
25 gennaio 2023
Le aziende fornitrici di dispositivi medici dovranno adempiere all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa posto a loro carico per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, effettuando i versamenti in favore delle singole regioni e province, entro il 30 aprile prossimo invece che entro il 31 gennaio come originariamente previsto. Lo dispone un decreto legge approvato dal Consiglio dei il 10 gennaio scorso.
Il 25 gennaio scorso, una delegazione di Fifo Confcommercio-Aforp è stata ricevuta, a Palazzo Madama, dal presidente della Commissione Affari Sociali e Sanità, Francesco Zaffini, e dal Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, Ignazio Zullo. “L’incontro – ha commentato il presidente Fifo Sanita, Massimo Riem – è avvenuto in una logica di proficua collaborazione. La sensazione è che ci sia una forte attenzione al tema da parte del Governo e delle forze politiche, con un interesse e una voglia a trovare la soluzione migliore. Resta un tema non facile da risolvibile, ma constatiamo una grande apertura a lavorare insieme con l’obiettivo di tutelare tutte le PMI del nostro settore dei fornitori di dispositivi medici”.
“L’ascolto di questo Governo – ha aggiunto la presidente Aforp, Grazia Guida – ci rende fiduciosi in una possibile soluzione del problema payback, per questa grande criticità che investe il nostro comparto e soprattutto per le PMI, che senza un adeguato provvedimento, vedrebbero svaniti anni di sacrifici e di investimenti e crollerebbe l’economia portante del nostro Paese. Noi continueremo a difendere i nostri diritti fino a raggiungere il risultato, che speriamo possa arrivare, coscienti che faremo fino in fondo la nostra parte”.
Il payback mette a rischio il sistema sanitario nazionale
Nella manovra economica il Governo non ha affrontato il tema del payback mettendo così a rischio il Sistema Sanitario Nazionale. Fifo Sanità, la Federazione italiana fornitori ospedalieri aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ribadisce così il rischio concreto di un’imminente mancanza di dispositivi medici negli ospedali e lancia l’allarme per l’intera tenuta del settore. La norma costringe le aziende fornitrici di dispositivi medici a pagare 2.1 miliardi di euro entro il 15 gennaio, con conseguente fallimento per centinaia di pmi che distribuiscono a tutti gli ospedali d’Italia dispositivi salvavita e altro materiale per il corretto svolgimento delle attività chirurgiche.
“Siamo inorriditi – dichiara il presidente Massimo Riem – per quello che potrà accadere se la norma non sarà superata. Stiamo parlando di una certezza, non una possibilità. Mancheranno dispositivi medici come strumenti chirurgici e diagnostici. Chiediamo al Governo, che in queste ore sta lavorando alla manovra, di superare la norma o almeno garantirne la sospensione”.
“Abbiamo lavorato e lavoreremo – conclude Riem – per tutelare il futuro prossimo delle pmi che rappresentiamo, e soprattutto la tenuta dell’intero Sistema Sanitario Nazionale. Il Governo ci dia ascolto per evitare un pericolo concreto e incombente per la salute dei cittadini. Di fronte a questo rischio, la politica non può girarsi dall’altra parte”.
Fifo Confcommercio e Confindustria Dispositivi Medici sconcertati: “mai fatto accordi sul payback”
“Siamo sconcertati dalle dichiarazioni che giungono da alcuni esponenti delle Istituzioni regionali che parlano di ‘accordo con le associazioni di categoria’ in riferimento al payback sui dispositivi medici”. Così la Federazione Italiana Fornitori in Sanità, aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, e Confindustria Dispositivi medici che ricordano che il payback resta un’imposizione di legge che richiede coattivamente parte di compensi precedentemente concordati secondo gare d’appalto regolarmente aggiudicate. Nessuna azienda, ribadiscono le due Associazioni, può sopportare tali richieste per entità e tempistiche.
“Dopo mesi di proposte e di richieste di aiuto alle istituzioni rimaste inascoltate, siamo sbalorditi dalle dichiarazioni in merito a un’intesa con le associazioni che rappresentano le aziende del comparto. È, inoltre, da rilevare l’assoluta illegittimità e incostituzionalità di questa misura che distrugge una filiera cruciale per il Sistema Sanitario Nazionale”, aggiunge Massimo Riem, presidente di Fifo Sanità.
“Restiamo sconcertati – dichiara Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici – di fronte alle false dichiarazioni di una parte della classe politica che parla addirittura di un precedente accordo con le associazioni di categoria sul payback, senza considerare le catastrofiche conseguenze che questo avrà sulla salute dei cittadini. Vorremmo piuttosto poter discutere col Governo e le Regioni una soluzione”.
L’allarme era già stato lanciato dalla Federazione il 6 dicembre scorso nel corso di una conferenza stampa a seguito dell’approvazione nel Decreto aiuti bis della normativa sul payback che obbliga le aziende del comparto a rimborsare il 50% delle spese effettuate in eccesso dalle regioni. Per FIFO Sanitàil provvedimento mette a rischio il tessuto dei fornitori ospedalieri, composto nel 95% da micro, piccole e medie imprese, con oltre 100mila lavoratori coinvolti. Dispositivi salvavita, strumenti per dialisi, valvole cardiache, protesi e ferri chirurgici: sono solo alcuni dei dispositivi medici che potrebbero mancare negli ospedali a partire da gennaio.
Strumenti che potrebbero mancare negli ospedali in caso di stop forniture
Sterilizzatori
Prodotti per circolazione extracorporea
Protesi cardiache
Valvole cardiache
Stent coronarici e cardiaci
Dispositivi protezione per radiologia e radioterapia
Protesi ortopediche
Stent vascolari
Dispositivi per traumatologia (ossa)
Ventilatori polmonari per rianimazioni, terapie intensive, reparti Covid
Strumentario e ferri chirurgici
Disinfettanti e antisettici
Accessori per radioterapia
Camici monouso
Garze, bende e cerotti
Dispositivi per dialisi
Dispositivi salvavita
Dispositivi per pronto soccorso
NB. Tempi per stop alle forniture – Il lasso di tempo tra la chiusura delle imprese e la fornitura dei dispositivi può variare da pochi giorni a qualche settimana
La stima dell’impatto del payback 2015-2020 sulle imprese
Sulla base dei dati resi pubblici dalla Corte dei Conti (che, per quanto riguarda i tetti di spesa 2015-2020, ha ripreso quelli dei due Accordi Stato-Regioni sopracitati), FIFO ha stimato lo sforamento della spesa e il payback a carico delle imprese fornitrici del SSN.
La spesa è cresciuta nell’arco di tempo considerato del 18,3%, passando da 5,8 miliardi di euro nel 2015 a 6,8 nel 2020. Nell’ultimo anno, in particolare, la spesa è cresciuta del 7,3%, pari in valore assoluto a oltre 460 milioni di euro.
Dati i tetti lo sforamento complessivo è cresciuto nell’arco dei sei anni considerati sia in valore assoluto che in percentuale della spesa ammessa. Complessivamente il payback che le aziende sono tenute a pagare ammonterebbe alla cifra “monster” di 3,6 miliardi di euro, che confrontata alla spesa annua pubblica in dispositivi medici ne rappresenta ben oltre il 50%.
Sforamento nella spesa a livello nazionale e relativo al payback complessivo
Valori in milioni di euro e in %
2015
2016
2017
2018
2019
2020
Tetto di spesa
4.800
4.856
4.925
4.962
5.011
5.261
Spesa effettiva
5.782
5.838
5.986
6.226
6.430
6.842
Sforamento (mln.euro)
1.041
1.052
1.105
1.287
1.419
1.642
Sforamento (in %)
21,7
21,7
22.4
25,9
28,3
31
Payback
416
474
553
643
710
821
Fonte: Elaborazioni FIFO Sanità su dati Corte dei Conti (2020, 2021) e Accordi Stato-Regioni 2019
Riem: “Centinaia di aziende saranno costrette a chiudere”
“Come Federazione che rappresenta le pmi in Sanità – ha detto il presidente di FIFO, Massimo Riem – siamo assolutamente d’accordo a perseguire una spesa pubblica razionale e oculata. Ma questo obiettivo non può passare per una deresponsabilizzazione degli amministratori e un tracollo del tessuto delle pmi italiane. Con l’attuazione del payback centinaia di aziende saranno costrette a chiudere, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Le imprese non saranno più in grado di fornire dispositivi medici, a gennaio ci troveremo davanti a una crisi senza precedenti da un punto di vista economico e sanitario”. “Chiediamo la cancellazione di questa norma – ha concluso Riem – che è inapplicabile e chiediamo l’apertura di un tavolo di discussione con il governo”.
Mi colse di sorpresa quella potatura fuori stagione la clamorosa ascensione della radice ancora colma d’acqua e progettati e attesi sottorami ora divorati dall’assenza Quanto ti somiglio adesso padre mio, quanto sono te!
E con tutte quelle lune e quelle barche dove vado senza direzione se non verso un dolore sistemato dietro la ringhiera… Mi gira attorno il gelsomino e quell’abbraccio perso nell’ultimo cuscino senza più parole dietro la scatola piena di polvere soltanto
Sfumature in trasparenza nessun enigma chiara aritmetica giustificatore dell’inesperienza… la roba le api e tutto quel ferro la campagna sintomi del malessere tardivo del tempo ormai andato del poco ripetuto ed io, solo di metafora accorcio la distanza
Non ci sarà per simmetria nessuna ricorrenza lungo la piena che mi travolgerà cosi come io stesso sarò altrove quando mio figlio chiederà di me
Christa Wolf (1929 – 2011), nata Christa Ihlenfeld, è stata una scrittrice tedesca.
Parlavi di cose che non vedevano e loro ridevano.
Ma tu rema sul fiume oscuro controcorrente; va’ per la via sconosciuta alla cieca, ostinato, e cerca parole radicate come il nodoso ulivo – lascia che ridano. Desidera che dimori l’altro mondo nella soffocante solitudine odierna in questo presente smemorato – lasciali pure.
Il vento marino e la rugiada dell’alba esistono senza che alcuno li cerchi.
MARTEDÌ 31 gennaio alle 19:00 c’è stata la sessione conclusiva del Festival 2023 alla quale sono stati invitati gli stimati poeti e scrittori che hanno partecipato con le loro opere nate dall’ispirazione del tema Prana – Respiro – Aria proposto dal Presidente Preeth Nambiar ed emanato dalla Writers Capital Foundation , tutta l’equipe organizzativa e di coordinazione, promuovendo un grande entusiasmo in ciascuno dei partecipanti che da ogni angolo del mondo si sono cimentati a scrivere versi poetici distinti da “caleidoscopica originalità” toccando infinite sfaccettature degli svariati argomenti scaturiti dalla tematica che ,come scintille impalpabili, hanno trovato la loro espressione negli animi e nelle talentuose menti nel rendere unico e grandioso il Festival 2023 impreziosito dall’unione delle singole emozioni.
Il ringraziamento va a ciascuno per aver preso parte al Festival Numero 1 al mondo con la promessa di incontrarci di nuovo nell’ universo della Letteratura e dell’Arte . Cordiali saluti.
Di seguito il link della sessione live della cerimonia di chiusura :
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EL MARTES 31 de enero a las 19:00 horas se realizó la sesión final del Festival 2023 a la que fueron invitados los estimados poetas y escritores que participaron con sus obras nacidas de la inspiración del tema Prana – Aliento – Aire propuesto por el Presidente Preeth Nambiar y emitido por la Fundación Capital de Escritores, todo el equipo de organización y coordinación, fomentando un gran entusiasmo en cada uno de los participantes que desde todos los rincones del mundo se han aventurado a escribir versos poéticos distinguidos por la “originalidad caleidoscópica” tocando infinitas facetas de los diversos temas que han surgido del tema que, como chispas impalpables, han encontrado su expresión en las almas y mentes talentosas para hacer que el Festival 2023 sea único y grandioso, embellecido por la unión de emociones individuales.
Gracias a todos por participar en el Festival Número 1 del mundo con la promesa de reencontrarnos en el universo de la Literatura y el Arte. Atentamente.
A continuación se muestra el enlace de la sesión en vivo de la ceremonia de clausura:
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TUESDAY 31 January at 19:00 there was the final session of the 2023 Festival to which the esteemed poets and writers were invited who participated with their works born from the inspiration of the Prana – Breath – Air theme proposed by the President Preeth Nambiar and issued by the Writers Capital Foundation, the whole organizational and coordination team, promoting a great enthusiasm in each of the participants who from every corner of the world have ventured to write poetic verses distinguished by “kaleidoscopic originality” touching infinite facets of the various topics that have arisen from the theme which, like impalpable sparks, have found their expression in the souls and talented minds in making the 2023 Festival unique and grandiose, embellished by the union of individual emotions.
Thanks go to everyone for taking part in the Number 1 Festival in the world with the promise to meet again in the universe of Literature and Art. Sincerely.
Below is the link of the live session of the closing ceremony:
https://m.youtube.com/live/pV2PG_Fs5GE?feature=share **** La grandiosa cerimonia di chiusura di Panorama International Literature Festival 2023 – Grandi emozioni condivise all’interno della Family of Writers Capital Foundation! Congratulazioni e gratitudine da tutto il team e dalla famiglia di scrittori al presidente e fondatore della WCIF e al presidente di Panorama Preeth Nambiar Preeth Padmanabhan Nambiar per aver ispirato l’umanità e aver permesso a tutti noi che condividiamo la visione di un futuro migliore di unirci alla Fondazione. e diventare una catena forte e solida che unisce il mondo intero. In nome del rispetto, della solidarietà, del fastidio, della pace e dell’amore, come espresso nel “Pledge for Humanity”, gentilmente recitato dalla CHRO Johanna Devadayavou. Gratitudine per gli stimolanti discorsi del Prof. Levett e del Dott. Steven Roy, che hanno inaugurato la nuova attività educativa della Fondazione, benedicendo il suo primo dipartimento, il Centro Internazionale di Lingue e Letterature Straniere. Complimenti Joan Josep Barcelo per il tuo fantastico discorso e lavoro durante tutto il festival, come ospite dell’evento virtuale in Spagna. Vi ringraziamo tutti, cari Delegati e cari amici da tutto il mondo! Ci mancherà il nostro Festival, ma siamo qui per incontrarci di nuovo nel magico regno di Panorama con il tema del prossimo anno – “Accendi il fuoco in te!”, come è stato inaugurato da Vicky Papaorgopoulou.
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The grandiose Closing Ceremony of Panorama International Literature Festival 2023 – Great emotions shared within the Family of Writers Capital Foundation!
Congratulations and gratitude from the whole Team and the Family of Writers to President and Founder of WCIF and Panorama Chairman Preeth Nambiar Preeth Padmanabhan Nambiar for inspiring humanity and for letting us all who share the vision of a better future join the Foundation. and become a strong solid chain that unites the whole world. In the name of respect, solidarity, botherhood, peace and love, as expressed in the “Pledge for Humanity”, graciously recited by CHRO Johanna Devadayavou.
Gratitude for the inspiring speeches by Prof Levett and Dr Steven Roy, who inaugurated the new Educational endeavour of the Foundation, blessing its first department, the International Centre for Foreign Languages and Literature.
Kudos Joan Josep Barcelo for your awesome speech and work throughout the festival, as host of the virtual event in Spain.
We thank you all dear Delegates and dear friends from across the globe! We shall miss our Festival, but we are here to meet again in the magical realm of Panorama with next year’s theme – “Ignite the Fire in you!”, as was inaugurated by Vicky Papageorgopoulou. *** La grandiosa Ceremonia de Clausura del Festival Internacional de Literatura Panorama 2023 – ¡Grandes emociones compartidas dentro de la Fundación Familia de Escritores Capital! Felicitaciones y agradecimiento de todo el equipo y la familia de escritores al presidente y fundador de WCIF y presidente de Panorama, Preeth Nambiar Preeth Padmanabhan Nambiar, por inspirar a la humanidad y permitir que todos los que compartimos la visión de un futuro mejor nos unamos a la Fundación. y convertirse en una fuerte cadena sólida que une al mundo entero. En nombre del respeto, la solidaridad, la molestia, la paz y el amor, tal como se expresa en el “Promesa por la humanidad”, graciosamente recitado por CHRO Johanna Devadayavou. Agradecimiento por los discursos inspiradores del Prof. Levett y el Dr. Steven Roy, quienes inauguraron el nuevo esfuerzo educativo de la Fundación, bendiciendo su primer departamento, el Centro Internacional de Lenguas y Literatura Extranjeras. Felicitaciones a Joan Josep Barceló por tu increíble discurso y trabajo durante todo el festival, como anfitrión del evento virtual en España.
All’angolo d’uno sbadiglio
si cela
la replica d’un desiderio
messo a tacere
nel semibuio d’un sogno antico.
Mani d’ombra
carezzano
monosillabi di pori raddolciti
velando tempre immaginose d’amore
al di fuori di ruvide tempeste
che in silenzio
in un mancino rimbalzo
artigliano la vita
@Silvia De Angelis
Nel corso del pomeriggio di ieri, 31 gennaio, si è insediata la Consulta Comunale per le Pari Opportunità presieduta dal Sindaco di Alessandria Giorgio Abonante, che ha anche la delega alle Pari Opportunità, procedendo, nel corso della riunione, alla nomina del nuovo Direttivo.
La Consulta Pari Opportunità è uno strumento di cui – in attuazione di quanto disposto dal proprio Statuto all’art. 4 comma 6 – si è dotato il Comune per garantire pari opportunità alle donne. In particolare, mira a proporre interventi atti a rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, culturale, economico e istituzionale che costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne, adottando azioni positive per valorizzare e dare espressione alla differenza di genere.
La Consulta resterà in carica quanto l’attuale Consiglio Comunale e la seduta di avvio di ieri ha visto, quale proprio primo atto formale (ai sensi dell’art. 5 del Regolamento della Consulta) l’elezione nel proprio ambito di una Presidente, di una Vicepresidente e di una Segretaria.
È risultata eletta Presidente, con voto all’unanimità, la dr.ssa Vincenza Palermo, mentre Vicepresidente è la giornalista Mimma Caligaris e Segretaria la dr.ssa Ivana Tripodi.
Il Direttivo è stato nominato dall’Assemblea della Consulta formatasi a seguito dell’Avviso pubblico, scaduto il 13 gennaio scorso: un’Assemblea composta dall’Assessore alle Pari Opportunità, dalle Assessore nominate dal Sindaco e dalle Consigliere Comunali in carica, da una Rappresentante per ognuno dei partiti politici presenti in Consiglio Comunale, da una Rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (sede di Alessandria) e da una rappresentante dell’UPO (sede di Alessandria); e inoltre è aperto alle Organizzazioni sindacali, alle Organizzazioni di categoria e agli Ordini Professionali dotati di Comitato Pari Opportunità, nonché alle Associazioni femminili operanti nella realtà comunale da almeno cinque anni.
Ciascuna delle Componenti la Consulta, durante la seduta di ieri, ha avuto modo di presentarsi, mettendo in luce le proprie esperienze in merito ai temi pertinenti le finalità perseguite dalla Consulta e sottolineando altresì utili spunti di riflessione e proposte.
«Con la seduta convocata ieri pomeriggio – ha dichiarato il Sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, che ha anche le deleghe per le Pari Opportunità – si è dato avvio ad una presenza di servizio molto importante per la nostra Comunità locale.
Mentre ringrazio tutte le Consultrici e coloro che hanno accettato il ruolo di rappresentanza e di interazione diretta con la nostra Amministrazione, ossia la Presidente Vincenza Palermo, la Vicepresidente Mimma Caligaris e la Segretaria Ivana Tripodi, vorrei sottolineare alcuni obiettivi strategici su cui il dialogo con la Consulta, nel rispetto della sua autonomia, potrà essere particolarmente interessante e proficuo.
L’obiettivo delle Pari Opportunità merita infatti di essere considerato nella sua trasversalità e inclusività rispetto alle diverse politiche di intervento e, come abbiamo anche rimarcato nel documento “Alessandria 2030” che indica le linee programmatiche che intendiamo realizzare durante il corrente mandato amministrativo, sono infatti convinto che il tema delle Pari Opportunità così come quello in generale dei diritti, della lotta alle discriminazioni, dell’integrazione di tutte le cittadine e tutti i cittadini non siano solo l’oggetto di una delega ad un Assessorato, ma debbano essere il “faro” della nostra azione amministrativa su ogni scelta politica.
In particolare, sento l’importanza del riferimento al contrasto delle discriminazioni: prevenire, contrastare e superare tutte le discriminazioni necessita il massimo impegno da parte nostra, sia che si tratti di discriminazioni per l’orientamento sessuale, che per quelle relative all’identità di genere, fino a considerare anche altri fattori di discriminazione – a volte subdoli, a volte palesi, ma sempre insidiosi e gravi – quali le forme di disabilità, l’origine etnica, l’orientamento religioso, la stessa età anagrafica in rapporto ai servizi e ai diritti spettanti alle Persone della nostra Comunità locale.
Insieme alla Consulta, sarà dunque fondamentale ragionare su questi temi così come confrontarsi sulle modalità più appropriate affinché, nel nostro territorio comunale, la valorizzazione della parità di genere venga sentita come “questione di comunità”, su cui sensibilizzare, fare educazione, coinvolgere e attivare tutte le fasce che compongono la collettività alessandrina.
Lotta alla discriminazione, parità di genere, valorizzazione della donna in quanto portatrice di competenze, esperienze e intelligenze: finalità sulle quali, come Sindaco, ma anche come Assessore con la Delega alle Pari Opportunità, desidero impegnarmi con particolare attenzione affinché si possano promuovere utili iniziative e progetti, in collaborazione sia con la Consulta che con il privato sociale locale.
A questo vorrei infine aggiungere anche l’obiettivo fondamentale del contrasto alla violenza di genere, dando impulso e attenzione alle iniziative di sensibilizzazione ed educazione e realizzazione di interventi diretti, in collaborazione con tutte le Istituzioni e le realtà associative del territorio.
L’elenco è lungo e gli obiettivi sono davvero molti, molto ambiziosi quanto urgenti per dare senso ad una credibile azione amministrativa in tema di Pari Opportunità. Ma, per il momento, mi fermerei qui…
Formulando, anche a nome della Vicesindaco e di tutti i colleghi della Giunta Comunale, i migliori auguri alla Presidente Vincenza Napoli, alla Vicepresidente Mimma Caligaris e alla Segretaria Ivana Tripodi, ringrazio le altre Candidate per la disponibilità Stefania Gallo e Cristina Bocchio, così come per l’importante servizio reso alla Comunità alessandrina la Presidente uscente Nadia Biancato insieme al Comitato di Presidenza uscente della Consulta.
E a questi saluti e ringraziamenti aggiungo quelli che rivolgo anticipatamente, per la sensibilità e il fattivo coinvolgimento, alle nuove Consultrici augurando a tutte “Buon inizio”!».
«Ringrazio tutte le Consultrici – questo il pensiero espresso dalla neo-Presidente della Consulta, Vincenza Palermo – per la fiducia accordatami e sono onorata di assumere la carica di Presidente, che eserciterò come “primus inter pares”, proseguendo nella linea di attenzione e sensibilità alle istanze della Consulta già intrapresa dalla precedente presidente Nadia Biancato sostenuta dal già Assessora alle Pari Opportunità Cinzia Lumiera.
Mi impegno come presidente della nuova Consulta interpretando, ne sono certa, la sensibilità anche di tutte le consultrice a perseguire i principi di parità in riferimento agli art. 3 e 37 della Costituzione Italiana, operando per rimuovere gli ostacoli che, di fatto, costituiscono discriminazione diretta e /o indiretta nei confronti delle donne e per promuovere le pari opportunità verso ogni tipo di discriminazione sulla base delle normative vigenti internazionali, nazionali e regionali al servizio della comunità alessandrina”.
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Vincenza Palermo, nata a Napoli il 18 febbraio 1959, è oggi Direttrice della Struttura Complessa Risk Management presso l’ASL TO 4 Chivasso-Cirié-Ivrea.
Da sempre interessata al volontariato, ancora liceale entra a far parte della CRI di Alessandria nel Gruppo Pionieri.
Nel 1978 costituisce la Sezione Provinciale dell’AIDO di Alessandria divenendone prima consigliere segretaria e poi vice presidente nazionale, fino a ricoprire la carica di Presidente Nazionale dal 1995 al 2004.
Impegnata da sempre per i diritti dei più deboli, ha promosso come presidente dell’AIDO insieme all’ANED una proposta di legge d’iniziativa popolare per la modifica della vecchia legge sui prelievi e trapianti di organi, c
Adoro i torrenti e la musica che fanno. E i ruscelli, nelle radure e nei prati, prima che diventino torrenti. Forse li adoro soprattutto per la loro segretezza. A momenti dimenticavo di dire qualcosa sulle sorgenti! Può esserci una cosa più meravigliosa di una fonte? Ma anche i grandi corsi d’acqua hanno il loro cuore. E i luoghi in cui confluiscono nei fiumi. Le foci aperte dei fiumi che sfociano nel mare. I luoghi dove l’acqua con altra acqua si confonde. questi luoghi mi si stagliano nella mente come luoghi sacri. Ma questi fiumi lungo la costa! Li amo come alcuni amano i cavalli o le donne affascinanti. ho un debole per questa acqua veloce e fredda. Mi basta guardarla perché il sangue scorra più veloce e un brivido mi percorra la pelle. Potrei stare a guardarli per ore questi fiumi. Non ce n’è uno che…
Scrive Daniela Patrian. Sono nata 56 anni fa a Milano, ho vissuto per trenta anni in questa splendida Metropoli che definisco una ricca ed elegante signora, generosa, ottima insegnante di vita..Il mio percorso scolastico non è dei piu’ brillanti, termina col diploma del liceo linguistico svolto in modo disinteressato, in quanto non coinvolta nel sistema di apprendimento, in parole povere sono una mente pensante ed imparare la lezioncina a memoria non mi ha entusiasmata, tuttavia amo la cultura e ho approfondito da sola. Sono una educatrice Oss, adoro la mia professione che svolgo nel sociale. Ho la passione innata per lo scrivere, disegnare, dipingere, ultimamente mi sto avvicinando anche alla fotografia digitale. Non ho un percorso fatto di partecipazioni letterarie o pittoriche numerose. Ho partecipato ad alcuni premi letterari, un paio di poesie sono state inserite nelle varie antologie. Ho numerose richieste per ritratti di artisti, poi stampati su magliette…
a farsi guardare il suo occhio rapido e triste lancia reti che compiono gli anni ogni giorno un singhiozzo sporge il capo dalla tana scaglia un pugno contando i dadi che stringe poi subito rientra
e quella crisi adolescenziale solo un’emicrania della speranza
Sui miei occhi
bende discostate
per assaporare flash della tua presenza.
E’ remota dai tempi degli sguardi
ma ancor sa meditare
di fibrillanti carezze di ciglia
mosse da un alito
d’animata follia.
Morde dolci inquietudini
sulla tremula linea di respiro
quasi indissolubile
pur essendo in bilico
su alture d’orizzonte.
Ne supera la maestà
nel suo rilasciare
morbida impronta digitale
nelle caviglie ansimanti
ch’eguagliano quasi la curva del vento
@Silvia De Angelis
Poeti e scrittori dall’Italia e dal mondo in collegamento live
Meravigliosa sessione del Panorama International Literature Festival. Congratulazioni a tutti i partecipanti.
Wonderful session of Panorama International Literature Festival. Congratulations to all the participants.
Maravillosa sesión de Panorama International Literature Festival. Felicitaciones a todos los participantes.
” Abbiamo respirato emozioni Respiramos emociones We breathed emotions…”
PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2023: LIVE As part of the ongoing Panorama International Literature Festival 2023, we are proud to announce a live event curated by renowned writer and our Chief Advisor Joan Josep Barcelo from Spain.
Sunday, January 29 (5:30 p.m. .Spain) (11.30 AM EST) Via Zoom I Live on YouTube
■ IRENE DOURA-KAVADIA – Secretary General WCF – GREECE ■ JOAN JOSEP BARCELO – Curator and Moderator – SPAIN ■ FILIPPO PAPA – Co-moderator – ITALY ■ ELISA MASCIA – Co-moderator – ITALY ■ VASILIS PASIPOULARIDIS – GREECE
Preeth Nambiar – Irene Doura-Kavadia- Johanna Devadayavu -Vasilis Pasipoularidis -Filippo Papa -Elisa Mascia – Griselda Alicia Soriano -Mirtha Verde-ramo – Antonietta Micali -Dora Muñoz – Manuela Cecchetti -Riccardo Gaffuri – Montzerrat Licona. **** PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2023: LIVE
As part of the ongoing Panorama International Literature Festival 2023, we are proud to announce a live event curated by renowned writer and our Chief Advisor Joan Josep Barcelo from Spain.
Presentation of the poetry book “ΚΩΝΕΙΟ” (Conium) by Vasilis Pasipoularidis published by Writers International Edition.
Sunday, January 29 (5:30 p.m. .Spain) (11.30 AM EST) Via Zoom I Live on YouTube
■ IRENE DOURA-KAVADIA – Secretary General WCF – GREECE ■ JOAN JOSEP BARCELO – Curator and Moderator – SPAIN ■ FILIPPO PAPA – Co-moderator – ITALY ■ ELISA MASCIA – Co-moderator – ITALY
■ VASILIS PASIPOULARIDIS – Head Writers Capital Youth Foundation – GREECE
Preeth Nambiar – Irene Doura-Kavadia – Johanna Devadayavu – Vasilis Pasipoularidis – Filippo Papa – Elisa Mascia
Jorge Luis Borges (1899 – 1986). Narratore, poeta e saggista, l’argentino Borges è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico, sia per la sua più ampia produzione poetica.
Siamo il tempo. Siamo la famosa parabola di Eraclito l’Oscuro. Siamo l’acqua, non il diamante duro, che si perde, non quella che riposa. Siamo il fiume e siamo anche quel greco che si guarda nel fiume. Il suo riflesso muta nell’acqua del cangiante specchio, nel cristallo che muta come il fuoco. Noi siamo il vano fiume prefissato, dritto al suo mare. L’ombra l’ha accerchiato. Tutto ci disse addio, tutto svanisce. La memoria non conia più monete. E tuttavia qualcosa c’è che resta E tuttavia qualcosa c’è che geme.
Nell’eventualità
che interferenze irriverenti
diano impulso
a un soggiacere
di mani mobili
s’appiattisce il bandire
teatralità impulsive
che governino ore del giorno.
Incenerite
da fuochi del profondo
che sappiano intrattenere
un astio tramandato
sorge un’incapacità
di trasmettere ai polsi
la direzionalità
di gesti tonanti
adottati da riflessi di silenzio.
@Silvia De Angelis
MI CHIAMO HADDAS di Carlo Molinari Mi chiamo Haddas e sono morto in una gelida mattina d’un giorno di gennaio. In quel posto brutto dove ci avevano portato i soldati vestiti di grigio, vidi mia madre senza capelli, tutta nuda che tremava per il freddo e per la paura. Mi disse di non guardarla. Un soldato le urlò di tacere, e le diede un pugno sul seno. Mio padre è da tanto che non lo vedo più, e non so dove sia andato. Quegli uomini cattivi, che gridavano sempre, e con i cani che mordevano le gambe a noi più piccoli, mandarono mio padre a fare la doccia. Lo vidi entrare in uno stanzone, tutto scuro, in fondo a un tunnel, mi salutò con la sua grande mano e non lo vidi mai più uscire. Mi chiamo Hadas e sono morto in una gelida mattina d’un giorno di gennaio. Io non so perché mi hanno ucciso. Avevo chiesto solo di giocare e avevo chiesto anche una caramella. L’avevo chiesta sottovoce. Un soldato cattivo, con grandi stivaloni neri, mi urlò di tacere. Io chiesi ancora, ma mi diede un potente schiaffo. Caddi in una pozzanghera e vidi un filo di sangue uscire dalle mie piccole narici. Iniziai allora a piangere e chiesi perché non potessi giocare, e perché non potessi avere una sola caramella. Quell’uomo mi disse che ero più lurido d’un cane con le pulci, e che i vermi più schifosi erano molto più belli di me. Chiesi ancora la caramella. Quell’uomo cattivissimo mi fece allora vedere il pistolino e ridendo come un matto mi fece la sua pipì in faccia. Io continuai a piangere, cercai di scappare ma ricevetti un forte pugno sul mio piccolo stomaco. Caddi di nuovo a terra per il dolore e iniziai a tremare per la paura. Mi rialzai di nuovo, pian piano in ginocchio, cercai di trovare le poche forze che mi erano rimaste e chiesi ancora la mia caramella. A quel punto iniziai a correre più che potevo, con grandissima fatica. Quell’uomo mi raggiunse subito, mi trascinò per la mia casacca a strisce, gridò qualcosa che non capii e mi diede un forte calcio sul petto. Il dolore fu tremendo, non mi veniva più il fiato, e mi lasciai scivolare di nuovo con la faccia a terra, nel fango. Mi uscì tanto sangue dalla bocca. Quell’uomo cattivissimo mi disse ridendo che facevo vomitare più d’una cacca appena fatta. Piangendo, gli chiesi ancora una caramella e gli chiesi perché fosse così cattivo con me. Volevo solo giocare come fanno tutti i bambini. A quel punto, l’uomo in grigio mi fece vedere la sua grande pistola, me la schiacciò in fronte e sentii il freddo di quella cosa. Gli chiesi tremando perché stesse facendomi tutto quel male. Il suo cane ringhiava, e poi non ricordo più niente. So solo che sono morto, in un freddo mattino di gennaio. Quell’uomo in grigio mi sparò in piena faccia. Per un attimo mi parve di sentire un dolore fortissimo, ma subito mi addormentai. Per sempre mi addormentai. Sono morto. Sono Hadas. Vorrei sapere perché quell’uomo cattivo non mi ha mai dato la caramella che gli avevo chiesto gentilmente, e perché mi ha ucciso senza motivo. Io ero un bambino come tutti gli altri bambini, non avevo fatto niente di male. Sono Haddas, e sono morto. Ma perdono con tutto il mio cuore quell’uomo tanto cattivo, perché forse non ha mai giocato con altri bambini e con la sua mamma, e forse non ha mai saputo in tutta la sua vita quanto sia buona una caramella all’arancia. Carlo Molinari
”Il mio nome Haddas” scritta in occasione della giornata della memoria il 27 gennaio 2022. Un nome che è tutti nomi di ogni bambino morto.
Spesso sono presa dalla ricerche di nuovi scrittori, non sempre facile perchè il web ormai è un minestrone di parole. Poi ecco un incontro, si! Mi incontro con delle parole che mi sbattono contro il muro e leggo tutto di un fiato ” Il mio nome è’Haddas”. Una poesia che ti entra e ti spacca, perchè ne senti tutto il dolore e l’intensità. Io non incontro gli scrittori, il mio colpo di fulmine è con le parole. Carlo Molinari uno scrittore che è un fiume in piena, lui vive per la poesia e la poesia vive per lui, in perfetta simbiosi. La sua vita è la poesia e lui la incontra dovunque. I suoi scritti sono un incontro di emozioni perdute, sperdute, un cocktail di sensazioni che butti giù di un fiato. In ogni poesia c’è la sua storia, il suo modo di vedere, anche di idealizzare. Se non idealizzassimo che poeti saremmo? Carlo si definisce da un punto di vita letterario un romantico, sicuramente con lui si ha la sensazione dell’uomo paladino, ma anche di colui che vede nella donna qualità incredibili. Nella donna vede ciò che lui desidera, la ricerca di un amore ideale e di grande sentimenti. Chi può dargli torto? Chi non desidera un amore di rispetto e di grande intensità? In lui, io vedo grandi romantici, visione Leopardiane, un pò di Keats, ma anche Baudelaire, neorealismo. Ovvio che lo stile è solo suo, personale intimo, esistenziale. Un artista completo, pittore, pianista, il suo vissuto l’ha trasformato in una persona dotata di percezione e grande sensibilità. I suoi scritti sono di un tessuto particolare, intuisci tra le pieghe, amore, dolore, voglia irrefrenabile di vivere e di apprezzare ogni cosa nella vita. Lui ha sempre un senso di rinascita e rinasce ogni volta che scrive. La sua forte empatia l’ha portato a contatto della sofferenza di altri e cosi che nasce un suo libro di forte impatto ” Voci da galera” raccoglie frasi e breve testimonianze di carcerati, con cui ha intrattenuto un intenso rapporto epistolare, doloroso e motivato. …Alle ore 15 del (…) si è suicidato nel carcere di (…) un detenuto che era arrivato lì da non molto: stava in carrozzella, gli avevano tolto anche la televisione, aveva il blindato chiuso 24 ore su 24 e le uniche “visite” che riceveva erano quelle dell’infermiere che gli misurava la pressione. Non si sanno le sue vicende processuali e nemmeno chi scrive lo conosceva di persona: non si sanno i motivi, né si sanno mai in fondo i motivi di un suicidio. Si è fatto la “corda” annodando più calzini, ha legato un’estremità alle sbarre della finestra della cella e l’altra al collo: poi, non potendo utilizzare le gambe, si è fatto scivolare giù dal letto… Chi mi ha dato oggi la notizia, ancora sconvolto dall’accaduto, ha provato a fargli il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca e intanto chiamava il medico: il quale ha solo dovuto constatare il decesso avvenuto (aveva 46 anni). Forse ne parlerà qualche giornale? Ne dubito fortemente: intanto ne parliamo noi…
(Fonte: lettera privata del 25/01/2000) LE CADUTE
Non pensate di non cadere nell’errore perché prima o poi ci si cade tutti. Però sappiate che rialzandovi, voi sarete maggiori, non inferiori, come si può pensare nel comune intendere. Nella vita se uno fallisce è escluso dal mondo. Invece no, qui no. Se uno cade rialzandosi, è più sapiente. Ma se la vostra superbia non vi permettesse più di riconoscere l’errore allora dovreste considerarvi finiti… Noi siamo deboli ed inclini al male, però la nostra capacità di ripresa dipende dalla volontà e dallo spazio che lasciamo alla misericordia di Dio. Non affliggetevi per le vostre cadute perché cadere è cosa umana. Preoccupatevi di rialzarvi subito dopo. Dio osserva tutto.
(Maurizio)
Due pezzi tratti dal suo libro” Voci da galera” Uno scrittore da leggere, ha scritto anche racconti per bambini e le sue storie sono state fonti di progetti scolastici.
Carlo Molinari è nato a Conegliano (TV) ed è laureato in Giurisprudenza. Inizia a scrivere poesie fin da bambino. Il pittore e poeta Nerone scrisse di lui: “Carlo Molinari è un poeta che cerca la poesia come se fosse il pane quotidiano (…), le sue poesie mi ricordano tanto quelle di Cesare Pavese”. Lo scrittore e poeta Filippo Fenara descrisse il suo stile come “maestria e denso di fascino e tecnica sopraffini”. Carlo Molinari ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in premi letterari, anche a livello internazionale: nel 2007 ha ricevuto una “Menzione d’onore” a Melbourne (Australia) dall’Accademia Letteraria Italo – Australiana Scrittori. Ha pubblicato diciassette libri ed è presente con le sue poesie in svariate antologie e siti internet. Nel 2021 ha inviato una sua poesia dedicata alla Madonna a Papa Francesco e dopo pochi mesi ha ricevuto una lettera della Segreteria di Stato Vaticana in cui è stato messo in evidenza quanto il Santo Padre “abbia gradito il premuroso gesto”. Nel 2021 fonda il movimento poetico internazionale “Poeti2000 – Poetry in the World”, con l’obiettivo di radunare poeti e poetesse da tutto il mondo e promuovere la Poesia ad ogni latitudine. Il Movimento conta attualmente numerosi iscritti in Italia, Venezuela, Messico e America Latina. Molte sue poesie sono recitate su YouTube da Rodolfo Vettor (Premio alla Carriera), Antonio Sterpi (attore di teatro), Brunella Moro (voce recitante di “Radio Più”, Agordo – BL), Alberto Baroni (poeta e video maker) e Bruno Di Giovanni (video maker). Nel 2022 viene inserito in WikiPoesia, enciclopedia on line dei poeti contemporanei. https://carlomolinariit.wordpress.com/informazioni/
Carlo Molinari la prima domanda che mi viene in mente, visto che scrivi tantissimo , da quando lo fai?
Da che lo ricordo, ho sempre scritto, dal 2007 ne ho fatto il mio impegno principale.
So che sei molto preso dal sociale, hai fatto volontariato e ti sei occupato anche dei problemi connessi ai carcerati.
Avevo fondato un associazione negli anni 90 e ci occupavamo di volontariato epistolare, E’ andata avanti per 21 anni, ma la mia indole è portata alla poesia, di cui mi nutro e mi alimento h24, da quando ero bambino.
Ho letto con attenzione alcune tue poesie sulle donne, si intuisce una visione angelicata della donna, in una società dove la donna tutto è, fuorchè angelicata, la donna o la donna di cui parli, corresti che fossero cosi? Una tua idea personale sulla donna?
Ultimamente una delle mie poesie sicuramente mi è stata “ispirata” dalla lettura ascetica e divinizzante di Tagore, dal quale tuttavia non ho copiato nulla di nulla. Ho interpretato la Donna così come la sentivo ieri pomeriggio. Io ho una grande considerazione per la Donna: la considero una creatura che porta in sé il peso di tanti pesi, di qualunque tipo essi siano (figli, lavoro, rapporti d’amore non riusciti, violenze subite, psicologiche e fisiche). Tuttavia mi rendo benissimo conto che la Donna Millennium è molto emancipata e di questo non posso che essere felice e compartecipe. La Donna ha una grande forza in sé, molto spesso più dell’uomo, legato troppo sovente alla materia, alla terra. La Donna sa vivere, scegliere, sognare, innamorarsi, darsi da fare con grande fatica, molto più dell’uomo, a mio modesto parere. Il sesso “forte” non siamo noi uomini bensì le Donne. “Viene dalla costola di Adamo” ma nella Storia ha fatto molta strada in più del suo compagno dell’eden.
A tutte le donne
Pettirosso
piumato d’immenso,
tu canti il tuo salmo
sul ramo del mandorlo,
il tuo trillo attende
la primavera assopita
tra le radici della terra.
Sei solo com’è solo il sole.
Ti abbandoni alla luce
senza lamentarti mai
degli artigli di tanto freddo.
Il tuo canto s’innalza
ai raggi appesi al cielo mite.
Spargi soavità, tanta briosità,
su chi frena il suo passo
ad ascoltare con devozione
il tuo suono intriso di vangelo.
Sei la bellezza incarnata,
benedizione del Padre Nostro
che s’è chinato su di noi,
consacrate polveri nel cosmo,
silenzio di silenzi ancestrali.
Tu canti e non ti turbi,
il tuo ramo di mandorlo
attende di specchiarsi ad aprile
nei colori più delicati,
amorosi, leggiadri, succulenti,
che sa dipingere la stagione
dei morti tornati in vita.
Vieni da uno spazio infinito,
dal seme piantato per amore,
a ricordarci che la vita,
anche nell’angoscia,
può mutarsi in salmodia
offerta alle genti.
Nel tuo petto scarlatto
si nascondono natura,
germogli, poesia, stupore.
Amabile pettirosso,
piumato d’immensità,
così soave ed intrigante
è il tuo volo
di malva e di gerbera.
Resto attonito, inebriato,
dinnanzi alla tua dolce sinfonia.
Tu canti la sapienza
che mai avrei sperato,
io così debole, schiavo del male
di questa terra di pianto.
Sul tuo ramo di mandorlo
non ti stanchi d’esser mitezza.
Non volarmi lontano,
io sono cenere e nostalgia,
di te ho bisogno
come dell’acqua e del pane.
Fammi posto, accanto a te,
sul tuo ramo di nidi, figli e amori.
Fa’ ch’io possa, dipinto di gioia,
attendere la stella assonnata
e cantarle, come fai tu,
il mio alleluia
ricolmo d’amore eterno,
per questa vita
che pare uno sbaglio
e che invece è un valzer,
dove si balla insieme
appesi alla morte,
nell’attesa
d’esser tutti una luce
che ammutolisce l’infinito.
Quando scrivi lo fai sotto un impulso? come ti definiresti?
Io sono così, il mio animo tende ad essere ottimista e positivo, anche se a volte (causa di momenti di buio che ho attraversato nel passato) posso “cadere” in una certa visione decadente o pessimistica. Io vedo e tendo a vedere la luce, il bianco, il bello, l’amore, la positività. Di notte, quando scrivo e sono solo nella tenebra, il mio animo può anche altalenare tra il bianco e il nero, è la mia indole, quando scrivo non è la mia Ratio che ha il sopravvento bensì il mio inconscio. Io mi definirei un poeta dell’inconscio. Come dice Henri Michaux: “Il vero poeta prima crea, poi comprende, qualche volta”. E tante volte lascio che siano gli altri ad interpretare ciò che scrivo, io non me ne curo. Io sono un poeta dell’inconscio.
Vero, uno scrittore di una grande ricchezza interiore, ma a parte la poesia hai un sogno nel cassetto?
Il mio unico interesse è la poesia e il mio sogno è diffonderla ovunque, ho appena lanciato una petizione a livello mondiale per diffonderla ed insegnarla nelle scuole, una materia vera e propria.
Carlo Molinari un poeta singolare, una passione forte nei confronti della poesia, lui respira e suona con le parole. le sue poesie si innalzano come note e con la delicatezza e la fragilità di un fiore, ma nello stesso tempo con una forza e un intensità immortali. Grazie Carlo Molinari
da stasera iniziamo un’importantissima raccolta di firme on line con una petizione mondiale, seppur rivolta per il momento all’Italia: il Consiglio Direttivo di “Poeti2000 – Poetry in the World” promuove una raccolta firme da indirizzare poi al Ministro dell’Istruzione e del Merito on. Giuseppe Valditara, al fine che la Poesia sia presa in maggiore considerazione in tutte le Scuole della Repubblica Italiana e che possa essere considerata anche come “Materia Autonoma e Indipendente” di insegnamento e di studio, a tutti i livelli scolastici.
Chiediamo a tutti Voi di leggere la petizione (in italiano, spagnolo e inglese) presente nel nostro sito:
Chiediamo a tutti Voi di firmarla e di condividerla in tutti i Vostri Social, contatti via email, Whatsapp e Telegram, secondo le istruzioni riportate nel nostro sito web.
Chiediamo anche di condividere questo post nei Vostri profili Facebook al fine di raggiungere il più alto numero di firme on line possibile.
Grazie a tutti per la collaborazione: portiamo la Poesia in TUTTE le Scuole Italiane! Grazie a chi ci sosterrà in questo grandissimo impegno culturale/sociale/umano.
Il Consiglio Direttivo di “Poeti2000 – Poetry in the World”.
Il regno della Bellezza
Questa notte milioni e milioni
di fiammelle illuminano le stelle.
Non esiste più il buio fosco e tetro
ma un ciclone di luce che condanna.
Sono tutti i morti usciti dall’Ade
che guardano senza nessuna parola.
Un mare sterminato di uccisi, insultati,
ingannati, violentati, appesi alla forca.
Il fuoco si spegne e strepita il silenzio,
non c’è più niente da dire, solo vergogna.
Chi non ha mai compreso il linguaggio
dei derelitti assassinati dagli oppressori
e da mani sudice, perverse e scellerate,
è già sfracellato all’inferno dei maledetti.
Venite, c’è ancora posto per gli accecati
che non hanno mai voluto vedere.
Venite, c’è ancora posto per gli ossessi
che non hanno mai voluto ascoltare
l’urlo dei poveri, sepolti in questa terra
che doveva essere il regno della Bellezza.
Lasciateci qualche goccia di sangue,
qualcuno di noi vuole provare ad amare.
Articolo di Marina Donnarumma. Roma 28 gennaio 2023